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    17 b3 giani_ordine degli architetti di terni 17 b3 giani_ordine degli architetti di terni Document Transcript

    • L’Ordine degli Architetti di Terni ha scelto diorganizzare un Mese dell’Architettura con ildesiderio di parlare del nuovo ruolo dell’architettocon la gente e tra la gente.Una professione che ormai si caratterizza comeassolutamente interdisciplinare e che, nelladefinizione delle nuove forme del vivere urbano,deve collaborare strettamente con un numerosempre crescente di figure professionali.La città è soprattutto di chi la vive e la abita perquesto abbiamo organizzato cinque incontri conl’intento di parlare di architettura nei luoghi dellacittà aprendo un confronto con le opinioni e leesigenze di chi fa vivere ogni giorno l’organismourbano.Parliamo di architettura costruita, ma soprattuttodi architettura percepita, di quali elementipossano dare qualità al vivere in alcuni dei luoghisimbolici della città contemporanea.Luoghi spesso ereditati dal passato ma chesono vissuti ormai in modo totalmente diversoe che sono pronti ad affrontare nuove sfide edaccogliere nuove funzioni.Ci ritroviamo in piazza, a teatro, nel parco, allastazione e nel quartiere per ascoltare il contributodi professionisti di discipline diverse, con puntidi vista che spaziano nel panorama nazionale econ un dialogo aperto alla cittadinanza che puòinteragire in modo dinamico con i relatori.Vi aspettiamo per partecipare a questa nostrariflessione sui luoghi della città e raccogliere tutti ifermenti che usciranno da questi incontri.INTRODUZIONE
    • 21 settembre5 ottobre12 ottobre19 ottobre26 ottobre2012l� piazz�i� parc�i� teatr�l� stazion�i� quartier�21 settembre5 ottobre12 ottobre19 ottobre26 ottobrei� parc�5 ottobrel� piazz�21 settembrei� quartier�26 ottobrei� teatr�12 ottobrel� stazion�19 ottobreore 17.30Piazza della RepubblicaIn collaborazione con MASTER PARES- Facoltà di Architettura "Sapienza"Università di RomaIntervengono:- Prof. Jorge Cruz Pinto e Prof. PedroJaneiro, Facoltà di Architettura,Università Tecnica di Lisbona - FAUTL- Prof. Achille Maria Ippolito,Coordinatore Dottorato inProgettazione e GestionedellAmbiente e del Paesaggio-"Sapienza" Università di RomaIntroduce e coordina:arch. Fabrizio Toppetti direttore delMASTER PARES.Nellimminenza degli incontri verrà fornita una scheda introduttiva al tema del workshoped un più ampio dettaglio su relatori ed interventi.ore 17.30Parco Passeggiata(Chiesa del Carmine)Workshop su Spazio Pubblico eIdentità Sociale condottodallantropologo Gregory Smith,docente di urbanistica presso laCornell University, specializzato inetnografia urbana.In un ambito interattivo i cittadinisaranno invitati a narrare in formageo-referenziata la propriaesperienza del Parco dellaPasseggiata e del circostante abitato.ore 17.30Spettacolo teatrale “Et Aurora” allo“Studio 1” allinterno del CAOS.Un lavoro di teatro danza che ha pertema la risposta ad un traumaurbano, nella fattispecie il terremotodell’Aquila.A seguire si terrà un dibattito sullearti e il processo urbano moderatodallarch. Mario Spada, coordinatoredella Biennale dello Spazio Pubblico.ore 17.30Atrio stazioneMostra del progetto vincitore delconcorso per la nuova passerellapedonale della stazione di TerniUna riflessione sulle nuove porte diaccesso alle aree urbane condottadallarch. Michele Talia - INUIntervengono:- RFI: ing. Luciano Frittelli, direttoreTerritoriale Produzione Ancona- Centostazioni: Arch. Elisa Eboli,Responsabile Servizi TecniciCentostazioni- Comune di Terni: Arch. RobertoMeloni, Responsabile del PITore 17.30Galleria del Corso, corso TacitoLarch. Leopoldo Freyrie, Presidentedel Consiglio Nazionale degliArchitetti, condurrà un confronto sultema del quartiere, cellula base dellacittà, luogo delle principaliinterazioni umane.Presentazione del progetto RIUSO aTerni.Intervengono:- ANCE Terni: arch. Paolo Ratini,Presidente- FAI: arch. Francesco Ventura,Delegato ambiente FAI Umbria- Legambiente: arch. EdoardoZanchini, Vicepresidente nazionale- Arma dei Carabinieri: Ten. Col.Giuseppe Alverone, ComandanteComando Provinciale di Terni- Ordine architetti di Perugia: arch.Paolo Vinti, PresidenteIntroduce e coordina:arch. Alessandro Almadori -Presidente Ater Umbria
    • 21 settembre
