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Riforma del Lavoro Legge 92 articolo 1
 

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    Riforma del Lavoro Legge 92 articolo 1 Riforma del Lavoro Legge 92 articolo 1 Document Transcript

    • Testo in vigore dal: 18-7-2012 La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hannoapprovato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulgala seguente legge: Art. 1Disposizioni generali, tipologie contrattuali e disciplina in tema di flessibilita in uscita e tutele del lavoratore 1. La presente legge dispone misure e interventi intesi arealizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado dicontribuire alla creazione di occupazione, in quantita e qualita,alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente deltasso di disoccupazione, in particolare: a) favorendo linstaurazione di rapporti di lavoro piu stabili eribadendo il rilievo prioritario del lavoro subordinato a tempoindeterminato, cosiddetto «contratto dominante», quale forma comunedi rapporto di lavoro; b) valorizzando lapprendistato come modalita prevalente diingresso dei giovani nel mondo del lavoro; c) ridistribuendo in modo piu equo le tutele dellimpiego, da unlato contrastando luso improprio e strumentale degli elementi diflessibilita progressivamente introdotti nellordinamento conriguardo alle tipologie contrattuali; dallaltro adeguandocontestualmente alle esigenze del mutato contesto di riferimento ladisciplina del licenziamento, con previsione altresi di unprocedimento giudiziario specifico per accelerare la definizionedelle relative controversie; d) rendendo piu efficiente, coerente ed equo lassetto degliammortizzatori sociali e delle politiche attive in una prospettiva diuniversalizzazione e di rafforzamento delloccupabilita dellepersone; e) contrastando usi elusivi di obblighi contributivi e fiscalidegli istituti contrattuali esistenti; f) promuovendo una maggiore inclusione delle donne nella vitaeconomica; g) favorendo nuove opportunita di impiego ovvero di tutela delreddito per i lavoratori ultracinquantenni in caso di perdita delposto di lavoro; h) promuovendo modalita partecipative di relazioni industrialiin conformita agli indirizzi assunti in sede europea, al fine dimigliorare il processo competitivo delle imprese. 2. Al fine di monitorare lo stato di attuazione degli interventi edelle misure di cui alla presente legge e di valutarne gli effettisullefficienza del mercato del lavoro, sulloccupabilita deicittadini, sulle modalita di entrata e di uscita nellimpiego, eistituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
    • in collaborazione con le altre istituzioni competenti, un sistemapermanente di monitoraggio e valutazione basato su dati fornitidallIstituto nazionale di statistica (ISTAT) e da altri soggetti delSistema statistico nazionale (Sistan). Al sistema concorrono altresile parti sociali attraverso la partecipazione delle organizzazionimaggiormente rappresentative sul piano nazionale dei datori di lavoroe dei lavoratori. 3. Il sistema di cui al comma 2 assicura, con cadenza almenoannuale, rapporti sullo stato di attuazione delle singole misure,sulle conseguenze in termini microeconomici e macroeconomici, nonchesul grado di effettivo conseguimento delle finalita di cui al comma1. Il sistema assicura altresi elementi conoscitivi sullandamentodelloccupazione femminile, rilevando, in particolare, lacorrispondenza dei livelli retributivi al principio di parita ditrattamento. Dagli esiti del monitoraggio e della valutazione di cuiai commi da 2 a 6 sono desunti elementi per limplementazione ovveroper eventuali correzioni delle misure e degli interventi introdottidalla presente legge, anche alla luce dellevoluzione del quadromacroeconomico, degli andamenti produttivi, delle dinamiche delmercato del lavoro e, piu in generale, di quelle sociali. 4. Allo scopo di assicurare il monitoraggio e la valutazioneindipendenti della riforma, lIstituto nazionale della previdenzasociale (INPS) e lISTAT organizzano delle banche dati informatizzateanonime, rendendole disponibili, a scopo di ricerca scientifica, agruppi di ricerca collegati a universita, enti di ricerca o enti chehanno anche finalita di ricerca italiani ed esteri. I risultatidelle ricerche condotte mediante lutilizzo delle banche dati sonoresi pubblici e comunicati al Ministero del lavoro e delle politichesociali. 5. Le banche dati di cui al comma 4 contengono i dati individualianonimi, relativi ad eta, genere, area di residenza, periodi difruizione degli ammortizzatori sociali con relativa durata ed importicorrisposti, periodi lavorativi e retribuzione spettante, stato didisoccupazione, politiche attive e di attivazione ricevute edeventuali altre informazioni utili ai fini dellanalisi di impatto edel monitoraggio. 6. Lattuazione delle disposizioni dei commi da 1 a 5 non devecomportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica ede effettuata con le risorse finanziarie, umane e strumentalipreviste a legislazione vigente. 7. Le disposizioni della presente legge, per quanto da esse nonespressamente previsto, costituiscono principi e criteri per laregolazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubblicheamministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, incoerenza con quanto disposto dallarticolo 2, comma 2, del medesimodecreto legislativo. Restano ferme le previsioni di cui allarticolo3 del medesimo decreto legislativo. 8. Al fine dellapplicazione del comma 7 il Ministro per lapubblica amministrazione e la semplificazione, sentite leorganizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendentidelle amministrazioni pubbliche, individua e definisce, anchemediante iniziative normative, gli ambiti, le modalita e i tempi diarmonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delleamministrazioni pubbliche. 9. Al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, sono apportatele seguenti modificazioni: a) allarticolo 1, il comma 01 e sostituito dal seguente: «01. Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminatocostituisce la forma comune di rapporto di lavoro»; b) allarticolo 1, dopo il comma 1 e inserito il seguente: «1-bis. Il requisito di cui al comma 1 non e richiesto
    • nellipotesi del primo rapporto a tempo determinato, di durata nonsuperiore a dodici mesi, concluso fra un datore di lavoro outilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo dimansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nelcaso di prima missione di un lavoratore nellambito di un contrattodi somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4dellarticolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Icontratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali deilavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale possono prevedere, in via direttaa livello interconfederale o di categoria ovvero in via delegata ailivelli decentrati, che in luogo dellipotesi di cui al precedenteperiodo il requisito di cui al comma 1 non sia richiesto nei casi incui lassunzione a tempo determinato o la missione nellambito delcontratto di somministrazione a tempo determinato avvenga nellambitodi un processo organizzativo determinato dalle ragioni di cuiallarticolo 5, comma 3, nel limite complessivo del 6 per cento deltotale dei lavoratori occupati nellambito dellunita produttiva»; c) allarticolo 1, comma 2, le parole: «le ragioni di cui alcomma 1» sono sostituite dalle seguenti: «le ragioni di cui al comma1, fatto salvo quanto previsto dal comma 1-bis relativamente alla nonoperativita del requisito della sussistenza di ragioni di caratteretecnico, organizzativo, produttivo o sostitutivo»; d) allarticolo 4, dopo il comma 2 e aggiunto il seguente: «2-bis. Il contratto a tempo determinato di cui allarticolo 1,comma 1-bis, non puo essere oggetto di proroga»; e) allarticolo 5, comma 2, le parole: «oltre il ventesimogiorno» sono sostituite dalle seguenti: «oltre il trentesimo giorno»e le parole: «oltre il trentesimo giorno» sono sostituite dalleseguenti: «oltre il cinquantesimo giorno»; f) allarticolo 5, dopo il comma 2 e inserito il seguente: «2-bis. Nelle ipotesi di cui al comma 2, il datore di lavoro halonere di comunicare al Centro per limpiego territorialmentecompetente, entro la scadenza del termine inizialmente fissato, cheil rapporto continuera oltre tale termine, indicando altresi ladurata della prosecuzione. Le modalita di comunicazione sono fissatecon decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro edelle politiche sociali da adottare entro un mese dalla data dientrata in vigore della presente disposizione»; g) allarticolo 5, comma 3, le parole: «dieci giorni» sonosostituite dalle seguenti: «sessanta giorni» e le parole: «ventigiorni» sono sostituite dalle seguenti: «novanta giorni»; h) allarticolo 5, comma 3, sono aggiunti, in fine, i seguentiperiodi: «I contratti collettivi di cui allarticolo 1, comma 1-bis,possono prevedere, stabilendone le condizioni, la riduzione deipredetti periodi, rispettivamente, fino a venti giorni e trentagiorni nei casi in cui lassunzione a termine avvenga nellambito diun processo organizzativo determinato: dallavvio di una nuovaattivita; dal lancio di un prodotto o di un servizio innovativo;dallimplementazione di un rilevante cambiamento tecnologico; dallafase supplementare di un significativo progetto di ricerca esviluppo; dal rinnovo o dalla proroga di una commessa consistente. Inmancanza di un intervento della contrattazione collettiva, ai sensidel precedente periodo, il Ministero del lavoro e delle politichesociali, decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente disposizione, sentite le organizzazioni sindacali deilavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale, provvede a individuare lespecifiche condizioni in cui, ai sensi del periodo precedente,operano le riduzioni ivi previste»; i) allarticolo 5, comma 4-bis, al primo periodo sono aggiunte,in fine, le seguenti parole: «; ai fini del computo del periodo
    • massimo di trentasei mesi si tiene altresi conto dei periodi dimissione aventi ad oggetto mansioni equivalenti, svolti fra imedesimi soggetti, ai sensi del comma 1-bis dellarticolo 1 delpresente decreto e del comma 4 dellarticolo 20 del decretolegislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni,inerente alla somministrazione di lavoro a tempo determinato». 10. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 13, comma 1, lettera a), sono soppresse le paroleda: «in deroga» fino a: «ma»; b) al comma 4 dellarticolo 20, dopo il primo periodo e inseritoil seguente: «E fatta salva la previsione di cui al comma 1-bisdellarticolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368»; c) allarticolo 23, il comma 2 e abrogato. 11. Allarticolo 32, comma 3, della legge 4 novembre 2010, n. 183,sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera a) e sostituita dalla seguente: «a) ai licenziamenti che presuppongono la risoluzione diquestioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro ovveroalla nullita del termine apposto al contratto di lavoro, ai sensidegli articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368, e successive modificazioni. Laddove si faccia questione dellanullita del termine apposto al contratto, il termine di cui al primocomma del predetto articolo 6, che decorre dalla cessazione delmedesimo contratto, e fissato in centoventi giorni, mentre iltermine di cui al primo periodo del secondo comma del medesimoarticolo 6 e fissato in centottanta giorni»; b) la lettera d) e abrogata. 12. Le disposizioni di cui al comma 3, lettera a), dellarticolo 32della legge 4 novembre 2010, n. 183, come sostituita dal comma 11 delpresente articolo, si applicano in relazione alle cessazioni dicontratti a tempo determinato verificatesi a decorrere dal 1° gennaio2013. 13. La disposizione di cui al comma 5 dellarticolo 32 della legge4 novembre 2010, n. 183, si interpreta nel senso che lindennita iviprevista ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore,comprese le conseguenze retributive e contributive relative alperiodo compreso fra la scadenza del termine e la pronuncia delprovvedimento con il quale il giudice abbia ordinato laricostituzione del rapporto di lavoro. 14. Gli articoli 54, 55, 56, 57, 58 e 59 del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276, sono abrogati. 15. Nei confronti delle assunzioni effettuate fino al 31 dicembre2012 continuano ad applicarsi le disposizioni abrogate ai sensi delcomma 14, nella formulazione vigente anteriormente alla data dientrata in vigore della presente legge. 16. Allarticolo 2 del testo unico dellapprendistato, di cui aldecreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, sono apportate leseguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo la lettera a) e inserita la seguente: «a-bis) previsione di una durata minima del contratto noninferiore a sei mesi, fatto salvo quanto previsto dallarticolo 4,comma 5»; b) al comma 1, lettera m), primo periodo, le parole: «2118 delcodice civile» sono sostituite dalle seguenti: «2118 del codicecivile; nel periodo di preavviso continua a trovare applicazione ladisciplina del contratto di apprendistato»; c) il comma 3 e sostituito dal seguente: «3. Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoropuo assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delleagenzie di somministrazione di lavoro ai sensi dellarticolo 20 deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
    • modificazioni, non puo superare il rapporto di 3 a 2 rispetto allemaestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimodatore di lavoro; tale rapporto non puo superare il 100 per centoper i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiorea dieci unita. E in ogni caso esclusa la possibilita di assumerein somministrazione apprendisti con contratto di somministrazione atempo determinato di cui allarticolo 20, comma 4, del decretolegislativo 10 settembre 2003, n. 276. Il datore di lavoro che nonabbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati,o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, puo assumereapprendisti in numero non superiore a tre. Le disposizioni di cui alpresente comma non si applicano alle imprese artigiane per le qualitrovano applicazione le disposizioni di cui allarticolo 4 dellalegge 8 agosto 1985, n. 443»; d) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: «3-bis. Lassunzione di nuovi apprendisti e subordinata allaprosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo diapprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, dialmeno il 50 per cento degli apprendisti dipendenti dallo stessodatore di lavoro. Dal computo della predetta percentuale sono esclusii rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, perdimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualora non siarispettata la predetta percentuale, e consentita lassunzione di unulteriore apprendista rispetto a quelli gia confermati, ovvero di unapprendista in caso di totale mancata conferma degli apprendistipregressi. Gli apprendisti assunti in violazione dei limiti di cui alpresente comma sono considerati lavoratori subordinati a tempoindeterminato, al di fuori delle previsioni del presente decreto, sindalla data di costituzione del rapporto. 3-ter. Le disposizioni di cui al comma 3-bis non si applicano neiconfronti dei datori di lavoro che occupano alle loro dipendenze unnumero di lavoratori inferiore a dieci unita». 17. Allarticolo 4, comma 2, del testo unico dellapprendistato, dicui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, le parole: «perle figure professionali dellartigianato individuate dallacontrattazione collettiva di riferimento» sono sostituite dalleseguenti: «per i profili professionali caratterizzanti la figuradellartigiano individuati dalla contrattazione collettiva diriferimento». 18. La disposizione di cui allarticolo 2, comma 3, del testo unicodellapprendistato, di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011,n. 167, come sostituito dal comma 16, lettera c), del presentearticolo, si applica esclusivamente con riferimento alle assunzionicon decorrenza dal 1° gennaio 2013. Alle assunzioni con decorrenzaanteriore alla predetta data continua ad applicarsi larticolo 2,comma 3, del predetto testo unico di cui al decreto legislativo n.167 del 2011, nel testo vigente prima della data di entrata in vigoredella presente legge. 19. Per un periodo di trentasei mesi decorrente dalla data dientrata in vigore della presente legge, la percentuale di cui alprimo periodo del comma 3-bis dellarticolo 2 del testo unico di cuial decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, introdotto dalcomma 16, lettera d), del presente articolo, e fissata nella misuradel 30 per cento. 20. Allarticolo 3 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61,sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 7, dopo il numero 3) e aggiunto il seguente: «3-bis) condizioni e modalita che consentono al lavoratore dirichiedere leliminazione ovvero la modifica delle clausoleflessibili e delle clausole elastiche stabilite ai sensi del presentecomma»; b) al comma 9 e aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ferme
    • restando le ulteriori condizioni individuate dai contratti collettiviai sensi del comma 7, al lavoratore che si trovi nelle condizioni dicui allarticolo 12-bis del presente decreto ovvero in quelle di cuiallarticolo 10, primo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, ericonosciuta la facolta di revocare il predetto consenso». 21. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 34: 1) al comma 1, le parole: «ai sensi dellarticolo 37» sonosoppresse; 2) il comma 2 e sostituito dal seguente: «2. Il contratto di lavoro intermittente puo in ogni caso essereconcluso con soggetti con piu di cinquantacinque anni di eta e consoggetti con meno di ventiquattro anni di eta, fermo restando intale caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entroil venticinquesimo anno di eta»; b) allarticolo 35 e aggiunto, in fine, il seguente comma: «3-bis. Prima dellinizio della prestazione lavorativa o di unciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a trentagiorni, il datore di lavoro e tenuto a comunicarne la durata conmodalita semplificate alla Direzione territoriale del lavorocompetente per territorio, mediante sms, fax o posta elettronica. Condecreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali, di concerto con il Ministro per la pubblicaamministrazione e la semplificazione, possono essere individuatemodalita applicative della disposizione di cui al precedenteperiodo, nonche ulteriori modalita di comunicazione in funzionedello sviluppo delle tecnologie. In caso di violazione degli obblighidi cui al presente comma si applica la sanzione amministrativa daeuro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui estata omessa la comunicazione. Non si applica la procedura di diffidadi cui allarticolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n.124»; c) larticolo 37 e abrogato. 22. I contratti di lavoro intermittente gia sottoscritti alla datadi entrata in vigore della presente legge, che non siano compatibilicon le disposizioni di cui al comma 21, cessano di produrre effettidecorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presentelegge. 23. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 dellarticolo 61 e sostituito dal seguente: «1. Ferma restando la disciplina degli agenti e rappresentanti dicommercio, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativaprevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, di cuiallarticolo 409, numero 3), del codice di procedura civile, devonoessere riconducibili a uno o piu progetti specifici determinati dalcommittente e gestiti autonomamente dal collaboratore. Il progettodeve essere funzionalmente collegato a un determinato risultatofinale e non puo consistere in una mera riproposizione delloggettosociale del committente, avuto riguardo al coordinamento conlorganizzazione del committente e indipendentemente dal tempoimpiegato per lesecuzione dellattivita lavorativa. Il progetto nonpuo comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi oripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivistipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente piurappresentative sul piano nazionale»; b) al comma 1 dellarticolo 62, la lettera b) e sostituita dallaseguente: «b) descrizione del progetto, con individuazione del suocontenuto caratterizzante e del risultato finale che si intendeconseguire»;
    • c) larticolo 63 e sostituito dal seguente: «Art. 63 (Corrispettivo) - 1. Il compenso corrisposto aicollaboratori a progetto deve essere proporzionato alla quantita ealla qualita del lavoro eseguito e, in relazione a cio nonche allaparticolare natura della prestazione e del contratto che la regola,non puo essere inferiore ai minimi stabiliti in modo specifico perciascun settore di attivita, eventualmente articolati per i relativiprofili professionali tipici e in ogni caso sulla base dei minimisalariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabilisvolte dai lavoratori subordinati, dai contratti collettivisottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e deidatori di lavoro comparativamente piu rappresentative sul pianonazionale a livello interconfederale o di categoria ovvero, su lorodelega, ai livelli decentrati. 2. In assenza di contrattazione collettiva specifica, il compensonon puo essere inferiore, a parita di estensione temporaledellattivita oggetto della prestazione, alle retribuzioni minimepreviste dai contratti collettivi nazionali di categoria applicatinel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilodi competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratorea progetto»; d) al comma 1 dellarticolo 67, le parole: «o del programma odella fase di esso» sono soppresse; e) il comma 2 dellarticolo 67 e sostituito dal seguente: «2. Le parti possono recedere prima della scadenza del termine pergiusta causa. Il committente puo altresi recedere prima dellascadenza del termine qualora siano emersi oggettivi profili diinidoneita professionale del collaboratore tali da rendereimpossibile la realizzazione del progetto. Il collaboratore puorecedere prima della scadenza del termine, dandone preavviso, nelcaso in cui tale facolta sia prevista nel contratto individuale dilavoro»; f) allarticolo 68, comma 1, e allarticolo 69, commi 1 e 3, leparole: «, programma di lavoro o fase di esso» sono soppresse; g) al comma 2 dellarticolo 69 e aggiunto, in fine, il seguenteperiodo: «Salvo prova contraria a carico del committente, i rapportidi collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, sonoconsiderati rapporti di lavoro subordinato sin dalla data dicostituzione del rapporto, nel caso in cui lattivita delcollaboratore sia svolta con modalita analoghe a quella svolta dailavoratori dipendenti dellimpresa committente, fatte salve leprestazioni di elevata professionalita che possono essereindividuate dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazionisindacali comparativamente piu rappresentative sul piano nazionale». 24. Larticolo 69, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre2003, n. 276, si interpreta nel senso che lindividuazione di unospecifico progetto costituisce elemento essenziale di validita delrapporto di collaborazione coordinata e continuativa, la cui mancanzadetermina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato atempo indeterminato. 25. Le disposizioni di cui ai commi 23 e 24 si applicano aicontratti di collaborazione stipulati successivamente alla data dientrata in vigore della presente legge. 26. Al capo I del titolo VII del decreto legislativo 10 settembre2003, n. 276, dopo larticolo 69 e aggiunto il seguente: «Art. 69-bis (Altre prestazioni lavorative rese in regime di lavoroautonomo). - 1. Le prestazioni lavorative rese da persona titolare diposizione fiscale ai fini dellimposta sul valore aggiunto sonoconsiderate, salvo che sia fornita prova contraria da parte delcommittente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa,qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti: a) che la collaborazione abbia una durata complessivamente
