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Le aziende italiane e i Millennials: Sfide e opportunità

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Il tradizionale ruolo di early adopter svolto dalle organizzazioni aziendali nei confronti delle …

Il tradizionale ruolo di early adopter svolto dalle organizzazioni aziendali nei confronti delle
tecnologie ICT viene profondamente rivisto nell’era dell’economia partecipativa. Da sempre
imprese e pubblica amministrazione hanno il compito di indirizzare e contribuire a formare il
rapporto tra la tecnologia e la collettività. Adottando i principi e le modalità dell’automazione,
l’impresa ha fatto da laboratorio di innovazione e trasferimento, ha rivoluzionato i suoi processi
interni, ha trasformato il modo di produrre e di lavorare, ha inciso sui meccanismi del consumo,
sulla funzione della tecnologia nella società. Con l'andare del tempo, la conoscenza e la pratica
tecnologica, soprattutto il grande successo del Web oltre i ristretti confini delle sue origini
accademiche, si sono sedimentate e hanno innescato un circolo virtuoso che oggi va ad impattare
visibilmente sui tradizionali tracciati di intermediazione tra i fornitori di tecnologie enterprise e i
loro principali interlocutori nella realtà produttiva.
Se gli orientamenti tecnologici e le scelte implementative hanno finora seguito percorsi decisionali
fortemente centralizzati, affidati ai responsabili tecnici delle singole aziende e delle
amministrazioni, con il fenomeno della consumerizzazione dell'IT diventa fondamentale, in questo
quadro decisionale, il ruolo del capitale umano, dei singoli dipendenti che attraverso le proprie
competenze extralavorative, i propri “gusti” in materia tecnologica incidono su strategie governate
fino a oggi a livello manageriale elevato.
L’imminente arrivo, all’interno delle grandi organizzazioni, della nuova generazione di lavoratori
della conoscenza, i "nativi digitali", porterà a un ulteriore rafforzamento di questa spinta verso un
governo partecipato dell’innovazione. I Millennials, - come vengono genericamente indicati gli
individui nati intorno alla svolta del terzo millennio, che rappresentano quindi i giovani lavoratori di
una fascia compresa tra i 18 e i 30 anni - recano con sé un bagaglio di aspettative e competenze
che porterà a nuovi, ancor più radicali cambiamenti nell’ambiente lavorativo e nei modi di
produzione e di interazione. Le infrastrutture tecnologiche delle aziende e i loro responsabili
devono essere in grado di accogliere, agevolare, incanalare questa inedita forma di energia.
L’obiettivo dello studio svolto da CA Technologies e NetConsulting sulla base di questionari rivolti a
un campione di 280 studenti di quattro atenei italiani (Economia e Ingegneria) e un campione
cross sector di circa 150 aziende è contribuire a definire le aspettative della nuova forza lavorativa
che inizia oggi a muovere i primi passi all’interno delle impresa...


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  • 1. Le aziende italiane e i Millennials Sfide e opportunitàSurvey condotta da NetConsulting e promossa da CA TechnologiesCa Technologies © NetConsulting 2011 1
  • 2. Sommario1 Executive Summary .......................................................................................................... 32 Obiettivi, metodologia e Panel ........................................................................................... 7 2.1.1 Obiettivi ............................................................................................................. 7 2.1.2 Metodologia e Panel ............................................................................................ 83 I risultati della survey ....................................................................................................... 9 3.1 Lingresso dei Millennials nelle aziende consumerizzate ................................................. 9 3.2 Ritratto del nativo digitale ........................................................................................ 11 3.3 Una risorsa professionale già formata ........................................................................ 12 3.4 Il profilo di comportamento dei Millennials sul web ..................................................... 15 3.5 I Millennial e la privacy ............................................................................................ 21 3.6 Cè vita dopo lassunzione. Aspettative di continuità .................................................... 25 3.7 L’ambiente di lavoro che "abbraccerà" i Millennials ..................................................... 31 3.8 Per i responsabili IT, una duplice sfida ...................................................................... 34 3.9 Un lavoro più sociale................................................................................................ 42 3.10 Presente e futuro delle reti aziendali ......................................................................... 45 3.11 Sicurezza più intelligente e quality of service .............................................................. 504 Le dieci regole doro per il Cio dellazienda che abbraccia i Millennials ................................. 52Ca Technologies © NetConsulting 2011 2
  • 3. 1 Executive SummaryIl tradizionale ruolo di early adopter svolto dalle organizzazioni aziendali nei confronti delletecnologie ICT viene profondamente rivisto nell’era dell’economia partecipativa. Da sempreimprese e pubblica amministrazione hanno il compito di indirizzare e contribuire a formare ilrapporto tra la tecnologia e la collettività. Adottando i principi e le modalità dell’automazione,l’impresa ha fatto da laboratorio di innovazione e trasferimento, ha rivoluzionato i suoi processiinterni, ha trasformato il modo di produrre e di lavorare, ha inciso sui meccanismi del consumo,sulla funzione della tecnologia nella società. Con landare del tempo, la conoscenza e la praticatecnologica, soprattutto il grande successo del Web oltre i ristretti confini delle sue originiaccademiche, si sono sedimentate e hanno innescato un circolo virtuoso che oggi va ad impattarevisibilmente sui tradizionali tracciati di intermediazione tra i fornitori di tecnologie enterprise e iloro principali interlocutori nella realtà produttiva.Se gli orientamenti tecnologici e le scelte implementative hanno finora seguito percorsi decisionalifortemente centralizzati, affidati ai responsabili tecnici delle singole aziende e delle 1amministrazioni, con il fenomeno della consumerizzazione dellIT diventa fondamentale, in questoquadro decisionale, il ruolo del capitale umano, dei singoli dipendenti che attraverso le propriecompetenze extralavorative, i propri “gusti” in materia tecnologica incidono su strategie governatefino a oggi a livello manageriale elevato.L’imminente arrivo, all’interno delle grandi organizzazioni, della nuova generazione di lavoratoridella conoscenza, i "nativi digitali", porterà a un ulteriore rafforzamento di questa spinta verso ungoverno partecipato dell’innovazione. I Millennials, - come vengono genericamente indicati gliindividui nati intorno alla svolta del terzo millennio, che rappresentano quindi i giovani lavoratori diuna fascia compresa tra i 18 e i 30 anni - recano con sé un bagaglio di aspettative e competenzeche porterà a nuovi, ancor più radicali cambiamenti nell’ambiente lavorativo e nei modi diproduzione e di interazione. Le infrastrutture tecnologiche delle aziende e i loro responsabilidevono essere in grado di accogliere, agevolare, incanalare questa inedita forma di energia.L’obiettivo dello studio svolto da CA Technologies e NetConsulting sulla base di questionari rivolti aun campione di 280 studenti di quattro atenei italiani (Economia e Ingegneria) e un campionecross sector di circa 150 aziende è contribuire a definire le aspettative della nuova forza lavorativache inizia oggi a muovere i primi passi all’interno delle impresa; a misurare i livelli di preparazionedel sistema produttivo nell’accogliere tale flusso e a mettere in evidenza sia le sfide che dovrannoessere affrontate in termini di adeguamento delle infrastrutture esistenti, sia le opportunità che1 Vedi “ IT Consumers Transform the Enterprise: Are Yoy Ready?” studio Ca Technologies Maggio 2011Ca Technologies © NetConsulting 2011 3
  • 4. potranno derivare da un corretto allineamento tra le strategie tecnologiche aziendali e il capitaleumano destinato a pervadere come una linfa vitale i processi operativi interni e, in ultima analisi, larelazione con il mercato, i fornitori, i competitor.Le principali conclusioni:  Dalle risposte del campione di studenti emerge il quadro di una generazione di futuri knowledge worker fortemente rivolti alluso di dispositivi IT in mobilità o nomadicità, con elementi di caratterizzazione degli individui in base allindirizzo di studi e al genere dei rispondenti, ma anche con numerosi tratti comuni, tutti orientati alluso di strumenti social e di cloud computing, tanto nellorganizzazione dello studio che del tempo libero.  Forte è il livello di aspettativa da parte dei Millennial nel ritrovare anche nel contesto lavorativo (contesto come vedremo assai meno riconducibile ai tradizionali perimetri della scrivania e dellufficio), gli stessi strumenti e le stesse modalità applicati all’uso delle tecnologie nelle relazioni interpersonali e nella vita privata in generale. Quel che più conta è che tale propensione può essere positivamente messa a frutto dalle aziende che in passato dovevano sostenere lonere della formazione, del trasferimento di know how che oggi è in larga misura "built in", già integrato e pronto a essere rifocalizzato in termini di maggiore efficienza e produttività aziendale.  Gli orientamenti riscontrati, possono funzionare, soprattutto in questa fase di congiuntura negativa del mercato del lavoro, come leva favorevole all’innovazione, al rinnovamento e al rilancio attraverso il recruiting di nuove generazioni: la forte familiarità con i principali strumenti software che hanno contribuito ad automatizzare e facilitare il lavoro in ufficio e lestrema propensione alla mobilità, unita alla capacità di autogestione e alla flessibilità, possono tradursi in concreti vantaggi in termini di riduzione dei costi fissi, snellimento dei processi produttivi e capacità di cogliere e anticipare stimoli e domande dal mercato. Uno degli asset più interessanti è -in chiave di marketing - il valore culturale di una risorsa umana già sintonizzata sui bisogni e sulle aspettative dei mercati finali di riferimento. La familiarità con i canali di comunicazione Web sociali e di condivisione, li rendono particolarmente adatti a inserirsi in un contesto di relazione con il mercato che privilegia lo scambio continuo, la comunicazione visiva e verbale, la reattività e le capacità analitiche.Ca Technologies © NetConsulting 2011 4
