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Il Barilla Center for Food & Nutrition è un centro di pensiero e proposte dall’approccio multidisciplinare.

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  • 1. “Se non possiamo fermare la continua evoluzione del Pianeta, abbiamo però il dovere morale di suggerire indirizzi e proposte per interagire in modo responsabile con essa” È definitivamente tramontata l’idea di uno sviluppo In quanto imprenditori e azienda leader, il nostro senso di infinito, di una crescita illimitata, della capacità responsabilità, così come i nostri valori, le nostre competenze del mercato di regolarsi e riequilibrarsi in modo e la nostra volontà ci spingono ad attivarci con serenità, ma autonomo. L’imprevedibile è, oggi più che mai, il dato anche con senso di urgenza, a mobilitare risorse, per dare che più influisce nella costruzione del nostro futuro. un contributo nel rispondere a queste istanze; in quanto azienda alimentare siamo consapevoli del ruolo chiave Gli scenari sono caratterizzati dalla drammaticità di che l’alimentazione e la nutrizione giocano, e sempre più fenomeni legati alle dinamiche demografiche, alla cultura giocheranno, per le generazioni future. vissuta come un’estensione dei mercati, all’incertezza sulle riserve petrolifere, alla scarsa disponibilità di acqua, al Per questo abbiamo fortemente voluto il Barilla Center riscaldamento globale… Tuttavia le crisi accelerano i processi for Food & Nutrition: un centro di pensiero e di cambiamento di cambiamento e le discontinuità possono creare opportunità. che ha l’obiettivo di raccogliere le migliori conoscenze Il concetto stesso di «sostenibilità», trasformatosi negli anni presenti a livello mondiale sulle tematiche legate al mondo da idea élitaria per sognatori o catastrofisti, è diventato oggi dell’alimentazione e della nutrizione, in relazione a persone, un modo obbligato di operare, in tutti i campi, che vede la ambiente, scienza ed economia, di analizzarle e proporre crescita finalizzata primariamente al bene delle persone. soluzioni per affrontare le sfide alimentari del prossimo futuro. Se non possiamo infatti fermare la continua evoluzione del Per interrogarci sulle aspirazioni, i bisogni e le necessità Pianeta, abbiamo però il dovere morale di suggerire indirizzi e delle persone, cercando di intuire il futuro, per vivere meglio il proposte per interagire in modo responsabile con essa. presente. Guido Barilla pag. 3
  • 2. Cosa fare? Il Barilla Center for Food & Nutrition Un centro di pensiero e proposte dall’approccio multidisciplinare I l Barilla Center for Food & Nutrition è un centro di pensiero e proposte dall’approccio multidisciplinare, nato con l’obiettivo di: n dare ascolto alle esigenze attuali ed emergenti della società sui grandi temi legati al mondo della nutrizione e dell’alimentazione; n individuare le tematiche fondamentali in relazione a persone, ambiente, scienza ed economia; n raccogliere e analizzare le esperienze così come le conoscenze e le competenze più avanzate e a oggi disponibili a livello mondiale; n sviluppare e rendere disponibili a tutti i maggiori opinion e decision maker proposte e raccomandazioni sul mondo dell’alimentazione e della nutrizione, al fine di favorire una vita migliore e un benessere diffuso e sostenibile per tutte le persone. pag. 4
  • 3. Cosa sta succedendo? Lo scenario agro-alimentare “D er Mensch ist was er isst” (l’uomo è ciò che nascosta”, ossia l’alimentazione povera di vitamine e sali mangia) così affermava Ludwig Feuerbach minerali indispensabili (sono oltre 2 miliardi secondo la FAO). nella sua famosa opera del 1862. Ancora oggi, Dall’altro lato, l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede centocinquanta anni dopo, questo celebre che nel 2015 nel mondo ci saranno ben 2,3 miliardi di persone aforisma mantiene inalterata la sua pregnante significatività. adulte in sovrappeso, e più di 700 milioni di veri e propri obesi, Il cibo è vita. E’ nutrirsi, stare bene, condividere. Ma anche con gravi conseguenze per il loro stato di salute e per la spesa coltivare, produrre, dare linfa all’economia, impiegare forza sanitaria dei paesi in cui vivono. lavoro, consumare energia e risorse. Centocinquanta anni fa si poteva ragionevolmente prevedere che nel nostro millennio il L’agricoltura è sempre più in difficoltà a causa dei settore agroalimentare sarebbe diventato un mercato banale, mutamenti climatici: basti pensare che durante gli ultimi senza problematiche complesse; una scienza sulla quale non cento anni la temperatura media della superficie terrestre è sarebbe stato più necessario impegnarsi, in termini di ricerca e cresciuta di 0,6 gradi e si stima che alla fine di questo secolo di innovazione. l’aumento varierà da 1,4 a 5,8 gradi. Siccità e avanzamento dei deserti riducono la capacità produttiva dei terreni e delle Invece, proprio oggi, in un’epoca in cui i principi coltivazioni, influendo non solo sui volumi prodotti ma anche dell’economia di sussistenza sono stati profondamente sul prezzo delle materie prime. trasformati e innovati, la struttura della filiera alimentare, le logiche di produzione e approvvigionamento si fanno sempre Affrontare concretamente questa realtà, in tutti i suoi più complicate. Aumentano gli attori coinvolti, le azioni da elementi, richiede una metodologia diversa e nuova: occorre parte delle diverse lobby si fanno più pressanti, e le variabili essere capaci di interpretare la complessità dei fenomeni del sistema di cui tenere conto si moltiplicano. Aumentano superando i confini delle diverse discipline. Energia, ambiente, i dubbi e le incertezze sullo scenario futuro, soprattutto se scienze naturali, clima e alimentazione costituiscono campi si tiene conto della inarrestabile crescita della popolazione di ricerca tra di loro strettamente correlati: perché solo dalla mondiale, destinata secondo la FAO a passare dai 6,6 comprensione delle connessioni tra i diversi elementi del miliardi attuali ai 9,2 miliardi del 2050, la maggior parte dei problema è possibile individuare le priorità e immaginare le quali (circa 7,7 miliardi) vivrà nei cosiddetti “paesi in via di possibili soluzioni. sviluppo.” Da qui nasce la necessità di un progetto interdisciplinare I persistenti squilibri alimentari determinano effetti tra che offra un serio contributo al dibattito in corso attraverso di loro opposti: da un lato cresce il numero delle persone che proposte e riflessioni originali e concrete, che sappiano tenere soffrono la fame (oggi sono 850 milioni: il 9% in più rispetto desta l’attenzione di tutti su un obiettivo comune: trovarci, un al 1990), e aumentano le vittime della cosiddetta “fame domani, a vivere in un mondo più equo ed equilibrato. pag. 5
  • 4. Food for culture Il cibo è fonte di piacere, fattore di condivisione, strumento di comunicazione... Indagare queste dimensioni, comprenderne i nessi e le implicazioni, non solo è un esercizio affascinante ma consente di conoscere l’umano nel profondo di scelte etiche, segno di appartenenza, esperienza di scoperta. Indagare queste dimensioni, analizzarne i nessi e le implicazioni, non solo è un esercizio affascinante ma consente di conoscere l’umano nel profondo, al fine di comprenderne i desideri, le aspirazioni, i sogni. Individuare nel cibo uno dei caratteri distintivi della società e delle diverse culture rende l’alimentazione uno degli snodi intorno ai quali è possibile giocare il processo di integrazione. In un’epoca in cui la globalizzazione mette sempre più in contatto e a confronto culture e tradizioni, la dimensione alimentare diventa uno dei fattori abilitanti per la reciproca conoscenza dei popoli. N on è un caso se il termine “cultura”, di origine latina, proviene dal verbo “coltivare”. Coltivare la terra per poi trasformare i prodotti in alimenti è uno dei gesti che meglio rappresentano la capacità dell’uomo di intervenire positivamente sulla realtà, trasformandola. La produzione agricola, la trasformazione alimentare e l’alimentazione non vanno quindi considerate solo come attività fondamentali per la sopravvivenza della nostra specie, perché le valenze simboliche e culturali ad essa legate sono molteplici e altrettanto importanti. Il cibo è fonte di piacere, fattore di condivisione, strumento di comunicazione, scelta religiosa, testimonianza di credo ideologico o conseguenza pag. 6
