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Gestione della Chioma in Viticoltura
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Gestione della Chioma in Viticoltura

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  • 1. Gestione della chioma in viticoltura Vito Mezzapelle: http://www.antichivigneti.eu
  • 2. COSA SI INTENDE PER INTERVENTO IN VERDE? L’INSIEME DEGLI INTERVENTI “CESORI” CHE AVVENGONO DURANTE IL PERIODO VEGETATIVO DELLA VITE
  • 3. SI TRATTA DI DIVERSE OPERAZIONI CHE CONSISTONO NELLA RIMOZIONE DI GEMME, GERMOGLI, FOGLIE E GRAPPOLI ESEGUITE DURANTE LA FASE VEGETATIVA QUESTE SI PROPONGONO DI: Migliorare l’equilibrio vegeto-produttivo, Eliminare eventuali errori commessi con la potature invernale, Evitare dannose piaghe, Migliorare l’efficienza dei trattamenti antiparassitari, Rendere agevole la meccanizzazione,ecc.
  • 4. Fattori che influenzano la vigoria
    • Ambientali e colturali:
    • Terreno (fertilità)
    • Portinnesto (vigoria)
    • Densità di piantagione
    • Forma di allevamento
    • Carica di gemme
    • Potatura lunga o corta
    • Concimazione
    • Irrigazione
    • Inerbimento
    • Trattamenti antiparassitari
  • 5.
    • Le operazioni di potatura verde comprendono:
    • Degemmazione e scacchiatura
    • Spollonatura
    • Cimatura
    • Posizionamento e legatura dei germogli
          • (condizionamento della vegetazione)
    • Defogliazione
    • Diradamento dei grappoli
    • Anulazione
    • Appassimento
  • 6. L’effetto degli interventi in verde è evidente per alcune cultivar non lo è per altre
    • La risposta, in termini quantitativi, non è sempre la stessa ed è fortemente legata al “sistema vigneto” in cui vengono effettuati
    • Alcuni interventi in verde producono un aumento del carico zuccherino accompagnato da un aumento della produzione, altri invece producono un aumento del carico zuccherino mantenendo invariata la produzione
  • 7.
    • L’anulazione del capo a frutto e del ceppo all’allegagione producono un aumento sia della produzione che della quantità di zuccheri per ettaro
    • L’anulazione del capo a frutto e la defogliazione nella zona dei grappoli effettuati all’invaiatura provocano soltanto un aumento del contenuto zuccherino ma non della produzione
    • La defogliazione e la cimatura all’allegagione producono una riduzione (oppure in alcuni casi un “non aumento”) della produzione ma favoriscono, anche se in maniera lieve, l’accumulo dello zucchero
  • 8.
    • Probabilmente gli interventi in verde producono i maggiori effetti in situazioni limitanti
    • Bisognerà verificare la possibilità di effettuare ogni anno l’intervento in verde, sulla durata delle piante, si potrebbe ipotizzare altresì la necessità di attuarli a filari alterni
  • 9. DEGEMMAZIONE E SCACCHIATURA Rimozione di gemme ai primi stadi di sviluppo (fase di gemma cotonosa e di punta verde) Rimozione di germogli ancora molto giovani (pochi centimetri di lunghezza) Quando effettuarli: assumono una rilevanza particolare all’inizio della terza stagione vegetativa quando, nella maggior parte di casi, la struttura della vite viene ad essere costituita in preponderanza da legno di un anno
  • 10. SPOLLONATURA O MONDATURA Consiste nella soppressione dei succhione o polloni, che spuntano dal legno vecchio o dal portainnesto e che diventano subito vigorosi a danno dei germogli che ci interessano.
    • Bisogna intervenire precocemente
    • In alcuni casi è voluto (rinnovo del cordone permanente)
  • 11. CIMATURA E CASTRAZIONE La cimatura è l’intervento che prevede la rimozione dell’apice vegetativo e di un numero variabile di foglie sottostanti Quando la cimatura è particolarmente leggera (rimozione del solo apice e di due o tre foglioline apicali) viene spesso denominata “castrazione”
  • 12. Le finalità e gli scopi di questa operazione variano sensibilmente in rapporto alla fase del ciclo vitale della pianta, alla fase fenologica di intervento, ed alla intensità del taglio
  • 13. GLI SCOPI DELLA CIMATURA
    • Per la fase di allevamento:
    • equilibrare delle strutture (tralci o cordoni) che dovranno poi assicurare la funzione produttiva, agendo tramite la rimozione della dominanza apicale che può sbloccare alcune femminelle;
    • promuovere la crescita dei germogli destinati a costituire la struttura produttiva limitando la competizione esercitata da altri apici vegetativi.
  • 14.
    • Per la fase di piena produzione
    • limitare l’ingombro dimensionale della chioma e migliorare l’efficienza nell’di macchine e attrezzi nel vigneto
    • migliorare il microclima a livello di zone strategiche della chioma (es. fascia dei grappoli e zona basale dei tralci);
    • condizionare il portamento e la distribuzione della vegetazione
    GLI SCOPI DELLA CIMATURA
  • 15. EPOCA D’INTERVENTO
    • Effettuata una decina di giorni prima della fioritura, su vitigni vigorosi, favorisce l’allegagione venendo ad interrompere la forte attività vegetativa che induce la colatura; l’eliminazione dell’apice causa un maggior sviluppo di femminelle.
