RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2010Parte Prima – Bilancio consolidato 2010                                     1
Introduzione“Signori azionisti,il 2010 è stato un anno forteed intenso, pieno di tensioni e distraordinarie opportunità, l...
INDICEIntroduzioneStoria                                                                       4Cariche sociali           ...
La Storia            4
Cariche SocialiConsiglio di AmministrazionePresidente                                         Sebastien Egon FürstenbergVi...
Lettera del PresidenteSignori Azionisti, il 2010 è stato un anno forte ed intenso, pieno di tensioni e di straordinarieopp...
Profilo di Banca IFISAttiva dal 1983 nel supporto alle imprese sia italiane che internazionali, opera nel finanziamentoall...
Dati storici del GruppoDi seguito i principali indicatori e performace registrati dal gruppo negli ultimi 5 anni.         ...
Risultati e strategiaCommento dell’Amministratore DelegatoLo scenario macroeconomico. La rapidità dei cambiamenti che si s...
Molti imprenditori italiani ed europei hanno imboccato la strada dellinnovazione e hanno registratobuoni risultati. Divent...
imprese affermando il merito creditizio sull’intera operazione. In sostanza, Banca IFIS finanzia illavoro delle imprese, l...
National Bank, terza banca indiana per dimensione e FIM Bank. L’attività concreta è iniziata nelgennaio 2011 dopo l’autori...
Principali risultati del 2010L’andamento nel 2010. Venendo ai risultati quantitativi, è opportuno muovere dai numericomple...
Di rilievo la dinamica delle voci dello Stato Patrimoniale. L’attivo della Banca è rappresentatofondamentalmente da Credit...
Banca, buona redditività prospettica e interessanti prospettive di sviluppo. Le attività per il GruppoBanca IFIS saranno i...
Relazione sulla gestione del GruppoPrincipali dati del Gruppo (commenti alle principali voci di bilancio)Highlights      P...
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO                                 ESERCIZIO                    VARIAZIONE                    ...
Contesto ambientaleLa rapidità dei cambiamenti che si succedono sui mercati finanziari e nelleconomia reale continuaa sorp...
sostanzialmente mantenuto livelli di operatività solo su durate inferiori al mese. Per ottenerefinanza oltre tale scadenza...
Aggregati patrimoniali        I PRINCIPALI AGGREGATI                           ESERCIZIO                       VARIAZIONE ...
PORTAFOGLIO TITOLI DI DEBITO                       ESERCIZIO                    VARIAZIONE                   (in migliaia ...
FORME TECNICHE                                             ESERCIZIO                                 VARIAZIONE           ...
SUDDIVISIONE DELLA CLIENTELA PER SETTORE MERCEOLOGICO (1)                                     IMPIEGHI                    ...
Il totale degli incagli, al netto delle rettifiche di valore, è pari a 76.810 mila euro in diminuzionerispetto ai 129.984 ...
ATTIVITA DETERIORATE                                               RISTRUT-                                               ...
- raccolta derivante da operazioni di pronti contro termine per 349.835 mila euro (+103,7% rispettoa fine 2009), di cui 15...
COEFFICIENTI PATRIMONIALI                              ESERCIZIO                             (in migliaia di euro)        ...
Relazione Finanziaria Annuale 2010
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Bilancio consolidato 2010 Banca IFIS.

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  1. 1. RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2010Parte Prima – Bilancio consolidato 2010 1
  2. 2. Introduzione“Signori azionisti,il 2010 è stato un anno forteed intenso, pieno di tensioni e distraordinarie opportunità, l’anno di unimportante aumento di capitale, sottoscrittoda tutti i soci a sostegno dei programmi dicrescita della Banca. Le risorse ottenutesono state destinate al rafforzamento delpatrimonio e consentono di pianificare contranquillità il futuro.” Estratto dalla lettera del Presidente agli Azionisti 2
  3. 3. INDICEIntroduzioneStoria 4Cariche sociali 4Lettera del Presidente 6Profilo di Banca IFIS 7Presenza 7Dati storici del Gruppo 8Risultati e strategia 9Commento dell’Amministratore Delegato 9Principali risultati del 2010 13Relazione sulla gestione del Gruppo 16Principali dati del Gruppo 16Principali rischi e incertezze 35L’azione Banca IFIS 36Fatti di rilievo avvenuti nell’esercizio 39Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo 41Evoluzione prevedibile della gestione 41Altre informazioni 42Schemi di Bilancio Consolidato 44Stato Patrimoniale Consolidato 44Conto Economico Consolidato 45Prospetto della Redditività Consolidata Complessiva 46Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto Consolidato 47Rendiconto Finanziario Consolidato 49Nota Integrativa Consolidata 50Parte A – Politiche contabili 51Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato 67Parte C – Informazioni sul conto economico consolidato 95Parte D – Redditività consolidata complessiva 111Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 112Parte F – Informazioni sul patrimonio consolidato 137Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda 143Parte H – Operazioni con parti correlate 144Parte I – Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 146Parte L – Informativa di settore 148Attestazione del Bilancio Consolidato ai sensi dell’art.81-ter del Regolamento Consob n.11971 del 14 maggio 1999 149Relazione del Collegio Sindacale al bilancio consolidato 151Relazione della Società di Revisione al bilancio consolidato 153 3
  4. 4. La Storia 4
  5. 5. Cariche SocialiConsiglio di AmministrazionePresidente Sebastien Egon FürstenbergVice Presidente Alessandro CsillaghyAmministratore Delegato Giovanni Bossi (1)Consiglieri Leopoldo Conti Roberto Cravero Andrea Martin Riccardo Preve Marina Salamon Francesca Maderna 1) All’Amministratore Delegato sono attribuiti i poteri per l’ordinaria amministrazione della Società.Direttore Generale Alberto StaccioneCollegio SindacalePresidente Mauro RovidaSindaci Effettivi Erasmo Santesso Dario StevanatoSindaci Supplenti Luca Giacometti Francesca RapettiSocietà di Revisione KPMG S.p.A.Dirigente Preposto alla Carlo SiromboRedazione dei documenticontabili societariCapitale Sociale: euro 53.811.095 i.v.ABI 3205.2Codice Fiscale e numero di iscrizione alRegistro delle Imprese di Venezia: 02505630109Partita IVA: 02992620274Numero di iscrizione all’Albo delle Banche: 5508Sede legale ed amministrativa Membro di FactorsVia Terraglio, 63 – 30174 Mestre – Venezia Chain InternationalIndirizzo Internet: www.bancaifis.it 5
  6. 6. Lettera del PresidenteSignori Azionisti, il 2010 è stato un anno forte ed intenso, pieno di tensioni e di straordinarieopportunità, pur in presenza di un mercato che presenta una crescita contenuta e undeterioramento della qualità degli attivi per gli operatori del credito. Abbiamo assistito adinimmaginabili occasioni di sviluppo e di generazione di valore, in un contesto segnato anche darischi, non sempre prevedibili, e diffuse difficoltà derivanti dallo scenario macroeconomico e deimercati della finanza.Banca IFIS ha messo a segno un altro balzo in avanti incrementando la propria quota di mercato intutti i segmenti in cui opera, e realizzando importanti evoluzioni sotto il profilo degli assettifinanziari, organizzativi e di prodotto.Lavvio o la maturazione di nuovi modi di "fare banca" ha riguardato sia il settore della raccolta delrisparmio, sia il comparto del credito alle imprese, destinatarie da quasi trentanni dellazione dell’Istituto.Banca IFIS è consapevole della necessità di continuare ad investire nel potenziamento dellestrutture al fine di poter servire al meglio tutti i clienti, imprese e risparmiatori, e continuerà condeterminazione anche nel 2011 sulla strada dello sviluppo, confortata dal consenso ricevuto efiduciosa nella sua capacità di fornire servizi di cui il mercato ha bisogno.Il 2010 è stato lanno di un importante aumento di capitale, sottoscritto da tutti i soci, a sostegnoproprio dei programmi di crescita della Banca. Ladesione è stata ottima pur in un momentooggettivamente difficile sui mercati dellequity. Le risorse ottenute sono state destinate alrafforzamento del patrimonio e consentono di pianificare con tranquillità il futuro.E’ in fase conclusiva lacquisizione del gruppo Toscana Finanza tramite il perfezionamento diunofferta pubblica sul mercato. Verrà integrata unattività, quella della gestione di crediti fiscali enon performing, che presenta rilevanti aspetti sinergici rispetto allarea di intervento della Banca,buona redditività prospettica, interessanti prospettive di sviluppo. Riteniamo che tutti gli azionisti diToscana Finanza, sia quelli che aderiscono allOpa sia quelli che, non aderendo, continueranno lastrada quali graditi azionisti di Banca IFIS, potranno ritenersi soddisfatti.Il Consiglio di Amministrazione è stato rinnovato in corso danno ed è oggi composto da novemembri fra i quali due donne. È stata rafforzata la governance e ulteriormente migliorata è risultatalazione dei Comitati Consiliari di supporto e controllo.La generazione di utili è continuata nel 2010, con risultati molto significativi in rapporto alpatrimonio. In considerazione da un lato dell’opportunità di mantenere un alto presidio patrimonialea tutela dei rischi, dall’altro della volontà di continuare a remunerare gli azionisti, tenuto ancheconto della disponibilità di azioni proprie in portafoglio, Banca IFIS ritiene possibile distribuire aisoci un dividendo di rilievo, in parte sotto forma di azioni al fine di ulteriormente rafforzare ilpresidio patrimoniale. 6