    • superiore a otto mesi nellarco dellanno solare; b) che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anchese fatturato a piu soggetti riconducibili al medesimo centrodimputazione di interessi, costituisca piu dell80 per cento deicorrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nellarcodello stesso anno solare; c) che il collaboratore disponga di una postazione fissa dilavoro presso una delle sedi del committente. 2. La presunzione di cui al comma 1 non opera qualora laprestazione lavorativa presenti i seguenti requisiti: a) sia connotata da competenze teoriche di grado elevatoacquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero dacapacita tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienzematurate nellesercizio concreto di attivita; b) sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoroautonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile aifini del versamento dei contributi previdenziali di cui allarticolo1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233. 3. La presunzione di cui al comma 1 non opera altresi conriferimento alle prestazioni lavorative svolte nellesercizio diattivita professionali per le quali lordinamento richiedeliscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri,albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specificirequisiti e condizioni. Alla ricognizione delle predette attivita siprovvede con decreto del Ministero del lavoro e delle politichesociali, da emanare, in fase di prima applicazione, entro tre mesidalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sentitele parti sociali. 4. La presunzione di cui al comma 1, che determina lintegraleapplicazione della disciplina di cui al presente capo, ivi compresala disposizione dellarticolo 69, comma 1, si applica ai rapportiinstaurati successivamente alla data di entrata in vigore dellapresente disposizione. Per i rapporti in corso a tale data, al finedi consentire gli opportuni adeguamenti, le predette disposizioni siapplicano decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente disposizione. 5. Quando la prestazione lavorativa di cui al comma 1 si configuracome collaborazione coordinata e continuativa, gli oneri contributividerivanti dallobbligo di iscrizione alla gestione separata dellINPSai sensi dellarticolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, sono a carico per due terzi del committente e per un terzo delcollaboratore, il quale, nel caso in cui la legge gli impongalassolvimento dei relativi obblighi di pagamento, ha il relativodiritto di rivalsa nei confronti del committente». 27. La disposizione concernente le professioni intellettuali perlesercizio delle quali e necessaria liscrizione in albiprofessionali, di cui al primo periodo del comma 3 dellarticolo 61del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta nelsenso che lesclusione dal campo di applicazione del capo I deltitolo VII del medesimo decreto riguarda le sole collaborazionicoordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibilealle attivita professionali intellettuali per lesercizio dellequali e necessaria liscrizione in appositi albi professionali. Incaso contrario, liscrizione del collaboratore ad albi professionalinon e circostanza idonea di per se a determinare lesclusione dalcampo di applicazione del suddetto capo I del titolo VII. 28. Allarticolo 2549 del codice civile e aggiunto, in fine, ilseguente comma: «Qualora lapporto dellassociato consista anche in unaprestazione di lavoro, il numero degli associati impegnati in unamedesima attivita non puo essere superiore a tre, indipendentementedal numero degli associanti, con lunica eccezione nel caso in cui
    • gli associati siano legati allassociante da rapporto coniugale, diparentela entro il terzo grado o di affinita entro il secondo. Incaso di violazione del divieto di cui al presente comma, il rapportocon tutti gli associati il cui apporto consiste anche in unaprestazione di lavoro si considera di lavoro subordinato a tempoindeterminato». 29. Sono fatti salvi, fino alla loro cessazione, i contratti inessere che, alla data di entrata in vigore della presente legge,siano stati certificati ai sensi degli articoli 75 e seguenti deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. 30. I rapporti di associazione in partecipazione con apporto dilavoro instaurati o attuati senza che vi sia stata uneffettivapartecipazione dellassociato agli utili dellimpresa o dellaffare,ovvero senza consegna del rendiconto previsto dallarticolo 2552 delcodice civile, si presumono, salva prova contraria, rapporti dilavoro subordinato a tempo indeterminato. La predetta presunzione siapplica, altresi, qualora lapporto di lavoro non presenti irequisiti di cui allarticolo 69-bis, comma 2, lettera a), deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, introdotto dal comma26 del presente articolo. 31. Allarticolo 86 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276, il comma 2 e abrogato. 32. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) larticolo 70 e sostituito dal seguente: «Art. 70 (Definizione e campo di applicazione). - 1. Perprestazioni di lavoro accessorio si intendono attivita lavorative dinatura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimentoalla totalita dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro nelcorso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base dellavariazione dellindice ISTAT dei prezzi al consumo per le famigliedegli operai e degli impiegati intercorsa nellanno precedente. Fermorestando il limite complessivo di 5.000 euro nel corso di un annosolare, nei confronti dei committenti imprenditori commerciali oprofessionisti, le attivita lavorative di cui al presente commapossono essere svolte a favore di ciascun singolo committente percompensi non superiori a 2.000 euro, rivalutati annualmente ai sensidel presente comma. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano in agricoltura: a) alle attivita lavorative di natura occasionale resenellambito delle attivita agricole di carattere stagionaleeffettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni dieta se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istitutoscolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gliimpegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dellanno seregolarmente iscritti a un ciclo di studi presso luniversita; b) alle attivita agricole svolte a favore di soggetti di cuiallarticolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica26 ottobre 1972, n. 633, che non possono, tuttavia, essere svolte dasoggetti iscritti lanno precedente negli elenchi anagrafici deilavoratori agricoli. 3. Il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di uncommittente pubblico e consentito nel rispetto dei vincoli previstidalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese dipersonale e, ove previsto, dal patto di stabilita interno. 4. I compensi percepiti dal lavoratore secondo le modalita di cuiallarticolo 72 sono computati ai fini della determinazione delreddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso disoggiorno»; b) allarticolo 72, comma 1, dopo le parole: «carnet di buoni»sono inserite le seguenti: «orari, numerati progressivamente edatati,» e dopo le parole: «periodicamente aggiornato» sono aggiunte
    • le seguenti: «, tenuto conto delle risultanze istruttorie delconfronto con le parti sociali»; c) allarticolo 72, comma 4, dopo il primo periodo e aggiunto ilseguente: «La percentuale relativa al versamento dei contributiprevidenziali e rideterminata con decreto del Ministro del lavoro edelle politiche sociali di concerto con il Ministro delleconomia edelle finanze in funzione degli incrementi delle aliquotecontributive per gli iscritti alla gestione separata dellINPS». 33. Resta fermo lutilizzo, secondo la previgente disciplina, deibuoni per prestazioni di lavoro accessorio, di cui allarticolo 72del decreto legislativo n. 276 del 2003, gia richiesti alla data dientrata in vigore della presente legge e comunque non oltre il 31maggio 2013. 34. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, il Governo e le regioni concludono in sede diConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano un accordo per ladefinizione di linee-guida condivise in materia di tirocini formativie di orientamento, sulla base dei seguenti criteri: a) revisione della disciplina dei tirocini formativi, anche inrelazione alla valorizzazione di altre forme contrattuali a contenutoformativo; b) previsione di azioni e interventi volti a prevenire econtrastare un uso distorto dellistituto, anche attraverso lapuntuale individuazione delle modalita con cui il tirocinante prestala propria attivita; c) individuazione degli elementi qualificanti del tirocinio edegli effetti conseguenti alla loro assenza; d) riconoscimento di una congrua indennita, anche in formaforfetaria, in relazione alla prestazione svolta. 35. In ogni caso, la mancata corresponsione dellindennita di cuialla lettera d) del comma 34 comporta a carico del trasgressorelirrogazione di una sanzione amministrativa il cui ammontare eproporzionato alla gravita dellillecito commesso, in misuravariabile da un minimo di 1.000 a un massimo di 6.000 euro,conformemente alle previsioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n.689. 36. Dallapplicazione dei commi 34 e 35 non devono derivare nuovi omaggiori oneri a carico della finanza pubblica. 37. Il comma 2 dellarticolo 2 della legge 15 luglio 1966, n. 604,e sostituito dal seguente: «2. La comunicazione del licenziamento deve contenere laspecificazione dei motivi che lo hanno determinato». 38. Al secondo comma dellarticolo 6 della legge 15 luglio 1966, n.604, e successive modificazioni, la parola: «duecentosettanta» esostituita dalla seguente: «centottanta». 39. Il termine di cui allarticolo 6, secondo comma, primo periodo,della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 38 delpresente articolo, si applica in relazione ai licenziamenti intimatidopo la data di entrata in vigore della presente legge. 40. Larticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e sostituitodal seguente: «Art. 7. - 1. Ferma lapplicabilita, per il licenziamento pergiusta causa e per giustificato motivo soggettivo, dellarticolo 7della legge 20 maggio 1970, n. 300, il licenziamento per giustificatomotivo oggettivo di cui allarticolo 3, seconda parte, della presentelegge, qualora disposto da un datore di lavoro avente i requisitidimensionali di cui allarticolo 18, ottavo comma, della legge 20maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, deve esserepreceduto da una comunicazione effettuata dal datore di lavoro allaDirezione territoriale del lavoro del luogo dove il lavoratore prestala sua opera, e trasmessa per conoscenza al lavoratore.
    • 2. Nella comunicazione di cui al comma 1, il datore di lavoro devedichiarare lintenzione di procedere al licenziamento per motivooggettivo e indicare i motivi del licenziamento medesimo nonche leeventuali misure di assistenza alla ricollocazione del lavoratoreinteressato. 3. La Direzione territoriale del lavoro trasmette la convocazioneal datore di lavoro e al lavoratore nel termine perentorio di settegiorni dalla ricezione della richiesta: lincontro si svolge dinanzialla commissione provinciale di conciliazione di cui allarticolo 410del codice di procedura civile. 4. La comunicazione contenente linvito si considera validamenteeffettuata quando e recapitata al domicilio del lavoratore indicatonel contratto di lavoro o ad altro domicilio formalmente comunicatodal lavoratore al datore di lavoro, ovvero e consegnata allavoratore che ne sottoscrive copia per ricevuta. 5. Le parti possono essere assistite dalle organizzazioni dirappresentanza cui sono iscritte o conferiscono mandato oppure da uncomponente della rappresentanza sindacale dei lavoratori, ovvero daun avvocato o un consulente del lavoro. 6. La procedura di cui al presente articolo, durante la quale leparti, con la partecipazione attiva della commissione di cui al comma3, procedono ad esaminare anche soluzioni alternative al recesso, siconclude entro venti giorni dal momento in cui la Direzioneterritoriale del lavoro ha trasmesso la convocazione per lincontro,fatta salva lipotesi in cui le parti, di comune avviso, nonritengano di proseguire la discussione finalizzata al raggiungimentodi un accordo. Se fallisce il tentativo di conciliazione e, comunque,decorso il termine di cui al comma 3, il datore di lavoro puocomunicare il licenziamento al lavoratore. 7. Se la conciliazione ha esito positivo e prevede la risoluzioneconsensuale del rapporto di lavoro, si applicano le disposizioni inmateria di Assicurazione sociale per limpiego (ASpI) e puo essereprevisto, al fine di favorirne la ricollocazione professionale,laffidamento del lavoratore ad unagenzia di cui allarticolo 4,comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 10 settembre 2003,n. 276. 8. Il comportamento complessivo delle parti, desumibile anche dalverbale redatto in sede di commissione provinciale di conciliazione edalla proposta conciliativa avanzata dalla stessa, e valutato dalgiudice per la determinazione dellindennita risarcitoria di cuiallarticolo 18, settimo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, esuccessive modificazioni, e per lapplicazione degli articoli 91 e 92del codice di procedura civile. 9. In caso di legittimo e documentato impedimento del lavoratore apresenziare allincontro di cui al comma 3, la procedura puo esseresospesa per un massimo di quindici giorni». 41. Il licenziamento intimato allesito del procedimentodisciplinare di cui allarticolo 7 della legge 20 maggio 1970, n.300, oppure allesito del procedimento di cui allarticolo 7 dellalegge 15 luglio 1966, n. 604, come sostituito dal comma 40 delpresente articolo, produce effetto dal giorno della comunicazione concui il procedimento medesimo e stato avviato, salvo leventualediritto del lavoratore al preavviso o alla relativa indennitasostitutiva; e fatto salvo, in ogni caso, leffetto sospensivodisposto dalle norme del testo unico delle disposizioni legislativein materia di tutela della maternita e della paternita, di cui aldecreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Gli effetti rimangonoaltresi sospesi in caso di impedimento derivante da infortuniooccorso sul lavoro. Il periodo di eventuale lavoro svolto in costanzadella procedura si considera come preavviso lavorato. 42. Allarticolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, sonoapportate le seguenti modificazioni:
    • a) la rubrica e sostituita dalla seguente: «Tutela dellavoratore in caso di licenziamento illegittimo»; b) i commi dal primo al sesto sono sostituiti dai seguenti: «Il giudice, con la sentenza con la quale dichiara la nullita dellicenziamento perche discriminatorio ai sensi dellarticolo 3 dellalegge 11 maggio 1990, n. 108, ovvero intimato in concomitanza colmatrimonio ai sensi dellarticolo 35 del codice delle pariopportunita tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11aprile 2006, n. 198, o in violazione dei divieti di licenziamento dicui allarticolo 54, commi 1, 6, 7 e 9, del testo unico delledisposizioni legislative in materia di tutela e sostegno dellamaternita e della paternita, di cui al decreto legislativo 26 marzo2001, n. 151, e successive modificazioni, ovvero perchericonducibile ad altri casi di nullita previsti dalla legge odeterminato da un motivo illecito determinante ai sensi dellarticolo1345 del codice civile, ordina al datore di lavoro, imprenditore onon imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nel posto dilavoro, indipendentemente dal motivo formalmente addotto e quale chesia il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro. Lapresente disposizione si applica anche ai dirigenti. A seguitodellordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro si intenderisolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro trentagiorni dallinvito del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbiarichiesto lindennita di cui al terzo comma del presente articolo.Il regime di cui al presente articolo si applica anche allicenziamento dichiarato inefficace perche intimato in forma orale. Il giudice, con la sentenza di cui al primo comma, condannaaltresi il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dallavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata lanullita, stabilendo a tal fine unindennita commisurata allultimaretribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamentosino a quello delleffettiva reintegrazione, dedotto quantopercepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altreattivita lavorative. In ogni caso la misura del risarcimento nonpotra essere inferiore a cinque mensilita della retribuzioneglobale di fatto. Il datore di lavoro e condannato inoltre, per ilmedesimo periodo, al versamento dei contributi previdenziali eassistenziali. Fermo restando il diritto al risarcimento del danno come previstoal secondo comma, al lavoratore e data la facolta di chiedere aldatore di lavoro, in sostituzione della reintegrazione nel posto dilavoro, unindennita pari a quindici mensilita dellultimaretribuzione globale di fatto, la cui richiesta determina larisoluzione del rapporto di lavoro, e che non e assoggettata acontribuzione previdenziale. La richiesta dellindennita deve essereeffettuata entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito dellasentenza, o dallinvito del datore di lavoro a riprendere servizio,se anteriore alla predetta comunicazione. Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gliestremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causaaddotti dal datore di lavoro, per insussistenza del fatto contestatoovvero perche il fatto rientra tra le condotte punibili con unasanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratticollettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, annulla illicenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nelposto di lavoro di cui al primo comma e al pagamento di unindennitarisarcitoria commisurata allultima retribuzione globale di fatto dalgiorno del licenziamento sino a quello delleffettiva reintegrazione,dedotto quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo diestromissione, per lo svolgimento di altre attivita lavorative,nonche quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenzaalla ricerca di una nuova occupazione. In ogni caso la misura
    • dellindennita risarcitoria non puo essere superiore a dodicimensilita della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoroe condannato, altresi, al versamento dei contributi previdenziali eassistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello dellaeffettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misuralegale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardatacontribuzione, per un importo pari al differenziale contributivoesistente tra la contribuzione che sarebbe stata maturata nelrapporto di lavoro risolto dallillegittimo licenziamento e quellaaccreditata al lavoratore in conseguenza dello svolgimento di altreattivita lavorative. In questultimo caso, qualora i contributiafferiscano ad altra gestione previdenziale, essi sono imputatidufficio alla gestione corrispondente allattivita lavorativasvolta dal dipendente licenziato, con addebito dei relativi costi aldatore di lavoro. A seguito dellordine di reintegrazione, ilrapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbiaripreso servizio entro trenta giorni dallinvito del datore dilavoro, salvo il caso in cui abbia richiesto lindennita sostitutivadella reintegrazione nel posto di lavoro ai sensi del terzo comma. Il giudice, nelle altre ipotesi in cui accerta che non ricorronogli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causaaddotti dal datore di lavoro, dichiara risolto il rapporto di lavorocon effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore dilavoro al pagamento di unindennita risarcitoria onnicomprensivadeterminata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattromensilita dellultima retribuzione globale di fatto, in relazioneallanzianita del lavoratore e tenuto conto del numero deidipendenti occupati, delle dimensioni dellattivita economica, delcomportamento e delle condizioni delle parti, con onere di specificamotivazione a tale riguardo. Nellipotesi in cui il licenziamento sia dichiarato inefficace perviolazione del requisito di motivazione di cui allarticolo 2, comma2, della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni,della procedura di cui allarticolo 7 della presente legge, o dellaprocedura di cui allarticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, esuccessive modificazioni, si applica il regime di cui al quintocomma, ma con attribuzione al lavoratore di unindennitarisarcitoria onnicomprensiva determinata, in relazione alla gravitadella violazione formale o procedurale commessa dal datore di lavoro,tra un minimo di sei e un massimo di dodici mensilita dellultimaretribuzione globale di fatto, con onere di specifica motivazione atale riguardo, a meno che il giudice, sulla base della domanda dellavoratore, accerti che vi e anche un difetto di giustificazione dellicenziamento, nel qual caso applica, in luogo di quelle previste dalpresente comma, le tutele di cui ai commi quarto, quinto o settimo. Il giudice applica la medesima disciplina di cui al quarto commadel presente articolo nellipotesi in cui accerti il difetto digiustificazione del licenziamento intimato, anche ai sensi degliarticoli 4, comma 4, e 10, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68,per motivo oggettivo consistente nellinidoneita fisica o psichicadel lavoratore, ovvero che il licenziamento e stato intimato inviolazione dellarticolo 2110, secondo comma, del codice civile. Puoaltresi applicare la predetta disciplina nellipotesi in cui accertila manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamentoper giustificato motivo oggettivo; nelle altre ipotesi in cui accertache non ricorrono gli estremi del predetto giustificato motivo, ilgiudice applica la disciplina di cui al quinto comma. In tale ultimocaso il giudice, ai fini della determinazione dellindennita tra ilminimo e il massimo previsti, tiene conto, oltre ai criteri di cui alquinto comma, delle iniziative assunte dal lavoratore per la ricercadi una nuova occupazione e del comportamento delle parti nellambitodella procedura di cui allarticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n.