    • Nella tradizione della città storica europea lapiazza è la configurazione fisica primaria ela rappresentazione simbolica dello spaziopubblico. La piazza è il luogo di accumulazionedi una composizione sequenziale reticolaredegli invasi spaziali, è espressione di unadimensione collettiva identitaria, dunque dellasovrapposizione tra civitas e urbs. Oggi, neldilagare dei mondi virtuali e nel proliferare deglispazi privati di uso collettivo, la piazza - e ingenerale tutti gli spazi pubblici - è chiamata asvolgere un ruolo essenziale, per la formazionedi identità necessariamente plurali e instabili,per il confronto non gerarchico tra culture e lacoltivazione di una consapevolezza civile.Fabrizio ToppettiIL VUOTO PROGETTATOIl nuovo obiettivo dell’architettura è nel “costruireesterni”. In questa inversione di ruoli tra cittàe natura, il pensiero va agli spazi urbani, alpaesaggio, alle piazze, ai giardini, ai parchi. Tuttigli spazi della città non occupati dal costruito,appartengono alla categoria di vuoto. Ogni vuotourbano, così come le volumetrie dell’architetturae la sua pelle esterna, essendo percettibilee godibile al di fuori dell’ambito individuale,appartiene alla società, è spazio che conforma lacittà, è spazio pubblico.Achille M. IppolitoDISEGNO, “FRA”, ARCHITETTURA“Fra” è la parola più architettonica del mondodelle parole perché “fra”, apparentemente, nonparla né dell’oggetto abitato né dell’abitante(nédell’oggetto visto né di chi lo vede), essa, comeparola, e non solo come parola, dà indizi nonsolo di qualcuno che esiste e di un oggettodove questo qualcuno può esistere ma anche,simultaneamente, dà indizi di una relazione, diun “intervallo corporale” (come dice Aristotelesulla costruzione del Luogo), e inaugura lostesso spazio umano. “Relazione” qui vuol direarchitettura.Pedro Antònio JaneiroIMMAGINI DI VUOTO NELLA CULTURAURBANISTICA PORTOGHESEIl senso positivo del vuoto inteso come spaziopubblico urbano è storicamente osservatoattraverso una breve lettura dalle tipologie protourbanistiche e urbanistiche portoghesi fino ainostri interventicontemporanei e al disegno dinuove piazze.Jorge Cruz Pinto
    • “Fra” è la parola più architettonica del mondodelle parole perché “fra”, apparentemente, nonparla né dell’oggetto abitato né dell’abitante(né dell’oggetto visto né di chi lo vede), essa,come parola, e non solo come parola, dà indizinon solo di qualcuno che esiste e di un oggettodove questo qualcuno può esistere ma anche,simultaneamente, dà indizi di una relazione, diun “intervallo corporale” (come dice Aristotelesulla costruzione del Luogo), e inaugura lostesso spazio umano. “Relazione” qui vuol direarchitettura. Certamente esistono “fra” dove il“fra” si sente di più che in altri.“Fra”, come parola, mi affascina tanto o ancorapiù dell’idea di morte (di morte o di eternità).Perché non si sa mai; perché, come nella morte –che “non è della vita”, Wittgenstein nel suo auge–, essere-fra è ignoto e allo stesso tempo reale,degno di essere visto – nel senso che qualchecosa o qualcuno è atteso, ossia che è inevitabilee deducibile.Conosco un “fra” rappresentativo in Filosofia:quello di Heidegger. Un fra la Terra e il Cielo.Anche questo magnifico, fantastico: essereheideggerianamente mortale, essere-fra, moriredella morte come morte, ma vivere mentresi respira, essere, in questo senso, ente nel“frattempo”, va bene. Essere: vivere. Il cielo degliintradossi delle cupole delle cattedrali.Essere heideggerianamente “ente”, essere intero,in un “frattempo”, è “fra”: fra la stessa Terra chetocco, e un Cielo intangibile; o fra due giorni, fradue date in una lapide.“Fra” significa comunemente non esserecoincidente. Un segmento di retta è un fradue punti; due punti coincidenti sono e non-sono lo stesso punto. Esiste anche unaDISEGNO, FRA, ARCHITETTURAPedro António Janeirorelazione, ovviamente spiegabile e descrittadalla Geometria, fra me(-punto) e qualchecosa(-punto): può essere perfino disegnatao trasformata in numero, ma questa distanzageometrica non misura esattamente questo “fra”,è inefficace nello spiegare quale senso (sens)o quali innumerevoli sensi possono esistere inquesta relazione se per me(-punto) intendiamome e qualche cosa(-punto) intendiamo parete,quattro pareti o casa.La Geometria e la Matematica, o meglio,la Matematica spiegata dalla Geometria edall’Algebra, non chiarisce la complessità delfra me e, in senso lato, la casa. Non spiegano ilperché “fra” –nella-sua-totalità non è, diciamocosì, esattamente spiegabile; e allo stessomodo non chiariscono che il Disegno nonspiega l’architettura; la Geometria e l’Algebrasemplificano quello che è poter stare o poteressere fra, come il disegno annuncia al mondodelle cose visibili il primo sintomo di realtà di unoggetto ancora inesistente; non saper spiegare il“fra” non è necessariamente negativo.La piazza è fra.