  • 5.  Le aziende presentano una maggiore disomogeneità in termini di capacità di risposta e livelli di preparazione, ma le linee di tendenza mostrano un certo ritardo nei confronti di modalità che i Millennial hanno invece già fatto proprie, in particolare sul piano della remotizzazione, della mobilità, del lavoro di squadra.  Il grado generale di "awareness", di sensibilità nei confronti della carica di potenziale legata alle nuove generazioni del capitale umano è elevato. Le imprese sanno che i Millennial possono portare enormi e positivi cambiamenti, trasformazioni direttamente misurabili in termini di produttività, efficienza, competitività, accelerazione del time to market. Ma rivelano al tempo stesso forti resistenze sul piano della cultura aziendale, su quello organizzativo e su quello dell’adeguamento delle infrastrutture tecnologiche alle aspettative del nativo digitale. Si riscontra infatti un elevato livello di attenzione ai rischi che tale adeguamento può comportare, in particolare per quanto concerne la robustezza e la “resilienza” delle infrastrutture e la sicurezza e tracciabilità delle informazioni che consentono la conformità alle normative in materia.  Nella visione di quello che sarà limpatto dellinserimento di nuove leve lavorative sugli aspetti infrastrutturali, domina una generale preoccupazione nei riguardi della sicurezza e del controllo. A fronte di una percentuale non trascurabile di aziende che non intendono porre particolari limitazioni all’uso di strumenti Web come i social network, molti responsabili aziendali guardano invece con sospetto a comportamenti ritenuti critici e preparano un tipo di risposta convenzionale, concentrata sulle limitazioni e le barriere tecnologiche. Le barriere però sono estremamente malviste dai Millennial e il rischio è che una dose eccessiva di sicurezza convenzionale, quella che CA Technologies chiama la "sicurezza del no", incida negativamente su un patrimonio di creatività che chiede in modo esplicito una piena autonomia. La risposta corretta è la "sicurezza del so", una sicurezza contestualizzata, estesa allintero ciclo di creazione e scambio delle informazioni, a cui si ispirano le attuali strategie CA Technologies in materia di sicurezza.  Lo studio CA Technologies - NetConsulting mette infine in evidenza un marcato ritardo nei confronti di alcuni aspetti infrastrutturali che, se trascurati, possono degenerare in aree di aspra criticità, vanificando il potenziale rappresentato dallingresso dei nuovi collaboratori. Ambiti come la performance delle reti e delle applicazioni, la gestione ottimizzata e intelligente della capacità, l’adeguatezza dei servizi di sicurezza, la gestioneCa Technologies © NetConsulting 2011 5
  • 6. dei livelli di servizio in una ottica business oriented non ricevono ancora adeguata attenzione. La capacità di presidiarli efficacemente sarà, per tutte le organizzazioni, la chiave di volta di una proficua relazione con un mercato del lavoro di nativi digitali e di una efficace trasformazione dei processi interni.Ca Technologies © NetConsulting 2011 6
  • 7. 2 Obiettivi, metodologia e Panel2.1.1 ObiettiviL’obiettivo della survey è duplice:• dal lato dei Miilennials, rilevare il comportamento, le abitudini e le modalità con cui i giovanitra i 18 e i 30 anni utilizzano le tecnologie (notebook, smartphone, ecc. ) sia nella propria vitaprivata sia nella vita universitaria;• sul lato dell’impresa, comprendere il grado di maturità delle stesse nel capitalizzare ilpotenziale delle nuove generazioni di lavoratori (Millennials) e integrarle in modo efficaceall’interno della propria organizzazione.La misurazione del grado di maturità tiene conto di una serie composita ed eterogenea di variabiliche combinano:• la maturità in termini di dotazione tecnologica (dispositivi messi a disposizione degli utenti,strumenti di collaboration, strumenti di sicurezza e di governance);• la maturità in termini organizzativi, dal punto di vista delle regole organizzative e deiprocessi che è necessario strutturare e implementare, per consentire una piena integrazione dellefuture generazioni di forza lavoro e soddisfare le loro esigenze in modo strumentale agli obiettivi diefficienza e produttività aziendale.Obiettivo primario è misurare il gap che le aziende dovranno colmare per poter intraprendere unastrategia vincente al fine di cogliere a pieno l’opportunità rappresentata dall’ingresso dei Millennialsin azienda.Ca Technologies © NetConsulting 2011 7
  • 8. 2.1.2 Metodologia e PanelL’analisi è stata condotta con due diverse modalità per le due componenti della ricerca.Sugli Studenti sono state effettuate 280 interviste dirette, nel Febbraio 2011-Aprile 2011, astudenti di importanti università italiane, appartenenti alle facoltà di Economia e Ingegneria sia delcorso triennale sia del corso di laurea specialistica. La rilevazione è stata condotta attraversol’associazione di studenti universitari JEME.Figura 1 Struttura del Panel Millennials Età media 25,2 Anni Indirizzo di studi seguito 24,0 23,1 Valori % 22,2 22,3 Ingegneria Economia specialistica Triennale 14,3% 35,7% 26.3 21.4 Totale Economia Ingegneria Triennale Specialistica 23.1 24.1 Sesso Valori % Ingegneria triennale Economia 36,4% 30,0% specialistica 42,9% 35,7% 14,3% Donne Uomini Età media 63,6% 70,0% 57,1% Totale Economia IngegneriaFonte: Netconsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 8
  • 9. Per la sezione dedicata alle aziende è stata compiuta una Web survey (nello stesso periodo delleinterviste agli studenti) tramite la quale sono state raccolte 148 interviste a diverse figure aziendali(prevalentemente CIO e Top Manager) di aziende Grandi e Medio grandi appartenenti a diversisettori aziendali. La rilevazione è stata condotta con il patrocinio e attraverso il portale diProspera, Associazione di Manager Professionisti e docenti.Figura 2 Struttura del Panel Aziende Settore Fatturato Valori % Valori % (esclusa Finance e PA) Altro (Servizi, trasporti, Finance Associazioni) 25,0% >2500 Mln € 23,0% 14,2% 1000-2500 <50 Mln € Mln € 35,7%Utilities& 10,7% Energy 4,1% 250-999 Mln €TLC-Media 19,0% 8,8% IT& Consulting 50-249 Mln € PA 18,2% 20,2% 8,8% Industria 12,2%Fonte: Websurvey NetConsulting3 I risultati della survey3.1 Lingresso dei Millennials nelle aziende consumerizzateLa pervasiva presenza delle tecnologie informatiche e degli strumenti del Web nella quotidianitàdegli individui nelle economie mature e di recente industrializzazione ha già avuto un profondoimpatto sui meccanismi che governano le strategie tecnologiche aziendali. La cosiddettaconsumerizzazione, il fenomeno per cui molte scelte in materia di dispositivi utilizzati, applicazioniadottate e procedure svolte vengono fortemente condizionate dalla familiarità dei collaboratori diuna impresa con determinati strumenti, è già stata ampiamente messa in evidenza dalle analisi dimercato [vedere “IT Consumers Transform the Enterprise: Are You Ready?", studio CATechnologies maggio 2011].Oggi questo fenomeno sta per compiere un salto qualitativo di enorme portata con laffacciarsidelle nuove leve lavorative che presto affolleranno i canali di reclutamento delle grandiCa Technologies © NetConsulting 2011 9
  • 10. organizzazioni pubbliche e private. Parliamo della generazione nata alla svolta del millennio, i"nativi digitali" individui tra i 18 e i 30 anni che mostrano una connaturata predisposizione allusodi computer, smartphone e una infinita varietà di dispositivi elettronici connessi e di applicazioniWeb in tutti gli aspetti della loro quotidianità: nellorganizzazione dello studio come della vita direlazione, nelle attività lavorative come nel tempo libero ( Fig. 3)Figura 3 Nel mondo del lavoro stanno arrivando i Millennials…Fonte: NetConsultingE facile immaginare che linnesto di questo nuovo capitale umano sul tessuto imprenditoriale eamministrativo delle nostre aziende indurrà trasformazioni ancora più radicali. I Millennialsporteranno con sé un patrimonio di competenze tecnologiche "embedded"; una forte capacità dilavoro di squadra, una inedita autonomia nelluso di strumenti avanzati di cloud computing evirtualizzazione; una predisposizione alla mobilità e alla flessibilità nellorganizzazione dei tempi. Esoprattutto una immediata sensibilità nei confronti dei bisogni e dei gusti nei mercati di riferimentodelle organizzazioni che assumeranno tali risorse. Da tutto questo leconomia può aspettarsienormi vantaggi in termini di produttività, efficienza, riduzione dei costi fissi, snellimento esvecchiamento delle procedure, competitività e capacità di risposta.La positività di questo impatto, la capacità di mitigare attriti e crisi di rigetto, risiederà in largamisura nel modo in cui le aziende sapranno raccogliere la sfida culturale del cambiamento. Ma unelemento imprescindibile sarà anche il livello di adeguamento delle infrastrutture tecnologicheesistenti, la loro corrispondenza con gli strumenti che i Millennial sono abituati a considerareCa Technologies © NetConsulting 2011 10
