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CampaniaMed (Regione Campania) _ Pubblicazione 'Cooperazione Territoriale Europea: parole chiave' (anno 2009)
 

CampaniaMed (Regione Campania) _ Pubblicazione 'Cooperazione Territoriale Europea: parole chiave' (anno 2009)

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Pubblicazione del progetto "Forum Mediterraneo dei Giovani", a titolarità della Regione Campania e afferente all' “Operazione-quadro per la cooperazione istituzionale della Campania nel ...

Pubblicazione del progetto "Forum Mediterraneo dei Giovani", a titolarità della Regione Campania e afferente all' “Operazione-quadro per la cooperazione istituzionale della Campania nel Mediterraneo” (POR Campania 2000 - 2006 - Misura 6.5 “Sviluppo dell’internazionalizzazione e della cooperazione internazionale” - Azione b.5 “Cooperazione interistituzionale mediterranea”).

Autori:
* Carmine Maraia (coordinatore dell'Unità Operativa Regionale per il Mediterraneo/UORM - Regione Campania)
* Gianfranco Esposito (comunicazione e ufficio stampa del progetto "Forum Mediterraneo dei Giovani")

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    CampaniaMed (Regione Campania) _ Pubblicazione 'Cooperazione Territoriale Europea: parole chiave' (anno 2009) CampaniaMed (Regione Campania) _ Pubblicazione 'Cooperazione Territoriale Europea: parole chiave' (anno 2009) Presentation Transcript

    • Cooperazione territorialeeuropea: parole chiaveEuropean territorialco-operation: keywordsCoopération territorialeeuropéenne: mots-clés
    • © Regione CampaniaVice Presidenza Giunta regionale con delega ai Rapporti con i Paesi del MediterraneoPubblicazione a cura di:A.G.C. 08 - Servizio Rapporti con i Paesi del Mediterraneo della Regione CampaniaUnità Operativa Regionale per il Mediterraneo (UORM)P.O.R. Campania 2000-2006Misura 6.5. Sviluppo dell’internazionalizzazione e della cooperazione internazionaleAzione B.5 “Cooperazione interistituzionale mediterranea”Maggio 2009Finito di stampare nel mese di maggio 2009 presso Cangiano Grafica (Napoli)
    • Indice 7 Presentazione 9 Parole chiave48 Indice analitico50 Riferimenti bibliografici List of contents53 Preface55 Keywords94 Analytical list of contents96 References Index 99 Présentation101 Mots-clés142 Index analytique144 Références bibliographiques
    • Le informazioni contenute in questa pubblicazione non sono da considerarsi esaustive. Pertanto si consiglia la consultazione deidocumenti ufficiali a livello comunitario, nazionale e regionale adottati dalle autorità competenti.The information included in this publication are not exhaustive. For further details please refer to official documents at theCommunity, national and regional level adopted by the competent authorities.Les informations contenues dans cette publication sont à caractère non-exhaustif. Il est donc conseillé de consulter les docu-ments officiels adoptés par les autorités compétentes au niveau communautaire, national et régional.
    • italiano
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiavePresentazione“Parole chiave della cooperazione territoriale Negli ultimi mesi, abbiamo portato a termineeuropea” vuole essere uno strumento utile per quanti larticolata “Operazione-quadro per la cooperazionesono impegnati e intendono impegnarsi, a vario titolo, istituzionale della Campania nel Mediterraneo” e ilsul fronte della cooperazione territoriale e dello “Programma Progetti Paese di partenariato dellasviluppo sostenibile, in particolare nel bacino del Campania con i Paesi Terzi del Mediterraneo (PTM)”,Mediterraneo. finalizzati a creare e consolidare reti di partenariatiIl ciclo di programmazione comunitaria 2007-2013 ha stabili con gli attori pubblici e privati dei paesi dellaintrodotto molte novità, tra cui il passaggio della riva sud del Mediterraneo intorno a temi di comunecooperazione territoriale da iniziativa comunitaria a interesse.obiettivo dei Fondi strutturali della politica di coesione In tale contesto si inserisce anche la prima edizionedellUnione europea, acquisendo, in tal modo, una del Forum “Mediterraneo dei Giovani” (Napoli, 26 ebase giuridica rafforzata e maggiore visibilità. 27 marzo 2009), concepito come momento perLa “Cooperazione territoriale europea” mira a avvicinare le giovani generazioni ai temi dellapromuovere una più forte integrazione del territorio cooperazione territoriale e creare opportunità didellUnione e garantire uno sviluppo equilibrato e incontro-confronto, scambio di esperienze e creazionesostenibile del territorio Ue rafforzando la coesione di reti sulle priorità di sviluppo nellarea deleconomica e sociale. Mediterraneo. Lintento è favorire un processo diFinanziata dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale apertura internazionale delle giovani risorse umane,(FESR), la “Cooperazione territoriale europea” si della formazione superiore ed universitaria,articola in tre componenti (transfrontaliera, rafforzando il loro legame con i temi della crescita etransnazionale e interregionale) e trova applicazione delloccupazione e dello sviluppo sostenibile (strategieattraverso programmi operativi, in un ambito di forte di Lisbona e Göteborg).coerenza e integrazione con la programmazione dellapolitica regionale unitaria, comunitaria e nazionale. Nel ciclo di programmazione 2007-2013, la cooperazione territoriale vede le Regioni e gli attoriLa Regione Campania, attraverso la Vice Presidenza locali maggiormente protagonisti. Allecon delega al Mediterraneo, è da tempo impegnata Amministrazioni centrali è affidato un ruolo disul fronte della cooperazione nel Mediterraneo sia sul coordinamento strategico e di accompagnamento nelpiano dello sviluppo economico, sociale e culturale rispetto dei principi di sussidiarietà e partenariato cheche su quello dellintegrazione politica. governano la politica di coesione dellUe. 7
    • CampaniamedIn tal senso, il ruolo e limpegno della Campania nel delle politiche di sviluppo regionale e contribuire allabacino del Mediterraneo sono particolarmente modernizzazione economica favorendo larilevanti. cooperazione fra le autorità regionali e locali dei 27La Campania ricopre attualmente la funzione di Stati dellUe, Norvegia e Svizzera.coordinamento nazionale del programma di Infine, nellambito del PO FESR 2007-2013, la Regionecooperazione transnazionale Mediterraneo, al quale, Campania ha dedicato un obiettivo specifico allaper la prima volta, partecipano tutte le regioni di “Cooperazione interregionale”, attribuendo unofrontiera dellintero spazio europeo verso il stanziamento di circa 100 milioni di euro per laMediterraneo, superando la vecchia ed artificiosa realizzazione di progetti di cooperazione tra regionidicotomia degli ambiti, occidentale ed orientale, in cui Ue su priorità quali laccessibilità, lambiente, la ricercaera stata in passato suddivisa larea di cooperazione. e linnovazione, lo sviluppo economico, etc..La Campania prende parte anche al programma dicooperazione transfrontaliera ENPI CBC Bacino del Il nostro obiettivo è favorire linterazione economica,Mediterraneo che vede, per la prima volta, i Paesi sociale, scientifica e culturale tra la Campania e ledella riva sud del Mediterraneo soggetti attivi di regioni dellarea euro-mediterranea. Per dare seguito aprogetti di cooperazione in quanto diretti destinatari tutto questo, è necessario che il Mediterraneo restidi risorse economiche. In tale ambito, le regioni unarea di stabilità e pace, di tolleranza e migrazionetransfrontaliere dellUnione europea possono proporre consapevole, di sviluppo e democrazia, di condivisionee realizzare progetti comuni tra i paesi della riva sud e dei valori basati sul rispetto della persona. In tal senso,nord del Mediterraneo. raccogliamo anche la recente sfida della costituzioneLa Campania è poi eleggibile a tutti i programmi di dellUnione per il Mediterraneo lanciata nel corso delcooperazione interregionale - INTERREG IVC, URBACT Vertice dei Capi di Stato Ue tenutosi a Parigi il 13II, ESPON II, INTERACT II - compresa liniziativa luglio 2008.“Regions for Economics changes” per lo sviluppo direti e trasferimento di conoscenze da implementare Antonio Valiantenei programmi operativi regionali. In particolare, Vicepresidente Regione CampaniaINTERREG IVC ha lobiettivo di migliorare lefficacia Assessore ai Rapporti con i Paesi del Mediterraneo 8
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveAccordi di associazione stipulati da Unione europea e Paesi partner nellambito del Accordi AProcesso di Barcellona (detto anche “Partenariato euromediterraneo”). euromediterraneiLa maggior parte di questi accordi sostituisce i vecchi accordi di cooperazione eco-nomica e finanziaria firmati negli anni 70 .Gli accordi euromediterranei, firmati per un periodo di tempo illimitato, si prefiggo-no lambizioso obiettivo di instaurare, entro il 2010, unarea di libero scambio fra leparti e si caratterizzano per i seguenti elementi:- il rispetto dei principi democratici e dei diritti fondamentali delluomo;- un regolare dialogo politico basato su tutte le materie di interesse comune comela pace, la sicurezza e lo sviluppo regionale;- la libera circolazione delle merci da attuare gradualmente per ogni partner medi-terraneo per un periodo transitorio al massimo di 12 anni dallentrata in vigore del-laccordo (per la quasi totalità dei prodotti industriali provenienti dallUe gli accordicontemplano lesenzione doganale e per i prodotti agricoli alcune facilitazioni);- la cooperazione economica che copre tutti i settori di politica macroeconomica eduna collaborazione in materia di energia, ambiente e turismo per la quale gli accor-di prevedono obiettivi e priorità di azione;- la cooperazione sociale e culturale, rivolta soprattutto alla promozione del ruolodella donna e al rispetto delle rispettive culture;- la cooperazione finanziaria;- un consiglio di associazione, nellambito del quale sono previsti incontri a livelloministeriale fra i rappresentanti dellUe e dei paesi mediterranei firmatari degliaccordi.LUe ha stipulato accordi di associazione con Algeria, Autorità Palestinese (accordo“interinale”), Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Siria (accordo in attesa diratifica), Tunisia e Turchia (in stato di pre-adesione).Sito Internet: http://ec.europa.eu/external_relationsInsieme dei diritti, obblighi, principi e valori che i Paesi membri dellUnione europea ‘Acquis’ comunitariohanno liberamente deciso di condividere. In concreto, lacquis comprende i principie gli obiettivi politici espressi nei trattati europei, la legislazione adottata in applica-zione dei trattati, la giurisprudenza della Corte di giustizia, le dichiarazioni e le riso-luzioni adottate nellambito dellUe, gli atti che rientrano nella politica estera e disicurezza comune, gli atti nel contesto della giustizia e degli affari interni nonché gliaccordi internazionali conclusi dalla Comunità e quelli conclusi tra gli Stati membrinei settori di competenza dellUe. I paesi che si candidano ad aderire allUe devonoaccettare integralmente lacquis, recependolo nei rispettivi ordinamenti nazionali. 9
    • Campaniamed Adesione di un nuovo Ladesione di un nuovo Stato allUnione europea è regolamentata dallarticolo 49 Stato allUnione europea del Trattato sullUnione europea (Trattato di Maastricht, 1992) . Uno Stato che desi- deri divenire membro dellUnione deve ottemperare a due condizioni precise: - essere uno Stato europeo; - rispettare i principi di libertà, di democrazia, di rispetto dei diritti delluomo e delle libertà fondamentali nonché dello Stato di diritto (articolo 6 § 1 del Trattato sullUnione europea). Ladesione viene decisa dal Consiglio, il quale si pronuncia allunanimità previa consulta- zione della Commissione e sulla base di un parere conforme del Parlamento europeo. Le condizioni e la data di adesione, gli eventuali periodi transitori necessari e gli adattamenti dei trattati sui quali è fondata lUnione sono oggetto di un accordo, sotto forma di trattato concluso fra il Paese candidato e gli Stati membri. Per ren- dere formale ladesione, il trattato di adesione deve essere ratificato da tutti gli Stati membri e dal Paese candidato in base alle rispettive norme costituzionali. Ciò signi- fica che ladesione non avviene automaticamente poiché dipende dalla particolare situazione di ogni paese candidato. Pertanto, è prevista una fase di preadesione più o meno lunga, durante la quale i paesi candidati provvedono ad adeguare le loro istituzioni, le loro normative e le loro infrastrutture per essere in grado di ottempe- rare ai loro obblighi in qualità di Stati membri al momento delladesione. Aiuti allo sviluppo La politica di sviluppo della Comunità europea ha origine con la firma del Trattato di Roma (TCE) nel 1957 ed i paesi e i territori doltremare degli Stati membri di allo- ra sono stati i suoi primi beneficiari. Tuttavia, è solo dallentrata in vigore del Trattato sullUnione europea (Trattato di Maastricht 1992) che la politica di sviluppo ha una base giuridica specifica (articoli da 177 a 181 del TCE). Con i successivi allargamenti dellUnione, la cooperazione è stata progressivamente estesa ad altri paesi, quali i paesi dellAfrica, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) che van- tano una relazione particolarmente stretta e di lunga durata con alcuni Stati membri. Laccordo di Cotonou, firmato nel giugno 2000 e riveduto nel giugno 2005, ha ulte- riormente rafforzato questo partenariato che si fonda, in buona parte, sulle diverse convenzioni di Lomé, la prima delle quali è stata firmata nel 1975. Al di là di questi primi accordi, la politica di sviluppo comunitaria si rivolge anche ad altri paesi, tra cui quelli dellAmerica latina e dellAsia. Lobiettivo principale della politica di sviluppo della Comunità europea consiste nelleli- minazione della povertà. Questa politica è attuata non solo attraverso accordi bilate- rali e regionali ma anche mediante programmi specifici in alcuni settori, come la sani- tà e listruzione. La politica di sviluppo implica anche la cooperazione con le istituzio-10
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveni internazionali e la partecipazione della Comunità e degli Stati membri alle iniziativeavviate a questo livello, come quelle a favore dei paesi poveri fortemente indebitati.Attualmente, lUnione è il principale partner commerciale dei paesi in via di sviluppoed è il primo tra coloro che contribuiscono allaiuto allo sviluppo. LUnione e i suoi Statimembri forniscono congiuntamente il 55% degli aiuti internazionali allo sviluppo.Intervento di unautorità pubblica (a livello nazionale, regionale o locale) effettuato Aiuti di Statotramite risorse pubbliche per sostenere alcune imprese o attività produttive.Unimpresa che beneficia di un tale aiuto ne risulta avvantaggiata rispetto ai suoiconcorrenti. Il controllo degli aiuti di Stato risponde pertanto alla necessità di salva-guardare una concorrenza libera e leale allinterno dellUnione europea.Sono vietati (articolo 87 del Trattato che istituisce la Comunità europea - TCE) gliaiuti erogati in maniera selettiva dagli Stati membri, ovvero tramite risorse statali,che possano ostacolare gli scambi fra Stati membri oppure la libera concorrenza. Gliaiuti di Stato possono tuttavia essere autorizzati allorquando sono giustificati daobiettivi dinteresse generale: aiuti destinati allo sviluppo delle regioni più svantag-giate, ai servizi dinteresse economico generale, alla promozione delle attività dellepiccole e medie imprese, alla ricerca e allo sviluppo, alla protezione dellambiente,alla formazione, alloccupazione e alla cultura.La Commissione europea è incaricata di controllare i provvedimenti relativi agli aiutidi Stato adottati dagli Stati membri, indipendentemente dal fatto che tali iniziativesiano in fase di progetto o già operative, per garantire che non ostacolino la liberaconcorrenza.La Commissione e la Corte di giustizia forniscono unampia interpretazione dellanozione di “aiuto” sia per quanto riguarda lorganismo dal quale laiuto proviene(Stato, ente territoriale, organismo nel quale lo Stato esercita direttamente o indi-rettamente uninfluenza preponderante, impresa privata o pubblica con statuto pri-vato, ecc.) sia per quanto riguarda la forma dellaiuto (aiuti diretti o indiretti; adesempio misure di alleggerimento degli oneri finanziari di unimpresa) e la sua fina-lità. La recente riforma delle regole e delle procedure attinenti agli aiuti di Stato, pre-vede che essi siano meno numerosi e meglio indirizzati, al fine di contribuire almiglioramento della competitività dellindustria europea nonché alla creazione diposti di lavoro duraturi.Ciascuna delle priorità della strategia contenuta in un programma operativo com- Asse prioritarioprendente un gruppo di operazioni connesse tra loro e aventi obiettivi specificimisurabili. 11
    • Campaniamed Autorità di audit Autorità pubblica o organismo pubblico, nazionale, regionale o locale, funzionalmen- te indipendente dallautorità di gestione e dallautorità di certificazione, designato dallo Stato membro dellUnione europea per ciascun programma operativo e respon- sabile della verifica dellefficace funzionamento del sistema di gestione e controllo. Autorità di certificazione Autorità pubblica o organismo pubblico, nazionale, regionale o locale, designato dallo Stato membro dellUnione europea per certificare le dichiarazioni di spesa e le domande di pagamento prima del loro invio alla Commissione. Autorità di gestione Autorità pubblica o organismo pubblico o privato, nazionale, regionale o locale, designato dallo Stato membro dellUnione europea per gestire il programma opera- tivo. Banca Europea per gli Istituita nel 1958 dal Trattato di Roma, è listituto di credito a lungo termineB Investimenti (BEI) dellUnione europea. Appartiene agli Stati membri, non ha scopi di lucro e perse- gue finalità che sono in linea con le politiche dellUe. Concede prestiti a lungo ter- mine per progetti di investimento soprattutto nei seguenti campi: coesione e con- vergenza delle regioni dellUe, sostegno alle piccole e medie imprese, ambiente, ricerca, sviluppo e innovazione, trasporti ed energia. Promuove, inoltre, lo sviluppo sostenibile nei paesi candidati e potenzialmente candidati a far parte dellUe, nei paesi che confinano a sud e ad est con lUe e nei paesi partner di altre regioni. Beneficiario Operatore, organismo o impresa, pubblico o privato, responsabile dellavvio o del- lavvio e dellattuazione delle operazioni. Nel quadro del regime di aiuti di cui allar- ticolo 87 del Trattato di Roma, i beneficiari sono imprese pubbliche o private che realizzano un singolo progetto e ricevono laiuto pubblico. Buona pratica Soluzione migliore per svolgere una determinata attività. E individuata attraverso lanalisi di attività analoghe svolte da diversi operatori o da diverse organizzazioni che operano in uno stesso ambito. CBC IPA-Adriatico Programma di cooperazione transfrontaliera che sinserisce nel quadro della strate-C (programma operativo) gia di preadesione e del suo Strumento di assistenza (IPA) per il periodo di program- mazione 2007-2013. Lobiettivo generale del programma è promuovere lo sviluppo socio-economico e la cooperazione istituzionale, economica e sociale tra i Paesi dellarea adriatica mediante azioni integrate e sostenibili. Gli obiettivi specifici sono rafforzare la ricer- 12
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveca e linnovazione; promuovere, migliorare e tutelare le risorse naturali e culturaliattraverso una gestione congiunta anche dei rischi tecnologici e naturali; rafforzareed integrare le reti infrastrutturali esistenti e sviluppare i servizi di trasporto, dinfor-mazione e comunicazione.Il programma interessa tre Stati membri dellUe (Grecia, Italia e Slovenia), un Paesecandidato alladesione (Croazia) e tre Stati potenziali candidati (Albania, Bosnia-Erzegovina e Montenegro). Inoltre è prevista la partecipazione, in regime di soste-gno transitorio, della Serbia per i soli progetti di cooperazione istituzionale.Le aree geografiche eleggibili sono lintero territorio della Serbia e le aree costiere(a livello di NUTS 3) degli altri Paesi partecipanti (per lItalia sono eleggibili le provin-ce di Pescara, Teramo, Chieti, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Trieste, Gorizia,Udine, Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Campobasso, Foggia, Bari,Brindisi, Lecce, Venezia, Rovigo e Padova).Sono inoltre eleggibili alcuni territori che godono di una specifica deroga (per lItaliasono le province di Isernia, LAquila, Pordenone e Taranto).I beneficiari sono, in via generale, enti pubblici e organismi di diritto pubblico, uni-versità, istituti di ricerca, PMI, imprese pubbliche e private e loro associazioni, agen-zie di sviluppo, organizzazioni non governative (ONG), strutture di volontariato cheoperano nei settori sociale e sanitario, enti turistici.Il programma è cofinanziato in parte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)e in parte dallIPA. I progetti ammissibili al finanziamento devono essere presentati, aseguito di specifici bandi, da partenariati costituiti da beneficiari provenienti dai terri-tori eleggibili, secondo le modalità previste dalla normativa comunitaria di attuazione.Autorità di gestione del programma è la Regione Abruzzo (Italia).Sito Internet: www.interregadriatico.itLa coesione economica e sociale esprime la solidarietà tra gli Stati membri e le regio- Coesione economica,ni dellUnione europea e favorisce lo sviluppo equilibrato del territorio comunitario, sociale e territorialela riduzione dei divari strutturali tra le regioni comunitarie nonché la promozione dipari opportunità reali tra i cittadini. Essa prende forma attraverso diversi interventifinanziari, nello specifico nellambito dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione.Ogni tre anni, la Commissione europea presenta una relazione sui progressi conse-guiti nel perseguimento della coesione economica e sociale e su come vi abbianocontribuito le politiche comunitarie.In ambito europeo, le origini della coesione economica e sociale risalgono al Trattatodi Roma (1957) il cui preambolo faceva riferimento allequiparazione dei diversi livel-li di sviluppo tra le regioni. Negli anni 70, sono state intraprese iniziative comunita- 13
    • Campaniamed rie volte a coordinare ed integrare economicamente gli strumenti dintervento nazionali. Con landar del tempo, tuttavia, queste misure si sono rivelate insufficien- ti in un contesto comunitario in cui, contrariamente alle previsioni, la creazione del mercato interno non aveva eliminato i divari fra le regioni. Nel 1986, oltre al merca- to unico, lAtto unico europeo ha introdotto lobiettivo della coesione economica e sociale vera e propria, istituzionalizzata infine come politica dal Trattato di Maastricht (1992) negli articoli da 158 a 162 del Trattato CE. La coesione economica e sociale viene perseguita essenzialmente tramite la politica regionale dellUnione europea. Con una dotazione di 348 miliardi di euro per il perio- do 2007-2013, la politica regionale dellUnione rappresenta attualmente la seconda voce di spesa del bilancio dellUe. Lallargamento dellUnione a 27 Stati membri, avve- nuto nel gennaio 2007, ha cambiato le carte in tavola: la superficie dellUe è aumen- tata più del 25%, la popolazione più del 20%, la ricchezza solo del 5%. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) medio pro capite dellUe è diminuito più del 10% mentre le dispa- rità regionali sono raddoppiate. Dal momento che circa il 60% delle regioni in ritardo di sviluppo è localizzato negli Stati membri che hanno aderito dopo il 2004, il centro di gravità della politica regionale si è spostato inevitabilmente verso Est. Per il periodo 2007-2013, la coesione economica e sociale è destinata a concentrar- si sempre più sugli aspetti cruciali dello sviluppo in materia di crescita economica e di occupazione, continuando tuttavia a sostenere le regioni che non hanno ancora completato il processo di convergenza. Daltro canto, le aree che si trovano a far fronte a specifiche difficoltà strutturali (aree industriali in fase di riconversione, aree urbane, rurali o dipendenti dalle attività di pesca, aree con gravi svantaggi naturali o demografici) continuano a necessitare di interventi strutturali. Cofinanziamento Esprime il sostegno dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione ai tre obiettivi della poli- tica regionale dellUnione europea. Nel gergo comune, il termine sta ad indicare che il finanziamento dei Fondi strutturali è complementare a quello degli Stati membri. Pertanto, si parla di programmi cofinanziati poiché gli stanziamenti relativi ai Fondi sono aggiuntivi a quelli dello Stato membro e non coprono i costi totali degli interventi. Comitato delle Regioni Istituito nel 1992, in base al Trattato di Maastricht, ed instaurato nel 1994, è un (CdR) organo consultivo che consente alle collettività territoriali di far ascoltare la propria voce nel processo decisionale dellUnione europea. Il CdR è composto da 344 rap- presentanti delle collettività locali e regionali, nominati per quattro anni dal Consiglio. Il CdR è consultato dal Consiglio, dal Parlamento e dalla Commissione nei settori di rilevanza per gli interessi regionali e locali. Dallentrata in vigore del14
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveTrattato di Amsterdam, nel maggio del 1999, è previsto che il CdR debba essereconsultato in numerosi settori: la coesione economica e sociale, loccupazione, lapolitica sociale, le reti transeuropee di trasporto, lenergia e le telecomunicazioni,listruzione e la gioventù, la formazione professionale, la cultura, lambiente, la sani-tà pubblica e i trasporti. Il CdR può rilasciare pareri di propria iniziativa. Il Trattato diNizza, adottato nel dicembre del 2000, non ha modificato né il numero né la sud-divisione dei seggi per Stato membro presso il CdR. Il Trattato prevede peraltro cheil numero dei membri del CdR non possa essere superiore a 350. Questi ultimi devo-no ricevere un mandato elettorale regionale o locale o essere politicamente respon-sabili di fronte ad unassemblea eletta.Organismo istituito dallo Stato membro dellUnione europea, dintesa con lautori- Comitato di sorveglianzatà di gestione, per ciascun programma operativo. Ha il compito di accertare leffica-cia e la qualità dellattuazione del programma. Può essere istituito un unico comita-to di sorveglianza per più programmi operativi.Istituzione comunitaria che ha il compito di rappresentare e sostenere gli interessi Commissione europeadellUnione europea nel suo complesso. Assolve quattro funzioni fondamentali: pro-pone gli atti legislativi al Parlamento e al Consiglio; dirige ed esegue le strategie poli-tiche e il bilancio dellUnione (è, dunque, anche lorgano esecutivo dellUe); vigila sul-lapplicazione del diritto dellUe (insieme alla Corte di giustizia); rappresenta lUe alivello internazionale, ad esempio nei negoziati con i Paesi terzi per la conclusione diaccordi. E formata da 27 membri (uno per ogni Stato membro) e dura in carica 5 anni.Sito Internet: http://ec.europa.euArticolazione della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime dEuropa (CRPM) Commissionecreata nel 1990 per rappresentare gli interessi comuni delle regioni mediterranee nei Intermediterraneaprincipali negoziati europei. In seguito alla Dichiarazione di Barcellona del 1995, la mis-sione si è estesa alle problematiche dellinsieme delle regioni del bacino mediterraneo.Raggruppa una cinquantina di regioni mediterranee appartenenti a dieci Paesi (Cipro,Francia, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Portogallo, Spagna, Tunisia).Uneconomia competitiva è uneconomia che presenta una crescita elevata e sostenu- Competitivitàta della produttività. La strategia di Lisbona ha fissato lobiettivo di fare dellEuropa“leconomia della conoscenza più competitiva e più dinamica al mondo”, pertanto, lacompetitività è divenuta una delle priorità politiche dellUnione europea. Unindustriaeuropea competitiva è indispensabile per raggiungere gli obiettivi comunitari econo- 15
    • Campaniamed mici, sociali e ambientali e garantire, quindi, un miglioramento della qualità di vita dei cittadini europei. Gli sforzi di competitività dellUnione intendono anche adeguare leconomia europea alle mutazioni strutturali, alla dislocazione di attività industriali nei paesi emergenti, alla ridistribuzione dei posti di lavoro e delle risorse verso nuovi set- tori industriali e al rischio di un processo di disindustrializzazione. La competitività dellUnione è stabilita dalla crescita della produttività e dipende, quindi, dalle prestazioni e dal futuro dellindustria europea, in particolare dalla sua capacità a procedere ad adeguamenti strutturali. Per essere competitiva, lUnione deve tassativamente essere più redditizia in termini di ricerca e innovazione, tecno- logie dellinformazione e della comunicazione, imprenditorialità, concorrenza, istru- zione e formazione.Competitività regionale e Uno dei tre obiettivi della politica di coesione dellUnione Europea per il periodo di pro- occupazione (obiettivo) grammazione 2007-2013. Si prefigge, al di fuori delle regioni in ritardo di sviluppo, di rafforzare la competitività e le attrattive delle regioni e loccupazione anticipando i cambiamenti economici e sociali, inclusi quelli connessi allapertura degli scambi, mediante lincremento e il miglioramento della qualità degli investimenti nel capitale umano, linnovazione e la promozione della società della conoscenza, limprenditoria- lità, il miglioramento e la tutela dellambiente e il miglioramento dellaccessibilità, del- ladattabilità dei lavoratori e delle imprese e lo sviluppo di mercati del lavoro inclusivi. Al conseguimento dellObiettivo contribuiscono il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo Sociale Europeo (FSE). Nellambito dellObiettivo, sono ammissibili al finanziamento dei Fondi strutturali: - le regioni che non rientrano nel campo di applicazione dellobiettivo “Convergenza”; - le regioni dellObiettivo 1 del periodo di programmazione 2000-2006 che, non soddisfacendo più i criteri di ammissibilità regionale dellobiettivo ”Convergenza”, beneficiano di un sostegno transitorio (phasing out). Le regioni italiane ammissibili allObiettivo “Competitività regionale e occupazione” sono tutte quelle del Centro-Nord e tre del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise e Sardegna. Questultima è in regime di sostegno transitorio. Le risorse complessive destinate allObiettivo ammontano ad oltre 49 miliardi di Euro, pari al 15,95% delle risorse disponibili da impegnare a titolo dei Fondi per il periodo 2007-2013. Conferenza delle Regioni Associazione fondata nel 1973 che raggruppa 160 regioni europee appartenenti a 28 Periferiche Marittime Stati, membri e non dellUnione Europea. Si adopera per favorire uno sviluppo più dEuropa (CRPM) equilibrato del territorio dellUe, promuovendo progetti di cooperazione tra le regioni16
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiavesu problematiche comuni e facendo in modo che le esigenze delle regioni rappresen-tate siano considerate in tutte le politiche comunitarie e nazionali a forte impatto ter-ritoriale. E organizzata in sei commissioni geografiche sulla base dei bacini marittimidellUnione: Mediterraneo, Isole, Atlantico, Baltico, Mare del Nord, Balcani/Mar Nero.Sito Internet: www.crpm.orgRiunioni dei ministri degli Esteri dei Paesi del bacino mediterraneo che partecipano Conferenzeal Processo di Barcellona (detto anche “Partenariato euromediterraneo”). euromediterraneeLa prima conferenza si è tenuta a Barcellona il 27 e 28 ottobre 1995 con la parte-cipazione dei ministri degli Esteri degli allora 15 Paesi membri dellUnione europeae di 12 Paesi Terzi del Mediterraneo (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano,Marocco, Siria Tunisia, Turchia, Autorità Palestinese nonché Cipro e Malta, che nel2004 aderiranno allUe). La conferenza si è conclusa con ladozione dellaDichiarazione di Barcellona, che ha dato il via al Processo di Barcellona.Dopo quella di Barcellona, si sono tenute altre sette conferenze euromediterraneeoltre a varie riunioni informali e conferenze di “metà percorso”. Di particolare rilie-vo la conferenza di Valencia (22-23 aprile 2002), nel corso della quale è stato adot-tato un piano dazione con una serie di iniziative a breve e medio termine destina-te a rafforzare i tre assi del Processo di Barcellona.Il 27 e 28 novembre 2005, a dieci anni esatti dalla prima conferenza, Barcellona haospitato lottava conferenza euromediterranea, nota anche come “Barcellona +10”.Il vertice ha prodotto due importanti documenti: un programma di lavoro quinquen-nale ed un codice di condotta contro il terrorismo.Istituzione comunitaria, detta anche “Consiglio” o “Consiglio dei Ministri”, che rap- Consiglio dellUnionepresenta gli Stati membri dellUnione europea. Alle sue riunioni partecipano un mini- europeastro di ciascun governo nazionale in funzione dei temi allordine del giorno. Esistono,infatti, nove diverse configurazioni del Consiglio: Affari generali e relazioni esterne;Affari economici e finanziari (Ecofin); Giustizia e affari interni; Occupazione, politicasociale, salute e tutela dei consumatori; Concorrenza; Trasporti, telecomunicazioni edenergia; Agricoltura e pesca; Ambiente; Istruzione, gioventù e cultura. Ciascun mini-stro è autorizzato a impegnare il proprio governo. La presidenza è assunta a turnodagli Stati membri ogni sei mesi.I principali compiti del Consiglio sono approvare le leggi dellUe, congiuntamentecon il Parlamento europeo in numerosi settori dintervento; coordinare le politicheeconomiche e sociali degli Stati membri; concludere accordi internazionali tra lUe ealtri Stati o organizzazioni internazionali; approvare il bilancio dellUe insieme al 17
    • Campaniamed Parlamento europeo; elaborare ed attuare la politica estera e di sicurezza comune dellUe (PESC) sulla base degli orientamenti definiti dal Consiglio europeo; coordi- nare la cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale. Sito Internet: http://consilium.europa.eu Consiglio europeo Da non confondersi con il Consiglio dellUnione europea, è costituito dai capi di Stato o di governo di tutti gli Stati membri dellUe più il presidente della Commissione europea. Si riunisce, di norma, quattro volte allanno per concordare la politica globale dellUe e verificare i progressi realizzati. Non legifera e non è unistituzione comunitaria stricto sensu. Convergenza (obiettivo) Uno dei tre obiettivi della politica di coesione dellUnione Europea per il periodo di programmazione 2007-2013. Mira ad accelerare la convergenza degli Stati membri e delle regioni in ritardo di sviluppo migliorando le condizioni per la crescita e loccu- pazione tramite laumento e il miglioramento della qualità degli investimenti in capi- tale fisico e umano, lo sviluppo dellinnovazione e della società della conoscenza, ladattabilità ai cambiamenti economici e sociali, la tutela e il miglioramento della qualità dellambiente e lefficienza amministrativa. Al conseguimento dellObiettivo contribuiscono il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE) e il Fondo di coesione. Nellambito dellObiettivo, sono ammissibili al finanziamento del Fondo di coesione gli Stati membri il cui Reddito Nazionale Lordo (RNL) pro capite, misurato in parità di potere di acquisto e calcolato sulla base dei dati comunitari per il periodo 2001- 2003, è inferiore al 90% del RNL medio dellUe a 25 e che hanno un programma per conformarsi alle condizioni di convergenza. Nellambito dellObiettivo, sono ammissibili al finanziamento dei Fondi strutturali (FESR e FSE): - le regioni di livello NUTS 2 il cui Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite, misurato in parità di potere di acquisto e calcolato sulla base dei dati comunitari per il perio- do 2000-2002, è inferiore al 75% del PIL medio dellUe a 25 per lo stesso periodo di riferimento; - le regioni di livello NUTS 2 che superano tale soglia per il cosiddetto “effetto sta- tistico” (legato alla riduzione della media comunitaria a seguito dellallargamento dellUe a 25) ma con un PIL pro-capite inferiore al 75% del PIL medio dellUe a 15; queste regioni beneficiano di un sostegno transitorio (phasing out) al fine di com- pletarne il processo di convergenza; - le regioni ultraperiferiche (Guadalupa, Guyana, Martinica, i quattro dipartimenti18
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiavefrancesi doltremare, Canarie, Azzorre e Madera), che fruiscono di un finanziamen-to specifico a titolo del FESR.Le regioni italiane ammissibili allObiettivo “Convergenza” sono Campania, Calabria,Puglia, Sicilia e Basilicata. Questultima è in regime di sostegno transitorio.Le risorse complessive destinate allObiettivo ammontano ad oltre 251 miliardi diEuro, pari all81,54 % delle risorse disponibili da impegnare a titolo dei Fondi per ilperiodo 2007-2013.Una delle tre componenti dellobiettivo “Cooperazione territoriale europea” della politi- Cooperazioneca di coesione dellUnione Europea per il periodo di programmazione 2007-2013. interregionaleLa cooperazione interregionale intende migliorare lefficacia delle politiche e deglistrumenti di sviluppo regionale tramite lo scambio di informazioni ed esperienze. Siconcentra essenzialmente su due tematiche: innovazione ed economia della cono-scenza; ambiente e prevenzione dei rischi.La cooperazione interregionale è lunica tra le componenti della “Cooperazione ter-ritoriale europea” che coinvolge lintero territorio dellUe, rendendo così possibilelinterazione tra regioni, anche molto distanti tra loro, che non condividono un con-fine o che non rientrano in una medesima macro-area geografica.La cooperazione interregionale si articola in quattro programmi operativi: INTERACTII, Interreg IV C, ESPON 2013 e URBACT II. Ad essi, si aggiunge liniziativa “Regionfor Economics Change”, volta a promuovere lo scambio delle migliori pratiche inmateria di innovazione tra le regioni europee.Uno dei tre obiettivi della politica di coesione dellUnione Europea per il periodo di Cooperazione territorialeprogrammazione 2007-2013. europea (obiettivo)Mira a rafforzare:- la cooperazione transfrontaliera mediante iniziative congiunte locali e regionali;- la cooperazione transnazionale mediante azioni volte allo sviluppo territoriale inte-grato connesse alle priorità comunitarie;- la cooperazione interregionale e lo scambio di esperienze al livello territoriale adeguato.Al conseguimento dellObiettivo contribuisce il Fondo Europeo di SviluppoRegionale (FESR).Ai fini della cooperazione transfrontaliera, sono ammissibili al finanziamento deiFondi le regioni di livello NUTS 3* situate lungo tutte le frontiere terrestri interne etalune frontiere terrestri esterne, nonché tutte le regioni di livello NUTS 3* lungo lefrontiere marittime separate, in via di principio, da un massimo di 150 km.Ai fini della cooperazione transnazionale, si fa riferimento allelenco delle zone tran- 19
    • Campaniamed snazionali* ripartite nel programma adottato dalla Commissione europea. Ai fini della cooperazione interregionale, delle reti di cooperazione e dello scambio di esperienze è ammissibile lintero territorio dellUe. LObiettivo “Cooperazione territoriale europea” è complementare rispetto agli altri due obiettivi, poiché le regioni ad esso ammissibili possono essere ammissibili anche a “Convergenza” oppure a “Competitività regionale e occupazione”. Le risorse complessive destinate allObiettivo “Cooperazione territoriale europea” ammontano ad oltre 7.700 milioni di Euro, pari al 2,52 % delle risorse disponibili da impegnare a titolo dei Fondi per il periodo 2007-2013. *Si vedano le cartine alla pagina web: http://ec.europa.eu/regional_policy/policy/region/index_en.htm Cooperazione Una delle tre componenti dellobiettivo “Cooperazione territoriale europea” della poli- transfrontaliera tica di coesione dellUnione europea per il periodo di programmazione 2007-2013. La cooperazione transfrontaliera favorisce, attraverso strategie comuni di sviluppo territoriale sostenibile, lintegrazione sociale, economica ed ambientale delle aree territoriali a livello NUTS 3 (in Italia corrispondono alle province) situate a ridosso dei confini terrestri interni (e taluni esterni) e marini allUe. Nellambito della cooperazione transfrontaliera bilaterale, lItalia partecipa a sette programmi operativi: Italia-Austria, Italia-Francia Alpi (Alcotra), Italia-Francia Frontiera marittima, Italia-Grecia, Italia-Malta, Italia-Slovenia e Italia-Svizzera. La cooperazione transfrontaliera lungo le frontiere esterne allUe è invece una com- ponente dello Strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) e dello Strumento di assistenza alla preadesione (IPA). Cooperazione Una delle tre componenti dellobiettivo “Cooperazione territoriale europea” della poli- transnazionale tica di coesione dellUnione Europea per il periodo di programmazione 2007-2013. La cooperazione transnazionale intende favorire uno sviluppo territoriale integrato in determinate macro-aree dellUe attraverso reti ed azioni soprattutto nei settori dellinnovazione, ambiente, dellaccessibilità e dello sviluppo urbano sostenibile. La cooperazione transnazionale interessa vasti territori dellUe (in Italia corrispondo- no alle regioni) che rientrano in una stessa macro-area e che, quindi, hanno carat- teristiche simili dal punto di vista geografico e/o socio-culturale. Nellambito della cooperazione transnazionale, diverse regioni italiane partecipano ai programmi operativi Europa Centrale, Europa Sud Est (SEE), Spazio Alpino 2007- 2013 e TN MED 2007-2013. Nellambito di questultimo, la Regione Campania detiene il coordinamento per lItalia.20
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveIstituzione comunitaria il cui compito principale è verificare la corretta esecuzione Corte dei Conti europeadel bilancio dellUe. In altri termini, la Corte controlla la legittimità e la regolaritàdelle entrate e delle spese comunitarie ed accerta la sana gestione finanziaria garan-tendo, in tal modo che il sistema Ue operi con efficienza e trasparenza. Inoltre laCorte ha il diritto di sottoporre a controllo qualsiasi persona fisica o organizzazioneche gestisca i fondi dellUe.La Corte è composta di 27 membri (uno per ogni Stato membro), nominati dalConsiglio per un mandato rinnovabile di sei anni. I membri eleggono tra di loro unpresidente, che rimane in carica per un periodo rinnovabile di tre anni.Sito Internet: http://eca.europa.eu/portal/page/portal/eca_main_pages/splash_pageIstituzione comunitaria (spesso indicata semplicemente come “la Corte”) che ha il Corte di Giustizia dellecompito di verificare la legittimità degli atti comunitari e garantire uninterpretazio- Comunità europee (CGCE)ne e unapplicazione uniformi del diritto comunitario in tutti gli Stati dellUe. Inoltrela Corte vigila affinché gli Stati membri e le istituzioni agiscano conformemente allalegge e ha il potere di giudicare le controversie tra Stati membri, istituzioni comuni-tarie, imprese e privati cittadini.La Corte è composta di 27 giudici (uno per ogni Stato membro) - che designanotra loro il presidente della Corte per un mandato rinnovabile di tre anni - e da 8avvocati generali. I membri della Corte sono nominati di comune accordo daigoverni degli Stati membri e restano in carica per un mandato di sei anni rinno-vabile.La Corte è affiancata da un “Tribunale di primo grado”, chiamato a pronunciarsi sudeterminati tipi di cause. A sua volta il “Tribunale di primo grado” è affiancato dal“Tribunale della funzione pubblica”, che si pronuncia in merito alle controversie tralUe e i suoi agenti.Sito Internet: http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo1_6308/curiaAtto giuridico comunitario vincolante nei confronti dei destinatari (Stati membri, Decisione Dpersone fisiche o giuridiche) cui è indirizzato ed obbligatorio in tutti i suoi elemen-ti. Le decisioni sono emanate dalla Commissione, ad eccezione di quelle indirizzateagli Stati membri che sono emanate dal Consiglio.Documento adottato al termine della Conferenza euromediterranea dei ministri degli DichiarazioneEsteri di 27 Paesi del bacino mediterraneo svoltasi a Barcellona il 27 e 28 novembre di Barcellona1995. E il pilastro su cui poggia il Processo di Barcellona (detto anche “Partenariatoeuromediterraneo”). 21
