Campobasso --diritto-commerciale

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Campobasso --diritto-commerciale

  1. 1. Capitolo I: Le societàLe società sono organizzazioni di persone e di mezzi create dall’autonomia privata per l’esercizio in comunedi un’attività produttiva. Sono strutture organizzative tipiche, previste dal nostro ordinamento per l’esercizioin forma associata dell’attività d’impresa. Il legislatore pone a disposizione 8 tipi di società: 1. la società semplice (art. 2251-2290 c.c.); 2. la s.n.c. (art. 2291-2312 c.c.); 3. la s.a.s. (art. 2313-2324 c.c.); 4. l’s.p.a. (art. 2325-2461 c.c.); 5. la s.a.p.a. (art. 2462-2471 c.c.); 6. l’s.r.l. (art. 2472-2497-bis c.c.); 7. la società cooperativa (art. 2511-2545 c.c.); 8. le mutue assicuratrici (art. 2546-2548 c.c.).I singoli tipi di società sono diversi ma presentano alcuni elementi in comune che permettono loro di essereraggruppati in categorie omogenee: 1. la società semplice, la s.n.c. e la s.a.s. sono società di persone; 2. l’s.p.a., la s.a.p.a. e l’s.r.l. sono società di capitali. A. LA NOZIONE DI SOCIETÁL’art. 2247 c.c. dice che “Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi perlesercizio in comune di unattività economica allo scopo di dividerne gli utili”. Fino al 1993 non eraconsentita la costituzione di una società da parte di una sola persona. Con il D.Lgs. 88/1993 ciò è statoeccezionalmente previsto per la s.r.l. che quindi può essere costituita anche con atto unilaterale.Le società sono enti associativi a base contrattuale e possono essere inquadrate nella categoria dei contrattiassociativi o con comunione di scopo. I caratteri strutturali dei contratti associativi e quindi del contratto disocietà sono: a) Le prestazioni di ciascuna parte possono anche essere di diversa natura e di diverso ammontare ma tutte sono finalizzate alla realizzazione di uno scopo comune e trovano il loro corrispettivo nella partecipazione ai risultati dell’attività comune o nell’acquisto della partecipazione sociale; b) Il contratto associativo è un contratto plurilaterale ed aperto (in aumento o in diminuzione); c) Il contratto associativo è un contratto di organizzazione di una futura attività e non esaurisce la sua funzione con l’esecuzione delle prestazioni. d) La nullità, l’annullabilità, la risoluzione per inadempimento o per impossibilità sopravvenuta che colpiscono il vincolo di una delle parti non comportano la nullità, l’annullabilità, la risoluzione per inadempimento o per impossibilità sopravvenuta dell’intero contratto.Essendo la società definita un contratto, ad essa sarà applicata la disciplina generale sui contratti nei limitidella compatibilità con i caratteri propri del contratto associativo e del tipo di società in questione.Le società si caratterizzano per la contemporanea presenza di 3 elementi: 1) I conferimenti dei soci:Sono costituiti dai contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della società e hanno lafunzione di dotare la società del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dell’attività d’impresa. Con iconferimenti, quindi, ciascun socio destina stabilmente parte della propria ricchezza personale all’attivitàcomune e si espone al rischio d’impresa. È essenziale che ciò sia fatto da tutti i soci.Può costituire oggetto di conferimento ogni entità (beni e servizi) suscettibile di valutazione economica chele parti ritengono utile o necessaria per lo svolgimento della comune attività d’impresa.Il patrimonio sociale è costituito dai conferimenti eseguiti o promessi dai soci e successivamente modificatoqualitativamente e quantitativamente in relazione alle vicende economiche della società. La sua consistenza èaccertata annualmente col bilancio d’esercizio dove la differenza tra attività e passività è chiamatapatrimonio netto. L’attivo patrimoniale costituisce la garanzia generica principale od esclusiva dei creditoridella società.Il capitale sociale nominale è un’entità numerica che esprime il valore in denaro dei conferimenti qualerisulta dalla valutazione compiuta nell’atto costitutivo della società. Esso rimane immutato finché, con 1
  2. 2. modifica dell’atto costitutivo, non se ne decide l’aumento o la riduzione. Il capitale sociale nominale assolvea 2 funzioni: • Funzione vincolistica: il capitale sociale indica il valore delle attività patrimoniali che i soci si sono impegnati a non distrarre dall’attività d’impresa e che non possono liberamente ripartirsi per tutta la durata della società. Ciò è un margine di garanzia patrimoniale supplementare per i creditori. • Funzione organizzativa: il capitale sociale è termine di riferimento per accertare periodicamente se c’è un utile o se ci sono perdite. • Funzione di base di misurazione: solo nelle società di capitali il capitale sociale è base di misurazione di alcune situazioni soggettive dei soci sia di carattere amministrativo, sia di carattere patrimoniale. 2) L’esercizio in comune di attività economica (scopo-mezzo):L’oggetto sociale è la specifica attività economica, cioè quell’attività produttiva esercitata in comune chepresenta i caratteri propri dell’attività d’impresa, che i soci si propongono di svolgere, predeterminatanell’atto costitutivo della società e modificabile nel corso della vita della stessa seguendo alcune norme.L’attività economica dev’essere preordinata alla realizzazione di un risultato unitario e comune,giuridicamente imputabile al gruppo in modo che tutti siano partecipi del suo risultato positivo o negativo.Ma le società possono essere utilizzate anche per l’esercizio di attività produttiva a carattere inimprenditoriale come le società occasionali e le società fra professionisti.Le società occasionali prevedono l’esercizio in comune di un’attività economica ma senza professionalità(cioè occasionalmente). Quindi a loro è applicabile solo la disciplina della società prescelta ma non quelladell’impresa. Si ha società senza impresa quando si è in presenza di un esercizio in comune di un’attivitàoggettivamente non duratura.Le società fra professionisti sono società formate da professionisti intellettuali che hanno per oggetto unicoed esclusivo l’esercizio in comune dell’attività professionale. Essi esercitano un’attività economica nonconsiderabile per legge attività d’impresa. Gli incarichi professionali sono assunti dalla società chegiuridicamente si obbliga ad eseguire le relative prestazioni professionali. Le professioni intellettuali hannoun carattere rigorosamente personale ed i professionisti intellettuali, per la L 1815/1939, devono usare nelladenominazione del loro ufficio e nei rapporti con terzi esclusivamente la dizione “studio tecnico, legale…”seguito dal nome e cognome, con i titoli professionali, dei singoli associati.Però l’evoluzione delle professioni intellettuali ha spinto verso l’utilizzazione di strutture organizzative ditipo imprenditoriale per il loro esercizio in forma associata. La L 266/1997 ha conferito al Ministro dellaGiustizia il potere di fissare con proprio decreto i requisiti per l’esercizio in forma societaria delle attivitàpreviste dalla L 1815/1939 ma nel 1998 il governo ha rinunciato ad emanare il regolamento sulle società diprofessionisti affidandolo ad una futura legge delega.Ma la società fra professionisti non va confusa con l’assunzione congiunta di un incarico da parte di piùprofessionisti poiché questi eseguono personalmente una propria prestazione intellettuale, né va confusa conla società di mezzi, costituita per l’acquisto e la gestione in comune di beni strumentali all’esercizioindividuale e personale delle rispettive professioni, né va confusa con la società di servizi che offre sulmercato un prodotto complesso per la cui realizzazione sono necessarie anche prestazioni professionali deisoci o dei terzi (società di ingegneria, società di elaborazione elettronica dei dati contabili, società direvisione contabile).Per le professioni non protette la forma societaria può essere assunta senza limitazioni ma per costituire unasocietà quanti esercitano professioni non protette esercitano un’opzione che li pone fuori della categoria deiprofessionisti intellettuali e che impedisce di qualificare l’attività della società come esercizio di unaprofessione intellettuale. Per le professioni protette è esclusa l’ammissibilità di qualsiasi forma societaria. Ènecessario che il legislatore definisca uno specifico statuto per le società fra professionisti.L’unica società fra professionisti attualmente esistente è la società per avvocati, introdotta dal D.Lgs96/2001. Questa ha come oggetto esclusivo l’esercizio in comune dell’attività professionale dei propri soci epuò acquistare beni e diritti strumentali all’esercizio della professione e compiere qualsiasi attività diretta atale scopo. È regolata dalle norme della s.n.c.. Tutti i soci devono essere avvocati e non devono partecipare anessun’altra società tra avvocati. Il socio cancellato o radiato dall’albo viene automaticamente cancellatodalla società, per quello sospeso l’esclusione è facoltativa. La ragione sociale è costituita dal nome e dal 2
  3. 3. titolo professionale di tutti i soci o di 1 o più seguito da “s.t.p.”. La costituzione della società per avvocati èuguale a quella della s.n.c. ma l’iscrizione viene fatta in una sezione speciale del registro delle imprese ed hafunzione di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia. È iscritta anche in una sezione speciale dell’albodegli avvocati. L’invalidità della suddetta società è regolata: le cause sono le stesse di quelle dei contratti, pergli effetti c’è una disciplina speciale. La società per avvocati non è soggetta a fallimento. La disciplina èvolta a conciliare l’esercizio in forma societaria della professione forense con il rispetto del principio dellapersonalità della prestazione e di quello della diretta responsabilità del professionista nei confronti delcliente. Il cliente può scegliere il proprio difensore. L’incarico professionale può essere svolto solo dai sociin possesso degli specifici requisiti prescritti per l’esercizio dell’attività richiesta. Solo gli incaricati sonopersonalmente ed illimitatamente responsabili per l’attività svolta in esecuzione dell’incaricato. Con essirisponde la società con il proprio patrimonio. 