  • 11. naturali, scontati. Quanto più le aziende sapranno rispondere alle aspettative dei loro futuricollaboratori in termini di infrastrutture innovative, tanto più benefico sarà il contributo deiMillennial allo sviluppo delleconomia e alla crescita dei loro protagonisti.3.2 Ritratto del nativo digitaleChi sono i Millennials in Italia? Che rapporto hanno i nativi digitali con le tecnologie e quali diqueste tecnologie si aspettano di ritrovare una volta inseriti nel mondo del lavoro? Le aziende sonopronte a rispondere a tali aspettative, a raccogliere la sfida delleventuale adeguamento delle parcoinfrastrutturale esistente? Quali sono i potenziali gap, le aree su cui sarà necessario intervenire conmaggior tempestività?Nella sua veste di specialista del governo, dellefficientamento e della messa in sicurezza delleinfrastrutture tecnologiche delle aziende e delle grandi organizzazioni, CA Technologies vuole dareun importante contributo attraverso una approfondita analisi degli elementi che caratterizzanolattuale generazione dei Millennials e le sue aspettative alla soglia dellinserimento dei giovani nelmondo del lavoro, e del relativo grado di consapevolezza e preparazione delle aziende nel governodi questo nuovo fenomeno.Da sempre CA Technologies è convinta del ruolo fondamentale del ricambio generazionale edellacquisizione di risorse innovative, soprattutto in chiave di rilancio delleconomia e disuperamento della fase di stallo occupazionale. In questi giorni è stato inaugurato a livello europeola campagna di reclutamento degli Associate Services Consultant Program, che punta a individuarecandidati motivati ed entusiasti, desiderosi di imparare e arricchire le proprie conoscenze all’internodell’organizzazione dei Professional Services di Ca Technologies. Allo stesso tempo è conscia dellepossibili criticità connesse allinserimento di risorse fortemente predisposte alluso di tecnologie,dellimpatto che i loro stili di vita "istintivamente" digitali possono avere sulla fondamentaleesigenza di controllo che le aziende devono poter soddisfare, della necessità di correttoallineamento tra infrastrutture e obiettivi di business. Lo studio condotto da NetConsultingattraverso un dettagliato questionario sottoposto a 280 studenti di quattro importanti atenei italiani(iscritti alle facoltà di Economia e di Ingegneria) ha permesso di focalizzare lattenzione suicomportamenti, le conoscenze e le tendenze dei futuri knowledge worker in ambiti come luso diapplicazioni e servizi di cloud computing, la predisposizione alla mobilità e alla flessibilità delleagende personali e lorganizzazione di attività di gruppo: tutte aree di competenza estremamenteimportanti per il lavoro nel terzo millennio.Ca Technologies © NetConsulting 2011 11
  • 12. 3.3 Una risorsa professionale già formataLanalisi si è concentrata sullimpiego - nella vita privata come in quella relativa allo studio o alleprime esperienze professionali - di risorse e servizi tecnologici con forte probabilità di impatto sulla futura vita lavorativa. Il primo dato che emerge (Fig. 4) è Opportunità e rischi la significativa percentuale di notebook (89% con una I Millennials introdurranno nei predominanza ancora più accentuata nel caso degli perimetri fisici dellazienda un studenti di ingegneria) e smartphone (52%), che numero elevato di dispositivi connessi di loro proprietà. denuncia la familiarità con una tecnologia di tipo pervarsivo, indipendente da una specifica situazione o localizzazione. L’importanza della tecnologia nello stile divita, è confermata anche dal fatto che quasi la metà dei Millennial intervistati spende almeno unterzo del proprio “budget” annuale per l’acquisto di prodotti informatici e di elettronica di consumo.L’utilizzo dei dispositivi connessi è molto rilevante, tanto da essere utilizzati più volte al giorno, dal95% dei rispondenti per notebook e smartphone, dal 62% per i più recenti netbook e dal 54% pergli iPad, a testimonianza di una tendenza ad utilizzare tecnologie sempre innovative. Meno del40% del campione privilegia luso di sistemi desktop, una chiara indicazione delle opportunità chesi aprono per le aziende a livello di remotizzazione e mobilità dei loro processi.Figura 4 Dispositivi tecnologici posseduti dai Millennials e frequenza di utilizzo Dispositivi tecnologici posseduti dai Frequenza di utilizzo millennials Valori %- Risposte multiple Valori % 2,1% 88,3% Portatile Notebook 95,8% 2,1% Portatile Notebook 97,4% 2,6% 71,1% Cellulare tradizionale Cellulare tradizionale 3,9% 8,7% 70,1% 17,3% 69,3% Webcam Webcam 0,7% Smartphone 94,3% 5,0% 52,0% Smartphone Desktop 39,2% 11,4% 36,7% 12,7% 42,9% Desktop Netbook 61,8% 5,9% 32,4% Netbook 24,8% 62,8% 27,9%2,3% Videotelefonino 7,0% 21,6% Videotelefonino 53,8% 20,5% 25,6% iPad o tablet simili 15,2% iPad o tablet simili più volte al giorno una volta al giorno alcuni giorni a settimana alcuni giorni al meseFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 12
  • 13. Discretamente diffuso laccesso ai servizi online come (Fig. 5) lhome banking (45% deirispondenti, una percentuale comunque significativa in un campione non ancora attivoprofessionalmente e dunque meno esigente dal punto di vista dei consumi di servizi finanziari) olaccesso agli apps store (47%).Figura 5 Tipologia di servizi on-line maggiormente utilizzati Valori %, Risposte multiple 1. Amazon 1. Dropbox 2. Google Docs 2. Spazio web dei Provider TLC 3. Dropbox 3. Google Docs 1. i-Tunes 62,9% 2. Android Market 58,2% 3. Windows Marketplace 4. Device market 1. Google 2. Facebook 1. Flickr 3. FourSquare 46,4% 2. Picasa 44,8% 3. Webshot 36,8% 31,8% Condivisione dati Archiviazione dati Application store Home banking Geolocalizzazione Photo sharing on-line on-lineFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 13
  • 14. Sugli application store i Millennial acquistano principalmente (Fig.6) apps per device mobili (55%,ma con una prevalenza da parte degli studenti di Ingegneria) e musica digitale (con una mediadel 27%, ma con una frequenza più elevata presso gli studenti di Economia).Figura 6 Principale contenuto acquistato su application storeFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeAncora una volta, una predisposizione interessante dal punto di vista delle aziende che potrannocontare su risorse già orientate alluso di strumenti come lonline procurement, ma anche lapromessa di ulteriori sfide infrastrutturali nellassicurare protezione e disponibilità di rete e servizi.Da questo punto di vista, infatti, i Millennial risultano molto esigenti, dal momento che siconnettono ad Internet in misura prevalente attraverso connessioni a larga banda fisse in rame ofibra (forse a conferma della scarsità di connessioni Wi-Fi pubbliche ma anche della volontà diusufruire del Web in modo rapido e performante),ancora minoritarie le connessioni con Internet Key Opportunità e rischi La familiarità con i servizi onlinee notebook, rimpiazzati piuttosto dalla navigazione rappresenta una interessante area didiretta su smartphone. Sono soprattutto gli opportunità per le aziende, ma anche unstudenti di Ingegneria a privilegiare una margine di rischio - sul fronte dellaconnettività veloce, con una penetrazione del 71% sicurezza e delloccupazione di risorse di rete - legato allaccesso a tali servizi dadi gran lunga superiore alla media complessiva dispositivi interni al firewall aziendale.pari al 55% circa.Ca Technologies © NetConsulting 2011 14
  • 15. La preferenza per la rete senza fili, e quindi per una maggiore libertà di connessione è prevalentepresso gli studenti di Economia, per cui il wi-fi è indicato dal 42% come modalità principale diconnessione, contro il 15,9% degli studenti di ingegneria (Fig. 7).Figura 7 Connessione utilizzata più frequentemente per accedere ad InternetFonte: elaborazioni NetConsulting su dati Jeme3.4 Il profilo di comportamento dei Millennials sul webDalla ricerca emerge un chiaro profilo di utilizzo del web da parte delle nuove generazioni, sia purecon alcune differenze legate ai rispettivi indirizzi di studio. In particolare, emergono due differentiprofili associabili agli studenti di ingegneria e di economia. I primi, infatti, mostrano una maggioreinclinazione all’uso delle tecnologie con finalità legate allo studio e all’approfondimento ditematiche extrascolastiche. Nei secondi, viceversa, si riscontra una predisposizione più elevata adutilizzare le tecnologie per mantenere contatti e gestire la propria vita sociale o per il propriointrattenimento. Un maggiore allineamento si riscontra tra uomini e donne (con differenze sia purminime), a conferma di come la pervasività della tecnologia, in particolare nell’ambito privato,abbia superato questa distinzione, in parte presente in passato. Un primo dato che attesta lapervasività delle tecnologie nella vita privata dei Millennials, che quindi risultano “alwaysconnected”, è rappresentato dalla frequenza di utilizzo dei social network e di altri strumenti cherientrano nelle nuove modalità di relazione supportate dal web. Nel privato il nativo digitale ha unCa Technologies © NetConsulting 2011 15
  • 16. comportamento che lo porta costantemente a frequentare i social network e gli altri canali diinterazione multimediale, con un dominio incontrastato di Facebook (utilizzato dal 95%), seguitoda Skype (79%) e YouTube (74%) (Fig. 8). Oltre a questi 3 strumenti su cui si concentrano lamaggior parte delle risposte, sono stati indicati dagli studenti molti altri social network, adimostrazione di come gran parte dei Millennials siano presenti su numerose piattaforme disocializzazione e condivisione, con una penetrazione decisamente più elevata (con punte del 97%)tra gli studenti di economia rispetto a quelli di Ingegneria. In generale, si rileva quindi una naturalepropensione al multitasking e un approccio molto aperto all’uso della tecnologia per comunicare econdividere pensieri e idee. Una tendenza che opportunamente valorizzata può rappresentare unimportante fattore in grado di aumentare la produttività dei giovani inseriti nel mondo del lavoro;ma che si traduce anche in una maggiore aspettativa da parte delle nuove leve verso le tecnologieutilizzate in azienda, in termini di velocità ed efficienza.Figura 8 I Millennials e i Social NetworkFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 16
  • 17. La presenza della tecnologia nella quotidianità dei Millennials si riflette anche nell’intensità con cuiquesti ricorrono al web per ricercarvi informazioni e notizie (Fig.9). I siti più consultati sono quellidei quotidiani, che risultano essere il punto di riferimento delle news su web per oltre l’80% deglistudenti intervistati, seguiti da siti di riviste specializzate (con una penetrazione del 45% sulcampione analizzato), Google News (35%) e, infine, Portali e Blog. Gli studenti di Economiatendono ad avere un approccio volto a ricercare informazioni da più di fonti, pur privilegiando i sitidei quotidiani che forniscono loro un maggiore approfondimento delle notizie rispetto a portali dinews, come Google. I futuri ingegneri appaiono invece più interessati a ricercare notizie sempreaggiornate ma meno approfondite, per quanto riguarda le informazioni di attualità, con unamaggiore frequenza di accesso a siti come Google News (60% contro il 56,7% medio).Figura 9 Modalità e frequenza di utilizzo per ricercare informazioni sul webFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 17