    • 604, e successive modificazioni. Qualora, nel corso del giudizio,sulla base della domanda formulata dal lavoratore, il licenziamentorisulti determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari,trovano applicazione le relative tutele previste dal presentearticolo. Le disposizioni dei commi dal quarto al settimo si applicano aldatore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, che in ciascunasede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale haavuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze piu diquindici lavoratori o piu di cinque se si tratta di imprenditoreagricolo, nonche al datore di lavoro, imprenditore o nonimprenditore, che nellambito dello stesso comune occupa piu diquindici dipendenti e allimpresa agricola che nel medesimo ambitoterritoriale occupa piu di cinque dipendenti, anche se ciascunaunita produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge talilimiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e nonimprenditore, che occupa piu di sessanta dipendenti. Ai fini del computo del numero dei dipendenti di cui allottavocomma si tiene conto dei lavoratori assunti con contratto a tempoindeterminato parziale per la quota di orario effettivamente svolto,tenendo conto, a tale proposito, che il computo delle unitalavorative fa riferimento allorario previsto dalla contrattazionecollettiva del settore. Non si computano il coniuge e i parenti deldatore di lavoro entro il secondo grado in linea diretta e in lineacollaterale. Il computo dei limiti occupazionali di cui allottavocomma non incide su norme o istituti che prevedono agevolazionifinanziarie o creditizie. Nellipotesi di revoca del licenziamento, purche effettuata entroil termine di quindici giorni dalla comunicazione al datore di lavorodellimpugnazione del medesimo, il rapporto di lavoro si intenderipristinato senza soluzione di continuita, con diritto dellavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente allarevoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dalpresente articolo»; c) allultimo comma, le parole: «al quarto comma» sono sostituitedalle seguenti: «allundicesimo comma». 43. Allarticolo 30, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183,e aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Linosservanza delledisposizioni di cui al precedente periodo, in materia di limiti alsindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative eproduttive che competono al datore di lavoro, costituisce motivo diimpugnazione per violazione di norme di diritto». 44. Allarticolo 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, alsecondo periodo, la parola: «Contestualmente» e sostituita dalleseguenti: «Entro sette giorni dalla comunicazione dei recessi». 45. Allarticolo 4, comma 12, della legge 23 luglio 1991, n. 223,e aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli eventuali vizi dellacomunicazione di cui al comma 2 del presente articolo possono esseresanati, ad ogni effetto di legge, nellambito di un accordo sindacaleconcluso nel corso della procedura di licenziamento collettivo». 46. Allarticolo 5 della legge 23 luglio 1991, n. 223, il comma 3e sostituito dal seguente: «3. Qualora il licenziamento sia intimato senza losservanza dellaforma scritta, si applica il regime sanzionatorio di cui allarticolo18, primo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successivemodificazioni. In caso di violazione delle procedure richiamateallarticolo 4, comma 12, si applica il regime di cui al terzoperiodo del settimo comma del predetto articolo 18. In caso diviolazione dei criteri di scelta previsti dal comma 1, si applica ilregime di cui al quarto comma del medesimo articolo 18. Ai finidellimpugnazione del licenziamento si applicano le disposizioni dicui allarticolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive
    • modificazioni». 47. Le disposizioni dei commi da 48 a 68 si applicano allecontroversie aventi ad oggetto limpugnativa dei licenziamenti nelleipotesi regolate dallarticolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300,e successive modificazioni, anche quando devono essere risoltequestioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro. 48. La domanda avente ad oggetto limpugnativa del licenziamento dicui al comma 47 si propone con ricorso al tribunale in funzione digiudice del lavoro. Il ricorso deve avere i requisiti di cuiallarticolo 125 del codice di procedura civile. Con il ricorso nonpossono essere proposte domande diverse da quelle di cui al comma 47del presente articolo, salvo che siano fondate sugli identici fatticostitutivi. A seguito della presentazione del ricorso il giudicefissa con decreto ludienza di comparizione delle parti. Ludienzadeve essere fissata non oltre quaranta giorni dal deposito delricorso. Il giudice assegna un termine per la notifica del ricorso edel decreto non inferiore a venticinque giorni prima delludienza,nonche un termine, non inferiore a cinque giorni prima della stessaudienza, per la costituzione del resistente. La notificazione e acura del ricorrente, anche a mezzo di posta elettronica certificata.Qualora dalle parti siano prodotti documenti, essi devono esseredepositati presso la cancelleria in duplice copia. 49. Il giudice, sentite le parti e omessa ogni formalita nonessenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene piuopportuno agli atti di istruzione indispensabili richiesti dalleparti o disposti dufficio, ai sensi dellarticolo 421 del codice diprocedura civile, e provvede, con ordinanza immediatamente esecutiva,allaccoglimento o al rigetto della domanda. 50. Lefficacia esecutiva del provvedimento di cui al comma 49 nonpuo essere sospesa o revocata fino alla pronuncia della sentenza concui il giudice definisce il giudizio instaurato ai sensi dei commi da51 a 57. 51. Contro lordinanza di accoglimento o di rigetto di cui al comma49 puo essere proposta opposizione con ricorso contenente irequisiti di cui allarticolo 414 del codice di procedura civile, dadepositare innanzi al tribunale che ha emesso il provvedimentoopposto, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla notificazionedello stesso, o dalla comunicazione se anteriore. Con il ricorso nonpossono essere proposte domande diverse da quelle di cui al comma 47del presente articolo, salvo che siano fondate sugli identici fatticostitutivi o siano svolte nei confronti di soggetti rispetto aiquali la causa e comune o dai quali si intende essere garantiti. Ilgiudice fissa con decreto ludienza di discussione non oltre isuccessivi sessanta giorni, assegnando allopposto termine percostituirsi fino a dieci giorni prima delludienza. 52. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione delludienza,deve essere notificato, anche a mezzo di posta elettronicacertificata, dallopponente allopposto almeno trenta giorni primadella data fissata per la sua costituzione. 53. Lopposto deve costituirsi mediante deposito in cancelleria dimemoria difensiva a norma e con le decadenze di cui allarticolo 416del codice di procedura civile. Se lopposto intende chiamare unterzo in causa deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nellamemoria difensiva. 54. Nel caso di chiamata in causa a norma degli articoli 102,secondo comma, 106 e 107 del codice di procedura civile, il giudicefissa una nuova udienza entro i successivi sessanta giorni, e disponeche siano notificati al terzo, ad opera delle parti, il provvedimentononche il ricorso introduttivo e latto di costituzionedellopposto, osservati i termini di cui al comma 52. 55. Il terzo chiamato deve costituirsi non meno di dieci giorniprima delludienza fissata, depositando la propria memoria a norma
    • del comma 53. 56. Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale non efondata su fatti costitutivi identici a quelli posti a base delladomanda principale il giudice ne dispone la separazione. 57. Alludienza, il giudice, sentite le parti, omessa ogniformalita non essenziale al contraddittorio, procede nel modo cheritiene piu opportuno agli atti di istruzione ammissibili erilevanti richiesti dalle parti nonche disposti dufficio, ai sensidallarticolo 421 del codice di procedura civile, e provvede consentenza allaccoglimento o al rigetto della domanda, dando, oveopportuno, termine alle parti per il deposito di note difensive finoa dieci giorni prima delludienza di discussione. La sentenza,completa di motivazione, deve essere depositata in cancelleria entrodieci giorni dalludienza di discussione. La sentenza eprovvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per liscrizione diipoteca giudiziale. 58. Contro la sentenza che decide sul ricorso e ammesso reclamodavanti alla corte dappello. Il reclamo si propone con ricorso dadepositare, a pena di decadenza, entro trenta giorni dallacomunicazione, o dalla notificazione se anteriore. 59. Non sono ammessi nuovi mezzi di prova o documenti, salvo che ilcollegio, anche dufficio, li ritenga indispensabili ai fini delladecisione ovvero la parte dimostri di non aver potuto proporli inprimo grado per causa ad essa non imputabile. 60. La corte dappello fissa con decreto ludienza di discussionenei successivi sessanta giorni e si applicano i termini previsti daicommi 51, 52 e 53. Alla prima udienza, la corte puo sospenderelefficacia della sentenza reclamata se ricorrono gravi motivi. Lacorte dappello, sentite le parti, omessa ogni formalita nonessenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene piuopportuno agli atti di istruzione ammessi e provvede con sentenzaallaccoglimento o al rigetto della domanda, dando, ove opportuno,termine alle parti per il deposito di note difensive fino a diecigiorni prima delludienza di discussione. La sentenza, completa dimotivazione, deve essere depositata in cancelleria entro dieci giornidalludienza di discussione. 61. In mancanza di comunicazione o notificazione della sentenza siapplica larticolo 327 del codice di procedura civile. 62. Il ricorso per cassazione contro la sentenza deve essereproposto, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dallacomunicazione della stessa, o dalla notificazione se anteriore. Lasospensione dellefficacia della sentenza deve essere chiesta allacorte dappello, che provvede a norma del comma 60. 63. La Corte fissa ludienza di discussione non oltre sei mesidalla proposizione del ricorso. 64. In mancanza di comunicazione o notificazione della sentenza siapplica larticolo 327 del codice di procedura civile. 65. Alla trattazione delle controversie regolate dai commi da 47 a64 devono essere riservati particolari giorni nel calendario delleudienze. 66. I capi degli uffici giudiziari vigilano sullosservanza delladisposizione di cui al comma 65. 67. I commi da 47 a 66 si applicano alle controversie instauratesuccessivamente alla data di entrata in vigore della presente legge. 68. I capi degli uffici giudiziari vigilano sullosservanza delladisposizione di cui al comma 67. 69. Dallattuazione delle disposizioni di cui ai commi da 47 a 68non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanzapubblica, ovvero minori entrate.
    • Avvertenza: - Il testo delle note qui pubblicato e stato redattodallamministrazione competente per materia, ai sensidellart.10, commi 2 e 3, del testo unico delledisposizioni sulla promulgazione delle leggi,sullemanazione dei decreti del Presidente della Repubblicae sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo finedi facilitare la lettura delle disposizioni di leggemodificate o alle quali e operato il rinvio. Restanoinvariati il valore e lefficacia degli atti legislativiqui trascritti. - Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi dipubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunitaeuropee (GUCE).Note allart. 1: Il testo dell articolo 1, comma 2, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, (Norme generalisullordinamento del lavoro alle dipendenze delleamministrazioni pubbliche) e successive modificazioni e ilseguente: "2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte leamministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti escuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative,le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamentoautonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunitamontane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioniuniversitarie, gli Istituti autonomi case popolari, leCamere di commercio, industria, artigianato e agricoltura eloro associazioni, tutti gli enti pubblici non economicinazionali, regionali e locali, le amministrazioni, leaziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale,lAgenzia per la rappresentanza negoziale delle pubblicheamministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decretolegislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisioneorganica della disciplina di settore, le disposizioni dicui al presente decreto continuano ad applicarsi anche alCONI.". Il testo dellarticolo 2, comma 2, del citato decretolegislativo n. 165 del 2001, e il seguente: "2. I rapporti di lavoro dei dipendenti delleamministrazioni pubbliche sono disciplinati dalledisposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codicecivile e dalle legge sui rapporti di lavoro subordinatonellimpresa, fatte salve le diverse disposizioni contenutenel presente decreto, che costituiscono disposizioni acarattere imperativo. Eventuali disposizioni di legge,regolamento o statuto, che introducano discipline deirapporti di lavoro la cui applicabilita sia limitata aidipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categoriedi essi, possono essere derogate da successivi contratti oaccordi collettivi e, per la parte derogata, non sonoulteriormente applicabili, solo qualora cio siaespressamente previsto dalla legge.". Il testo dellarticolo 3 del citato decreto legislativon. 165 del 2001, e il seguente: "Art. 3.Personale in regime di diritto pubblico. (Art. 2, comma 4 e 5 del D.Lgs. n. 29 del 1993, comesostituiti dallart. 2 del D.Lgs. n. 546 del 1993 esuccessivamente modificati dallart. 2, comma 2 del D.Lgs.n. 80 del 1998)
    • 1. In deroga allarticolo 2, commi 2 e 3, rimangonodisciplinati dai rispettivi ordinamenti: i magistratiordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati eprocuratori dello Stato, il personale militare e le Forzedi polizia di Stato, il personale della carrieradiplomatica e della carriera prefettizia nonche idipendenti degli enti che svolgono la loro attivita nellematerie contemplate dallarticolo 1 del decreto legislativodel Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947, n. 691, edalle leggi 4 giugno 1985, n. 281, e successivemodificazioni ed integrazioni, e 10 ottobre 1990, n. 287. 1-bis. In deroga allarticolo 2, commi 2 e 3, ilrapporto di impiego del personale, anche di livellodirigenziale, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco,esclusi il personale volontario previsto dal regolamento dicui al decreto del Presidente della Repubblica 2 novembre2000, n. 362, e il personale volontario di leva, edisciplinato in regime di diritto pubblico secondo autonomedisposizioni ordinamentali. 1-ter. In deroga allarticolo 2, commi 2 e 3, ilpersonale della carriera dirigenziale penitenziaria edisciplinato dal rispettivo ordinamento. 2. Il rapporto di impiego dei professori e deiricercatori universitari resta disciplinato dalledisposizioni rispettivamente vigenti, in attesa dellaspecifica disciplina che la regoli in modo organico ed inconformita ai principi della autonomia universitaria dicui allarticolo 33 della Costituzione ed agli articoli 6 eseguenti della legge 9 maggio 1989, n. 168, e successivemodificazioni ed integrazioni, tenuto conto dei principi dicui allarticolo 2, comma 1, della legge 23 ottobre 1992,n. 421.". Il testo del decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368 (Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativaallaccordo quadro sul lavoro a tempo determinato conclusodallUNICE, dal CEEP e dal CES.), e pubblicato nellaGazzetta Ufficiale 9 ottobre 2001, n. 235. Il testo dellarticolo 1 del citato decreto legislativon. 368 del 2001, come modificato dalla presente legge, eil seguente "Art.1. Apposizione del termine 01. Il contratto di lavoro subordinato a tempoindeterminato costituisce la forma comune di rapporto dilavoro . 1.E consentita lapposizione di un termine alla duratadel contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni dicarattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo,anche se riferibili alla ordinaria attivita del datore dilavoro; 1-bis. Il requisito di cui al comma 1 non e richiestonellipotesi del primo rapporto a tempo determinato, didurata non superiore a dodici mesi, concluso fra un datoredi lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimentodi qualunque tipo di mansione, sia nella forma delcontratto a tempo determinato, sia nel caso di primamissione di un lavoratore nellambito di un contratto disomministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4dellarticolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003,n. 276. I contratti collettivi stipulati dalleorganizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori dilavoro comparativamente piu rappresentative sul pianonazionale possono prevedere, in via diretta a livello
    • interconfederale o di categoria ovvero in via delegata ailivelli decentrati, che in luogo dellipotesi di cui alprecedente periodo il requisito di cui al comma 1 non siarichiesto nei casi in cui lassunzione a tempo determinatoo la missione nellambito del contratto di somministrazionea tempo determinato avvenga nellambito di un processoorganizzativo determinato dalle ragioni di cui allarticolo5, comma 3, nel limite complessivo del 6 per cento deltotale dei lavoratori occupati nellambito dellunitaproduttiva. 2. Lapposizione del termine e priva di effetto se nonrisulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto nelquale sono specificate le ragioni di cui al comma 1, fattosalvo quanto previsto dal comma 1-bis relativamente allanon operativita del requisito della sussistenza di ragionidi carattere tecnico, organizzativo, produttivo osostitutivo. ". Il testo dellarticolo 4 del citato decreto legislativon. 368 del 2001, come modificato dalla presente legge, eil seguente: "Art.4. Disciplina della proroga. 1. Il termine del contratto a tempo determinato puoessere, con il consenso del lavoratore, prorogato soloquando la durata iniziale del contratto sia inferiore a treanni. In questi casi la proroga e ammessa una sola volta ea condizione che sia richiesta da ragioni oggettive e siriferisca alla stessa attivita lavorativa per la quale ilcontratto e stato stipulato a tempo determinato. Conesclusivo riferimento a tale ipotesi la durata complessivadel rapporto a termine non potra essere superiore ai treanni. 2. Lonere della prova relativa allobiettiva esistenzadelle ragioni che giustificano leventuale proroga deltermine stesso e a carico del datore di lavoro. 2-bis. Il contratto a tempo determinato di cuiallarticolo 1, comma 1-bis, non puo essere oggetto diproroga .". Il testo dellarticolo 5 del citato decreto legislativon. 368 del 2001, come modificato dalla presente legge, eil seguente: "Art. 5.Scadenza del termine e sanzioni Successione deicontratti. 1. Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenzadel termine inizialmente fissato o successivamenteprorogato ai sensi dellarticolo 4, il datore di lavoro etenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazionedella retribuzione per ogni giorno di continuazione delrapporto pari al venti per cento fino al decimo giornosuccessivo, al quaranta per cento per ciascun giornoulteriore; 2. Se il rapporto di lavoro continua oltre iltrentesimo giornoin caso di contratto di durata inferiore asei mesi, nonche decorso il periodo complessivo di cui alcomma 4-bis, ovvero oltre il cinquantesimo giorno neglialtri casi, il contratto si considera a tempo indeterminatodalla scadenza dei predetti termini; 2-bis. Nelle ipotesi di cui al comma 2, il datore dilavoro ha lonere di comunicare al Centro per limpiegoterritorialmente competente, entro la scadenza del termineinizialmente fissato, che il rapporto continuera oltretale termine, indicando altresi la durata dellaprosecuzione. Le modalita di comunicazione sono fissate
    • con decreto di natura non regolamentare del Ministero dellavoro e delle politiche sociali da adottare entro un mesedalla data di entrata in vigore della presentedisposizione. 3. Qualora il lavoratore venga riassunto a termine, aisensi dellarticolo 1, entro un periodo disessanta giornidalla data di scadenza di un contratto di durata fino a seimesi, ovvero novanta giorni dalla data di scadenza di uncontratto di durata superiore ai sei mesi, il secondocontratto si considera a tempo indeterminato. I contratticollettivi di cui allarticolo 1, comma 1-bis, possonoprevedere, stabilendone le condizioni, la riduzione deipredetti periodi, rispettivamente, fino a venti giorni etrenta giorni nei casi in cui lassunzione a termineavvenga nellambito di un processo organizzativodeterminato: dallavvio di una nuova attivita; dal lanciodi un prodotto o di un servizio innovativo;dallimplementazione di un rilevante cambiamentotecnologico; dalla fase supplementare di un significativoprogetto di ricerca e sviluppo; dal rinnovo o dalla prorogadi una commessa consistente. In mancanza di un interventodella contrattazione collettiva, ai sensi del precedenteperiodo, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente disposizione, sentite le organizzazioni sindacalidei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale, provvede a individuarele specifiche condizioni in cui, ai sensi del periodoprecedente, operano le riduzioni ivi previste. 4. Quando si tratta di due assunzioni successive atermine, intendendosi per tali quelle effettuate senzaalcuna soluzione di continuita, il rapporto di lavoro siconsidera a tempo indeterminato dalla data di stipulazionedel primo contratto. 4-bis. Ferma restando la disciplina della successionedi contratti di cui ai commi precedenti e fatte salvediverse disposizioni di contratti collettivi stipulati alivello nazionale, territoriale o aziendale con leorganizzazioni sindacali comparativamente piurappresentative sul piano nazionale qualora per effetto disuccessione di contratti a termine per lo svolgimento dimansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stessodatore di lavoro e lo stesso lavoratore abbiacomplessivamente superato i trentasei mesi comprensivi diproroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi diinterruzione che intercorrono tra un contratto e laltro,il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato aisensi del comma 2. In deroga a quanto disposto dal primoperiodo del presente comma, un ulteriore successivocontratto a termine fra gli stessi soggetti puo esserestipulato per una sola volta, a condizione che la stipulaavvenga presso la direzione provinciale del lavorocompetente per territorio e con lassistenza di unrappresentante di una delle organizzazioni sindacalicomparativamente piu rappresentative sul piano nazionalecui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. Leorganizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori dilavoro comparativamente piu rappresentative sul pianonazionale stabiliscono con avvisi comuni la durata delpredetto ulteriore contratto. In caso di mancato rispettodella descritta procedura, nonche nel caso di superamentodel termine stabilito nel medesimo contratto, il nuovo
    • contratto si considera a tempo indeterminato; ai fini delcomputo del periodo massimo di trentasei mesi si tienealtresi conto dei periodi di missione aventi ad oggettomansioni equivalenti, svolti fra i medesimi soggetti, aisensi del comma 1-bis dellarticolo 1 del presente decretoe del comma 4 dellarticolo 20 del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni,inerente alla somministrazione di lavoro a tempodeterminato.". Il testo del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione emercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n.30), e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 ottobre 2003,n. 235, S.O. Il testo dellarticolo 13, comma 1, del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 13. Misure di incentivazione del raccordopubblico e privato 1. Al fine di garantire linserimento o ilreinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratorisvantaggiati, attraverso politiche attive e di workfare,alle agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro econsentito: a)operare solo in presenza di un piano individuale diinserimento o reinserimento nel mercato del lavoro, coninterventi formativi idonei e il coinvolgimento di untutore con adeguate competenze e professionalita, e afronte della assunzione del lavoratore, da parte delleagenzie autorizzate alla somministrazione, con contratto didurata non inferiore a sei mesi; b) determinare altresi, per un periodo massimo didodici mesi e solo in caso di contratti di durata noninferiore a nove mesi, il trattamento retributivo dellavoratore, detraendo dal compenso dovuto quantoeventualmente percepito dal lavoratore medesimo a titolo diindennita di mobilita, indennita di disoccupazioneordinaria o speciale, o altra indennita o sussidio la cuicorresponsione e collegata allo stato di disoccupazione oinoccupazione, e detraendo dai contributi dovuti perlattivita lavorativa lammontare dei contributifigurativi nel caso di trattamenti di mobilita e diindennita di disoccupazione ordinaria o speciale.". Il testo dellarticolo 20, comma 4 del citato decretolegislativo, come modificato dalla presente legge, e ilseguente: "Art. 20. Condizioni di liceita (Omissis). 4. La somministrazione di lavoro a tempo determinato eammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico,produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche seriferibili allordinaria attivita dellutilizzatore. Efatta salva la previsione di cui al comma 1-bisdellarticolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001,n. 368.La individuazione, anche in misura non uniforme, dilimiti quantitativi di utilizzazione della somministrazionea tempo determinato e affidata ai contratti collettivinazionali di lavoro stipulati da sindacati comparativamentepiu rappresentativi in conformita alla disciplina di cuiallarticolo 10 del decreto legislativo 6 settembre 2001,n. 368.". Il testo dellarticolo 23del citato decreto
    • legislativo, come modificato dalla presente legge, e ilseguente: "Art. 23. Tutela del prestatore di lavoro esercizio delpotere disciplinare e regime della solidarieta In vigore dal 6 aprile 2012 1. Per tutta la durata della missione presso unutilizzatore, i lavoratori dipendenti dal somministratorehanno diritto a condizioni di base di lavoro edoccupazione complessivamente non inferiori a quelle deidipendenti di pari livello dellutilizzatore, a parita dimansioni svolte. Restano in ogni caso salve le clausole deicontratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensidellarticolo 1, comma 3, della legge 24 giugno 1997, n.196. 2. (abrogato). 3. Lutilizzatore e obbligato in solido con ilsomministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamentiretributivi e i contributi previdenziali. 4. I contratti collettivi applicati dallutilizzatorestabiliscono modalita e criteri per la determinazione ecorresponsione delle erogazioni economiche correlate airisultati conseguiti nella realizzazione di programmiconcordati tra le parti o collegati allandamento economicodellimpresa. I lavoratori dipendenti dal somministratorehanno altresi diritto a fruire di tutti i servizi socialie assistenziali di cui godono i dipendentidellutilizzatore addetti alla stessa unita produttiva,esclusi quelli il cui godimento sia condizionato allaiscrizione ad associazioni o societa cooperative o alconseguimento di una determinata anzianita di servizio. 5. Il somministratore informa i lavoratori sui rischiper la sicurezza e la salute connessi alle attivitaproduttive in generale e li forma e addestra alluso delleattrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dellaattivita lavorativa per la quale essi vengono assunti inconformita alle disposizioni recate dal decretolegislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successivemodificazioni ed integrazioni. Il contratto disomministrazione puo prevedere che tale obbligo siaadempiuto dallutilizzatore; in tale caso ne va fattaindicazione nel contratto con il lavoratore. Nel caso incui le mansioni cui e adibito il prestatore di lavororichiedano una sorveglianza medica speciale o comportinorischi specifici, lutilizzatore ne informa il lavoratoreconformemente a quanto previsto dal decreto legislativo 19settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni edintegrazioni. Lutilizzatore osserva altresi, neiconfronti del medesimo prestatore, tutti gli obblighi diprotezione previsti nei confronti dei propri dipendenti ede responsabile per la violazione degli obblighi disicurezza individuati dalla legge e dai contratticollettivi. 6. Nel caso in cui adibisca il lavoratore a mansionisuperiori o comunque a mansioni non equivalenti a quellededotte in contratto, lutilizzatore deve darne immediatacomunicazione scritta al somministratore consegnandonecopia al lavoratore medesimo. Ove non abbia adempiutoallobbligo di informazione, lutilizzatore risponde in viaesclusiva per le differenze retributive spettanti allavoratore occupato in mansioni superiori e per leventualerisarcimento del danno derivante dalla assegnazione amansioni inferiori.
