Dall Ecm Al Tel Didamatica 2009
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La recente iniziativa della Regione Siciliana, denominata “Progetto SETT – Servizi di Telemedicina e Teleformazione” ha il dichiarato intento di miglioramento della facilità di accesso ai ...

La recente iniziativa della Regione Siciliana, denominata “Progetto SETT – Servizi di Telemedicina e Teleformazione” ha il dichiarato intento di miglioramento della facilità di accesso ai contenuti formativi multimediali con la possibilità di attivare servizi di collaborazione e facilitare processi di condivisione delle conoscenze tacite, considerate spesso il “core” della professione, su piattaforma MOODLE. Ad un iterativo riesame del progetto SETT non venivano soddisfatte appieno le visioni pedagogiche emergenti. Si è cercato di integrare nell’ambiente di apprendimento LIFE il Case-Based learning con la teoria della narrazione (Narrative-Based Intelligent Interactive Learning Environment) ed il Problem Based Learning, esaltando la costruzione dell’e-portfolio e del “sé digitale”, nel contesto di una comunità di apprendimento facilitata nell’apprendimento dal tutor. L’adozione di un “framework” come LIFE, e la “vision “ che ne è propria, consente un reale approccio olistico e l’adattabilità del processo al contesto, perché si possa realizzare quanto indicato da Schön per una nuova epistemologia della pratica professionale.

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Dall Ecm Al Tel Didamatica 2009 Dall Ecm Al Tel Didamatica 2009 Presentation Transcript

  • Dall’Educazione Continua in Medicina al Technology Enhanced Learning Presti Corrado A., Cosola Gianfranco, Gagliardi Roberto
  • OBIETTIVI “Progetto SETT – Servizi di Telemedicina e Teleformazione” della Regione Siciliana Piattaforma MOODLE Piattaforma LIFE integrata con il Case- Based learning e il Problem Based Learning
  • Educazione Continua in Medicina (ECM) La Regione Siciliana, all’interno del contesto sanitario lancia il “Progetto SETT – Servizi di Telemedicina e Teleformazione” per favorire la crescita delle competenze specialistiche degli operatori del sistema sanitario regionale attraverso l’implementazione di una piattaforma con cui assolvere all’obbligo formativo di Educazione Continua in Medicina (ECM).
  • Educazione Continua in Medicina (ECM) Ciò comporta, in termini di vantaggi : • ottimizzazione del processo formativo del personale ; • risparmi di spesa e di tempo; • miglioramento della facilità di accesso ai contenuti formativi multimediali ; • autonomia nell’elaborazione e approfondimento dei contenuti ; • libertà rispetto a vincoli temporali e spaziali; • possibilità di attivare servizi di collaborazione e facilitare processi di condivisione delle conoscenze tacite.
  • Educazione Continua in Medicina (ECM) Il CEFPAS (Centro per la Formazione Permanente e l'Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario), in questo contesto, è stato individuato quale Ente Formatore per la realizzazione ed erogazione dei corsi residenziali di Alfabetizzazione informatica e dei corsi FAD e attività associate nell’ambito della Teleformazione - gestione dei servizi didattici con piattaforma MOODLE dedicata.
  • MOODLE Moodle è un LMS (Learning Management System) per produrre situazioni formative “web based” volto a creare un contesto formativo le cui fondamenta sono: “learning community”, apprendimento modulare, promuove una pedagogia costruzionista e costruttivista. Consente la sperimentazione parallela di differenti modalità di apprendimento: • attivo; • incidentale; • cooperativo.
  • MOODLE Ma cosa determina la scelta di un LMS per rendere efficace l’ECM ? L'efficacia dell'ECM garantisce funzionalità ed Efficacia Sociale ma andrebbe riprogettata e rilanciata con efficacia Formativa, caratteristica che nello stesso progetto SETT non veniva soddisfatta appieno in termini di visioni pedagogiche emergenti e, considerati i numerosi attori coinvolti, un’azione ad ampio raggio risultava poco percorribile.
