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Rapporto sull'economia 2010 - Volume Completo
 

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    Rapporto sull'economia 2010 - Volume Completo Rapporto sull'economia 2010 - Volume Completo Document Transcript

    • RAPPORTO SULL’ECONOMIA della provincia di Forlì-Cesena 2010 a cura di: Ufficio Statistica e Studi CAMERA DI COMMERCIO DI FORLÌ-CESENA Area Studi e Ricerche UNIONCAMERE EMILIA-ROMAGNA
    • Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena 2010 Verso la fine di un modello? 7 L’economia provinciale nel 2010 Demografia 33 Lavoro 39 Imprenditorialità 55 Agricoltura e pesca 65 Industria manifatturiera 79 Edilizia 95 Commercio interno 101 Commercio estero 109 Turismo 125 Trasporti 137 Credito 143 Artigianato 163 Cooperazione e terzo settore 171 Appendice Lo scenario economico internazionale 183 Lo scenario economico nazionale 193 L’economia regionale 207 Le previsioni per l’economia regionale 223
    • Il 2010 è stato un anno di grande incertezza nelcorso del quale anche i Sistemi territoriali hannoaffrontato direttamente la complessità dellacrisi in un contesto di difficile interpretazione.Sul finire dell’anno la crescita globale sembraaver accelerato il passo e i primi segnaliconfermano per il 2011 un ritmo più vivace eun buon incremento del Prodotto interno lordomondiale.La ripresa si presenta però con velocità diversenelle varie aree geoeconomiche: alta nei paesiemergenti, buona negli Stati Uniti, ottima inGermania, ma frenata nel nostro Paese per ilquale si prevede lontano il ritorno ai livelli precrisi.In questa fase alcuni quesiti restano aperti:- come stabilizzare la ripresa estendendo i suoi effetti progressivamente a tutti i settori, alle piccole imprese e ai livelli occupazionali?- come coinvolgere nei processi di internazionalizzazione e di innovazione una platea più vasta di imprese per consolidare le filiere produttive?- come coniugare competitività, sostenibilità, dignità del lavoro e appartenenza al territorio?- come favorire una virtuosa interconnessione fra quadro macroeconomico, politiche industriali e politiche per lo sviluppo?Aspetti di criticità congiunturali si intrecciano quindi alle dinamiche del “ciclo di vita” del nostromodello di sviluppo che sembra essere entrato in una fase di maturità resa più visibile daicambiamenti del contesto internazionale e dei fattori della competitività, cambiamenti che si sonomanifestati con intensità e velocità tali da non consentire alle imprese di operare gli aggiustamentinecessari seguendo schemi consolidati e già noti.In questo quadro si inseriscono le dinamiche del sistema economico provinciale per il quale i dati2010 confermano il perdurare di una situazione difficile, che però lascia intravedere segnali positivie uno scenario per alcuni aspetti alleggerito.Il Sistema territoriale ha necessità, per recuperare competitività, di riuscire a cogliere ogni elementopositivo supportandolo con azioni finalizzate a consolidare la crescita e a progettare, con unavisione di lungo periodo, il proprio futuro.Le analisi realizzate nella cornice del Rapporto annuale, valorizzate dalle riflessioni sul nostromodello di sviluppo, sono in questo senso un contributo all’interpretazione della situazione, chesi inserisce in un percorso di riflessione avviato dalla Camera di Commercio mediante il raffrontocon le problematiche delle realtà territoriali e rappresentano l’occasione ideale per il dialogo con leistituzioni locali e gli attori sociali ed economici.Questo percorso di analisi e condivisione proseguirà nel corso dell’anno con l’approfondimento ditemi specifici e la progettazione delle scelte strategiche necessarie a consolidare i segnali di ripresae a delineare gli scenari per uno sviluppo sostenibile e di coesione del nostro tessuto sociale edeconomico. Alberto Zambianchi Presidente Camera di Commercio di Forlì-Cesena
    • V ERS O L A FIN E D I UN M O DE LLO ? “…se potessi mangiare un’idea avrei Camera di Commercio Possiamo raccontarla in altro modo. Se nel di Forlì-Cesena fatto la mia rivoluzione” 2011 l’Italia viaggerà ad una velocità di 30 km. orari il resto dell’area euro andrà ai 48 km. orari, la Germania ai 66 km. orari, Tu sei un ingenuo. il mondo ai 132, Cina ed India oltre i 250 Tu credi che se un uomo ha un’idea nuova, geniale, chilometri orari. Se fosse una gara di velocità abbia anche il dovere di divulgarla. Tu sei un ingenuo. Prima di tutto perché credi ancora ci troveremmo ad affrontarla in bicicletta alle idee geniali. contro motocicli, automobili e macchine Ma, quello che è peggio, è che credi all’effetto benefico da formula uno. Una competizione impari, della divulgazione. senza possibilità di successo. No, basta guardarsi intorno per capire che non esiste una sola idea importante di cui la stupidità non abbia saputo servirsi. Per nostra fortuna la velocità con la quale si Tu mi dirai che la diffusione di un pensiero che possa corre non è tutto, contano maggiormente le evolvere il livello della gente è un dovere civile. condizioni con le quali si arriva al traguardo. Non riesci proprio a distaccarti da un residuo populista Fuor di metafora, il prodotto interno e anche un po’ patetico. lordo - pur rimanendo un termometro Purtroppo, oggi, appena un’idea esce da una stanza è subito merce, merce di scambio, roba da supermercato. fondamentale per misurare lo stato di salute La gente se la trova lì, senza fatica, e se la spalma sul di un’economia - non riesce a cogliere pane, come la Nutella. tutti gli aspetti del percorso di sviluppo No, qualsiasi pensiero nuovo ha bisogno di cure, di di un Paese, non è in grado di dirci se la protezione, di amore. crescita si realizza secondo modalità “sane” E a volte anche di silenzio. Perché se non è preservato dal frastuono della cattiva e sostenibili, senza lasciare vittime e feriti divulgazione soffre, lungo il cammino. si affievolisce e a poco a poco muore. Nel suo lento procedere, il Paese marcia Giorgio Gaber, “l’ingenuo, prima parte” compatto. Se l’Italia viaggia ai 30 km orari l’Emilia-Romagna - che continua ad essere una delle regioni più virtuose, seppure in misura meno marcata rispetto al passato - precede il Paese alla velocità di 38 km Premessa. Dove eravamo rimasti? orari, Forlì-Cesena si muove ai 42 km orari. Dunque nel nostro territorio si procede un Non si può che partire da qui, dallo po’ più veloci, ma ancora troppo lenti per scenario internazionale. Le statistiche tenere il passo dei principali competitor diffuse dal Fondo Monetario Internazionale internazionali. fotografano impietosamente la stagnazione che caratterizza l’economia italiana. Se si I numeri sempre più negativi dei conti considerano tutti i Paesi del mondo negli pubblici raccontano di una zavorra diventata VERSO LA FINE DI UN MODELLO? ultimi dieci anni solo uno di essi, Haiti - ormai insostenibile, ma il nostro avanzare al colpito da un devastante terremoto - ha rallentatore in termini di Prodotto interno registrato un tasso di crescita del prodotto lordo è la sommatoria di ritardi in larga parte interno lordo inferiore a quello italiano. Se dei fattori che compongono la crescita. si getta lo sguardo al futuro le stime per Ciò è vero anche per il commercio con il prossimo quinquennio delineano uno l’estero, da tutti indicata come la leva scenario nel quale la crescita dell’economia competitiva che ci ha consentito in tutti italiana sarà superiore solo a quella di questi anni di non affondare. Nel periodo Portogallo, Grecia e Venezuela. 2000-2009 le esportazioni dell’Italia sono cresciute meno della metà di quelle degli Ci si potrebbe fermare qui, sono sufficienti altri Paesi dell’area Euro, un terzo di quelle questi numeri per raccontare di un Paese che mondiali. Emilia-Romagna e Forlì-Cesena da almeno quindici anni ha smesso di crescere si presentano ancora con un differenziale e che davanti a sé non vede prospettive che leggermente positivo rispetto al resto del vadano oltre alla semplice sopravvivenza Paese, ma sempre distanti dai principali dettata dalla navigazione a vista. competitors internazionali.Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 7
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 1. Crescita dei Paesi del mondo a confronto. Variazione del PIL negli anni 2000-2010 e previsione 2011-2015 Fonte: nostra elaborazione su dati del Fondo Monetario Internazionale Tavola 2. Variazione del PIL negli anni 2009-2012 e velocità di marcia. 2009 2010 2011 2012 …se l’Italia viaggia ai 30 km. orari… Mondo -0,6 5 4,4 4,5 132 Stati Uniti -2,6 2,8 3 2,7 90 Area Euro -4,1 1,8 1,5 1,7 45 Germania -4,7 3,6 2,2 2 66VERSO LA FINE DI UN MODELLO? Francia -2,5 1,6 1,6 1,8 48 Italia -5 1 1 1,3 30 Spagna -3,7 -0,2 0,6 1,5 18 Giappone -6,3 4,3 1,6 1,8 48 Russia -7,9 3,7 4,5 4,4 135 Cina 9,2 10,3 9,6 9,5 288 India 5,7 9,7 8,4 8 252 Fonte: nostra elaborazione su dati del Fondo Monetario Internazionale 8 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 3. Variazione del PIL dal 2000 al 2010. Forlì-Cesena a confronto con l’Emilia-Romagna, l’Italia, l’area Euro e il mondo 6% 5% 4% 3% 2% 1% 0% -1% -2% -3% -4% -5% -6% -7% 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Forlì-Cesena Emilia-Romagna Italia Area Euro Mondo Fonte: nostra elaborazione su dati del Fondo Monetario Internazionale e Unioncamere E-R - Prometeia Tavola 4. Variazione delle esportazioni dal 2000 al 2009. Forlì-Cesena a confronto con l’Emilia-Romagna, l’Italia, l’area Euro e il mondo 20% 10% 0% -10% -20% -30% 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Forlì-Cesena Emilia-Romagna Italia Area Euro Mondo Fonte: nostra elaborazione su dati del Fondo Monetario Internazionale e Unioncamere E-R - Prometeia Tavola 5. Variazione del PIL e delle esportazioni dal 2000 al 2009. Quadro di sintesi. PIL Export Var. PIL 2000-2010 Var. Export 2000-2010 Forlì-Cesena 0,8% 4,1% 3,8% 9,0% Emilia-Rom. 0,7% 4,0% 7,7% Italia 0,6% 3,1% 1,4% 4,1% 4,0% 0,8% 0,7% 3,1% 0,6% Area Euro 1,4% 7,7% Mondo 3,8% 9,0% FC ER IT EU MO FC ER IT EU MO VERSO LA FINE DI UN MODELLO? Fonte: nostra elaborazione su dati del Fondo Monetario Internazionale e Unioncamere E-R - Prometeia Possiamo tentare di dare una spiegazione sperimentare il nuovo. Negli anni il cellulare del perché la nostra economia sembra progressivamente si afferma e conquista viaggiare ad un’andatura da cicloturista. Può quote di mercato, nella fase di crescita per essere d’aiuto fare riferimento al ciclo di vita aumentare le vendite è sufficiente apportare di un prodotto, nello specifico al cellulare. delle piccole modifiche al cellulare, delle Il cellulare nasce nel 1973 da un’idea di un innovazioni di tipo incrementale e non ingegnere americano della Motorola che radicale: il design, lo sportellino, la vibrazione, crea un prodotto radicalmente innovativo la fotocamera… capace di segnare una forte discontinuità Tuttavia, inevitabilmente, si arriva ad una con il passato. Solo nel 1985 il telefono fase in cui non si riesce più a conquistare portatile inizia ad essere commercializzato nuovi clienti, anzi si fatica a mantenere quelli ed anche i primi clienti possono essere esistenti. Allora occorre inventarsi qualcosa visti come degli innovatori desiderosi di di nuovo, creare una nuova discontinuità conRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 9
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 6. La curva ad S.Telefonia cellulare Fonte: nostra elaborazione su dati HSDent, Forrester, Census Bureau il passato. Da qui lo Smartphone e l’I-Phone, alla seconda guerra mondiale. Nel periodo che rappresentano prodotti radicalmente successivo inizia ad affermarsi il modello innovativi rispetto al telefono cellulare. distrettuale caratterizzato dalla vicinanza di In tutto questo ciclo di vita del cellulare le processo e di prodotto e dalla presenza di vendite delineano un grafico che assume imprese di medie e grandi dimensioni che la forma di curva ad S, caratterizzato da fanno da traino ad un insieme più vasto di una crescita lenta nella fase di innovazione piccole aziende che con esse operano in un radicale, di incremento sempre più accelerato rapporto di committenza-subfornitura.VERSO LA FINE DI UN MODELLO? nella fase di affermazione del prodotto, di Sono anni in cui la curva a forma di S rallentamento se non di flessione in quella di cresce rapidamente, il mercato è in grado maturità. L’i-phone e lo smartphone daranno di accogliere tutto ciò che viene prodotto, vita ad una nuova curva, anch’essa destinata le imprese più grandi commercializzano ad avere un andamento ad S. all’estero generando ricchezza e benessere diffuso sul sistema locale. Se guardiamo a molte delle nostre variabili Nei decenni successivi il modello distrettua- economiche, sia quelle riferite alle singole le non richiede grandi innovazioni, solo pic- imprese che quelle legate al territorio nel suo coli aggiustamenti per garantirsi la compe- complesso, ci accorgiamo che riproducono titività e continuare ad alimentare il circolo esattamente la curva a forma di S ed oggi virtuoso tra crescita economica e benesse- sembrano trovarsi nella parte terminale del re. Piccoli cambiamenti quali l’espansione al grafico, quella della fase di maturità. di fuori dei confini locali, oppure la nascita Ne è un esempio la ricchezza creata per di nuove filiere allargate a settori non mani- abitante. La crescita è lenta nella fase di fatturieri. La vicinanza di processo e di pro- fermento e di discontinuità con il passato, dotto non è più l’elemento caratterizzante, riconducibile agli anni che fanno seguito il modello pone al centro altri fattori aggre-10 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 7. La curva ad S. Prodotto interno lordo per abitante. Fonte: nostra elaborazione su fonti varie ganti, prima le strategie orientate al con- i risultati passati è in larga parte noto. sumatore, successivamente l’innovazione e Innanzitutto i cambiamenti del contesto l’internazionalizzazione. In questo processo internazionale e dei fattori che deteminano di lenta ma costante trasformazione il fulcro la competitività: l’intensità e la velocità con del modello rimane la presenza di imprese il quale sono avvenuti sono stati tali da non più strutturate che fanno da driver per quel- consentire alle nostre imprese di trovare i le di piccole dimensioni. necessari aggiustamenti seguendo schemi Dalla seconda metà degli anni novanta la consolidati e dinamiche già note. curva sembra aver raggiunto la sua fase Tuttavia, le ragioni non vanno ricercate di maturità, le variabili che descrivono e solamente nel modello e nel sistema misurano il nostro modello hanno iniziato relazionale che lega le imprese tra loro. prima a rallentare e poi a declinare. Ciò che Nelle nostre analisi abbiamo sempre sta venendo meno è il fulcro del modello, focalizzato l’attenzione sul modo di mettere VERSO LA FINE DI UN MODELLO? il circolo virtuoso tra imprese e tra queste efficacemente in relazione, in rete, le imprese, ed il territorio non produce più benessere trattando quest’ultime quasi fossero una e ricchezza diffusa. Quanto meno non con variabile esogena ed immodificabile. Oggi la stessa misura e capillarità raggiunta in sono larga parte delle aziende stesse - i nodi passato. della rete - ad apparire non adeguatamente Se l’analogia con il ciclo di vita di un prodotto attrezzate alle nuove sfide, non solo il è corretta, allora per riprendere un percorso sistema - la rete - che le unisce. di crescita non è più sufficiente apportare dei piccoli aggiustamenti al nostro modello, Un’altra analogia può essere di aiuto nel andare alla ricerca di nuovi fattori aggreganti. chiarire e sviluppare il ragionamento. Se Occorre inventarsi un I-phone, un nuovo pensiamo al nostro sistema economico modello che segni una reale discontinuità territoriale come ad una squadra di calcio con il passato. possiamo affermare che sino alla metà degli anni novanta abbiamo ottenuto risultati Il perché il modello sia entrato in una fase eccellenti senza avere dei fuoriclasse - di maturità e non permetta più di replicare tranne poche eccezioni - in formazione.Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 11
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Eravamo una squadra con giocatori buoni Secondo Magatti negli ultimi due decenni o discreti ed un modulo di gioco vincente la crescita economica ha avuto come unico che ci ha consentito di raggiungere traguardi obiettivo un aumento indiscriminato delle difficilmente immaginabili partendo dalla opportunità individuali, nell’ipotesi che semplice somma dei singoli componenti. tale aumento costituisse un bene in sé, da Un modulo vincente che ci ha consentito perseguire comunque. Il profitto da mezzo e di trasformare ostacoli in opportunità, misura dell’efficienza economica si è imposto come la piccola dimensione che da limite come fine in sé stesso, l’economia ha perso è diventato elemento qualificante del di vista qualunque dimensione sociale e di modello distrettuale. Al modulo vincente va “senso”, cioè qualunque valutazione - di aggiunto un contesto ambientale favorevole ordine sociale, politico o morale - che non che ha contribuito in maniera decisiva al fosse tecnica. conseguimento degli obiettivi. Oggi che i Perdita di senso intesa come direzione risultati sembrano non arrivare ci dobbiamo smarrita, ma anche come perdita di interrogare se sia sufficiente cambiare significato dell’agire, dell’essere. La storia modulo di gioco oppure se anche giocatori insegna che non si esce da una crisi e formazione siano da rivedere. entropica con aggiustamenti di natura tecnica o con provvedimenti solo legislativi Le riflessioni sui cambiamenti del modello e regolamentari – pure necessari – ma è non possono essere circoscritte al solo fondamentale affrontare di petto e risolvere ambito economico. Come ricordato nelle la questione del senso. parti monografiche dei precedenti rapporti sull’economia della Camera di commercio Proviamo a ripartire da qui, da queste la crisi denunciata dalle imprese sembra suggestioni, dando come siamo soliti fare essere solo la punta dell’iceberg di una crisi voce ed ascolto ai numeri. E tentiamo ben più profonda che investe l’intera società. di farlo concentrandoci solamente sugli Crediamo sia opportuno riprendere un aspetti legati alle imprese, ben sapendo che passaggio di quanto scritto l’anno scorso su vi è molto altro, che l’economia è solo un questo argomento. tassello di un puzzle molto più complesso. Secondo l’economista Zamagni le crisi Se quanto affermato in premessa è corretto, possono essere classificate in due differenti è opportuno riportare al centro delle analisi tipologie, dialettica ed entropica. La crisi innanzitutto i nodi della rete, le imprese, dialettica nasce da uno scontro che prende senza dimenticare che appartengono ad un corpo in determinate società e che contiene, sistema complesso dove le loro dinamiche al proprio interno le forze per uscirne. devono essere lette contestualmente al La rivoluzione francese è un esempio di sistema di relazioni nel quale operano. crisi dialettica. Entropica, invece, è la crisi Si è detto della necessità di creare la che tende a far collassare il sistema per discontinuità e di recuperare un senso.VERSO LA FINE DI UN MODELLO? implosione, senza modificarlo. Questo tipo È possibile distinguere all’interno delle di crisi si sviluppa quando la società perde imprese quelle che seguono la strada il senso – cioè, letteralmente, la direzione dell’innovazione radicale - le portatrici – del proprio incedere. Anche di tale tipo di distruzione creatrice, come direbbe di crisi la storia ci offre esempi notevoli: la Schumpeter - oppure individuare le aziende caduta dell’impero romano; la transizione che si sono avviate in un percorso di crescita dal feudalesimo alla modernità; il crollo del dove il senso è visibile e ben definito, muro di Berlino e dell’impero sovietico. sia nell’accezione di direzione di marcia La crisi attuale ha natura entropica e la (visione) sia nel suo significato dell’agire perdita di senso è ben visibile in molte sue (responsabilità sociale)? contraddizioni, dalla separazione della sfera In altri termini vi sono statistiche che ci economica da quella sociale, dal lavoro consentono di individuare comportamenti separato dalla creazione della ricchezza, dal di discontinuità, di reale novità rispetto al mercato separato dalla democrazia. passato e che possono preludere alla nascita Considerazioni analoghe si ritrovano di un nuovo modello? negli scritti del sociologo Mauro Magatti.12 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Alla ricerca di numeri esplicativi Quando si analizzano i numeri il più delle volte si va alla ricerca di evidenze empiriche a tesi già precostituite, oppure si cercano nei Lui. Lui, il mercato è dovunque. È avido e insaziabile, non dati risposte ad interrogativi chiaramente si accontenta mai. definiti e formulati. Molto meno semplice Lui per crescere ha bisogno di noi, ma stranamente non ha bisogno di gente che sceglie. è avvicinare i numeri senza avere domande È Lui che sceglie per noi e determina la nostra vita con precise da rivolgergli né tantomeno una la sua quotidiana, invisibile presenza. Ma se un giorno, di vaga idea di cosa e dove cercare. Allora si colpo, Lui sparisse? procede per tentativi, nella speranza che Se di colpo ci trovassimo esclusi da questo meccanismo da qualche elaborazione spunti fuori una perfetto così al di fuori di qualsiasi morale? In fondo è Lui che ci procura benessere e ricchezza. Che percentuale in grado di accendere una luce. condiziona la nostra vita. È questa la situazione in cui ci troviamo, La vita di ogni paese. Non c’è niente da fare. nessuna tesi di partenza, nessuna idea guida, Oggi come oggi chi rifiuta la sua logica rischia di non solo domande confuse attorno alla presunta mangiare; chi l’accetta con allegria subisce grave danno fine di un modello di sviluppo. alle sue facoltà mentali, cioè l’annientamento totale delle coscienze. Le pagine che seguiranno sono il racconto di Insomma, un uomo oggi non ha neanche la possibilità di questa ricerca della Percentuale Illuminante, schierarsi a favore o contro di Lui. un percorso di analisi che abbiamo scelto di Incredibile. Ma, forse, se lo si sa, se ne si è consapevoli raccontare tappa per tappa – elaborazione sì può praticare questa realtà senza pretendere di per elaborazione - perché numeri che per noi risolvere le cose con un sì o con un no. Ecco la grande sfida: allenarsi a vivere senza certezze sono rimasti spenti possono apparire ad altri con la certezza che qualcosa possa nascere da questa luminosi ed illuminanti. Anche il commento nostra contraddizione. segue questa logica, un ragionamento che si Allora forse, magari a fatica, troveremo altre risorse, sviluppa con il procedere delle elaborazioni, allora forse si ritorna a pensare e a sognare... ...perché interrogativi sollevati dai numeri a cui si l’individuo non muore, resiste fra tanto frastuono e si muove nel dubbio che in fondo è da sempre il destino tenta di dare risposta nelle elaborazioni dell’uomo. successive. E pian piano ritorni ad esser vivo più presente più reattivo la tua mente rivede affiorare in un mondo Elaborazione 1. Come prima elaborazione sommerso un percorso diverso. consideriamo alcuni dati desunti dai bilanci L’individuo non muore cerca nuovi ideali e ritrova l’antica emozione di avere le ali di avere le ali… delle società di capitale. Sotto la lente di osservazione poniamo un sottoinsieme di Giorgio Gaber, “Il mercato” imprese che potremmo definire durature e, per molti aspetti, eccellenti. Sono le oltre mille società di capitale della provincia di Tavola 8.Tasso di crescita del fatturato e rendimento del capitale investito. Valore medio anni-2002-2009 VERSO LA FINE DI UN MODELLO? Variazione media annua del fatturato Rendimento del capitale investito (ROE) 5,2% 6,2% 6,1% 6,1% 4,5% 5,9% 4,0% 3,0% 2,6% 1,5% 3,4% 3,4% 2,6% -0,2% 1,0% -3,1% < 2 mln. 2-5 mln. >5 mln. Totale < 2 mln. 2-5 mln. >5 mln. Totale E.-R. FC Inv. Rischio = 0 Emilia-Romagna Forlì-Cesena Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-AidaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 13
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Forlì-Cesena che erano già attive nel 2002 e un fatturato compreso tra i 2 e i 5 milioni). lo sono ancora nel 2009. Sono prime indicazioni che meritano di Una prima indicazione si evince essere approfondite attraverso una maggior suddividendole per classe dimensionale. disaggregazione dei dati. Le società più grandi nell’arco temporale 2002-2009 hanno ottenuto risultati migliori Elaborazione 2. Proviamo ad esaminare delle piccole: i ricavi delle aziende con le due variabili (variazione del fatturato oltre 5 milioni di fatturato sono cresciuti e rendimento del capitale) in funzione del mediamente del 5,2% all’anno, un saggio di settore di appartenenza. Innanzitutto il variazione che è risultato di segno negativo commercio al dettaglio: nel periodo 2002- per le imprese con meno di 2 milioni di 2009 si assiste al crollo del fatturato - oltre fatturato. l’8% in meno ogni anno – e il rendimento del capitale risulta ampiamente negativo. C’è di più. Nel periodo considerato il Complessivamente i settori manifatturieri rendimento del capitale investito misurato presentano dati migliori rispetto agli attraverso il ROE1 è risultato pari al 3,4% altri comparti. Davanti a tutti si trovano medio annuo. Se invece di mettere il capitale le imprese della meccanica, con ricavi in nell’impresa si fosse investito in titoli di stato, forte crescita ed elevato rendimento del quindi effettuando investimenti con assenza capitale investito. Bene anche le calzature; il di rischio, il rendimento sarebbe stato del commercio all’ingrosso è l’unico comparto 3,9% annuo, dunque superiore. non industriale a registrare fatturato in In altri termini investire in imprese piccole crescita ed una redditività superiore a quella ed in quelle grandi ha reso meno rispetto dell’investimento a rischio zero. ad investimenti a rischio zero, mentre il capitale è stato remunerato maggiormente Crescono in volume di affari ma appaiono solo per le imprese di medie dimensioni poco redditizi i settori dell’alimentare, del (in questa elaborazione identificabili con tessile-abbigliamento e dell’agricoltura. 1 Il Roe è stato calcolato come rapporto tra utile e il patrimonio al netto dell’utile Tavola 9.Tasso di crescita del fatturato e rendimento del capitale investito. Valore medio anni-2002-2009 - Forlì-CesenaVERSO LA FINE DI UN MODELLO? Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-Aida14 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Una maggior disaggregazione dimensionale remunerare il capitale investito. conferma il buon andamento delle imprese Crescita e redditività diffusa per le con fatturato compreso tra i 2 e i 5 milioni, imprese dei mobili e della metalmeccanica, le imprese comprese tra i 10 e i 50 milioni nell’alimentare cresce il fatturato di tutte le di ricavi crescono considerevolmente e classi dimensionali ma la redditività delle più sono sufficientemente redditizie, quelle con grandi è scarsa. fatturato superiore ai 50 milioni risultano Da queste prime elaborazioni emerge uno scarsamente appetibili per i portatori di scenario negativo per la piccola dimensione capitale. (pur con alcune eccezioni in importanti Per capirci qualcosa di più conviene comparti dell’economia provinciale), cresce disaggregare ulteriormente. la grande dimensione anche se con margini di redditività spesso insufficienti, mentre Elaborazione 3. Come ulteriore i risultati migliori sembrano attenere alla disaggregazione incrociamo i dati delle media dimensione. classi dimensionali con quelli dei settori. La fotografia vista precedentemente diventa Complessivamente il racconto dei primi più nitida e, in alcuni casi, restituisce numeri è confortante, le imprese esaminate un’immagine differente. – che, ricordiamolo sono quelle durature, Il dato fortemente negativo del commercio al quindi al netto di quelle che hanno cessato dettaglio resta tale per la grande dimensione, l’attività e delle start up – hanno proseguito mentre gli esercizi commerciali con ricavi nella loro attività anche in anni difficili, compresi tra i 2 e i 5 milioni nel periodo anche se la remunerazione del capitale non considerato sono cresciuti in fatturato con sempre è stata adeguata. I numeri sollevano valori di redditività apprezzabili. anche alcuni interrogativi, per esempio sulla Al contrario il buon risultato delle calzature tenuta anche nei prossimi anni delle piccole deriva dalle imprese più grandi, anche se le imprese del sistema moda o delle piccole medie mantengono una buona capacità di società che operano nei servizi alle imprese. Tavola 10.Tasso di crescita del fatturato e rendimento del capitale investito. Valore medio anni-2002-2009 - Forlì-Cesena Var. media annua del fatturato Var. media annua del ROE < 2 mln. 2-5 mln. >5 mln. Totale < 2 mln. 2-5 mln. >5 mln. Totale Agricoltura 7,8% 0,6% 7,5% 6,5% -1,8% -3,8% 2,7% 1,0% Alimentare 2,9% 1,8% 6,7% 6,5% 21,3% 7,3% -3,2% -1,9% Tessile-abbigliamento -0,9% 4,8% 2,6% 2,2% -3,0% 4,8% -2,1% -1,7% Calzature -4,4% -5,0% 4,5% 3,3% -5,5% 16,0% 14,6% 14,6% VERSO LA FINE DI UN MODELLO? Legno, mobili 2,8% 1,8% 4,0% 3,4% 5,1% 9,6% 6,7% 6,9% Carta, chimica, plastica 0,0% 3,9% 2,9% 2,9% -11,8% 6,8% 9,2% 7,9% Metalmeccanica 2,2% 2,9% 4,7% 4,2% 9,3% 10,5% 9,1% 9,3% Altro industria -3,1% 3,0% 5,8% 3,9% -0,6% 8,2% 1,4% 1,6% Costruzioni -0,7% 1,7% 9,0% 6,8% 10,6% 9,7% 4,1% 5,6% Commercio ingrosso 1,8% -0,7% 8,2% 7,3% 3,0% 6,2% 6,3% 5,9% Commercio dettaglio 0,4% 2,7% -10,2% -8,4% -4,7% 13,2% -4,7% -4,2% Trasporti, magazz., alloggio 2,4% 5,7% 3,0% 3,5% 6,5% -0,4% 5,6% 3,7% Servizi imprese -5,3% 16,7% 3,0% 1,7% -0,2% 4,3% 1,5% 1,3% Servizi persone 3,6% 5,2% 3,3% 3,5% -5,7% 2,2% 6,8% 1,7% TOTALE -0,2% 2,6% 5,2% 4,5% 1,0% 6,1% 3,4% 3,4% Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-Aida. Per il fatturato in rosso i valori negativi. Per il Roe in rosso i valori inferiori al rendistato medio annuo del periodo.Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 15
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Per cogliere meglio alcuni aspetti emersi Se nel lungo periodo, 2002-2009, sembra es- nelle elaborazioni precedenti può essere serci una correlazione positiva tra variazione opportuno, da un lato, estendere la batteria del fatturato e redditività d’impresa – come degli indicatori includendo altri rapporti è logico attendersi nel normale funziona- caratteristici, dall’altro, restringere il campo mento di un’azienda – nell’ultimo triennio le di osservazione al periodo 2007-2009, un due variabili viaggiano separatamente senza triennio nel quale convivono un anno di nessun legame apparente. crescita apprezzabile (2007), un anno iniziato Le ragioni possono essere molteplici, da un positivamente e chiuso con difficoltà (2008) processo di riposizionamento dell’impresa ed un terzo (2009) di forte crisi. che porta a sacrificare i risultati economici nel breve periodo a favore di una maggior Elaborazione 4. Manteniamo il criterio solidità patrimoniale e finanziaria, a scel- della compresenza, nel periodo 2007-2009 te che puntano a privilegiare la crescita o le imprese per le quali si dispone dei bilanci la redditività attraverso azioni con ricadute sono 2.086. Ripetiamo l’analisi precedente immediate. Una dinamica che sembra acco- mettendo a confronto fatturato e redditività. munare le imprese manifatturiere riguarda la Solo il settore delle costruzioni nel triennio progressiva riduzione dell’incidenza del co- 2007-2009 ha registrato un aumento del sto del lavoro sui costi complessivi di pro- fatturato mantenendo una redditività duzione. Il calo è più sensibile per le imprese superiore a quella di investimenti in assenza manifatturiere di dimensione media e grande, di rischio. Le imprese di media dimensione dove l’incidenza non supera l’11-12%, men- remunerano sufficientemente il capitale ma tre per le piccole il costo del lavoro si attesta non crescono in termini di ricavi, le grandi attorno al 22-23% dei costi complessivi. aumentano il volume di affari senza garantire un’adeguata redditività. Elaborazione 5. L’aver circoscritto l’arco Tre i settori con riduzione del fatturato e temporale agli ultimi tre anni ci consente redditività del capitale insufficiente: tessile- di attribuire a ciascuna impresa il numero abbigliamento, meccanica e commercio al dei dipendenti2. Nonostante le difficoltà dettaglio. Dati negativi anche per le piccole del 2009 alcuni comparti aumentano sia il imprese. fatturato che l’occupazione. 2 I dati dell’occupazione sono di fonte SMAIL, il nuovo osservatorio della Camera di commercio sull’occupazione Tavola 11.Tasso di crescita del fatturato e rendimento del capitale investito. Valore medio anni-2007-2009 - Forlì-CesenaVERSO LA FINE DI UN MODELLO? Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-Aida16 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 12. Variazione dei dipendenti e del fatturato. Variazione anni-2007-2009. Imprese compresenti - Forlì-Cesena Addetti Fatturato Piccole Medie Grandi Totale Piccole Medie Grandi Totale Agricoltura 8,0% 8,8% 12,6% 11,9% 3,2% -11,7% -2,6% -3,1% Alimentare -3,5% 2,1% 10,3% 9,9% 6,9% 5,9% 2,5% 2,6% Tessile-abbigliamento -6,6% 4,5% -1,8% -2,7% -6,9% -1,3% -0,4% -1,3% Calzature -7,6% -6,9% -3,4% -4,1% -9,1% -9,1% -0,6% -1,4% Legno, mobili -0,3% -8,4% 1,0% -0,3% 5,4% -9,7% -6,2% -5,8% Carta, chimica, plastica -8,9% -0,6% -2,6% -3,0% -9,6% -2,9% -3,7% -4,0% Metalmeccanica -7,3% -2,6% -3,8% -4,1% -5,8% -4,3% -7,3% -6,8% Altro industria -6,7% 0,2% 3,0% 0,2% 2,1% -1,7% 15,3% 10,8% Costruzioni -9,1% 1,4% 1,3% -0,7% -2,5% -1,3% 4,1% 2,2% Commercio ingrosso -2,4% -4,4% 1,1% -0,1% -0,9% -3,8% 3,0% 2,4% Commercio dettaglio 11,2% 0,0% -32,0% -15,6% 4,9% -1,7% -23,3% -17,1% Trasporti, magazzinaggio -7,8% 3,4% 22,9% 10,6% 1,6% 10,0% 7,2% 6,9% Servizi imprese 21,9% -2,1% 3,4% 8,9% 3,4% -10,9% 31,9% 18,4% Servizi persone 5,9% 5,8% 14,7% 9,8% 5,1% 6,8% 7,7% 6,9% Totale 2,4% -0,3% 3,0% 2,4% -0,5% -3,5% 1,5% 0,9% Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-Aida e SMAIL Male il manifatturiero anche per quanto comparto del legno e dei mobili hanno riguarda la tenuta dell’occupazione: la registrato un calo del costo del lavoro per contrazione dell’incidenza del costo del addetto e della produttività (misurata come lavoro vista precedentemente è con ogni rapporto tra valore aggiunto ed addetto). La probabilità da mettere in relazione ad una produttività – complice ovviamente la crisi riduzione del numero degli addetti. Ciò del 2009 – è aumentata solo nel comparto trova conferma nei dati del costo del lavoro dei servizi, sia alle imprese che alle persone, per addetto, in crescita nell’ultimo triennio. nel commercio al dettaglio, nell’alimentare, Dal 2007 al 2009 solo l’agricoltura ed il nella carta e nel comparto delle altre Tavola 13. Costo del lavoro per addetto e produttività (valore aggiunto per addetto) a confronto. Anni 2007-2009 - Forlì-Cesena VERSO LA FINE DI UN MODELLO? Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-Aida e SMAILRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 17
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena industrie al cui interno si trova il settore Quali conclusioni trarre da queste prime dell’energia. elaborazioni? In una fase congiunturalmente Alla flessione dei ricavi non è corrisposto difficile le imprese della provincia riducono un calo di analoga intensità dei costi di fatturato e redditività, si riorganizzano produzione e ciò ha determinato una riducendo i costi di produzione, tagliano riduzione del valore aggiunto.Vediamo come posti di lavoro anche se questo non si questo incide nella formazione del risultato traduce in un minor costo del lavoro per d’esercizio finale. addetto. Chiudono in utile, dimostrando di poter reagire positivamente, almeno nel Elaborazione 6. A fronte dei sensibili cali breve periodo, alle difficoltà. di fatturato e di occupazione, nonostante la Non sembrano emergere settori capaci di riduzione del valore aggiunto, quasi due terzi affrontare meglio di altri le difficoltà, alcuni delle imprese ha chiuso il 2009 in utile. crescono in dimensione ma perdono in redditività, altri seguono il percorso inverso. È vero che si tratta di un insieme selezionato Solo il settore del tessile ed abbigliamento di imprese - quelle operanti almeno dal sembra presentare tutti gli indicatori verso il 2007 e che risultano ancora attive nel basso, anche se la disaggregazione per classe 2010 – però la percentuale di aziende che dimensionale rivela andamenti differenti. hanno realizzato un utile di esercizio è particolarmente elevata, prossima al 75% per Queste elaborazioni condotte seguendo lo le società con almeno 5 milioni di fatturato. schema classico di analisi che suddivide le Come visto - anche a seguito di una imprese per settore e per classe dimensionale tassazione che per alcune categorie di non consentono di dire chi è andato imprese supera abbondantemente la metà bene e chi no. Ancor meno permettono del reddito conseguito prima delle imposte di rispondere alla domanda iniziale, sulle – in molti casi l’utile risulta di entità non imprese creatrici di discontinuità e/o con un sufficiente a remunerare adeguatamente il senso ben definito. capitale, tuttavia è di segno positivo. Tavola 14. Incidenza della tassazione sul reddito ante imposte1 e imprese in utile. Valore 2009 - Forlì-Cesena Incidenza delle imposte e tasse Imprese in utile Piccole Medie Grandi Totale Piccole Medie Grandi Totale Agricoltura 22,9% 25,8% 43,7% 36,9% 39,4% 60,0% 66,7% 52,2% Alimentare 37,9% 37,7% 44,3% 43,6% 72,7% 50,0% 76,5% 71,9% Tessile-abbigliamento 47,7% 37,7% 50,2% 44,9% 42,9% 60,0% 37,5% 43,9%VERSO LA FINE DI UN MODELLO? Calzature 48,0% 45,6% 44,8% 44,9% 61,5% 80,0% 69,2% 67,7% Legno, mobili 37,5% 54,5% 48,4% 48,1% 60,0% 70,6% 77,8% 67,1% Carta, chimica, plastica 38,8% 32,0% 41,5% 40,5% 42,9% 57,7% 79,2% 56,5% Metalmeccanica 39,4% 41,0% 38,9% 39,2% 55,2% 62,1% 69,6% 60,5% Altro industria 49,4% 41,0% 42,6% 42,7% 64,0% 71,0% 78,9% 69,0% Costruzioni 37,9% 32,4% 45,1% 40,3% 62,2% 74,5% 84,2% 69,6% Commercio ingrosso 40,5% 45,3% 44,4% 44,0% 61,8% 72,1% 79,5% 69,7% Commercio dettaglio 43,1% 42,7% 39,1% 41,5% 60,8% 64,7% 58,3% 61,1% Trasporti, magazzinaggio 35,7% 36,8% 64,6% 47,0% 68,1% 66,7% 60,0% 65,9% Servizi imprese 34,7% 36,7% 33,0% 33,9% 67,9% 78,8% 66,7% 69,0% Servizi persone 40,1% 42,5% 47,3% 45,2% 54,5% 77,8% 68,8% 58,6% Totale 37,6% 38,4% 42,1% 41,0% 60,1% 69,3% 73,7% 64,9% Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-Aida 1 l’incidenza delle imposte e tasse è calcolata solo per le imprese che hanno chiuso in utile18 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Probabilmente anche i nostri filtri statistici recuperare un senso per poter afferrare e sono inadeguati, non riescono a cogliere misurare il nuovo e ciò che ha vero significato quanto sta avvenendo. Forse anch’essi nell’interpretare le dinamiche in atto. necessiterebbero di discontinuità e di Proviamo allora con un approccio differente. Tavola 15. Schema riassuntivo per settore e classe dimensionale. Variazione del fatturato, degli addetti e redditività del capitale - Forlì-Cesena Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-Aida VERSO LA FINE DI UN MODELLO?Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 19
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Resilienti o vulnerabili? rischio zero e hanno tenuto o aumentato i livelli occupazionali; • le imprese “vulnerabili”, quelle L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare maggiormente a rischio, che hanno insieme, non è il conforto di un normale voler bene registrato sensibili cali di fatturato, l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé. dell’occupazione e redditività insufficiente; L’appartenenza non è un insieme casuale di persone • le imprese “attendiste”, che hanno non è il consenso a un’apparente aggregazione mantenuto i livelli occupazionali (o l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé. aumentati), ma con risultati economici Uomini uomini del mio passato che avete la misura del contrastanti (aumento dei ricavi ma dovere e il senso collettivo dell’amore io non pretendo scarsa redditività o viceversa) o del tutto di sembrarvi amico mi piace immaginare la forza di un insoddisfacenti; culto così antico e questa strada non sarebbe disperata • le imprese “interventiste”, che davanti se in ogni uomo ci fosse un po’ della mia vita ma piano alla difficoltà hanno reagito diminuendo piano il mio destino é andare sempre più verso me l’occupazione e, contestualmente, stesso e non trovar nessuno. conseguendo risultati economici L’appartenenza è assai di più della salvezza personale apprezzabili. è la speranza di ogni uomo che sta male e non gli basta esser civile. E’ quel vigore che si sente se fai parte di La classe più numerosa è quella delle imprese qualcosa che in sé travolge ogni egoismo personale con attendiste, quasi la metà del totale; quelle quell’aria più vitale che è davvero contagiosa. interventiste e quelle vulnerabili incidono Uomini uomini del mio presente non mi consola rispettivamente per circa il 18%, mentre il l’abitudine a questa mia forzata solitudine io non gruppo meno consistente è costituito dalla pretendo il mondo intero vorrei soltanto un luogo un società resilienti, poco meno del 17% delle posto più sincero dove magari un giorno molto presto io aziende esaminate. finalmente possa dire questo è il mio posto dove rinasca non so come e quando il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo. È da sottolineare come tale distribuzione si ripeta con poche differenze all’interno di L’appartenenza è un’esigenza che si avverte a poco a ciascun settore ed ogni classe dimensionale. poco si fa più forte alla presenza di un nemico, di un Vi sono alcuni settori maggiormente a obiettivo o di uno scopo è quella forza che prepara al grande salto decisivo che ferma i fiumi, sposta i monti rischio, su tutti meccanica e sistema moda, con lo slancio di quei magici momenti in cui ti senti tuttavia appare chiaro che l’essere resilienti ancora vivo. o vulnerabili non è strettamente connesso all’attività svolta - al cosa si fa - o al numero Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare degli addetti, ma dal come si svolge l’attività a dire noi. stessa - al come si fa. Giorgio Gaber, “Canzone dell’appartenenza” Per i criteri con i quali sono stati creati iVERSO LA FINE DI UN MODELLO? quattro raggruppamenti è evidente che i risultati economici sono migliori per Elaborazione 7. Alla luce della scarsa le società resilienti e peggiori per quelle capacità esplicativa delle chiavi interpretative vulnerabili. Diventa quindi scarsamente tradizionali, usciamo dalla logica settoriale e interessante soffermare l’analisi sui dati di dimensionale e lasciamo che siano i numeri bilancio, tuttavia il dato sulla produttività e sul ad individuare le imprese più virtuose e costo del lavoro per addetto va sottolineato. quelle maggiormente esposte ai rischi Le imprese resilienti e quelle interventiste della competizione. L’elaborazione dei dati sono state le più produttive nel corso del di bilancio e dell’occupazione condotta 2009 e sono anche quelle con il costo del attraverso tecniche statistiche restituisce lavoro per addetto più elevato. Per le società quattro tipologie di imprese: resilienti ogni euro investito sul personale produce 1 euro e 62 centesimi di valore • le imprese “resilienti”, che nel triennio aggiunto, per quelle vulnerabili il rapporto è 2007-2009 hanno aumentato i propri pari ad 1,02, dunque un effetto moltiplicatore ricavi, hanno garantito una redditività praticamente azzerato. Ovviamente il superiore a quella degli investimenti a rapporto tra produttività e costo del lavoro20 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 16. Distribuzione delle quattro tipologie di impresa per settore, classe dimensionale e forma giuridica - Forlì-Cesena resilienti attendiste interventiste vulnerabili TOTALE Piccole 17,9% 49,1% 16,0% 17,0% 100% Medie 12,8% 45,5% 22,0% 19,7% 100% Grandi 16,6% 42,0% 20,5% 21,0% 100% Agricoltura 13,0% 56,5% 15,9% 14,5% 100% Alimentare 25,0% 53,1% 9,4% 12,5% 100% Tessile-abbigliamento 12,2% 46,3% 14,6% 26,8% 100% Calzature 9,7% 29,0% 29,0% 32,3% 100% Legno, mobili 18,6% 31,4% 25,7% 24,3% 100% Carta, chimica, plastica 16,3% 47,8% 15,2% 20,7% 100% Metalmeccanica 9,2% 43,3% 16,1% 31,4% 100% Altro industria 12,0% 47,0% 21,0% 20,0% 100% Costruzioni 14,2% 41,7% 23,5% 20,6% 100% Commercio ingrosso 20,4% 45,8% 16,4% 17,4% 100% Commercio dettaglio 15,7% 51,9% 21,3% 11,1% 100% Trasporti, magazzinaggio 13,6% 55,7% 14,8% 15,9% 100% Servizi imprese 20,5% 50,5% 18,2% 10,9% 100% Servizi persone 22,3% 51,0% 16,6% 10,2% 100% Cooperative 11,5% 56,8% 16,7% 15,1% 100% Società per azioni 17,0% 45,9% 18,3% 18,7% 100% TOTALE 16,6% 46,9% 18,1% 18,4% 100% Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-Aida per addetto è esplicativo quando l’attività di un processo delocalizzativo. Solo le resilienti produzione è svolta internamente all’azienda presentano una variazione della produttività e non delocalizzata, per cui valori elevati di superiore a quella del costo del lavoro per produttività possono in realtà essere indice addetto. non di un comportamento virtuoso, ma di Se il differente andamento tra le tipologie di Tavola 17. Produttività e costo del lavoro per le quattro tipologie di impresa. Anno 2009 - Forlì-Cesena Produttività e costo del lavoro per addetto. Anno 2009 Produttività e costo del lavoro per addetto.Var. 2009 su 2007 VERSO LA FINE DI UN MODELLO? 65.000 30,0% 60.000 20,0% 55.000 50.000 10,0% 45.000 0,0% 40.000 35.000 -10,0% 30.000 -20,0% 25.000 20.000 -30,0% attendiste interventiste resilienti vulnerabili attendiste interventiste resilienti vulnerabili produttività costo lav. per addetto 2006-07 2008-09 Fonte: nostra elaborazione su dati Ghibli-AidaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 21
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena impresa va ricercato non nel “cosa” si fa ma tore sembra avere il suo peso. Mediamente nel “come” si fa, per tentare di individuare gli il management delle resilienti è composto elementi di diversità è necessario allargare il da persone più giovani, la percentuale mag- campo di osservazione ad altri numeri. Per giore di titolari con oltre cinquant’anni (con fare ciò abbiamo “agganciato” alle imprese quota rilevante di ultrasettantenni) si ritrova così classificate i risultati di due indagini nelle aziende vulnerabili. campionarie condotte nel corso del 2010, una relativa all’internazionalizzazione ed una Elaborazione 9. Dall’indagine sull’innova- all’innovazione3. zione viene una prima conferma di quanto rilevato nei dati di bilancio. Le imprese re- Elaborazione 8. Prima ancora dei dati silienti non solo hanno incrementato in mi- dell’indagine, una importante differenza sura maggiore il fatturato ed occupazione, emerge già dalla lettura dei dati anagrafici anche gli investimenti sono cresciuti di più, delle imprese.Tra le imprese resilienti quelle sia nel periodo 2008/09 sia nel biennio pre- costituite da vent’anni e più sono circa un cedente 2006/07. quarto, tra le vulnerabili la quota sale al 50%. Ancora, il 40% delle resilienti ha meno di 10 La dicotomia tra resilienti e vulnerabili anni, percentuale che scende sotto il 30% emerge chiaramente dal dato delle imprese per le attendiste e le interventiste, al 20% che hanno effettuato investimenti, oltre il 75% per le vulnerabili. delle resilienti rispetto a circa il 60% delle Non solo l’età dell’impresa è un fattore di vulnerabili. L’aspetto più rilevante riguarda differenziazione, anche quella dell’imprendi- la tipologia dell’investimento effettuato. 3 L’aggancio è stato effettuato per tutte le imprese dell’Emilia-Romagna, successivamente i dati sono stati elaborati per provincia. Per assicurare la necessaria significatività statistica per tutte le elaborazioni, nelle tabelle pubblicate in questo studio si è preferito riportare i dati regionali. I dati di Forlì-Cesena risultano perfettamente allineati con quelli regionali, pertanto tutte le considerazioni restano perfettamente valide ed estendibili alla provincia di Forlì-Cesena. Tavola 18. Età dell’impresa ed età degli imprenditori. Anno 2009 - Forlì-Cesena Età dell’impresa Età degli imprenditori 16,1% 16,8% 20,1% 15,4% 16,7% 22,0% 29,4% 29,1% 29,5% 39,8% 30,6% 31,3% 29,5% 30,6% 29,4% 31,5% 32,8% 30,1% 31,6% 32,3% 55,0%VERSO LA FINE DI UN MODELLO? 53,3% 51,9% 52,7% 48,6% 48,4% 37,8% 40,8% 38,9% 28,0% attendiste interventiste resilienti vulnerabili TOTALE attendiste interventiste resilienti vulnerabili TOTALE più di 20 anni 10-20 anni meno di 10 anni più di 50 anni da 40 a 50 anni meno di 40 anni Fonte: nostra elaborazione su dati registro delle imprese Tavola 19. Variazione del fatturato, degli investimenti e dell’occupazione - Emilia-Romagna Fatturato Investimenti Occupazione tipo 2006/07 2008/09 2006/07 2008/09 2006/07 2008/09 Attendiste 2,8 2,7 2,9 2,2 1,6 1,9 Interventiste 2,4 3,0 3,1 2,2 1,3 -0,3 Resilienti 4,6 4,8 4,6 3,5 3,2 3,2 Vulnerabili 2,2 -2,2 2,3 -0,5 0,8 -1,5 TOTALE 2,8 1,8 2,9 1,6 1,5 0,9 Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’innovazione22 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Le resilienti puntano poco su investimenti e le interventiste. Le attendiste – che, riguardanti innovazioni di prodotto o di ricordiamo, sono quelle che hanno processo e, sembrano ancor meno interessate mantenuto od incrementato i livelli a cambiamenti di tipo radicale. Le resilienti occupazionali pur di fronte a risultati hanno individuato nell’organizzazione economici negativi – sembrano spingere aziendale la chiave di volta per la competitività. maggiormente sull’innovazione di prodotto, Esattamente il contrario di quanto fatto dalle anche radicale, ripensando profondamente vulnerabili che, quando hanno investito, hanno anche la propria organizzazione interna. Le scelto di innovare prodotti e processi, spesso interventiste – che possono essere viste in maniera radicale, toccando solo in misura come imprese vulnerabili particolarmente marginale la sfera dell’organizzazione interna. reattive che hanno scelto di operare i I dati suggeriscono che all’interno delle cambiamenti partendo dalla riduzione imprese vulnerabili convivono due tipologie: dei livelli occupazionali - guardano anche quelle che non investono e che stanno all’innovazione di processo, mentre subendo pesantemente gli effetti della crisi sembrano scarsamente interessate a quella e quelle che stanno reagendo e, sulla spinta organizzativa. dei risultati economici non soddisfacenti, investono per cambiare radicalmente il Ridurre i costi ed aumentare la produttività proprio percorso di sviluppo. Per quest’ultimo sono gli obiettivi principali che si pongono gruppo di aziende la vulnerabilità, se le scelte tutte le imprese nelle loro strategie di strategiche si riveleranno azzeccate, può investimento. Leggendo più attentamente i essere vista come una fase transitoria per numeri emergono delle differenze sostanziali ricostruire una competitività su basi differenti. tra le differenti tipologie, in particolare le attendiste sono maggiormente rivolte Tra la categoria delle vulnerabili e quella all’esterno (penetrare in nuovi mercati, delle resilienti si collocano le attendiste adeguarsi alla concorrenza, aumentare le Tavola 20. Imprese che hanno effettuato investimenti in innovazione per tipologia.Anno 2009 - Emilia-Romagna di prodotto di processo innovazione Nessuno Incrementale radicale incrementale radicale organizzativa Attendiste 30,9% 32,0% 9,3% 18,6% 5,2% 32,0% Interventiste 28,6% 31,4% 5,7% 25,7% 5,7% 22,9% Resilienti 24,2% 24,2% 3,0% 18,2% 9,1% 36,4% Vulnerabili 38,3% 21,7% 6,7% 26,7% 11,7% 20,0% TOTALE 31,6% 28,0% 7,1% 21,8% 7,6% 28,0% Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’innovazione VERSO LA FINE DI UN MODELLO? Tavola 21. Percentuale di imprese che investono in misura significativa o cospicua in innovazione - Emilia- Romagna 50,0% 45,0% 40,0% 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% 2007 2008 2009 attendiste interventiste resilienti vulnerabili TOTALE Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’innovazioneRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 23