    • 7. Ai fini dellesercizio del potere disciplinare, chee riservato al somministratore, lutilizzatore comunica alsomministratore gli elementi che formeranno oggetto dellacontestazione ai sensi dellarticolo 7 della legge 20maggio 1970, n. 300. 7-bis. I lavoratori dipendenti dal somministratore sonoinformati dallutilizzatore dei posti vacanti pressoquestultimo, affinche possano aspirare, al pari deidipendenti del medesimo utilizzatore, a ricoprire posti dilavoro a tempo indeterminato. Tali informazioni possonoessere fornite mediante un avviso generale opportunamenteaffisso allinterno dei locali dellutilizzatore presso ilquale e sotto il cui controllo detti lavoratori prestano laloro opera. 8. E nulla ogni clausola diretta a limitare, ancheindirettamente, la facolta dellutilizzatore di assumereil lavoratore al termine della sua missione. 9. La disposizione di cui al comma 8 non trovaapplicazione nel caso in cui al lavoratore sia corrispostauna adeguata indennita, secondo quanto stabilito dalcontratto collettivo applicabile al somministratore. 9-bis. Resta salva la facolta per il somministratore elutilizzatore di pattuire un compenso ragionevole per iservizi resi a questultimo in relazione alla missione,allimpiego e alla formazione del lavoratore per il caso incui, al termine della missione, lutilizzatore assuma illavoratore.". Il testo dellarticolo 32 della legge 4 novembre 2010,n.183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, diriorganizzazione di enti, di congedi, aspettative epermessi, di ammortizzatori sociali, di servizi perlimpiego, di incentivi alloccupazione, di apprendistato,di occupazione femminile, nonche misure contro il lavorosommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e dicontroversie di lavoro), come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 32. Decadenze e disposizioni in materia dicontratto di lavoro a tempo determinato In vigore dal 27 febbraio 2011 1.Il primo e il secondo comma dell articolo 6 dellalegge 15 luglio 1966, n. 604, sono sostituiti dai seguenti: «Il licenziamento deve essere impugnato a pena didecadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della suacomunicazione in forma scritta, ovvero dalla comunicazione,anchessa in forma scritta, dei motivi, ove noncontestuale, con qualsiasi atto scritto, ancheextragiudiziale, idoneo a rendere nota la volonta dellavoratore anche attraverso linterventodellorganizzazione sindacale diretto ad impugnare illicenziamento stesso. Limpugnazione e inefficace se none seguita, entro il successivo termine di duecentosettantagiorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria deltribunale in funzione di giudice del lavoro o dallacomunicazione alla controparte della richiesta di tentativodi conciliazione o arbitrato, ferma restando lapossibilita di produrre nuovi documenti formatisi dopo ildeposito del ricorso. Qualora la conciliazione olarbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiuntolaccordo necessario al relativo espletamento, il ricorsoal giudice deve essere depositato a pena di decadenza entrosessanta giorni dal rifiuto o dal mancato accordo». 1-bis. In sede di prima applicazione, le disposizioni
    • di cui all articolo 6, primo comma, della legge 15 luglio1966, n. 604, come modificato dal comma 1 del presentearticolo, relative al termine di sessanta giorni perlimpugnazione del licenziamento, acquistano efficacia adecorrere dal 31 dicembre 2011. 2. Le disposizioni di cui all articolo 6 della legge15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 1 delpresente articolo, si applicano anche a tutti i casi diinvalidita del licenziamento. 3. Le disposizioni di cui all articolo 6 della legge15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 1 delpresente articolo, si applicano inoltre: a)ai licenziamenti che presuppongono la risoluzione diquestioni relative alla qualificazione del rapporto dilavoro ovvero alla nullita del termine apposto alcontratto di lavoro, ai sensi degli articoli 1, 2 e 4 deldecreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e successivemodificazioni. Laddove si faccia questione della nullitadel termine apposto al contratto, il termine di cui alprimo comma del predetto articolo 6, che decorre dallacessazione del medesimo contratto, e fissati in centoventigiorni, mentre il termine di cui al primo periodo delsecondo comma del medesimo articolo 6 e fissato incentottanta giorni; b) al recesso del committente nei rapporti dicollaborazione coordinata e continuativa, anche nellamodalita a progetto, di cui allarticolo 409, numero 3),del codice di procedura civile; c) al trasferimento ai sensi dellarticolo 2103 delcodice civile, con termine decorrente dalla data diricezione della comunicazione di trasferimento; d) (abrogata). 4. Le disposizioni di cui allarticolo 6 della legge 15luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 1 delpresente articolo, si applicano anche: a) ai contratti di lavoro a termine stipulati ai sensidegli articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre2001, n. 368, in corso di esecuzione alla data di entratain vigore della presente legge, con decorrenza dallascadenza del termine; b) ai contratti di lavoro a termine, stipulati anche inapplicazione di disposizioni di legge previgenti al decretolegislativo 6 settembre 2001, n. 368, e gia conclusi alladata di entrata in vigore della presente legge, condecorrenza dalla medesima data di entrata in vigore dellapresente legge; c) alla cessione di contratto di lavoro avvenuta aisensi dellarticolo 2112 del codice civile con terminedecorrente dalla data del trasferimento; d) in ogni altro caso in cui, compresa lipotesiprevista dall articolo 27 del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276, si chieda la costituzione olaccertamento di un rapporto di lavoro in capo a unsoggetto diverso dal titolare del contratto. 5. Nei casi di conversione del contratto a tempodeterminato, il giudice condanna il datore di lavoro alrisarcimento del lavoratore stabilendo unindennitaonnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5ed un massimo di 12 mensilita dellultima retribuzioneglobale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nellarticolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604. 6. In presenza di contratti ovvero accordi collettivi
    • nazionali, territoriali o aziendali, stipulati con leorganizzazioni sindacali comparativamente piurappresentative sul piano nazionale, che prevedanolassunzione, anche a tempo indeterminato, di lavoratorigia occupati con contratto a termine nellambito dispecifiche graduatorie, il limite massimo dellindennitafissata dal comma 5 e ridotto alla meta. 7. Le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 trovanoapplicazione per tutti i giudizi, ivi compresi quellipendenti alla data di entrata in vigore della presentelegge. Con riferimento a tali ultimi giudizi, ovenecessario, ai soli fini della determinazione dellaindennita di cui ai commi 5 e 6, il giudice fissa alleparti un termine per leventuale integrazione della domandae delle relative eccezioni ed esercita i poteri istruttoriai sensi dellarticolo 421 del codice di procedura civile.". Il testo dellarticolo 2 del citato decreto legislativon. 368 del 2001, e il seguente: "Art. 2.Disciplina aggiuntiva per il trasporto aereo edi servizi aeroportuali. 1. E consentita lapposizione di un termine alladurata del contratto di lavoro subordinato quandolassunzione sia effettuata da aziende di trasporto aereo oda aziende esercenti i servizi aeroportuali ed abbia luogoper lo svolgimento dei servizi operativi di terra e divolo, di assistenza a bordo ai passeggeri e merci, per unperiodo massimo complessivo di sei mesi, compresi traaprile ed ottobre di ogni anno, e di quattro mesi perperiodi diversamente distribuiti e nella percentuale nonsuperiore al quindici per cento dellorganico aziendaleche, al 1° gennaio dellanno a cui le assunzioni siriferiscono, risulti complessivamente adibito ai servizisopra indicati. Negli aeroporti minori detta percentualepuo essere aumentata da parte delle aziende esercenti iservizi aeroportuali, previa autorizzazione della direzioneprovinciale del lavoro, su istanza documentata delleaziende stesse. In ogni caso, le organizzazioni sindacaliprovinciali di categoria ricevono comunicazione dellerichieste di assunzione da parte delle aziende di cui alpresente articolo. 1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicanoanche quando lassunzione sia effettuata da impreseconcessionarie di servizi nei settori delle poste per unperiodo massimo complessivo di sei mesi, compresi traaprile ed ottobre di ogni anno, e di quattro mesi perperiodi diversamente distribuiti e nella percentuale nonsuperiore al 15 per cento dellorganico aziendale, riferitoal 1° gennaio dellanno cui le assunzioni si riferiscono.Le organizzazioni sindacali provinciali di categoriaricevono comunicazione delle richieste di assunzione daparte delle aziende di cui al presente comma.". Il testo dellarticolo 2 del decreto legislativo 14settembre 2011, n. 167 (Testo unico dellapprendistato, anorma dellarticolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre2007, n. 247), come modificato dalla presente legge, e ilseguente: "Art. 2. Disciplina generaleIn vigore dal 25 ottobre2011 1. La disciplina del contratto di apprendistato erimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero aicontratti collettivi di lavoro stipulati a livello
    • nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavorocomparativamente piu rappresentative sul piano nazionalenel rispetto dei seguenti principi: a) forma scritta del contratto, del patto di prova edel relativo piano formativo individuale da definire, anchesulla base di moduli e formulari stabiliti dallacontrattazione collettiva o dagli enti bilaterali, entrotrenta giorni dalla stipulazione del contratto; a-bis)previsione di una durata minima del contratto noninferiore a sei mesi, fatto salvo quanto previstodallarticolo 4, comma 5 ; b) divieto di retribuzione a cottimo; c) possibilita di inquadrare il lavoratore fino a duelivelli inferiori rispetto alla categoria spettante, inapplicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro,ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedonoqualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimentodelle quali e finalizzato il contratto ovvero, inalternativa, di stabilire la retribuzione dellapprendistain misura percentuale e in modo graduale allanzianita diservizio; d) presenza di un tutore o referente aziendale; e) possibilita di finanziare i percorsi formativiaziendali degli apprendisti per il tramite dei fondiparitetici interprofessionali di cui allarticolo 118 dellalegge 23 dicembre 2000, n. 388 e allarticolo 12 deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successivemodificazioni anche attraverso accordi con le Regioni; f) possibilita del riconoscimento, sulla base deirisultati conseguiti allinterno del percorso diformazione, esterna e interna alla impresa, della qualificaprofessionale ai fini contrattuali e delle competenzeacquisite ai fini del proseguimento degli studi nonche neipercorsi di istruzione degli adulti; g) registrazione della formazione effettuata e dellaqualifica professionale a fini contrattuali eventualmenteacquisita nel libretto formativo del cittadino di cuiallarticolo 2, comma 1, lettera i), del decretolegislativo 10 settembre 2003, n. 276; h) possibilita di prolungare il periodo diapprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causadi sospensione involontaria del rapporto, superiore atrenta giorni, secondo quanto previsto dai contratticollettivi; i) possibilita di forme e modalita per la conferma inservizio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanzapubblica, al termine del percorso formativo, al fine diulteriori assunzioni in apprendistato, fermo restandoquanto previsto dal comma 3 del presente articolo; l) divieto per le parti di recedere dal contrattodurante il periodo di formazione in assenza di una giustacausa o di un giustificato motivo. In caso di licenziamentoprivo di giustificazione trovano applicazione le sanzionipreviste dalla normativa vigente; m) possibilita per le parti di recedere dal contrattocon preavviso decorrente dal termine del periodo diformazione ai sensi di quanto disposto dallarticolo 2118del codice civile; nel periodo di preavviso continua atrovare applicazione la disciplina del contratto diapprendistato.Se nessuna delle parti esercita la facoltadi recesso al termine del periodo di formazione, ilrapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro
    • subordinato a tempo indeterminato. 2. Per gli apprendisti lapplicazione delle norme sullaprevidenza e assistenza sociale obbligatoria si estendealle seguenti forme: a) assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e lemalattie professionali; b) assicurazione contro le malattie; c) assicurazione contro linvalidita e vecchiaia; d) maternita; e) assegno familiare. 3. Il numero complessivo di apprendisti che un datoredi lavoro puo assumere, direttamente o indirettamente peril tramite delle agenzie di somministrazione di lavoro aisensi dellarticolo 20 del decreto legislativo 10 settembre2003, n. 276, e successive modificazioni, non puo superareil rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzatee qualificate in servizio presso il medesimo datore dilavoro; tale rapporto non puo superare il 100 per centoper i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratoriinferiore a dieci unita. E in ogni caso esclusa lapossibilita di assumere in somministrazione apprendisticon contratto di somministrazione a tempo determinato dicui allarticolo 20, comma 4, del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276. Il datore di lavoro che non abbiaalle proprie dipendenze lavoratori qualificati ospecializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiorea tre, puo assumere apprendisti in numero non superiore atre. Le disposizioni di cui al presente comma non siapplicano alle imprese artigiane per le quali trovanoapplicazione le disposizioni di cui allarticolo 4 dellalegge 8 agosto 1985, n. 443. 3-bis. Lassunzione di nuovi apprendisti e subordinataalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine delperiodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti lanuova assunzione, di almeno il 50 per cento degliapprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Dalcomputo della predetta percentuale sono esclusi i rapporticessati per recesso durante il periodo di prova, perdimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualoranon sia rispettata la predetta percentuale, e consentitalassunzione di un ulteriore apprendista rispetto a quelligia confermati, ovvero di un apprendista in caso di totalemancata conferma degli apprendisti pregressi. Gliapprendisti assunti in violazione dei limiti di cui alpresente comma sono considerati lavoratori subordinati atempo indeterminato, al di fuori delle previsioni delpresente decreto, sin dalla data di costituzione delrapporto. 3-ter. Le disposizioni di cui al comma 3-bis non siapplicano nei confronti dei datori di lavoro che occupanoalle loro dipendenze un numero di lavoratori inferiore adieci unita .". Il testo dellarticolo 4 del citato decreto legislativon. 167 del 2011, come modificato dalla presente legge, eil seguente: "Art. 4. Apprendistato professionalizzante o contrattodi mestiere In vigore dal 25 ottobre 20111. Possono essere assuntiin tutti i settori di attivita, pubblici o privati, concontratto di apprendistato professionalizzante o dimestiere per il conseguimento di una qualificaprofessionale a fini contrattuali i soggetti di eta
    • compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni. Per isoggetti in possesso di una qualifica professionale,conseguita ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre2005, n. 226, il contratto di apprendistatoprofessionalizzante o di mestiere puo essere stipulato apartire dal diciassettesimo anno di eta. 2. Gli accordi interconfederali e i contratticollettivi stabiliscono, in ragione delletadellapprendista e del tipo di qualificazione contrattualeda conseguire, la durata e le modalita di erogazione dellaformazione per lacquisizione delle competenzetecnico-professionali e specialistiche in funzione deiprofili professionali stabiliti nei sistemi diclassificazione e inquadramento del personale, nonche ladurata, anche minima, del contratto che, per la suacomponente formativa, non puo comunque essere superiore atre anni ovvero cinque per i profili professionalicaratterizzanti la figura dellartigiano individuati dallacontrattazione collettiva di riferimento. 3. La formazione di tipo professionalizzante e dimestiere, svolta sotto la responsabilita della azienda, eintegrata, nei limiti delle risorse annualmentedisponibili, dalla offerta formativa pubblica, interna oesterna alla azienda, finalizzata alla acquisizione dicompetenze di base e trasversali per un monte complessivonon superiore a centoventi ore per la durata del triennio edisciplinata dalle Regioni sentite le parti sociali etenuto conto delleta, del titolo di studio e dellecompetenze dellapprendista. 4. Le Regioni e le associazioni di categoria dei datoridi lavoro possono definire, anche nellambito dellabilateralita, le modalita per il riconoscimento dellaqualifica di maestro artigiano o di mestiere. 5. Per i datori di lavoro che svolgono la propriaattivita in cicli stagionali i contratti collettivi dilavoro stipulati a livello nazionale da associazioni deidatori e prestatori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale possono prevederespecifiche modalita di svolgimento del contratto diapprendistato, anche a tempo determinato.". Il testo dellarticolo 3 del decreto legislativo 25febbraio 2000, n. 61 (Attuazione della direttiva 97/81/CErelativa allaccordo-quadro sul lavoro a tempo parzialeconcluso dallUNICE, dal CEEP e dalla CES), come modificatodalla presente legge, e il seguente: "Art. 3. Modalita del rapporto di lavoro a tempoparziale. Lavoro supplementare, lavoro straordinarioclausole elastiche. 1. Nelle ipotesi di lavoro a tempo parziale di tipoorizzontale, anche a tempo determinato ai sensidellarticolo 1 del decreto legislativo 9 ottobre 2001, n.368, il datore di lavoro ha facolta di richiedere losvolgimento di prestazioni supplementari rispetto a quelleconcordate con il lavoratore ai sensi dellarticolo 2,comma 2, nel rispetto di quanto previsto dai commi 2, 3 e4. 2. I contratti collettivi stipulati dai soggettiindicati nellarticolo 1, comma 3, stabiliscono il numeromassimo delle ore di lavoro supplementare effettuabili e lerelative causali in relazione alle quali si consente dirichiedere ad un lavoratore a tempo parziale lo svolgimentodi lavoro supplementare, nonche le conseguenze del
    • superamento delle ore di lavoro supplementare consentitedai contratti collettivi stessi. 3. Leffettuazione di prestazioni di lavorosupplementare richiede il consenso del lavoratoreinteressato ove non prevista e regolamentata dal contrattocollettivo. Il rifiuto da parte del lavoratore non puointegrare in nessun caso gli estremi del giustificatomotivo di licenziamento. 4. I contratti collettivi di cui al comma 2 possonoprevedere una percentuale di maggiorazione sullimportodella retribuzione oraria globale di fatto, dovuta inrelazione al lavoro supplementare. In alternativa a quantoprevisto in proposito dallarticolo 4, comma 2, lettera a),i contratti collettivi di cui al comma 2 possono anchestabilire che lincidenza della retribuzione delle oresupplementari sugli istituti retributivi indiretti edifferiti sia determinata convenzionalmente mediantelapplicazione di una maggiorazione forfettaria sullaretribuzione dovuta per la singola ora di lavorosupplementare. 5. Nel rapporto di lavoro a tempo parziale verticale omisto, anche a tempo determinato, e consentito losvolgimento di prestazioni lavorative straordinarie. A taliprestazioni si applica la disciplina legale e contrattualevigente ed eventuali successive modifiche ed integrazioniin materia di lavoro straordinario nei rapporti a tempopieno. 6. 7. Fermo restando quanto disposto dallarticolo 2,comma 2, le parti del contratto di lavoro a tempo parzialepossono, nel rispetto di quanto previsto dal presente commae dai commi 8 e 9, concordare clausole flessibili relativealla variazione della collocazione temporale dellaprestazione stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo parzialedi tipo verticale o misto possono essere stabilite ancheclausole elastiche relative alla variazione in aumentodella durata della prestazione lavorativa. I contratticollettivi, stipulati dai soggetti indicati nellarticolo1, comma 3, stabiliscono: 1) condizioni e modalita in relazione alle quali ildatore di lavoro puo modificare la collocazione temporaledella prestazione lavorativa; 2) condizioni e modalita in relazioni alle quali ildatore di lavoro puo variare in aumento la durata dellaprestazione lavorativa; 3) i limiti massimi di variabilita in aumento delladurata della prestazione lavorativa; 3-bis) condizioni e modalita che consentono allavoratore di richiedere leliminazione ovvero la modificadelle clausole flessibili e delle clausole elastichestabilite ai sensi del presente comma. 8. Lesercizio da parte del datore di lavoro del poteredi variare in aumento la durata della prestazionelavorativa, nonche di modificare la collocazione temporaledella stessa comporta in favore del prestatore di lavoro unpreavviso, fatte salve le intese tra le parti, di almenodue giorni lavorativi, nonche il diritto a specifichecompensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate daicontratti collettivi di cui allarticolo 1, comma 3. 9. La disponibilita allo svolgimento del rapporto dilavoro a tempo parziale ai sensi del comma 7 richiede ilconsenso del lavoratore formalizzato attraverso uno
