3a CO-Living - Andrea Pugliese / Europa 2020 e Social Innovation

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Approfondimento di Andrea Pugliese su Europa 2020 e Social Innovation.

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3a CO-Living - Andrea Pugliese / Europa 2020 e Social Innovation

  1. 1. Verso il 2020 coniugando bisogni e potenzialità dei territori. Andrea Pugliese – Matera aprile 2013 a cura di Andrea Pugliese 1
  2. 2.  Top Down: Strategia Europa 2020  Smart Specialisation Strategy  I nuovi fondi strutturali 2014- 2020  le linee guida nazionali (Piano Barca)  ? Bottom Up: i cambiamenti nelle persone (nuovi modelli di consumo, lavoro, relazione, mobilità, rappresentanza)  il modello comunitario dell’innovazione sociale  il contesto necessario a uno sviluppo sostenibile (in senso ambientale, economico, sociale)  ?  Come far convergere gli obiettivi dei processi 1 e 2 intervenendo su entrambi? a cura di Andrea Pugliese 2
  3. 3. Una risposta: la BIG SOCIETY – U.K.  E’ stata lidea politica principale del Regno Unito nel 2010 per il programma elettorale del partito conservatore. Fa ora parte del programma legislativo del governo conservatore- liberal di coalizione.  Lobiettivo è quello di creare una condizione e un clima che consenta alle persone e alle comunità locali la costruzione di una "società allargata e inclusiva" che tolga potere alla politica e alle istituzioni per darlo alle persone.  Alcuni contesti hanno risposto favorevolmente a questa politica, è molto contestata in molti ambiiti.  È stata definita dallarcivescovo di Canterbury Rowan Williams, "Un progetto per nascondere un ritiro profondamente dannoso dello Stato dalle sue responsabilità verso i più vulnerabili”.  http://www.thebigsociety.co.uk/what-is-big- society/ a cura di Andrea Pugliese 3
  4. 4. SOCIAL INNOVATION IN 12 PUNTI 1. Le soluzioni devono concentrarsi sui beneficiari e essere create con loro, preferibilmente da loro, e mai senza. 2. Concentrarsi sui punti di forza dei singoli e delle comunità, e non sulle debolezze 3. Valorizzare la diversità di etnie, età, religione, sesso, ecc e non solo la lotta contro la discriminazione 4. Sviluppare un approccio olistico nell’analisi e nelle soluzioni, piuttosto che risposte diverse ai diversi problemi della gente. 5. Rafforzare e estendere le partnership piuttosto che ciascuna organizzazione gestisca i propri servizi e responsabilità. 6. Lavorare in collaborazione e in rete come modalità per stimolare linnovazione 7. Creare soluzioni disegnate sulla comunità locale piuttosto che soluzioni globali, distanti da persone e comunità 8. Investire più in cooperazione che in concorrenza 9. Integrare stabilmente e sostenere linnovazione sociale al fine di ottimizzare gli investimenti in nuove soluzioni e moltiplicare il loro valore aggiunto nel tempo. 10. Valorizzare non solo le competenze certificabili, ma anche nuove competenze connesse con ciò che è nuovo, ciò che è il futuro e ciò che funziona davvero. 11. Riconoscere valorizzare gli artisti e i creativi capaci di esprimere bisogni sociali 12. Sviluppare una nuova governance per lapprendimento.(Elaborazione A. Pugliese da: Social Innovation, New Perspectives by Ana Vale, Societade e Trabalho Booklets) a cura di Andrea Pugliese 4
  5. 5. Definizione SMART (1)  Smart Specialization Strategy: a seguito degli obiettivi di crescita Intelligente, Sostenibile e Inclusiva di Europa 2020 le strategie nazionale e regionali di ricerca e innovazione sono integrate, poste alla base di programmi di trasformazione economica locali secondo 5 priorità: 1. Concentrare il sostegno politico e gli investimenti sulle priorità, le sfide e le esigenze di sviluppo di un territorio basata sulla conoscenza, comprese quelle connesse all’IT; 2. Basarsi sui punti di forza di ciascun paese / regione, sui suoi vantaggi competitivi e il potenziale di eccellenza; 3. Supportare linnovazione basata sulla tecnologia e sulla pratica con lo scopo di stimolare gli investimenti del settore privato; 4. Ottenere il coinvolgimento delle parti interessate e incoraggiano linnovazione e la sperimentazione; 5. Misurare i risultati basati sull’evidenza e la concretezza con sistemi di monitoraggio valutazione esterni e riconosciuti. http://s3platform.jrc.ec.europa.eu/home a cura di Andrea Pugliese 5