  • 18. Questa predisposizione ad approfondire tematiche e argomenti attraverso il web risulta evidenteanche nella vita universitaria, nella realizzazione di lavori di gruppo. In queste circostanzedominano abitudini come la raccolta di informazione su siti internet specializzati (80,5%) e laconsultazione di Wikipedia (73,8%), che sorpassano di gran lunga la ricerca tradizionale inbiblioteca, dichiarata dal 56,7% degli studenti (Fig.10)Figura 10 Strumenti utilizzati per raccogliere informazioni durante i teamwork universitariFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 18
  • 19. Una continuità tra vita privata e vita universitaria si riscontra anche analizzando le modalità direlazione e gli strumenti utilizzati per comunicare: i Millennial mostrano un approccio decisamentemulticanale, che passa attraverso sms (ancora prevalenti con una penetrazione superiore al 90% ),social network e chat correlate (con una penetrazione superiore all’85%), mail (strumento menoutilizzato rispetto ai precedenti, con poco più del 40% di rispondenti), seguito da InstantMessaging (35%) e Doodle (utilizzato per fissare gli appuntamenti solo dal 9% degli intervistati(Fig. 11).Figura 11 Strumenti utilizzati per fissare appuntamenti/incontri con amiciFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 19
  • 20. Lo stesso tipo di strumenti, con una frequenza di risposte molto simile, è utilizzato anche per lerelazioni con i compagni di corso, mentre nel rapporto con i docenti si ricorre a canali e modalitàpiù tradizionali, come l’ e-mail (93%) e gli incontri diretti (54%) (Fig. 12).Questa modalità di utilizzo degli strumenti di comunicazioni si rifletterà inevitabilmente anche nellavita lavorativa, con l’esigenza di disporre di canali che consentano di comunicare quasi real time,riducendo al minimo i tempi di latenza.Figura 12 Canali utilizzati per le relazioni con compagni di corso universitariFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 20
  • 21. 3.5 I Millennial e la privacySu un piano più propriamente comportamentale emerge una indifferenza piuttosto marcata neiconfronti della privacy e del rilascio di informazioni personali (indifferenza che tende addirittura adaumentare tra gli studenti di ingegneria). Nel 40% dei casi (Fig. 13) la sensibilità è nulla o bassa,dato che risulta leggermente più alto se si considerano solo gli uomini. Questo dato suggerisce alleaziende che assumeranno i Millennial un’esigenza di dare maggiore attenzione a politiche disicurezza in grado di applicare un enforcement automatico e contestuale dei vincoli di privacyimposti, oltre che la necessità di creare una maggiore sensibilità verso queste tematiche attraversopolicy strutturate.Figura 13 Sensibilità alla tematica della Privacy dei datiFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeA dispetto di una certa indifferenza per la propria riservatezza, si rileva tuttavia un senso disfiducia nei confronti delle politiche di privacy adottate dai social network frequentati dai Millennial.Oltre il 50% del campione dice di nutrire scarsa o nessuna fiducia nei confronti delle garanzie diconfidenzialità offerte dagli operatori di servizi Web e nel caso degli studenti tecnici la sfiducia èpraticamente totale (solo l’11% di questi ha una fiducia medio alta nei confronti delle modalità ditrattamento dei dati personali da parte del social network). Ciò nonostante, i Millennial, inparticolare gli studenti di economia, non esitano a condividere sui social network informazionipersonali, quali indirizzo mail (50%), informazioni sui propri gusti (50%), abitudini ed hobbyCa Technologies © NetConsulting 2011 21
  • 22. (49%) e informazioni anagrafiche (45%) (Fig. 14). Questa tendenza degli studenti di economia amostrare minori barriere nel condividere on line le proprie informazioni personali, conferma ladiffusa volontà di ricorrere a Internet per sviluppare la propria rete di relazioni.Figura 14 La fiducia verso i social network e la condivisione di informazioni on-lineFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 22
  • 23. Molto elevata anche la tendenza ad affidare i propri documenti digitali ai servizi di archiviazioneonline (Amazon CloudDrive, DropBox, Google Docs) (Fig. 15): il 60% si serve regolarmente deiservizi - perlopiù gratuiti fino a determinate soglie - di storage "on the cloud" (per esempio sulservizio messo a disposizione da Amazon, che risulta il più utilizzato). Limpiego di queste risorse èparticolarmente diffuso tra gli iscritti a ingegneria, che ricorrono all’archiviazione on line nel 73%dei casi, contro il 44% degli studenti di economia.Figura 15 Strumenti per l’archiviazione on-line di datiFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 23
  • 24. Questi stessi servizi vengono utilizzati non solo per la conservazione di documenti personali, masoprattutto (63%) per lo scambio dei documenti digitali con altre persone, anche in questo casocon una prevalenza più spiccata presso gli ingegneri, come efficace alternativa alla postaelettronica e ai vincoli imposti da questultima alla voluminosità degli allegati (Fig. 16).Figura 16 Utilizzo di strumenti di condivisione documenti on line Utilizzo Tipologia Valori % Valori % Risposta multipla 61,4% 55,9% 22,9% Dropbox 37,1% 64,8% 51,4% No 2,3% Si Google Docs 3,7% 77,1% 62,9% 48,6% 34,7% 63,2% Altro (Provider TLC…) 16,7% Totale Economia Ingegneria Totale Economia IngegneriaFonte: elaborazioni NetConsulting su dati Jeme Opportunità e rischi La frequentazione dei social network dai luoghi e con i dispositivi di lavoro può impattare sul versante della produttività, della sicurezza e della performance applicativa.Ca Technologies © NetConsulting 2011 24
  • 25. 3.6 Cè vita dopo lassunzione. Aspettative di continuitàDalle risposte alle questioni relative agli strumenti utilizzati nel corso delle attività di studio e allemodalità e strumenti che i Millennial vorrebbero conservare anche dopo linserimento in una realtàaziendale, emerge lidentità di una risorsa umana ricca di potenziale lavorativo innovativo, ma altempo stesso foriera di problematiche infrastrutturali da affrontare e risolvere. Nelle ore trascorsein università il 90% dei Millennial interrogati accede infatti ai social network con la connessioneofferta dallateneo o attraverso chiavette o smartphone (Fig. 17).Figura 17 Frequenza di utilizzo dei social networks durante la presenza in universitàFonte: elaborazioni NetConsulting su dati Jeme Opportunità e rischi Luso di dispositivi personali per laccesso a servizi non business aumenta i rischi di violazione o perdita di dati.Ca Technologies © NetConsulting 2011 25
  • 26. Percentuali rilevanti del campione (Fig.18) affermano di aspettarsi anche nellambiente di lavoro lapossibilità di accedere a strumenti di comunicazione individuale e di gruppo basati su socialNetwork o su sistemi di chat, instant messaging, Voip.Figura 18 Frequenza prevista di utilizzo strumenti/social network in ambito lavorativoFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 26
  • 27. A questo proposito è molto indicativa la percentuale di coloro (in particolare studenti di economia)che si dicono disposti ad aggirare, utilizzando dispositivi di proprietà, le regole eventualmenteimposte dai datori di lavoro per limitare laccesso a questi strumenti (Fig. 19).Figura 19 Comportamento previsto nel caso l’azienda limiti l’utilizzo degli strumenti indicati inprecedenzaFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 27
  • 28. Una discreta quota di studenti (23%), con una propensione leggermente superiore tra gliingegneri, auspicherebbe di potersi servire esclusivamente di dispositivi come computer portatili osmartphone di proprietà e una forte maggioranza dà per scontata lipotesi di affiancare i propridispositivi a quelli forniti dallazienda (Fig. 20)Figura 20 Le aspettative “tecnologiche” dei Millennials che entrano in azienda Device che si pensa di utilizzare in azienda Valori % 64,5% Sia device personali che 65,0% device aziendali 64,0% 23,0% Eslusivamente device 25,0% personali 21,0% 12,5% Non esprime opinione 10,0% precisa 15,0% Totale Ingegneria EconomiaFonte: elaborazioni NetConsulting su dati Jeme Opportunità e rischi Larrivo dei dispositivi di proprietà può indurre a una maggiore diffusione di attività di segmentazione delle risorse di rete locale, con reti espressamente dedicate al servizio dei terminali "ospiti".Ca Technologies © NetConsulting 2011 28
  • 29. Analoghe aspettative di continuità riguardano limpiego nelle situazioni lavorative degli stessistrumenti di condivisione così frequenti nelle attività del tempo libero. Oltre il 70% dei Millenialsritiene auspicabile che lazienda consenta luso di spazi virtuali di storage. Nel caso di dispositivifisici come chiavette e altri sistemi di storage estraibile o portatile, i livelli di aspettativa sonoaltrettanto elevati: 66% (Fig.21).Figura 21 Le aspettative “tecnologiche” dei Millennials che entrano in aziendaFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 29
  • 30. Il tenore di queste risposte conferma che i Millennials hanno già unidea molto precisa e nonconvenzionale del concetto di "spazio di lavoro". A una esplicita domanda il 52% conferma di nonritenere affatto necessario svolgere leproprie attività lavorative nel Opportunità e rischiperimetro dellufficio (Fig.22). La naturalezza nellimpiego di strumenti diContemporaneamente, nel corso di comunicazione Web based e social rappresenta unaqueste attività è abbastanza elevata, grande opportunità in termini di creatività eintorno al 50% del campione, la contributo alle strategie di marketing e customerpropensione a servirsi di strumenti satisfaction, ma impongono una soglia di attenzionesocial, portali, bacheche e sistemi di elevata nei confronti del possibile impatto sullachat sia per comunicare con i colleghi produttività, la vulnerabilità dei flussi informativi esia nelle relazioni con fornitori e linterferenza con gli strumenti comunicativi eclienti, con entrambe le finalità più applicativi in essere .marcate negli studenti di economia,che in questo ambito mostrano unamaggiore propensione alla socialità.Figura 22 Importanza della presenza “fisica” sul luogo di lavoro e aspettative circa l’utilizzo di strumentidi interazione aziendaleFonte: elaborazioni NetConsulting su dati JemeCa Technologies © NetConsulting 2011 30