    • specifico patto scritto, anche contestuale al contratto dilavoro, reso, su richiesta del lavoratore, con lassistenzadi un componente della rappresentanza sindacale aziendaleindicato dal lavoratore medesimo. Leventuale rifiuto dellavoratore non integra gli estremi del giustificato motivodi licenziamento. Ferme restando le ulteriori condizioniindividuate dai contratti collettivi ai sensi del comma 7,al lavoratore che si trovi nelle condizioni di cuiallarticolo 12-bis del presente decreto ovvero in quelledi cui allarticolo 10, primo comma, della legge 20 maggio1970, n. 300, e riconosciuta la facolta di revocare ilpredetto consenso . 10. Linserzione nel contratto di lavoro a tempoparziale di clausole flessibili o elastiche ai sensi delcomma 7 e possibile anche nelle ipotesi di contratto dilavoro a termine. 11. 12. 13. 14. I centri per limpiego e i soggetti autorizzatiallattivita di mediazione fra domanda ed offerta dilavoro, di cui rispettivamente agli articoli 4 e 10 deldecreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, sono tenuti adare, ai lavoratori interessati ad offerte di lavoro atempo parziale, puntuale informazione della disciplinaprevista dai commi 3, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13,preventivamente alla stipulazione del contratto di lavoro.Per i soggetti di cui allarticolo 10 del decretolegislativo 23 dicembre 1997, n. 469, la mancata fornituradi detta informazione costituisce comportamento valutabileai fini dellapplicazione della norma di cui al comma 12,lettera b), del medesimo articolo 10. 15. ". Il testo dellarticolo 34 del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materiadi occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14febbraio 2003, n. 30),come modificato dalla presente legge,e il seguente: "Art. 34. Casi di ricorso al lavoro intermittente Invigore dal 25 giugno 2008 1. Il contratto di lavoro intermittente puo essereconcluso per lo svolgimento di prestazioni di caratterediscontinuo o intermittente, secondo le esigenzeindividuate dai contratti collettivi stipulati daassociazioni dei datori e prestatori di lavorocomparativamente piu rappresentative sul piano nazionale oterritoriale ovvero per periodi predeterminati nellarcodella settimana, del mese o dellanno. 2.Il contratto di lavoro intermittente puo in ognicaso essere concluso con soggetti con piu dicinquantacinque anni di eta e con soggetti con meno diventiquattro anni di eta, fermo restando in tale caso chele prestazioni contrattuali devono essere svolte entro ilventicinquesimo anno di eta . 3. E vietato il ricorso al lavoro intermittente: a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano ildiritto di sciopero; b) salva diversa disposizione degli accordi sindacali,presso unita produttive nelle quali si sia proceduto,entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi aisensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n.223, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse
    • mansioni cui si riferisce il contratto di lavorointermittente ovvero presso unita produttive nelle qualisia operante una sospensione dei rapporti o una riduzionedellorario, con diritto al trattamento di integrazionesalariale, che interessino lavoratori adibiti alle mansionicui si riferisce il contratto di lavoro intermittente; c) da parte delle imprese che non abbiano effettuato lavalutazione dei rischi ai sensi dellarticolo 4 del decretolegislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successivemodificazioni.". Il testo dellarticolo 35 del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 35. Forma e comunicazioni In vigore dal 25 giugno 2001. Il contratto di lavorointermittente e stipulato in forma scritta ai fini dellaprova dei seguenti elementi: a) indicazione della durata e delle ipotesi, oggettiveo soggettive, previste dallarticolo 34 che consentono lastipulazione del contratto; b) luogo e la modalita della disponibilita,eventualmente garantita dal lavoratore, e del relativopreavviso di chiamata del lavoratore che in ogni caso nonpuo essere inferiore a un giorno lavorativo; c) il trattamento economico e normativo spettante allavoratore per la prestazione eseguita e la relativaindennita di disponibilita, ove prevista, nei limiti dicui al successivo articolo 36; d) indicazione delle forme e modalita, con cui ildatore di lavoro e legittimato a richiedere lesecuzionedella prestazione di lavoro, nonche delle modalita dirilevazione della prestazione; e) i tempi e le modalita di pagamento dellaretribuzione e della indennita di disponibilita; f) le eventuali misure di sicurezza specifichenecessarie in relazione al tipo di attivita dedotta incontratto. 2. Nellindicare gli elementi di cui al comma 1, leparti devono recepire le indicazioni contenute neicontratti collettivi ove previste. 3. Fatte salve previsioni piu favorevoli dei contratticollettivi, il datore di lavoro e altresi tenuto ainformare con cadenza annuale le rappresentanze sindacaliaziendali, ove esistenti, sullandamento del ricorso alcontratto di lavoro intermittente.". 3-bis. Prima dellinizio della prestazione lavorativa odi un ciclo integrato di prestazioni di durata nonsuperiore a trenta giorni, il datore di lavoro e tenuto acomunicarne la durata con modalita semplificate allaDirezione territoriale del lavoro competente perterritorio, mediante sms, fax o posta elettronica. Condecreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoroe delle politiche sociali, di concerto con il Ministro perla pubblica amministrazione e la semplificazione, possonoessere individuate modalita applicative della disposizionedi cui al precedente periodo, nonche ulteriori modalitadi comunicazione in funzione dello sviluppo delletecnologie. In caso di violazione degli obblighi di cui alpresente comma si applica la sanzione amministrativa daeuro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratoreper cui e stata omessa la comunicazione. Non si applica laprocedura di diffida di cui allarticolo 13 del decreto
    • legislativo 23 aprile 2004, n. 124 .". Il testo dellarticolo 61 del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, come modificato dalla presentelegge, e il seguente: " Art. 61.Definizione e campo di applicazione In vigore dal 24 novembre 2010 1. Ferma restando la disciplina degli agenti erappresentanti di commercio, i rapporti di collaborazionecoordinata e continuativa prevalentemente personale e senzavincolo di subordinazione, di cui allarticolo 409, numero3), del codice di procedura civile, devono esserericonducibili a uno o piu progetti specifici determinatidal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore.Il progetto deve essere funzionalmente collegato a undeterminato risultato finale e non puo consistere in unamera riproposizione delloggetto sociale del committente,avuto riguardo al coordinamento con lorganizzazione delcommittente e indipendentemente dal tempo impiegato perlesecuzione dellattivita lavorativa. Il progetto nonpuo comportare lo svolgimento di compiti meramenteesecutivi o ripetitivi, che possono essere individuati daicontratti collettivi stipulati dalle organizzazionisindacali comparativamente piu rappresentative sul pianonazionale . 2. Dalla disposizione di cui al comma 1 sono escluse leprestazioni occasionali, intendendosi per tali i rapportidi durata complessiva non superiore a trenta giorni nelcorso dellanno solare ovvero, nellambito dei servizi dicura e assistenza alla persona, non superiore a 240 ore,con lo stesso committente, salvo che il compensocomplessivamente percepito nel medesimo anno solare siasuperiore a 5 mila euro, nel qual caso trovano applicazionele disposizioni contenute nel presente capo. 3. Sono escluse dal campo di applicazione del presentecapo le professioni intellettuali per lesercizio dellequali e necessaria liscrizione in appositi albiprofessionali, esistenti alla data di entrata in vigore delpresente decreto legislativo, nonche i rapporti e leattivita di collaborazione coordinata e continuativacomunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favoredelle associazioni e societa sportive dilettantisticheaffiliate alle federazioni sportive nazionali, allediscipline sportive associate e agli enti di promozionesportiva riconosciute dal C.O.N.I., come individuate edisciplinate dallarticolo 90 della legge 27 dicembre 2002,n. 289. Sono altresi esclusi dal campo di applicazione delpresente capo i componenti degli organi di amministrazionee controllo delle societa e i partecipanti a collegi ecommissioni, nonche coloro che percepiscono la pensione divecchiaia. 4. Le disposizioni contenute nel presente capo nonpregiudicano lapplicazione di clausole di contrattoindividuale o di accordo collettivo piu favorevoli per ilcollaboratore a progetto.". Il testo dellarticolo 62 del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 62. Forma In vigore dal 24 ottobre 2001. Il contratto di lavoro aprogetto e stipulato in forma scritta e deve contenere, aifini della prova, i seguenti elementi: a) indicazione della durata, determinata o
    • determinabile, della prestazione di lavoro; b)descrizione del progetto, con individuazione del suocontenuto caratterizzante e del risultato finale che siintende conseguire; c) il corrispettivo e i criteri per la suadeterminazione, nonche i tempi e le modalita di pagamentoe la disciplina dei rimborsi spese; d) le forme di coordinamento del lavoratore a progettoal committente sulla esecuzione, anche temporale, dellaprestazione lavorativa, che in ogni caso non possono esseretali da pregiudicarne lautonomia nella esecuzionedellobbligazione lavorativa; e) le eventuali misure per la tutela della salute esicurezza del collaboratore a progetto, fermo restandoquanto disposto dallarticolo 66, comma 4.". Il testo dellarticolo 67 del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 67.Estinzione del contratto e preavviso In vigore dal 24 ottobre 2003 1. I contratti di lavoro di cui al presente capo sirisolvono al momento della realizzazione del progetto chene costituisce loggetto. 2. Le parti possono recedere prima della scadenza deltermine per giusta causa. Il committente puo altresirecedere prima della scadenza del termine qualora sianoemersi oggettivi profili di inidoneita professionale delcollaboratore tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto. Ilcollaboratore puo recedere prima della scadenza deltermine, dandone preavviso, nel caso in cui tale facoltasia prevista nel contratto individuale di lavoro.". Il testo dellarticolo 68 del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, e il seguente: "Art. 68. Rinunzie e transazioni In vigore dal 26ottobre 2004 1. Nella riconduzione a un progetto dei contratti dicui allarticolo 61, comma 1, i diritti derivanti da unrapporto di lavoro gia in essere possono essere oggetto dirinunzie o transazioni tra le parti in sede dicertificazione del rapporto di lavoro di cui al Titolo VIIIsecondo lo schema dellarticolo 2113 del codice civile.". Il testo dellarticolo 69 del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 69.Divieto di rapporti di collaborazionecoordinata e continuativa atipici e conversione delcontratto In vigore dal 24 ottobre 2003 1. I rapporti dicollaborazione coordinata e continuativa instaurati senzalindividuazione di uno specifico progetto ai sensidellarticolo 61, comma 1, sono considerati rapporti dilavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data dicostituzione del rapporto. 2. Qualora venga accertato dal giudice che il rapportoinstaurato ai sensi dellarticolo 61 sia venuto aconfigurare un rapporto di lavoro subordinato, esso sitrasforma in un rapporto di lavoro subordinatocorrispondente alla tipologia negoziale di fattorealizzatasi tra le parti. Salvo prova contraria a caricodel committente, i rapporti di collaborazione coordinata econtinuativa, anche a progetto, sono considerati rapporti
    • di lavoro subordinato sin dalla data di costituzione delrapporto, nel caso in cui lattivita del collaboratore siasvolta con modalita analoghe a quella svolta dailavoratori dipendenti dellimpresa committente, fatte salvele prestazioni di elevata professionalita che possonoessere individuate dai contratti collettivi stipulati dalleorganizzazioni sindacali comparativamente piurappresentative sul piano nazionale. 3. Ai fini del giudizio di cui al comma 2, il controllogiudiziale e limitato esclusivamente, in conformita aiprincipi generali dellordinamento, allaccertamento dellaesistenza del progetto e non puo essere esteso fino alpunto di sindacare nel merito valutazioni e sceltetecniche, organizzative o produttive che spettano alcommittente.". Il testo dellarticolo 1, della legge 2 agosto 1990, n.233 (Riforma dei trattamenti pensionistici dei lavoratoriautonomi), e il seguente: "Art. 1. Finanziamento delle gestioni dei contributi edelle prestazioni previdenziali degli artigiani e degliesercenti attivita commerciali. 1. A decorrere dal 1° luglio 1990 lammontare delcontributo annuo dovuto per i soggetti iscritti allegestioni dei contributi e delle prestazioni previdenzialidegli artigiani e degli esercenti attivita commerciali,titolari, coadiuvanti e coadiutori, e pari al 12 per centodel reddito annuo derivante dalla attivita di impresa cheda titolo alliscrizione alla gestione, dichiarato ai finiIrpef, relativo allanno precedente. 2. Per i soggetti iscritti alle gestioni di cui alcomma 1 in qualita di coadiuvanti ai sensi dellarticolo 2della legge 4 luglio 1959, n. 463 , o di coadiutori, aisensi dellarticolo 2 della, legge 22 luglio 1966, n. 613 ,di eta inferiore ai ventuno anni, laliquota contributivadi cui al comma 1 e ridotta al 9 per cento. 3. Il livello minimo imponibile ai fini del versamentodei contributi previdenziali dovuti alle gestioni di cui alcomma 1 da ciascun assicurato e fissato nella misura delminimale annuo di retribuzione che si ottiene moltiplicandoper 312 il minimale giornaliero stabilito, al 1° gennaiodellanno cui si riferiscono i contributi, per gli operaidel settore artigianato e commercio dallarticolo 1 deldecreto-legge 29 luglio 1981, n. 402 , convertito, conmodificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, esuccessive modificazioni ed integrazioni. 4. In presenza di un reddito di impresa superiore allimite di retribuzione annua pensionabile cui si applica lapercentuale massima di commisurazione della pensioneprevista per lassicurazione generale obbligatoria perlinvalidita, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratoridipendenti, la quota di reddito eccedente tale limite vienepresa in considerazione, ai fini dei versamenti deicontributi previdenziali, fino a concorrenza di un importopari a due terzi del limite stesso. 5. Ai fini del versamento di cui ai precedenti commi iltitolare deve indicare la quota di reddito di pertinenza diciascun coadiuvante o coadiutore. Il complesso delle quotedei collaboratori non puo superare, in ogni caso, il 49per cento del reddito dimpresa di cui al comma 1. Taleripartizione ha effetto anche ai fini della commisurazionedel reddito per il diritto alle prestazioni previdenzialied assistenziali in favore dei lavoratori autonomi
    • artigiani ed esercenti attivita commerciali. 6. I contributi di cui al presente articolo e quelli dicui allarticolo 1 del decreto del Presidente dellaRepubblica 8 luglio 1980, n. 538 , e successivemodificazioni ed integrazioni, si prescrivono con ildecorso di dieci anni dalla data in cui avrebbero dovutoessere versati; la disposizione di cui al presente comma siapplica anche alle prescrizioni in corso alla data dientrata in vigore della presente legge. 7. Per i prodotti di assicurazione inferiori allannosolare i contributi sono rapportati a mese. 8. Entro il 30 giugno 1991 i lavoratori autonomiiscritti alle gestioni speciali degli artigiani e degliesercenti attivita commerciali provvederanno al versamentodei contributi a conguaglio per il secondo semestre 1990 inbase alla differenza tra quanto risultante dalledisposizioni di cui al presente articolo e quanto versatoin base alle previgenti disposizioni.". Il testo dellarticolo 2, comma 26, della legge 8agosto 1995, n. 335 (Riforma del sistema pensionisticoobbligatorio e complementare), e il seguente: "Art. 2. Armonizzazione. (Omissis). 26. A decorrere dal 1° gennaio 1996, sono tenutialliscrizione presso una apposita Gestione separata,presso lINPS, e finalizzata allestensionedellassicurazione generale obbligatoria per linvalidita,la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano perprofessione abituale, ancorche non esclusiva, attivita dilavoro autonomo, di cui al comma 1 dellarticolo 49 deltesto unico delle imposte sui redditi, approvato condecreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,n. 917 , e successive modificazioni ed integrazioni,nonche i titolari di rapporti di collaborazione coordinatae continuativa, di cui al comma 2, lettera a),dellarticolo 49 del medesimo testo unico e gli incaricatialla vendita a domicilio di cui allarticolo 36 della legge11 giugno 1971, n. 426 . Sono esclusi dallobbligo isoggetti assegnatari di borse di studio, limitatamente allarelativa attivita.". Il testo dellarticolo 2549 del codice civile, comemodificato dalla presente legge, e il seguente: " Art. 2549. Nozione. Con il contratto di associazione in partecipazionelassociante attribuisce allassociato una partecipazioneagli utili della sua impresa o di uno o piu affari versoil corrispettivo di un determinato apporto. Qualoralapporto dellassociato consista anche in una prestazionedi lavoro, il numero degli associati impegnati in unamedesima attivita non puo essere superiore a tre,indipendentemente dal numero degli associanti, con lunicaeccezione nel caso in cui gli associati siano legatiallassociante da rapporto coniugale, di parentela entro ilterzo grado o di affinita entro il secondo. In caso diviolazione del divieto di cui al presente comma, ilrapporto con tutti gli associati il cui apporto consisteanche in una prestazione di lavoro si considera di lavorosubordinato a tempo indeterminato .". Il testo degli articoli 75 e seguenti, del citatodecreto legislativo n. 276 del 2003, e il seguente: "Art. 75. Finalita In vigore dal 24 novembre 1. Al fine di ridurre il
    • contenzioso in materia di lavoro, le parti possono ottenerela certificazione dei contratti in cui sia dedotta,direttamente o indirettamente, una prestazione di lavorosecondo la procedura volontaria stabilita nel presentetitolo. Art. 76. Organi di certificazione In vigore dal 24 novembre 2010 1. Sono organi abilitatialla certificazione dei contratti di lavoro le commissionidi certificazione istituite presso: a) gli enti bilaterali costituiti nellambitoterritoriale di riferimento ovvero a livello nazionalequando la commissione di certificazione sia costituitanellambito di organismi bilaterali a competenza nazionale; b) le Direzioni provinciali del lavoro e le province,secondo quanto stabilito da apposito decreto del Ministrodel lavoro e delle politiche sociali entro sessanta giornidalla entrata in vigore del presente decreto; c) le universita pubbliche e private, comprese leFondazioni universitarie, registrate nellalbo di cui alcomma 2, esclusivamente nellambito di rapporti dicollaborazione e consulenza attivati con docenti di dirittodel lavoro di ruolo ai sensi dellarticolo 66 del decretodel Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382; c-bis) il Ministero del lavoro e delle politichesociali - Direzione generale della tutela delle condizionidi lavoro, esclusivamente nei casi in cui il datore dilavoro abbia le proprie sedi di lavoro in almeno dueprovince anche di regioni diverse ovvero per quei datori dilavoro con unica sede di lavoro associati ad organizzazioniimprenditoriali che abbiano predisposto a livello nazionaleschemi di convenzioni certificati dalla commissione dicertificazione istituita presso il Ministero del lavoro edelle politiche sociali, nellambito delle risorse umane estrumentali gia operanti presso la Direzione generaledella tutela delle condizioni di lavoro; c-ter) i consigli provinciali dei consulenti del lavorodi cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12, esclusivamenteper i contratti di lavoro instaurati nellambitoterritoriale di riferimento e senza nuovi o maggiori oneriper la finanza pubblica e comunque unicamente nellambitodi intese definite tra il Ministero del lavoro e dellepolitiche sociali e il Consiglio nazionale dei consulentidel lavoro, con lattribuzione a questultimo dellefunzioni di coordinamento e vigilanza per gli aspettiorganizzativi. 1-bis. Nel solo caso di cui al comma 1, lettera c-bis),le commissioni di certificazione istituite presso ledirezioni provinciali del lavoro e le province limitano laloro funzione alla ratifica di quanto certificato dallacommissione di certificazione istituita presso il Ministerodel lavoro e delle politiche sociali. 2. Per essere abilitate alla certificazione ai sensidel comma 1, le universita sono tenute a registrarsipresso un apposito albo istituito presso il Ministero dellavoro e delle politiche sociali con apposito decreto delMinistro del lavoro e delle politiche sociali di concertocon il Ministro dellistruzione, della universita e dellaricerca. Per ottenere la registrazione le universita sonotenute a inviare, allatto della registrazione e ogni seimesi, studi ed elaborati contenenti indici e criterigiurisprudenziali di qualificazione dei contratti di lavorocon riferimento a tipologie di lavoro indicate dal
    • Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 3. Le commissioni istituite ai sensi dei commi cheprecedono possono concludere convenzioni con le qualiprevedano la costituzione di una commissione unitaria dicertificazione. Art. 77. Competenza In vigore dal 24 ottobre 200 1.Nel caso in cui le parti intendano presentarelistanza di avvio della procedura di certificazione pressole commissioni di cui allarticolo 76, comma 1, lettera b),le parti stesse devono rivolgersi alla commissione nellacui circoscrizione si trova lazienda o una sua dipendenzaalla quale sara addetto il lavoratore. Nel caso in cui leparti intendano presentare listanza di avvio dellaprocedura di certificazione alle commissioni istituite ainiziativa degli enti bilaterali, esse devono rivolgersialle commissioni costituite dalle rispettive associazionidei datori e dei prestatori di lavoro. Art. 78. Procedimento di certificazione e codici dibuone pratiche In vigore dal 24 ottobre 2003 1. La procedura dicertificazione e volontaria e consegue obbligatoriamente auna istanza scritta comune delle parti del contratto dilavoro. 2. Le procedure di certificazione sono determinateallatto di costituzione delle commissioni dicertificazione e si svolgono nel rispetto dei codici dibuone pratiche di cui al comma 4, nonche dei seguentiprincipi: a) linizio del procedimento deve essere comunicatoalla Direzione provinciale del lavoro che provvede ainoltrare la comunicazione alle autorita pubbliche neiconfronti delle quali latto di certificazione e destinatoa produrre effetti. Le autorita pubbliche possonopresentare osservazioni alle commissioni di certificazione; b) il procedimento di certificazione deve concludersientro il termine di trenta giorni dal ricevimento dellaistanza; c) latto di certificazione deve essere motivato econtenere il termine e lautorita cui e possibilericorrere; d) latto di certificazione deve contenere esplicitamenzione degli effetti, civili, amministrativi,previdenziali o fiscali, in relazione ai quali le partirichiedono la certificazione. 3. I contratti di lavoro certificati, e la relativapratica di documentazione, devono essere conservati pressole sedi di certificazione, per un periodo di almeno cinqueanni a far data dalla loro scadenza. Copia del contrattocertificato puo essere richiesta dal servizio competentedi cui allarticolo 4-bis, comma 5, del decreto legislativo21 aprile 2000, n. 181, oppure dalle altre autoritapubbliche nei confronti delle quali latto dicertificazione e destinato a produrre effetti. 4. Entro sei mesi dalla entrata in vigore del presentedecreto legislativo, il Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali adotta con proprio decreto codici dibuone pratiche per lindividuazione delle clausoleindisponibili in sede di certificazione dei rapporti dilavoro, con specifico riferimento ai diritti e aitrattamenti economici e normativi. Tali codici recepiscono,ove esistano, le indicazioni contenute negli accordi
    • interconfederali stipulati da associazioni dei datori e deiprestatori di lavoro comparativamente piu rappresentativesul piano nazionale. 5. Con decreto del Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali vengono altresi definiti appositi modulie formulari per la certificazione del contratto o delrelativo programma negoziale, che tengano conto degliorientamenti giurisprudenziali prevalenti in materia diqualificazione del contratto di lavoro, come autonomo osubordinato, in relazione alle diverse tipologie di lavoro. Art. 79. Efficacia giuridica della certificazione In vigore dal 24 novembre 2010 1. Gli effetti dellaccertamento dellorgano prepostoalla certificazione del contratto di lavoro permangono,anche verso i terzi, fino al momento in cui sia statoaccolto, con sentenza di merito, uno dei ricorsigiurisdizionali esperibili ai sensi dellarticolo 80, fattisalvi i provvedimenti cautelari. 2. Gli effetti dellaccertamento dellorgano prepostoalla certificazione del contratto di lavoro, nel caso dicontratti in corso di esecuzione, si producono dal momentodi inizio del contratto, ove la commissione abbia appuratoche lattuazione del medesimo e stata, anche nel periodoprecedente alla propria attivita istruttoria, coerente conquanto appurato in tale sede. In caso di contratti nonancora sottoscritti dalle parti, gli effetti si produconosoltanto ove e nel momento in cui queste ultime provvedanoa sottoscriverli, con le eventuali integrazioni e modifichesuggerite dalla commissione adita. Art. 80. Rimedi esperibili nei confronti dellacertificazione In vigore dal 24 ottobre 2003 1. Nei confrontidellatto di certificazione, le parti e i terzi nella cuisfera giuridica latto stesso e destinato a produrreeffetti, possono proporre ricorso, presso lautoritagiudiziaria di cui allarticolo 413 del codice di proceduracivile, per erronea qualificazione del contratto oppuredifformita tra il programma negoziale certificato e la suasuccessiva attuazione. Sempre presso la medesima autoritagiudiziaria, le parti del contratto certificato potrannoimpugnare latto di certificazione anche per vizi delconsenso. 2. Laccertamento giurisdizionale dellerroneita dellaqualificazione ha effetto fin dal momento della conclusionedellaccordo contrattuale. Laccertamento giurisdizionaledella difformita tra il programma negoziale e quelloeffettivamente realizzato ha effetto a partire dal momentoin cui la sentenza accerta che ha avuto inizio ladifformita stessa. 3. Il comportamento complessivo tenuto dalle parti insede di certificazione del rapporto di lavoro e didefinizione della controversia davanti alla commissione dicertificazione potra essere valutato dal giudice dellavoro, ai sensi degli articoli 9, 92 e 96 del codice diprocedura civile. 4. Chiunque presenti ricorso giurisdizionale contro lacertificazione ai sensi dei precedenti commi 1 e 3, devepreviamente rivolgersi obbligatoriamente alla commissionedi certificazione che ha adottato latto di certificazioneper espletare un tentativo di conciliazione ai sensidellarticolo 410 del codice di procedura civile. 5. Dinnanzi al tribunale amministrativo regionale nella
    • cui giurisdizione ha sede la commissione che ha certificatoil contratto, puo essere presentato ricorso contro lattocertificatorio per violazione del procedimento o pereccesso di potere. Art. 81. Attivita di consulenza e assistenza alleparti In vigore dal 24 ottobre 2003 1. Le sedi dicertificazione di cui allarticolo 75 svolgono anchefunzioni di consulenza e assistenza effettiva alle particontrattuali, sia in relazione alla stipulazione delcontratto di lavoro e del relativo programma negoziale siain relazione alle modifiche del programma negozialemedesimo concordate in sede di attuazione del rapporto dilavoro, con particolare riferimento alla disponibilita deidiritti e alla esatta qualificazione dei contratti dilavoro. ". Il testo dell articolo 86 del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 86. Norme transitorie e finali In vigore dal 12 agosto 2006 1. Le collaborazionicoordinate e continuative stipulate ai sensi delladisciplina vigente, che non possono essere ricondotte a unprogetto o a una fase di esso, mantengono efficacia finoalla loro scadenza e, in ogni caso, non oltre un anno dalladata di entrata in vigore del presente provvedimento.Termini diversi, comunque non superiori al 24 ottobre 2005,di efficacia delle collaborazioni coordinate e continuativestipulate ai sensi della disciplina vigente potranno esserestabiliti nellambito di accordi sindacali di transizioneal nuovo regime di cui al presente decreto, stipulati insede aziendale con le istanze aziendali dei sindacaticomparativamente piu rappresentativi sul piano nazionale. 2. (abrogato). 3. In relazione agli effetti derivanti dallaabrogazione delle disposizioni di cui agli articoli da 1 a11 della legge 24 giugno 1997, n. 196, le clausole deicontratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensidellarticolo 1, comma 2, lettera a), della medesima leggee vigenti alla data di entrata in vigore del presentedecreto, mantengono, in via transitoria e salve diverseintese, la loro efficacia fino alla data di scadenza deicontratti collettivi nazionali di lavoro, con esclusivoriferimento alla determinazione per via contrattuale delleesigenze di carattere temporaneo che consentono lasomministrazione di lavoro a termine. Le clausole deicontratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensidellarticolo 1, comma 3, della legge 24 giugno 1997, n.196, vigenti alla data di entrata in vigore del presentedecreto, mantengono la loro efficacia fino a diversadeterminazione delle parti stipulanti o recessounilaterale. 4. Le disposizioni di cui allarticolo 26-bis dellalegge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui al n. 5-terdellarticolo 2751-bis del codice civile si intendonoriferiti alla disciplina della somministrazione previstadal presente decreto. 5. Ferma restando la disciplina di cui allarticolo 17,comma 1, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, comesostituito dallarticolo 3 della legge 30 giugno 2000, n.186, i riferimenti che lo stesso articolo 17 fa alla legge24 giugno 1997, n. 196, si intendono riferiti alla
    • disciplina della somministrazione di cui al presentedecreto. 6. Per le societa di somministrazione,intermediazione, ricerca e selezione del personale,ricollocamento professionale gia autorizzate ai sensidella normativa previgente opera una disciplina transitoriae di raccordo definita con apposito decreto del Ministrodel lavoro e delle politiche sociali entro trenta giornidalla entrata in vigore del presente decreto. In attesadella disciplina transitoria restano in vigore le norme dilegge e regolamento vigenti alla data di entrata in vigoredel presente decreto legislativo. 7. Lobbligo di comunicazione di cui al comma 4dellarticolo 4-bis del decreto legislativo n. 181 del 2000si intende riferito a tutte le imprese di somministrazione,sia a tempo indeterminato che a tempo determinato. 8. Il Ministro per la funzione pubblica convoca leorganizzazioni sindacali maggiormente rappresentative deidipendenti delle amministrazioni pubbliche per esaminare iprofili di armonizzazione conseguenti alla entrata invigore del presente decreto legislativo entro sei mesianche ai fini della eventuale predisposizione diprovvedimenti legislativi in materia. 9. La previsione della trasformazione del rapporto dilavoro di cui allarticolo 27, comma 1, non trovaapplicazione nei confronti delle pubbliche amministrazionicui la disciplina della somministrazione trova applicazionesolo per quanto attiene alla somministrazione di lavoro atempo determinato. La vigente disciplina in materia dicontratti di formazione e lavoro, fatto salvo quantoprevisto dallarticolo 59, comma 3, trova applicazioneesclusivamente nei confronti della pubblicaamministrazione. Le sanzioni amministrative di cuiallarticolo 19 si applicano anche nei confronti dellapubblica amministrazione. 10. Allarticolo 3, comma 8, del decreto legislativo 14agosto 1996, n. 494, sono apportate le seguentimodificazioni: a) la lettera b) e sostituita dalla seguente: «b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazionedellorganico medio annuo, distinto per qualifica, noncheuna dichiarazione relativa al contratto collettivostipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamentepiu rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti;»; b) dopo la lettera b) sono aggiunte, in fine, leseguenti: «b-bis) chiede un certificato di regolaritacontributiva. Tale certificato puo essere rilasciato,oltre che dallINPS e dallINAIL, per quanto di rispettivacompetenza, anche dalle casse edili le quali stipulano unaapposita convenzione con i predetti istituti al fine delrilascio di un documento unico di regolarita contributiva; b-ter) trasmette allamministrazione concedente primadellinizio dei lavori, oggetto del permesso di costruire odella denuncia di inizio di attivita, il nominativo delleimprese esecutrici dei lavori unitamente alladocumentazione di cui alle lettere b) e b-bis). In assenzadella certificazione della regolarita contributiva, anchein caso di variazione dellimpresa esecutrice dei lavori,e sospesa lefficacia del titolo abilitativo.». 10-bis. Nei casi di instaurazione di rapporti di lavoronel settore edile, i datori di lavoro sono tenuti a dare la
    • comunicazione di cui allarticolo 9-bis, comma 2, deldecreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, conmodificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, esuccessive modificazioni, il giorno antecedente a quello diinstaurazione dei relativi rapporti, mediantedocumentazione avente data certa. 10-ter. La violazione degli obblighi di cui al comma10-bis e punita con la sanzione amministrativa pecuniariadi cui allarticolo 19, comma 3. 11. Labrogazione ad opera dellarticolo 8 del decretolegislativo 19 dicembre 2002, n. 297, della disciplina deicompiti della commissione regionale per limpiego di cuiallarticolo 5 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, non siintende riferita alle regioni a statuto speciale per lequali non sia effettivamente avvenuto il trasferimentodelle funzioni in materia di lavoro ai sensi del decretolegislativo 23 dicembre 1997, n. 469. 12. Le disposizioni di cui agli articoli 13, 14, 34,comma 2, di cui al Titolo III e di cui al Titolo VII, capoII, Titolo VIII hanno carattere sperimentale. Decorsidiciotto mesi dalla data di entrata in vigore, il Ministrodel lavoro e delle politiche sociali procede, sulla basedelle informazioni raccolte ai sensi dellarticolo 17, auna verifica con le organizzazioni sindacali, dei datori edei prestatori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale degli effetti delledisposizioni in esso contenute e ne riferisce al Parlamentoentro tre mesi ai fini della valutazione della suaulteriore vigenza. 13. Entro i cinque giorni successivi alla entrata invigore del presente decreto, il Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali convoca le associazioni dei datori dilavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale al fine di verificarela possibilita di affidare a uno o piu accordiinterconfederali la gestione della messa a regime delpresente decreto, anche con riferimento al regimetransitorio e alla attuazione dei rinvii contenuti allacontrattazione collettiva. 14. LINPS provvede al monitoraggio degli effettiderivanti dalle misure del presente decreto, comunicando irisultati al Ministero del lavoro e delle politiche socialie al Ministero delleconomia e delle finanze, anche ai finidella adozione dei provvedimenti correttivi di cuiallarticolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n.468, e successive modificazioni, ovvero delle misurecorrettive da assumere ai sensi dellarticolo 11, comma 3,lettera i-quater della medesima legge. Limitatamente alperiodo strettamente necessario alla adozione dei predettiprovvedimenti correttivi, alle eventuali eccedenze di spesarispetto alle previsioni a legislazione vigente si provvedemediante corrispondente rideterminazione, da effettuare condecreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze,degli interventi posti a carico del Fondo di cuiallarticolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993,n. 148, convertito, con modificazione, dalla legge 19luglio 1993, n. 236.". Il testo dellarticolo 34, comma 6, del decreto delPresedente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633(Istituzione e disciplina dellimposta sul valoreaggiunto), e il seguente:
    • "Art. 34. Regime speciale per i produttori agricoli 6. I produttori agricoli che nellanno solareprecedente hanno realizzato o, in caso di inizio diattivita, prevedono di realizzare un volume daffari nonsuperiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi dacessioni di prodotti di cui al comma 1, sono esonerati dalversamento dellimposta e da tutti gli obblighi documentalie contabili, compresa la dichiarazione annuale, fermorestando lobbligo di numerare e conservare le fatture e lebollette doganali a norma dell articolo 39. I cessionari ei committenti, se acquistano i beni o utilizzano i servizinellesercizio dellimpresa, devono emettere fattura, conle modalita e nei termini di cui all articolo 21,indicandovi la relativa imposta, determinata applicando lealiquote corrispondenti alle percentuali di compensazione,consegnarne copia al produttore agricolo e registrarlaseparatamente a norma dell articolo 25. Le disposizionidel presente comma cessano comunque di avere applicazione apartire dallanno solare successivo a quello in cui estato superato il limite di 7.000 euro a condizione che nonsia superato il limite di un terzo delle cessioni di altribeni. I produttori agricoli hanno facolta di non avvalersidelle disposizioni del presente comma. In tale caso,lopzione o la revoca si esercitano con le modalitastabilite dal regolamento di cui al decreto del Presidentedella Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, e successivemodificazioni.". Il testo dell articolo 72 del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 72.Disciplina del lavoro accessorio In vigore dal 22 agosto 2008 1. Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio, ibeneficiari acquistano presso le rivendite autorizzate unoo piu carnet di buoni orari, numerati progressivamente edatati, per prestazioni di lavoro accessorio il cui valorenominale e fissato con decreto del Ministro del lavoro edelle politiche sociali, da adottarsi entro trenta giorni eperiodicamente aggiornato , tenuto conto delle risultanzeistruttorie del confronto con le parti sociali . 2. Tale valore nominale e stabilito tenendo contodella media delle retribuzioni rilevate per le attivitalavorative affini a quelle di cui allarticolo 70, comma 1,nonche del costo di gestione del servizio. 3. Il prestatore di lavoro accessorio percepisce ilproprio compenso presso il concessionario, di cui al comma5, allatto della restituzione dei buoni ricevuti dalbeneficiario della prestazione di lavoro accessorio. Talecompenso e esente da qualsiasi imposizione fiscale e nonincide sullo stato di disoccupato o inoccupato delprestatore di lavoro accessorio. 4. Fermo restando quanto disposto dal comma 4-bis, ilconcessionario provvede al pagamento delle spettanze allapersona che presenta i buoni, registrandone i datianagrafici e il codice fiscale, effettua il versamento persuo conto dei contributi per fini previdenziali allINPS,alla gestione separata di cui allarticolo 2, comma 26,della legge 8 agosto 1995, n. 335, in misura pari al 13 percento del valore nominale del buono, e per finiassicurativi contro gli infortuni allINAIL, in misura parial 7 per cento del valore nominale del buono, e trattienelimporto autorizzato dal decreto di cui al comma 1, a
    • titolo di rimborso spese. La percentuale relativa alversamento dei contributi previdenziali e rideterminatacon decreto del Ministro del lavoro e delle politichesociali di concerto con il Ministro delleconomia e dellefinanze in funzione degli incrementi delle aliquotecontributive per gli iscritti alla gestione separatadellINPS. 4-bis. Con riferimento allimpresa familiare di cuiallarticolo 70, comma 1, lettera g), trova applicazione lanormale disciplina contributiva e assicurativa del lavorosubordinato. 5. Il Ministro del lavoro, della salute e dellepolitiche sociali individua con proprio decreto ilconcessionario del servizio e regolamenta i criteri e lemodalita per il versamento dei contributi di cui al comma4 e delle relative coperture assicurative e previdenziali.In attesa del decreto ministeriale i concessionari delservizio sono individuati nellI.N.P.S. e nelle agenzie peril lavoro di cui agli articoli 4, comma 1, lettere a) e c)e 6, commi 1, 2 e 3 del presente decreto.". Il testo dellarticolo 2, comma 2 della legge 15 luglio1966, n. 604 (Norme sui licenziamenti individuali), comemodificato dalla presente legge, e il seguente: "Art. 2.1. Il datore di lavoro, imprenditore o nonimprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamentoal prestatore di lavoro. 2.La comunicazione del licenziamento deve contenere laspecificazione dei motivi che lo hanno determinato. 3. Il licenziamento intimato senza losservanza delledisposizioni di cui ai commi 1 e 2 e inefficace. 4. Le disposizioni di cui al comma 1 e di cuiallarticolo 9 si applicano anche ai dirigenti.". Il testo dellarticolo 6, comma 2 della citata legge n.604 del 1966, come modificato dalla presente legge, e ilseguente: " Art. 6.Il licenziamento deve essere impugnato a penadi decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione dellasua comunicazione in forma scritta, ovvero dallacomunicazione, anchessa in forma scritta, dei motivi, ovenon contestuale, con qualsiasi atto scritto, ancheextragiudiziale, idoneo a rendere nota la volonta dellavoratore anche attraverso linterventodellorganizzazione sindacale diretto ad impugnare illicenziamento stesso. Limpugnazione e inefficace se non e seguita, entroil successivo termine di centottanta giorni, dal depositodel ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione digiudice del lavoro o dalla comunicazione alla contropartedella richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato,ferma restando la possibilita di produrre nuovi documentiformatisi dopo il deposito del ricorso. Qualora laconciliazione o larbitrato richiesti siano rifiutati o nonsia raggiunto laccordo necessario al relativoespletamento, il ricorso al giudice deve essere depositatoa pena di decadenza entro sessanta giorni dal rifiuto o dalmancato accordo. A conoscere delle controversie derivantidallapplicazione della presente legge e competente ilpretore.". Il testo dellarticolo 7 della legge 20 maggio 1970, n.300 (Norme sulla tutela della liberta e dignita deilavoratori, della liberta sindacale e dellattivita
    • sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento),e il seguente: "Art. 7. Sanzioni disciplinari In vigore dal 11 giugno 1970 Le norme disciplinarirelative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione allequali ciascuna di esse puo essere applicata ed alleprocedure di contestazione delle stesse, devono essereportate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione inluogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto inmateria e stabilito da accordi e contratti di lavoro oveesistano. Il datore di lavoro non puo adottare alcunprovvedimento disciplinare nei confronti del lavoratoresenza avergli preventivamente contestato laddebito e senzaaverlo sentito a sua difesa. Il lavoratore potra farsi assistere da unrappresentante dellassociazione sindacale cui aderisce oconferisce mandato. Fermo restando quanto disposto dalla legge 15 luglio1966, n. 604, non possono essere disposte sanzionidisciplinari che comportano mutamenti definitivi delrapporto di lavoro; inoltre la multa non puo esseredisposta per un importo superiore a quattro ore dellaretribuzione base e la sospensione dal servizio e dallaretribuzione per piu di dieci giorni. In ogni caso, i provvedimenti disciplinari piu gravidel rimprovero verbale non possono essere applicati primache siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione periscritto del fatto che vi ha dato causa. Salvo analoghe procedure previste dai contratticollettivi di lavoro e ferma restando la facolta di adirelautorita giudiziaria, il lavoratore al quale sia stataapplicata una sanzione disciplinare puo promuovere, neiventi giorni successivi, anche per mezzo dellassociazionealla quale sia iscritto ovvero conferisca mandato, lacostituzione, tramite lufficio provinciale del lavoro edella massima occupazione, di un collegio di conciliazioneed arbitrato, composto da un rappresentante di ciascunadelle parti e da un terzo membro scelto di comune accordoo, in difetto di accordo, nominato dal direttoredellufficio del lavoro. La sanzione disciplinare restasospesa fino alla pronuncia da parte del Collegio. Qualora il datore di lavoro non provveda, entro diecigiorni dallinvito rivoltogli dallufficio del lavoro, anominare il proprio rappresentante in seno al collegio dicui al comma precedente, la sanzione disciplinare non haeffetto. Se il datore di lavoro adisce lautoritagiudiziaria, la sanzione disciplinare resta sospesa finoalla definizione del giudizio. Non puo tenersi conto ad alcun effetto delle sanzionidisciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione.". Il testo degli articoli 91 e 92 del codice di proceduracivile, e il seguente: "Art. 91. Condanna alle spese. Il giudice, con la sentenza che chiude il processodavanti a lui condanna la parte soccombente al rimborsodelle spese a favore dellaltra parte e ne liquidalammontare insieme con gli onorari di difesa. Se accogliela domanda in misura non superiore alleventuale propostaconciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senzagiustificato motivo la proposta al pagamento delle spesedel processo maturate dopo la formulazione della proposta,