    • Cimature via via più tardive asportano quote crescenti di foglie mature e quindi pienamente efficienti; non viene stimolata l’emissione di femminelle.
  • 16. INTENSITA’ DI TAGLIO
    • In generale, cimando sempre più “corto” si stimola la formazione di femminelle più vigorose ma, al tempo stesso, si riduce il numero massimo di femminelle che che possono sviluppare e che, forzatamente, equivale al numero di nodi mantenuti sul germoglio principale.
    • E da rendere noto che:
    • Tagli molto severi (7-8 nodi), eseguiti precocemente, possono contare su un recupero di superficie fogliare (emissione femminelle)
    • Tagli molto severi eseguiti tardivamente, possono determinare una limitazione permanente della superficie fogliare, con ripercussioni negative sulla maturazione
  • 17. POSIZIONAMENTO E LEGATURA DEI TRALCI ERBACEI (condizionamento della vegetazione) Il palizzamento dei germogli è un operazione fondamentale ed obbligatoria in quasi tutte le forme d’allevamento della vite
  • 18. PERCHE’ SISTEMARE I GERMOGLI
    • Separazione fisica della fascia produttiva da quella vegetativa
    • Migliore agibilità dell’interfilare
    • Migliore arieggiamento dei grappoli
    • Operazione di vendemmia facilitata
  • 19. COME SI PUO’ EFFETTUARE
    • Legatura a macchina
    • Legatura manuale
    • Impiego delle coppie di fili mobili
    • (condizionamento della vegetazione)
  • 20. QUANDO DEFOGLIARE?
    • Prima di defogliare la zona dei grappoli si devono porre in atto alcune osservazioni:
    • valutazione visiva del grado di copertura dei grappoli
    • densità dei germogli per lunghezza di parete (15-20 unità per metro). Valori che eccedono questa soglia suggeriscono l’opportunità di intervenire con la defogliazione.
  • 21.
    • La sfogliatura totale primaverile influisce negativamente anche sulla differenziazione delle gemme e di conseguenza sul raccolto dell’anno successivo
    • Sfogliatura all’invaiatura (10-15gg prima della vendemmia): migliora la maturazione delle uve e favorisce la botrytis nobile e ridurre quella grigia, effettuata precocemente, favorisce l’ispessimento della buccia favorendo l’accumulo di polifenoli
    Quando effettuare la sfogliatura?
  • 22. Come effettuare la sfogliatura?
    • Eliminare il meno possibile superficie fogliare utile alla nutrizione dei grappoli
    • È meglio cominciare dalle foglie vecchie basali, da quelle ombreggiate o che favoriscono ristagni di umidità, rispettando le 6-7 foglie sopra l’ultimo grappolo
  • 23.
    • Il condizionamento provoca :
      • una maggiore % di grappoli esterni
      • un minore spessore della chioma
      • una fascia produttiva più regolare
      • minore quantità di uva
      • maggiore % zuccheri
      • possibile aumento del numero dei filari per ettaro
    Il condizionamento
  • 24. PERCHE’ DIRADARE I GRAPPOLI? Eseguito su viti adulte viene effettuato per conseguire diversi scopi: -indurre, in viti che presentano già un soddisfacente equilibrio vegeto-produttivo, caratteristiche compositive particolari (produrre vini destinate a fasce di mercato alte) -riportare in equilibrio viti che presentano un eccesso di carica di uva in rapporto alla propria capacità vegetativa (maturazione incompleta)
  • 25. QUANDO INTERVENIRE ALLEGAGIONE -acini più grossi -stimola l’attività vegetativa (annullamento degli effetti benefici attesi) INVAIATURA -facile scelta dei grappoli da rimuovere -migliore risultato qualitativo
  • 26. QUANTO ELIMINARE? -La quantità di uva asportata varia, di solito, fra il 20 ed il 60% di quella pendente -Eliminazione dei secondi e terzi grappoli in termini di inserzione sul germoglio, o con conformazione anomala Il diradamento potrà essere calibrato ogni anno in funzione della carica di uva pendente e della superficie fogliare funzionale al momento dell’intervento
  • 27. APPASSIMENTO DEI GRAPPOLI SULLA PIANTA I frutti fisiologicamente maturi sono progressivamente isolati dalla pianta con la perdita delle funzioni (collegamento e trasporto) del rachide Privati di tutti gli apporti ed esposti all’azione del sole e dell’aria gli acini perdono consistenza e raggrinziscono
  • 28. ANULAZIONE PRIMA DELLA FIORITURA Provoca un aumento dell’allegagione, grazie all’accumulo di gibberelline e di sostanze organiche che si viene a creare La produzione viene accresciuta e di conseguenza si ha una diminuzione dello zucchero, del vigore e della vitalità della pianta, per cui si consiglia di praticarla ad anni alterni
  • 29. ANULAZIONE ALL’INVAIATURA Praticata alla fine dell’accrescimento dei germogli, provoca un aumento della pressione osmotica, aumenta il contenuto polifenolico, il grado zuccherino migliorando la qualità delle uve È ipotizzabile come tecnica alternativa al diradamento mantenendo standard produttivi elevati