3) Lo scopo di divisione degli utili (scopo-fine):Sotto il profilo dello scopo perseguibile le società possono essere distinte in 3 grandi categorie: a. Società lucrative (art. 2247 c.c.) con lo scopo di conseguire utili destinati ad essere divisi tra i soci; b. Società mutualistiche (art 2511 c.c.) con lo scopo di procurare ai soci un vantaggio patrimoniale diretto fornendo servizi o occasioni di lavoro a condizioni più vantaggiose; c. Società consortili (art. 2615-ter c.c.) con lo scopo di far usufruire i soci dei beni e servizi prodotti e messi a loro disposizione in modo da conseguire un vantaggio patrimoniale diretto nelle rispettive economie sotto forma di minori costi sopportati o di maggiori ricavi conseguiti.Gli elementi di distinzione tra le società e le associazioni risiedono nella natura dell’attività e nello scopo-fine perseguibile: - l’attività delle società dev’essere produttiva e condotta con metodo lucrativo o quanto meno economico; - lo scopo-fine delle società è uno scopo economico mentre quello delle associazioni è la devoluzione a terzi degli eventuali risultati positivi dell’attività comune.Quindi un’associazione per essere definita tale o non usa il metodo economico, o lo usa ma devolveistituzionalmente gli utili conseguiti a scopi altruistici. Ma spesso gruppi associativi con scopi ideali siservono dello strumento delle s.p.a. dichiarando nell’atto costitutivo un’attività economica ed uno scopolucrativo poi non perseguiti. Queste forme non sono legittime. Non poche sono le società di diritto specialesenza scopo di lucro.La differenza tra società e comunione è che la prima è un contratto che ha per oggetto l’esercizio in comunedi un’attività economica, la seconda è una situazione giuridica che sorge quando la proprietà o altro dirittoreale spetta in comune a più persone o un contratto che ha per oggetto il semplice godimento della cosacomune. Anche nella comunione è previsto lo svolgimento di attività a contenuto patrimoniale nell’interessecomune attraverso l’organizzazione di un gruppo ma il rapporto beni-attività ed i poteri di cuil’organizzazione è investita sono diversi nei 2 istituti: nella società i beni comuni hanno funzione servente,nella comunione è l’attività che svolge funzione servente rispetto ai beni. Nella società i beni che fanno partedel patrimonio sociale hanno un vincolo di stabile destinazione allo svolgimento dell’attività d’impresa, maciò non è presente nella comunione. Nella società e nella comunione operano i seguenti differenti principicardine: Società Comunione Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, Il socio non può servirsi, senza il consenso degli purché non ne alteri la destinazione e non impedisca altri soci, delle cose appartenenti al patrimonio agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo sociale per fini estranei a quelli della società. il loro diritto. Il singolo socio non può provocare a sua Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo discrezione lo scioglimento anticipato della società scioglimento della comunione. e la conseguente divisione del patrimonio sociale. Il creditore particolare del socio non può Il creditore particolare dei singoli comproprietari soddisfarsi direttamente sul patrimonio della può liberamente aggredire anche la cosa comune per società. soddisfarsi. 3
  4. 4. La comunione non gode di autonomia patrimoniale. Il regime patrimoniale delle società è applicabile soloquando i beni sono destinati allo svolgimento di un’attività d’impresa. Sono vietate le società di merogodimento.Il discriminante tra comunione e società è la presenza o meno di un’attività comune d’impresa. È possibileche dalla comunione si passi alla società e ciò avviene quando i comproprietari si servono dei beni relativiper l’esercizio di una comune attività d’impresa. Non è possibile l’esercizio di un’impresa collettiva priva diautonomia patrimoniale, definibile come comunione d’impresa. Ciò accade quando un’azienda in comunioneviene utilizzata dai comproprietari per l’esercizio in comune di attività d’impresa, senza precisi accordi inmerito al conferimento in società dei relativi beni. Un contratto di società può essere concluso anche per fatticoncludenti e per questi può avvenire anche il conferimento. L’effettivo esercizio di un’attività d’impresa èoggettivamente apprezzabile come non equivoco atto di destinazione societaria dei relativi beni.Con l’impresa familiare si è in presenza di un’impresa collettiva il cui esercizio non dà vita alla formazionedi un patrimonio autonomo ed il cui regime non è accostabile né a quello dell’ordinaria comunione né aquello della società di fatto. I creditori d’impresa potranno soddisfarsi su tutti i beni della comunione allapari con gli altri creditori della comunione senza diritto di preferenza e possono aggredire anche ilpatrimonio personale dei coniugi ma solo per la metà del credito e solo se i beni comuni non soddisfano idebiti. I creditori particolari possono soddisfarsi direttamente anche sui beni della comunione legale. B. I TIPI DI SOCIETÁLe società si distinguono in base a vari criteri: 1) lo scopo istituzionale perseguibile: società lucrative e società mutualistiche; 2) la natura dell’attività esercitabile: la società semplice è utilizzabile solo per attività non commerciali mentre tutte le altre società sono utilizzabili per attività commerciali e non; 3) la personalità giuridica: le società di capitali e le cooperative ce l’hanno, le società di persone no, quindi: Società di capitali Società di persone Organizzazione di tipo corporativo basata Non è prevista l’organizzazione di tipo corporativo. sulla presenza di una pluralità di organi. Modello organizzativo che riconosce ad ogni socio a Principio maggioritario domina il responsabilità illimitata il potere di amministrare la funzionamento degli organi sociali. società ma richiede il consenso di tutti i soci per le modifiche dell’atto costitutivo. Singolo socio senza potere diretto di amministrazione e di controllo, solo con Singolo socio a responsabilità illimitata con potere diritto di concorrere alla designazione dei di amministrazione e di rappresentanza della società. membri dell’organo di amministrazione e di controllo. 4) il regime di responsabilità per le obbligazioni sociali: nelle s.n.c. e nella società semplice rispondono sia il patrimonio sociale sia i singoli soci personalmente ed illimitatamente; nelle s.a.s. e s.a.p.a. ci sono soci a responsabilità limitata e soci a responsabilità illimitata; nelle s.p.a. e s.r.l. risponde solo il patrimonio sociale.Personalità giuridica ed autonomia patrimoniale costituiscono 2 diverse tecniche legislative per creare lecondizioni di diritto privato più propizie per la diffusione e lo sviluppo delle imprese societarie. Il legislatoreconcede ai creditori sociali un trattamento preferenziale rispetto ai creditori personali dei soci e consente achi costituisce una società di creare un diaframma fra il proprio patrimonio e le obbligazioni contrattecollettivamente nell’esercizio in comune dell’attività d’impresa. • Nelle società di capitali e nelle cooperative ciò è conseguito in modo diretto e lineare con il riconoscimento della personalità giuridica. Le società sono trattate come soggetti di diritto formalmente distinti dalle persone dei soci. Quindi queste godono di una perfetta autonomia patrimoniale. I beni conferiti diventano formalmente beni di proprietà della società. Comunque questa alterità società-soci è formale e sussiste nei limiti in cui essa è riconosciuta dall’ordinamento. In alcuni casi, in questi tipi di società, ci sono anche soggetti responsabili personalmente. 4
  5. 5. • Nelle società di persone, che non hanno personalità giuridica, i creditori personali dei soci non possono aggredire il patrimonio della società per soddisfarsi (solo gli utili spettanti al proprio debitore) mentre i creditori della società non possono aggredire il patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili (possono farlo solo dopo aver tentato con esito negativo di soddisfarsi sul patrimonio della società). I beni sociali sono considerati beni in comproprietà, le obbligazioni sociali sono qualificate come obbligazioni proprie dei soci e la responsabilità come responsabilità per debito proprio. La società acquista diritti e assume obbligazioni per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi. Le società di persone sono trattate come autonomi centri d’imputazione, come soggetti di diritto distinti dalle persone dei soci.Quanti costituiscono una società possono liberamente scegliere fra tutti i tipi di società previsti se l’attivitànon è commerciale, fra tutti i tipi tranne la società semplice se l’attività è commerciale. Se l’attività non ècommerciale, si applica la disciplina della società semplice a meno che i soci abbiano voluto costituire lesocietà secondo uno degli altri tipi. Se l’attività è commerciale, si applica la disciplina della s.n.c.. Scelto undeterminato tipo, le parti possono disegnare con clausole contrattuali un assetto organizzativo della lorosocietà parzialmente diverso da quello risultante dalla disciplina legale del tipo prescelto. Se le clausole sonoincompatibili con il tipo di società scelto, queste verranno annullate con l’applicazione automatica dellacorrispondente disciplina legale. Non può essere costituita una società stravagante che non risponde pernome e per criteri organizzativi ai tipi stabiliti dalla legge. In questo caso la sanzione è la nullità della societàatipica. I patti parasociali sono quegli accordi che vengono stipulati dai soci al di fuori dell’atto costitutivo,al momento della costituzione della società, per regolare il loro comportamento nella società o verso lasocietà. Questi vincolano solo gli attuali soci e la loro invalidità non incide sulla validità della società e degliatti sociali.Con la stipula del contratto le parti contraenti divengono membri della struttura organizzativa creata,acquistano la qualità di soci e diventano titolari di una serie articolata di situazioni soggettive di naturaamministrativa e di natura patrimoniale. Queste situazioni sono destinate ad esplicarsi all’interno e neiconfronti di un gruppo organizzato per la realizzazione di uno scopo comune. Capitolo II: La società semplice. La società in nome collettivoLa società semplice (art. 2251-2290 c.c.) è un tipo di società che può esercitare solo attività noncommerciale ed è il regime residuale dell’attività societaria non commerciale. È il prototipo normativo dellesocietà di persone in quanto la sua disciplina è in linea di principio applicabile anche alla s.n.c. e alla s.a.s.per i rinvii operati dal legislatore.La s.n.c. (art. 2291-2312 c.c.) è un tipo di società che può essere utilizzato sia per l’esercizio di attivitàcommerciale, sia per l’esercizio di attività non commerciale ed è il regime residuale dell’attività societariacommerciale. Tutti i soci rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e il pattocontrario non ha effetto nei confronti dei terzi (art. 2291 c.c.). A. LA COSTITUZIONE DELLA SOCIETÁNella società semplice il contratto non è soggetto a forme speciali, salve quelle richieste dalla natura deibeni conferiti (art. 2251 c.c.). Non sono dettate disposizioni specifiche per quanto riguarda il contenutodell’atto costitutivo. Fino al 1993 questo tipo di società non era assoggettata all’iscrizione nel registro delleimprese. Fino al 2001 l’iscrizione, che avviene nella sezione speciale del registro, ha avuto funzione dicertificazione anagrafica e di pubblicità notizia. Ora ha funzione di pubblicità legale. La registrazione, però,non incide né sull’esistenza né sulla disciplina.Per la s.n.c. sono dettate regole di forma e di contenuto per l’atto costitutivo. L’iscrizione nel registro delleimprese è condizione di regolarità della società ma non è condizione di esistenza della stessa. L’omessaregistrazione incide solo sulla disciplina della s.n.c.: i rapporti tra società e terzi vengono regolati sotto alcuniaspetti dalla disciplina della società semplice e la società si dice irregolare. Di contro una s.n.c. è regolarequando è iscritta nel registro delle imprese e quindi è disciplinata integralmente dalle norme della s.n.c.L’atto costitutivo della società dev’essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e devecontenere, per l’art. 2295 c.c.: 1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, il domicilio, la cittadinanza dei soci; 5
