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    The Free Energy Secret of Cold Electricity The Free Energy Secret of Cold Electricity Document Transcript

    • Peter A. Lindemann, D.Sc. Pubblicato da: Clear Tech, Inc. PO Box 37 Metaline Falls, WA 99153 (509) 446-2353
    • INDICEElenco delle immagini...........................................3Prefazione..................................................................4Capitolo 1Il mistero di Edwin Gray..........................................7Edwin Vincent Gray (1923-1989).........................19Capitolo 2La stele di Rosetta....................................................20Capitolo 3Verificare il segreto di Tesla...................................34Capitolo 4Decifrare i brevetti di Gray.....................................47Appendice ITre brevetti USA di Edwin V. Gray......................--Appendice IITre brevetti USA di Nikola Tesla...........................--Appendice IIIDue articoli del Dott. Peter Lindemann................--Riferimenti...............................................................63 2
    • ELENCO DELLE IMMAGINI1 Primo articolo tratto dal The National Tattler.....................................................62 Edwin Gray mentre dimostra il suo Circuito…………………………….83 Tom Valentine con lampadina “fredda” in acqua…………………….......94 Secondo articolo tratto dal The National Tattler………………………….105 Articolo Tratto da Probe The Unknown…………………………………..116 Lettera dalla EVGray Enterprises……………………………………....127 Copertina del NewsReal Magazine……………………………………....138 Articolo tratto dal NewsReal Magazine………………………………….139 Prima pagina del brevetto del motore di Gray………………………….1410 Schema del brevetto del motore di Gray……………………………....1411 Prima pagina del brevetto del circuito di Gray………………………...1512 Prima pagina del brevetto del tubo di conversione di Gray…………....1513 “Schema” del Circuito di Gray………………………………………..1614 Secrets of Cold War Technology: Project HAARP and Beyond(I segreti della tecnologia della guerra fredda: il Progetto HAARP e oltre)………….1815 Controller del circuito meccanico di Tesla…………………………….3616 Spinterometro spento magneticamente………………………………..3717 Spinterometro spento ad aria calda…………………………………....3718 “Trasformatore” elettrico di Tesla…………………………………….3819 Diagramma del brevetto del trasformatore di Tesla…………………...3820 Illustrazione del Trasmettitore di Aumento di Tesla…………………..4021 Il Trasmettitore di Aumento di Tesla come descritto nel brevetto…….4122 Illustrazione da una conferenza di Tesla, Febbraio 1893……………....4223 Primo piano del "Metodo di conversione"……………………………4324 Scarica di Energia Radiante.............................................................................4525 Sommario dell’evento Elettro-Radiante……………………………….4626 “Schema” del circuito e "schema" semplificato del circuito di Gray…...4727 Caratteristiche comuni fra il Trasmettitore di Aumento di Teslae il circuito ad elettricità fredda di Gray………………………………….4828 “Schema” del Circuito di Gray………………………………………..5129 Diagramma del Tubo di Conversione di Gray………………………...5330 Edwin Gray e il suo Prototipo di motore #6……………………….....5531 Edwin Gray e Fritz Lens nel 1973.................................................................5632 Carico Induttivo di Gray……………………………………………...5633 Metodo dell’Energia Radiante di Tesla………………………………..5734 Probabile schema per il circuito ad elettricità fredda di Gray………….5835 La macchina Testatika di Paul Baumann……………………………....5036 La Testatika mentre accende una lampadina…………………………..61 3