    • Campaniamed Direttiva Atto giuridico comunitario vincolante che può essere emanato dal Parlamento Europeo congiuntamente con il Consiglio, dal Consiglio o dalla Commissione. La direttiva vinco- la lo Stato membro cui è destinata per quanto riguarda il risultato da raggiungere entro un certo termine. Le forme e i mezzi atti a conseguire il risultato sono scelte di compe- tenza degli organi nazionali. La direttiva non ha efficacia diretta: per produrre effetti sul- lordinamento interno di uno Stato deve essere recepita nella legislazione nazionale. ENPI CBC Programma operativo di cooperazione transfrontaliera multilaterale che sinscriveE Bacino del Mediterraneo nel quadro della Politica Europea di Vicinato (PEV) dellUnione Europea e del suo (programma operativo) strumento finanziario (ENPI) per il periodo di programmazione 2007-2013. Lobiettivo generale del programma è contribuire a promuovere una cooperazione armoniosa e sostenibile nel Bacino del Mediterraneo, affrontando le sfide comuni e valorizzando le potenzialità dellarea. Le quattro priorità tematiche del programma sono: promozione socio-economica e raf- forzamento dei territori; promozione della sostenibilità ambientale a livello di bacino; promozione di migliori condizioni e modalità per garantire la mobilità delle persone, dei beni e dei capitali; promozione del dialogo culturale e della governance locale. Le azioni di cooperazione definite nel programma sono complementari a quelle pre- viste nellambito del Processo di Barcellona. Il programma coinvolge otto Paesi membri dellUe e undici Paesi Terzi del Mediterraneo (PTM). Sono eleggibili al programma lintero territorio nazionale di Cipro, Israele, Libano, Malta e Autorità Palestinese nonché alcune regioni di Algeria, Egitto, Francia, Giordania, Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana), Grecia, Libia, Marocco, Portogallo, Regno Unito (Gibilterra), Siria, Spagna, Tunisia e Turchia. I beneficiari sono enti pubblici e amministrazioni locali, regionali e nazionali, univer- sità e centri di ricerca, organizzazioni non governative, associazioni di categoria e organizzazioni rappresentanti degli interessi socio-economici nonché società e orga- nizzazioni private. E ammessa la partecipazione di soggetti provenienti da regioni adiacenti a quelle eleggibili, entro i limiti del 20% del budget di un progetto. Il programma è cofinanziato in parte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e in parte dalle risorse della Rubrica 4 - “UE come partner globale” del bilancio comu- nitario. I progetti ammissibili al finanziamento devono essere presentati, a seguito di specifici bandi, da partenariati costituiti da attori pubblici e privati dei territori eleggi- bili, secondo le modalità previste dalla normativa comunitaria di attuazione. Autorità di gestione del programma è la Regione Sardegna. Sito Internet: www.regione.sardegna.it/speciali/enpicbc 22
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveProgramma operativo di cooperazione interregionale che fa parte dellobiettivo ESPON 2013“Cooperazione territoriale europea” della politica di coesione dellUnione Europea (programma operativo)per il periodo di programmazione 2007-2013.Lobiettivo generale del programma è realizzare un sistema permanente di monito-raggio che promuova ricerche applicate e studi sulle trasformazioni del territorioeuropeo a supporto delle politiche di sviluppo. Lo scopo è fornire elementi cheorientino nella scelta delle politiche che rafforzano la coesione territoriale e favori-scono uno sviluppo armonioso del territorio europeo.Larea di cooperazione eleggibile comprende lintero territorio dellUe (27 Statimembri) e di Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.I beneficiari sono enti pubblici ed enti pubblici equivalenti.Il programma è cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Islanda,Liechtenstein, Norvegia e Svizzera partecipano con una propria dotazione finanziaria.I progetti ammissibili al finanziamento devono essere presentati, a seguito di invitiaperti a presentare proposte, da partenariati costituiti dai beneficiari dei territorieleggibili secondo le modalità previste dalla normativa comunitaria di attuazione.Autorità di gestione del programma è il Ministero lussemburghese degli Interni edello Sviluppo del territorio.Sito Internet: www.espon.euProgramma operativo di cooperazione transnazionale che fa parte dellobiettivo Europa Centrale“Cooperazione territoriale europea” della politica di coesione dellUnione Europea (programma operativo)per il periodo di programmazione 2007-2013.Lobiettivo generale del programma è rafforzare la coesione territoriale, promuove-re lintegrazione interna ed aumentare la competitività dellEuropa Centralemediante lattuazione di progetti di cooperazione transnazionale.Gli obiettivi specifici sono incrementare la competitività dellarea potenziando linno-vazione e le strutture per laccessibilità e promuovere uno sviluppo equilibrato e soste-nibile del territorio rafforzando la qualità dellambiente e sviluppando città e regioniattraenti. Ciascuno obiettivo specifico trova applicazione in uno o più assi prioritari.Il programma interessa otto Stati membri dellUe (Austria, Germania, Italia, Polonia,Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Ungheria) e lUcraina.Le aree geografiche eleggibili sono gli interi territori nazionali dei Paesi sopra men-zionati, ad eccezione dellItalia (sono eleggibili le regioni Piemonte, Valle dAosta,Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna nonché le pro-vince autonoma di Bolzano e Trento), della Germania e dellUcraina.I beneficiari sono autorità pubbliche nazionali, regionali e locali che si occupano di 23
    • Campaniamed sviluppo regionale, pianificazione territoriale, tecnologia ed innovazione, sviluppo urbano e rurale, trasporti, gestione dellambiente e dei rischi, enti pubblici equiva- lenti ed organizzazioni private (incluse le imprese). Il programma è cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). I pro- getti ammissibili al finanziamento devono essere presentati, a seguito di specifici bandi, da partenariati costituiti dai beneficiari dei territori eleggibili secondo le modalità previste dalla normativa comunitaria di attuazione. Autorità di gestione del programma è la Città di Vienna (Austria). Sito Internet: www.central2013.eu Europa Sud Est Programma operativo di cooperazione transnazionale che fa parte dellobiettivo (programma operativo) “Cooperazione territoriale europea” della politica di coesione dellUnione Europea per il periodo di programmazione 2007-2013. Lobiettivo generale del programma è migliorare il processo di integrazione territo- riale, economico e sociale dei Paesi coinvolti e contribuire alla coesione, stabilità e competitività dellarea interessata attraverso lo sviluppo di partenariati transnazio- nali ed azioni congiunte su materie di importanza strategica. Gli obiettivi specifici sono facilitare linnovazione, limprenditorialità, leconomia della conoscenza e la società dellinformazione; migliorare lattrattività delle regioni e delle città tenendo in considerazione lo sviluppo sostenibile, laccessibilità fisica e la conoscenza e la qualità ambientale; promuovere lintegrazione facilitando lo svi- luppo di competenze bilanciate per la cooperazione territoriale transnazionale a tutti i livelli. Ciascun obiettivo trova applicazione in uno o più assi prioritari. Il programma interessa otto Paesi membri dellUe - Austria, Bulgaria, Grecia, Italia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Ungheria - ed otto Paesi non membri: Croazia ed ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (paesi candidati alladesione), Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia e Montenegro (paesi potenziali candidati alladesione), Moldova e Ucraina (paesi terzi). Le aree geografiche eleggibili sono gli interi territori nazionali dei Paesi sopra menzionati, ad eccezione dellItalia (sono eleggibili le regioni Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata nonché le province autonome di Bolzano e Trento) e dellUcraina. I beneficiari sono autorità pubbliche nazionali, regionali e locali, enti pubblici equi- valenti e soggetti privati. Il programma è cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). I progetti ammissibili al finanziamento devono essere presentati, a seguito di specifici bandi, da partenariati costituiti dai beneficiari dei territori eleggibili secondo le modalità previste dalla normativa comunitaria di attuazione.24
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveAutorità di gestione del programma è lAgenzia di Sviluppo Nazionale dellUngheria.Siti Internet: www.southeast-europe.net - www.programmasee.itStrumenti finanziari della politica di coesione dellUnione europea. Esistono due Fondi comunitari Ftipologie di Fondi: i Fondi strutturali - il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale(FESR) e Fondo Sociale Europeo (FSE) - ed il Fondo di coesione.I Fondi strutturali e il Fondo di coesione costituiscono gli strumenti finanziari dellapolitica regionale dellUe, il cui scopo consiste nellequiparare i diversi livelli di svi-luppo tra le regioni e tra gli Stati membri.Per il periodo di programmazione 2007-2013, FESR, FSE e Fondo di coesione contri-buiscono, ciascuno conformemente alle disposizioni che lo disciplinano, alla realizza-zione dei tre obiettivi (“Convergenza”, “Competitività regionale e occupazione” e“Cooperazione territoriale europea”) della politica di coesione dellUe.Le risorse disponibili impegnate a titolo dei Fondi per il periodo 2007-2013 ammon-tano a 308 miliardi di Euro, di cui 278 destinati ai Fondi strutturali e 70 al Fondo dicoesione.Le attività dei Fondi negli Stati membri sono pianificate attraverso programmi ope-rativi nellambito del Quadro di riferimento Strategico Nazionale (QSN).I Fondi sono regolati da quattro principi: programmazione, partenariato, concentra-zione e addizionalità.Gli obiettivi dei Fondi sono perseguiti nel quadro di:- un sistema di programmazione pluriennale articolato in varie fasi, comprendentilindividuazione delle priorità, il finanziamento ed un sistema di gestione e control-lo (principio della programmazione);- una stretta cooperazione tra la Commissione e ciascuno Stato membro, che orga-nizza un partenariato con autorità ed organismi quali autorità regionali, locali, cit-tadine ed altre autorità pubbliche competenti, parti economiche e sociali, ogni altroorganismo appropriato in rappresentanza della società civile, i partner ambientali, leorganizzazioni non governative e gli organismi di promozione della parità tra uomi-ni e donne (principio del partenariato).Lintervento cofinanziato dai Fondi è finalizzato agli obiettivi prioritari dellUe (prin-cipio della concentrazione).I contributi dei Fondi non sostituiscono le spese strutturali, pubbliche o assimilabili,di uno Stato membri (principio delladdizionalità).Strumento finanziario dellUnione Europea. Interviene a sostegno di azioni nei set- Fondo di coesionetori delle reti transeuropee di trasporto (in particolare i progetti prioritari di interes- 25
    • Campaniamed se comune individuati dalla decisione n 1692/96/CE) e della tutela dellambiente (in relazione alle priorità stabilite dalla politica comunitaria in materia). In tale contesto, può intervenire anche nei settori collegati allo sviluppo sostenibile che presentano chiari vantaggi ambientali, quali lefficienza energetica e le energie rinnovabili e, nel settore dei trasporti al di fuori delle reti transeuropee. Il Fondo contribuisce al conseguimento dellobiettivo “Convergenza” della politica di coesione dellUe per il periodo di programmazione 2007-2013 Nellambito dellObiettivo, sono ammissibili al finanziamento del Fondo gli Stati membri il cui Reddito Nazionale Lordo (RNL) pro capite, misurato in parità di pote- re di acquisto e calcolato sulla base dei dati comunitari per il periodo 2001-2003, è inferiore al 90 % del RNL medio dellUe a 25 e che hanno un programma per con- formarsi alle condizioni di convergenza. Gli Stati membri ammissibili al Fondo sono Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia ed Ungheria. La Spagna, con un RNL pro capite inferiore alla media dellUe a 15, bene- ficia del sostegno transitorio. Fondo Europeo Uno dei fondi strutturali dellUnione Europea. Partecipa al finanziamento di inter- di Sviluppo Regionale venti destinati a rafforzare la coesione economica e sociale eliminando le principali (FESR) disparità regionali attraverso il sostegno allo sviluppo e alladeguamento strutturale delle economie regionali (inclusa la riconversione delle regioni industriali in declino e delle regioni in ritardo di sviluppo) e sostenendo la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale. Il Fondo concorre al conseguimento dei tre obiettivi (“Convergenza”, “Competitività regionale e occupazione” e “Cooperazione territoriale europea”) della politica di coesione dellUE per il periodo di programmazione 2007-2013. Nellambito di cia- scun obiettivo, il Fondo concentra il proprio intervento su una serie di priorità tema- tiche. In particolare, interviene a sostegno di investimenti produttivi che contribuisco- no alla creazione e al mantenimento di posti di lavoro stabili, in primo luogo attra- verso aiuti diretti agli investimenti principalmente nelle piccole e medie imprese (PMI); investimenti in infrastrutture; dello sviluppo di potenziale endogeno attraverso misu- re che sostengono lo sviluppo regionale e locale (tali attività includono il sostegno e i servizi alle imprese, in particolare alle PMI, la creazione e lo sviluppo di strumenti finanziari quali il capitale di rischio, i fondi per mutui e fondi di garanzia, i fondi di sviluppo locale, gli abbuoni di interesse); della messa in rete, della cooperazione e degli scambi di esperienze tra regioni, città e operatori sociali, economici e ambien- tali interessati; dell’assistenza tecnica.26
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveIstituito nel 1994 per sostenere le piccole e medie imprese, ha come azionista di Fondo Europeo per glimaggioranza la Banca Europea per gli Investimenti, con la quale il Fondo forma il Investimenti (FEI)“Gruppo BEI”.Il Fondo non è un istituto di credito e, pertanto, non concede prestiti o sovvenzionialle imprese, né investe direttamente in alcun tipo di società. Opera attraverso bancheed altri soggetti di intermediazione finanziaria avvalendosi dei propri fondi o di quelliaffidatigli dalla BEI o dallUnione europea. Il Fondo è attivo negli Stati membridellUnione europea, in Croazia, Turchia e nei tre paesi EFTA (Islanda, Liechtenstein eNorvegia).Creato in seno alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), mira a sostenere la cre- Fondo per gli Investimentiscita economica e lo sviluppo del settore privato nei Paesi partner del Mediterraneo e il Partenariato(Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Autorità Palestinese, Israele, Libano, Siria e euromediterraneo (FEMIP)Giordania; attualmente la Turchia è esclusa in quanto, ai fini delle operazioni dellaBEI, è considerata un Paese candidato).Concede prestiti a lungo termine destinati a progetti di grandi dimensioni, prestitiglobali accordati al sistema bancario locale che potrà cosi erogare prestiti a lungotermine alla piccole e medie imprese locali, finanziamenti a specifici progetti del set-tore privato.Uno dei fondi strutturali dellUnione Europea. Contribuisce al conseguimento degli Fondo Sociale Europeoobiettivi “Competitività regionale e occupazione” e “Convergenza” della politica di (FSE)coesione dellUe per il periodo di programmazione 2007-2013.In tale ambito, il Fondo sostiene le azioni negli Stati membri che mirano a consegui-re le seguenti priorità: accrescere ladattabilità dei lavoratori, delle imprese e degliimprenditori, al fine di migliorare lanticipazione e la gestione positiva dei cambia-menti economici; migliorare laccesso alloccupazione e linserimento sostenibile nelmercato del lavoro per le persone in cerca di lavoro e per quelle inattive, prevenirela disoccupazione (in particolare la disoccupazione di lunga durata e la disoccupa-zione giovanile), incoraggiare linvecchiamento attivo e prolungare la vita lavorativae accrescere la partecipazione al mercato del lavoro; potenziare linclusione socialedelle persone svantaggiate ai fini della loro integrazione sostenibile nel mondo dellavoro e combattere ogni forma di discriminazione nel mercato del lavoro; potenzia-re il capitale umano; promuovere partenariati, patti e iniziative tramite la creazionedi reti di soggetti interessati, quali parti sociali e organizzazioni non governative, alivello transnazionale, nazionale, regionale e locale, al fine di favorire riforme nei set-tori delloccupazione e dellintegrazione nel mercato del lavoro. 27
    • Campaniamed Fondi strutturali Strumenti finanziari delle azioni “strutturali” dellUnione Europea, vale a dire quel- le che mirano a ridurre i divari di sviluppo tra le regioni. Per il periodo di program- mazione 2007-2013, tra i Fondi strutturali rientrano esclusivamente il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e Fondo Sociale Europeo (FSE). Governance europea Insieme dei principi, processi e prassi che influiscono sul modo in cui in cui i poteriG sono esercitati in seno allUnione europea. Il Libro bianco sulla governance europea (luglio 2001) della Commissione ha avviato un dibattito sulla necessità di una rifor- ma della governance europea. Lobiettivo è riavvicinare lUnione europea ai suoi cit- tadini attraverso una maggiore partecipazione delle parti interessate non istituzio- nali allelaborazione e allattuazione delle politiche nellUe, il rafforzamento della democrazia in Europa, una maggiore efficacia dellazione dellUe ed il consolida- mento della legittimità delle sue istituzioni. Gruppo Europeo Organismo che può essere costituito sul territorio dellUnione Europea con lobiettivo di di Cooperazione facilitare e promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e/o interregiona- Territoriale (GECT) le tra i suoi membri al fine esclusivo di rafforzare la coesione economica e sociale. Ha personalità giuridica ed è composto da membri, situati nel territorio di almeno due Stati dellUe, che appartengono ad una o più delle seguenti categorie: Stati membri, autorità regionali, autorità locali ed organismi di diritto pubblico. Anche le associazioni composte di organismi che appartengono ad una o più di tali catego- rie possono essere membri. Il gruppo consente di associare enti di diversi Stati mem- bri senza la necessità di sottoscrivere dapprima un accordo internazionale, ratifica- to dai parlamenti nazionali. Gli Stati membri devono, tuttavia, approvare la parteci- pazione al gruppo dei potenziali membri sul rispettivo territorio. INTERACT II Programma operativo di cooperazione interregionale che fa parte dellobiettivoI (programma operativo) “Cooperazione territoriale europea” della politica di coesione dellUnione Europea per il periodo di programmazione 2007-2013. Lobiettivo generale del programma è migliorare ed armonizzare strumenti e proce- dure di gestione dei programmi dellobiettivo “Cooperazione territoriale europea”, migliorare la qualità dei programmi e progetti, rafforzare la cooperazione lungo i confini esterni dellUe. Larea di cooperazione eleggibile comprende lintero territorio dellUe (27 Stati membri), della Norvegia, della Svizzera e dei Paesi che beneficiano dello Strumento di assistenza alla preadesione (IPA). Sito Internet: www.interact-eu.net 28
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveProgramma operativo di cooperazione interregionale che fa parte dellobiettivo Interreg IV C“Cooperazione territoriale europea” della politica di coesione dellUnione Europea (programma operativo)per il periodo di programmazione 2007-2013.Lobiettivo generale del programma è migliorare, attraverso la cooperazione inter-regionale, lefficacia delle politiche di sviluppo regionale nelle aree dellinnovazione,delleconomia della conoscenza, dellambiente e della prevenzione del rischio non-ché contribuire alla modernizzazione economica ed alla competitività dellEuropa. Alraggiungimento dellobiettivo contribuiscono lo scambio, la condivisione ed il tra-sferimento di esperienza nelle politiche, di conoscenza e buone pratiche.Il programma è organizzato intorno a due priorità tematiche: innovazione ed eco-nomia della conoscenza; ambiente e prevenzione dei rischi.Larea di cooperazione eleggibile ai fini della partecipazione al Programma coprelintero territorio dellUe (27 Stati membri), della Norvegia e della Svizzera.I beneficiari sono autorità pubbliche regionali e locali e gli enti pubblici equivalenti.Anche il settore privato può partecipare ai progetti di partenariato sostenendo diretta-mente i costi relativi. Inoltre, in conformità con le regole del settore degli appalti, al set-tore privato può essere affidato in subappalto dai partner la fornitura di servizi o un ruolonellesecuzione di determinate attività. Il programma è cofinanziato dal Fondo Europeodi Sviluppo Regionale (FESR). Norvegia e Svizzera partecipano con una propria dotazio-ne finanziaria. I progetti ammissibili al finanziamento devono essere presentati, a segui-to di specifici bandi, da partenariati costituiti dai beneficiari dei territori eleggibili secon-do le modalità previste dalla normativa comunitaria di attuazione.Autorità di gestione del programma è la Regione Nord - Pas de Calais - Lille Cedex(Francia).Sito Internet: www.interreg4c.euLarticolo 7 del Trattato di Roma stabilisce che “lesecuzione dei compiti affidati alla Istituzioni dellUnioneComunità è assicurata dal Parlamento Europeo, dal Consiglio, dalla Commissione, Europeadalla Corte di giustizia e dalla Corte dei conti. Ciascuna Istituzione agisce nei limitidelle attribuzioni che le sono conferite dal Trattato”.Strumento tramite il quale un asse prioritario di un programma operativo trova attuazio- Misura Mne su un arco di tempo pluriennale e che consente il finanziamento delle operazioni.Classificazione gerarchica delle unità territoriali del territorio economico della Nomenclatura delle UnitàComunità (“regioni”) elaborata dallUfficio statistico delle Comunità Europee (EURO- Territoriali Statistiche NSTAT) allo scopo di disporre a livello comunitario di statistiche regionali omogenee. Ad (NUTS) 29
    • Campaniamed ogni regione dellUe è attribuito un nome ed un codice specifici. La classificazione è gerarchica. Ogni Stato membro dellUnione europea è suddiviso in regioni di livello NUTS 1, ognuna delle quali è suddivisa in regioni di livello NUTS 2, a loro volta suddi- vise in regioni di livello NUTS 3. Tuttavia, una determinata regione può comprendere numerosi livelli NUTS. Obiettivi comunitari Priorità politiche della politica di coesione dellUnione europea. Nel perseguire taliO priorità, lUe promuove uno sviluppo armonioso e duraturo delle attività economi- che, delloccupazione e delle risorse umane, la tutela dellambiente e leliminazione delle ineguaglianze, nonché la promozione della parità tra uomini e donne. Nel periodo di programmazione 2007-2013, sono previsti tre obiettivi: “Convergenza”, “Competitività regionale e occupazione”, “Cooperazione territoriale europea”. Operazione Progetto o gruppo di progetti selezionato dallautorità di gestione di un program- ma operativo o sotto la sua responsabilità, secondo criteri stabiliti dal comitato di sorveglianza ed attuato da uno o più beneficiari, che consente il conseguimento degli scopi dellasse prioritario cui si riferisce. Organismo intermedio Qualsiasi organismo o servizio pubblico o privato che agisce sotto la responsabilità di unautorità di gestione o di certificazione o che svolge mansioni per conto di que- sta autorità nei confronti dei beneficiari che attuano le operazioni. Orientamenti strategici Priorità stabilite dal Consiglio per la politica di coesione dellUnione Europea nel periodo comunitari per la coesione di programmazione 2007-2013. In conformità con gli orientamenti integrati per la cre- scita e loccupazione della rinnovata strategia di Lisbona, i programmi sostenuti dalla politica di coesione devono tendere ad indirizzare le risorse verso le seguenti priorità: - rendere più attraenti gli Stati membri, le regioni e le città migliorando laccessibi- lità, garantendo una qualità e un livello adeguati di servizi e tutelando lambiente; - promuovere linnovazione, limprenditorialità e leconomia della conoscenza mediante lo sviluppo della ricerca e dellinnovazione, comprese le nuove tecnologie dellinformazione e della comunicazione; - creare nuovi e migliori posti di lavoro attirando un maggior numero di persone verso il mercato del lavoro o lattività imprenditoriale, migliorando ladattabilità dei lavoratori e delle imprese e aumentando gli investimenti nel capitale umano. Paese candidato Paese che ha presentato domanda di adesione allUnione europea e la cui candida-P tura è stata ufficialmente accettata. Lo status di paese candidato è concesso dal 30
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveConsiglio europeo sulla base di un parere della Commissione europea formulato aseguito di una richiesta di adesione presentata dal paese candidato.La Commissione esamina la candidatura alla luce dei criteri di adesione noti come“criteri di Copenhagen”: presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democra-zia, lo stato di diritto, i diritti delluomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela;esistenza di uneconomia di mercato affidabile, capace di far fronte alle forze delmercato e alla pressione concorrenziale allinterno dellUnione; acquisizione totaledellacquis comunitario.Lo statuto di paese candidato non dà tuttavia diritto alladesione automatica allUe.Il processo di adesione, che inizia in seguito alla decisione del Consiglio europeo di avvia-re i negoziati di adesione, si avvale dello Strumento di assistenza alla preadesione (IPA).Un Paese che non è membro dellUnione europea. Il significato di questo termine Paese terzorisulta chiaro se si pensa ad una situazione in cui sono in gioco le relazioni tra dueStati membri dellUe (o tra le istituzioni dellUe e uno Stato membro) ed un paeseche non fa parte dellUe. Il termine è entrato nel gergo comunitario soprattutto perindicare i Paesi della sponda sud del Mediterraneo.Istituzione comunitaria che rappresenta tutti cittadini dellUnione europea. I suoi Parlamento europeomembri sono eletti direttamente dai cittadini dellUe. Ha come compiti principalilapprovazione, insieme al Consiglio dei ministri, degli atti legislativi europei e delbilancio, ed il controllo dellattività della Commissione. Il Parlamento in carica conta785 membri, provenienti da tutti i 27 Stati membri dellUe in proporzione alla loropopolazione.Sito Internet: http://www.europarl.europa.euIn base ai criteri enunciati nella raccomandazione della Commissione del 6 mag- Piccole e Medie Impresegio 2003 (2003/361/CE), le piccole e medie imprese presentano le seguenti carat- (PMI)teristiche:- numero di dipendenti non superiore a 250 per le medie imprese e a 50 per le pic-cole imprese;- fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro per le medie imprese e a 10mln per le piccole imprese oppure bilancio annuo non superiore a 43 milioni di europer le medie imprese e a 10 mln per le piccole imprese.Tra le microimprese rientrano, invece, le imprese con un numero di dipendenti nonsuperiore a 10 e un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro (oppure unbilancio superiore a 2 mln). 31
    • Campaniamed Politica di coesione E finalizzata, ai sensi dellarticolo 158 del Trattato di Roma, a “promuovere uno svi- dellUnione europea luppo armonioso dellinsieme della Comunità” attraverso il “rafforzamento della sua coesione economica e sociale”. In particolare “la Comunità mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo delle regioni meno favo- rite o insulari, comprese le zone rurali”. Larticolo 159 del Trattato prevede che questa azione sia sostenuta attraverso i Fondi comunitari, la Banca europea per gli investimenti (BEI) e gli altri strumenti finanziari esistenti. Per il periodo di programmazione 2007-2013, la politica di coesione dellUe deve tendere ad attuare le priorità definite negli “Orientamenti strategici comunitari per la coesione” ed è organizzata su tre obiettivi: “Convergenza”, “Competitività regio- nale e Occupazione” e “Cooperazione territoriale europea”. Gli interventi della politica di coesione sono chiamati anche a perseguire gli orien- tamenti delineati nelle strategie di Lisbona e Göteborg. Politica Europea di Si prefigge di stabilire relazioni privilegiate tra lUnione europea e i Paesi vicini Vicinato (PEV) dellEuropa dellEst, della sponda sud del Mediterraneo e del Caucaso meridionale che non hanno prospettive di adesione allUe. La PEV rientra nel quadro della strategia europea di sicurezza ed è stata sviluppata a partire dal 2003 nel quadro del processo di allargamento dellUe con lobiettivo di evitare lemergere di nuove linee di divisione tra lUe allargata e i Paesi vicini e per rafforzare la stabilità, la sicurezza e il benessere in tutta larea interessata. Attraverso la PEV, lUe intende instaurare con i Paesi vicini rapporti privilegiati basa- ti su un impegno reciproco verso valori comuni, quali la democrazia, lo Stato di dirit- to, il buon governo e il rispetto dei diritti umani, ed i principi delleconomia di mer- cato, del commercio aperto, regolamentato ed equo, dello sviluppo sostenibile e della lotta contro la povertà. Attualmente alla PEV partecipano Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova, Ucraina, Algeria, Autorità Palestinese, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Siria e Tunisia. Inoltre nella PEV rientra il partenariato strategico dellUe con la Federazione russa. Nellambito della PEV, lUe e i Paesi partner definiscono congiuntamente un insieme di priorità da includere in una serie di piani dazione definiti di comune accordo e che riguardano, tra laltro, il dialogo politico e il processo di riforme politiche, com- merciali ed economiche, lo sviluppo sociale ed economico equo, la giustizia e gli affari interni, lenergia, i trasporti, la società dellinformazione, lambiente, la ricer- ca e linnovazione, lo sviluppo della società civile e i contatti tra i popoli.32
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveI Paesi partner beneficiano, per il periodo di programmazione 2007-2013, di unas-sistenza finanziaria e tecnica essenzialmente attraverso lo Strumento europeo divicinato e partenariato (ENPI).Sito Internet: http://ec.europa.eu/world/enp/index_en.htmNoto anche come “Partenariato euromediterraneo”, rappresenta larticolato quadro Processo di Barcellonadelle relazioni politiche, economiche e sociali tra gli Stati membri dellUnione euro-pea e i Paesi Terzi del Mediterraneo (PTM).E stato avviato dalla Conferenza dei ministri degli Esteri di 27 Paesi del bacino delMediterraneo (gli allora 15 Stati membri dellUe e 12 Paesi terzi: Algeria, AutoritàPalestinese, Marocco, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Siria, Tunisia, Turchia non-ché Cipro e Malta, che nel 2004 avrebbero aderito allUe) svoltasi a Barcellona il 27e 28 novembre del 1995 e conclusasi con ladozione della Dichiarazione diBarcellona.Articolato in tre assi (partenariato politico; partenariato culturale, sociale ed umano;partenariato economico e finanziario), il Processo di Barcellona mira a creare unazona comune di stabilità, sicurezza e prosperità.In particolare, il partenariato politico si prefigge di realizzare unarea euromediterra-nea di pace e stabilità basata sui principi del rispetto dei diritti umani, delle libertàfondamentali e della democrazia.Il partenariato culturale, sociale ed umano mira a promuovere lavvicinamento tra ipopoli favorendo il dialogo tra le culture mediterranee e gli scambi a livello umano,scientifico e tecnologico. La fondazione Anna Lindh, inaugurata nel 2005 adAlessandria, è la prima istituzione comune del Processo di Barcellona finanziata concontributi di tutti i paesi partner e della Commissione.Il partenariato economico e finanziario punta a creare unarea di prosperità condi-visa attraverso listituzione di zona euromediterranea di libero scambio entro il2010, destinata ad ancorare le economie dei partner del Sud allEuropa.I finanziamenti europei accompagnano questo sforzo di liberalizzazione e di messaa livello delle economie del Sud. Le sovvenzioni dellUe (5,3 miliardi di euro a titolodel programma MEDA per il periodo di programmazione 2000-2006) hanno finan-ziato un appoggio alle politiche di transizione, sviluppo e cooperazione regionale.Dal 2007, nellambito della Politica Europea di Vicinato (PEV), queste sovvenzionisono incluse nello Strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI), che ha stan-ziato 3,4 miliardi per il Mediterraneo per il periodo 2007-2010.I prestiti della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), concessi nellambito delFondo Euromediterraneo dInvestimento e Partenariato (FEMIP), sono ammontati a 33
    • Campaniamed 6,7 miliardi per il periodo 2002-2006. Nel 2007, il FEMIP ha impegnato circa 1,4 miliardi per larea Med. Il partenariato euromediterraneo si sviluppa su due dimensioni complementari: quella regionale, considerata prioritaria, che riguarda lUe e i Paesi terzi nel loro complesso e si occupa di temi e problematiche comuni ai partner mediterranei, e quella bilaterale, che riguarda le relazioni bilaterali fra lUe e ciascuno dei Paese terzo (soprattutto attraverso gli accordi euromediterranei). Al fine di dare nuovo slancio al Processo di Barcellona, nel luglio 2008 il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha lanciato ai partner europei e mediterranei lidea di crea- re unUnione per il Mediterraneo (UPM) che poggiasse su due principi fondamenta- li: la costruzione di un vero partenariato su un piede duguaglianza tra lEuropa ed i paesi del Mediterraneo e la volontà di realizzare progetti concreti. Il Consiglio euro- peo di Bruxelles del 13 e 14 marzo 2008 ha fatto propria questa iniziativa con il nome di “Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo”. Il vertice di Parigi il 13 e 14 luglio 2008 - che ha riunito capi di Stato e di governo di 43 Paesi (i 27 dellUe, Albania, Algeria, Autorità Nazionale Palestinese, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Montenegro, Mauritania, Principato di Monaco, Siria, Tunisia e Turchia) - ha formalmente istituito lUnione per il Mediterraneo. Sito Internet: http://ec.europa.eu/external_relations/euromed/index_en.htmProgramma operativo (PO) Documento presentato da uno Stato membro dellUnione europea ed adottato dalla Commissione nel quale è definita una strategia di sviluppo con una serie coe- rente di priorità da realizzare con il contributo di un Fondo comunitario. Ciascun PO può riguardare solo uno dei tre obiettivi della politica di coesione dellUe per il periodo di programmazione 2007-2013, salvo quanto diversamente convenu- to tra la Commissione europea e lo Stato membro. Nellambito della programmazione 2007-2013, ogni PO copre un periodo compre- so tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2013 e beneficia del cofinanziamento di un solo Fondo. Fanno eccezione gli Stati membri che beneficiano del Fondo di coe- sione, per i quali il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo di coesio- ne intervengono congiuntamente nei programmi operativi in materia di infrastrut- ture di trasporto e di ambiente, inclusi i grandi progetti. Per ciascun PO, lo Stato membro designa unautorità di gestione, unautorità di cer- tificazione e unautorità di audit. La stessa autorità può essere designata per più di un programma operativo. Il QSN 2007-2013 dellItalia è attuato attraverso 66 programmi operativi, suddivisi in:34
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiave- nazionali (PON): riguardano settori con particolari esigenze di integrazione a livel-lo nazionale ed hanno come autorità di gestione unAmministrazione centrale;- regionali (POR): sono multisettoriali e riferiti alle singole regioni, hanno come auto-rità di gestione unAmministrazione regionale;- interregionali (POIN): riguardano tematiche in cui risulta particolarmente efficaceunazione fortemente coordinata fra Regioni che consenta di cogliere economie discala e di scopo nellattuazione degli interventi. Sono gestiti dalle Regioni con la par-tecipazione di centri di competenza nazionale o Amministrazioni centrali.I PO si riferiscono ai tre obiettivi della politica di coesione 2007-2013.Le regioni ammissibili allobiettivo “Competitività regionale e Occupazione” - vale a diretutte le regioni del Centro-Nord (incluse le province autonome di Bolzano e Trento) e treregioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise e Sardegna) - sono interessate da 33 PO, dicui uno nazionale e 32 regionali (di cui 16 cofinanziati dal FESR e 16 dal FSE).Le regioni ammissibili allobiettivo “Convergenza” - vale a dire Basilicata, Calabria,Campania, Puglia e Sicilia - sono interessate da 19 PO, di cui 7 nazionali, 2 interre-gionali e 10 regionali (di cui 5 cofinanziati dal FESR e 5 dal FSE).Allobiettivo “Cooperazione territoriale europea” afferiscono 14 PO, di cui 7 dellacooperazione transfrontaliera (cofinanziati da FESR), 4 della cooperazione transna-zionale (cofinanziati dal FESR), uno della cooperazione transfrontaliera attuato nel-lambito della strategia di preadesione e 2 della cooperazione transfrontaliera attua-ti nellambito della Politica Europea di Vicinato (PEV).Infine, lItalia partecipa ai programmi operativi di cooperazione interregionaleESPON 2013, INTERACT II, Interreg IVC e URBACT II.Documento programmatico della Regione Campania che attua la strategia regiona- Programma Operativole di sviluppo per il periodo di programmazione 2007-2013 dei Fondi comunitari. Regionale Campania FESRLobiettivo generale del programma operativo (PO), coerentemente con le indicazio- 2007-2013ni e i principi comunitari e nazionali, è quello di promuovere lo sviluppo equilibratoe sostenibile della Campania, incrementando il Prodotto Interno Lordo (PIL) e i livel-li occupazionali, attraverso la qualificazione e il riequilibrio dei sistemi territoriali edella struttura economica e sociale.La strategia di sviluppo definita nel PO trova concreta attuazione in sette assi prio-ritari: sostenibilità ambientale ed attrattività culturale e turistica (asse 1); competiti-vità del sistema produttivo regionale (asse 2); energia (asse 3); accessibilità e traspor-ti (asse 4), società dellInformazione (asse 5); sviluppo urbano e qualità della vita(asse 6), assistenza tecnica e cooperazione (asse 7).Per quanto attiene alla cooperazione territoriale, la Regione Campania intende pro- 35
    • Campaniamed muovere progetti di cooperazione interregionale e di interscambio internazionali, spe- cie con le regioni del Mediterraneo, allo scopo di facilitare linserimento della Campania nei circuiti internazionali, promuovere la circolazione di buone prassi e competenze, ridurre le distanze geopolitiche tra territori, istituzioni e cittadini e contribuire alla rea- lizzazione, entro il 2010, di una zona di libero scambio nel bacino del Mediterraneo. Il totale delle risorse finanziarie allocate sul PO Campania FESR 2007-2013 ammon- ta ad oltre 6,8 miliardi di euro (di cui 50% risorse Ue, 35% nazionali e 15% regio- nali). Per le iniziative di cooperazione interregionale, lo stanziamento previsto è di circa 100 milioni di euro. Sito Internet: http://redazione.regione.campania.it/fesr_vas/index.php Programmazione Processo di organizzazione, decisione e finanziamento effettuato per fasi successi- comunitaria ve e volto ad attuare su base pluriennale lazione congiunta dellUnione europea e degli stati membri al fine di conseguire gli obiettivi comunitari prefissati. La programmazione comunitaria è organizzata in cicli della durata di sette anni. Quadro di riferimento Documento di orientamento strategico previsto dai regolamenti comunitari dellaQ Strategico Nazionale politica di coesione 2007-2013 che definisce la strategia scelta dallo Stato membro (QSN) dellUnione europea e contiene lelenco dei programmi operativi attraverso i quali esso intende attuare la propria programmazione dei Fondi comunitari. Il QSN copre il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 e si applica agli obiet- tivi “Convergenza” e “Competitività regionale e occupazione”. Ciascuno Stato mem- bro può decidere di applicarlo anche allobiettivo “Cooperazione territoriale europea”, senza pregiudicare le scelte future degli altri Stati membri. Ciascuno Stato membro trasmette il QSN alla Commissione europea entro cinque mesi dalladozione degli Orientamenti strategici comunitari per la coesione. La Commissione prende atto della strategia nazionale e dei temi prioritari prescelti per lintervento dei Fondi e formula le osservazioni che ritiene opportune entro tre mesi dalla data di ricezione del Quadro di riferimento. Il QSN 2007-2013 dellItalia prevede quattro macro-obiettivi, per ciascuno dei quali sono previste una serie di priorità tematiche (in totale sono dieci): - sviluppare i circuiti della conoscenza (con due priorità tematiche: miglioramento e valorizzazione delle risorse umane; promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dellinnovazione per la competitività); - accrescere la qualità della vita, la sicurezza e linclusione sociale nei territori (con tre prio- rità tematiche: energia e ambiente; uso sostenibile e efficiente delle risorse per lo svilup- po; inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e lattrattività territoriale); 36
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiave- potenziare le filiere produttive, i servizi e la concorrenza (con tre priorità temati-che: valorizzazione delle risorse naturali e culturali per lattrattività per lo sviluppo;reti e collegamenti per la mobilità; competitività dei sistemi produttivi e occupazio-ne; competitività e attrattività delle città e dei sistemi urbani).- internazionalizzare e modernizzare leconomia, la società e le amministrazioni (condue priorità tematiche: apertura internazionale e attrazione di investimenti, consu-mi e risorse; governance, capacità istituzionali e mercati concorrenziali e efficaci).Il QSN 2007-2013 dellItalia è attuato attraverso 66 programmi operativi.Atto giuridico comunitario non vincolante emanato dal Parlamento europeo, dal Raccomandazione RConsiglio o dalla Commissione. Di solito, la raccomandazione ha come destinatarigli Stati membri e contiene linvito a conformarsi ad un certo comportamento giu-dicato più rispondente agli interessi comuni.Atto giuridico comunitario vincolante emanato dal Consiglio su proposta della RegolamentoCommissione. Il regolamento è destinato a tutti i soggetti dellordinamento comu-nitario (Stati membri, persone fisiche e giuridiche), è obbligatorio in tutti i suoi ele-menti e direttamente applicabile in ciascuno Stati membro per effetto della sua pub-blicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea serie L.Infrastrutture nei settori dei trasporti, dellenergia e delle telecomunicazioni previste Reti transeuropee (RTE)nel titolo XV del Trattato che istituisce la Comunità europea. Questultima contribui-sce allo sviluppo delle reti transeuropee con unazione che mira a favorire “linter-connessione e linteroperabilità delle reti nazionali, nonché laccesso a tali reti” eche tiene conto della necessità di collegare alle regioni centrali della Comunità leregioni insulari, quelle prive di sbocchi al mare e quelle periferiche.Regime (detto anche “phasing out”) che consiste in un supporto finanziario decre- Sostegno transitorio Sscente per quelle regioni comprese in un obiettivo della politica di coesionedellUnione europea nel periodo di programmazione 2007-2013 ma che non sonopiù ammissibili allaiuto dei Fondi comunitari previsti per quellobiettivo. Il sostegnotransitorio intende consentire unuscita graduale delle aree non più ammissibili, evi-tando limprovvisa interruzione degli aiuti e facilitando il consolidamento dei risul-tati conseguiti nel precedente periodo di programmazione.Larticolo 8 del regolamento (CE) n.1083/2006 stabilisce che:- le regioni di livello NUTS 2 che sarebbero state ammissibili allobiettivo“Convergenza” se la soglia di ammissibilità fosse rimasta al 75% del Prodotto 37