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 22. Quali sono per la vostra impresa i principali obiettivi dell’innovazione? - Emilia-Romagna Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’innovazione quote di mercato…), le resilienti guardano clima aziendale e per meglio conciliare vita all’interno e all’organizzazione (migliorare lavorativa e vita familiare. L’attenzione al l’impiego delle risorse, migliorare il servizio lavoratore si ritrova anche nelle attendiste e ai clienti,…). forse non è casuale che all’interno di queste L’attenzione al funzionamento interno due tipologie vi siano le aziende che hanno dell’azienda e alle relazioni con l’esterno si quanto meno assicurato i livelli occupazionali traduce anche in investimenti in innovazione di inizio periodo. Sono le stesse imprese con rivolti al personale: un numero crescente la percentuale più alta di laureati e con la di resilienti investe per favorire un miglior quota maggiore di addetti riconducibili alle Tavola 23. Percentuale di lavoratori laureati e addetti operanti in ufficio tecnico e d ricerca e sviluppo - Emilia-RomagnaVERSO LA FINE DI UN MODELLO? Laureati Addetti Ufficio Tecnico e R&S 12 16 14 10 12 8 10 6 8 6 4 4 2 2 0 0 attendiste interventiste resilienti vulnerabili attendiste interventiste resilienti vulnerabili 2006-07 2008-09 2006-07 2008-09 Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’innovazione24 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 24. Le innovazioni introdotte nella vostra impresa quali benefici/effetti hanno comportato? - Emilia-Romagna Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’innovazione attività legate all’innovazione e alla ricerca quanto questi corrispondano effettivamente e sviluppo. ai benefici avuti. Per le resilienti la Va sottolineato che la quota di laureati in corrispondenza è buona, gli investimenti si azienda è in flessione, le assunzioni effettuate sono tradotti in una miglior organizzazione negli ultimi anni hanno privilegiato personale e un clima aziendale più favorevole. Per con competenze diverse. Nelle imprese le attendiste si conferma l’attenzione attendiste diminuisce anche la quota di rivolta fuori dell’azienda, per le vulnerabili personale tecnico, con ogni probabilità si il beneficio maggiore ha riguardato un è scelto di potenziare altre aree aziendali miglior utilizzo delle materie prime, per le o di incrementare il personale legato interventiste non sembrano esserci effetti direttamente alla produzione. All’interno positivi particolarmente rilevanti. Per circa delle attendiste si ritrovano molte imprese il 30% delle imprese investire in innovazione che hanno effettuato ingenti investimenti ha portato ad una miglior qualità dei prodotti produttivi negli anni passati ed oggi devono e dei servizi. fare i conti con macchinari che non trovano pieno utilizzo e personale in esubero. Elaborazione 10. Aggiungiamo un altro tassello al nostro percorso di analisi. Nell’elaborazione precedente sono stati Complessivamente le imprese vulnerabili indicati gli obiettivi che le aziende si pongono sono maggiormente esposte al mercato con l’innovazione. È interessante vedere estero per quanto riguarda le esportazioni VERSO LA FINE DI UN MODELLO? Tavola 25. Principale mercato di riferimento delle proprie produzioni - Emilia-Romagna provincia regione resto Italia Europa Resto del mondo Attendiste 28,2% 19,6% 37,6% 8,2% 6,3% Interventiste 32,6% 21,3% 37,1% 3,4% 5,6% Resilienti 29,0% 25,8% 32,3% 6,5% 6,5% Vulnerabili 23,0% 24,4% 31,1% 14,1% 7,4% Totale 27,7% 21,8% 35,3% 8,7% 6,5% Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’innovazione Tavola 26. Principale fornitore. Area di riferimento - Emilia-Romagna provincia regione resto Italia Europa Resto del mondo Attendiste 27,7% 20,7% 41,8% 5,5% 4,3% Interventiste 34,1% 24,2% 38,5% 2,2% 1,1% Resilienti 33,3% 19,0% 25,4% 11,1% 11,1% Vulnerabili 23,9% 25,4% 41,3% 8,0% 1,4% Totale 28,5% 22,3% 39,2% 6,2% 3,8% Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’innovazioneRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 25
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 27. Percentuale di imprese esportatrici e quota di fatturato realizzato all’estero. Anno 2009 - Emilia-Romagna Percentuale di imprese esportatrici Fatturato realizzato all’estero 64,7% 38,8 58,0% 56,2% 35,8 55,7% 35,6 35,5 35,5 55,5% attendiste interventiste resilienti vulnerabili TOTALE attendiste interventiste resilienti vulnerabili TOTALE Fonte:nostra elaborazione su dati osservatorio sull’internazionalizzazione - oltre un quinto di esse ha come principale Ad una prima occhiata esportare non è mercato di riferimento un’area al di fuori un fattore discriminante. Anzi, per quanto dei confini nazionali – mentre l’area di riguarda il 2009 si direbbe che la presenza riferimento dei fornitori è prevalentemente sui mercati esteri sia stata penalizzante, nazionale. Le resilienti hanno un forte infatti la percentuale più alta di imprese radicamento territoriale sia come mercato esportatrici la si ritrova tra le vulnerabili. di sbocco che di acquisizione di materie Però le resilienti sono quelle che realizzano prime e/o servizi, per oltre un terzo di esse la quota maggiore di fatturato all’estero, un i fornitori principali appartengono alla stessa dato che consiglia una lettura più attenta provincia. Vi è anche quasi un quarto delle dei numeri sul commercio estero. Se si imprese resilienti che ha fatto scelte diverse, guarda alla percentuale di imprese che ha eleggendo l’estero quale principale area aumentato il valore delle esportazioni nel di riferimento per reperire i fornitori. Le corso del 2009 le considerazioni precedenti interventiste operano su una rete corta, un cambiano radicalmente, il 44% delle resilienti terzo di esse si rifornisce e vende all’interno ha incrementato il fatturato estero nel dei confini provinciali, oltre la metà non esce corso del 2009, solo il 16% ha registrato dalla regione. una flessione dell’export. Tra le vulnerabiliVERSO LA FINE DI UN MODELLO? Tavola 28. Variazione dell’export nel 2009. Percentuale di imprese che hanno dichiarato stabilità, aumento e diminuzione - Emilia-Romagna 16,3% 39,5% 34,0% 40,8% 52,2% 39,5% 40,0% 40,3% 39,0% 36,5% 44,2% 20,2% 26,0% 20,2% 11,2% attendiste interventiste resilienti vulnerabili Totale aumento stabile diminuzione Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’internazionalizzazione26 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena solamente una ogni dieci è riuscita a crescere conclusioni certe, tuttavia sembra emergere sui mercati esteri, oltre la metà ha subito un approccio maggiormente strutturato flessioni significative. e radicato nel tempo delle resilienti che Anche in questo caso la spiegazione delle consente loro di essere presenti e con diverse dinamiche andrebbe ricercata non quote importanti anche in mercati lontani, nel cosa si fa (esportare) ma nel come lo mentre per le vulnerabili la presenza sui si fa. L’analisi dei mercati di riferimento mercati esteri appare ancora un’attività non danno indicazioni nette, vi è da parte in via di definizione. Il dato inoltre sembra delle vulnerabili una maggior presenza sul confermare quel processo di transizione mercato europeo, le resilienti si rivolgono che riguarda molte imprese vulnerabili. in percentuale superiore al mercato asiatico (13% di esse esporta verso l’Asia contro Elaborazione 11. Altri numeri sembrano una media complessiva del 9%). Le resilienti supportare questa ipotesi. Fare accordi con che esportano in Africa (il 10%) realizzano imprese estere per la commercializzazione sul mercato africano quote di mercato è prassi diffusa per tutte le imprese importanti (circa un terzo del loro fatturato esportatrici, una modalità di relazionarsi che export complessivo). trova più ampia applicazione tra le imprese attendiste e quelle interventiste. Il 60% circa delle resilienti e delle vulnerabili Le imprese resilienti, che nel 2005 erano hanno al proprio interno un ufficio export, quelle con la percentuale più elevata di nel 2005 la percentuale delle resilienti era accordi con imprese estere, oggi sembrano pressoché la stessa, quella delle vulnerabili percorrere una strada differente, quella era di venti punti percentuali inferiore. della presenza diretta sui mercati esteri. Il Numeri che non consentono di giungere a 31% delle resilienti ha uffici vendita e filiali Tavola 29. Imprese che hanno stretto accordi con imprese estere e imprese che hanno aperto uffici vendita o filiali all’estero - Emilia-Romagna Accordi imprese estere uffici vendita, filiali Previsione Previsione 2005 2010 2005 2010 2011 2011 Attendiste 22,5% 33,1% 15,9% 8,6% 17,1% 4,5% Interventiste 26,5% 24,3% 20,0% 14,3% 11,5% 3,3% Resilienti 29,5% 28,9% 9,4% 9,1% 31,1% 9,7% Vulnerabili 27,7% 24,6% 13,6% 14,1% 16,3% 6,0% TOTALE 25,7% 28,4% 15,4% 11,7% 17,0% 5,1% Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’internazionalizzazione all’estero, un altro 10% conta di aprirli nel dall’estero interessa tutte le categorie di VERSO LA FINE DI UN MODELLO? 2011. Percentuali che sono nettamente imprese, in misura lievemente superiore superiori a quelle riscontrate in tutte le quelle attendiste e quelle interventiste. altre categoria di impresa, confermando Differenze più sostanziali si ritrovano con quanto i cambiamenti organizzativi siano la riferimento alla delocalizzazione. Le resilienti strada maestra nel percorso di crescita delle sono quelle che meno hanno delocalizzato imprese resilienti. le attività produttive all’estero - il 4,4% nel 2010 al quale si aggiungerà un altro 2,4% Le relazioni con l’estero possono passare nell’anno successivo - una percentuale che anche attraverso l’affidamento di commesse nel 2011 sarà circa la metà di quella relativa a subfornitori stranieri, oppure mediante la alle imprese interventiste. produzione diretta in altri Paesi all’interno di un processo di delocalizzazione. Il ricorso Come interpretare questi dati? Le a subfornitori stranieri è quasi raddoppiato elaborazioni fatte, per quanto innovative, negli ultimi 5 anni, quasi un quarto delle non sfuggono ai limiti evidenziati nelle imprese affida commesse all’estero (o analisi per settore e classe dimensionale, prevede di affidarle nel 2011). La subfornitura quelli legati alla scarsa capacità esplicativaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 27
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Tavola 30. Imprese che si rivolgono a subfornitori esteri e imprese che hanno delocalizzato - Emilia-Romagna Subfornitori esteri delocalizzazione Previsione Previsione 2005 2010 2005 2010 2011 2011 Attendiste 7,0% 19,3% 6,3% 2,7% 5,3% 3,5% Interventiste 10,2% 18,3% 4,9% 5,1% 7,7% 4,2% Resilienti 9,1% 17,8% 5,6% 4,5% 4,4% 2,4% Vulnerabili 10,7% 14,3% 6,1% 3,4% 6,5% 1,8% TOTALE 9,1% 17,4% 6,0% 3,6% 6,1% 3,0% Fonte: nostra elaborazione su dati osservatorio sull’internazionalizzazione dei dati aggregati e, conseguentemente, delle allineate con il ruolo e le ambizioni del statistiche che misurano gli andamenti medi personale4. Per riprendere le domande che delle imprese. Più correttamente, i numeri ci eravamo posti nei capitoli precedenti misurano efficacemente la performance potremmo rispondere che le resilienti sono delle singole aziende, la difficoltà nasce imprese che hanno il senso, probabilmente quando si tratta di portare a sintesi i risultati non la discontinuità. Forse proprio perché ed individuare fattori comuni. Ed è una dotate di visione e significato dell’agire non difficoltà che ogni giorno si avverte di più, hanno necessità di ricercare il nuovo, non perché sempre più differiscono le strategie sono ancora giunte nella fase di maturità adottate dalle imprese. della curva ad S; piccoli aggiustamenti, per Ciò premesso, possiamo tentare di lo più organizzativi, sono sufficienti per individuare le casistiche ricorrenti, garantirsi la competitività. consapevoli che all’interno di ciascuna casistica non mancano le eccezioni. Nelle vulnerabili convivono due diverse tipologie d’impresa, accomunate dagli Partiamo dalle resilienti, le imprese che scadenti risultati economici. Vi sono quelle nell’ultimo triennio hanno ottenuto i risultati che non investono, alcune di esse di fronte migliori. I tratti identificativi sono una minor alle difficoltà del mercato interno tentano la età dell’impresa e degli imprenditori ed strada delle esportazioni,ma i comportamenti una maggior attenzione agli investimenti ancora inesperti ed occasionali con le quali innovativi, in particolare quelli rivolti si rivolgono all’estero non consentono il all’organizzazione aziendale. Mostrano un raggiungimento di risultati soddisfacenti. forte radicamento territoriale e quando si In larga parte sono imprese che davanti ai presentano all’estero lo fanno in maniera cambiamenti imposti dalla crisi sono rimaste non estemporanea ma ben strutturata. paralizzate, incapaci (o strutturalmenteVERSO LA FINE DI UN MODELLO? Lo stimolo all’innovazione nasce dal inadeguate) di reagire proattivamente. Si coinvolgimento dei dipendenti, le resilienti trovano nella parte discendente della curva investono sul personale, sul loro benessere ad S e, cosa più preoccupante, non sembrano e sul miglioramento del clima aziendale, avere la forza di creare la discontinuità. puntano sulla formazione e sui laureati. All’interno delle vulnerabili troviamo Sulla base dei canoni con i quali abitualmente anche quelle che hanno adottato un leggiamo l’economia potremmo definirle le comportamento opposto, che investono imprese eccellenti. Prendendo in prestito anche in innovazione radicale, che il linguaggio delle scienze sociali – e, in esportano seppur con strategie ancora non particolare, citando Robert Dilts – le consolidate, che riducono l’occupazione, ma resilienti sono quelle con Ego e Anima in assumono (o non riducono) i laureati. Il loro equilibrio, cioè quelle dove sono chiare e ben primo obiettivo è quello di ridurre i costi e definite la missione e la visione dell’azienda migliorare il risultato economico. Potremmo e, cosa ancora più importante, queste sono definire queste imprese come quelle che 4 Per approfondire il tema dell’allineamento tra Ego e Anima si rimanda alla parte monografica del rapporto sull’econo- mia di Forlì-Cesena del 2009.28 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena sulla spinta degli scarsi risultati stanno crementali delle resilienti saranno sufficienti cercando di uscire dalla fase discendente per assicurarsi la competitività, se le scom- attraverso il nuovo, la discontinuità. Si messe sulla discontinuità delle interventi- muovono all’interno non di una visione di ste pagherà anche nel lungo periodo, se le lungo periodo, ma, al contrario, inseguendo vulnerabili troveranno le risorse per prose- obiettivi che possano portare a risultati guire nella loro attività, se il cammino delle immediati. attendiste percorrerà una fase discendente oppure una ripresa verso l’alto. Le interventiste possono essere viste come delle imprese vulnerabili appartenenti Come sistema camerale continueremo a a questa seconda tipologia che stanno seguirle attraverso i nostri numeri, con vivendo una fase più avanzata. Hanno l’obiettivo di trarre da essi indicazioni utili ridotto l’occupazione ed hanno investito per accompagnare le imprese con strumenti nel tentativo di adeguarsi alla concorrenza, e servizi nuovi, sempre più allineati ai l’innovazione è di prodotto e di processo, percorsi di sviluppo delle aziende. raramente è rivolta agli aspetti organizzativi. Perché la ricerca del senso e della L’export è un’attività mordi e fuggi, affrontata discontinuità riguarda ciascun attore del con modalità estemporanee, lontane da territorio, imprese, persone, e tutto il un progetto di internazionalizzazione più mondo associativo ed istituzionale che per strutturato. Dalla rete corta che ancora semplicità espositiva possiamo chiamare caratterizza questa tipologia di imprese si sta governance. passando ad una delocalizzazione produttiva E tutti sono chiamati a domandarsi quale spinta. Le imprese interventiste hanno tratto della curva stanno percorrendo. percorso la curva nella sua fase di maturità Per le imprese, come abbiamo visto, è il ed hanno deciso di tentare la strada della mercato a dare la risposta, per le persone discontinuità. I risultati economici di breve è la ricchezza o, anche se più difficile da periodo sembrano premiare questa scelta, cogliere nei numeri, la qualità della vita. E per tuttavia se - come appare dal racconto dei la governance? numeri - si è in assenza di una visione vera e Per quest’ultima la risposta non può che propria, porsi dei dubbi sulla sostenibilità nel essere cercata nel posizionamento delle lungo periodo sembra legittimo. imprese e delle persone. Più correttamente, nel differenziale che esiste tra quello che Come ricordato, le imprese attendiste sarebbe il loro posizionamento in assenza sono quasi la metà del totale. Il tratto di governance e quello effettivamente comune che sembra unire queste imprese è conseguito. il tentativo di sopravvivere attraverso piccoli aggiustamenti, in attesa di tempi migliori. Riprendendo l’analogia iniziale con la squadra Reagiscono, a differenza delle vulnerabili di calcio i risultati dell’allenatore si misurano VERSO LA FINE DI UN MODELLO? “paralizzate”, ma non con la stessa capacità sulla base di quelli conseguiti dalla squadra; se delle resilienti. Anch’esse investono essa ha i punti che avrebbe avuto senza una nell’organizzazione, anche se sembra direzione tecnica ma semplicemente come prevalere una logica di breve periodo per risultanza delle capacità dei singoli giocatori cui l’investimento deve produrre risultati allora il giudizio non può essere positivo. Se, immediati. Esportano poco e con modalità al contrario, la squadra ha ottenuto risultati che non si traducono in risultati concreti, si superiori alle attese è presumibile ipotizzare rivolgono a subfornitori esteri per ridurre che il ruolo dell’allenatore abbia avuto un i costi. Sono imprese che sembrano essere peso importante. ostaggio degli eventi, pronte a ripartire - e, Un coach, oltre che dai punti conquistati forse, passare al gruppo delle resilienti - se le sul campo, è valutato positivamente quando condizioni internazionali lo consentiranno; a riesce ad impostare la squadra con una rischio di scivolare verso la paralisi se la crisi tattica di gioco ben definita, quando ciascun dovesse perdurare. giocatore ha ben chiaro il ruolo che deve ricoprire, quando sa motivare i calciatori Sarà interessante seguire queste imprese nei e creare il giusto clima nella spogliatoio. prossimi anni, vedere se gli aggiustamenti in- L’allenatore vincente ha il coraggio di fareRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 29
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena scelte anche difficili, sa capire quando è giunto obiettivi ed una tattica per raggiungerli. Un il momento di operare dei cambiamenti e li modulo di gioco dove ogni giocatore si senta attua con tempestività. valorizzato e possa realizzarsi personalmen- Così dovrebbe essere anche per la governan- te senza perdere di vista l’obiettivo finale, il ce di un territorio. Quando in passato affer- risultato della squadra. E, come accade agli mavamo che il paradigma “imprese competitive allenatori vincenti, se necessario una buona fanno il territorio competitivo” andava sostitui- politica del territorio deve saper favorire la to con “si è competitivi come imprese e come discontinuità attraverso il governo dei cam- persone se si è inseriti all’interno di un contesto biamenti, non limitarsi a subirne gli effetti. territoriale competitivo” intendevamo che sta alla governance creare le condizioni perché la I numeri di oggi raccontano di un territorio squadra fatta di persone ed aziende ottenga che sta percorrendo la curva ad S nella sua risultati superiori alle aspettative, cioè mette- fase di maturità. Come raccontato per le re i giocatori nelle condizioni di dare il loro imprese il tempo ci dirà se nell’affrontare meglio all’interno di un contesto territoriale questa fase come governance siamo stati (lo spogliatoio calcistico) favorevole. resilienti, attendisti, interventisti o vulnerabili. Come per un allenatore creare le condizioni Ma, proprio come per le imprese, in caso favorevoli significa innanzitutto dare senso, di scelte sbagliate o non fatte, scoprirlo tra cioè una strategia di gioco che preveda degli qualche anno potrebbe essere troppo tardi.VERSO LA FINE DI UN MODELLO?30 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Barbari o imbarbariti? Di solito le grandi mutazioni scattano esattamente quando scattano simultaneamente i due fenomeni, e in modo Tu sei un ingenuo. spesso inestricabile. Da una parte una certa Tu sei un ingenuo perché credi che la politica possa civiltà marcisce, dall’altra una nuova civiltà risolvere i problemi. Cercare oggi di cambiare le condizioni di vita del Paese insorge (anche nel senso di ribellione). E’ lo con qualsiasi tipo di politica, spettacolo davanti a cui ci troviamo adesso: è come fare un po’ di pulizie a bordo del Titanic che sta ma bisogna stare molto attenti a isolare, affondando. all’interno di un unico grande movimento, Tu sei un ingenuo, anche quando credi che un po’ di le due forze opposte che stanno lavorando. misticismo di seconda mano ti possa salvare. E allora tu mi dirai: “Non c’è speranza”. Baricco afferma: No, questo non si può dire. “… perché non ci arrendiamo all’idea che Le risorse dell’uomo sono imprevedibili. l’imbarbarimento è una sorta di scarico chimico che la Si potrebbe forse cominciare a pensare o anche a fabbrica del futuro non può fare a meno di produrre?” operare nel senso di un cambiamento sostanziale dell’animale In quest’ultima considerazione va cercata la uomo. nota di speranza. Essere nuovi barbari, essere Una specie di… mutazione antropologica. resilienti, saper determinare la propria Giorgio Gaber, “l’ingenuo parte 2”, 1999 posizione nella curva ad S: tutto ciò sembra impossibile all’interno di un imbarbarimento collettivo ogni giorno più evidente. Nella premessa iniziale si era scelto Tuttavia, nella società come nelle dinamiche di focalizzare lo studio sulle imprese, economiche, con ogni probabilità vi è già al tuttavia in chiusura non possiamo esimerci lavoro una fabbrica del futuro, vi sono nuovi dall’allargare lo sguardo a tutto il contesto barbari che stanno tentando di creare la sociale ed economico del territorio. Nel discontinuità. Una fabbrica del futuro che farlo aggiungiamo un’ulteriore suggestione ancora sfugge ai nostri numeri, anch’essi colta in alcuni scritti di Baricco all’interno imbarbariti. dei quali affronta il tema della perdita di senso della società e della discontinuità. La stessa nota di speranza si legge nelle note di Giorgio Gaber che hanno accompagnato Secondo Baricco è in corso una mutazione questo studio. L’imbarbarimento è nel che non può essere spiegata con il normale frastuono della cattiva divulgazione che a poco affinarsi di una civiltà, ma sembra essere, più a poco uccide il pensiero, nel mercato nel radicalmente, il tramonto di una civiltà e, quale chi rifiuta la sua logica rischia di non forse, la nascita di un’altra. mangiare; chi l’accetta con allegria subisce grave danno alle sue facoltà mentali, cioè Lo scrittore opera una distinzione tra l’annientamento totale delle coscienze, nella “nuovi barbari” ed “”imbarbariti”. Ai primi politica, cercare oggi di cambiare le condizioni VERSO LA FINE DI UN MODELLO? dà un’accezione positiva, sono coloro di vita del Paese con qualsiasi tipo di politica è che portano la discontinuità, che creano come fare un po’ di pulizie a bordo del Titanic il nuovo. Gli imbarbariti sono coloro che che sta affondando. oramai si sono omologati e, per certi versi, Nonostante tutto ciò, la decadenza della hanno smarrito il senso. E cita anche qualche società non è senza speranza, essa passa esempio: dall’animale uomo, dalla sua mutazione “Quando penso ai barbari penso a gente come Larry antropologica, dalla sua capacità di avere una Page e Sergey Brin (i due inventori di Google) o Steve nuova coscienza Jobs (tutto il mondo Apple) o Jimmy Wales (fondatore Forse basterebbe pochissimo per di Wikipedia). Quando penso agli imbarbariti penso appartenere alla fabbrica del futuro. Per alle folle che riempiono i centri commerciali o al creare la discontinuità e “fare la propria pubblico dei reality show. Quando penso ai barbari penso a Mozart (il Don rivoluzione” sarebbe sufficiente “mangiare Giovanni sembrò piuttosto barbaro all’imperatore un’idea” e perseguirla con l’antica emozione che lo pagò) e quando penso agli imbarbariti penso di avere le ali”, basterebbe “essere certi di alle signorine aristocratiche che strimpellavano cambiare la propria vita se si potesse cominciare ottusamente sonatine di Salieri nei loro saloni cadenti”. a dire noi”.Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 31
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Sì, forse come sostiene Giorgio Gaber, non è da ingenui pensare che basterebbe pochissimo… Sì, basterebbe pochissimo. Basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe capire che un uomo non può essere Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. affermare, fare il tifo …e leggere i giornali. Basterebbe smettere di credere di poter salvare il Essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente. mondo con l’illusione della cosiddetta solidarietà. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre diventa Rendersi conto che la crescita del mercato può anche geniale se guarda il mondo con i suoi occhi. essere indispensabile alla nostra sopravvivenza, Basterebbe smascherare qualsiasi falsa partecipazione. ma che la sua inarrestabile espansione ci rende sempre Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il più egoisti e volgari. miglioramento delle nostre condizioni economiche, Basterebbe abbandonare l’idea di qualsiasi facile perché la vera posta in gioco è la nostra vita. soluzione, ma abbandonare anche il nostro appassionato Basterebbe smettere di sentirsi vittime del denaro, del pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare destino, del lavoro e persino della politica, perché anche il futuro con gioia. i cattivi governi sono la conseguenza naturale della Perché la spinta utopistica non è mai accorata o stupidità degli uomini. piangente. Basterebbe opporsi all’idea di calpestare gli altri, ma La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di anche alla finta uguaglianza. dolorose attese. Smascherare le nostre presunte sicurezze, La spinta utopistica è subito. smascherare la nostra falsa coscienza sociale. Qui e ora. Subito. Qui e ora. Giorgio Gaber, “Una nuova coscienza”, 1999VERSO LA FINE DI UN MODELLO? La relazione di questo capitolo è stata curata da Guido Caselli - Direttore Area Studi e Ricerche Unioncamere Emilia-Romagna.32 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • D EMO G R A FIA In base agli ultimi dati disponibili, relativi Camera di Commercio di Forlì-Cesena al 30/11/20101, la popolazione della pro- vincia di Forlì-Cesena ammonta a 395.121 abitanti. Di questi, 207.606 risiedono nel comprensorio di Cesena e 187.515 in quello di Forlì. Per quanto riguarda le zone altime- triche, 319.556 abitanti risiedono in pianura, 61.482 in collina e 14.083 in montagna. Gli abitanti del Comune di Forlì sono 118.069 e quelli di Cesena 96.963. Nel periodo gennaio-novembre 2010, l’in- cremento della popolazione provinciale è stato del 7,1‰. Il comprensorio di Cesena cresce abbondantemente più di quello di Forlì: rispettivamente +9,9‰ e +4,1‰; lo stesso discorso vale per i due comuni ca- poluogo: rispettivamente Cesena +8,2‰ e Forlì +4,4‰. Per quanto riguarda le zone al- timetriche, si è avuta una crescita del 7,7‰ in pianura, del 5,4‰ in collina e dello 0,9‰ Di converso, il saldo migratorio (numero in montagna. degli immigrati meno numero degli emigrati) ha registrato nel 2009 una sensibile diminu- Per un’analisi più completa e dettagliata del- zione, segnalando un’inversione di tendenza la struttura e della dinamica demografi- rispetto al trend degli ultimi anni: il valore è ca provinciale si esaminano di seguito i dati sceso da +5.702 del 2008 a +5.373 nel 2009. relativi all’ultimo anno intero disponibile. Il saldo demografico totale risulta pertanto Al 31/12/2009 nella provincia di Forlì-Cese- in attivo di 4.309 unità, a fronte delle 4.978 na risulta una popolazione di 392.329 abi- del 2008; rispetto all’anno precedente si è tanti. Il saldo naturale nell’anno (differenza dunque registrata una diminuzione del saldo nati e morti) è pari a –371; è leggermente totale demografico. La popolazione provin- diminuita la sua passività rispetto al 2008 ciale continua comunque a crescere per ef- (-392). fetto dei nuovi arrivi da fuori provincia. 1 La fonte dei dati è Demografia online database alimentato dalle comunicazioni che i Comuni forniscono mensilmente all’Istat col modello D7B, che sono da ritenersi definitive.Tuttavia, la parte relativa alle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche è suscettibile di correzioni in sede di controllo delle quadrature, allorché viene resa disponibile la serie relativa all’intero anno. MOVIMENTO DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE Provincia di Forlì-Cesena - da gennaio a novembre 2010 Popolazione Popolazione COMUNI nati morti iscritti cancellati D E M O G R A F I A residente residente variazione e aggregazioni all’inizio nel nel nel nel alla fine ‰ territoriali del periodo periodo periodo periodo periodo del periodo CESENA 96.171 789 891 2.604 1.710 96.963 +8,2‰ FORLI’ 117.550 991 1.148 3.065 2.389 118.069 +4,4‰ PROVINCIA DI FORLÌ - CESENA 392.329 3.439 3.670 12.562 9.539 395.121 +7,1‰ COMPRENSORIO DI FORLI’ 186.748 1.614 1.898 5.417 4.366 187.515 +4,1‰ COMPRENSORIO DI CESENA 205.581 1.825 1.772 7.145 5.173 207.606 +9,9‰ MONTAGNA 14.070 96 169 363 277 14.083 +0,9‰ COLLINA 61.152 545 650 2.074 1.639 61.482 +5,4‰ PIANURA 317.107 2.798 2.851 10.125 7.623 319.556 +7,7‰ Fonte: Comuni della Provincia di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 33
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena si conferma al primo posto della graduato- ria; ma col 17,2%, la sua incidenza sul totale dell’immigrazione dall’estero è scesa a livelli più vicini a quelli dei Paesi che la seguono (nel 2008 era invece del 25,7%). Seguono la Cina, da cui provengono 565 immigrati, l’Al- bania con 518, il Marocco con 475, l’Ucrai- na con 267 e la Polonia con 228. Anche per quanto riguarda l’emigrazione, il principale Paese è la Romania con 87 emigrati. Il Quaderno Popolazione, pubblicato dall’Uf- ficio Statistica e Studi della Camera di Com- mercio, riporta il dato della consistenza del- la popolazione straniera residente nei Comuni e nelle aggregazioni territoriali della provincia di Forlì-Cesena. Al 31/12/2009, su una popolazione totale di 392.329 abitan- ti, risultano residenti in provincia 38.887 stranieri. La crescita provinciale rispetto al 31/12/2008 è stata dell’11,1%, superiore sia a quella nazionale (+8,8%) sia a quella regio- L’immigrazione dall’estero nel 2009 rap- nale (+9,5%). L’incidenza dei residenti stra- presenta, con 4.417 unità, il 49,2% dell’im- nieri sul totale della popolazione provinciale migrazione da fuori provincia, registrando ha raggiunto la quota del 9,9% a fine 2009, una lieve crescita rispetto al 2008 (48,3%). ma si mantiene maggiore in regione (10,5%) Anche l’emigrazione verso Paesi esteri, con mentre è minore a livello nazionale (7%). 574 unità, è in aumento: dal 14,4% al 15,2% L’incidenza degli stranieri è maggiore nel del totale dei trasferimenti fuori provincia. comprensorio di Forlì, mentre la crescita è Per quanto riguarda il movimento demogra- stata quasi analoga in entrambi i compren- fico interno ai confini nazionali, composto sori: in quello di Forlì si è passati da un’inci- da 4.565 immigrati e 3.206 emigrati, la quota denza del 9,6% di fine 2008 al 10,5% di fine più rilevante d’immigrazione rimane costitu- 2009; in quello di Cesena dall’8,5% al 9,4%. ita dagli arrivi e trasferimenti da e per le altre Un discorso analogo vale per i due Comuni province dell’Emilia-Romagna (1.863 immi- capoluogo di Provincia: a Forlì si è passati grati, pari al 40,8% del totale; 1.586 emigra- dal 9,6% di fine 2008 al 10,6% di fine 2009, ti, pari al 49,5%). Le altre principali regioni mentre a Cesena dal 7,8% all’8,7%. per entità degli arrivi nella nostra provincia La quota di stranieri è in crescita in tutti i sono: la Campania (420 immigrati), la Puglia comuni della provincia. Come fenomeno (417), la Lombardia (290) e la Sicilia (267). strutturale, la presenza straniera continuaD E M O G R A F I A L’ordine di graduatoria per destinazione de- ad essere polarizzata in alcuni Comuni della gli emigrati vede invece al primo posto, dopo fascia collinare-montana del comprensorio l’Emilia-Romagna, la Puglia (267), seguita poi di Forlì e nell’area del basso Rubicone, ma le da Lombardia (204), Campania (198) e Sicilia presenze sono ormai significative nella mag- (152). gior parte dei Comuni. L’incidenza maggiore Anche per quanto riguarda il valore netto si conferma a Galeata, dov’è stata toccata dei nuovi arrivi dalle varie regioni (cioè il sal- quota 20,3% (dal 20,1% del 2008). Seguono do fra immigrati ed emigrati), quello più si- Civitella di Romagna, dov’è salita dal 13,6% gnificativo riguarda l’Emilia-Romagna (+277), del 2008 al 15,3% del 2009, Savignano sul seguita dalla Campania (+222), dalla Puglia Rubicone, dal 12,4% al 13,9% e Premilcuore, (+150) e dalla Sicilia (+115). dal 12,4% al 13,2%. Vi sono poi numerosi al- Gli immigrati dall’estero ammontano in tri Comuni con incidenze superiori a quella totale a 4.417, mentre gli emigrati sono 574. media provinciale: Meldola (12,5%), Gatteo Fra i principali Paesi di provenienza in termi- e San Mauro Pascoli (12,4%), Castrocaro ni di flusso, la Romania, con 760 immigrati, Terme e Terra del Sole (11,5%), Santa So-34 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena fia (11%), Dovadola (10,8%), Gambettola ti stranieri), quella rumena (15,5%) e quella (10,4%) e Roncofreddo (10%). Col 4,1% Tre- marocchina (14,3%). In Emilia-Romagna le dozio è il comune con più bassa incidenza di nazionalità più rappresentate fra gli stranieri stranieri. residenti sono la marocchina (14,6%), la ru- Secondo i dati Istat aggiornati al 31/12/2009, mena (13,1%) e l’albanese (12,6%). In Italia le nazionalità più rappresentative fra gli stra- le prime tre nazionalità rispecchiano lo stes- nieri residenti in provincia di Forlì-Cesena so ordine d’importanza verificatosi a livello sono quella albanese (17% del totale residen- provinciale, ma l’incidenza dei rumeni appa- POPOLAZIONE RESIDENTE E STRANIERI Provincia di Forlì-Cesena Popolazione Stranieri % Stranieri su popolazione residente COMUNI residente al 31/12/09 residenti al 31/12/09 al 31/12/08 al 31/12/09 Bagno di Romagna 6.191 394 5,8 6,4 Bertinoro 10.901 815 6,9 7,5 Borghi 2.703 190 6,1 7,0 Castrocaro-Terra del S. 6.599 756 10,9 11,5 Cesena 96.171 8.320 7,8 8,7 Cesenatico 25.375 2.221 8,4 8,8 Civitella di Romagna 3.840 588 13,6 15,3 Dovadola 1.719 186 10,5 10,8 Forlì 117.550 12.483 9,6 10,6 Forlimpopoli 12.944 1.098 8,3 8,5 Galeata 2.507 508 20,1 20,3 Gambettola 10.367 1.075 9,2 10,4 Gatteo 8.649 1.073 10,8 12,4 Longiano 6.862 478 6,9 7,0 Meldola 10.140 1.272 11,7 12,5 Mercato Saraceno 7.002 689 8,9 9,8 Modigliana 4.814 454 8,5 9,4 Montiano 1.698 120 6,0 7,1 Portico - S.Benedetto 803 47 5,3 5,9 Predappio 6.484 603 8,6 9,3 Premilcuore 827 109 12,4 13,2 Rocca S.Casciano 2.047 102 4,3 5,0 D E M O G R A F I A Roncofreddo 3.365 338 9,9 10,0 S. Mauro Pascoli 10.959 1.363 11,3 12,4 Santa Sofia 4.269 471 10,1 11,0 Sarsina 3.704 268 6,0 7,2 Savignano sul Rub. 17.329 2.405 12,4 13,9 Sogliano al Rubicone 3.226 311 8,7 9,6 Tredozio 1.304 54 3,5 4,1 Verghereto 1.980 96 4,6 4,8 Comprensorio di Forlì 186.748 19.546 9,6 10,5 Comprensorio di Cesena 205.581 19.341 8,5 9,4 PROVINCIA DI FORLI’-CESENA 392.329 38.887 9,0 9,9 Fonte: Comuni della provincia di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 35
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena menta il numero degli stranieri che vi acce- dono, ma poiché contemporaneamente è più che raddoppiato anche il numero di italiani, l’incidenza straniera è scesa dal 21% al 10% circa. Gli stranieri sono in diminuzione an- che fra la popolazione universitaria dei due poli di Forlì e Cesena (-55% rispetto all’an- no accademico precedente); il polo forlive- se continua ad essere il più frequentato, ma con circa il 66% del totale dei due poli la sua incidenza è in diminuzione. La componente femminile continua ad essere maggioritaria (56%) ma in calo. I principali Paesi di prove- nienza degli studenti sono l’Albania, la Cina e la Romania. Sul fronte dell’occupazione, il numero di nuovi avviamenti di rapporti di lavoro dipendente che riguardano persone straniere risulta stabile rispetto all’anno pre- cedente; la componente maschile continua ad essere prevalente, ma è in diminuzione. Il 79% dei nuovi contratti è a tempo determi- re più significativa rispetto a Forlì-Cesena nato. Continuano ad aumentare gli stranieri (21%); seguono a distanza quella albanese iscritti all’anagrafe sanitaria: +0,9% all’ASL di (11%) e la marocchina (10,2%). Cesena e ben +11% in quella di Forlì. I tassi Fra gli stranieri residenti in provincia, sono di accesso degli stranieri al pronto soccorso minorenni il 23,1% del totale (stessa inci- restano superiori a quelli degli italiani, ma il denza in regione, 22% in Italia). Coloro che, divario si va riducendo; inoltre, la differen- fra gli stranieri residenti, sono nati in Italia za riguarda prevalentemente la popolazione sono il 13% del totale provinciale (a fronte maschile e non quella femminile. Le donne del 14,5% in regione e del 13,5% in Italia). straniere costituiscono il 23% delle parto- rienti a Cesena e il 27% a Forlì; si confer- Il rapporto dell’Osservatorio sull’Immigra- mano mediamente più giovani delle italiane: zione, redatto dall’Amministrazione Provin- circa il 60% ha meno di trent’anni, mentre il ciale di Forlì-Cesena in collaborazione col 70% delle italiane ne ha più di trenta. L’inci- Polo Scientifico-didattico di Forlì dell’Uni- denza di infortuni fra i lavoratori stranieri è versità di Bologna, fornisce una fotografia più alta rispetto agli italiani; il tipo di man- approfondita del fenomeno sul territorio sione ha un peso rilevante nel determina- locale. re questo fenomeno, ma giocano un ruolo Dai vari dati presentati (aggiornati al importante anche altri fattori, come il rap- 1/1/2010) si conferma, come nell’anno pre- porto di lavoro precario, spesso stagionale,D E M O G R A F I A cedente, la concentrazione della popolazio- la difficoltà a garantire adeguata formazione ne straniera nelle classi d’età più giovani, in ecc. Infine, per quanto riguarda la casa, dimi- particolare quelle inferiori ai 34 anni, an- nuisce l’incidenza dei nuclei familiari stranie- che se nella componente maschile si nota ri sul totale delle assegnazioni di alloggi di un aumento nella fascia fra i 35 e i 44 anni. edilizia popolare residenziale. Un dato significativo per quanto riguarda la composizione per sesso è che per la prima Per quanto attiene la distribuzione terri- volta la componente femminile ha superato toriale complessiva della popolazione resi- quella maschile.A differenza dell’anno prece- dente, la densità demografica provinciale a dente, si registra un forte calo dei permessi fine 2009 è pari a 165,1 abitanti per kmq, di soggiorno rilasciati per ricongiungimenti in leggero aumento rispetto al 2008 (163 familiari, mentre i permessi per lavoro sono ab/kmq). Il comprensorio cesenate presen- saliti al 60,6% del totale. Per quanto riguarda ta una densità maggiore di quello forlivese: i percorsi di formazione professionale, au- 184,1 ab/kmq contro 148,2.36 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Esaminando i principali indici demografi- ri, si conferma la maggiore dinamicità demo- ci provinciali relativi al 20092, si osserva una grafica del comprensorio cesenate rispetto lieve diminuzione dell’indice generico di na- a quello forlivese. Aumenta rispetto all’anno talità, sceso dal 9,6 del 2008 (cioè 9,6 nati precedente la differenza fra i tassi di nata- su 1000 abitanti) al 9,5 del 2009; nell’anno lità nei due territori (9,2 nel comprensorio precedente si era invece registrato un lieve di Forlì, 9,8 in quello di Cesena); permane la aumento. Scende anche l’indice generico di forbice fra i tassi di mortalità (11,3 a Forlì, 9,8 mortalità: dal 10,7 per mille del 2008 al 10,5 a Cesena). A differenza dell’anno precedente, del 2009. Torna a diminuire leggermente an- anche il tasso di fecondità risulta più alto nel che l’indice generico di fecondità (dato dal comprensorio di Cesena (42,7 contro 41,9). numero dei nati su 1000 femmine fra i 15 Si mantiene molto più alto di quello cesenate e i 49 anni), che è sceso dal 42,5 del 2008 l’indice di vecchiaia del comprensorio forli- al 42,3 del 2009. Un altro dato positivo è la vese: 182,6 contro 155,1. Conseguentemen- prosecuzione della diminuzione dell’indice te a ciò, l’indice di dipendenza degli anziani di vecchiaia, dato dal numero degli abitan- si conferma più elevato nel comprensorio di ti con più di 65 anni per ogni 100 abitanti Forlì (36,8) che in quello di Cesena (32,1). con meno di 15 anni, che è sceso dal 170,1 Come già registrato per l’anno precedente, del 2008 al 167,8 del 2009. Continua poi a l’indice di dipendenza giovanile è invece più crescere (anche se lievemente) l’indice di di- alto nel comprensorio cesenate (20,7 contro pendenza, o di carico sociale, che passa dal 20,2). Anche gli indici relativi alla popolazio- 54,5 del 2008 al 54,8 del 2009. L’aumento ne in età lavorativa confermano il maggior risulta però a carico solo della componente sbilanciamento demografico verso la fascia giovanile: l’indice di dipendenza giovanile è anziana del comprensorio forlivese rispetto infatti cresciuto dal 20,2% al 20,5%, mentre a quello cesenate: l’indice di struttura è pari l’indice di dipendenza degli anziani è rimasto a 119 nel primo e a 117,2 nel secondo; ma stabile al 34,3%. soprattutto l’indice di ricambio è pari a 160 Esaminando la situazione dei due comprenso- nel primo e a 140,9 nel secondo. 2 Per una spiegazione più approfondita del significato degli indici e del metodo di calcolo si rimanda al Quaderno di Stati- stica Popolazione redatto dall’Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio di Forlì-Cesena. INDICATORI DEMOGRAFICI Provincia di Forlì-Cesena e comprensori - anno 2009 Provincia di Comprensorio Comprensorio Forlì-Cesena di Forlì di Cesena superficie territoriale (Kmq) 2.376,8 1.260,1 1.116,7 densità demografica (abitanti/Kmq) 165,1 148,2 184,1 tasso generico di natalità (x1000 abitanti) 9,5 9,2 9,8 D E M O G R A F I A tasso generico di mortalità (x1000 abitanti) 10,5 11,3 9,8 tasso generico di fecondità (x1000 femmine da 15 a 49 anni) 42,3 41,9 42,7 indice di vecchiaia (x100 abitanti) 167,8 182,6 155,1 indice di dipendenza totale (o di carico sociale) (x100 abitanti) 54,8 57,0 52,8 indice di dipendenza giovanile (x100 abitanti) 20,5 20,2 20,7 indice di dipendenza degli anziani (x100 abitanti) 34,3 36,8 32,1 indice di struttura della pop. in età lavorativa (x100 abitanti) 118,0 119,0 117,2 indice di ricambio della pop. in età lavorativa (x100 abitanti) 149,7 160,0 140,9 rapporto di mascolinità (maschi ogni 100 femmine) 95,3 94,7 95,9 Fonte: Comuni della Provincia di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 37
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena SIMET: Le rappresentazioni grafiche riportate in questa pagina sono ottenute tramite SIMET - Sistema Integrato di Monitoraggio dell’Economia e del Territorio - strumento di analisi realizzato dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena e sviluppato dalla sua azienda speciale CISE. Si tratta solo di un esempio delle potenzialità di elaborazione e di analisi attualmente disponibili. I-58 - Saldo naturale I-67 - Saldo migratorio Differenza tra il numero dei nati e il numero dei morti nell’ anno Differenza tra immigrati ed emigrati nell’anno Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Forlì-Cesena Sesso: Tutti Provenienza/Destinazione: Mondo Analisi nel periodo 1995-2009 Analisi nel periodo 1995-2009 Valore anno 2009: -371 persone Valore anno 2009: 5.373 persone Valore minimo nel periodo: -1.125 persone (anno 1997) Valore minimo nel periodo: 1.125 persone (anno 1995) Valore massimo nel periodo: -171 persone (anno 2004) Valore massimo nel periodo: persone 5.702 (anno 2008) Valore medio nel periodo: -681 persone Valore medio nel periodo: 3.715 persone I-22 - Immigrati Totale immigrati alla fine del periodo considerato Composizione degli immigrati per paese di provenienza Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Forlì-Cesena Periodo di riferimento: 2005 Periodo di riferimento: 2009D E M O G R A F I A I-22 .- Immigrati (persone) I-22 .- Immigrati (persone) Italia Albania Cina Romania Marocco Altro Modalità di lettura dei cruscotti Il valore dell’indicatore nel 2009, indicato dalla freccia, è posto in relazione con l’intervallo dei valori assunti dal 1995 al 2009 (corona grigia esterna al cruscotto); la colorazione indica i valori positivi (verde), negativi (rosso), normali (giallo) assumibili dall’indicatore.38 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • L AV O R O Quadro generale Camera di Commercio di Forlì-Cesena Il clima di forte criticità registrato nel mercato del lavoro a causa della grave crisi finanziaria ed economica che ha contrassegnato gli ultimi mesi del 2008, in modo particolare il 2009 e in parte anche il 2010, non ha ancora trovato una soluzione rassicurante e positiva. Il processo di ripresa si sta manifestando a livello mondiale con caratteristiche diverse e sembra essere in alcune aree geoeconomiche particolarmente lento e incerto: i sistemi finanziari hanno subito effetti pesanti così come le famiglie e le imprese di alcuni paesi, mentre il contesto generale, per certi aspetti sicuramente alleggerito, risulta ancora difficile e richiede strategie di “rientro” del debito pubblico. I principali sistemi di osservazione e le valutazioni espresse dalla maggior parte Il mercato del lavoro a livello nazionale. degli attori della scena economica e sociale, Le dinamiche che hanno caratterizzato delineano un quadro che vede attualmente nell’anno appena trascorso l’andamento del le dinamiche di creazione della ricchezza in mercato del lavoro in Italia, sono sintetizzate miglioramento, mentre i livelli occupazionali in base alle valutazioni dell’Istituto Nazionale continuano a mostrare difficoltà. Il tema del di Statistica sui dati delle Forze di Lavoro, “lavoro” è d’altronde uno dei nodi cruciali disponibili, alla data di chiusura del presente che condizionano in modo sostanziale le rapporto, nella versione definitiva solo prospettive per agganciare e stabilizzare per i primi tre trimestri dell’anno appena positivamente la ripresa in quanto è trascorso. strettamente legato al livello di coesione Nel terzo trimestre 2010 il numero di dei sistemi territoriali. Per questo sono occupati, al netto dei fattori stagionali, è necessarie azioni per limitare gli effetti risultato pari a 22.811.000 e rispetto allo negativi sui livelli occupazionali in relazione stesso periodo dell’anno precedente è non solo alla disoccupazione “visibile”, sceso di 176.000 unità (-0,8%). In termini ai precari e ai lavoratori stranieri, ma tendenziali il calo dell’occupazione ha anche a quella “invisibile” (inoccupati), riguardato in particolare il Mezzogiorno. I promuovendo strumenti di sostegno al dati non destagionalizzati evidenziano dati reddito e di riallocazione delle risorse stabili dell’occupazione femminile rispetto per non disperdere le competenze. Un allo stesso trimestre dell’anno precedente aspetto ritenuto importante è la necessità (-0,1%), mentre il calo di quella maschile di riformare gli ammortizzatori sociali si mantiene sostenuto (-1,5%). Il calo degli per rendere il sistema più adeguato ad un occupati sintetizza un’ulteriore sostenuta mercato del lavoro che non è più rigido flessione della componente italiana (-342.000 come in passato. Sarebbe strategico uomini, -80.000 donne) e una crescita di inoltre creare le condizioni per un quella straniera (+131.000 uomini e +69.000 miglioramento dell’incontro della domanda donne). L A V O R O di lavoro espressa dal tessuto produttivo Rispetto ai dati complessivi degli occupati e l’offerta “prodotta” dagli investimenti per posizione professionale, la lieve del sistema scolastico-formativo e delle crescita tendenziale del lavoro autonomo famiglie. In particolare nel nostro paese, (+0,4%), concentrata nelle piccole attività la disoccupazione giovanile ha raggiunto dei servizi alle imprese, si accompagna ad valori decisamente elevati ed è diventata un’ulteriore e forte discesa delle posizioni un problema sempre più grave sul quale si alle dipendenze (-1,4%). misura la qualità delle politiche del sistema In merito alla dinamica per settore, sociale ed economico. l’agricoltura fa rilevare un recupero deiRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 39