  7. 7. Profilo di Banca IFISAttiva dal 1983 nel supporto alle imprese sia italiane che internazionali, opera nel finanziamentoalle aziende con modalità distintive all’interno del mercato di riferimento, raccogliendo fondi dairisparmiatori in modo innovativo.E’ oggi l’unica banca italiana indipendente specializzata nel finanziamento alle aziende attraversola gestione del capitale circolante ed il continuo sviluppo di nuovi servizi collaterali per assisteresempre più efficacemente i propri clienti. In particolare Banca IFIS risponde alle esigenzefinanziarie delle imprese che, avendo limitato merito creditizio, vantano crediti nei confronti diclienti di buono standing creditizio. Il metodo asset based consente alla Banca di finanziare i clientitrasferendo il rischio sul debitore. Pertanto, è la qualità del credito e la capacità produttiva più che ilpatrimonio dell’impresa che Banca IFIS valuta. I crediti acquistati sono pertanto crediticommerciali di elevata qualità e di breve scadenza (30-150 giorni), acquistati in via esclusiva econtinuativa con cessioni notificate al debitore che può liberarsi esclusivamente assolvendo alproprio impegno nei confronti della Banca.Alla tradizionale e storica attività della Banca, nel 2010, IFIS ha affiancato una nuova divisione,dedicata a sviluppare nuove soluzioni gestionali integrate per le grandi imprese cheprevalentemente, ma non esclusivamente, operano all’interno del settore farmindustriale,interessate a cedere crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione in prosoluto e con rischio diritardato pagamento trasferito all’acquirente. L’acquisizione di questa tipologia di crediti sicaratterizza per una ridotta esposizione al rischio di credito, vantato nei confronti della PubblicaAmministrazione, e per una buona marginalità. La Banca ha deciso di competere in questo settoreavendo già maturato nei confronti delle PMI una posizione di leadership nel comparto dei crediticommerciali verso il settore sanitario pubblico.La raccolta avviene con strumenti di provvista diversificati, sia dal mercato interbancario sia versoclientela retail. Banca IFIS ha avviato fin dalla seconda metà del 2008 un intervento di raccoltaonline da clientela, con formula libera e vincolata. Oggi oltre 27.000 clienti hanno già aperto unconto deposito on line rendimax; a fine anno il 58% dei depositi risultava vincolato, con la maggiorconcentrazione su periodi oltre i sei mesi.Il successo dell’iniziativa ha consentito la costituzione di una riserva di liquidità sottoforma diattività obbligazionarie bancarie e di titoli di stato, idonei al rifinanziamento presso l’Eurosistema,con l’avvio di fatto di una gestione di titoli, per ammontari crescenti e significativi.PresenzaBanca IFIS è oggi presente in Italia con 25 filiali e 95 specialisti della Banca presenti su tutto ilterritorio nazionale responsabili delle relazioni con la clientela. La diffusione e la capillaritàdell’organizzazione commerciale di Banca IFIS garantiscono la prossimità territoriale attraverso cuisviluppare, mantenere e rafforzare le relazioni con la clientela. I canali di distribuzione, oltre aquello diretto, prevedono anche lo sviluppo delle relazioni attraverso l’accordo con contropartiistituzionali qualificate come associazioni di categoria, banche territoriali e di prossimità e unesiguo numero di mediatori creditizi di comprovata esperienza e professionalità.Banca IFIS è presente anche in Francia (Parigi) con una succursale dedita allo sviluppo prevalentedi relazioni internazionali, e in Polonia (Varsavia) con la società controllata IFIS Finance Sp. Z o.o.attiva sul mercato domestico con un modello operativo simile a quello utilizzato per le piccole emedie imprese in Italia. L’attività internazionale è inoltre condotta tramite un network dicorrispondenti che fanno riferimento a Factor Chain International sia per quanto concerne l’attivitàdi “import factoring” sia per quanto riguarda l’attività di “export factoring”. Completano l’offertainternazionale l’attività di import sviluppata dalla direzione Generale e promossa dagli uffici dirappresentanza di Bucarest e Budapest; ed il recente avvio dell’operatività (gennaio 2011) dellapartecipata India Factoring and Finance Solutions Private Limited che ha l’obiettivo di sviluppare ilmercato domestico indiano e di supportare le relazioni commerciali tra imprese europee e locali. 7
  8. 8. Dati storici del GruppoDi seguito i principali indicatori e performace registrati dal gruppo negli ultimi 5 anni. (in migliaia di Euro) 31.12.2010 31.12.2009 31.12.2008 31.12.2007 31.12.2006Attività finanziarie disponibili per la vendita 818.507 387.705 3.134 1.216 6.288Crediti verso clientela 1.571.592 1.247.026 1.008.649 923.061 782.977Debiti verso banche 752.457 840.546 924.189 1.010.365 836.393Debiti verso clientela 1.802.011 909.615 157.855 57.776 82.560Patrimonio netto 206.613 155.839 153.106 133.995 108.318Turnover 4.846.560 3.487.285 3.215.141 3.163.991 2.463.967Margine dintermediazione 94.430 80.810 67.627 53.718 41.211Risultato della gestione finanziaria 69.986 60.592 61.224 51.248 39.423Utile netto di pertinenza del Gruppo 18.626 17.216 22.801 19.534 15.012ROE 10,9% 11,6% 17,3% 19,5% 16,6%ROA 1,1% 1,3% 2,4% 2,2% 2,2%ROCA 1,6% 1,7% 2,4% 2,2% 2,2%Cost/Income ratio 42,5% 42,8% 42,8% 42,0% 38,4%Margine di Interm./ Turnover 1,9% 2,3% 2,1% 1,7% 1,7%Costo della qualità creditizia 1,9% 2,1% n.d. n.d. n.d.Crediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela 2,4% 1,6% 1,0% 0,8% 0,9%Crediti in sofferenza netti/Patrimonio netto 18,6% 13,0% 6,9% 5,5% 6,4%Coefficiente di solvibilità 11,30% 8,9% 10,4% 12,6% 13,6%Core Tier 1 11,5% 9,2% 10,8% 12,6% 13,4%Numero di azioni in circolazione (1) (in migliaia) 51.582 32.339 33.132 30.992 28.540Book per share 4,01 4,82 4,62 4,32 3,8EPS 0,36 0,53 0,71 0,68 0,52Dividendo per azione 0,20 0,37 0,30 0,30 0,24 (2)Payout ratio 69,1% 45,1% 48,1% 46,5%(1) Le azioni in circolazione si intendono al netto delle azioni proprie detenute in portafoglio(2) Il dividendo del 2010 verrà corrisposto in parte per cassa e in parte mediante assegnazione gratuita di azioni 8
  9. 9. Risultati e strategiaCommento dell’Amministratore DelegatoLo scenario macroeconomico. La rapidità dei cambiamenti che si succedono sui mercatifinanziari e nelleconomia reale continua a sorprendere e non accenna a rallentare.Cambiamenti forse ancor più radicali segnano gli scenari geopolitici, rovesciando equilibri rimastiimmutati per decenni. Basti pensare al nuovo ruolo delle economie e delle società asiatiche e dipaesi che hanno imboccato con decisione il sentiero della crescita, secondo modelli spesso nonconvenzionali e utilizzando in modo massivo le risorse globali.Oggi non siamo in grado di dire se i modelli di sviluppo che abbiamo conosciuto e nei qualiabbiamo prosperato continueranno a rappresentare il punto di riferimento per gli anni a venire.In questo contesto straordinariamente dinamico e volatile secondo i dati provenienti dal FondoMonetario Internazionale leconomia globale è cresciuta nel 2010 del 5% ma il dato va letto conattenzione perché al +10,3% della Cina ed al +9,7% dell’India, risponde un +7,5% del Brasile masolo un +1,8% dellUnione Europea.Le strette e a tratti problematiche relazioni Usa-Cina, le dimensioni di alcuni indebitamenti sovrani,una generale politica del debito facile, rappresentano alcuni tra gli squilibri che questi anni lascianoin eredità al prossimo futuro. Più in generale, laccesso al mondo della produzione e del consumoda parte di miliardi di persone un tempo relegate alla sopravvivenza passiva in condizioni di bassoreddito, cambia in modo totale ed improvviso la concezione stessa di centralità e primaziaoccidentale, oggi messa in discussione da nuovi modi di lavorare, consumare e investire. In breve,è un mondo nuovo quello che si presenta allorizzonte, e non è più un mondo bipolare centratosullEuropa e gli Usa, bensì un mondo quantomeno multipolare in cui sarà avvantaggiato chi(individuo, collettività, azienda, paese) saprà meglio adattarsi alla mobilità e instabilità dei tempi avenire.LEuropa e lItalia hanno visto nel 2010 una certa ripresa, che giunge dopo le gravi perdite diprodotto interno lordo e occupazione registrate nel precedente biennio. Sempre secondo iI FondoMonetario Internazionale i dati registrano un +1,8% per lUnione Europea, trainata dalla Germaniaal +3,6%, e un +1% per lItalia. In Europa hanno destato diffusa preoccupazione la dimensione deldebito pubblico, con le note tensioni sui paesi più meridionali e la condizione di alcune banche e diinteri comparti finanziari di alcuni paesi come lIrlanda. È acceso il dibattito sullopportunità disuperare le difficoltà utilizzando la leva della spesa pubblica con finalità espansive (tesi moltosupportata da non disinteressati interpreti esterni allUnione Europea) oppure di contenere il debitoe pertanto tagliare le distribuzioni di reddito meno efficienti.La Banca Centrale Europea ha svolto un ruolo importante nel supportare i sistemi finanziari deipaesi membri, spegnendo con abbondante liquidità ogni focolaio di tensione. I tassi di interessesono rimasti quindi molto bassi, con il rifinanziamento BCE fermo all1% e linflazione che a tratti èsembrata scivolare verso valori negativi, salvo poi recuperare nella seconda parte dellannosullonda di una ripresa più corposa e dellimpennata del costo delle materie prime.Lo scenario generale italiano resta caratterizzato da ritardi strutturali e problemi non risolti chezavorrano la crescita del Paese. Su tutti, un debito pubblico il cui costo è rimasto per ora contenutoin forza dei bassi tassi di interesse di Eurolandia, ma che potrebbe rivelarsi ben più gravosoqualora i tassi di interesse reali dovessero incrementarsi. Sulla necessità di alcune riformecontinua il confronto nella società civile, con risultati tangibili piuttosto modesti.Le imprese in Italia. In Italia il comparto delle imprese è stato ancora segnato da una ridottapossibilità di pianificazione dovuta al generale clima di incertezza. Limpatto del biennio 2008-2009, seguito dalla miniripresa 2010, consegna alle statistiche un tasso di disoccupazioneall’8,6%, con molte imprese in difficoltà e diffuse tensioni sul fronte della liquidità. Le impresemanifatturiere, soprattutto quelle del centro nord, si sono trovate a confrontarsi con nuovicompetitori ai quali non sempre hanno potuto opporre soluzioni adeguate. 9