    • Campaniamed Interno Lordo (PIL) medio dellUe a 15, ma che hanno perso tale ammissibilità poi- ché il loro livello di PIL nominale pro capite supera il 75% del PIL medio dellUe a 25, sono ammissibili, a titolo transitorio e specifico, al finanziamento dei Fondi strut- turali nellambito dellobiettivo “Convergenza”; - le regioni di livello NUTS 2 che rientrano appieno nellobiettivo 1 nel 2006 e il cui livello di PIL nominale pro capite supera il 75% del PIL medio dellUe a 15 sono ammissibili, a titolo transitorio e specifico, al finanziamento dei Fondi strutturali nel- lambito dellobiettivo “Competitività regionale e occupazione”; - gli Stati membri ammissibili al finanziamento del Fondo di coesione nel 2006 e che avrebbero continuato ad essere ammissibili se la soglia di ammissibilità fosse rima- sta al 90% del Reddito Nazionale Lordo (RNL) medio dellUe a 15, ma che hanno perso tale ammissibilità poiché il loro livello di RNL nominale pro capite supera il 90% del RNL medio dellUe a 25, sono ammissibili, a titolo transitorio e specifico, al finanziamento del Fondo di coesione nellambito dellobiettivo “Convergenza”. Per quanto riguarda lItalia, la Regione Sardegna rientra nel sostegno transitorio per lobiettivo “Competitività regionale e occupazione” mentre la Regione Basilicata fruisce del sostegno transitorio per lobiettivo “Convergenza”. Spazio Alpino 2007-2013 Programma operativo di cooperazione transnazionale che fa parte dellobiettivo (programma operativo) “Cooperazione territoriale europea” della politica di coesione dellUnione Europea per il periodo di programmazione 2007-2013. Lobiettivo generale del programma è rafforzare la competitività e lattrattività dello Spazio Alpino sviluppando azioni congiunte nei campi in cui la cooperazione tran- snazionale è condizione necessaria per soluzioni sostenibili. Gli obiettivi specifici sono: incoraggiare linnovazione e limprenditorialità e rafforzare le capacità dinnovazione e ricerca delle PMI; rafforzare uno sviluppo territoriale equilibra- to per rendere lo Spazio Alpino un luogo attrattivo in cui vivere, lavorare e investire; migliorare laccessibilità allo Spazio Alpino e gestire le conseguenze economiche ed ambientali del sistema dei trasporti; migliorare laccessibilità dei servizi e della connetti- vità nello Spazio Alpino; tutelare, gestire e migliorare il patrimonio culturale e naturale per uno sviluppo sostenibile; prevenire e mitigare i rischi tecnologici ed ambientali e gestire le loro conseguenze, con particolare riguardo agli impatti dei cambiamenti clima- tici. Ciascuno obiettivo specifico trova applicazione in uno o più assi prioritari. Il programma interessa Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Slovenia e Svizzera. Le aree geografiche eleggibili sono gli interi territori nazionali dei Paesi sopra men- zionati, ad eccezione dellItalia (sono eleggibili le regioni Lombardia, Friuli Venezia38
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveGiulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Valle dAosta, Piemonte, Liguria), della Franciae della Germania.Tra i beneficiari vi sono autorità pubbliche nazionali, regionali e locali; agenzienazionali, regionali e locali per lo sviluppo; centri di ricerca scientifica e tecnologica;enti di istruzione e formazione; agenzie per lambiente e la gestione delle acque;agenzie per lenergia ed istituzioni affini; enti per la gestione di aree protette.Il programma è cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). I pro-getti ammissibili al finanziamento devono essere presentati, a seguito di specificibandi, da partenariati costituiti dai beneficiari dei territori eleggibili secondo lemodalità previste dalla normativa comunitaria di attuazione.Autorità di gestione del programma è il Land di Salzburg (Austria).Sito Internet: www.alpine-space.euDetta anche “Strategia europea per lo sviluppo sostenibile”, è stata varata nel giu- Strategia di Göteborggno 2001 dal Consiglio di Göteborg, riunito in sessione straordinaria, che ha inte-grato la dimensione sociale ed economica dello sviluppo, definita nella Strategia diLisbona, con la dimensione ambientale.Nelle conclusioni della presidenza del Consiglio di Göteborg si afferma che “lo svilupposostenibile - soddisfare i bisogni dellattuale generazione senza compromettere quellidelle generazioni future - è un obiettivo fondamentale fissato dai trattati. A tal fine ènecessario affrontare le politiche economiche, sociali e ambientali in modo sinergico”.Inoltre si sottolinea che “lo sviluppo sostenibile richiede soluzioni globali” e che lUe “siadopererà per fare dello sviluppo sostenibile un obiettivo della cooperazione bilateraleallo sviluppo e di tutte le organizzazioni internazionali e agenzie specializzate”.La Strategia di Göteborg si basa sul principio secondo cui “gli effetti economici, sociali eambientali di tutte le politiche dovrebbero essere esaminati in modo coordinato e presiin considerazione nel processo decisionale”. Il Consiglio europeo di Göteborg ha indivi-duato una serie di obiettivi e misure come orientamento generale per lo sviluppo di poli-tiche in quattro settori prioritari: cambiamenti climatici, trasporti, sanità pubblica e risor-se naturali. La partnership mondiale per lo sviluppo sostenibile, adottata dallaCommissione nel 2002, ha conferito una dimensione esterna alla Strategia di Göteborg.Nel giugno 2006 il Consiglio europeo di Bruxelles ha adottato la nuova Strategia euro-pea per lo sviluppo sostenibile fissandone gli obiettivi, al cui raggiungimento sono statichiamati a contribuire sia le istituzioni comunitarie che gli Stati membri dellUe.Lobiettivo della nuova Strategia è individuare e sviluppare azioni che permettanoallUe di migliorare costantemente la qualità della vita delle generazioni attuali e futu-re tramite la creazione di comunità sostenibili capaci di gestire e utilizzare le risorse in 39
    • Campaniamed maniera efficace e di sfruttare il potenziale di innovazione ecologica e sociale delleco- nomia, assicurando prosperità, tutela dellambiente e coesione sociale. Sito Internet: http://ec.europa.eu/sustainable/welcome/index_en.htm Strategia di Lisbona Programma di riforme economiche dellUnione europea avviato dal Consiglio euro- peo straordinario tenutosi nel marzo 2000 a Lisbona. Lobiettivo della Strategia è fare diventare, entro il 2010, quella dellUe “leconomia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. Sviluppata ulteriormente nel corso di diversi Consigli europei, la Strategia di Lisbona si fonda su tre dimensioni: - favorire il passaggio verso uneconomia competitiva, dinamica e fondata sulla conoscenza, in grado di adattarsi continuamente alle evoluzioni della società dellin- formazione e di incoraggiare ricerca e sviluppo (dimensione economica); - modernizzare il modello sociale europeo investendo nelle risorse umane e nella loro formazione e lottando contro lesclusione sociale (dimensione sociale); - integrare lo sviluppo economico e sociale con gli aspetti della sostenibilità ambientale (dimensione ambientale aggiunta in occasione del Consiglio europeo di Goteborg nel giugno 2001). Nel marzo 2005, il Consiglio europeo di Bruxelles ha rilanciato la Strategia di Lisbona ponendo in primo piano la crescita economica e loccupazione, riorganizzandola in cicli triennali e prevedendo una netta distinzione tra le riforme che gli Stati membri devono intraprendere e le riforme per le quali la Comunità deve assumere il ruolo di guida. Nel marzo 2008, il Consiglio europeo di Bruxelles ha avviato il nuovo ciclo trienna- le (2008-2010) della rinnovata Strategia per la crescita e loccupazione. Il nuovo ciclo è “imperniato sullattuazione” ed il Consiglio ha affermato che “impartire unistruzione di elevata qualità e investire di più e con maggiore efficacia nel capi- tale umano e nella creatività lungo tutto il corso della vita” rappresentano “condi- zioni essenziali per il successo dellEuropa in un mondo globalizzato”. La rinnovata Strategia rafforza e si coniuga con gli obiettivi della politica di coesio- ne dellUe per il periodo di programmazione 2007-2013. Sito Internet: http://ec.europa.eu/growthandjobs Strumento di assistenza Programma della strategia di preadesione per il periodo di programmazione 2007- alla preadesione (IPA) 2013. Il suo obiettivo principale è promuovere il progressivo avvicinamento dei Paesi beneficiari agli standard e alle politiche dellUe nonché favorire il recepimento del- lacquis comunitario in vista delladesione.40
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveI Paesi beneficiari sono suddivisi in due categorie: Paesi candidati effettivi (Turchia,Croazia ed ex Repubblica Jugoslava di Macedonia) e Paesi candidati potenziali(Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia e Montenegro).IPA (acronimo di Instrument for Pre-Accession Assistance) si articola in cinque com-ponenti:- sostegno alla transizione (transition facility) e consolidamento delle istituzioni(institution building);- cooperazione transfrontaliera (CBC, Cross-Border Co-operation);- sviluppo regionale;- sviluppo delle risorse umane;- sviluppo rurale.Le prime due componenti riguardano tutti i Paesi beneficiari mentre le rimanentiriguardano solo i Paesi candidati poiché lo scopo di preparare questi Paesi allagestione dei Fondi comunitari che intervengono nei relativi ambiti.La componente transfrontaliera di IPA finanzia i programmi operativi di cooperazio-ne transfrontaliera cui partecipano i Paesi dellUe e i Paesi candidati/potenziali can-didati che condividono una frontiera terrestre o marittima (tra questi programmi cèCBC IPA-Adriatico) e i programmi operativi di cooperazione transfrontaliera a cuipartecipano i paesi candidati/potenziali candidati che condividono una frontiera(essenzialmente riguarda i paesi dei Balcani occidentali).Inoltre IPA consente la partecipazione dei paesi candidati/potenziali candidati ai pro-grammi di cooperazione nellambito dellobiettivo “Cooperazione territoriale euro-pea” e ai programmi di cooperazione del bacino marittimo dello strumento ENPI(limitatamente alla Turchia).La Commissione europea predispone un documento pluriennale indicativo di piani-ficazione (MIPD) per ogni paese beneficiario che stabilisce le linee strategiche del-lassistenza per tutte le componenti alle quali il singolo Paese è ammissibile. Sullabase del MIPD, le autorità nazionali dei Paesi predispongono i programmi (annualiper la componente “sostegno alla transizione e rafforzamento delle istituzioni” epluriennali per le altre componenti) in cui sono indicate le misure e le azioni dafinanziare attraverso IPA.Strumento finanziario della Politica Europea di Vicinato (PEV) per il periodo di pro- Strumento europeogrammazione 2007-2013. Riguarda, dunque, i sei Paesi dellEuropa dellEst e del di vicinato e partenariatoCaucaso meridionale (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova, (ENPI)Ucraina) e i dieci Paesi Terzi del Mediterraneo (Algeria, Autorità palestinese, Egitto,Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Siria, Tunisia) che beneficiano della PEV. 41
    • Campaniamed ENPI (acronimo di European Neighbourhood and Partnership Instrument) si articola in cinque componenti: - cooperazione bilaterale, che prevede programmi di strategia Paese; - cooperazione regionale, che prevede due programmi di strategia regionali, uno per i partner dellest e uno per i partner del sud; - cooperazione tematica, che prevede cinque programmi strategici sui seguenti temi: ambiente e gestione sostenibile delle risorse naturali (inclusa lenergia), ruolo degli atto- ri non statali e delle autorità locali nello sviluppo, cooperazione con i Paesi Terzi nelle aree di immigrazione e asilo, sicurezza alimentare, sviluppo sociale e umano; - cooperazione interregionale, che prevede un programma di strategia regionale unico per lintera area di cooperazione e si articola in quattro priorità: promozione delle riforme attraverso la consulenza e le competenze europee, promozione dellal- ta formazione e mobilità degli studenti, promozione della cooperazione tra gli atto- ri locali e regionali dei Paesi partner e i Paesi dellUe, sostegno allattuazione della politica di vicinato e al partenariato strategico con la Federazione russa; - cooperazione transfrontaliera (CBC, Cross-Border Co-operation), che mira a raffor- zare la cooperazione tra i territori posti lungo le frontiere terrestri e marittime ester- ne dellUe. Prevede due tipologie di programmi operativi: bilaterali sulle frontiere terrestri (o stretti marittimi) e multilaterali di bacino sulle frontiere marittime. Nella prima tipologia rientra il programma ENPI CBC Italia-Tunisia, nella seconda il pro- gramma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo. Sito Internet: http://ec.europa.eu/europeaid/where/neighbourhood/regional-coope- ration/enpi-cross-border/index_en.htm Sviluppo sostenibile Indica una crescita economica idonea a soddisfare le esigenze della nostra società in termini di benessere a breve, medio e soprattutto di lungo periodo. Una crescita, insomma, in grado di rispondere ai bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. In concreto, si tratta di pre- disporre le condizioni più idonee affinché lo sviluppo economico a lungo termine avvenga nel rispetto dellambiente. Il vertice mondiale sullo sviluppo sociale, tenutosi a Copenhagen nel marzo del 1995, ha peraltro sottolineato la necessità di lottare contro lesclusione sociale e proteggere la salute dei singoli. Il trattato di Amsterdam del 1997 ha espressamente inserito lo sviluppo sostenibile nel preambolo del Trattato sullUnione europea. Lo sviluppo sostenibile è un obiettivo trasversale di tutte le politiche dellUe e, al tempo stesso, un settore di intervento della politica ambientale dellUe.42
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveProgramma operativo di cooperazione transnazionale che fa parte dellobiettivo TN-MED 2007-2013 T“Cooperazione territoriale europea” della politica di coesione delUnione Europea (programma operativo)per il periodo di programmazione 2007-2013.Lobiettivo generale del programma è stimolare la cooperazione tra territori per raf-forzare la competitività dello spazio mediterraneo, creare le condizioni favorevolialla crescita e alloccupazione per le generazioni future, sostenere la coesione terri-toriale e contribuire attivamente alla protezione dellambiente in una logica di svi-luppo sostenibile.Il programma si sviluppa attorno a quattro priorità specifiche: rafforzamento dellacapacità di innovazione; protezione dellambiente e promozione di uno sviluppo ter-ritoriale sostenibile; miglioramento della mobilità e dellaccessibilità dei territori; pro-mozione di uno sviluppo policentrico e integrato dello spazio mediterraneo.Il programma coinvolge nove Stati membri dellUe. Sono eleggibili al programma linte-ro territorio nazionale di Cipro, Grecia, Malta e Slovenia ed alcune regioni di Francia,Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia,Lazio, Liguria, Lombardia, Umbria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia,Toscana, Veneto), Portogallo, Regno Unito (Gibilterra) e Spagna.I Paesi candidati e potenzialmente candidati alladesione allUe sono stati invitati apartecipare al programma grazie allo Strumento di assistenza alla preadesione (IPA).Al momento, hanno aderito la Croazia, il Montenegro e la Bosnia Erzegovina.I beneficiari sono autorità pubbliche, enti pubblici equivalenti ed enti privati.Il programma è cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). I pro-getti ammissibili al finanziamento devono essere presentati, a seguito di specificibandi, da partenariati costituiti dai beneficiari dei territori eleggibili secondo lemodalità previste dalla normativa comunitaria di attuazione.Autorità di gestione del programma è la Regione di Provence-Alpes-Côte dAzur(Francia).Sito Internet: www.programmemed.euTrattato firmato il 13 dicembre 2007 a Lisbona dai capi di Stato e di governo dei 27 Trattato di LisbonaStati membri con cui si è stabilito di dotare lUnione europea di istituzioni modernee di metodi di lavoro ottimizzati per rispondere in modo efficace ed efficiente allesfide del XXI secolo. In una realtà in rapida evoluzione, per affrontare temi quali laglobalizzazione, i mutamenti climatici, levoluzione demografica, la sicurezza elenergia, gli europei guardano allUe. Tenendo conto delle evoluzioni politiche, eco-nomiche e sociali e volendo rispondere alle aspirazioni degli europei, i capi di Statoe di governo hanno convenuto nuove regole che disciplinano la portata e le moda- 43
    • Campaniamed lità della futura azione dellUnione. Il Trattato di Lisbona consentirà, pertanto, di adeguare le istituzioni europee e i loro metodi di lavoro, di rafforzare la legittimità democratica dellUnione e di consolidare i valori fondamentali che ne sono alla base. Il Trattato di Lisbona ha lo scopo di rafforzare la partecipazione democratica in Europa e la capacità dellUe di promuovere quotidianamente gli interessi dei propri cittadini. Il Trattato è frutto dei negoziati condotti dagli Stati membri allinterno di una conferenza intergovernativa, ai cui lavori hanno partecipato anche la Commissione e il Parlamento europeo. Prima di poter entrare in vigore, il Trattato dovrà essere ratificato da ciascuno dei 27 Paesi dellUe. Spetta a questi ultimi defi- nire, in base alle rispettive norme costituzionali, come procedere alla ratifica. Gli Stati membri si sono dati come obiettivo lentrata in vigore del trattato il 1° genna- io 2009 oppure alcuni mesi prima delle elezioni del Parlamento europeo. Sito Internet: http://europa.eu/lisbon_treaty/index_en.htm Unione europea a 15 Indica i 15 Stati membri dellUnione europea (Francia, Germania, Italia, Olanda, Belgio,U Lussemburgo, Regno Unito, Danimarca, Irlanda, Grecia, Spagna, Portogallo, Austria, Svezia e Finlandia) prima delladesione, nel maggio 2004, di dieci nuovi Paesi. Unione europea a 25 Indica i 25 Stati membri dellUnione Europea in seguito alladesione, nel maggio 2004, di dieci nuovi Paesi: Cipro, Malta, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Lituania, Lettonia e Estonia. Unione europea a 27 Indica i 27 Stati membri dellUnione Europea in seguito alladesione, nel gennaio 2007, di due nuovi Paesi: Bulgaria e Romania. Unione per il Iniziativa lanciata il 13 luglio 2008 nel corso del Vertice di Parigi dei capi di Stato e Mediterraneo (UpM) di governo di 43 Paesi dellarea euromediterranea. AllUPM aderiscono i 27 Stati membri dellUnione europea, Algeria, Autorità Nazionale Palestinese, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia, Mauritania, Albania, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Principato di Monaco. La Libia è membro osservatore. Partendo dalla constatazione che le differenze di livello di sviluppo tra le due spon- de del Mediterraneo si acuiscono, aggravando così i rischi di instabilità di tutta la regione, il progetto dellUnione per il Mediterraneo riprende e rilancia le realizzazio- ni del Processo di Barcellona, inaugurato nel 1995, aprendo a più lontane ambizio- ni e sviluppando nuove forme di funzionamento e strumenti dazione. I principi cardini alla base dellUpM sono: 44
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiave- una mobilitazione politica al più alto livello con vertici di capi di Stato e di gover-no ogni due anni;- una governance su base egualitaria espressa da una Co-Presidenza Nord-Sud e unSegretariato permanente paritario;- una priorità data ai progetti concreti di dimensione regionale nelle seguenti tema-tiche: disinquinamento del Mediterraneo; autostrade marittime e terrestri; protezio-ne civile; sviluppo delle energie sostenibili, in primis quella solare; insegnamentosuperiore e la ricerca, incluso il progetto delluniversità euromediterranea con sedein Slovenia; sostegno per lo sviluppo delle imprese.Lassetto istituzionale dellUnione per il Mediterraneo è stato definito nel corso delvertice dei 43 ministri degli Esteri dei Paesi membri dellUpM tenutosi a Marsiglia il3 e 4 novembre 2008.Lautorità politica principale dellUpM è la Co-Presidenza, ricoperta in una questaprima fase da Egitto e Francia ed affiancata dalle riunioni degli Alti FunzionariMinisteriali, laltro organo di coordinamento politico. A margine di questi due orga-ni, è stato istituito un Comitato permanente congiunto, con sede a Bruxelles, con ilcompito di preparare le riunioni ministeriali e, in casi eccezionali, le “task force”.La città di Barcellona è stata scelta quale sede del Segretariato, che rappresenterà ilcentro decisionale dellUpM. Alla guida del Segretariato sarà posto per tre anni unPaese della sponda sud del Mediterraneo (ancora da individuare), affiancato da unsegretario generale e da altri cinque vice segretari.Il Segretariato avrà il compito di selezionare i progetti dellUpM, con lobiettivo dipromuovere la crescita e loccupazione, la coesione regionale e lintegrazione socio-economica con riferimento alle tematiche individuate durante il vertice di Parigi delluglio 2008. Inoltre, il Segretariato avrà il compito di trovare i fondi necessari e lafacoltà di gestione ed indirizzo degli stessi.Il vertice di Marsiglia ha sancito lingresso della Lega Araba nellUpM, quale mem-bro a pieno titolo e non più confinato al semplice ruolo di osservatore.Sul piano finanziario, il vertice di Marsiglia ha stabilito che i fondi per il funziona-mento dellUpM proverranno dal budget dellUe (la Commissione europea ha giàstanziato 27,7 milioni di euro) e dai Paesi membri, che stipendieranno i funzionaridel Segretariato e potranno versare contributi volontari. Inoltre il Segretariato, dopoaver ottenuto lapprovazione dei ministri, potrà ottenere finanziamenti supplemen-tari ricorrendo, ad esempio, al settore privato, alle istituzioni finanziarie internazio-nali, dalla cooperazione bilaterale e ai contributi dei partner mediterranei.A conclusione del vertice di Marsiglia, è stata stilata lAgenda programmatica degliincontri ministeriali euromediterranei che si susseguiranno nel 2009. Essi verteran- 45
    • Campaniamed no sui seguenti temi: trasporti, istruzione superiore, commercio, giustizia, sicurezza, economia, finanza, sviluppo sostenibile e potenziamento del ruolo della donna nella società. URBACT II Programma operativo di cooperazione interregionale che fa parte dellobiettivo (programma operativo) “Cooperazione territoriale europea” della politica di coesione dellUnione Europea per il periodo di programmazione 2007-2013. Lobiettivo generale del programma è migliorare lefficacia delle politiche per lo svilup- po sostenibile integrato urbano in Europa nellottica dellimplementazione delle strate- gie di Lisbona e Goteborg. Gli obiettivi specifici sono: agevolare lo scambio di esperien- ze e conoscenze tra i policy maker e i professionisti delle città e tra autorità locali e regionali nel quadro dello sviluppo urbano sostenibile; disseminare le esperienze e le buone pratiche identificate ed assicurare il trasferimento di know-how nel settore dello sviluppo urbano sostenibile; fornire assistenza ai policy maker, ai professionisti nelle città e ai manager dei programmi operativi degli obiettivi “Convergenza” e “Competitività regionale e occupazione”. Il programma è strutturato su due assi prio- ritari: città, motori di crescita e posti di lavoro; città attrattive e coesive. Larea di cooperazione eleggibile comprende lintero territorio dellUe (27 Stati membri), della Norvegia, della Svizzera e dei Paesi che beneficiano dello Strumento di assistenza alla preadesione (IPA). I beneficiari sono enti pubblici e organismi di diritto pubblico: città (municipalità e agglomerati) dei 27 Stati membri dellUe; regioni e Stati membri (solo per le que- stioni urbane); università e centri di ricerca (solo per le questioni urbane). Il programma è cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Norvegia, Svizzera e Paesi IPA partecipano con una propria dotazione finanziaria. I progetti ammissibili al finanziamento devono essere presentati, a seguito di specifi- ci bandi, da partenariati costituiti dai beneficiari dei territori eleggibili secondo le modalità previste dalla normativa comunitaria di attuazione. Autorità di gestione del programma è il Ministero francese delle Politiche per la città. Sito Internet: http://urbact.euZ Zona di libero scambio Uno dei principali obiettivi del Processo di Barcellona (noto anche come “partena- euromediterranea riato euromediterraneo”). La zona di libero scambio sarà instaurata entro il 2010 e coprirà la maggior parte degli scambi, nel rispetto degli obblighi fissati dallOrganizzazione Mondiale per il Commercio (OMC). LUnione europea e i Paesi Terzi del Mediterraneo (PTM) hanno definito un program- 46
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiavema di lavoro che prevede una serie di azioni concrete volte a smantellare i dirittidoganali e favorire lapertura commerciale. Tali azioni sono attuate secondo calen-dari differenziati per Paese e settore economico.Per la realizzazione della Zona di libero scambio euromediterranea, Ue e PTM hannoindividuato quattro priorità: adozione di misure adeguate in materia di norme dori-gine (introduzione progressiva del cumulo dellorigine), certificazione e tutela deidiritti di proprietà intellettuale, industriale e di concorrenza; perseguimento e svilup-po di politiche fondate sui principi delleconomia di mercato e dellintegrazionedelle economie nazionali, tenendo conto dei rispettivi bisogni e livelli di sviluppo;adattamento ed ammodernamento delle strutture economiche e sociali, con priori-tà alla promozione ed allo sviluppo del settore privato, al miglioramento del settoreproduttivo e alla creazione di un opportuno quadro istituzionale e regolamentareper uneconomia di mercato; promozione di meccanismi che favoriscano i trasferi-menti di tecnologia. 47
    • CampaniamedIndice analitico Corte di Giustizia delle Comunità europee (CGCE), 21A DAccordi euromediterranei, 9 Decisione, 21‘Acquis’ comunitario, 9 Dichiarazione di Barcellona, 21Adesione di un nuovo Stato allUnione europea, 10 Direttiva, 22Aiuti allo sviluppo, 10Aiuti di Stato, 11 EAsse prioritario, 11 ENPI CBC Bacino del Mediterraneo (programmaAutorità di audit, 12 operativo), 22Autorità di certificazione, 12 ESPON 2013 (programma operativo), 23Autorità di gestione, 12 Europa Centrale (programma operativo), 23 Europa Sud Est (programma operativo), 24BBanca Europea per gli Investimenti (BEI), 12 FBeneficiario, 12 Fondi comunitari, 25Buona pratica, 12 Fondo di coesione, 25 Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), 26C Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), 27CBC IPA-Adriatico (programma operativo), 12 Fondo per gli Investimenti e il PartenariatoCoesione economica, sociale e territoriale, 13 euromediterranei (FEMIP), 27Cofinanziamento, 14 Fondo Sociale Europeo (FSE), 27Comitato delle Regioni (CdR), 14 Fondi strutturali, 28Comitato di sorveglianza, 15Commissione europea, 15 GCommissione Intermediterranea, 15 Governance europea, 28Competitività, 15 Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT), 28Competitività regionale e occupazione (obiettivo), 16Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime IdEuropa (CRPM), 16 INTERACT II (programma operativo), 28Conferenze euromediterranee, 17 Interreg IV C (programma operativo), 29Consiglio dellUnione europea, 17 Istituzioni dellUnione Europea, 29Consiglio europeo, 18Convergenza (obiettivo), 18 MCooperazione interregionale, 19 Misura, 29Cooperazione territoriale europea (obiettivo), 19Cooperazione transfrontaliera, 20 NCooperazione transnazionale, 20 Nomenclatura delle Unità Territoriali Statistiche (NUTS),Corte dei Conti europea, 21 29 48
    • Cooperazione territoriale europea: parole chiaveO UObiettivi comunitari, 30 Unione europea a 15, 44Operazione, 30 Unione europea a 25, 44Organismo intermedio, 30 Unione europea a 27, 44Orientamenti strategici comunitari per la coesione, 30 Unione per il Mediterraneo (UpM), 44 URBACT II (programma operativo), 46PPaese candidato, 30 ZPaese terzo, 31 Zona di libero scambio euromediterranea, 46Parlamento europeo, 31Piccole e Medie Imprese (PMI), 31Politica di coesione dellUnione europea, 32Politica Europea di Vicinato (PEV), 32Processo di Barcellona, 33Programma operativo (PO), 34Programma Operativo Regionale Campania FESR2007-2013, 35Programmazione comunitaria, 36QQuadro di riferimento Strategico Nazionale (QSN), 36RRaccomandazione, 37Regolamento, 37Reti transeuropee (RTE), 37SSostegno transitorio, 37Spazio Alpino 2007-2013 (programma operativo), 38Strategia di Göteborg, 39Strategia di Lisbona, 40Strumento di assistenza alla preadesione (IPA), 40Strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI), 41Sviluppo sostenibile, 42TTN-MED 2007-2013 (programma operativo), 43Trattato di Lisbona, 43 49
    • CampaniamedRiferimenti bibliografici Regolamento (CE) n. 1080/2006 del Trattato che modifica il trattato Parlamento europeo e del Consiglio del sullUnione europea e il trattato cheComunicazione della Commissione del 5 luglio 2006 relativo al Fondo europeo istituisce la Comunità europea, firmato25 luglio 2001 “Governance europea - di sviluppo regionale e che abroga il a Lisbona il 13 dicembre 2007Un libro bianco” [COM(2001) 428 def.] regolamento (CE) n. 1783/1999 Trattato di Amsterdam, firmato il 2Conclusioni della Presidenza - Consiglio Regolamento (CE) n. 1081/2006 del ottobre 1997europeo di Bruxelles, 15-16 giugno Parlamento europeo e del Consiglio del2006 5 luglio 2006 relativo al Fondo sociale Trattato di Nizza, firmato il 26 febbraio europeo 2001Conclusioni della Presidenza - Consiglioeuropeo di Goteborg, 15-16 giugno Regolamento (CE) n. 1082/2006 del Trattato sullUnione Europea (TUE),2001 Parlamento europeo e del Consiglio del 5 firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 luglio 2006 relativo a un gruppo europeoDecisione del Consiglio del 6 ottobre di cooperazione territoriale (GECT) Quadro Strategico Nazionale per la2006 sugli orientamenti strategici politica regionale di sviluppo 2007-comunitari in materia di coesione Regolamento (CE) n. 1083/2006 del 2013 (Ministero dello Sviluppo(2006/702/CE) Consiglio dell11 luglio 2006 recante Economico, Italia) disposizioni generali sul Fondo europeoDichiarazione finale della Conferenza di sviluppo regionale, sul Fondo sociale Siti Internet:ministeriale euromediterranea di europeo e sul Fondo di coesione e che http://www.alpine-space.euBarcellona, 27-28 novembre 1995 abroga il regolamento (CE) http://www.central2013.eu n.1260/1999 http://www.crpm.orgDichiarazione finale della Riunione dei http://www.dps.tesoro.itministri degli Affari esteri dellUnione Regolamento (CE) n. 1084/2006 del http://ec.europa.euper il Mediterraneo tenutasi a Consiglio dell11 luglio 2006 che http://www.espon.euMarsiglia, 3-4 novembre 2008 istituisce un Fondo di coesione e http://www.esteri.it abroga il regolamento (CE) n. 1164/94 http://europa.euDichiarazione comune del Vertice di http://www.fondieuropei2007-2013.itParigi per il Mediterraneo, 13 luglio Regolamento (CE) n. 1085/2006 del http://www.interact-eu.net2008 Consiglio del 17 luglio 2006 che http://www.interreg4c.eu istituisce uno strumento di assistenza http://www.interregadriatico.itManuale del programma Interreg IVC preadesione (IPA) http://www.lavoro.gov.it(traduzione in italiano realizzata dal http://www.politichecomunitarie.itNational Contact Point Italia) Regolamento (CE) n. 1638/2006 del http://www.programmemed.eu Parlamento europeo e del Consiglio del http://redazione.regione.campania.itProgramma Operativo Regionale 24 ottobre 2006 recante disposizioni http://www.regione.sardegna.it/speciali/Campania FESR 2007-2013 generali che istituiscono uno strumento enpicbc europeo di vicinato e partenariato http://www.southeast-europe.netRaccomandazione della Commissione http://www.treccani.itdel 6 maggio 2003 relativa alla Trattato che istituisce la Comunità http://urbact.eudefinizione delle microimprese, piccole europea (TCE), firmato a Roma il 25e medie imprese (2003/361/CE) marzo 1957 50
    • english
    • European territorial co-operation: keywordsPreface“Key words of the European territorial co-operation” In the past months we finalised the “Frameworkintends to be a useful tool for those who are or will be operation for institutional co-operation of Campania incommitted with territorial co-operation and sustainable the Mediterranean area” and the “Country Projectsdevelopment, with a specific view to the Mediterranean Program for the partnership of Campania witharea. The 2007-2013 Community programming cycle has Mediterranean Third Countries” aimed at creating andintroduced a number of changes. Indeed territorial co- enhancing stable partnership networks on issues ofoperation has become an objective of the Structural common interest with public and private stakeholdersFunds of the EU cohesion policy, thus acquiring a higher from the southern Mediterranean shore.legal basis and visibility. The “Mediterranean Youth Forum” (Naples, March 26th-27th, 2009) was planned keeping this context inThe aim of the “European territorial co-operation” is to mind; it was designed as an opportunity to makepromote a higher integration of the EU territory and young generation aware of territorial co-operationguarantee its balanced and sustainable development by issues, create exchange opportunities and networks onenhancing economic and social cohesion. the development priorities set out for theFinanced by the European Regional Development Fund Mediterranean area. The objective is to favour an(ERDF) the “European territorial co-operation” is sub- international opening process involving young humandivided into three components (cross-border, trans- resources, universities and upper education centres sonational and inter-regional co-operation) and as to promote youths awareness of crucial issues suchimplemented through operational programs in line with as growth, employment and sustainable developmentthe programming of a unitary regional, national and (Lisbon and Göteborg strategies).Community policy. In the 2007-2013 programming cycle, regions and localThe Campania Region, through its Vice Presidency with stakeholders are more involved in territorial co-delegation for the Mediterranean area, is already operation. Central administrations are entrusted withcommitted with co-operation in the Mediterranean performing a role of strategic co-ordination andcountries on economic, social, cultural and political support complying with the subsidiarity andintegration issues. partnership principles regulating EU cohesion policy. 53
    • CampaniamedIn this field, Campanias role and commitment in the favouring co-operation amongst the regional and localMediterranean area are particularly crucial. authorities from the 27 EU member states, Norway andCurrently, Campania is the national co-ordinator of the Switzerland.trans-national co-operation program “Mediterranean”. Within the OP ERDF 2007-2013, the Campania RegionIt involving, for the first time, the frontier regions of has set out a specific objective related to “Inter-the whole European space facing the Mediterranean regional co-operation”, allocating round 100 millionSea, that goes beyond the old and artificial dichotomy Euros to implement co-operation projects involving EUbetween western and eastern countries (former sub- regions on a number of priorities such as accessibility,division of the co-operation area). environment, research and innovation, economic development etc..Campania also participates in the cross-border co-operation program “ENPI CBC Mediterranean Sea Our aim is to favour economic, social, scientificBasin”; within this program the countries of the and cultural interaction between the Campania Regionsouthern Mediterranean shore are involved in co- and the Euro-Mediterranean area. To achieve thisoperation projects as direct beneficiaries of economic objective the Mediterranean area must remain an arearesources. EU cross-border regions can suggest and of stability and peace, tolerance and aware migration,implement joint projects between the countries of the development and democracy, an area where valuessouthern and northern shore of the Mediterranean Sea. based on respect for human beings are shared. In thisCampania is eligible for all inter-regional programs - scenario, we also accept the latest challenge of theINTERREG IVC, URBACT II, ESPON II, INTERACT II - “Union for the Mediterranean” constitution set outincluding the initiative “Regions for Economics during the Summit of the EU Heads of State held inchanges” aimed at developing networks and transfer Paris on July 13th 2008.of knowledge to be implemented in the regionaloperational programs. Specifically, the aim of INTERREG Antonio ValianteIVC is to make regional development policies more Vice President of the Campania Regioneffective and contribute to economic modernisation, Councillor for Relations with Mediterranean Countries 54
    • European territorial co-operation: keywordsThe accession of a new member State to the EU is regulated by article 49 of the EU Accession of a new ATreaty. A State that wants to become a EU member must comply with two specific member State to therequirements: European Union- it must be a European State;- it must comply with the principles of freedom and democracy, respect humanrights and fundamental freedoms and the rule of law (article 6 § 1 of the EU Treaty).Accession is decided by the Council, that pronounces unanimously following theCommissions and European Parliaments opinion.Requirements and date of accession, as well as any necessary temporary pre-acces-sion phase and adjustment of the treaties the Union is founded on, are the subjectof an agreement (treaty) entered into between the applicant Country and the mem-ber States. To formalize accession the Treaty shall be ratified by all member Statesand the applicant Country, based upon their respective constitutional provisions.This means that accession does not take place automatically, as it depends on thespecific situation of the applicant country. Therefore, a pre-accession phase is sched-uled during which applicant countries adjust their institutions, regulations and infra-structures to comply with their obligations as member States.Trans-national co-operation programme that is part of the “European territorial co-oper- Alpine Space 2007-2013ation” objective of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. (operational programme)The general aim of the program is to foster competitiveness and attractiveness ofthe Alpine Area by developing joint actions in the fields where trans-national co-operation is a necessary requirement for sustainable solutions.Its specific objectives are: promoting innovation and entrepreneurship and enhancingSMEs innovation and research ability; fostering a balanced territorial development tomake the Alpine Area an attractive place to live in, work and invest; improving accessi-bility to the Alpine Area and managing the economic and environmental consequencesof the transport system; improving accessibility of services and connections within theAlpine Area; protecting, managing and improving cultural and natural assets for a sus-tainable development; preventing and mitigating technological and environmental risksand managing their consequences, with a specific view to the impact resulting from cli-mate changes. Each specific objective is applied in one or more priority axes.The programme involves Austria, France, Germany, Italy, Liechtenstein, Slovenia andSwitzerland.The eligible geographic areas are the whole national territories of the countries men-tioned above, except for Italy (only the region of Lombardy, Friuli Venezia Giulia,Veneto, Trentino-Alto Adige, Valle dAosta, Piedmont, Liguria), France and Germany. 55
    • Campaniamed The beneficiaries are national, regional and local authorities, national, regional and local development agencies, scientific and technological research centres, education and training centres, agencies for environment and water management; agencies for energy and similar institutions; bodies for management of protected areas. The programme is co-financed by the European Regional Development Fund (ERDF). The eligible projects have to be submitted, after the publication of calls for propos- als, by the partnerships made up of the beneficiaries from the eligible territories according to the procedures set out by the implementation Community regulation. The managing Authority of the programme is the Land of Salzburg (Austria) Web site: www.alpine-space.eu Applicant country Any country that has applied to join the European Union and whose application has been officially accepted. The status of applicant country is given by the European Council based on the opinion of the European Commission formulated following an accession application submitted by the applicant country. However the status of appli- cant country does not give the right to automatically become a EU member State. The Commission analyses the application allowing for the accession criteria known as “Copenhagen criteria”: existence of stable institutions that guarantee democracy, right of law, human rights, respect for minorities and their protection, reliable market economy capable of facing market forces and competitive pressure within the EU; total transposition of the Community acquis. The accession process complies with what is provided for in the pre-accession strategy and its assistance instrument (IPA). Audit authority Public authority or public national, regional or local body, functionally indipendent of the managing authority and certification authority; it is appointed by the EU member State for each operational programme and it is responsible for auditing the effective functioning of the management and control system. Barcelona Declaration Document adopted at the end of the Euro-Mediterranean Conference of theB Ministers of Foreign Affairs from 27 Mediterranean Countries held in Barcelona on November 27th and 28th, 1995. It is the pillar the Barcelona Process relies on (also named Euro-Mediterranean Partnership). Barcelona Process Also known as “Euro-Mediterranean Partnership”, it represents the framework of the political, economic and social relations among EU member States and the Mediterranean Third Countries. It was started by the Conference of ministers for foreign affairs from the 27 Countries of the Mediterranean area (the former EU 15 56
    • European territorial co-operation: keywordsMember States, Algeria, Palestine Authority, Egypt, Israel, Jordan, Lebanon,Morocco, Syria, Tunisia, Turkey as well as Cyprus and Malta, which would havejoined EU in 2004) held in Barcelona on November 27th and 28th, 1995 and con-cluded with the adoption of Barcelona Declaration.Sub-divided into three axes (political partnership, cultural, social and human part-nership; economic and financial partnership), Barcelona process aims at creating acommon area of stability, security and prosperity.Specifically, the political partnership aims at creating a Euro-Mediterranean area ofpeace and stability based upon the following principles: respect for human rights,fundamental freedom and democracy.The cultural, social and human partnership aims at promoting close relations amongpeoples, favouring dialogue among Mediterranean cultures and human, scientificand technological exchanges. The foundation Anna Lindh, inaugurated in 2005 inAlexandria, is the first common institution of the Barcelona process funded with thecontributions paid by all partners countries and the Commission.The economic and financial partnership aims at creating a shared prosperity areathrough the creation of a Euro-Mediterranean free-trade area by 2010, that shouldlink the economies of southern partners to Europe.European funds support this effort to liberalise and put southern economies at thesame level as EU member countries. UE subsidies (5,3 billion Euros under MEDA pro-gramme for the programming period 2000-2006) have supported transition,regional development and cooperation. Since 2007, within the framework of theEuropean Neighbourhood Policy (ENP), these subsidies are included in the EuropeanNeighbourhood and Partnership Instrument (ENPI) that has allocated 3.4 billionEuros for the Mediterranean area for the period 2007-2010.The loans granted by the European Investment Bank (EIB) within the framework ofthe Facility for Euro-Mediterranean Investment and Partnership (FEMIP), amountedto 6,7 billion for the period 2002-2006. In 2007, FEMIP has allocated round 1,4 bil-lion Euros for the Med area.The Euro-Mediterranean partnership includes two complementary dimensions: theregional dimension, viewed as a priority, involving EU and Third countries as a wholeand dealing with common topics and problems of the Mediterranean countries; thebilateral dimension, involving the bilateral dimension between EU and each Thirdcountry (mostly through Euro-Mediterranean agreements).In order to boost Barcelona Process, in July 2008 the French President NicolasSarkozy launched to the European and Mediterranean partners the idea of creatingthe Union for the Mediterranean based upon two fundamental principles: creation 57