  • 31. 3.7 L’ambiente di lavoro che "abbraccerà" i MillennialsPer poter comprendere pienamente qual è il contesto in cui si inseriranno le future generazioni dilavoratori, è importante analizzare le risposte fornite dalle aziende che sono state oggettoanch’esse di una indagine finalizzata a comprendere come stanno predisponendo organizzazione esistemi per accogliere al meglio i Millennials e sfruttarne a pieno le potenzialità. Secondo quantodichiarato dai partecipanti alla ricerca commissionata da CA Technologies il fenomeno Millennialsnon è del tutto inedito: nel complesso viene segnalata una presenza già abbastanza significativa(19%) di collaboratori di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con comprensibili punte diconcentrazione in settori come IT&Consulting (26%) e TLC/Media (24,6%) (Fig. 23).Figura 23 I Millennials in azienda oggiFonte: Websurvey NetConsulting, 2011Come verrà evidenziato in seguito, la presenza dei Millennials all’interno del contesto lavorativodetermina diverse aree di criticità per quanto concerne il corretto adeguamento delle infrastrutturee dei modelli organizzativi alle potenzialità e alle aspettative dei nuovi lavoratori della conoscenza.E soprattutto alcune distonie tra quelle che sono le priorità definite nelle strategie di interventodelle aziende e le attività che una attenta analisi della carta di identità dei Millennials suggerirebbecome più urgenti. Le imprese italiane si apprestano ad affrontare la sfida del rinnovamento del lorocapitale umano, consapevoli che si tratti di un fenomeno inevitabile: l’83% delle realtà analizzateCa Technologies © NetConsulting 2011 31
  • 32. prevede infatti nel breve e medio periodo, un aumento, anche significativo, della presenza deinativi digitali all’interno della propria struttura. Poche aziende, appena il 17% dei rispondenti,ritengono che nella futura evoluzione (biennio 2011-2013) della rispettiva forza lavoro i Millennialsnon giocheranno alcun ruolo e rimarranno confinati ad un ruolo minoritario e secondario (Fig. 24)Lo fanno con la naturale prudenza dettata da una fase di stagnazione economica e con qualcheerrore di valutazione dovuto invece a retaggi culturali e tecnologici.Figura 24 Evoluzione prevista della forza lavoro Millennials nel 2011-2013Fonte: Websurvey NetConsulting, 2011Ma i cambiamenti determinati dalla presenza dei Millennials non derivano solamente dalla loronumerosità, ma soprattutto dalla capacità di porsi in modo differente rispetto ad una serie diaspetti sia comportamentali sia organizzativi, oltre che nell’utilizzo delle nuove tecnologie (fattoriin parte già emersi nella precedente analisi sugli studenti universitari), che avrà forti impatti sullacultura aziendale e sulle modalità di organizzazione del lavoro.In media il 60% delle aziende analizzate (Fig.25), con valori anche superiori nei settori Utilities,TLC, industria e IT&Consulting, prevede un impatto medio alto dall’ingresso delle nuove leve nellaloro organizzazione. Impatto largamente determinato dalla capacità di utilizzare nuove tecnologie(tra cui i social network) per comunicare (dichiarato da oltre il 75% delle aziende) o di apprenderein tempi più rapidi limpiego di nuovi strumenti.Ca Technologies © NetConsulting 2011 32
  • 33. A quest’ambito si associano poi tre tematiche che comportano per le aziende ulteriori benefici: lamaggiore propensione all’innovazione ed al cambiamento, la capacità e l’esigenza di lavorare in unambiente flessibile, così come la capacità (vista come un’opportunità e non come unaproblematica) di lavorare in strutture decentrate e collaborative (Fig.26).Figura 25 Influenza dei Millennials sulla cultura e sulle modalità di organizzazione del lavoroFonte: Websurvey NetConsultingFigura 26 Principali differenze riscontrate nellapproccio al lavoro dei Millennials(confronto con gli altri dipendenti)Fonte: Websurvey NetConsultingCa Technologies © NetConsulting 2011 33
  • 34. Bring Your own deviceLa società di consulenza e analisi KuppingerCole ha escogitato un acronimo molto efficaceper definire un trend che anche lo studio Ca/NetConsulting ha individuato in modo preciso trai desiderata dei Millennials inseriti nel mondo del lavoro. Byod, o Bring your own device(porta il tuo computer), riecheggia uno slogan mitico della cyberculture (bring your brain) edescrive la nuova classe di professionisti che preferisce utilizzare anche in azienda il proprionotebook o lo smartphone acquistato per gestire la propria quotidianità. In molti casi, per iMillennial non ci sono molte differenze tra uso professionale e uso "leasure" di un computer,ma per tutti questi utilizzatori evoluti è preferibile continuare a servirsi di risorse che sonostate scelte e configurate in piena autonomia.Come venire incontro alle esigenze di sicurezza e controllo di imprese che hanno finora hannoinvece limitato severamente luso di attrezzature informatiche non ufficialmente"approvate"? Secondo gli esperti di Kuppinger Cole è perfettamente ipotizzabile unamaggiore tolleranza nei confronti di hardware non esplicitamente certificato dalla divisioneIct. A patto di compiere un salto qualitativo nel modo di concepire la sicurezza aziendale. Ilmessaggio è che si deve passare da una sicurezza orientata alla protezione della tecnologia(un dispositivo hardware, una connessione di rete) a una visione più olistica , sistemica disicurezza delle informazioni. E un obiettivo che anche Ca Technologies persegue attraversola sua strategia di security of know (la sicurezza end to end del "so", a tutela di una maggioresalvaguardia del valore informativo dei dati e delle procedure) contrapposta alla security ofno (luso di barriere e sistemi di controllo puntuale).3.8 Per i responsabili IT, una duplice sfidaLarrivo di risorse assai più "technology savvy" rispetto al passato, potrebbe anche provocarequalche “malanno di crescita” di troppo, nella misura in cui venisse riscontrata una discrepanzamarcata tra le "infrastrutture della quotidianità" - vissute dai Millennial con un atteggiamento moltoaperto e istintivamente cloudizzato - e "infrastrutture aziendali" che sono invece tradizionalmentestabili, ben regolate e in tutti i sensi fisse.Per mitigare tale impatto bisognerà affrontare una serie di sfide che investono due aspettifondamentali:  da un lato, quello delle strutture organizzative e del loro modo di lavorare;Ca Technologies © NetConsulting 2011 34
  • 35.  dall’altro, ladeguamento delle infrastrutture tecnologiche alle aspettative del nativo digitale e contemporaneamente tener conto dei livelli di rischio che tale adeguamento può comportare, in particolare per quanto concerne la robustezza e la "resilienza" delle infrastrutture e la sicurezza e la tracciabilità delle informazioni (e dunque della compliance con la normativa).A fronte degli investimenti che le aziende devono pianificare per cogliere pienamente i frutti delletrasformazioni, le soluzioni CA Technologies sono al loro fianco nel sostenere queste sfide, sia dalpunto di vista organizzativo, sia per tutte le necessità di adeguamento e gestione delleinfrastrutture, o per mitigare i rischi e garantire un costante allineamento tra risorse It e aspettiregolamentari o normativi.Il ruolo dei Sistemi informativi è molto importante per abilitare lo sviluppo di un ambiente di lavorovirtuale e collaborativo, su cui anche le aziende intervistate mostrano un buon grado diconsapevolezza, mentre meno prioritarie nella percezione delle aziende sembrano essere le azionilegate alla necessità di supportare in modo sicuro un ambiente di lavoro altamente virtuale o lanecessità di fornire una connettività separata dalle normali risorse Lan aziendali (citata come unapriorità da appena il 22% delle aziende) per consentire al dipendente di accedere ad internettramite i propri device senza che questo comprometta l’efficienza e la sicurezza della infrastrutturadellazienda (Fig. 27).Figura 27 Azioni che la divisione IT dovrà attuare per supportare al meglio un ambiente di lavoro daremoto e collaborativoFonte: Websurvey NetConsultingCa Technologies © NetConsulting 2011 35
  • 36. Lo stato dell’arte in materia di strategie per il supporto del lavoro da remoto e di squadra e lagestione delle risorse afferenti appare nel complesso piuttosto distante dal pieno allineamento conle aspettative dei Millennials. Appena il 15% di aziende (Fig.28) ritiene per esempio che nell’arcodei prossimi tre anni verranno implementate le strategie necessarie per assicurare orari e giornatedi lavoro altamente flessibili per i team impegnati sui diversi progetti, a fronte del 50% deiMillennial che auspica invece di poter essere inserito in organizzazioni che supportano il lavororemoto rendendo quasi superflua la presenza fisica nell’ambiente lavorativo, sia attraverso ilsupporto delle tecnologie della mobilità, sia tramite l’implementazione delle necessarie procedure.Figura 28 Principali evoluzioni previste dalle aziende nella gestione dei team di lavoro (2011-2013) Valori % Risposte multiple Finance Incremento dellimportanza dei team 43,2% IT cross-funzionali TLC Utilities Industria Ridisegno dei processi in modo da IT garantire un utilizzo di skill e risorse 32,4% TLC indipendente dal luogo fisico di Utilities lavoro PA 23,0% TLC Esternalizzazione di alcune funzioni Altro IT Introduzione di modelli differenti di 14,9% PA lavoro (orari e giorni flessibili) TLC Finance Internalizzazione di alcune funzioni 9,5% Settore con priorità > mediaFonte: Websurvey NetConsultingCa Technologies © NetConsulting 2011 36
  • 37. Ad oggi più di un terzo delle aziende non prevede di adottare una vera e propria strategia a livelloaziendale basata sull’introduzione di soluzioni di instant messaging e l’accesso da remoto ed inmobilità (Fig. 29).Figura 29 Strategia aziendale per ladozione di strumenti di instant communication e per l’accesso da Valori % Non è presente una strategia specifica 10,8% 7,4% 7,7% 13,0% 15,2% 17,6% 7,4% 5,4% 30,8% 33,3% E uniniziativa 8,2% 23,1% 6,1% diretta 13,7% 16,2% 18,5% 11,8% solamente a 9,1% coloro che 11,8% 7,7% interagiscono 15,4% con lesterno E uniniziativa demandata alle singole divisioni 65,1% 67,6% 66,7% 66,7% 69,7% 58,8% 61,5% 53,8% E presente una strategia aziendale, guidata dal top management Totale Finance IT& Industria PA TLC - Utilities & Altro Consulting Media Energyremoto / in mobilitàFonte: Websurvey NetConsultingCa Technologies © NetConsulting 2011 37