  10. 10. Molti imprenditori italiani ed europei hanno imboccato la strada dellinnovazione e hanno registratobuoni risultati. Diventa necessaria, per competere con successo sui mercati, la flessibilità globaledei processi e delle imprese, ed è centrale comprendere correttamente la rapidità dei mutamentiambientali.Il confronto su scala europea in ordine alla posizione delle banche e alla loro solidità continuaanche con riferimento al ruolo dellattività bancaria e alla sua inferenza sullattività economica. Inuovi parametri di vigilanza di Basilea 3, di non rapidissima implementazione, inciderannoconsentendo meno rischio a parità di capitale, ovvero richiedendo più capitale a parità di rischio, equesto può comportare un rallentamento nellerogazione di credito da parte delle banche e/o unadiluizione nei profitti degli Istituti di Credito. Linevitabile conseguenza è la scarsa attrattività dinuovi investimenti in equity bancario da cui discende la difficoltà a potenziare il patrimonio da partedelle banche. Le recenti indicazioni delle Autorità sono orientate a spingere gli Istituti verso lagenerazione interna di patrimonio, ma resta da verificare quali conseguenze di medio terminequesta soluzione possa comportare, posto che la remunerazione degli azionisti rappresenta pursempre un elemento centrale nella dialettica tra capitale e azienda, ancorché azienda "speciale"comè quella bancaria.In questo contesto le banche italiane nel 2010 hanno visto contrarsi i margini per effetto sia dellacontrazione della "forbice" tra tassi attivi e passivi (anche a causa del minimo valore assolutoraggiunto dai tassi di mercato), sia della progressiva erosione delle voci commissionali cheavevano aiutato molto la produzione di valore negli anni sino al 2007.La già ridotta marginalità è stata poi spesso colpita dal negativo andamento della qualità creditizia,vero elemento di difficoltà dellultimo biennio. Lattenzione ai costi generali non può da solacompensare la dinamica delle componenti più alte dei conti economici degli Istituti di Credito.Aspetti problematici sono emersi anche sul fronte della raccolta di capitale di debito. Su questoparametro è necessario segnalare come il mercato dei depositi interbancari non garantiti abbiasostanzialmente mantenuto livelli di operatività solo su durate inferiori al mese. Per ottenerefinanza oltre tale scadenza le banche debbono rivolgersi al mercato interbancario collateralizzato -consegnando in garanzia titoli di elevata qualità - nelle sue varie forme tecniche, oppure rivolgersial mercato, retail o istituzionale, con costi decisamente più elevati. Ha giocato un ruolo importantee presumibilmente continuerà a svolgere una funzione di benchmark il debito sovrano Italia, che inforza delle sue dimensioni opera sul mercato sistematicamente "competendo" con la raccoltabancaria e, sulla parte più breve delle durate, beneficiando della "concorrenza sleale" della ritenutadimposta agevolata sui BOT rispetto alla ritenuta sui depositi. Alle banche, a quelle in condizionedi presentarsi sul mercato del medio termine, non è rimasto che accodarsi accettando di pagareinteressi superiori a quelli che caratterizzano il debito sovrano.La posizione di Banca IFIS. Banca IFIS si caratterizza per la sua attività di supporto alle aziende.La Banca finanzia il capitale circolante delle imprese, mitigando il rischio di credito tramite l’utilizzodel contratto di cessione del credito commerciale vantato dall’impresa nei confronti del propriocliente. Il mercato della cessione e finanziamento dei crediti d’impresa (factoring) in Italia èparticolarmente sviluppato sia per la propensione da parte delle imprese e delle amministrazionipubbliche a regolare le pendenze in tempi particolarmente dilatati rispetto alla media europea, siaper la buona cornice normativa e regolamentare in essere nel paese.Il segmento tradizionale in cui opera Banca IFIS è rappresentato dalla piccola impresa che vantacrediti verso clienti di buona affidabilità; in questo segmento si rilevano un rischio contropartecliente più alto ma un rischio di credito spostato sul suo portafoglio clienti, e pertanto fortementemitigato, e una redditività molto più elevata. Questo segmento trova risposta alle proprie esigenzefinanziarie anche nella attività posta in essere dalle banche commerciali territoriali, cheapprocciano le esigenze del cliente con forme tecniche tradizionali come l’anticipo su fatture.L’innovazione sostanziale portata da Banca IFIS consiste nell’offrire anche a clientela di minoredimensione un prodotto sofisticato grazie al quale ottenere un supporto finanziario e gestionaleche può andare anche molto oltre ciò che si può ottenere con le forme tecniche di anticipazionetradizionali. Lo spostamento virtuoso che si verifica nel rischio di credito dal cliente al cliente diquest’ultimo, connaturato all’utilizzo del contratto di factoring, consente alla Banca di aiutare le 10
  11. 11. imprese affermando il merito creditizio sull’intera operazione. In sostanza, Banca IFIS finanzia illavoro delle imprese, la capacità di generare crediti buoni, l’intelligenza operativa, la vitalità,l’intraprendenza sana. Banca IFIS dà il seguito dovuto agli imprenditori virtuosi.Il nuovo segmento di operatività sul fronte degli impieghi di Banca IFIS è rappresentato dallamedia e grande impresa che opera quale fornitore della Pubblica Amministrazione.Si tratta di un comparto caratterizzato da un numero relativamente contenuto di operatori(prevalentemente ma non esclusivamente di imprese del settore farmindustriale) caratterizzati dauna dimensione generalmente significativa, a volte quale parte di gruppi multinazionali di primolivello. L’operatività si basa sull’acquisto di portafogli di crediti generati da queste imprese neiconfronti degli Enti della Sanità Pubblica, in considerazione dell’esigenza manifestata dalleimprese di mantenere gli incassi delle forniture su orizzonti temporali brevi. Come noto, la PubblicaAmministrazione è affetta da ritardi sensibili nei pagamenti, ritardi che vengono considerati nelladefinizione dei prezzi dei portafogli. Banca IFIS si assume in genere il rischio del ritardatopagamento da parte dell’Ente della Pubblica Amministrazione e versa immediatamente ilcorrispettivo all’impresa cliente. L’attività comporta un’attenta azione di gestione sulleamministrazioni, dalla quale dipende il buon rendimento dell’operazione complessiva. Risultanopoco rilevanti i rischi di credito, sia lato debitore ceduto (pubblica amministrazione), sia per quantoattiene ai rischi di regresso sul cliente cedente in caso di inesistenza del credito.L’attività comporta invece alcuni rischi nel caso di ritardi nei pagamenti da parte dell’Ente debitorepubblico superiori a quanto stimato e compreso nella commissione omnicomprensiva d’acquisto;va detto, peraltro, che il rischio implicitamente considerato connesso a tale eventuale maggioreritardo è di norma fronteggiato attraverso l’applicazione degli interessi di mora in capo al debitorepubblico.La vocazione internazionale della Banca resta un elemento di particolare attenzione. In Banca IFISc’è la profonda convinzione che dare seguito alle esigenze dei clienti significhi mettere adisposizione del mercato servizi coerenti con le attività delle imprese. La progressiva integrazionedelle economie europee, sia in Area Euro, sia al di fuori di essa, e la multipolarità dell’economiamondiale hanno portato da alcuni anni all’intensificarsi delle transazioni commerciali tra partnercollocati in paesi diversi, anche molto lontani.Banca IFIS ha ritenuto di sviluppare una propria presenza internazionale, decisamente in anticiporispetto alla propria crescita e alle proprie dimensioni, nella consapevolezza delle difficoltà(legislative, regolamentari, operative, linguistiche) ma anche dell’opportunità che si crea nel poterdisporre di un network di relazioni globale.La presenza della Banca fuori dai confini nazionali ha preso avvio nel 1999 con la costituzione diuffici di rappresentanza in Ungheria e Romania, al servizio di imprese locali che esportano versoaltre imprese europee. I rapporti, fondati sulla direzione generale di Mestre, sono di elevata qualitàe rischio contenuto in quanto riferibile essenzialmente ai debitori ceduti per lo più italiani su creditidi norma confermati. In Polonia dal 2006 è attiva IFIS Finance Sp.z o.o., intermediario finanziariospecializzato nello sviluppo del factoring con sede in Varsavia. In Francia è stato sviluppato unosportello diretto della Banca, a supporto delle esportazioni e importazioni di operatori italiani efrancesi impegnati in operazioni tra i due paesi.Sin dal 2002 Banca IFIS ha aderito a Factor Chain International, organizzazione che raggruppabanche e istituzioni finanziarie operanti nel comparto del factoring e radicate in 66 paesi.L’operatività svolta è basata su relazioni commerciali bilaterali tra imprese in cui due operatori sitrasferiscono crediti occupandosi ognuno dell’attività nel proprio paese. Factor Chain Internationalrappresenta inoltre un’ottima piattaforma sulla quale costruire relazioni bilaterali tra operatori. Adoggi la Banca ha sottoscritto 167 accordi con altrettanti operatori in 56 paesi.Anche nel 2010 sono stati fatti ulteriori passi con l’obiettivo di dare sostanza alla presenzainternazionale della Banca. È proseguita l’azione di supporto dell’iniziativa indiana nella qualeBanca IFIS è coinvolta con una partecipazione di minoranza ma con un ruolo di rilievo nelloscenario internazionale. La società partecipata, India Factoring and Finance Solutions PrivatedLimited, vede coinvolti nel capitale, oltre a Banca IFIS con una quota del 10%, anche Punjab 11