    • PREFAZIONE Fin da quando mi sono imbattuto nel lavoro di Edwin Gray più di un quarto di secolo fa, hotentato di chiarire il mistero di come egli produceva free energy. Solo recentemente sono emersesufficienti informazioni tali da permettermi finalmente di mettere insieme tutti gli indizi e di giungere aduna conclusione definitiva. In “The Free Energy Secrets of Cold Electricity” (I segreti free energydell’elettricità fredda) condivido questa odissea di 27 anni e la conoscenza che si è evoluta lungo lastrada. Edwin Gray scopri che la scarica di un condensatore ad alta tensione potrebbe essere indotta arilasciare un enorme e radiante scoppio elettrostatico. Questa scarica di energia era prodotta dal suocircuito e catturata in uno speciale dispositivo che Gray definiva il suo “conversion element switchingtube” (tubo di commutazione e conversione). La forma fredda di energia, che non dava scossa, cheproveniva da questo tubo di conversione, forniva energia per tutte le sue dimostrazioni, applicazioni emotori oltre a ricaricare anche le sue batterie. Il sig. Gray definiva questo processo “splitting thepositive” (separazione del positivo). Queste affermazioni erano incomprensibili; questo perché Graynon rivelò niente circa le condizioni che il circuito doveva creare per produrre tale effetto. Questo era ilmistero. Lo è stato fino a quando non ho correlato gli indizi di Gray con un’analisi di Gerry Vassilatos,pubblicata nel 1996, che descriveva minuziosamente il lavoro sperimentale di Nikola Tesla negli ultimianni del 1880, iniziando così a mettere a fuoco il quadro della situazione. Questi esperimenti portaronoalla scoperta di quella che Tesla definiva “Energia Radiante” e allo sviluppo della sua “MagnyfingTrasmitter” (Trasmettitore di Aumento). Questo materiale era l’indizio che svelava il mistero di Gray. Un esaustivo confronto fra i sistemi a “elettricità fredda” di Gray e i sistemi di Tesla ad “energiaradiante” portano alla ragionevole conclusione che queste due scoperte sono una e sono la stessa.Finalmente, sotto questa luce, gli schemi del circuito di Gray sono “corretti” e tutte le omissioni sonocolmate. Credo che in questo libro siano fornite abbastanza informazioni da permettere a chiunque siainteressato alla ricerca sulla free energy di riprodurre questi effetti della “elettricità fredda” con delleattrezzature relativamente semplici. Spero che migliaia di ingegneri e di sperimentatori cominceranno adinteressarsi per riprodurre ciò, che è il “filone madre” degli effetti della free energy. Molte persone mi hanno dato un contribuito e dei pareri inestimabili durante questo mio viaggio,e desidero riconoscere loro profonda gratitudine. A Tom Valantine, per l’intraprendente ricerca sullastoria di Ed Gray, per il suo eccellente e accurato servizio, per aver mostrato le sue fotografiestraordinariamente rivelatrici, e per la sua eccezionale generosità nel rendermi disponibile il suo interoarchivio. Niente di questo sarebbe potuto accadere senza il suo contributo. A Eric Dollard, per esser stato il primo di questa generazione a capire veramente il lavoro diNikola Tesla sulle correnti a impulso, e per aver ripetutamente dimostrato questa conoscenza con unapparato sperimentale. A Gerry Vassilatos per aver brillantemente articolato e riportato accuratamentela storia delle scoperte di Tesla, e a David Hatcher Childress, l’editore del libro di Gerry, per avermidato una straordinaria e ampia libertà nel citare vaste parti di questo libro. Al più recente Bruce DePalma, per avermi insegnato come riflettere sulla fisica – il modo in cui lecose sono realmente. A Trevor Constable, per aver tolto tutti i dubbi dalla mia testa sulla reale esistenzadell’etere, e per aver inseguito implacabilmente la sua applicazione pratica per il miglioramentodell’umanità. A Tom Brown, per avermi presentato a molte di queste persone, e per aver allargato i mieiorizzonti in innumerevoli modi. Ad Alison Davidson, per avermi permesso di usare l’immagine a colori della scarica dell’etere delTrasmettitore di Aumento di Eric Dollard, presa alla “Integration” nell’estate del 1986. A DorothyO’Connor e Jacqueline Lindemann, per la loro assistenza nell’editare questo libro. Ed infine, ovviamente, un ringraziamento ad Edwin V. Gray e a Sr e Dr Nikola Tesla che, dopotutto, scoprì questa straordinaria tecnologia. Peter A. Lindemann, Dottore in Scienze Dicembre 2000 4