  6. 6. 2) la ragione sociale, “costituita dal nome di uno o più soci con lindicazione del rapporto sociale” (art. 2292 c.c.); 3) i soci che hanno lamministrazione e la rappresentanza della società; 4) la sede della società e le eventuali sedi secondarie; 5) loggetto sociale; 6) i conferimenti di ciascun socio, il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione; 7) le prestazioni a cui sono obbligati i soci di opera; 8) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti e la quota di ciascun socio negli utili e nelle perdite; 9) la durata della società.La forma scritta, a pena di nullità, è richiesta quando il conferimento ha per oggetto immobili o diritti realiimmobiliari ma ciò è richiesto solo per la validità del conferimento immobiliare e se manca sarà nullo solo ilvincolo col conferente. Se il conferimento non è indispensabile per lo svolgimento dell’attività sociale ciòs’interpreta dicendo che l’immobile è stato conferito a titolo di godimento infranovennale.Si parla di società di fatto quando il contratto di società si perfeziona per fatti concludenti. Essa è regolatadalla disciplina della società semplice, se l’attività non è commerciale, o da quella della s.n.c. irregolare, sel’attività è commerciale. Nel secondo caso è anche esposta al fallimento che determina automaticamente ilfallimento di tutti i soci, anche di quelli occulti.La società occulta è la società costituita con l’espressa e concorde volontà dei soci di non rivelarnel’esistenza all’esterno. Può essere una società di fatto o può risultare da atto scritto tenuto segreto dai soci.Per comune accordo l’attività d’impresa dev’essere svolta per conto della società ma senza spenderne ilnome. Non vi è l’esteriorizzazione della società. Nei rapporti esterni l’impresa si presenta come impresaindividuale di uno dei soci o anche di un terzo. Lo scopo è quello di limitare la responsabilità nei confrontidei terzi al patrimonio del solo gestore. Ma, se si acquisisce la prova dell’esistenza tramite alcuni indiciprobatori, la società occulta può anche fallire e si applica il 2° comma dell’art. 147 l.f..Una società, ancorché non esistente nei rapporti tra i presunti soci, deve considerarsi esistente all’esternoquando 2 o più persone operano in modo da ingenerare nei terzi l’opinione che essi agiscono come soci e dadeterminare in essi l’incolpevole affidamento circa l’esistenza effettiva della società. Questa è la societàapparente. Ciò non permette ai soci appartenenti di eccepire l’inesistenza della società e la società apparenteè assoggettata al fallimento.La partecipazione ad una società di persone richiede la capacità di agire. Per quanto riguarda lapartecipazione degli incapaci: - il minore, l’interdetto e l’inabilitato possono solo conservare la partecipazione proveniente per donazione o per successione mentre gli interdetti e gli inabili possono continuare la partecipazione con autorizzazione del tribunale; - il minore emancipato può partecipare alla costituzione o aderirvi successivamente, con autorizzazione del tribunale.Non esiste alcuna norma che vieta la partecipazione delle società di capitali in società di persone. Ma lapartecipazione di queste deve ritenersi inammissibile e nulla quando essa partecipa ad una s.n.c. o comeaccomandatario di una s.a.s..Il contratto di costituzione di una società di persone è invalido per le stesse cause previste dalla disciplinagenerale dei contratti: - nullità (quando il contratto è contrario a norme imperative, quando l’oggetto è impossibile o illecito, quando il motivo comune determinante è illecito); - annullabilità (in caso d’incapacità delle parti o di consenso viziato per errore, violenza o dolo).L’invalidità della singola partecipazione determinerà invalidità dell’intero contratto solo quando lapartecipazione viziata è essenziale per il conseguimento dell’oggetto sociale.La dichiarazione di nullità o l’annullamento dell’intero contratto se l’attività non è ancora iniziata produrràl’effetto ex nunc di liberare le parti dall’obbligo di eseguire i conferimenti promessi ed il diritto direstituzione di quelli eseguiti. 6
  7. 7. La sentenza di nullità intervenuta dopo l’inizio dell’attività opererà come semplice causa di scioglimentodella società. L’art. 2332 c.c. è applicabile anche alle società di persone: “Avvenuta liscrizione nel registrodelle imprese, la nullità della società può essere pronunciata soltanto nei seguenti casi: 1) mancanza dellatto costitutivo; 2) mancata stipulazione dellatto costitutivo nella forma di atto pubblico; 3) (Numero soppresso dallart. 32, comma 3, della L. 24.11.2000, n. 340, in G.U. 275/2000). 4) illiceità o contrarietà allordine pubblico delloggetto sociale; 5) mancanza nellatto costitutivo o nello statuto di ogni indicazione riguardante la denominazione della società, o i conferimenti, o lammontare del capitale sottoscritto o loggetto sociale; 6) inosservanza della disposizione di cui allart. 2329, n. 2; 7) incapacità di tutti i soci fondatori; 8) mancanza della pluralità dei fondatori.La dichiarazione di nullità non pregiudica lefficacia degli atti compiuti in nome della società dopoliscrizione nel registro delle imprese.I soci non sono liberati dallobbligo dei conferimenti fino a quando non sono soddisfatti i creditori sociali.La sentenza che dichiara la nullità nomina i liquidatori.La nullità non può essere dichiarata quando la causa di essa è stata eliminata per effetto di una modificazionedellatto costitutivo iscritta nel registro delle imprese.” B. L’ORDINAMENTO PATRIMONIALEIl socio è obbligato a eseguire i conferimenti determinati nel contratto sociale (art. 2253 c.c.). Ladeterminazione convenzionale del conferimento non è condizione essenziale per la valida costituzione dellesocietà di persona. Nel silenzio del contratto si presume che tutti i conferimenti debbano essere eseguiti indenaro e se i conferimenti non sono determinati, si presume che i soci siano obbligati a conferire, in partieguali tra loro, quanto è necessario per il conseguimento delloggetto sociale (art. 2253 c.c.).Può essere conferita ogni entità (bene o servizio) suscettibile di valutazione economica ed utile per ilconseguimento dell’oggetto sociale. Il conferimento può essere costituito anche dal trasferimento inproprietà o in godimento di un’azienda pur se gravata da debiti, dalla prestazione di garanzie,dall’inserimento del nome del socio nella ragione sociale ma non dalla semplice responsabilità personale edillimitata per le obbligazioni sociali.Per le cose conferite in proprietà la garanzia dovuta dal socio e il passaggio dei rischi sono regolati dallenorme sulla vendita (art. 2254 c.c.). Quindi il socio è tenuto alla garanzia per evizione e per vizi e su di luigrava il rischio del perimento per caso fortuito della cosa conferita finché la proprietà non sia passata allasocietà. Il perimento della cosa, prima che la proprietà sia passata alla società, comporta che il socio puòessere escluso dalla società ma finché ciò non è stato deliberato, il socio partecipa ai risultati attivi e passividell’attività.Il rischio delle cose conferite in godimento resta a carico del socio che le ha conferite come la loro proprietà.La garanzia per il godimento è regolata dalle norme sulla locazione (art. 2254 c.c.). Il socio potrà essereescluso dalla società qualora la cosa perisca o il godimento diventi impossibile per causa non imputabile agliamministratori. Il socio ha diritto alla restituzione del bene al termine della società nello stato in cui si trovao al risarcimento danni a carico del patrimonio sociale in caso contrario.Il socio che ha conferito un credito risponde dellinsolvenza del debitore, nei limiti indicati dallart. 1267 peril caso di assunzione convenzionale della garanzia (art. 2255 c.c.).Il socio d’opera è quel socio il cui conferimento è l’obbligo di prestare la propria attività lavorativa a favoredella società. Egli non è un lavoratore subordinato e non ha diritto al trattamento salariale e previdenziale: ilsuo compenso è la partecipazione ai guadagni della società. Su di lui grava il rischio dell’impossibilità disvolgimento della prestazione. In sede di liquidazione egli parteciperà solo alla ripartizione dell’eventualeattivo che residua dopo il rimborso del valore nominale del conferimento ai soci che hanno apportatocapitali, mentre non ha diritto al rimborso del valore del suo apporto, ciò compete solo a chi conferiscedenaro o beni in proprietà. In mancanza di pattuizioni la parte del socio d’opera è determinata dal giudicesecondo equità. 7
  8. 8. Il socio non può servirsi, senza il consenso degli altri soci, delle cose appartenenti al patrimonio sociale perfini estranei a quelli della società (art. 2256 c.c.). In caso contrario egli è tenuto al risarcimento dei danni e adessere escluso dalla società. Ciò è derogabile solo col consenso di tutti gli altri soci.Nella disciplina della società semplice è assente la nozione di capitale sociale. Non c’è nessuna norma chegarantisce che il patrimonio netto presenta un’eccedenza pari almeno alla cifra del capitale sociale. Non èrichiesta la valutazione iniziale dei conferimenti.Nella disciplina della s.n.c. è prescritto che l’atto costitutivo della società deve indicare i conferimenti diciascun socio, il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione (art. 2295 c.c.) ma non c’è nulla sullavalutazione dei conferimenti diversi dal denaro. Non può farsi luogo a ripartizione di somme tra soci se nonper utili realmente conseguiti. Se si verifica una perdita del capitale sociale, non può farsi luogo aripartizione di utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente (art. 2303 c.c.).La riduzione del capitale sociale è sempre facoltativa. La deliberazione di riduzione di capitale, medianterimborso ai soci delle quote pagate o mediante liberazione di essi dallobbligo di ulteriori versamenti, puòessere eseguita soltanto dopo 3 mesi dal giorno delliscrizione nel registro delle imprese, purché entro questotermine nessun creditore sociale anteriore alliscrizione abbia fatto opposizione. Il tribunale, nonostantel’opposizione, può disporre che lesecuzione abbia luogo, previa prestazione da parte della società diun’idonea garanzia (art. 2306 c.c.).Tutti i soci hanno diritto di partecipare agli utili e partecipano alle perdite della gestione sociale. Godonodella massima libertà nella determinazione della parte a ciascuno spettante e non è necessario che laripartizione sia proporzionale ai conferimenti. C’è solo un limite: è nullo il patto (patto leonino) con il qualeuno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite (art. 2265 c.c.) e nulli sono anche icriteri di ripartizione congegnati per escluderlo/i, le convenzioni fra soci non risultanti dall’atto costitutivoche violano il precedente art.. Ma i patti sono nulli se sono privi di una propria giustificazione causale fra leparti stipulanti e configurano un negozio in frode alla legge. Se il contratto nulla dispone, le parti spettanti aisoci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti. La parte spettante al socio cheha conferito la propria opera, se non è determinata dal contratto, è fissata dal giudice secondo equità (art.2263 c.c.). La determinazione della parte di ciascun socio nei guadagni e nelle perdite può essere rimessa adun terzo (art. 2264 c.c.). Nella società semplice, salvo patto contrario, ciascun socio ha diritto di percepire lasua parte di utili dopo lapprovazione del rendiconto (art. 2262 c.c.), predisposto dagli amministratori altermine di ogni anno, salvo quanto stabilito. Nella s.n.c. ciò va coordinato con l’obbligo della tenuta dellescritture contabili ed il bilancio dev’essere approvato da tutti i soci. L’approvazione del rendiconto o delbilancio è condizione sufficiente perché ciascun socio possa pretendere l’assegnazione della sua parte di utili.Nelle società di persone la maggioranza dei soci non può legittimamente deliberare la non distribuzione degliutili accertati ed il loro reinvestimento nella società, sarà necessario il consenso di tutti i soci.Le perdite incidono direttamente sul valore della singola partecipazione sociale riducendoloproporzionalmente. In sede di liquidazione il socio si vedrà rimborsare una somma inferiore al valoreoriginario del capitale conferito e solo all’atto di scioglimento della società i liquidatori possono richiedere aisoci illimitatamente responsabili le somme necessarie per il pagamento dei debiti sociali in proporzione allaparte di ciascuno nelle perdite.Nella società semplice e nella s.n.c. delle obbligazioni sociali risponde innanzitutto la società col propriopatrimonio: i creditori della società possono far valere i loro diritti sul patrimonio sociale. Nella societàsemplice per le obbligazioni sociali rispondono inoltre personalmente e solidalmente i soci che hanno agitoin nome e per conto della società e, salvo patto contrario, gli altri soci. Il patto deve essere portato aconoscenza dei terzi con mezzi idonei; in mancanza, la limitazione della responsabilità o lesclusione dellasolidarietà non è opponibile a coloro che non ne hanno avuto conoscenza (art. 2267 c.c.). Nella s.n.c. tutti isoci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e il patto contrario non ha effettonei confronti dei terzi. In entrambe le società la responsabilità per le obbligazioni sociali precedentementecontratte è estesa anche ai nuovi soci. Lo scioglimento parziale del rapporto sociale non fa venir meno laresponsabilità personale del socio per le obbligazioni anteriori al verificarsi di tali eventi. Ma lo scioglimentodeve essere portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei; in mancanza non è opponibile ai terzi che lohanno senza colpa ignorato. Nella collettiva regolare e nella società semplice l’opponibilità ai terzi dellecause di scioglimento resta soggetta al regime di pubblicità legale delle modificazioni dell’atto costitutivo,quindi, avvenuta l’iscrizione nel registro delle imprese, la cessazione della responsabilità personale per leobbligazioni successive sarà opponibile anche ai terzi che l’abbiano ignorato. 8
  9. 9. I creditori sociali sono tenuti a tentare di soddisfarsi sul patrimonio della società prima di poter aggredire ilpatrimonio personale dei soci. Nella società semplice il creditore sociale può rivolgersi direttamente alsingolo socio illimitatamente responsabile e sarà questi a dover invocare la preventiva escussione delpatrimonio sociale indicando i beni sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi. Nella s.n.c. regolareil beneficio di escussione opera automaticamente: i creditori sociali, anche se la società è in liquidazione, nonpossono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo lescussione del patrimonio sociale (art. 2304c.c.). Se ci sono le condizioni per poter agire contro i soci, il creditore sociale potrà chiedere a ciascuno diessi il pagamento integrale del proprio credito. Il socio che ha pagato potrà esercitare azione di regressoverso gli altri soci secondo la partecipazione di ciascuno nelle perdite ma prima dovrà agire in regresso versola società per l’intero debito. Spesso i creditori più forti si fanno rilasciare dai soci specifiche garanziepersonali per sottrarsi alle lungaggini della preventiva escussione del patrimonio sociale in casod’inadempimento.Il patrimonio della società è insensibile alle obbligazioni personali dei soci ed intangibile da parte dei lorocreditori. Il creditore personale del socio non può aggredire direttamente il patrimonio della società e se èanche debitore della società non può compensare il suo debito con il credito che ha verso il socio. Egli peròpuò far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al socio suo debitore e compiere atti conservativi sulla quotaallo stesso spettante nella liquidazione della società. Nella società semplice e nella s.n.c. irregolare ilcreditore particolare del socio può chiedere anche la liquidazione della quota del suo debitore provato che glialtri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti. La richiesta opera come causa diesclusione di diritto del socio. La società sarà tenuta a versare una somma di denaro corrispondente al valoredella quota al momento della domanda. Per la s.n.c. regolare il creditore particolare del socio, finché dura lasocietà, non può chiedere la liquidazione della quota del socio debitore. Ma i soci possono prorogare ladurata della società: se la proroga è espressa ed iscritta nel registro delle imprese, il creditore particolare delsocio può fare opposizione alla proroga della società, entro 3 mesi dalla iscrizione della deliberazione. Selopposizione è accolta, la società deve, entro 3 mesi dalla notificazione della sentenza, liquidare la quota delsocio debitore dellopponente; se la proroga è tacita ciascun socio può sempre recedere dalla società, dandopreavviso, e il creditore particolare del socio può chiedere la liquidazione della quota del suo debitore anorma dellart. 2270 (se gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti, il creditoreparticolare del socio può inoltre chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota del suo debitore). C. L’ATTIVITÁ SOCIALEÈ previsto un modello di organizzazione fondato sulla distinzione amministrazione-modificazioni dell’attocostitutivo e basato sui seguenti principi: a) Ogni socio illimitatamente responsabile è investito del potere di amministrazione e di rappresentanza della società; b) È necessario il consenso di tutti i soci per le modificazioni del contratto sociale.L’amministrazione della società è l’attività di gestione dell’impresa sociale. Il potere di amministrare è ilpotere di compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale. Ogni socio illimitatamente responsabile èamministratore ma l’atto costitutivo può limitare l’esercizio dell’attività amministrativa ad alcuni soci. Cisono 2 tipi di amministrazione: 1. Amministrazione disgiuntiva (art. 2257 c.c.): “Salvo diversa pattuizione (nell’atto costitutivo), lamministrazione della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri (ciascun socio può intraprendere da solo e senza il consenso o il parere degli altri amministratori tutte le operazioni che rientrano nell’oggetto sociale). Se lamministrazione spetta disgiuntamente a più soci, ciascun socio amministratore ha diritto di opporsi alloperazione che un altro voglia compiere, prima che sia compiuta. La maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, decide sullopposizione”. 2. Amministrazione congiuntiva (art. 2258 c.c.): “Se lamministrazione spetta congiuntamente a più soci (stabilito ciò nell’atto costitutivo), è necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali. Se è convenuto che per lamministrazione o per determinati atti sia necessario il consenso della maggioranza, questa si determina a norma dellultimo comma dellarticolo precedente. Nei casi preveduti da questo articolo, i singoli amministratori non possono compiere da soli alcun atto, salvo che vi sia urgenza di evitare un danno alla società”. 9
  10. 10. Il potere di rappresentanza è il potere di agire nei confronti dei terzi in nome della società, dando luogoall’acquisto di diritti e all’assunzione di obbligazioni da parte della stessa. Esso coincide puntualmente colpotere gestorio. In mancanza di diversa disposizione dell’atto costitutivo esso spetta a ciascun socioamministratore. Nell’amministrazione disgiuntiva ogni socio può decidere da solo e stipulare atti in nomedella società. Nell’amministrazione congiuntiva tutti gli amministratori devono partecipare alla stipulazionedell’atto. Il potere gestorio e quello di rappresentanza si estendono a tutti gli atti che rientrano nell’oggettosociale e la rappresentanza è anche processuale. L’atto costitutivo può prevedere una diversa regolazione delpotere gestorio e di rappresentanza. Ci possono essere anche delle limitazioni all’estensione del potere dirappresentanza del singolo amministratore. Nella s.n.c. regolare essere non sono opponibili ai terzi se noniscritte nel registro delle imprese o se non si provi che i terzi ne hanno avuto effettiva conoscenza. Nellas.n.c. irregolare l’omessa registrazione si ritorce contro i soci. Nella società semplice si applica la disciplinadella s.n.c. regolare mentre prima si distingueva tra limitazioni originarie, sempre opponibili a terzi, esuccessive, portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei.I soci amministratori possono essere nominati direttamente nell’atto costitutivo o ivi può essere stabilito chesaranno nominato con atto separato. È rilevante ai fini della revoca la distinzione fra amministratori nominatinell’atto costitutivo e amministratori nominati con atto separato: la revoca del primo porta una modificadell’atto costitutivo, dev’essere decisa all’unanimità e non ha effetto se non ricorre una giusta causa, larevoca del secondo è fatta secondo le norme del mandato anche se non ricorre una giusta causa. La revocaper giusta causa può in ogni caso essere chiesta giudizialmente da ciascun socio.Il rapporto di amministrazione costituisce rapporto autonomo e distinto dal rapporto sociale. Esso è unrapporto sui generis non risolubile in quello del mandato. L’amministratore è investito per legge del potere dicompiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale. Restano esclusi solo gli atti che modificano l’attocostitutivo. Nella s.n.c. gli amministratori devono tenere le scritture contabili e redigere il bilanciod’esercizio e devono provvedere agli adempimenti pubblicitari connessi all’iscrizione nel registro delleimprese. Sono solidamente responsabili verso la società degli obblighi imposti. Hanno diritto ad uncompenso per il loro ufficio.I soci non amministratori hanno: - il diritto di avere notizie dello svolgimento degli affari sociali; - il diritto di consultare i documenti relativi all’amministrazione; - il diritto di ottenere il rendiconto degli affari sociali.La s.n.c. ammette la figura dell’amministratore estraneo. Egli gestisce l’impresa nell’interesse esclusivo deisoci ma è revocabile ad nutum ed è tenuto a rispettare le direttive provenienti dai soci.Per l’art. 2301 c.c., nella s.n.c., “il socio non può, senza il consenso degli altri soci, esercitare per contoproprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, né partecipare come socio illimitatamenteresponsabile ad altra società concorrente. Il consenso si presume, se lesercizio dellattività o lapartecipazione ad altra società preesisteva al contratto sociale, e gli altri soci ne erano a conoscenza. In casodinosservanza delle disposizioni del primo comma la società ha diritto al risarcimento del danno, salvalapplicazione dellart. 