  • 5. Food for sustainable growth “Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.” Seattle, Capo indiano C osì nel 1854 il capo indiano Seattle scriveva al conseguenze sulla disponibilità d’acqua per la popolazione presidente degli Stati Uniti. Incurante dell’antico mondiale. monito dei Pellerossa, per lungo tempo l’uomo Attualmente, la percentuale utilizzata del totale di acqua ha considerato illimitate le risorse naturali, senza dolce disponibile in fiumi, laghi e falde acquifere accessibili è valutare in alcun modo l’impatto che un loro uso inefficiente stimata nel 54%. Tale dato è destinato però ad aumentare del avrebbe avuto sulla disponibilità e la qualità, non solo delle 50% nei paesi in via di sviluppo e del 18% nei paesi sviluppati risorse stesse ma anche del territorio che le ospita. entro il 2025, quando 1,8 miliardi di persone dovranno confrontarsi con condizioni di scarsità d’acqua. Il tema deve essere affrontato su più fronti e congiuntamente dalla società e dalle Istituzioni di tutto il mondo con l’obiettivo di creare un equilibrio stabile tra sviluppo economico, protezione dell’ambiente e coesione sociale. E’ oggi invece evidente non solo che tali risorse sono destinate ad esaurirsi, ma anche che il loro utilizzo è strettamente legato alla disponibilità di cibo ed energia. Secondo le Nazioni Unite l’erosione e l’impoverimento dei terreni, dovuti al cambiamento climatico, potrebbero causare, da oggi al 2025, una riduzione del 5-25% delle superfici coltivabili. Inoltre, un utilizzo non efficiente delle risorse idriche e il loro inquinamento provocheranno ulteriori pag. 7
  • 6. Food for health “La salute è una condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale dell’individuo” Organizzazione Mondiale della Sanità “L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sancisce come la salute e l’alimentazione (entrambi diritti fondamentali dell’uomo) siano tra loro strettamente correlati. In altre parole, lo stato di salute delle popolazioni del pianeta, indipendentemente dal loro tenore di vita, è fortemente influenzato da quanto e da come si nutrono. E il problema non riguarda solo i paesi poveri, anzi. Grazie al progressivo allungarsi della vita media, si rende sempre più necessario trovare modalità per garantire una (lunga) esistenza sana a tutti gli individui: è ovvio d’altra parte che senza una buona salute è difficile ottenere una soddisfacente qualità di vita. E la (buona) salute non dipende solo dalla medicina, ma soprattutto dall’adozione di migliori modalità di prevenzione: uno stile di vita equilibrato, e quindi un’alimentazione corretta, hanno un ruolo centrale nel causare, rallentare o evitare lo sviluppo di malattie. La validità della tradizione alimentare dei paesi mediterranei è universalmente riconosciuta: una dieta ricca di alimenti freschi e basata sul consumo di frutta, verdura, pesce, cereali e loro derivati, previene l’insorgenza di malattie cardiovascolari. Basterebbe questo, secondo l’OMS, a salvare ogni anno quasi tre milioni di vite. Purtroppo, il processo di globalizzazione e il cambiamento dei ritmi di vita hanno facilitato l’introduzione, anche nei paesi mediterranei, di stili alimentari molto meno equilibrati, che moltiplicano i rischi di insorgenza per le principali patologie croniche. In questa ottica, la ricerca, l’informazione e la comunicazione giocano un ruolo fondamentale nel generare una nuova “cultura della prevenzione”, che sia parte integrante della vita di ognuno di noi. pag. 8