    • Campaniamed of a real partnership characterised by equality between Europe and Mediterranean Countries and wiliness to implement concrete projects. The European Council of Brussels held on March 13th and 14th, 2008 has named this initiative “Barcelona Process: Union for the Mediterranean area”. Paris summit held on July 13th and 14th, 2008, with the participation of the Heads of States and Governments from 43 States (EU 27 States, Albania, Algeria, Palestine Authority, Bosnia-Erzegovina, Croatia, Egypt, Israel, Jordan, Lebanon, Morocco, Montenegro, Mauritania, Principality of Monaco, Syria, Tunisia and Turkey) has for- mally established the Union for the Mediterranean. Web site: http://ec.europa.eu/external_relations/euromed/index_en.htm Beneficiary Public/private operator, body or enterprise, responsible for starting or implementing actions. Within the aid framework (art. 87 of the Treaty of Rome) beneficiaries are public or private enterprises that implement a single project or receive public aids. Best practice The best solution to implement a specific activity. It is identified by analysing similar activities implemented by different operators or organisations working within the same field. Campania Regional Programmatic document of the Campania Region (Italy) implementing the developmentC Operational Programme regional strategy for the programming period 2007-2013 of the Community Funds. ERDF 2007-2013 The general objective of the operational programme (OP), in line with the Community and national guidelines and principles, is to promote a balanced and sustainable development of the Campania Region, increasing its Gross Domestic Product (GDP) and employment rates, by qualifying and re-balancing the territorial system and economic/social structure. The development strategy outlined in the OP is based upon seven priority axes: envi- ronmental sustainability and cultural/tourism attractiveness (axis 1); competitiveness of the regional productive system (axis 2); energy (axis 3); accessibility and transport (axis 4); information society (axis 5); urban development and quality of life (axis 6); technical support and co-operation (axis 7). As to territorial cooperation, the Campania Region intends to foster inter-regional co-operation and international exchanges, above all with the Mediterranean Area, so as to facilitate the inclusion of Campania into the international circuits; promote dissemination of best practices and expertise; reduce geopolitical distances among territories, institutions and citizens; contribute to the creation, by 2010, of a Euro- Mediterranean free-trade area. 58
    • European territorial co-operation: keywordsThe total amount of the financial resources allocated to Campania OP ERDF 2007-2013 exceeds 6,8 billion Euros (50% out of which are EU resources, 35% nationalresources and 16% regional resources). For inter-regional co-operation initiatives,the allocation planned amounts to round 100 million Euros.Web site: http://redazione.regione.campania.it/fesr_vas/index.phpCross-border co-operation programme within the framework of the pre-accession CBC IPA Adriaticstrategy and its Assistance Instrument (IPA) for the programming period 2007-2013. (operational programme)The general aim of the programme is to promote social-economic co-operation andinstitutional, economic and social co-operation amongst the Countries located inthe Adriatic area through combined and sustainable actions. Its specific objectivesare: fostering research and innovation; promoting, improving and protecting natu-ral and cultural resources through a joint management of technological and natu-ral risks; enhancing and coordinating the existing structural networks and develop-ing transport, information and communication services.This programme involves three EU member States (Greece, Italy and Slovenia), anapplicant country (Croatia) and three potential applicant countries (Albania, Bosnia-Erzegovina and Montenegro). Serbia (a country under the transient support state)should also participate in institutional co-operation projects only.The eligible geographical areas are: the whole Serbia territory and the coastal areas(NUTs 3 level) of the other participating Countries (as to Italy the eligible areas arethe provincial districts of Pescara, Teramo, Chieti, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini,Ravenna,Trieste, Gorizia, Udine, Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno,Campobasso, Foggia, Bari, Brindisi, Lecce, Venice, Rovigo and Padua).A number of territories enjoying a specific departure from what provided in by theprogramme are eligible as well (as to Italy these territories are the provincial districtsof Isernia, LAquila, Pordenone and Taranto).In general, the beneficiaries are: public bodies and public law bodies, universities,research institutes, SMEs, public/private enterprises and their associations, develop-ment agencies, non governmental organisations (NGOs), volunteer organisationsperforming their task in social and health sectors, tourism organisations.The programme is partly co-financed by the European Regional Development Fund(ERDF) and partly by IPA. The projects eligible for financing have to be submitted - afterspecific public notices - by partnerships made up of beneficiaries from the eligible terri-tories, according to the procedures set out by the implementation community regulation.The managing Authority of the program is the Region of Abruzzo (Italy).Web site: www.interregadriatico.it 59
    • Campaniamed Central Europe Trans-national co-operation programme that is part of the objective “ European ter-(operational programme) ritorial cooperation” of the EU cohesion policy for the programming period 2007- 2013. The general aim of the programme is to enhance territorial cohesion, promote inter- nal integration and increase Central Europe competitiveness by implementing trans- national co-operation projects. Its specific objectives are: increasing competitiveness of the area by enhancing inno- vation and facilities for the accessibility of the area; promoting a balanced and sus- tainable development of the territory by enhancing environment quality and devel- oping attractive cities and regions. Each specific objective is applied in one or more priority axes. The programme involves eight EU member States (Austria, Germany, Italy, Poland, Check Republic, Slovakian Republic, Slovenia, Hungary) and Ukraine. The eligible geographical areas are the whole national territories of the Countries mentioned above, except for Italy (the eligible regions are: Piedmont, Valle dAosta, Liguria, Lombardy, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna as well as the autonomous provinces of Bolzano and Trento), Germany and Ukraine. The beneficiaries are national, regional and local authorities dealing with regional development, territorial planning, technology and innovation, urban and rural development, transport, environment and risk management, equivalent public bod- ies and private organisations (including enterprises). The programme is co-financed by the European Regional Development Fund (ERDF). The projects eligible for financing have to be submitted after the publication of calls for proposals, by partnerships made up of beneficiaries from the eligible territories according to the procedures set out by the implementation Community regulation. The managing Authority of the programme is the City of Vienna (Austria). Web site: www.central2013.eu Certification authority Public authority or public national, regional or local body, appointed by the EU member State to certify expenditure statements and applications for payment prior to their submission to the Commission. Co-financing It is the support provided by Structural Funds and Cohesion Fund to the three objec- tives of the EU regional policy. In the common jargon, the term means that Structural Funds financing is complementary to the member States financing. Therefore we speak of co-financed programs as these Funds add to those granted by the member States and do not cover the total cost of the actions.60
    • European territorial co-operation: keywordsFinancial instrument of the European Union. It supports actions in the following sec- Cohesion Fundtors: trans-european transport networks (in particular priority projects of commoninterests identified by the decision n 1692/96/EC); environment protection (in relationwith the priorities set out by the Community policy on this matter). Within such a con-text, it can also intervene in sectors linked to sustainable development and charac-terised by clear benefits for the environment, such as energy efficiency and renewableenergies and, in the transport sector out of the trans-european networks.The Fund helps to achieve the “Convergence” objective of the EU cohesion policy forthe programming period 2007-2013. Within this objective, the member states eligiblefor Fund financing are those whose per-capita National Gross Income (NGI), measuredbased on an purchasing power parity and calculated on the basis of the Communitydata for the period 2001-2003, is less than 90% of the average NGI of the EU-25, andthat have developed a program to comply with convergence conditions.The member States eligible for the Fund are: Bulgaria, Cyprus, Estonia, Greece,Latvia, Lithuania, Malta, Poland, Portugal, Check Republic, Slovakia, Slovenia andHungary. Spain, with a per-capita NGI less than the average of the EU-15 benefitsof the phasing-out system.Established in 1992, following Maastricht Treaty, and operational in 1994, it is an Commitee of the Regionsadvisory body that enables territorial communities to be involved in the EU decision-making process. It consists of 344 representatives from the local and regional com-munities, appointed by the Council for a 4 year term. Council, Parliament andCommission consult the Commitee in sectors viewed as crucial to regional and localinterests. Since the enforcement of Amsterdam Treaty, in May 1999, the Commiteehas to be consulted with respect to various sectors: economic and social cohesion,employment, social policy, trans-European transport networks, energy and telecom-munication, education and youth, vocational training, culture, environment, publichealth and transport. The Commitee can give its opinion on its own initiative. NieceTreaty, adopted in December 2000, has not modified the number and sub-divisionof the seats by member State. This Treaty sets out that the number of Commiteemembers cannot exceed 350. Commitee members must have a regional or localmandate and be politically accountable within an elected assembly.The whole set of rights, obligations, principles and values that EU member States Community acquishave freely decided to share. In concrete, the acquis includes the principles andpolitical objectives outlined in the European treaties, the legislation adopted in theapplication of the treaties, the jurisprudence of the Court of Justice, the declara- 61
    • Campaniamed tions and resolutions adopted within the EU, the acts the fall within foreign policy and common security police, the acts that fall within justice and domestic affaire as well as the international agreements entered into by the Community and those entered into by the member states amongst themselves in the EU competence fields. The countries applying to become EU members must fully accept the acquis and transpose it into their national legal system. Community objectives Political priorities of the EU cohesion policy. In pursuing such a priority, the EU pro- motes a harmonious and lasting development of economic activities, employment and human resources, environment protection and elimination of inequalities, as well as promotion of gender equality. In the programming period 2007-2013, three objectives should be achieved: “Convergence”, “Regional competitiveness and employment” and “European ter- ritorial cooperation”.Community programming Organisation and financing process implemented in different stages and aimed at implementing (on a multi-annual basis) the joint action of the European Union and member states in order to achieve the Community objectives set out. Community programming is sub-divided into seven-year cycles. Community strategic They are the priorities set out by the Council for the EU cohesion policy in the pro- guidelines for cohesion gramming period 2007-2013. In compliance with the integrated guidelines for growth and employment included in the renewed Lisbon Strategy, the programs supported by the cohesion policy should allocate the resources to meet the follow- ing priorities: - making member States, regions and cities more attractive by improving accessibil- ity, providing top quality services and protecting the environment; - promoting innovation, entrepreneurship and development of the knowledge- based economy by developing research and innovation, including the new informa- tion and communication technologies; - creating new and better jobs by drawing a higher number of persons to the labour market or entrepreneurial activity, improving the workers and firms ability to get adjusted to changes, and increasing investments in human capital. Competitiveness A competitive economy is an economy characterised by a high and constant growth of its productivity levels. Lisbon strategy has set out the objective to make Europe “the most competitive and dynamic knowledge-based economy in the world”; therefore62
    • European territorial co-operation: keywordscompetitiveness has become one of the EU political priorities. A competitive Europeanindustry is paramount to achieve the economic, social and environmental Communityobjectives and guarantee a better quality of life to European citizens. EU competitive-ness efforts are also aimed at adjusting the European economy to: structural changes,moving of industrial activities to emerging countries, re-distribution of jobs andresources towards new industrial sectors; de-industrialisation processes.EU competitiveness is the result of a productivity increase; therefore it depends onthe performance and future of the European industry, specifically on its ability toimplement structural adjustments. To be competitive EU must be more profitable interms of research and innovation, information and communication technologies,entrepreneurship, competition, education and training.Association founded in 1973 including 160 European regions belonging to 28 Conference of PeripheralStates (either members or not of the European Union). Its aim is to favour a more Maritime Regions ofbalanced development of the EU territory by promoting co-operation projects Europe (CPMR)among regions on common problems, and by making it possible for the needs ofthe regions represented to be taken into account in all Community and nationalpolicies with a high territorial impact. It is sub-divided into six geographical commis-sions based in the maritime areas: Mediterranean Sea, Islands, Atlantic Ocean, BalticSea, North Sea/Black Sea.Web site: www.crpm.orgOne of the three objectives of the EU cohesion policy for the programming period Convergence (objective)2007-13. Its aim is to accelerate the convergence of the member States and laggingbehind regions by improving conditions for growth and employment. These objec-tives are achieved by increasing and improving the quality of investments in physi-cal and human capital, developing innovation and knowledge-based society,improving the capability of getting adjusted to economic and social changes, pro-tecting and improving the quality of environment and administrative efficiency.To achieve this Objective support is provided by the European RegionalDevelopment Fund (ERDF), the European Social Fund (ESF) and the Cohesion Fund.Each of them in compliance with their specific regulations.Within the framework of this Objective, the member states eligible for the financ-ing of the cohesion Fund are those whose per-capita Gross National Income (GNI) -measured based upon a purchasing power parity and calculated based on theCommunity data for the period 2001-2003 - is less than 90% of the average GNIof the EU-25 and have a programme to comply with the convergence requirements. 63
    • Campaniamed Within the framework of this objective, the regions eligible to get the Structural Funds (ERDF and ESF) financing are the following: - the NUTS 2 level regions, whose per capita Gross National Product (GDP), meas- ured upon a purchasing power parity and calculated on the basis of the Community data for the period 2000-2002, is less than 75% of the average GDP of the EU-25 countries for the same reference period; - the NUTS 2 level regions exceeding this threshold for the so called “statistical effect” (linked to the reduction of the Community average following UE enlarge- ment with 25 member states) but with a per-capita GDP less than 75% of the aver- age GDP of the EU-15; these regions benefit of the phasing-out system to finalise their convergence process; - very remote regions (Guadalupe, Guyana, Martinique, the four overseas French departments, Canary Islands, Azores and Madeira), that benefit of a specific financ- ing allocated by the ERDF. The eligible Italian regions are: Campania, Calabria, Apulia, Sicily and Basilicata. The region of Basilicata is under the phasing-out system. The overall resources allocated to the “Convergence” objective amount to over 251 billion Euros, equal to 81,54 % of the available resources to be allocated as Funds for the period 2007-2013. Council of the European Community Institution, also named “Council” or “Council of Ministers”, that rep- Union resents EU member States. One minister from each national government partici- pates in its meetings (according to the topics on the agenda). There are nine differ- ent units of the Council: General Affairs and external relations; Economic and Financial Affairs (Ecofin); Justice and Domestic affairs; Employment, Social policy, consumers health and protection; Competition; Transports, telecommunications and energy; Agriculture and Fishery; Environment; Education, Youth and Culture. Ministers are authorised to commit themselves on behalf of their own government. Chairmanship is taken by each member States by turns (every six months). Its main tasks are the following: approving EU laws (in conjunction with the European Parliament) on many intervention areas; coordinating the general economic and social policies of the member Stares; entering into international agreements between the EU and other international States or organisations; approving EU budget in conjunction with the European Parliament; drawing up and implementing EU foreign and securi- ty policies (PESC) based on the guidelines set out by the European Council; coordinat- ing judicial and police co-operation on criminal matters. Web site : http://consilium.europa.eu64
    • European territorial co-operation: keywordsCommunity Institution (often simply named “the Court”) charged with checking the Court of Justice of thelegitimacy of the community acts and guaranteeing a uniform interpretation and European Communitiesenforcement of the Community Law in all EU States. The Court also supervises that themember States and institutions comply with the law; it has the power to decide on dis-putes amongst member States, community institutions, enterprises and private citizens.The Court consists of 27 judges (one from each member State) - that appoint oneof the members as president of the Court for a term office that can be renewedevery three years - and eight Advocate-Generals.Judges and general advocates are jointly appointed by the governments of themember States and their six-year term of office can be renewed.The Court is supported by a “Court of First Instance”, charged with giving judgementon specific proceedings. In its turn the “Court of First Instance” is supported by the “CivilService Tribunal”, that gives its judgement on disputes between EU and its agents.Web site: http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo1_6308/curiaOne of the three components of the “European territorial co-operation” objective Cross-Border Co-operationof the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013.Cross-border co-operation - through common strategies for a sustainable territorialdevelopment - favours social, economic and environmental integration of the NUTS3 level territorial areas (in Italy these areas correspond to the provincial districts),located nearby internal (and, in some cases, external) land and sea borders of theEuropean Union.Within the framework of the bilateral cross-border co-operation, Italy participates inthe following operational programs: Italy-Austria, Italy-France Alps (Alcotra), Italy-France Sea Border, Italy-Greece, Italy-Malta, Italy-Slovenia and Italy-Switzerland.Cross-border co-operation along borders external to the EU territory is instead acomponent of the “European Neighbourhood and Partnership Instrument” (ENPI)and of “the Instrument for Pre-Accession Assistance” (IPA).Community legal act; it is a legally binding act for the member States, natural or Decision Dlegal person it is addressed to; it is a binding act with respect to all its elements.Decisions are delivered by the Commission, except for those addressed to the mem-ber States (delivered by the Council).EC development policy started with the signature of the Treaty of Rome in 1957; its Development assistancemain beneficiaries were overseas countries and territories of the member States.However only with the enforcement of the Treaty on the European Union 65
    • Campaniamed (Maastricht Treaty 1992) the development policy has obtained a specific legal basis (articles from 177 through 181 of the ECT). Following EU enlargement, co-opera- tion was progressively extended to other countries, such as African, Caribbean and Pacific Countries (ACP) that have established a close and long-lasting relationship with a number of member Stares. Cotonou agreement, entered into in June 2000, and revised in June 2005, has fur- ther promoted such a partnership mostly based upon the various Lomé agreements, the first of which signed in 1975. In addition to the countries involved in these agreements, EU development policy is also addressed to other countries, such as Latin American and Asian countries. The main objective of the EU development policy is elimination of poverty. Such a pol- icy is implemented through bilateral and regional agreements as well as through spe- cific programs in a number of sectors, such as health and education. The development policy also implies co-operation with international institutions and participation of the Community and member States in the actions implemented, such as the ones carried out in favour of indebted poor countries. Currently, the Union is the main trading part- ner of developing countries and is the first contributor to aids for development. Directive Binding Community legal act that can be delivered by the European Parliament in con- junction with the Council, by the Council or Commission. The directive binds the mem- ber State it is addressed to with reference to the outcome to be achieved within a given period of time. The ways and tools to achieve the outcome are chosen by the nation- al bodies. The directive has no direct effectiveness: in order to have an impact on the internal legal system of a State it must be transposed into the national legislation. Economic, social and Economic and social cohesion expresses the solidarity amongst the member StatesE territorial cohesion and the EU regions and favours a balanced development of the Community territo- ry, reduction of the structural gaps amongst the Community regions, as well as real equal opportunities for citizens. It is implemented through a number of financial measures, specifically within the framework of Structural Funds and Cohesion Fund. Every three years, the European Commission submits a report on the advances made in pursuing economic and social cohesion and how Community policies have contributed to these achievements. Within the European context, economic and social cohesion dates back to the Treaty of Rome (1957); actually in its preamble reference was made to equalise the different developments levels of the regions. In the 70s, Community actions were undertaken aimed at co-ordinating and combining national intervention tools from 66
    • European territorial co-operation: keywordsthe economic point of view. However, with the passing of time, these measureshave become insufficient within the Community context where the creation of thedomestic market had not removed gaps amongst regions. In 1986, in addition tothe Single Market, the Single European Act has introduced the objective of a realeconomic and social cohesion, institutionalised as policy by Maastricht Treaty (1992)in the articles from 158 through 162 of EC Treaty.Economic and social cohesion is basically pursued through EU regional policy. With348 billion Euros for the period 2007-2013, EU regional policy currently constitutesthe second expenditure item of the EU balance-sheet. EU enlargement with 27member States, that took place in January 2007, has changed the situation; actual-ly EU has recorded an over 25% surface increase; an over 20% increase of its pop-ulation, while its wealth has recorded a 5% increase only. The per-capita averageGDP of the European Union has recorded an over 10% decline while regional dis-parities have doubled. As round 60% of the lagging behind regions are located inthe member States that have joined the EU after 2004, the focus of the regionalpolicy has inevitably shifted towards eastern countries.For the period 2007-2013, economic and social cohesion will be increasinglyfocused on economic growth and employment while simultaneously supporting theregions that have not finalised their convergence process. On the other hand, theareas coping with specific structural difficulties (redeployment of industrial areas,urban/rural areas or areas depending on fishing, areas characterised by serious nat-ural or demographic disadvantages) still need structural measures.Programme for multi-lateral cross-border co-operation included in the European ENPI CBC MediterraneanNeighbourhood Policy of the European Union and its relevant financial instrument Sea Basin (operational(ENPI, European Neighbourhood and Partnership Instrument) for the programming programme)period 2007-2013.The general objective of the programme is contributing to promote a harmoniousand sustainable co-operation in the Mediterranean Area, facing common challengerand enhancing the potentials area.The four priorities of the programme are: social-economic promotion and enhance-ment of the territories; promotion of environment sustainability; promotion of bet-ter conditions to guarantee mobility of people, goods and capitals; promotion ofcultural dialogue and local governance. The co-operation actions outlined in theprogram are complementary to those included in the Barcelona Process.The programme involves eight EU member Countries and eleven Third Countries ofthe Mediterranean area. 67
    • Campaniamed The whole national territory of Cyprus, Israel, Lebanon, Malta and Palestinian Authority as well as a number of regions of Algeria, Egypt, France, Jordan. Italy (Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Apulia, Sardinia, Sicily, Tuscany) Greece, Libya, Morocco, Portugal, United Kingdom (Gibraltar), Syria, Spain, Tunisia and Turkey are eligible for the programme. The beneficiaries are public bodies and local, regional and national administrations, universities and research centres, non-governmental organisations, trade associa- tions and organisations representing social-economic interests as well as private companies and organisations based in the eligible territories. The participation of subjects from regions adjoining the eligible ones is admitted within the limits of 20% of a project budget. The programme is partly funded by the European Regional Development Fund (ERDF) and partly by the resources of the Rubric 4 - “EU as global partner” of the Community budget. The projects eligible for financing must be submitted, after specific public notices, by partnerships consisting of public and private stakeholders from the eligible territories, in compliance with what provided for by the implemen- tation Community regulation. The Managing Authority of the programme is the Region of Sardinia (Italy). Web site: www.regione.sardegna.it/speciali/enpicbc ESPON 2013 Inter-regional co-operation programme that is part of the objective “European territo-(operational programme) rial cooperation” of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. The general aim of the programme is to develop a standing monitoring system able to promote applied research works and studies on the transformations of the European territory supporting development policies. The aim is to provide guidelines for choosing the policies that foster territorial cohesion and favour a harmonious development of the European territory. The eligible co-operation area includes the whole EU territory (27 member States), Iceland, Liechtenstein, Norway and Switzerland. The beneficiaries are public bodies and equivalent public bodies of the eligible ter- ritories. The programme is co-funded by the European Regional Development Fund (ERDF). Iceland, Liechtenstein, Norway and Switzerland participate in the programme with their own financial funds. The projects eligible for financing have to be submitted - after the publication of calls for proposals - by partnerships made up of beneficiaries from the eligible territories according to the procedures set out by the implementation Community regulation.68
    • European territorial co-operation: keywordsThe Managing Authority of the programme is the Luxembourg Minister forDomestic Affairs and Territorial development.Web site: www.espon.euPursuant to article 158 of the Treaty of Rome, its aim is to “promote a harmonious EU cohesion policydevelopment of the Community” by “enhancing its economic and social cohesion”.Specifically, “the Community aims at reducing the gap between the developmentlevels of the various regions and in particular of the less favoured or insular regions,including the rural areas”Article 159 of the Treaty provides for this action to be supported by the Funds, theEuropean Investment Bank (EIB) and the other existing financial instruments.For the programming period 2007-2013, the EU cohesion policy should implementthe priorities set out in the “Community strategic guidelines for cohesion” and isbased on three objectives: “Convergence”, “Regional competitiveness and employ-ment” and “European territorial co-operation”.The actions of the cohesion policy have to pursue the guidelines outlined in theLisbon Strategy as to growth and employment and in the Goteborg strategy as tosustainable development.Financial instruments of the EU cohesion policy. There are two types of Funds: EU fundsStructural Funds - European Regional Development Fund (ERDF) and EuropeanSocial Fund (ESF) - and Cohesion Fund.Structural Funds and Cohesion Fund are the financial instruments of the EU region-al policy. Their aim is to equalise the different development levels of the regions andmember States.For the programming period 2007-2013, ERDF, ESF and Cohesion Fund contribute(each of them in compliance with their regulations) to implement the three objec-tives (“Convergence”, “Region competitiveness and employment” and “Europeanterritorial co-operation”) of the EU cohesion policy.The available resources allocated as Funds for the period 2007-2013 amount to 308billion Euros, 278 out of which allocated to the Structural Funds and 70 to theCohesion Fund.The activities of the Funds in the member States are planned through operationalprogrammes with the National Strategic Reference Framework (NSRF).The Funds are regulated by four principles: planning, partnership concentration andadditionality.The objectives of the Funds are pursued within the framework of: 69
    • Campaniamed - a multi-year planning system sub-divided into different phases including identifi- cation of priorities, financing and a management and audit system (planning prin- ciple); - a close co-operation between the Commission and each member State that cre- ates a partnership with various authorities and bodies, such as regional, local authorities and other competent public authorities, economic and social parties, any other organisation representing the social society, environmental partners, non-gov- ernmental organisations and organisations promoting gender equality (partnership principle). The action co-financed by the Funds is aimed at achieving the EU priority objectives (concentration principle). The Funds contributions do not replace the structural, public or comparable expen- ditures of a member State (additionality principle). EU Institutions Article 7 of the Treaty of Rome provides that “the performance of the tasks the Community is guaranteed by the European Parliament, the Council, the Commission, the Court of Justice and Court of Auditors. Each Institution acts with- in the limits of the assignments conferred to it by the Treaty”. EU-15 The 15 member States of the European Union (France, Germany, Italy, Holland, Belgium, Luxemburg, United Kingdom, Denmark, Ireland, Greece, Spain, Portugal, Austria, Sweden and Finland) prior to the accession, in May 2004, of ten new Countries. EU-25 The 25 member States of the European Union after the accession, in May 2004, of ten new countries: Cyprus, Malta, Check Republic, Hungary, Poland, Slovakia, Slovenia, Lithuania, Latvia and Estonia. EU-27 The 27 member States of the European Union following the accession, in January 2007, of two new countries: Bulgaria and Romania. Euro-Mediterranean Association agreements signed by EU and partner countries in the frame work of agreements the Barcelona Process (also known as “Euro-Mediterranean Partnership”). Most of these agreements replace the old co-operation agreements entered into in the 70s. Association agreements, entered into for an unlimited period of time, have the ambi- tious aim to create, by the year 2010, a free-trade area among the parties involved.70
    • European territorial co-operation: keywordsThe basic elements of the Euro-Mediterranean agreements are the following:- compliance with the democratic principles and respect for fundamental humanrights- political dialogue (on a regular basis) based on all issues of common interest, suchas peace, security and regional development;- free circulation of goods to be gradually implemented for each Mediterraneanpartner for a temporary maximum period of 12 years starting from the enforcementof the agreement (almost all EU industrial products shall be customs-free while anumber of facilities shall be provided for agricultural products);- economic co-operation covering all macro-economic policy sectors and co-oper-ation in the following sectors: energy, environment and tourism; for such co-oper-ation iagreements objectives and action priorities have been set out;- social and cultural co-operation mostly aimed at promoting womens role andrespect for the different cultures;- financial co-operation ;- establishment of an association council; within this council ministerial meetings areplanned between EU representatives and representatives of the Mediterraneancountries that have entered into the association agreements.The EU has entered into association agreements with the following countries: Algeria,Palestine Authority (interim agreement), Egypt, Israel, Jordan, Lebanon, Morocco, Syria(agreement to be still ratified), Tunisia and Turkey (pre-accession countries).Web site: http://ec.europa.eu/external_relationsMeetings of the ministers of Foreign Affairs from the Mediterranean countries par- Euro-Mediterraneanticipating in the Barcelona process (also named “Euro-Mediterranean Partnership”). conferencesThe first conference was held in Barcelona on October 27th and 28th 1995, withthe participation of the ministers of Foreign Affairs from the former EU 15 memberCountries and 12 Third Countries of the Mediterranean Area (Algeria, Egypt, Israel,Jordan, Lebanon, Morocco, Syria, Tunisia, Turkey, Palestinian Authority as well asCyprus and Malta that joined EU in 2004).The conference concluded with the adoption of Barcelona Declaration that startedBarcelona Process.After Barcelona conference, other seven Euro-Mediterranean conferences were heldin addition to other informal meeting and conferences. The conference held inValencia (April 22nd-23rd, 2002) was particularly important as an action plan wasadopted including a number of short and medium-term initiatives aimed at enhanc-ing the three axes of Barcelona process. 71
    • Campaniamed On November 27th and 28th, 2005, ten years after the first conference, Barcelona hosted the eight Euro-Mediterranean Conference, also known as “Barcelona +10”. The summit produced two important documents: a five-year working plan and a conduct code to combat terrorism Euro-Mediterranean One of the main objectives of Barcelona Process (also known as “Euro-Mediterranean free-trade Area partnership”). The free-trade Area will be established 2010 and will involve most of the trades, in compliance with the obligations set out by the World Trade Organisation (WTO). The European Union and the Third Mediterranean Countries have outlined a work- ing programme including a number of concrete actions aimed at removing customs duties and favouring trade opening. These actions will be implemented based upon time-schedules that will be different for each Country and economic sector. To create the Euro-Mediterranean free-trade Area, EU and Third Mediterranean Countries have identified four priorities: adoption of proper measures on rules of origin (progressive introduction of cumulation of origin of goods), certification and protection of the rights related to intellectual, industrial property and competition; implementation of policies founded on the principles related to the market and inte- gration of national economies allowing for the country needs and development lev- els; adjustment and modernisation of the economic and social facilities, with a spe- cific view to private section promotion and development; improvement of the pro- duction sector and creation of a suitable institutional and regulatory framework for a market economy; promotion of mechanisms able to favour technology transfer. European Commission Community Institution charged with representing and supporting the EU interests as a whole. It performs four fundamental functions: it suggests the laws to be issued by the Parliament and Council; supervises and implements the political strate- gies and the Union budget (it is then the executive body of the EU); supervises the enforcement of the EU Laws (along with the Court of Justice); represents EU at the international level, e.g. in the negotiations with third countries for finalising agree- ments. It consists of 27 members (one for each member State), and holds it office for 5 years. Web site: http://ec.europa.eu European Council Not to be confused with the Council of the European Union, it consists of the Heads of State or government of all EU member States, plus the president of the European Commission. It usually meets four times a year to agree on the EU global policy and72
    • European territorial co-operation: keywordsanalyse the advances being made. It does not make any laws and is not aCommunity institution strictly meant.Community Institution charged with supervising the proper use of the EU budget. European CourtIn other terms, the Court checks the legitimacy and regularity of the Community of Auditorsrevenues and expenditures and the sound financial management so as to guaran-tee the efficient and transparent functioning of the system. Additionally, the Courtis entitled to supervise any natural person or organisation managing EU funds.The Court consists of 27 members (one from each member State) appointed by theCouncil for a six-year term of office that can be renewed for additional three-years.Web site: http://eca.europa.eu/portal/page/portal/eca_main_pages/splash_pageThe whole set of principles, processes and practices that influence the way in which European governancepowers are exercised at the European level. The White paper on European gover-nance (July 2001) drawn up by the Commission has started a debate on the needto reform the European governance. The aim is to have a closer relationshipbetween the European Union and its citizens thanks to a higher participation of thenon institutional parties involved in drawing up and implementing policies in theEU; foster democracy in Europe; promote a higher effectiveness of EU actions andreinforce the legitimacy of its institutions.Body that can be established in the EU territory with the aim to facilitate and pro- European Grouping ofmote cross-border, trans-national and/or inter-regional co-operation among its Territorial Cooperationmembers with the only purpose to enhance economic and social cohesion. (EGCT)It is a legal entity made up of members located in the territory of at least two EUStates, and included in one or more of the following categories: member States,regional authorities and public law bodies. The associations made up of bodiesincluded in one or more of the categories hereinabove may be members as well.The members of the European Grouping may also be bodies from different mem-ber States that have not entered in advance into international agreements ratifiedby national parliaments. However member States have to approve the participationin the grouping of the potential members from their respective territories.Established in 1958 by the Treaty of Rome, it is the EU long-term lending bank. European Investment BankOwned by the member States, it is a no-profit body whose aims are in line with EU (EIB)policies. It makes long-terms loans for investment projects mostly covering the fol-lowing fields: cohesion and convergence of EU regions, support to SMEs, environ- 73
    • Campaniamed ment, research, development and innovation, energy. It also promotes sustainable development in the applicant countries and in the potential EU member countries, in the neighbour countries located to the south and to the east of EU borders and to the partner countries of other regions.European Investment Fund Established in 1994 to support SMEs, its majority shareholder is the European Bank (EIF) for Investments with which the Fund has set up the “BEI Group”. The Fund is not a banking company; therefore is does not provide grants or loans to the firms and does not directly invest in any companies. It operates through banks and other financial intermediation bodies using its own funds or those allo- cated to it by the EIB or the European Union. The Fund is operational in the EU member States, Croatia, Turkey and in the three EFTA countries (Iceland, Liechtenstein and Norway).European Neighbourhood Financial instrument of the European Neighbourhood Policy (ENP) for the program- and Partnership ming period 2007-2013. It then involves the six Countries of Eastern Europe and Instrument (ENPI) southern Caucasus (Armenia, Azerbaigian, Byelorussia, Georgia, Moldova, Ukraine) and the ten Mediterranean Third Countries (Algeria, Palestinian Authority, Egypt, Jordan, Israel, Lebanon, Libya, Morocco, Syria, Tunisia) that benefit of the ENP. ENPI is sub-divided into five components: - bi-lateral co-operation, including Country strategy programmes; - regional co-operation, including two regional strategy programmes, one of them for eastern partners and the other one for southern partners; - co-operation on specific issues, including five strategic programmes on the follow- ing areas: environment and sustainable management of natural resources (includ- ing energy); role played by non-governmental stakeholders and local authorities in the development process; co-operation with Third Countries in the areas of migra- tion and asylum, food safety, social and human development; - inter-regional co-operation including a single regional strategic programme for the whole co-operation area. It is sub-divided into four priorities: promotion of reforms through advisory and European expertise; promotion of upper education and mobil- ity of students; promotion of co-operation between the local and regional stake- holders of the partners countries and EU countries; support to implement neigh- bouring policy and strategic partnership with the Russian Federation; - Cross-Border Co-operation (CBC) aimed at fostering co-operation among the ter- ritories located along land and sea borders external to EU. It includes two types of operational programmes: bilateral programmes on land frontiers (or sea straits) and74