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena scende al 67,6% (-1,2 punti percentuali su base annua) per gli uomini e al 45,8 % (-0,3 punti percentuali) per le donne. Dopo la discesa registrata dal primo trimestre del 2009 al secondo trimestre 2010, il tasso di occupazione degli stranieri rimane pressoché stabile su base annua, e si attesta al 63,7%. Il risultato sintetizza un aumento positivo per gli uomini e una persistente flessione per le donne. Nel terzo trimestre 2010 il numero delle persone in cerca di occupazione è risultata pari a 2.068.000 unità. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente il numero dei disoccupati sale del 3,1%. Secondo i dati non destagionalizzati, nel terzo trimestre del 2010 la crescita della disoccupazione, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, continua ad interessare in misura più significativa gli livelli occupazionali con un aumento su base uomini (+38.000 unità) rispetto alle donne annua dell’1,3%. La significativa riduzione (+12.000 unità). Rispetto al recente passato, tendenziale del numero di occupati l’aumento della disoccupazione riguarda nell’industria in senso stretto (-3,2%), quasi esclusivamente la componente italiana. comunque inferiore a quella registrata Alla crescita della disoccupazione femminile nei precedenti cinque trimestri, riguarda straniera (+17.000 unità), ha corrisposto in misura consistente i dipendenti delle la flessione di quella maschile (-13.000 regioni settentrionali e le imprese di più unità). L’aumento della disoccupazione grande dimensione. Le costruzioni, dopo si è concentrato tra gli ex-inattivi con quattro trimestri consecutivi in discesa e la precedente esperienza nel Centro Italia e moderata crescita tendenziale segnalata tra tra gli uomini che hanno perso il lavoro nel aprile e giugno, manifestano una stabilità dei Mezzogiorno. livelli occupazionali. Nel terzo trimestre 2010, il tasso di Il terziario registra un leggero calo dell’oc- disoccupazione è stato pari all’8,3% ed cupazione (-0,5%) dovuto alla riduzione dei è aumentato di tre decimi rispetto al terzo lavoratori dipendenti non compensata dalla trimestre 2009. L’aumento registrato, in modesta crescita degli indipendenti. Il calo base ai dati non destagionalizzati negli ultimi dei dipendenti si rileva principalmente nel dodici mesi, è stato di 0,3 punti percentuali commercio e nella Pubblica Amministrazio- per la componente maschile e di 0,1 punti ne; non si arresta, peraltro, l’aumento del percentuali per quella femminile. Nel Nord numero dei dipendenti nei servizi alle fami- la sostanziale stabilità dell’indicatore (dal glie, dove trovano in gran parte impiego le 5,1 al 5,2%) ha riguardato sia gli uomini sia donne straniere. le donne; nel Centro il tasso si è portato Nell’industria e nei servizi 214.000 occupati al 7,0% (era 6,5% un anno prima), per una dichiarano di non avere lavorato, nella crescita dovuta ad entrambe le componentiL A V O R O settimana di riferimento dell’indagine, o di di genere. Nel Mezzogiorno il tasso di avere svolto un numero di ore inferiore disoccupazione è risultato pari al 12,1% (era alla norma, perché in Cassa integrazione l’11,7% un anno prima), con una punta del guadagni. Anche se ancora consistente, 13,9% per le donne. tale stima è però decisamente inferiore Dopo sei aumenti tendenziali consecutivi, rispetto al picco del terzo trimestre 2009. il tasso di disoccupazione degli stranieri si Il tasso di occupazione 15-64 anni si è è portato al 9,8%, sette decimi di punto attestato al 56,7 %, con una flessione di in meno rispetto a un anno prima (dal 9,9 otto decimi di punto percentuale rispetto all’8,1% per gli uomini e dall’11,5 al 12,2% al terzo trimestre 2009. L’indicatore per le donne).40 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Il tasso di disoccupazione dei giovani (15-24 anni) ha raggiunto il 24,7%, con un massimo del 36% per le donne del Mezzogiorno. Nella classe tra i 20 e i 24 anni, il tasso di disoccupazione si è attestato al 22,5% (20,8% nel terzo trimestre 2009). Nel terzo trimestre 2010 il tasso di inattività (15-64 anni) si è attestato al 38,6%, sei decimi di punto in più rispetto ad un anno prima. Per gli uomini si è registrato un incremento più sostenuto rispetto a quello rilevato per le donne. Nel Nord l’indicatore ha raggiunto il 31,6%. Nel Centro si è posizionato al 34,1%, scontando la crescita della componente maschile e il calo di quella femminile. Nel Mezzogiorno il tasso di inattività ha fatto registrare un aumento tendenziale di un punto percentuale attestandosi al 50,0%. Il risultato riflette il dalle valutazioni che seguono relative ai dati significativo incremento della componente provenienti dalle principali fonti informative maschile e la moderata crescita di quella disponibili con dettaglio provinciale. femminile, per la quale il tasso di inattività rimane comunque particolarmente elevato Secondo elaborazioni camerali sui risultati (64,5%). dell’indagine Istat Forze di lavoro, riferiti alla media dei primi tre trimestri del 2010, Tasso di occupazione: rapporto tra le persone i principali indicatori di sintesi risultano occupate e la corrispondente popolazione di in lieve miglioramento rispetto al 2009. riferimento. Premesso che per una corretta lettura dei Tasso di disoccupazione: rapporto tra le persone dati va detto che ai fini della rilevazione, in cerca di occupazione e le corrispondenti forze le persone in cassa integrazione sono di lavoro. considerate ”occupate”, il confronto con Tasso di inattività: rapporto tra persone il dato medio del tasso di occupazione non appartenenti alle forze di lavoro e la 15-64 anni dei primi tre trimestri 2009 corrispondente popolazione di riferimento. evidenzia che i livelli occupazionali in provincia sono risultati nel complesso in Il mercato del lavoro a livello leggero miglioramento (da 66,8% a 68,8%); provinciale in regione invece il tasso complessivo ha Nel corso del 2010 il mercato del fatto registrare un calo (da 69,1% a 67,5%) lavoro ha fatto rilevare un andamento così come a livello nazionale (da 57,6% a contrassegnato da persistenti elementi di 56,9%). Va però detto che in provincia si difficoltà confermati, per alcuni aspetti, era già verificato un ridimensionamento TASSI DI OCCUPAZIONE - ETÀ 15-64 ANNI Media primi tre trimestri - Valori percentuali L A V O R O 2007 2008 2009 2010 Maschi e Maschi e Maschi e Maschi Femmine Maschi e Femmine Femmine Femmine Femmine FORLI’-CESENA 68,2 66,4 66,8 77,8 59,7 68,8 EMILIA-ROMAGNA 70,2 70,4 69,1 75,1 59,9 67,5 ITALIA 58,6 58,8 57,6 67,7 46,0 56,9 Tasso di occupazione: rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento Fonte: elaborazione Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena su dati ISTATRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 41
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena netto dei livelli occupazionali tra il 2007 nettamente meno preoccupante rispetto e il 2008 (da 68,2% a 66,4%) che non si è a quello nazionale (7,5%). Per le femmine verificato negli altri livelli territoriali. si rileva invece un tasso di disoccupazione Il tasso di occupazione totale 2010, pari al provinciale decisamente superiore a quello 68,8%, si è attestato quindi su un valore regionale (6,9%) che resta migliore di quello migliore di quello regionale (67,5%) e ancor nazionale (9,6%). più nettamente del dato nazionale (56,9%). Osservando i dati per genere, si rileva che Un approfondimento interessante sulle il tasso di occupazione maschile provinciale dinamiche dell’occupazione nelle è pari al 77,8%, contro il 75,1% dell’Emilia imprese private nelle fasi più significative Romagna e il 67,7% dell’Italia. Il tasso di della crisi è possibile tramite il Sistema occupazione femminile provinciale, pari Informativo sul Mercato del Lavoro1 del al 59,7%, ampiamente distante dal valore Sistema camerale dell’Emilia-Romagna. rilevato per i maschi, si conferma in linea Sulla base delle elaborazioni effettuate risulta con quello regionale (59,9%) e decisamente che nel biennio 2007-2009, la contrazione superiore a quello nazionale (46,0%). occupazionale provinciale, premesso Il tasso di disoccupazione (15 anni e che i lavoratori che hanno usufruito di oltre), dato generale per il totale maschi ammortizzatori sociali sono conteggiati tra e femmine, è risultato pari al 6,0%; il dato gli addetti in forza presso l’impresa, risulta provinciale è quindi più elevato rispetto al di poco inferiore al punto percentuale 5,6% rilevato a livello regionale, mentre resta (-0,9%). In questo periodo di grave crisi si una distanza positiva dall’8,3% nazionale. è evidenziata quindi una certa tenuta del Rispetto ai dati 2009, si rileva una situazione sistema produttivo locale nel suo insieme di stabilità per la provincia che passa dal con un andamento leggermente migliore 6,1% al 6,0%, mentre a livello regionale il alla media regionale che ha fatto rilevare tasso di disoccupazione peggiora e passa dal una perdita di occupazione dell’1,2%. 4,5% al 5,6%; in evoluzione negativa anche il Nel biennio la flessione è stata determinata dato italiano (dal 7,5% all’8,3%). soprattutto dalle attività manifatturiere (-4,6%) La differenza tra i tassi rilevati per genere e dalle costruzioni (-3,2%) ed è stata quasi si conferma netta: 4% per i maschi rispetto completamente compensata dalla crescita dei all’8,5% rilevato in relazione alla componente servizi (+1,7%) e delle public utilities (+6,1%), femminile. Il tasso di disoccupazione mentre l’agricoltura è risultata stabile (-0,6%). maschile provinciale si è portato su valori Nell’ambito delle attività manifatturiere i lievemente migliori rispetto a quello settori industriali che hanno fatto registrare le emiliano-romagnolo (4,5%) e si conferma maggiori contrazioni sono state l’elettronica (1) SMAIL - Il Sistema di Monitoraggio Annuale delle Imprese e del Lavoro fotografa la consistenza e l’evoluzione delle imprese attive in regione e dei loro addetti. Il sistema informativo, accessibile on-line dai siti delle Camere di Commercio della regione e di Unioncamere Emilia-Romagna (www.uc-rer.camcom.gov.it), è il frutto di un complesso procedimento statistico che incrocia e integra le diverse fonti disponibili, vale a dire il Registro Imprese delle Camere di commercio e gli archivi occupazionali dell’INPS. Per verificare il campo di osservazione vedi nota metodologica alla pagina http://emilia- romagna.smailweb.net). TASSI DI DISOCCUPAZIONE - ETÀ 15 ANNI E OLTRE Media primi tre trimestri - Valori percentualiL A V O R O 2007 2008 2009 2010 Maschi e Maschi e Maschi e Maschi Femmine Maschi e Femmine Femmine Femmine Femmine FORLI’-CESENA 3,2 5,0 6,1 4,0 8,5 6,0 EMILIA-ROMAGNA 2,8 3,1 4,5 4,5 6,9 5,6 ITALIA 5,9 6,6 7,5 7,5 9,6 8,3 Tasso di disoccupazione: rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le corrispondenti forze di lavoro Fonte: elaborazione Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena su dati ISTAT42 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena (-8,9%), il tessile-abbigliamento-calzature strutturali anche del calo dei livelli (-8,8%), la metalmeccanica (-6,3%) e legno- produttivi e degli scambi. mobili (-5,7%). Concentrando l’attenzione sull’ultimo anno In netta controtendenza l’industria a disposizione (cioè tra dicembre 2008 e alimentare, che presenta nel periodo dicembre 2009), il mercato del lavoro considerato un incremento occupazionale privato in provincia ha registrato una del 5,2%. Nei servizi, in forte crescita è riduzione dell’1% nel numero di addetti stata la sanità-assistenza (+10,2%), i servizi “meno pesante” rispetto a quello che si operativi alle imprese (+8%) e l’istruzione è rilevato complessivamente in Emilia- privata (+8%). In contrazione invece i Romagna (-1,6%). trasporti e le attività connesse (-4,8), che Anche questa flessione è stata determinata hanno risentito oltre che di problemi dall’industria (-3,9%) e dalle costruzioni ADDETTI ALLE UNITÀ LOCALI PER SETTORE DI ATTIVITÀ ECONOMICA Addetti Variazione % Variazione % Settori al 31/12/2009 su 31/12/2008 su 31/12/2007 TOTALE EMILIA-ROMAGNA 1.573.799 -1,6 -1,2 TOTALE PROVINCIA FORLÌ-CESENA 144.369 -1 -0,9 AGRICOLTURA E PESCA 15.603 -0,5 -0,6 INDUSTRIA 41.957 -3,9 -4,6 Alimentari, bevande e tabacco 7.021 4,7 5,2 Tessile, abbigliamento e calzature 5.830 -8,2 -8,8 Legno e mobili 5.709 -3,2 -5,7 Chimica, gomma e plastica 2.826 -3,9 -3,7 Lavorazione minerali non metalliferi 1.248 -1,3 -1,4 Metalmeccanica 13.772 -6,3 -6,3 Elettronica 2.684 -5 8 -8,9 Altre industrie 2.867 -2,5 -4,6 PUBLIC UTILITIES (energia, gas, acqua, ambiente) 1.660 2,9 6,1 COSTRUZIONI 15.535 -2,1 -3,2 SERVIZI 69.592 0,8 1,7 Commercio e riparazioni 27.288 0 -0,6 Servizi di alloggio, ristoranti e servizi turistici 9.941 1 3,8 Trasporti e attività connesse 6.600 -1,1 -4,8 Servizi operativi alle imprese 5.598 3,1 8 Credito, assicurazioni e servizi finanziari 4.428 0,4 1,8 L A V O R O Servizi di informazione e comunicazione 2.264 -0,1 1,8 Sanità e assistenza sociale 3.729 3,7 10,2 Servizi avanzati alle imprese 3.101 2,3 4,3 Istruzione 692 1,2 8 Altri servizi 5.951 2,6 3,6 Attività mancante 22 450 633,3 Fonte: Sistema Informativo Mercato del Lavoro - Sistema Camerale Emilia-Romagna Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 43
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena del Nord Est (20,1%) e nazionali (18,6%) sono però più negativi. Sotto il profilo della dinamica “quantitativa”, quindi, la nostra provincia mostra una buona capacità di tenuta e adattamento; più critico è il confronto sul piano “qualitativo” della domanda di lavoro espressa dalle nostre imprese. Dal punto di vista della dinamica dei flussi occupazionali, va evidenziato l’andamento del tasso di variazione, che è passato dal +1,2% del 2008, al -1,6% del 2009, per ridimensionarsi al -1% del 2010; sempre nello stesso arco temporale, che osserva il periodo pre e post crisi, le assunzioni annuali “non stagionali” stimate sono passate da oltre 6.800 a circa 4.900. L’analisi per tipologia contrattuale evidenzia, per esempio, che solo il 15,7% delle assunzioni sarà a tempo indeterminato, (-2,1%), mentre la stabilità dei servizi a fronte di incidenze nettamente migliori (+0,8%) e dell’agricoltura (-0,5%) e la per l’Emilia-Romagna (25,8%), il Nord Est crescita delle public utilities (+2,9%) hanno (24,6%) e l’Italia (31,8%). consentito al sistema produttivo locale di Anche il livello di istruzione richiesto si contenere nel 2009 il calo complessivo conferma mediamente più basso di quanto dell’occupazione all’1%. rilevato negli altri livelli territoriali: rispetto al totale delle assunzioni “non stagionali”, solo Ad integrazione degli aspetti trattati e in per l’8,2% è richiesto il titolo universitario considerazione del fatto che anche nel a fronte dell’11,1% segnalato dalle imprese tessuto sociale ed economico locale è regionali e del Nord Est e del 12,5% dato rilevante la problematica di un incontro non italiano. ottimale tra domanda e offerta di lavoro, è Fra le tendenze principali, va evidenziato utile riportare di seguito alcuni spunti relativi che alcuni aspetti di “frizione” nell’incontro ai principali risultati provinciali del sistema domanda e offerta di lavoro sembrano più informativo Excelsior sulle caratteristiche “distesi”: risultano in netto e graduale calo della domanda di lavoro delle imprese. le assunzioni di profili considerati di difficile Premesso che i risultati oggetto di reperimento. commento sono relativi alle imprese Per quanto riguarda le professioni più private non agricole con dipendenti e la richieste dalle imprese, la ripartizione rilevazione è stata effettuata nei primi mesi del fabbisogno è la seguente: 3,7% per dell’anno scorso, le stime elaborate per il quelle intellettuali, scientifiche e ad elevata 2010 da Unioncamere Italia e Ministero specializzazione, 14,1% per quelle tecniche, del Lavoro evidenziano un calo dell’1% 12% impiegatizie, 16,9% professioni e confermano la cautela delle imprese qualificate nel commercio e nei servizi, il nelle assunzioni. Il quadro occupazionale 20,2% per operai specializzati, il 17,9% perL A V O R O sostanzialmente quindi non cambia. La conduttori d’impianti e operai semiqualificati tendenza alla flessione rilevata nella nostra ed il restante 15,3% per professioni non provincia è in linea con quella degli altri qualificate. territori di riferimento; i dati provinciali Le figure più richieste fra le professioni evidenziano, però, cali meno accentuati tecniche sono state previste quelle rispetto al -1,4% dell’Emilia-Romagna e dell’amministrazione e dell’organizzazione, del Nord Est e al -1,5% rilevato a livello dei rapporti con i mercati e delle scienze nazionale. In provincia le imprese propense ingegneristiche. ad assumere sono il 22,6% (in calo rispetto Tra le professioni impiegatizie ha rilevanza il al 24,5% del 2009); i dati regionali (19,2%), personale addetto alla gestione degli stock,44 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena degli approvvigionamenti, dei trasporti e cassieri, addetti allo sportello ed assimilati. Nell’area delle professioni relative alle attività commerciali e nei servizi si evidenziano gli addetti alla ristorazione e ai pubblici esercizi e gli addetti alle vendite al minuto. Tra gli operai specializzati i più richiesti sono gli “addetti alle lavorazioni alimentari”, “operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni”, “meccanici, montatori, riparatori, manutentori di macchine fisse e mobili”, “addetti alle costruzioni e al mante- nimento di strutture edili”. Nel gruppo dei “conduttori di impianti e operai addetti a macchinari fissi e mobili” i più richiesti risultano gli “operai addetti a macchine confezionatrici”, “conduttori di veicoli a motore” e “conduttori di macchine movimento terra, sollevamento e maneggio dei materiali”. del 2009, un incremento deciso, ma comun- Infine per quanto concerne il personale que nettamente inferiore rispetto a quanto non qualificato è rilevante la domanda registrato alla fine del 2009 (+19,4%). di personale addetto ai servizi di pulizia, Nella distinzione per genere gli incremen- igienici, di lavanderia ed assimilati. ti rilevati riportano valori abbastanza alli- Il 26% delle assunzioni non stagionali neati: +10,1% per i maschi e +9,3% per le è relativo a figure professionali che le femmine. L’incidenza percentuale conferma imprese considerano difficili da reperire. invece le maggiori difficoltà per le donne Fra le professioni intellettuali e tecniche leche costituiscono il 58,6% dei disoccupati a più difficili da reperire sono gli specialisti fronte del 41,4% degli uomini. delle scienze della vita e personale non La situazione continua quindi ad essere qualificato nell’agricoltura. Nel gruppo degli preoccupante e il rischio della perdita del impiegati sono di difficile reperimento il lavoro ha interessato, anche se in misura personale con funzioni specifiche in campo diversa, non solo le fasce di lavoratori più amministrativo, gestionale e finanziario, “deboli” (giovani, donne e stranieri), ma la mentre fra le professioni qualificate generalità dei lavoratori. In particolare è nelle attività commerciali e nei servizi risultata colpita la popolazione adulta (dai riscontriamo le professioni qualificate 30 a 49 anni) che rappresenta il 54,7% del nei servizi sanitari. Infine fra gli operai totale dei disoccupati e gli ultracinquantenni specializzati figurano i fonditori, saldatori, (pari al 24,9%), in un contesto nel quale non lattonieri, calderai, montatori di carpenteriasi sono verificate nemmeno le condizioni metallica ed assimilati, fra i semiqualificati per l’inserimento nel sistema produttivo gli operai conduttori di catene di montaggio dei lavoratori più giovani. L’aumento dei automatizzate e di robot industriali. disoccupati è stato continuo nel corso dell’anno con l’eccezione di una diminuzione Per quanto riguarda le dinamiche della (-2,7%) da marzo a giugno 2010 che però L A V O R O disoccupazione a livello provinciale, i dati non può essere intesa come segnale di rilevati nel 2010 dal Sistema Informativo La- ripresa, ma solo come calo “fisiologico” voro dei Centri per l’Impiego dell’Ammi- della disoccupazione, se non addirittura nistrazione Provinciale confermano il per- come sintomo di scoraggiamento delle durare della situazione di crisi nonostante persone nella ricerca attiva di lavoro. qualche debole segnale di senso positivo. I A fine anno i disoccupati che hanno perso disoccupati, in costante aumento nel cor- una precedente occupazione sono stati pari so dell’anno, sono arrivati al 31/12/2010 a all’88,5% del totale, mentre le persone alla 28.671 e hanno fatto registrare un aumento ricerca di una prima occupazione hanno del 9,6% rispetto al corrispondente periodo rappresentato l’11,5%.Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 45
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena 2010 (+3,6%), secondo le valutazioni dei Servizi Provinciali per l’Impiego, non può però essere letto come segnale di ripresa economica e di uscita dalla crisi, perché il sistema produttivo sta tuttora attraversando un periodo di stasi senza incrementi reali dell’occupazione, soprattutto di quella stabile, ed è ancora lontano dai positivi saldi pre-crisi tra avviamenti e cessazioni (14.776 posti di lavoro creati nel 2008). Infatti il saldo 2010 tra gli avviamenti e le cessazioni dei rapporti di lavoro (-592), pur segnalando una minore riduzione delle perdita di posti di lavoro rispetto ai posti di lavoro persi nel 2009 (-4.259), continua ad evidenziare difficoltà nel consolidare effetti di reale ripresa. Inoltre, se anche rispetto all’intero anno 2009 gli avviamenti sono lievemente aumentati, non è opportuno spingersi in previsioni ottimistiche di ripresa dell’occupazione, dato che, oltre al saldo negativo tra assunzioni e cessazioni, si rileva in particolare dal secondo semestre un netto calo tendenziale degli avviamenti. Osservando la tipologia dei rapporti di lavoro instaurati nel 2010 si denota una Al numero consistente dei disoccupati “stabilizzazione della precarietà”, data va inoltre “aggiunto” quello significativo dall’incremento dei contratti a tempo di lavoratori che, pur mantenendo determinato a discapito di quelle a tempo formalmente il diritto al proprio posto di indeterminato, che rappresentano solo il lavoro, sono stati sospesi temporaneamente 9,2% del totale degli avviamenti. dall’attività lavorativa con la copertura degli Infatti si rileva un calo del 23,9% dei contratti ammortizzatori sociali. a tempo indeterminato: in particolare quelli L’incremento della disoccupazione è stato ad orario pieno sono complessivamente alimentato dal notevole aumento (+25,1%) diminuiti del 28,2% e rappresentano rispetto dei lavoratori iscritti in lista di mobilità al totale delle assunzioni solo il 5,9% e così che hanno raggiunto a fine 2010 le 3.479 anche quelli a tempo parziale (-14,7%) che laboratori, dei quali 1.875 maschi e 1.604 costituiscono una fetta ancora più esigua femmine. del totale degli avviamenti (3,3%). Le Anche per il 2010 si conferma un aumento assunzioni a tempo determinato al contrario più consistente dei lavoratori iscritti a rappresentano anche nel 2010 la tipologia seguito di licenziamento individuale (+29%) di contratto maggiormente utilizzata con il da imprese con organico inferiore ai 15 90,8% del totale delle assunzioni e risultano dipendenti e in particolare del commercio e aumentate del +7,6%. dei servizi, rispetto a quello delle iscrizioni Nell’ambito dei contratti a termine siL A V O R O per effetto di licenziamenti collettivi che rileva inoltre un netto aumento di quelli pure si è incrementato in modo netto di somministrazione (prevalentemente (+15%). a tempo determinato) del +44,9% che Nel complesso sono risultati in crescita anche rappresentano però solo il 5,4% (4% nel i disoccupati stranieri (+14,8%) che hanno 2009, 5,7% nel 2008 e 7,2% nel 2007) dei raggiunto le 7.077 unità e rappresentano il contratti a tempo determinato e il 4,9% del 24,7% del totale e sono distribuiti per 3.181 totale delle assunzioni. nel CPI di Forlì, 2.791 in quello di Cesena e I contratti di apprendistato, assimilati nor- 1.105 nel CPI di Savignano sul Rubicone. mativamente a quelli a tempo indetermina- L’aumento delle assunzioni registrato nel to, sono compresi nel totale dei contrat-46 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-CesenaUTENTI IN STATO DI DISOCCUPAZIONE (*) dei Centri per l’Impiego della Provincia di Forlì-Cesena Incidenza % suDato di Stock Maschi Femmine Totale Totale disoccupati stesso annoDisoccupati con precedenti lavorativial 31 dicembre 2010 10.736 14.646 25.382 88,5%al 31 dicembre 2009 9.706 13.351 23.057 88,1%Variazione % 10,6% 9,7% 10,1%Inoccupati in cerca di prima occupazioneal 31 dicembre 2010 1.139 2.150 3.289 11,5%al 31 dicembre 2009 1.079 2.021 3.100 11,9%Variazione % 5,6% 6,4% 6,1% di cui STRANIERI (*)Totale Disoccupati Maschi Femmine Totaleal 31 dicembre 2010 11.875 16.796 28.671 3.437 3.640 7.077al 31 dicembre 2009 10.785 15.372 26.157 3.086 3.076 6.162Variazione % 10,1% 9,3% 9,6% 11,4% 18,3% 14,8% Incidenza % suSpecifica per fasce di età - stock Maschi Femmine Totale Totale disoccupati stesso anno15/18 annial 31 dicembre 2010 148 87 235 0,8%al 31 dicembre 2009 141 91 232 0,9%Variazione % 5,0% -4,4% 1,3%19/24 annial 31 dicembre 2010 1.205 1.411 2.616 9,1%al 31 dicembre 2009 1.155 1.236 2.391 9,1%Variazione % 4,3% 14,2% 9,4%25/29 annial 31 dicembre 2010 1.256 1.732 2.988 10,4%al 31 dicembre 2009 1.138 1.663 2.801 10,7%Variazione % 10,4% 4,1% 6,7%30/49 annial 31 dicembre 2010 6.345 9.343 15.688 54,7%al 31 dicembre 2009 5.809 8.721 14.530 55,5%Variazione % 9,2% 7,1% 8,0%oltre 50 annial 31 dicembre 2010 2.921 4.223 7.144 24,9%al 31 dicembre 2009 2.542 3.661 6.203 23,7%Variazione % 14,9% 15,4% 15,2% Incidenza % suSpecifica per iscritti in lista di Maschi Femmine Totale Totale disoccupatimobilità L. 223/91 - stock stesso annoLavoratori licenziati a seguito di procedura collettiva di mobilitàal 31 dicembre 2010 548 327 875 3,1%al 31 dicembre 2009 442 319 761 2,9%Variazione % 24,0% 2,5% 15,0%Lavoratori iscritti L. 236/93 a seguito di licenziamento individualeal 31 dicembre 2010 1.327 1.277 2.604 9,1% L A V O R Oal 31 dicembre 2009 1.000 1.019 2.019 7,7%Variazione % 32,7% 25,3% 29,0%Totale iscritti in lista di mobilitàal 31 dicembre 2010 1.875 1.604 3.479 12,1%al 31 dicembre 2009 1.442 1.338 2.780 10,6%Variazione % 30,0% 19,9% 25,1%(*) a seguito della presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento ed alla ricerca di un’attività lavorativa ai sensidel D. Lgs. n. 297/02Fonte: Sistema Informativo Lavoro - Amministrazione Provinciale di Forlì-CesenaElaborazione: Servizi provinciali per l’impiego -Ufficio Adempimenti amministrativi collocamento ordinario - Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 47
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena COMUNICAZIONI DI ASSUNZIONE pervenute ai Centri per l’Impiego della provincia (*) Dato di Flusso Maschi Femmine Totale di cui STRANIERI (*) Totale Assunzioni Maschi Femmine Totale Anno 2010 42.347 49.316 91.663 13.640 12.476 26.116 Anno 2009 40.042 48.424 88.466 13.041 11.893 24.934 Variazione % 5,8% 1,8% 3,6% 4,6% 4,9% 4,7% (*) ExtraCEE e Unione Europea Specifica per tipologia contrattuale Maschi Femmine Totale Tempo indeterminato orario pieno Anno 2010 3.534 1.872 5.406 Anno 2009 4.882 2.646 7.528 Variazione % -27,6% -29,3% -28,2% Tempo indeterminato part-time Anno 2010 975 2.059 3.034 Anno 2009 1.196 2.362 3.558 Variazione % -18,5% -12,8% -14,7% Tempo determinato orario pieno Anno 2010 33.083 33.595 66.678 Anno 2009 29.489 32.208 61.697 Variazione % 12,2% 4,3% 8,1% Tempo determinato part-time Anno 2010 4.755 11.790 16.545 Anno 2009 4.475 11.208 15.683 Variazione % 6,3% 5,2% 5,5% Contratti di somministrazione (ulteriore specifica del t. determinato) Anno 2010 2.787 1.673 4.460 Anno 2009 1.851 1.227 3.078 Variazione % 50,6% 36,3% 44,9% Contratti di apprendistato (ulteriore specifica del t. determinato) Anno 2010 2.428 1.856 4.284 Anno 2009 2.202 1.747 3.949 Variazione % 10,3% 6,2% 8,5% Specifica per settori produttivi Maschi Femmine Totale Agricoltura Anno 2010 8.457 7.597 16.054 Anno 2009 8.467 7.925 16.392 Variazione % -0,1% -4,1% -2,1% Industria Anno 2010 11.074 4.600 15.674 Anno 2009 11.318 5.069 16.387 Variazione % -2,2% -9,3% -4,4% Servizi Anno 2010 20.657 26.705 47.362 Anno 2009 18.141 24.841 42.982L A V O R O Variazione % 13,9% 7,5% 10,2% Pubblica Amministrazione / Enti Locali Anno 2010 2.159 10.414 12.573 Anno 2009 2.116 10.589 12.705 Variazione % 2,0% -1,7% -1,0% (*) assunzioni pervenute dai datori di lavoro privati e pubblici, a seguito di obbligo previsto dalla vigente normativa (L. 296/06), riferite alle assunzioni di lavoratori in aziende del territorio provinciale di tutte le tipologie di lavoro subordinato, a progetto, CO.CO.CO., associazioni in partecipazione, socio-lavoratore di coop., nonchè di tirocini formativi Fonte: Sistema Informativo Lavoro - Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena Elaborazione: Servizi provinciali per l’impiego - Ufficio Adempimenti amministrativi collocamento ordinario - Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena48 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena ti a tempo determinato sono aumentati Secondo le valutazioni dei Servizi Provinciali dell’8,5%, e sono pari al 4,7% del totale degli per l’Impiego l’andamento delle cessazioni, avviamenti. che si potrebbe intendere come un Le assunzioni di lavoratori stranieri sono segnale positivo di superamento della aumentate del 4,7%. crisi, va letto congiuntamente al dato degli Rispetto ai settori produttivi di impiego dei ammortizzatori sociali, notevolmente lavoratori, si rileva una generale diminuzione aumentato, il cui utilizzo ha evitato alle delle comunicazioni di assunzione in quasi aziende di procedere immediatamente ai tutti i settori produttivi ad esclusione licenziamenti consentendo di sospendere del settore dei servizi (+10,2%): -2,1% l’attività produttiva preservando però la in agricoltura, -4,4% in industria e -1% di disponibilità dei propri dipendenti. assunzioni nel settore pubblico. Nel 2010 le cessazioni dei rapporti di Per delineare meglio le dinamiche del lavoro hanno fatto rilevare rispetto al 2009 mercato del lavoro sono importanti in generale una situazione stabilità (-0,5%). le valutazioni predisposte dall’Ufficio Le cessazioni dovute alla motivazione più Prevenzione e Gestione Crisi aziendali ricorrente (fine contratto a termine) sono dell’Amministrazione Provinciale, che ha aumentate del 7,9%; quelle per “risoluzione il compito, qualora in sede sindacale non in periodo di prova” del 9%. venga raggiunto un accordo, di procedere In calo invece le cessazioni per dimissioni all’esame congiunto con le parti sociali (-1,5%) e quelle per motivi più direttamente preliminare alla messa in mobilità del riconducibili alla crisi quali il licenziamento, personale o al ricorso agli interventi di cassa la riduzione e la chiusura di azienda (-12,6%). integrazione straordinaria. Tali procedure COMUNICAZIONI DI CESSAZIONE dei rapporti di lavoro pervenute ai Centri per l’Impiego della provincia (*) Dato di Flusso Maschi Femmine Totale di cui STRANIERI (*) Totale Cessazioni Maschi Femmine Totale Anno 2010 42.745 49.510 92.255 13.423 12.183 25.606 Anno 2009 42.955 49.770 92.725 13.920 11.727 25.647 Variazione % -0,5% -0,5% -0,5% -3,6% 3,9% -0,2% (*) ExtraCEE e Unione Europea Specifica per motivo cessazione (più ricorrente) Maschi Femmine Totale Fine contratto a termine Anno 2010 23.879 33.150 57.029 Anno 2009 21.378 31.486 52.864 Variazione % 11,7% 5,3% 7,9% Risoluzione in periodo di prova Anno 2010 972 804 1.776 Anno 2009 906 723 1.629 Variazione % 7,3% 11,2% 9,0% Dimissioni Anno 2010 8.030 5.973 14.003 Anno 2009 7.969 6.246 14.215 L A V O R O Variazione % 0,8% -4,4% -1,5% Licenziamento/Riduzione/Chiusura azienda Anno 2010 2.698 2.046 4.744 Anno 2009 3.283 2.147 5.430 Variazione % -17,8% -4,7% -12,6% (*) Comunicazioni di cessazione pervenute dai datori di lavoro privati e pubblici, a seguito degli obblighi previsti dalla vigen- te normativa (L. 296/06) in Aziende ubicate nel territorio provinciale di tutte le tipologie di lavoro subordinato, a progetto, CO.CO.CO., associazioni in partecipazione, socio-lavoratore di cooperative nonchè di tirocini formativi Fonte: Sistema Informativo Lavoro - Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena Elaborazione: Servizi provinciali per l’impiego - Ufficio Adempimenti amministrativi collocamento ordinario - Amministrazione Provinciale di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 49
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena sono state ritirate, ma poi riproposte in tempi successivi. Il settore maggiormente coinvolto si conferma l’industria con 82 procedure, a fronte delle 11 nel settore servizi/commercio e una nel settore agricolo. Le procedure nei singoli comparti sono così distribuite: 44 metalmeccanica, 7 gomma plastica, 7 legno arredamento, 11 tessile abbigliamento, 3 edile industria, 4 alimentare, 2 piastrelle ceramica e refrattari, inoltre risultano interessati i comparti della grafica ed editoria, saccarifero e fotolaboratori con una procedura ciascuno. Nel settore del commercio/servizi risulta maggiormente coinvolto il comparto commercio, turismo e servizi con 8 procedure, inclusi i due contratti di solidarietà, un ricorso alla CIGS nell’autotrasporto merci e si applicano esclusivamente alle aziende logistica e una procedura di mobilità nelle che occupano almeno 15 dipendenti e che telecomunicazioni. intendono richiedere interventi di cassa Il dato più significativo che ha caratterizzato integrazione straordinaria o procedere al l’anno in corso rispetto al precedente licenziamento di almeno cinque lavoratori è la maggiore incidenza del ricorso agli nell’arco temporale definito in sede di ammortizzatori sociali per cessazione accordo. Pertanto le valutazioni riportate di dell’attività o per procedura concorsuale seguito, per quanto di notevole significatività, e quindi fallimento o concordato. In alcuni sono parziali perché non comprendono le casi le aziende già in cassa integrazione per crisi delle aziende di piccole dimensioni che crisi aziendale, dovuta ad evento improvviso rappresentano una parte consistente del ed imprevisto, hanno dovuto rettificare tessuto produttivo locale. la causale a seguito di sopravvenuta Al termine del secondo anno di crisi, i dati dichiarazione di fallimento o per cessazione rilevati non sono incoraggianti, durante tutto dell’attività. In relazione a tali motivazioni il 2010 il ritmo di ricorso alle procedure per sono state concluse 20 trattative: 14 per l’accesso ad interventi di cassa integrazione cessazione dell’attività e 6 per sopravvenuta straordinaria (CIGS) o di mobilità non ha dichiarazione di fallimento o ammissione al mostrato segnali di rallentamento e anzi, concordato preventivo. Praticamente tutti i rispetto all’anno precedente, si è registrato settori sono stati interessati dalle cessazioni un lieve incremento. Rispetto alle 84 o dalle procedure concorsuali e i lavoratori procedure trattate dall’ufficio nel 2009, coinvolti sono stati circa 538. Nell’anno nell’anno appena terminato si è registrato precedente erano stati segnalati soltanto 2 un incremento percentuale dell’11,9% con casi di ricorso a procedura concorsuale e 5 94 procedure concluse per un totale di cessazioni di attività. 3.183 lavoratori coinvolti (+21,2% rispetto Dal punto di vista territoriale, mentre nel ai dati del 2009). 2009 si era notata una maggiore incidenza Le procedure per ricorso alla CIGS delle crisi nel territorio forlivese rispetto alL A V O R O sono state complessivamente 39 (38 nel cesenate, nel 2010 questo divario non è più 2009), le procedure di mobilità 37 (32 nel riscontrabile essendo entrambi i territori 2009), soltanto 2 i contratti di solidarietà stati coinvolti in ugual misura. comunicati quest’anno (8 nel 2009). Sono Un ulteriore elemento che merita aumentate invece le aziende che hanno attenzione, è il notevole incremento che si è contestualmente richiesto il ricorso verificato del ricorso i tavoli istituzionali di sia alla CIGS che alla mobilità (13) per confronto istituiti per consentire interventi facilitare l’esodo volontario anticipato dei di “prevenzione” delle crisi al verificarsi delle lavoratori grazie agli sgravi per assunzioni prime situazione di difficoltà. legati all’iscrizione nelle liste; 3 procedure Fra i fenomeni significativi per interpretare50 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena le dinamiche occupazionali, va segnalato l’andamento degli ammortizzatori sociali e in particolare degli interventi di Cassa Integrazione Guadagni; va precisato però che i dati disponibili, si riferiscono alle ore autorizzate e non a quelle realmente effettuate. Secondo gli indicatori di sintesi sulla crisi occupazionale elaborati dal Servizio Lavoro della Regione Emilia-Romagna su dati INPS, in provincia nel periodo gennaio- dicembre 2010 sono state autorizzate complessivamente 9.946.060 ore di cui 2.507.416 di cassa integrazione ordinaria, 2.502.565 di straordinaria e 4.936.079 in deroga (vedi accordo Regione Emilia- Romagna, UPI, ANCI e Parti sociali del 18 maggio 2009). Rispetto al totale, ben 8.455.709 hanno riguardato imprese del arrivati nel 2010 per lavoro nella nostra settore manifatturiero. provincia, in seguito ad autorizzazioni A titolo puramente indicativo, senza rilasciate dalla Prefettura di Forlì sulla considerare le necessarie ponderazioni base delle quote dei vari decreti di per le diverse specificità, dimensioni e mix regolamentazione (stagionali e non) del produttivo delle varie province della regione, 2008,2009 e 2010, sono stati: 138 in base al ma solo osservando il valore assoluto delle Decreto Flussi per lavoro subordinato 2008, ore complessivamente autorizzate nei primi 557 al Decreto Flussi stagionali (turistico dieci mesi dell’anno, Forlì-Cesena è la quinta alberghiero - agricoltura), 12 per casi provincia in regione per numero di ore. Le particolari (art 27 Legge 286/98), 850 per altre province in ordine decrescente per “emersione” colf e badanti (Legge 102/2009) numero di ore sono: Bologna, (26.990.164), in relazione alla sanatoria di cittadini Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Piacenza, extracomunitari già presenti sul territorio Rimini, Ravenna, Parma (3.377.170). nazionale i cui datori di lavoro hanno Le variazioni percentuali rispetto al periodo richiesto la regolarizzazione dichiarando gennaio-dicembre 2009 sono state del che erano occupati dal 1/4/2009. +64,9% per il complesso delle ore, -26,9% per la CIGO, +148,8% per la CIGS, +209,3% Le informazioni che seguono, fornite dalla per la CIG in deroga. Direzione Provinciale del Lavoro di Forlì- Gli aumenti rilevati, anche se molto netti Cesena (DPL), arricchiscono ulteriormente sintetizzano una buona parte dell’anno con il quadro informativo. Alla DPL sono infatti andamenti sostenuti, mentre negli ultimi affidate competenze che vanno dall’attività mesi del 2010 si è verificata una “frenata” ispettiva a quelle di conciliazione, all’Os- nel numero di ore autorizzate. servatorio sulla cooperazione e le azioni I settori che hanno fatto rilevare di promozione della legalità, prevenzione e complessivamente il maggior numero di ore sicurezza nei cantieri edili per garantire la sono stati: meccanica, pelli cuoio e calzature, regolarità dei rapporto di lavoro, il contra- L A V O R O lavorazione del legno, abbigliamento, edilizia, sto al lavoro nero e la tutela della salute e commercio, chimica. della sicurezza nei settori ad elevato rischio Gli accordi sindacali inoltrati alla Regioneinfortunistico. per accedere alla CIGS in essere al 1/1/2011In merito alle situazioni di irregolarità hanno riguardato 64 unità locali e 3.869 riscontrate nel 2010, premesso che non lavoratori. sono disponibili elementi di valutazione di confronto con altre realtà provinciali, In merito ai flussi di lavoratori stranieri, l’attività del Servizio Ispezione del Lavoro secondo i dati dello Sportello Unico per (SIL) della DPL, in parte congiuntamente con l’Immigrazione, i lavoratori effettivamente INPS, INAIL, AUSL, Carabinieri, Guardia diRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 51
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Nell’ambito della Direttiva del Ministero del Lavoro del 7/7/2010, che prevedeva campagne su “obiettivi sensibili”, il piano di vigilanza presentato dalla DPL per la nostra provincia, ha individuato, oltre a quanto previsto in via ordinaria, il settore del mobile imbottito gestito da etnie straniere. Le ispezioni sono state effettuate nei mesi di ottobre e novembre unitamente dalla DPL e dal Gruppo Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro nell’ambito del piano d’azione promosso dalla Prefettura e che ha coinvolto, coordinati dalla DPL, gli istituti, le Forze dell’Ordine comprese le polizie municipali, con AUSL e Vigili del Fuoco. Gli interventi hanno riguardato inoltre i settori tessile-abbigliamento e manifatturiero in generale nei quali sono risultati occupati numerosi lavoratori stranieri e sono stati accertati reati in relazione a presenza di clandestini, violazione di norme in materia di igiene e sicurezza, nonché reati di ordine pubblico. Nel complesso, secondo la DPL, l’attività programmata nel 2010 è stata indirizzata ad una migliore e più efficace presenza sul territorio al fine di reprimere con maggiore incisività i fenomeni di illegalità: ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 81/08, sono state Finanza, Questura, Polizie Municipali, Vigili sospese 68 imprese in relazione alle quali del Fuoco, si è concentrata nei settori del sono risultati 150 lavoratori totalmente in manifatturiero, trasporti-logistica, pubblici nero e 10 clandestini. esercizi, commercio, agricoltura, edilizia Anche gli interventi del Servizio Politiche del (con attenzione specifica agli appalti- Lavoro della DPL in materia di conciliazione somministrazione) e cooperazione. Nel e controversie di lavoro sono stati settore edile, su un totale di 278 aziende consistenti, sia con riferimento alle richieste controllate dal Servizio Ispettivo, l’unità individuali e plurime nei tentativi obbligatori operativa di vigilanza tecnica ha ispezionato davanti alle Commissioni di Conciliazione di 80 aziende rilevando per il 55% di esse Forlì e di Cesena e/o ai Collegi del Pubblico irregolarità in materia di salute e sicurezza. Impiego, sia in relazione alle problematiche Relativamente al solo settore edile sono che hanno interessato la collettività dei state contestate 52 maxisanzioni per lavoro lavoratori di alcune aziende. Nel corso del nero su un totale di 438 maxisanzioni 2010 si è confermato, a livello provinciale, complessive contestate nei vari settori. un livello sostenuto di conflittualità: nel Nelle imprese del settore agricolo, a fronte settore privato, sono risultate alla DPL oltreL A V O R O dell’attività ispettiva, che si è concentrata nel 2.000 controversie di lavoro individuali, dato periodo di raccolta di fragole, pesche e della che evidenzia il disagio sociale causato dal potatura delle viti, sono state riscontrate persistere di una diffusa situazione di crisi irregolarità contributive e un maggiore che già aveva determinato lo scorso anno utilizzo di pensionati, mentre il dato riferito un incremento deciso della vertenzialità ai lavoratori extracomunitari è in linea con rispetto al 2008. I risultati ottenuti con l’anno precedente. In particolare, durante il l’attività di conciliazione, secondo la DPL periodo della vendemmia, si è rilevato un sono da considerarsi ottimali, poiché hanno ricorso marcato al “lavoro accessorio” con dato esiti positivi con la sottoscrizione dei l’utilizzo di voucher. verbali di conciliazione per circa il 65% delle52 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena controversie trattate. In questo senso è stato fondamentale il ruolo “super partes” svolto dai membri delle Commissioni nell’attività di mediazione, che ha contribuito a proporre la conciliazione come una reale opportunità di risoluzione del conflitto e non solo come passaggio obbligato dal punto di vista procedurale. Peraltro, le buone pratiche conciliative rappresentano un dato storico sul territorio provinciale. Significativi sono stati anche gli interventi richiesti alla DPL in materia di vertenzialità collettiva, che hanno riguardato i casi di cambi d’appalto nel settore del pulimento e del facchinaggio e nei settori del mobile imbottito, metalmeccanica, nautica, case di cura private, trasporti. La conflittualità ha riguardato in particolare le aziende che si sono aggiudicate “appalti al ribasso” nel settore dei servizi di pulizia, del facchinaggio e della logistica, che spesso hanno fatto registrare una scarsa correttezza nell’applicazione dei CCNL e la mancata corresponsione degli stipendi, anche per lunghi periodi. Sono stati necessari interventi oltre che sulle imprese stesse, anche sugli enti committenti, responsabili dell’affidamento dei servizi e delle opportune verifiche formali e sostanziali. stata determinata anche dell’aumento della disoccupazione, dal massiccio ricorso agli Le informazioni relative all’andamento ammortizzatori sociali e dalla conseguente degli infortuni sul lavoro, elaborate riduzione delle ore lavorate. dalla Direzione INAIL di Forlì, consentono Per quanto riguarda nello specifico le di completare il quadro informativo. Gli modalità degli infortuni, si rileva un calo del ultimi dati disponibili riportano, per il 2009, 15,1% di quelli in ambiente di lavoro, del 10.064 denunce di infortunio rispetto 20,4% nella circolazione stradale in occasione alle 11.783 del 2008. Si registra quindi un di lavoro e del 7,6% in itinere. L’analisi per calo del 14,6% degli infortuni denunciati settore evidenzia una diminuzione del 16,3% in provincia, trend positivo più netto di per l’agricoltura, del 15% per i servizi e un quello rilevato mediamente in regione aumento dell’11,2% nella gestione per conto (-13,1%). Va considerato però che la forte dello Stato. Il numero degli infortuni con flessione nell’andamento degli infortuni è esito mortale (9) è risultato uguale al 2008. L A V O R ORapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 53