    • "Quando la grande verità verrà accidentalmente rivelata e poi confermata empiricamente saràpienamente riconosciuto che questo pianeta, con tutta la sua immensità spaventosa, è di fattonient’altro che una piccola sfera di metallo per le correnti elettriche, e da questo fatto nederiveranno tante opportunità per noi, ognuna delle quali, superando limmaginazione e diincalcolabile importanza, sarà contraccambiata più che certa di risultato; quando il primoprogetto sarà inaugurato e sarà mostrato che un messaggio telegrafico, segreto e inafferrabilequasi come un pensiero, potrà essere trasmesso a qualsiasi distanza terrestre, che il suono dellavoce umana, con tutte le sue intonazioni e le sue inflessioni, potrà essere riprodotto fedelmente eistantaneamente in qualsiasi altro punto del globo, che lenergia di una cascata potrà essere resadisponibile per produrre luce, calore e forza motrice dovunque - su mare o terra o su nel cielo -lumanità sarà come un mucchio di formiche mescolato con un bastoncino: vedremo il caosarrivare!” …Nikola Tesla, 1904 5
    • Figura 1Primo articolo tratto dal “The National Tattler” 6
    • CAPITOLO 1: Il mistero di Edwin Gray Il mio interesse per la free energy cominciò nell’estate del 1973 quando presi per la prima volta ilNational Tatter. In un articolo del reporter Tom Valantine (Figura 1), il titolo era: “Uomo crea motoreche non consuma carburante; l’invenzione potrebbe cambiare la storia a partire dal 1984”. Bè, erogiovane e ingenuo, ma ero sicuro di non aver mai visto un titolo di giornale come quello prima di allora.L’articolo continuava dicendo:Un inventore californiano ha trovato il modo di creare energia elettrica senza limiti senza usarecarburante, potenzialmente la più grande scoperta nella storia dell’umanità. Il sig. Edwin Gray,48 anni, ha realizzato apparecchi funzionanti che potrebbero alimentare ogni auto, treno,camion, barca e aeroplano che si muoverebbe su questa terra perpetuamente; apparecchi chepotrebbero riscaldare, raffreddare e servire ogni casa americana senza costruire nessuna lineadi trasmissione; apparecchi che potrebbero fornire energia senza limiti nel poderoso sistemaindustriale della nazione per sempre, e fare tutto senza creare una singola briciola diinquinamento.. Dopo diversi paragrafi dedicati a tali argomenti come ad esempio aumenti di capitali e al cercaredi mettere insieme un gruppo di lavoro, l’articolo continuava descrivendo due test molto interessantiche lo scrittore dell’articolo vide personalmente nel laboratorio di Gray a Van Nuys, in California,assieme a molti altri scienziati: Al Tattler fu data una esauriente dimostrazione sui metodi “impossibili ma veri” perusare l’elettricità. La prima dimostrazione provò che Gray usava una forma totalmentedifferente di energia elettrica – una forma di energia potente ma “fredda”.C’era una batteria di automobile da 6 volt sul tavolo. Dei fili piombati (lead wires) partivanodalla batteria ad una serie di condensatori che sono la chiave della scoperta di Gray. Il sistemacompleto era collegato a due elettromagneti, ognuno del peso di una libra e un quarto (circa550 grammi NdT). “Se tu ora provassi a caricare questi due elettromagneti con la fonteenergetica di quella batteria e facessi far loro quello che sto per fargli fare, esauriresti labatteria in 30 minuti e i magneti diventerebbero