2286.” Il divieto non impedisce di partecipare come socio limitatamente responsabilein un’altra società concorrente né lo svolgimento di altra attività della società quando si esclude un rapportoconcorrenziale e può essere rimosso dagli altri soci.Il contratto sociale può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non é convenutodiversamente. Nella s.n.c., ed ora anche nella società semplice, le modificazioni dell’atto costitutivo sonosoggette a pubblicità legale e finché non sono state iscritte nel registro delle imprese non sono opponibili aterzi, a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza. Nella s.n.c. irregolare le modificazioni devonoessere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei e non sono opponibili a coloro che le hanno ignorate.Può essere prevista nell’atto costitutivo una clausola che delibera la modificabilità a maggioranza dell’attocostitutivo.Il consenso di tutti i soci è necessario quando la decisione tocca le basi organizzative della società (revocadell’amministratore nominato nell’atto costitutivo, trasformazione della società, cambiamento del metodo diamministrazione, V art. 2256 e 2301 c.c.)mentre la regola della maggioranza e della maggioranza calcolata 10
  11. 11. per quote d’interesse trova applicazione quando si tratta di decisioni che attengono alla gestione dell’impresacomune (nomina e revoca degli amministratori per atto separato, approvazione del bilancio…). D. SCIOGLIMENTO DEL SINGOLO RAPPORTO SOCIALEIl singolo socio può cessare di far parte della società per: • Morte: produce come effetto ex-lege lo scioglimento del rapporto con la società con il conseguente obbligo per i soci superstiti di liquidare la quota del socio defunto ai suoi eredi entro 6 mesi a meno che preferiscano decidere entro 6 mesi tra sciogliere la società (così gli eredi non hanno più diritto alla liquidazione della quota nel termine dei 6 mesi ma devono attendere la conclusione delle operazioni di liquidazione della società per partecipare alla divisione dell’attivo residuo) ovvero continuarla con gli eredi stessi e questi vi acconsentano (diventano soci per atto tra i vivi ma anche tutti i soci superstiti devono acconsentire), salvo contraria disposizione del contratto sociale. I soci possono stabilire diversamente con alcune clausole: • la clausola di consolidazione (agli eredi verrà liquidato il valore della quota del defunto che resterà nella società); • la clausola di continuazione con gli eredi (consenso al trasferimento della quota mortis causa precludendosi le altre alternative) può essere: • vincolante solo per i superstiti; • vincolante gli eredi all’entrata in società; • deliberante l’automatico subingresso degli eredi in società. • Recesso: è lo scioglimento del rapporto sociale per volontà del socio. Ogni socio può recedere liberamente dalla società quando questa è contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci. Può inoltre recedere nei casi previsti nel contratto sociale ovvero quando sussiste una giusta causa nel caso di contratto a tempo determinato (in tal caso il recesso ha effetto immediato. Nei casi previsti nel primo comma il recesso deve essere comunicato agli altri soci con un preavviso di almeno 3 mesi (art. 2285 c.c.). • Esclusione: è escluso di diritto il socio che sia dichiarato fallito dal giorno stesso della dichiarazione di fallimento. Parimenti è escluso di diritto il socio nei cui confronti un suo creditore particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota a norma dellart. 2270 e solo quando la liquidazione è effettivamente avvenuta (art. 2288 c.c.). Lesclusione di un socio può avere luogo per gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge o dal contratto sociale, nonché per linterdizione, linabilitazione del socio o per la sua condanna ad una pena che importa linterdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici. Il socio che ha conferito nella società la propria opera o il godimento di una cosa può altresì essere escluso per la sopravvenuta inidoneità a svolgere lopera conferita o per il perimento della cosa dovuto a causa non imputabile agli amministratori. Parimenti può essere escluso il socio che si è obbligato con il conferimento a trasferire la proprietà di una cosa, se questa è perita prima che la proprietà sia acquistata alla società (art. 2286 c.c.). L’esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste col rispetto del metodo assembleare. La deliberazione dev’essere comunicata all’escluso e ha effetto 30 giorni dopo la data di comunicazione. Entro tale termine il socio può fare opposizione davanti al tribunale che può sospendere l’esecuzione della delibera. Se non ottiene la sospensiva il socio cessa di far parte della società ma in caso di accoglimento dell’opposizione è reintegrato nella società con effetto retroattivo. Se la società si compone di due soci, lesclusione di uno di essi è pronunciata dal tribunale, su domanda dellaltro.Nei casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente a un socio, questi o i suoi eredi hanno dirittosoltanto ad una somma di danaro che rappresenti il valore della quota. La liquidazione della quota è fatta inbase alla situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si verifica lo scioglimento ed il suo valore èdeterminato attribuendo ai beni il loro valore effettivo nonché tenendo conto del valore dell’avviamentodell’azienda e degli utili e delle perdite sulle operazioni in corso. Salvo quanto è disposto nellart. 2270, ilpagamento della quota spettante al socio deve essere fatto entro 6 mesi dal giorno in cui si verifica loscioglimento del rapporto. E. SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETÁL’art. 2272 c.c. dice che la società semplice e la s.n.c. si sciolgono: 11
  12. 12. 1) per il decorso del termine fissato nell’atto costitutivo (ma è possibile prorogare questo termine sia espressamente sia tacitamente quando, decorso il tempo per cui fu contratta, i soci continuano a compiere le operazioni sociali); 2) per il conseguimento delloggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo (ostacoli al funzionamento della società determinati dall’insanabile discordia tra soci); 3) per la volontà di tutti i soci (salvo che l’atto costitutivo non preveda la deliberazione a maggioranza); 4) quando viene a mancare la pluralità dei soci, se nel termine di sei mesi questa non è ricostituita; 5) per le altre cause previste dal contratto sociale; 6) per fallimento e per provvedimento dell’autorità governativa con cui dispone la liquidazione coatta amministrativa della società (solo per la s.n.c.).Le cause di scioglimento operano automaticamente, la società entra automaticamente in stato di liquidazionee la s.n.c. deve espressamente indicarlo negli atti e nella corrispondenza. Prima dell’estinzione si deveprovvedere al soddisfacimento dei creditori sociali e alla distribuzione del residuo attivo ai soci. I poteri degliamministratori sono limitati al compimento degli affari urgenti poiché la loro attività è esercitata dailiquidatori, nominati con il consenso di tutti i soci o, in caso di disaccordo, dal presidente del tribunale, cheperò non possono intraprendere nuove operazioni e rispondono solidalmente e personalmente per gli affarisociali intrapresi noncuranti del divieto. Se i fondi disponibili risultano insufficienti per il pagamento deidebiti sociali, i liquidatori possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti sulle rispettive quote e, seoccorre, le somme necessarie, nei limiti della rispettiva responsabilità e in proporzione della parte diciascuno nelle perdite. I creditori personali dei soci dovranno attendere l’espletamento della liquidazione perpotersi rivalere sulla quota di liquidazione. Non muta la posizione dei creditori della società. Lo stato diliquidazione può essere revocato dall’unanimità dei soci con il ritorno alla normale attività di gestione e conla continuazione della stessa società.Il procedimento di liquidazione è regolato dagli art. 2275-2283 c.c. e dagli art. 2309-2312 per la s.n.c. mapuò essere anche determinato dai soci nel contratto sociale o al momento dello scioglimento. Ha inizio con lanomina di 1 o più liquidatori con il consenso di tutti i soci o, in caso di disaccordo, con l’intervento delpresidente del tribunale. I liquidatori possono essere revocati per volontà di tutti i soci e in ogni caso daltribunale per giusta causa su domanda di uno o più soci. Nella s.n.c. la deliberazione dei soci o la sentenzache nomina i liquidatori e ogni atto successivo che importa cambiamento nelle persone dei liquidatoridevono essere, entro 30 giorni dalla notizia della nomina, depositati in copia autentica a cura dei liquidatorimedesimi per liscrizione presso lufficio del registro delle imprese. Nella s.n.c. irregolare dev’essere portataa conoscenza dei terzi con mezzi idonei.Con l’accettazione della nomina i liquidatori prendono il posto degli amministratori che devono consegnareai liquidatori i beni e i documenti sociali e presentare ad essi il conto della gestione relativo al periodosuccessivo allultimo rendiconto. I liquidatori devono prendere in consegna i beni e i documenti sociali, eredigere, insieme con gli amministratori, linventario dal quale risulti lo stato attivo e passivo del patrimoniosociale. Linventario deve essere sottoscritto dagli amministratori e dai liquidatori.. I liquidatori devonodefinire i rapporti che si ricollegano all’attività sociale: convertire in denaro i beni, pagare i creditori,ripartire il residuo attivo tra i soci. I liquidatori possono compiere gli atti necessari per la liquidazione e, se isoci non hanno disposto diversamente, possono vendere anche in blocco i beni sociali e fare transazioni ecompromessi. Essi rappresentano la società anche in giudizio. Se i fondi disponibili risultano insufficienti peril pagamento dei debiti sociali, i liquidatori possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti sullerispettive quote e, se occorre, le somme necessarie, nei limiti della rispettiva responsabilità e in proporzionedella parte di ciascuno nelle perdite. Nella stessa proporzione si ripartisce tra i soci il debito del socioinsolvente. Ma i liquidatori non possono intraprendere nuove operazioni. Contravvenendo a tale divieto, essirispondono personalmente e solidalmente per gli affari intrapresi. Inoltre non possono ripartire tra i soci,neppure parzialmente, i beni sociali, finché non siano pagati i creditori della società o non siano accantonatele somme necessarie per pagarli. Gli obblighi e la responsabilità dei liquidatori sono regolati dalledisposizioni stabilite per gli amministratori, in quanto non sia diversamente disposto dalle norme seguenti odal contratto sociale.Estinti tutti i debiti i liquidatori devono restituire ai soci i beni conferiti in godimento nello stato in cui sitrovano. Se i beni sono periti o deteriorati per causa imputabile agli amministratori, i soci hanno diritto alrisarcimento del danno a carico del patrimonio sociale, salva lazione contro gli amministratori. Se è 12