    • European territorial co-operation: keywordsmulti-lateral programmes on sea borders. The former typology includes the ENPICBC Italy-Tunisia programme, while the latter typology includes the ENPI CBCMediterranean Sea Basin programme.Web site: http://ec.europa.eu/europeaid/where/neighbourhood/regional-co-opera-tion/enpi-cross-border/index_en.htmIt is aimed at establishing preferential relationships between the European Union European Neighbourhoodand neighbouring countries located in Eastern Europe, in the southern shore of the Policy (ENP)Mediterranean Sea and in the southern Caucasus that have no prospect to becomeEU members.ENP falls within the European security strategy and was developed from 2003 with-in the framework of EU enlargement process; its objective is to prevent new divi-sions between the enlarged EU and the neighbouring countries in order to fosterstability, security and welfare in the whole area involved.Through the ENP the EU intends to establish preferential relationships with neigh-bouring Countries based on a mutual commitment to common values such as:democracy; constitutional State; good governance; respect for human rights; mar-ket economy principles; regulated and fair open trading; sustainable development;strategies to combat poverty.The Countries that currently participate in the ENP are: Armenia, Azerbaigian,Byelorussia, Georgia, Moldova, Ukraine, Algeria, Palestinian Authority, Egypt,Jordan, Israel, Lebanon, Morocco, Syria and Tunisia.ENP is also included in the EU strategic partnership with the Russian Federation.Within the framework of the ENP, EU and partner Countries jointly outline a set ofpriorities to be included in a number of action plans jointly agreed upon and alsorelated to: political dialogue and political, trade and economic reforms; fair socialand economic development; justice and domestic affairs; energy; transport,; infor-mation society; environment; research and innovation; development of civil societyand relationships among peoples.For the programming period 2007-2013 the countries benefit of a financial andtechnical support basically provided by the European Neighbourhood andPartnership Instrument (ENPI).Web site: http://ec.europa.eu/world/enp/index_en.htmCommunity institution that represents all EU citizens. Its members are directly elect- European Parliamented by EU citizens. Its main tasks are: approving, in conjunction with the Council ofMinisters, the European laws and budget; monitoring the Commission activity. The 75
    • Campaniamed Parliament in charge consists of 785 members from all the 27 EU member States in proportion to their population. Web site: http://www.europarl.europa.eu European Regional One of the EU structural funds. It contributes to finance actions aimed at enhanc-Development Fund (ERDF) ing the economic and social cohesion by removing the main regional inequalities. This objective is achieved by supporting development and structural adjustment of the regional economies (including the development of the declining industrial regions and lagging behind regions) and by cross-border, trans-national and inter- regional co-operation. The Fund contributes to achieve the three objectives (“Convergence”, “Regional competitiveness and employment” and “European territorial co-operation) of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. Within each objective, the Fund concentrates its intervention on a number of priori- ties. It contributes to finance productive investments aimed at creating and maintain- ing permanent jobs by means of: direct aids to investments in SMEs mainly; invest- ments in infrastructures; development of endogenous potential through measures supporting regional and local development (these actions include support and servic- es to the firms, specifically to SMEs, creation and development of financial instruments such as venture capital, funds for loans and guarantee funds, local development funds, interests relief; co-operation and exchange of experiences among regions, cities and social, economic and environmental stakeholders; technical support.European Social Fund (ESF) One of the structural funds of the European Union. It contributes to achieve the “Regional competitiveness and employment” and “Convergence” objectives of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. Within this framework the Fund supports the actions in the member States aimed at achieving the following priorities: increasing adaptability of workers, firms and entrepreneurs, in order to improve their capability of anticipating economic changes and managing them in a positive manner; improving access to employment and sustainable inclusion of job searchers and inactive persons in the labour mar- ket; preventing unemployment (in particular long-term unemployment and youth unemployment);promoting active aging and extension of the working life, promot- ing participation in the labour market; enhancing social inclusion of disadvantaged persons for their sustainable inclusion in the labour market, combating any type of discrimination; enhancing human capital; promoting partnerships, agreements and initiatives through the creation of networks of stakeholders, such as social parties76
    • European territorial co-operation: keywordsand non-governmental organisations, at the transnational, national, regional andlocal level, so as to promote reforms in the fields of employment and inclusion inthe labour market.One of the three objectives of the EU cohesion policy for the programming period European territorial2007-2013 is: co-operation (objective)- cross-border co-operation through local and regional joint actions;- trans-national co-operation through actions aimed at creating an integrated terri-torial development and linked to Community priorities;- inter-regional co-operation and exchange of experiences at the proper territoriallevel.To achieve this Objective the support of the European Regional Development Fund(ERDF) is provided.For cross-border co-operation all NUTS 3* level regions located along all internalland frontiers and some external land frontiers are eligible for Funds financing, aswell as all NUTS 3* level regions located along the sea frontiers separated, in prin-ciple, by a maximum distance of 150 km.For trans-national co-operation reference is made to the list of the trans-nationalareas* sub-divided in the programme adopted by the European Commission.The whole EU territory is eligible for inter-regional co-operation, and for the net-works of co-operation and exchange of experiences.The objective “European territorial co-operation” is complementary to the othertwo objectives as the eligible regions are eligible for both the “Convergence” and“Regional competitiveness and employment” objectives.The total resources allocated to the objective “European territorial co-operation”amount to over 7.700 million Euros, equal to 2,52 % of the resources available tobe allocated as Funds for the period 2007-2013.*Ref. to the maps at the web page:http://ec.europa.eu/regional_policy/policy/region/index_en.htmAlso named “European Strategy for sustainable development”. It was launched in Göteborg Strategy GJune 2001 by the Göteborg Council, convened in a special session, that coordinat-ed the social and economic dimension of development (outlined in Lisbon Strategy)with the environmental dimension.The conclusions of the presidency of Göteborg Council, reads as follows: “sustain-able development - to meet the needs of the present generation without compro-mising those of future generations - is a fundamental objective under Treaties. That 77
    • Campaniamed requires dealing with economic, social and environmental policies in a mutually rein- forcing way”. It is also emphasised that “sustainable development requires global solutions” and that EU “will seek to make sustainable development an objective in bilateral co-operation for development and in all international organisations and specialised agencies”. EU strategy for sustainable development is based upon the principle according to which “the economic, social and environmental impacts of all policies should be analysed in a coordinated manner and taken into account in the decision-making process”. Göteborg European Council has identified a number of objectives and measures as general guidelines to develop policies in four priority areas: climate changes, trans- port, public health and natural resources. The world partnership for sustainable development, adopted by the Commission in 2002, gave an external dimension to Göteborg strategy. In June 2006 the European Council of Brussels adopted a new European strategy for environmental development, setting out its objectives. Both Community institu- tions and EU member States have to contribute to achieve these objectives. The new strategy aims at identifying and developing the actions that make it pos- sible for the EU to constantly improve the quality of life of the present and future generations by creating sustainable communities - able to manage and use resource effectively and exploit the environmental-friendly and social potential of the econo- my - and guaranteeing prosperity, environment protection and social cohesion. Web site: http://ec.europa.eu/sustainable/welcome/index_en.htm Instrument for Programme of the pre-accession strategy for the period 2007-2013. Its main objec-I Pre-Accession Assistance tive is to promote the progressive compliance of the beneficiary Countries with EU (IPA) standards and policies as well as to favour the transposition of the Community acquis in view of the accession. Beneficiary countries are sub-divided into two categories: actual applicant countries (Turkey, Croatia and former Yugoslavian Republic of Macedonia) and potential applicant countries (Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia and Montenegro). IPA is sub-divided into five components: transition facility and institution building; Cross-Border Co-operation (CBC); regional development, human resources develop- ment, rural development. The first two components involve all beneficiary Countries while the other compo- nents involve the applicant Countries only in order to prepare these Countries to manage the European Funds allocated. 78
    • European territorial co-operation: keywordsCBC finances operational cross-border co-operation programmes involving EUcountries and applicant/potential applicant countries sharing a land or sea border(these programmes include the CBC IPA Adriatic): it also finances cross-border oper-ational programmes involving applicant/potential applicant countries sharing a fron-tier with the EU (it basically involves western Balkan countries).IPA also makes it possible for applicant/potential applicant countries to participatein co-operation programmes within the “European territorial co-operation” objec-tive and in co-operation programmes of the ENPI maritime area (Turkey only).The European Commission draws up a multi-annual indicative planning document(MIPD) for each beneficiary country; such a document sets out the strategic guide-lines to support all components the individual Country is eligible for. Based upon theMIPD, the national authorities of the countries develop the programmes (annualprogrammes for supporting the transition and enhancement of institutions andmulti-annual programmes for the other components in which the measures andactions to be financed by IPA are set out.Inter-regional co-operation programmes that is part of the “European territorial co-oper- INTERACT IIation” objective of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. (operational programme)The general aim of the programme is to improve and harmonise tools and proce-dures to manage the programme of the “European territorial co-operation” objec-tive, to improve the programme and project quality, promote co-operation along EUexternal borders.The eligible co-operation area includes the whole EU territory (27 members) and theterritory of Norway, Switzerland and Countries that benefit of the Instrument forPre-Accession Assistance (IPA).Web site: www.interact-eu.netIt is a Commission, resulting from the Conference of Peripheral Maritime Regions Inter-Mediterranean(CPMR), established in 1990 in order to represent the common interests of the CommissionMediterranean regions in the most important European negotiations. FollowingBarcelona Declaration of 1995, its mission also includes the issues involving allMediterranean regions. It includes around fifty Mediterranean regions, belonging to tencountries (Cyprus, Spain, France, Greece, Italy, Lebanon, Malta, Morocco, Portugal,Tunisia).Inter-regional co-operation programme that is part of the “European territorial co-oper- Interreg IV Cation” objective of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. (operational program) 79
    • Campaniamed The general aim of the program is to improve, through Iinter-regional co-operation, the effectiveness of the regional development policies in the areas of innovation, knowledge, environment and risk prevention, as well as to contribute to the eco- nomic modernisation and competitiveness of Europe. This objective can also be achieved through exchanges, sharing and transfer of experiences, knowledge and best practices. The programme is based upon two priorities: innovation and knowledge-based economy; environment and risk prevention. The co-operation area eligible for participating in the programme covers the whole territory of the European Union (27 member States), Norway and Switzerland. The beneficiaries are the regional and local public authorities and the equivalent public bodies from the eligible territories. The private sector can also participate in partnership projects by directly supporting the relevant costs. Additionally, in com- pliance with the rules regulating contract works, partners can subcontract to the private sector either the supply of services or a role in the implementation of specif- ic activities. The programme is co-financed by the European Regional Development Fund (ERDF). Norway and Switzerland participate in the programme with their own funds. The projects eligible for financing have to be submitted - after specific public notices - by partnerships made up of the beneficiaries of the eligible territories, in compliance with what provided for by the implementation Community regulation. The Managing Authority of the programme is the Region Nord - Pas de Calais - Lille Cedex (France). Web site: www.interreg4c.euInter-regional co-operation One of the three components of the “European territorial co-operation” objective of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. Inter-regional co-operation is aimed at improving the effectiveness of regional poli- cies and development instruments through exchange of information and experi- ences. It is basically based upon two areas: innovation and knowledge-based econ- omy; environment and risk prevention. Inter-regional co-operation is the only component of the “European territorial co- operation” involving the whole EU territory, thus making it possible for the regions (even the regions very far away from each other, without a common border or not included in the same macro-geographic area) to interact. Inter-regional co-operation includes four operational programmes: INTERACT II, Interreg IV C, ESPON 2013 and URBACT II, plus the initiative “Region for Economics80
    • European territorial co-operation: keywordsChange”, aimed at promoting exchange of best practices on innovation among theEuropean regions.Created within the European Bank for Investments (EIB), its aim is to support the Investment Fund andeconomic growth and development of the private sector in the Mediterranean part- Euro-Mediterraneanner countries (Morocco, Algeria, Tunisia, Egypt, Palestinian Authority, Israel, partnershipLebanon, Syria and Jordan; currently Turkey is excluded as, with respect to EIB activ-ities, it is considered an applicant country).It makes long-term loans for large projects, global loans granted to the local bank-ing system that will then be able to make long-term loans to local SMEs; it alsofinances specific projects of the private sector.Programme of economic reforms of the European Union launched by the European Lisbon Strategy LCouncil convened in a special session held in Lisbon on March 2000. The Union hasset itself a new goal: “to become (by 2010) the most competitive and dynamicknowledge-based economy in the world, capable of creating sustainable economicgrowth with more and better jobs and greater social cohesion”.Further developed during the various European Council, Lisbon strategy is based onthree dimensions:- favouring transition towards a competitive, dynamic and knowledge-based econ-omy, able to get constantly adjusted to the evolution of the information society andpromote research and development (economic dimension);- modernizing the European social model by investing in training of humanresources and combating social exclusion (social dimension);- combining economic and social development with environmental sustainability(environmental dimension added on occasion of the European Council of Goteborgheld in June 2001).In March 2005 the European Council of Brussels has re-launched the LisbonStrategy (focusing on economic growth and employment), re-scheduling it intothree-year cycles and making a clear-cut distinction between the reforms that themember States have to undertake and the reforms for which the Community hasto play a leading role.In March 2008, the European Council of Brussels started the new three-year cycle(2008-2010) of the renewed Strategy for growth and employment. The new cycle is“focused on implementation” and the Council stated that “providing top quality life-long education and investing more, and more effectively, in human capital and cre-ativity are “essential pre-requirements for the success of Europe in a global world”. 81
    • Campaniamed The renewed Strategy fosters and combines the objectives of the EU cohesion pol- icy for the programming period 2007-2013. Web site: http://ec.europa.eu/growthandjobs Lisbon Treaty Treaty signed on December 13th 2007 in Lisbon by the Heads of State and Government from the 27 member States. The treaty provides for the European Union to have modern institutions and optimised working methods to meet the challenges of the 21st century effectively and efficiently. In a rapidly evolving world, in order to cope with issues such as globalisation, climate changes, demographic increase, security and energy, Europeans rely on EU. Allowing for the political, eco- nomic and social changes, the heads of State and government in order to meet Europeans expectations agreed upon new rules regulating the scope of the future EU action and its way of implementing it. Lisbon Treaty will then enable European institutions and their working methods to enhance the democratic legitimacy of the Union and promote its basic fundamental values. Lisbon Treaty is aimed at promoting democratic participation in Europe and enhanc- ing EU ability to promote the interests of its own citizens. The Treaty is the result of the negotiations amongst the member States during an inter-governmental confer- ence (the Commission and European Parliament also participated in this confer- ence). Prior to its enforcement, this Treaty will have to be ratified by each of the 27 EU Countries that (based on their own constitutional rules) will decide the proce- dures through which the treaty will be ratified. The objective of the member States is to enforce the Treaty on January the first 2009, namely few months before the elections of the European Parliament. Web site: http://europa.eu/lisbon_treaty/index_en.htm Managing authority Public authority or public/private national, regional or local body, appointed by theM EU member State to manage the operational programme. Measure Tool trough which a priority axis of an operational programme is implemented in a multi-year period of time and that makes it possible to finance actions. MED 2007-2013 Trans-national co-operation programme that is part of the “European territorial co-oper- (operational programme) ation” objective of the EU cohesion policy for the 2007-2013 programming period. The general aim of the programme is: to stimulate co-operation among territories in order to increase competitiveness in the Mediterranean area, create favourable conditions for growth and employment for the future generations, support territo- 82
    • European territorial co-operation: keywordsrial cohesion and actively contribute to protect the environment allowing for a sus-tainable development.The programme is based on four specific priorities: enhancing a sustainable territo-rial development; improving mobility and accessibility of territories; promoting apolycentric and integrated development of the Mediterranean area.The programme involves nine EU member States. The whole territory of Cyprus, Greece,Malta and Slovenia along with some regions of France, Italy (Abruzzo, Basilicata,Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardy,Umbria, Marche, Molise, Piedmont, Apulia, Sardinia, Sicily, Tuscany, Veneto), Portugal,United Kingdom, (Gibraltar) and Spain are eligible for the programme.Applicant countries and potentially applicant countries are invited to participate inthe programme thanks to the Instrument for Pre-Accession Assistance (IPA).Currently, Croatia, Montenegro and Bosnia Erzegovina have joined the programme.The beneficiaries are: public authorities, equivalent public bodies and private organ-isations of the eligible territories.The programme is co-financed by the European Regional Development Fund (ERDF).The projects eligible for financing have to be submitted, after specific public notices,by partnerships including the beneficiaries of the eligible territories in compliancewith what provided for in the implementation Community regulation.The Managing Authority of the programme is the Region of Provence-Alpes-CôtedAzur (France).Web site: www.programmemed.euBody established by the EU member State, in agreement with the Managing author- Monitoring committeeity, for each operational programme. It is charged with checking the effectivenessand quality of the operational programme implemented. A single monitoring com-mittee can be set up for various operational programmes.Strategic document (including guidelines and provided for by the Community reg- National Strategic Nulations of the 2007-2013 cohesion policy) that sets out the strategy chosen by the Reference FrameworkEU member State and including the list of the operational programmes through (NSRF)which it intends to implement its planning of the Funds.The National Strategic Reference Framework (NSRF) covers the time period rangingfrom January the 1st 2007 to December the 31st 2013 and it is applied to the“Convergence” and “Regional competitiveness and employment” objectives. Eachmember State may decide to apply it to the “European territorial co-operation”objective as well, without impairing the future choices of the other member States. 83
    • Campaniamed Each member State submits its national strategic reference framework to the European Commission within five months from the adoption of the “Community strategic guidelines for cohesion”. The Commission after analysing the national strat- egy and the priority issues selected for the Funds intervention, makes its remarks with- in three months from the date of reception of the reference framework. The 2007-2013 NSRF of Italy includes four macro-objectives, each of them includ- ing a number of topical priorities(ten in total): - developing knowledge circuits (with two priorities: improvement and enhance- ment of human resources; promotion, enhancement and dissemination of research and innovation for competitiveness); - improving quality of life, security and social inclusion in the territories (with three priority areas: energy and environment; sustainable and efficient use of resources for development; social inclusion and services for a better quality of life and territo- rial attractiveness); - enhancing productive sector, service and competition (with three priority areas: enhancement of natural and cultural resources for territorial attractiveness and development; networks and connections for mobility; competitiveness of the pro- ductive systems and employment; competitiveness and attractiveness of the cities and urban systems). - internationalizing and modernising economy, society and administrations (with two priority areas: international opening and attraction of investments, consump- tions and resources; governance, institutional capabilities, competitive and effective markets). The 2007-2013 NSRF of Italy is implemented through 66 operational programmes. Nomenclature of Hierarchical classification of the territorial units of the economic territory of the Territorial Units for Community (“regions”) drawn up by the Statistical Office of the European Statistics (NUTS) Community (EUROSTAT) in order to have homogeneous regional statistical data at the Community level. Each EU region is given a specific name and code. Each mem- ber State of the European Union is sub-divided into NUTS 1 level regions; each of them is then sub-divided into NUTS 2 level regions that, in their turn, are further sub-divided in NUTS 3 level regions. However a specific region may also include numerous NUTS levels. Onlending body Any public or private body or service acting under the responsibility of a manage-O ment authority or a certification authority, or a body performing tasks on behalf of these authorities for the beneficiaries implementing the operations. 84
    • European territorial co-operation: keywordsProject or set of projects selected by the Managing Authority of a given operational Operationprogramme or under its responsibility - according to criteria set out by theMonitoring Committee and implemented by one or more beneficiaries - thatenables to achieve the aims of the priority axis it refers to.Document submitted by a EU member State and adopted by the Commission in Operational Programmewhich a development strategy is outlined with a consistent number of priorities to (OP)be implemented thanks to a Fund contribution.Each OP may cover only one of the three objectives of the EU cohesion policy forthe programming period 2007-2013, except for what differently agreed uponbetween the European Commission and the member State.Within the 2007-2013 planning period, each OP covers a time period rangingbetween January the 1st 2007 and December 31st 2013 and benefits of the co-financing of one Fund only. The member States that benefit of the Cohesion Fundare an exception; they are the States for which the European Regional DevelopmentFund (ERDF) and the Cohesion Fund jointly intervene in the operational programmesin the areas of transport infrastructures and environment, including large projects.For each OP, the member State appoints a Managing authority, a certificationauthority and an audit authority. The same authority can be appointed for severaloperational programmes.The 2007-2013 National Strategic Reference Framework of Italy is implementedthrough 66 operational programmes sub-divided into:- national operational programmes: they involve sectors with specific integrationneeds at the national level; their managing authority is a central administration;- regional operational programmes: they are multi-sector programmes involving theindividual regions; their managing authority is a regional administration;- inter-regional operational programmes: they cover areas in which an inter-regionalcoordinated action is particularly effective as it makes it possible to catch scale andscope economies when implementing the actions. They are managed by the Regionswith the participation of the national competent centres or central administrations.Operational programmes make reference to three objectives of the 2007-2013cohesion policy.The regions eligible for the objective “Regional competitiveness and employment”, i.e.all central-northern regions (including the autonomous provinces of Bolzano andTrento) and three regions of southern Italy (Abruzzo, Molise and Sardinia) - are involvedin 33 operational programmes. One of them is a national programmes and 32 areregional programmes (16 out of which are co-financed by the ERDF and 16 by the ESF). 85
    • Campaniamed The regions eligible for the “Convergence” objective - i.e. Basilicata, Calabria, Campania, Apulia and Sicily - are involved in 19 operational programmes. Seven of them are national programmes, two are inter-regional programmes and 10 are regional programmes (5 of them co-financed by ERDF and ESF). 14 operational programmes refer to the “European territorial co-operation”: 7 of them cover the cross-border co-operation: 4 of them cover the transnational co- operation”; one of them is implemented within the pre-accession policy and two of them within the European Neighbourhood Policy (ENP). Italy also participates in the inter-regional co-operation programmes ESPON 2013, INTERACT II, Interreg IV C and URBACT II. Phasing-out system Consists of a decreasing financial support for the regions included in an objective ofP the EU cohesion policy in the programming period 2007-2013 but no longer eligi- ble for the support of the Funds allocated for that specific objective. The transient support makes it possible to have a phasing out in no longer eligible areas, thus pre- venting the sudden interruption of the aids and facilitating the strengthening of the outcomes achieved in the previous programming period. Article 8 of the regulation (EC) n.1083/2006 sets out the following: - NUTS 2 level regions that would have been eligible for the “Convergence” objec- tive should the eligibility threshold have remained to 75% of the average GDP (Gross Domestic Product) of the EU with 15 member states, but have lost such an eligibility as their per-capita nominal income exceeds 75% of the average GDP of the EU-25, are eligible, for a transient and specific period, for structural Funds with- in the “Convergence” objective; - NUTS 2 level regions that fully fell within the objective 1 in 2006 and whose per- capita nominal GDP exceeds 75% of the average GDP of the EU-15, are eligible, for a temporary and specific period, for structural Funds financing within the objective “Regional competitiveness and employment”; - the member States eligible for Cohesion Fund financing in 2006 and that would have still been eligible should the eligibility threshold should have remained 90% of the average per-capita National Gross Income of the EU-15, but have lost such an eligibility as their per-capita nominal income exceeds 90% of the average NGI of the EU-25, are eligible, for a temporary and specific period, for the Cohesion Fund financing within the “Convergence” objective. As to Italy, the region of Sardinia falls within the phasing-out system for the objec- tive “Regional competitiveness and employment”, while the region of Basilicata benefits of the phasing-out system for the “Convergence” objective. 86
    • European territorial co-operation: keywordsEach priority of the strategy is included in an operational programme consisting of Priority axesa number of inter-related actions with specific measurable objectives.Non binding Community legal act delivered by the European Parliament, the Recommendation RCouncil or the Commission. Usually the recommendation is addressed to the mem-ber States and invites them to comply with a specific behaviour viewed as a behav-iour more in line with common interests.One of the three objectives of the EU cohesion policy for the programming period Regional competitiveness2007-13. Out of the lagging behind regions, it is aimed at increasing competitive- and employmentness and attraction of regions and their employment rates by anticipating social and (objective)economic changes, including those linked to the opening of exchanges. This objec-tive is achieved by increasing and improving the quality of investments in humancapital; innovating and promoting the knowledge-based society; promoting entre-preneurship and environment improvement; improving access and adaptation ofworkers and firms; developing inclusive labour markets.The objective can also be achieved thanks to the European Regional DevelopmentFund (ERDF) and the European Social Fund (ESF), each of them in compliance withtheir specific regulations:Within the framework of this Objective, the following regions are eligible for struc-tural Funds:- regions not included in the application fields of the “Convergence” objective;- regions included in Objective 1 of the programming period 2000-2006 that (asthey no longer meet the regional eligibility criteria of the “Convergence” objective)benefit of the phasing-out system.The eligible Italian regions are all those located in Central-Northern Italy and threeregions of Southern Italy (Abruzzo, Molise and Sardinia). Sardinia is under the phas-ing-out system.The overall resources allocated to the objective “Regional competitiveness andemployment” amount to over 49 billion Euros, equal to 15,95% of the availableresources to be allocated as Funds for the period 2007-2013.Binding legal act delivered by the Council upon proposal of the Commission, The Regulationregulation is addressed to all subjects of the Community legal system (memberStates, natural or legal persons) and is compulsory with respect to all its elements;it can be directly applied in each member State following its publication in theOfficial Journal, series L. 87
    • Campaniamed Small and Medium-sized Based upon the criteria outlined in the Commission recommendation of May theS Enterprises (SMEs) 6th 2003 (2003/361/EC), small and medium-sized enterprises have the following characteristics: - number of employees not higher than 250 for medium-sized firms and 50 for small firms; - annual sales turn-over not exceeding 50 million Euros for medium-sized firms and 10 million for small firms; or annual balance-sheet not exceeding 43 million Euros for medium-sized firms and 10 million for small firms. Micro-enterprises include the firms with a number of employees not higher than 10 and an annual sales turn over not exceeding 2 million Euros (or a balance sheet not exceeding 2 millions Euros). South East Europe Trans-national co-operation programme that is part of the “European territorial co-oper- (operational programme) ation” objective of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. The general objective of the programme is to improve the territorial, economic and social integration of the Countries involved; contribute to cohesion, stability and competitiveness of the area involved by developing trans-national partnerships and joint actions on strategically crucial actions. Its specific aims are: facilitating innovation, entrepreneurship, knowledge-based economy and information society; improving attractiveness of the regions and cities allowing for a sustainable development; promoting integration by facilitating the development of balanced skills through a trans-national territorial co-operation at the all levels. Each objective is applied in one or more priority axes. The programme involves eight EU member countries (Austria, Bulgaria, Greece, Italy, Romania, Slovenia, Slovakia, Hungary) and eight non-member countries: Croatia and former Yugoslavian Republic of Macedonia (applicant countries), Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia and Montenegro (potential applicants), Moldova and Ukraine (third countries). The eligible geographical area are the whole national territories of the Countries mentioned above, except for Italy (the eligible regions are: Lombardy, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Apulia and Basilicata, as well as the autonomous provinces of Bolzano and Trento) and Ukraine. The beneficiaries are public national, regional and local authorities, equivalent pub- lic bodies and private organisations. The programme is co-financed by the European Regional Development Fund (ERDF). The projects eligible for financing have to be submitted after the publication of calls for proposals, by partnerships made up of beneficiaries from the eligible territories 88
    • European territorial co-operation: keywordsaccording to the procedures set out by the implementation Community regulation.The managing Authority of the programme is the National Development Agency ofHungary.Web sites: www.southeast-europe.net - www.programmasee.itMeasures implemented by public national, regional or local authorities through State aidspublic resources aimed at supporting firms or manufacturing activities. An enter-prise that benefits of such an aid is favoured vis-à-vis its competitors. Supervision ofState aids is carried out to guarantee a free and fair competition within theEuropean Union. Aids selectively provided by the member States, i.e. through stateresources, are forbidden as they can hinder either trading amongst member Statesor free competition (article 87 of the Treaty establishing the European Community-ECT) However State aids can be authorised when they are justified by objectives ofgeneral interest such as: development of the most disadvantaged regions; provisionof services of general economic interest; promotion of SMEs business, research anddevelopment; environment protection, education and training, employment andculture.The European Commission is charged with supervising the measures related to Stateaids implemented by the member States (whether they are in the design phase oralready operational) so as to guarantee that they do not hinder free competition.The Commission or the Court of Justice provide a broad interpretation of the “aid”concept with respect to the body granting the aids (State, territorial body, bodydirectly or indirectly influenced by the State, private enterprise/public enterprise,etc.) the form of the aids granted (direct or indirect aids; for example measures torelief firms financial burdens) and their objective. The latest reform of the rules andprocedures related to State aids, provides for State aids to be less numerous andbetter targeted, so as to contribute to improve the European industry competitive-ness and create long-term jobs.Financial Instruments of the “structural” actions of the European Union, namely Structural fundsthose aimed at reducing the development gap among the regions. For the program-ming period 2007-2013, the structural funds are the European RegionalDevelopment Fund (ERDF) and the European Social Fund (ESF).An economic growth suitable to meet the needs of our society in terms of welfare Sustainable developmentin the short, medium and long term. A growth able to meet current needs withoutcompromising the ability of future generations to meet their own needs. In con- 89
    • Campaniamed crete, the aim is to create the most suitable conditions for a long-term economic development to take place respecting the environment. The world summit on social development, held in Copenhagen in March 1995, has underlined the need to combat social exclusion and protect individuals health. The Treaty of Amsterdam, held in 1997, has expressly included sustainable development in the preamble of the Treaty on the European Union. Sustainable development is an objective included in all EU policies and, simultane- ously, an intervention area of the EU environmental policy. Third Country A non EU member Country. The meaning of this term is clear and refers to the relation-T ships between two EU member States (or between EU institutions and a member State) and a non EU member country. This term has been included in the Community jargon to denote above all the Countries of the southern shore of the Mediterranean Sea. Trans-European Networks Infrastructures in the transport, energy and telecommunication sectors provided for in section XV of the Treaty that established the European Community. EC contributes to develop Trans-European Networks thanks to an action aimed at favouring “interconnection and inter-operability of trans-European networks”, as well as the access to these networks. The action should allow for the need to link the central regions of the Community to insular regions, to the regions without access to the sea and outermost regions. Trans-European Networks are needed to fully exploit the potential of the European Single Market and achieve the econom- ic, social and territorial cohesion of the European Union. Trans-national One of the three components of the “European territorial co-operation” objective co-operation of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. The aim of trans-national co-operation is to favour an integrated territorial develop- ment in specific EU macro-areas through networks and actions mostly implement- ed in the following areas: innovation, environment, accessibility and sustainable urban development. Trans-national co-operation involves large EU territories (in Italy they correspond to the regions) located in the same macro-area having similar fea- tures from the geographical and/or socio-cultural standpoint. Within the framework of trans-national co-operation, some Italian regions partici- pate in the operational programmes Central Europe, South East Europe (SEE), Alpine Space 2007-2013 and MED 2007-2013, for which the Region of Campania (Italy) acts as national coordinator. An initiative launched on July 13th 2008 at the Summit of Paris of the heads of 90
    • European territorial co-operation: keywordsStates and Governments from 43 Countries of the Euro-Mediterranean area. Union for the UThe Union for the Mediterranean is joined by the 27 EU member States, Algeria, MediterraneanNational Palestine Authority, Egypt, Israel, Jordan, Lebanon, Morocco, Syria, Tunisia,Turkey, Mauritania, Albania, Croatia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro andPrincipality of Monaco. Libya is an observer member.As development gaps between the two shores of the Mediterranean Sea arebecoming increasingly wider (thus increasing the risk of instability in the wholeregion), the EU project for the Mediterranean area re-launches what alreadyachieved by Barcelona Process, started in 1995; the project becomes then moreambitious and develops new forms of functioning and new action instruments.The basic principles of the Union for the Mediterranean are:- political mobilisation at a higher level involving heads of state and governmentevery two year;- joint governance through a North-South Co-Presidency and a standing JointSecretariat;- priority to concrete regional projects, (that create an actual solidarity) in the fol-lowing areas: depollution of the Mediterranean Sea, sea and land highways; civilprotection; development of sustainable energies giving priority to solar energies;upper education and research, including the project of the Euro-Mediterranean uni-versity based in Slovenia; support for enterprise development. The institutional order of the Union for the Mediterranean was defined during thesummit involving 43 Ministers for Foreign Affairs and members of the Union for theMediterranean, held in Marseilles on November 3th and 4th, 2008.The main political authority of the of the Union for the Mediterranean is the Co-Presidency, held in this first phase by Egypt and France and backed up by the meetingsof the Ministerial senior officials (the other political co-ordination body). In addition tothese two bodies, a Joint Standing Committee has been set up, charged with arrang-ing the ministerial meeting and acting as task force in case of exceptional events.The city of Barcelona was chosen as seat of the Secretariat which will be the of theUnion for the Mediterranean decision-making centre. For a three-year period theSecretariat will be managed by a Country of the Mediterranean southern shore (tobe decided), supported by a general secretary and other five deputy-secretaries.The task of the Secretariat will be to select the of the Union for the Mediterraneanprojects, with the aim to promote growth and employment, regional cohesion andsocial-economic integration with reference to the areas identified at the summit ofParis held in July. The Secretariat will also be charged with raising, managing andallocating the funds required. 91