  6. 6. Definizione SMART (2)  Smart City: una città smart è uno spazio urbano diretto da una politica che affronta le sfide in termini di competitività globale e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale. a cura di Andrea Pugliese 6
  7. 7. La nuova programmazione FSE 2014-2020 (1) Il regolamento FSE proposto dalla Commissione spingerà i Piani nazionali a avere queste caratteristiche: 1. i finanziamenti si concentreranno su un numero limitato di obiettivi tra quelli fissati dalla strategia Europa 2020 per rafforzare limpatto degli aiuti. I programmi regionali devono concentrare l’80% del budget su 4 priorità scelte dalle 18 proposte dalla Commissione. 2. Viene auspicata e sostenuta la programmazione integrata con possibile programmazione plurifondo FESR-FSE 3. I vecchi PON/POR diventano Accordi/Contratti di Partenariato con precondizioni, obblighi, risultati attesi, a cui legare i finanziamenti. 4. La Smart Specialization, l’innovazione sociale e le attività di cooperazione transnazionale incoraggiate con un aumento del tasso di cofinanziamento per assi dedicati, e con rafforzamento del ruolo della Commissione nelle attività di scambio buone prassi e azioni congiunte. 5. La Commissione richiede di destinare una quantità adeguata di risorse dell’FSE ad azioni per il potenziamento delle capacità istituzionale, dei partner sociali e delle ONG. a cura di Andrea Pugliese 7
  8. 8. La nuova programmazione FSE 2014-2020 (2) 6. Riconoscimenti in base ai risultati: i contratti di partenariato definiranno il contributo e obiettivi concreti e misurabili; si baseranno sulle valutazioni delle priorità di sviluppo regionale e sui risultati da raggiungere. Correlazione tra risultati e pagamenti. 7. Lotta alla povertà: almeno il 20% dei finanziamenti andrà a favore di misure per linclusione sociale e la lotta alla povertà. 8. lFSE sarà meno complesso, soprattutto per i beneficiari minori. Tale semplificazione (es. maggior uso di importi forfettari) aiuterà in una gestione orientata al risultato 9. azioni specifici verranno finanziati per promuovere luguaglianza fra uomo e donna e lottare contro le discriminazioni a cura di Andrea Pugliese 8
  9. 9. In ritardo da cosa? Per il Mezzogiorno e segnatamente per le sue cinque Regioni “in ritardo di sviluppo” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) è indispensabile muovere dai due deficit che caratterizzano l’area in modo diffuso, anche se con intensità differenziata al proprio interno, e di cui il documento richiama i dati essenziali: un deficit di cittadinanza: dalla sicurezza personale, alla legalità, alla giustizia, all’istruzione, alla qualità dell’aria e dell’acqua, al trasporto pubblico, alla cura di infanzia e anziani, alla rete digitale; un deficit di attività produttiva privata, in primo luogo manifatturiera, ma anche agricola, commerciale e di servizi del welfare – diciamo “industriale”, a indicare non il settore ma il metodo di produzione organizzato e a forte contenuto innovativo, che può dare risposte alla necessità di aumento dell’occupazione.
  10. 10. Aree Interne  Aree interne. La forte diversificazione naturale, climatica e culturale del territorio e il suo accentuato policentrismo costituiscono un tratto distintivo dell’Italia che offre opportunità di sviluppo solo parzialmente sfruttate.  Le “aree interne” sono tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione - distante da centri di agglomerazione e di servizio, con traiettorie di sviluppo instabili ma dotate di risorse che mancano alle aree centrali, con problemi demografici ma al tempo stesso con elevato potenziale di attrazione.