  13. 13. convenuto che la ripartizione dei beni sia fatta in natura, si applicano le disposizioni sulla divisione dellecose comuni. Estinti i debiti sociali, lattivo residuo é destinato al rimborso del valore nominale deiconferimenti. Leventuale eccedenza é ripartita tra i soci in proporzione della parte di ciascuno nei guadagni.Lammontare dei conferimenti non aventi per oggetto somme di danaro è determinato secondo la valutazioneche ne è stata fatta nel contratto o, in mancanza, secondo il valore che essi avevano nel momento in cuifurono eseguiti.Nella società semplice non vi è nessuna regola procedimentale per la chiusura del procedimento diliquidazione.Nella s.n.c. compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale e proporre ai soci ilpiano di riparto (proposta di divisione dell’attivo residuo fra i soci). Il bilancio, sottoscritto dai liquidatori, eil piano di riparto devono essere comunicati mediante raccomandata ai soci, e sintendono approvati se nonsono stati impugnati nel termine di 2 mesi dalla comunicazione. In caso dimpugnazione del bilancio e delpiano di riparto, il liquidatore può chiedere che le questioni relative alla liquidazione siano esaminateseparatamente da quelle relative alla divisione, alle quali il liquidatore può restare estraneo. Conlapprovazione del bilancio i liquidatori sono liberati di fronte ai soci.Nella s.n.c. irregolare la chiusura del procedimento di liquidazione determina l’estinzione della societàsempreché la disciplina sia stata interamente rispettata e siano stati soddisfatti tutti i creditori sociali.Nella s.n.c. regolare, approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere lacancellazione della società dal registro delle imprese. Dalla cancellazione della società i creditori sociali chenon sono stati soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci e, se il mancato pagamento èdipeso da colpa dei liquidatori, anche nei confronti di questi. Le scritture contabili e i documenti che nonspettano ai singoli soci sono depositati presso la persona designata dalla maggioranza. Le scritture contabili ei documenti devono essere conservati per dieci anni a decorrere dalla cancellazione della società dal registrodelle imprese (art. 2312 c.c.). I creditori della s.n.c. possono chiedere il fallimento dei soci entra 1 anno dallacancellazione della società dal registro delle imprese. Capitolo III: La società in accomandita sempliceLa s.a.s. risponde alla funzione economica di consentire l’aggregazione di soggetti che intendono gestirepersonalmente gli affari sociali assumendo la responsabilità illimitata e di soggetti che intendono finanziarel’attività dei primi con rischio e poteri limitati ma assumendo la veste di soci.Infatti la s.a.s. è una società di persone che si differenzia dalla s.n.c. per la presenza di 2 categorie di soci: 1) Soci Accomandatari: rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali e solo a loro compete l’amministrazione della società; 2) Soci Accomandanti: rispondono limitatamente alla quota conferita per le obbligazioni sociali.Questa struttura consente l’esercizio di un’impresa commerciale con limitazioni del rischio e non esposizionea fallimento personale per alcuni soci.Alla s.a.s. si applicano le disposizioni relative alla s.n.c. (art. 2315 c.c.). Latto costitutivo deve indicare i sociaccomandatari e i soci accomandanti (art. 2316 c.c.) e la sua omessa registrazione nel registro delle impresecomporta solo l’irregolarità della società.La s.a.s. agisce sotto una ragione sociale costituita dal nome di almeno 1 dei soci accomandatari, conlindicazione di “s.a.s.”. Laccomandante, il quale consente che il suo nome sia compreso nella ragionesociale, risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente con i soci accomandatari per le obbligazionisociali (art. 2314 c.c.).La partecipazione di un incapace alla s.a.s. è subordinata in ogni caso allosservanza delle disposizioni degliarticoli 320, 371, 397, 424 e 425. Ma si ritiene che questo regime non sia applicabile quando l’incapace èaccomandante.I soci accomandatari hanno i diritti e gli obblighi dei soci della s.n.c.. Lamministrazione della società puòessere conferita soltanto a loro (art. 2318 c.c.).I soci accomandanti hanno il diritto di concorrere con gli accomandatari alla nomina e alla revoca degliamministratori quando l’atto costitutivo prevede la designazione degli stessi con atto separato (per l’art. 2319 13
  14. 14. c.c. “se latto costitutivo non dispone diversamente, per la nomina degli amministratori e per la loro revocanel caso indicato nel secondo comma dellart. 2259 sono necessari il consenso dei soci accomandatari elapprovazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essisottoscritto.”)e il diritto a chiedere la revoca per giusta causa degli amministratori.I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, né trattare o concludere affari in nomedella società, se non in forza di procura speciale per singoli affari. Il socio accomandante che contravviene atale divieto assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali e puòessere escluso a norma dellart. 2286. I soci accomandanti possono tuttavia prestare la loro opera sotto ladirezione degli amministratori e, se latto costitutivo lo consente, dare autorizzazioni e pareri per determinateoperazioni e compiere atti di ispezione e di sorveglianza. In ogni caso essi hanno diritto di averecomunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite, e di controllarne lesattezza,consultando i libri e gli altri documenti della società (art. 2320 c.c.). I soci accomandanti non sono tenuti allarestituzione degli utili riscossi in buona fede secondo il bilancio regolarmente approvato (art. 2321 c.c.).Per quanto riguarda il trasferimento della partecipazione sociale per i soci accomandatari valgono le regoledei soci della s.n.c., per gli accomandanti l’art. 2322 c.c. dice che “La quota di partecipazione del socioaccomandante è trasmissibile per causa di morte. Salvo diversa disposizione dellatto costitutivo, la quotapuò essere ceduta, con effetto verso la società, con il consenso dei soci che rappresentano la maggioranza delcapitale.”La s.a.s. si scioglie, oltre che per le cause previste nellart. 2308, quando rimangono soltanto sociaccomandanti o soci accomandatari, sempreché nel termine di 6 mesi non sia stato sostituito il socio che èvenuto meno. Se vengono a mancare tutti gli accomandatari, per il periodo indicato dal comma precedentegli accomandanti nominano un amministratore provvisorio per il compimento degli atti di ordinariaamministrazione. Lamministratore provvisorio non assume la qualità di socio accomandatario. Scaduti i 6mesi senza che venga ricostituita la categoria mancante, la s.a.s. si trasforma tacitamente in una s.n.c.irregolare. I procedimenti di liquidazione e di estinzione sono uguali a quelli della s.n.c.. Salvo il dirittoprevisto dal secondo comma dellart. 2312 nei confronti degli accomandatari e dei liquidatori, i creditorisociali che non sono stati soddisfatti nella liquidazione della società possono far valere i loro crediti anchenei confronti degli accomandanti, limitatamente alla quota di liquidazione.È irregolare la s.a.s. il cui atto costitutivo non sia stato iscritto nel registro delle imprese. In questo tipo disocietà il divieto d’immistione degli accomandanti ha carattere assoluto. La disciplina da seguire è quelladella s.n.c. irregolare. Capitolo I: La società per azioniLa s.p.a. forma con la s.r.l. e la s.a.p.a. la categoria delle società di capitali ed è una società nella quale: 1) per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società col suo patrimonio, a differenza della s.a.p.a.; 2) la partecipazione sociale è rappresentata da azioni, a differenza della s.r.l..La s.p.a. è il prototipo normativo delle società di capitali in quanto la sua disciplina è in gran parteapplicabile anche alla s.r.l. e alla s.a.p.a.. È il tipo di società più importante nella realtà economica a causadella sua ampia diffusione e perché è la forma elettiva delle imprese di media e grande dimensione.Le caratteristiche della s.p.a. sono: a) Personalità giuridica: la s.p.a. è un soggetto di diritto formalmente distinto dalle persone dei soci e gode di una perfetta autonomia patrimoniale; b) Responsabilità limitata dei soci: tutti i soci non assumono alcuna responsabilità personale per le obbligazioni sociali, sono obbligati solo ad eseguire i conferimenti, perciò i creditori della società possono far affidamento solo sul patrimonio per soddisfarsi; c) Organizzazione corporativa: è basata sulla presenza dell’assemblea, degli amministratori e del collegio sindacale. Il singolo socio ha solo il diritto di concorrere col suo voto alla designazione dei membri dell’organo amministrativo e di controllo. Solo questi ultimi rispondono personalmente dei danni arrecati alla società. L’assemblea è regolata dal regime maggioritario e il peso di ogni socio è proporzionato alla quota di capitale sottoscritto e al numero di azioni possedute. C’è un adeguato equilibrio fra ponderazione nelle decisioni ed efficienza e rapidità nella condotta degli affari sociali; 14