  • 38. Ancora più scarso (Fig.30) l’entusiasmo nei confronti delle soluzioni a supporto del lavoro remoto,rifiutate o ancora in fase di valutazione da parte di più del 45% delle aziende: in particolareappartenenti al settore industriale ed alla Pubblica Amministrazione, mentre più avantisull’introduzione di questo tipo di tecnologie risulta il settore dell’ IT & Consulting (con il 35% deirispondenti che ha già adottato soluzioni di questo tipo) che per sua natura mostra una maggioreapertura all’innovazione.Figura 30 Strategie per le soluzioni che abilitano il lavoro da remoto Valori % Lazienda non ha ancora valutato tali soluzioni 2,5% 6,7% 3,7% 12,5% 10,0% 23,5% 6,7% 10,0% 33,3% Lazienda ha già valutato e scartato tali 34,8% 29,6% soluzioni 25,0% 26,7% 11,8% 8,7% 40,0% 11,1% 12,5% Si sta valutando lintroduzione di soluzioni nei prossimi 12 mesi 29,4% 100,0% 20,0% 50,0% 34,6% 39,1% 10,0% Lazienda estenderà ladozione di tali soluzioni 37,5% nei prossimi 12 mesi 26,7% 20,0% 35,3% 18,5% 17,4% 16,7% Ha già fornito tali soluzioni ad una minoranza 12,5% 10,0% 13,3% dei dipendenti Totale Finance IT& Industria PA TLC - Utilities & Altro Consulting Media Energy E stata pioniera ed ha già fornito tali soluzioni alla maggior parte dei dipendentiFonte: Websurvey NetConsultingCa Technologies © NetConsulting 2011 38
  • 39. Anche sul fronte delle soluzioni di collaboration, malgrado la maturità dei prodotti oggi presenti sul mercato, lo stadio di adozione è ancora molto limitato (Fig.31) restando ancora fuori dalla portata di un terzo delle aziende rispondenti; solo il 37%, una quota leggermente superiore, afferma di essere stata pioniera in materia, avendo già dotato la maggior parte dei dipendenti di questi strumenti. Figura 31 Strategie per le soluzioni di collaborationValori % Lazienda non ha ancora valutato tali soluzioni 5,1% 9,1% 9,1% 6,7% 7,6% 25,0% 9,1% 9,1% 26,7% 20,0% 33,3% Si sta valutando lintroduzione di soluzioni di questo 19,0% tipo 50,0% 22,7% 6,7% 25,0% 16,7% 20,0% 31,6% 63,6% Lazienda estenderà ladozione di tali soluzioni nei 27,3% 40,0% prossimi 12 mesi 50,0% 50,0% 50,0% 53,3% 36,7% Hà già fornito tali soluzioni ad una minoranza di 31,8% dipendenti 26,7% 18,2% Totale Finance IT& Industria PA TLC - Utilities & Altro E stata pioniera ed ha già fornito tali soluzioni alla maggior parte dei dipendenti Consulting Media Energy Fonte: Websurvey NetConsulting Gap Se il 50% dei Millennial pensa di operare in remoto lontano dall’ufficio, con una autonoma programmazione dei tempi, appena il 15% delle aziende vede questa flessibilità del lavoro tra le principali linee di evoluzione delle proprie politiche di gestione del lavoro. Ca Technologies © NetConsulting 2011 39
  • 40. A supporto delle attività lavorative da svolgersi all’esterno degli spazi fisici aziendali vengono fornitistrumenti che i Millennial giudicherebbero convenzionali. Le aziende hanno fornito a meno dellametà dei dipendenti (Fig. 32) device come notebook (46%) e cellulari tradizionali (48%). Ancora più ridotta la quota di smartphone Gap aziendali, pari al 22%, anche se prevista Gli strumenti per il teamworking e la in forte aumento da circa il 57% delle collaboration rientrano nell’ambito delle linee di aziende intervistate, e di tablet con una investimento di molte aziende. Ma è essenziale presenza limitata ad appena il 4% del che per venire incontro alle aspettative dei campione. Ricordiamo che in base alle Millennial questi strumenti siano disponibili risposte fornite dai Millennial, i futuri anche remotamente, privilegiando le modalità lavoratori della conoscenza utilizzano già più “leggere” (instant messaging e oggi soprattutto notebook (89%) e videocomunicazione pc/Web based, piuttosto che smartphone (52%). videoconferencing o telepresenza in scenari attrezzati).Figura 32 Principali strumenti forniti ai dipendenti a supporto del lavoro da remoto Strumenti attualmente forniti Variazione prevista a 12 mesi Valore % sul totale dei dipendenti Valori % 47,5% 20,6% 73,0% 6,3%Cellulare Tradizionale Cellulare Tradizionale Notebook e/o 46,1% 63,6% 34,1% 2,3% netbook Notebook e/o netbook Diminuzione Internet key per 25,5% Stabilità Internet key per laccesso 5,4% 43,1% 51,5% laccesso in mobilità in mobilità Aumento 22,4% Smartphone 3,1% 39,5% 57,4% Smartphone 4,1% 3,4% 35,3% 61,3% iPad o tablet iPad o tabletFonte: Websurvey NetConsultingCa Technologies © NetConsulting 2011 40
  • 41. Per quanto concerne gli strumenti tecnologici che facilitano il teamworking sostituendosi allemodalità tradizionali (tipicamente i viaggi di lavoro e le riunioni), le aziende registrano un positivointeresse, in particolare per lavideoconferenza in sale attrezzate, la Gaptelepresence, la unified communication e Sono ormai piuttosto marcate le differenze tra lale piattaforme collaborative e di dotazione informatica nella vita non lavorativa ewhiteboarding (Fig. 33). Tutttavia, per gli strumenti correntemente in uso negli uffici. E’certi versi questo può essere considerato prevedibile una ulteriore spinta versoun interesse tardivo o leggermente fuori l’inserimento in azienda di dispositivi e terminalifuoco rispetto alla propensione mostrata a supporto del lavoro da remoto ma chedai Millennial. Questi ultimi manifestano potenzialmente sono in grado di sfuggire aluna chiara apertura all’uso di questi controllo delle normali misure di sicurezzastrumenti indipendentemente dalla adottate in azienda.location e quindi anche fuori dallo spaziodi lavoro. Inoltre, viene privilegiato l’usodi strumenti meno invasivi e più mobili(l’instant messaging è spesso considerato prioritario rispetto alla tradizionale videoconferenza).Figura 33 Soluzioni per la collaboration e il team working messe a disposizione dallazienda 90% 90% 80,4% 80% 80% 70% 66,9% 70% 59,5% 54,1% 58,1% 60% 60% 61,5% 50% 50% 40% 45,9% 33,1% 40% 31,8% 30,4% 30% 27,0% 30% 25,0% 20% 20% 10% 10% 0% 0% Soluzioni di Strumenti di Soluzioni di instant Soluzioni di Soluzioni di soluzioni di tele- videoconferenza in condivisione messaging videoconferenza nelle videoconferenza presence apposite sale documenti on line singole postazioni criptate su rete operative pubblica % Soluzioni messe a disposizione dallazienda % Aziende che prevedono incrementoFonte: Websurvey NetConsultingCa Technologies © NetConsulting 2011 41
  • 42. 3.9 Un lavoro più socialeUno degli aspetti più controversi in cui si registra un forte gap tra aspettative dei Millennial ecomportamento delle aziende riguarda, la frequentazione dei social network, che come abbiamovisto in precedenza è uno dei tratti distintivi della nuova generazione di lavoratori.L’atteggiamento delle aziende a questo riguardo (Fig.34) si divide tra coloro (poco più del 40%)che non impongono alcuna policy contraria all’accesso dall’ufficio e una varietà di situazioni in cuil’accesso viene limitato (a determinati orari o a determinate tipologie di lavoratori) finoall’esclusione totale (strategia perseguita da circa il 20% delle aziende del panel, appartenentisoprattutto al settore delle Utilities).Figura 34 Come è regolato oggi l’accesso ai social network in azienda Valori % Non è consentito laccesso dalle postazioni di lavoro 6,3% 19,9% 20,0% 16,7% 25,7% 23,1% 17,6% Policy che ne limitano 8,3% lutilizzo per scopi aziendali 13,5% 4,0% 31,3% 14,7% 12,0% 7,7% 14,3% 66,7% 2,9% 6,4% 15,4% Policy che ne limitano 5,7% 12,0% 12,5% lutilizzo in termini di tempo 14,7% 18,4% 25,0% Solo alcuni dipendenti che 31,4% 75,0% svolgono particolari mansioni 53,8% 52,0% 16,7% 50,0% 41,8% Senza alcuna limitazione 25,0% 16,7% 22,9% Totale Finance IT& Industria PA TLC - Utilities & Altro Consulting Media EnergyFonte: Websurvey NetConsultingEvidentemente, seppur con un’intensità diversa, un discreto numero di imprese comincia aconsiderare come una opportunità in più l’uso di questi strumenti e la familiarità che i dipendentipiù giovani (in questo contesto giocano anche le differenze di genere) mostrano verso modalità diinterazione che sono ormai proprie del mondo dei consumatori. I social network, che il 90% deiMillennial dice di frequentare più volte al giorno dalle reti delle università o attraverso dispositivi diproprietà, sono un fattore condiviso, un canale di comunicazione in più. Resta il problema dicanalizzare queste conversazioni verso gli obiettivi del business e la massimizzazione di produttivitàe efficienza.Ca Technologies © NetConsulting 2011 42
  • 43. Entrando più nel merito degli effetti che le aziende si aspettano dall’inserimento di forze lavorativedisinvolte e proattive nell’impiego di tecnologie e strumenti che potremmo definire di classe 2.0 -orientate cioè alla socialità, la comunicazione e all’autonomia produttiva - al primo posto deglieffetti auspicati a livello manageriale troviamo con il 70% l’aumento di produttività ed efficienza,con il 60% l’incremento della condivisione di esperienze e conoscenze tra colleghi e con il 55% unamaggiore dose di innovazione e creatività.Figura 35 Gli impatti attesi dall’introduzione di strumenti di collaboration 67,6% Incremento della produttività 67,6% Incremento dellefficienza Incremento condivisione 60,8% conoscenze e di una cultura aziendale condivisa 54,7% Stimolo alla creatività e allinnovazione Miglioramento della relazione con i 45,9% clienti Miglioramento della reattività alle 37,8% richieste del mercato Miglioramento dellattratività verso 37,8% la forza lavoro più giovane 35,8% Incremento della "trasparenza" Migliore gestione della "presenza" 33,1% del dipendente Incremento della "fedeltà" della 23,6% forza lavoro Miglioramento della brand 23,6% awarenessFonte: WebSurvey NetConsulting Gap Sulla passione per i social network fa perno una quota sostanziale della problematica relativa al patrimonio di opportunità e rischi connesso all’arrivo dei Millennial sui luoghi di lavoro. Abitudine pluriquotidiana per nove studenti intervistati su dieci, i social network sono un terreno del tutto privo di paletti solo in quattro aziende su dieci. Uno squilibrio che farà aumentare la pressione sulla security, ma anche su aspetti meno scontati come la performance dei servizi di rete e delle applicazioni web derivante da un accesso frequente e prolungato a questi siti.Ca Technologies © NetConsulting 2011 43
  • 44. Interessante confrontare anche le opinioni su quali aree funzionali si riversano i principali vantaggied i benefici derivanti dall’uso degli strumenti di collaboration e di remotizzazione del lavoro. Unconsenso diffuso (con quote intorno al 70% o superiori) si riscontra nel customer service, seguitadalle vendite e dal marketing, a conferma di come nella percezione delle aziende i Millennial,particolarmente versati proprio in tali strumenti, possono diventare un importante trait d’union neiconfronti del mercato e dei clienti finali.Figura 36 Funzioni aziendali che registrano i maggiori benefici dallutilizzo esteso di strumenti dicollaboration e di lavoro da remoto 77,0% Customer service 60,1% Sales 59,5% Marketing e Comunicazione 57,4% Help Desk Informatico Risorse Umane 36,5% Ricerca e Sviluppo 24,3% Finance 22,3% Supply Chain 18,9%Fonte: Websurvey NetConsultingCa Technologies © NetConsulting 2011 44
