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Innovazione e Sanità nella Ageing Society
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Innovazione e Sanità nella Ageing Society

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  • 1. CEFRIELINNOVISIONPAPERMarzo 2011INNOVAZIONE E SANITA’ NELLAAGEING SOCIETY
  • 2. Indice1 Introduzione...........................................................................................................................................................................42 Lo scenario europeo...............................................................................................................................................................5 2.1 L’invecchiamento demografico: sfida e opportunità.............................................................................................................5 2.2 La nuova rete di servizi sanitari in Italia...............................................................................................................................73 Il ruolo dell’ICT nell’innovazione della cura a lungo termine dell’anziano.................................................................................9 3.1Verso l’integrazione dei servizi sanitari................................................................................................................................10 3.2 L’evoluzione tecnologica per l’innovazione user-centered....................................................................................................11 3.2.1 I sistemi di monitoraggio indossabili.............................................................................................................................12 3.2.2 Le Body Sensor Network.............................................................................................................................................124 Conclusioni.......................................................................................................................................................................... 13Riferimenti bibliografici...........................................................................................................................................................14
  • 3. 4 | CEFRIEL INNOVISION PAPER MARZO 2011 1. Introduzione I continui avanzamenti nel campo della medicina e il relativo miglioramento della capacità di cura hanno contribuito a determinare un progressivo allungamento delle prospettive di vita e un significativo innalzamento del suo livello qualitativo. A fronte del graduale invecchiamento della popolazione, i sistemi sanitari devono “ripen- sare” i propri servizi in un’ottica nuova, in grado di rispondere alle esigenze di un numero crescente di pazienti che, con l’avanzare dell’età, sono affetti da cronicità e comorbidità (presenza di più patologie croniche), ma con un’aspettativa di vita medio-lunga e, in gene- rale, potenzialmente ancora attiva dal punto di vista sociale. Una delle soluzioni perseguite dalla Comunità Europea tramite numerosi bandi di ricerca è il miglioramento dei servizi e della tecnologia dell’Assisted Living, cioè della “cura a casa” direttamente presso il domicilio dei pazienti, in particolare quelli anziani, evitando possibil- mente del tutto o riducendo al minimo la permanenza in strutture sanitarie. Lo sviluppo dei sistemi di Assisted Living rappresenta, tuttavia, solo uno degli aspetti evo- lutivi del sistema sanitario. S’inizia, infatti, a parlare di un cambiamento radicale a lungo termine dei modelli ospedalieri a favore dell’evoluzione dell’ospedale da semplice luogo di cura a una rete di servizi erogati al malato, presso la sua abitazione o sul territorio, tramite differenti canali e nuove tecnologie. Per raggiungere questo obiettivo, però, le tendenze evolutive del sistema sanitario debbo- no inserirsi in un contesto decisamente più ampio, caratterizzato da un netto rinnovamen- to della modalità di erogazione dei servizi, ad esempio attraverso l’adozione sempre più ampia di canali mobili. Questo primato del mondo mobile deriva dalla comodità di utilizzo, dall’ubiquità di accesso, ma soprattutto dalla recente introduzione di interfacce evolute e facilmente usabili da chiunque, chiamate Natural User Interfaces. In generale, si può dire che “Moving to the Humans is the new wave”, facendo riferimento alle molte evoluzioni tecnologiche che pongono l’utente “al centro” (sistemi indossabili, interfacce naturali ed emozionali, design per l’innovazione user-centered, ecc.) e, soprat- tutto, alle nuove modalità di accesso ai servizi da parte dell’utente stesso. Grazie infatti ad alcune tecnologie chiave, le singole prestazioni possono essere erogate all’interno di una rete sanitaria integrata e delocalizzata, in grado di offrire all’utente un servizio com- plessivo migliore. In questa prospettiva, come si legge ad esempio nel nuovo Programma Regionale di Sviluppo della Regione Lombardia (1), l’ospedale dovrebbe mantenere il suo ruolo tradizionale per le cure ad alta intensità e caratterizzarsi come l’istituzione alla quale le unità decentrate possono accedere consultando da remoto le specifiche professionalità mediche richieste: L’ospedale deve diventare sempre più un luogo tecnologicamente avanzato, dotato della strumentazione di eccellenza, nel quale il paziente deve permanere il tempo strettamente necessario alla cura della sua fase acuta. […] Per tale riqualificazione, dovranno essere implementati modelli organizzativi e gestionali in rete per funzioni, atti a realizzare forme di continuità assistenziale comprendendo anche l’ospedalizzazione domiciliare e forme al- ternative al ricovero.