estremamente caldi” spiegò Gray. “Voglio chetu veda cosa accade” Non appena Fritz Lens attivò la batteria, il voltometro aumentògradualmente fino a 3000 volts. A quel punto, Gray chiuse l’interruttore e si udì un forte rumorescoppiettante. Il magnete fu scagliato in aria con una forza tremenda e fu afferrato da RichardHackenberger. Un’eccezionale scossa elettrica aveva spinto il magnete in aria per più di duepiedi (60 cm NdT) – ma il magnete rimase freddo. “La cosa stupefacente” disse Hackenberger“è che è stato usato solo l’1 % dell’energia – il 99% è tornato alla batteria”. Gray spiegò “Labatteria può durare per molto tempo perché la maggior parte dell’energia ritorna ad essa. Ilsegreto per far questo è nei condensatori e nell’esser abili nel “separare il positivo”. QuandoGray disse “separare il positivo” le facce di due fisici di tutto rispetto fecero una smorfia diperplessità. (Normalmente l’elettricità è composta da particelle positive e negative, ma ilsistema di Gray è capace di usare le une o le altre separatamente ed efficientemente). Tom Valantine descrisse inoltre la seconda dimostrazione come mostrato nella fotografia 2.Gray mostrò a questo reporter del Tattler una piccola batteria per motocicli da 15 amp. Labatteria era collegata a un paio dei suoi condensatori che a turno furono collegati ad unpannello di prese.Diede un colpetto ad un interruttore e la piccola batteria mandò una carica ai condensatori.Poi collegò (alle prese della ciabatta NdT) 6 lampadine a incandescenza da 15 watt l’una concavi singoli, una televisione portatile funzionante a 110 volt e due radio. Le lampadinebrillarono luminosamente, la televisione si accese ed entrambe le radio suonarono a tutto 7
    • volume, eppure la piccola batteria non si scaricava. “Non potresti mai ottenere tutta questacorrente dalla batteria in circostanze ordinarie” disse Gray. Figura 2 Edwin Gray mentre dimostra il suo Circuito“Questa è la cosa più stupefacente che abbia mai visto” esclamò C.V. Wood Jr., presidentedella McCulloch Oil Corporation, presente anch’egli alla dimostrazione. Wood cominciò acercare intorno eventuali prese nascoste nel muro. “Posso provare che ciò non è alimentato danessuna presa a muro” propose Gray. Una lampadina da 40 watt, avvitata in un comunealloggiamento fu collegata alla ciabatta alimentata dal sistema di Gray. La parte seguente della dimostrazione è mostrata nella fotografia 3: La lampadina si accese, poi Gray la lasciò cadere in un cilindro riempito d’acqua. “Checosa sarebbe accaduto ora se questa lampadina stesse ricevendo comune energia elettrica?”domandò Gray, mentre metteva la sua mano nell’acqua con all’interno la lampadina accesa.“Saresti morto folgorato e quella cosa avrebbe dovuto scoppiettare e sfrigolare fino a quandonon avesse messo il suo dito nell’acqua con all’interno la lampadina. Nessuno Shock”.“Signori, questa è una nuova manifestazione dell’elettricità”, disse Hackenberger. 8
    • Figura 3 Tom Valentine con lampadina “fredda” in acqua Bè, questa fu letteralmente proprio la cosa più stupefacente che avessi mai letto in un giornale.Ne ero completamente rapito. La settimana successiva presi il secondo articolo della serie, intitolato:“Motore Elettrico Miracoloso senza Carburante può far risparmiare 35 miliardi di dollari all’anno suiconti della benzina” (Figura 4). Era incentrato su nuovo sorprendente tipo di motore elettrico chefunzionava grazie al sistema di Gray: Il motore EMA, silenzioso e non inquinante, ricicla la sua stessa energia e può funzionareindefinitamente. Il prototipo di Gray è alimentato da 4 batterie da 6 volt che “si usurerannoprima si esaurirsi”. La stessa energia “fredda” che respinge i magneti, fissata ad un volano, fafunzionare il motore. Hackenberger, uno specialista di elettronica, spiega, “Nel nostro circuitosono prodotte una serie di picchi di energia ad alto voltaggio. Queste unità di energia sonotrasferite ad una unità di controllo che funziona come uno spinterogeno in un motore acombustione interna. Ogni volta che un magnete è caricato, la maggior parte dell’energia vienericiclata e torna alle batterie senza perdita di essa. 9