  • 7. Food for all “La vera sfida è definire nuove regole per quei mercati che non possono essere governati da logiche e strumenti mutuati direttamente dai mercati finanziari e dei capitali” Fondo Monetario Internazionale Ma accanto a questi trend di medio-lungo periodo, che riflettono i mutamenti sociali e ambientali in atto, l’accesso al cibo è determinato anche dalla contrattazione sui mercati dei prezzi delle materie prime, che ha reso evidente l’esistenza di profonde problematiche nel funzionamento dei meccanismi di accesso alle risorse alimentari, naturali ed energetiche. Dal luglio 2005 al luglio 2008 il Commodity Food Price Index è cresciuto del 75%, per poi ridursi del 33% nei cinque mesi successivi, mentre le quotazioni del prezzo dei cereali hanno fatto registrare un’impennata del 128% dal luglio 2005 all’agosto 2008, per poi ridursi del 33% nei quattro mesi successivi. L’obiettivo è quello di regolamentare e garantire l’accesso a risorse necessarie, ma scarse, a una popolazione che sta lentamente convergendo su nuovi e più alti livelli di reddito, di bisogno e di domanda. S econdo il Fondo Monetario Internazionale, la recente volatilità dei mercati agroalimentari ha determinato un aumento dei prezzi dei beni di prima necessità che ha creato 100 milioni di nuovi poveri. L’aumento della popolazione mondiale, l’affacciarsi al mercato dei consumi da parte di popolazioni che sino ad ora ne sono state escluse, il permanere di contrasti strutturali nella distribuzione mondiale dei redditi, portano in primo piano la necessità di individuare concrete modalità di azione per garantire l’alimentazione per tutti. pag. 9
  • 8. L’Advisory Board L ’Advisory Board è un organismo che si pone come L’Advisory Board opera secondo principi di: garante del lavoro del Barilla Center for Food & Nutrition, identificando i temi di interesse, elaborando n Indipendenza: è autonomo nelle sue analisi e riflessioni; contenuti distintivi e scientificamente validi, avanzando raccomandazioni e proposte. n Condivisione: è motore di un processo di confronto il più possibile allargato a chiunque abbia il desiderio L’Advisory Board è presieduto da un Comitato Scientifico di contribuire con idee e proposte, sia esso Governo, che vede la presenza di sei esperti dal background istituzione pubblica o privata, senza distinzioni di professionale diverso, ma sinergico, con competenze relative nazionalità, scelta ideologica o politica; all’economia, alla medicina, alla nutrizione, alla sociologia, all’ambiente. n Eccellenza: è centro di incontro delle migliori espressioni Inoltre, a seconda degli specifici temi oggetto di riflessione internazionali riconosciute nei campi di conoscenza sociale, e confronto, l’Advisory Board assicurerà che tutte le migliori medico-scientifica, ambientale ed economica. conoscenze e professionalità disponibili possano offrire il loro contributo ai lavori del Barilla Center for Food & Nutrition. pag. 10
  • 9. Barbara Buchner Barbara Buchner è ricercatrice presso l’International Energy Agency di Parigi (IEA), dove è impegnata nell’analisi del protocollo di Kyoto e nello studio delle diverse modalità di approccio all’effetto serra, con l’obiettivo di analizzare quali conseguenze generino le diverse politiche energetiche e climatiche. All’interno della Divisione Energy Efficiency & Environment è responsabile dei progetti relativi al cambiamento climatico e all’economia ambientale, occupandosi anche di studiare il ruolo della carbon finance come motore di investimenti in tecnologie a elevata efficienza e basse emissioni. Fino al 2006 si è occupata di cambiamento climatico, sviluppo sostenibile e sviluppo pulito presso la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) di Venezia dove è stata Senior Researcher. E’ stata anche visiting scholar presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), nel programma Global Change & Centre for Energy & Environmental Policy Research (CEEPR). A seguito delle sue ricerche ha all’attivo numerose pubblicazioni e ha preso parte a convegni