  12. 12. National Bank, terza banca indiana per dimensione e FIM Bank. L’attività concreta è iniziata nelgennaio 2011 dopo l’autorizzazione ottenuta dalla Reserve Bank of India e le prospettive dicollaborazione e sviluppo appaiono estremamente interessanti, anche in considerazione dellacrescita del paese e dell’intensificazione degli scambi Europa-India.Il network domestico. Rilevanti innovazioni sono state apportate al modello distributivo dellaBanca. Alla tradizionale presenza territoriale che resta quale caposaldo dell’intervento diprossimità nei confronti delle imprese (25 filiali in Italia per 95 addetti allo sviluppo diretto, con laprospettiva di ulteriori 5 aperture nei prossimi 18 mesi) si è aggiunta una rapida intensificazione deirapporti con Istituti di Credito di medio-grande dimensione che, privi di una “fabbrica prodotto” nelfactoring, hanno ritenuto di servirsi di Banca IFIS per meglio supportare i propri clienti. Nel corsodel 2010 e nelle prime settimane dell’anno in corso sono stati così siglati accordi commerciali conBanca Popolare di Vicenza e Gruppo Credito Valtellinese. Le aspettative condivise con i partnersono volte sia a supportare con efficacia clienti con merito creditizio più contenuto ma capaci diprodurre lavoro di qualità nei confronti di loro clienti di buono standing, sia ad ottimizzare ledimensioni dell’intervento di rischio diretto della Banca. Va invece segnalato che Banca IFIS hadeciso di interrompere la gran parte delle collaborazioni con intermediari creditizi, al fine diinternalizzare e professionalizzare la relazione diretta con il cliente. Opportuno segnalare che illavoro generato dalla rete di distribuzione diretta della Banca in termini di turnover è stato pari al76% del totale.La raccolta. Il 2010 ha rappresentato sul lato della raccolta l’anno del definitivo abbandono delladipendenza della Banca dal mercato interbancario, che continua ad essere attivo per lo più informa sostanzialmente garantita da titoli con finalità di stabilizzazione dei flussi e ottimizzazionedelle condizioni operative della tesoreria. Le difficoltà sul mercato dei depositi tra banche sonostate diffuse per tutti gli operatori; la richiesta da parte delle autorità di vigilanza di monitorare laliquidità interbancaria ad un mese con finalità di prudente gestione ha comportato l’effettocollaterale di ridurre la disponibilità degli Istituti a scambiare liquidità interbancaria in forma nongarantita per scadenze superiori. Banca IFIS, come la gran parte degli operatori, ha potuto edovuto contare soprattutto sulle proprie capacità di funding diretto. Sospinta dalle rilevanti capacitàdi raccolta del conto deposito on line Rendimax, che ha registrato un importante successo, BancaIFIS conta oggi su un rapporto tra prestiti erogati alle imprese nell’attività centrale dell’Istituto eraccolta retail prossimo ad 1. Ciò significa che la raccolta diretta retail è in grado di assicurare lacopertura quasi integrale del fabbisogno per le erogazioni alla clientela.Buona parte della raccolta retail è realizzata in forma vincolata con scadenze da uno a dodici mesi;nel 2011 è stato avviato un nuovo deposito a 18 mesi che ha subito riscosso un rilevantesuccesso. È stata altresì offerta ai clienti Rendimax la possibilità di utilizzare le somme in depositotramite una carta di pagamento con funzionalità Bancomat e Pos.La parte non vincolata dei depositi effettuati dalla clientela Rendimax rappresenta un aspetto cuidedicare adeguata attenzione sotto il profilo della liquidità ma contemporaneamente una buonaopportunità per la Banca. La raccolta libera è fronteggiata da un portafoglio di attività stanziabilipresso l’Eurosistema rappresentato da Titoli di Stato italiani e obbligazioni bancarie. Il profilo deititoli, in coerenza con le loro finalità, vede la presenza di scadenze brevi o al massimo medie, atasso fisso per le operazioni più brevi (Bot, CTZ) e a tasso indicizzato per le operazioni a scadenzamedia. Resta confermato, per quanto riguarda alcune categorie di attività finanziarie considerate arischio più elevato (subprime, derivati), che Banca IFIS non ha alcuna esposizione diretta oindiretta in tali attivi. 12
  13. 13. Principali risultati del 2010L’andamento nel 2010. Venendo ai risultati quantitativi, è opportuno muovere dai numericomplessivi del comparto del factoring che sono cresciuti generalmente in modo vigoroso nel2010. I dati relativi all’Italia nell’ultimo triennio, periodo di congiuntura fortemente negativa,espongono uno sviluppo del settore in termini di turnover che è degno di attenzione: si è passatidai 121 miliardi di euro registrati nel 2008 ai 135 miliardi di euro registrati nel 2010, segnando unacrescita complessiva pari all’11%.Le performance di lungo periodo di Banca IFIS hanno registrato un’evoluzione largamentesuperiore al mercato, esponendo sull’arco di un intero decennio tassi di crescita media annuaponderata pari al 23% per il volume dei crediti negoziati, pari al 22% per il Margine diIntermediazione, pari al 25% per il risultato di gestione, al 23% per l’utile netto.Se è vero che questi tassi di crescita non sono impossibili per una startup o un intermediariocreditizio di dimensione contenuta, come poteva essere considerata Banca IFIS all’alba del nuovomillennio, essi diventano progressivamente più significativi al crescere della dimensione, tanto piùse realizzati per linee interne senza aggiungere crescita tramite acquisizioni o integrazioni.Ed è quindi ancor più importante per Banca IFIS consegnare agli annali una crescita nei volumi del39% proprio nel 2010, ennesimo straordinario anno.I risultati del 2010. Vanno considerati all’interno dello scenario di mercato nel quale sono staticonseguiti. Alla già esposta crescita nei volumi dei crediti negoziati del 39% a 4,8 miliardi di euro èconseguito un margine di intermediazione aumentato del 16,9% a 94,4 milioni, per un rapporto traMargine di Intermediazione e Volumi (Turnover) pari a 1,9%, uno dei migliori degli ultimi anni. Laredditività è frutto pressoché esclusivo della capacità della Banca di generare profitti nel settore delfinanziamento alle imprese; la marginalità un tempo generata esclusivamente dall’intervento afavore delle imprese di minore dimensione è oggi sostenuta anche dall’intervento nel compartodelle medie e grandi imprese interessate all’operatività sui crediti nei confronti della PubblicaAmministrazione.La redditività è incisa dagli accantonamenti a fronte di rettifiche su crediti, che risultanoincrementati del 20,9% a 24,4 milioni di euro. La rilevanza di tale posta deve essere letta nelcontesto di mercato che l’ha generata, con forti condizionamenti da parte della congiunturaeconomica e diffuse difficoltà da parte delle imprese. Il costo derivante dalla qualità creditizia è paria 1,9% rispetto all’impiego medio sui crediti. Pur rimanendo lontani gli esercizi in cui il costo delcredito aveva toccato livelli minimali rispetto agli impieghi, é auspicabile che questa voce possaulteriormente migliorare anche nell’ esercizio 2011.Pur al netto delle rettifiche il risultato netto della gestione finanziaria è in crescita del 15,5% a 70,0milioni di euro. La lettura integrata dell’incremento nella marginalità e della rilevanza delle rettifichesu crediti consente di affermare che pur in momenti difficili sotto il profilo della qualità degli attivi laBanca riesce a generare una redditività sufficiente ad ottenere una elevata e stabile generazione diprofitto.Incrementano in sostanziale coerenza con le previsioni le spese amministrative, sia alla vocespese per il personale (+16,9% a 25,2 milioni) sia alla voce altre spese amministrative (+14,8% a13,9 milioni) per effetto del potenziamento della struttura della Banca prevalentemente nellefunzioni di valutazione e gestione del credito, raccolta retail, organizzazione, IT e servizi generali.In potenziamento anche le funzioni territoriali dedicate allo sviluppo delle relazioni con la clientela ealla gestione del rischio.Variazione positiva anche per l’utile prima delle imposte (+15,0% a 29,9 milioni) mentrel’incremento dell’utile netto risulta, in linea con le previsioni, più contenuto (+8,2% a 18,6 milioni)per effetto della maggiore fiscalità gravante nell’esercizio sul reddito imponibile dell’Istituto. Si trattacomunque di un incremento importante rispetto al 2009, che può essere letto in termini di ROE al10,9%, valore decisamente elevato in un contesto che vede il rendimento del capitale e delleriserve sceso sotto il 4% per i 5 maggiori gruppi bancari italiani. 13