  • 4. HEALTH SERVICES INNOVATION IN THE AGEING SOCIETY 52. Lo scenario europeoLe problematiche legate alla salute dei cittadini sono oggetto di particolare attenzione daparte dell’Unione Europea, che sta sviluppando un’attività integrata finalizzata al coordi-namento delle politiche nei vari settori. L’UE si propone, infatti, di apportare un valore ag-giunto all’azione dei suoi Stati membri, pur nel pieno rispetto delle singole responsabilitàrelativamente ad organizzazione e prestazione di assistenza e servizi sanitari.Da un punto di vista strategico, uno degli obiettivi perseguiti a livello europeo è la promo-zione di sistemi sanitari dinamici, in grado di rispondere con rapidità ed efficacia all’evolu-zione delle esigenze socio-sanitarie.Parallelamente, l’Unione Europea è attiva nel sostenere lo sviluppo e l’adozione delle nuo-ve tecnologie (ICT, biotecnologia, nanotecnologia, ecc.), ritenute uno strumento indispen-sabile per rivoluzionare le modalità di promozione della salute dei cittadini e i sistemi diprevenzione, previsione e cura delle malattie. Inoltre, l’UE punta a rafforzare il ruolo del pa-ziente, che da soggetto destinatario di cure diventa soggetto proattivo, al centro di un’as-sistenza sanitaria più “personalizzata” e “condivisa” con il cittadino (2).In questo contesto, si inseriscono i servizi socio-sanitari per l’assistenza di lunga durata allepersone che necessitano di aiuto per svolgere le normali attività quotidiane a causa di con-dizioni croniche di disabilità. Diverse modalità di ripartizione delle responsabilità (privato/famiglia o pubblico), varie forme di organizzazione dell’assistenza sanitaria e di quella so-ciale, nonché differenze nel definire i confini tra assistenza medica e assistenza sociale,producono una notevole varietà nei servizi di assistenza di lunga durata, nella loro organiz-zazione e nei rispettivi ruoli nell’ambito dei sistemi di protezione sociale nazionali.L’esigenza di sviluppare servizi di assistenza e cura sempre più evoluti ed innovativi è par-ticolarmente sentita a fronte del progressivo invecchiamento della popolazione europea edelle accresciute esigenze dei pazienti anziani.2.1 L’invecchiamento demografico: sfida e opportunitàL’invecchiamento demografico è una delle più grandi sfide economiche e sociali per le so-cietà europee nel XXI secolo, poiché interessa tutti gli Stati membri, investendo quasi tuttele politiche dell’UE.Considerando la maggiore longevità, legata alla crescita economica e ai progressi dellamedicina, e i bassi tassi di natalità, l’aspettativa media di vita, oggi, è di oltre 80 anni edentro il 2020 circa il 25% della popolazione avrà più di 65 anni (Figura 1). A tale invecchia-mento è associata una maggiore frequenza di disabilità e di malattie cronico-degenerativeche danno luogo ad un incremento della domanda di servizi sanitari e socio-assistenziali.