    • I MP R E N D IT OR IA L I T À La dinamica del sistema imprenditoriale della Camera di Commercio di Forlì-Cesena provincia di Forlì-Cesena nel 2010 ha fatto registrare i primi segnali di ripresa, dopo che nel 2009 aveva subito fortemente gli effetti della crisi economica. Torna ad essere attivo il saldo fra le aperture di nuove imprese, il cui numero è in crescita, e le cessazioni, che invece sono in diminuzione. Fra i settori economici, positiva è stata la dinamica del terziario, in particolare del settore alloggi e ristorazione e delle attività immobiliari, ma anche il commercio ha registrato un trend positivo sebbene limitato. Continuano inoltre a crescere le società di capitale, ad indicare la prosecuzione del processo di consolidamento del sistema produttivo provinciale. Rimangono però elementi di difficoltà che segnalano che la crisi non è ancora alle spalle: continua la flessione delle cessazioni (2.729 nel 2010 contro le 2.875 imprese del settore manifatturiero e dei del 2009). Considerando i dati degli ultimi trasporti, nonché dell’insieme delle imprese cinque anni, il saldo fra aperture e cessazioni artigiane. è sempre stato in attivo, ad eccezione del La provincia di Forlì-Cesena si conferma 2009; il valore del saldo nel 2010 risulta il più un territorio con imprenditorialità diffusa. basso nel periodo considerato, escludendo Il rapporto fra abitanti e imprese attive si il valore negativo del 2009. Ciò è dovuto mantiene meno elevato rispetto agli altri al fatto che il valore delle nuove iscrizioni ambiti territoriali: un’impresa ogni 9,7 del 2010 è il più basso dal 2006, sempre ad abitanti, contro una ogni 10,2 in regione e eccezione del 2009. Parallelamente, però, una ogni 11,4 a livello nazionale. anche il valore delle cessazioni del 2010 è il più basso del quinquennio considerato. Secondo Movimprese, banca dati di Il quadro che emerge, dunque, è quello di Infocamere, alla fine del 2010 le imprese un sistema imprenditoriale che risente dei “registrate” presso la Camera di Commercio segni della crisi economica, ma che sembra di Forlì-Cesena sono risultate 44.791, delle in ripresa rispetto al momento più difficile I M P R E N D I T O R I A L I T À quali 40.538 attive. Nel corso dell’anno si attraversato nell’anno precedente. sono iscritte 2.832 imprese e ne sono cessate Le imprese attive hanno fatto rilevare una 2.729 (dato al netto delle cancellazioni lieve flessione dello 0,3% rispetto al 2009, d’ufficio); il saldo è pertanto positivo (+103 sostanzialmente analoga a quella regionale unità). Questi dati segnalano un’inversione (-0,2%), mentre a livello nazionale il valore di tendenza rispetto al 2009, quando si è rimasto stabile. Le variazioni calcolate al era registrato un saldo negativo (-256). La netto del settore agricolo mostrano per differenza è dovuta sia ad un aumento delle la provincia di Forlì-Cesena una leggera iscrizioni (2.832 nel 2010 contro 2.619 crescita dello 0,3%, a fronte del +0,2% nel 2009), sia ad una diminuzione delle regionale e del +0,4% nazionale. IMPRENDITORIALITA’ imprese attive popolazione * imprese ogni 1.000 abitanti per im- 31/12/2010 31/12/2009 abitanti presa Forlì-Cesena 40.538 392.329 103,3 9,7 Emilia-Romagna 428.867 4.377.435 98,0 10,2 Italia 5.281.934 60.340.328 87,5 11,4 Fonte: Movimprese (Infocamere) e Istat (* Bilancio demografico 2009) Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 55
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Secondo le analisi che seguono, che IMPRESE ATTIVE PER SETTORE escludono il settore agricolo in quanto Forlì-Cesena - 31/12/2010 presenta dinamiche e caratteristiche particolari, le imprese attive sono risultate 32.268. La movimentazione nel corso 20% 20% dell’anno in esame è stata la seguente: 2.598 7% iscrizioni e 2.229 cessazioni al netto delle cancellazioni d’ufficio (saldo: +369). 4% Fra i settori più significativi, quanto a numerosità delle imprese attive, si rileva una 22% 27% moderata crescita del commercio (+0,4%) che costituisce il 27,1% delle imprese attive al netto dell’agricoltura. Risultano invece Agricoltura e pesca Alberghi e Ristoranti sostanzialmente stabili le costruzioni (-0,1%), Industria e Costruzioni Trasporti che rappresentano il 20,9%. Il settore Commercio Servizi e altro manifatturiero, che nel 2009 è stato quello che fra i settori più significativi aveva subito l’impatto più forte della crisi economica con un tasso del –2,6% rispetto al 2009. Un nel territorio locale, continua nel trend di po’ meno pronunciata la diminuzione del diminuzione (-1,7%); la sua incidenza è del settore in Emilia-Romagna (-2,3%) e a livello 12,5%. nazionale (-2%). Seguono per incidenza i settori “alloggio e ristorazione” (8,3% sul totale), in crescita Passando all’analisi delle forme giuridiche dell’1,4%; le attività immobiliari (incidenza delle imprese attive (escludendo le imprese del 7,8%), con una crescita del 2,6%; “altre agricole), i dati confermano quanto già attività di servizo” (incidenza del 5,4%), registrato l’anno precedente, ossia che la con +1,0%; “trasporti e magazzinaggio” situazione di crisi ha determinato - a tutti (incidenza del 5,1%), che continua nel suo i livelli territoriali - il consolidamento del trend di forte diminuzione (-3,4%). sistema produttivo nelle sue componenti Prosegue infine il calo delle imprese agricole, strutturalmente più robuste, ossia le societàI M P R E N D I T O R I A L I T À ANDAMENTO DELLE IMPRESE ATTIVE esclusa Agricoltura (Ateco 2002 fino al 2009 e Ateco 2007 dal 2010) 125 120 indice (1° trimestre 1999 = 100) 115 110 105 100 1° 2005 2° 2005 3° 2005 4° 2005 1° 2006 2° 2006 3° 2006 4° 2006 1° 2007 2° 2007 3° 2007 4° 2007 1° 2008 2° 2008 3° 2008 4° 2008 1° 2009 2° 2009 3° 2009 4° 2009 2° 2010 3° 2010 4° 2010 I° 2010 trimestri Forlì - Cesena Emilia - Romagna Italia Fonte: Infocamere (Movimprese)56 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena CONSISTENZA DELLE IMPRESE ATTIVE FORLI’-CESENA EMILIA ROMAGNA ITALIA variazione variazione variazione % Anno % Anno % Anno Anno inciden- Anno inciden- inciden- 2010 su 2010 su Anno 2010 2010 su 2010 za % 2010 za % za % Anno Anno Anno 2009 2009 2009 Sezioni di attività economica A Agricoltura, silvicoltura pesca 8.270 -2,6 25,6 68.945 -2,3 19,2 850.999 -2,0 19,2 B Estrazione di minerali da cave e 25 +0,0 0,1 213 -0,9 0,1 3.848 -2,2 0,1 miniere C Attività manufatturiere 4.029 -1,7 12,5 49.048 -1,7 13,6 546.379 -1,2 12,3 D Fornitura di energia elettrica, gas, 50 +42,9 0,2 332 +50,2 0,1 4.626 +25,9 0,1 vapore... E Fornitura di acqua; reti fognarie, 61 -4,7 0,2 576 -2,4 0,2 9.271 +1,4 0,2 attività di... F Costruzioni 6.745 -0,1 20,9 75.231 -0,8 20,9 830.253 +0,3 18,7 G Commercio all’ingrosso e al dettaglio; 8.758 +0,4 27,1 96.194 +0,7 26,7 1.422.566 +0,3 32,1 rip. ... H Trasporto e magazzinaggio 1.653 -3,4 5,1 16.392 -2,7 4,6 164.391 -1,5 3,7 I Attività dei servizi alloggio e risto- 2.663 +1,4 8,3 27.846 +2,3 7,7 341.556 +2,6 7,7 razione J Servizi di informazione e comunica- 578 +1,6 1,8 7.972 +3,0 2,2 108.689 +2,2 2,5 zione K Attività finanziarie e assicurative 697 +2,3 2,2 8.442 +0,0 2,3 108.985 +0,5 2,5 L Attività immobiliari 2.519 +2,6 7,8 26.924 +1,5 7,5 244.246 +1,7 5,5 M Attività professionali, scientifiche e 1.204 +5,3 3,7 14.996 +2,6 4,2 168.914 +3,7 3,8 tecniche N Noleggio, agenzie viaggio, servizi di 651 +2,4 2,0 9.615 +2,9 2,7 138.613 +3,0 3,1 supp. ... O Amministrazione pubblica e difesa; - - - - - - 61 -4,7 0,0 assic. ... P Istruzione 114 +4,6 0,4 1.374 +3,1 0,4 22.652 +3,7 0,5 Q Sanità e assistenza sociale 211 +7,7 0,7 1.805 +5,0 0,5 28.485 +4,3 0,6 R Attività artistiche, sportive, di intratte- 550 +2,0 1,7 5.317 +2,0 1,5 56.728 +3,9 1,3 nimeno... I M P R E N D I T O R I A L I T À S Altre attività di servizi 1.738 +1,0 5,4 17.368 +1,5 4,8 220.654 +1,6 5,0 T Attività di famiglie e convivenze come - - - 1 +0,0 0,0 5 +0,0 0,0 datori... U Organizzazioni ed organismi extra- - - - - - - 5 +0,0 0,0 territoriali Nc Imprese non classificate 22 -69,9 0,1 276 -63,4 0,1 10.008 -60,5 0,2 TOTALE 40.538 -0,3 428.867 -0,2 5.281.934 -0,0 TOTALE (esclusa Sez. A - Agricoltura) 32.268 +0,3 100,0 359.922 +0,2 100,0 4.430.935 +0,4 100,0 Natura giuridica (esclusa Sez. A - Agricoltura) Società di capitale 5.611 +4,6 17,4 75.845 +2,3 21,1 918.690 +2,8 20,7 Società di persone 8.053 -0,1 25,0 79.396 -1,2 22,1 853.209 -1,4 19,3 Ditte individuali 17.783 -0,8 55,1 196.184 -0,1 54,5 2.546.356 +0,0 57,5 Altre forme 821 +1,6 2,5 8.497 +3,1 2,4 112.680 +2,8 2,5 Natura giuridica (Sez. A - Agricoltura) Società di capitale 140 +11,1 1,7 854 +8,4 1,2 10.650 +9,2 1,3 Società di persone 1.100 +5,3 13,3 9.468 +1,8 13,7 56.281 +2,4 6,6 Ditte individuali 6.953 -4,0 84,1 57.969 -3,1 84,1 772.785 -2,5 90,8 Altre forme 77 -2,5 0,9 654 -0,3 0,9 11.283 -0,3 1,3 (*) Per equiparare il confronto con l’anno corrente, ai dati del 2009 sono stati aggiunti i valori dei 7 comuni del pesarese (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello) che dal primo trimestre 2010 sono entrati a far parte della provincia di Rimini Fonte: Movimprese (Infocamere) Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 57
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena movimentazione è stata di 953 iscrizioni e 1.200 cessazioni (saldo: -247). In provincia nel corso del 2010 sono stati dichiarati 65 fallimenti (4 in più rispetto al 2009). Il settore più colpito è quello manifatturiero, con 24 fallimenti dichiarati, dato che conferma lo stato di difficoltà che sta attraversando a seguito della crisi economica; seguono le costruzioni con 16 fallimenti e il commercio con 13. 56 fallimenti sono a carico di società, mentre 8 di ditte individuali. Per quanto riguarda gli imprenditori stranieri, cioè nati al di fuori dei confini nazionali, secondo i dati elaborati da Infocamere, fra 2009 e 2010 le persone con di capitali e le altre forme giuridiche; queste cariche nate all’estero sono salite da 3.876 sono le uniche due tipologie che registrano a 3.964 (+2,3%), mentre gli italiani sono una crescita, mentre le altre forme giuridiche rimasti sostanzialmente stabili (da 64.096 a sono in diminuzione, anche se contenuta, o 64.061). Fra gli stranieri, quelli nati in paesi rimangono stabili. extracomunitari sono cresciuti dell’1,9%, Le società di capitale in provincia nel 2010 mentre quelli nati in paesi comunitari del hanno registrato una crescita annua del 4,6%. 3,3%. Questa forma giuridica rappresenta il 17,4% Rispetto al numero totale degli stranieri con delle imprese attive non agricole provinciali. cariche, 2.530 sono da riferirsi ad imprese L’aumento provinciale è risultato maggiore individuali, gestite quindi da imprenditori sia di quello regionale (+2,3%) sia di quello stranieri, 899 operano in società di persone, nazionale (+2,8%). L’incidenza provinciale 438 in società di capitale. I paesi di nascita di questa forma giuridica resta comunque più ricorrenti sono, a parte la Svizzera con minore di quella regionale (21,1%) e 430 persone, l’Albania con 599, la Romania nazionale (20,7%). con 328, la Cina con 326, il Marocco conI M P R E N D I T O R I A L I T À Le “altre forme” giuridiche in provincia sono 301 e la Tunisia con 209. cresciute dell’1,6%, crescita minore di quella I settori economici nei quali la presenza regionale (+3,1%) e nazionale (+2,8%). di stranieri è più rilevante sono in L’incidenza provinciale è del 2,5%, incidenza ordine di importanza: costruzioni (1.481 analoga a quella nazionale, mentre in regione persone); commercio (905); attività è del 2,4%. manifatturiere (451); “attività dei servizi Le ditte individuali, pari al 55,1% delle alloggio e ristorazione” (379); “trasporto e imprese (54,5% in regione, 57,5% in Italia), magazzinaggio” (137) e agricoltura (124). sono diminuite dello 0,8%. Le società di persone, pari al 25% del totale (22,1% in Da evidenziare anche il ruolo regione, 19,3% in Italia), sono rimaste stabili dell’imprenditoria femminile nel (-0,1%). tessuto produttivo locale che è oggetto Complessivamente i tassi di crescita delle di uno specifico monitoraggio da parte di imprese registrate relativi al 2010 (elaboratiInfocamere. Sono infatti disponibili i dati al netto dell’agricoltura e depurati dall’effetto relativi alle imprese femminili presenti prodotto dalle cancellazioni d’ufficio) nel Registro Imprese delle Camere di mostrano una crescita dell’1,02% per la Commercio e individuate secondo quanto provincia, dell’1,14% per l’Emilia-Romagna e previsto dalla legge 215/92 e successive dell’1,72% per l’Italia. precisazioni. Al 30/6/2010 in provincia sono risultate Al 31/12/2010 le imprese artigiane attive attive 8.681 imprese femminili su un totale risultano 13.751 (-1,7% rispetto al 2009); la di 40.622 imprese, corrispondenti al 21,4%;58 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena incidenza lievemente superiore a quella femminile esclusiva fra le classi di natura regionale (20,8%), ma inferiore a quella giuridica segue un andamento simile, anche nazionale (24,1%). se è più accentuata l’esclusività femminile Per quanto riguarda la disaggregazione per nelle società di persone e in Italia anche settore di attività, in provincia il 27,5% delle nelle cooperative. imprese femminili appartiene al commercio ed il 20,9% all’agricoltura. Seguono, in Un altro dato utile a descrivere la struttura ordine di importanza, il settore degli imprenditoriale locale è quello della “alberghi e ristoranti” e le “altre attività distribuzione delle persone con cariche dei servizi” (entrambi col 10,8%), il settore per classi di età. Ripartendo le persone manifatturiero (8,2%) e le attività immobiliari secondo tre classi d’età - minore di 30 anni, (6,1%). fra 30 e 49 anni, 50 anni e oltre - in provincia Se si prendono in considerazione i primi di Forlì-Cesena si conferma nel 2010 un sei settori in ordine di importanza, che dato già registrato l’anno precedente, che raggruppano l’84,3% delle imprese femminili può destare qualche preoccupazione: la della provincia, quello più femminilizzato classe più anziana, infatti, col 48,8% del è il settore delle “altre attività di servizi” totale ha superato per incidenza - anche se con oltre la metà delle imprese totali di poco - la classe mediana (46,6%), che fino esistenti in provincia (54,4%). Tale settore all’anno precedente era la più numerosa. A comprende attività quali lavanderie, estetiste, differenza del 2009, però, anche in regione si parrucchiere ecc. è verificato questo fenomeno: la classe d’età L’analisi delle imprese femminili per natura con 50 e più anni, infatti, in Emilia-Romagna giuridica mostra come il 65,6% siano imprese ammonta al 48,3%, a fronte del 47,2% di individuali, il 24,4% società di persone e solo quella fra i 30 e i 49 anni. A livello nazionale, l’8,6% società di capitali (la loro incidenza invece, la classe mediana, col 49,1%, rimane però è in leggero aumento: erano l’8,3% al 30 giugno 2009). Nel territorio operano IMPRENDITORI PER CLASSE DI ETA’ - 31/12/2010 anche 92 cooperative “femminili” (1,1%). indici di Il confronto col dato regionale e nazionale valori assoluti composizione vede nella provincia di Forlì-Cesena una Forlì-Cesena minore incidenza delle società di capitali ed una maggiore delle società di persone non disponibile 34 0,0% rispetto al resto del territorio: infatti le meno di 30 anni 3.058 4,5% I M P R E N D I T O R I A L I T À prime in Regione sono il 12,3% ed in Italia fra 30 e 49 anni 31.804 46,6% l’11,5%, mentre le società di persone sono 50 anni e più 33.299 48,8% rispettivamente il 21,1% ed il 20%. TOTALE 68.195 100,0% E’ possibile valutare l’impresa femminile anche relativamente al grado di presenza Emilia-Romagna femminile, cioè alla percentuale di quote non disponibile 289 0,0% possedute da donne quando si tratta di meno di 30 anni 31.841 4,5% forme societarie. Vengono previsti tre fra 30 e 49 anni 336.732 47,2% gradi di presenza crescenti: “maggioritaria”, “forte” ed “esclusiva”. 50 anni e più 344.809 48,3% Sul totale delle imprese individuate come TOTALE 713.671 100,0% “femminili”, l’87,8% è a presenza “esclusiva”, Italia il 9,5% “forte” e il 2,7% “maggioritaria”. Se non disponibile 17.434 0,2% si escludono le imprese individuali, per le quali ovviamente esiste solo la modalità meno di 30 anni 457.804 5,7% “esclusiva”, in quanto l’analisi viene fatta fra 30 e 49 anni 3.971.685 49,1% sulle titolari di impresa, le imprese femminili 50 anni e più 3.643.762 45,0% possedute da donne in forma esclusiva sono TOTALE 8.090.685 100,0% il 78,6% per le società di persone, il 41,3% per le cooperative e il 26,3% per le società di Fonte: Infocamere (Stock View) capitale della provincia. In regione e in Italia Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi Camera di Commercio di Forlì-Cesena la distribuzione delle imprese a presenzaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 59
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena prevalente su quella più anziana (45%). La e finanziari che questa classe di impresa classe degli under 30 è la meno numerosa in riesce a registrare in misura superiore tutti gli ambiti territoriali (4,5% in provincia e rispetto alle medie e grandi imprese; in regione, 5,7% in Italia). Il dato può destare - permane una situazione di minor preoccupazione per il futuro sul piano del equilibrio finanziario complessivo in ricambio generazionale delle imprese, d’altra ambito provinciale, a causa di un peso parte riflette un fenomeno più generale, del debito sul capitale proprio (Debt- ovvero l’invecchiamento complessivo della Equity) e di un correlato peso degli oneri popolazione. finanziari, superiori alle medie regionali, mitigato in parte da una migliore capacità In merito alle performance economiche, di generazione di cassa operativa rispetto patrimoniali e finanziarie delle imprese, al dato dell’Emilia Romagna; uno strumento prezioso di riflessione è - i rendimenti sul capitale investito (ROI) rappresentato dal Quarto rapporto sui risultano in calo generalizzato a causa di bilanci delle società di capitale che ha come una contrazione dei margini sulle vendite riferimento l’arco temporale 2007-2009, (ROS), quest’ultima particolarmente periodo nel corso del quale si è passati da accentuata per le Costruzioni e il anni (2007 e primi nove mesi del 2008) di Manifatturiero; forte crescita economica, ad anni (fine 2008 - il comparto cooperativo ha dimostrato di e intero 2009) nei quali il tessuto economico saper reggere meglio della media regionale e sociale ha affrontato una delle più pesanti gli effetti della crisi economica, sia a livello recessioni degli ultimi cinquant’anni. di fatturato che di rendimenti sul capitale, In sintesi le linee di fondo emerse dal lavoro anche se in questo ambito si conferma di analisi svolto sono le seguenti: una situazione di maggiore difficoltà per la - le società di capitale compresenti della piccola dimensione; provincia di Forlì-Cesena, oggetto del - le società posizionate nei settori “High- rapporto, hanno subito in maniera Technology” ottengono rendimenti a due significativa gli effetti della crisi economica cifre sul capitale investito, ma hanno un con un arretramento del 5,7% nel 2009, che peso limitato in ambito provinciale pur è stato più accentuato per il Manifatturiero costituendo una interessante opportunità con un -14%; di investimento. - nonostante questo trend negativo Il rapporto suggerisce che, nonostante le società di capitale della provincia la difficile congiuntura economica cheI M P R E N D I T O R I A L I T À hanno dimostrato una migliore tenuta ha contraddistinto il periodo osservato, nell’arretramento del fatturato rispetto esistono sul territorio situazioni che possono alla media regionale, aspetto che costituire una interessante opportunità per presuppone anche il mantenimento di gli investitori di capitale.Si tratta in particolare quote di mercato; dei settori “High Technology” di scarso peso - emerge una penalizzazione sia a livello attualmente nell’economia provinciale ma di volumi di ricavi che di indebitamento di elevati rendimenti sul capitale investito, finanziario nei confronti delle società di superiori alle medie regionali. Ma si tratta capitale con fatturato inferiore a 5 milioni anche delle piccole imprese che, svincolate di euro. Queste società hanno assorbito in dal peso di un eccessivo debito finanziario, maggior parte la riduzione complessiva dei offrono margini economici superiori a quelle ricavi, e nel contempo sono le imprese che delle imprese di maggiore dimensione, e alle nel periodo 2008-2009 hanno effettuato medie regionali di riferimento. i maggiori investimenti finanziati in Sono situazioni queste appena delineate che prevalenza con capitale di debito. L’effetto meritano un esame e un approfondimento combinato di questi fattori ha creato una specifico, che può essere utile anche per situazione di criticità finanziaria, accentuata indirizzare eventuali scelte di politica dal peso degli oneri finanziari, che ha economica del territorio. “assorbito” i positivi risultati economici60 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena SIMET: Le rappresentazioni grafiche riportate in questa pagina sono ottenute tramite SIMET - Sistema Integrato di Monitoraggio dell’Economia e del Territorio - strumento di analisi realizzato dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena e sviluppato dalla sua azienda speciale CISE. Si tratta solo di un esempio delle potenzialità di elaborazione e di analisi attualmente disponibili. I-350– Cariche sociali nelle imprese attive Numero di cariche sociali nelle imprese attive Territorio: Forlì-Cesena Analisi nel periodo 2000-2009 Valore nell’anno 2009: 68.155 persone Valore minimo nel periodo: 66.457 persone (anno 2000) Valore massimo nel periodo: 68.853 persone (anno 2007) Valore medio nel periodo: 68.086 persone I-350– Cariche sociali nelle imprese attive – Analisi dell’imprenditoria femminile italiana Territorio: Forlì-Cesena Incidenza % delle cariche di sesso femminile Nazionalità: Italiana sul totale Periodo di riferimento: 2009 Nazionalità: Italiana I M P R E N D I T O R I A L I T À Sesso: Femmine Il grafico rappresenta le serie storiche in cui, fatto 100 il valore del primo anno disponibile (2000), gli anni successivi sono di conseguenza riproporzionati. Modalità di lettura dei cruscotti Il valore dell’indicatore nel 2009, indicato dalla freccia, è posto in relazione con l’intervallo dei valori assunti dal 2000 al 2009 (corona grigia esterna al cruscotto); la colorazione indica i valori positivi (verde), negativi (rosso), normali (giallo) assumibili dall’indicatore.Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 61
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena I-350– Cariche sociali nelle imprese attive – Analisi per età degli imprenditori italiani Territorio: Forlì-Cesena Incidenza % delle cariche di età Nazionalità: Italiana tra 18 e 29 anni sul totale Territorio: Forlì-Cesena Periodo di riferimento: 2009 Nazionalità: Italiana Fascia d’età: 18-29 anni Il grafico rappresenta le serie storiche in cui, fatto 100 il valore del primo anno disponibile (2002), gli anni successivi sono di conseguenza riproporzionati. I-350– Cariche sociali nelle imprese attive – Analisi per nazionalità degli imprenditori Andamento storico dell’imprenditoria stranieraI M P R E N D I T O R I A L I T À Territorio: Forlì-Cesena Nazionalità: Straniera Analisi nel periodo 2000-2008 Valore nell’anno 2008: 3.719 persone Valore minimo nel periodo: 1.374 persone (anno 2000) Valore massimo nel periodo: 3. 719 persone (anno 2008) Valore medio nel periodo: 2.476 persone Modalità di lettura del cruscotto Il valore dell’indicatore nel 2009, indicato dalla freccia, è posto in relazione con l’intervallo dei valori assunti dal 2000 al 2009 (corona grigia esterna al cruscotto); la colorazione azzurra del cruscotto individua un’area centrata sulla media dei valori nel periodo e di ampiezza pari al doppio della deviazione standard.62 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Composizione delle cariche sociali per nazionalità: confronto storico Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Forlì-Cesena Periodo di riferimento: 2000 Periodo di riferimento: 2009 97% 97% 1% 1% 1% 4% 1,9% 0% Italiana Extra Comunitaria Non classificata Comunitaria Composizione delle cariche sociali per classe di natura giuridica Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Forlì-Cesena Periodo di riferimento: 2009 Periodo di riferimento: 2009 Nazionalità: Italiana Nazionalità: Straniera 35% 64% 22% 22% 35% 6% 11% 1,9% 0% 2% 1% 0% I M P R E N D I T O R I A L I T À Imprese infdividuali Società di persone Società di capitale Cooperative Altre forme Composizione delle cariche sociali per Composizione delle cariche sociali per settore nazionalità nelle imprese individuali di attività nelle imprese individuali straniere Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Forlì-Cesena Periodo di riferimento: 2009 Periodo di riferimento: 2009 Classe di natura giuridica: Imprese individuali Classe di natura giuridica: Imprese individuali Nazionalità: Straniera F G D I Altro F (Costruzioni), G (Commercio all’ingrosso e al dettaglio; Ri- Italiana Extra Comunitaria Comunitaria parazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa), D (Attività manifatturiere), I (Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni)Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 63
    • A GRIC OLT U R A E PE SC A Per l’anno 2010, il valore complessivo della Camera di Commercio di Forlì-Cesena produzione lorda vendibile provincia- le è stato di 595 milioni di euro. Tale valo- re è stato realizzato dalle aziende agricole della provincia sulla base delle stime fatte congiuntamente all’Assessorato Provinciale all’Agricoltura e dei prezzi alla produzione rilevati nel corso dell’anno dall’Ufficio Prezzi della Camera di Commercio di Forlì-Cese- na. La PLV così calcolata risulta distribuita nei tre grossi comparti: 109 milioni di euro (pari al 18,3%) sono relativi alle coltivazioni erbacee, 136 milioni alle legnose (il 22,9%) e 350 milioni di euro all’intero settore zoo- tecnico (pari al 58,8% del totale della produ- zione provinciale). Nel complesso il valore della produzione agricola è aumentato, nel 2010, dell’1,9%; prezzi (-3,6%) e dell’aumento volume fisico tale aumento è imputabile al livello generale (+1,6). All’interno del comparto le uniche dei prezzi che, dopo la caduta del 2009, è note positive provengono dalle produzioni risalito, per la maggior parte dei prodotti. (volume fisico) avicunicole (+2% l’aumen- Note negative, invece, per le quantità pro- to del volume fisico della produzione sia di dotte che risultano in calo rispetto al 2009. pollame che di uova), mentre continuano a Il calo è risultato a carico soprattutto del volume fisico delle coltivazioni erbacee il cui valore complessivo è sceso del 17,9% PRODUZIONE LORDA VENDIBILE Forlì-Cesena - Anno 2010 rispetto al 2009, con punte superiori al 25% per i cereali in generale, oltre il 60% per il pomodoro da industria. Note positive per Altri prodotti Coltivazioni erbacee Uova 2,0% i prezzi al produttore che vedono un au- 18,3% P E S C A 17,4% mento generale per l’intero comparto pari al +15,1%. Le coltivazioni legnose, invece, hanno confermato una situazione di stabilità per quanto riguarda la produzione raccolta (+1,3%), mentre i prezzi, dopo il calo drasti- co del 2009, vedono una ripresa significativa Coltivazioni (+23,2%). legnose E Per quanto riguarda la zootecnia, il valore Pollame Bovini, ovini, 22,9% 35,5% caprini, suini complessivo delle produzioni risulta in calo A G R I C O L T U R A 3,9% (-2%), per l’effetto combinato del calo dei PRODUZIONE LORDA VENDIBILE Forlì-Cesena - Annata 2010 Variazione su annata precedente per grandi comparti prezzi plv volume fisico COLTIVAZIONI ERBACEE +15,1% -6,5% -17,9% COLTIVAZIONI LEGNOSE +23,2% +23,2% +1,3% PRODOTTI ZOOTECNICI -3,6% -2,0% +1,6% TOTALE GENERALE +4,8% +1,9% -2,7% Fonti: Servizio Agricoltura e Spazio Rurale e Ufficio Prezzi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 65
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena PRODUZIONE LORDA VENDIBILE IN AGRICOLTURA - FORLI’-CESENA INDICI CON VALORI A PREZZI CORRENTI (NON DEFLAZIONATI) 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 COLTIVAZIONI 100,0 101,3 94,8 90,5 98,7 109,8 112,4 120,6 124,4 110,5 83,2 94,0 105,4 74,3 69,2 ERBACEE di cui: Cereali 100,0 82,8 89,7 89,7 98,7 86,2 100,2 93,5 106,8 86,8 106,8 153,6 120,2 100,2 106,8 Patate e ortaggi 100,0 97,3 92,3 87,9 97,8 115,4 135,1 157,5 107,5 105,3 91,5 96,8 107,5 69,2 76,6 COLTIVAZIONI LE- 100,0 95,8 119,8 92,7 114,6 143,8 108,9 166,4 136,1 101,9 137,2 142,2 172,4 111,9 137,2 GNOSE di cui: - vite 100,0 113,3 176,7 180,0 163,3 156,7 116,2 142,0 161,4 148,4 135,5 142,0 122,6 122,6 103,3 - pesco e nettarine 100,0 89,3 107,8 59,2 104,1 132,0 94,0 182,3 120,3 80,8 141,0 137,2 191,7 99,6 154,1 PRODOTTI 100,0 94,6 90,1 83,3 104,8 107,0 95,3 111,8 98,7 88,6 93,8 122,0 125,0 134,0 131,3 ZOOTECNICI di cui: - bovini 100,0 105,3 105,3 100,0 100,0 100,0 101,9 101,9 81,5 81,5 91,7 81,5 71,3 81,5 71,3 - suini 100,0 94,2 78,8 67,3 71,2 100,0 78,2 74,5 67,0 59,6 63,3 55,9 59,6 52,1 52,1 - avicoli 100,0 93,2 89,0 81,5 107,1 106,5 88,6 108,8 96,8 84,9 85,5 125,1 123,2 135,2 132,6 - uova 100,0 100,0 96,4 92,8 117,1 110,8 116,9 136,1 115,1 106,4 125,6 153,5 172,7 183,2 181,4 TOTALE 100,0 96,8 97,1 87,3 104,8 114,8 103,0 125,0 113,5 97,7 98,8 117,4 128,1 111,8 113,7 GENERALE Fonti: Servizio Agricoltura Amm.ne provinciale Forlì-Cesena, Ufficio Prezzi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena PRODUZIONE LORDA VENDIBILE IN AGRICOLTURA - FORLI’-CESENA INDICI CON VALORI A PREZZI DEFLAZIONATI 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010P E S C A COLTIVAZIONI 100,0 99,5 91,5 86,0 91,5 99,1 98,8 103,7 104,9 91,6 67,6 75,1 81,6 57,1 53,2 ERBACEE di cui: Cereali 100,0 81,3 86,6 85,2 91,5 77,8 88,1 80,4 90,1 72,0 86,8 122,7 93,0 77,0 82,1 Patate e ortaggi 100,0 95,5 89,2 83,5 90,7 104,1 118,8 135,4 90,6 87,3 74,4 77,4 83,2 53,2 58,9 COLTIVAZIONI LE-E 100,0 94,1 115,7 88,1 106,2 129,7 95,8 143,1 114,8 84,4 111,5 113,6 133,5 86,0 105,4 GNOSE di cui:A G R I C O L T U R A - vite 100,0 111,3 170,6 171,1 151,4 141,4 102,2 122,1 136,1 123,1 110,2 113,5 94,9 94,3 79,4 - pesco e nettarine 100,0 87,8 104,1 56,3 96,6 119,2 82,7 156,8 101,5 67,0 114,6 109,7 148,4 76,6 118,5 PRODOTTI 100,0 92,9 87,0 79,2 97,2 96,6 83,8 96,2 83,2 73,4 76,3 97,5 96,7 103,0 101,0 ZOOTECNICI di cui: - bovini 100,0 103,4 101,7 95,0 92,7 90,3 89,6 87,6 68,8 67,6 74,6 65,2 55,2 62,7 54,8 - suini 100,0 92,6 76,2 64,0 66,0 90,3 68,8 64,0 56,5 49,4 51,5 44,6 46,1 40,1 40,1 - avicoli 100,0 91,5 85,9 77,4 99,3 96,1 78,0 93,5 81,7 70,4 69,5 100,0 95,4 103,9 102,0 - uova 100,0 98,2 93,1 88,2 108,6 100,0 102,8 117,0 97,1 88,2 102,1 122,7 133,6 140,8 139,4 TOTALE 100,0 95,1 93,8 82,9 97,2 103,6 90,6 107,5 95,8 81,0 80,3 93,8 99,1 85,9 87,4 GENERALE Fonti: Servizio Agricoltura Amm.ne provinciale Forlì-Cesena, Ufficio Prezzi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena66 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena registrare difficoltà alcune voci della zootec- +1,0%, mentre coltivazioni legnose presen- nica “pesante”, fra cui soprattutto i bovini; la tano un aumento del 5,4%. produzione complessiva delle aziende di su- ini è diminuita, nel corso del 2010, del 5,7%. Prima di analizzare l’andamento dei vari com- La gravità della situazione dell’agricoltura parti si riporta la situazione imprenditoriale si coglie appieno se si analizza l’andamen- secondo i dati del Registro delle Imprese. to in un arco sufficientemente lungo. Dal Alla fine del terzo trimestre 2010 risultano 1996 al 2010, la produzione agricola nel suo iscritte al Registro della Camera di Com- complesso, considerata a prezzi correnti, mercio di Forlì-Cesena 8.366 imprese cioè a valori non deflazionati, è aumentata agricole, che rappresentano il 12,1% delle del 13,7%, ma con una situazione alquanto imprese agricole della regione e il 20,6% differenziata fra i tre comparti. Quello del- delle aziende attive in provincia. In regione le coltivazioni erbacee risulta decisamente presentano valori superiori a quest’ultimo le diminuito (-30,8%), mentre le coltivazioni province di Ravenna, Ferrara e Piacenza. La legnose registrano un aumento del 37,2%. distinzione delle aziende agricole iscritte al Il solo settore che regge nel lungo perio- Registro Imprese per natura giuridica rive- do, anche se nell’ultimo anno si registra un la che in provincia di Forlì-Cesena l’84,4% è piccolo calo, è quello zootecnico (+31,3%), costituito da ditte individuali; l’incidenza è in soprattutto per la buona performance del linea rispetto al dato regionale (84,3%), ma settore avicolo. Nello stesso arco di tem- inferiore a quello nazionale (90,9%). po, se si depura il valore della produzione La forma societaria è rappresentata in pro- agricola della perdita del potere d’acquisto vincia per l’1,6% da società di capitali e per secondo le variazioni dell’indice dei prezzi il 13% da società di persone; il restante 0,9% al consumo registrato dall’Istat (+32,1% dal è costituito da consorzi e cooperative. Va 1996 al 2010), il valore complessivo della segnalato che l’incidenza delle società di ca- produzione agricola del 2010 è nettamente pitali nelle imprese agricole della provincia è inferiore a quello del 1996 di ben 12,6 pun- superiore sia al dato regionale che a quello ti percentuali, così differenziato: coltivazioni nazionale (entrambi con l’1,2%). erbacee -46,8%, le produzioni zootecniche Se si confronta la struttura della natura giu- IMPRESE AGRICOLE E TOTALE IMPRESE Situazione al 30/9/2010 P E S C A Imprese agricole Indice di compo- Indice di IMPRESE TOTALE sizione agricol- composizione ogni 100 imprese AGRICOLE IMPRESE tura sul totale totale imprese sul della provincia regionale totale regionale Piacenza 6.043 88.092 6,9% 8,7% 20,5% Parma 6.918 34.674 20,0% 10,0% 8,1% E Reggio Emilia 7.383 40.656 18,2% 10,6% 9,5% Modena 9.347 68.070 13,7% 13,5% 15,8% A G R I C O L T U R A Bologna 10.449 43.311 24,1% 15,1% 10,1% Ferrara 9.010 28.874 31,2% 13,0% 6,7% Ravenna 8.745 37.856 23,1% 12,6% 8,8% Forlì-Cesena 8.366 52.603 15,9% 12,1% 12,2% Rimini 3.080 35.785 8,6% 4,4% 8,3% EMILIA-ROMAGNA 69.341 429.921 16,1% 100,0% 100,0% ITALIA 857.620 5.291.575 16,2% - - Fonte: Stock View (Infocamere) Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena Ateco 2007Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 67
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena ridica delle imprese agricole col totale delle ri agricoli della provincia, dato leggermente attività, in agricoltura si ha una netta preva- superiore a quello regionale (27,8%) e in- lenza delle imprese individuali(84,4%); tutto feriore al nazionale (32,7%). Nel complesso ciò conferma che l’agricoltura è basata so- delle attività tale classe rappresenta il 47,4% prattutto sull’impresa diretto-coltivatrice a degli imprenditori forlivesi; la percentuale è carattere famigliare. di qualche punto inferiore rispetto al valore Dal Registro Imprese si possono rilevare regionale e nazionale. In provincia il restante informazioni anche sull’età degli imprendi- 69,3% è rappresentato da imprenditori agri- tori, elemento non secondario per valutare coli appartenenti alla classe degli “anziani”, il ricambio e la propensione all’innovazione. valore analogo a quello regionale (69,6%), Suddividendo questi ultimi per classe di età ma superiore al dato nazionale (63,5%). Se si si possono individuare tre gruppi: “giovani” considerano tutte le attività, la percentuale (fino a 29 anni) “adulti” (dai 30 ai 49 anni) e di imprenditori con 50 anni e più in provin- “anziani” (50 anni e oltre). Il confronto con cia è del 47,9%, in regione del 47,2% e in gli altri territori evidenzia una percentuale Italia del 44,1%. di giovani imprenditori agricoli pari al 2,2% in provincia, 2,6% in regione e 3,8% in Italia. Continuando nell’analisi dei dati strutturali, Esaminando il complesso di tutte le attivi- per quanto riguarda l’andamento del merca- tà economiche della provincia, i “giovani” to fondiario il terreno agricolo continua ad rappresentano il 4,7% degli imprenditori, essere considerato un bene di rifugio, e, con- stessa proporzione si rileva a livello regio- trariamente ad altri settori la richiesta rimane nale (4,7%), mentre in Italia i “giovani” sono vivace. Questo fenomeno comporta una lievi- il 6,1%. La classe intermedia, dai 30 ai 49 tazione dei prezzi, andamento non coerente anni, rappresenta il 28,6% degli imprendito- con la bassa redditività del settore agricolo. L’attuale bassa redditività del settore, unita IMPRESE PER NATURA GIURIDICA all’incertezza delle prospettive future, non Situazione al 30/9/2010 ha modificato il diffuso disinteresse nei con- fronti delle attività agricole da parte delle Totale attività Agricoltura Forlì-Cesena IMPRENDITORI PER CLASSE DI ETA’ Società di capitale 14,1% 1,6% Situazione al 30/9/2010P E S C A Società di persone 22,6% 13,0% Totale attività Agricoltura Imprese individuali 61,1% 84,4% Forlì-Cesena Altre forme 2,2% 0,9% <30 anni 4,7% 2,2% TOTALE 100,0% 100,0% 30-49 anni 47,4% 28,6% Emilia-Romagna 50 anni e oltre 47,9% 69,3%E Società di capitale 17,9% 1,2% TOTALE 100,0% 100,0% Società di persone 20,8% 13,6% Emilia-RomagnaA G R I C O L T U R A Imprese individuali 59,2% 84,3% <30 anni 4,7% 2,6% Altre forme 2,1% 1,0% 30-49 anni 48,0% 27,8% TOTALE 100,0% 100,0% 50 anni e oltre 47,2% 69,6% Italia TOTALE 100,0% 100,0% Società di capitale 17,5% 1,2% Italia Società di persone 17,3% 6,5% <30 anni 6,1% 3,8% Imprese individuali 62,8% 90,9% 30-49 anni 49,9% 32,7% Altre forme 2,3% 1,3% 50 anni e oltre 44,1% 63,5% TOTALE 100,0% 100,0% TOTALE 100,0% 100,0% Fonte: Infocamere (Stock View) Fonte: Infocamere (Stock View) Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena Commercio di Forlì-Cesena68 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena nuove generazioni che si affacciano al mon- 642,7 mm, di poco inferiore al valor medio do dell’impresa. Di conseguenza è prosegui- registrato per un anno intero nella provincia ta, anche nell’annata in esame, la tendenza di Forlì-Cesena. Le semine primaverili, per- al sempre maggior invecchiamento dì questa tanto, hanno subito flessioni notevoli. Le su- classe imprenditoriale. perfici destinate alla semina di cereali quali Va rilevato un forte interesse nei confronti frumento, orzo, mais sono diminuite di oltre dei Pannelli Fotovoltaici da parte delle azien- il 20% e sono aumentate quelle investite a de agricole. sorgo, girasole e quelle destinate a foraggie- In concreto: dove le Amministrazioni loca- re. A causa dell’andamento climatico grano li lo hanno permesso, sono sorti numerosi ed orzo hanno subito una forte riduzione impianti posizionati direttamente sui terreni delle rese unitarie. Le qualità molitorie della agrari oltre a quelli posati su capannoni di granella si sono rivelate in generale soddi- servizio o strutture dedicate agli allevamenti sfacenti per i grani teneri (anche se con pesi zootecnici. specifici un po’ inferiori a quelli dell’anna- Si ritiene che aumenterà l’interesse per ta precedente); insoddisfacenti, invece, per questi impianti, valutati economicamente re- i grani duri a causa della diffusa presenza munerativi da parte delle aziende agricole, di anomalie delle cariossidi. Le produzio- anche per gli incentivi di cui si può usufruire. ni di mais, sorgo e soprattutto di girasole Visti gli scarsi risultati ottenuti sono rimasti hanno superato nettamente le rese unitarie timidi e sporadici gli investimenti nel settore abitualmente registrate per la provincia di della “coogenerazione” e nei “digestori per Forlì-Cesena. biomasse”. Ad un periodo di inizio estate tendenzial- Per quanto riguarda l’andamento meteo- mente caldo-asciutto, che ha consentito di rologico, il 2010 è stato uno degli anni più procedere alla raccolta di grano ed orzo in piovosi dall’87 ad oggi. Infatti, le precipita- condizioni ottimali, ha fatto seguito (da ago- zioni, registrate nel solo periodo gennaio- sto a settembre) una serie di precipitazio- giugno 2010, hanno raggiunto una quota di ni molto intense ed in rapida successione, ANDAMENTO CLIMATICO - Piovosità e temperature mensili 140 35,0 P E S C A 30,0 120 25,0 100 20,0 Precipitazioni (mm) Temperature °C E 80 15,0 A G R I C O L T U R A 60 10,0 40 5,0 20 0 0 -5,0 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Pluviometria Climatica Pluviometria Annata 2010 Min. Climatiche Max Climatiche Min. Annata 2010 Max Annata 2010 Fonte: Arpa Regione Emilia-Romagna I dati climatici si riferiscono alla Elaborazione: Ufficio Studi e Statistica - Camera di Commercio di Forlì-Cesena media del periodo 1991 - 2005Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 69
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena proseguite per tutto il successivo bimestre Dopo il calo registrato nel 2009, i prezzi di ottobre-novembre. Le piogge hanno co- unitari dei principali “mezzi tecnici” per stretto gli operatori a posticipare l’inizio ed l’agricoltura hanno visto segnali di ripresa. a prolungare ben oltre la norma, l’esecuzio- Secondo l’ISMEA, con riferimento al mese di ne, delle operazioni di trebbiatura di mais, dicembre, i prezzi dei mezzi di produzione sorgo e girasole, nonché le semine dei ce- sono aumentati nell’ultimo anno del 4,3%. reali a ciclo autunno-primaverile che si sono Analizzando le voci più caratteristiche che protratte fino a tutto dicembre e ai primi compongono i mezzi di produzione pos- mesi del 2011. siamo notare una situazione di sostanziale In conseguenza all’andamento climatico del stabilità per quanto riguarda il prezzo degli 2010 le colture foraggere hanno dato rese antiparassitari (+0,2% rispetto all’anno pre- decisamente modeste (per carenza di piog- cedente) ed un leggero aumento per quanto ge alla ripresa vegetativa) e qualità insoddi- riguarda i concimi (+4,1%). Situazione diffe- sfacente (a causa delle precipitazioni verifi- rente per i prezzi unitari dei mangimi per la catesi in fase di raccolta) per il primo sfalcio; zootecnia, che vedono per il 2010 una for- produzioni quantitativamente e qualitativa- te ripresa (+14%); concreto aumento anche mente nella media per il secondo e il terzo. per i prodotti energetici (+4,6%); più conte- Leggermente inferiori alle medie abituali le nuto, invece, l’aumento dei salari (+2%). produzioni peschicole, danneggiate però, specie nel comprensorio cesenate, da una Passiamo ora all’analisi delle diverse colture serie di grandinate verificatesi in giugno. partendo da quelle erbacee. Per i cereali Leggere flessioni si registrano sia per la autunno-primaverili l’andamento stagionale produzione di pomacee sia per il comparto dell’anno non ha certamente favorito le pro- viti-vinicolo, di poco sotto la media. Crollo duzioni. Di conseguenza le rese unitarie del disastroso della produzione di olive, a causa grano e dell’orzo si sono attestate su livelli delle gelate invernali. decisamente deludenti, penalizzate fra l’altro PREZZI MEDI DI ALCUNI MEZZI DI PRODUZIONE euro/tonnellata 400,00 380,00P E S C A 360,00 340,00 320,00 300,00 280,00E 260,00 prezzi medi 240,00A G R I C O L T U R A 220,00 200,00 180,00 160,00 140,00 120,00 100,00 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 anni mangime completo per pollo da carne (*) mangime completo per galline ovaiole (*) mais nazionale (**) (*) Valutazioni indicative delle Associazioni delle imprese produttrici di alimenti per animali sulla base delle medie annue dei principali componenti degli alimenti per animali rilevati nelle Borse di Milano e Bologna, in sacchi da 50 kg. resi franco magazzino del venditore. (**) Rilevazioni settimanali sulla piazza di Forlì70 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena dalle scarse cure colturali riservate ai semi- nati e dalla mancata esecuzione dei neces- sari interventi fitosanitari (anche per il dif- ficile accesso ai campi a causa delle piogge) da parte della maggior parte dei produttori agricoli, delusi da prezzi dei loro prodotti al momento non remunerativi. Sommando per- tanto la scarsa superfìcie coltivata nell’anno (inferiore del 10% circa rispetto a quella del- la precedente campagna agraria) alla scarsa resa unitaria (inferiore del 25%-30% rispetto alle già modeste medie del 2009), ne conse- gue che la produzione provinciale di cereali a ciclo autunno-primaverile abbia raggiunto i livelli più bassi degli ultimi decenni. Soddisfacente in generale il grano tene- ro soprattutto per la qualità della granella (buono il tenore proteico, solo leggermen- te al disotto della media il peso specifico); più scadente la qualità del grano duro, per la diffusa presenza di cariossidi “fusariate” e il sorgo e 100-110 q/ha per il mais da granel- “puntate”. la in coltura asciutta. Prezzi al produttore in Le quotazioni al produttore, al limite dei co- progressiva ascesa nel corso dell’anno, a so- sti dagli inizi dell’anno fino a tutto agosto, miglianza di grano e orzo, con incrementi, da sono state poi influenzate positivamente inizio a fine anno, rispettivamente del 68,7% dalla scarsa disponibilità del prodotto e dalla e del 74,6%. Di ottimo livello anche le pro- crescente richiesta sui mercati mondiali. Le duzioni di mais a raccolta allo stato “ceroso”, quotazioni hanno iniziato una rapida e visto- coltura che sta gradualmente sostituendo il sa ascesa a decorrere dal mese di settembre prodotto da granella. Da notare, però, che fino a raggiungere a fine anno, per il prodot- le persistenti piogge autunnali hanno reso to nazionale, valori superiori a quelli realiz- in qualche caso difficoltose le operazioni di zati “sotto trebbiatura”: un aumento attor- trebbiatura ed hanno costretto a prolungar- P E S C A no all’80% per il grano tenero, del 50% per le oltre il periodo tradizionale. Nella media il grano duro e quasi raddoppiate per l’orzo. le produzioni del girasole: 25-28 quintali per Circa le semine autunnali, iniziate in ritar- ettaro. Ancora deludenti le produzioni di do per cause stagionali ed ancora in corso colza, che ha scontato un andamento stagio- agli inizi del 2011, si deve rilevare un’inver- nale non favorevole alla coltura e le cui su- sione di tendenza rispetto alla progressiva perflci si sono ridotte ormai a poche decine E diminuzione degli investimenti verificatasi di ettari. Sempre minore l’interesse riserva- nell’ultimo biennio. Si prevede, perciò, un in- to al favino e al pisello proteico a causa delle A G R I C O L T U R A cremento delle superfici valutabile intorno scarse produzioni e del prezzo non remune- al 10-15% per i grani e del 35-40% per l’or- rativo. Invariate le superfici coltivata a coltu- zo, con riferimento ai valori della campagna re portaseme e ad orticole da pieno campo agraria 2009-2010. a destinazione industriale, quali: pomodoro, Per quanto riguarda le colture primaveri- spinacio, fagiolino, patata; le produzioni sono li, l’annata 2010 è stata senz’altro favorita state nella norma e le quotazioni, almeno dall’andamento climatico molto piovoso. per alcuni periodi, interessanti. Infatti, seminati in condizioni ottimali, favo- Nessuna ripresa per la fragola, vanto un riti dall’elevata piovosità dell’annata, ed in tempo delle nostre aziende ad alta specia- particolare dalla presenza di adeguate pre- lizzazione, ridotta ormai da qualche anno cipitazioni nei periodi di maggiori necessità a meno di 300 ettari, localizzati tutti nel idriche delle piante (levata e fioritura) mais comprensorio cesenate, penalizzata anche e sorgo hanno dato produzioni decisamente quest’anno da produzioni non elevate e dif- elevate, e del tutto eccezionali per gli stan- ficoltà di reperimento di manodopera per la dard della nostra provincia: 80-100 q/ha per raccolta.Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 71