  14. 14. Di rilievo la dinamica delle voci dello Stato Patrimoniale. L’attivo della Banca è rappresentatofondamentalmente da Crediti verso la clientela per le operazioni ordinarie poste in essere verso leimprese, incrementati del 26% a 1.571,6 milioni; da Attività finanziarie disponibili per la venditaquasi interamente costituite da titoli di stato e obbligazioni bancarie, rapidamente incrementate del111,1% a 818,5 milioni; da crediti verso banche che si attestano a 228 milioni di euro, in aumentodel 24,7%, composto prevalentemente da titoli obbligazionari bancari non quotati.Tra le voci del passivo si evidenzia la crescita nella raccolta diretta: a fine esercizio la raccoltadalla clientela incide per il 52,2% sul totale della raccolta e unitamente al Patrimonio Netto coprel’impiego sulla clientela mentre le attività in titoli sono fronteggiate dalla raccolta interbancaria chepassa al 15,8% e dall’utilizzo di operazioni di pronti contro termine che incide per il 32%.Il rafforzamento del patrimonio della Banca, grazie al sostegno degli azionisti che hanno resopossibile l’aumento di capitale sociale ha permesso un forte incremento dei coefficienti disolvibilità e di solidità della Banca: il Core Tier 1 infatti passa da 9,2% nel 2009 a 11,5% a fine2010.Gli sviluppi dell’attività, realizzati e prospettici, non potevano e non possono prescindere dalpotenziamento della struttura della Banca, che deve rispondere adeguatamente, con tempestivitàe qualità alle istanze del mercato.Sotto questo specifico aspetto la Banca ha avviato programmi specifici volti allo sviluppo dellerisorse e delle infrastrutture tecnologiche dedicate all’erogazione di servizi, all’analisi nel continuodel merito creditizio delle proprie controparti, alla gestione delle posizioni, alla comunicazioneinterna ed esterna.Assume particolare rilievo l’investimento nel sistema di Customer Relationship Management, inavvio nelle prime settimane del 2011, che comporta la rielaborazione dei rapporti da un lato con iclienti e sotto un altro punto di vista con la struttura territoriale della Banca, a beneficiodell’immediatezza della relazione e della tracciabilità delle informazioni. L’obiettivo resta quello diconsentire la circolazione delle informazioni e delle risposte alle istanze esterne ed interne il piùrapido possibile.Con lo stesso obiettivo di velocizzazione e qualità è stato definito il nuovo modello organizzativodella rete territoriale, che vede affiancare presso le filiali alla tradizionale funzione di sviluppo dellerelazioni con la clientela una funzione di gestione autonoma e relazionata direttamente con laDirezione Generale con il compito di garantire la migliore qualità di servizio alla clientela e unpuntuale e diretto monitoraggio del rischio di credito. Ciò comporta un elevato livello di autonomianelle decisioni che comportano alcuni tipi di assunzione di rischio di credito e consentirà, una voltaa regime, di avvicinare la decisione al cliente migliorando la qualità della risposta e riducendo glierrori.Le prospettive per il 2011. Le attese per l’esercizio 2011 restano buone. E’ in corso una lentaripresa nei tassi di interesse, cui non è estranea la pressione sul lato dei prezzi delle materieprime, potenziale focolaio di inflazione, contrastata però da un tasso di disoccupazione e da unutilizzo degli impianti ancora troppo contenuto per dare effetti significativi sulla variazione deiprezzi. La ripresa nei tassi consentirà un alleggerimento della pressione che grava sui contieconomici delle banche che abbiano costruito su un modello di gestione “tradizionale” la lorooperatività. La domanda di credito da parte delle imprese riceverà presumibilmente un impulsopositivo dalla ripresa del prodotto interno, anche se non pare ipotizzabile una crescitaparticolarmente vigorosa.Banca IFIS, forte della dotazione di patrimonio risultante dall’aumento di capitale effettuato nel2010, potrà continuare a crescere in volumi e redditività in un contesto che potrà essere segnatoancora da alcune difficoltà sulla qualità creditizia.Il 2011 sarà l’anno del perfezionamento dell’Offerta Pubblica di Acquisto di cui Banca IFIS si è fattapromotrice nei confronti del Gruppo Toscana Finanza. Per effetto dell’acquisizione già concordatacon i soci di riferimento del Gruppo Toscana Finanza ed autorizzata dalla Banca d’ Italia a valle diun complesso processo valutativo, Banca IFIS integrerà un’attività, quella della gestione di creditidi difficile esigibilità, che presenta rilevanti aspetti sinergici rispetto all’area di intervento della 14
  15. 15. Banca, buona redditività prospettica e interessanti prospettive di sviluppo. Le attività per il GruppoBanca IFIS saranno intense e stimolante la ricaduta in termini operativi, di prodotto e sviluppofuturo.Il 2010 che passa agli archivi consegna incertezze e rischi; ma ancheimportanti opportunità.La Banca ha saputo raccogliere le sfide in tutti questi anni e, innovando esviluppando, é stata capace di crescere rapidamente anche in questi tempidifficili, e ritiene di poter continuare a farlo.Anche in una banca come Banca IFIS, ove la prudenza e la sana gestionerappresentano il primo punto di riferimento di ogni strategia, innovare ènecessario. Perché se il mondo cambia così in fretta non può essere che ilmodo giusto per fare le cose sia sempre e ovunque uguale a se stesso. 15
  16. 16. Relazione sulla gestione del GruppoPrincipali dati del Gruppo (commenti alle principali voci di bilancio)Highlights PRINCIPALI DATI PATRIMONIALI CONSOLIDATI ESERCIZIO VARIAZIONE (in migliaia di euro) 31.12.2010 31.12.2009 ASSOLUTA %Attività finanziarie disponibili per la vendita 818.507 387.705 430.802 111,1%Crediti verso clientela 1.571.592 1.247.026 324.566 26,0%Totale attivo 2.802.119 1.973.411 828.708 42,0%Debiti verso banche 752.457 840.546 (88.089) (10,5)%Debiti verso clientela 1.802.011 909.615 892.396 98,1%Patrimonio netto consolidato 206.613 155.839 50.774 32,6% PRINCIPALI DATI ECONOMICI CONSOLIDATI ESERCIZIO VARIAZIONE (in migliaia di euro) 31.12.2010 31.12.2009 ASSOLUTA %Margine di intermediazione 94.430 80.810 13.620 16,9%Rettifiche di valore nette su crediti e altre attività finanziarie (24.444) (20.218) (4.226) 20,9%Risultato netto della gestione finanziaria 69.986 60.592 9.394 15,5%Costi operativi (40.125) (34.617) (5.508) 15,9%Utile lordo consolidato 29.861 25.975 3.886 15,0%Utile netto consolidato 18.626 17.216 1.410 8,2% ESERCIZIO VARIAZIONE INDICI ECONOMICO-FINANZIARI E ALTRI DATI 31.12.2010 31.12.2009 %Indici di redditivitàROE (1) 10,9% 11,6% (0,7)%ROA (2) 1,1% 1,3% (0,2)%MdI/Turnover (3) 1,9% 2,3% (0,4)%Cost/income ratio (4) 42,5% 42,8% (0,3)%Indici di rischiositàCrediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela 2,4% 1,6% 0,8%Crediti in sofferenza netti/Patrimonio netto 18,6% 13,0% 5,6%Coefficienti di solvibilitàPatrimonio di Base/Attività ponderate per rischio di credito 11,5% 9,2% 2,3%Patrimonio di Vigilanza/Attività ponderate per rischio di 11,3% 8,9% 2,4%creditoDati per dipendente (5) (6)Margine d’intermediazione/Numero dipendenti 278,6 241,9 36,7Totale attivo/Numero dipendenti 8.265,8 5.908,4 2.357,4Costo del personale/Numero dipendenti 74,3 64,5 9,8(1) Utile netto rapportato alla media ponderata del capitale, sovrapprezzi e riserve escluse le riserve da valutazione.(2) Utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte rapportato al totale dell’attivo.(3) Margine di intermediazione rapportato al turnover che corrisponde al valore dei crediti gestiti.(4) Costi operativi rapportati al margine di intermediazione(5) Numero dipendenti di fine periodo.(6) Rapporti in migliaia di euro. 16
  17. 17. STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO ESERCIZIO VARIAZIONE RICLASSIFICATO (in migliaia di euro) 31.12.2010 31.12.2009 ASSOLUTA %ATTIVOAttività finanziarie detenute per la negoziazione 293 325 (32) (9,8)%Attività finanziarie disponibili per la vendita 818.507 387.705 430.802 111,1%Crediti verso banche 228.013 182.859 45.154 24,7%Crediti verso clientela 1.571.592 1.247.026 324.566 26,0%Attività materiali 34.309 34.506 (197) (0,6)%Attività immateriali 3.686 3.916 (230) (5,9)%Altre voci dell’attivo 145.719 117.074 28.645 24,5%Totale dellattivo 2.802.119 1.973.411 828.708 42,0%PASSIVODebiti verso banche 752.457 840.546 (88.089) (10,5)%Debiti verso clientela 1.802.011 909.615 892.396 98,1%Titoli in circolazione - 20.443 (20.443) (100,0)%Passività fiscali 4.857 3.938 919 23,3%Trattamento di fine rapporto 1.060 1.055 5 0,5%Altre voci del passivo 35.121 41.975 (6.854) (16,3)%Patrimonio netto:- Capitale, sovrapprezzi e riserve 187.987 138.623 49.364 35,6%- Utile netto 18.626 17.216 1.410 8,2%Totale del passivo e del patrimonio netto 2.802.119 1.973.411 828.708 42,0% CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO ESERCIZIO VARIAZIONE RICLASSIFICATO (in migliaia di euro) 31.12.2010 31.12.2009 ASSOLUTA %Margine di interesse 27.293 22.171 5.122 23,1%Commissioni nette 66.844 52.278 14.566 27,9%Dividendi e proventi simili 17 17.325 (17.308) (99,9)%Risultato netto dell’attività di negoziazione (218) (16.880) 16.662 (98,7)%Utile (perdita) da cessione di crediti - 2.243 (2.243) (100,0)%Utile (perdita) da cessione di attività finanziarie AFS 494 3.693 (3.199) (86,6)%Utile (perdita) da riacquisto di passività finanziarie - (20) 20 (100,0)% Margine di intermediazione 94.430 80.810 13.620 16,9%Rettifiche di valore nette per deterioramento di: (24.444) (20.218) (4.226) 20,9% crediti (24.209) (20.218) (3.991) 19,7% attività finanziarie disponibili per la vendita (235) - (235) n.a. Risultato netto della gestione finanziaria 69.986 60.592 9.394 15,5%Spese per il personale (25.176) (21.544) (3.632) 16,9%Altre spese amministrative (13.902) (12.108) (1.794) 14,8%Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (2.483) (2.371) (112) 4,7%Altri (oneri) proventi di gestione 1.436 1.406 30 2,1%Costi operativi (40.125) (34.617) (5.508) 15,9% Utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte 29.861 25.975 3.886 15,0%Imposte sul reddito (11.235) (8.759) (2.476) 28,3% Utile netto 18.626 17.216 1.410 8,2% 17