    • salvo quanto disposto dal secondo comma dellarticolo 92. Le spese della sentenza sono liquidate dal cancellierecon nota in margine alla stessa; quelle della notificazionedella sentenza, del titolo esecutivo e del precetto sonoliquidate dallufficiale giudiziario con nota in marginealloriginale e alla copia notificata. I reclami contro le liquidazioni di cui al commaprecedente sono decisi con le forme previste negli articoli287 e 288 dal capo dellufficio a cui appartiene ilcancelliere o lufficiale giudiziario. Nelle cause previste dallarticolo 82, primo comma, lespese, competenze ed onorari liquidati dal giudice nonpossono superare il valore della domanda. Art. 92.Condanna alle spese per singoli atti.Compensazione delle spese. Il giudice, nel pronunciare la condanna di cuiallarticolo precedente, puo escludere la ripetizionedelle spese sostenute dalla parte vincitrice, se le ritieneeccessive o superflue; e puo, indipendentemente dallasoccombenza, condannare una parte al rimborso delle spese,anche non ripetibili, che, per trasgressione al dovere dicui allarticolo 88, essa ha causato allaltra parte. Se vi e soccombenza reciproca o concorrono altre gravied eccezionali ragioni, esplicitamente indicati nellamotivazione, il giudice puo compensare, parzialmente o perintero, le spese tra le parti. Se le parti si sono conciliate, le spese si intendonocompensate, salvo che le parti stesse abbiano diversamenteconvenuto nel processo verbale di conciliazione.". Il testo del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151(Testo unico delle disposizioni legislative in materia ditutela e sostegno della maternita e della paternita, anorma dellarticolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 aprile 2001, n.96, S.O. Il testo dellarticolo 18 della citata legge n. 300 del1970, come modificato dalla presente legge, e il seguente: "Art. 18. Tutela del lavoratore in caso dilicenziamento illegittimo Il giudice, con la sentenza con la quale dichiara lanullita del licenziamento perche discriminatorio ai sensidellarticolo 3 della legge 11 maggio 1990, n. 108, ovverointimato in concomitanza col matrimonio ai sensidellarticolo 35 del codice delle pari opportunita trauomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006,n. 198, o in violazione dei divieti di licenziamento di cuiallarticolo 54, commi 1, 6, 7 e 9, del testo unico delledisposizioni legislative in materia di tutela e sostegnodella maternita e della paternita, di cui al decretolegislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successivemodificazioni, ovvero perche riconducibile ad altri casidi nullita previsti dalla legge o determinato da un motivoillecito determinante ai sensi dellarticolo 1345 delcodice civile, ordina al datore di lavoro, imprenditore onon imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro,indipendentemente dal motivo formalmente addotto e qualeche sia il numero dei dipendenti occupati dal datore dilavoro. La presente disposizione si applica anche aidirigenti. A seguito dellordine di reintegrazione, ilrapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratorenon abbia ripreso servizio entro trenta giorni dallinvito
    • del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbia richiestolindennita di cui al terzo comma del presente articolo.Il regime di cui al presente articolo si applica anche allicenziamento dichiarato inefficace perche intimato informa orale. Il giudice, con la sentenza di cui al primo comma,condanna altresi il datore di lavoro al risarcimento deldanno subito dal lavoratore per il licenziamento di cui siastata accertata la nullita, stabilendo a tal fineunindennita commisurata allultima retribuzione globaledi fatto maturata dal giorno del licenziamento sino aquello delleffettiva reintegrazione, dedotto quantopercepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimentodi altre attivita lavorative. In ogni caso la misura delrisarcimento non potra essere inferiore a cinquemensilita della retribuzione globale di fatto. Il datoredi lavoro e condannato inoltre, per il medesimo periodo,al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Fermo restando il diritto al risarcimento del dannocome previsto al secondo comma, al lavoratore e data lafacolta di chiedere al datore di lavoro, in sostituzionedella reintegrazione nel posto di lavoro, unindennitapari a quindici mensilita dellultima retribuzione globaledi fatto, la cui richiesta determina la risoluzione delrapporto di lavoro, e che non e assoggettata acontribuzione previdenziale. La richiesta dellindennitadeve essere effettuata entro trenta giorni dallacomunicazione del deposito della sentenza, o dallinvitodel datore di lavoro a riprendere servizio, se anteriorealla predetta comunicazione. Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che nonricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo odella giusta causa addotti dal datore di lavoro, perinsussistenza del fatto contestato ovvero perche il fattorientra tra le condotte punibili con una sanzioneconservativa sulla base delle previsioni dei contratticollettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili,annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoroalla reintegrazione nel posto di lavoro di cui al primocomma e al pagamento di unindennita risarcitoriacommisurata allultima retribuzione globale di fatto dalgiorno del licenziamento sino a quello delleffettivareintegrazione, dedotto quanto il lavoratore ha percepito,nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altreattivita lavorative, nonche quanto avrebbe potutopercepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di unanuova occupazione. In ogni caso la misura dellindennitarisarcitoria non puo essere superiore a dodici mensilitadella retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoro econdannato, altresi, al versamento dei contributiprevidenziali e assistenziali dal giorno del licenziamentofino a quello della effettiva reintegrazione, maggioratidegli interessi nella misura legale senza applicazione disanzioni per omessa o ritardata contribuzione, per unimporto pari al differenziale contributivo esistente tra lacontribuzione che sarebbe stata maturata nel rapporto dilavoro risolto dallillegittimo licenziamento e quellaaccreditata al lavoratore in conseguenza dello svolgimentodi altre attivita lavorative. In questultimo caso,qualora i contributi afferiscano ad altra gestioneprevidenziale, essi sono imputati dufficio alla gestione
    • corrispondente allattivita lavorativa svolta daldipendente licenziato, con addebito dei relativi costi aldatore di lavoro. A seguito dellordine di reintegrazione,il rapporto di lavoro si intende risolto quando illavoratore non abbia ripreso servizio entro trenta giornidallinvito del datore di lavoro, salvo il caso in cuiabbia richiesto lindennita sostitutiva dellareintegrazione nel posto di lavoro ai sensi del terzocomma. Il giudice, nelle altre ipotesi in cui accerta che nonricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo odella giusta causa addotti dal datore di lavoro, dichiararisolto il rapporto di lavoro con effetto dalla data dellicenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamentodi unindennita risarcitoria onnicomprensiva determinatatra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattromensilita dellultima retribuzione globale di fatto, inrelazione allanzianita del lavoratore e tenuto conto delnumero dei dipendenti occupati, delle dimensionidellattivita economica, del comportamento e dellecondizioni delle parti, con onere di specifica motivazionea tale riguardo. Nellipotesi in cui il licenziamento sia dichiaratoinefficace per violazione del requisito di motivazione dicui allarticolo 2, comma 2, della legge 15 luglio 1966, n.604, e successive modificazioni, della procedura di cuiallarticolo 7 della presente legge, o della procedura dicui allarticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, esuccessive modificazioni, si applica il regime di cui alquinto comma, ma con attribuzione al lavoratore diunindennita risarcitoria onnicomprensiva determinata, inrelazione alla gravita della violazione formale oprocedurale commessa dal datore di lavoro, tra un minimo disei e un massimo di dodici mensilita dellultimaretribuzione globale di fatto, con onere di specificamotivazione a tale riguardo, a meno che il giudice, sullabase della domanda del lavoratore, accerti che vi e ancheun difetto di giustificazione del licenziamento, nel qualcaso applica, in luogo di quelle previste dal presentecomma, le tutele di cui ai commi quarto, quinto o settimo. Il giudice applica la medesima disciplina di cui alquarto comma del presente articolo nellipotesi in cuiaccerti il difetto di giustificazione del licenziamentointimato, anche ai sensi degli articoli 4, comma 4, e 10,comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68, per motivooggettivo consistente nellinidoneita fisica o psichicadel lavoratore, ovvero che il licenziamento e statointimato in violazione dellarticolo 2110, secondo comma,del codice civile. Puo altresi applicare la predettadisciplina nellipotesi in cui accerti la manifestainsussistenza del fatto posto a base del licenziamento pergiustificato motivo oggettivo; nelle altre ipotesi in cuiaccerta che non ricorrono gli estremi del predettogiustificato motivo, il giudice applica la disciplina dicui al quinto comma. In tale ultimo caso il giudice, aifini della determinazione dellindennita tra il minimo eil massimo previsti, tiene conto, oltre ai criteri di cuial quinto comma, delle iniziative assunte dal lavoratoreper la ricerca di una nuova occupazione e del comportamentodelle parti nellambito della procedura di cui allarticolo7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successivemodificazioni. Qualora, nel corso del giudizio, sulla base
    • della domanda formulata dal lavoratore, il licenziamentorisulti determinato da ragioni discriminatorie odisciplinari, trovano applicazione le relative tutelepreviste dal presente articolo. Le disposizioni dei commi dal quarto al settimo siapplicano al datore di lavoro, imprenditore o nonimprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale,ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo illicenziamento occupa alle sue dipendenze piu di quindicilavoratori o piu di cinque se si tratta di imprenditoreagricolo, nonche al datore di lavoro, imprenditore o nonimprenditore, che nellambito dello stesso comune occupapiu di quindici dipendenti e allimpresa agricola che nelmedesimo ambito territoriale occupa piu di cinquedipendenti, anche se ciascuna unita produttiva,singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e inogni caso al datore di lavoro, imprenditore e nonimprenditore, che occupa piu di sessanta dipendenti. Ai fini del computo del numero dei dipendenti di cuiallottavo comma si tiene conto dei lavoratori assunti concontratto a tempo indeterminato parziale per la quota diorario effettivamente svolto, tenendo conto, a taleproposito, che il computo delle unita lavorative fariferimento allorario previsto dalla contrattazionecollettiva del settore. Non si computano il coniuge e iparenti del datore di lavoro entro il secondo grado inlinea diretta e inlinea collaterale. Il computo dei limitioccupazionali di cui allottavo comma non incide su norme oistituti che prevedono agevolazioni finanziarie ocreditizie. Nellipotesi di revoca del licenziamento, purcheeffettuata entro il termine di quindici giorni dallacomunicazione al datore di lavoro dellimpugnazione delmedesimo, il rapporto di lavoro si intende ripristinatosenza soluzione di continuita, con diritto del lavoratorealla retribuzione maturata nel periodo precedente allarevoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatoriprevisti dal presente articolo. Nellipotesi di licenziamento dei lavoratori di cuiallarticolo 22, su istanza congiunta del lavoratore e delsindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, ilgiudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito, puodisporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti oinsufficienti gli elementi di prova forniti dal datore dilavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto dilavoro. Lordinanza di cui al comma precedente puo essereimpugnata con reclamo immediato al giudice medesimo chelha pronunciata. Si applicano le disposizionidellarticolo 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma delcodice di procedura civile . Lordinanza puo essere revocata con la sentenza chedecide la causa. Nellipotesi di licenziamento dei lavoratori di cuiallarticolo 22, il datore di lavoro che non ottempera allasentenza di cui al primo comma ovvero allordinanza di cuiallundicesimo comma, non impugnata o confermata dalgiudice che lha pronunciata, e tenuto anche, per ognigiorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondoadeguamento pensioni di una somma pari allimporto dellaretribuzione dovuta al lavoratore.". Il testo dellarticolo 3 della legge 11 maggio 1990, n.
    • 108 (Disciplina dei licenziamenti individuali), e ilseguente: "Art. 3. Licenziamento discriminatorio. 1. Il licenziamento determinato da ragionidiscriminatorie ai sensi dellarticolo 4 della legge 15luglio 1966, n. 604 e dellarticolo 15 della legge 20maggio 1970, n. 300, come modificato dallarticolo 13 dellalegge 9 dicembre 1977, n. 903, e nullo indipendentementedalla motivazione addotta e comporta, quale che sia ilnumero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro, leconseguenze previste dallarticolo 18 della legge 20 maggio1970, n. 300, come modificato dalla presente legge. Talidisposizioni si applicano anche ai dirigenti.". Il testo dellarticolo 35 del decreto legislativo 11aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunita trauomo e donna, a norma dellarticolo 6 della legge 28novembre 2005, n. 246 ), e il seguente: "Art. 35. Divieto di licenziamento per causa dimatrimonio (legge 9 gennaio 1963, n. 7, articoli 1, 2 e 6) In vigore dal 15 giugno 2006 1. Le clausole diqualsiasi genere, contenute nei contratti individuali ecollettivi, o in regolamenti, che prevedano comunque larisoluzione del rapporto di lavoro delle lavoratrici inconseguenza del matrimonio sono nulle e si hanno per nonapposte. 2. Del pari nulli sono i licenziamenti attuati a causadi matrimonio. 3. Salvo quanto previsto dal comma 5, si presume che illicenziamento della dipendente nel periodo intercorrentedal giorno della richiesta delle pubblicazioni dimatrimonio, in quanto segua la celebrazione, a un anno dopola celebrazione stessa, sia stato disposto per causa dimatrimonio. 4. Sono nulle le dimissioni presentate dallalavoratrice nel periodo di cui al comma 3, salvo che sianodalla medesima confermate entro un mese alla Direzioneprovinciale del lavoro. 5. Al datore di lavoro e data facolta di provare cheil licenziamento della lavoratrice, avvenuto nel periodo dicui al comma 3, e stato effettuato non a causa dimatrimonio, ma per una delle seguenti ipotesi: a) colpa grave da parte della lavoratrice, costituentegiusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro; b) cessazione dellattivita dellazienda cui essa eaddetta; c) ultimazione della prestazione per la quale lalavoratrice e stata assunta o di risoluzione del rapportodi lavoro per la scadenza del termine. 6. Con il provvedimento che dichiara la nullita deilicenziamenti di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 e disposta lacorresponsione, a favore della lavoratrice allontanata dallavoro, della retribuzione globale di fatto sino al giornodella riammissione in servizio. 7. La lavoratrice che, invitata a riassumere servizio,dichiari di recedere dal contratto, ha diritto altrattamento previsto per le dimissioni per giusta causa,ferma restando la corresponsione della retribuzione finoalla data del recesso. 8. A tale scopo il recesso deve essere esercitato entroil termine di dieci giorni dal ricevimento dellinvito. 9. Le disposizioni precedenti si applicano sia allelavoratrici dipendenti da imprese private di qualsiasi
    • genere, escluse quelle addette ai servizi familiari edomestici, sia a quelle dipendenti da enti pubblici, salvele clausole di miglior favore previste per le lavoratricinei contratti collettivi ed individuali di lavoro e nelledisposizioni legislative e regolamentari.". Il testo dellarticolo 54 del citato decretolegislativo n. 151 del 2001 e il seguente: "Art.54. Divieto di licenziamento. (legge 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 2, commi 1, 2,3, 5, e art. 31, comma 2; legge 9 dicembre 1977, n. 903,art. 6-bis, comma 4; decreto legislativo 9 settembre 1994,n. 566, art. 2, comma 2; legge 8 marzo 2000, n. 53, art.18, comma 1) 1. Le lavoratrici non possono essere licenziatedallinizio del periodo di gravidanza fino al termine deiperiodi di interdizione dal lavoro previsti dal Capo III,nonche fino al compimento di un anno di eta del bambino. 2. Il divieto di licenziamento opera in connessione conlo stato oggettivo di gravidanza, e la lavoratrice,licenziata nel corso del periodo in cui opera il divieto,e tenuta a presentare al datore di lavoro idoneacertificazione dalla quale risulti lesistenza allepocadel licenziamento, delle condizioni che lo vietavano. 3. Il divieto di licenziamento non si applica nel caso: a) di colpa grave da parte della lavoratrice,costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto dilavoro; b) di cessazione dellattivita dellazienda cui essae addetta; c) di ultimazione della prestazione per la quale lalavoratrice e stata assunta o di risoluzione del rapportodi lavoro per la scadenza del termine; d) di esito negativo della prova; resta fermo ildivieto di discriminazione di cui allarticolo 4 dellalegge 10 aprile 1991, n. 125, e successive modificazioni. 4. Durante il periodo nel quale opera il divieto dilicenziamento, la lavoratrice non puo essere sospesa dallavoro, salvo il caso che sia sospesa lattivitadellazienda o del reparto cui essa e addetta, semprecheil reparto stesso abbia autonomia funzionale. Lalavoratrice non puo altresi essere collocata in mobilitaa seguito di licenziamento collettivo ai sensi della legge23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, salvalipotesi di collocamento in mobilita a seguito dellacessazione dellattivita dellazienda di cui al comma 3,lettera b). 5. Il licenziamento intimato alla lavoratrice inviolazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3, enullo. 6. E altresi nullo il licenziamento causato dalladomanda o dalla fruizione del congedo parentale e per lamalattia del bambino da parte della lavoratrice o dellavoratore. 7. In caso di fruizione del congedo di paternita, dicui allarticolo 28, il divieto di licenziamento si applicaanche al padre lavoratore per la durata del congedo stessoe si estende fino al compimento di un anno di eta delbambino. Si applicano le disposizioni del presentearticolo, commi 3, 4 e 5. 8. Linosservanza delle disposizioni contenute nelpresente articolo e punita con la sanzione amministrativada euro 1.032 a euro 2.582. Non e ammesso il pagamento in
    • misura ridotta di cui allarticolo 16 della legge 24novembre 1981, n. 689. 9. Le disposizioni del presente articolo si applicanoanche in caso di adozione e di affidamento. Il divieto dilicenziamento si applica fino ad un anno dallingresso delminore nel nucleo familiare. In caso di adozioneinternazionale, il divieto opera dal momento dellacomunicazione della proposta di incontro con il minoreadottando, ai sensi dellarticolo 31, terzo comma, letterad), della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successivemodificazioni, ovvero della comunicazione dellinvito arecarsi allestero per ricevere la proposta diabbinamento.". Il testo dellart. 1345 del codice civile e ilseguente: "Art.1345. Motivo illecito. Il contratto e illecito quando le parti si sonodeterminate a concluderlo esclusivamente per un motivoillecito comune ad entrambe.". Il testo dellarticolo 2, comma 2 della legge 15 luglio1966, n. 604 (Norme sui licenziamenti individuali), e ilseguente: "Art. 2. Il prestatore di lavoro puo chiedere, entroquindici giorni dalla comunicazione, i motivi che hannodeterminato il recesso: in tal caso il datore di lavorodeve, nei sette giorni dalla richiesta, comunicarli periscritto.". Il testo degli articoli 4, comma 4 e 10, comma 3, dellalegge 12 marzo 1999, n .6 (Norme per il diritto al lavorodei disabili) e il seguente: "Art. 4. Criteri di computo della quota di riserva. (Omissis). 4. I lavoratori che divengono inabili allo svolgimentodelle proprie mansioni in conseguenza di infortunio omalattia non possono essere computati nella quota diriserva di cui allarticolo 3 se hanno subito una riduzionedella capacita lavorativa inferiore al 60 per cento o,comunque, se sono divenuti inabili a causadellinadempimento da parte del datore di lavoro, accertatoin sede giurisdizionale, delle norme in materia disicurezza ed igiene del lavoro. Per i predetti lavoratorilinfortunio o la malattia non costituiscono giustificatomotivo di licenziamento nel caso in cui essi possano essereadibiti a mansioni equivalenti ovvero, in mancanza, amansioni inferiori. Nel caso di destinazione a mansioniinferiori essi hanno diritto alla conservazione del piufavorevole trattamento corrispondente alle mansioni diprovenienza. Qualora per i predetti lavoratori non siapossibile lassegnazione a mansioni equivalenti oinferiori, gli stessi vengono avviati, dagli ufficicompetenti di cui allarticolo 6, comma 1, presso altraazienda, in attivita compatibili con le residue capacitalavorative, senza inserimento nella graduatoria di cuiallarticolo 8. " "Art.10. Rapporto di lavoro dei disabiliobbligatoriamente assunti. (Omissis). 2. Nel caso di aggravamento delle condizioni di saluteo di significative variazioni dellorganizzazione dellavoro, il disabile puo chiedere che venga accertata lacompatibilita delle mansioni a lui affidate con il propriostato di salute. Nelle medesime ipotesi il datore di lavoro