    • Campaniamed Marseilles summit ratified the admission of the Arab League in of the Union for the Mediterranean as full member and no longer as mere observer. At the financial level, Marseilles summit has decided that of Union for the Mediterranean will function thanks to the funds allocated by the EU budget (the European Commission has already allocated 27,7 million Euros) and by the member countries that will pay the Secretariat officials and voluntary contributions. Furthermore, the Secretariat, after getting the approval by the ministers, can get addi- tional financings applying, for example, to private sector, international financial insti- tutions, bilateral co-operation and contributions from the Mediterranean partners. To conclude Marseille summit, the programmatic Agenda of the Euro-Mediterranean ministerial meetings - to be held in 2009 - was drawn up. The Agenda includes the following sectors: transports, upper education, trade, justice, security, economy, finance, sustainable development and enhancing womans role in the society. URBACT II Inter-regional co-operation programme that is part of the “European territorial co-oper-(operational programme) ation” objective of the EU cohesion policy for the programming period 2007-2013. The general aim of the programme is to improve the effectiveness of the policies for an integrated urban sustainable development in Europe in view of the implementa- tion of Lisbon and Göteborg strategies. Its specific objectives are: facilitating exchange of experience and knowledge between policy makers and city professionals and between local and regional authorities within the framework of a sustainable urban development; disseminat- ing experiences and best practices and ensuring know-how transfer in urban sus- tainable development; providing support to policy makers, professionals working in cities and managers of the operational programmes of the “Convergence” and “Regional competitiveness and employment” objectives. The programme is sub- divided into two priority axes: cities, growth drivers and jobs; attractive and cohe- sive cities. The eligible co-operation area includes the whole EU territory (27 member states), the territory of Norway, Switzerland and the Countries that benefit of the IPA. The beneficiaries are public bodies and public law bodies: cities (municipalities and built-up areas) of the 27 EU member states; regions and member states (only for urban issues); universities and research centers (only for urban issues). The programme is co-financed by the European Regional Development Fund (ERDF). Norway, Switzerland and IPA Countries participate in the programme with their own funds. Eligible projects have to be submitted, after the publication of calls for proposals, by92
    • European territorial co-operation: keywordspartnerships made up of beneficiaries from the eligible territories according to theprocedures set out by the implementation Community regulation.The Managing Authority of the programme is the French Ministry of Policies forcities.Web site: http://urbact.eu 93
    • CampaniamedAnalytical list of contents Directive, 66A EAccession of a new member State to the European Economic, social and territorial cohesion, 66Union, 55 ENPI CBC Mediterranean Sea Basin (operational pro-Alpine Space 2007-2013 (operational programme), 55 gramme), 67Applicant country, 56 ESPON 2013 (operational programme), 68Audit authority, 56 EU cohesion policy, 69 EU funds, 69B EU Institutions, 70Barcelona Declaration, 56 EU-15, 70Barcelona Process, 56 EU-25, 70Beneficiary, 58 EU-27, 70Best practice, 58 Euro-Mediterranean agreements, 70 Euro-Mediterranean conferences, 71C Euro-Mediterranean free-trade Area, 72Campania Regional Operational Program ERDF 2007- European Commission, 722013, 58 European Council, 72CBC IPA Adriatic (operational programme), 59 European Court of Auditors, 73Central Europe (operational programme), 60 European governance, 73Certification authority, 60 European Grouping of Territorial Cooperation (EGTC),Co-financing, 60 73Cohesion fund, 61 European Investment Bank (EIB), 73Commitee of the Regions, 61 European Investment Fund (EIF), 74Community acquis, 61 European Neighbourhood and Partnership InstrumentCommunity objectives, 62 (ENPI), 74Community programming, 62 European Neighbourhood Policy (ENP), 75Community strategic guidelines for cohesion, 62 European Parliament, 75Competitiveness, 62 European Regional Development Fund (ERDF), 76Conference of Peripheral Maritime Regions of Europe European Social Fund (ESF), 76(CPMR), 63 European territorial co-operation (objective), 77Convergence (objective), 63Council of the European Union, 64 GCourt of Justice of the European Communities, 65 Goteborg strategy, 77Cross-Border Co-operation, 65 ID Instrument for Pre-Accession Assistance (IPA), 78Decision, 65 INTERACT II (operational programme), 79Development assistance, 65 Inter-Mediterranean Commission, 79 94
    • European territorial co-operation: keywordsInterreg IV C (operational programme), 79 Structural funds, 89Inter-regional co-operation, 80 Sustainable development, 89Investment Fund and Euro-Mediterranean partnership,81 T Third Country, 90L Trans-European Networks, 90Lisbon Strategy, 81 Trans-national co-operation, 90Lisbon Treaty, 82 UM Union for the Mediterranean, 91Managing authority, 82 URBACT II (operational programme), 92Measure, 82MED 2007-2013 (operational program), 82Monitoring committee, 83NNational Strategic Reference Framework (NSRF), 83Nomenclature of Territorial Units for Statistics (NUTS),84OOnlending body, 84Operation, 85Operational Programme (OP), 85PPhasing-out system, 86Priority axes, 87RRecommendation, 87Regional competitiveness and employment (objective),87Regulation, 87SSmall and Medium-sized Enterprises (SMEs), 88South East Europe (operational programme), 88State aids, 89 95
    • CampaniamedReferences Presidents Conclusions - Goteborg provisions that establish a European European Council (June 15th-16th, 2001) Instrument of Neighbourhood andAmsterdam Treaty, signed on October Partnership2nd, 1997 Recommendation of the Commission (May 6th, 2003) on the definition of Treaty on the European Union, signed inCampania Regional Operational Program micro-enterprises, small and medium- Maastricht on February 7th, 1992ERDF 2007-2013 sized enterprises (2003/361/EC) Treaty that amends the Treaty on theCommunication of the Commission (July Regulation (EC) n. 1080/2006 of the European Union and the Treaty that25th, 2001) “European Governance - European Parliament and Council (July established the European Community,White Paper” [COM(2001) 428 def.] 5th, 2006) on the European Regional signed in Lisbon on December 13th, Development Fund that repeals 2007.Decision of the Council (October 6th, regulation (EC) n. 1783/19992006) on Community strategic guidelines Treaty that establishes the Europeanon cohesion (2006/702/EC) Regulation (EC) n. 1081/2006 of the Community, signed in Rome on March European Parliament and Council (July 25th, 1957Final statement of the Euro- 5th, 2006) on the European Social FundMediterranean ministerial Conferenceheld in Barcelona (November 27th-28th, Regulation (EC) n. 1082/2006 of the Web sites1995) European Parliament and Council (July http://www.alpine-space.eu 5th, 2006) on a European Territorial Co- http://www.central2013.euFinal statement of the Meeting of the operation Group (ETGC) http://www.crpm.orgministers for foreign affairs of the http://www.dps.tesoro.itMediterranean Union held in Marseilles Regulation (EC) n. 1083/2006 of the http://ec.europa.eu(November 3rd-4th, 2008) Council (July 11th, 2006) including http://www.espon.eu general provisions on the European http://www.esteri.itJoint Statement of Paris Summit for the Regional Development Fund, the http://europa.euMediterranean Area (July 13th, 2008) European Social Fund and Cohesion Fund http://www.fondieuropei2007-2013.it that repeals regulation (EC) n.1260/1999 http://www.interact-eu.netManual of the Interreg IVC program http://www.interreg4c.eu(Translation into Italian made by the Regulation (EC) n. 1084/2006 of the http://www.interregadriatico.itNational Contact Point Italia) Council (July 11th, 2006) that establishes http://www.lavoro.gov.it a Cohesion Fund and repeals regulation http://www.politichecomunitarie.itNational Strategic Framework for the (EC) n. 1164/94 http://www.programmemed.euregional development policy (2007-2013) http://redazione.regione.campania.it(Ministry for Economic Development, Regulation (EC) n. 1085/2006 of the http://www.regione.sardegna.it/speciali/eItaly) Council (July 17th, 2006) that establishes npicbc an Instrument for Pre-accession http://www.southeast-europe.netNiece Treaty, signed on February 26th, Assistance (IPA) http://www.treccani.it2001 http://urbact.eu Regulation (EC) n. 1638/2006 of thePresidents Conclusions - Brussels European Parliament and CouncilEuropean Council (June 15th-16th, 2006) (October 24th, 2006) including general 96
    • français
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésPrésentation“Mots clés de la coopération territoriale européenne” du développement économique, social et culturel queveut être un instrument utile a ceux qui à titre divers sur celui de lintégration politique.sont ou veulent sengager dans le domaine de la Dernièrement nous avons réalisé l”Opération-cadrecoopération territoriale et du développement durable, pour la Coopération institutionnelle de la Campanie enen particulier dans le bassin de la Méditerranée. Méditerranée” et le “Programme Projets Pays deLa programmation communautaire 2007-2013 a partenariat de la Campanie avec les Pays Tiers de laintroduit de nombreuses nouveautés, entre autre la Méditerranée” dans le but de créer et consolider descoopération territoriale est passée dinitiative réseaux de partenariat stable avec les acteurs publics etcommunautaire à objectif des Fonds structurels de la privés des pays de la rive sud de la Méditerranée surpolitique de cohésion de lUnion européenne, elle se des thèmes dintérêt commun.renforce ainsi au point de vue juridique et acquiert une La première édition du Forum “Méditerranéen desvisibilité supérieure. Jeunes” (Naples, 26 et 27 mars 2009) sinscrit dans ceLa “Coopération territoriale européenne” a pour contexte, il sagit dun moment de sensibilisation desobjectif la promotion dune plus forte intégration du jeunes générations aux thèmes de la coopérationterritoire de lUE et le développement équilibré et territoriale en offrant une occasion de confrontation,durable du territoire de lUnion à travers la cohésion déchange dexpérience et de création de réseaux suréconomique et sociale. les priorités de développement en Méditerranée.Financée par le Fonds Européen de Développement Lintention est celle de favoriser un processusRégional (FEDER), la “Coopération territoriale douverture internationale des jeunes ressourceseuropéenne” compte trois composantes humaines, de la formation supérieure et universitaire,(transfrontalière, transnationale et interrégionale) et est en renforçant leur lien avec les thèmes de la croissance,mise en œuvre au travers des programmes de lemploi et du développement durable (stratégie deopérationnels, en accord et intégration avec la Lisbonne et Göteborg).programmation de la politique régionale,communautaire et nationale. Dans le cycle de programmation 2007-2013, la coopération territoriale offre aux Régions et aux acteursLa Région Campanie, avec la Vice Présidence déléguée locaux le rôle de protagonistes. Aux Administrationsà la Méditerranée, est depuis longtemps engagée dans centrales est réservé le celui de la coordinationla coopération en Méditerranée aussi bien sur le plan stratégique et de laccompagnement dans le respect 99
    • Campaniameddes principes de subsidiarité et partenariat qui régionale et de contribuer à la modernisationgouverne la politique de cohésion de lUE. économique en favorisant la coopération entre lesDoù le rôle et leffort particulièrement pertinents de la autorités régionale et locales des 27 Etats de lUe,Campanie dans le bassin de la Méditerranée. Norvège et Suisse.La Campanie recouvre actuellement la fonction de Enfin, dans le cadre du PO FEDER 2007-2013, lacoordinateur national du programme de coopération Région Campanie a consacré un objectif spécifique à latransnationale “Méditerranéen”, auquel, pour la “Coopération interrégionale” en destinant environ 100première fois, participent toutes les régions frontalières millions deuro à la réalisation de projets dede lespace européen tourné vers la Méditerranée, coopération entre régions Ue en ce qui concerne lesayant ainsi dépassé la vieille et artificielle dichotomie, priorités comme laccessibilité, lenvironnement, laoccidentale et orientale, qui divisait autrefois lespace recherche et linnovation, le développementde coopération. économique, etc…La Campanie prend aussi parti au programme decoopération transfrontalière “IEVP CTF Bassin de la Notre objectif est celui de favoriser linteractionMéditerranée”, qui pour la première fois voit les Pays économique, sociale, scientifique et culturelle entre lade la rive sud partie active dans des projets de Campanie et les régions de lespace euro-coopération en tant que destinataires directs de méditerranéen. Pour que ceci soit possible, il estressources économiques. Dans ce sens, les régions nécessaire que la Méditerranée demeure un espace detransfrontalières de lUnion européenne peuvent stabilité et de paix, de tolérance et de migrationproposer et mettre en œuvre des projets communs gouvernées, de développement et de démocratie, deentre les pays de la rive sud et nord de la Méditerranée. partage des valeurs fondées sur le respect de lindividu.De plus, la Campanie est une région admissible à tous Cest dans ce sens que nous relevons le récent défi deles programmes de coopération interrégionale - la création de lUnion pour la Méditerranée lancée auINTERREG IVC, URBACT II, ESPON II, INTERACT II - y cours du Sommet des Chefs dEtat Ue qui sest tenu àcompris linitiative “Regions for Economics changes” Paris le 13 juillet 2008.pour le développement de réseaux et le transfert deconnaissances dans les programmes opérationnels Antonio Valianterégionaux. En particulier, INTERREG IVC a lobjectif Vice Président de la Région Campaniedaméliorer lefficacité des politiques de développement Assesseur aux Rapports avec les Pays de la Méditerranée100
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésAccords dassociation stipulés par lUnion européenne et les Pays partenaires dans Accords Ale cadre du Processus de Barcelone (également connu sous le nom de “partenariat euro-méditerranéenseuro-méditerranéen”). La plupart de ces accords remplacent les anciens accords decoopération signés dans les années 70.Les accords euro-méditerranéens, signés pour une période illimitée, ont lobjectifambitieux dinstaurer dici 2010 une zone de libre échange entre les parties. Les élé-ments principaux des accords euro-méditerranéens sont:- le respect des principes démocratiques et des droits fondamentaux de lhomme;- un dialogue politique règlementé basé sur toutes les questions dintérêt communcomme la paix, la sécurité et le développement régional;- la libre circulation des marchandises à mettre en œuvre progressivement avec cha-que partenaire méditerranéen pour une période transitoire pouvant aller jusquà 12ans à partir de lentrée en vigueur de laccord (pour la presque totalité des produitsindustriels provenant de lUE, les accords prévoient lexemption des droits dedouane et des facilités pour les produits agricoles);- la coopération économique couvre tous les secteurs de la politique macroécono-mique ainsi quune collaboration en matière dénergie, denvironnement et de tou-risme pour laquelle les accords prévoient des objectifs et des priorités daction;- la coopération sociale et culturelle sadresse surtout à la promotion du rôle de lafemme et au respect des cultures respectives;- la coopération financière;- un conseil dassociation, qui au niveau ministériel, prévoit des rencontres entre lesreprésentants de lUE et les représentants des pays méditerranéens signataires desaccords dassociation.LUE a stipulé des accords dassociation avec les pays suivants: Algérie, Autoritépalestinienne (accord “intérimaire”), Égypte, Israël, Jordanie, Liban, Maroc, Syrie(accord en attente de ratification), Tunisie et Turquie (en état de préadhésion).Site Internet: http://ec.europa.eu/external_relationsEnsemble des droits, obligations, principes et valeurs que les pays membres de Acquis communautairelUnion européenne ont choisi de partager librement. Concrètement, lacquis com-prend les principes et les objectifs politiques exprimés dans les traités européens, lalégislation adoptée en application des traités, la jurisprudence de la Cour de justice,les déclarations et les résolutions adoptées dans le cadre de lUE, les actes qui ren-trent dans la politique étrangère et de sécurité commune, les actes dans le contextede la justice et des affaires intérieures ainsi que les accords internationaux concluspar la Communauté et ceux conclus par les États membres entre eux dans les sec- 101
    • Campaniamed teurs de compétence de lUE. Les pays qui présentent leur candidature pour adhé- rer à lUE doivent intégralement accepter lacquis, en le transposant dans leur cadre économique et juridique.Adhésion dun nouvel État Ladhésion dun nouvel État à lUnion européenne est réglementée par larticle 49 à lUnion européenne du traité sur lUnion européenne. Un État qui désire devenir membre de lUnion doit obtempérer à deux conditions précises: - être un État européen; - respecter les principes de liberté, de démocratie, de respect des droits de lhomme et des libertés fondamentales, ainsi que de lÉtat de droit (article 6 § 1 du traité sur lUnion européenne). Ladhésion est décidée par le Conseil, lequel se prononce à lunanimité après consul- tation de la commission et sur la base dun avis conforme du Parlement européen. Les conditions et la date dadhésion, les éventuelles périodes transitoires nécessai- res et les adaptations des traités sur lesquels est fondée lUnion sont lobjet dun accord, sous la forme de traité conclu entre le pays candidat et les États membres. Pour rendre ladhésion formelle, le traité dadhésion doit être ratifié par tous les États membres et par le pays candidat sur la base des normes constitutionnelles res- pectives. Cela signifie que ladhésion na pas lieu automatiquement puisquelle dépend de la situation particulière de chaque pays candidat. Du reste, une phase de préadhésion plus ou moins longue est prévue, pendant laquelle les pays candidats sattachent à conformer leurs institutions, leurs cadres juridiques et leurs infrastruc- tures pour pouvoir être en mesure dobtempérer à leurs obligations en leur qualité dÉtats membres au moment de ladhésion. Aides au développement La politique de développement de la Communauté européenne a pour origine la signature du traité de Rome en 1957, les pays et territoires doutre-mer des États membres ont été ses premiers bénéficiaires. Cependant, ce nest que depuis len- trée en vigueur du traité sur lUnion européenne (traité de Maastricht 1992) que la politique de développement a une base juridique spécifique (articles 177 à 181 du TCE). Avec les élargissements successifs de lUnion, la coopération a progressive- ment été étendue à dautres pays, comme les pays d”Afrique, des Caraïbes et du Pacifique (ACP) qui entretiennent une relation particulièrement proche et durable avec certains États membres. Laccord de Cotonou, signé en juin 2002 et revu en juin 2005, a ultérieurement renforcé ce partenariat qui est principalement fondé sur les différentes conventions de Lomé, dont la première fut signée en 1975. Au-delà de ces premiers accords; la politique de développement communautaire sadresse à102
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésdautres pays, comme ceux dAmérique latine et dAsie. Lobjectif principal de la poli-tique de développement de la Communauté européenne est celui déliminer la pau-vreté. Cette politique est mise en œuvre non seulement à travers des accords bilaté-raux et régionaux, mais aussi à travers des programmes spécifiques dans plusieurs sec-teurs, comme la santé et léducation. La politique de développement implique aussi lacoopération avec les institutions internationales et la participation des Communautéset des États membres aux initiatives entreprises à ce niveau, comme celle en faveurdes pays pauvres fortement endettés. Actuellement, lUnion est le principal parte-naire commercial des pays en voie de développement et parmi eux, le premier àcontribuer à laide au développement. LUnion et ses États membres fournissentconjointement 55% des aides internationales au développement.Intervention dune autorité publique (au niveau national, régional ou local) effectuée Aides dÉtatà travers des ressources publiques pour soutenir plusieurs entreprises ou activités pro-ductives. Une entreprise qui bénéficie dune telle aide résulte être avantagée par rap-port à ses concurrents. Le contrôle des aides dÉtat répond dailleurs à la nécessité desauvegarder une concurrence libre et loyale au sein de lUnion européenne.Larticle 87 du traité qui institue la Communauté européenne (TCE) interdit les aidesoctroyées de manière sélective par les États membres, ou bien à travers des ressour-ces publiques, qui puissent entraver les échanges entre les États membres ou entra-ver la libre concurrence. Les aides dÉtat peuvent cependant être autoriséeslorsquelles sont justifiées par des objectifs dintérêt général: des aides destinées audéveloppement des régions les plus défavorisées, aux services économiques dinté-rêt général, à la promotion des activités des petites et moyennes entreprises, à laprotection de lenvironnement, à la formation, à lemploi et à la culture.La Commission européenne est chargée de contrôler les mesures concernant lesaides dÉtat adoptées par les États membres, indépendamment du fait que de tel-les initiatives sont en cours de projet ou déjà opérationnelles, afin de garantir queles mesures nentravent pas la libre concurrence.La Commission et la Cour de justice fournissent une large interprétation de lanotion d“aide” aussi bien à propos de lorganisme duquel laide provient (État,organisation territoriale, organisme dans lequel lÉtat exerce directement ou indirec-tement une influence prépondérante, entreprise privée ou publique avec un statutprivé...) quà propos de la forme daide (aides directes ou indirectes; par exemplemesures dallègement des charges financières dune entreprise) ou de leur finalité.La réforme récente des règles et des procédures dans le domaine des aides dÉtat,prévoit que ces dernières soient moins nombreuses et mieux ciblées afin de contri- 103
    • Campaniamed buer à lamélioration de la compétitivité de lindustrie européenne, ainsi quà la création de postes de travail durables. Autorité daudit Autorité publique ou organisation publique, nationale, régionale ou locale, fonc- tionnellement indépendante de lautorité de gestion et de lautorité de certification, désignée par lÉtat membre de lUnion européenne pour chaque programme opé- rationnel et responsable de la vérification du fonctionnement efficace du système de gestion et de contrôle. Autorité de certification Autorité publique ou organisation publique, nationale, régionale ou locale, dési- gnée par lÉtat membre de lUnion européenne pour certifier les déclarations de dépenses et les demandes de paiement avant leur envoi à la Commission. Autorité de gestion Autorité publique ou organisation publique ou privée, nationale, régionale ou locale, désignée par lÉtat membre de lUnion européenne pour gérer le programme opérationnel. Axe prioritaire Chacune des priorités de la stratégie contenue dans un programme opérationnel qui comprend un groupe dopérations liées entre elles et ayant des objectifs spéci- fiques mesurables.B Banque Européenne Instituée en 1958 par le Traité de Rome, cest linstitution de crédit à long terme de dInvestissement (BEI) lUnion européenne. Elle appartient aux États membres, na pas de but lucratif et poursuit des finalités qui sont en ligne avec les politiques de lUE. Elle concède des prêts à long terme pour les projets dinvestissement surtout dans les domaines sui- vants: cohésion et convergence des régions de lUE, soutien aux petites et moyen- nes entreprises (PME), environnement, recherche, développement et innovation, transports, énergie. En outre, elle soutient le développement durable dans les pays candidats et poten- tiellement candidats à faire partie de lUE, dans les pays frontaliers au sud et à lest de lUE et dans les pays partenaires des autres régions. Bénéficiaire Opérateur, organisation ou entreprise, publique ou privée, responsable du lance- ment et/ou de la mise en œuvre des opérations. Dans le cadre du régime des aides dont il est question dans larticle 87 du Traité de Rome, les bénéficiaires sont des entreprises publiques ou privées qui réalisent un projet particulier et reçoivent une aide publique. 104
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésMeilleure solution pour effectuer une activité déterminée. Elle est identifiée à tra- Bonne pratiquevers lanalyse dactivités analogues effectuées par différents opérateurs ou par dif-férentes réalités qui opèrent dans le même environnement.Document dorientation stratégique prévu par les règlementations communautaires Cadre de Référence Cde la politique de cohésion 2007-2013 qui définit la stratégie choisie par lÉtat Stratégique Nationalmembre de lUnion européenne et contient la liste des programmes opérationnels (CRSN)à travers lesquels il entend mettre en œuvre la programmation de ses propres fonds.Le CRSN couvre la période du 1 janvier 2007 au 31 décembre 2013 et sapplique auxobjectifs “Convergence” et “Compétitivité régionale et emploi”. Chaque État membrepeut également décider de lappliquer à lobjectif “Coopération territoriale euro-péenne”, sans porter préjudice aux choix futurs des États membres. Chaque État mem-bre transmet le CRSN à la Commission européenne dans un délai de cinq mois à par-tir de ladoption des orientations stratégiques communautaires pour la cohésion. LaCommission prend acte de la stratégie nationale et des thèmes prioritaires retenus pourlintervention des fonds et formule les observations quelle retient opportunes dans undélai de trois mois à partir de la réception du cadre de référence.Le CRSN 2007-2013 de lItalie prévoit quatre macro-objectifs, avec pour chacun unesérie de priorités thématiques (dix au total):- développer les circuits de la connaissance (avec deux priorités thématiques: amé-lioration et valorisation des ressources humaines; promotion, valorisation et diffu-sion de la recherche et de linnovation pour la compétitivité);- améliorer la qualité de la vie, la sécurité et linclusion sociale dans les territoires(avec trois priorités thématiques: énergie et environnement; utilisation durable etefficace des ressources pour le développement; inclusion sociale et services pour laqualité de la vie et lattractivité territoriale);- renforcer les filières productives, les services et la concurrence (avec trois prioritésthématiques: valorisation des ressources naturelles et culturelles pour lattractivité etpour le développement; réseaux et communications pour la mobilité; compétitivitédes systèmes productifs et emploi; compétitivité et attractivité des villes et des sys-tèmes urbains);- internationaliser et moderniser léconomie, la société et les administrations (avecdeux priorités thématiques: ouverture internationale et attraction des investisse-ments; consommations et ressources, gouvernance, capacités institutionnelles, mar-chés concurrentiels et efficaces).Le CRSN 2007-2013 de lItalie est mis en œuvre à travers 66 programmes opéra-tionnels. 105
    • Campaniamed Cofinancement Il exprime le soutien des Fonds structurels et du Fonds de cohésion aux trois objec- tifs de la politique régionale de lUnion européenne. Dans le jargon habituel, le terme indique que le financement des Fonds structurels est complémentaire à celui des États membres. Du reste, on parle de programmes cofinancés puisque les allo- cations relatives aux Fonds sadditionnent à celles de lÉtat membre et ne couvrent pas la totalité des coûts des interventions. Cohésion économique, La cohésion économique et sociale exprime la solidarité entre les États membres et sociale et territoriale les régions de lUnion européenne et favorise le développement équilibré du terri- toire communautaire, la réduction des écarts structurels entre les régions commu- nautaires ainsi que la promotion de l égalité des chances réelle entre les citoyens. Elle prend forme à travers plusieurs interventions financières, en particulier dans le cadre des Fonds structurels et des Fonds de cohésion. Tous les trois ans, la Commission européenne présente un rapport sur les progrès réalisés dans loptique de la cohésion économique et sociale et sur la manière dont les politiques commu- nautaires y ont contribué. Dans le cadre européen, les origines de la cohésion éco- nomique et sociale remontent au traité de Rome (1957) dont le préambule faisait référence à légalisation des différents niveaux de développement entre les régions. Dans les années 70, plusieurs initiatives communautaires ont étés entreprises dans lobjectif de coordonner et dintégrer économiquement les instruments nationaux dintervention. Cependant, avec le temps, ces mesures se sont révélées insuffisan- tes dans un contexte communautaire où, contrairement aux prévisions, la création du marché intérieur navait pas éliminé les écarts entre les régions. En 1986, au-delà du marché unique, lActe unique européen a introduit lobjectif de la véritable cohé- sion économique et sociale, finalement instituée comme la politique du traité de Maastricht (1992) dans les articles 158 à 162 du traité CE. La cohésion économique et sociale est essentiellement poursuivie à travers la politique régionale de lUnion européenne. Avec une enveloppe de 348 milliards deuros pour la période 2007-2013, la politique régionale de lUnion représente actuellement la deuxième élément des dépenses du bilan de lUE. Lélargissement de lUnion à 27 États membres, ayant eu lieu en janvier 2007, a changé la donne: la superficie de lUE a augmenté de plus de 25%, la population de plus de 20%, la richesse seulement de 5%. Le PIB moyen par tête de lUE a diminué de plus de 10% alors que les disparités régionales ont doublé. À partir du moment où environ 60% des régions en retard de développement sont localisées dans les États membres qui ont adhéré après 2004, le centre de gravité de la politique régionale sest inévitablement déplacé vers lest. Pour la période 2007-2013, la cohésion économique et sociale est toujours destinée à se106
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésconcentrer davantage sur les aspects cruciaux du développement en matière de crois-sance économique et demploi, en continuant cependant à soutenir les régions quinauront pas encore complété le processus de convergence. Dautre part, les régionsqui se trouvent face à des difficultés structurelles spécifiques (zones industrielles enphase de reconversion, zones urbaines, rurales ou dépendantes des activités de pêche,zones avec de graves handicaps naturels ou démographiques) continuent à avoirnécessairement besoin dinterventions structurellesOrganisme institué par lÉtat membre de lUnion européenne, en accord avec lau- Comité de surveillancetorité de gestion, pour chaque programme opérationnel. Il a le devoir de certifierlefficacité et la qualité de la mise en œuvre du programme opérationnel. Un comitéde surveillance unique peut être institué pour plusieurs programmes opérationnels.Institué en 1992, sur la base du traité de Maastricht, et instauré en 1994, cest un Comité des Régions (CdR)organe consultatif qui permet aux collectivités territoriales de se faire entendredans le processus décisionnel de lUnion européenne. Il est composé de 344représentants des collectivités locales et régionales nommés pour quatre ans parle Conseil. Le CdR est consulté par le Conseil, par le Parlement et par laCommission dans les secteurs ayant de limportance par rapports aux intérêtsrégionaux et locaux. Depuis lentrée en vigueur du traité dAmsterdam, en mai1999, il est prévu que le CdR doive être consulté dans de nombreux secteurs: lacohésion économique et sociale, lemploi, la politique sociale, les réseaux transeu-ropéens de transport, lénergie et les télécommunications, léducation et la jeu-nesse, la formation professionnelle, la culture, lenvironnement, la santé publiqueet les transports. Le CdR peut formuler des avis de sa propre initiative. Le traité deNice, adopté en décembre 2000, na modifié ni le numéro ni la subdivision dessièges par État membre auprès du CdR. Un tel traité prévoit par ailleurs que lenuméro de membres du CdR ne puisse pas être supérieur à 350. Ces derniers doi-vent recevoir un mandat électoral régional ou local ou être politiquement respon-sables face à une assemblée élue.Institution communautaire qui représente et soutient les intérêts de lUnion euro- Commission européennepéenne dans son ensemble. Elle accomplit quatre fonctions fondamentales: ellepropose les actes législatifs au Parlement et au Conseil; elle dirige et exécute lesstratégies politiques et le bilan de lUnion (elle est donc aussi lorgane exécutif delUE); elle veille sur lapplication du droit de lUE (avec la Cour de justice); elle repré-sente lUE au niveau international, par exemple dans les négociations avec des pays 107
    • Campaniamed tiers pour parvenir à des accords. Elle est formée de 27 membres (un pour chaque État membre) et son mandat est de 5 ans. Site Internet: http://ec.europa.eu Commission Articulation de la Conférence des régions périphériques maritimes dEurope (CRPM) interméditerranéenne crée en 1990 pour représenter les intérêts communs des régions méditerranéennes dans les principales négociations européennes. Suite à la Déclaration de Barcelone de 1995, la mission sest étendue aux problématiques de lensemble des régions du bassin méditerranéen. Elle regroupe une cinquantaine de régions méditerranéennes appartenant à dix pays (Chypre, Espagne, France, Grèce, Italie, Liban, Malte, Maroc, Portugal, Tunisie). Compétitivité Une économie compétitive est une économie qui présente une croissance élevée et soutenue de la productivité. La stratégie de Lisbonne a fixé lobjectif de faire de lEurope “léconomie de la connaissance la plus compétitive et la plus dynamique au monde”, la compétitivité étant du reste devenue lune des priorités politiques de lUnion européenne. Une industrie européenne compétitive est, en effet, indispen- sable à la réalisation dobjectifs communautaires économiques, sociaux et environ- nementaux et donc à la garantie dune amélioration de la qualité de la vie des citoyens européens. Les efforts de compétitivité de lUnion entendent aussi adap- ter léconomie européenne face aux mutations structurelles, à la délocalisation des activités industrielles vers les pays émergents, à la redistribution des postes de tra- vail et des ressources vers de nouveaux secteurs industriels et face au risque dun processus de désindustrialisation. La compétitivité de lUnion est établie par la crois- sance de la productivité et dépend donc de la prestation et du futur de lindustrie européenne, en particulier de ses capacités à procéder à des adaptations structurel- les. Pour être compétitive, lUnion doit formellement être plus rentable au niveau de la recherche et de linnovation, des technologies de linformation et de la commu- nication, de lentrepreneuriat, de la concurrence, de léducation et de la formation.Compétitivité régionale et Cest lun des trois objectifs de la politique de cohésion de lUnion européenne pour emploi (objectif) la période de programmation 2007-13. Il propose, en dehors des régions en retard de développement, de renforcer la compétitivité, lattractivité des régions et lem- ploi en anticipant les changements économiques et sociaux, y compris ceux qui sont liés à louverture des échanges, à travers laugmentation et lamélioration de la qua- lité des investissements en capital humain, linnovation et la promotion de la société de la connaissance, lentrepreneuriat, la protection et lamélioration de lenvironne-108
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésment ainsi que lamélioration de laccessibilité, de ladaptabilité des travailleurs etdes entreprises et le développement des marchés du travail inclusifs.Le Fonds européen de développement régional (FEDER) et le Fonds social européen(FSE) contribuent, chacun conformément à des dispositions spécifiques, à la réalisa-tion de cet objectif.Dans le cadre de cet objectif, sont admissibles au financement des Fonds structurels:- les régions qui ne rentrent pas dans le domaine dapplication de lobjectif“Convergence”;- les régions de lobjectif 1 de la période de programmation 2000-2006 qui, nesatisfaisant plus les critères dadmissibilité régionale de lobjectif ”Convergence”,bénéficient dun soutien transitoire (phasing out).Les régions italiennes admissibles sont toutes celles du Centre-Nord ainsi que troisrégions du Midi (Abruzzes, Molise et Sardaigne). Cette dernière bénéficiant durégime de soutien transitoire.Les ressources destinées à lobjectif “Compétitivité régionale et emploi” sont dunmontant global supérieur à 49 milliards deuros, soit 15,95% des ressources dispo-nibles à engager au titre des Fonds pour la période 2007-2013.Association fondée en 1973 qui regroupe 160 régions européennes appartenant à Conférence des Régions28 États, quils soient ou ne soient pas membres de lUnion européenne. Elle met Périphériques Maritimestout en œuvre pour favoriser un développement plus équilibré du territoire de lUE, dEurope (CRPM)en soutenant des projets communs de coopération entre les régions et en faisanten sorte que les exigences des régions représentées soient prises en compte danstoutes les politiques communautaires et nationales à fort impact territorial. Elle estorganisée en six commissions géographiques selon le critère des bassins maritimesde lUnion: Méditerranée, Îles, Atlantique, Baltique, Mer du Nord, Balkans/Mer Noir.Site Internet: www.crpm.orgRéunions des ministres des Affaires Étrangères des Pays du bassin méditerranéen qui Conférencesparticipent au Processus de Barcelone (également appelé “Partenariat euro-méditer- euro-méditerranéennesranéen”). La première conférence sest tenue à Barcelone, les 27 et 28 octobre 1995avec la participation des ministres des Affaires Étrangères des 15 pays membres delUnion européenne dalors et de 12 pays tiers méditerranéens (Algérie, Égypte,Israël, Jordanie, Liban, Maroc, Syrie, Tunisie, Turquie, Autorité palestinienne ainsique Chypre et Malte, qui ont adhéré à lUE en 2004). La conférence sest conclueavec ladoption de la Déclaration de Barcelone, point de départ du Processus deBarcelone. Suite à celle de Barcelone, sept autres conférences euro-méditerranéen- 109
    • Campaniamed nes ont eu lieu, ainsi que plusieurs réunions informelles et conférences à “mi-che- min”. La conférence de Valence (22-23 avril 2002) a été dune importance particu- lière, car elle a permis ladoption dun plan daction proposant une série dinitiati- ves à court et moyen terme destinées à renforcer les trois axes du Processus de Barcelone. Les 27 et 28 novembre 2005, exactement 10 ans après la première conférence, Barcelone a accueilli la huitième conférence euro-méditerranéenne, également connue sous le nom de “Barcelone +10”. Le sommet a permis de produire deux documents importants: un programme de travail quinquennal et un code de conduite contre le terrorisme. Conseil de lUnion Institution communautaire, également appelée “Conseil” ou “Conseil des Ministres”, européenne qui représente les États membres de lUnion européenne. Ses réunions voient la par- ticipation dun ministre de chaque gouvernement national en fonction des thèmes à lordre du jour. Le conseil compte neuf configurations différentes: Affaires générales et relations extérieures; Affaires économiques et financières (Ecofin); Justice et affaires intérieures; Emploi, Politique sociale; Santé et protection des consommateurs; Concurrence; Transports; Télécommunications et énergie; Agriculture et pêche; Environnement; Éducation; Jeunesse et culture. Chaque ministre est autorisé à sen- gager pour son gouvernement. La présidence est renouvelée tous les six mois et prise à tour de rôle par les États membres Ses principales tâches sont: approuver les lois de lUE, conjointement avec le Parlement européen dans de nombreux secteurs dintervention; coordonner les poli- tiques économiques et sociales générales des États membres; conclure des accords internationaux entre lUE et les autres États ou organisations internationales; approuver le bilan de lUE avec le Parlement européen, élaborer et mettre en œuvre la politique étrangère et de sécurité commune de lUE (PESC) par rapport aux orien- tations définies par le Conseil européen; coordonner la coopération judiciaire et policière en matière pénale. Site Internet: http://consilium.europa.eu Conseil européen À ne pas confondre avec le Conseil de lUnion européenne, il est composé de tous les chefs dÉtats ou de gouvernements de tous les États membres de lUnion euro- péenne ainsi que du président de la Commission européenne. Il se réunit normale- ment quatre fois par an pour coordonner la politique globale de lUE et examiner les progrès réalisés. Il ne légifère pas et ce nest pas une Institution communautaire au sens strict.110
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésCest lun des trois objectifs de la politique de convergence de lUnion européenne Convergence (objectif)pour la période de programmation 2007 -2013. Cet objectif se propose daccélérerla convergence des États membres et des régions en retard de développement enaméliorant les conditions pour la croissance et lemploi à travers laugmentation etlamélioration de la qualité des investissements en capital physique et humain, ledéveloppement de linnovation et de la société de la connaissance, de ladaptabilitéaux changements économiques et sociaux, la protection et lamélioration de la qua-lité de lenvironnement et lefficacité administrative. Le Fonds européen de dévelop-pement régional (FEDER), le Fonds social européen (FSE) et le Fonds de cohésioncontribuent, chacun conformément à des dispositions spécifiques, à la réalisation decet objectif. Dans le cadre de cet objectif, sont admissibles au financement du Fondsde cohésion les États membres dont le Revenu national brut (RNB) par tête, mesuréà parité de pouvoir dachat et calculé sur la base des données communautaires pourla période 2001-2003, est inférieure à 90% du RNB moyen de lUE à 25 et qui ontun programme pour se conformer aux conditions de convergence.Dans le cadre de cet objectif, sont admissibles au financement des Fonds structurels(FEDER et FSE):- les régions de niveau NUTS 2 dont le Produit intérieur brut (PIB) par tête, mesuréà parité de pouvoir dachat et calculé sur la base des données communautaires pourla période 2000-2002, est inférieur à 75% du PIB moyen de lUE à 25 pour la mêmepériode de référence;- les régions de niveau NUTS 2 qui dépassent ce seuil à cause du soit-disant “effetstatistique” (lié à la réduction de la moyenne communautaire suite à lélargissementde lUE à 25) mais avec un PIB par tête inférieur à 75% du PIB moyen de lUE à 15;ces régions bénéficient dun soutien transitoire (phasing out) afin den compléter leprocessus de convergence;- les régions ultrapériphériques (Guadeloupe, Guyane, Martinique, les quatre dépar-tements français doutre-mer, les Canaries, les Açores et Madère), qui bénéficientdun financement spécifique au titre du FEDER.Les régions italiennes admissibles sont la Campanie, la Calabre, les Pouilles, la Sicileet la Basilicate. Cette dernière bénéficie du régime de soutien transitoire.Les ressources destinées à lobjectif “Convergence” sont dun montant global supé-rieur à 251 milliards deuros, soit 81,54 % des ressources disponibles à engager autitre des Fonds pour la période 2007-2013.Cest lune des trois composantes de lobjectif “Coopération territoriale euro- Coopérationpéenne” de la politique de cohésion de lUnion européenne pour la période de pro- interrégionale 111