  • 5. 6 | CEFRIEL INNOVISION PAPER MARZO 2011 Figura 1 UN world population prospects (2002 revision) and Eurostat 2004 demographicprojections - Distribuzione della popolazio- ne (EU25) per gruppi di età (1950 - 2050) Fonte: Olsson S., Ambient Assisted LivingProgramme: AAL Joint Programme, Brussels, May 2010 Per far fronte a questa nuova sfida, l’UE raccomanda agli Stati membri tre obiettivi a lungo termine da perseguire parallelamente: - assicurare un adeguato accesso all’assistenza sanitaria e ai servizi sociali; - migliorare la qualità dell’assistenza; - garantire la sostenibilità dei sistemi di finanziamento. Ai vari Stati è quindi richiesto uno sforzo concertato di riforma e modernizzazione, per far fronte alla notevole pressione che il nuovo trend demografico eserciterà sui modelli sociali e sulle finanze pubbliche in assenza di servizi socio-sanitari più efficaci e “personalizzati” (Figura 2). Si consideri, ad esempio, l’enorme incidenza della spesa sanitaria totale in Italia già nel 2008, pari al 9,1% del PIL, di cui il 7,0% relativo al settore pubblico (3). Figura 2Previsioni OECD - Ageing Population: extra costi per salute, assistenza e pensioni (da valori 2005, in punti % sul PIL) Fonte: European Commission – InformationSociety and Media, Overview of the EuropeanStrategy in ICT for Ageing Well, October 2010
  • 6. HEALTH SERVICES INNOVATION IN THE AGEING SOCIETY 7In Italia, Regione Lombardia ha ottenuto risultati di successo, sia dal punto di vista clini-co che di efficienza, attraverso il progetto Nuove Reti Sanitarie (NRS). Dal 2006 alla finedi giugno 2010 quasi 10.000 pazienti sono stati coinvolti nella sperimentazione di modelligestionali innovativi per il trattamento a domicilio di scompensi cardiaci e per la riabilita-zione cardiologica dopo un intervento chirurgico, con esiti decisamente positivi e livelli disoddisfazione elevati sia per i pazienti che per le loro famiglie.2.2 La nuova rete di servizi sanitari in ItaliaAnche In Italia, il nuovo Piano Sanitario Nazionale per il triennio 2011 – 2013 (4) individua lapromozione della salute, la prevenzione di patologie specifiche e della conseguente perdi-ta di autonomia, la riduzione della disabilità e dello svantaggio sociale che ne deriva comeobiettivi di salute prioritari in una società che invecchia.Il progresso della medicina, infatti, assicura la sopravvivenza a malattie in precedenza le-tali, ma raramente determina la completa guarigione, aumentando la consistenza dellafascia di soggetti che richiedono cure continue e complesse per periodi di lunga durata senon per il resto della vita.A fronte del mutamento dei bisogni e della domanda assistenziale, con la prevalenza dellepatologie cronico-degenerative, gli anziani cercano risposte flessibili e differenziate in basealle specificità individuali, integrate, laddove il comparto sociale e quello sanitario devonointeragire, e continuative, in grado di garantire loro un percorso assistenziale programma-to.In questa prospettiva, emerge la necessità di costruire una rete sanitaria compatta e omo-genea sul territorio nazionale come condizione indispensabile per la presa in carico globa-le della persona anziana. I pazienti cronici anziani che beneficiano dei servizi ospedalieri,spesso con uso inappropriato, interessano tra il 20% e il 25% dei ricoveri, pari ad almeno unpunto percentuale del PIL. Lo sviluppo bilanciato di una rete di servizi consentirebbe invecedi mantenere gli anziani nel loro ambiente familiare abituale, prevenire i ricoveri improprie agevolare il passaggio dall’ospedale al territorio.A questo proposito, il Piano Sanitario Nazionale riconosce che la gestione della cronicità ela continuità dell’assistenza si avvalgono fortemente del contributo delle tecnologie inno-vative per integrare i vari attori istituzionali e non istituzionali deputati alla presa in caricodelle cronicità (Asl, ospedali, distretti, famiglie, associazioni, ecc.).In particolare, a sostegno degli interventi domiciliari, il telesoccorso ed il telecontrollo han-no assunto un ruolo di particolare rilievo per il monitoraggio a distanza delle condizioni disalute di pazienti fragili. Lo sviluppo di questi interventi, accanto ad una diffusione della do-motica sempre più applicata a domicilio, può effettivamente consentire alle