Seminario Palermo

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progetto formazione insegnanti tecnico pratici

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  • 2 dicembre 2005
  • Seminario Palermo

    1. 1. I corsi Speciali: formazione degli insegnanti tecnico pratici SSIS Veneto Indirizzo di Scienze Naturali I project worck risorse e attività della formazione a distanza M.Antonietta Carrozza – Silvia Zanetti Congresso di didattica della chimica Palermo
    2. 2. <ul><li>Il percorso di formazione degli ITP che abbiamo messo in atto alla SSIS Veneto </li></ul><ul><li>La struttura dei moduli specifici disciplinari </li></ul><ul><li>La struttura delle attività dei laboratori virtuali: i project worck </li></ul>
    3. 3. <ul><li>1 </li></ul><ul><li>Il profilo di insegnante tecnico-pratico delineato dal ministero, quali spazi di manovra lasciava alle SSIS per continuare la “tradizione di percorso formativo” consolidato da 7 anni ormai alla SSIS Veneto e che ha fornito così tanti risultati positivi nel nostro indirizzo? </li></ul>Le domande che ci siamo posti per realizzare il percorso
    4. 4. Le domande che ci siamo posti 2 quale bagaglio culturale e metodologico-didattico doveva costruirsi un insegnante tecnico pratico di microbiologia, chimica e chimica industriale o di cucina, sala bar e ricevimento?
    5. 5. La risposta alla prima domanda <ul><li>Gli spazi sono moltissimi perché nella proposta di legge si menzionano sia le conoscenze disciplinari sia le competenze proprie della professionalità docente </li></ul>
    6. 6. La risposta alla seconda domanda ci ha portato alla costruzione di 1. moduli disciplinari con particolari caratteristiche 2. di attività quali i laboratori virtuali che hanno portato alla strutturazione di moduli virtuali secondo la struttura dei project worck .
    7. 7. <ul><li>Rendere palesi le caratteristiche formative delle discipline d’insegnamento in oggetto </li></ul><ul><li>Rendere evidente cosa si deve insegnare delle discipline in oggetto </li></ul><ul><li>Far comprendere la necessità </li></ul><ul><li>di saper effettuare l’analisi disciplinare </li></ul>Caratteristiche dei moduli disciplinari I moduli disciplinari incentrati sui seguenti punti cardine:
    8. 8. Confronto sui metodi didattici <ul><li>analisi sulla struttura sintattica delle discipline che ha portato ad evidenziare somiglianze e differenze nei modi che ogni disciplina delle scienze della natura utilizza nell’indagare i fenomeni. </li></ul><ul><li>privilegiare metodi didattici attivi , per esempio quello investigativo, che ben si coniugano con il metodo di indagine delle scienze della natura. </li></ul>
    9. 9. Risultato ottenuto Il risultato positivo di tale analisi, effettuata durante il coordinamento, è stata la convinzione che comunque occorreva adottare un modello didattico di insegnamento e di apprendimento coerente con le teorie e modelli psicopedagogici di riferimento.
    10. 10. Strategie risolutive <ul><li>L’approfondimento, in alcuni laboratori, di: </li></ul><ul><li>modelli didattici di matrice cognitivista, </li></ul><ul><li>strategie e metodi didattici particolarmente idonee a favorire il processo I/A nelle discipline scientifiche (problem solving, studio di caso, incident, ecc) </li></ul><ul><li>scopo -> offrire agli specializzandi l’opportunità di approfondire e contestualizzare nella disciplina quanto appreso durante i corsi dell’area comune in modo da operare scelte consapevoli </li></ul>
    11. 11. La ricerca didattica: dai laboratori al tirocino diretto Svt -> conduttori di laboratori di didattica Laboratori di didattica tirocinio diretto ricerca didattica
    12. 12. Progetti di ricerca Progetto Biotecnologie in comunicazione : realizzazione di un percorso didattico in cui si sono utilizzate consapevolmente modelli didattici attivi (didattica per concetti e per sfondi integratori) e strategie attive, quali la conversazione clinica e lo studio di caso, applicate in ambito scientifico e scolastico.
    13. 13. Formazione a distanza: corsi speciali <ul><li>Strategie per risolvere il problema dell’integrazione tra l’area comune e l’area disciplinare: </li></ul><ul><li>struttura di alcuni moduli disciplinari </li></ul><ul><li>presenza di figure con molteplici ruoli (progettisti, coordinatori e docenti) funzionali all’integrazione delle due aree </li></ul><ul><li>struttura dei moduli dei laboratori virtuali </li></ul><ul><li>forum come luogo di coordinamento. </li></ul>
    14. 14. Questioni aperte Come ottenere una maggiore integrazione tra i corsi dell’area comune e quelli dell’area d’indirizzo e tra i corsi dell’area d’indirizzo per la costruzione di un percorso formativo veramente integrato?
    15. 15. Possibili proposte risolutive Corsi di didattica di specifiche discipline scientifiche , con momenti di integrazione tra le stesse, in cui più operatori intervengono insieme per strutturare percorsi formativi che aiutino gli specializzandi ad impadronirsi dei processi propri delle singole discipline scientifiche e a cogliere quei processi trasversali che le accomunano.
    16. 16. Possibili proposte risolutive <ul><li>Utilizzare la formazione a distanza (di tipo blended) poiché una tale modalità, costringendo a riflettere sulla struttura dell’ambiente di apprendimento, comporta che: </li></ul><ul><li>la progettazione, eseguita da uno staff, prevede necessariamente la riflessione e il coinvolgimento, di tutti i componenti lo staff, sulla pianificazione di tutto il progetto e un continuo coordinamento; </li></ul>
    17. 17. Possibili proposte risolutive <ul><li>lo staff , responsabile della gestione dell’intero percorso, necessariamente prende visione di tutti i materiali on-line e può , se necessario, intervenire, non su i singoli moduli, ma sulla loro integrazione reciproca, nelle varie fasi. </li></ul>
    18. 18. Grazie per l'attenzione

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