    • 5 ottobre
    • Il luogo dello svago e recupero del contatto conla natura e con se stessi, il rapporto tra spaziocostruito e spazio libero, gli animali all’internodella città, le attività sportive all’aria aperta, gli ortiurbani gli spazi residuali ed il ruolo dell’agricolturaall’interno dello spazio urbano, agricoltura achilometro zero, il buio e i rischi sociali delle areeverdi, l’illuminazione e l’inquinamento luminoso,il vivere slow, il contatto coi cicli naturali dellaterra, la permeabilità del suolo e la bolla di caloredelle aree urbane, il comfort ecologico della città,il rapporto con l’acqua e la città : le fontane, ifiumi ed i laghi nel contesto urbano, l’importanzadella vegetazione per intercettare inquinanti emantenere la biodiversità vegetale ed animale,educazione ambientale e sviluppo sostenibile.Un workshop su Spazio Pubblico e IdentitàSociale.Un incontro tra i cittadini e un antropologoamericano specializzato nell’etnografia urbana.In un ambito interattivo i cittadini sarannoinvitati a narrare in forma geo-referenziata lapropria esperienza del Parco della Passeggiae il circostante abitato. L’unico requisito perpartecipare è una quotidiana conoscenza di Terni.Il Prof. Gregory Smith è un docente di urbanisticapresso la Cornell University.Prof. Gregory O. Smith, D.Phil.(Oxon.)Visiting CriticDepartment of City and Regional PlanningCornell in Rome
    • Kevin Lynch è uno dei più famosi pianificatoriamericani; il sui metodo cognitivista hainfluenzato urbanisti in tutto il mondo. In Italia haavuto vari seguaci e colleghi che danno peso allepercezioni del cittadino nella realizzazione deipiani per le città. Nella sua volontà di andare oltrela questione puramente di disegno, egli volevaentrare nella logica e nei sentimenti dei cittadini.E’ stato un innovatore, il cui segno si senteancora oggi.Il progetto sul Parco della Passeggiata vuoleaprire una riflessione cittadina sull’idea delparco nell’uso quotidiano. Il cittadino deveesprimere un ruolo attivo nel pensare il parcocome bene collettivo. Deve dare un propriocontributo al modo in cui il parco viene utilizzatoe quindi disegnato. Il parco nella città odiernaacquista un ruolo sempre più vitale in funzionedi un’accresciuta attenzione alla qualità dellavita urbana, che comprende un’importanteconsiderazione rispetto i fattori ambientali ed ilcontatto con la natura.L’incontro è stato organizzato come workshopper approfondire l’idea del parco facendo levasul concetto del genere. La considerazione delgenere rappresenta un modo per stimolare unariflessione più approfondita. Durante il workshopsono state collezionate varie mappe Lynch, conl’auspicio di far seguire a questa esperienzadelle passeggiate narrate riguardo la città e il suospazio verde.Lynch e il Parco dellaPasseggiataGregory Smith
    • 12 ottobre
    • Il luogo dello spettacolo e della rappresentazione,dell’intrattenimento, della diffusione della cultura.Indaghiamo sulla ridefinizione del ruolo del teatronel sistema culturale, l’impatto dei nuovi media,il rapporto tra gli spettatori e lo spettacolo/attori,intrattenimento collettivo contro intrattenimentodomestico, il cinema e la perdita delle piccole salea favore di strutture complesse come multiplex,la trasformazione degli spazi per spettacolo, laflessibilità degli spazi per le diverse forme d’arte,il ruolo dell’acustica e delle innovazioni tecniche.Riflettiamo su forme espressive che superanola barriera tra genere ed arti, frammentazionetra pubblico del teatro e spettacolo dal vivo condiversi metodi di contatto e coinvolgimento,concetto di servizio pubblico e di sostegno allacultura, criteri di gestione di una impresa culturale,impatto della globalizzazione sul teatro per suanatura “locale”(lingua, tradizioni, destinatari).Et Aurora.Un lavoro di teatro danza che ha per tema larisposta ad un trauma urbano, nella fattispecie ilterremoto dell’Aquila. I mezzi usati per raccontaresono un compendio di musica, danza, immaginee recitativo. Tali supporti concorrono a definirela risposta emotiva interna ad una frattura tra lacollettività e il proprio contesto abitativo provocatada un tanto inatteso quanto devastante eventonaturale. Coreografie di Claudia Venditti, immaginidi Federica Costantino e Alessio Costantino,testi scelti e recitati da Laura Antonini, flauto esassofono Gregory Smith. Danzatori della TusciaDance Company. A seguire lo spettacolo si terràun dibatto sulle arti e il processo urbano moderatodal Arch. Mario Spada, il coordinatore delBiennale dello Spazio Pubblico.
    • Si è tenuto uno spettacolo/incontro presso ilTeatro Studio I del centro Caos. A tenere lospettacolo è stata la Compagnia Tuscia DanceCompany, diretta da Claudia Venditti, unaformazione che unisce ballerine e ballerini, unmusicista, un’attrice, e tre fotografi.  Lo spettacolo, dal titolo Et Aurora, si fonde conquesta manifestazione, in quanto dedicato allatragedia del terremoto dell’Aquila. Lo spettacolovuole stimolare una riflessione sull’esperienzadella sopravvivenza ad  una calamità cosìdevastante, attraverso la danza, la musica,l’immagine e la parola.A seguire lo spettacolo, l’Arch. Mario Spada,coordinatore nazionale del Biennale dello SpazioPubblico, ha presentato e guidato il dibattito. Ciòche è emersa è la stretta connessione tra il ruolodel teatro e il concetto stesso della civiltà. Sindai tempi degli antichi greci il teatro consentivaalla collettività di esporre i dilemmi del momento,per facilitare una riflessione condivisa tra lacittadinanza. Tale processo era in grado di unire lacittà in un dibattito pubblico sulle grandi questionidella vita cittadina.Il messaggio era chiaramente a favore di unapolitica in cui il cittadino viene coinvolto nei variaspetti della vita del teatro, dalla realizzazionedell’impianto stesso sino alla programmazioneartistica. Il teatro non è una forma d’arte daelite, ma viceversa un momento importante diaggregazione e riflessione che deve coinvolgereun pubblico più ampio possibile.Il Teatro e la CittàClaudia Venditti
    • 19 ottobre
    • La stazione ha rappresentato per buona partedel Novecento uno dei luoghi simbolo dellamodernità, poi lo sviluppo dei mezzi di trasportoindividuali l’ha relegata ad un ruolo marginale,diventando uno specchio dei principali conflittiche si consumano nelle città.Oggi è in corso una profonda opera dirivalutazione e recupero delle stazioni che hannofinito per caratterizzarsi come nuove porte diaccesso alle aree urbane, un luogo dove realizzarelo scambio tra diversi mezzi di trasporto, dovesostare ed avere informazioni.Le principali stazioni sono a ridosso delle areecentrali e quindi consentono un veloce accessoalle principali funzioni strategiche e sonodiventate un luogo di riconciliazione tra politicheinfrastrutturali e politiche urbane.In una tendenza che porta a scegliere una mobilitàdolce e ad incentivare l’uso di mezzi di trasportocollettivo la stazione rappresenta uno dei principaliluoghi di interscambio.In una società sempre più votata al movimentole stazioni sono ormai centri significativie polifunzionali, diventando un luogo diriconciliazione tra la ferrovia e la cittàcontemporanea, trasformandosi da luoghi dipassaggio a luoghi di passeggio.