e workshop internazionali. Mario Monti Mario Monti è Presidente dell’Università Bocconi di Milano, della quale è stato rettore dal 1989 al 2004, e Presidente onorario di Bruegel, think tank sostenuto da 16 Stati membri e 28 multinazionali nato a Bruxelles nel 2005, di cui è stato il primo Presidente. E’ membro del Gruppo di riflessione Europa 2020 - 2030, istituito dal Consiglio Europeo e presieduto da Felipe Gonzalez. Ha fatto parte della Commission pour la libération de la croissance française istituita dal Presidente della repubblica francese Nicolas Sarkozy e presieduta da Jacques Attali (2007 - 2008). E’ stato membro della Commissione Europea per dieci anni, prima come responsabile del Mercato unico, servizi finanziari e fiscalità (1995 - 1999) e poi della Concorrenza (1999 - 2004). Come Coordinatore dell’Unione Europea per il progetto transeuropeo di interconnessione elettrica tra Francia e Spagna (2007 – 2008) ha permesso ai due Governi di raggiungere un accordo dopo una paralisi ventennale. E’ autore di numerose pubblicazioni su temi di economia monetaria e finanziaria, politica fiscale, integrazione europea e concorrenza. pag. 11
  • 10. Gabriele Riccardi Medico e nutrizionista, Gabriele Riccardi è professore di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove dal 2008 è anche Presidente del Corso di laurea in Nutrizione Umana. Nel 2008 è stato nominato Presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia – SID e membro del comitato guida del Council on Nutrition, Physical Activity and Metabolism dell’American Hearth Association. Dal 2002 al 2005 è stato Direttore del gruppo Body weight regulation, insulin sensitivity and diabetes risk per il programma d’azione della Comunità Europea sul Process for the Assessment of Scientific support for Claims on Foods. Dal 1997 al 2003, inoltre, è stato membro del Comitato Scientifico sulla Nutrizione presso l’International Life Science Institute – ILSI di Bruxelles, e fino al 2002 è stato membro del Comitato Educativo della Società Italiana di Endocrinologia. Nel corso della sua carriera ha collaborato con prestigiosi gruppi di ricerca europei e americani e ha fatto parte della redazione di numerose riviste scientifiche. I risultati delle sue ricerche sono stati pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali di Nutrizione e di Diabetologia e Metabolismo. Camillo Ricordi Riconosciuto nel settore come uno dei migliori scienziati a livello mondiale nel campo dei trapianti cellulari, Ricordi ha inventato il processo che ha reso possibile isolare le cellule produttrici di insulina nel pancreas umano e ha eseguito la prima serie di trapianti clinici di isole pancreatiche che ha avuto successo nel trattamento del diabete. Camillo Ricordi è Professore di Chirurgia, Medicina, Ingegneria Biomedica, Microbiologia e Immunologia presso l’Università di Miami. E’ inoltre Capo della Divisione di Trapianti Cellulari, del Dipartimento di Chirurgia, Direttore Scientifico e Chief Academic Officer dell’Istituto di Ricerca sul Diabete presso la Scuola di Medicina dell’Università di Miami. Dal 2007, inoltre, Camillo Ricordi collabora in qualità di Adjunct Professor presso l’Institute for Regenerative Medicine della Wake Forest University School of Medicine e presso il Karolinska Institutet di Stoccolma. Il Professor Ricordi è stato presidente della Cell Transplant Society (1992-94), co-fondatore della National Diabetes Research Coalition (Presidente nel 1997) e Presidente dell’International Association for Pancreas & Islet Transplantation – IPITA (1999-2001); attualmente è membro degli organismi più importanti a livello mondiale nel suo ambito di attività. Durante la sua carriera ha ricevuto numerosi premi ed onorificenze in tutto il mondo. Inoltre, ha fatto parte della redazione di varie riviste scientifiche ed è autore di oltre 500 pubblicazioni. In qualità di inventore ha ottenuto sette brevetti. pag. 12