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena duzione dell’anno è stata quantitativamente soddisfacente, anche se di poco inferiore (da -3 a -3,5%) a quella, peraltro ottima, del- la vendemmia 2009. L’ andamento climatico dell’annata ha portato ad una riduzione me- dia di 0,75-1 gradi, rispetto alla preceden- te vendemmia, la buona qualità delle uve ha consentito di ottenere vini di elevato pre- gio qualitativo, in linea con le produzioni del precedente triennio. Purtroppo, proseguen- do un trend in atto da qualche anno, il mer- cato dei vini continua ad essere in difficoltà anche se al momento sembra che il mercato dia segni di una timida ripresa. Per quanto riguarda l’olivo, le gelate verifica- tesi durante i mesi invernali hanno arrecato dei gravissimi danni alla vegetazione, provo- cando, di conseguenza, un vero e proprio crollo della produzione, con riduzione gene- Per quanto riguarda le coltivazioni ar- rale della stessa, rispetto alla raccolta 2009, boree, le produzioni fruttifere per l’annata del 70-80%, con punte dell’85-90% in alcune 2010 sono state in generale soddisfacenti ri- aree della prima collina cesenate. spetto alla precedente annata. Quantitativa- Ottima, anche per la totale assenza di Dacus mente nella media la produzione di pesche e oleae la qualità delle poche drupe raccolte. nettarine con pezzature elevate e nettamen- te superiori a quelle della precedente cam- In merito alle avversità fitopatologiche, pagna. Da tenere in considerazione che alcu- l’andamento climatico piovoso della mag- ni pescheti della provincia sono stati colpiti gior parte dell’anno e le non elevate tem- dalle grandinate estive. I prezzi al produttore, perature dell’estate hanno rallentato note- attesi su livelli remunerativi, si sono rivelati volmente l’attività degli artropodi parassiti. mediamente migliori di quelli dello scorso Modesta pertanto, in generale, la presenza anno, ma non hanno comunque soddisfatto degli insetti sia sulle colture erbacee che ar-P E S C A le attese dei frutticoltori. In particolare sono boree, (controllati efficacemente sui frutteti state ben quotate le varietà precoci, deci- anche dal diffuso impiego della “confusione samente insoddisfacenti sono stati i prezzi sessuale”) e degli acari. In particolare, sulla delle varietà a maturazione media e tardiva. vite, ben contenute, con l’adozione di alcuni Inferiore alla media, invece, la produzione formulati di recente registrazione, le tigno- delle pomacee (da -15 a -20%). Per questo le, la cui presenza era in ogni caso mode-E comparto, infatti, viene dato maggior inte- sta; in espansione invece le cocciniglie, non resse alle nuove cultivar introdotte grazie a più ostacolate dall’uso di insetticidi ad am-A G R I C O L T U R A contratti esclusivi con operatori economici. pio spettro di azione, sostituiti negli ultimi Per ciò che riguarda l’actinidia, la produzio- anni da nuovi formulati più specifici e selet- ne inizialmente stimata è risultata scarsa, tivi. Anche sulle colture orticole la presenza mentre a raccolta ultimata si sono rilevate di insetti ed acari è stata tendenzialmente situazioni stazionarie. Quotazione ritenute contenuta. Hanno fatto eccezione i tripidi mediamente buona per i produttori. L’anna- ed i miridi, i cui attacchi su lattuga, in pie- ta 2010 è da considerarsi eccellente per la na estate, si sono rivelati più diffusi rispetto produzione di kaki, con una buona produ- al passato; mentre non ha dato problemi la zione sia per quantità che per qualità. Ottimi temibile tignola della patata, la cui presenza i prezzi che fra l’altro si sono mantenuti tali è stata limitata da un clima non sufficiente- fino ad esaurimento del prodotto. mente caldo. Situazione diametralmente op- Per la campagna viti-vinicola, la superficie posta per quanto concerne le crittogame, provinciale è risultata in leggera diminuzione la cui eccezionale pressione ha creato non a conseguenza degli estirpi, senza rimpiaz- pochi problemi. zo, di alcuni vigneti a fine carriera. La pro- In particolare, sul grano, nei confronti del72 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena quale nella maggior parte dei casi non è sta- nella maggior parte dei casi con una serie to, eseguito alcuni intervento fitosanitario, ravvicinata di interventi. Attacchi che han- oltre alla normale presenza di ruggini e oidio no danneggiato però le produzioni in quei si è riscontrata una preoccupante diffusione vigneti sui quali non si è intervenuti con di septoria. Sulla vite si sono verificati, spe- trattamenti tempestivi e frequenti. Diffusa cie nel periodo maggio-giugno, dei ripetuti anche la presenza di botrite. Sui pescheti, le attacchi di peronospora e di oidio, contenuti piogge ricorrenti ed il protrarsi a tutto giu- Prezzi medi alla produzione 1991-2010 4,00 3,50 3,00 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 0,00 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 Actinidia Fragole P. C. Fragole Serra Ciliegie Prezzi medi alla produzione 1991-2010 0,60 0,50 0,40 0,30 P E S C A 0,20 0,10 0,00 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 Cachi Pere Mele E Prezzi alla produzione 1991-2010 A G R I C O L T U R A 1,60 1,40 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0,00 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 Pesche normali Albicocche Pesche nettarine Albicocche Fonte: Ufficio Prezzi - Camera Commercio di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Studi e Statistica - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 73
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena gno dell’attività vegetativa delle piante, con una forte pressione della ticchiolatura, che la conseguente impossibilità di procedere ad ha interessato la maggior parte dei meleti ed una efficace “potatura verde estiva”, hanno in seconda battuta dei pereti, ed il cui con- provocato un forte lussureggiamento della trollo è stato reso difficoltoso dalle piogge vegetazione, offrendo in tal modo ai parassiti ricorrenti, che hanno pregiudicato in molti fungini un ambiente ideale per lo sviluppo. casi la possibilità di accedere ai frutteti per Piuttosto diffuse di conseguenza le infezioni eseguire tempestivamente gli interventi. di monilia. Da rilevarsi, invece sulle pomacee Sulle colture orticole: adeguatamente con- POLLO BIANCO PESANTE - PREZZI MEDI 1,50 1,30 1,10 0,90 0,70 0,50 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 Medie mensili Media annua UOVA SELEZIONATE pezzatura L - PREZZI MEDI - euro/100 pezzi 13,00 12,00 11,00 10,00 9,00 8,00P E S C A 7,00 6,00 5,00 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 Medie mensili Media annuaE TACCHINI maschi pesanti - PREZZI MEDIA G R I C O L T U R A 2,00 1,80 1,60 1,40 1,20 1,00 0,80 0,60 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 Medie mensili Media annua Fonte: Ufficio Prezzi - Camera Commercio di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Studi e Statistica - Camera di Commercio di Forlì-Cesena74 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena tenuti in generale, mediante l’impiego di for- mulati di recente registrazione ed immissio- ne sul mercato, gli attacchi delle principali crittogame: bremia tactucae e peronospora della patata. Più problematico invece il contenimento della peronospora del pomodoro, diffusasi verso la fine del ciclo vegetativo della coltu- ra, e di batteriosi della lattuga. Passando all’analisi delle produzioni zoo- tecniche, per quanto riguarda i bovini, il patrimonio delle vacche da latte è sempre stato, nella nostra provincia, di modeste di- mensioni. La riduzione del numero dei capi è stata poco rilevante nell’anno, in quanto le stalle di modeste dimensioni sono ormai del tutto scomparse. Le cause di questo anda- mento sono da imputare ad una bassa red- geri e conseguentemente dei mangimi, con ditività del prodotto e alla scarsa vocazione rilevante incidenza sui costi di produzione territoriale che ne limita la competitività. che si traduce in una riduzione della redditi- Anche l’installazione di distributori automa- vità; redditività che ci si augura possa essere tici di latte fresco, effettuato da alcune azien- recuperata da un incremento delle quota- de nel territorio urbano, ha contribuito, solo zioni dei capi da macello. I prezzi dei vitel- in parte, all’incremento di redditività delle li da ristallo, che rappresentano la maggior aziende stesse. parte del prodotto provinciale, hanno subito L’allevamento dei bovini da carne costitui- una costante diminuzione nel corso dell’an- sce certamente l’aspetto più rilevante della no, attestandosi su valori non remunerativi, nostra provincia, sia in termini quantitativi condizionali soprattutto dalle offerte degli che qualitativi, essendo imperniato sostan- ingrassatori che hanno teso a recupera- zialmente su due razze da carne fortemente re, a scapito dell’anello più debole e meno specializzate quali la Romagnola (in grande organizzato della filiera, i loro redditi erosi P E S C A prevalenza) e la Limousine che accresce la dall’aumento dei prezzi dei mangimi. Stazio- propria consistenza sul territorio. L’alleva- nari, su redditi anch’essi logorati dall’aumen- mento delle fattrici, come è noto, è disloca- to dei prezzi di mangimi e foraggi, i prezzi al to ormai quasi esclusivamente nel territorio produttore dei vitelloni da macello. collinare-montano della provincia; territo- Per gli allevatori di suini, anche il 2010 ha rio che consente di usufruire di 6-7 mesi di conservato un decorso ampiamente nega- E pascolo, permettendo di contenere i costi tivo, protraendo la drammatica crisi che si di produzione dei vitelli da ristallo. Resta- trascina ormai da un quinquennio, che ha A G R I C O L T U R A no comunque nettamente insoddisfacenti ridotto il numero delle aziende e la consi- le quotazioni dei ristalli destinati ai centri stenza del numero dei capi allevati. Il recente di ingrasso, centri ben strutturati ed in gra- incremento del costo dei mangimi ha aggra- do di soddisfare in maniera continuativa la vato ulteriormente la situazione; anche le Grande Distribuzione, che costituisce l’ac- aziende meglio organizzate di conseguenza quirente principale dei vitelloni Romagnoli a non hanno più spazi di manovra che con- marchio I.G.P (Indicazione Geografica Pro- sentano recuperi di redditività. Tali recuperi tetta). Ultimamente gruppi di allevatori della possono essere ottenuti solo da quotazioni collina-montagna si sono consorziati al fine di mercato adeguate ai costi di produzione. di completare il ciclo dell’intero allevamen- Il patrimonio provinciale e le quotazioni de- to, entrando direttamente nella distribuzio- gli ovini non hanno subito sostanziali varia- ne, con risultati sicuramente soddisfacenti e zioni nell’arco del 2010; il prezzo del latte, recupero di redditività. Purtroppo l’ultimo che costituisce la voce di reddito più signi- trimestre del 2010 è stato caratterizzato da ficativa, continua a mantenere livelli decisa- un’impennata del prezzo dei cereali forag- mente insoddisfacenti, così pure quello degliRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 75
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena concreto aumento pari all’8,8%, infatti, da agosto 2010 è avvenuta un’inversione di trend che ha fatto raggiungere picchi positivi tra i più alti degli ultimi tre anni. La provincia di Forlì-Cesena, con un patri- monio di 3 milioni e 400 mila galline ovaiole è una delle principali aree di produzione ita- liana di uova da consumo; infatti nel 2010 si sono prodotte poco più di 950 milioni di pezzi di uova. Il prezzo, contrariamente all’andamento degli ultimi tre anni, è risulta- to in leggera flessione, infatti, dopo il livello massimo registrato a marzo 2010 pari 12,52 euro per cento pezzi. la quotazione è anda- ta rapidamente calando fino ad agosto rag- giungendo i 9,96 euro, per poi riprendersi nell’ultimo periodo dell’anno. Per i conigli sono ulteriormente diminuite le quantità rispetto al 2009, di quasi il 10,6% a causa del proseguimento della chiusura degli allevamenti di piccola dimensione. I prezzi, per l’anno 2010 hanno subito un an- agnelli. Migliore è la redditività delle aziende damento altalenante caratterizzato da una che caseificano in proprio e che possono forte flessione iniziata a marzo e terminata a così contare su quotazioni del formaggio, luglio ed una ripresa proseguita a fine anno. più soddisfacenti. Come per i comparti pre- Mediamente nel 2010 i prezzi sono diminuiti cedenti, anche in questo caso l’incremento del 6,5%. Ulteriore diminuzione per la consi- consistente del costo dei mangimi è l’ele- stenza dei colombi, i cui prezzi sono dimi- mento negativo che influisce sulla compo- nuiti del 3,4% nel corso del 2010. nente reddituale delle aziende. Per quanto riguarda la zootecnia cosiddetta PESCA “leggera”, la produzione avicola provinciale Nel Mercato Ittico di Cesenatico, nell’an-P E S C A è composta principalmente da tre voci: pollo no 2010, sono stati commercializzati da carne, tacchino e uova da consumo fre- 21.988 quintali di prodotto per un valore di sco. La produzione del pollo da carne è 6.341.519 euro. lievemente aumentata nel corso del 2010, Analizzando i dati si deduce che il settore sta attestandosi oltre i 13 milioni di capi pre- attraversando un periodo di crisi. La quanti- senti in allevamento e con una produzione tà venduta nel 2010 è lievemente aumenta-E annua superiore ai 60 milioni di capi. ta rispetto all’anno precedente (+0,8%), ma Il prezzo per i produttori, nel corso del 2009, il fatturato ha subito una brusca flessioneA G R I C O L T U R A era costantemente calato fino a raggiungere (-9,8%). Questo è lo scenario che risulta da valori di poco superiori ai 0,70 euro/kg. An- un generale abbassamento dei prezzi, infat- che i primi cinque mesi del 2010 hanno visto ti, il prezzo medio dei prodotti della pesca il prezzo del pollo da carne al di sotto del è risultato in diminuzione di ben 8,5 punti livello medio generale, ma, da giugno fino a percentuali attestandosi a 2,88 euro per kg. dicembre 2010, il prezzo ha superato il va- L’anno 2010 è stato caratterizzato da un lore di 1 euro/kg. Si può dire che il prezzo ai primo trimestre negativo a causa delle con- produttori sia in ripresa, anche se non è tor- dizioni meteo-marine avverse (neve e ghiac- nato ai livelli pre-crisi. Rispetto al valor me- cio) che hanno arrecato danni alla produ- dio dei prezzi per il pollo da carne, il 2010 zione generale considerando che gran parte ha fatto registrare una variazione negativa dei produttori appartiene al comparto del- pari al 5,2%. la “piccola pesca”. Nel restante periodo In aumento la produzione di tacchini (+6,7%) dell’anno, fatta eccezione per il periodo esti- attestatasi, nel corso del 2010, a poco meno vo (giugno, luglio e agosto), si sono registra- di 2 milioni di capi. Il prezzo ha subito un te condizioni climatiche favorevoli. Periodo76 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena positivo registrato dopo il fermo biologico avvenuto anche quest’anno in settembre, anche se la diminuzione della produzione di triglie rimane netta. Nel 2010 si sono registrati cali di produ- zione anche per: sgomberi, sogliole, suri e merluzzi. Per tutto il periodo di riferimento la doman- da è stata costante raggiungendo livelli sod- disfacenti, grazie soprattutto alla qualità dei prodotti venduti e alla cura nella lavorazione e commercializzazione. Rispetto al 2009 si registra un calo della produzione per le seguenti specie: sgom- bri (-32,3%); sarde (-3,2%); cefali (-8,7%); ghiozzi (-28,2%); merluzzi (-58,4%); palamite (-28,9%); saraghi (-34,1%); sogliole (-34,5%); suri (-36,0%); triglie (-39,3%); seppie (-15,5%); scampi (-21,6%). Si registrano aumenti, invece, per: alici (+15,7%); tonni (+229,7%); bobe (+51,8%); caponi (+6,8%); moli (+24,5%); calamari (+109,5%); mazzancolle (+12,8%); pannoc- chie (+11,7%); lumachine (+38,4%); murici ha risentito negativamente delle condizioni (+10,6%). meteo-marine negli ultimi due anni con una Nel Mercato Ittico di Cesenatico viene conseguente minore produzione. Anche il orientativamente commercializzato circa livello dei prezzi dei combustibili è segnalato il 70% del pescato; la parte restante segue come un problema sentito dagli operatori. strade diverse di accesso ai mercati: è il Inoltre l’allargamento delle maglie previsto caso ad esempio delle cozze prodotte dalla normativa europea sta penalizzando negli allevamenti o delle alici esportate l’attività di pesca del nostro mare direttamente nel mercato spagnolo. caratterizzato da specie di piccola pezzatura. P E S C A In questo periodo di crisi generalizzata in Dal punto di vista della compagine merito al pescato commercializzato nel imprenditoriale, si può dire che c’è stata una Mercato Ittico, e quindi con le procedure di tenuta del tessuto (100 imprese invariate accreditamento della clientela previste, non come numero rispetto al 2009 nel settore si è presentato il problema degli insoluti e Pesca e acquacoltura) che ha fatto rilevare dei ritardi di pagamento riscontrato invece circa quattro o cinque anni fa un buon E frequentemente per altri settori economici. ricambio con l’avvento di imprenditori più Nel compresso si può dire che il settore giovani. A G R I C O L T U R A QUANTITA E VALORE DELLA PESCA NEL MERCATO ITTICO DI CESENATICO VAR % SU PERIODO PRECEDENTE PERIODO QUANTITA’ (qli) VALORE IN EURO quantità valore Anno 2009 21.815 7.031.829 -5,7 -0,6 Anno 2010 21.988 6.341.519 +0,8 -9,8 N.B.: sono esclusi i quantitativi provenienti da altri mercati Fonte: Gesturist Cesenatico spa su dati del Mercato Ittico di Cesenatico Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 77
    • I ND U S T R IA M A N UFAT T UR I E R A L’economia internazionale, come si può Camera di Commercio di Forlì-Cesena leggere approfonditamente in appendice a questo rapporto, ha segnato nel 2010 un progressivo miglioramento, dopo la grave battuta d’arresto registrata nell’anno prece- dente. Nel suo aggiornamento di gennaio 2011 del World Economic Outlook, il Fondo Mone- tario Internazionale stima per il 2010 un au- mento del prodotto globale del 5,0% e un incremento del commercio mondiale di beni e servizi del 12% sull’anno precedente. I migliori risultati sono quelli segnati dai paesi emergenti e in via di sviluppo (+7,1%), sempre capeggiati da Cina (+10,3%) e India (+9,7%). Per le economie avanzate, invece, si stima una crescita del 3,0% che non potrà compensare le perdite registrate nel 2009 (-3,4%). Per il 2011 si prevedono tassi di crescita un Euro la crescita del prodotto interno lor- po’ più contenuti (+4,4% nella media mon- do (+1,8%) è stata trainata ancora una volta diale); queste stime rappresentano un lieve dalla Germania (+3,6%). Il risultato segnato miglioramento rispetto a quelle di ottobre. nel 2010 dall’Eurozona è stato più contenu- I prezzi hanno subìto un generale rialzo, ab- to rispetto a quello degli Stati Uniti (+2,8%) bastanza contenuto per i prodotti manufatti, e del Giappone (+4,3%); la crescita prevista ma assai rilevante per le materie prime ed in per il 2011 è dell’1,5%. particolare quelle energetiche. Il prezzo del Per quanto riguarda le valute, l’euro ha se- petrolio, al di sotto degli 80 dollari al barile gnato intense oscillazioni con un minimo ad inizio anno, è costantemente cresciuto a giugno (1,19 dollari per un euro) ed un fino a chiudere il 2010 oltre i 90 dollari e massimo a novembre (1,42), chiudendo l’an- M A N I F A T T U R I E R A giungere, nei giorni in cui si chiudono queste no a quota 1,33. La competitività dei pro- note, in prossimità del suo massimo storico dotti europei sui mercati mondiali non ha segnato nel 2008. Anche i prezzi delle mate- tratto giovamento da questi livelli di cambio. rie prime non energetiche hanno registrato Strettamente legata ai timori sulla solidità un deciso rialzo: metalli e cotone, ma anche dei bilanci pubblici di alcuni paesi membri generi alimentari come cereali, zucchero e (quali Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Ita- caffè, sono rincarati mediamente del 20%, lia e Belgio), l’instabilità vissuta dalla moneta non tanto in seguito alla ripresa del ciclo unica potrebbe protrarsi nel 2011 qualora i produttivo, quanto piuttosto per fenomeni piani di salvataggio varati dalle autorità eu- speculativi incoraggiati dal persistere di bas- ropee non dovessero risultare credibili agli si livelli del costo del denaro. Questo feno- occhi dei mercati. meno, che ha colpito anche generi di prima Come emerge dal già citato documento del necessità, ha causato forti tensioni sociali in FMI, l’Italia permane nella sua ormai più che alcuni paesi, fra cui alcuni nostri vicini quali la decennale fase di debole crescita (+1,0% Tunisia e l’Egitto. Non ne è rimasto esente il per il 2010), restando ancora una volta lar- I N D U S T R I A prezzo dell’oro, che ha chiuso l’anno a 1.400 gamente al di sotto della media europea. dollari l’oncia. Così come nel 2008, l’im- Anche il prossimo biennio dovrebbe essere pennarsi dei prezzi delle materie prime in caratterizzato da tassi di sviluppo modesti, un quadro macroeconomico ancora fonda- con un aumento del PIL pari all’1,0%% nel mentalmente fragile potrebbe preludere ad 2011 e all’1,3% nel 2012. Il rilancio produtti- una fase di nuova instabilità, specialmente in vo tanto atteso da tutti rimane dunque ben aree particolarmente esposte ad un ecces- oltre l’orizzonte. sivo surriscaldamento (su tutte, l’economia La capacità di spesa delle famiglie resta scar- cinese). sa, condizionata da difficoltà occupazionali, Sempre secondo le stime del Fondo Mo- aumento dei prezzi, razionamento del credi- netario Internazionale, nei paesi della zona to. L’indice di fiducia dei consumatori italianiRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 79
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Unioncamere, limitata alle imprese manifat- turiere al di sotto dei 500 addetti ed aggior- nata a dicembre 2010, descrive invece una situazione meno vivace (+1,3% della pro- duzione nella media 2010 rispetto al 2009). Le esportazioni sono aumentate anche se permangono, in particolare sui mercati ex- tra UE, alcuni ostacoli di natura strutturale, soprattutto per le piccole imprese che non dispongono di adeguate risorse economi- che e organizzative e che non trovano un adeguato supporto da parte degli organismi preposti. Per quanto riguarda gli investimenti, le im- prese manifatturiere ed estrattive contatta- te da ISAE ad ottobre prospettano un’ulte- riore contrazione della spesa sia per il 2010, sia per il 2011. A contenere la dinamica degli misurato da ISAE è risultato in discesa fino investimenti 2010 sembra essere stata prin- all’autunno, con una leggera risalita verso la cipalmente la scarsa domanda (il 43% degli fine dell’anno. L’analogo indice della fiducia intervistati la giudicano “limitativa” o “molto delle imprese manifatturiere, sostenuto da limitativa”), seguita dalla difficoltà nell’acces- migliori prospettive sull’andamento della so alle risorse finanziarie (38%) e da fattori domanda, è apparso invece in costante re- tecnici (36%). Per il 2011 queste ragioni sono cupero per tutto l’anno, fino a raggiungere tutte giudicate limitanti in misura inferiore valori simili a quelli pre-crisi. rispetto all’anno precedente. In entrambi gli Secondo la rilevazione effettuata dall’Istat, anni gli investimenti sono prevalentemente nel 2010 (dicembre) l’indice della produ- indirizzati alla sostituzione di impianti obso- zione industriale è stato superiore del 5,3% leti, ma per il 2011 il 26% degli intervistatiM A N I F A T T U R I E R A al dato dell’anno precedente (+5,6% per le indica come obiettivo principale l’amplia- sole attività manifatturiere). I rialzi più forti mento della capacità produttiva. I processi si sono verificati nei settori dei beni inter- di razionalizzazione sono rivolti all’automa- medi e dei beni strumentali, mentre i beni zione dei processi esistenti, ma è rilevante la di consumo durevoli sono risultati ancora in quota di coloro che indicano come obiettivo contrazione. Tutti i settori analizzati dall’isti- anche l’introduzione di nuove tecniche pro- tuto hanno registrato valori positivi ad ec- duttive ed il risparmio energetico. Le spese cezione delle attività estrattive. Fra i settori di ampliamento sono nella maggior parte dei che, a livello nazionale, hanno avuto risultati casi finalizzate ad introdurre nuovi prodotti superiori alla media vanno citati quelli della sia per il 2010 (72%) che per il 2011 (80%). fabbricazione di macchinari (+12,3%), di ap- Sul piano occupazionale, la rilevazione parecchiature elettriche e per uso domesti- dell’Istat sulle forze di lavoro, aggiornata a co (+9,1%), della metallurgia e dei prodotti settembre, indicava per gli occupati nell’in- in metallo (+8,8%), dei prodotti chimici dustria in senso stretto (4.577.000 persone) (+6,6%); fra quelli cresciuti meno troviamo un ulteriore calo (-3,2%) rispetto a settem-I N D U S T R I A l’industria dei prodotti farmaceutici (+0,5%), bre 2009. del legno, della carta e stampa (+0,9%), di Anche l’economia regionale ha segnato alimentari e bevande (+1,6%), di articoli in andamenti positivi, ma con tassi non suffi- gomma e plastica (+2,2%). Gli ordinativi cienti per recuperare quanto perso nel 2008 dell’industria, rilevati anch’essi dall’Istat, han- e nel 2009. Per il manifatturiero, gli scenari no segnato un buon miglioramento (+13,9% previsionali di Unioncamere Emilia-Roma- complessivamente), con una crescita della gna e Prometeia prospettano una crescita domanda estera del 21,2% e di quella nazio- annua del valore aggiunto del 4,1%. L’indagi- nale del 9,9%, consentendo un buon incre- ne congiunturale della stessa Unioncamere mento del fatturato (+10,1%). ha rilevato per il 2010 un aumento medio La rilevazione congiunturale predisposta da dell’1,7% della produzione, dell’1,8% del fat-80 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena turato e del 2,0% della domanda. L’occupa- zione nell’industria, stimata dall’Istat, è inve- ce ancora in calo a causa prevalentemente del settore delle costruzioni. INDUSTRIA MANIFATTURIERA LOCALE Nella definizione del settore manifatturiero e dei suoi dettagli si adotta per la prima vol- ta la codifica Istat Ateco 2007 in luogo della precedente (2002); in generale la modifica ha comportato una riduzione del numero delle imprese per il passaggio di alcune atti- vità ad altri comparti e quindi per consenti- re i raffronti col passato sono stati ricalcola- ti anche i dati degli anni precedenti. Secondo la banca dati StockView di Infoca- mere (con aggiornamento al 30/9/2010), nella provincia di Forlì-Cesena il settore ma- nifatturiero (cioè la sezione C della codifica Istat Ateco 2007 delle attività economiche) quello di altre aree. Le imprese più penaliz- conta 4.029 imprese attive che occupano zate in passato, tipicamente le più piccole, 33.414 addetti. La dimensione media è di 8,3 si stanno dimostrando ora più dinamiche addetti per impresa; le imprese con oltre 19 rispetto a quelle di maggiori dimensioni nel addetti sono l’8,0% ed impiegano il 58,4% de- cogliere i segnali di ripresa. gli addetti del settore. Sul totale delle attività La produzione, sostenuta da una ripresa del- provinciali (compresa l’agricoltura) il setto- la domanda interna ed estera, ha segnato re manifatturiero rappresenta il 9,9% delle valori buoni ma non sufficienti a recuperare imprese e il 25,2% degli addetti; le ditte in- quanto perso. dividuali sono il 43,2% mentre le società di Anche il fatturato è tornato a crescere, ma M A N I F A T T U R I E R A capitali sono 995 e rappresentano il 24,7% non sempre a seguito di un ciclo virtuoso. A del totale delle imprese manifatturiere con- volte le vendite sono state ottenute accet- tro il 14,1% rilevato nel totale delle attività. tando scarsi margini di profitto pur di mi- Il 94,4% delle persone con cariche è nato in gliorare la liquidità; in altri casi si è rischiato Italia mentre il 3,8% è di origine extracomuni- di più, lavorando con clienti con minori ga- taria. Secondo quanto emerge dalla banca dati ranzie di solvibilità; in altri ancora si è opera- Bext di Infocamere, le 951 società manifattu- ta una riduzione delle scorte che ora, però, riere che hanno presentato il bilancio 2009 sono da reintegrare a costi superiori. Prati- assommano un valore della produzione di 4,8 cata su vasta scala in tutto il mondo durante miliardi di euro (-20,7% rispetto al 2008) ed il 2009, la riduzione delle scorte ha riacceso un valore aggiunto di 1,1 miliardi (-10,2%). la speculazione nel 2010 portando a feno- meni di accaparramento di materie prime In analogia con quanto riscontrato a livello che sicuramente incideranno sui prezzi delle regionale e nazionale, anche per le imprese produzioni locali. L’aumento di questi ed al- del territorio il 2010 è stato migliore dell’an- tri costi, in questa fase di domanda ancora I N D U S T R I A no precedente che, però, fu particolarmente contenuta, difficilmente potranno essere ri- negativo; per questo motivo, la crescita regi- baltati sui prezzi di vendita dei prodotti. strata non ha consentito di tornare sui livelli In generale si è assistito ad un contenimen- produttivi raggiunti in precedenza. to delle spese cercando di concentrare le Il quadro che emerge conferma che la ca- poche risorse disponibili sugli investimenti duta dello scorso anno, seppure ormai alle che, comunque, sono stati molto contenu- spalle, ha lasciato profondi segni anche nel ti. La situazione appare molto diversificata: tessuto economico locale. Tessuto che, per le imprese più grandi e meglio capitalizzate le sue caratteristiche di specializzazione set- hanno affrontato la crisi come una “oppor- toriale e di livello qualitativo dei prodotti, ha tunità” per raffinare le tecnologie utilizza- sofferto un po’ meno se confrontato con te, migliorare i propri prodotti, potenziareRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 81
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena l’organizzazione, rafforzarsi sui mercati; per rantire il rispetto degli impegni contrattuali. le unità di minori dimensioni e in maggiori I segnali di ripresa non hanno influito sull’an- difficoltà finanziarie, invece, il rilancio attra- damento occupazionale che registra con verso gli investimenti è stato precluso. qualche mese di ritardo le perdite già segna- Resta il problema della debolezza finanzia- te dagli altri indicatori. Da parte delle im- ria che, per aziende che come si è più volte prese si è osservato, in generale, il tentativo evidenziato sono generalmente poco capi- di mantenere la struttura produttiva anche talizzate, ha aumentato le difficoltà di acces- grazie alla Cassa Integrazione Guadagni per so al credito; l’ottenimento di finanziamenti la quale si sono rilevati ricorsi più contenu- è spesso avvenuto grazie all’intervento dei ti ad interventi ordinari più che compensati consorzi fidi, che è risultato particolarmente dalla crescita di quelli straordinari e in de- gradito agli istituti bancari. roga. Ora, col termine del periodo previsto L’accesso al credito, appunto, si è dimostra- per gli interventi in deroga, alcune stanno to sempre più difficile ed ha condizionato la avviando accordi per l’uscita dei dipendenti. dinamica degli investimenti; il sistema banca- In conclusione, anche se le prospettive sono rio locale, gravato da problematiche di varia buone, la ripresa resta lenta; sono buone natura, si è dimostrato più attento alla solvi- anche le attese sugli ordini dall’estero, ma bilità dei debitori, pretendendo maggiori ga- la recrudescenza della concorrenza inter- ranzie e una documentazione più dettagliata nazionale impone che le posizioni acquisite non solo sullo stato di solidità finanziaria sui mercati consueti, in prevalenza europei, dell’impresa ma anche sui progetti in corso siano consolidate ed espanse anche verso e sulle strategie commerciali. nuove aree; è evidente che le nostre impre- Si è poi assistito ad un aggravio del problema se hanno grandi potenzialità per un rilancio dei mancati pagamenti da parte della clien- ma fattori esterni legati al contesto interna- tela che, pur trovando la sua motivazione zionale e allo scarso supporto del sistema nelle difficoltà generali dello scorso anno, paese e fattori interni come la loro debolez- sta assumendo dimensioni sistemiche, tali za finanziaria, ne condizionano fortemente da compromettere quella fiducia indispen- la ripresa. sabile al buon funzionamento di un sistemaM A N I F A T T U R I E R A economico; da più parti si auspica qualche Sul territorio provinciale l’andamento con- intervento normativo in grado di arrestare giunturale dell’industria manifatturiera è questo circolo vizioso, poiché lo stato attua- monitorato dalla Camera di Commercio le della giustizia civile non consente di ga- attraverso una rilevazione trimestrale rivol- MANIFATTURIERO - Forlì-Cesena - 31/12/2010 Produzione, fatturato, ordinativi e occupazione (variazioni medie negli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti) Esportazioni (percentuale sul fatturato - medie degli ultimi 12 mesi) SETTORE PRODUZIONE FATTURATO EXPORT ORDINI ORDINI DI a volume a valori % sul DAL DAL ADDETTI ATTIVITÀ fisico correnti fatturato MERCATO MERCATO TOTALI INTERNO ESTERO Alimentare +1,4 +4,3 4,7 +0,6 +2,1 +2,0 Confezioni +3,4 +3,6 15,8 -2,6 -0,7 -0,6I N D U S T R I A Calzature +5,1 +7,4 35,5 +8,6 +6,1 +0,9 Legno +0,6 +1,6 20,8 -3,9 -0,6 -2,4 Chimica e plastica +8,2 +14,6 29,0 +9,7 +6,4 -1,0 Prodotti in metallo +7,2 +16,7 17,0 +7,4 +8,6 -3,2 Macchinari +6,2 +8,2 45,1 +7,9 +10,4 -3,1 Mobili +7,6 +8,4 32,0 +10,9 +3,6 +5,5 Altre industrie -4,4 +3,4 22,8 -2,5 +5,0 -4,3 Manifatturiero +4,2 +8,4 25,6 +5,0 +5,7 -1,0 Fonte: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena Indagine sulla congiuntura nelle imprese manifatturiere82 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena ta ad un campione di aziende con almeno un’analisi più dettagliata, sono tratti nume- 10 addetti; i questionari raccolti per ogni rosi indicatori fra i quali si sono scelti, per trimestre sono stati circa 190 e le impre- il commento sintetico che segue, quelli che se rispondenti occupano complessivamente evidenziano l’andamento medio del periodo oltre 17.000 addetti. Da questa indagine, i da gennaio a dicembre 2010 rispetto ai 12 cui risultati sono disponibili sul sito della Ca- mesi precedenti, poiché riferiti ad un perio- mera di Commercio al quale si rimanda per do sufficientemente lungo per eliminare le distorsioni dovute a fenomeni stagionali e MANIFATTURIERO - Forlì-Cesena ad altri fattori occasionali. variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti Da tale rilevazione emerge che l’industria Produzione manifatturiera provinciale ha segnato una ri- presa rispetto al 2009; molto incerta all’ini- Fatturato zio dell’anno, ha preso via via più slancio fino al terzo trimestre per raffreddarsi un po’ Ordini Interni verso la fine del 2010. Ordini Esteri Il volume fisico della produzione su base annuale è cresciuto del 4,2%. La quasi totali- Occupazione tà dei settori osservati ha ottenuto un risul- tato positivo; l’unico che ha ancora un saldo +25 +20 +15 +10 +5 +0 +5 +10 +15 +20 positivo è quello delle “altre industrie”. I ri- Tassi di crescita annua sultati migliori sono stati ottenuti dal setto- 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 re della “chimica e plastica” seguito da “mo- bili”, “prodotti in metallo”, “macchinari” e MANIFATTURIERO - Forlì-Cesena “calzature”. Il dato è stato positivo anche fra Produzione (a volume fisico) tutte le classi di addetti osservate: i risultati 20,0 migliori si sono concentrati fra le imprese con addetti compresi fra 20 e 249. La ripresa Tassi di crescita annua 15,0 10,0 produttiva ha presentato una larga diffusio- 5,0 ne fra le imprese: quelle che hanno indica- M A N I F A T T U R I E R A 0 to un aumento della produzione nel quar- -5,0 to trimestre 2010 rispetto al quarto 2009 -10,0 -15,0 sono state il 55,7% (erano il 28,3% lo scorso -20,0 anno) mentre le segnalazioni negative sono scese al 31,2% contro il 55,6% del 2009. Il 3° t. 4 ° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. grado di utilizzo degli impianti, attestatosi al 74,5%, è risultato superiore a quello calcola- to un anno fa di circa tre punti percentuali. Il fatturato, misurato a valori correnti, è cresciuto dell’8,4%. Le vendite sono state realizzate per il 25,6% all’estero; l’aumento di questa percentuale, da attribuire ad una maggiore dinamicità dei mercati internazio- MANIFATTURIERO - Forlì-Cesena nali rispetto a quello interno, non è ancora Produzione sufficiente a colmare quel differenziale nega- I N D U S T R I A rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ripartizione percentuale delle risposte tivo nei confronti della media regionale sia 100% per la percentuale di imprese esportatrici sia per la quota di esportazione sul fatturato. Complessivamente la domanda è stata in 50% crescita del 5,4%; la componente interna è aumentata del 5,0% ed anche quella estera, che ha rappresentato il 21,0% degli ordina- 0% tivi, è stata superiore del 5,7%; il periodo di 3° trim 2008 4° trim 2008 1° trim 2009 2° trim 2009 3° trim 2009 produzione assicurata dagli ordini già acqui- aumento stazionarietà diminuzione siti al 31 dicembre era di quasi 68 giornate lavorative, valore decisamente superiore aRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 83
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena quello indicato per il 2009 che era di appena levante. I settori in cui gli interventi di soste- 47 giorni. gno sono stati più elevati sono il “legno” e i L’occupazione, invece, registra ancora una “macchinari” mentre sono risultati nulli nel contrazione: il numero degli addetti è ulte- settore “alimentare”. riormente diminuito (-1,0%). I settori che maggiormente hanno perso addetti sono Le prospettive evidenziate dagli operato- quelli delle “altre industrie”, dei “prodotti ri intervistati per il primo trimestre 2011, in metallo”, dei “macchinari” e del “legno” perlopiù di segno positivo, sono improntate mentre quelli che li hanno aumentati sono alla fiducia e rappresentano un miglioramen- quello dei “mobili” e l’ ” alimentare”; tutte to rispetto a quelle espresse lo scorso anno le classi al di sotto dei 100 addetti hanno tranne che per l’occupazione. registrato un risultato negativo, in partico- lare quelle al di sotto dei 50. Confrontando Si passano ora in rassegna i settori più rile- la media di ore effettivamente lavorate si vanti per la manifattura provinciale riporta- registra un aumento di circa il 4% rispetto ti nell’ordine proposto dalla classificazione al 2009; fra le imprese intervistate, infatti, delle attività economiche. il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni negli ultimi 12 mesi si è ridotto grazie al mi- nore utilizzo della componente ordinaria; la straordinaria è, però, cresciuta in misura ri- MANIFATTURIERO - Forlì-Cesena Ordini interni 20,0 15,0 10,0 Tassi di crescita MANIFATTURIERO - Forlì-Cesena 5,0 Fatturato (a valori correnti) 0 20,0 -5,0 15,0 -10,0 10,0 -15,0 Tassi di crescita 5,0 -20,0 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. 0M A N I F A T T U R I E R A -5,0 -10,0 -15,0 -20,0 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. MANIFATTURIERO - Forlì-Cesena Ordini esteri 20,0 15,0 10,0 Tassi di crescita MANIFATTURIERO - Forlì-Cesena 5,0 percentuale sul totale delle vendite nei 12 mesi Vendite all’estero 0I N D U S T R I A 28 -5,0 27 -10,0 -15,0 26 -20,0 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. 25 24 23 22 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t.84 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena ALIMENTARE diminuzione della produzione (44,4%) sono Il settore “alimentare” (divisioni 10 e 11 della aumentate; a dicembre la produzione è ri- codifica delle attività economiche Istat Ate- sultata ancora in aumento (+1,4%) con un co 2007) è costituito da tutte le industrie utilizzo degli impianti pari all’83,7%. Il fattu- alimentari e delle bevande e dall’industria rato, realizzato per appena il 4,7% all’este- del tabacco che in provincia di Forlì-Cesena ro, è cresciuto del 4,3% a valori correnti. non è rappresentata; dal punto di vista nu- Complessivamente la domanda è risultata in merico prevalgono i produttori di prodotti da forno e di paste alimentari ma dal punto ALIMENTARE - Forlì-Cesena di vista degli addetti occupati emergono an- (variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti) che le attività di lavorazione e conservazione Produzione delle carni e i mangimifici. L’adozione della nuova classificazione ha comportato la mi- Fatturato grazione di numerose attività in altri settori. Ordini Interni Attualmente comprende 367 imprese attive che occupano 3.144 addetti. La dimensione Ordini Esteri media è di 8,6 addetti per impresa e le im- prese con oltre 19 addetti sono il 5,7% ma Occupazione impiegano il 60,3% degli addetti del settore. Per il 34,1% si tratta di ditte individuali men- -25 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 tre le società di capitale sono il 15,3% con Tassi di crescita annua numerose imprese di dimensione rilevante 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 in particolare quelle operanti nella macel- lazione degli avicoli. Il 94,9% delle persone ALIMENTARE - Forlì-Cesena con cariche è nato in Italia mentre il 2,4% è Produzione (a volume fisico) di origine extracomunitaria. Sul totale delle 25 attività manifatturiere provinciali il settore 20 “alimentare” rappresenta il 9,1% delle im- Tassi di crescita 15 prese e il 9,4% degli addetti. 10 M A N I F A T T U R I E R A Le industrie alimentari locali hanno segna- 5 to un altro anno positivo seppure con tassi 0 -5 molto contenuti. Le imprese che hanno di- -10 chiarato un andamento positivo nel quarto -15 trimestre 2010 rispetto allo stesso dello 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. scorso anno sono state il 38,9% come nel 2009 ma quelle che hanno riscontrato una MANIFATTURIERO - Forlì-Cesena Occupazione 6,0 4,0 2,0 Tassi di crescita ALIMENTARE - Forlì-Cesena 0 Produzione I N D U S T R I A -2 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ripartizione percentuale delle risposte -4 100% -6 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. 50% 0% 4° trim 2009 1° trim 2010 2° trim 2010 3° trim 2010 4° trim 2010 aumento stazionarietà diminuzioneRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 85
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena crescita dello 0,7%; la domanda interna è au- Integrazione Guadagni negli ultimi 12 mesi. mentata dello 0,6% ed anche quella estera, Nelle previsioni per il primo trimestre 2011 che ha rappresentato il 3,8% degli ordinativi, traspare un certo pessimismo anche se più è stata superiore del 2,1%. contenuto rispetto allo scorso anno: ci si Il numero degli addetti è aumentato del aspetta, in concordanza col ciclo di stagio- 2,0%. Le imprese intervistate non hanno di- nalità settoriale, una riduzione della produ- chiarato alcun ricorso ad interventi di Cassa zione e del fatturato dovuta a minori ordini dall’estero e alla stagnazione della domanda CONFEZIONI - Forlì-Cesena interna. Anche l’occupazione è prevista in variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti lieve calo. Produzione CONFEZIONI Fatturato Il settore “confezioni” (divisioni 13 e 14 della codifica delle attività economiche Istat Ordini Interni Ateco 2007) è composto prevalentemente Ordini Esteri dalle industrie di confezionamento di articoli di vestiario ma anche da quelle Occupazione tessili e dalle maglierie; appare in continua riduzione nel numero dei laboratori, -25 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 nella loro dimensione e nella loro attività, Tassi di crescita annua sempre meno manifatturiera e sempre 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 più commerciale. Esso comprende 360 imprese attive che occupano 1.959 addetti. CONFEZIONI - Forlì-Cesena La dimensione media è di 5,4 addetti per Produzione (a volume fisico) impresa e le imprese con oltre 19 addetti 20 sono il 5,3% ed impiegano il 42,1% degli 15 addetti del settore. Per il 60,6% si tratta di ditte individuali mentre le società di capitale Tassi di crescita 10 5 sono il 16,4%. L’88,8% delle persone conM A N I F A T T U R I E R A 0 cariche è nato in Italia mentre il 9,8% è di -5 origine extracomunitaria. Sul totale delle -10 -15 attività manifatturiere provinciali il settore -20 rappresenta l’8,9% delle imprese e il 5,9% degli addetti. 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. Le imprese che hanno dichiarato un anda- mento della produzione positivo nel quarto trimestre 2010 sono salite al 46,2% contro il 41,7% di anno scorso mentre quelle che hanno riscontrato una diminuzione sono scese passando dal 41,7% del 2009 al 38,5% di quest’anno. La produzione è aumentata del 3,4% con un utilizzo degli impianti pari CONFEZIONI - Forlì-Cesena al 62,6%. Il fatturato, realizzato per il 15,8% Produzione all’estero, è cresciuto del 3,6% a valori cor-I N D U S T R I A rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ripartizione percentuale delle risposte renti. Complessivamente la domanda è risul- 100% tata in calo del 2,3%; la domanda interna è diminuita del 2,6% mentre quella estera, che ha rappresentato il 13,2% degli ordinativi, è 50% stata inferiore dello 0,7%. Fra le imprese rispondenti all’indagine il nu- mero degli addetti complessivo è diminuito 0% dello 0,6%. Il ricorso ad ammortizzatori so- 4° trim 2009 1° trim 2010 2° trim 2010 3° trim 2010 4° trim 2010 ciali quali la Cassa Integrazione Guadagni è aumento stazionarietà diminuzione stato ancora più elevato rispetto allo scorso anno ma tutto sommato nella media del ma-86 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena nifatturiero; sono aumentati sia gli interventi 0,9%. L’utilizzo dello strumento della Cassa di tipo ordinario sia quelli straordinari. Integrazione Guadagni ordinaria si è ridot- Le previsioni a breve per le imprese tessili to rispetto ai livelli rilevati nel 2009. Ad un e dell’abbigliamento, seppur di segno positi- minor numero di interventi ordinari ha cor- vo per il ciclo stagionale, appaiono con tassi risposto una crescita di quelli straordinari. che assumono valori più contenuti rispetto Le prospettive espresse per prossimi mesi allo scorso anno per produzione, fatturato indicano fiducia nella domanda estera ma an- ed ordinativi; l’occupazione è attesa in dimi- nuzione. CALZATURE - Forlì-Cesena variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti CALZATURE Produzione Il settore “calzature” (divisione 15 della codifica delle attività economiche Istat Fatturato Ateco 2007) comprende, in realtà, tutte le Ordini Interni attività di lavorazione delle pelli e del cuoio in genere; per la nostra provincia, tuttavia, Ordini Esteri esso è fortemente caratterizzato dalla produzione di scarpe e loro parti (tomaie, Occupazione tacchi, suole, sottopiede ecc.) e pertanto si è ritenuto di definirlo con l’appellativo -25 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 di “calzature”; è costituito da 264 imprese Tassi di crescita annua attive che occupano 3.755 addetti. La 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 dimensione media è di 14,2 addetti per impresa e le imprese con oltre 19 addetti CALZATURE - Forlì-Cesena sono il 15,2% ed impiegano il 74,2% degli Produzione (a volume fisico) addetti del settore. Per il 55,7% si tratta di 20 ditte individuali mentre le società di capitale 15 sono il 19,7%. L’86,7% delle persone con Tassi di crescita 10 cariche è nato in Italia mentre l’11,5% è di 5 M A N I F A T T U R I E R A origine extracomunitaria. Sul totale delle 0 attività manifatturiere provinciali questo -5 -10 settore rappresenta il 6,6% delle imprese e -15 l‘1,2% degli addetti. -20 Il calzaturiero locale, caratterizzato da pro- 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. duzioni di fascia medio-alta, ha attraversato una fase congiunturale abbastanza soddisfa- cente caratterizzata da segnali di ripresa. In- fatti, le imprese che hanno dichiarato un an- damento positivo nel quarto trimestre 2010 rispetto allo stesso dello scorso anno, sono passate dal 22,2% del 2009 al 73,7%, mentre quelle che hanno riscontrato una diminuzio- ne della produzione sono scese dal 72,2% CALZATURE - Forlì-Cesena di anno scorso al 21,0% di quest’anno. Negli Produzione I N D U S T R I A rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ultimi dodici mesi la produzione è aumen- ripartizione percentuale delle risposte tata del 5,1% rispetto ai precedenti con un 100% utilizzo degli impianti pari al 72,9%. Il fattu- rato, realizzato per il 35,5% all’estero, è cre- sciuto del 7,4% a valori correnti. Comples- 50% sivamente la domanda è risultata in crescita dell’8,9%; la domanda interna è aumentata dell’8,6% ed anche quella estera, che ha rap- 0% presentato il 33,0% degli ordinativi, è stata 4° trim 2009 1° trim 2010 2° trim 2010 3° trim 2010 4° trim 2010 superiore del 6,1%. aumento stazionarietà diminuzione Il numero degli addetti è aumentato delloRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 87