persone anzia-ne di mantenere un maggiore livello di autonomia, rallentandone l’inserimento in percorsiassistenziali impropri, come evidenziato anche dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienzain Italia (5): Le nuove tecnologie possono far ripensare il modo di abitare e possono consentire con lo sviluppo di specifici ausili il reale superamento di condizioni anche gravi di disabilità.Di fatto, tuttavia, il potenziale offerto dalla telemedicina per la diagnosi, la consulenza,il monitoraggio e la cura dei pazienti a distanza non è ancora sufficientemente sfruttato,come rileva il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute
  • 7. 8 | CEFRIEL INNOVISION PAPER MARZO 2011 (Cnesps) (6) dell’Istituto Superiore di Sanità. Solo il 18% delle aziende ha infatti attivato progetti pilota di tele-consulto e tele-monitoraggio dei dati biomedici dei pazienti: il tele- controllo di malati cronici o degli anziani è presente nel 13% dei casi, la tele-compagnia riguarda solo il 2% delle aziende e la tele-riabilitazione solo l’1%. Più diffuse invece l’ado- zione di strumenti innovativi per la condivisione dei dati clinici (71% delle aziende) e la pre- senza di meccanismi di collaborazione per la notifica elettronica degli eventi di rilevanza socio-sanitaria (50%). IL CASO DELLA REGIONE LOMBARDIA In Lombardia, relativamente agli aspetti di telemedicina, il recente Piano Socio Sa- nitario Regionale 2010 - 2014 indica che «L’obiettivo finale è quello di guidare il cam- biamento organizzativo e gestionale della sanità sulla base delle peculiarità geogra- fiche e demografiche del territorio, per individuare soluzioni ad hoc (telemedicina ed e-Health) e territorializzare i necessari servizi in particolare quelli rivolti a persone in condizioni di fragilità con difficoltà ad accedere ai servizi, anche a supporto della me- dicina territoriale» (7). A questo riguardo, l’impegno principale è stato quello di far evolvere alcuni proget- ti di ricerca, finanziati a livello ministeriale o comunitario e che avevano conseguito buoni risultati, in sperimentazioni allargate con il coinvolgimento di diverse strutture sanitarie e l’adozione di una tariffazione sperimentale uniforme a livello regionale. Focalizzare l’attenzione non tanto sulle singole soluzioni tecnologiche impiegate, quanto sul loro impatto nel percorso clinico complessivo ha consentito di offrire al paziente, solitamente anziano, un servizio innovativo e qualificato di cura al domi- cilio. In un sistema sanitario “paziente-centrico”, la telemedicina rappresenta quindi un’opportunità all’interno del più generale sistema di cura del paziente. La sperimentazione rappresentata dai percorsi di Nuove Reti Sanitarie coinvolge at- tualmente oltre 30 strutture sanitarie lombarde su cinque percorsi di cura che vanno dall’ospedalizzazione domiciliare a modalità di telesorveglianza sanitaria domiciliare e al teleconsulto specialistico con il medico di medicina generale per alcune patolo- gie. Punto di forza di questi percorsi è la condivisione del medesimo protocollo clinico da parte delle diverse strutture sanitarie coinvolte su tutto il territorio regionale. I percorsi sono oggetto di monitoraggio costante e di valutazione semestrale da parte di CEFRIEL/Politecnico di Milano e da parte delle équipe sanitarie (medici e infermieri coinvolti) che hanno apprezzato tale modalità di intervento, ritenendola adeguata a questa tipologia di pazienti. Inoltre, un questionario di soddisfazione, finalizzato a rilevare il livello di gradimento espresso dai pazienti, ha dato come esito una soddi- sfazione elevata e superiore alle aspettative per oltre l’80% degli intervistati. Nuove Reti Sanitarie costituisce certamente un caso di eccellenza a livello naziona- le e, in particolare nei percorsi di telesorveglianza, rappresenta un avvio concreto del ripensamento in atto sulla gestione di pazienti cronici anziani e sulle modalità di erogazione dei servizi sanitari a loro indirizzati. Considerando, infatti, che il paziente cronico presenta caratteristiche e bisogni che lo pongono a metà strada tra “pazien- te ospedaliero” e “paziente territoriale”, la telemedicina può realmente diventare (e in alcuni casi lo è già) lo strumento in grado di facilitare l’effettivo cambiamento nel paradigma di cura.
