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    Commento 3249 a Commento 3249 a Document Transcript

    • Commento al DDL 3249 (versione pronta per lAula del Senato)PremessaSi commenteranno qui solo le modifiche introdotte dal lavoro delle Commissioni del Senato, fermorestando il giudizio complessivo che lorganizzazione ha dato nelle occasioni formali (audizioni) enei suoi organismi. La disamina puntuale delle sole modifiche è pensata per dare alle strutture unaconoscenza utile anche per la discussione con i nostri interlocutori esterni. Lesame sarà condottosuddividendo le modifiche in capitoli relativi rispettivamente alle tipologie dimpiego, agliammortizzatori e alle politiche del lavoro, e alla disciplina dei licenziamenti. Le citazionivirgolettate sono tratte dal testo varato per laula. Per “testo originario” o “governativo” si intendequello depositato in Parlamento dal Governo. Per un esame sinottico si rimanda al seguente link:http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlcomm&leg=16&id=662318. Inpremessa va segnalata la formulazione, che ricorre ovunque nel testo, riferita alla contrattazione e aisuoi livelli (“a livello interconfederale o di categoria ovvero, su loro delega, ai livelli decentrati”)che rappresenta un importante conferma della gerarchia delle fonti contrattuali rispetto alla vexataquaestio dellart. 8 della legge 148/11 e della derogabilità delle disposizioni di leggi e contrattinazionali da parte della “contrattazione di prossimità”, mostrando un importante cambiamento diorientamento del legislatore. Ugualmente a scopo di completezza, va ricordato che il testo giunto inaula rende strutturale la decontribuzione degli elementi salariali variabili derivanti dallacontrattazione di secondo livello. Sempre in premessa va segnalato un nuovo articolo ( art. 73)contenente una delega al Governo per lemanazione di decreti legislativi riferiti al tema dellapartecipazione dei lavoratori alle scelte dellimpresa, compreso lazionariato dei dipendenti, che, perla delicatezza del tema e loggettiva estraneità alle problematiche proprie del Dipartimento, saràpresumibilmente oggetto di approfondimenti in altre sedi.a) Tipologie dimpiego1)Contratti a termine:1.Assenza di obbligo di causale: si prevede lassenza di obbligo di causale per il primo contratto atermine (o missione in somministrazione) di durata fino a 12 mesi (era di sei nella versionegovernativa), oppure, in alternativa, la facoltà per la contrattazione di definire una franchigiadallobbligo di giustificazione valevole fino al 6% dellorganico aziendale in presenza di necessitàdovute da processi organizzativi caratterizzati “dal lancio di un nuovo prodotto, o di un servizioinnovativo, dallavvio di nuove attività, dallimplementazione di un rilevante cambiamentotecnologico, dalla fase supplementare di un significativo progetto di ricerca e sviluppo, dal rinnovoo dalla proroga di una commessa consistente”. Tali rapporti continuano a non poter essere oggettodi proroga e continua a vigere il limite massimo di durata di 36 mesi (ma vedi oltre).2.Intervalli tra un rapporto e quello successivo: si ammette la possibilità per la contrattazione diridurre gli intervalli tra un contratto e quello successivo fino al ritorno alla disciplina previgente(art. 5, comma 2 del D. Lgs. 368/01), nei casi descritti al punto precedente. [Il testo originariofissava in 60 e 90, rispettivamente, gli intervalli tra un contratto a termine e uno successivo stipulatotra le stesse parti, a seconda se il primo contratto avesse avuto una durata inferiore o superiore a seimesi, mentre il D.Lgs. 369/01 aveva fissato tali termini in 10 e 20 giorni.]3.Esclusioni dal computo dei 36 mesi di massimo utilizzo: dal computo sono escluse le missioni disomministrazione a tempo indeterminato;4.cancellazione della derogabilità contrattuale per i somministrati “svantaggiati” o percettori diammortizzatori sociali: si cancella la parte rilevante dellart. 13 del D.Lgs. 276/03;Commento: eccetto lultimo punto, si tratta di arretramenti rispetto al già pericoloso superamentodel principio secondo cui ogni rapporto non a tempo indeterminato ( e pertanto “non ordinario”secondo il nostro ordinamento e secondo lUnione Europea) doveva essere “giustificato” conlindicazione della causale legittimante. Avere ampliato a 12 mesi, o aver indirizzato in futuro lacontrattazione a discutere di franchigie in presenza degli eventi definiti dal testo rischia di