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena che nel mercato italiano che si accompagna delle attività economiche Istat Ateco 2007) a crescite produttive e di fatturato. Il riavvio è costituito da tutte le industrie della lavo- del ciclo non dovrebbe incidere sull’occupa- razione del legno ed in particolare della co- zione che, anzi, è attesa in diminuzione. struzione di prodotti in legno come porte, finestre, cornici, imballaggi, fogli e pannelli; ri- LEGNO spetto agli anni precedenti l’analisi è stata di- Il settore “legno” (divisione 16 della codifica stinta dalle industrie del mobile. Comprende 271 imprese attive che occupano 2.267 ad- LEGNO - Forlì-Cesena detti. La dimensione media è di 8,4 addetti variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti per impresa e le imprese con oltre 19 ad- Produzione detti sono il 3,0% ed impiegano il 60,3% de- gli addetti del settore. Per il 50,2% si tratta Fatturato di ditte individuali mentre le società di ca- pitale sono il 13,3%. Il 96,4% delle persone Ordini Interni con cariche è nato in Italia mentre il 2,1% è Ordini Esteri di origine extracomunitaria. Sul totale delle attività manifatturiere provinciali il settore Occupazione rappresenta il 6,7% delle imprese e il 6,8% degli addetti. -25 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 Le imprese provinciali che hanno dichiarato Tassi di crescita annua un andamento positivo nel quarto trimestre 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 2010 rispetto allo stesso dello scorso anno (40,0%), sono state un po’ meno rispetto al LEGNO - Forlì-Cesena 2009; stesso risultato per quelle che hanno Produzione (a volume fisico) riscontrato una diminuzione della produzio- 30 ne che rivela una maggiore concentrazione 25 sulle situazioni di stabilità. La produzione è aumentata dello 0,6% con un utilizzo degli Tassi di crescita 20 15 impianti pari al 60,6%. Il fatturato, realizzatoM A N I F A T T U R I E R A 10 per il 20,8% all’estero, è cresciuto dell’1,6% 5 a valori correnti. Complessivamente si rile- 0 -5 va una contrazione degli ordini: la domanda -10 interna è diminuita del 3,9% ed anche quella estera, che ha rappresentato il 12,9% degli 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. ordinativi, è stata inferiore dello 0,6%. Il numero degli addetti è diminuito del 2,4%. L’utilizzo dell’istituto della Cassa Integrazio- ne Guadagni da parte delle imprese inter- vistate è stato intenso e superiore ai livelli dello scorso anno; gli interventi di tipo ordi- nario sono apparsi stabili mentre quelli stra- ordinari sono raddoppiati. LEGNO - Forlì-Cesena Secondo l’opinione degli imprenditori con- Produzione tattati i prossimi mesi saranno ancora ca-I N D U S T R I A rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ripartizione percentuale delle risposte ratterizzati dalla stagnazione della domanda 100% interna ed estera: produzione, fatturato e occupazione diminuiranno. 50% CHIMICA E PLASTICA Il settore “chimica e plastica” (divisioni 19, 20, 21 e 22 della codifica delle 0% attività economiche Istat Ateco 2007) 4° trim 2009 1° trim 2010 2° trim 2010 3° trim 2010 4° trim 2010 è caratterizzato da una prevalenza di aumento stazionarietà diminuzione imprese che lavorano prodotti in materiali plastici ma anche colori, profumi, cosmetici,88 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena detergenti, fertilizzanti e materie plastiche di capitale sono il 25,1%. Il 96,2% delle in forma primaria; esso comprende 161 persone con cariche è nato in Italia mentre imprese attive che occupano 3.027 addetti. il 2,2% è di origine extracomunitaria. Sul La dimensione media è di 18,8 addetti per totale delle attività manifatturiere provinciali impresa e le imprese con oltre 19 addetti rappresenta il 20,8% delle imprese e il 18,5% sono il 21,7% ed impiegano il 79,1% degli degli addetti. addetti del settore. Per il 15,5% si tratta di Le imprese che hanno dichiarato un anda- ditte individuali mentre le società di capitale sono il 59,6%. Il 95,1% delle persone con CHIMICA E PLASTICA - Forlì-Cesena cariche è nato in Italia mentre il 2,4% è di variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti origine extracomunitaria. Sul totale delle Produzione attività manifatturiere provinciali questo settore rappresenta il 4,0% delle imprese e Fatturato il 9,1% degli addetti. Ordini Interni Le imprese che hanno dichiarato un anda- mento positivo nel quarto trimestre 2010 Ordini Esteri rispetto allo stesso dello scorso anno sono salite dal 38,9% al 52,6% mentre quelle che Occupazione hanno riscontrato una diminuzione della produzione sono scese dal 50,0% del 2009 -25 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 al 26,3% di quest’anno. La produzione è au- Tassi di crescita annua mentata dell’8,2% con un utilizzo degli im- 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 pianti pari al 75,5%. Il fatturato, realizzato per il 29,0% all’estero, è cresciuto del 14,6% CHIMICA E PLASTICA - Forlì-Cesena a valori correnti. Complessivamente la do- Produzione (a volume fisico) manda è risultata in crescita del 9,3%; la 20 domanda interna è aumentata del 9,7% ed 15 anche quella estera, che ha rappresentato il Tassi di crescita 10 27,5% degli ordinativi, è stata superiore del 5 M A N I F A T T U R I E R A 6,4%. 0 Il numero degli addetti è diminuito dell’1,0%. -5 -10 Fra le imprese intervistate si è riscontrata -15 una riduzione nel ricorso alla Cassa Integra- -20 zione Guadagni: diminuisce l’ordinaria ma 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. compare la straordinaria. Complessivamente le prospettive appaiono prudenti: ad un livello produttivo e di fattu- rato a bassa crescita si dovrebbe accompa- gnare una ripresa della domanda interna ma non di quella estera. In ripresa anche l’occu- pazione. PRODOTTI IN METALLO CHIMICA E PLASTICA - Forlì-Cesena Il settore dei “prodotti in metallo” Produzione I N D U S T R I A rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (divisioni 24 e 25 della codifica delle attività ripartizione percentuale delle risposte economiche Istat Ateco 2007) in provincia 100% è caratterizzato da costruttori di strutture metalliche, oggetti in metallo ed esecutori di lavori di meccanica generale; nella provincia 50% esso conta 838 imprese attive che occupano 6.197 addetti. La dimensione media è di 7,4 addetti per impresa e le imprese con oltre 0% 19 addetti sono il 7,5% ed impiegano il 4° trim 2009 1° trim 2010 2° trim 2010 3° trim 2010 4° trim 2010 48,2% degli addetti del settore. Per il 43,9% aumento stazionarietà diminuzione si tratta di ditte individuali mentre le societàRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 89
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena mento positivo nel quarto trimestre 2010 tato del 7,2% con un utilizzo degli impianti rispetto allo stesso dello scorso anno, sono del 70,9%. Il fatturato, realizzato per il 17,0% passate dal 20,0% del 2009 al 59,0% mentre all’estero, è cresciuto del 16,7% a valori cor- quelle che hanno riscontrato una diminu- renti. Anche la domanda, complessivamente, zione della produzione (33,3%) sono scese è risultata in crescita (+8,5%); la domanda rispetto allo scorso anno (62,9%). Il volume interna è aumentata del 7,4% ed anche quel- fisico della produzione industriale è aumen- la estera, che ha rappresentato il 15,6% de- gli ordinativi, è stata superiore dell’8,6%. La PRODOTTI IN METALLO - Forlì-Cesena speculazione internazionale e la scarsa com- variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti petizione in un mercato dominato da pochi Produzione attori, ha determinato l’aumento dei prezzi delle materie prime fra cui anche acciaio e Fatturato gas tecnici. Il numero complessivo degli addetti è dimi- Ordini Interni nuito del 3,2%. Il ricorso alla Cassa Integra- Ordini Esteri zione Guadagni rilevato fra le imprese del campione è stato circa lo stesso dello scor- Occupazione so anno con minori interventi di tipo ordi- nario e comparsa di quelli straordinari. -25 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 Le prospettive per il primo trimestre evi- Tassi di crescita annua denziano una ripresa della domanda, soprat- 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 tutto interna, ma ancora diminuzione della produzione e del fatturato; l’occupazione è PRODOTTI IN METALLO - Forlì-Cesena indicata in crescita. Produzione (a volume fisico) 15 MACCHINARI 10 Il settore dei “macchinari” (divisioni 26, 27, 28, 29 e 30 della codifica delle attività Tassi di crescita 5 0 economiche Istat Ateco 2007) in provinciaM A N I F A T T U R I E R A -5 è maggiormente rappresentato da attività di -10 costruzione di macchine per l’agricoltura e -15 -20 da cantiere, di costruzione di imbarcazioni, di -25 fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi e di macchine per 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. l’industria alimentare oltre a numerose tipologie di macchine per impieghi generali e speciali. Si tratta di produzioni con un discreto livello di automazione. Sul territorio si contano 622 imprese attive che occupano 6.260 addetti. La dimensione media è di 10,1 addetti per impresa e le imprese con oltre 19 addetti sono il 10,9% ed impiegano il PRODOTTI IN METALLO - Forlì-Cesena 66,8% degli addetti del settore. Per il 34,7% si Produzione tratta di ditte individuali mentre le società diI N D U S T R I A rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ripartizione percentuale delle risposte capitale sono il 37,0%. Il 94,9% delle persone 100% con cariche è nato in Italia mentre il 2,6% è di origine extracomunitaria. Sul totale delle attività manifatturiere provinciali il settore 50% rappresenta il 15,4% delle imprese e il 18,7% degli addetti. Le imprese che hanno dichiarato un anda- 0% mento positivo nel quarto trimestre 2010, 4° trim 2009 1° trim 2010 2° trim 2010 3° trim 2010 4° trim 2010 rispetto allo stesso dello scorso anno, sono aumento stazionarietà diminuzione decisamente cresciute rispetto al 2009 (62,5% contro l’11,8%), mentre quelle che90 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena hanno riscontrato una diminuzione della un andamento positivo nel quarto trimestre produzione (21,9%) sono scese rispetto allo 2010 rispetto allo stesso dello scorso anno, scorso anno (70,6%). Il volume fisico del- sono raddoppiate (dal 23,1% al 53,3%) men- la produzione industriale è aumentato del tre quelle che hanno riscontrato una dimi- 6,2% con un utilizzo degli impianti al 73,4%. nuzione della produzione sono passate dal Il fatturato, realizzato per il 45,1% all’estero, 46,2% del 2009 al 26,7% di quest’anno. La è cresciuto dell’8,2% a valori correnti. Anche produzione è aumentata del 7,6% con un la domanda, complessivamente, è risultata in crescita (+9,8%); la domanda interna è au- MACCHINARI - Forlì-Cesena mentata del 7,9% ed anche quella estera, che variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti ha rappresentato il 33,3% degli ordinativi, è Produzione stata superiore del 10,4%. Finora la richiesta di macchine più piccole è stata più vivace Fatturato rispetto a quelle di macchinari di grandi di- Ordini Interni mensioni. Il numero complessivo degli addetti è dimi- Ordini Esteri nuito del 3,1%. Il ricorso alla Cassa Integra- zione Guadagni rilevato fra le imprese del Occupazione campione è stato considerevole e superiore allo scorso anno; ad una netta riduzione de- -25 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 gli interventi di tipo ordinario si accompagna Tassi di crescita annua un forte incremento di quelli straordinari. 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 Le prospettive per il primo trimestre evi- denziano una stagnazione della produzione MACCHINARI - Forlì-Cesena e del fatturato ma buone aspettative per la Produzione (a volume fisico) raccolta degli ordini in particolare sul mer- 15 cato italiano. 10 Tassi di crescita 5 MOBILI 0 M A N I F A T T U R I E R A Il settore dei “mobili” (divisione 31 della -5 codifica delle attività economiche Istat -10 -15 Ateco 2007) comprende 370 imprese attive -20 che occupano 2.758 addetti; in provincia -25 fanno spicco le attività di produzione di 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. poltrone e divani che da sole rappresentano quasi la metà delle imprese e degli occupati seguite dalle produzioni di altri mobili e di materassi. E’ costituito da una struttura di piccoli laboratori che, secondo il modello della produzione in conto terzi, ruotano attorno ad alcune imprese che, per le maggiori dimensioni e la migliore organizzazione commerciale, svolgono una MACCHINARI - Forlì-Cesena funzione trainante. La dimensione media è Produzione I N D U S T R I A rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente di 7,5 addetti per impresa e le imprese con ripartizione percentuale delle risposte oltre 19 addetti sono il 7,6% ed impiegano il 100% 46,1% degli addetti del settore. Per il 36,5% si tratta di ditte individuali mentre le società di capitale sono il 26,2%. Il 92,6% delle persone 50% con cariche è nato in Italia mentre il 6,4% è di origine extracomunitaria. Sul totale delle attività manifatturiere provinciali il settore 0% “mobili” rappresenta il 9,2% delle imprese e 4° trim 2009 1° trim 2010 2° trim 2010 3° trim 2010 4° trim 2010 l’8,3% degli addetti. aumento stazionarietà diminuzione Le imprese provinciali che hanno dichiaratoRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 91
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena utilizzo degli impianti pari al 77,2%. Il fattu- che ha rappresentato il 31,0% degli ordinati- rato, realizzato per il 32,0% all’estero, è cre- vi, è stata superiore del 3,6%. sciuto dell’8,4% a valori correnti. Comples- Il numero degli addetti è aumentato del sivamente si rileva una crescita degli ordini 5,5%. L’utilizzo dell’istituto della Cassa In- acquisiti (+9,1%) con risultati giudicati po- tegrazione Guadagni da parte delle impre- sitivi ed incoraggianti: la domanda interna è se intervistate, è stato superiore rispetto ai aumentata del 10,9% ed anche quella estera, livelli già elevati dello scorso anno e con- centrato prevalentemente sugli interventi di MOBILI - Forlì-Cesena tipo ordinario. variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti Secondo l’opinione degli imprenditori con- Produzione tattati i prossimi mesi saranno ancora carat- terizzati dalla stagnazione con diminuzione Fatturato per quanto riguarda la produzione e rifles- si anche sul fatturato; ci si aspetta, però, un Ordini Interni aumento della domanda interna. Ancora in Ordini Esteri calo l’occupazione. Dopo due anni di difficoltà la situazione Occupazione sembra, quindi, in recupero ma i livelli attuali sono ancora inferiori a quelli raggiunti prima -25 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 della crisi. Inoltre, numerosi fattori fra cui la Tassi di crescita annua difficoltà di accesso al credito ed il crescente 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 ruolo della grande distribuzione fra la clien- tela, portano ad una erosione dei margini. MOBILI - Forlì-Cesena Produzione (a volume fisico) ALTRE INDUSTRIE 20 Il settore qui definito “altre industrie” rag- 15 gruppa tutte le divisioni non comprese nei settori precedentemente descritti: si parla di Tassi di crescita 10 5 attività per le quali, a causa della minore con-M A N I F A T T U R I E R A 0 centrazione sul territorio provinciale e della -5 bassa significatività del campione, non si è -10 -15 ritenuto di poterne dettagliare gli andamen- -20 ti separatamente. Le attività aggregate sono quelle della fabbricazione e lavorazione della 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. carta, della stampa e della lavorazione di mi- nerali non metalliferi; a queste si aggiungono le produzioni di gioielleria, di strumenti me- dici e dentistici e la riparazione, manutenzio- ne ed installazione di macchine ed apparec- chiature. Complessivamente si tratta di 776 imprese attive che occupano 4.047 addetti. La dimensione media è di 5,2 addetti per im- MOBILI - Forlì-Cesena presa e le imprese con oltre 19 addetti sono Produzione il 5,3% ed impiegano il 44,3% degli addettiI N D U S T R I A rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ripartizione percentuale delle risposte del settore. Per il 47,7% si tratta di ditte in- 100% dividuali mentre le società di capitale sono il 20,5%. Sul totale delle attività manifatturie- re provinciali questo settore rappresenta il 50% 19,3% delle imprese e il 12,1% degli addetti. La percentuale di imprese che hanno dichia- rato un andamento positivo nel quarto tri- 0% mestre 2010 rispetto allo stesso dello scor- 4° trim 2009 1° trim 2010 2° trim 2010 3° trim 2010 4° trim 2010 so anno è salita dal 39,3% al 55,6% mentre aumento stazionarietà diminuzione quelle che hanno riscontrato una diminuzio- ne della produzione sono scese dal 50,0%92 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena del 2009 al 37,0%. La produzione è diminuita ALTRE INDUSTRIE - Forlì-Cesena del 4,4% con un utilizzo degli impianti pari variazioni medie degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti al 75,2%. Il fatturato, realizzato per il 22,8% Produzione all’estero, è cresciuto del 3,4% a valori cor- renti. Complessivamente la domanda è ri- Fatturato sultata stazionaria; la domanda interna è di- minuita del 2,5% mentre quella estera, che Ordini Interni ha rappresentato il 21,7% degli ordinativi, è Ordini Esteri stata superiore del 5,0%. Il numero degli addetti è diminuito del 4,3%; Occupazione la sola componente operaia è diminuita del 5,8%. Il ricorso alla Cassa Integrazione Gua- -25 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 dagni è cresciuto rispetto al 2009 (sia negli Tassi di crescita annua interventi ordinari sia in quelli straordinari) 4° trimestre 2009 - 4° trimestre 2010 anche se resta uno dei settori più misurati nell’impiego di questo strumento. ALTRE INDUSTRIE - Forlì-Cesena Le prospettive espresse dagli operatori per Produzione (a volume fisico) il primo trimestre non appaiono buone: la 20 ripresa della domanda, sia italiana che este- 15 Tassi di crescita ra, non sarà tale da sostenere produzione 10 e fatturato che, anche per cause stagionali, 5 0 sono previsti in calo; permane leggermente -5 negativa l’occupazione. -10 -15 -20 3° t. 4° t. 1° t. 2007 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2008 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2009 2° t. 3° t. 4° t. 1° t. 2010 2° t. M A N I F A T T U R I E R A ALTRE INDUSTRIE - Forlì-Cesena Produzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ripartizione percentuale delle risposte 100% 50% 0% I N D U S T R I A 4° trim 2009 1° trim 2010 2° trim 2010 3° trim 2010 4° trim 2010 aumento stazionarietà diminuzioneRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 93
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena SIMET: Le rappresentazioni grafiche riportate in questa pagina sono ottenute tramite SIMET - Sistema Integrato di Monitoraggio dell’Economia e del Territorio - strumento di analisi realizzato dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena e sviluppato dalla sua azienda speciale CISE. Si tratta solo di un esempio delle potenzialità di elaborazione e di analisi attualmente disponibili. Imprese per intensità tecnologica - Tassonomia di Pavitt La Tassonomia di Pavitt è una classificazione dei settori merceologici compiuta sulla base delle fonti e della natura delle opportunità tecnologiche e delle innovazioni, dell’intensità della ricerca e sviluppo e della tipologia dei flussi di conoscenza. Definisce le seguenti categorie: • Settori dell’industria tradizionale (industrie alimentari e delle bevande, produzione di oli e grassi, industria tessile, abbigliamento, oreficeria e gioielleria, ceramica, giocattoli, edilizia) • Settori con elevate economie di scala (fabbricazione della carta, editoria, prodotti petroliferi, industria chimica, profumi e cosmetici, gomma, industria metallurgica, elettrodomestici, autoveicoli, motoveicoli) • Settori caratterizzati da offerta specializzata (industria meccanica, fabbricazione di macchine per la produzione di energia, industria cantieristica, fabbricazione di mezzi di trasporto) • Settori caratterizzati da una elevata intensità di ricerca e sviluppo (industria farmaceutica, informatica elettronica e telecomunicazioni, fabbricazione di apparecchiature per il controllo dei processi industriali, strumenti ottici e attrezzature fotografiche, apparecchi medicali e ortopedici, veicoli spaziali) I-286 – Imprese attive Incidenza % Settori caratterizzati da una elevata intensità di ricerca e sviluppo rispetto alle attività manifatturiere Territorio: Forlì-Cesena Settore di attività: Settori caratterizzati da una elevata intensità di ricerca e sviluppo in rapporto alle attività ma- nifatturiere Analisi nel periodo 2000-2009 Valore nell’anno 2009: 5,20 % Valore minimo nel periodo: 5,01 % (anno 2004) Valore massimo nel periodo: 5,25 % (anno 2000)M A N I F A T T U R I E R A Valore medio nel periodo: 5,12 % Composizione del settore manifatturiero rispetto alla Tassonomia di Pavitt Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Emilia-Romagna Periodo di riferimento: 2009 Periodo di riferimento: 2009 Settore di attività: Attività manifatturiere Settore di attività: Attività manifatturiere I-286 – Imprese attive (imprese) I-286 – Imprese attive (imprese)I N D U S T R I A Settori dell’industria tradizionale Settori con elevate economie di scala Settori caratterizzati da offerta specializzata Settori caratterizzati da una elevata intensità di ricerca e sviluppo Modalità di lettura del cruscotto Il valore dell’indicatore nel 2009, indicato dalla freccia, è posto in relazione con l’intervallo dei valori assunti dal 2000 al 2009 (corona grigia esterna al cruscotto); la colorazione indica i valori positivi (verde), negativi (rosso), normali (giallo) assumibili dall’indicatore.94 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • E D I LIZ IA Nel 2010 il comparto delle costruzioni Camera di Commercio di Forlì-Cesena è apparso fra i settori più in difficoltà. Contrariamente a quanto avvenuto in altri comparti la crisi economica ha propagato i suoi effetti molto più lentamente ma non per questo ha sortito un esito meno preoccupante. Infatti se un ciclo produttivo più ampio da un lato aiuta ad assorbire repentine decelerazioni del mercato dall’altro, una volta rallentato, richiede più tempo e più energia per essere rilanciato e necessita di politiche adeguate. E così il perdurare di una situazione difficile determina effetti negativi a volte irreversibili. Il più evidente di questi è l’aumento della disoccupazione a cui spesso si associa anche un indebolimento strutturale delle imprese che, in questo modo, disperdono i proprio patrimonio umano e tecnico. L’altro effetto, più velato ma non meno dell’edilizia a quella dell’industria grave, sta nell’aumento di fenomeni di portandola da 3 a 12 mesi; concorrenza sleale e nel ricorso a forme - lo sblocco dei finanziamenti per le di lavoro sommerso; dal punto di vista del infrastrutture già deliberate; prezzo finale delle opere, l’impresa seria e - l’erogazione da parte della Pubblica strutturata non può sostenere il confronto Amministrazione dei pagamenti sospesi; con quella sleale ed improvvisata in un - l’aumento del livello di formazione e il varo settore in cui l’attività prevalente è ancora di nuove regole di accesso alla professione manuale e la professionalità è indispensabile di costruttore; per garantire qualità al prodotto. - l’attuazione di azioni a tutela della legalità. Per ultimo va sottolineato che con Il clima di fiducia delle imprese italiane l’aggravamento delle difficoltà del settore di costruzioni ha segnato ad inizio anno si favorisce l’infiltrazione mafiosa ormai il suo minimo restando per tutto il 2010 segnalata anche nelle nostre zone. su livelli molto bassi anche se in costante Un segnale del livello di difficoltà rilevato ci miglioramento. Secondo l’inchiesta condotta è data da una manifestazione avvenuta a fine dall’Isae su un panel di circa 500 imprese, a anno nella capitale. Una rappresentanza di novembre, l’indice, considerato al netto dei imprenditori e di organizzazioni sindacali dei fattori stagionali, segna un recupero rispetto lavoratori ha organizzato una manifestazione ad ottobre e si riposiziona su valori vicini a congiunta per denunciare a forze politiche quelli registrati ad inizio 2009. La crescita ed opinione pubblica una situazione giudicata dell’indice sarebbe sata determinata da ormai insostenibile e per sollecitare la un deciso miglioramento delle aspettative definizione e l’attuazione di una politica a sull’occupazione, mentre i giudizi sui piani sostegno del comparto; trattandosi di un di costruzione rimangono sostanzialmente settore strategico e fortemente correlato stabili ma con prospettiva di recupero. Il E D I L I Z I A a numerosi altri settori produttivi sui quali saldo delle previsioni sui prezzi praticati nel riveste ancora una grande influenza, non può settore subisce un lieve deterioramento. attendere a lungo gli interventi necessari La maggior parte delle imprese dichiara senza propagare le sue difficoltà nell’intero di aver trovato ostacoli all’attività di tessuto economico. Le principali proposte costruzione. L’ostacolo principale è ancora avanzate sono state: l’insufficienza di domanda seguita da vincoli - la modifica del patto di stabilità per mettere di natura finanziaria. Il recupero della in condizione gli enti locali di investire in fiducia generale riassume però andamenti opere pubbliche; differenziati a livello settoriale: l’indice è in - l’equiparazione della cassa integrazione deciso recupero nel settore dell’ingegneriaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 95
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Secondo l’indagine Istat sulle forze di lavoro, l’occupazione nel settore delle costruzioni in Italia, dopo quattro trimestri consecutivi di discesa, ha mostrato tra aprile e giugno 2010 una moderata crescita; nel terzo trimestre si contano a settembre 712.000 occupati autonomi (-0,2% rispetto a settembre 2009) e 1.197.000 occupati alle dipendenze (+0,1%). Il settore delle costruzioni (ramo F della codifica delle attività economiche Istat Ateco 2007) nel territorio di Forlì-Cesena è senza dubbio un settore importante nel tessuto economico: le 868 imprese che hanno depositato il loro bilancio per l’anno 2009 assommavano un valore della produzione di 1,4 miliardi di euro (-21% rispetto al 2008) ed un valore aggiunto di 257 milioni (-27%). civile e in quello dei lavori di costruzione Secondo la banca dati StockView di specializzati, mentre è in lieve diminuzione Infocamere il settore è rappresentato da in quello della costruzione di edifici. 6.767 imprese attive che impiegano 15.931 Secondo l’Istat la grave crisi rilevata addetti. Negli ultimi 12 mesi lo stock delle lo scorso anno è perdurata anche nel registrate è apparso in costante crescita con 2010 ma con valori progressivamente in un turn-over abbastanza elevato. Si tratta di miglioramento; nel terzo trimestre l’indice una struttura imprenditoriale diffusa, ma grezzo della produzione nelle costruzioni anche alquanto frammentata: la dimensione ha segnato una piccola crescita (+0,5%) media è di appena 2,4 addetti per impresa e rispetto al terzo trimestre del 2009. Anche le imprese con oltre 19 addetti (72 in tutto) l’indice corretto per i giorni lavorativi, per il superano appena l’1% anche se impiegano medesimo arco temporale, è stato calcolato quasi il 24% degli addetti del settore. in crescita (+1,3%). Nel confronto tra i primi Per il 70% si tratta di ditte individuali (in tre trimestri del 2010 ed il corrispondente diminuzione rispetto allo scorso anno), periodo del 2009, l’indice grezzo e quello mentre le società di capitale sono il 12,6% corretto per i giorni lavorativi hanno ed hanno segnato un incremento che registrato entrambi una variazione negativa sfiora il 10%. Pare confermata la tendenza (-3,6% il primo e -3,9% il secondo). ad un irrobustimento della compagine I costi di costruzione sono in crescita imprenditoriale verso forme meglio contenuta: relativamente ai fabbricati strutturate come quella costituita da società residenziali l’indice calcolato dall’Istat di capitale e da imprese con oltre 19 addetti. evidenzia un aumento del 2,1% nel terzo Si riscontra anche una particolare trimestre, rispetto a quello corrispondente concentrazione di imprenditori stranieri. del 2009. Questo indicatore, come Analizzando i dati sulle cariche sociali, per ilE D I L I Z I A è noto, misura la variazione dei costi settore edile provinciale, risulta che ogni 100 diretti di realizzazione di un fabbricato cariche in imprese attive 14,6 sono coperte residenziale prendendo in considerazione da individui nati in paesi stranieri: 11,0 da le principali voci di spesa. Hanno subìto persone nate in paesi extracomunitari un netto rialzo i costi della mano d’opera (in maggioranza albanesi, che da soli (+2,8%) e dei trasporti e dei noli (+3,1%); costituiscono il 4,8%, seguiti da tunisini, complessivamente più contenuto l’aumento macedoni, svizzeri, marocchini e serbi) e del costo dei materiali (+0,7%); fra questi 3,6 da nati in paesi dell’Unione Europea spiccano i ribassi di inerti, leganti, laterizi (rumeni, polacchi e bulgari). Il 91,9% degli ecc. (compresi fra lo 0 ed il 5%) e gli aumenti stranieri ha meno di 50 anni contro il 59,6% dei metalli (+15,0%). degli imprenditori italiani.96 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena I dati, disponibili per la provincia evidenziano la quota di imprese che hanno dichiarato una congiuntura in ulteriore rallentamento una diminuzione nel quarto trimestre è stata rispetto allo scorso anno. Secondo gli scenari dell’8% contro il 26% dello scorso anno. redatti da Prometeia a novembre il valore aggiunto del settore nel 2010 è stimato in Nel mercato dell’edilizia residenziale diminuzione del 2,9%. si registra un’ulteriore flessione della Le indicazioni derivanti dalla rilevazione sulla produzione con un elevato stock di immobili congiuntura condotta da Unioncamere per invenduti. L’eccesso di offerta a fronte di una il 2010, descrivono, a livello nazionale una domanda in calo per la limitata disponibilità forte contrazione media del volume d’affari economica delle famiglie e la contrazione (-5,0% nella media dei quattro trimesti); in operata dalle banche nella concessione di Emilia-Romagna la riduzione è più contenuta mutui e prestiti, hanno determinato una (-2,7%) e a Forlì-Cesena, sempre in relazione stagnazione del mercato immobiliare. al volume d’affari, la situazione appare analoga Le cause del rallentamento sono sempre (-3,2%): per la provincia si tratta del sesto quelle individuate in passato: in primo trimestre negativo consecutivo. La quota di luogo la difficoltà a pagare regolarmente imprese che hanno dichiarato diminuzione le rate dei mutui da parte delle famiglie del fatturato nel quarto trimestre rispetto dovuta agli effetti della crisi economica al precedente è stata del 32%, percentuale che, anche su coloro che non ne sono stati superiore a quella registrata nel 2009 che fu direttamente colpiti induce alla prudenza del 27%. Per quanto riguarda la produzione, nell’investimento. Tuttavia il calo dei prezzi IMPRENDITORI PER CLASSE DI ETÀ E NAZIONALITÀ Settore F (Costruzioni) - Forlì-Cesena - imprese attive al 30/9/2010 stranieri italiani % stranieri sul totale fino a 29 anni 252 443 36,3% da 30 a 49 anni 1.104 4.708 19,0% da 50 a 69 anni 114 3.022 3,6% >= 70 anni 5 467 1,1% TOTALE 1.475 8.640 14,6% Fonte: Infocamere (StockView) Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena IMPRENDITORI PER CLASSE DI ETÀ E NAZIONALITÀ Settore F (Costruzioni) - Forlì- Cesena stranieri imprese attive al 30/09/2010 italiani 80,0% 70,0% 60,0% E D I L I Z I A 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% fino a 29 anni da 30 a 49 anni da 50 a 69 anni >= 70 anni Fonte: Infocamere (StockView) Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 97
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena degli immobili è molto lento; a sostenere Le perduranti ristrettezze economiche i prezzi è il tentativo degli investitori di degli enti locali, frutto delle scarse risorse a non cedere a cifre che determinerebbero disposizione e dei vincoli imposti dal “patto una perdita dato l’alto costo finanziario di stabilità”, hanno determinato un ulteriore sostenuto per la ritardata vendita. ritardo nell’avvio di opere pubbliche che In questa situazione è difficile anche costituiscono il mercato più importante promuovere iniziative che puntino ad per le imprese della provincia. Il fatturato elevare il livello qualitativo del costruito: generato da questo settore per ora è sceso questa politica è raramente premiata da fra il 10 e il 15%, ma le aspettative sono un mercato che invece guarda al prezzo ulteriormente improntate al pessimismo; come fattore principale di valutazione. basti pensare che i bandi di gara riferiti Solo su unità abitative medio-alte, quelle alla provincia sono scesi di circa il 30% che superano i 400.000 euro ad alloggio, si in numero e in valore. Come sempre gli può riscontrare una certa qualità; questo enti appaltatori più importanti sono stati segmento dimostra una certa vivacità anche i comuni seguiti dalle province. Gli ambiti se spesso, paradossalmente, comporta per di più frequente intervento sono la sanità, il costruttore la realizzazione di margini di l’edilizia residenziale e quella scolastica. guadagno più ridotti. Nelle aggiudicazioni ottengono maggiori Secondo l’Osservatorio del mercato successi le imprese meglio strutturate ed immobiliare dell’Agenzia del Territorio, integrate e quelle che riescono ad associarsi. il numero delle transazioni nei primi sei Restano forti gli ostacoli burocratici che mesi del 2010, diminuito un po’ ovunque appaiono particolarmente gravi in un in regione, nella provincia di Forlì-Cesena momento in cui i lavori disponibili sono così risulta invece cresciuto del 4,3% rispetto scarsi. allo stesso semestre del 2009. Il settore delle costruzioni, seppure connesso L’edilizia industriale, in seguito alle con numerosi altri ad alta tecnologia, difficoltà che nel 2009 hanno segnato il rimane ancora caratterizzato da un’elevata manifatturiero e in generale le attività intensità di lavoro. L’occupazione ha economiche, non ha dato segni apprezzabili mostrato ulteriori segni di cedimento. Il di ripresa. numero dei dipendenti per i quali sono stati COSTRUZIONI - FATTURATO - FORLI’-CESENA Variazione del volume di affari (fatturato) sullo stesso trimestre dell’anno precedente e variazione degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti +04 +02 +00 -02 -04E D I L I Z I A -06 -08 1° trim. 2006 2° trim. 3° trim. 4° trim. 1° trim. 2007 2° trim. 3° trim. 4° trim. 1° trim. 2008 2° trim. 3° trim. 4° trim. 1° t. 2009 2° trim. 3° trim. 4° trim. 1° t. 2010 2° trim. 3° trim. 4° trim. variazione percentuale nel trimestre in esame rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente variazione media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 precedenti Fonte: Evoluzione congiunturale del settore delle Costruzioni - Unioncamere Emilia-Romagna98 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena fatti versamenti presso le Casse Edili della provincia è diminuito sensibilmente anche quest’anno (-8,8% nell’annata edile che va da ottobre 2009 a settembre 2010 rispetto alla precedente); la contrazione è riscontrabile in tutte le classi di età dei dipendenti, ma la fascia di età compresa fra i 30 e i 50 anni è diminuita in misura inferiore rispetto ai più giovani, mentre i più anziani sono addirittura aumentati. L’età media delle maestranze continua quindi ad aumentare. Le ore lavorate, denunciate dalle 1.413 imprese iscritte presso le Casse Edili, superano di poco i nove milioni e confermano una diminuzione del 5,9% rispetto all’anno precedente. Inoltre, dopo anni di utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni legato esclusivamente a motivazioni climatiche, si registrano ricorsi derivanti dalla mancanza di commesse. Nei Non sono rari i problemi di natura finanziaria primi 11 mesi del 2010, per il solo settore con aumento delle difficoltà di riscossione dell’edilizia, vi è stato un aumento (+94,5% dei crediti e di ottenimento di nuovi sul 2009) nel ricorso alla Cassa Integrazione finanziamenti soprattutto fra le imprese più Guadagni sia negli interventi ordinari (circa piccole, in maggioranza artigiane, mentre 504.000 ore), concessi per scarsità di paiono resistere meglio quelle imprese che ordinativi e per problematiche climatiche, si sono preoccupate di dotarsi di adeguate sia per quelli in deroga (34.000 ore). risorse e competenze tecniche, finanziarie e Per ora sono poche le imprese che hanno commerciali. effettivamente attuato precise politiche di riduzione del personale, anche per non In conclusione il 2010 è stato un anno disperdere troppo il proprio capitale umano decisamente difficile per le imprese locali ma è comunque sempre più frequente il e nel quale gli sforzi delle imprese hanno ricorso a forme di lavoro esternalizzato o più avuto esiti poco soddisfacenti. I tentativi di precario; la situazione occupazionale inizia cercare nuovi ordini in ambiti inconsueti quindi ad assumere connotati preoccupanti rispetto alla specializzazione dell’impresa, e merita attenzione. passando da committenza privata a pubblica Le prospettive espresse evidenziano poca o viceversa, hanno raccolto scarsi risultati; la fiducia nel futuro e confermano la fase ricerca di mercati alternativi a quello locale negativa caratterizzata da una domanda, è stata realmente percorribile per poche pubblica e privata, sempre più scarsa e che organizzazioni di dimensione maggiore; la trova il suo sostegno prevalentemente nelle realizzazione di immobili di pregio o di più opere già cantierate; fase che potrebbe alta qualità o con soluzioni innovative non ulteriormente aggravarsi per la scarsità di sempre ha avuto il giusto riconoscimento ordini acquisiti e di progetti disponibili. del mercato. E D I L I Z I A CASSE EDILI Forlì-Cesena - anni edili 2008/09 e 2009/10 2008/09 2009/10 var. % 2009/10 su 2008/09 NUMERO IMPRESE 1.541 1.413 -8,3% DIPENDENTI 8.404 7.667 -8,8% ORE LAVORATE 9.619.629 9.052.834 -5,9% Fonte: Casse Edili della provincia di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 99
    • C O M M E R CIO IN T ER NO Anche il 2010 è stato un anno difficile per Camera di Commercio di Forlì-Cesena il commercio, che ha risentito del protrarsi della crisi economica del Paese, i cui effetti si sono avvertiti chiaramente anche nel territorio provinciale. Il settore ha sofferto per l’ulteriore calo dei consumi, diretta conseguenza della diminuita capacità di spesa delle famiglie. Queste ultime hanno dovuto far fronte contemporaneamente al protrarsi delle difficoltà occupazionali e all’aumento dei costi per spese ineludibili, quali i carburanti, i trasporti, l’energia elettrica, le imposte sui rifiuti e le assicurazioni auto. Ciò è andato a scapito dei consumi, che hanno subito un’ulteriore riduzione. A farne le spese sono stati soprattutto i beni durevoli e i consumi d’impulso. Si è assistito a un cambiamento nelle abitudini di spesa: nella situazione di difficoltà attuale questa non è più vissuta Il calo dei consumi invece ha iniziato a farsi come una prerogativa voluttuaria individuale, sentire nel settore alimentare, considerato ma come un’attività che riguarda l’intera tradizionalmente anticiclico, ad eccezione famiglia e che va pianificata razionalmente. dei prodotti biologici e di quelli cosiddetti A risentirne sono stati anche i fatturati delle a chilometro zero (prodotti del territorio imprese commerciali, che hanno registrato e di qualità acquistati direttamente presso una diminuzione generalizzata. il produttore). Anche i pubblici esercizi e la Le indagini sull’andamento del settore ristorazione hanno cominciato a risentire confermano il calo delle vendite; la dinamica del calo dei consumi; continua infine la crisi imprenditoriale mostra invece un saldo del settore dell’abbigliamento e calzature. meno negativo fra aperture e cessazioni di Anche le vendite del periodo natalizio non attività rispetto all’anno precedente, dovuto sono state molto soddisfacenti. Si è registrata a una diminuzione di entrambe. una ripresa del settore alimentare, trainata Come già l’anno scorso, gli operatori dalle vendite dei prodotti di qualità del ritengono che gli sviluppi a breve termine territorio. Positivi anche i risultati nel settore I N T E R N O del settore dipendano interamente dei giocattoli. Non ha invece beneficiato della dall’evoluzione della situazione economica stagione natalizia il settore abbigliamento, generale. E’ diffuso un certo scetticismo dove anzi l’imminenza dell’inizio dei saldi ha circa la possibilità di un miglioramento spinto molti a rimandare gli acquisti a dopo in tempi brevi, poiché non si scorgono gli Capodanno. elementi che possano portare a una rapida A questo proposito, quella dei saldi è ormai ripresa dei consumi. L’auspicio formulato una questione problematica per il settore da più parti è che vengano messe in atto commerciale. La loro regolamentazione politiche di sostegno ai redditi e d’incentivo è giudicata contraddittoria da alcune C O M M E R C I O ai consumi, oltre che agli investimenti associazioni di categoria, poiché vengono nell’ammodernamento della rete di vendita. ristretti a periodi limitati (che però si tende ad anticipare e allungare sempre più), mentre Per quanto riguarda l’andamento dei nel contempo si consentono durante tutto settori merceologici nel territorio l’anno le vendite promozionali, che vengono provinciale, continuano a godere di buona considerate sostanzialmente la stessa cosa. salute l’elettronica, trainata quest’anno Da un lato il periodo dei saldi è atteso dalle vendite di televisori e decoder spinte dagli operatori dell’abbigliamento, con la dal passaggio delle trasmissioni al digitale speranza di risollevare in parte l’andamento terrestre, e la telefonia, con gli acquisti negativo delle vendite; d’altro canto proprio degli smartphone di ultima generazione che il continuo anticipo dell’inizio dei saldi, registrano una dinamica molto vivace anche unitamente alla crisi economica, fa sì che i per i modelli più costosi. consumatori rinviino gli acquisti, evitando diRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 101
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena farli nei periodi di alta stagione, in particolare dei consumatori verso i prodotti a prezzo in quello natalizio. Alcuni commercianti del basso. Le catene della grande distribuzione settore abbigliamento stimano che il 30% stanno reagendo con una politica di delle loro vendite hanno ormai luogo nel prezzi aggressiva e il ricorso massiccio periodo dei saldi. In questo modo però si alle promozioni, ma c’è il timore che la verifica un declino della redditività delle situazione scoraggi ulteriori investimenti attività commerciali, al punto che alcuni nel settore. Le aperture di nuovi punti segnalano vendite non sufficienti a coprire vendita sono in diminuzione e si preferisce i costi di esercizio. Infine risulta difficile piuttosto la ristrutturazione di quelli trovare un accordo fra gli operatori per una esistenti. Gli operatori del settore chiedono nuova regolamentazione dei saldi e delle politiche di sostegno ai redditi per rilanciare vendite promozionali. Secondo i sondaggi di i consumi e incentivi agli investimenti alcune associazioni di categoria, gli operatori per le nuove aperture e soprattutto le sono divisi pressoché equamente fra chi ristrutturazioni, che potrebbero contribuire vuole il mantenimento dello status quo anche al miglioramento della situazione e chi vorrebbe rivedere i periodi di saldi; occupazionale. ma questi ultimi a loro volta si dividono Le associazioni di categoria segnalano che fra chi vorrebbe una restrizione e chi un anche per il commercio ambulante il 2010, ampliamento di tali periodi. come già l’anno precedente, è stato un Anche la grande distribuzione ha risentito anno difficile. Il settore merceologico più pienamente della crisi generalizzata del sviluppato fra i commercianti ambulanti settore: le vendite nel 2010, in Italia, sono del nostro territorio è infatti quello diminuite non solo a rete corrente ma dell’abbigliamento, che ha risentito della – per la prima volta in trent’anni – anche stessa situazione di crisi che colpisce gli considerando le nuove aperture. Inoltre, esercizi in sede fissa. sempre per la prima volta, il numero di A ciò si sono aggiunte condizioni climatiche cessazioni nel corso dell’anno ha superato non favorevoli, nel periodo natalizio e non le aperture di nuovi punti vendita. I principali solo: gli operatori stimano che si siano perse gruppi nazionali della GDO segnalano non numerose giornate di lavoro a causa delle solo una situazione molto critica al sud Italia, avverse condizioni meteorologiche. Anche ma anche difficoltà crescenti al nord, con il l’andamento delle vendite in occasione calo delle vendite alimentari e l’orientamento di sagre e fiere non è stato giudicatoI N T E R N O INDICATORE DEL CLIMA DI FIDUCIA DEI CONSUMATORI ITALIANI ISAE - Clima totale - indice base 1980=100 116 114 112 110C O M M E R C I O 108 106 104 102 100 98 96 94 2007 2008 2009 2010102 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena soddisfacente, nonostante l’alta affluenza di pubblico a queste manifestazioni. Tra gli indicatori esplicativi del contesto generale, l’indice del clima di fiducia dei consumatori, misurato dall’ISAE, ha mostrato una tendenza, seppur altalenante, al peggioramento nei primi otto mesi dell’anno, scendendo dal valore di 111,5 di gennaio (valore massimo dell’anno e sostanzialmente in linea con quelli degli ultimi mesi del 2009) a 104,2 in agosto, valore minimo dell’anno. Negli ultimi quattro mesi del 2010 l’indice ha registrato invece una risalita piuttosto rapida, denotando una ripresa della fiducia dei consumatori, fino a raggiungere a dicembre quota 109,1. Nel 2010 l’indice dei prezzi al consumo ha registrato una diminuzione dello 0,4%, ha registrato un andamento altalenante il non alimentare invece è aumentato dello nella prima metà dell’anno e una tendenza 0,3%. La grande distribuzione ha registrato al rialzo nella seconda metà. Partendo da una crescita dello 0,8%, mentre le imprese un valore dell’1,3% in gennaio, si è saliti fino operanti su piccole superfici hanno registrato a raggiungere a dicembre il valore più alto una flessione dello 0,3%. All’interno della (+1,9%). L’indice del Comune capoluogo grande distribuzione, risultano in lieve di Forlì ha registrato un andamento simile; flessione gli ipermercati (-0,3%), mentre rispetto all’andamento nazionale, però, crescono i discount alimentari (+1,1%) e i nella prima metà dell’anno si è evidenziata supermercati (+0,5%); in notevole crescita una più netta tendenza alla diminuzione, invece il valore delle vendite negli esercizi scendendo dal +0,9% di gennaio al +0,5% di giugno; nel secondo semestre invece anche a INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO livello provinciale si è verificato un aumento, PER LE FAMIGLIE DI OPERAI E IMPIEGATI fino a raggiungere il +1,7% di dicembre. AL NETTO DELLA SPESA PER TABACCHI I N T E R N O AUMENTI PERCENTUALI ANNUALI Confrontando l’andamento dell’indice NELL’ANNO 2010 nazionale con quello di Forlì, si nota che quest’ultimo ha registrato costantemente Forlì Italia valori più bassi durante l’intero arco Gennaio 0,9 1,3 dell’anno. La crescita media annua dell’indice Febbraio 0,6 1,3 dei prezzi è stata dell’1,6% in Italia e dell’1,1% Marzo 0,9 1,5 a Forlì. Aprile 1,1 1,6 Analizzando l’andamento medio dell’indice Maggio 0,8 1,5 C O M M E R C I O Istat nazionale del valore delle vendite Giugno 0,5 1,3 del commercio al dettaglio in sede fissa nel Luglio 1,3 1,7 periodo gennaio-novembre 2010 (ultimo Agosto 1,3 1,5 dato disponibile), si riscontra una situazione di stabilità (+0,1%) rispetto ai primi undici Settembre 1,1 1,6 mesi dell’anno precedente. Per una migliore Ottobre 1,3 1,7 valutazione del dato occorre tenere presente Novembre 1,4 1,7 che tale indice incorpora sia la variazione Dicembre 1,7 1,9 delle quantità, sia quella dei prezzi, e che, nello stesso periodo di tempo, questi ultimi sono Media annuale 1,1 1,6 cresciuti dell’1,5%; ne consegue quindi che, Fonte: Istat in termini reali, le vendite sono diminuite nel Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi Camera di Commercio di Forlì-Cesena periodo considerato. Il settore alimentareRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 103
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena rimasto il segno negativo (-1,9%), ad indicare che il periodo natalizio ha consentito una certa ripresa delle vendite. Le previsioni degli operatori per l’evoluzione nel prossimo anno, sempre rilevate dall’indagine congiunturale di Unioncamere, segnalano a tutti i livelli territoriali un atteggiamento di cautela. La maggioranza assoluta degli operatori (più del 60%) prevede una situazione stabile, il che significa anche il permanere di difficoltà. La percentuale di coloro che si aspettano un miglioramento oscilla fra il 25% e il 40%. Quasi nessuno comunque prevede un ulteriore peggioramento (meno del 5%). La banca dati StockView di Infocamere, basata sul Registro delle Imprese, fornisce i dati sulla struttura imprenditoriale specializzati (+2,3%) e nei non specializzati del settore commerciale. Al 30/9/2010 a prevalenza non alimentare (+1,9%). Il le imprese attive del commercio nella valore delle vendite è diminuito dell’1% nelle provincia di Forlì-Cesena sono risultate piccole imprese (fino a 5 addetti), dello 0,4% 8.752; rispetto al 30/9/2009 si è registrato un nelle medie imprese (da 6 a 49 addetti) ed piccolo aumento (+0,2%). Anche in regione è aumentato dell’1,4% nelle grandi imprese si è rilevato un lieve incremento (+0,3%) e (oltre 50 addetti). in Italia una situazione di stabilità. L’incidenza del commercio sul totale delle imprese L’indagine congiunturale sul commercio provinciali compresa l’agricoltura (21,5%) al dettaglio di Unioncamere Italiana e è minore sia di quella regionale (22,3%) sia Unioncamere Emilia-Romagna anche nel soprattutto di quella nazionale (26,8%). 2010 mostra per la provincia di Forlì-Cesena Le imprese di vendita e riparazione di auto un andamento negativo, peggiore di quello e motoveicoli con 941 unità costituiscono il regionale ma migliore di quello nazionale. Il 10,8% del totale del commercio in provinciaI N T E R N O valore medio delle vendite dell’anno 2010 (dato in linea con gli altri ambiti territoriali). in provincia è diminuito dell’1,6% rispetto Rispetto all’anno precedente si è avuta al 2009. A livello regionale si è avuta una una flessione dello 0,1%, mentre a livello flessione dello 0,7% e a livello nazionale una contrazione del 3,3%. In tutti gli ambiti territoriali le vendite hanno registrato un INDAGINE CONGIUNTURALE SUL COMMERCIO segno negativo in tutti i trimestri dell’anno; in AL DETTAGLIO provincia si è avuto un netto peggioramento Andamento delle vendite nel trimestre di riferimento rispetto fra il primo trimestre (-0,7%) ed il secondo allo stesso trimestre dell’anno precedenteC O M M E R C I O (-3,3%), e un successivo miglioramento nel variazione percentuale terzo e quarto (rispettivamente –1,5% e Forlì- Emilia- Italia –1%). Una dinamica negativa più contenuta Cesena Romagna si è verificata a livello regionale, con I° trimestre 2010 -0,7 -0,8 -2,5 flessioni più modeste di quelle provinciali (rispettivamente: -0,8%, -1%, -0,7% e –0,3%). II° trimestre 2010 -3,3 -1,0 -3,8 A livello nazionale invece si sono registrate III° trimestre 2010 -1,5 -0,7 -4,8 perdite molto più cospicue e un progressivo IV° trimestre 2010 -1,0 -0,3 -1,9 peggioramento nel corso dei primi tre MEDIA -1,6 -0,7 -3,3 trimestri (rispettivamente: -2,5%, -3,8% e Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere italiana e -4,8%). Anche a livello nazionale, come negli Unioncamere Emilia-Romagna altri ambiti territoriali, il quarto trimestre Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi ha registrato un miglioramento, anche se è Camera di Commercio di Forlì-Cesena104 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena regionale e nazionale si è registrata una inferiore a quella nazionale (57,1%). Il modesta crescita (rispettivamente +0,8% e comparto registra una crescita dello 0,8% in +0,4%). provincia, a fronte di una lieve crescita dello Il commercio all’ingrosso e intermediari 0,3% in regione e di una situazione stabile a (3.375 imprese attive) rappresenta il livello nazionale. 38,6% del commercio provinciale, dato leggermente inferiore a quello regionale Esaminando brevemente la movimenta- (39%) e decisamente superiore a quello zione degli esercizi commerciali in provin- nazionale (32,3%). In provincia si è registrata cia di Forlì-Cesena, si rileva che nei primi una flessione dello 0,4%, mentre a livello nove mesi del 2010 sono diminuite, rispetto regionale si è verificata una leggera crescita allo stesso periodo del 2009, sia le aperture (+0,3%) e a livello nazionale una sostanziale di nuove attività, sia le cessazioni di attività stabilità (+0,1%). esistenti. Complessivamente, si sono regi- Infine, con 4.436 imprese il commercio al strate 364 nuove aperture a fronte di 453 dettaglio e riparazione di beni personali cessazioni di esercizi, per un saldo negativo e per la casa rappresenta la componente di -89 unità. Rispetto allo stesso periodo del maggioritaria del settore commerciale 2009, le aperture sono diminuite del 5,9% e provinciale (50,7%). Questa incidenza è le cessazioni del 18,7%. Nel commercio al in linea con quella regionale (50,2%), ma dettaglio si sono avute 199 aperture a fron- IMPRESE ATTIVE DELLA SEZIONE G (Commercio) e delle divisioni G 45 Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli G 46 Commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) G 47 Commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) var. % incidenza % 30/9/2009 30/9/2010 2010/2009 2010 (*) FORLI’-CESENA G45 942 941 -0,1% 10,8% G46 3.389 3.375 -0,4% 38,6% G47 4.402 4.436 +0,8% 50,7% I N T E R N O G 8.733 8.752 +0,2% 100,0% TOTALE IMPRESE 40.781 40.781 +0,0% 21,5% EMILIA ROMAGNA(**) G45 10.216 10.296 +0,8% 10,7% G46 37.380 37.482 +0,3% 39,0% G47 48.102 48.253 +0,3% 50,2% G 95.698 96.031 +0,3% 100,0% C O M M E R C I O TOTALE IMPRESE 431.843 429.921 -0,4% 22,3% ITALIA G45 149.429 149.966 +0,4% 10,6% G46 457.913 458.208 +0,1% 32,3% G47 810.223 810.036 -0,0% 57,1% G 1.417.565 1.418.210 +0,0% 100,0% TOTALE IMPRESE 5.297.780 5.291.575 -0,1% 26,8% (*) incidenza % all’interno della sezione G e G su totale (ATECO 2007) (**) Per equiparare il confronto con l’anno corrente, ai dati del 2009 sono stati aggiunti i valori dei 7 comuni del pesarese (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello) che dal primo trimestre 2010 sono entrati a far parte della provincia di Rimini Fonte: Infocamere, banca dati StockView Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 105