    • Il PIT (Progetto Integrato Territoriale) finanziatodalla Regione dell’Umbria a valere delle risorsecomunitarie Por-Fesr 2007-13 ed in particolaredell’Asse IV “Accessibilità e aree urbane”,Attività A1 “Riqualificazione e rivitalizzazionedelle aree urbane”, costituisce una delleprincipali operazioni di rigenerazione urbanaattivate dall’Amministrazione negli ultimi anni. IlProgramma, il cui importo complessivo ammontaad € 6.094.649,32, di cui l’80% a valere deifondi europei, ha la finalità di riqualificare il nodointermodale della Stazione con una serie diinterventi che creeranno le basi per lo sviluppofuturo di questa parte di città ed avranno,come effetto immediato, la riduzione di 53,09tCO2/anno le attuali emissioni e del 30% iltempo medio di scambio gomma/rotaia. Il PITsi compone di 4 interventi: il miglioramentodella viabilità e connessione pedonale al centrocittà attraverso la realizzazione di rotonde esistemazioni urbane; la realizzazione di dueparcheggi di attestamento, uno lungo ViaProietti Divi ed uno in adiacenza a PiazzaDante nell’ambito dell’attuale scalo merci; uncollegamento pedonale sopraelevato tra Ilnuovo parcheggio di Via Proietti Divi e PiazzaDante. Quest’ultima è l’opera principale delProgramma, con un importo complessivo di €4.310.649,32, per la quale l’Amministrazione hascelto di bandire un concorso di progettazionea cui far seguire un appalto integrato, nellaconsapevolezza del significato, anchesimbolico, di quella che è stata definita “laporta dell’Umbria”. “Tripod”, questo il nomedel progetto vincitore del concorso aggiudicatoad un gruppo capitanato dall’Architetto ingleseRenato Bendetti, è un ponte pedonale lungoIl PIT di Terni per larigenerazione urbanadel nodo della stazioneferroviariaRoberto Melonipoco meno di 200 ml, che correrà a oltre 7,5metri sopra il fascio dei binari, caratterizzatoda un sistema strallato collegato ai due ovali“incastrati” tra le tre grandi antenne alte fino a 55metri. “Tripod” sarà un vero e proprio “landmark”,rappresenterà lo sguardo e l’apertura della cittàoltre i suoi confini ed in particolare verso l’areametropolitana romana. Il progetto definitivo èstato approvato con Delibera di Giunta Comunalen. 446 del 12/12/12 ed il 6/02/13 sono staticonclusi i lavori della Conferenza dei Servizi,aprendo definitivamente la strada all’appalto edalla fase attuativa, con i lavori ce dovranno essereterminati e rendicontati entro giugno 2015.
    • Riqualificare la stazione non solo da un puntodi vista architettonico ma anche funzionale,rendendola nodo di interscambio, luogo diincontro per cittadini e viaggiatori, oltre cheidoneo biglietto da visita e volano per lariqualificazione dell’area urbana circostante e losviluppo turistico ed economico del territorio.Questo l’obiettivo del progetto promossoda Centostazioni e RFI (Gruppo FS Italiane)con l’intento di integrare i futuri sistemi dicollegamento verticali a servizio della passerellapedonale della stazione di Terni, con la nuovadistribuzione degli spazi all’interno del fabbricatoviaggiatori.Il progetto di Centostazioni, del valore di circa 2,5milioni di euro, vede l’ampliamento dell’atrio arrivi,per poter accogliere adeguatamente il nuovoassetto impiantistico di scale e ascensori cheverrà creato; una generale rivisitazione delle areeaperte al pubblico, con rifacimento di pavimenti,rivestimenti e utilizzo di materiali idonei,anche legati alla tradizione locale; un nuovosistema di illuminazione capace di migliorare lapercezione della sicurezza da parte dei clienti edil comfort degli interni, nel rispetto del linguaggioarchitettonico complessivo dell’edificio, diimpianto razionalista.Sono inoltre previsti interventi di: riorganizzazionedel fronte biglietteria; chiusura dell’attualeporticato prospiciente la piazza, per consentireuna comunicazione diretta tra i due atrii eusufruire, nel contempo, dei nuovi servizicommerciali; messa a norma impiantistica eabbattimento delle barriere architettonicheper un’accessibilità ampia e indifferenziata.Trasformazioni rese possibili dallo spostamento,da parte di Rete Ferroviaria Italiana, degliLa Stazione di Terni porta di accesso per la cittàArch. Elisa EboliResponsabile Servizi Tecnici Centostazioni S.p.A. (Gruppo FS Italiane)Ing. Luciano FrittelliDirettore Produzione Territoriale Ancona Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (Gruppo FS Italiane)attuali uffici e locali tecnologici a servizio dellagestione della circolazione, che la realizzazionedel nuovo apparato ACC (Apparato CentraleComputerizzato)* comporterà: un interventoeconomicamente molto importante (circa 8milioni di euro l’investimento complessivo) edal sicuro ritorno in termini di regolarità deltraffico ferroviario. La messa a reddito dellesuperfici oggi impegnate da locali tecnici- attraverso lo sviluppo di attività commerciali,pubblicitarie e servizi per i clienti - contribuirannoa rendere sostenibile l’investimento economico,riducendone i “costi pubblici”.Di pari passo, l’efficiente gestione dei serviziintegrati di pulizie e manutenzioni all’immobile,sottoposta a costante verifica degli standardattesi attraverso indicatori di CustomerSatisfaction, permetterà il mantenimento delgiusto decoro e del comfort degli ambientiristrutturati, in grado di generare un maggiorerispetto da parte dei frequentatori, inducendo unpiù ampio processo di riqualificazione sociale eurbana dell’area.Una trasformazione già evidente in diversi scalidel network Centostazioni oggetto di restyling- oltre 90 sono stati, ad oggi, rinnovati in tuttaItalia - anche grazie all’organizzazione di eventi,promozioni e campagne di comunicazionee sensibilizzazione che riportano le stazioniall’originaria centralità urbana.*ACC (Apparato Centrale Computerizzato):consente agli operatori, sfruttando le potenzialitàofferte dall’elettronica, una migliore operativitànelle normali situazioni di circolazione e nellagestione delle situazioni di criticità.