    • provocare una sostanziale abdicazione alle funzioni di governo sindacale delle fluttuazioni ciclichedellorganizzazione del lavoro. Si noti, peraltro, che le “causali” indicate nel testo riguardo allacontrattazione non sono coerenti con lidea che il “primo contratto” a termine debba essere liberoda giustificazioni, datoché si riferiscono a circostanze tipiche di “proroghe di rapporti giàaccesi”;e pertanto non solo si accentua il carattere implicito di “prova” del primo contratto atermine, ma se ne estende potenzialmente leffetto a parti significative dellintero organicoaziendale. Nulla si dice, poi, sul rapporto che tale percentuale di “contratti liberi” avrà con laquota di contratti a termine giustificati da causali previsti dalla contrattazione, con il rischiorilevante che le due quote si sommino.2)Apprendistato:1.lapprendistato in somministrazione non potrà essere svolto a termine, ma solo attraverso lasomministrazione a tempo indeterminato, come previsto dal D.Lgs. 167/11 (Testo Unicosullapprendistato), riparando una formulazione sbagliata del testo governativo;2.percentuali di conferma: il testo esclude da ogni obbligo di conferma le imprese con meno di 10dipendenti, nonché ammette la possibilità dellassunzione di “un apprendista” anche nel caso non sisia rispettata la percentuale di conferma prevista dalla legge o dai CCNL;3.rapporto apprendisti/qualificati: il rapporto 1:1 rimane per le imprese con meno di 10 dipendenti,per le altre si passa a 3:2 (tre apprendisti per due qualificati)Commento: bene il ripristino della norma del TU, ottenuta resistendo a spinte molto forti,compresa unintesa separata nel settore, per forzare verso un utilizzo della somministrazione atermine per lo svolgimento dellapprendistato. Le altre disposizioni contraddicono la funzionedellapprendistato, datoché esentare totalmente o diminuire la cogenza della percentuale diconferma ai fini di nuove assunzioni in apprendistato significa sminuire il senso di un investimentosulla formazione come miglior viatico verso la stabilizzazione del rapporto e quindidellapprendistato come “canale privilegiato” per lingresso dei giovani nel mondo del lavoro.Prevale invece una visione dellapprendistato come rapporto a costo inferiore.3)lavoro intermittente:1.popolazione assumibile anche senza disposizioni contrattuali: viene ripristinata, con alcunemodifiche, la disciplina prevista dallart. 34 del D.Lgs. 276/03, in base alla quale è possibileassumere a chiamata persone fino a 25 anni e più di 55 anni (nel vecchio testo la facoltà era limitataalla fascia [meno di 25- più di 45 anni];2.la comunicazione ai servizi della chiamata è possibile anche per SMS;Commento: il ripristino della possibilità di assumere anche senza lindividuazione delle esigenzegiustificatrici da parte della contrattazione collettiva è una scelta sbagliatissima per più ragioni. Inprimo luogo perché abilita nuovamente le imprese ad utilizzare lunico appiglio giuridico che haloro consentito fin qui di assumere in questo modo, datoché la contrattazione collettiva si è benguardata dal regolamentare un rapporto così precarizzante. Con ciò viene contraddetta la teoriadel governo di scremare la flessibilità buona da quella cattiva: se non si riconosce il ruolo dellacontrattazione la funzione selettiva viene semplicemente meno. In secondo luogo, così siindebolisce la funzione di incentivo alla stabilizzazione che la norma precedente dava,implicitamente, alla contrattazione, là dove prevedeva che i rapporti a chiamata in esserecessavano ad avere validità dopo 12 mesi dallentrata in vigore della legge (datoché veniva menola loro “base giuridica”):si apriva così uno spazio negoziale per il sindacato, che avrebbe avutoper un anno la possibilità di negoziare condizioni migliorative rispetto al lavoro a chiamataminacciando in caso contrario linvio dei servizi ispettivi.4)Collaborazioni:1.compensi minimi: si introduce la facoltà per la contrattazione collettiva di disporre compensi perle collaborazioni a progetto, avendo a riferimento i minimi salariali delle mansioni equivalenti eprevedendo che comunque, in assenza di disposizioni specifiche per i collaboratori, i compensi nonpotranno essere inferiori ai minimi retributivi definiti dai CCNL.Commento: è senza dubbio lavanzamento più significativo rispetto al testo governativo, che mettefinalmente in chiaro due cose: il diritto della contrattazione collettiva a disciplinare sia lambito