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena te di 233 cessazioni, per un saldo negativo al 13,6% del totale. Il fenomeno è dunque di -34 unità; le aperture sono diminuite del decisamente significativo, anche se non ha 6,6% e le cessazioni del 23,9%. ancora raggiunto l’incidenza registrata a Prosegue l’incremento dell’imprenditoria livello regionale (16,5%) e nazionale (15,6%). extracomunitaria, che è una realtà ormai Rispetto al 30 settembre 2009 il numero di consolidata nel territorio provinciale, pur titolari extracomunitari d’imprese individuali non toccando ancora i livelli raggiunti in operanti nel commercio al dettaglio è regione. Si tratta di una presenza forte aumentato del 7,5% in provincia, a fronte del specialmente nel settore dei pubblici 5,8% in regione e in Italia. Molto più modesta esercizi, degli alimentari e dei servizi alla è la presenza di imprenditori provenienti da persona (lavanderie ecc.). La novità rispetto altri Paesi della UE: 45 persone, pari all’1,4% agli anni precedenti, in particolare nei (1,5% in regione, 1,3% in Italia). Il restante pubblici esercizi e negli alimentari, è che gli 84,9% delle persone titolari d’imprese imprenditori stranieri non si limitano più al individuali commerciali provinciali è italiano, mercato dei prodotti etnici, indirizzati a una a fronte dell’82% regionale e dell’82,8% clientela straniera, ma hanno iniziato a gestire nazionale. anche esercizi rivolti a un pubblico più largo, Secondo le valutazioni delle associazioni comprendente anche la clientela italiana. di categoria, sul versante dei rapporti fra le L’imprenditoria straniera inoltre è forte in diverse tipologie distributive la principale particolare nel settore ambulante, anche questione riguarda gli effetti delle nuove perché questa modalità del commercio è più aperture di grandi strutture previste per il vicina alle abitudini e alle tradizioni dei paesi 2011: in particolare l’ipermercato di Forlì, la di provenienza, tanto degli imprenditori cui apertura è attesa fra Pasqua e metà anno, quanto dei clienti. ma anche una nuova struttura di 20.000 Analizzando i dati di StockView sulle mq a Faenza, che comprenderà 125 negozi persone con cariche nelle imprese attive di fascia medio-alta e che si va aggiungere del commercio al dettaglio e limitando all’iper aperto sempre a Faenza nel 2010. l’esame alle imprese individuali, in cui la Ci si attende che l’ipermercato di Forlì carica di titolare coincide con la persona nell’immediato avrà un forte impatto sulle fisica dell’imprenditore, in provincia di Forlì- medie strutture alimentari e sulle piccole Cesena risultano, al 30/9/2010, 430 titolari strutture non alimentari del territorio di imprese individuali extracomunitari1, pari urbano, già sofferenti per la crisi economica.I N T E R N O 1 Si precisa che quanto rilevato dalla banca dati StockView e definito “nazionalità” è il Paese di nascita della persona, desunto dal codice fiscale presente nella visura dell’impresa. Va inoltre tenuto presente che all’interno dei Paesi extracomunitari è presente anche la Svizzera, Paese in cui risultano nati anche alcuni imprenditori di nazionalità italiana. ISCRIZIONI E CESSAZIONI Settore commercio - Forlì-Cesena - da gennaio a settembre 2009 2010 var. % 2010/2009 Divisione ATECOC O M M E R C I O Iscrizioni Cessa- Saldo Iscrizioni Cessa- Saldo Iscrizioni Cessa- zioni zioni zioni G 45 Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione 26 39 -13 35 43 -8 34,6% 10,3% di autoveicoli e motocicli G 46 Commercio allingrosso (escluso quello di autoveicoli e 148 212 -64 130 177 -47 -12,2% -16,5% di motocicli) G 47 Commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e 213 306 -93 199 233 -34 -6,6% -23,9% di motocicli) TOTALE 387 557 -170 364 453 -89 -5,9% -18,7% Fonte: Infocamere, banca dati StockView Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena106 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena In generale, dal momento che il bacino di utenza di una grande struttura ha un raggio di un centinaio di chilometri (specie se è posta vicino all’autostrada o comunque in punti facilmente raggiungibili), si attendono ripercussioni in tutto il territorio circostante, a cominciare dagli esercizi dei centri storici, che sono penalizzati da difficoltà di accesso e che stentano rispetto ai centri commerciali a presentarsi come un soggetto unitario. Inoltre gli imprenditori locali faticano ad inserirsi all’interno delle gallerie commerciali della grande distribuzione, perché tali strutture preferiscono rapportarsi alle catene di franchising nazionali, che sono più abituate a lavorare con la GDO. E’ anche vero che i consumatori del territorio provinciale hanno già a disposizione una nutrita offerta di strutture della grande distribuzione, da auspicato che le Amministrazioni del Ravenna a Faenza a Savignano sul Rubicone a territorio si mantengano fedeli allo spirito Rimini, per cui si può anche ipotizzare che le della normativa e siano più attente a nuove aperture avranno come primo effetto salvaguardare una situazione di equilibrio quello d’intercettare il flusso di clientela che nel regolamentare le aperture festive degli finora si è rivolta a tali analoghe strutture. esercizi commerciali. D’altro canto, le stesse Si prevede comunque che la valutazione associazioni di categoria riconoscono dell’impatto effettivo di queste nuove che negli ultimi anni si è assistito a un aperture sulla rete commerciale del territorio cambiamento nelle abitudini di acquisto che, non potrà essere fatta prima della fine del a seguito delle trasformazioni sociali e della 2011, poiché in genere una situazione di nuova organizzazione familiare, sono ora equilibrio dopo cambiamenti così significativi concentrate nei weekend; alcuni operatori si raggiunge dopo circa sei mesi, nei quali si segnalano addirittura che l’incasso del prevede che le attività commerciali esistenti weekend ormai equivale a quello del resto soffriranno notevolmente per l’intensificarsi della settimana. Pertanto si riconosce la I N T E R N O della competizione. necessità che anche i piccoli imprenditori Un altro problema è quello della dei centri storici accettino la sfida e si regolamentazione delle aperture domenicali. organizzino per garantire maggiormente le La normativa regionale le liberalizza nei centri aperture nei giorni festivi, se questo beneficia a prevalente economia turistica. Alcune la redditività dei loro negozi. L’auspicio degli associazioni di categoria però ritengono che operatori è che si crei un rapporto più lo status di “centro ad economia turistica” proficuo fra amministratori e associazioni venga riconosciuto con troppa facilità a di categoria per una regolamentazione territori, come le periferie dei maggiori concertata delle aperture domenicali. Ci si C O M M E R C I O centri urbani o i Comuni di cintura, che in propone inoltre di puntare maggiormente realtà non hanno vocazione turistica ma all’inserimento di tali aperture all’interno di che vedono insediate sul loro territorio progetti di qualificazione delle domeniche strutture della grande distribuzione. Questa nei centri storici, collegandole per esempio situazione non è ritenuta equa nei confronti ad eventi culturali come mostre, o ad degli esercizi dei centri storici, in particolare altre iniziative promozionali, valorizzando quelli del settore abbigliamento e calzature, quindi l’aspetto di opportunità per i piccoli che, per loro natura, sono fondati sulla imprenditori che le aperture festive possono conduzione individuale o familiare, a avere, evitando invece che vengano vissute differenza degli esercizi in franchising dei come un ulteriore onere. centri commerciali, e perciò non possono Per quanto riguarda le prospettive di sviluppo reggere la competizione sull’apertura del settore, alcuni operatori ritengono che domenicale continuativa. Pertanto viene un ambito promettente su cui puntareRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 107
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena sia quello dei piccoli esercizi alimentari anche l’individuazione di aree strategiche specializzati in prodotti freschi e di qualità per l’insediamento di attività commerciali del territorio, sulla falsariga del modello e di laboratori artigianali qualificati. Sempre degli acquisti a chilometro zero, esercizi che in quest’ottica si sottolinea la necessità dovrebbero insediarsi nelle zone residenziali di un progetto di viabilità e accesso ai e svolgere in forma nuova le funzioni dei centri storici unitario e coordinato con le vecchi esercizi di vicinato. Da sondaggi fatti suddette politiche di qualificazione, invece sui consumatori risulta che l’idea di acquisti di piccoli interventi parziali e privi di una di minor entità ma più frequenti e concentrati visione di fondo. Le zone pedonali totali su prodotti freschi e di qualità, incontra il sono giudicate benefiche allo sviluppo delle favore e l’interesse del pubblico. Per questo attività commerciali, purché sostenute è in atto un progetto per incentivare e da adeguati interventi infrastrutturali sostenere l’apertura nel comprensorio (parcheggi sotterranei, navette e mezzi forlivese di nuovi esercizi concepiti secondo pubblici ecc.). Al contrario vengono questo modello; il progetto prevede anche giudicate controproducenti le zone a traffico la creazione di un marchio di qualità per limitato - che non eliminano definitivamente questi esercizi e per i prodotti venduti. il traffico e quindi non incentivano lo Una condizione per la buona riuscita di shopping a piedi - oltre alla carenza e all’alto questo tipo di esercizi è che gli imprenditori costo dei parcheggi. Per quanto riguarda investano su un solido percorso formativo, specificamente il centro storico forlivese, necessario per acquisire gli strumenti alcune associazioni segnalano anche il per fornire quei servizi e quell’assistenza livello ormai insostenibile, data l’attuale alla clientela irrinunciabili per un’attività situazione di crisi, degli affitti dei negozi e commerciale che sia moderna e competitiva. l’eccessiva diffusione degli sportelli bancari Una formazione adeguata degli addetti del che hanno tolto molti spazi per l’apertura di resto è ritenuta fondamentale anche per il attività commerciali in zone strategiche che settore non alimentare, in quanto l’attività sarebbero state invece molto adatte. commerciale, per essere competitiva anche Un altro problema strutturale del settore per i piccoli esercizi, dovrà essere sempre segnalato da altri operatori è la sua perdita più specializzata e fornire un surplus di di attrattiva nei confronti dei giovani, per cui servizi alla clientela. anche nei centri storici le nuove aperture di Altre associazioni di categoria sottolineano vere attività commerciali locali sono sempre che la crisi ha stimolato la volontà di resistere più rare, sostituite da punti vendita inI N T E R N O dei piccoli imprenditori e li ha incentivati ad franchising, con una conseguente tendenza assumere maggiormente una concezione all’omologazione e quindi all’impoverimento. di gruppo per poter competere in modo In sintesi, ci sarebbe molto da fare, ma unitario con la grande distribuzione; cosa l’urgenza non si accorda coi tempi lunghi che finora è risultata molto difficile poiché i della burocrazia e l’ampiezza degli interventi piccoli imprenditori agiscono tipicamente in richiesti si scontra con l’esiguità dei fondi un’ottica individuale. che nell’attuale situazione di crisi colpisce Tali associazioni lamentano poi la mancanza le amministrazioni locali. In ogni caso, gli da parte degli enti locali di un piano d’azione operatori auspicano da esse azioni cheC O M M E R C I O organico a sostegno del commercio; vi sono consentano al settore di trovare a breve una interventi, ma sono ritenuti disorganici e via d’uscita dalla crisi. La richiesta è quella quindi carenti di una visione di fondo. Ad di uno sforzo urgente per l’individuazione esempio viene sottolineata la necessità di di una scala di priorità condivisa fra politiche urbanistiche coerenti e ad ampio amministrazioni e associazioni di categoria respiro per la qualificazione e lo sviluppo dei per ridare slancio alla parte dinamica del centri storici, che prevedano al loro interno settore con progetti concreti e mirati.108 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • C O M M E R CIO E S T E R O Le stime sul quadro generale per il 2010 Camera di Commercio di Forlì-Cesena del Fondo Monetario Internazionale (FMI), riviste recentemente nell’ambito del World Economic Outlook Update del 26 gennaio 2011, confermano che la ripresa mondiale sta continuando con la modalità preannunciata nell’Outlook di ottobre 2010. Una crescita a due velocità, da una parte i “paesi sviluppati” la cui crescita, con alcune eccezioni, stenta a consolidarsi e, dall’altra i paesi emergenti e in via di sviluppo le cui economie - viceversa - corrono il rischio di surriscaldamento. Il 2010 si è chiuso con un aumento del PIL pari al 5,0% che si è sostanziato in un +3,0% per le economie avanzate (+1,8% Area Euro ed un +1,0% per l’Italia), ed in un +7,1% per le economie emergenti ed in via di sviluppo (+10,3% per la Cina e +7,5% per il Brasile). Le previsioni FMI per il futuro lasciano intravedere un certo ottimismo, anche se la capace di compensare il calo registrato ripresa viene prevista con intensità variabile nel 2009 e del quale s’è dato conto nel da paese a paese e di tono comunque precedente rapporto. Le previsioni per il inferiore a quello del 2010. Il PIL mondiale 2011 parlano di una variazione positiva è previsto per il 2011 in aumento del 4,4%, del commercio mondiale pari al 7,1%, che con i paesi sviluppati che dovrebbero dovrebbe essere seguita da un aumento crescere del 2,5% a fronte di un aumento del 6,8% per il 2012. Nel corso del 2011 le del 6,5% per le economie emergenti ed in esportazioni dei paesi sviluppati dovrebbero via di sviluppo. In questo contesto, è previsto crescere del 6,2%. Quelle dei paesi in via di che l’Italia registri una variazione del PIL pari sviluppo di un più notevole 9,2%. all’1,0% per il 2011 e all’1,3% nel 2012, stima rivista in ribasso rispetto ai dati, sempre Le esportazioni italiane nei primi nove FMI, dell’ottobre 2010. Va notato come le mesi del 2010 hanno registrato un aumento, stime (dati consultivi) e le previsioni (dati secondo gli ultimi dati ISTAT a disposizione, E S T E R O prospettici) per l’Italia indichino - da diverso del 14,3%, a fronte di una contrazione del tempo a questa parte - una crescita più 23,7% registrata l’anno passato. debole rispetto alla media delle economie Il valore delle esportazioni della provincia di avanzate. Forlì-Cesena nel periodo gennaio-settembre Questo è il contesto nel quale si è mosso il 2010 è stato pari a 1.864.323 migliaia di commercio mondiale nel 2010 e lo scenario euro, mostrando un aumento, rispetto allo nel quale si muoverà nel corso dei prossimi stesso periodo dell’anno precedente, pari anni. La situazione appena descritta deve al 14,2%. L’anno passato si era registrata C O M M E R C I O essere combinata col fatto, messo in luce una variazione negativa del 29,4%. A parte anche in occasione del rapporto dello scorso qualche differenza misurabile in decimali di anno, che il commercio estero mondiale, punti percentuali, la situazione che si delinea da diverso tempo a questa parte, mostra a Forlì-Cesena è la stessa che troviamo a la tendenza ad amplificare le variazioni del livello regionale e nazionale. Siamo di fronte PIL, ciò a seguito del crescente livello di ad una ripresa del commercio estero “a interdipendenza delle economie mondiali e due cifre”, anche se i forti aumenti messi a degli effetti della globalizzazione. segno quest’anno devono scontare gli ancor Premesse queste considerazioni, non deve più poderosi cali registrati l’anno passato. A stupire che l’aumento del 5,0% del PIL seguito della situazione descritta, il peso di mondiale stimata per il 2010 si sia tradotto, Forlì-Cesena sulle esportazioni regionali si sempre secondo le ultime stime disponibili mantiene, sostanzialmente, costante a fronte dell’FMI, in +12,0% per il commercio del calo registrato l’anno passato che aveva mondiale di beni e servizi. Una variazione interrotto la lunga serie di aumenti del pesoRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 109
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena ESPORTAZIONI Province dell’Emilia-Romagna e Italia Gennaio-Settembre - valori in migliaia di euro VALORI ASSOLUTI var. % INDICI DI COMPOSIZIONE 2009 2010 (*) 2010/2009 2009 2010 (*) SU EMILIA-ROMAGNA Piacenza 1.650.067 1.449.356 -12,2% 6,1% 4,6% Parma 2.867.061 3.580.445 24,9% 10,5% 11,5% Reggio Emilia 4.869.678 5.459.958 12,1% 17,9% 17,5% Modena 6.147.149 6.855.560 11,5% 22,6% 22,0% Bologna 6.124.924 7.064.911 15,3% 22,5% 22,6% Ferrara 1.048.982 1.407.559 34,2% 3,9% 4,5% Ravenna 1.952.447 2.386.400 22,2% 7,2% 7,6% Forlì-Cesena 1.632.564 1.864.323 14,2% 6,0% 6,0% Rimini 923.087 1.152.068 24,8% 3,4% 3,7% EMILIA-ROMAGNA 27.215.960 31.220.579 14,7% 100,0% 100,0% EMILIA-ROMAGNA SU ITALIA ITALIA 215.391.695 246.226.855 14,3% 12,6% 12,7% (*) - Dati provvisori Fonte: ISTAT - banca dati Coeweb Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena dell’export provinciale verificatasi lungo ildelle proprie esportazioni. Fanno eccezione decennio precedente. due settori, quello degli apparecchi elettrici Non tutte le province della regione fanno (facente parte del più generale comparto registrare variazioni positive del proprio della meccanica) che riporta una diminuzione export per il periodo considerato. La delle esportazioni del 4,5% e quello degliE S T E R O provincia di Piacenza riporta, infatti, una articoli in pelle e simili (prevalentemente contrazione dell’export pari al 12,2%. Per calzature), che vede diminuire il proprio due tra le maggiori province esportatrici export del 9,8%. Quest’ultimo fatto non è della regione, Modena e Reggio Emilia, gli certo di poco conto visto che il settore in aumenti registrati sono minori della media questione pesa per il 9,8% sulle esportazioni regionale (rispettivamente, 11,5% e 12,1%). di Forlì-Cesena. Escludendo per il momento Prossima alla variazione regionale l’aumentoi settori che fanno capo alla meccanica, quelli dell’altra maggior provincia esportatrice, che fanno registrare le migliori performanceC O M M E R C I O Bologna, col 15,3%. Le province che sono quello delle sostanze e prodotti chimici riportano i risultati più brillanti sono Ferrara (+39,1%), quello dei mobili, in particolare (+34,2%), Parma (+24,9%), Rimini (24,8%) e imbottiti, (+34,1%) ed i prodotti delle altre Ravenna (+22,2%). attività manifatturiere (+24,9%). Di assoluto Il peso delle esportazioni dell’Emilia- riguardo anche la performance degli articoli Romagna sul dato nazionale rimane, sportivi che incrementano le proprie sostanzialmente, costante al 12,7% del 2009.esportazioni del 21,1%. Il comparto della Dopo il picco del 2008 (13%) questo valore meccanica, globalmente considerato, riporta torna prossimo a quello del 2007. un aumento del 20%. Questo comparto, con un peso superiore al 42%, è sicuramente il più Dall’analisi dell’export per settore emerge importante per le esportazioni provinciali che, sostanzialmente, tutti i settori con ma non riveste la stesso ruolo preminente un peso sull’export provinciale superiore che ricopre in altre realtà della regione, all’1% registrano un aumento del valore come risulta immediato considerando che110 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena ESPORTAZIONI PER SETTORE Gennaio-Settembre - valori in migliaia di euro Forlì-Cesena INDICI DI COMPOSIZIONE CLASSIFICAZIONE CPATECO Forlì- Emilia- 2009 2010(*) variaz.% Italia Cesena Romagna 2010/2009 2010(*) 2010(*) 2010(*) A-PRODOTTI DELLAGRICOLTURA, DELLA 163.447 173.761 6,3% 9,3 1,9 1,6 SILVICOLTURA E DELLA PESCA B-PRODOTTI DELLESTRAZIONE DI MINERALI 174 144 -17,1% 0,0 0,1 0,4 DA CAVE E MINIERE CA-Prodotti alimentari, bevande e tabacco 139.508 150.695 8,0% 8,1 8,2 6,3 CB13-Prodotti tessili 17.703 20.200 14,1% 1,1 0,9 2,6 CB14-Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in 47.608 54.842 15,2% 2,9 7,8 4,5 pelliccia) CB15-Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e 203.569 183.567 -9,8% 9,8 2,0 4,0 simili CC-Legno e prodotti in legno; carta e stampa 44.893 50.294 12,0% 2,7 1,1 2,1 CD-Coke e prodotti petroliferi raffinati 214 124 -42,3% 0,0 0,1 4,2 CE-Sostanze e prodotti chimici 41.923 58.298 39,1% 3,1 5,9 6,6 CF-Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e 6.065 8.155 34,5% 0,4 2,2 4,1 botanici CG-Articoli in gomma e materie plastiche, altri pro- 117.365 134.567 14,7% 7,2 11,1 6,2 dotti della lavorazione di minerali non metalliferi CH-Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi 168.237 248.069 47,5% 13,3 7,8 11,3 macchine e impianti CI-Computer, apparecchi elettronici e ottici 36.241 74.173 104,7% 4,0 2,2 3,2 CJ-Apparecchi elettrici 134.839 128.798 -4,5% 6,9 5,5 5,6 CK-Macchinari ed apparecchi n.c.a. 285.794 295.782 3,5% 15,9 27,6 17,1 CL-Mezzi di trasporto 32.830 44.467 35,4% 2,4 10,2 10,1 CM31-Mobili 80.166 107.473 34,1% 5,8 3,1 5,4 CM323-Articoli sportivi 98.091 118.764 21,1% 6,4 1,1 2,2 E S T E R O CM-Prodotti delle altre attività manifatturiere 188.877 235.839 24,9% 12,7 0,4 0,2 (esclusi mobili e articoli sportivi) D-ENERGIA ELETTRICA, GAS, VAPORE E ARIA - - - 0,0 0,0 0,3 CONDIZIONATA E-PRODOTTI DELLE ATTIVITA DI TRATTAMEN- 1.944 1.523 -21,7% 0,1 0,3 0,4 TO DEI RIFIUTI E RISANAMENTO J-PRODOTTI DELLE ATTIVITA DEI SERVIZI DI 1.107 611 -44,8% 0,0 0,5 0,5 INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE C O M M E R C I O M-PRODOTTI DELLE ATTIVITA PROFESSIONA- 16 8 -47,9% 0,0 0,0 0,0 LI, SCIENTIFICHE E TECNICHE R-PRODOTTI DELLE ATTIVITA ARTISTICHE, 54 37 -32,2% 0,0 0,0 0,1 SPORTIVE, DI INTRATTENIMENTO E DIVERTI- MENTO S-PRODOTTI DELLE ALTRE ATTIVITA DI SER- - - 0,0 0,0 0,0 VIZI V-MERCI DICHIARATE COME PROVVISTE DI 154 368 138,5% 0,0 0,1 1,2 BORDO, MERCI NAZIONALI DI RITORNO E RESPINTE, MERCI VARIE TOTALE 1.632,564 1.864.323 14,2% 100,0 100,0 100,0 (*) - Dati provvisori; il totale può non coincidere con lo stesso dato di altre tabelle causa arrotondamento Fonte: ISTAT - banca dati Coeweb Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 111
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena il peso medio regionale del settore è del hanno registrato un +6,3% mentre i prodotti 53%. Tornando al livello provinciale non tutti alimentari riportano un +8,0%). i settori che vengono “integrati” all’interno del comparto meccanica hanno avuto Dall’analisi delle esportazioni per i comportamenti omogenei. In particolare, si principali mercati di destinazione è passa dal +104,7% di computer apparecchi possibile notare che nei primi nove mesi elettronici ed ottici, al -4,5% degli apparecchi del 2010, analogamente a quanto registrato elettrici, al +47,5% dei metalli e prodotti in nei primi nove mesi del 2009, e da molto metallo, al +35,4% dei mezzi di trasporto e tempo a questa parte, il maggior mercato al +3,5% degli apparecchi e macchinari. di sbocco per le imprese della provincia è Notevole, poi, il ruolo giocato dalle costituito dall’Unione Europea, verso cui esportazioni dei prodotti dell’agricoltura, sono indirizzate il 61,5% delle esportazioni, silvicoltura e pesca che registrano in provincia percentuale in ulteriore aumento rispetto un peso pari al 9,3%, ben al di sopra di quanto all’anno passato (60,4%). L’orientamento fatto rilevare a livello regionale (1,9%) e verso l’Unione Europea dell’economia nazionale (1,6%). L’incidenza del comparto della provincia rimane ancora leggermente alimentare (industria alimentare, bevande e superiore a quello regionale (57,1%) anche tabacchi) è pari all’8,1% in provincia; dato in per l’effetto del peso sull’export locale linea coi valori registrati a livello regionale dell’agricoltura. Una parte dei prodotti (8,2%), ma superiore al livello nazionale agricoli, infatti, ha un tempo di vita utile (6,3%). Altri due settori di specializzazione molto limitato è può essere esportato solo locale possono essere considerati quello dei verso paesi limitrofi. Alle spalle dell’Unione mobili, che registra un peso in provincia del Europea, l’area che maggiormente assorbe 5,8%, contro una media regionale del 3,1% le esportazioni di Forlì-Cesena è costituita e quello degli articoli sportivi che riporta dall’Europa extra-UE, con un peso dell’11,9%. un peso sulle esportazioni totali del 6,4%, La stessa situazione si riscontra a livello contro una media regionale dell’1,1%. regionale, anche se con una minore intensità Passando ad un’analisi dinamica, il comparto (9,8%). L’Europa nel suo complesso risulta, alimentare ha riportato variazioni inferiori quindi, essere destinataria di ben il 73,4% delle alla media (agricoltura, silvicoltura e pesca esportazioni della provincia (percentuale SCAMBI CON L’ESTERO PER AREA GEOGRAFICA - PROVINCIA DI FORLÌ-CESENA Gennaio-Settembre 2010 - valori assoluti e variazioneE S T E R O AREA 2009 2010 (*) var 2009-2010 import export import export import export Unione Europea 559.295.934 986.729.068 704.611.041 1.147.184.231 26,0% 16,3% Europa extra UE (**) 36.858.795 215.371.298 44.090.476 222.521.533 19,6% 3,3% Africa settentrionale 28.612.561 43.621.423 22.242.897 46.857.954 -22,3% 7,4% Altri paesi africani 42.877.409 34.422.001 36.854.691 36.828.628 -14,0% 7,0%C O M M E R C I O America settentrionale 47.561.442 92.704.197 14.321.448 102.835.259 -69,9% 10,9% America centro-meridionale 34.329.559 32.230.758 41.559.558 42.267.959 21,1% 31,1% Medio Oriente 5.310.744 77.507.043 13.073.357 74.736.246 146,2% -3,6% Asia centrale 31.584.891 26.716.316 45.748.094 29.885.897 44,8% 11,9% Asia orientale 144.767.369 103.640.780 185.206.319 137.798.161 27,9% 33,0% Oceania e altri territori 2.581.625 17.783.976 4.328.252 22.811.240 67,7% 28,3% Altre destinazioni - 1.837.051 - 595.403 -67,6% TOTALE GENERALE 933.780.329 1.632.563.911 1.112.036.133 1.864.322.511 19,1% 14,2% (*) - Dati provvisori (**) Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Isole Faeroer, Andorra, Gibilterra, Turchia, Albania, Ucraina, Bielorussia, Molda- via, Fed.di Russia, Croazia, Bosnia e Erzegovina, Serbia e Montenegro, Rep. Iugoslava di Macedonia Fonte: ISTAT - banca dati Coeweb Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena112 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena SCAMBI CON L’ESTERO PER AREA GEOGRAFICA Gennaio-Settembre 2010(*) - incidenza percentuale IMPORTAZIONI ESPORTAZIONI AREA Forlì-Cesena Emilia Romagna Forlì-Cesena Emilia Romagna Unione Europea 63,4% 63,0% 61,5% 57,1% Europa extra UE (**) 4,0% 6,4% 11,9% 9,8% Africa Settentrionale 2,0% 1,4% 2,5% 3,1% Altri paesi africani 3,3% 1,0% 2,0% 1,7% America Settentrionale 1,3% 2,8% 5,5% 7,5% America Centrale e del Sud 3,7% 3,9% 2,3% 3,7% Medio Oriente 1,2% 1,0% 4,0% 4,5% Asia Centrale 4,1% 1,8% 1,6% 2,5% Asia Orientale 16,7% 18,4% 7,4% 8,7% Oceania e altri territori 0,4% 0,4% 1,2% 1,2% Altre destinazioni 0,0% 0,0% 1,2% 1,3% TOTALE GENERALE 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% (*) - Dati provvisori (**) Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Isole Faeroer, Andorra, Gibilterra, Turchia, Albania, Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Fed.di Russia, Croazia, Bosnia e Erzegovina, Serbia e Montenegro, Rep. Iugoslava di Macedonia Fonte: ISTAT - banca dati Coeweb Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena analoga a quella dell’anno passato) e del un altro paese europeo, la Francia, con 66,9% di quelle emiliano-romagnole (l’anno l’11,7%. Segue la Gran Bretagna che, col 5,8%, scorso era il 68,3%). Scendendo lungo ha riacquistato la terza posizione che l’anno questa classifica, le successive posizioni passato era stata della Russia, ora scesa sono occupate dall’Asia Orientale (7,4%) e alla quarta posizione (5,4%). Gli Stati Uniti dall’America Settentrionale (5,5%). rimangono in quinta posizione col 4,8%. Passando da un’ottica statica ad una Fra i paesi non europei, è di interesse la E S T E R O dinamica, è possibile concentrarsi sulle situazione della Cina (2%), che vede in un variazioni delle esportazioni nelle diverse solo anno triplicare gli acquisti di prodotti aree geo-economiche. Quelle che hanno provenienti dalla provincia. Si spiega in fatto registrare la maggior crescita a livello questo modo la considerevole variazione provinciale sono l’Asia Orientale (+33,0%) delle esportazioni verso l’Asia Orientale e l’America Centro-meridionale (+31,1%). sopraccennata. L’importanza della Cina Si tratta delle due aree del mondo dove come meta delle esportazioni locali sono collocati i paesi che fanno registrare viene sottolineata anche dal fatto che, C O M M E R C I O la maggior crescita economica (Cina, India considerando anche le esportazioni verso e Brasile). Le esportazioni provinciali Hong Kong (storicamente porta alternativa non crescono verso tutte le aree geo- di ingresso nel paese di molte merci), la economiche, infatti, verso il Medio-Oriente quota cinese sull’export provinciale si piazza si registra una diminuzione del 3,6%. Risultati a metà strada tra quella della Polonia e quella positivi, ma non brillanti, quelli verso Europa della Spagna, due mercati tradizionali per le extra-UE (+3,3%). imprese del territorio. I dati a disposizione consentono di Le variazioni delle esportazioni verso i primi affinare l’analisi dei mercati di sbocco con venti partner commerciali della provincia l’identificazione dei paesi che attraggono non sono tutte positive. Grecia, Belgio, maggiormente le esportazioni provinciali. Svizzera e Giappone hanno acquistato nei Il paese leader di questa graduatoria è primi nove mesi del 2010 meno merci di la Germania col 15,4%. Alle spalle della quella comprate nei primi nove mesi del maggiore economia del continente troviamo 2009. Svizzera e Giappone, in particolare,Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 113
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena hanno ridotto di molto i propri acquisti la provincia, sostanzialmente, a metà strada (-14,6 e -22,3%). I paesi più dinamici sono tra la situazione a livello regionale (che vede stati, oltre alla Cina, la Danimarca (+127,4%), una minore incidenza di questa tipologia di l’Austria (+40,9%), la Turchia (+34,8%) e prodotti) e quella a livello nazionale (che, l’India, l’altro grande paese asiatico in forte invece, ne registra un’incidenza maggiore). crescita (+24,7%). Nel confronto con l’anno passato, il peso di questa classe tecnologica di prodotti è Per valutare il grado di innovatività delle in aumento, anche se con intensità diverse, esportazioni della provincia, i prodotti in tutti gli ambiti territoriali in analisi, ad sono stati riclassificati in base al contenuto eccezione di quello nazionale. tecnologico intrinseco e alla tecnologia Le esportazioni dei prodotti dell’agricoltura utilizzata nel processo produttivo, venendo e materie prime sono il 9,8% del totale così a creare una nuova classificazione dei provinciale, il 2,0% di quello regionale, il prodotti in tre macroclassi. 2,2% di quello del Nord-est e l’1,9% di Dall’analisi degli ultimi dati provinciali quello nazionale, a conferma della marcata disponibili, relativi all’anno 2009, emerge che vocazione agricola della provincia. Va notato le esportazioni di prodotti specializzati e che le esportazioni di prodotti dell’agricoltura high tech rappresentano il 36,6% del totale sono, giustamente, considerate in maniera provinciale, mentre costituiscono il 47,3% a se stante nella classificazione adottata di quello regionale, il 42,7% di quello del dall’Istituto Tagliacarne e qui riproposta. Nord-est ed il 43,3% di quello nazionale. Il Il semplice fatto che un prodotto sia di confronto coi dati corrispondenti del 2008 origine agricola, infatti, non dice nulla sul mette in luce un ridimensionamento rispetto livello tecnologico del processo produttivo all’anno passato del peso delle esportazioni che ne ha consentito l’ottenimento. Un di prodotti appartenenti a questa classe di prodotto agricolo può, infatti, essere il contenuto tecnologico per tutti i contesti frutto di un processo produttivo residuale territoriali presi ad esame, ad eccezione di ed anacronistico oppure uno dei maggiori quello nazionale. ritrovati della tecnologia contemporanea, Le esportazioni dei prodotti tradizionali e basti pensare ai processi bio-tecnologici standard sono il 53,6% del valore provinciale, che spesso sostengono l’agricoltura e allo il 50,6% di quello regionale, il 55,1% di quello sforzo tecnologico e organizzativo implicito del Nord-est ed il 54,8% di quello nazionale. nella commercializzazione del prodotto Il peso di questo tipo di esportazioni colloca (selezione e cernita, packaging, catena delE S T E R O CONTENUTO TECNOLOGICO DI IMPORT ED EXPORT Anno 2009 - valori assoluti in migliaia di euro e composizione sul totale provinciale IMPORTAZIONI Agricoltura materie prime Prodotti tradizionali e standard Prodotti specializzati e high tech Forlì-Cesena 107.359.527 8,7 740.334.179 60,1 384.727.891 31,2C O M M E R C I O Emilia Romagna 1.327.476.814 6,1 12.645.882.237 58,4 7.671.933.248 35,4 Nord-Est 4.935.099.255 8,0 35.321.238.039 57,3 21.421.920.843 34,7 ITALIA 54.305.801.495 18,5 136.663.442.290 46,5 103.243.557.420 35,1 ESPORTAZIONI Agricoltura materie prime Prodotti tradizionali e standard Prodotti specializzati e high tech Forlì-Cesena 217.479.910 9,8 1.186.370.987 53,6 808.920.293 36,6 Emilia Romagna 736.166.226 2,0 18.444.350.438 50,6 17.236.012.315 47,3 Nord-Est 1.988.012.344 2,2 49.849.744.284 55,1 38.682.338.972 42,7 ITALIA 5.574.736.997 1,9 158.899.721.171 54,8 125.638.159.030 43,3 Fonte: elaborazioni Istituto Tagliacarne su dati ISTAT114 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena freddo, delivery nel minor tempo possibile, ecc). L’esportazione di prodotti agricoli da parte della provincia di Forlì-Cesena deve essere considerata come segnale della forte specializzazione territoriale in questo comparto, che ha visto la nascita di molte imprese cresciute con successo nel settore e che contribuiscono in maniera positiva all’accrescimento del livello tecnologico complessivo dell’area. Questa considerazione è in grado di porre sotto nuova luce il differenziale esistente con la media regionale in termini di esportazioni di prodotti ad alto contenuto tecnologico, infatti una cospicua parte dell’export provinciale di prodotti dell’agricoltura potrebbe essere annoverata tra le esportazioni di livello tecnologico medio alto o alto, andando a limare il gap degli articoli in gomma e materie plastiche esistente con la media regionale. sono cresciute del 26,9% e rappresentano A parte questa doverosa considerazione, il 6,5%. Le importazioni di prodotti in legno, dobbiamo notare come la contrazione che in provincia hanno un peso (6,4%) dell’export avvenuta lungo il corso del superiore a quello regionale (4,1%) e quasi 2009 e della quale abbiamo dato nota nella doppio rispetto a quello nazionale (2,8%), precedente edizione del presente rapporto, hanno fatto rilevare un forte aumento, pari abbia determinato una modificazione del al 26,1%. Di interesse anche le performance rapporto di composizione dell’export degli articoli di abbigliamento (+23,2% in termini di contenuto tecnologico, con e costituiscono l’8,5% dell’import), dei una crescita del peso delle esportazioni di prodotti tessili (20,5% per un peso dell’1,5%) prodotti tradizionali e standard. e anche degli articoli in pelle (+5,2% e per una incidenza del 2,1%). Per i prodotti Il valore delle importazioni per i primi agricoli, che costituiscono l’8,4% delle nove mesi del 2010 è pari a 1.112.036 importazioni provinciali - rispetto al 5,2% E S T E R O migliaia di euro, con un aumento del 19,1% regionale e al 3% nazionale - l’incremento è rispetto al valore dello stesso periodo del stato del 15,3%. 2009. Le importazioni hanno, quindi segnato Non tutti i settori hanno visto aumentare il un aumento del proprio valore superiore a valore delle proprie importazioni.Alimentari, quello delle esportazioni. bevande e tabacchi, che però rappresentano I settori dell’import che hanno fatto ben il 16,6% del totale, sono stazionari col registrare le performance più significative -0,2%. Gli apparecchi elettrici e macchinari durante il periodo in analisi, prendendo ed apparecchi sono invece in contrazione C O M M E R C I O in considerazione soltanto quelli con col -11,2 ed il -17,2%. un peso superiore all’1% per garantire L’esame delle importazioni per le la significatività dell’analisi, sono stati: i principali aree di provenienza mezzi di trasporto (+80,5%), i computer geografica indica un forte orientamento apparecchi elettronici ed ottici (+55,5%), i all’Unione Europea anche negli acquisti prodotti delle altre attività manifatturiere dall’estero. Dall’UE la provincia acquista il esclusi mobili e articoli sportivi (+53,8%) e 63,4% delle proprie importazioni. Seguono, le sostanze e prodotti chimici (+50,2%). Il per importanza, l’Asia Orientale, col 16,7% comparto dei prodotti in metallo e prodotti e l’Asia Centrale col 4,1% e l’Europa extra in metallo risulta in forte crescita (+46,2%) UE col 40%. e rappresenta il 10,4% delle importazioni Passando a considerare i singoli paesi, è provinciali. Per il comparto dei mobili, che possibile notare come, anche per quel rappresenta il 4,2% delle importazioni, la che riguarda le importazioni, il maggior variazione è stata del 31,8%. Le importazione partner commerciale della provincia sia laRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 115
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena IMPORTAZIONI PER SETTORE Gennaio-Settembre - valori in migliaia di euro Forlì-Cesena INDICI DI COMPOSIZIONE CLASSIFICAZIONE CPATECO Forlì- Emilia- 2009 2010(*) variaz.% Italia Cesena Romagna 2010/2009 2010(*) 2010(*) 2010(*) A-PRODOTTI DELLAGRICOLTURA, DELLA 81.418 93.883 15,3% 8,4 5,2 3,0 SILVICOLTURA E DELLA PESCA B-PRODOTTI DELLESTRAZIONE DI MINERALI 685 1.255 83,1% 0,1 1,2 16,0 DA CAVE E MINIERE CA-Prodotti alimentari, bevande e tabacco 184.964 184.538 -0,2% 16,6 14,3 6,9 CB13-Prodotti tessili 13.951 16.805 20,5% 1,5 1,4 1,7 CB14-Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in 76.493 94.238 23,2% 8,5 6,8 3,4 pelliccia) CB15-Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e 22.195 23.347 5,2% 2,1 1,7 2,3 simili CC-Legno e prodotti in legno; carta e stampa 56.897 71.726 26,1% 6,4 4,1 2,8 CD-Coke e prodotti petroliferi raffinati 425 2.397 463,8% 0,2 0,7 2,3 CE-Sostanze e prodotti chimici 66.146 99.328 50,2% 8,9 10,5 8,9 CF-Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e 12.120 15.032 24,0% 1,4 1,6 4,9 botanici CG-Articoli in gomma e materie plastiche, altri pro- 56.565 71.808 26,9% 6,5 4,6 3,2 dotti della lavorazione di minerali non metalliferi CH-Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi 79.430 116.152 46,2% 10,4 11,3 9,9 macchine e impianti CI-Computer, apparecchi elettronici e ottici 73.548 114.357 55,5% 10,3 7,5 7,9 CJ-Apparecchi elettrici 41.927 37.210 -11,2% 3,3 4,4 3,6 CK-Macchinari ed apparecchi n.c.a. 109.715 90.896 -17,2% 8,2 10,4 6,3 CL-Mezzi di trasporto 15.640 28.233 80,5% 2,5 10,1 10,5 CM31-Mobili 35.832 47.239 31,8% 4,2 3,7 2,9 CM323-Articoli sportivi 4.860 7.925 63,1% 0,7 1,5 0,5E S T E R O CM-Prodotti delle altre attività manifatturiere 17.159 26.384 53,8% 2,4 0,3 0,2 (esclusi mobili e articoli sportivi) D-ENERGIA ELETTRICA, GAS, VAPORE E ARIA 1.351 0 -100,0% 0,0 0,0 1,0 CONDIZIONATA E-PRODOTTI DELLE ATTIVITA DI TRATTAMEN- 2.959 2.361 -20,2% 0,2 0,2 1,0 TO DEI RIFIUTI E RISANAMENTO J-PRODOTTI DELLE ATTIVITA DEI SERVIZI DI 984 1.010 2,6% 0,1 0,3 0,3 INFORMAZIONE E COMUNICAZIONEC O M M E R C I O M-PRODOTTI DELLE ATTIVITA PROFESSIONA- 0 0 9,7% 0,0 0,0 0,0 LI, SCIENTIFICHE E TECNICHE R-PRODOTTI DELLE ATTIVITA ARTISTICHE, 137 56 -58,6% 0,0 0,0 0,0 SPORTIVE, DI INTRATTENIMENTO E DIVERTI- MENTO S-PRODOTTI DELLE ALTRE ATTIVITA DI 0 0 - 0,0 0,0 0,0 SERVIZI V-MERCI DICHIARATE COME PROVVISTE DI 400 165 -58,8% 0,0 0,0 1,3 BORDO, MERCI NAZIONALI DI RITORNO E RESPINTE, MERCI VARIE TOTALE 933.780 1.112.036 19,1% 100,0 100,0 100,0 (*) - Dati provvisori; il totale può non coincidere con lo stesso dato di altre tabelle causa arrotondamento Fonte: ISTAT - banca dati Coeweb Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena116 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Germania, col 13,2%, seguita dai Paesi Bassi dell’UE, tra cui l’Italia. A seguito di questa che, col 12,0% (l’anno passato era il 9,4%), situazione, si ha che le merci provenienti scalzano la Cina, anche se per poco, dalla da un medesimo paese terzo possono seconda posizione occupata l’anno passato. essere annoverate, un determinato anno, Anche la Cina vede aumentare la propria come provenienti da esso se raggiungono quota dell’import dal 10,4% all’11,8%. Va l’Italia tramite un porto nazionale (in cui notato che nel corso dell’ultimo anno la “fanno dogana”, come si suol dire) e, l’anno concentrazione delle importazioni da questi successivo, essere invece considerate come tre paesi è aumentata, passando dal 33,3% provenienti dai Paesi Bassi se, raggiungono al 37,1%. l’Italia tramite il porto di Rotterdam (nel caso E’ bene rammentare che il notevole aumento in cui espletino le formalità di importazione della quota di importazioni provenienti dai in quel porto). Questa situazione di fatto Paesi Bassi risente certamente del cosiddetto spiega una parte della notevole variabilità “effetto Rotterdam” dovuto al fatto che della quota olandese dell’import. molte merci indirizzate ai paesi europei Anche per le importazioni è possibile raggiungono il continente via nave tramite svolgere l’analisi relativa al contenuto il porto di Rotterdam e, quindi, possono tecnologico del prodotto importato o del effettuare in Olanda le operazioni doganali processo produttivo che ne ha consentito per essere poi riesportate verso altri paesi l’ottenimento. Rispetto alla media regionale, PRIMI 20 PAESI PRIMI 20 PAESI PER DESTINAZIONE DELL’EXPORT PER PROVENIENZA DELL’IMPORT Forlì-Cesena - Gennaio-Settembre 2010(*) Forlì-Cesena - Gennaio-Settembre 2010(*) indici di indici di migliaia di comp. migliaia di comp. PAESE PAESE euro sul totale euro sul totale export import 1 0004-Germania 286.188 15,4% 1 0004-Germania 147.080 13,2% 2 0001-Francia 218.806 11,7% 2 0003-Paesi Bassi 133.624 12,0% 3 0006-Regno Unito 107.918 5,8% 3 0720-Cina 131.747 11,8% 4 0075-Russia 101.304 5,4% 4 0001-Francia 90.444 8,1% 5 0400-Stati Uniti 89.618 4,8% 5 0011-Spagna 80.479 7,2% E S T E R O 6 0011-Spagna 77.517 4,2% 6 0017-Belgio 47.578 4,3% 7 0060-Polonia 62.482 3,4% 7 0063-Slovacchia 34.345 3,1% 8 0003-Paesi Bassi 58.985 3,2% 8 0038-Austria 29.906 2,7% 9 0009-Grecia 54.784 2,9% 9 0006-Regno Unito 26.532 2,4% 10 0038-Austria 52.086 2,8% 10 0664-India 22.717 2,0% 11 0017-Belgio 39.635 2,1% 11 0064-Ungheria 21.963 2,0% 12 0039-Svizzera 39.536 2,1% 12 0666-Bangladesh 20.529 1,8% C O M M E R C I O 13 0720-Cina 37.545 2,0% 13 0302-Camerun 19.088 1,7% 14 0052-Turchia 32.237 1,7% 14 0052-Turchia 17.661 1,6% 15 0008-Danimarca 30.002 1,6% 15 0528-Argentina 16.789 1,5% 16 0740-Hong Kong 25.621 1,4% 16 0736-Taiwan 15.838 1,4% 17 0732-Giappone 23.267 1,2% 17 0400-Stati Uniti 12.932 1,2% 18 0066-Romania 22.876 1,2% 18 0030-Svezia 11.421 1,0% 19 0664-India 21.225 1,1% 19 0039-Svizzera 11.105 1,0% 20 0061-Ceca, Repubblica 21.034 1,1% 20 0009-Grecia 10.818 1,0% (*) - Dati provvisori (*) - Dati provvisori Fonte: ISTAT - banca dati Coeweb Fonte: ISTAT - banca dati Coeweb Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 117
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Di conseguenza, una merce proveniente da un paese extra UE che sia stata acquistata da un importatore della provincia che ne curi le pratiche doganali può, in un secondo momento, essere ceduta ad un cliente di un’altra provincia che la utilizza per il proprio processo produttivo, senza che la cosa venga in alcun modo registrata dalle statistiche sul commercio estero. Questo fenomeno fa si che la merce in questione risulti definitivamente registrata come importazione di Forlì-Cesena non essendo possibile annotare l’uscita verso la provincia terza in questione. Fatta questa precisazione, è possibile notare che il saldo commerciale della provincia per i primi nove mesi del 2010 è in attivo per 752.286 migliaia di euro in aumento rispetto allo stesso periodo del 2009 (quanto era pari a 698.784 migliaia di anche quest’anno l’import di prodotti euro). Il miglioramento del saldo è avvenuto dell’agricoltura (e materie prime) è superiore nonostante le importazioni siano aumentate in provincia (8,7%) che a livello regionale più velocemente delle esportazioni. Questo (6,1%). Possiamo registrare la stessa è stato possibile perché le esportazioni si situazione anche per i prodotti tradizionali collocano storicamente su valori più elevati e standard (60,1% in provincia contro il di quelli delle importazioni. 58,4% in regione). Per converso, il peso delle Il saldo commerciale è positivo nei confronti importazioni di prodotti specializzati ed di quasi tutte le aree geo-economiche. Fanno high-tech in provincia è pari al 31,2% mentre eccezione l’Asia Orientale, l’Asia Centrale in regione raggiunge il 35,4%. Rispetto e gli Altri Paesi Africani. Mentre il saldo all’anno passato, è possibile registrare un commerciale nei confronti di quest’ultima aumento della quota dei prodotti agricoli e area è notevolmente migliorato, tanto da materia prime (da 7,3 a 8,7%) e dei prodotti sfiorare il pareggio, il disavanzo commerciale specializzati e ad alta tecnologia (da 30,2 a riportato verso l’Asia Orientale e Centrale 31,2%). è andato ingrossandosi. Caso a parte laE S T E R O I dati finora utilizzati per l’analisi dell’export situazione commerciale verso l’America e dell’import della provincia di Forlì-Cesena Centrale e Meridionale verso la quale il possono essere tra loro combinati rendendo disavanzo commerciale dell’anno passato s’è possibile l’analisi dei saldi commerciali. strasformato in un avanzo durante i primi nove mesi del 2010. Prima di procedere con quest’analisi è doveroso Fra i saldi commerciali positivi spiccano proporre di seguito un’avvertenza in merito per il loro ammontare quelli nei confronti ai dati in oggetto. I saldi commerciali tra delle maggiori economie del continente:C O M M E R C I O importazioni ed esportazioni, man mano che si Germania (+139.108 migliaia di euro), Francia passa dal livello nazionale a quello provinciale, (+128.362 migliaia di euro) e Regno Unito perdono significatività poiché i prodotti (+81.386 migliaia di euro). Di particolare commercializzati vengono attribuiti ai territori interesse anche il saldo positivo riportato sulla base della documentazione necessaria nei confronti della Grecia che risulta essere il ai fini doganali. Mentre per muoversi da uno quinto in ordine di grandezza (43.967 migliaia Stato all’altro dell’UE o per attraversare il di euro) nonostante le ridotte dimensioni confine doganale comune è necessario che dell’economia del paese. Ciò è dovuto ad la merce sia accompagnata dalla prevista un notevole sbilanciamento tra import ed documentazione (Intrastat nel primo caso, DAU export verso la Grecia pur in assenza di nel secondo). Invece per muoversi all’interno volumi complessivamente molto elevati. Fra del territorio italiano, la merce non deve essere i saldi commerciali negativi spiccano quello accompagnata da alcuna documentazione verso la Cina (-94.201 migliaia di euro) e rilevante ai fini statistici per il commercio estero. quello verso i Paesi Bassi (-74.639 migliaia118 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena IMPORT-EXPORT PER PAESE Forlì-Cesena - Gennaio-Settembre 2010 (*) - valori in migliaia di euro SALDO PAESI IMPORTAZIONI ESPORTAZIONI COMMERCIALE UNIONE EUROPEA Francia 90.444 218.806 +128.362 Paesi Bassi 133.624 58.985 -74.639 Germania 147.080 286.188 +139.108 Regno Unito 26.532 107.918 +81.386 Irlanda 10.484 8.814 -1.669 Danimarca 8.558 30.002 +21.444 Grecia 10.818 54.784 +43.967 Portogallo 4.441 16.959 +12.517 Spagna 80.479 77.517 -2.962 Belgio 47.578 39.635 -7.943 Lussemburgo 3.039 4.018 +979 Svezia 11.421 14.984 +3.564 Finlandia 8.484 8.449 -35 Austria 29.906 52.086 +22.180 Malta - 3.707 +3.707 Estonia 227 1.246 +1.018 Lettonia 153 1.429 +1.276 Lituania 299 3.882 +3.584 Polonia 8.466 62.482 +54.015 Repubblica Ceca 5.096 21.034 +15.938 Slovacchia 34.345 12.875 -21.470 Ungheria 21.963 14.085 -7.878 Romania 9.082 22.876 +13.794 Bulgaria 6.943 6.147 -797 E S T E R O Slovenia 5.142 12.990 +7.848 Cipro 7 5.276 +5.269 Provviste di bordo UE - 11 +11 TOTALE Unione Europea 704.611 1.147.184 +442.573 Altri Paesi dEuropa 44.090 222.522 +178.431 Africa Settentrionale 22.243 46.858 +24.615 C O M M E R C I O Altri paesi africani 36.855 36.829 -26 America Settentrionale 14.321 102.835 +88.514 America Centrale e del Sud 41.560 42.268 +708 Vicino e medio Oriente 13.073 74.736 +61.663 Asia Centrale 45.748 29.886 -15.862 Asia Orientale 185.206 137.798 -47.408 Oceania e altri territori 4.328 22.811 +18.483 Altre destinazioni - 595 +595 TOTALE GENERALE 1.112.036 1.864.323 +751.691 (*) - Dati provvisori Fonte: ISTAT - banca dati Coeweb Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 119