    • Figura 4Secondo articolo tratto dal The National Tattler 10
    • Nello stesso periodo, su un giornale chiamato “Probe The Unknown” (Esplorare l’ignoto NdT)uscì un articolo scritto da Jack Scagnetti e intitolato “Il motore che va da sè” (Figura 5). Scagnettipresentò informazioni molto simili a quelle contenute nell’articolo di Tom Valantine. Gray descrive ilfunzionamento del suo motore EMA come analogo al ricreare il fulmine: Richard Hackenberger, vice presidente per la progettazione d’impianti per la EGVGray,spiega come funziona il sistema del motore EMA. “L’energia proveniente da una sezione adalta tensione è spinta attraverso un sistema di circuiti elettrici per produrre una serie di picchidi energia ad alto voltaggio. I picchi sono trasferiti ad una unità di controllo che a sua volta fafunzionare l’unità motore principale. Mentre avviene questo, il sistema di riciclo/rigenerazionesta ricaricando la batteria con impulsi da 60 a 120 amp”. Figura 5 Articolo Tratto da Probe The Unknown Questi parecchi articoli di giornale rapirono totalmente la mia immaginazione. Poco tempo dopo,mio fratello ed io scrivemmo alla EVGray Enterprises sita a Van Nuys, in California, esprimendo ilnostro interesse e desiderio di avere ulteriori informazioni. Ricevetti la seguente lettera nell’ottobre1973: “Egregio Sig. Lindemann: vorrei ringraziarla per il mostrare tale interesse nella EVGrayEnterprises Inc. e per aver speso del tempo per scriverci. Ho mandato una lettera anche a suo 11
    • fratello. Ma per la nostra sicurezza, non le possiamo fornire alcuna informazione sul motore osulla nostra compagnia”. (Figura 6) Inutile dirlo, questo fu estremamente spiacevole. Così, riluttante, misi gli articoli di Valantine eScaglietti e la lettera della EVGray in un archivio che alla fine crebbe diventando la mia estesa ricercasull’argomento della “Free Energy”. Figura 6 Lettera dalla EVGray Enterprises Sfortunatamente, non lessi più niente su Edwin Gray per i successi due anni. Tuttavia, nel 1977trovai per caso un altro articolo di Tom Valantine su un numero di una rivista chiamata NewsReal(Figura 7) dedicata alle invenzioni soppresse. Valantine scrisse a proposito di una vasta varietà diargomenti, dall’ottenere carburante dal carbone, all’ottenere la benzina dall’acqua, agli aeroplani che nonvanno in stallo, ed altre stupefacenti invenzioni. Incluso c’era un aggiornamento su Edwin Grayintitolato “EMS – Energia elettronica che potrebbe cambiare il quadro del potere economico delmondo” (Figura 8) 12
    • Figura 7 Figura 8 Copertina del NewsReal Magazine Articolo tratto dal NewsReal Magazine In questo articolo, Ed Gray dice: Ricordo di aver preso una scossa quando tentai di afferrare un condensatore caricoposato sul tavolo da lavoro. Questo semplice fatto non me lo scorderò mai. Poi osservai delpersonale governativo mentre stava testando il primo radar da un capo all’altro del fiumePotomac. Mi è rimasto in mente quando uno di questi uomini spiegò il funzionamento delradar come un “impulso che esce, impulso che torna indietro”. E sono sempre stato un patitodi temporali. Guardavo i fulmini per ore. Notai che apparivano tanto più forti quanto più eranovicini a terra e, ovviamente, conclusi per l’appunto che la maggior presenza d’aria avevaqualcosa a che vedere con tale fenomeno. Questi tre principi, più un grande segreto pergenerare e miscelare