    • per il ricorso alle collaborazioni (desumibile dal riferimento alla contrattazione collettiva diindividuare “compiti meramente esecutivi e ripetitivi” dal cui svolgimento le collaborazioni devonoessere escluse), sia le condizioni salariali (e normative) della loro prestazione. Pregevole anche lanorma di salvaguardia, che garantisce comunque che i compensi non potranno essere inferiori aminimi salariali dei dipendenti “equivalenti”, a maggior ragione vista la graduale elevazione delpeso contributivo previsto dalla riforma e del connesso rischio, già sperimentato in occasione deiprecedenti aumenti previdenziali, che laumento fosse pagato dalla compressione dei compensi deicollaboratori.5)partite Iva:1.presunzioni di subordinazione: i parametri già presenti nel testo governativo subiscono unindebolimento ( la durata minima sale a otto mesi, il peso sul fatturato deve superare l80%, lapostazione di lavoro deve essere “fissa”), ma soprattutto essi non hanno efficacia qualora il redditopercepito sia superiore a 1,25 volte il minimale contributivo (pari per il 2012 a € 14258,4 * 1,25=€17823), oltre a non avere efficacia nei confronti di quanti svolgessero attività di “competenzeteoriche di grado elevato (....), acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nellesercizioconcreto di attività” ( a titolo personale, va apprezzata la chiarezza e lunivocità del testo...), né neiconfronti di iscritti ad albi o ordini.Commento: questo è invece, assieme alle novità introdotte sul lavoro a termine, il punto di più serioarretramento del testo rispetto a quello governativo. Il rischio di una fuga verso le partite Iva perscongiurare il rischio del passaggio alla subordinazione di lavoro elusivamente qualificatoparasubordinato (collaborazioni) è molto forte: basti pensare che i limiti di reddito superati i qualinon potrà operare la presunzione di subordinazione equivalgono a compensi mensili netti di pocosuperiori a €750.6)Vouchers:1.campo di applicazione: rispetto al testo governativo, si allarga lapplicabilità dei vouchers alleimprese commerciali e agli studi professionali, prima esclusi;2.agricoltura: al posto della dizione pericolosissima riferita alle “attività stagionali”, il testo adessodistingue tra imprese esentate dal versamento dellIVA, che potranno ricorrere liberamente alvoucher nei confronti di soggetti non iscritti lanno precedente agli elenchi anagrafici, e impreseinvece obbligate al pagamento dellIVA, per le quali il ricorso ai voucher è limitato alle prestazioniaccessorie svolte dai soli studenti e pensionati;3.valore del buono: è stato introdotto il riferimento al valore orario del singolo buono,rimandandone limporto ad un confronto con le parti sociali, e disponendo comunque lanumerazione progressiva e la datazione dei buoniCommento: sono importanti le modifiche introdotte sullagricoltura e sul valore orario e latracciabilità del singolo buono, meno positivi gli allargamenti (rispetto al testo governativo) asettori dove labuso è stato assai diffuso nel passato (commercio) o dove non è davvero giustificatoil ricorso a prestazioni “meramente occasionali” quali le attività professionali.7)associati in partecipazione:1.estensione: a differenza di quanto convenuto con il Governo in sede di confronto con le partisociali, recepito correttamente nel Documento approvato "salvo intese" dal Consiglio dei Ministri il23 marzo, ma poi alterato in sede di redazione del testo governativo, lattuale formulazione consentelassociazione in partecipazione per tre associati, più i famigliari entro il terzo grado di parentela,con lulteriore salvaguardia dei contratti che fossero stati nel frattempo certificati in base alledisposizioni del D.Lgs. 276/03;Commento: il nostro giudizio negativo su queste modifiche è noto, e va accentuato riguardo alriferimento alla certificazione, peraltro la norma è molto dubbia datoché una eventualecontestazione sullefficacia della certificazione non può essere impedita (se ad es. la certificazioneriguardava una modalità di prestazione erroneamente definita associazione in partecipazione mapoi svoltasi con le caratteristiche della subordinazione, essa è contestabile come previsto dallostesso d.Lgs. 276/03 , e quindi che effetto potrà avere la salvaguardia approntata da questanorma?)