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena il cui peso relativo ha raggiunto il massimo nel 2006 (51,7%) per poi ridiscendere pro- gressivamente e toccare il proprio minimo decennale nel periodo gennaio-settembre del 2009 (40,3%). Il comparto agro-alimen- tare sembrava essersi avviato lungo una len- ta ma progressiva diminuzione del proprio ruolo nell’export locale fino al 2006, quando il suo peso ha ripreso a crescere raggiun- gendo il massimo decennale l’anno passato. A parziale spiegazione degli andamenti indi- cati per questi due comparti così importanti, va citata la diversa elasticità (cioè, sensibili- tà) delle esportazioni dei due settori verso il ciclo economico. Mentre la meccanica, in- fatti, è un settore fortemente ciclico, l’agro- alimentare ha una sensibilità molto inferio- re alle vicende macroeconomiche ed è per di euro). Sia i saldi positivi, sia quelli negativi questo motivo definito anti-ciclico. Come dei quali si è appena dato conto risultano conseguenza di questa diversa natura, nei in aumento prefigurando un ruolo ben periodi di espansione, il commercio estero preciso per la provincia di Forlì-Cesena: di prodotti meccanici tende a crescere più importatrice dalle economie asiatiche velocemente della media, aumentando così (soprattutto Cina) ed esportatrice verso la propria incidenza sul totale, proprio men- le maggiori economie europee (Germania, tre le esportazioni di prodotti agro-alimen- Francia e Gran Bretagna). Nel prossimo tari vedono diminuire il proprio peso. futuro meriterà particolare attenzione la I prodotti in pelle (in particolare, le calzature) situazione commerciale descritta verso la hanno vissuto due diverse stagioni nell’arco Grecia. Questo Paese ha infatti adottato dell’ultimo decennio. Il loro peso sull’export una serie di misure di austerità di notevole provinciale si è mantenuto stabile fino al 2006 importanza che non potranno che influire per poi registrare un notevole aumento fino negativamente sulla capacità di spesa della al 2009, anno in cui ha ripreso a discendere, popolazione. probabilmente a causa del ridursi dellaE S T E R O capacità di assorbimento di alcuni mercati E’ possibile cogliere l’occasione della fine che hanno risentito maggiormente della del primo decennio del nuovo millennio per crisi, come l’Europa extra-UE. approfondire quali siano state le tendenze Gli articoli sportivi hanno registrato una di medio-lungo periodo del commercio progressiva crescita del proprio ruolo fino estero della provincia di Forlì-Cesena. allo scoppiare della crisi, quando avevano Nell’analisi che segue si farà riferimento ai raggiunto un peso del 7,5% sul totale. La valori dei primi nove mesi degli ultimi 10 loro incidenza è ora in ripresa.C O M M E R C I O anni e verrà posta attenzione al progressivo Anche i mobili sembrano aver avuto modificarsi della composizione del una minor sensibilità al ciclo economico. commercio estero, in termini settoriali e Durante l’espansione, infatti, il loro ruolo è geografici, posto che la tendenza di fondo è andato progressivamente diminuendo per stata quella di un progressivo aumento del poi rivitalizzarsi dopo la recessione quando valore complessivo del commercio estero hanno risentito, meno di altri, del calo provinciale fino allo scoppiare della crisi generalizzato dell’export provinciale. che ha, come noto, ridotto notevolmente Dall’analisi del peso sulle esportazioni di il valore complessivo sia dell’export, sia quelli che nel 2010 sono stati i maggiori dell’import. paesi acquirenti di merci della provincia Osservando la composizione merceolo- è possibile notare alcune tendenze di fondo. gica delle esportazioni, è possibile notare In primo luogo il ruolo della Russia che è che per tutto il decennio il comparto di mag- andato consolidandosi dal 2002 in poi, prima gior rilevanza è stato quello della meccanica, lentamente e poi sempre più velocemente120 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena fino al 2008 quando la crisi ha ridotto le capacità di spesa, anche se la stabilità del peso del paese sull’export provinciale (a valori di poco inferiori al 6%) mette in luce che l’andamento non si è discostato molto dalla media. In secondo luogo, è possibile notare il progressivo ridimensionarsi del ruolo del Regno Unito e degli Stati Uniti. Di interesse la situazione della Germania che fino al 2006 sembrava destinata ad assorbire una quota sempre più ridotta dell’export provinciale per poi registrare un nuovo aumento di incidenza fino a quest’anno. Stesso discorso per la Francia anche se questo paese ha toccato il minimo di incidenza sulle esportazioni locali nel 2008. Parabola speculare a quella tedesca quella disegnata dalla Spagna che ha superato l’8% di peso nel 2006, per poi calare progressivamente fino a poco più del 4% nell’anno appena trascorso. Passando a considerare la composizione geografica delle importazioni il fenomeno che appare più evidente è quello della Cina. Il paese è passato da un peso sull’import del 3,2% del 2002 a quasi il 12% del 2010. Sostanzialmente stabile il peso di Gran Bretagna (ad eccezione di un picco registrato nel 2006 per l’importazioni di oltre 211 milioni di euro di computer ed apparecchi elettronici), Stati Uniti e Francia mentre appare in lento ridimensionamento il ruolo della Germania. E S T E R O C O M M E R C I ORapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 121
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena SIMET Le rappresentazioni grafiche riportate in questa pagina sono ottenute tramite SIMET - Sistema Integrato di Monitoraggio dell’Economia e del Territorio - strumento di analisi realizzato dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena e sviluppato dalla sua azienda speciale CISE. Si tratta solo di un esempio delle potenzialità di elaborazione e di analisi attualmente disponibili. I-631 - Saldo commerciale normalizzato Rapporto tra il saldo export-import e il totale di import ed export, moltiplicato per 100 Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Emilia-Romagna Analisi nel periodo 2000-2009 Analisi nel periodo 2000-2009 Valore nell’anno 2009: 28,40% Valore nell’anno 2008: 25,52 % Valore minimo nel periodo: 25,75 % (anno 2003) Valore minimo nel periodo: 23,14 % (anno 2007) Valore massimo nel periodo: 34,94 % (anno 2007) Valore massimo nel periodo: 27,43 % (anno 2001) Valore medio nel periodo: 30,19 % Valore medio nel periodo: 25,11 %E S T E R OC O M M E R C I O Modalità di lettura dei cruscotti. Il valore dell’indicatore nel 2009, indicato dalla freccia, è posto in re- lazione con l’intervallo dei valori assunti dal 2000 al 2009 (corona grigia esterna al cruscotto); la colorazione indica i valori positivi (verde), negativi (rosso), normali (giallo) assumibili dall’indicatore.122 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena I-607 - Valore monetario export Somma dei valori movimentazione di export (euro) Composizione delle movimentazioni di export per contenuto tecnologico dei prodotti Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Forlì-Cesena Periodo di riferimento: 2000 Periodo di riferimento: 2009 Prodotti specializzati Prodotti tradizionali in evoluzione Prodotti standard Prodotti dell’agricoltura Prodotti tradizionali Prodotti High Tech Composizione delle movimentazioni di export per categoria merceologica dei prodotti (divisione Ateco 07) Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Forlì-Cesena Periodo di riferimento: 2000 Periodo di riferimento: 2009 E S T E R O DK 29 DN 36 AA 01 DC 19 DA 15 DJ 27 DH 25 DB 18 DM 35 DJ 28 DL 31 ALTRO AA 01 (Prodotti agricoli, animali e della caccia), CA 10 (Prodotti alimentari), CB 14 (Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia)), CB 15 (Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili), CG 22 (Articoli in gomma e materie plastiche), CH 24 (Prodotti della metallurgia), CJ 27 (Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche), CK 28 (Macchinari e apparecchiature nca), CM 31 (Mobili), CM 32 (Prodotti delle altre industrie manifatturiere) Composizione delle movimentazioni di export per paese di destinazione C O M M E R C I O Territorio: Forlì-Cesena Territorio: Forlì-Cesena Periodo di riferimento: 2000 Periodo di riferimento: 2009 Germania Francia Stati Uniti d’America Regno Unito Spagna Germania Francia Stati Uniti d’America Regno Unito Spagna Paesi Bassi Grecia Belgio Austria Altro Paesi Bassi Grecia Russia Polonia AltroRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 123
    • T U RIS M O Il nostro territorio, crocevia strategico Camera di Commercio di Forlì-Cesena sulle direttrici di comunicazione tra Nord, Centro e Sud Italia, si presenta come mosaico composito in cui le diverse tessere sono la costa e le sue località, l’Appennino con i borghi, le terme e la natura, le città, piccole e grandi, animate e vivaci, luoghi tutti dove la qualità della vita è considerata un valore e una risorsa. E il “buon vivere” è la caratteristica più evidente ed apprezzata dai turisti che considerano vacanza un insieme di fattori e di opportunità, ai fini dello svago che è relax, cultura, tradizione, “shopping”, ma anche divertimento, enogastronomia, sport. Da qui deriva l’esigenza di promuovere la nostra provincia, mettendone in mostra le eccellenze e valorizzandone le tipicità, in Italia e all’estero mediante la collaborazione tra enti ed istituzioni, accomunati dalla stessa finalità, far conoscere il territorio e La consistenza della struttura ricettiva proporlo in tutti i suoi aspetti; è strategia rilevata dalla provincia di Forlì-Cesena recente l’agire in collegamento con le realtà nel periodo gennaio-novembre 2010, dei territori limitrofi, in particolare con appare, rispetto allo stesso periodo Ravenna, secondo un’ottica di collaborazione, 2009, sostanzialmente stabile. Infatti nel per la maggior riuscita delle iniziative che, complesso, nel 2010, gli esercizi alberghieri, puntando alle singole peculiarità, vanno oltre complementari e privati della provincia di gli stretti confini amministrativi. Diventa Forlì-Cesena raggiungono il numero di 2.902 importante “fare sistema”, unendo le risorse (2.911 a dicembre 2009), con aumento del per rendere competitiva l’offerta turistica, numero delle camere, 26.293 (25.128 nel per lanciare eventi dal respiro nazionale, per 2009), dei bagni, 24.082 (23.032 nel 2009) promuovere un modo nuovo di far turismo e dei posti letto,78.952 (76.978 nel 2009). che coinvolga italiani e stranieri lungo un Invariati gli esercizi alberghieri che, comprese arco di tempo più ampio della solita stagione le 17 residenze turistico alberghiere, si estiva. Per far ciò, accanto al miglioramento attestano sui 596 esercizi. I più numerosi, delle strutture ricettive, al perfezionamento in numero uguale al 2009, sono gli alberghi del “calendario eventi”, alla salvaguardia a tre stelle, pari a 368; gli hotel a quattro dell’ambiente, all’organizzazione dei servizi, stelle sono 36, come nel 2009; diminuiscono occorre sviluppare una adeguata rete ancora gli esercizi a due stelle, 127 (contro infrastrutturale e dei trasporti. i 128 del 2009); sempre numericamente In tema di riqualificazione degli esercizi, bassi gli alberghi a una stella, 48. Il numero importante è rispondere alle esigenze di un totale dei letti, nell’alberghiero, ammonta turismo che si è modificato nel tempo. a 46.826 (44.942 nel 2009) e quello dei Per questo la struttura ricettiva della bagni a 21.018 (19.957 nel 2009), con un T U R I S M O provincia è già da tempo oggetto di rapporto, sostanzialmente invariato rispetto ristrutturazione, adeguamento dei locali al 2009) di 1 bagno ogni 2,2 letti.Non sono e dei servizi, sempre all’insegna del buon presenti in provincia strutture alberghiere rapporto qualità-prezzo, comunque alla di categoria 5 stelle. base del consenso riscosso dalle nostre In sintesi, gli alberghi a qualificazione medio- strutture e della “tenuta” del modello alta (tre e quattro stelle), rappresentano il turistico proposto, pur in questo particolare 67,8% degli esercizi alberghieri, e l’82,2% dei momento di crisi e nell’evoluzione del posti letto; mentre gli alberghi di categoria concetto stesso di vacanza. Molta attenzione “basic” (uno e due stelle), costituiscono il quindi alla formula del “tutto compreso”, 29,4%, con il 14,8% dei posti letto. senza però rinunciare alla qualità dei servizi. Sono compresi negli “esercizi complemen-Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 125
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena tari” i campeggi, i villaggi turistici, gli alloggi I dati desunti dal Registro Imprese, in affitto gestiti in forma imprenditoriale, gli riguardanti la consistenza delle imprese agriturismi, gli ostelli, le case per ferie, i ri- attive, connesse al turismo (codifica Ateco fugi alpini, per un totale di 414 esercizi (3 in 2007 sezione I: attività dei servizi alloggio più rispetto al 2009) con numero totale di e ristorazione) al terzo trimestre 2010 letti pari a 24.649 (erano 24.353 nel 2009). evidenziano un leggero aumento, 2.654 In crescita il numero degli agriturismi che pari a +1,1% rispetto allo stesso periodo da 106 (2009) diventano 109 nel 2010, con dell’anno precedente (2.624). Riguardo alla 1.488 letti, contro i 1.344 dell’anno passato. forma giuridica le società di capitale sono Invariato il numero dei campeggi (16); gli aumentate del 10%, quelle di persone e le ostelli sono 12, i rifugi 3, le case per ferie 50. imprese individuali invece sono diminuite I bed & breakfast e gli alloggi privati nella rispettivamente dello 0,1% e dell’1,8%. provincia sono 1.892 (1.904 nel 2009), per Il settore in Emilia-Romagna conta, alla un totale di 7.477 posti letto (7.683 nel stessa data, 27.778 imprese attive, il 2,1% in 2009); in particolare i bed & breakfast sono più rispetto al 2009, (+2,5% in Italia). Sotto 111, contro i 97 del 2009, con il relativo il profilo della forma giuridica, analogamente aumento di letti che diventano 402 (354 nel a quanto accade nella nostra provincia, 2009). crescono maggiormente le società di RICETTIVITA’ Forlì-Cesena - da gennaio a novembre 2010 Numero Classificazione e tipologia Camere Bagni Posti letto esercizi ESERCIZI 5 stelle 0 0 0 0 ALBERGHIERI 4 stelle 36 2.378 2.441 5.596 3 stelle 368 14.029 14.490 32.879 2 stelle 127 2.774 2.882 5.529 1 stelle 48 745 731 1.428 Residenze turistico alberghiere 17 465 474 1.394 Totale 596 20.391 21.018 46.826 ESERCIZI Campeggi (*) 16 931 257 3.296 COMPLEMENTARI Villaggi turistici (*) 0 0 0 0 Campeggi e Villaggi turistici in forma mista (*) 23 2.377 302 9.743 Alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale 201 368 452 1.284 Alloggi agroturistici e country house 109 601 550 1.488 Ostelli per la gioventù 12 246 260 1.529 Case per ferie 50 1.083 1.001 7.152 Rifugi alpini 3 23 19 157 Altri esercizi 0 0 0 0T U R I S M O Totale 414 5.629 2.841 24.649 Totale es. alberghieri e es. complementari 1.010 26.020 23.859 71.475 ALLOGGI PRIVATI Bed & Breakfast 111 204 170 402 IN AFFITTO Altri alloggi privati 1.781 69 53 7.075 Totale 1.892 273 223 7.477 TOTALE GENERALE 2.902 26.293 24.082 78.952 (*) Camere = Piazzole; Bagni = WC Fonte: Ufficio Statistica Provinciale del Turismo - Provincia di Forlì-Cesena126 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena capitale (+3,2%), in aumento le società di persone (+2,2%), in crescita le ditte individuali (+1,1%). Secondo i dati del Registro Imprese il numero delle persone che ricoprono cariche in imprese (titolari di ditte individuali o amministratori di società) in provincia di Forlì-Cesena è pari a 4.786, di cui il 7,8% costituito da stranieri (372). In Emilia- Romagna l’incidenza degli stranieri è del 10,2% sul totale delle cariche del comparto (sono 49.254 le persone con cariche, di cui 5.048 stranieri). Per ciò che riguarda la stagione turistica 2010 nella regione Emilia-Romagna, si può delineare una situazione meno brillante rispetto a quella dell’anno precedente di sostanziale tenuta, nonostante la grave crisi per importanza la clientela svizzera, russa - economica. “Il positivo ritorno della clientela che ha superato quella francese – con un straniera non è riuscito a pareggiare i vuoti forte incremento sia negli arrivi (+39,3%) lasciati da quella italiana, mentre è proseguita che nelle presenze (+44,6%). “Si tratta di la tendenza alla riduzione del periodo un’autentica performance, che segue la medio di soggiorno”: questo evidenzia il pesante caduta rilevata nel 2009, frutto “Rapporto 2010 sull’economia regionale” della recessione che aveva investito il paese, di Unioncamere Emilia-Romagna e Regione e che è stata favorita dall’apertura di nuovi Emilia-Romagna, stilato in gran parte sulla collegamenti aerei”. base dei dati delle singole province e con Riguardo alla redditività delle aziende turi- il contributo dell’indagine condotta dal stiche, i risultati dell’indagine Assoturismo Centro Studi Turistici di Firenze per conto Emilia-Romagna evidenziano un decremen- di Assoturismo Emilia-Romagna. Nei primi to del fatturato, in percentuali più elevate otto mesi del 2010, restringendo l’analisi tra gli operatori delle terme e del benessere alle province di Bologna, Forlì-Cesena, e della costa adriatica. In sintesi, dall’indagi- Ravenna e Rimini, “i numeri sono negativi: ne stessa emergono alcuni elementi: la forte arrivi -0,2%, presenze -1%, confermando la competizione sulle tariffe del ricettivo, l’ele- tendenza flessiva della clientela italiana ed vata incidenza del movimento turistico del espansiva di quella straniera.” Riguardo alle week-end e la diminuzione dei consumi tu- sole province romagnole, relativamente al ristici e della permanenza media degli ospiti. periodo gennaio-settembre 2010, il quadro non cambia. Infatti “arrivi e presenze Nel complesso, la stagione turistica accusano diminuzioni pari rispettivamente 2010 nella nostra provincia ha avuto un all’1,1% e 1,6% e ancora una volta è da andamento di sostanziale tenuta: arrivi e sottolineare la buona intonazione della presenze in leggero calo: infatti in totale, da clientela internazionale, sia sotto l’aspetto gennaio a novembre 2010 si sono registrati degli arrivi (+5,9%) che delle presenze 974.373 arrivi (-0,4% rispetto ad analogo T U R I S M O (+3%), a fronte del calo degli italiani: arrivi periodo 2009), e 5.812.932 presenze -2,6%, presenze -2,7%” (-0,4%). Nei primi nove mesi del 2010, nelle Per quanto riguarda i turisti italiani la province romagnole, “la Germania continua percentuale di variazione negli arrivi è ad essere il paese più rappresentato con negativa, pari, rispetto all’analogo periodo quasi un quarto dei pernottamenti stranieri, del 2009, a -0,9%, come pure in flessione ma si tratta di un primato sempre più in il dato “presenze” con -1,1%; opposta è la discussione se si considera che nel 2000 valutazione del movimento degli stranieri che nelle tre province romagnole si aveva, su presenta dati di segno positivo: infatti arrivi base annua, un peso del 41,2%” Seguono +2,4% e presenze +2,6%. Se consideriamoRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 127
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena d’arte (con il 4,6% delle presenze) e le terme (con il 2,9% delle presenze). Dai dati relativi ai turisti italiani divisi per regione, si nota che le presenze più numerose siano, come è immaginabile, dall’Emilia-Romagna, con 1.592.529 presenze che costituiscono il 33,4% sul totale delle presenze italiane; seguono i lombardi che sono il 27,6% degli italiani e i piemontesi che invece sono il 7,4%. Continua a scendere la parabola che disegna l’andamento del periodo medio di soggiorno da parte di italiani e stranieri, con un valore medio che da 6,9 giorni nel 2004, si abbassa a 6 nel 2010. Il valore cambia a seconda delle località di soggiorno: la durata media in località marine è pari a 7,6 giorni, in luoghi termali è uguale a 3,9 giorni, in quelle montane (inclusi i le componenti delle presenze turistiche nel parchi), nel complesso, è di 3,1 giorni, mentre complesso, calcolate in percentuali, notiamo nelle città d’arte è pari a 1,7. che l’82,1% sul totale generale, proviene dall’Italia e il 17,9% dai paesi esteri. Il comparto marittimo registra all’interno L’alberghiero, che raccoglie l’81,9% degli del settore il più alto numero di arrivi arrivi totali e il 66,6% delle presenze, è e presenze (le presenze corrispondono in una condizione di stabilità negli arrivi quest’anno all’85,1% di tutte le presenze (-0,1%) e una flessione pari al -1,1% nelle turistiche della provincia), concentrati nei presenze; gli esercizi complementari, che quattro comuni costieri (Cesenatico, Gatteo, ospitano il 16,1% degli arrivi e il 27,8% delle S.Mauro, Savignano). I dati che emergono dal presenze, mostrano calo del -1,5% negli comparto nel periodo gennaio-novembre arrivi e aumento dell’1,8% nelle presenze; gli 2010, rapportato al corrispondente alloggi privati in affitto comprendono l’1,9% periodo dell’anno precedente, mostrano degli arrivi e il 5,5% degli arrivi e rilevano un andamento relativamente stabile: nel + 1,1% di arrivi e -3% di presenze rispetto complesso in calo gli arrivi (-1,8%), invariate al 2009. Nettamente più numerosi gli arrivi le presenze. Meglio l’andamento del flusso dei turisti italiani nelle strutture alberghiere, degli stranieri: gli arrivi infatti sono in calo rispetto a quelle complementari (654.490 dello 0,3%, mentre le presenze crescono arrivi negli alberghi, 129.493 nelle strutture del 2,2%. Situazione peggiore per i turisti complementari, e 17.656 negli alloggi italiani, con gli arrivi a -2,2% e le presenze privati), con percentuali di aumento, in a -0,5%. riferimento allo stesso periodo dell’anno Fra i comuni della costa Cesenatico è quello passato, pari a -0,6% negli alberghi, -2,6% che registra il più alto movimento con nelle strutture complementari e -0,2% 469.979 arrivi complessivi (-2,5% rispetto al nelle private. Si registra -1,2% riguardo alle 2009) e 3.689.641 presenze (-0,6% rispetto presenze italiane nell’alberghiero, -0,3% con al 2009), in leggera flessione rispetto riferimento alle presenze extralberghiere e all’anno precedente; il dato disaggregatoT U R I S M O –3,4% negli alloggi privati. mostra l’unico segno “più” riferito alle Mettendo a confronto le aree si ricava che presenze della componente straniera, +4% gli italiani preferiscono le località marine, rispetto al 2009, segnale positivo, in linea con l’84% delle presenze totali nazionali, con l’andamento generale che vede un buon seguite dalle località termali con l’8,6% delle afflusso di turisti stranieri. presenze e dalle città d’arte con il 4,9% delle Situazione in chiaro-scuro a Gatteo, con presenze. Gli stranieri invece scelgono, 119.595 arrivi, pari a +1,9% rispetto al 2009, nell’ordine, le località marine (con il 90,1% ma leggero decremento delle presenze in delle presenze straniere), seguite dalle città calo dello 0,9% (785.358 unità).128 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena In ripresa l’andamento turistico a San Tra le iniziative di valorizzazione del terri- Mauro Pascoli che, rispetto all’anno passato, torio, nell’ottica di destagionalizzare i sog- presenta buoni risultati sia in termini di giorni, buon riscontro hanno avuto quelle arrivi (38.469, pari a +1,6) che di presenze relative all’organizzazione di eventi sporti- (298.733, +9,3%). Flessione del flusso vi – molto attesi e partecipati gli appunta- turistico a Savignano, dove si riscontrano menti cicloturistici, sui quali Cesenatico sta valori pari –11,4% negli arrivi e +0,6% nelle puntando in modo significativo - culturali o presenze. enogastronomici, con sagre, mercati, fiere, Un comparto, quello costiero, che ha spettacoli e mostre per interessare un tu- mantenuto il livello competitivo soprattutto rista alla ricerca delle tradizioni, della storia grazie ai prezzi bassi. Nonostante però il e della cultura del luogo scelto come meta. buon livello dei servizi, l’ottimo rapporto Una particolare attenzione va rivolta qualità-prezzo, il moltiplicarsi di iniziative alle infrastrutture (collegamenti viari destinate ai turisti, si è avvertita nelle e aeroportuali con il resto del Paese, località balneari una certa sofferenza, specie parcheggi), quanto mai necessarie per la da parte delle attività commerciali non valorizzazione dell’intera costa. inserite nella formula del “tutto compreso”, alle prese con una clientela dalle limitate Andamento negativo per il comparto risorse e perciò meno dedita ai consumi. Da termale nella stagione 2010. Negli undici considerare anche il problema dell’efficienza mesi del 2010, rispetto allo scorso anno, delle strutture, spesso da adeguare alle gli arrivi nel totale evidenziano una leggera esigenze di un turismo ormai abituato flessione pari allo 0,1%, le presenze calano all’utilizzo dell’informatica come supporto del -2,8%; in particolare gli arrivi e le a prenotazioni, informazioni su offerte, presenze dei turisti italiani sono scesi, con pacchetti, eventi, ecc. Per quanto riguarda percentuale pari a -0,2%, e a -2,6%. Gli arrivi il sistema ricettivo sono in progetto, per stranieri sono in aumento, con percentuale il prossimo futuro, riqualificazioni di aree uguale a +1,4%, le presenze straniere invece dedicate a nuovi complessi residenziali, calano (-5,5%). alberghieri e termali che comporteranno L’esame dei dati delle singole località porta importanti interventi urbanistici. a considerazioni diverse: nel complesso Presenze turistiche per tipologia di località Presenze turistiche per nazionalità da gennaio a novembre 2010 da gennaio a novembre 2010 provincia di Forlì - Cesena provincia di Forlì - Cesena 85% 82% T U R I S M O 9% 8% 18% 2% L. di interesse storico e artistico L. termali L. montane e parchi Italiani L. marine Stranieri Fonte: Ufficio Statistica Provinciale del Turismo Fonte: Ufficio Statistica Provinciale del Turismo Provincia di Forlì-Cesena Provincia di Forlì-Cesena Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi Camera di Commercio di Forlì-Cesena Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 129
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena MOVIMENTO DEI CLIENTI NEL COMPLESSO DEGLI ESERCIZI RICETTIVI DISTINTI PER SETTORE E NAZIONALITA’ Forlì-Cesena - da gennaio a novembre 2010 ITALIANI STRANIERI TOTALI pre- arrivi presenze arrivi presenze arrivi presenze senza var.% var.% var.% var.% var.% var.% me- 2010 su 2010 su 2010 su 2010 su 2010 su 2010 su dia 2009 2009 2009 2009 2009 2009 PROVINCIA 801.639 -0,9 4.773.262 -1,1 172.734 +2,4 1.039.670 +2,6 974.373 -0,4 5.812.932 -0,4 6,0 L. MARINE 515.993 -2,2 4.008.090 -0,5 133.118 -0,3 936.845 +2,2 649.111 -1,8 4.944.935 -0,0 7,6 L. TERMALI 103.419 -0,2 411.170 -2,6 8.451 +1,4 30.475 -5,5 111.870 -0,1 441.645 -2,8 3,9 L. MONTANE 16.576 +3,5 47.738 +1,4 1.784 +30,6 6.900 +23,9 18.360 +5,6 54.638 +3,7 3,0 L. PARCHI 17.415 -9,8 52.184 -12,0 2.660 +30,3 12.905 +22,1 20.075 -5,9 65.089 -6,8 3,2 MONTANI C. INTERESSE STO- 136.908 +4,1 232.809 -4,6 24.978 +13,0 47.802 +7,1 161.886 +5,4 280.611 -2,8 1,7 RICO ARTISTICO L. INTERESSE STO- RICO ARTISTICO 11.328 -0,7 21.271 -10,1 1.743 +36,8 4.743 +42,4 13.071 +3,1 26.014 -3,6 2,0 E L. LIMITROFE GRANDI CENTRI LEGENDA AREE Località marine: Cesenatico, Gatteo, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone Località termali: Bagno di Romagna, Bertinoro, Castrocaro Terme e Terra del Sole Località montane: Borghi, Civitella di Romagna, Dovadola, Galeata, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana, Predappio, Rocca San Casciano, Roncofreddo, Sarsina, Sogliano al Rubicone, Verghereto Località in parchi montani: Portico e San Benedetto, Premilcuore, Santa Sofia, Tredozio Città di interesse storico artistico: Cesena, Forlì Località di interesse storico artistico: Forlimpopoli, Longiano, Montiano Località limitrofe a grandi centri di attrazione turistica: Gambettola Fonte: Ufficio Statistica Provinciale del Turismo - Provincia di Forlì-Cesena Dati estratti il 10/02/2011 Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena deludente l’andamento della stagione a differenza di quanto verificatosi nel 2009, il Bagno di Romagna, dove gli arrivi (62.625) flusso degli stranieri è in diminuzione: -9,1 sono pressoché stazionari (+0,1%), rispetto negli arrivi e -11,6% nelle presenze. Il centro a gennaio–novembre 2009; -2,4% per le termale della Fratta, di antica origine, che presenze complessive (249.822). sorge su un’area di circa 2.000 metri quadrati I dati 2010 confermano un rallentamento e comprende anche un ampio parco, è senza del flusso turistico di Bagno, nonostante dubbio un punto di riferimento in grado di le tante iniziative per vivacizzare il centro offrire insieme cura, relax e benessere, in termale e i contatti con gli operatori di altre collegamento anche con i circuiti golfistici parti d’Europa. Particolare rilievo viene del circondario. dato dalle istituzioni locali, oltre che alle A Castrocaro Terme e Terra del Sole si è rinomate acque, alla costante valorizzazione registrato, nel complesso, un leggero calo del patrimonio culturale, naturalistico ed negli arrivi (27.311), pari al -1,4% rispettoT U R I S M O enogastronomico, attraverso la realizzazione allo scorso anno, e un calo ancora maggiore di eventi dedicati alla scoperta delle bellezze nelle presenze (120.186), -3,7%. In flessione della montagna, lungo anche itinerari per le presenze italiane, -3%, e anche quelle escursioni e trekking. straniere: -13,1%. Costante è l’impegno di Per quanto riguarda il turismo nel comune di operatori ed istituzioni per la promozione Bertinoro, in cui è compreso lo stabilimento del territorio, impegno rivolto, oltre che allo termale di Fratta Terme, il 2010 si è chiuso stabilimento termale con centro benessere con un bilancio non del tutto positivo: infatti e al suo ampio parco gratuitamente aperto, gli arrivi aumentano del +1%, ma calano alla ristrutturazione del borgo e alle sue le presenze del 2,6% rispetto al 2009. A molteplici realtà artigianali, commerciali e130 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena MOVIMENTO DEI CLIENTI DISTINTI PER SETTORE E TIPOLOGIA RICETTIVA Forlì-Cesena - da gennaio a novembre 2010 var. % su var. % su presenza arrivi presenze 2009 2009 media ALBERGHIERI PROVINCIA 798.339 -0,1% 3.872.578 -1,1% 4,9 L. MARINE 532.530 -1,8% 3.205.967 -0,9% 6,0 L. TERMALI 91.800 2,1% 355.508 -1,6% 3,9 L. MONTANE 7.509 0,8% 24.292 6,2% 3,2 L. PARCHI MONTANI 3.774 -8,2% 11.820 -17,1% 3,1 C. INTERESSE STORICO ARTISTICO 153.584 4,9% 256.520 -2,7% 1,7 L. INTERESSE STORICO ARTISTICO E 9.142 -3,1% 18.471 -10,7% 2,0 L. LIMITROFE GRANDI CENTRI COMPLEMENTARI PROVINCIA 157.258 -1,5% 1.618.280 1,8% 10,3 L. MARINE 103.129 -1,7% 1.452.788 2,6% 14,1 L. TERMALI 17.874 -10,3% 57.848 -7,7% 3,2 L. MONTANE 9.910 8,3% 28.506 0,4% 2,9 L. PARCHI MONTANI 16.140 -5,7% 52.085 -5,0% 3,2 C. INTERESSE STORICO ARTISTICO 6.603 18,6% 20.356 -6,6% 3,1 L. INTERESSE STORICO ARTISTICO E 3.602 20,0% 6.697 17,0% 1,9 L. LIMITROFE GRANDI CENTRI ALLOGGI PRIVATI IN AFFITTO PROVINCIA 18.776 1,1% 322.074 -3,0% 17,2 L. MARINE 13.452 -2,2% 286.180 -3,2% 21,3 L. TERMALI 2.196 4,3% 28.289 -7,0% 12,9 L. MONTANE 941 19,4% 1.840 29,0% 2,0 L. PARCHI MONTANI 161 43,8% 1.184 50,6% 7,4 C. INTERESSE STORICO ARTISTICO 1.699 9,2% 3.735 17,2% 2,2 L. INTERESSE STORICO ARTISTICO E 327 32,9% 846 46,1% 2,6 L. LIMITROFE GRANDI CENTRI TOTALE PROVINCIA 974.373 -0,4% 5.812.932 -0,4% 6,0 L. MARINE 649.111 -1,8% 4.944.935 0,0% 7,6 L. TERMALI 111.870 -0,1% 441.645 -2,8% 3,9 L. MONTANE 18.360 5,6% 54.638 3,7% 3,0 L. PARCHI MONTANI 20.075 -5,9% 65.089 -6,8% 3,2 C. INTERESSE STORICO ARTISTICO 161.886 5,4% 280.611 -2,8% 1,7 L. INTERESSE STORICO ARTISTICO E T U R I S M O 13.071 3,1% 26.014 -3,6% 2,0 L. LIMITROFE GRANDI CENTRI LEGENDA AREE Località marine: Cesenatico, Gatteo, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone Località termali: Bagno di Romagna, Bertinoro, Castrocaro Terme e Terra del Sole Località montane: Borghi, Civitella di Romagna, Dovadola, Galeata, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana, Predappio, Rocca San Casciano, Roncofreddo, Sarsina, Sogliano al Rubicone, Verghereto Località in parchi montani: Portico e San Benedetto, Premilcuore, Santa Sofia, Tredozio Città di interesse storico artistico: Cesena, Forlì Località di interesse storico artistico: Forlimpopoli, Longiano, Montiano Località limitrofe a grandi centri di attrazione turistica: Gambettola Fonte: Ufficio Statistica Provinciale del Turismo - Provincia di Forlì-Cesena Dati estratti il 10/02/2011 Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-CesenaRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 131
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena Santa Sofia e Tredozio), si osserva un andamento turistico sfavorevole: sono con segno meno nel complesso gli arrivi (-5,9%) e le presenze (-6,8%). Arrivi e presenze di italiani sono in flessione (rispettivamente -9,8% e -12%), mentre positivi sono gli arrivi e le presenze degli stranieri (rispettivamente +30,3% e +22,1%). Santa Sofia, che mostra fra queste località maggiore flusso turistico, evidenzia percentuali negative sia negli arrivi (-11,7%), che nelle presenze (-9,3%). A Portico e San Benedetto si segnalano arrivi in aumento, +2,3%, e presenze in calo, -10,8%; Premilcuore registra –33,8% negli arrivi e -34% nelle presenze; Tredozio è l’unico comune del parco a vedere una forte crescita sia di arrivi (+85,5%) che di presenze (+96,8%). Il nostro Appennino, su cui si estende la vasta area verde del Parco Nazionale delle Foreste di ristorazione, al restauro della fortezza Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, medievale e della sua cannoniera, delle mura rappresenta una realtà di indubbio interesse, medicee, al potenziamento dei percorsi ma che necessita di un rilancio. L’accordo naturalistici. tra varie istituzioni – comunità e unioni montane, Provincia e Camera di Commercio Annata decisamente buona per le località – porta all’individuazione di azioni nel campo turistiche dell’Appennino forlivese e dell’innovazione, delle risorse naturali ed cesenate. Infatti è cresciuta l’affluenza dei energie rinnovabili, delle infrastrutture e dei turisti nel territorio montano e collinare, servizi, nonché all’organizzazione di filiere di da gennaio a novembre 2010, rispetto al prodotto, in particolare carne e ortofrutta. corrispondente periodo 2009. I dati nella Si tratta di trasformare questi luoghi, loro globalità registrano infatti un +5,6% suggestivi dal punto di vista naturalistico, in negli arrivi e un +3,7% nelle presenze. un’opportunità per il territorio, attraverso la Positivi gli arrivi e le presenze degli italiani, riqualificazione delle strutture, degli esercizi rispettivamente +3,5% e +1,4%, degli pubblici, l’ospitalità, e la creazione anche di stranieri, con percentuale pari a +30,6%, nuove figure professionali per l’animazione arrivi, e +23,9%, presenze, per un aumento turistica, sportiva e culturale del territorio. complessivo del 5,6% negli arrivi e del 3,7% Ciò sfruttando i tanti elementi di attrazione nelle presenze. Fra le località montane, flussi per il turista: la fitta rete di sentieri ben positivi sia per gli arrivi che per le presenze segnalati, percorribili sia d’estate che si sono riscontrati a Civitella (+18,1% d’inverno; gli itinerari attrezzati per il e +7,4%), Mercato Saraceno (+10,5% e trekking, il turismo equestre, la mountain +10,6%), Modigliana (+132,9% e +59,4%), bike; le piste per sciatori e le passeggiate per Rocca San Casciano (+16,9% e 40,9%), chi usa le ciaspole; le mete per il turismo Roncofreddo (+8,6% e +39,4%); a Sarsina religioso e culturale (eremi, vecchi borghiT U R I S M O arrivi con segno “meno” (-5,6%) e presenze abbandonati, scavi archeologici), la diga di a +10,8%. Ridracoli e “Idro”, l’eco-museo attiguo, i Hanno evidenziato percentuali negative negli giardini botanici, fonti di notizie e curiosità arrivi e nelle presenze Galeata, con -19,9% per gli amanti della natura, della flora e fauna e -20,5%, Predappio, con -9,7% e -9,9% e locali. Verghereto, con -6% e -7%, percentuali Importante nella promozione del territorio, tuttavia riferite a valori numerici bassi. l’associazione “Strada dei Vini e dei Sapori Relativamente ai centri inseriti nel Parco dei colli di Forlì e Cesena” – l’itinerario della Nazionale delle Foreste Casentinesi strada si sviluppa per oltre 287 km.- che (Portico e San Benedetto, Premilcuore, punta sull’incontro tra gastronomia, vini,132 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena tradizioni e cultura della Romagna, per far conoscere l’ospitalità e i servizi proposti, con competenza e professionalità, dalle oltre cento aziende associate. Per ciò che riguarda il turismo nelle città d’arte, Forlì e Cesena, oltre alla componente congressuale e d’affari, stanno rivolgendo grande attenzione al flusso di visitatori interessati agli appuntamenti culturali ed artistici organizzati nelle due città, in particolar modo alle mostre, eventi di rilevanza nazionale che hanno fatto apprezzare ovunque il nostro territorio. Negli undici mesi del 2010 gli arrivi sono aumentati notevolmente: nei due centri principali di Forlì e Cesena, la crescita è stata, complessivamente del 5,4% rispetto al 2009, le presenze invece hanno evidenziato una battuta d’arresto: -2,8%. In linea con l’andamento descritto, aumentano gli arrivi turistica. A Forlì continua la valorizzazione dei turisti italiani (+4,1%, ma presenze pari del territorio attraverso le grandi mostre -4,6%), e stranieri (+13%) che però, secondo che annualmente sono proposte nel il trend dell’anno, crescono anche come complesso museale del San Domenico (nel presenze (+7,1%). Più numerosi, in termini 2010 si sono svolte la mostra dedicata ai assoluti, gli arrivi (89.490) e le presenze Fiori, che ha attirato oltre 80.000 visitatori, (156.242) nel comune di Forlì, rispetto a e quella sui reperti dell’antico Egitto, con quelli di Cesena (arrivi 72.396 e presenze 35.000 ingressi). A Cesena, il Festival del 124.369). Come percentuali di aumento, cibo da strada, gli eventi legati alla Grande rispetto al 2009, però Cesena registra dati Malatestiana e alla cultura in generale, e le positivi, al contrario di Forlì, dove calano opportunità fornite dalla presenza in serie le presenze: arrivi a Forlì +6,5%, a Cesena A della squadra calcistica, rappresentano +4,1%, presenze a Forlì -5%, a Cesena altrettanti elementi che contribuiscono +0,2%. a vivacizzare il panorama locale. A queste Da alcuni anni si è sviluppata, da parte di manifestazioni si aggiungono gli avvenimenti istituzioni, banche e fondazioni bancarie, sportivi, gli appuntamenti fieristici e le associazioni e privati, una collaborazione attività svolte da Casa Artusi, il centro che ha trasformato il singolo evento in una di cultura gastronomica unico in Italia attrazione che coinvolge l’intero territorio; dedicato alla cucina domestica, che mette a questo è senza dubbio un fatto importante disposizione la professionalità ed esperienza per le sinergie che hanno reso possibile degli operatori per iniziative rivolte non la preparazione di percorsi alla scoperta solo al mercato nazionale ma anche estero. dei tanti luoghi limitrofi, interessanti ma poco conosciuti, l’organizzazione di Se si considera la composizione del mo- manifestazioni collaterali che puntano sulle vimento turistico straniero continua il T U R I S M O tradizioni gastronomiche, la promozione trend positivo dei turisti tedeschi che co- di “pacchetti” che comprendono visita a stituiscono, in quanto a presenze, come nel mostre, accessi alla terme, sconti in ristoranti, 2009, il 31,5% della clientela estera, con negozi, musei, ecc…. Hanno contribuito una durata media del loro soggiorno di 7,4 alla creazione e diffusione delle iniziative giorni. E’ cresciuto il flusso dei turisti sviz- sia l’APT, a livello provinciale e regionale, zeri che si collocano al secondo posto, per sia i Club di prodotto, in collegamento con numero di presenze, nella graduatoria del l’aeroporto e con le locali associazioni di movimento dei clienti nelle strutture ricet- categoria, impegnati tutti a creare sinergia tive distinti per nazionalità, flusso che ha re- fra le diverse componenti dell’offerta gistrato un incremento di arrivi (+1,6%) eRapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 133
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena MOVIMENTO DEI CLIENTI NEGLI ESERCIZI RICETTIVI DISTINTI PER NAZIONALITA’ Provincia di Forlì-Cesena - gennaio-novembre 2010 ESERCIZI ESERCIZI Pre- COMPLEMENTARI E TOTALE 2010 Var.% 2010/2009 ALBERGHIERI senza ALLOGGI PRIVATI media NAZIONALITA’ Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Austria 8.787 54.918 9.628 60.500 9.645 60.782 -0,3% -2,1% 6,3 Belgio 7.178 52.275 8.023 59.982 8.104 60.972 -17,6% -14,6% 7,5 Bulgaria 533 1.681 581 1.916 584 1.944 30,1% -34,8% 3,3 Cipro 33 108 35 116 35 116 -37,5% -6,5% 3,3 Croazia 587 1.429 638 1.859 646 1.938 33,7% 35,9% 3,0 Danimarca 670 2.885 2.009 16.165 2.023 16.209 -16,7% -15,8% 8,0 Estonia 93 201 144 268 145 275 27,2% -49,6% 1,9 Finlandia 222 763 708 3.841 709 3.870 63,7% 89,4% 5,5 Francia 10.320 64.367 11.499 72.632 11.588 73.552 -8,0% -9,6% 6,3 Germania 35.347 247.427 44.188 325.669 44.414 327.891 -0,4% 2,2% 7,4 Grecia 439 829 479 1.027 480 1.029 0,0% -10,4% 2,1 Irlanda 401 1.566 506 2.312 511 2.318 9,9% 4,7% 4,5 Islanda 47 96 51 104 51 104 -35,4% -87,2% 2,0 Lettonia 82 236 95 392 95 392 -26,9% -9,9% 4,1 Lituania 140 301 151 420 164 458 -27,8% -28,8% 2,8 Lussemburgo 883 5.861 978 6.483 982 6.514 2,4% -8,4% 6,6 Malta 239 716 243 732 245 736 315,3% 449,3% 3,0 Norvegia 468 2.604 672 4.319 675 4.325 -10,1% 3,0% 6,4 Paesi Bassi 2.836 13.750 6.435 54.577 6.497 54.831 -2,9% 2,5% 8,4 Polonia 20.147 81.149 21.769 95.779 21.811 96.166 -2,2% 19,9% 4,4 Portogallo 290 818 305 877 306 878 -3,5% -40,9% 2,9 Regno Unito 2.480 9.464 3.027 12.123 3.050 12.371 -5,6% -9,5% 4,1 Repubblica Ceca 2.332 9.869 4.263 40.261 4.301 40.539 0,5% 44,1% 9,4 Romania 2.539 15.239 2.959 18.943 3.058 20.113 34,9% 11,1% 6,6 Russia 6.384 13.023 6.530 14.299 6.557 15.050 49,1% 57,8% 2,3 Slovacchia 599 1.524 731 2.835 747 3.079 14,7% -7,1% 4,1 Slovenia 603 1.333 708 1.676 724 1.849 13,8% 5,2% 2,6 Spagna 1.530 3.437 1.760 4.433 1.775 4.517 -1,4% -19,7% 2,5 Svezia 1.269 5.669 2.046 11.785 2.062 12.032 -8,6% -16,2% 5,8 Svizzera e Liecht. 18.945 128.601 20.856 141.088 20.951 142.355 1,6% 3,2% 6,8 Turchia 291 878 340 1.039 341 1.040 27,2% -17,4% 3,0 Ucraina 2.289 3.297 2.349 3.689 2.362 3.745 307,2% 8,9% 1,6 Ungheria 1.548 4.187 1.763 5.623 1.774 5.690 77,9% 44,1% 3,2 Altri Europei 4.468 15.139 5.091 19.059 5.127 19.769 12,8% 10,5% 3,9 Canada 456 1.296 504 1.404 512 1.417 -6,6% 0,9% 2,8 U.S.A. 1.419 4.459 1.695 5.708 1.724 5.848 8,2% 24,7% 3,4 Messico 221 552 232 715 233 716 53,3% 82,2% 3,1 Venezuela 69 158 71 176 77 199 -11,5% -6,1% 2,6 Brasile 444 1.116 476 1.364 494 1.409 6,2% -4,2% 2,9 Argentina 219 485 250 552 257 792 37,4% 43,0% 3,1 Altri America Lat. 577 1.942 709 5.489 740 5.617 22,9% -20,6% 7,6 Cina 943 1.380 972 1.496 973 1.499 41,8% 8,9% 1,5 Giappone 576 1.978 620 2.172 626 2.222 28,5% 40,7% 3,5 Corea del Sud 102 257 102 258 103 259 77,6% 59,9% 2,5 India 90 319 99 359 99 359 -30,8% -15,9% 3,6 Altri: Asia 300 1.030 570 6.218 572 6.220 7,5% 108,0% 10,9 Israele 227 475 284 681 287 685 8,3% 28,3% 2,4 Altri Medio Or. 237 709 265 819 268 822 -14,6% -40,3% 3,1 Egitto 107 410 153 752 154 757 -3,8% -31,2% 4,9 Africa Med. 443 1.788 511 2.967 523 3.034 -8,4% -19,1% 5,8T U R I S M O Sud Africa 185 744 196 758 199 761 86,0% 44,1% 3,8 Altri Africa 383 1.225 400 1.340 400 1.340 4,7% -23,6% 3,4 Australia 479 1.549 531 1.734 536 1.749 63,9% 76,7% 3,3 Nuova Zelanda 83 236 93 261 95 263 -18,8% -16,0% 2,8 Altri Paesi 1.270 5.622 1.321 6.249 1.323 6.253 7,3% -17,4% 4,7 TOTALE STRANIERI 143.849 773.370 171.614 1.028.295 172.734 1.039.670 2,4% 2,6% 6,0 TOTALE ITALIANI 654.490 3.099.208 783.983 4.462.563 801.639 4.773.262 -0,9% -1,1% 6,0 TOTALE GENERALE 798.339 3.872.578 955.597 5.490.858 974.373 5.812.932 -0,4% -0,4% 6,0 NOTE: Altri Paesi America Latina: Colombia, Guyana, Ecuador, Cile, Perù, Bolivia, Paraguay, Uruguay, Suriname. Altri Paesi Medio Oriente: Siria, Irak, Iran, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Yemen. Africa Mediterranea: Libia, Tunisia, Algeria, Marocco. Fonte: Ufficio Statistica Provinciale del Turismo - Provincia di Forlì-Cesena Dati estratti il 10/02/2011 Elaborazione: Ufficio Statistica e Studi - Camera di Commercio di Forlì-Cesena134 Rapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010
    • Camera di Commercio di Forlì-Cesena di presenze (+3,2%), rispetto al precedente anno. Seguono per numerosità i polacchi, che hanno superato i francesi, con presen- ze aumentate del 19,9%. Arrivi e presenze francesi sono in calo: rispettivamente -8% e -9,6%. Seguono, per numerosità, i belgi, con decremento degli arrivi (-17,6%) e delle pre- senze (-14,6%). Meno numerosi anche gli austriaci, con ar- rivi pari a -0,3% e presenze a -2,1%; calo dei turisti olandesi (-2,9% negli arrivi ma +2,5% nelle presenze); considerevole aumento delle presenze dei turisti provenienti dalla Repubblica Ceca (+44,1% a fronte di +0,5% negli arrivi). Romania e Russia evidenziano percentuali largamente positive sia negli ar- rivi che nelle presenze. Presenze spagnole, inglesi e svedesi invece sono in netto calo. T U R I S M ORapporto sull’economia della provincia di Forlì-Cesena - 2010 135
    • T RAS P ORT I Nonostante i segnali di ripresa rilevati nel Camera di Commercio di Forlì-Cesena 2010, l’Italia e l’Europa stanno tuttora attra- versando una fase di difficoltà come si evince anche dall’andamento del trasporto merci a livello nazionale registrato dalla Confedera- zione generale italiana dei trasporti e della logistica nel primo semestre del 2010. La UE a 27, in particolare, sia per numero di spedi- zioni (+2%), sia in termini di fatturato (+1%), resta all’ultimo posto tra le aree geoecono- miche nella “risalita” dalla crisi economica mondiale. Rispetto al primo semestre del 2009, infatti, Centro e Sud America segnano +13% con un fatturato a +20%, l’Asia è a +12% (fatturato +20%), l’Africa a +10% (fat- turato +20%), il Giappone segna +2% (fattu- rato +4%), il Nord America +6% (fatturato +5%) mentre l’ex Urss è a +6% (fatturato +4%). Il primo semestre del 2009 è stato il peggio- re degli ultimi sessant’anni. È logico, quindi, che i primi sei mesi di quest’anno godano di un effetto rimbalzo ed è positivo che ci siano dati confortanti di ripresa. Tuttavia è opportuna cautela nella valutazione di questi +9% (fatturato +8%), mentre le spedizioni risultati, perché mentre le spedizioni inter- su strada hanno crescita zero e restano sugli nazionali, in generale, crescono a un buon stessi valori depressi del 2009. ritmo, non altrettanto si può dire dei tra- Considerando anche i dati AISCAT, che per sporti nazionali e internazionali di merci su il traffico autostradale considerano i veicoli strada. per chilometro, non segnano, tra gennaio e In particolare, i trasporti su strada hanno aprile 2010, alcuna variazione rispetto allo registrato a livello nazionale, nel primo stesso periodo del 2009. semestre 2010, un +2%, senza benefici in I numeri sulle ferrovie raccolti da Assoferr termini di fatturato. Mentre i trasporti inter- indicano una crescita, nel primo semestre nazionali sono aumentati del 7%, con fattu- 2010, dell’8,6%, misurata in tonnellate per rato a +2%. I corrieri hanno chiuso il primo chilometro. semestre con una crescita delle consegne Passando al traffico di container nei porti pari a 8% e un fatturato a +2%. italiani, alcuni scali registrano ancora