elettricità statica, costituiscono il motore EMS di Gray”. Più avanti nell’articolo:“Non c’è motore come questo al mondo” disse il Dr. Chalfin al gruppo. “I motori elettriciordinari utilizzano corrente continua e assorbono costantemente energia. In questo sistemal’energia è utilizzata solo durante una frazione di un millisecondo. L’energia non usata ritornaad una batteria accessoria per il riutilizzo”. “Funziona a freddo” aggiunse il Dr. Chalfin,mettendo la sua mano sul motore. “Non c’è perdita di energia nel sistema”. Il primo brevetto di Gray, emesso nel giugno 1975 era intitolato “Pulse capacitor DischargeElectric Engine” (Motore elettrico a scarica di condensatore a impulsi) (Figura 9). Ne ricevetti unacopia nel 1978. E’ un brevetto alquanto esteso, con 18 pagine, 19 illustrazioni e 18 rivendicazioni..Descrive un motore che viene fatto funzionare facendo scaricare dei condensatori attraversoelettromagneti opposti l’uno all’altro. (Figura 10) 13
    • Ma scoprì abbastanza presto che se si prova a costruire questo motore in base ai principi indicatinel brevetto, non fa niente di quello descritto negli articoli di Tom Valantine. Infatti, non produceaffatto una forma fredda di elettricità. Se ti fosse capitato di metterti sul percorso della scarica di questicondensatori, saresti stato scaraventato sicuramente da una parte all’altra parte della stanza. Per di più,la quantità di energia che dovrebbe esser riciclata da questa disposizione è insignificante se paragonata aquello di cui parla Gray in quei due articoli. Mi divenne del tutto chiaro che, nonostante il fatto chequesto brevetto proteggeva il progetto specifico del motore, non rivelava la tecnica del suofunzionamento. Fin dall’inizio ero sempre stato più interessato al circuito a stato solido. Capì che la produzione dielettricità fredda non aveva niente a che fare con il motore e che il motore era una cosa secondaria.Dopo tutto, quando Gray stava facendo saltare i magneti con l’elettricità fredda e facendo funzionare laTV e le lampadine con l’elettricità fredda, non ebbe bisogno del motore. Intuitivamente, sapevo fin dalprincipio che la chiave per svelare il segreto della scoperta di Gray era nello sforzo di capire il suocircuito allo stato solido. Comunque, le risorse che avevo raccolto fin qui erano insufficienti nelmigliore dei casi e, sul finire degli anni 70, avevo quasi esaurito tutte le informazioni che eranodisponibili su questo argomento. Figura 9 Figura 10 Prima pagina del brevetto del motore di Gray Schema del brevetto del motore di Gray Durante gli ultimi anni 80, avevo sentito solo delle voci secondo cui Gray stava continuando ilsuo lavoro, ma tutto quello che potevo realmente constatare era che non c’erano più articoli, notizie oqualsiasi altra cosa sull’argomento, non veniva pubblicato niente su di lui. Verso la metà degli anni 90, tuttavia, un mio compagno di ricerca mi disse che aveva sentito cheGray aveva pubblicato altri brevetti e ciò mi intrigò completamente. Questi nuovi brevetti avrebberopotuto contenere le risposte che stavo cercando? Non lo potevo sapere con certezza, ma sapevo cheavevo bisogno di procurarmi quei documenti. Sfortunatamente il mio amico non li aveva, e non sapeva 14