  • 8. HEALTH SERVICES INNOVATION IN THE AGEING SOCIETY 93. Il ruolo dell’ICT nell’innovazionedella cura a lungo terminedell’anzianoL’ICT viene considerato uno strumento fondamentale per innovare i servizi di assistenzaerogati agli anziani, in quanto può consentire loro di mantenere una vita indipendente equalitativamente elevata. Le tecnologie per la casa intelligente (domotica), la telemedicinae l’evoluzione della sensoristica possono infatti aiutare l’anziano a continuare a vivere nellapropria casa, integrando forme di assistenza sanitaria a distanza a modalità più “classiche”,quali operatori sanitari domiciliari, degenza in ospedale o presso strutture sanitarie resi-denziali collegate all’ospedale.Tuttavia, affinché la popolazione anziana possa effettivamente sfruttare le potenzialitàdell’ICT, è necessario puntare sull’accessibilità di strumenti, servizi ed applicazioni, che ten-gano conto delle eventuali barriere fisiche o cognitive della persona. Il 21% degli ultra cin-quantenni, ad esempio, ha seri problemi di udito, vista o mobilità, che rendono difficoltoso,o addirittura impediscono, l’uso dei dispositivi ICT standard. A queste disabilità si affianca ilfatto che solo il 10% della popolazione con oltre 65 anni utilizzi Internet (8).Questo scenario, se opportunamente gestito da un punto di vista politico e legislativo,apre nuove opportunità economiche anche per il mercato dell’ICT (si prevede, ad esempio,che il mercato delle applicazioni per le case “intelligenti” triplicherà tra il 2005 e il 2020),come evidenziato dall’Ageing Well in the Information Society Action Plan, adottato nel 2007dall’Unione Europea per mettere in atto una serie di misure che favoriscano l’accessibilità el’impiego dell’ICT da parte della popolazione anziana (9).In tale contesto, si stima che entro il 2013 l’Unione Europea, gli Stati Membri e i privatiinvestiranno più di un miliardo di euro in ricerca ed innovazione per sviluppare soluzioniICT in grado di aiutare i cittadini ad “invecchiare bene”. A questo scopo, sono stati stanziaticirca 600 milioni di euro a favore dell’Ambient Assisted Living Joint Research and Innova-tion Programme (AAL Programme 2008 - 2013), circa 400 milioni per il Settimo ProgrammaQuadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (7° PQ 2007-2013) e più di 50 milioni di europer progetti pilota nell’ambito dell’ICT Policy Support Programme, a sua volta inserito nelCompetitiveness and Innovation Framework Programme (CIP 2007-2013) (Figura 3). Figura 3 L’ICT per invecchiare bene: l’ approccio globale dell’Unione Europea Fonte: Olsson S., Ambient Assisted Living Programme: AAL Joint Programme, Brussels, May 2010
  • 9. 10 | CEFRIEL INNOVISION PAPER MARZO 2011 In particolare, obiettivo dell’AAL Programme è valorizzare la qualità della vita delle perso- ne anziane e rafforzare la base industriale europea attraverso l’impiego dell’ICT, partendo dal presupposto che il cambiamento demografico non implichi solo sfide, ma anche oppor- tunità per i cittadini, i sistemi socio-sanitari, le imprese e il mercato europeo in generale. 3.1 Verso l’integrazione dei servizi sanitari Lo scenario applicativo rappresentato dalla cura da casa dell’anziano (Elderly Care) è stato anche oggetto di analisi nell’ambito del Progetto Europeo WASP (Wirelessly Accessibile Sensor Populations), recentemente concluso, alla cui realizzazione ha contribuito attiva- mente CEFRIEL. La visione a lungo termine del progetto prevede che il paziente possa accedere a un par- ticolare servizio di monitoraggio dello stato di salute, con la peculiarità che questo nuovo servizio si integri con la rete di servizi già presenti (ad esempio se l’utente è già in possesso di sistemi di monitoraggio dei parametri fisiologici per applicazioni di wellness, oppure se ha già un servizio di telecontrollo della propria salute per altre patologie). Con il progetto WASP, da una parte è la casa a diventare “intelligente”, in quanto dotata di sensori per il monitoraggio ambientale, posizionati in alcuni punti strategici (porte, letto, bagno, ecc.) e, dall’altra, è la persona stessa ad indossare dei sensori in grado di monitorar- ne i parametri biologici. L’architettura tecnologica di questa