  15. 15. d) Quote di partecipazione rappresentate da azioni: sono partecipazioni-tipo omogenee e standardizzate con uguale valore e conferenti uguali diritti. La divisione del capitale sociale è fatta con un criterio astratto-matematico, dividendolo con il valore nominale delle azioni e ciò rende le azioni liberamente trasferibili e consentono la loro circolazione attraverso idonei documenti.La grande impresa sceglie la tipologia della s.p.a. per la limitazione del rischio individuale dei soci e lapossibilità di pronta mobilitazione dell’investimento che favoriscono la raccolta d’ingenti capitali. Si rendepossibile la compartecipazioni di azionisti imprenditori, di numero più ristretto ed animati da spiritoimprenditoriale, e azionisti risparmiatori, animati solo dall’intento d’investire fruttuosamente il propriorisparmio e rassicurati dalla possibilità di pronto disinvestimento. Ma la s.p.a. viene utilizzata anche persocietà a ristretta base azionaria.La disciplina della s.p.a. ha subito numerosi interventi legislativi che hanno dato risposta ai problemi irrisoltidal legislatore del 1942 e che hanno dato attuazione alle direttive emanate dall’UE. Le tendenze sono queste: 1. È stato frenato il proliferare di mini s.p.a. con capitale del tutto irrisorio innalzando il capitale minimo richiesto da £ 1.000.000 del 1942 a £ 200.000.000 del 1977 e a € 120.000 del 2004; 2. Si è dettata una specifica disciplina per le s.p.a. quotate in mercati regolamentati: • L. 216/1974: introduzione delle azioni di risparmio, maggior trasparenza degli assetti proprietari, certificazione del bilancio, istituzione della CONSOB, organo pubblico di controllo; • Riforma del mercato mobiliare del 1983: introduzione di nuove figure d’intermediari, di organismi d’investimento collettivo e di specifiche regole di comportamento per l’offerta al pubblico di valori mobiliari; • TUF (1998): revisione di tutti gli istituti delle società quotate precedentemente introdotti, potenziamento dell’informazione societaria, rafforzamento degli strumenti di tutela delle minoranze ed introduzione di altri, disciplina dei sindacati di voto, ridefinizione del ruolo del collegio sindacale. 3. Si è riformata la disciplina delle società non quotate. L’obiettivo della riforma è quello di semplificare la disciplina delle società di capitali e di ampliare lo spazio riconosciuto all’autonomia statutaria per favorire la nascita, la crescita e la competitività delle imprese italiane. Le caratteristiche della riforma sono: • Introduzione delle s.p.a. unipersonale r.l.; • Disciplina più flessibile dei conferimenti con possibilità di costituire patrimoni autonomi destinati ad un singolo affare; • Previsione di nuove categorie di azioni; • Semplificazione della disciplina delle assemblee e introduzione di una disciplina dei patti parasociali anche per le società non quotate; • Previsione di nuovi modelli di amministrazione e di controllo della società. 4. Si va delineando una disciplina specifica per i gruppi di società.La s.p.a. è disciplinata dagli art. 2325-2451 c.c.. A. LA COSTITUZIONELa costituzione della s.p.a. si articola in 2 fasi essenziali: 1. la stipulazione dell’atto costitutivo per atto pubblicoPuò avvenire secondo 2 procedimenti: a) stipulazione simultanea: l’atto costitutivo è stipulato immediatamente da coloro che assumono l’iniziativa per la costituzione della società e questi provvedono contestualmente all’integrale sottoscrizione del capitale iniziale; b) stipulazione per pubblica sottoscrizione: l’atto costitutivo è stipulato al termine di un procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale ed è congegnato in modo da subordinare la stipulazione dell’atto costitutivo alla preventiva sottoscrizione del capitale sociale. Il procedimento si articola in 4 fasi: I. I promotori predispongono un programma che ne indichi loggetto e il capitale, le principali disposizioni dellatto costitutivo e dello statuto, leventuale partecipazione che i promotori si riservano agli utili e il termine entro il quale deve essere stipulato latto costitutivo. Il 15
  16. 16. programma con le firme autenticate dei promotori, prima di essere reso pubblico, deve essere depositato presso un notaio (art. 2333). II. Raccolte le sottoscrizioni, i promotori, con raccomandata o nella forma prevista nel programma, devono assegnare ai sottoscrittori un termine non superiore a 30 giorni per fare il versamento. Decorso inutilmente questo termine, è in facoltà dei promotori di agire contro i sottoscrittori morosi o di scioglierli dallobbligazione assunta. Qualora i promotori si avvalgano di quest’ultima facoltà, non può procedersi alla costituzione della società prima che siano collocate le azioni che quelli avevano sottoscritte (art. 2334). III. Salvo che il programma stabilisca un termine diverso, i promotori, nei 20 giorni successivi al termine fissato per il versamento, devono convocare lassemblea dei sottoscrittori mediante raccomandata, da inviarsi a ciascuno di essi almeno 10 giorni prima di quello fissato per lassemblea, con lindicazione delle materie da trattare. Lassemblea dei sottoscrittori: - accerta lesistenza delle condizioni richieste per la costituzione della società; - delibera sul contenuto dellatto costitutivo e dello statuto; - delibera sulla riserva di partecipazione agli utili fatta a proprio favore dai promotori; - nomina gli amministratori, i membri del collegio sindacale e, quando previsto, il soggetto cui è demandato il controllo contabile. IV. Lassemblea è validamente costituita con la presenza della metà dei sottoscrittori. Ciascun sottoscrittore ha diritto a un voto, qualunque sia il numero delle azioni sottoscritte, e per la validità delle deliberazioni si richiede il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Tuttavia per modificare le condizioni stabilite nel programma è necessario il consenso di tutti i sottoscrittori (art. 2335). Gli intervenuti allassemblea, in rappresentanza anche dei sottoscrittori assenti, stipulano latto costitutivo (art. 2336). I promotori sono solidalmente responsabili verso i terzi per le obbligazioni assunte per costituire la società. La società è tenuta a rilevare i promotori dalle obbligazioni assunte e a rimborsare loro le spese sostenute, sempre che siano state necessarie per la costituzione della società o siano state approvate dallassemblea. Se per qualsiasi ragione la società non si costituisce, i promotori non possono rivalersi verso i sottoscrittori delle azioni (art. 2338). Essi sono solidalmente responsabili verso la società e verso i terzi: 1) per lintegrale sottoscrizione del capitale sociale e per i versamenti richiesti per la costituzione della società; 2) per lesistenza dei conferimenti in natura in conformità della relazione giurata indicata nellart. 2343; 3) per la veridicità delle comunicazioni da essi fatte al pubblico per la costituzione della società. Sono del pari solidalmente responsabili verso la società e verso i terzi coloro per conto dei quali i promotori hanno agito (art 2339). I promotori possono riservarsi nellatto costitutivo, indipendentemente dalla loro qualità di soci, una partecipazione non superiore complessivamente a un decimo degli utili netti risultanti dal bilancio e per un periodo massimo di cinque anni. Essi non possono stipulare a proprio vantaggio altro beneficio (art. 2340). Ciò si applica anche ai soci che nella costituzione simultanea o in quella per pubblica sottoscrizione stipulano latto costitutivo (art. 2341).La s.p.a. può essere costituita per contratto o per atto unilaterale. Latto costitutivo deve essere redatto peratto pubblico e deve indicare: 1) il cognome e il nome o la denominazione, la data e il luogo di nascita o di costituzione, il domicilio o la sede, la cittadinanza dei soci e degli eventuali promotori, nonché il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi; 2) la denominazione (deve contenere “s.p.a.”) e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie; 3) lattività che costituisce loggetto sociale (è pratica diffusa indicare una pluralità di attività); 4) lammontare del capitale sottoscritto e di quello versato; 5) il numero e leventuale valore nominale delle azioni, le loro caratteristiche e le modalità di emissione e circolazione; 6) il valore attribuito ai crediti e beni conferiti in natura; 7) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti (solo se si vuole modificare la disciplina legale); 16
  17. 17. 8) i benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori; 9) il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la rappresentanza della società; 10) il numero dei componenti il collegio sindacale; 11) la nomina dei primi amministratori e sindaci e, quando previsto, del soggetto al quale è demandato il controllo contabile; 12) limporto globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a carico della società; 13) la durata della società ovvero, se la società è costituita a tempo indeterminato, il periodo di tempo, comunque non superiore ad un anno, decorso il quale il socio potrà recedere.L’omissione di uno o più punti legittima il rifiuto del notaio di stipulare l’atto. Lo statuto contenente lenorme relative al funzionamento della società, anche se forma oggetto di atto separato, costituisce parteintegrante dellatto costitutivo e in caso di mancanza della forma di atto pubblico è nullo. In caso di contrastotra le clausole dellatto costitutivo e quelle dello statuto prevalgono le seconde (art. 2328).La s.p.a. deve costituirsi con un capitale non inferiore a € 120.000 (art. 2327), salvo i casi in cui leggispeciali impongono un capitale minimo più elevato. Per procedere alla costituzione della società ènecessario: 1) che sia sottoscritto per intero il capitale sociale; 2) che siano rispettate le disposizioni relative ai conferimenti in sede di costituzione; 3) che sussistano le autorizzazioni e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costituzione della società, in relazione al suo particolare oggetto.La stipulazione dell’atto costitutivo produce una serie di effetti immediati e preliminari. I contraenti restanovincolati dalla dichiarazione di costituire la società e non possono ritirare il loro consenso finché non risultiche alla costituzione della società non si può giungere per fatti estranei alla loro volontà: le somme depositatea titolo di conferimento restano vincolate fino al completamento del procedimento di costituzione e possonoessere consegnate solo agli amministratori che provano l’avvenuta iscrizione nel registro delle imprese, solose entro 90 giorni dalla stipulazione dellatto costitutivo o dal rilascio delle autorizzazioni previste dall’art.2329 liscrizione non ha avuto luogo, esse sono restituite ai sottoscrittori e l’atto costitutivo perde efficacia(art. 2331).Il notaio che ha ricevuto latto costitutivo deve depositarlo entro 20 giorni presso lufficio del registro delleimprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, allegando i documenti comprovanti l’osservanzadelle condizioni richieste per la costituzione. Se il notaio o gli amministratori non provvedono al deposito neltermine indicato nel comma precedente, ciascun socio può provvedervi a spese della società (art. 2330).Fino al 2000 con il deposito dell’atto costitutivo si apriva la fase del giudizio di omologazione da parte deltribunale che doveva verificare l’adempimento delle condizioni stabilite dalla legge per costituire la s.p.a..Ora il controllo della legalità dell’atto è affidato solo al notaio che lo redige. Ma questo è un controllo nonsolo formale ma anche sostanziale dell’atto costitutivo. Il notaio, infatti, potrà e dovrà rifiutare di chiederel’iscrizione nel registro delle imprese se l’atto e lo statuto contengono clausole contrastanti con l’ordinepubblico o col buon costume nonché con norme imperative della disciplina della s.p.a..Fra la stipulazione dell’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese possono essere compiuteoperazioni in nome della costituenda società. Per le operazioni compiute in nome della società primadelliscrizione sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito. Sonoaltresì solidalmente e illimitatamente responsabili il socio unico fondatore e quelli tra i soci che nellattocostitutivo o con atto separato hanno deciso, autorizzato o consentito il compimento delloperazione.Prima delliscrizione nel registro è vietata lemissione delle azioni ed esse, salvo lofferta pubblica disottoscrizione, non possono costituire oggetto di una sollecitazione allinvestimento. La società è tenuta arilevare i promotori dalle obbligazioni assunte e a rimborsare loro le spese sostenute, sempre che siano statenecessarie per la costituzione della società o siano state approvate dallassemblea. Ma è libera di accollarsi omeno le obbligazioni derivanti da operazioni non necessarie per la costituzione.Se il procedimento di costituzione non giunge a compimento perché l’iscrizione è rifiutata, la società è tenutaa rilevare i promotori dalle obbligazioni assunte e a rimborsare loro le spese sostenute, sempre che sianostate necessarie per la costituzione della società o siano state approvate dallassemblea. 17