    • Campaniamed grammation 2007-2013. La coopération interrégionale se propose daméliorer lef- ficacité de la politique et des instruments de développement régional à travers léchange dinformations et dexpériences (création de réseaux). Elle se concentre essentiellement sur deux thématiques: innovation et économie de la connaissance; environnement et prévention des risques.La coopération interrégionale est la seule des composantes de la “Coopération territoriale européenne” qui implique la tota- lité du territoire de lUE, en rendant possible linteraction entre les régions, même si elles sont éloignées les unes des autres, qui ne partagent pas de frontière ou qui nappartiennent pas au même espace géographique. La coopération interrégionale prévoit quatre programmes opérationnels: INTERACT II, Interreg IV C, ESPON 2013 et URBACT II. Auxquels sajoute linitiative “Les régions, actrices du changement économique”, diri- gée vers la promotion de léchange de bonnes pratiques en matière dinnovation entre les régions européennes. Coopération territoriale Pour la période de programmation 2007-2013, lun des trois objectifs de la politi- européenne (objectif) que de cohésion de lUnion européenne est celui de renforcer: - la coopération transfrontalière à travers des initiatives régionales et locales conjointes; - la coopération transnationale à travers des actions vouées au développement ter- ritorial intégré et liées aux priorités communautaires; - la coopération interrégionale et léchange dexpériences à un niveau territorial conforme. Le Fonds européen de développement régional (FEDER) contribue à la réalisation de cet objectif. En ce qui concerne la coopération transfrontalière, sont admissibles au financement des Fonds, les régions de niveau NUTS 3* situées tout au long des frontières terres- tres internes et de certaines frontières terrestres externes, ainsi que toutes les régions de niveau NUTS 3* le long de frontières maritimes séparées, en principe, au maximum par 150 km. En ce qui concerne la coopération transnationale, on fait référence à la liste des zones transnationales* réparties dans le programme adopté par la Commission européenne. En ce qui concerne la coopération interrégionale, des réseaux de coopération et de léchange dexpériences, tout le territoire de lUE est admissible. Lobjectif “Coopération territoriale européenne” est complémentaire aux deux autres objectifs, puisque les régions qui y sont admissibles le sont également pour des objectifs “Convergence” et “Compétitivité régionale et demploi”.112
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésLes ressources destinées à lobjectif “Coopération territoriale européenne” sontdun montant global supérieur à 7.700 millions deuros, soit 2,52 % des ressourcesdisponibles à engager au titre des Fonds pour la période 2007-2013.* Voir les cartes à la page:http://ec.europa.eu/regional_policy/atlas2007/index_fr.htmCest lune des trois composantes de lobjectif “Coopération territoriale euro- Coopérationpéenne” de la politique de cohésion de lUnion européenne pour la période de pro- transfrontalièregrammation 2007-2013.La coopération transfrontalière favorise, à travers des stratégies communes de déve-loppement territorial durable, lintégration sociale, économique et environnementaledes espaces territoriaux de niveau NUTS 3 (qui en Italie correspondent aux provinces)proches des frontières terrestres intérieures (parfois extérieures) et maritimes de lUE.Dans le cadre de la coopération transfrontalière bilatérale, lItalie participe aux pro-grammes opérationnels suivants: Italie-Autriche, Italie-France Alpes (Alcotra), Italie-France: Frontière maritime, Italie-Grèce, Italie-Malte, Italie-Slovénie et Italie-Suisse.La coopération transfrontalière le long des frontières extérieures de lUE est quant àelle, lune des composantes de lInstrument européen de voisinage et de partena-riat (IEVP) et de lInstrument daide à la préadhésion (IAP).Cest lune des trois composantes de lobjectif “Coopération territoriale européenne” Coopérationde la politique de cohésion de lUnion européenne pour la période de programmation transnationale2007-2013.La coopération transnationale entend favoriser un développement territorial intégrédans certains macro-territoires de lUE à travers les réseaux et les actions surtoutdans les secteurs de linnovation, de lenvironnement, de laccessibilité et du déve-loppement urbain durable.La coopération transnationale concerne de vastes territoires de lUE (qui en Italiecorrespondent aux régions) qui rentrent dans un même macro-territoire et qui ontdonc des caractéristiques similaires du point de vue géographique et socio-culturel.Dans le cadre de la coopération transnationale, plusieurs régions italiennes partici-pent aux programmes opérationnels: Europe centrale, Europe Sud-Est, EspaceAlpin 2007-2013 et MED 2007-2013, pour lequel la Campanie est le coordinateurnational.Institution communautaire dont la principale tâche est de vérifier lexécution cor- Cour des Comptesrecte du budget de lUE. En dautres termes, la Cour contrôle la légalité et la régu- européenne 113
    • Campaniamed larité des recettes et des dépenses communautaires et certifie la bonne gestion financière en garantissant de cette manière que le système de lUE opère avec effi- cacité et transparence. En outre, la Cour a le droit de soumettre à un contrôle toute personne physique ou organisation qui gère les fonds de lUE. La Cour est composée de 27 membres (un pour chaque État membre), nommés par le Conseil pour un mandat renouvelable tous les six ans. Les membres élisent parmi eux un président qui exerce ses fonctions pour une période renouvelable de trois ans. Site Internet: http://eca.europa.eu/portal/page/portal/eca_main_pages/splash_page Cour de Justice des Institution communautaire (souvent simplement désignée comme “la Cour”) qui a Communautés le devoir de vérifier la légitimité des actes communautaires et de garantir une inter- européennes prétation et une application uniformes du droit communautaire dans tous les États de lUE. En outre, la Cour contrôle que les États membres et les institutions agissent conformément à la loi et a le pouvoir de juger les controverses entre les États mem- bres, les institutions communautaires, les entreprises et les particuliers. La Cour est composée de 27 juges (un pour chaque État membre) - qui désignent parmi eux le président de la Cour pour un mandat renouvelable de trois ans - et par 8 avocats généraux. Les membres de la Cour sont désignés dun commun accord par les gouver- nements des États membres et exercent un mandat renouvelable tous les six ans. La Cour opère aux côtés dun “Tribunal de première instance”, appelé à se pronon- cer sur certains types daffaires. À son tour, le “Tribunal de première instance” opère aux côtés du “Tribunal de la fonction publique”, qui se prononce sur les controver- ses entre lUE et ses agents. Site Internet: http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo1_6308/curia CTF IAP Adriatique Programme de coopération transfrontalière (CTF) qui sinsère dans le cadre de la stra-(programme opérationnel) tégie de préadhésion et de son Instrument daide (IAP) pour la période de programma- tion 2007-2013. Lobjectif général du programme est celui de promouvoir le dévelop- pement socio-économique et la coopération institutionnelle, économique et sociale entre les pays de la région Adriatique à travers des actions intégrées et durables. Les objectifs spécifiques sont ceux de renforcer la recherche et linnovation; promouvoir, améliorer et protéger les ressources naturelles et culturelles à travers une gestion conjointe des risques technologiques et naturels; renforcer et intégrer les réseaux infra- structurels existants et développer les services de transport, dinformation et de com- munication. Le programme concerne trois États membres de lUE (Grèce, Italie et Slovénie), un pays candidat à ladhésion (Croatie) et trois États potentiellement candi- dats (Albanie, Bosnie-Herzégovine et Monténégro). Il prévoit également la participation114
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésde la Serbie, en régime de soutien transitoire, uniquement pour les projets de coopé-ration institutionnelle. Les régions géographiques éligibles sont la totalité du territoirede la Serbie et les zones côtières (au niveau NUTS 3) des autres pays participants (pourlItalie sont éligibles: Pescara, Teramo, Chieti, Ferrare, Forlì-Césène, Rimini, Ravenne,Trieste, Gorizia, Udine, Pesaro-Urbino, Ancône, Macerata, Ascoli Piceno, Campobasso,Foggia, Bari, Brindisi, Lecce, Venise, Rovigo et Padoue). Sont également éligibles plu-sieurs territoires qui bénéficient dune dérogation spéciale (pour lItalie il sagit de:Isernia, LAquila, Pordenone et Tarente). Les bénéficiaires sont, généralement, des enti-tés publiques et des organismes de droit public, des universités, des instituts de recher-che, des PME, des entreprises publiques et privées et leurs associations, des agences dedéveloppement, des organisations non-gouvernementales (ONG), des structures debénévolat qui opèrent dans les secteurs sociaux et sanitaires, des offices du tourisme.Le programme est en partie cofinancé par le Fonds européen de développementrégional (FEDER) et en partie par lIAP. Les projets admissibles au financement doi-vent êtres présentés, en réponse à des appels à projets spécifiques, par des parte-nariats constitués par des bénéficiaires provenant des territoires éligibles, selon lesmodalités prévues par la réglementation communautaire applicable.LAutorité de gestion du programme est la Région Abruzzes (Italie).Site Internet: www.interregadriatico.itActe juridique communautaire obligatoire à légard des destinataires (États membres, Décision Dpersonnes physiques ou juridiques) auxquels il sadresse. Les décisions émanent de laCommission, mis à part celles qui sadressent aux États membres qui émanent duConseil.Document adopté suite à la Conférence euro-méditerranéenne des ministres des Déclaration de BarceloneAffaires Étrangères des 27 pays du bassin méditerranéen. Elle sest déroulée àBarcelone les 27 et 28 novembre 1995. Ce document est la pierre angulaire duProcessus de Barcelone (également appelé “Partenariat euro-méditerranéen”).Il indique une croissance économique apte à satisfaire les exigences de notre société en Développement durableterme de bien-être à court, moyen et surtout à long terme. En somme, une croissanceen mesure de répondre aux besoins actuels, sans compromettre ceux des générationsfutures. Il sagit concrètement de préparer les conditions les meilleures à ce que le déve-loppement économique à long terme se déroule dans le respect de lenvironnement.Le sommet mondial du développement social, ayant eu lieu à Copenhague en mars1995, a par ailleurs souligné la nécessité de lutter contre lexclusion sociale et de pro- 115
    • Campaniamed téger la santé des individus. Le traité de Amsterdam (1997) a expressément inséré le développement durable dans le préambule du Traité sur lUnion européenne. Le développement durable est un objectif transversal de toutes les politiques de lUE, et en même temps, un secteur dintervention de la politique environnementale de lUE. Directive Acte juridique communautaire contraignant qui peut émaner du Parlement européen conjointement avec le Conseil, du Conseil ou de la Commission. La directive oblige lÉtat membre auquel elle est destinée à atteindre le résultat désiré dans un délai donné. Les formes et les moyens aptes à obtenir le résultat sont choisis par les organis- mes nationaux. La directive na pas defficacité directe: pour produire des effets sur la législation interne dun pays, elle doit être adoptée par la législation nationale.E Espace Alpin 2007-2013 Programme opérationnel de coopération transnationale qui fait partie de lobjectif (programme opérationnel) “Coopération territoriale européenne” de la politique de cohésion de lUnion euro- péenne pour la période de programmation 2007-2013. Lobjectif général du programme est celui de renforcer la compétitivité et lattractivité de lEspace alpin en développant des actions conjointes dans les domaines où la coo- pération transnationale est une condition nécessaire pour des solutions durables. Les objectifs spécifiques sont: encourager linnovation et lentrepreneuriat et renfor- cer les capacités dinnovation et de recherche des PME; renforcer un développement territorial équilibré pour faire de lEspace alpin un lieu attractif dans lequel vivre, tra- vailler et investir; améliorer laccessibilité à lEspace alpin et gérer les conséquences économiques et environnementales des systèmes de transports; améliorer laccessi- bilité des services et de la connectivité dans lEspace alpin; protéger, gérer et amé- liorer le patrimoine culturel et naturel pour un développement durable; prévenir et apaiser les risques technologiques et environnementaux et gérer leurs conséquen- ces, avec une attention particulière aux impacts des changements climatiques. Chaque objectif spécifique trouve son domaine dapplication dans un ou plusieurs axes prioritaires. Le programme concerne les pays suivants: Autriche, France, Allemagne, Italie, Liechtenstein, Slovénie et Suisse. Les zones géographiques éligibles sont celles de la totalité des territoires nationaux des pays susmentionnés, à lexception de lItalie (les régions éligibles sont: Lombardie, Frioul-Vénétie Julienne, Vénétie, Trentin-Haut-Adige, Val dAoste, Piémont, Ligurie), de la France et de lAllemagne. Les bénéficiaires sont entre autres: les autorités publiques nationales, régionales et locales; les agences nationales, régionales et locales pour le développement; les centres de recherche scientifique et technologique; les organismes déducation et de formation; 116
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésles agences pour lenvironnement et la gestion des eaux; les agences pour lénergie etinstitutions analogues; les organismes de gestion des zones protégées.Le programme est cofinancé par le Fonds européen de développement régional(FEDER). Les projets admissibles au financement doivent être présentés, en réponseaux appels à projets spécifiques, par des partenariats constitués par les bénéficiairesdes territoires éligibles selon les modalités prévues par la réglementation commu-nautaire de référence.LAutorité de gestion du programme est le Land de Salzbourg (Autriche)Site Internet: www.alpine-space.euProgramme opérationnel de coopération interrégionale qui fait partie de lobjectif ESPON 2013“Coopération territoriale européenne” de la politique de cohésion de lUnion euro- (programme opérationnel)péenne pour la période de programmation 2007-2013.Lobjectif général du programme est celui de réaliser un système de suivi permanentqui puisse promouvoir les recherches appliquées et les études sur les transforma-tions du territoire européen en tant que support des politiques de développement.Lobjectif est celui de fournir des éléments pour orienter le choix des politiques quivisent à renforcer la cohésion territoriale et favoriser un développement harmonieuxdu territoire européen. La zone de coopération éligible comprend lensemble du ter-ritoire de lUE (27 États membres) ainsi que lIslande, le Liechtenstein, la Norvège etla Suisse. Les bénéficiaires sont les entités publiques et leurs équivalents dans les ter-ritoires éligibles. Le programme est cofinancé par le Fonds européen de développe-ment régional (FEDER). LIslande, le Liechtenstein, la Norvège et la Suisse participentau programme avec leur propre enveloppe financière.Les projets admissibles au financement doivent être présentés, en réponse à desappels à projets, par des partenariats constitués par des bénéficiaires des territoires éli-gibles selon les modalités prévues par la réglementation communautaire de référence.LAutorité de gestion du programme est le Ministère luxembourgeois de lIntérieuret de lAménagement du territoire.Site Internet: www.espon.euProgramme opérationnel de coopération transnationale qui fait partie de lobjectif Europe Centrale“Coopération territoriale européenne” de la politique de cohésion de lUnion euro- (programme opérationnel)péenne pour la période de programmation 2007-2013.Lobjectif général du programme est celui de renforcer la cohésion territoriale, depromouvoir lintégration intérieure et daugmenter la compétitivité de lEurope cen-trale à travers la mise en œuvre de projets de coopération transnationale. 117
    • Campaniamed Les objectifs spécifiques sont ceux daugmenter la compétitivité de la zone en ren- forçant linnovation et les structures pour laccessibilité et de promouvoir un déve- loppement équilibré et durable du territoire en renforçant la qualité de lenvironne- ment et en développant des villes et des régions attrayantes. Chaque objectif spé- cifique trouve son domaine dapplication dans un ou plusieurs axes prioritaires. Le programme concerne huit États membres de lUE (Autriche, Allemagne, Italie, Pologne, République Tchèque, République Slovaque, Slovénie, Hongrie) et lUkraine. Les zones géographiques éligibles comprennent lensemble des territoires géogra- phiques des pays susmentionnés, à lexception de lItalie (les régions éligibles étant le Piémont, le Val dAoste, la Ligurie, la Lombardie, la Vénétie, Frioul-Vénétie Julienne et lÉmilie-Romagne ainsi que les provinces autonomes de Bolzano et Trente), de lAllemagne et de lUkraine. Les bénéficiaires sont les autorités publiques nationales, régionales et locales qui soccupent du développement régional, de la planification territoriale, de la technologie et de linnovation, du développement urbain et rural, des transports, de la gestion de lenvironnement et des risques, des entités publiques équivalentes et des organisations privées (entreprises comprises). Le programme est cofinancé par le Fonds européen de développement régional (FEDER). Les projets admissibles au financement doivent êtres présentés, en réponse à des appels à projets spécifiques, par des partenariats constitués par des bénéficiai- res des territoires éligibles selon les modalités prévues par la réglementation com- munautaire de référence. LAutorité de gestion du programme est la Ville de Vienne (Autriche). Site Internet: www.central2013.eu Europe Sud Est Programme opérationnel de coopération transnationale qui fait partie de lobjectif(programme opérationnel) “Coopération territoriale européenne” de la politique de cohésion de lUnion euro- péenne pour la période de programmation 2007-2013. Lobjectif général du programme est celui daméliorer le processus dintégration terri- toriale, économique et sociale des pays impliqués et de contribuer à la cohésion, la sta- bilité et la compétitivité des régions concernées à travers le développement de parte- nariats transnationaux et dactions conjointes dans des domaines dune importance stratégique. Les objectifs spécifiques sont ceux de faciliter linnovation, lentrepreneu- riat, léconomie de la connaissance et la société de linformation, améliorer lattractivité des régions et des villes en tenant compte du développement durable; laccessibilité physique, la connaissance et la qualité environnementale; promouvoir lintégration en facilitant le développement de compétences mutuelles et équilibrées pour la coopéra- tion territoriale transnationale à tous les niveaux. Chaque objectif trouve son domaine118
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésdapplication dans un ou plusieurs axes prioritaires. Le programme concerne huit paysmembres de lUE (Autriche, Bulgarie, Grèce, Italie, Roumanie, Slovénie, Slovaquie,Hongrie) et huit pays non membres: Croatie et ancienne République Yougoslave deMacédoine (pays candidats à ladhésion), Albanie, Bosnie-Herzégovine, Serbie etMonténégro (pays candidats potentiels à ladhésion), Moldavie et Ukraine (pays tiers).Les zones géographiques éligibles sont celles de lensemble des territoires nationauxdes pays susmentionnés, à lexception de lItalie (sont éligibles les régions Lombardie,Vénétie, Frioul-Vénétie Julienne, Émilie-Romagne, Ombrie, Marches, Abruzzes, Molise,Pouille et Basilicate ainsi que les provinces autonomes de Bolzano et Trente) et delUkraine. Les bénéficiaires sont les autorités publiques nationales, régionales et locales,les entités publiques équivalentes et les sujets privés.Le programme est cofinancé par le Fonds européen pour le développement régio-nal (FEDER). Les projets admissibles au financement doivent être présentés, enréponse à des appels à projets spécifiques, par des partenariats constitués par lesbénéficiaires des territoires éligibles selon les modalités prévues par la réglementa-tion communautaire de référence.LAutorité de gestion du programme est lAgence de développement national(Hongrie).Sites internet: www.southeast-europe.net - www.programmasee.itCréé au sein de la Banque européenne dinvestissement (BEI), ce fonds a lobjectif Facilité Fde soutenir la croissance économique et le développement du secteur privé dans les Euro-MéditerranéennePays partenaires de la Méditerranée (Maroc, Algérie, Tunisie, Égypte, Autorité dInvestissements et dePalestinienne, Israël, Liban, Syrie et Jordanie; la Turquie est actuellement exclue dans Partenariat (FEMIP)la mesure où, en ce qui concerne les opérations de la BEI, elle est considérée commeun pays candidat).Il concède des prêts à long terme destinés à de grands projets, des prêts de carac-tère global sont accordés au système bancaire local qui pourra à son tour accorder:des prêts à long terme aux petites et moyennes entreprises locales ainsi que desfinancements destinés à des projets spécifiques du secteur privé.Instruments financiers de la politique de cohésion de lUnion européenne. Il existe Fonds communautairesdeux typologies de Fonds: les Fonds structurels - le Fonds européen pour le déve-loppement régional (FEDER) et le Fonds social européen (FSE) - ainsi que le Fonds decohésion. Les Fonds structurels et le Fond de cohésion constituent les instrumentsfinanciers de la politique régionale de lUE, dont lobjectif est celui dégaliser les dif-férents niveaux de développement entre les régions et entre les États membres. 119
    • Campaniamed Pour la période de programmation 2007-2013, le FEDER, le FSE et le Fonds de cohé- sion contribuent, chacun conformément aux dispositions qui les disciplinent, à la réalisation des trois objectifs (“Convergence”, “Compétitivité régionale et emploi” et “Coopération territoriale européenne”) de la politique de cohésion de lUE. Lenveloppe des Fonds pour la période 2007-2013 est de lordre de 308 milliards deuros, dont 278 destinés aux Fonds structurels et 70 au Fonds de cohésion. Les activités des Fonds dans les États membres sont planifiés à travers des program- mes opérationnels du Cadre de référence stratégique national (CRSN). Quatre principes règlent les Fonds: programmation, partenariat, concentration et additionnalité. Les objectifs des Fonds sont poursuivis dans le cadre de: - un système de programmation pluriannuelle en plusieurs phases, comprenant: lin- dentification des priorités, le financement et un système de gestion et de contrôle (principe de la programmation); - une coopération étroite entre la Commission et chaque État membre, qui organise un partenariat avec des autorités et des organismes telles que les autorités régionales, locales, municipales et les autres autorités publiques compétentes, les partenaires éco- nomiques et sociaux, tout autre organisme apte à représenter la société civile, les par- tenaires environnementaux, les organisations non-gouvernementales et les organis- mes de promotion pour la parité hommes-femmes (principe du partenariat). Lintervention cofinancée par les Fonds a pour finalité les objectifs prioritaires de lUE (principe de la concentration). Lapport des Fonds ne remplace pas les charges structu- relles, publiques ou assimilables, dun État membre (principe de ladditionnalité). Fonds de cohésion Instrument financier de lUnion européenne. Il intervient pour soutenir les actions dans les secteurs des réseaux transeuropéens de transport (en particulier les projets prioritaires dintérêt commun caractérisés par la décision n 1692/96/CE) et de la pro- tection de lenvironnement (en relation avec les priorités établies par la politique communautaire en la matière). Dans ce contexte, il peut également intervenir dans les secteurs liés au développement durable qui présentent des avantages environ- nementaux clairs, comme lefficacité énergétique et les énergies renouvelables et dans le secteur des transports en dehors des réseaux transeuropéens. Le Fonds contribue à la réalisation des objectifs de “Convergence” de la politique de cohésion de lUE pour la période de programmation 2007-2013 Dans le cadre de lobjectif, sont admissibles au financement du Fonds les États membres dont le Revenu national brut (RNB) par tête, mesuré à parité de pouvoir dachat et calculé sur la base des données communautaires pour la période 2001-120
    • Coopération territoriale européenne: mots-clés2003, est inférieur à 90 % du RNB moyen de lUE à 25 et disposant dun pro-gramme pour se conformer aux conditions de convergence.Les États membres admissibles au Fonds sont les suivants: Bulgarie, Chypre, Estonie,Grèce, Lettonie, Lituanie, Malte, Pologne, Portugal, République Tchèque, Roumanie,Slovaquie, Slovénie et Hongrie. LEspagne avec un RNB par tête bénéficie dunrégime de soutien transitoire.Cest lun des fonds structurels de lUnion européenne. Il participe au financement Fonds Européen dedes interventions destinées à renforcer la cohésion économique et sociale en élimi- Développement Régionalnant les principales disparités régionales à travers le soutien au développement et la (FEDER)mise en conformité structurelle des économies régionales (qui comprend la recon-version des régions industrielles en déclin et des régions en retard de développe-ment) et en soutenant la coopération frontalière, transnationale et interrégionale.Le Fonds concourt à la réalisation des trois objectifs (“Convergence”,“Compétitivité régionale et emploi” et “Coopération territoriale européenne”) dela politique de cohésion de lUE pour la période de programmation 2007-2013.Dans le cadre de chaque objectif, le Fonds concentre son intervention sur unesérie de priorités thématiques. Il contribue au financement des: investissementsproductifs qui contribuent à la création et au maintien de postes de travail sta-bles, en premier lieu à travers les aides directes aux investissements principale-ment dans les Petites et moyennes entreprises (PMI); investissements dans lesinfrastructures; développement endogène potentiel à travers des mesures quisoutiennent le développement régional et local (les activités de soutien et de ser-vices aux entreprises, en particulier aux PMI, la création et le développementdinstruments financiers comme le capital à risque, les fonds pour lemprunt et lesfonds de garantie, les fonds de développement local, les réductions dintérêts etla mise en réseau; la coopération et les échanges dexpériences entre les régions,les villes et les opérateurs sociaux, économiques et environnementaux concernés;lassistance technique.Institué en 1994 pour soutenir les petites et moyennes entreprises, il a pour action- Fonds Européennaire majoritaire la Banque européenne dinvestissement, avec laquelle le Fonds dInvestissement (FEI)forme le “Groupe BEI”. Le Fonds nest pas un institut de crédit, il ne concède doncpas de prêts ou subventions aux entreprises et ninvestit directement dans aucuntype de société. Il opère à travers les banques et autres sujets dintermédiationfinancière au travers de ses propres Fonds ou de ceux qui lui sont confiés par la BEIou par lUnion européenne. Le Fonds est actif dans les États membres de lUnion 121
    • Campaniamed européenne, en Croatie, Turquie et dans trois pays de lAELE (Islande, Liechtenstein et Norvège). Fonds Social Européen Cest lun des fonds structurels de lUnion européenne. Il contribue à la réalisation (FSE) des objectifs “Compétitivité régionale et emploi” et “Convergence” de la politique de cohésion de lUE pour la période de programmation 2007-2013. Dans ce cadre, le Fonds soutient dans les États membres les actions qui ont pour objectif les priorités suivantes: améliorer ladaptabilité des travailleurs, des entreprises et des entrepreneurs, afin daméliorer lanticipation et la gestion positive des change- ments économiques; améliorer laccès à lemploi et linsertion durable sur le marché du travail pour les personnes inactives ou à la recherche dun emploi, prévenir le chô- mage (en particulier le chômage de longue durée et celui des jeunes), encourager le vieillissement actif, la prolongation de la vie active et accroître la participation au mar- ché du travail; améliorer linclusion sociale des personnes défavorisées afin de les inté- grer durablement dans le monde du travail et combattre toute forme de discrimina- tion sur le marché du travail; renforcer le capital humain; promouvoir les partenariats, pactes et initiatives à travers la création de réseaux des sujets intéressés, comme les partenaires sociaux et les organisations non-gouvernementales, à un niveau transna- tional, national, régional et local, afin de promouvoir les réformes dans les secteurs de lemploi et de lintégration sur le marché du travail. Fonds structurels Instruments financiers des actions “structurelles” de lUnion européenne, cest-à- dire des actions qui visent à réduire les écarts de développement entre les régions. Pour la période de programmation 2007-2013, il sagit du Fonds européen de déve- loppement régional (FEDER) et du Fonds social européen (FSE). Gouvernance européenne Ensemble des principes, des processus et des pratiques qui influent sur la manièreG dont les pouvoirs sont exercés au niveau européen. Le Livre blanc sur la gouver- nance européenne (juillet 2001) de la Commission a lancé un débat sur la nécessité dune réforme de la gouvernance européenne. Lobjectif est celui de rapprocher lUnion européenne de ses citoyens à travers: une plus grande participations des parties non institutionnelles intéressées par lélaboration et la mise en œuvre des politiques dans lUE, le renforcement de la démocratie en Europe, une plus grande efficacité de laction de lUE et le renforcement de la légitimité de ses institutions. Groupe Européen de Organisme qui peut être constitué sur le territoire de lUnion européenne avec lobjec- Coopération Territoriale tif de faciliter et de promouvoir la coopération transfrontalière, transnationale et/ou 122
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésinterrégionale entre ses membres dans le seul but de renforcer la cohésion économi-que et sociale. Il est doté dune personnalité juridique et est composé de membres,situés sur le territoire dau moins deux des États de lUE, qui appartiennent à une ouà plusieurs des catégories suivantes: États membres, autorités régionales, autoritéslocales et organismes de droit public. Même les associations composées dorganismesqui appartiennent à une ou plusieurs de ces catégories peuvent être membres. Legroupe permet dassocier des organismes de plusieurs États membres sans quil soitnécessaire de préalablement souscrire un accord international, ratifié par les parle-ments nationaux. Les États membres doivent, cependant, approuver la participationdes membres potentiels au groupe sur leurs territoires respectifs.Programme opérationnel de coopération transfrontalière (CTF) multilatérale qui IEVP CTF Bassin de la Isinscrit dans le cadre de la Politique européenne de voisinage (PEV) de lUnion euro- Méditerranéepéenne et de son instrument financier (IEVP, Instrument européen de voisinage et (programme opérationnel)de partenariat) pour la période de programmation 2007-2013.Lobjectif général du Programme est celui de contribuer à promouvoir une coopé-ration harmonieuse et durable dans le bassin de la Méditerranée en relevant lesdéfis communs et en valorisant le potentiel territorial.Les quatre priorités thématiques du programme sont: la promotion socio-économi-que et le renforcement des territoires; la promotion de la durabilité environnemen-tale au niveau du bassin méditerranéen; la promotion de meilleures conditions etdes modalités pour garantir la mobilité des personnes, des biens et des capitaux; lapromotion du dialogue culturel et de la gouvernance locale.Les actions de coopération définies dans le programme sont complémentaires à cel-les prévues dans le cadre du processus de Barcelone.Le programme implique huit pays membres de lUE et onze Pays tiers méditerra-néens (PTM).Sont éligibles au programme tout le territoire national de Chypre, Israël, le Liban,Malte et lAutorité Palestinienne ainsi que certaines régions des pays suivants:Algérie, Égypte, France, Jordanie, Italie (Basilicate, Calabre, Campanie, Latium,Ligure, Pouille, Sardaigne, Sicile, Toscane), Grèce, Maroc, Portugal, Royaume-Uni(Gibraltar), Syrie, Espagne, Tunisie et Turquie.Les bénéficiaires sont les collectivités publiques et les administrations locales, régio-nales et nationales, universités et centres de recherche, organisations non-gouver-nementales, associations professionnelles et organisations représentant des intérêtssocio-économiques ainsi que sociétés et organisations privées des territoires éligi-bles. 123
    • Campaniamed La participation de sujets provenant de régions voisines de celles éligibles est admise, dans la limite de 20% du budget dun projet. Le programme est cofinancé en partie par le Fonds européen de développement régional (FEDER) et en partie par les ressources de la Rubrique 4 - “lUE comme partenaire global” du budget communautaire. Les projets admissibles au finance- ment doivent êtres présentés, suite à des appels à projets spécifiques, par des par- tenariats constitués par des acteurs publics et privés provenant des territoires éligi- bles, selon les modalités prévues par la règlementation communautaire de réfé- rence. LAutorité de gestion du Programme est la Région Sardaigne (Italie). Site Internet: www.regione.sardegna.it/speciali/enpicbc Institutions Larticle 7 du traité de Rome établit que “lexécution des devoirs confiés à la de lUnion européenne Communauté est garantie par le Parlement Européen, par le Conseil, par la Commission, par la Cour de justice, et par la Cour des comptes. Chaque Institution agit dans les limites des attributions qui lui sont conférées par le Traité”. Instrument dAide de Programme de la stratégie de préadhésion pour la période 2007-2013. Son objec- Préadhésion (IAP) tif principal est celui de promouvoir le rapprochement progressif des pays bénéficiai- res aux standards et aux politiques de lUE ainsi que de favoriser lassimilation de lacquis communautaire en vue de ladhésion. Les pays bénéficiaires sont subdivisés en deux catégories: pays candidats effectifs (Turquie, Croatie et ex République Yougoslave de Macédoine) et pays candidats potentiels (Albanie, Bosnie-Herzégovine, Serbie et Monténégro). LIAP sarticule autour de cinq points: soutien à la transition (transition facility) et renforcement des institutions (institution building); coopération transfrontalière (CTF) ; développement régional; développement des ressources humaines; dévelop- pement rural. Les deux premiers points concernent tous les pays bénéficiaires alors que les autres points ne concernent que les pays candidats puisque lobjectif est celui de préparer ces pays à la gestion des Fonds européens qui interviennent dans les différents domaines en question. La composante transfrontalière de lIAP finance les programmes opérationnels de coopération transfrontalière auxquels participent les pays de lUE et les pays candidats (ou potentiellement candidats) qui partagent une frontière terrestre ou maritime (le CTF IAP Adriatique fait partie de ces program- mes) et les programmes opérationnels de coopération transfrontalière auxquels par- ticipent les pays candidats (ou potentiellement candidats) qui partagent une fron- tière (cela concerne essentiellement les pays des Balkans occidentaux).124
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésDe plus, lIAP permet la participation des pays candidats (ou potentiellement candi-dats) aux programmes de coopération dans le cadre de lobjectif “Coopération ter-ritoriale européenne” et des programmes de coopération du bassin maritime delinstrument IEVP (participation limitée à la seule Turquie).La Commission européenne prépare un document indicatif de planification plurian-nuelle (DIPP) pour chaque pays bénéficiaire qui établit les lignes stratégiques delaide à toutes les composantes auxquelles chaque pays est admissible. Sur la basedu DIPP, les autorités nationales des pays préparent des programmes (annuels pourla composante “soutien à la transition et renforcement des institutions” et plurian-nuels pour les autres composantes) dans lesquels sont indiquées les mesures et lesactions à financer à travers lIAP.Instrument financier de la Politique européenne de voisinage (PEV) pour la période Instrument Européende programmation 2007-2013. Il concerne les six pays de lEurope de lest et du de Voisinage et deCaucase méridional (Arménie, Azerbaïdjan, Biélorussie, Géorgie, Moldavie, Ukraine) Partenariat (IEVP)et les dix pays tiers de la Méditerranée (Algérie, Autorité palestinienne, Égypte,Jordanie, Israël, Liban, Libye, Maroc, Syrie, Tunisie) qui bénéficient de la PEV.LIEVP sarticule autour de cinq points:- coopération bilatérale, qui prévoit des programmes de stratégie pays;- coopération régionale, qui prévoit deux programmes de stratégie régionale, unpour les partenaires de lest et lautre pour les partenaires du sud;- coopération thématique, qui prévoit cinq programmes stratégiques sur les thèmessuivants: environnement et gestion durable des ressources naturelles (énergieincluse), rôle des acteurs non-gouvernementaux et des autorités locales dans ledéveloppement, coopération avec les pays tiers dans les zones dimmigration etdasile, sécurité alimentaire, développement social et humain;- coopération interrégionale, qui prévoit un programme de stratégie régionale uni-que pour toute la zone de coopération et sarticule en quatre priorités: promotiondes réformes à travers lexpertise et les compétences européennes, promotion delenseignement supérieur et mobilité des étudiants, promotion de la coopérationentre les acteurs locaux et régionaux des pays partenaires et des pays de lUE, sou-tien à la mise en œuvre de la politique de voisinage et au partenariat stratégiqueavec la Fédération russe;- coopération transfrontalière (CTF) avec lobjectif de renforcer la coopération entreles territoires situés le long des frontières terrestres et maritimes extérieures de lUE.Elle prévoit deux typologies de programmes opérationnels: bilatéraux sur les fron-tières terrestres (ou détroits maritimes) et multilatéraux sur les frontières maritimes. 125
    • Campaniamed Le programme IEVP CTF Italie-Tunisie rentre dans la première typologie, tandis que le programme IEVP CTF Bassin de la Méditerranée rentre dans la seconde typologie. Site Internet: http://ec.europa.eu/europeaid/where/neighbourhood/regional-coope- ration/enpi-cross-border/index_fr.htm INTERACT II Programme opérationnel de coopération interrégionale qui fait partie de lobjectif(programme opérationnel) “Coopération territoriale européenne” de la politique de cohésion de lUnion euro- péenne pour la période de programmation 2007-2013. Lobjectif général du programme est celui daméliorer et dharmoniser les instru- ments et les procédures de gestion des programmes de lobjectif “Coopération ter- ritoriale européenne”, améliorer la qualité des programmes et des projets, renforcer la coopération le long des frontières extérieures de lUE. La zone de coopération éligible comprend lensemble du territoire de lUE (27 États membres) et de la Norvège, de la Suisse et des Pays qui bénéficient de lInstrument daide de préadhésion (IAP). Site Internet: www.interact-eu.net Interreg IV C Programme opérationnel de coopération interrégionale faisant partie de lobjectif(programme opérationnel) “Coopération territoriale européenne” de la politique de cohésion de lUnion euro- péenne pour la période de programmation 2007-2013. Lobjectif général du programme est celui daméliorer, à travers la coopération interré- gionale, lefficacité des politiques de développement régional dans les domaines de linnovation, de léconomie de la connaissance, de lenvironnement et de la prévention des risques ainsi que de contribuer à la modernisation économique et à la compétiti- vité de lEurope. Léchange, le partage et le transfert dexpériences dans les politiques, la connaissance et les bonnes pratiques, contribuent à la réalisation de cet objectif. Le programme est organisé autour de deux axes thématiques prioritaires: linnova- tion et léconomie de la connaissance; lenvironnement et la prévention des risques. La zone de coopération éligible aux fins de la participation au programme recouvre tout le territoire de lUE (27 États membres), de la Norvège et de la Suisse. Les bénéficiaires sont les autorités publiques régionales et locales et les organismes publics équivalents des territoires éligibles. Même le secteur privé peut participer aux projets de partenariat en soutenant directement les coûts relatifs. En outre, conformément aux règles du domaine des marchés, le secteur privé peut se voir confier en sous-traitance par ses partenaires, la fourniture de services ou un rôle dans lexécution dactivités déterminées. Le programme est cofinancé par le Fonds européen de développement régional126
    • Coopération territoriale européenne: mots-clés(FEDER). La Norvège et la Suisse participent au programme avec leur propre enve-loppe financière. Les projets admissibles au financement doivent êtres présentés,suite à des appels à projets spécifiques, par des partenariats constitués par les béné-ficiaires des territoires éligibles selon les modalités prévues par les règlementationscommunautaires de référence. Lautorité de gestion du programme est la RégionNord - Pas de Calais - Lille Cedex (France).Site Internet: www.interreg4c.euProgramme opérationnel de coopération transnationale faisant partie de lobjectif MED 2007-2013 M“Coopération territoriale européenne” de la politique de cohésion de lUnion euro- (programme opérationnel)péenne pour la période de programmation 2007-2013.Lobjectif général du programme est celui de stimuler la coopération entre les terri-toires pour renforcer la compétitivité de lespace méditerranéen, créer les conditionsfavorables à la croissance et à lemploi pour les générations futures, soutenir lacohésion territoriale et contribuer activement à la protection de lenvironnementdans une logique de développement durable.Le programme se développe autour de quatre priorités spécifiques: le renforcement dela capacité dinnovation; la protection de lenvironnement et la promotion dun déve-loppement territorial durable; lamélioration de la mobilité et de laccessibilité des ter-ritoires; la promotion dun développement polycentrique et intégré de lespace médi-terranéen. Le programme implique de nouveaux États membres de lUE. Sont éligiblesau programme tout le territoire national de Chypre, Grèce, Malte, Slovénie et certainesrégions de France, dItalie (Abruzzes, Basilicate, Calabre, Campanie, Émilie-Romagne,Frioul-Vénétie julienne, Latium, Ligure, Lombardie, Ombrie, Marches, Molise, Piémont,Pouille, Sardaigne, Sicile, Toscane, Vénétie), du Portugal, du Royaume-Uni (Gibraltar) etdEspagne. Les pays candidats et potentiellement candidats à ladhésion à lUE ont étéinvités à participer au programme grâce à lInstrument daide à la préadhésion (IAP).Pour le moment, la Croatie, le Monténégro et la Bosnie-Herzégovine y ont adhéré.Les bénéficiaires sont les autorités publiques, les collectivités publiques équivalenteset les organismes privés des territoires éligibles.Le programme est cofinancé par le Fonds européen de développement régional(FEDER). Les projets admissibles au financement doivent êtres présentés, en réponseà des appels à projets spécifiques, par des partenariats constitués par des bénéficiai-res des territoires éligibles selon les modalités prévues par la législation communau-taire de référence. LAutorité de gestion du programme est la Région Provence-Alpes-Côte dAzur (France).Site Internet: www.programmemed.eu 127