  18. 18. Contesto ambientaleLa rapidità dei cambiamenti che si succedono sui mercati finanziari e nelleconomia reale continuaa sorprendere e non accenna a rallentare.Cambiamenti forse ancor più radicali segnano gli scenari geopolitici, rovesciando equilibri rimastiimmutati per decenni. Basti pensare al nuovo ruolo delle economie e delle società asiatiche e dipaesi che hanno imboccato con decisione il sentiero della crescita, secondo modelli spesso nonconvenzionali e utilizzando in modo massivo le risorse globali.Le strette e a tratti problematiche relazioni Usa-Cina, le dimensioni di alcuni indebitamenti sovrani,una generale politica del debito facile, rappresentano alcuni tra gli squilibri che questi anni lascianoin eredità al prossimo futuro. Quello che si presenta allorizzonte non è più un mondo bipolarecentrato sullEuropa e gli Usa, bensì un mondo multipolare, in cui sarà avvantaggiato chi sapràmeglio adattarsi all’instabilità dei tempi a venire.LEuropa e lItalia hanno visto nel 2010 una certa ripresa, che giunge dopo le gravi perdite diprodotto interno lordo e occupazione registrate nel precedente biennio. Sempre secondo iI FondoMonetario Internazionale i dati registrano un +1,8% per lUnione Europea, trainata dalla Germaniaal +3,6%, e un +1% per lItalia. In Europa hanno destato diffusa preoccupazione la dimensione deldebito pubblico, con le note tensioni sui paesi più meridionali e la condizione di alcune banche e diinteri comparti finanziari di alcuni paesi come lIrlanda. È acceso il dibattito sullopportunità disuperare le difficoltà utilizzando la leva della spesa pubblica oppure di contenere il debito.La Banca Centrale Europea ha svolto un ruolo importante nel supportare i sistemi finanziari deipaesi membri, spegnendo con abbondante liquidità ogni focolaio di tensione. I tassi di interessesono rimasti quindi molto bassi, con il rifinanziamento BCE fermo all1% e linflazione che a tratti èsembrata scivolare verso valori negativi, salvo poi recuperare nella seconda parte dellannosullonda di una ripresa più corposa e dellimpennata del costo delle materie prime.Lo scenario generale italiano resta caratterizzato da ritardi strutturali e problemi non risolti chezavorrano la crescita del Paese; il costo del debito pubblico è rimasto per ora contenuto in forzadei bassi tassi di interesse di Eurolandia, ma potrebbe rivelarsi ben più gravoso qualora i tassi diinteresse reali dovessero incrementarsi.Le imprese in Italia. Limpatto del biennio 2008-2009, seguito dalla miniripresa 2010, consegnaalle statistiche un tasso di disoccupazione all’8,6%, con molte imprese in difficoltà e diffusetensioni sul fronte della liquidità. Le imprese manifatturiere, soprattutto quelle del centro nord, sisono trovate a confrontarsi con nuovi competitori ai quali non sempre hanno potuto opporresoluzioni adeguate.Molti imprenditori italiani ed europei hanno imboccato la strada dellinnovazione e hanno registratobuoni risultati. Diventa necessaria, per competere con successo sui mercati, la flessibilità globaledei processi e delle imprese, ed è centrale comprendere correttamente la rapidità dei mutamentiambientali.Il confronto su scala europea in ordine alla posizione delle banche e alla loro solidità continuaanche con riferimento al ruolo dellattività bancaria e alla sua interazioni con lattività economica. Inuovi parametri di vigilanza di Basilea 3, richiedendo più capitale a parità di rischio assunto,potranno avere come conseguenza un rallentamento nellerogazione di credito da parte dellebanche e/o una diluizione nei profitti degli Istituti di Credito.In questo contesto le Banche italiane nel 2010 hanno visto contrarsi i margini per effetto sia dellacontrazione della "forbice" tra tassi attivi e passivi (anche a causa del minimo valore assolutoraggiunto dai tassi di mercato), sia della progressiva erosione delle voci commissionali cheavevano aiutato molto la produzione di valore negli anni sino al 2007.La già ridotta marginalità è stata poi spesso colpita dal negativo andamento della qualità creditizia,vero elemento di difficoltà dellultimo biennio.Aspetti problematici sono emersi anche sul fronte della raccolta di capitale di debito. Su questoparametro è necessario segnalare come il mercato dei depositi interbancari non garantiti abbia 18
  19. 19. sostanzialmente mantenuto livelli di operatività solo su durate inferiori al mese. Per ottenerefinanza oltre tale scadenza le banche debbono rivolgersi al mercato interbancario collateralizzato -consegnando in garanzia titoli di elevata qualità - nelle sue varie forme tecniche, oppure rivolgersial mercato, retail o istituzionale, con costi decisamente più elevati. Ha giocato un ruolo importantee presumibilmente continuerà a svolgere una funzione di benchmark il debito sovrano Italia, che inforza delle sue dimensioni opera sul mercato sistematicamente "competendo" con la raccolta. Allebanche, a quelle in condizione di presentarsi sul mercato del medio termine, non è rimasto cheaccettare di pagare interessi superiori a quelli che caratterizzano il debito sovrano.La posizione di Banca IFIS. Banca IFIS si caratterizza per la sua attività di supporto alle aziende.La Banca finanzia il capitale circolante delle imprese, mitigando il rischio di credito tramite l’utilizzodel contratto di cessione del credito commerciale vantato dall’impresa nei confronti del propriocliente (factoring).Il segmento tradizionale in cui opera Banca IFIS è rappresentato dalla piccola impresa che vantacrediti verso clienti di buona affidabilità; in questo segmento si rilevano un rischio contropartecliente più alto ma un rischio di credito spostato sul suo portafoglio clienti, e pertanto fortementemitigato, e una redditività molto più elevata.Il nuovo segmento di operatività sul fronte degli impieghi di Banca IFIS è rappresentato dallamedia e grande impresa che opera quale fornitore della Pubblica Amministrazione.Si tratta di un comparto caratterizzato da un numero relativamente contenuto di operatori(prevalentemente ma non esclusivamente di imprese del settore farmindustriale) caratterizzati dauna dimensione generalmente significativa, a volte quale parte di gruppi multinazionali di primolivello. L’operatività si basa sull’acquisto di portafogli di crediti generati da queste imprese neiconfronti degli Enti della Sanità Pubblica, in considerazione dell’esigenza manifestata dalleimprese di mantenere gli incassi delle forniture su orizzonti temporali brevi.Il Gruppo Banca IFIS è presente anche in ambito internazionale ed in particolare in Francia (Parigi)con una succursale, in Polonia (Varsavia) con la società controllata IFIS Finance Sp. Z o.o. attivasul mercato del factoring. L’attività internazionale è inoltre condotta tramite un network dicorrispondenti che fanno riferimento a Factor Chain International sia per quanto concerne l’attivitàdi “import factoring” sia per quanto riguarda l’attività di “export factoring”. Completano l’offertainternazionale l’attività di import sviluppata dalla direzione Generale e promossa dagli uffici dirappresentanza di Bucarest e Budapest; ed il recente avvio (gennaio 2011) della partecipata IndiaFactoring and Finance Solutions Private Limited che ha l’obiettivo di sviluppare il mercatodomestico indiano e di supportare le relazioni commerciali tra imprese europee e locali.L’attività del Gruppo si sviluppa in un comparto condizionato dall’andamento della congiunturaeconomica. Il settore delle PMI, infatti, amplifica frequentemente gli aspetti ciclici generali rispettoai tradizionali mercati di riferimento di una banca generalista. Inoltre l’accentuata dinamica checaratterizza l’attività delle imprese italiane comporta la necessità di attingere con frequenzacrescente ad informazioni che consentano di assumere rischi in modo consapevole.L’attività non risulta invece caratterizzata da rilevanti stagionalità. E’ rinvenibile, nel corso delquarto trimestre dell’anno, un incremento nei volumi che tradizionalmente induce un modestoincremento nella redditività.Nel corso del 2010 il Gruppo Banca IFIS non ha effettuato operazioni atipiche o inusuali, cosìcome definite nella Comunicazione Consob n. 6064293 del 28 luglio 2006. 19
  20. 20. Aggregati patrimoniali I PRINCIPALI AGGREGATI ESERCIZIO VARIAZIONE ASSOLUTA PATRIMONIALI (in migliaia di euro) 31.12.2010 30.06.2010 31.12.2009 12.10-06.10 06.10-12.09Altre attività finanziarie 818.800 699.439 388.030 119.361 311.409Crediti verso banche 228.013 271.147 182.859 (43.134) 88.288Crediti verso clientela 1.571.592 1.460.297 1.247.026 111.295 213.271Attività materiali e immateriali 37.995 38.539 38.422 (544) 117Altre voci dell’attivo 145.719 105.376 117.074 40.343 (11.698)Totale attivo 2.802.119 2.574.798 1.973.411 227.321 601.387Debiti verso banche 752.457 1.145.836 840.546 (393.379) 305.290Debiti verso clientela 1.802.011 1.244.595 909.615 557.416 334.980Titoli in circolazione - - 20.443 - (20.443)Altre voci del passivo 41.038 34.700 46.968 6.338 (12.268)Patrimonio netto 206.613 149.667 155.839 56.946 (6.172)Totale passivo e del patrimonio netto 2.802.119 2.574.798 1.973.411 227.321 601.387Le Altre attività finanziarieLe Altre attività finanziarie sono costituite da attività finanziarie disponibili per la vendita perl’importo di 818.507 mila euro (+111,1%), e da attività finanziarie detenute per la negoziazione perl’importo di 293 mila euro (-9,8%); le attività disponibili per la vendita includono titoli di debito e titolidi capitale mentre le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono composteesclusivamente da titoli di debito.Al fine di fornire una spiegazione esauriente delle attività finanziarie della Banca si commentano diseguito il portafoglio titoli di debito, rappresentato a bilancio in diverse voci dell’attivo, ed ilportafoglio titoli di capitale.Portafoglio titoli di debitoA partire dal terzo trimestre 2009, e per importi progressivamente crescenti, è stato costituito unportafoglio di attività eleggibili per il rifinanziamento presso l’Eurosistema (“portafoglio di garanzia”)rappresentato da obbligazioni prevalentemente bancarie a tasso variabile, di durata contenuta emerito creditizio consistente. Tale portafoglio ha finalità di mantenimento di un profilo di liquiditàsolido e coerente alle strategie in un contesto di raccolta ora dominato dalla rilevanza dellaraccolta retail libera e vincolata. Tali titoli sono classificati, a seconda delle caratteristiche econformemente a quanto previsto dallo IAS 39, fra le attività finanziarie disponibili per la vendita ofra i crediti verso banche. Al 31 dicembre 2010 il “portafoglio di garanzia” ammonta a 573.744 milaeuro.Inoltre, dal mese di maggio 2010 la Banca ha costituito un portafoglio composto prevalentementeda titoli di Stato italiani a breve termine a tasso fisso (“portafoglio di investimento”), al fine diinvestire surplus di liquidità disponibile. Tali titoli sono stati utilizzati per operazioni di pronti controtermine di breve/brevissimo periodo o per operatività sul Mercato Interbancario Collateralizzato(MIC). Anche per tali titoli si è proceduto alla loro classificazione in bilancio a seconda dellecaratteristiche e conformemente a quanto previsto dallo IAS 39, fra le attività finanziarie detenuteper la negoziazione, fra le attività finanziarie disponibili per la vendita o fra i crediti verso banche.Al 31 dicembre 2010 il “portafoglio di investimento” ammonta a 328.108 mila euro.Il totale dei titoli obbligazionari in portafoglio al 31 dicembre 2010 è pari a 901.852 mila euro(+89%) rispetto al 31 dicembre 2009.Inoltre, a fine esercizio risultano acquistati e non regolati titoli per un valore nominale di 110 milionidi euro. 20