  • MOODLE La conferma di ciò, è proprio nella struttura generale del sistema ECM che, partendo da indirizzi concordati a livello nazionale, offre adeguati spazi alla valorizzazione delle specifiche realtà regionali fino a quelle del singolo operatore [vedi documento del 1 agosto 2007, ultima conferenza Stato – Regioni], ci porta ad una prima considerazione sui moderni supporti offerti dall’ICT.
  • Informatica ed Internet in Medicina Nell’apprendimento nozionistico curriculare classico, la didattica informatica medica affianca la didattica “frontale” o magistrale, e generalmente lo studente utilizza Internet di cui già conosce il funzionamento strumentale. All’apprendimento con il Case Report si coniuga il criterio del “problem based learning”, che si basa sulla soluzione di definiti problemi medici usualmente incontrati nella professione, mediante il ricorso alle tecnologie informatiche
  • Informatica ed Internet in Medicina Lo sviluppo dell'e-learning 2.0 sta stimolando diversi "programmi di ricerca educativa" con l'abbandono dei "paradigmi" intesi come concetti criteriali. L'era della formazione a distanza (Fad), individuale, svolta in un ambiente chiuso, dai contenuti fortemente strutturati e rigidi è definitivamente tramontata.
  • Informatica ed Internet in Medicina La diffusione del web 2.0, l’uso di webcam, wiki, blog, software multimediali e tecnologie partecipative ha permesso un salto di qualità nei programmi di formazione a distanza. Le metodologie e gli strumenti dell’e-learning di ultima generazione puntano a forme di apprendimento collaborativo, considerano la centralità dell’allievo costruttore di conoscenza il cui apprendimento formale o informale (Serendipity) lo accompagna durante lungo tutto l’arco della vita (life long learning).
  • Il Progetto Il progetto è stato sviluppato con l’idea che “la formazione debba considerarsi un’esperienza che, in quanto tale, vale la pena vivere a tutte le età e dalla quale si deve ricevere appagamento e gratificazione non solo per il risultato raggiunto (conoscenza o capacità acquisita), ma anche e soprattutto per la qualità stessa dell’esperienza" e scoprire così la serendipità.
  • Il Progetto Oltre alle aree tipiche di un VLE (Virtual Learning Environment) tradizionale, utilizzate per la gestione del processo di apprendimento e per la pubblicazione delle informazioni, un “Learning place” si dovrebbe caratterizzare per la presenza di due altre aree dedicate rispettivamente allo sviluppo della conoscenza e della comunità di apprendimento tra di loro strettamente interconnesse: quanto prodotto dalla comunità viene valutato per essere utilizzato come sedimento culturale finalizzato all’arricchimento del “place”.
  • Il Progetto Le motivazioni all’apprendimento hanno in andragogia riferimenti diversi da quelli in età scolare: più che insegnare possiamo solo facilitare l’apprendimento di una persona. Dunque, si intravedono i criteri di scelta e le necessità per/dello sviluppo del Technology Enhanced Learning : se un ambiente di apprendimento ha, fra le tante, come riferimento la qualità dei contenuti, la capacità di gestione di tutor e docente come facilitatori nel porre la centralità del discente diventano determinanti.
  • La sfida di LIFE LIFE (Learning in Interactive Framework to Experience) è un ambiente di formazione on-line, open-source, la cui “vision” è che l'apprendimento debba costituire un'ESPERIENZA da vivere in maniera culturalmente soddisfacente e appagante. La filosofia progettuale è definibile come "Person-in- Place Centered Design", un approccio olistico elaborato per affrontare la sfida dell'avvento dell'era organica dell'interazione uomo-macchina e si propone quale nodo del networking che caratterizzerà i "liquid learning place" del futuro ed il "life long learning".
  • La sfida di LIFE LIFE mostra massima attenzione e sostegno all'apprendimento e alla didattica "process, problem and project based" (P3BL) e, più in generale, a processi di tipo "organico", dove il processo è organizzato in tre "layer di funzionalità", come espletate a livello base da tutti gli organismi viventi: - studiare l'ambiente per raccogliere informazioni e imparare; - elaborare le informazioni per progettare/produrre; - comunicare i "prodotti" tramite "comportamenti", che nel caso di organismi complessi possono essere messi in atto utilizzando linguaggi di alto livello.