    • Campaniamed Mesure Instrument à travers lequel, un axe prioritaire dun programme opérationnel est mis en œuvre sur un délai de plusieurs années et qui permet le financement des opérations. Nomenclature des Unités Classification hiérarchique des unités territoriales du territoire économique de laN Territoriales Statistiques Communauté (“régions”) élaborée par le Bureau statistique des Communautés euro- (NUTS) péennes (EUROSTAT) dans lobjectif de disposer au niveau communautaire de statisti- ques régionales homogènes. Chaque région de lUE correspond à un nom et à un code spécifique. La classification est hiérarchique. Chaque État membre de lUnion euro- péenne est subdivisé en régions de niveau NUTS 1, chacune desquelles est subdivisée en régions de niveau NUTS 2, à leur tour subdivisées en régions de niveau NUTS 3. Cependant, une région déterminée peut comprendre de nombreux niveaux NUTS.O Objectifs communautaires Priorité politique de cohésion de lUnion européenne. Dans la poursuite de ces priori- tés, lUE encourage un développement harmonieux et durable des activités économi- ques, de lemploi et des ressources humaines, la protection de lenvironnement et léli- mination des inégalités, ainsi que la promotion de la parité entre hommes et femmes. Pour le période de programmation 2007-2013, les objectifs prévus sont au nombre de trois: “Convergence”, “Compétitivité régionale et emploi” et “Coopération territoriale européenne”. Opération Projet ou groupe de projets sélectionné par lautorité de gestion du programme opérationnel en question ou sous sa responsabilité, selon les critères établis par le comité de surveillance et mis en œuvre par un ou plusieurs bénéficiaires, qui permet la réalisation des objectifs de laxe prioritaire auquel on se réfère. Organisme intermédiaire Tout organisme ou service public ou privé qui agit sous la responsabilité dune auto- rité de gestion ou de certification ou qui effectue des tâches pour le compte de cette autorité envers les bénéficiaires qui réalisent les opérations. Orientations stratégiques Elles représentent les priorités établies par le Conseil pour la politique de cohésion communautaires pour la de lUnion européenne dans la période de programmation 2007-2013. cohésion Conformément aux orientations intégrées pour la croissance et lemploi de la Stratégie de Lisbonne révisé, les programmes soutenus par la politique de cohésion doivent tendre à orienter les ressources vers les priorités suivantes: - rendre plus attractifs les États membres, les régions et les villes en améliorant lac- cessibilité, en garantissant la qualité et un niveau adéquat de services et en proté- geant lenvironnement; 128
    • Coopération territoriale européenne: mots-clés- promouvoir linnovation, lentrepreneuriat et le développement de léconomie dela connaissance à travers le développement de la recherche et de linnovation (tech-nologies de linformation et de la communication comprises);- créer de nouveaux et de meilleurs emplois en attirant un plus grand nombre depersonnes vers le marché du travail ou vers lactivité dentrepreneur, en améliorantladaptabilité des travailleurs et des entreprises et en augmentant les investisse-ments dans le capital humain.Institution communautaire qui représente tous les citoyens de lUnion européenne. Ses Parlement européen Pmembres sont directement élus par les citoyens de lUE. Ses principaux devoirs sont:lapprobation, avec le Conseil des ministres, des actes législatifs européens et du bud-get et le contrôle de lactivité de la Commission. Le Parlement en exercice compte 785membres, provenant des 27 États membres proportionnellement à leur population.Site Internet: http://www.europarl.europa.eu/Pays qui a présenté une demande dadhésion à lUnion européenne et dont la can- Pays candidatdidature a officiellement été acceptée. Le statut de pays candidat est concédé parle Conseil européen qui se base sur lavis que la Commission européenne formulesuite à une demande dadhésion présentée par le pays candidat.Le statut de pays candidat ne donne cependant pas droit à une adhésion automa-tique à lUE. La Commission examine la candidature à la lumière des critères dadhé-sion connus sous le nom de “critères de Copenhague”: présence dinstitutions stablesqui garantissent la démocratie, lÉtat de droit, les droits de lhomme, le respect desminorités et leur protection; lexistence dune économie de marché fiable, capable defaire front aux forces du marché et à la pression concurrentielle à lintérieur de lUnion,lacquisition totale de lacquis communautaire. Le processus dadhésion bénéficie dela stratégie de préadhésion et de son Instrument daide (IAP).Cest un pays qui nest pas membre de lunion européenne. Le sens de ce terme Pays tierssemble clair si lon pense à une situation où sont en jeu les relations entre deux Étatsmembres de lUE (ou entre les institutions de lUE et un État membre) et un pays quine fait pas partie de lUE. Le terme est entré dans le jargon communautaire surtoutpour indiquer les pays de la rive sud de la Méditerranée.Sur la base des critères énoncés dans la recommandation de la Commission du 6 Petites et Moyennesmai 2003 (2003/361/CE), les petites et moyennes entreprises présentent les carac- Entreprises (PME)téristiques suivantes: 129
    • Campaniamed - nombre de salariés ne dépassant pas 250 pour les moyennes entreprises et 50 pour les petites entreprises; - chiffre daffaires annuel ne dépassant pas 50 millions deuros pour les moyennes entreprises et 10 millions pour les petites entreprises ou bilan annuel ne dépassant pas 43 millions deuros pour les moyennes entreprises et 10 millions pour les peti- tes entreprises. Alors que pour les micro-entreprises, on prend en compte les entreprises avec un nombre de salariés ne dépassant pas 10 et un chiffre daffaires annuel ne dépassant pas 2 millions deuros (seuil de 2 millions deuros pour le bilan). Politique de cohésion de Elle a la finalité, aux termes de larticle 158 du traité de Rome, de “promouvoir un lUnion européenne développement harmonieux de lensemble de la Communauté” à travers le “renfor- cement de la cohésion économique et sociale”. En particulier “la Communauté a lob- jectif de réduire lécart entre les niveaux de développement des différentes régions et le retard des régions les moins favorisées ou insulaires, régions rurales comprises”. Larticle 159 du traité prévoit que cette action soit soutenue à travers les Fonds, la Banque européenne dinvestissement (BEI) et les autres instruments financiers existants. Pour la période de programmation 2007-2013, la politique de cohésion de lUE doit viser la réalisation des priorités définies dans les “Orientations stratégiques commu- nautaires pour la cohésion” et est organisée sur trois objectifs: “Convergence”, “Compétitivité régionale et emploi” et “Coopération territoriale européenne”. Les interventions de la politique de cohésion doivent, enfin, poursuivre les orienta- tions fixées par la Stratégie de Lisbonne pour la croissance et lemploi et par la Stratégie de Göteborg pour le développement durable. Politique Européenne de Elle a lobjectif détablir des relations privilégiées entre lUnion européenne et les Voisinage (PEV) pays à proximité de lEurope de lest, de la rive sud de la Méditerranée et du Caucase méridional qui nont pas ladhésion à lUE comme perspective. La PEV rentre dans le cadre de la stratégie européenne de sécurité et a été dévelop- pée à partir de 2003 dans le cadre du processus délargissement de lUE avec lob- jectif déviter lémergence de nouvelles lignes de divisions entre lUE élargie et les pays voisins et pour renforcer la stabilité, la sécurité et le bien-être dans toute la région concernée. À travers la PEV, lUE entend instaurer avec les pays voisins, des rap- ports privilégiés basés sur un engagement réciproque envers des valeurs communes, comme celles de la démocratie, de lÉtat de droit, de la bonne gouvernance et du res- pect des droits de lhomme, des principes de léconomie de marché, du commerce ouvert, réglementé et équitable, du développement durable et de la lutte contre la130
    • Coopération territoriale européenne: mots-cléspauvreté. Actuellement, les participants à la PEV sont les pays suivants: Arménie,Azerbaïdjan, Biélorussie, Géorgie, Moldavie, Ukraine, Algérie, Autorité palesti-nienne, Égypte, Jordanie, Israël, Liban, Libye, Maroc, Syrie et Tunisie.Le partenariat stratégique de lUE avec la Fédération russe fait également partie dela PEV. Dans le cadre de la PEV, lUE et les pays partenaires définissent conjointementun ensemble de priorités à inclure dans une série de plans daction définis duncommun accord et qui concernent, entre autres, le dialogue politique et le proces-sus de réformes politiques, commerciales et économiques, le développement socialet économique équitable, la justice et les affaires intérieures, lénergie, les trans-ports, la société de linformation, lenvironnement, la recherche et linnovation, ledéveloppement de la société civile et les rapports entre les peuples.Les pays partenaires bénéficient, pour la période de programmation 2007-2013,dune assistance financière et technique essentiellement à travers lInstrument euro-péen de voisinage et de partenariat (IEVP).Site Internet: http://ec.europa.eu/world/enp/index_en.htmConnu également comme “Partenariat euro-méditerranéen”, il représente le cadre Processus de Barcelonede référence des relations politiques, économiques et sociales entre les Etats mem-bres de lUnion européenne et les Pays Tiers de la Méditerranée (PTM).Il a comme point de départ la Conférence des ministres des Affaires Etrangères des27 Pays du bassin méditerranéen (les 15 Pays membres de lUE dalors et 12 Paystiers: Algérie, Egypte, Israël, Jordanie, Liban, Maroc, Syrie, Tunisie, Turquie, Autoritépalestinienne ainsi que Chypre et Malte qui ont adhéré à lUE en 2004) qui sestdéroulée à Barcelone les 27 et 28 novembre 1995 et qui sest conclue avec ladop-tion de la Déclaration de Barcelone.Sarticulant sur trois axes (partenariat politique; partenariat culturel, social ethumain; partenariat économique et financier), le Processus de Barcelone a lobjectifde créer une zone commune de stabilité, de sécurité et de prospérité.Plus particulièrement, le partenariat politique a pour objectif la création dun espaceeuro-méditerranéen de paix et de stabilité basé sur les principes du respect desdroits de lhomme, des libertés fondamentales et de la démocratie.Le partenariat culturel, social et humain vise à promouvoir le rapprochement entreles peuples en favorisant le dialogue entre les cultures méditerranéennes et leséchanges au niveau humain, scientifique et technologique. La fondation AnnaLindh, inaugurée en 2005 à Alexandrie, est la première institution commune duProcessus de Barcelone financée avec les contributions de tous les pays partenaireset de la Commission. 131
    • Campaniamed Le partenariat économique et financier est orienté vers la création dune zone de prospérité partagée à travers linstitution dun espace euro-méditerranéen de libre échange dici 2010, celle-ci étant destinée à indexer les économies des partenaires du Sud de lEurope. Les financements européens accompagnent cet effort de libéralisation et de mise à niveau des économies du Sud. Les subventions de lUE (5,3 milliards deuros au titre du programme MEDA pour la période de programmation 2000-2006) ont financé le soutien des politiques de transition, de développement et de coopération régionale. À partir de 2007, dans le cadre de la Politique européenne de voisinage (PEV), ces sub- ventions sont incluses dans lInstrument européen de voisinage et de partenariat (IEVP), qui a accordé 3,4 milliards pour la Méditerranée sur la période 2007-2010. Les prêts de la Banque européenne dinvestissement (BEI), concédés dans le cadre de la Facilité euro-méditerranéenne dinvestissement et de partenariat (FEMIP), ont été de lordre de 6,7 milliards pour la période 2002-2006. En 2007, la FEMIP a engagé environ 1,4 milliards pour lespace Méditerranéen. Le partenariat euro-méditerranéen se développe sur deux dimensions complémentai- res: la dimension régionale, considérée prioritaire, qui concerne lUE et les pays tiers dans leur ensemble et traite les thèmes et les problématiques qui sont communes aux partenaires méditerranéens; ainsi que la dimension bilatérale, qui concerne les relations entre lUE et chacun des pays tiers (surtout à travers les accords euro-méditerranéens). Afin de donner un nouvel élan au Processus de Barcelone, en juillet 2008 le Président français Nicolas Sarkozy a soumis aux partenaires européens et méditerra- néens lidée de créer une Union pour la Méditerranée (UpM) qui repose sur deux principes fondamentaux: la construction dun véritable partenariat équitable entre lEurope et les pays de la Méditerranée et la volonté de réaliser des projets concrets. Le Conseil européen de Bruxelles du 13 et 14 mars 2008 sest approprié cette ini- tiative sous le nom de “Processus de Barcelone: Union pour la Méditerranée”. Le sommet de Paris des 13 et 14 juillet 2008, qui a réunit les Chefs dÉtats et de gouvernement de 43 États (les 27 de lUE, lAlbanie, lAlgérie, lAutorité nationale palestinienne, la Bosnie-Herzégovine, la Croatie, lÉgypte, Israël, la Jordanie, le Liban, le Maroc, le Monténégro, la Mauritanie, la Principauté de Monaco, la Syrie, la Tunisie et la Turquie) a formellement institué lUnion pour la Méditerranée. Site Internet: http://ec.europa.eu/external_relations/euromed/index_fr.htm Programme opérationnel Document présenté par un État membre de lUnion européenne et adopté par la (PO) Commission dans lequel est définie une stratégie de développement accompagnée dune série cohérente de priorités à réaliser avec la contribution dun Fonds.132
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésChaque PO ne peut concerner quun seul des trois objectifs de la politique de cohé-sion de lUE pour la période de programmation 2007-2013, sauf autrement établientre la Commission européenne et lÉtat membre.Dans le cadre de la programmation 2007-2013, chaque PO couvre une périodecomprise entre le 1 janvier 2007 et le 31 décembre 2013 et bénéficie du cofinan-cement dun seul Fonds. Mis à part pour les États membres qui font parti du Fondsde cohésion, pour lesquels le Fonds européen de développement régional (FEDER)et le Fonds de cohésion interviennent conjointement dans les programmes opéra-tionnels en matière dinfrastructures, de transport et denvironnement, ainsi quedans le cas des grands projets.Pour chaque PO, lÉtat membre désigne une autorité de gestion, une autorité decertification et une autorité daudit. La même autorité peut être désignée pour plu-sieurs programmes opérationnels.Le CRSN 2007-2013 de lItalie est mis en œuvre à travers 66 programmes opéra-tionnels, subdivisés au niveau:- national (PON): ils concernent les secteurs avec des exigences particulières dintégra-tion au niveau national et ont pour autorité de gestion une administration centrale;- régional (POR): ils sont multisectoriels et regardent chaque Régions, ils ont pourautorité de gestion une administration régionale;- interrégional (POIN): ils concernent les thématiques pour lesquelles laction coor-donnée entre les Régions savère particulièrement efficace et permet des économiesdéchelle et dobjectif dans la réalisation des interventions. Ils sont gérés par lesRégions avec la participation des centres de compétence nationaux ou des adminis-trations centrales.Les PO se réfèrent aux trois objectifs de la politique de cohésion 2007-2013.Les régions admissibles à lobjectif “Compétitivité régionale et Emploi” - cest-à-diretoutes les régions du Centre-Nord (qui incluent les Régions autonomes de Bolzanoet Trente) et trois régions du Midi (Abruzzes, Molise et Sardaigne) - sont concernéespar 33 PO, dont un est national et 32 sont régionaux (16 sont cofinancés par leFEDER et 16 par le FSE).Les régions admissibles à lobjectif “Convergence” - cest-à-dire Basilicate, Calabre,Campanie, Pouilles et Sicile - sont concernées par 19 PO, dont 7 sont nationaux, 2sont interrégionaux et 10 régionaux (5 cofinancés par le FEDER et 5 par le FSE).14 PO se rapportent à lobjectif “Coopération territoriale européenne”, dont 7 à lacoopération transfrontalière; 4 à la coopération transnationale; un mis en œuvredans le cadre de la politique de préadhésion; 2 mis en œuvres dans le cadre de laPolitique Européenne de Voisinage (PEV). 133
    • Campaniamed LItalie participe également aux programmes opérationnels de coopération interré- gionale ESPON 2013, INTERACT II, Interreg IVC et URBACT II. Programme opérationnel Document programmatique de la Région Campanie (Italie) qui met en œuvre la stra- régional Campanie FEDER tégie régionale de développement pour la période de programmation 2007-2013 2007-2013 des Fonds communautaires. Lobjectif général du programme opérationnel (PO), conformément aux indications et aux principes communautaires et nationaux, est celui dencourager le développe- ment équilibré et durable de la Campanie, en améliorant le Produit intérieur brut (PIB) et la situation au niveau de lemploi, à travers la qualification et le rééquilibre des systèmes territoriaux et de la structure économique et sociale. La stratégie de développement définie dans le PO est concrètement mise en œuvre autour de sept axes prioritaires: durabilité environnementale et attractivité culturelle et touristique (axe 1); compétitivité du système productif régional (axe 2); énergie (axe 3); accessibilité et transports (axe 4), société de linformation (axe 5); développement urbain et qualité de la vie (axe 6), assistance technique et coopération (axe 7). En ce qui concerne la coopération territoriale, la Région Campanie à lintention de promouvoir des projets de coopération interrégionale et déchanges internationaux, en particulier avec les régions de la Méditerranée, dans lobjectif de faciliter linser- tion de la Campanie dans les circuits internationaux, promouvoir la circulation des bonnes pratiques et des compétences, réduire les distances géopolitiques entre les territoires, les institutions et les citoyens et contribuer à la réalisation, dici 2010, dune zone de libre échange dans le bassin méditerranéen. Le montant total des ressources financières accordées au PO Campanie FEDER 2007-2013 est de lordre de 6,8 milliards deuros (dont 50% de lUE, 35% natio- nales et 15% régionales). Pour les initiatives de coopération interrégionale, lalloca- tion prévue est denviron 100 millions deuros. Site Internet: http://redazione.regione.campania.it/fesr_vas/index.php Programmation Processus dorganisation, de décision et de financement effectué en phases succes- communautaire sives et voué à la mise en œuvre sur une base pluriannuelle dune action conjointe de lUnion européenne et des États membres afin datteindre les objectifs commu- nautaires prédéfinis. La programmation communautaire est organisée en cycles dont la durée est de sept ans. Recommandation Acte juridique communautaire non contraignant qui émane du Parlement euro-R péen, du Conseil ou de la Commission. Normalement, la recommandation sadresse 134
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésaux États membres et comporte linvitation à adopter un comportement conformeaux intérêts communs.Acte juridique communautaire contraignant qui émane du Conseil sur proposition Règlementde la Commission. Le règlement est destiné à tous les sujets de lordre communau-taire (États membres, personnes physiques et juridiques), il est obligatoire dans satotalité et directement applicable à chaque État membre dès sa publication sur leJournal Officiel Européen série L.Infrastructures dans le secteur des transports, de lénergie et des télécommunica- Réseaux transeuropéenstions prévues par le titre XV du Traité instituant la Communauté européenne. Cettedernière contribue au développement des réseaux transeuropéens avec une actionqui a lobjectif de favoriser “linterconnexion et linterfonctionnement des réseauxnationaux, ainsi que laccès à ces réseaux” et qui tient compte de la nécessité derelier les régions centrales de la Communauté aux régions insulaires, périphériquesou sans débouchés maritimes. Les réseaux transeuropéens sont nécessaires pourpleinement exploiter le potentiel du marché unique européen et pour atteindre lob-jectif de cohésion économique, sociale et territoriale de lUnion européenne.Régime (également appelé “phasing out”) qui consiste en un soutien financier Soutien transitoire Sdécroissant pour les régions comprises dans un objectif de la politique de cohésionde lUnion européenne dans la période de programmation 2007-2013 mais qui nesont pas admissibles à laide des Fonds prévus pour cet objectif. Le soutien transi-toire entend permettre une sortie graduelle des zones qui ne sont plus admissibles,en évitant linterruption soudaine des aides et en facilitant le renforcement desrésultats obtenus dans la précédente période de programmation.Larticle 8 du règlement (CE) n.1083/2006 établit que:- les régions de niveau NUTS 2 qui auraient été admissibles à lobjectif“Convergence” si le seuil dadmissibilité était resté à 75% du PIB (Produit intérieurbrut) moyen de lUE à 15, mais qui ont perdu cette admissibilité puisque leurniveau de PIB nominal par tête dépasse 75% du PIB moyen de lUE à 25, sontadmissibles, à titre transitoire et spécifique, au financement des Fonds structurelsdans le cadre de lobjectif “Convergence”;- les régions de niveau NUTS 2 qui rentrent pleinement dans lobjectif 1 de 2006 etpour lesquelles le niveau du PIB nominal par tête dépasse 75% du PIB moyen delUE à 15 sont admissibles, à titre transitoire et spécifique, au financement des Fondsstructurels dans le cadre de lobjectif “Compétitivité régionale et emploi”; 135
    • Campaniamed - les États membres qui en 2006 étaient admissibles au financement du Fonds de cohésion et qui auraient continué à être admissibles si le seuil dadmissibilité était resté à 90% du RNB (Revenu national brut) moyen de lUE à 15, mais qui ont perdu cette admissibilité car leur niveau de RNB nominal par tête dépasse 90% du RNB moyen de lUE à 25, sont admissibles à titre transitoire et spécifique, au financement du Fonds de cohésion dans le cadre de lobjectif “Convergence”. En ce qui concerne lItalie, la région Sardaigne rentre dans le régime de soutien tran- sitoire pour lobjectif “Compétitivité régionale et emploi” alors que la région Basilicate bénéficie du soutien transitoire pour lobjectif “Convergence”. Stratégie de Göteborg Également appelée “Stratégie européenne pour le développement durable”, elle a été lancée en juin 2001 par le Conseil de Göteborg, réunit dans une session extra- ordinaire, qui a intégré la dimension sociale et économique du développement (définie dans la stratégie de Lisbonne) à la dimension environnementale. Les conclusions de la présidence du Conseil de Göteborg affirment que “le dévelop- pement durable - satisfaire les besoins de la génération actuelle sans compromettre ceux des générations futures - est un objectif fondamental fixé par les traités. Dans ce but, il est nécessaire daffronter les politiques économiques, sociales et environ- nementales en synergie”. Il est également souligné que “le développement durable demande des solutions globales” et que lUE “fera le nécessaire pour que le déve- loppement durable soit un objectif de la coopération au développement bilatérale et de toutes les organisations internationales et agences spécialisées”. La stratégie de lUE pour le développement durable se base sur le principe selon lequel “les effets économiques, sociaux et environnementaux de toutes les politi- ques devraient êtres examinés de manière coordonnée et pris en considération dans le processus décisionnel”. Le Conseil européen de Göteborg a identifié une série dobjectifs et de mesures dans le cadre de lorientation générale du développement des politiques dans qua- tre secteurs prioritaires: changements climatiques, transports, santé publique et res- sources naturelles. Le partenariat mondial pour le développement durable, adopté en 2002 par la Commission, a apporté une dimension extérieure à la stratégie de Göteborg. En juin 2006, le Conseil européen de Bruxelles a adopté la nouvelle stratégie euro- péenne pour le développement durable en fixant les objectifs à réaliser, avec la contri- bution des institutions communautaires ainsi que celle des États membres de lUE. La nouvelle stratégie sest donnée pour objectif didentifier et de développer les actions qui permettent à lUE daméliorer constamment la qualité de la vie des136
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésgénérations actuelles et futures à travers la création de communautés durables quisoient capables de gérer et dutiliser les ressources de manière efficace et dexploi-ter le potentiel dinnovation écologique et sociale de léconomie, en garantissant laprospérité, la protection de lenvironnement et la cohésion sociale.Site Internet: http://ec.europa.eu/sustainable/welcome/index_fr.htmProgramme de réformes économiques de lUnion européenne lancé par le Conseil Stratégie de Lisbonneeuropéen extraordinaire de Lisbonne, en mars 2000. La stratégie a pour objectif derendre léconomie de lUE à lhorizon 2010 “une économie basée sur la connais-sance la plus compétitive et dynamique du monde, en mesure dentreprendre unecroissance économique durable avec de nouveaux et de meilleurs postes de travailet une plus grande cohésion sociale”.Ultérieurement développée au cours des différents Conseils européens, la stratégiede Lisbonne est fondée sur trois concepts:- favoriser le passage vers une économie compétitive, dynamique et fondée sur laconnaissance, en mesure de sadapter continuellement aux évolutions de la sociétéde linformation et dencourager la recherche et le développement (dimension éco-nomique);- moderniser le modèle social européen en investissant dans les ressources humaines etdans leur formation et en luttant contre lexclusion sociale (dimension sociale);- intégrer le développement économique et social aux aspects de la durabilité envi-ronnementale (dimension environnementale ajoutée à loccasion du Conseil euro-péen de Göteborg en juin 2001).En mars 2005, le Conseil européen de Bruxelles a relancé la Stratégie de Lisbonneen mettant au premier plan la croissance économique et lemploi, en la réorgani-sant en cycles triennals et en prévoyant une distinction nette entre les réformes queles États membres doivent entreprendre et les réformes pour lesquelles laCommunauté doit avoir un rôle de guide.En mars 2008, le Conseil européen de Bruxelles a lancé le nouveau cycle triennal(2008-2010) de la Stratégie renouvelée pour la croissance et lemploi. Le nouveaucycle “repose sur la réalisation” et le Conseil a affirmé que le fait de “dispenser uneéducation de haute qualité et investir davantage et avec plus defficacité dans lecapital humain et dans la créativité tout au long de la vie” représente “les condi-tions essentielles pour le succès de lEurope face à la mondialisation”.La Stratégie renouvelée renforce et se conjugue avec les objectifs de la politique delUE pour la période de programmation 2007-2013.Site Internet: http://ec.europa.eu/growthandjobs 137
    • CampaniamedT Traité de Lisbonne Traité signé le 13 décembre à Lisbonne par les chefs dÉtat et de gouvernement des 27 États membres avec lesquels il été établi de fournir à lUnion européenne des ins- titutions modernes et des méthodes de travail optimisée pour faire face au défis du XXIème siècle avec efficacité. Dans une réalité en évolution rapide, pour affronter des thèmes comme la mondialisation, les changements climatiques, lévolution démographique, la sécurité et lénergie, les européens se tournent vers lUE. En tenant compte des évolutions politiques, économiques et sociales et en voulant répondre aux aspirations des européens, les chefs dÉtat et de gouvernement se sont entendus sur de nouvelles règles qui disciplinent la portée et les modalités de la future action de lUnion. Le traité de Lisbonne permettra par ailleurs de mettre en conformité les institutions européennes et leurs méthodes de travail, de renforcer la légitimité démocratique de lUnion et de renforcer les valeurs fondamentales qui en sont à la base. Le traité de Lisbonne a lobjectif de renforcer la participation démocra- tique en Europe et la capacité de lUE à promouvoir quotidiennement les intérêts de ses propres citoyens. Le traité est le fruit des négociations conduites par les États membres au sein dune conférence intergouvernementale, à laquelle la Commission et le Parlement européen ont également participé. Avant de pouvoir entrer en vigueur, ce traité devra être ratifié par chacun des 27 Pays de lUE. Ces derniers devant définir, par rapport à leurs normes constitutionnelles respectives, comment procéder à la ratifica- tion. Les États membres se sont donnés pour objectif lentrée en vigueur du traité le 1er janvier 2009, soit quelques mois avant les élections du Parlement européen. Site Internet: http://europa.eu/lisbon_treaty/index_fr.htm Union européenne à 15 Elle indique les États membres de lUnion européenne (France, Allemagne, Italie,U Pays-Bas, Belgique, Luxembourg, Royaume-Uni, Danemark, Irlande, Grèce, Espagne, Portugal, Autriche, Suède et Finlande) avant ladhésion en mai 2004 de dix nouveaux pays. Union européenne à 25 Elle indique les 25 États membres de lUnion européenne suite à ladhésion, en mai 2004, de dix nouveaux Pays (Chypre, Malte, République Tchèque, Hongrie, Pologne, Slovaquie, Slovénie, Lituanie, Lettonie et Estonie). Union européenne à 27 Elle indique les 27 États membres de lUnion européenne suite à ladhésion, en jan- vier 2007, de deux nouveaux Pays: Bulgarie et Roumanie. Union pour la Initiative lancée le 13 juillet 2008 au cours du Sommet de Paris des Chefs dÉtat et Méditerranée (UpM) de gouvernement de 43 pays de lespace euro-méditerranéen. 138
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésLes États qui adhèrent à lUpM sont les 27 États membres de lUnion européenneainsi que lAlgérie, lAutorité nationale palestinienne, lÉgypte, Israël, la Jordanie, leLiban, le Maroc, la Syrie, la Tunisie, la Turquie, la Mauritanie, lAlbanie, la Croatie, laBosnie-Herzégovine, le Monténégro et la Principauté de Monaco. La Libye est unmembre observateur.En partant du constat que les différences de développement entre les deux rives dela Méditerranée augmentent, aggravant ainsi les risques dinstabilité de toute larégion, le projet de lUnion pour la Méditerranée reprend et relance les réalisationsdu Processus de Barcelone, inauguré en 1995, en ouvrant dambitieuses perspecti-ves à long terme et en développant de nouvelles formes de fonctionnement ainsique de nouveaux instruments daction.Les principes clés à la base de lUpM sont:- une mobilisation politique au plus haut niveau avec des sommets des chefs dÉtatet de gouvernement tous les deux ans;- une gouvernance sur une base dégalité exprimée par une Co-Présidence Nord-Sud et un Secrétariat permanent paritaire;- une priorité donnée aux projets concrets qui dans des dimensions régionales,créent une solidarité de fait, dans le cadre des thématiques suivantes: dépollutionde la Méditerranée; autoroutes maritimes et terrestres; protection civile; développe-ment des énergies durables (le solaire étant une priorité); enseignement supérieuret recherche, (incluant le projet dune Université euro-méditerranéenne ayant sonsiège en Slovénie); soutien pour le développement des entreprises.Lorganisation institutionnelle de lUnion pour la Méditerranée a été définie aucours du Sommet des 43 Ministres des Affaires Étrangères des pays membres delUpM sétant tenu à Marseille les 3 et 4 novembre 2008.Lautorité politique principale de lUpM est la Co-Présidence, qui pour cette pre-mière phase est exercée par lÉgypte et la France en association avec les Réunionsdes Hauts fonctionnaires ministériels, lautre organe de coordination politique. Enmarge de ces deux organes, un Comité permanent conjoint a été créé, il siège àBruxelles et a le devoir de préparer les réunions ministérielles et “groupes de travail”pour des situations exceptionnelles.La ville de Barcelone a été choisie en tant que siège du Secrétariat, qui représenterale centre décisionnel de lUpM. Cest un pays (encore indéterminé) de la rive sud dela Méditerranée qui dirigera le Secrétariat pour une période de trois ans, aux côtésdun Secrétariat général et de cinq secrétaires adjoints.Le Secrétariat aura le devoir de sélectionner les projets de lUpM, avec lobjectif depromouvoir la croissance et lemploi, la cohésion régionale et lintégration socio- 139
    • Campaniamed économique en référence aux thématiques identifiées pendant le Sommet de Paris de juillet 2008. En outre, le Secrétaire aura le devoir de trouver les fonds nécessai- res et la faculté de gestion et dorientation de ceux-ci. Le Sommet de Marseille sest prononcé pour lentrée de la Ligue arabe dans lUpM, en tant que membre à part entière et non plus en tant que simple observateur. Dun point de vue financier, le Sommet de Marseille a établi que les fonds pour le fonctionnement de lUpM proviendront du budget de lUE (la Commission euro- péenne a déjà accordé 27,7 millions deuros) et des pays membres, qui auront la charge des salaires du Secrétariat et pourront verser des contributions volontaires. En outre, le Secrétariat, après avoir obtenu lapprobation des ministres, pourra obte- nir des financements supplémentaires en ayant recours, par exemple, au secteur privé, aux institutions financières internationales, à la coopération bilatérale et à la contribution des partenaires méditerranéens. Le sommet de Marseille sest conclu par la rédaction de lAgenda programmatique des rencontres ministérielles euro-méditerranéennes qui se succèderont en 2009. LAgenda prévoit de sintéresser aux secteurs suivants: transport, enseignement supérieur, commerce, justice, sécurité, économie, finance, développement durable et renforcement du rôle de la femme dans la société. URBACT II Programme opérationnel de coopération interrégionale qui fait partie de lobjectif(programme opérationnel) “Coopération territoriale européenne” de la politique de cohésion de lUnion euro- péenne pour la période de programmation 2007-2013. Lobjectif général est celui daméliorer lefficacité des politiques européennes pour un développement urbain durable et intégré dans le but de mettre en œuvre les stratégies de Lisbonne et de Göteborg. Les objectifs spécifiques sont: faciliter léchange dexpériences et de connaissances entre les décideurs et les profession- nels de lurbanisme et entre les autorités locales et régionales dans le cadre dun développement urbain durable; développer les expériences et les bonnes pratiques identifiées et garantir un transfert de savoir-faire dans le secteur du développement urbain durable; offrir une assistance aux décideurs;aux professionnels dans les villes et aux managers des programmes opérationnels des objectifs “Convergence” et “Compétitivité régionale et emploi”. Le programme est structuré sur deux axes prioritaires: la ville, moteur de croissance et emplois; villes attractives et cohésive. La zone de coopération éligible comprend lensemble du territoire de lUE (27 États membres), la Norvège, la Suisse et les Pays qui bénéficient de lInstrument daide à la préadhésion (IAP). Les bénéficiaires sont les institutions publiques et les organismes de droit public: vil-140
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésles (municipalités et agglomérations) des 27 États membres de lUE; régions et Étatsmembres (seulement pour les questions urbaines); universités et centres de recher-che (uniquement pour les questions urbaines).Le programme est cofinancé par le Fonds européen de développement régional(FEDER). La Norvège, La Suisse et les pays IAP participent au programme avec leurpropre enveloppe financière. Les projets admissibles au financement doivent êtreprésentés, en réponse à des appels à projets spécifiques par des partenariats consti-tués par des bénéficiaires des territoires éligibles selon les modalités prévues par larèglementation communautaire en vigueur. LAutorité de gestion du programmeest le Ministère français du Logement et de la Ville.Site Internet: http://urbact.euCest lun des principaux objectifs du Processus de Barcelone (également connu Zone Zsous le nom de “partenariat euro-méditerranéen”). La zone de libre échange sera euro-méditerranéenneinstaurée dici 2010 et concernera la plupart des échanges, dans le respect des obli- de libre échangegations fixées par lOrganisation mondiale du commerce (OMC).LUnion européenne et les pays tiers de la Méditerranée (PTM) ont défini un pro-gramme de travail avec une série dactions concrètes destinées à démanteler lesdroits de douanes et à favoriser louverture commerciale. Ce genre daction est misen œuvre selon des calendriers différenciés par pays et secteur économique.Pour la réalisation de la zone euro-méditerranéenne de libre échange, lUE et lesPTM ont identifié quatre priorités: adoption de mesures appropriées en matière derègles dorigine (introduction progressive du cumul des règles dorigine), certifica-tion et protection des droits de la propriété intellectuelle, industrielle et de laconcurrence; poursuite et développement des politiques fondées sur les principesde léconomie de marché et de lintégration des économies nationales, en tenantcompte des besoins respectifs et des niveaux de développement; adaptation etmodernisation des structures économiques et sociales, avec en priorité la promotionet le développement du secteur privé, lamélioration du secteur productif et la créa-tion dun cadre institutionnel et réglementaire adapté à une économie de marché;la promotion des mécanismes qui favorisent les transferts de technologie. 141
    • CampaniamedIndex analytique Cour de Justice des Communautés européennes, 114 CTF IAP Adriatique (programme opérationnel), 114AAccords euro-méditerranéens, 101 DAcquis communautaire, 101 Décision, 115Adhésion dun nouvel État à lUnion européenne, 102 Déclaration de Barcelone, 115Aides au développement, 102 Développement durable, 115Aides dÉtat, 103 Directive, 116Autorité daudit, 104Autorité de certification, 104 EAutorité de gestion, 104 Espace Alpin 2007-2013 (programme opérationnel),Axe prioritaire, 104 116 ESPON 2013 (programme opérationnel), 117B Europe Centrale (programme opérationnel), 117Banque Européenne dInvestissement (BEI), 104 Europe Sud Est (programme opérationnel), 118Bénéficiaire, 104Bonne pratique, 105 F Facilité Euro-Méditerranéenne dInvestissements et deC Partenariat (FEMIP), 119Cadre de Référence Stratégique National (CRSN), 105 Fonds communautaires, 119Cofinancement, 106 Fonds de cohésion, 120Cohésion économique, sociale et territoriale, 106 Fonds Européen de Développement Régional (FEDER),Comité de surveillance, 107 121Comité des Régions (CdR) 107 Fonds Européen dInvestissement (FEI), 121Commission européenne, 107 Fonds Social Européen (FSE), 122Commission interméditerranéenne, 108 Fonds structurels, 122Compétitivité, 108Compétitivité régionale et emploi (objectif), 108 GConférence des Régions Périphériques Maritimes Gouvernance européenne, 122dEurope (CRPM), 109 Groupe Européen de Coopération Territoriale (GECT),Conférences euro-méditerranéennes, 109 122Conseil de lUnion européenne, 110Conseil européen, 110 IConvergence (objectif), 111 IEVP CTF Bassin de la Méditerranée (programmeCoopération interrégionale, 111 opérationnel), 123Coopération territoriale européenne (objectif), 112 Institutions de lUnion européenne, 124Coopération transfrontalière, 113 Instrument dAide de Préadhésion (IAP), 124Coopération transnationale, 113 Instrument Européen de Voisinage et de PartenariatCour des Comptes européenne, 113 (IEVP), 125142
    • Coopération territoriale européenne: mots-clésINTERACT II (programme opérationnel), 126 Stratégie de Lisbonne, 137Interreg IV C (programme opérationnel), 126 TM Traité de Lisbonne, 138MED 2007-2013 (programme opérationnel), 127Mesure, 128 U Union européenne à 15, 138N Union européenne à 25, 138Nomenclature des Unités Territoriales Statistiques Union européenne à 27, 138(NUTS), 128 Union pour la Méditerranée (UpM), 138 URBACT II (programme opérationnel), 140OObjectifs communautaires, 128 ZOpération, 128 Zone euro-méditerranéenne de libre échange, 141Organisme intermédiaire, 128Orientations stratégiques communautaires pour lacohésion, 128PParlement européen, 129Pays candidat, 129Pays tiers, 129Petites et Moyennes Entreprises (PME), 129Politique de cohésion de lUnion européenne, 130Politique Européenne de Voisinage (PEV), 130Processus de Barcelone, 131Programme opérationnel (PO), 132Programme opérationnel régional Campanie FEDER2007-2013, 134Programmation communautaire, 134RRecommandation, 134Règlement, 135Réseaux transeuropéens, 135SSoutien transitoire, 135Stratégie de Göteborg, 136 143
    • CampaniamedRéférences bibliographiques Recommandation de la Commission du instrument européen de voisinage et de 6 mai 2003 relative à la définition des partenariatCadre stratégique national pour la micro entreprises, et des petites etpolitique régionale de développement moyennes entreprises (2003/361/CE) Traité de Amsterdam, signé le 22007-2013 (Ministère du octobre 1997Développement Économique, Italie) Règlement (CE) n. 1080/2006 du Parlement européen et du Conseil du 5 Traité de Nice, signé le 26 février 2001Communication de la Commission du juillet 2006 relatif au Fonds européen25 juillet 2001 “Gouvernance de développement régional qui abroge Traité qui institue la Communautéeuropéenne - Un livre blanc” le règlement (CE) n. 1783/1999 européenne (TCE), signé à Rome le 25[COM(2001) 428 def.] mars 1957 Règlement (CE) n. 1081/2006 duConclusions de la Présidence - Conseil Parlement européen et du Conseil du 5 Traité qui modifie le traité sur lUnioneuropéen de Bruxelles, 15-16 juin 2006 juillet 2006 relatif au Fonds social européenne et le traité qui institue la européen Communauté européenne, signé àConclusions de la Présidence - Conseil Lisbonne le 13 décembre 2007européen de Göteborg, 15-16 juin Règlement (CE) n. 1082/2006 du2001 Parlement européen et du Conseil du 5 Traité sur lUnion européenne (TUE), juillet 2006 relatif à un Groupe européen signé à Maastricht le 7 février 1992Décision du Conseil du 6 octobre 2006 de coopération territoriale (GECT)sur les orientations stratégiquescommunautaires en matière de Règlement (CE) n. 1083/2006 du Sites Internetcohésion (2006/702/CE) Conseil du 11 juillet 2006 apportant http://www.alpine-space.eu des dispositions générales sur le Fonds http://www.central2013.euDéclaration finale de la Conférence européen de développement régional, http://www.crpm.orgministérielle euro-méditerranéenne de sur le Fonds social européen et sur le http://www.dps.tesoro.itBarcelone, 27-28 novembre 1995 Fonds de cohésion et qui abroge le http://ec.europa.eu règlement (CE) n.1260/1999 http://www.espon.euDéclaration finale de la Réunion des http://www.esteri.itministres des Affaires Étrangères de Règlement (CE) n. 1084/2006 du http://europa.eulUnion pour la Méditerranée de Conseil du 11 juillet 2006 qui institue http://www.fondieuropei2007-2013.itMarseille, 3-4 novembre 2008 un Fonds de cohésion qui abroge le http://www.interact-eu.net règlement (CE) n. 1164/94 http://www.interreg4c.euDéclaration commune du Sommet de http://www.interregadriatico.itParis pour la Méditerranée, 13 juillet Règlement (CE) n. 1085/2006 du http://www.lavoro.gov.it2008 Conseil du 17 juillet 2006 qui institue http://www.politichecomunitarie.it un instrument daide à la préadhésion http://www.programmemed.euManuel du programme Interreg IVC (IAP) http://redazione.regione.campania.it(basée sur la traduction italienne du http://www.regione.sardegna.it/speciali/National Contact Point Italia) Règlement (CE) n. 1638/2006 du enpicbc Parlement européen et du Conseil du http://www.southeast-europe.netProgramme Opérationnel Régional 24 octobre 2006 apportant des http://www.treccani.itCampanie FEDER 2007-2013 dispositions générales qui instituent un http://urbact.eu144