    • 8)Tirocini:1.Delega: modificata la delega per renderla temporalmente molto stringente (180 giorni), entro cuiGoverno e Regioni dovranno definire linee guida condivise, con maggiore enfasi sulla “congruità”del compensob) Ammortizzatori sociali1)AspI:1.soci di cooperativa: qualora non sia stata raggiunta la contribuzione normale per lASpI, pari a1,31% sul monte salari nel 2012, lattuale contribuzione sarà gradualmente incrementata per arrivareall1,31 entro il 2017;2.esenzione del maggior costo per assunzioni a termine: alle fattispecie già previste (sostituzioni estagionalità ex DPR 1525/63) sono state aggiunte le attività stagionali definite in base alle intesestipulate, ai sensi della legge 247/07, entro il 31/12/2011, ma solo per gli anni dal 2013 fino al 2015;3.Contributo in caso di licenziamenti: si esenta limpresa per gli anni 2013-2015 dal contributo(0,5% del trattamento iniziale AspI per ogni semestre negli ultimi tre anni) in occasione dilicenziamenti per cambio dappalto con garanzia di continuità occupazionale per i lavoratoricoinvolti (clausole sociali), nonché per i licenziamenti in edilizia per fine cantiere;4.Una tantum per collaboratori a progetto: si prevede per gli anni 2013-15 una modifica deiparametri daccesso ( le mensilità erogate per lanno precedente scendono da quattro a tre), siaccresce il coefficiente di calcolo ( 7% del minimale annuo anziché 5%); nel corso di tale periodo,avuto riguardo alla dinamica della spesa e alle disposizioni restrittive in materia di ricorso allecollaborazioni si valuterà la possibilità di estendere a questi soggetti la normativa sulla Mini-ASpICommento: si sono adottati correttivi importanti, che però non risolvono il problema nédelladeguatezza delle prestazioni ( si pensi alle durate fortemente ridotte dellASpI e del MiniASpIrispetto alla mobilità e allindennità di disoccupazione con requisiti ridotti, con i conseguenti effettinon solo sui redditi delle persone, ma anche sul piano contributivo, cosa particolarmente gravevisto lallungamento della vita lavorativa imposto dalla recente riforma), né rappresentano unallargamento significativo della platea di lavoratori interessata. Inoltre, queste soluzioni hannolulteriore limite di essere temporanee, confermando così il limite strutturale di questa “riforma”,fatta con risorse del tutto insufficienti.2)Cig:1.resta confermata la cancellazione, a far data dal 2016, delle disposizioni di cui allart. 3 della legge223/91.Commento: è di particolare illogicità e gravità la soppressione delle disposizioni commentate,datoché ciò consentirà, per fortuna solo dal 2016, operazioni “disinvolte” da parte di imprenditoriscorretti, che potranno rilevare imprese fallite o in concordato previamente svuotate dai lavoratori,e assumere discriminando tra i precedenti occupati, senza essere chiamati a risponderne neppureai sensi dellart. 2112 c.c.3)Fondi di solidarietà:1.Modello alternativo: al posto delle disposizioni riguardanti i Fondi, in settori “nei quali sianooperanti consolidati sistemi di bilateralità quali lartigianato” sarà possibile adeguare le fontiistitutive della bilateralità stessa almeno alle seguenti condizioni:1.contribuzione non inferiore allo 0,20%2.possibile confluenza almeno parziale del fondo interprofessionale3.adeguamento delle prestazioni4.requisiti per gli amministratoriciò fatto, per gli anni 2013-2015 in caso di sospensione per crisi aziendale ai lavoratori coinvoltispetterà lASpI, per un massimo di 90 giorni e previa una necessaria integrazione pari al 20%dellASpI stessa. Sono esclusi i part-time verticali e le sospensioni programmate.Commento: la modifica introdotta non sana il vulnus alluniversalità già presente nel testogovernativo, che prevedeva la copertura dei Fondi, sia quelli pattizi che quello residuale, per ilavoratori di imprese con almeno 15 dipendenti. Non solo, ma ripropone un rapporto tra
    • provvidenze di fonte pattizia condizionanti laccesso a quelle pubbliche che stravolge lequilibriosancito in Costituzione (art. 38), tanto è vero che su questo punto siamo in Corte Costituzionale(causa Benedetti contro Inps, rimesse le carte dal giudice di Lucca). In generale, la stessa funzionedella bilateralità pattizia cambia segno, perché da integrativa della provvidenza pubblica diventasostitutiva. Sul ricorso ai Fondi quale risposta alla mancata estensione ed universalizzazione della Cig resta il problema, già evidenziato, di soluzioni mutualistiche che vanno incontro ad almeno due difficoltà: 1.da un lato, lorigine settoriale ha certamente potuto operare efficacemente in quegli ambiti dove la rappresentanza delle imprese comprendeva luniverso di riferimento(banche, assicurazioni, aziende ex monopoliste quali Poste e Ferrovie, anche se qui lapertura ai privati si accompagna a fenomeni di pluralismo contrattuale competitivo, da ultimo avallati dalla legge 35/2012 in materia di semplificazioni). Ma dove questa condizione non si verifica non si può esorcizzare il rischio di una pluralità di soluzioni pattizie, con possibili differenti gradi di tutela, e possibile concorrenza associativa tra i sistemi imprenditoriali che spingano le adesioni verso sistemi “meno costosi”, ossia meno tutelanti per i lavoratori. 