  • 11. Joseph Sassoon Joseph Sassoon è fondatore e Presidente di Alphabet, istituto specializzato nella ricerca qualitativa e nell’analisi della comunicazione e l’immagine a livello internazionale. E’ stato per molti anni docente di Sociologia della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. In precedenza è stato responsabile del Settore Ricerche sulla Comunicazione della CRA, istituto di ricerca ad hoc del gruppo Nielsen. Ha iniziato ad occuparsi di semiotica applicata alla ricerca di marketing nel 1985 (tra i primi in Italia), e nella sua ventennale attività come ricercatore di mercato ha svolto indagini per le maggiori aziende italiane e per le più importanti agenzie di pubblicità. Lavora anche per clienti internazionali, sia in Italia sia in altri paesi europei, negli Stati Uniti e in Asia. Oltre a condurre analisi delle molteplici forme di comunicazione aziendale ed istituzionale, opera nel campo degli studi previsivi sulle tendenze socio-culturali a medio e lungo termine. È membro dell’Esomar e dell’Association for Qualitative Research. Nell’ambito della sua attività accademica ha pubblicato molti saggi di economia e sociologia della comunicazione. Umberto Veronesi Medico e scienziato da sempre impegnato nella lotta contro il cancro, Umberto Veronesi è Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. È esperto del Consiglio Superiore di Sanità, Presidente dell’International Sentinel Node Society (ISNS), Presidente della Commissione Oncologica Nazionale del Ministero della Salute e membro del Comitato di Comunicazione Ambientale del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. È, inoltre, Presidente del Breast Surgery International (BSI), dell’International Society of Cancer Chemoprevention e della Committee of Cancer Experts della Commissione Europea. È Direttore della Scuola Italiana di Senologia (SIS), fondatore della European Society of Mastology (EUSOMA), della European School of Oncolgy (ESO) e della European Society of Surgical Oncology. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui dieci lauree honoris causa. È inoltre membro della Royal Society of Medicine di Londra e della American Association for Cancer Research. Nel 2003 è stata istituita la Fondazione Umberto Veronesi, che si propone di diffondere la cultura scientifica a tutti i livelli con l’intento di creare una coscienza collettiva riguardo i problemi e le scelte connessi alla ricerca. Umberto Veronesi, che dall’aprile 2000 al giugno 2001 è stato Ministro della Sanità della Repubblica Italiana, è autore di oltre 700 pubblicazioni tra lavori scientifici e trattati di oncologia. pag. 13
  • 12. La responsabilità operativa del Barilla Center for Food & Nutrition è affidata a Valerio De Molli (Managing Partner, The European House-Ambrosetti) e al Gruppo di Lavoro The European House-Ambrosetti. Valerio De Molli Dal 1999 è Senior Partner di The European House-Ambrosetti con responsabilità delle Aree Alta Direzione, Strategia ed Eventi Speciali e dal 2005 è Managing Partner. Collabora con The European House-Ambrosetti dal 1990, prima come assistente di Alfredo Ambrosetti, poi nell’area Strategia del settore consulenza. Ha lavorato nell’ambito di progetti di Alta Direzione, Strategia, Internazionalizzazione, Sviluppo delle Risorse Umane per grandi e medie aziende ed istituzioni. È stato ed è membro dei Comitati Esecutivi di numerose aziende e dei Consigli di Amministrazione di Diadora e di Cobra Automotive Tecnologies. Dal 1992 è responsabile operativo della realizzazione del workshop The European House- Ambrosetti “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”, che si tiene ogni anno in settembre a Villa d’Este di Cernobbio. Realizza docenze su tematiche di strategia e di sistemi di governo per Imprese, Associazioni e Università. Si è laureato in Economia e Commercio all’Università Bocconi. Contatti Barilla Center For Food & Nutrition via Mantova 166 43100 Parma ITALY info@barillacfn.com www.barillacfn.com pag. 14

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