  • 45. Tuttavia dall’analisi emergono anche quali sono i fattori che frenano maggiormente le aziendenell’introduzione di strumenti che consentano di creare un ambiente di lavoro collaborativo evirtuale, ponendo al primo posto le resistenze culturali (dichiarato dal 72,3% delle aziende), chederiva dalla difficoltà di modificare strumenti e processi consolidati nel tempo. Questoatteggiamento si scontra con le caratteristiche di flessibilità e dinamicità che sono emersedall’analisi sugli studenti, con la possibilità che si creino in azienda dei conflitti che derivano propriodalle diverse modalità di interazione.Figura 37 I fattori di freno all’introduzione di strumenti di collaboration 72,3% Resistenze culturali Mancanza di una precisa strategia 39,9% aziendale su ambiente di lavoro virtuale 35,8% Mancanza di interesse del top management 32,4% Indebolimento della sicurezza dei dati e dei sistemi Volontà di mantenere il controllo 23,6% sulla proprietà intellettuale Infrastruttura non adeguata a supportare strumenti di 23,6% collaboration 20,9% Costi eccessivi di implementazione delle nuove tecnologie Volontà di non appesantire le policy 14,2% e la "burocrazia" interna Volontà di non appesantire gli 3,4% strumenti di monitoraggioFonte: Websurvey NetConsulting3.10 Presente e futuro delle reti aziendaliLa parte finale dell’indagine svolta sulle aziende aveva l’obiettivo di stabilire i livelli di adozione disoluzioni tecnologiche, sia per la sicurezza e la gestione dei dati, sia la gestione delle infrastruttureinformatiche. Per entrambe le categorie di soluzioni, ulteriori domande miravano a stabilire qualiCa Technologies © NetConsulting 2011 45
  • 46. interventi sarebbero stati pianificati in vista dell’assunzione di nuovo personale tra la generazionedei nativi digitali e a porre in rilievo eventuali discrepanze tra la vision espressa in questo sensodalle aziende e il quadro emerso dalle aspettative manifestate dai Millennials e dagli effetti che illoro ingresso in azienda comporta su queste due tematiche.A fronte di discreti livelli di maturità in molte delle tematiche di sicurezza e prevenzione (con leaziende del Finance, IT ed Utilities che emergono come le più “sicure”), sono comunque evidentiparecchie aree di criticità, alcune delle quali superano sicuramente una soglia di guardia.E’ critico infatti rilevare (Fig.38) che ancora oggi oltre un terzo delle aziende non siano dotate disoluzioni per la gestione delle identità e degli accessi. Mentre nel 45% delle aziende che hannopartecipato alla survey mancano soluzioni di Web access management – assenza che apre unafalla ancora più vistosa in previsione dell’arrivo di collaboratori così orientati all’accesso ai socialnetwork, o all’uso di device personali. Analogo discorso vale per tematiche come il disasterrecovery ed il back up dei dati, assente in circa un terzo del campione.Figura 38 Soluzioni informatiche a supporto della sicurezza di dati ed informazioni presenti in azienda Soluzioni per la gestione delle identità 65,5% 34,5% Soluzioni di back up & disaster Recovery 63,5% 36,5% Soluzioni di web access management 55,4% 44,6% Soluzioni di log management 54,1% 45,9% Soluzioni di single sign on 49,3% 50,7% Soluzioni di controllo degli accessi per server fisici 52,0% e virtuali 48,0% Soluzioni software di strong authentication 44,6% 55,4% Soluzioni di sicurezza per gli ambienti SOA/Web 39,2% 60,8% Service Soluzioni di role mining/ role Management 26,4% 73,6% Soluzioni di data loss prevention 23,0% 77,0% Soluzioni di sicurezza per la federazione delle 20,3% 79,7% identitàFonte: Websurvey NetConsulting Si NoA destare ulteriori preoccupazioni è la disattenzione da parte di molte aziende (oltre il 50%) neiconfronti della presenza di soluzioni per il controllo accessi a server fisici e in particolare virtuali.Ca Technologies © NetConsulting 2011 46
  • 47. I Millennials hanno una maggiore dimestichezza nell’operare in ambienti virtuali: questo potrebbedeterminare situazioni in cui a partire da una infrastruttura aziendale apparentemente protetta siacceda a macchine virtuali dove possono essere contenuti dati non solo personali, ma sensibili edel tutto privi di protezione. Un altro punto di attenzione è la mancanza di soluzioni software distrong authentication (indicata dal 55% delle aziende) e questo in contraddizione con il fatto chesempre di più gli utenti, sia Millennial che non Millennial, accederanno alle applicazioni aziendalicon dispositivi mobili da remoto. La carenza sul piano delle soluzioni di Data loss prevention(presenti solo nel 23% delle aziende) si aggiunge a questa lista di forti criticità, comportando unserio rischio di trafugamento di dati e informazioni al di fuori del perimetro aziendale, conpotenziali danni al brand image, violazione della compliance e così via.Figura 39 Soluzioni informatiche a supporto della sicurezza di dati ed informazioni che dovranno essereintrodotte/riviste a seguito dellingresso in azienda dei Millennials Valori % Risposte multiple Soluzioni per la gestione delle identità 33,8% Soluzioni di data loss prevention 33,1% Soluzioni di strong authentication 29,1% Soluzioni di back up & disaster recovery 27,7% Soluzioni di web access management 25,7% Soluzioni di role mining/ role Management 25,7% Soluzioni di log management 24,3% Soluzioni di sicurezza per la federazione delle identità 22,3% Soluzioni di single sign on 22,3% Soluzioni di controllo degli accessi per server fisici e virtuali 22,3% Soluzioni di sicurezza per gli ambienti SOA/Web Service 19,6%Fonte: WebSurvey NetConsultingLe aziende sono consapevoli che l’entrata in azienda dei Millennials le porterà a rivedere il livello diadozione di questi strumenti ed infatti dalle risposte sulle soluzioni da adottare in previsione di unamaggiore quota di Millennials tra la forza lavoro appare un ragionevole livello di attenzione(indicato in particolare dalle aziende industriali) nei confronti della gestione delle identità (34%) eCa Technologies © NetConsulting 2011 47
  • 48. della data loss prevention (33%). Leggermente meno prioritaria è considerata la strongauthentication (29%) che come abbiamo già evidenziato può diventare invece un punto più criticodel previsto. Ancora meno percepiti come prioritarie il Web access management e il problema dellafederazione delle identità: quest’ultima dovrebbe ricevere una maggior dose d’attenzione inprevisione di un aumento sensibile del modello cloud, in cui il passaggio dagli ambienti interniaziendali alla cloud pubblica diventa naturale e automatico. L’entrata in azienda dei Millennials coni loro comportamenti orientati a un vero e proprio mashup di servizi interni e cloud based,dovrebbero indurre le aziende a provvedere affinché i propri sistemi diventino più sicuri e capaci digarantire un migliore livello di sicurezza, anche esternamente ai perimetri dei firewall. Accessi ecomportamenti devono essere tracciati, le identità gestite anche a livello federativo, con le policiesautomaticamente estese a servizi diversi. Ulteriori fattori di garanzia come la strong authenticationdevono andare a integrare strategie sviluppate in una epoca pre-Millennials. Decisamentesottovalutata la tematica del controllo accessi ai server fisici e virtuali dove invece sono conservatidati sensibili e per i quali esiste in Italia una normativa molto stringente imposta dal Garante dellaprivacy.Le criticità non sono presenti solo dal punto di vista della sicurezza, ma riguardano anche aspettipiù specificatamente rivolti alla gestione delle infrastrutture, dei livelli di servizio di reti eapplicazioni, di garanzia di qualità del servizio che, in un ambiente con un forte utilizzo della rete,diventano indispensabili.Ca Technologies © NetConsulting 2011 48
  • 49. L’analisi dei dati forniti dalle aziende mostra un grado di copertura che in alcuni punti appareinferiore rispetto alle tecnologie dispiegate a presidio delle problematiche di sicurezza appenaanalizzate. Per quanto concerne gli strumenti a supporto della governance le aziende hannomostrato una media presenza (59%) di soluzioni in grado di gestire e monitorare in tempo reale isistemi, il traffico e le performance della rete (53%) ed i livelli di servizio offerti alle diversecategorie di utenti che vi accedono (48%).Finance ed Utilities risultano i settori ad oggi più virtuosi dal punto di vista della varietà dellesoluzioni adottate La mancanza di adeguate soluzioni di monitoraggio e intervento riduce in modosensibile la capacità di individuare e gestire problematiche relative alle performance della rete edelle applicazioni, allungando i tempi necessari per individuare e risolvere eventuali criticità che sipossono generare e determinando un calo delle performance, un abbassamento della produttivitàe dell’efficienza complessiva.Si osserva in particolare un basso livello di adozione di soluzioni per la gestione e il monitoraggio direti e sistemi, sia da un punto di vista infrastrutturale che di livello di servizio offerto.Figura 40 Soluzioni informatiche per la gestione ottimale di sistemi, reti ed applicazioni presenti inazienda Soluzione per la gestione e il monitoraggio dei sistemi 59,5% 40,5% Soluzioni per il monitoraggio del traffico di rete (Network Traffic Analysis) per verificare che tipo di 52,7% 47,3% contenuti stanno viaggiando sulla rete Si Soluzioni per il monitoraggio delle performance e dei 50,7% fault della rete (Network performance and fault 49,3% management) No Soluzione per il monitoraggio dei Livelli di Servizio 48,6% 51,4% offerti Soluzioni per la gestione e il monitoraggio complessivo 45,3% 54,7% dei servizi erogati allutente (Service management) Soluzioni per il monitoraggio delle performance delle 39,9% 60,1% applicazioni (Application performance management) Soluzioni che facilitano il dimensionamento corretto 33,1% delle infrastrutture in funzione dei servizi che si 66,9% intendono erogare (Capacity Planning)Fonte: Websurvey NetConsultingCa Technologies © NetConsulting 2011 49