    • 26 ottobre
    • Il quartiere può essere considerato come la cellulabase della città, il luogo in cui si svolgono leprincipali interazioni umane di ognuno di noi, dovela vita è scandita dai rapporti sociali di base edalla presenza dei piccoli esercizi di vicinato.Nel città contemporanea questo sensocomunitario, l’appartenenza ad un quartiere,risulta disperso da una frantumazioneindividualista e da un amplificarsi delle distanze.I piccoli esercizi di vicinato sono stati sostituiti, inmolti casi, da nuovi centri commerciali che sonodiventati i nuovi centri dei quartieri.La società dei consumi ha trasformato gli acquistiin uno dei momenti aggreganti ed iconici dellasocietà contemporanea.Abbiamo scelto il quartiere centrale comeemblematico perché oltre ad essere quello con lamaggior concentrazione di esercizi commerciali èquello che meglio si presta alla presentazionedel progetto R.I.U.S.O., un programma diRigenerazione Urbana sostenibile concepito perdare all’Italia un progetto di trasformazione dellacittà e del patrimonio edilizio.Infatti questo è caratterizzato, in gran parte,da una edilizia di scarsa qualità, dovuta allaricostruzione post-bellica che ne fanno un luogoideale di sperimentazione per contrastare unapianificazione invasiva nei confronti del patrimonionaturalistico che circonda la città.Un programma che vuole promuovere il recuperodel patrimonio edilizio salvaguardando l’ambiente,il paesaggio e limitando il consumo del suolo.
    • il quartiereFrancesco VenturaRappresentando il FAI, voglio in questa occasionericordare che è in atto il censimento riguardante “iluoghi del cuore” per il 2012. Ho da poco consultatole statistiche delle segnalazioni fino ad oggipervenute attraverso il sito internet nella speranzadi trovarne qualcuna che si riferisse al quartiere.Infatti poteva essere un ottimo spunto per iniziareuna discussione sull’argomento e purtroppo iltentativo non ha dato alcun risultato utile. Ma iocontinuo a pormi la domanda: un quartiere può opotrà essere definito come un luogo del cuore? Checaratteristiche dovrebbe avere affinché rappresentiper qualcuno il luogo del cuore?Il quartiere banalmente è definibile come un quartodi un luogo che noi chiamiamo città. Ma ciò non puòcorrispondere ad una semplice divisione geometricadi uno spazio. Occorre inserirvi le costruzioni e lepersone con tutte le loro relazioni e vicissitudini. A talfine chiedo l’aiuto di alcuni scrittori:Shakespeare sosteneva che le città non sono altroche persone;Stendhal invece, escludendo e perfino evitando dinominare il tessuto urbano costruito, diceva: “Ciòche amo osservare in una città sono gli uomini”.Vasco Pratolini negli anni ’40 scrive addiritturaun romanzo intitolato “Il quartiere”. E’ il quartierepopolare di S. Croce in Firenze, anche qui ledescrizioni del costruito, sia negli esterni che pergli interni risulta soltanto deprimente, mentre la vitadelle persone è ricca d’umanità e sentimenti, lacomunità solida.A proposito di comunità . . . alla fine di questo miointervento vi mostrerò un video dove una piccolacomunità ghanese (Otsir) manifesta la propria felicitàper aver finalmente realizzato il sogno di avere unascuola, il futuro per i loro bambini.Riprendendo . . ., come vedete, poco si parladi paesaggio e architettura. Per fortuna c’è unoscrittore che invece ci può aiutare in questo nostrobreve discorso sul quartiere a scoprire come sipuò arrivare a scegliere uno o più luoghi del cuore,definendoli nelle diverse scale territoriali, includendo“il quartiere”. Mi riferisco a Joseph Roth ed al suolibro “Le città bianche”.Joseph Roth, visita nell’autunno del 1925 le cittàbianche della Provenza, un suo sogno d’infanzia,una grigia infanzia come lui la definisce. Tra i diversireportages vi propongo una sintesi riferita alla cittàdi Lione. La prima sera Roth la dedica alle persone,descrivendo la vita nel quartiere operaio, case nuovee anonime, perché è proprio lì che riconosce nellagente le fisionomie romane, vecchie di diciottosecoli, e sente più che mai un forte legame conl’antico passato e la storia della città. Poi il mattinosuccessivo, attraversando il ponte Wilson, raccontala vivacità e l’allegria del centro della città tragrandi ed aristocratici palazzi, ma prevalentementee sempre delle persone parla, di qua e di là dalRodano. Finalmente la seconda sera la dedicaalla Fourvière, alla facciata della cattedrale, le suecolonne e portali, all’intera collina “disseminata digradini in pietra “, alle vecchie case di pietra con itetti di ardesia ed infine conclude con una passeggiatra i reperti romani. “Ogni pietra – scrive – tiene unaconferenza di storia”.Il viaggio, come abbiamo detto avviene nel 1925,ma il libro è apparso postumo soltanto trenta annidopo nel 1956, per essere integrato e completatonel 1976. Una elaborazione lunga, che significa uncontinuo richiamare alla memoria luoghi e personeormai residenti nella sua mente, . . . nell’anima o . . .nel cuore, come preferite.