  21. 21. PORTAFOGLIO TITOLI DI DEBITO ESERCIZIO VARIAZIONE (in migliaia di euro) 31.12.2010 31.12.2009 ASSOLUTA %VOCE DI CLASSIFICAZIONE IN BILANCIO:Attività finanziarie detenute per la negoziazione 293 325 (32) (9,8)% Portafoglio titoli di investimento 293 325 (32) (9,8)%Attività finanziarie disponibili per la vendita 805.039 384.594 420.445 109,3% Portafoglio titoli a garanzia 492.270 384.594 107.676 28,0% Portafoglio titoli di investimento 312.769 - 312.769 n.a.Crediti verso banche 96.520 92.295 4.225 4,6% Portafoglio titoli a garanzia 81.474 92.295 (10.821) (11,7)% Portafoglio titoli di investimento 15.046 - 15.046 n.a. Totale titoli di debito in portafoglio 901.852 477.214 424.638 89,0% di cui: Portafoglio titoli a garanzia 573.744 476.889 96.855 20,3% Portafoglio titoli di investimento 328.108 325 327.783 n.a.Portafoglio titoli di capitaleLe altre attività finanziarie accolgono altresì titoli di capitale riconducibili a partecipazioni diminoranza in società non quotate per 13.468 mila euro, classificate fra le attività finanziariedisponibili per la vendita.I crediti verso bancheIl totale dei crediti verso banche al 31 dicembre 2010 è risultato pari a 228.013 mila euro, rispettoai 182.859 mila al 31 dicembre 2009 (+24,7%).Sono stati classificati in questa voce alcuni titoli non quotati in un mercato attivo e aventicaratteristiche di stanziabilità presso l’Eurosistema, per un ammontare di 96.520 mila euro (+4,6%rispetto al 31 dicembre 2009). Tale portafoglio titoli è detenuto per le finalità descritte nel paragraforiguardante le altre attività finanziarie.La voce include per 131.493 mila euro impieghi di tesoreria presso altri istituti di credito (+45,2%rispetto al 31 dicembre 2009) connessi essenzialmente al mantenimento di disponibilità eccedentisulle scadenze di fine periodo.I crediti verso clientelaIl totale dei crediti verso la clientela ha raggiunto a fine esercizio il livello di 1.571,6 milioni di euro,con un incremento del 26% rispetto ai 1.247 milioni di euro alla fine del 2009.La distribuzione delle esposizioni creditizie verso la clientela mostra una quota del 18,6 % verso laPubblica Amministrazione (contro 5,3% al 31 dicembre 2009), mentre si attesta all’81,4% verso ilsettore privato (contro 94,7% al 31 dicembre 2009).La distribuzione territoriale evidenzia una quota del 93,6 % dei crediti verso la clientela residente inItalia, ed una quota del 6,4% verso la clientela residente all’estero.Infine si segnala che la voce comprende n. 5 posizioni per un ammontare di 151.613 mila euro cherientrano nella categoria dei grandi rischi.Gli impieghi vivi netti, non comprensivi delle sofferenze nette pari a 38,4 milioni di euro, sono pari a1.533,2 milioni di euro, in crescita del 25% rispetto a fine 2009. 21
  22. 22. FORME TECNICHE ESERCIZIO VARIAZIONE (in migliaia di euro) 31.12.2010 31.12.2009 ASSOLUTA %Conti correnti 117.502 94.576 22.926 24,2%Conti anticipi per cessione di crediti futuri e altre sovvenzioni 50.455 44.902 5.553 12,4%Conti anticipi factoring 1.361.059 1.084.524 276.535 25,5%Mutui 3.712 2.401 1.311 54,6%Altre operazioni 443 416 27 6,5%Totale impieghi vivi netti (1) 1.533.171 1.226.819 306.352 25,0%Crediti in sofferenza netti 38.421 20.207 18.214 90,1%Totale crediti verso clientela 1.571.592 1.247.026 324.566 26,0%(1) Gli impieghi vivi netti includono le esposizioni ad incaglio, ristrutturate e scadute classificate, secondo le disposizioni di Banca d’Italia,fra le attività deteriorate (cfr Nota Integrativa, tabella 7.1)Nella tabella che segue è riportato il valore nominale dei crediti acquistati per operazioni difactoring che risultano in essere a fine esercizio (Monte Crediti), suddiviso nelle tipologieprosolvendo, prosoluto e acquisti a titolo definitivo. Si precisa che in questa tabella la suddivisonedei crediti acquistati è basata sulla forma contrattuale utilizzata dalla Banca. MONTE CREDITI ESERCIZIO VARIAZIONE (in migliaia di euro) 31.12.2010 31.12.2009 ASSOLUTA %Pro soluto 180.458 205.715 (25.257) (12,3)% di cui verso Pubblica Amministrazione 10.216 27.387 (17.171) (62,7)%Pro solvendo 1.421.495 1.345.109 76.386 5,7% di cui verso Pubblica Amministrazione 408.452 326.948 81.504 24,9%Acquisti a titolo definitivo 461.061 175.404 285.657 162,9%di cui verso Pubblica Amministrazione 291.924 62.889 229.035 364,2%Totale Monte Crediti 2.063.014 1.726.228 336.786 19,5%di cui verso Pubblica Amministrazione 710.592 417.224 293.368 70,3%Si evidenzia di seguito la suddivisione della clientela per area geografica in tutte le macroregionidel paese, con separata indicazione della clientela estera, e la suddivisione della clientela persettore merceologico. SUDDIVISIONE DELLA CLIENTELA PER AREA GEOGRAFICA IMPIEGHI TURNOVERNord Italia 43,4% 52,9%Centro Italia 28,8% 22,7%Sud Italia 21,5% 13,3%Estero 6,3% 11,1%Totale 100,0% 100,0% 22
  23. 23. SUDDIVISIONE DELLA CLIENTELA PER SETTORE MERCEOLOGICO (1) IMPIEGHI TURNOVER51 - prodotti agricoli, silvicoltura e pesca 0,8% 0,5%52 - prodotti energetici 0,5% 0,9%53 - minerali e metalli ferrosi e non 0,9% 1,2%54 - minerali e prodotti a base di minerali 0,7% 1,0%55 - prodotti chimici 0,2% 3,7%56 - prodotti in metallo esclusi macchine e mezzi 5,5% 6,4%57 - macchine agricole e industriali 1,9% 2,1%58 - macchine per ufficio, elaborazione dati, precisione 0,4% 0,4%59 - materiale e forniture elettriche 2,0% 4,6%60 - mezzi di trasporto 3,7% 6,8%61 - prodotti alimentari, bevande 0,9% 1,5%62 - prodotti tessili, cuoio, calzature e abbigliamento 2,8% 2,2%63 - carta stampa ed editoria 0,4% 0,7%64 - prodotti in gomma e in plastica 0,9% 1,3%65 - altri prodotti industriali 1,0% 1,2%66 - edilizia e opere pubbliche 13,3% 12,8%67 - servizi del commercio, recuperi e riparazioni 10,4% 14,6%68 - servizi alberghi e pubblici esercizi 0,7% 1,1%69 - servizi dei trasporti interni 1,6% 2,7%70 - servizi dei trasporti marittimi e aerei 0,1% 0,1%71 - servizi connessi ai trasporti 0,8% 1,3%72 - servizi delle telecomunicazioni 0,5% 0,9%73 - altri servizi destinati alla vendita 17,8% 19,4%000 - non classificabili 32,2% 12,6%di cui soggetti non residenti 6,3% 11,2%di cui enti finanziari 4,9% 1,1%di cui altri (2) 21,0% 0,3%Totale 100,0% 100,0%(1) Elencazione in base alla circolare Banca d’Italia n.140 del 11/02/91.(2) La voce in questione comprende l’impiego di Banca IFIS nei confronti di enti del settore pubblico ed enti senza scopo di lucro.Attività deteriorateIl totale delle sofferenze verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, si attesta, al 31dicembre 2010, a 38.421 mila euro contro 20.207 mila euro a fine 2009 (+90,1%). L’aumento èconseguenza diretta del negativo andamento della congiuntura. La Banca riesce, tramitel’adozione di un modello di business idoneo a trasferire il rischio dai clienti ai debitori più strutturati,a mitigare la propria esposizione ai default della clientela. Ciò nonostante il perduraredell’andamento negativo dell’economia ha comportato deterioramenti diffusi anche in capo acontroparti debitrici di qualità più elevata esponendo gli attivi della Banca ad un appesantimento,ancorché in parte atteso. Il rapporto tra sofferenze nette e patrimonio netto al 31 dicembre 2010risulta pari al 18,6% in aumento rispetto al 13% al 31 dicembre 2009. Al lordo delle rettifiche divalore, le sofferenze ammontano a 105.481 mila euro, contro 62.862 mila euro alla chiusura del2009 (+67,8%). Banca IFIS rileva le sofferenze lorde, esposte in bilancio al netto dei relativi fondidi rettifica analitici, sino al totale esaurimento delle procedure legali di recupero del credito. Anchequale conseguenza della strategia di frazionamento del rischio, le posizioni a sofferenza risultanoin media di ammontare contenuto. Al 31 dicembre 2010 erano rilevate n. 445 posizioni, comeevidenziato nella tabella di seguito riportata, di ammontare medio netto pari a circa 86 mila euro.L’indice di copertura delle sofferenze lorde è pari al 63,6% contro il 67,9% a fine 2009; ildecremento è in parte conseguente a previsioni di recupero integrale presso il debitore ceduto sualcune nuove posizioni a sofferenza. 23