  18. 18. Nei confronti di terzi che entrano in contatto con la costituenda società sono responsabili non solo coloro chehanno agito ma anche i soci fondatori che hanno autorizzato o consentito il compimento dell’operazione.Qualora successivamente alliscrizione la società abbia approvato unoperazione, è responsabile anche lasocietà ed essa è tenuta a rilevare coloro che hanno agito.Il procedimento di costituzione e l’atto costitutivo possono essere affetti da vizi ed anomalie. Prima dellaregistrazione vi è solo un contratto di società che può essere dichiarato nullo o annullato nei casi e con glieffetti previsti dalla disciplina generale dei contratti. Con la registrazione nel registro delle imprese lasanzione deve colpire la società-organizzazione e può consistere solo nello scioglimento della società.Avvenuta liscrizione nel registro delle imprese, la nullità della società può essere pronunciata soltanto neiseguenti casi: 1) mancata stipulazione dellatto costitutivo nella forma dellatto pubblico; 2) illiceità delloggetto sociale; 3) mancanza nellatto costitutivo di ogni indicazione riguardante la denominazione della società, o i conferimenti, o lammontare del capitale sociale o loggetto sociale.La dichiarazione di nullità non pregiudica lefficacia degli atti compiuti in nome della società dopoliscrizione nel registro delle imprese. I soci non sono liberati dallobbligo di conferimento fino a quando nonsono soddisfatti i creditori sociali. La sentenza che dichiara la nullità nomina i liquidatori. La nullità non puòessere dichiarata quando la causa di essa è stata eliminata e di tale eliminazione è stata data pubblicità coniscrizione nel registro delle imprese (per impedire la dichiarazione di nullità basterà che si provveda allaredazione per atto pubblico dell’atto costitutivo e sarà sufficiente una modificazione dell’atto costitutivodeliberata a maggioranza dall’assemblea straordinaria per sanare l’illiceità dell’oggetto sociale). Ildispositivo della sentenza che dichiara la nullità deve essere iscritto, a cura degli amministratori o deiliquidatori, nel registro delle imprese (art. 2332). L’invalidità della singola partecipazione non determina lanullità della società, opera come causa di recesso ex lege del socio e la dichiarazione d’invalidità non haeffetto retroattivo. 2. l’iscrizione dell’atto costitutivo nel registro delle impreseLufficio del registro delle imprese, verificata la regolarità formale della documentazione, iscrive la societànel registro. Con liscrizione nel registro la società acquista la personalità giuridica e viene ad esistenza (art.2331). B. LA SOCIETÁ PER AZIONI UNIPERSONALE. PATRIMONI DESTINATILa s.p.a. unipersonale è una forma di s.p.a. consentita dalla riforma del 2003. Infatti ora è consentita lacostituzione della s.p.a. con atto unilaterale di un unico socio fondatore. Nella s.p.a. unipersonale per leobbligazioni sociali di regola risponde solo la società col proprio patrimonio salvo alcuni casi eccezionali.L’unico socio fondatore risponde in solido con coloro che hanno agito per le operazioni compiute in nomedella società prima dell’iscrizione nel registro dell’impresa mentre risponde limitatamente alla sua quota perle obbligazioni sorte dopo l’acquisto della personalità giuridica da parte della società. Al momento dellasottoscrizione egli è tenuto a versare integralmente i conferimenti in denaro mentre se viene meno la pluralitàdei soci, i versamenti ancora dovuti devono essere effettuati entro 90 giorni. Negli atti e nella corrispondenzadev’essere indicata l’unilateralità. Gli amministratori devono depositare per l’iscrizione nel registro delleimprese una dichiarazione contenente i dati dell’unico socio. Quando si costituisce o ricostituisce la pluralitàdei soci, gli amministratori ne devono depositare apposita dichiarazione per liscrizione nel registro delleimprese. Lunico socio o colui che cessa di essere tale può provvedere alla pubblicità.I contratti della società con lunico socio o le operazioni a favore dellunico socio sono opponibili ai creditoridella società solo se risultano dal libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazioneo da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento.L’unico socio risponde illimitatamente per le obbligazioni sociali solo quando non è stata osservata ladisciplina dell’integrale liberazione dei conferimenti e fino a quando non è stata attuata la specificapubblicità dell’art. 2362.La tecnica dei patrimoni destinati ad uno specifico affare (art. 2247-bis-2447-decies)consente di evitare lamoltiplicazione formale delle società dei i relativi costi e permette di raggiungere risultati sostanzialmenteidentici operando direttamente sul patrimonio dell’impresa societaria. Ci sono 2 modelli di patrimonidestinati: 18
  19. 19. a) la s.p.a. può costituire uno o più patrimoni ciascuno dei quali è destinato in via esclusiva ad uno specifico affare, entro il 10% del proprio patrimonio netto e purché non si tratti di affari attinenti ad attività riservate in base a leggi speciali. La costituzione avviene con delibera a maggioranza assoluta del consiglio di amministrazione che deve contenere alcuni dati identificativi dell’affare e dei beni e rapporti giuridici compresi nel patrimonio destinato. Questa dev’essere verbalizzata da un notaio ed iscritta nel registro delle imprese. Diventa produttiva di effetti della separazione patrimoniale solo 2 mesi dopo l’iscrizione, entro i quali i creditori della società possono fare opposizione al tribunale. Per le obbligazioni contratte in relazione allo specifico affare la società risponde nei limiti del patrimonio ad esso destinato. Resta salva tuttavia la responsabilità illimitata della società per le obbligazioni derivanti da fatto illecito. Gli atti compiuti in relazione allo specifico affare debbono recare espressa menzione del vincolo di destinazione; in mancanza ne risponde la società con il suo patrimonio residuo. Con riferimento allo specifico affare cui un patrimonio è destinato, gli amministratori o il consiglio di gestione tengono separatamente i libri e le scritture contabili prescritti dagli art. 2214 e seguenti. Qualora siano emessi strumenti finanziari, la società deve altresì tenere un libro indicante le loro caratteristiche, lammontare di quelli emessi e di quelli estinti, le generalità dei titolari degli strumenti nominativi e i trasferimenti e i vincoli ad essi relativi. I beni e i rapporti compresi nei patrimoni destinati sono distintamente indicati nello stato patrimoniale della società. Quando si realizza ovvero è divenuto impossibile laffare cui è stato destinato un patrimonio, gli amministratori o il consiglio di gestione redigono un rendiconto finale che, accompagnato da una relazione dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione contabile, deve essere depositato presso lufficio del registro delle imprese. b) la s.p.a. può stipulare un contratto di finanziamento di un affare pattuendo che al rimborso siano destinati i proventi dell’affare stesso o parte di essi. Il contratto deve indicare gli elementi essenziali dell’operazione. I proventi delloperazione costituiscono patrimonio separato da quello della società, e da quello relativo ad ogni altra operazione di finanziamento effettuata ai sensi della presente disposizione, a condizione: 1) che copia del contratto sia depositata per liscrizione presso lufficio del registro delle imprese; 2) che la società adotti sistemi di incasso e di contabilizzazione idonei ad individuare in ogni momento i proventi dellaffare ed a tenerli separati dal restante patrimonio della società. Se il fallimento della società impedisce la realizzazione o la continuazione delloperazione cessano le limitazioni ed il finanziatore ha diritto di insinuazione al passivo per il suo credito. C. I CONFERIMENTII conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della società e hannola funzione di dotare la società del capitale di rischio iniziale per lo svolgimento dell’attività d’impresa.Nella s.p.a., se nellatto costitutivo non è stabilito diversamente, il conferimento deve farsi in danaro. Allasottoscrizione dellatto costitutivo deve essere versato presso una banca almeno il 25% dei conferimenti indanaro o, nel caso di costituzione con atto unilaterale, il loro intero ammontare (art. 2342). Costituita lasocietà, gli amministratori possono chiedere in ogni momento ai soci i versamenti ancora dovuti e non sonotenuti a rispettare eventuali termini presenti nell’atto costitutivo. Dal titolo azionario devono risultare iversamenti ancora dovuti e coloro che hanno trasferito azioni non liberate sono obbligati in solido con gliacquirenti per lammontare dei versamenti ancora dovuti, per il periodo di 3 anni dallannotazione deltrasferimento nel libro dei soci. Il pagamento non può essere ad essi domandato se non nel caso in cui larichiesta al possessore dellazione sia rimasta infruttuosa (art. 2356).Se il socio non esegue i pagamenti dovuti, decorsi 15 giorni dalla pubblicazione di una diffida nella GazzettaUfficiale della Repubblica, gli amministratori, se non ritengono utile promuovere azione per lesecuzione delconferimento, offrono le azioni agli altri soci, in proporzione della loro partecipazione, per un corrispettivonon inferiore ai conferimenti ancora dovuti. In mancanza di offerte possono far vendere le azioni a rischio eper conto del socio, a mezzo di una banca o di un intermediario autorizzato alla negoziazione nei mercatiregolamentati. Qualora la vendita non possa aver luogo per mancanza di compratori, gli amministratoripossono dichiarare escluso il socio, trattenendo le somme riscosse, salvo il risarcimento dei maggiori danni.Le azioni non vendute, se non possono essere rimesse in circolazione entro lesercizio in cui fu pronunziata ladecadenza del socio moroso, devono essere estinte con la corrispondente riduzione del capitale. Il socio inmora nei versamenti non può esercitare il diritto di voto (art. 2344). 19

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