    • L’assetto urbanistico di una città e la fruizionedegli spazi pubblici sono strettamente connessialla sicurezza urbana.Nei quartieri delle città è sempre più diffusaun’ansia, un sentimento di insicurezza da partedei cittadini. Eppure in alcune aree territoriali,come nella provincia di Terni, tale ansia diffusasembra ad una prima analisi non giustificatapoiché i reati denunciati sono in progressivacostante diminuzione. Quindi diminuiscono i reatidenunciati ed aumenta la paura! Perché?Perché il sentimento di insicurezza è soloin minima parte collegato ai reati perpetrati,essendo determinato soprattutto dai fenomeni diinciviltà.Per inciviltà si intendono tutti quei comportamentitenuti da alcuni appartenenti ad una comunitàche, pur non costituendo reato violano le regoledi civile convivenza. Tali comportamenti sonopercepiti come un segnale dell’assenza dicontrollo da parte degli organi istituzionali. Cosìad esempio parcheggiare le autovetture sullestrisce pedonali, o sui marciapiedi impedendo lafruizione dello spazio pubblico alla comunità puòcreare l’abbandono di un ambiente che inizia adessere percepito come ostile.Tale concetto è stato mirabilmente spiegato nellateoria delle broken windows (finestre rotte) diJames Q. Wilson e Gorge L. Kelling, secondo cui“..Se la finestra di una fabbrica o di un ufficioè rotta, i passanti guardandola arriverannoalla conclusione che nessuno se ne cura, chenessuno ne ha il controllo. Presto tutte le finestresaranno rotte e i passanti penseranno non soloche nessuno controlla l’edificio, ma anche chenessuno controlla la strada su cui si affaccia.Solo bande di giovani, criminali o sconsideratiassetto urbanistico,inciviltà e sicurezza.Giuseppe Alveronepossono avere qualcosa da fare in una stradanon controllata, così sempre più cittadiniabbandoneranno quella strada a coloro che vi siaggirano in cerca di prede..” (trad. it. in Cardia,2008: 201 e ss.)Cosa chiediamo quindi all’Urbanista per impediregli atti di inciviltà e favorire un miglioramento dellaqualità della vita?Chiediamo che gli spazi esterni siano pensaticome luoghi vivibili e non come ampliamentodi uno spazio. Tutto lo spazio non edificatodeve diventare il risultato di una progettazioneattenta e dettagliata: non può e non deveessere soltanto la conseguenza residuale dellaedificazione. Chiediamo attenzione anche aipiccoli dettagli che restituiscono umanità agliedifici e che possono contribuire ad eliminareil senso di estraneità che spesso la nuova cittàproduce negli abitanti. Attenzione andrebbededicata anche alla destinazione ed all’uso dellospazio esterno, a partire da quello circostante leabitazioni; il collegamento tra gli edifici e la stradadeve determinare una reale “riappropriazione”di tutti gli spazi orizzontali del quartiere daparte degli abitanti e garantire la sicurezzadei bambini nei loro spostamenti da e versole scuole: percorsi agevoli e privi di pericoli,percorribili anche da bambini non accompagnati.Bisognerebbe in sintesi costruire una città “amisura di bambino”.La possibilità di spostarsi nel proprio quartierecontribuisce ad aumentare negli abitanti il sensodi appartenenza ed a stabilire un rapportodi empatia con i luoghi e gli edifici; pertantobisognerebbe realizzare un’eliminazione attenta di
    • cittadini, architetti e larigenerazione urbanaLeopoldo Freyrietutte le barriere architettoniche con la creazionedi raccordi dolci e di percorsi non penalizzantiper chi ha maggior difficoltà negli spostamenti,come persone in sedia a rotelle e genitori conpasseggini. Bisogna inoltre favorire l’incrementodell’uso della bicicletta: prevedere ricoveri conaccesso facile e diretto, indipendenti dai garages,evitando così la promiscuità sulle rampe con leautomobili.La presenza di strutture di servizio, quali negozied uffici pubblici, importanti punti di riferimentoper lo svolgimento di una vita di relazione nelquartiere devono essere pensati in un contestocon percorsi pedonali e ciclabili di collegamento.Il mezzo pubblico andrebbe incentivato anchecon la creazione di pensiline accoglienti e diaspetto gradevole che possano diventare deipiccoli punti di riferimento orizzontali, benintegrate nel quartiere, realizzate in materialiduraturi.“Le conseguenze dei terremoti e di altre calamitànaturali dimostrano che il nostro Paese haurgente bisogno di essere messo in sicurezza.Le analisi sullo stato del patrimonio edilizio –pubblico e privato – mostrano che il 70% dellecostruzioni italiane – realizzate nel dopoguerra– sono a “fine vita”; milioni di case sono a rischiosismico e a rischio idrogeologico; tecnicheinadatte nelle costruzioni fanno consumare circa22 miliardi di euro all’anno per il riscaldamento;l’invivibilità delle nostre città è poi causata oltreche dagli annosi problemi del traffico e dellosmaltimento dei rifiuti, dall’assenza - o dal lorodegrado - di luoghi di socialità.Serve che le forze più attente e mature delcorpo sociale, professionale ed economicodel Paese, acquisiscano la consapevolezzache il nostro territorio va tutelato, sviluppandola manutenzione, il risparmio energetico e lariqualificazione urbana degli edifici, garantendoambienti urbani più vivibili, più verdi, piùsicuri, incentivando la ricerca e l’innovazionetecnologica.Farlo significa dare una svolta - principalmentedi tipo culturale – per ridurre gli investimentinelle grandi infrastrutture e destinare, invece,maggiori risorse alle città - spina dorsale delnostro Paese - dove si concentra l’80% del Pil.E’ questa l’unica possibilità per garantire il dirittodei cittadini ad avere un habitat migliore e permettere in atto politiche per tornare a crescere.Ri.u.so, il Programma di Rigenerazione urbanasostenibile che gli architetti italiani hanno lanciatoinsieme a Legambiente ed Ance e che è divenuto