2.A ciò potrebbe fare argine lipotesi di dare vita ad un fondo di matrice“interconfederale”. Ma qui ci si imbatterà nel secondo problema, tipico di ogni struttura mutualistica: più è ampia la platea minore è il costo, ma anche più probabile il rischio di finanziare le esigenze di chi ne fa maggior uso da parte di chi contribuisce soltanto; inversamente, minore sarà la platea, e quindi minore il rischio che “i miei contributi finanzino imprese di altri settori”, necessariamente il costo unitario dovrà lievitare.4)Politiche del lavoro:1.offerta di lavoro congrua: si perde il diritto allASpI qualora si rifiuti unofferta superiore del 20%rispetto allASpI stessa; Commento: si rimedia ad un errore evidente contenuto nel testo governativo, in cui era prevista la perdita in caso di rifiuto di unofferta inferiore del 20% al valore dellASpI;5)Solidarietà negli appalti: viene introdotto un nuovo articolo (art.62) che ritorna sul principio dellasolidarietà tra appaltante e catena dellappalto, in due modi: da un lato premettendo che lacontrattazione collettiva può definire “metodi e procedure di controllo e di verifica della regolaritàdegli appalti”, e dallaltro modificando le disposizioni introdotte in materia dalla legge 35/2012 inmateria di semplificazioni. Il testo risultante ribadisce la correponsabilità dellappaltante e dellinterafiliera dellappalto, prevedendo però che al momento iniziale del processo il committente possachiedere al giudice di essere chiamato a rispondere degli addebiti solo al termine della ricerca deibeni dellappaltatore diretto.Commento: entrambi i punti sono molto delicati. Se da un lato non è criticabile il ricorso allacontrattazione collettiva quale luogo per affinare e specializzare gli strumenti di analisi e dicontrollo alle specificità settoriali (si pensi al sistema delle Casse Edili)è tuttavia impossibileimmaginare una “sostituzione” delle funzioni ispettive e di controllo pubbliche da parte di soggettiprivati. In secondo luogo, pur ammettendo la necessità di contrastare comportamenti a volterilevati di opportunismo da parte di imprese appaltatrici che spiegavano ai propri dipendentilinutilità di fare i versamenti previdenziali perché comunque sussisteva una garanzia di rivalsaverso il committente (spesso un ente pubblico), è chiaro che ci si possa trovare di fronte a tempi delprocesso molto lunghi, a tutto svantaggio della condizione dei lavoratori.c)licenziamenti1) conciliazione con esiti negativi: la modifica introdotta riguarda la decorrenza del licenziamentoper motivi economici in caso di esito negativo della conciliazione obbligatoria. La norma innovatadispone la retroattività della decorrenza fin dal giorno della comunicazione alla DPL dellintenzionedellimpresa di risolvere il rapporto. Conseguentemente il periodo di lavoro eventualmente lavoratodurante il periodo della conciliazione si deve intendere come preavviso!2) licenziamenti disciplinari: nel valutare lillegittimità del licenziamento intimato per motividisciplinari è stato soppresso il riferimento alle “previsioni della legge”.
    • Commento: le modifiche riguardo alla conciliazione sono gravi e vessatorie. Infatti per paura cheil lavoratore possa “mettersi in mutua”e con ciò allungare il periodo retribuibile da partedellimpresa, si alterano gli equilibri, innovativi, introdotti dal testo governativo. Mentre infatti unaconciliazione svolta in costanza di rapporto poteva, almeno in astratto, consentire una discussioneutile per il lavoratore, anche ai fini di successive azioni vertenziali, adesso è limpresa ad avere dinuovo il coltello dalla parte del manico in quanto può comunque avere a disposizione due strade. Ouna soluzione (transattiva) conveniente oppure un licenziamento retroattivo, senza neanche il costoaggiuntivo del preavviso!La soppressione del rinvio alle previsioni di legge non deve, invece, essere interpretato in manieraeccessiva: esso avrebbe avuto un senso obbligato qualora le disposizioni fossero applicate anche allavoro pubblico, ma applicandosi solo allimpiego privato resta comunque in piedi ed operantelart. 2106 c.c. che dispone che il giudice valuti secondo il criterio della proporzionalità ( e iconnessi principi dellaggravante, della recidiva e delle attenuanti), quindi per le persone nondovrebbe cambiare nulla. Restano invece del tutto valide le osservazioni sullintera problematicadei licenziamenti, individuali e collettivi, già oggetto di giudizi formali degli organismi della Cgilnonché di documenti consegnati in occasione delle audizioni nelle sedi ufficiali (Senato).