nuova rete di sensori si basa su una Body Area Network (BAN) che registra, autonomamente, i diversi segnali inviati tramite palmare, cellulare o al- tro device indossato dal paziente ed elabora in maniera intelligente le informazioni relative al suo stato di salute ed alle sue abitudini di vita. Grazie, per esempio, a un dispositivo in miniatura, da indossare come un cerotto, in qualunque momento della giornata si posso- no rilevare, in base alle diverse patologie dei pazienti presi in esame, la traccia elettrocar- diografica, la saturimetria per monitorare l’ossigeno nel sangue, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la temperatura corporea e la risposta galvanica della pelle (indice che riflette il contenuto idrico della pelle stessa, influenzato dall’attivita’ fisica e dagli stimoli emotivi). Il terminale mobile, o un dispositivo apposito, diventa il centro di coordinamento e smista- mento verso l’erogatore del servizio (ad esempio l’ospedale). Le reti di sensori indossabili, infatti, registrano autonomamente i diversi segnali biologici dell’anziano e, una volta ela- borati, li inviano all’ente erogatore del servizio, che diventa un particolare tipo di competen- ce center in grado di offrire il servizio di cura/assistenza on-demand (Figura 4). La tecnologia wireless permette quindi di monitorare a domicilio, 24 ore su 24, i pazienti anziani, offrendo loro una maggiore sicurezza e la possibilità di proseguire le cure rima- nendo nella propria casa, senza modificare in maniera incisiva le abitudini quotidiane. Ciò consente sia di ridurre le condizioni di isolamento e solitudine collegate al ricovero, au- mentando l’autonomia e la fiducia in se stessi dei pazienti anziani, sia di ridurre il tasso di ospedalizzazione e le spese sanitarie generali. L’assistenza domiciliare remota, inoltre, favorisce la promozione di percorsi di auto-gestione della malattia, i cui risultati in termini di recupero e di mantenimento dello stato di salute sono confermati dalla comunità scien- tifica.
  • 10. HEALTH SERVICES INNOVATION IN THE AGEING SOCIETY 11 Figura 4 Schema di un sistema di cura domestico integrato Fonte: Progetto WASP3.2 L’evoluzione tecnologica per l’innovazione user-centeredIl caso di studio Elderly Care, sviluppato all’interno del Progetto WASP, ha evidenziato l’im-portanza di porre l’utente “al centro” nella progettazione dei servizi. La Comunità Europeapromuove già da qualche anno la realizzazione e adozione di “servizi online” nei vari ambiti(e-health, e-government, e-learning, ecc.), ma vi è sempre stata mancanza di chiarezza sultipo di accesso da usare (terminali mobili, PC da casa o altri personal device) ed eccessi-va eterogeneità delle interfacce, in genere caratterizzate anche da una scarsa ergonomia.Conseguentemente, ben pochi di questi servizi hanno superato le iniziali fasi di sperimen-tazione, arrivando a un reale utilizzo da parte degli utenti. Mancavano di fatto alcune tec-nologie chiave che, aiutando a superare le barriere cognitive e culturali delle persone, ren-dessero questi servizi realmente fruibili da tutti. In sintesi, il problema è stato, da una parte,offrire un servizio ben definito e, dall’altra, adattare le modalità di interazione al contesto,rappresentato da tipo di utente, ambiente e cultura.In questo scenario di riferimento, si possono individuare alcune tecnologie chiave che più dialtre stanno aiutando a compiere questo cambio di prospettiva: Sistemi di monitoraggio indossabili – Le tecnologie indossabili stanno diventando particolarmente importanti per l’evoluzione dei sistemi di monitoraggio dei pazienti. Microtecnologie, tessuti intelligenti e nuovi sensori integrati nei capi di abbigliamen- to o negli accessori permettono oggi di “indossare” la tecnologia (10). Body Sensor Network (BSN) – Le Body Sensor Network rappresentano una delle più interessanti innovazioni tecnologiche per la salute e il benessere dei pazienti. Gra- zie, infatti, alla raccolta di biosegnali attraverso una rete di sensori wireless applicati direttamente sul corpo, le BNS possono essere utilizzate sia in ambito assistenziale per il controllo dello stato di salute, sia per finalità riguardanti il mondo del wellness.