    • puo chiedere che vengano accertate le condizioni di salutedel disabile per verificare se, a causa delle sueminorazioni, possa continuare ad essere utilizzato pressolazienda. Qualora si riscontri una condizione diaggravamento che, sulla base dei criteri definiti dallattodi indirizzo e coordinamento di cui allarticolo 1, comma4, sia incompatibile con la prosecuzione dellattivitalavorativa, o tale incompatibilita sia accertata conriferimento alla variazione dellorganizzazione del lavoro,il disabile ha diritto alla sospensione non retribuita delrapporto di lavoro fino a che lincompatibilita persista.Durante tale periodo il lavoratore puo essere impiegato intirocinio formativo. Gli accertamenti sono effettuati dallacommissione di cui allarticolo 4 della legge 5 febbraio1992, n. 104 , integrata a norma dellatto di indirizzo ecoordinamento di cui allarticolo 1, comma 4, dellapresente legge, che valuta sentito anche lorganismo di cuiallarticolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23dicembre 1997, n. 469 , come modificato dallarticolo 6della presente legge. La richiesta di accertamento e ilperiodo necessario per il suo compimento non costituisconocausa di sospensione del rapporto di lavoro. Il rapporto dilavoro puo essere risolto nel caso in cui, anche attuandoi possibili adattamenti dellorganizzazione del lavoro, lapredetta commissione accerti la definitiva impossibilitadi reinserire il disabile allinterno dellazienda. ". Il testo dellarticolo 30, comma 1, della legge 4novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia dilavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi,aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, diservizi per limpiego, di incentivi alloccupazione, diapprendistato, di occupazione femminile, nonche misurecontro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoropubblico e di controversie di lavoro), come modificatodalla presente legge, e il seguente: "Art. 30.Clausole generali e certificazione delcontratto di lavoro 1. In tutti i casi nei quali le disposizioni di leggenelle materie di cui allarticolo 409 del codice diprocedura civile e allarticolo 63, comma 1, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, contengano clausolegenerali, ivi comprese le norme in tema di instaurazione diun rapporto di lavoro, esercizio dei poteri datoriali,trasferimento di azienda e recesso, il controllo giudizialee limitato esclusivamente, in conformita ai principigenerali dellordinamento, allaccertamento del presuppostodi legittimita e non puo essere esteso al sindacato dimerito sulle valutazioni tecniche, organizzative eproduttive che competono al datore di lavoro o alcommittente. Linosservanza delle disposizioni di cui al precedenteperiodo, in materia di limiti al sindacato di merito sullevalutazioni tecniche, organizzative e produttive checompetono al datore di lavoro, costituisce motivo diimpugnazione per violazione di norme di diritto.". Il testo dellarticolo 4 della legge 23 luglio 1991, n.223 (Norme in materia di cassa integrazione, mobilita,trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttivedella Comunita europea, avviamento al lavoro ed altredisposizioni in materia di mercato del lavoro), comemodificato dalla presente legge, e il seguente: "Art. 4. Procedura per la dichiarazione di mobilita
    • In vigore dal 27 giugno 1997 1. Limpresa che sia stataammessa al trattamento straordinario di integrazionesalariale, qualora nel corso di attuazione del programma dicui allarticolo 1 ritenga di non essere in grado digarantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi e dinon poter ricorrere a misure alternative, ha facolta diavviare le procedure di mobilita ai sensi del presentearticolo. 2. Le imprese che intendano esercitare la facolta dicui al comma 1 sono tenute a darne comunicazione preventivaper iscritto alle rappresentanze sindacali aziendalicostituite a norma dellarticolo 19 della legge 20 maggio1970, n. 300, nonche alle rispettive associazioni dicategoria. In mancanza delle predette rappresentanze lacomunicazione deve essere effettuata alle associazioni dicategoria aderenti alle confederazioni maggiormenterappresentative sul piano nazionale. La comunicazione alleassociazioni di categoria puo essere effettuata per iltramite dellassociazione dei datori di lavoro alla qualelimpresa aderisce o conferisce mandato. 3. La comunicazione di cui al comma 2 deve contenereindicazione: dei motivi che determinano la situazione dieccedenza; dei motivi tecnici, organizzativi o produttivi,per i quali si ritiene di non poter adottare misure idoneea porre rimedio alla predetta situazione ed evitare, intutto o in parte, la dichiarazione di mobilita; delnumero, della collocazione aziendale e dei profiliprofessionali del personale eccedente, nonche delpersonale abitualmente impiegato; dei tempi di attuazionedel programma di mobilita; delle eventuali misureprogrammate per fronteggiare le conseguenze sul pianosociale della attuazione del programma medesimo del metododi calcolo di tutte le attribuzioni patrimoniali diverse daquelle gia previste dalla legislazione vigente e dallacontrattazione collettiva. Alla comunicazione va allegatacopia della ricevuta del versamento allINPS, a titolo dianticipazione sulla somma di cui allarticolo 5, comma 4,di una somma pari al trattamento massimo mensile diintegrazione salariale moltiplicato per il numero deilavoratori ritenuti eccedenti . 4. Copia della comunicazione di cui al comma 2 e dellaricevuta del versamento di cui al comma 3 devono esserecontestualmente inviate allUfficio provinciale del lavoroe della massima occupazione. 5. Entro sette giorni dalla data del ricevimento dellacomunicazione di cui al comma 2, a richiesta dellerappresentanze sindacali aziendali e delle rispettiveassociazioni si procede ad un esame congiunto tra le parti,allo scopo di esaminare le cause che hanno contribuito adeterminare leccedenza del personale e le possibilita diutilizzazione diversa di tale personale, o di una suaparte, nellambito della stessa impresa, anche mediantecontratti di solidarieta e forme flessibili di gestionedel tempo di lavoro. Qualora non sia possibile evitare lariduzione di personale, e esaminata la possibilita diricorrere a misure sociali di accompagnamento intese, inparticolare, a facilitare la riqualificazione e lariconversione dei lavoratori licenziati. I rappresentantisindacali dei lavoratori possono farsi assistere, ove loritengano opportuno, da esperti. 6. La procedura di cui al comma 5 deve essere esauritaentro quarantacinque giorni dalla data del ricevimento
    • della comunicazione dellimpresa. Questultima daallUfficio provinciale del lavoro e della massimaoccupazione comunicazione scritta sul risultato dellaconsultazione e sui motivi del suo eventuale esitonegativo. Analoga comunicazione scritta puo essere inviatadalle associazioni sindacali dei lavoratori. 7. Qualora non sia stato raggiunto laccordo, ildirettore dellUfficio provinciale del lavoro e dellamassima occupazione convoca le parti al fine di unulteriore esame delle materie di cui al comma 5, ancheformulando proposte per la realizzazione di un accordo.Tale esame deve comunque esaurirsi entro trenta giorni dalricevimento da parte dellUfficio provinciale del lavoro edella massima occupazione della comunicazione dellimpresaprevista al comma 6. 8. Qualora il numero dei lavoratori interessati dallaprocedura di mobilita sia inferiore a dieci, i termini dicui ai commi 6 e 7 sono ridotti alla meta. 9.Raggiunto laccordo sindacale ovvero esaurita laprocedura di cui ai commi 6, 7 e 8, limpresa ha facoltadi collocare in mobilita gli impiegati, gli operai e iquadri eccedenti, comunicando per iscritto a ciascuno diessi il recesso, nel rispetto dei termini di preavviso.Entro sette giorni dalla comunicazione dei recessi,lelenco dei lavoratori collocati in mobilita, conlindicazione per ciascun soggetto del nominativo, delluogo di residenza, della qualifica, del livello diinquadramento, delleta, del carico di famiglia, nonchecon puntuale indicazione delle modalita con le quali sonostati applicati i criteri di scelta di cui allarticolo 5,comma 1, deve essere comunicato per iscritto allUfficioregionale del lavoro e della massima occupazionecompetente, alla Commissione regionale per limpiego e alleassociazioni di categoria di cui al comma 2. 10. Nel caso in cui limpresa rinunci a collocare inmobilita i lavoratori o ne collochi un numero inferiore aquello risultante dalla comunicazione di cui al comma 2, lastessa procede al recupero delle somme pagate in eccedenzarispetto a quella dovuta ai sensi dellarticolo 5, comma 4,mediante conguaglio con i contributi dovuti allINPS, daeffettuarsi con il primo versamento utile successivo alladata di determinazione del numero dei lavoratori posti inmobilita. 11. Gli accordi sindacali stipulati nel corso delleprocedure di cui al presente articolo, che prevedano ilriassorbimento totale o parziale dei lavoratori ritenutieccedenti, possono stabilire, anche in deroga al secondocomma dellarticolo 2103 del codice civile, la loroassegnazione a mansioni diverse da quelle svolte . 12. Le comunicazioni di cui al comma 9 sono prive diefficacia ove siano state effettuate senza losservanzadella forma scritta e delle procedure previste dal presentearticolo. Gli eventuali vizi della comunicazione di cui al comma2 del presente articolo possono essere sanati, ad ognieffetto di legge, nellambito di un accordo sindacaleconcluso nel corso della procedura di licenziamentocollettivo . 13. I lavoratori ammessi al trattamento di cassaintegrazione, al termine del periodo di godimento deltrattamento di integrazione salariale, rientrano inazienda.
    • 14. Il presente articolo non trova applicazione nelcaso di eccedenze determinate da fine lavoro nelle impreseedili e nelle attivita stagionali o saltuarie, nonche peri lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempodeterminato. 15. Nei casi in cui leccedenza riguardi unitaproduttive ubicate in diverse province della stessa regioneovvero in piu regioni, la competenza a promuoverelaccordo di cui al comma 7 spetta rispettivamente aldirettore dellUfficio regionale del lavoro e della massimaoccupazione ovvero al Ministro del lavoro e dellaprevidenza sociale. Agli stessi vanno inviate lecomunicazioni previste dal comma 4. 15-bis Gli obblighi di informazione, consultazione ecomunicazione devono essere adempiuti indipendentemente dalfatto che le decisioni relative allapertura delleprocedure di cui al presente articolo siano assunte daldatore di lavoro o da unimpresa che lo controlli. Ildatore di lavoro che viola tali obblighi non puo eccepirea propria difesa la mancata trasmissione, da partedellimpresa che lo controlla, delle informazioni relativealla decisione che ha determinato lapertura delle predetteprocedure. 16. Sono abrogati gli articoli 24 e 25 della legge 12agosto 1977, n. 675, le disposizioni del decreto-legge 30marzo 1978, n. 80, convertito, con modificazioni, dallalegge 26 maggio 1978, n. 215, ad eccezione dellarticolo4-bis, nonche il decreto-legge 13 dicembre 1978, n. 795,convertito, con modificazioni, dalla legge 9 febbraio 1979,n. 36.". Il testo dellarticolo 5 della citata legge n. 223 del1991, come modificato dalla presente legge, e il seguente: "Art. 5.Criteri di scelta dei lavoratori ed oneri acarico delle imprese 1. Lindividuazione dei lavoratori da collocare inmobilita deve avvenire, in relazione alle esigenzetecnico-produttive ed organizzative del complessoaziendale, nel rispetto dei criteri previsti da contratticollettivi stipulati con i sindacati di cui allarticolo 4,comma 2, ovvero, in mancanza di questi contratti, nelrispetto dei seguenti criteri, in concorso tra loro: a) carichi di famiglia; b) anzianita; c) esigenze tecnico-produttive ed organizzative . 2. Nelloperare la scelta dei lavoratori da collocarein mobilita, limpresa e tenuta al rispetto dellarticolo9, ultimo comma, del decreto-legge 29 gennaio 1983, n. 17,convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1983,n. 79. Limpresa non puo altresi collocare in mobilitauna percentuale di manodopera femminile superiore allapercentuale di manodopera femminile occupata con riguardoalle mansioni prese in considerazione. 3.Qualora il licenziamento sia intimato senzalosservanza della forma scritta, si applica il regimesanzionatorio di cui allarticolo 18, primo comma, dellalegge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni.In caso di violazione delle procedure richiamateallarticolo 4, comma 12, si applica il regime di cui alterzo periodo del settimo comma del predetto articolo 18.In caso di violazione dei criteri di scelta previsti dalcomma 1, si applica il regime di cui al quarto comma delmedesimo articolo 18. Ai fini dellimpugnazione del
    • licenziamento si applicano le disposizioni di cuiallarticolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, esuccessive modificazioni . 4. Per ciascun lavoratore posto in mobilita limpresae tenuta a versare alla gestione degli interventiassistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali, dicui allarticolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, intrenta rate mensili, una somma (38) pari a sei volte iltrattamento mensile iniziale di mobilita spettante allavoratore. Tale somma e ridotta alla meta quando ladichiarazione di eccedenza del personale di cuiallarticolo 4, comma 9, abbia formato oggetto di accordosindacale . 5. Limpresa che, secondo le procedure determinatedalla Commissione regionale per limpiego, procuri offertedi lavoro a tempo indeterminato aventi le caratteristichedi cui allarticolo 9, comma 1, lettera b), non e tenutaal pagamento delle rimanenti rate relativamente ailavoratori che perdano il diritto al trattamento dimobilita in conseguenza del rifiuto di tali offerte ovveroper tutto il periodo in cui essi, accettando le offerteprocurate dalla impresa, abbiano prestato lavoro. Ilpredetto beneficio e escluso per le imprese che sitrovano, nei confronti dellimpresa disposta ad assumere,nei rapporti di cui allarticolo 8, comma 4-bis . 6. Qualora il lavoratore venga messo in mobilita dopola fine del dodicesimo mese successivo a quello diemanazione del decreto di cui allarticolo 2, comma 1, e lafine del dodicesimo mese successivo a quello delcompletamento del programma di cui allarticolo 1, comma 2,nellunita produttiva in cui il lavoratore era occupato,la somma che limpresa e tenuta a versare ai sensi delcomma 4 del presente articolo e aumentata di cinque puntipercentuali per ogni periodo di trenta giorni intercorrentetra linizio del tredicesimo mese e la data dicompletamento del programma. Nel medesimo caso non trovaapplicazione quanto previsto dal secondo commadellarticolo 2 della legge 8 agosto 1972, n. 464. ". Il testo dellarticolo 6 della citata legge n. 604 del1966, e il seguente: "Art.6. Il licenziamento deve essere impugnato a penadi decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione dellasua comunicazione in forma scritta, ovvero dallacomunicazione, anchessa in forma scritta, dei motivi, ovenon contestuale, con qualsiasi atto scritto, ancheextragiudiziale, idoneo a rendere nota la volonta dellavoratore anche attraverso linterventodellorganizzazione sindacale diretto ad impugnare illicenziamento stesso. Il licenziamento deve essere impugnato a pena didecadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della suacomunicazione in forma scritta, ovvero dalla comunicazione,anchessa in forma scritta, dei motivi, ove noncontestuale, con qualsiasi atto scritto, ancheextragiudiziale, idoneo a rendere nota la volonta dellavoratore anche attraverso linterventodellorganizzazione sindacale diretto ad impugnare illicenziamento stesso. Limpugnazione e inefficace se non e seguita, entroil successivo termine di duecentosettanta giorni, daldeposito del ricorso nella cancelleria del tribunale infunzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla
    • controparte della richiesta di tentativo di conciliazione oarbitrato, ferma restando la possibilita di produrre nuovidocumenti formatisi dopo il deposito del ricorso. Qualorala conciliazione o larbitrato richiesti siano rifiutati onon sia raggiunto laccordo necessario al relativoespletamento, il ricorso al giudice deve essere depositatoa pena di decadenza entro sessanta giorni dal rifiuto o dalmancato accordo. A conoscere delle controversie derivantidallapplicazione della presente legge e competente ilpretore .". Il testo degli articoli 125, 421, 414, 416, 102, 106,107 e 327 del codice di procedura civile, e il seguente: "Art. 125.Contenuto e sottoscrizione degli atti diparte. Salvo che la legge disponga altrimenti, la citazione,il ricorso, la comparsa, il controricorso, il precettodebbono indicare lufficio giudiziario, le parti,loggetto, le ragioni della domanda e le conclusioni olistanza, e, tanto nelloriginale quanto nelle copie danotificare, debbono essere sottoscritti dalla parte, seessa sta in giudizio personalmente, oppure dal difensoreche indica il proprio codice fiscale. Il difensore deve,altresi, indicare lindirizzo di posta elettronicacertificata comunicato al proprio ordine e il proprionumero di fax. La procura al difensore dellattore puo essererilasciata in data posteriore alla notificazione dellatto,purche anteriormente alla costituzione della parterappresentata. La disposizione del comma precedente non si applicaquando la legge richiede che la citazione sia sottoscrittadal difensore munito di mandato speciale." "Art. 421.Poteri istruttori del giudice. Il giudice indica alle parti in ogni momento leirregolarita degli atti e dei documenti che possono esseresanate assegnando un termine per provvedervi, salvo glieventuali diritti quesiti. Puo altresi disporre dufficio in qualsiasi momentolammissione di ogni mezzo di prova, anche fuori dei limitistabiliti dal codice civile, ad eccezione del giuramentodecisorio, nonche la richiesta di informazioni eosservazioni, sia scritte che orali, alle associazionisindacali indicate dalle parti. Si osserva la disposizionedel comma sesto dellarticolo 420. Dispone, su istanza di parte, laccesso sul luogo dilavoro, purche necessario al fine dellaccertamento deifatti e dispone altresi, se ne ravvisa lutilita lesamedei testimoni sul luogo stesso. Il giudice, ove lo ritenga necessario, puo ordinare lacomparizione, per interrogarle liberamente sui fatti dellacausa, anche di quelle persone che siano incapaci ditestimoniare a norma dellarticolo 246 o a cui sia vietatoa norma dellarticolo 247." "Art. 414.Forma della domanda. La domanda si propone con ricorso, il quale devecontenere: 1. lindicazione del giudice; 2. il nome, il cognome, nonche la residenza o ildomicilio eletto dal ricorrente nel comune in cui ha sedeil giudice adito, il nome, il cognome e la residenza o ildomicilio o la dimora del convenuto; se ricorrente o
    • convenuto e una persona giuridica, unassociazione nonriconosciuta o un comitato, il ricorso deve indicare ladenominazione o ditta nonche la sede del ricorrente o delconvenuto; 3. la determinazione delloggetto della domanda; 4. lesposizione dei fatti e degli elementi di dirittosui quali si fonda la domanda con le relative conclusioni; 5. lindicazione specifica dei mezzi di prova di cui ilricorrente intende avvalersi e in particolare dei documentiche si offrono in comunicazione." "Art. 416.Costituzione del convenuto. Il convenuto deve costituirsi almeno dieci giorni primadelludienza, dichiarando la residenza o eleggendodomicilio nel comune in cui ha sede il giudice adito. La costituzione del convenuto si effettua mediantedeposito in cancelleria di una memoria difensiva, nellaquale devono essere proposte, a pena di decadenza, leeventuali domande in via riconvenzionale e le eccezioniprocessuali e di merito che non siano rilevabili dufficio. Nella stessa memoria il convenuto deve prendereposizione, in maniera precisa e non limitata ad unagenerica contestazione, circa i fatti affermati dallattorea fondamento della domanda, proporre tutte le sue difese infatto e in diritto ed indicare specificamente, a pena didecadenza, i mezzi di prova dei quali intende avvalersi edin particolare i documenti che deve contestualmentedepositare ." "Art. 102.Litisconsorzio necessario. Se la decisione non puo pronunciarsi che in confrontodi piu parti, queste debbono agire o essere convenutenello stesso processo. Se questo e promosso da alcune o contro alcunesoltanto di esse, il giudice ordina lintegrazione delcontraddittorio in un termine perentorio da lui stabilito." "Art. 106.Intervento su istanza di parte. Ciascuna parte puo chiamare nel processo un terzo alquale ritiene comune la causa o dal quale pretende esseregarantita." "Art. 107.Intervento per ordine del giudice. Il giudice, quando ritiene opportuno che il processo sisvolga in confronto di un terzo al quale la causa ecomune, ne ordina lintervento." "Art. 327.Decadenza dallimpugnazione. Indipendentemente dalla notificazione, lappello, ilricorso per Cassazione e la revocazione per i motiviindicati nei numeri 4 e 5 dellarticolo 395 non possonoproporsi dopo decorsi sei mesi dalla pubblicazione dellasentenza. Questa disposizione non si applica quando la partecontumace dimostra di non aver avuto conoscenza delprocesso per nullita della citazione o della notificazionedi essa, e per nullita della notificazione degli atti dicui allart. 292.".