    • parte del “Piano Città” del Governo, costituisceun nuovo approccio alla situazione di TUTTAl’edificazione del nostro Paese: in particolarequella costruita dal dopoguerra agli anni ’80 sitrova in una situazione di allarmante dissesto.Una vera e propria operazione di trasformazionedelle città e del territorio che può essererealizzata anche traendo ispirazione da importantiesperienze straniere. Modello significativo, quellotedesco che attraverso la propria Cassa depositie prestiti ha creato le condizioni affinchè siano glistessi cittadini ad investire nella riqualificazione,ottenendo in cambio più incentivi, ovviamentemirati alla messa in sicurezza, al risparmioenergetico, ecc. In questo modo lo Stato oltre anon dover sostenere costi – e a risparmiare quellidelle emergenze e delle ricostruzioni - avrebbeun positivo ritorno sotto forma di più gettitofiscale, minori oneri per la cassa integrazione,maggiori risparmio di costi per l’energia.Fondamentale, quindi, il coinvolgimentopartecipativo dei cittadini che – come prevedeRi.u.so. – sono i primi destinatari del Progetto:devono essere, innanzitutto, sensibilizzati sullereali condizioni degli edifici in cui vivono edevono finalmente avere a disposizione abitazionisicure ed un ambiente più vivibile.Per quanto riguarda noi architetti quella dellariqualificazione delle nostre città può finalmenterappresentare la sfida di realizzare progettidavvero partecipati e che riguardino case, scuole,fabbriche, gli spazi pubblici, ossia la vita, quellavera, delle comunità.Considero l’intervento del Comandante deiCarabinieri una bella lezione di urbanistica e disociologia urbana. E’ confortante ascoltare daun rappresentante dell’Arma una concezionedello spazio pubblico che affida la sicurezzae la cura dei luoghi non tanto a tecnologiesecuritarie bensì all’inclusione sociale, al sensodi responsabilità civica, al rispetto del pedonee al diritto dei bambini a vivere ed esplorare lacittà, alla consapevolezza che lo spazio pubbliconon è lo spazio di nessuno ma lo spazio di tutti.Un invito esplicito ed autorevole ai cittadinidi Terni a riappropriarsi civilmente degli spazipubblici della loro città, ad avere comportamentimeno individualistici ( dettati da un uso anchesconsiderato dell’automobile), a partecipareattivamente alla ricostruzione di una comunitàche mostra segni di sfaldamento, anche a causadi una dispersione urbana che ci costringe avivere buona parte della nostra esistenza dentrol’abitacolo chiuso di un’automobile.L’intervento del Comandante lo prendo anchecome dimostrazione della volontà di tantisoggetti sociali ed istituzionali di occuparsi dellaqualità dello spazio pubblico,che non potrà maiessere riqualificato,custodito, curato se non c’èuna coralità di intenti e di azioni convergenti disocietà ed istituzioni.Ho avuto la fortuna di frequentare negliultimi due anni della sua esistenza un vostroconcittadino che ha scritto una parte importantedell’Urbanistica ed Architettura italiana, che haintrodotto nello spazio fisico della vostra cittàcaratteri inconfondibili di qualità ed ha avutol’onore della dedica della principale piazza dellacittà che porta il suo nome : Mario Ridolfi. Amavaripetere ai giovani architetti che lo andavano alo spazio pubblicoMario Spada
    • trovare: “ricordate che un buon committente e unmediocre architetto fanno una buona architettura,un cattivo committente e un bravo architettofanno una mediocre architettura.”Se rivolgiamo questo monito alla costruzionee riqualificazione della città domandiamoci chiè il committente. L’Amministrazione comunalecon suoi rappresentanti eletti è il committentedelle opere pubbliche ma in ultima istanza ilvero committente è l’insieme dei cittadini, è lacomunità locale , non sempre compiutamenterappresentata dagli eletti e dalle struttureamministrative.La diffusione negli ultimi quindici anni dellepratiche di urbanistica partecipata, promossedalle stesse amministrazioni, stanno a dimostrarela consapevolezza dei decisori politici che neicittadini più attivi e consapevoli c’è l’espressionedei bisogni ma anche una conoscenza deiluoghi, una sapienza sociale, talvolta ancheuna sorprendente competenza tecnica chequando trova i canali giusti per esprimersi diventaautentica committenza collettiva ed espertacollaborazione progettuale.La riqualificazione degli spazi pubblici nonpotrà essere disgiunta dalle azioni tese almiglioramento delle attrezzature territorialiche nel linguaggio urbanistico si chiamano diarea vasta: i trasporti pubblici , la produzionedi energia, lo smaltimento dei rifiuti , le retidelle tecnologie dell’informazione. Ma il luogodi elezione per la riqualificazione dello spaziopubblico , come sottolineato da Freyrie eZanchini, è il quartiere, dove le azioni dovrannoriguardare anche la ristrutturazione dell’ediliziapubblica e privata ai fini del risparmio energeticoe della sicurezza sismica, il miglioramento deiservizi di prossimità, l’estensione degli spazipedonali e ciclabili, lo sviluppo di attività divicinato, non tanto per rievocare piccole comunitàorganiche che al giorno d’oggi sono improponibili,quanto per ricostruire quelle relazioni sociali chesono antropologicamente intrinseche alla naturaumana.Con questa impostazione come INU (IstitutoNazionale di Urbanistica) abbiamo promossolo scorso anno la prima Biennale dello spaziopubblico e stiamo organizzando per il prossimoanno la seconda edizione , stavolta con partnerche rappresentano importanti associazioniistituzionali, professionali e ambientaliste (ANCI,Ordine degli architetti, Legambiente).All’evento conclusivo della Biennale , dal 16al 19 maggio 2013, si arriverà con gli esiti didiverse iniziative ,alcune delle quali già avviate:laboratori di approfondimento che si svolgerannoin diversi comuni tra gennaio ed aprile, concorsidi progettazione e di fotografia, compreso unconcorso in collaborazione con il MIUR (Ministerodella Pubblica Istruzione e Ricerca) rivolto aglistudenti delle scuole superiori, a riprova dellacoralità dei soggetti che possono e devonointervenire.Concludo incoraggiando l’Ordine degli architettidi Terni a continuare in quest’attività meritoriadi apertura nei confronti dei cittadini e invitandotutti a partecipare alle iniziative della Biennale, sia quelle che potranno essere organizzatelocalmente sia quelle che potranno trovare spazionell’ambito dell’evento conclusivo del prossimomaggio a Roma.