  • 11. 12 | CEFRIEL INNOVISION PAPER MARZO 2011 3.2.1 I sistemi di monitoraggio indossabili La miniaturizzazione dei componenti sensoriali, di elaborazione e trasmissione dei segnali, unita ad una rilevante innovazione dei materiali impiegati, consente di realizzare dispositi- vi sempre più piccoli e completamente integrabili negli indumenti o negli accessori. I wearable system sono infatti dispositivi indossabili costruiti intorno al corpo e sul corpo. Il loro successo è legato soprattutto alla possibilità di “mimetizzare” la tecnologia in una serie di oggetti nei confronti dei quali l’utente ha una naturale familiarità. In questo modo, i dispositivi mantengono la propria efficacia di utilizzo e, allo stesso tempo, garantiscono il massimo comfort dal punto di vista fisico, sensoriale ed emotivo. Monitorando parametri vitali in modo non invasivo, l’utilizzo dei sensori è oggi applicabile sia per finalità diagnostiche che di benessere in generale. Di conseguenza, la progettazione di un wearable system deve garantire non soltanto precise norme di sicurezza, ma anche il soddisfacimento di requisiti di vestibilità, estetica e comfort. L’unione tra design, tec- nologia, scienza e moda consente di definire la giusta interazione tra l’oggetto indossato e il corpo e sviluppare forme flessibili che non interferiscano con il movimento durante le normali attività quotidiane. 3.2.2 Le Body Sensor Network Le Body Sensor Network nascono come specializzazione delle Wireless Sensors Network (WSN), dalle quali si differenziano perché i sensori misurano grandezze biologiche e sono applicati sul corpo (Figura 5). Una BSN, in sintesi, può essere definita come un insieme di sensori wireless, cioè senza fili, che dialogando fra loro formano una “rete di misura”, collo- cata sul corpo della persona. Ogni sensore misura infatti uno specifico parametro corporeo e tutti insieme misurano la condizione fisica generale della persona (11). Le BSN sono quin- di sistemi biometrici (che misurano alcuni segnali biologici) indossabili senza fili ed estre- mamente flessibili. Figura 5 Ipotetica distribuzione dei sensori di una BSN sul corpo Fonte: CEFRIEL, 2010
  • 12. HEALTH SERVICES INNOVATION IN THE AGEING SOCIETY 13Il principio generale sfruttato dalle BSN è rappresentato dal fatto che il corpo sia fonte dinumerose informazioni, legate di volta in volta allo stato di salute della persona, oppurealle sue condizioni psicofisiche del momento (quali stress, disagio, oppure attività sporti-va). Questo principio è ben noto e sfruttato da tempo dalla medicina (si pensi alla misura-zione della febbre, che viene effettuata appoggiando alla pelle un termometro). Tuttavia,la misurazione dei parametri vitali con metodi tradizionali non è sempre agevole e talvoltaè addirittura invasiva, con conseguenti difficoltà che rendono scomodo ripeterla troppofrequentemente, se non in condizioni di particolare gravità clinica.Grazie allo sviluppo delle tecnologie di misurazione e alla miniaturizzazione elettronicadelle BSN, è diventato possibile compiere queste misurazioni con continuità, durante lanormale attività lavorativa, sportiva e, in generale, durante tutto l’arco della giornata. Leinformazioni rilevabili si sono quindi moltiplicate anche in contesti non patologici, graziealla possibilità di correlare i segnali biologici raccolti non solo a stati di malessere, ma anchea stati più sfuggenti e transitori, legati alla normale vita quotidiana. Alcuni esempi sono ilriconoscimento, tramite la misura dei biosegnali, delle emozioni, degli stati di stress, delparticolare stato della persona (movimento, corsa, caduta, ecc.) sia per applicazioni sani-tarie che di wellness.4. ConclusioniI continui avanzamenti della medicina stanno determinando un progressivo allungamentodelle prospettive di vita e un miglioramento del suo livello qualitativo. Questa tendenza,però, genera contestualmente un aumento del numero di persone, soprattutto