  24. 24. Il totale degli incagli, al netto delle rettifiche di valore, è pari a 76.810 mila euro in diminuzionerispetto ai 129.984 mila euro a fine 2009 (-40,9%). Tali importi tengono conto anche dellaclassificazione in questa categoria dei cosiddetti “incagli oggettivi prosolvendo” a seguito dellenuove indicazioni introdotte da Banca d’Italia nel corso del 2010 che tuttavia, per la particolareattività svolta dalla Banca, non sono rappresentative di posizioni oggettivamente problematiche. Inparticolare gli “incagli oggettivi prosolvendo” risultano relativi ad importi finanziati a clienti cedenti icui debitori ceduti risultano in particolare ritardo nei pagamenti. La Banca ritiene tali posizione nonoggettivamente problematiche in quanto il ritardo di pagamento del debitore ceduto non configuranecessariamente anche un’oggettiva difficoltà finanziaria in capo al cliente cedente. Qualora laBanca ravvisi delle difficoltà anche in capo al cliente cedente a far fronte ai propri impegni, laposizione viene già naturalmente classificata fra gli incagli. Al fine di esporre un confrontoomogeneo, si è provveduto ad applicare le suddette nuove istruzioni anche con riferimento al 31dicembre 2009.Le esposizioni ristrutturate nette ammontano al 31 dicembre 2010 a 7.251 mila euro, contro3.544 mila euro al termine dell’esercizio 2009, in aumento del 104,6%, a seguito dellaristrutturazione di una posizione creditoria.Le esposizioni scadute nette, che ammontano a 98.446 mila euro al 31 dicembre 2010, contro49.377 mila euro a fine 2009, si riferiscono per 36.911 mila euro a crediti vantati nei confronti dellaPubblica Amministrazione acquistati a titolo definitivo nell’ambito dell’attività di factoring; su questeposizioni, in considerazione della qualità del credito e delle controparti debitrici, si ritiene nonricorrano i presupposti per l’effettuazione di rettifiche di valore. Anche le esposizioni scaduterisentono dell’applicazione della nuova normativa introdotta da Banca d’Italia e sono state oggettodi riclassifica con riferimento al 31 dicembre 2009.Il totale delle attività deteriorate nette è complessivamente pari a 220.928 mila euro contro 203.112mila euro a fine 2009 (+8,8%). QUALITA DEL CREDITO ESERCIZIO VARIAZIONE (in migliaia di euro) 31.12.2010 31.12.2009 ASSOLUTA %Crediti in sofferenza 38.421 20.207 18.214 90,1%Crediti in incaglio 76.810 129.984 (53.174) (40,9)%Esposizioni ristrutturate 7.251 3.544 3.707 104,6%Esposizione scadute 98.446 49.377 49.069 99,4%Totale attività deteriorate nette verso clientela 220.928 203.112 17.816 8,8% Crediti in bonis netti 1.350.664 1.043.914 306.750 29,4% Totale crediti per cassa verso clientela 1.571.592 1.247.026 324.566 26,0% N° IMPORTO RETTIFICHE IMPORTO % DICLASSI DI SOFFERENZA NETTE SOFFERENZE LORDO TOTALI NETTO COPERTURAda 1 a 200.000 399 55.416 (42.840) 12.576 77,3%da 200.001 a 500.000 29 12.313 (3.700) 8.613 30,0%da 500.001 a 1.000.000 13 19.198 (9.721) 9.477 50,6%da 1.000.001 a 2.000.000 3 7.650 (2.677) 4.973 35,0%> 2.000.001 1 10.904 (8.122) 2.782 74,5%Totali 445 105.481 (67.060) 38.421 63,6%Il rapporto tra sofferenze e impieghi passa dall’1,6% all’2,4% se si considerano le rettifiche divalore e dal 4,8% al 6,4% a valori lordi.Considerando la riclassifica dell’ammontare degli incagli al 31 dicembre 2009, l’incidenza di questiultimi sugli impieghi risulta migliorata passando dal 10,4% al 4,9% se si considerano le rettifiche divalore, e dal 10,3% al 4,8% a valori lordi. 24
  25. 25. ATTIVITA DETERIORATE RISTRUT- SOFFERENZE INCAGLI SCADUTE TOTALE (in migliaia di euro) TURATESITUAZIONE AL 31.12.2010Valore nominale attività deteriorate 105.481 79.270 7.818 98.724 291.293 Incidenza sul totale crediti al valore nominale 6,4% 4,8% 0,5% 6,0% 17,7%Rettifiche di valore 67.060 2.460 567 278 70.365 Incidenza sul valore nominale 63,6% 3,1% 7,3% 0,3% 28,2%Valore di bilancio 38.421 76.810 7.251 98.446 220.928 Incidenza sul totale crediti netti 2,4% 4,9% 0,5% 6,3% 14,1%SITUAZIONE AL 31.12.2009Valore nominale attività deteriorate 62.862 133.146 4.119 49.473 249.600 Incidenza sul totale crediti al valore nominale 4,8% 10,3% 0,3% 3,8% 19,2%Rettifiche di valore 42.655 3.162 575 96 46.488 Incidenza sul valore nominale 67,9% 2,4% 14,0% 0,2% 18,6%Valore di bilancio 20.207 129.984 3.544 49.377 203.112 Incidenza sul totale crediti netti 1,6% 10,4% 0,3% 4,0% 16,3%Le immobilizzazioni immateriali e materialiLe immobilizzazioni immateriali si attestano a 3.686 mila euro, contro 3.916 mila euro al 31dicembre 2009 (-5,9%). La voce è riferita a software per 2.362 mila euro e ad avviamento per 868mila euro il quale emerge dal processo di consolidamento della partecipazione in IFIS Finance Sp.Z o. o..Le immobilizzazioni materiali risultano decrementate dello 0,6% a 34.309 mila euro.Gli immobili iscritti a fine esercizio tra le immobilizzazioni materiali sono principalmente riferitiall’importante edificio storico “Villa Marocco” sito in Mestre – Venezia sede della Banca, eall’immobile sito in Mestre – Venezia in parte sublocato alla società controllante La ScoglieraS.p.A..Il valore di bilancio di tali immobili risultano supportati da perizia effettuata da soggetti esperti nellavalutazione di immobili di pregio. L’immobile “Villa Marocco” non viene ammortizzato inconsiderazione del fatto che il valore residuo stimato al termine della sua vita utile prevista èsuperiore al valore contabile.Sono inoltre iscritti immobili di valore non rilevante, tra cui la sede dell’ufficio di rappresentanza inBucarest.La raccoltaLa raccolta totale al 31 dicembre 2010 risulta pari a 2.554.468 mila euro con un incremento del44,3% rispetto al 31 dicembre 2009.La raccolta dalla clientela, grazie al successo ottenuto dal conto deposito on line Rendimax, incideper il 52,2% sul totale della raccolta, rispetto al 51,4% al 31 dicembre 2009, mentre l’incidenzadella raccolta interbancaria diminuisce dal 38,9% del 31 dicembre 2009 al 15,8% al 31 dicembre2010. Inoltre, sono state effettuate operazioni di pronti contro termine sia con principali contropartibancarie italiane ed europee, sia sulla piattaforma MTS (Mercato Titoli di Stato) di Borsa Italianacon sottostante titoli di Stato, sia, infine, presso l’Eurosistema. La raccolta mediante operazioni dipronti contro termine al 31 dicembre 2010 incide per il 32% sul totale della raccolta, rispetto al9,7% al 31 dicembre 2009.Entrando nel dettaglio delle singole voci di bilancio, i debiti verso banche ammontano a 752.457mila euro (-10,5% rispetto a dicembre 2009) e risultano composti da:- depositi interbancari per 402.622 mila euro (-39,8% rispetto a fine 2009) di cui 284.000 mila euroregolati su piattaforma e-MID (-33,7% rispetto al 31 dicembre 2009). 25
  26. 26. - raccolta derivante da operazioni di pronti contro termine per 349.835 mila euro (+103,7% rispettoa fine 2009), di cui 150.000 mila euro su Eurosistema. A tal fine sono stati utilizzati sia i titoliottenuti dalla cartolarizzazione di crediti commerciali avviata a ottobre 2008, sia i titoli inclusi fra leattività finanziarie disponibili per la vendita e fra i crediti verso banche.I debiti verso la clientela risultano pari a 1.802.011 mila euro (+98,1% rispetto al 31 dicembre2009) in gran parte riferiti alla raccolta ottenuta mediante il conto on-line Rendimax. La vocecomprende inoltre, per 468.024 mila euro, raccolta derivante da operazioni di pronti contro terminecon sottostante titoli di Stato e controparte Cassa di Compensazione e Garanzia.Il patrimonio e i coefficienti di solvibilitàIn assenza di patrimonio attribuibile a terzi, il patrimonio netto di pertinenza del Gruppo si attesta al31 dicembre 2010 a 206.613 mila euro, contro i 155.839 mila euro di fine esercizio precedente. Lavariazione del patrimonio è spiegata in dettaglio nella tabella seguente. PATRIMONIO NETTO: VARIAZIONI ESERCIZIO 2010 (in migliaia di euro)Patrimonio netto al 31.12.2009 155.839Incrementi: 81.616 Aumento capitale sociale 49.892 Utile del periodo 18.626 Vendita propri strumenti 13.098Decrementi: (30.842) Acquisto propri strumenti (13.447) Dividendi (11.893) Variazione riserva da valutazione: (5.238) - titoli AFS (6.074) - differenze di cambio 836 Altre variazioni (264)Patrimonio netto al 31.12.2010 206.613Gli incrementi per aumento capitale sociale si riferiscono all’aumento di capitale a pagamentoconclusosi nel mese di luglio 2010. L’importo include anche i proventi derivanti dalla vendita delleazioni inoptate pari a 41 mila euro che in ossequio ai principi IAS/IFRS sono stati iscritti apatrimonio netto.I dividendi distribuiti sono stati corrisposti per 3.820 mila euro per cassa e per 8.073 mila euroattraverso l’attribuzione di azioni Banca IFIS (c.d. scrip dividend) interamente prelevate dalle azioniproprie in portafoglio (il relativo movimento sulle azioni proprie è stato incluso convenzionalmentefra le “vendite di propri strumenti”).La variazione della riserva di valutazione per differenze di cambio si riferisce alla differenza cambiderivante dal consolidamento della controllata IFIS Finance Sp. Z o.o.. 26
  27. 27. COEFFICIENTI PATRIMONIALI ESERCIZIO (in migliaia di euro) 31.12.2010 31.12.2009Patrimonio di VigilanzaPatrimonio di base 206.510 152.066Patrimonio supplementare (3.784) (4.314)Elementi da dedurre - -Patrimonio totale 202.726 147.752Requisiti prudenziali di vigilanzaRischio di credito 129.716 120.186Rischio di mercato 1.893 1.892Rischio operativo 12.144 10.108Totale requisiti prudenziali 143.753 132.186Coefficienti di solvibilitàPatrimonio di Base/Totale attività ponderate 11,5% 9,2%Patrimonio totale/Totale attività ponderate 11,3% 8,9%Eccedenza patrimoniale rispetto al minimo richiesto 58.973 15.566Il Gruppo Banca IFIS, come consentito dal Provvedimento di Banca d’Italia del 18 maggio 2010, haprovveduto a calcolare il patrimonio di vigilanza al 31 dicembre 2010 adottando il cosiddetto “filtrosimmetrico”, che consente di neutralizzare sia le plus che le minus dei titoli emessi daAmministrazioni centrali di Paesi appartenenti all’Unione Europea inclusi fra le attività finanziariedisponibili per la vendita, come se tali titoli fossero valutati al costo. 27

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