    • LOrdine degli Architetti di Terni ha scelto di organizzare un Mese dellArchitettura con il desiderio diparlare del nuovo ruolo dellarchitetto con la gente e tra la gente.Una professione che ormai si caratterizza come assolutamente interdisciplinare e che, nella definizionedelle nuove forme del vivere urbano, deve collaborare strettamente con un numero sempre crescente difigure professionali.La città è soprattutto di chi la vive e la abita per questo abbiamo organizzato cinque incontri con lintentodi parlare di architettura nei luoghi della città aprendo un confronto con le opinioni e le esigenze di chi favivere ogni giorno lorganismo urbano.Parliamo di architettura costruita, ma soprattutto di architettura percepita, di quali elementi possano darequalità al vivere in alcuni dei luoghi simbolici della città contemporanea.Luoghi spesso ereditati dal passato ma che sono vissuti ormai in modo totalmente diverso e che sono prontiad affrontare nuove sfide ed accogliere nuove funzioni.Ci ritroviamo in piazza, a teatro, nel parco, alla stazione e nel quartiere per ascoltare il contributo diprofessionisti di discipline diverse, con punti di vista che spaziano nel panorama nazionale e con un dialogoaperto alla cittadinanza che può interagire in modo dinamico con i relatori.Vi aspettiamo per partecipare a questa nostra riflessione sui luoghi della città e raccogliere tutti i fermentiche usciranno da questi incontri.EVENTO A CURA DI:arch. Silvia Giani, arch. Alessandro Fancelli, arch. Andrea Cristofari, arch. Valentina Paci, ing. SimoneScaccettiCON IL PATROCINIO E LA COLLABORAZIONE DI:REGIONE UMBRIAPROVINCIA DI TERNICOMUNE DI TERNICONFINDUSTRIA TerniANCE TerniADI UmbriaCONSIGLIO NAZIONALE DEGLI ARCHITETTIFONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TERNI E NARNIFUA Fondazione Umbra per lArchitetturaINU UmbriaINARCH UmbriaMASTER PARES - Facoltà di Architetturade "La Sapienza" Università di RomaCON LA PARTECIPAZIONE DI:FAI – Fondo Ambiente ItalianoLEGAMBIENTEOrdine degli Architetti di PerugiaArma dei Carabinieri Comando Provinciale di TerniLe trasformazioni cui ogni città è sottoposta nel corso degli anni sono il segno di comunità che sannoprogredire, che si reinventano e si rinnovano nel pieno rispetto delle proprie tradizioni, della propriacultura. Appare chiaro pertanto come le tematiche attinenti alla trasformazione urbana non sono e nonpossono essere “proprietà” esclusiva dei tecnici: l’architettura e l’urbanistica devono essere fruite anche dalpubblico. Perché ciò si realizzi in modo consapevole occorre creare forme e strumenti di mediazione,occasioni di partecipazione. E’ questo, a mio avviso, uno dei dati più significativi del “Mesedell’Architettura” organizzato dall’Ordine degli Architetti di Terni e patrocinato da vari Enti. Tra il 21settembre ed il 26 ottobre 2012, tecnici di varia estrazione e cittadini potranno infatti riflettere suicambiamenti che stanno interessando i luoghi in cui si svolge la loro vita quotidiana e su come sia possibileinteragire con queste trasformazioni. Un ulteriore elemento che rafforza l’aspetto partecipativo degliincontri in programma è il fatto che essi si terranno non in una sala-conferenze ma in alcuni dei luoghipubblici (la piazza, il teatro, il parco, la stazione, il quartiere) più strettamente legati alla vita urbana.Auguro che tale iniziativa possa contribuire seriamente alla crescita della città di Terni.Ordine degli Architetti della provincia di TERNIArch.Glauco PROVANI, PresidenteLa Fondazione della Cassa di Risparmio di Terni e Narni, nell’attuazione dei suoi fini statutari di promozionedell’arte e della cultura, riserva sempre una particolare attenzione alle iniziative che approfondiscono ediffondono la conoscenza e lo sviluppo del territorio.In quest’ordine di valori ha inteso dare il suo sostegno a “Il Mese dell’architettura”, evento promossodall’Ordine degli Architetti di Terni e volto a delineare l’attuale cambiamento dei luoghi urbani e adisegnare la futura immagine di una città abitabile, competitiva e ripensata dal punto di vista strategico.A nome della Fondazione ho il piacere di rivolgere i migliori auguri per il buon esito della interessantemanifestazione.Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e NarniDr. Mario Fornaci, Presidentei� teIl luogculturnuovicontrocomplspazisu fordel teservizdella gET AUUn lavterremimmafrattudevasAlessiDanzail procPubbll� sLa stamodemargiOggi èper cascambLe prialle prinfrasIn unatraspoIn unapolifutrasfoi� quIl quaprincibase eNel citdisperI piccosono dLa socdella sAbbiamaggdel prallItaInfattricostrpianifiUn prlambCON IL CONTRIBUTO DI:INFO:www.ordinearchitettiterni.it+39 348 6504682+39 347 3672124