anziane,affette da patologie croniche per le quali occorre individuare nuovi modelli di erogazione diservizi sanitari per la cura a lungo termine.A fronte di una società che invecchia, si sta infatti rafforzando la consapevolezza della ne-cessità di evolvere da un sistema fisico “centralizzato”, l’ospedale, ad una rete integrata edomogenea di servizi delocalizzati sul territorio e abilitati dalle nuove tecnologie mobili. Difatto, la Comunità Europea riconosce le nuove tecnologie ICT, con ricadute a livello pro-grammatico e di linee guida per i singoli Stati membri, come strumento fondamentale perinnovare l’erogazione di servizi sanitari ad utenti anziani con limitazioni di carattere fisicoe/o cognitivo che non impongono tuttavia il ricovero o una lunga degenza in ospedale.In questo contesto, la centralità dell’utente è condizione fondamentale per rispondereadeguatamente ai molteplici bisogni della popolazione anziana, soprattutto in scenari diassistenza al domicilio. In particolare, attraverso le numerose opportunità d’innovazioneofferte dall’ICT, il paziente deve essere in grado di utilizzare i nuovi servizi sanitari sen-za sforzi cognitivi o cambi di abitudini che ne stravolgano la normale vita quotidiana. Taleevoluzione rappresenterebbe una grossa novità nelle modalità di erogazione della cura alungo termine dell’anziano, in quanto i servizi, grazie all’usabilità delle applicazioni e allanaturalezza nell’interazione uomo-dispositivo, possono realmente diventare pervasivi efacilmente fruibili ovunque da tutti, facilitando l’efficacia della cura stessa.
  • 13. 14 | CEFRIEL INNOVISION PAPER MARZO 2011 Riferimenti Bibliografici (1) Programma Regionale di Sviluppo della Lombardia, DCR IX/56 del 28 Settembre 2010, p.19. (2) White Paper - Together for health: a strategic approach for the EU 2008 – 2013, Brussels, October 2007, COM(630) 2007 final. (3) OECD Health Data 2010 (version June 2010), in European Commission Health and Con- sumers Directorate General, Directorate C Public Health and Risk Assessment, C2 - Health information. (4) Piano Sanitario Nazionale - Bozza provvisoria del 5 Novembre 2010, p.88. (5) Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia, Roma, Luglio 2010, p.23. (6) Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Telesalute: a che punto è l’Italia? Risponde l’indagine Litis, Aprile 2010. (7) Piano Socio Sanitario Regionale della Lombardia 2010-2014, DELIBERAZIONE N. IX /0088, p.29. (8) Europe’s Information Society, Helping older people to access the Information Society, January 2011. (9) Commission Staff Working Paper, Ageing Well in the Information Society - An i2010 Ini- tiative - Action Plan on Information and Communication Technologies and Ageing, Brus- sels, June 2007, SEC(2007)811. (10) Canina M. et al., IndossaME. Il design e le tecnologie indossabili, Franco Angeli, 2010, ISBN 13: 9788856803853. Autori Gabriella Borghi, Marita Canina, Enrico Frumento, Anna Pagani. © CEFRIEL, Milano, Marzo, 2011 La presente pubblicazione è tutelata da una licenza Creative Commons (http://creative- commons. org/licenses/by-nc-nd/2.5/legalcode.it) con le seguenti restrizioni: • Attribuzione: si deve attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera. • Non commerciale: non si può usare quest’opera per fini commerciali. • Non opere derivate: non si può alterare o trasformare quest’opera, né usarla per cre- arne un’altra. Le citazioni riportate provenienti da altre fonti espressamente menzio- nate rimangono di proprietà dei rispettivi autori e/o proprietari. I marchi registrati citati nel documento appartengono ai legittimi proprietari.
  • 14. HEALTH SERVICES INNOVATION IN THE AGEING SOCIETY 15
  • 15. 16 | CEFRIEL INNOVISION PAPER MARZO 2011
  • 16. HEALTH SERVICES INNOVATION IN THE AGEING SOCIETY 17INNOVISIONPAPER Via R. Fucini, 2 - 20133 MilanoMARZO 2011 T +39 02 23954 1 F +39 02 23954 254 www.cefriel.it

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