  • 50. 3.11 Sicurezza più intelligente e quality of serviceL’arrivo dei Millennials (con il loro comportamento caratterizzato da un forte utilizzo della rete) inun contesto così poco propenso a monitorare le infrastrutture ed i livelli di servizio, è destinato aprovocare ulteriori pressioni sulle infrastrutture di rete impattando soprattutto sulle performanceapplicative. E’ per esempio prevedibile che si verifichi un incremento degli accessi dall’ambienteaziendale ai social network e in generale un maggiore utilizzo di strumenti di collaboration. Questocomporta la necessità di dotarsi di soluzioni non solo di gestione di reti e applicazioni, ma anche dicapacity planning della rete e dei sistemi, per garantire una “customer experience” adeguata alleaspettative degli utenti interni ed esterni e un ribilanciamento della spesa e degli investimenti intecnologie informatiche.Figura 41 Soluzioni informatiche a supporto della funzionalità di reti ed applicazioni che dovranno essereintrodotte/riviste a seguito dellingresso in azienda dei Millennials Valori % Risposte multiple Soluzioni per il monitoraggio del traffico di rete (Network Traffic Analysis) per verificare 37,2% che tipo di contenuti stanno viaggiando sulla rete Soluzioni che facilitano il dimensionamento corretto delle infrastrutture in funzione dei 29,7% servizi che si intendono erogare (Capacity Planning) Soluzione per il monitoraggio dei Livelli di 27,7% Servizio offerti Soluzioni per la gestione e il monitoraggio complessivo dei servizi erogati allutente 27,0% (Service management) Soluzione per la gestione e il monitoraggio 26,4% dei sistemi Soluzioni per il monitoraggio delle performance delle applicazioni (Application 24,3% performance management) Soluzioni per il monitoraggio delle performance e dei fault della rete (Network 23,6% performance and fautl management)Fonte: Websurvey NetConsultingL’ingresso dei nativi digitali in azienda e la loro estrema familiarità con i servizi di rete, determina lanecessità di incrementare l’utilizzo di soluzioni in grado di analizzare e monitorare il traffico delleinfrastrutture (38%, con particolare enfasi all’interno dell’industria) in modo da assicurare uncorretto dimensionamento delle capacità e dei livelli di servizio da erogare (capacity planning).Ca Technologies © NetConsulting 2011 50
  • 51. Analizzando le risposte fornite dal campione di aziende che hanno partecipato a questo studio, sesi sommano le attività progettuali all’attuale livello di adozione, non si arriva ad una coperturatotale, lasciando aperte tutte le problematiche del caso.Possiamo quindi concludere che le aziende mostrano l’intenzione di dotarsi di strumenti in grado divalutare e prevedere il reale fabbisogno di infrastruttura e di rafforzare il proprio livello disicurezza, a seguito dell’ingresso dell’azienda nei Millennials. C’è inoltre una diffusa consapevolezzadella necessità di assicurare la qualità generale dei servizi erogati rispetto ad un’utenza interna chesi mostrerà particolarmente esigente.I Millennials sono abituati a navigare con le tecnologie più evolute pretendendo tempi di rispostabassissimi ed è certo che chiederanno anche alle aziende in cui lavoreranno di fornire uno standardelevato in termini di prestazioni della rete dei sistemi. Le percentuali relativamente basse diprogetti relativi ai progetti di capacity planning (30%), monitoraggio e gestione dei livelli di servizio(27%), o network performance (appena il 23%), lasciano intuire una pericolosa sproporzione tra lapercezione delle priorità in materia di sicurezza (dove peraltro si nota una tendenza verso ilsemplice rafforzamento delle barriere, mentre sarebbe più auspicabile una iniezione di intelligenzanei sistemi di controllo e prevenzione) e quelle relative al livello di servizio. Il timore è che leaziende abbiano in mente una infrastruttura non sufficientemente flessibile e in grado di mettere afrutto tutti i vantaggi della cultura lavorativa prossima ventura. Ci sono ancora diversi margini diintervento e CA Technologies può dare una risposta efficace, in termini di soluzioni, a tutte le areedi criticità messe in evidenza da questo studio.Ca Technologies © NetConsulting 2011 51
  • 52. 4 Le dieci regole doro per il Cio dellazienda che abbraccia i Millennials 1. Il Millennial è un capitale umano pregiato da trattare con cura: merita ruoli di leadership e guida. E di essere ascoltato. 2. Il Millennial va gratificato con gli opportuni mezzi di comunicazione on-line e di condivisione: le informazioni e le idee circoleranno velocemente e saranno valorizzate 3. Quando si ha che fare con un Millennial - un personaggio molto aperto e comunicativo - non bisogna mai sottovalutare le problematiche di privacy. 4. Mai sottovalutare il senso di fiducia che i Millennials nutrono nei confronti dei social network e la loro propensione alla condivisione di informazioni on-line 5. Mai limitare i Millennials con policy aziendali rigide senza un’opportuna e giustificata motivazione: il controllo devessere, intelligente e autorevole, ma non paternalistico. 6. E fondamentale dotarsi di infrastrutture adeguate, capaci di sostenere un’elevata frequenza di utilizzo di strumenti di comunicazione/social network in ambito lavorativo 7. Non meno indispensabili sono gli strumenti a supporto del lavoro da remoto: il Millennial ha in mente unidea molto più flessibile di "lavoro dufficio" 8. Un punto essenziale è sapersi avvantaggiare della propensione naturale del Millennial a lavorare in strutture decentralizzate e collaborative e in team estesi cross funzionali 9. Non trascurare mai la naturale propensione del Millennial all’impiego di devices tecnologici personali per scopi di business o, viceversa, all’uso di dispositivi aziendali per scopi personali 10. Il Millennial deve essere considerato soprattutto come un trait d’union - innovativo e strategico - nei confronti del mercato e dei clienti finali.Ca Technologies © NetConsulting 2011 52
  • 53. Per un Web con poco stress Ca Technologies è da sempre molto motivata nel sottolineare l’importanza di una user experience soddisfacente quando si tratta di applicazioni basate sul Web. La nostra dipendenza da servizi e veri e propri applicativi utilizzati dalle finestre del browser cresce costantemente. In casa come sul posto di lavoro. Ca, forse il fornitore più completo di tecnologie che garantiscono livelli molto elevati di performance applicativa in modalità end- to-end (dal back end dei dati, passando per il server che eroga l’applicazione fino all’interfaccia del suo utente finale), ha già effettuato una importante campagna di monitoraggio in cinque nazioni europee tra cui l’Italia lanciando, nel 2009, il concetto di Web Stress Index, un indice qualitativo che misura il grado di soddisfazione dei lavoratori della conoscenza che accedono al Web dall’ufficio e da casa, come strumento professionale. I dati raccolti in questa campagna sono molto eloquenti. Le aspettative di chi siede davanti al browser e utilizza un servizio Web based sono elevatissime. L’esperienza accumulata e la cultura dell’operatività in the cloud che si è sviluppata negli ultimi anni ci hanno reso tutti molto impazienti quando si tratta di applicazioni in rete che non funzionano. La metà dei lavoratori interrogati dice di sentirsi frustrata per disservizi che superano i 20 secondi di attesa. I blocchi incidono in misura rilevante, creando una sensazione di improduttività e incidendo molto negativamente sull’immagine che un impiegato ha della sua azienda. La criticità di una buona performance applicativa diventa ancora più marcata con l’aumento delle quote di lavoratori che con Internet, il cloud, hanno una relazione ancora più stretta, come dimostrato dalle risposte raccolto per il Ca Technologies Web Stress Index. Un motivo in più per conoscere l’offerta di Ca Technologies in termini di soluzioni di Application Performance Management.Ca Technologies © NetConsulting 2011 53
  • 54. La survey è stata condotta da NetConsulting e promossa da CA TechnologiesNetConsulting è un’azienda di consulenza sul mercato dell’Informatica, delle Telecomunicazioni edei Media, che offre il suo supporto alle decisioni ai Fornitori, alle Aziende Utenti, alle Associazionie alle Istituzioni.Attraverso l’osservazione del mercato, dei trend di cambiamento delle aziende e dei consumatorinel mondo e in Italia, il monitoraggio delle innovazioni, NetConsulting aiuta ad indirizzare lestrategie i processi di trasformazione organizzativi e di go to market, le innovazioni di prodotto e diservizio, i nuovi posizionamenti delle aziende e dei loro Sistemi Informativi.Per ulteriori informazioni, si prega di consultare il sito di NetConsulting allindirizzowww.netconsulting.it.CA Technologies (NASDAQ: CA) è una società di software e soluzioni per la gestione dellIT conesperienza e know-how in tutti gli ambienti informatici - sistemi mainframe, distribuiti, virtuali ecloud. CA Technologies gestisce e protegge gli ambienti IT, consentendo ai clienti di erogareservizi informatici più flessibili.I prodotti e i servizi innovativi di CA Technologies offrono la visibilità e il controllo essenziali persostenere lagilità operativa con lausilio delle funzioni informatiche. La maggior parte delle aziendeappartenenti alla classifica Global Fortune 500 si affida a CA Technologies per la gestione deipropri ecosistemi IT in evoluzione. Per ulteriori informazioni, si prega di consultare il sito di CATechnologies allindirizzo www.ca.comCA Technologies è presente anche su Twitter allindirizzo www.twitter.com/cainc.Ca Technologies © NetConsulting 2011 54
  • 55. Il Rapporto “Le aziende italiane e i Millennial: sfide e opportunità” è il risultato della collaborazionetra CA Technologies e NetConsulting e vede la preziosa partecipazione dell’Associazione Prospera,cui sia CA Technologies che NetConsulting aderiscono.Coerentemente con i principi del Manifesto fondatore, infatti, si ritiene doveroso supportarel’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.Per il sondaggio sui giovani intervistati è stato inoltre chiesto il supporto di JEME (Junior EnterpriseMilano Economia) Bocconi Studenti, organizzazione di studenti che eroga prestazioni diconsulenza alle aziende.Questo progetto nasce con la volontà di far comprendere alle aziende come i Millennial siano unarisorsa preziosa per il nostro Paese e per la loro stessa competitiva.Il Rapporto suggerisce inoltre alcune leve da utilizzare per valorizzare le potenzialità delle nuovegenerazioni senza erigere barriere preconcette.Introducendo gli strumenti e le politiche, anche tecnologiche, necessarie affinché la capacitàinnovativa del Millennial si coniughi efficacemente con un sistema organizzativo e funzionalecomplesso come quello di un’azienda, le imprese potranno trarre nuova linfa vitale.Si ringraziano, pertanto, il Presidente di Prospera, Piero Curcuruto, l’associazione JEME e tutticoloro che hanno partecipato all’analisi.Ca Technologies © NetConsulting 2011 55