  • La sfida di LIFE Il nostro progetto prevede un ambiente aumentato che riesce a eseguire un ciclo “NAR-SET-INF” e risponde con un racconto (Narrazione-NAR) in base al caso clinico "in quel momento". L'allievo inserisce dei valori/risposte (SET), si genera l'Inferenza (INF), che valida con una risposta narrativa l'azione o ne spiega la non congruità. Inoltre l'interazione con l'ambiente, il tutor e la comunità aumenta ulteriormente l'efficacia dell‘esperienza / apprendimento: la relazione tra docente ed “allievo” assume una connotazione tra pari.
  • La sfida di LIFE Si è sviluppato il progetto per un uso “in house” come "place” formativo dedicato, collaborativo, che mirasse alla “formazione come esperienza”, ponendo l’attenzione all’e-portfolio e al “sé digitale”, nel contesto di una comunità di apprendimento facilitata nell’apprendimento dal tutor, allo sviluppo di un’identità digitale, ad una modalità più semplice di import/export dei dati. Si è cercato di integrare nell’ambiente di apprendimento il Case-Based learning con la teoria della narrazione (Narrative- Based Intelligent Interactive Learning Environment).
  • La sfida di LIFE Il ciclo narrare, “settare”, desumere continua fino a quando un obiettivo pre-definito è stato raggiunto. Abbiamo sintetizzato il progetto elaborando dei diagrammi U.M.L. (Unified Modeling Language), uno strumento di diagrammazione indispensabile per rappresentare con immediatezza e dinamicamente quanto realizzato.
  • Conclusioni Il “Progetto SETT” all’interno del contesto sanitario siciliano ha il dichiarato intento di migliorare la facilità di accesso ai contenuti formativi multimediali. E’ difficile immaginare processi formativi che possano definirsi interamente comportamentisti, cognitivisti o costruttivisti; è più probabile che si adotti un processo c3 in cui le percentuali di utilizzo delle metodiche proprie di ciascuno dei modelli dominanti possano variare da contesto a contesto. Con ogni probabilità la stessa cosa avverrà nel caso del connessionismo-situazionismo del learning 2.0, cosicché dal c3 si passerà al c4.
  • Conclusioni Si aggiungono le considerazioni relative ai paradigmi scientifici ed ai paradigmi interpretativi: Il paradigma della ricerca scientifica è interessato a validità ed affidabilità e cerca la “generalisability”, tale che risultati verificati da un campione di una popolazione possono essere presi per l'applicazione a quella popolazione nel suo complesso. Il paradigma interpretativo : tale ricerca si occupa di questioni come l'autenticità, la completezza, la coerenza, l’affidabilità, la plausibilità e cerca la trasferibilità (attraverso l'applicazione riflessiva di idee da un contesto a un’altro contesto).
  • Conclusioni L’adozione di un “framework” come LIFE, consente un reale approccio olistico e l’adattabilità del processo al contesto, così si può vedere a professionisti non più come “risolutori di problemi strumentali” ma come artefici creativi e “riflessivi” del proprio agire, dotati di “abilità artistica” connotata da competenze emergenti in situazioni uniche, incerte, conflittuali, in grado di disegnare nuove tipologie di percorsi formativi per “insegnare ed apprendere” il sapere professionale come sapere empiricamente situato,
  • Conclusioni sostenuto da forme di “razionalità riflessiva”, indispensabili alla costruzione ed all’uso di conoscenze ed allo sviluppo di competenze che nascano dall’agire e che in esso funzionalmente si traducano, perché si possa realizzare quanto indicato da Schön per una nuova epistemologia della pratica professionale.
  • Conclusioni Purtroppo ancora non esistono figure professionali informatiche in ambito medico-sanitario. In tal senso, si possono condividere le due linee fondamentali di sviluppo, nella stesura di : • programmi formativi in informatica medica e sanitaria per tutti gli operatori della salute, da inserire in tutti i “curricula” scolastici. •programmi specialistici per operatori informatici specializzati, ai fini di una “carriera” professionale propria, nell’Università, Istituti di ricerca, ospedali… A queste figure ci piace aggiungere dei designer di processi "Person-in-Place Centered”.
  • Conclusioni Possiamo concludere citando Proust: “Un vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”.