  11. 11. Obiettivi per Aree Interne 1. Tutelare il territorio e la sicurezza degli abitanti affidandogliene la cura. La messa in sicurezza diventa efficiente solo in presenza di una popolazione residente nel territorio. 2. Promuovere la diversità naturale e culturale e il policentrismo aprendo all’esterno. La duplice diversità, naturale e poi frutto dell’azione umana, delle aree interne è ricchezza del Paese. Richiede un modello economico e sociale che sappia assicurare modelli di vita nelle aree interne competitivi con quelli offerti dalle aree urbane e sia aperto ai contributi esterni. 3. Rilanciare lo sviluppo e il lavoro attraverso l’uso di risorse potenziali male utilizzate. Fra tutela del territorio e della sicurezza degli abitanti e promozione delle diversità e sviluppo esiste una relazione biunivoca: i primi offrono opportunità forti al secondo; ma solo se c’è il secondo la popolazione troverà attraente e conveniente vivere in questi territori e potrà quindi assicurare manutenzione e promozione della diversità.
  12. 12. Azioni con Fondi Strutturali In considerazione dell’impianto suggerito e della centralità di scuola e salute nel rendere le aree interne attrattive, le azioni del progetto comunitario dovrebbero includere tra l’altro: - interventi su scuola, salute, cura infanzia e anziani volti a una riqualificazione dei servizi essenziali; - interventi per promuovere lo sviluppo delle attività agricole; - interventi sull’accessibilità e sulle telecomunicazioni; - interventi per l’istruzione e la formazione, anche per gli adulti; - azioni per la manutenzione del territorio e l’ammodernamento (energetico, antisismico, etc.) degli edifici pubblici, selezionati in modo trasparente e monitorabile; - promozione delle attività produttive, segnatamente turistiche, boschive e agricole, congruenti con il disegno - azioni per facilitare la cooperazione inter-istituzionale e gli accordi tra privati, pubblici e associazioni non governative per facilitare l’offerta e l’accessibilità dei servizi, anche culturali. a cura di Andrea Pugliese 12
  13. 13. Parole Chiave Il metodo della programmazione 2014-2020 sarà profondamente rinnovato attorno a sette parole chiave: 1. Risultati attesi 2. Azioni 3. Attuazione: tempi previsti e sorvegliati 4. Apertura 5. Partenariato mobilitato 6. Valutazione 7. Forte presidio nazionale
  14. 14. PARTENARIATO MOBILITATO Il principio di partenariato non è in sé una novità nei programmi dei Fondi comunitari. Nuova è invece la convinzione che sia necessario far riferimento a uno schema comune di principi fondamentali per rafforzare l’efficacia della pratica partenariale. un coinvolgimento sostanziale delle parti anche nella fase discendente; estende il concetto di “parti” a tutti i soggetti rilevanti, ovvero a tutti coloro i cui interessi il programma va a toccare o che possono influire sulla sua attuazione. Particolarmente rilevante è la sollecitazione al coinvolgimento delle parti nelle attività volte alla definizione dei bandi, allo scopo di utilizzare le loro competenze specifiche in una fase decisiva cruciale per la corretta definizione dellintervento, nella quale spesso assai limitate sono le conoscenze dell’amministrazione sulle effettive esigenze o caratteristiche dei beneficiari. a cura di Andrea Pugliese 14
  15. 15. Con chi? È utile focalizzarsi su due gruppi di soggetti la cui “voce” appare indispensabile per costruire e attuare programmi migliori: a) I beneficiari, da intendere come i soggetti i cui interessi sono direttamente toccati dal programma e/o quelli a favore dei quali le azioni sono realizzate, rappresentati dalle loro organizzazioni. In questo contesto, un maggior sforzo è richiesto nei confronti delle organizzazioni espressione della società civile e della voce del cittadino. b) I centri di competenza, da intendersi come quei soggetti organizzati che per propria missione, pubblica o privata, si occupano stabilmente delle materie in cui il programma interviene, le hanno studiate a lungo, ne comprendono a fondo le implicazioni, sono attivi nella discussione e nella proposta. a cura di Andrea Pugliese 15
  16. 16. dell’attenzione.anpugliese@libero.ita cura di Andrea Pugliese 16

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