    • nemmeno quali erano i numeri dei brevetti. Così, ancora una volta, la mia ricerca sull’elettricità freddasu Edwin Gray giunse in un vicolo cieco, almeno per pochi anni ancora. Nel giugno del 1999, mentre stavo visitando su internet la “IBM Intellectual Property Network(ora si chiama Delphion Intellectual Property Network) notai che il motore di ricerca all’interno deldatabase dei brevetti era stato recentemente aggiornato, così era possibile effettuare una ricerca erestringerla al solo campo degli inventori. Inserendo “Gray” nella ricerca, il sistema cercava ogni parolacontenuta in ogni brevetto dal 1971 in poi, e si ottenevano tanti di quei risultati che era impossibileesaminarli tutti. Ora, però, potevo inserire “Gray Edwin” nel campo “inventori” di questo motore diricerca appena aggiornato. E guarda un po’, 30 secondi dopo comparvero sul mio schermo i numeri dialtri due brevetti che erano stai depositati da Edwin Gray. Ero estasiato ! La figura 11 mostra il primo di questi brevetti intitolato “Efficient Power Supply Suitable forInductive Loads” (Alimentatore efficiente adatto per i carichi induttivi) pubblicato nel giugno 1986.Capire questo brevetto sarà il primo obiettivo di questo libro. L’altro brevetto intitolato “Efficient Electrical Conversion Switching tube Suitable for InductiveLoads” (Figura 12) (Tubo di commutazione e conversione elettrica efficiente adatto per i carichiinduttivi) fu pubblicato approssimativamente dieci mesi dopo il primo, nell’aprile 1987. Questi due brevetti sono strettamente connessi e sono quasi identici. Uno di questi descrive ilcircuito che comanda il tubo di conversione e l’altro descrive il tubo di conversione in sé. Circa l’80 %delle espressioni in entrambi i brevetti è identico. Figura 11 Figura 12 Prima pagina del brevetto del circuito Prima pagina del brevetto del tubo di conversione 15
    • Figura 13“Schema” del Circuito di Gray 16
    • La figura 13 mostra il diagramma del circuito del primo. Ho cercato questo diagramma per 26anni, e finalmente avevo un’opportunità per capire cosa stava facendo Gray. Mi sentivo sicuro del fattoche stavo osservando le basi dei suoi circuiti ad elettricità “fredda”, ma Gray stava tenendo ancora lesue carte vicino al petto.Leggendo il diagramma, infatti, non era chiaro come si comportassero questi componenti, o cosafacessero o perché. Più studiavo il testo, che è relativamente breve se paragonato al brevetto delmotore, più capivo che stavo guardando qualcosa che per me era veramente molto esotico.Intuitivamente, sentivo che avevo tutti i pezzi, ma non sapevo ancora come unirli, e non sapevo a cosadovesse corrispondere il quadro reale. Perché questo circuito era in grado di creare free energy? Dinuovo, c’erano ancora anche troppe incognite. Fui rincuorato, comunque, da diversi interessanti riferimenti espressi nel brevetto. Per esempio, inuna piccola sezione, Gray afferma:In questo documento è svelato un sistema di trasmissione elettrica che, in teoria, convertiràenergia elettrica a basso voltaggio da una sorgente, come ad esempio una batteria perl’accumulazione elettrica, in un impulso di energia ad alto potenziale e ad alta tensione che ècapace di sviluppare una forza lavoro all’uscita induttiva del dispositivo che è più efficiente diquella che è in grado di essere sviluppata direttamente dalla fonte di energia. Questa dichiarazione può sembrare un po’ oscura, ma effettivamente per quanto mi riguardava,era un modo piuttosto vile di dire “free energy”.Per di più a riguardo dice: Questo sistema realizza i risultati sopra dichiarati imbrigliando l’energia “elettrostatica”o “impulsiva” creata da una scintilla ad alta intensità, prodotta all’interno di un tubo dicommutazione e di conversione elettrica costruito appositamente. Questo elemento utilizza unanodo a basso voltaggio, un anodo ad alto voltaggio, ed una o più griglie che ricevono“elettrostaticità” o carica. Queste griglie sono di dimensione fisica (are of a physical size),sono posizionate appropriatamente in modo da essere compatibili con la dimensione del tuboe quindi sono strettamente in relazione con la quantità di energia che deve essere anticipataquando l’apparecchio è in funzione. Mentre continuavo a leggere questo brevetto, fui colpito dai componenti # 42, # 44, e # 46. Ilbrevetto afferma: Un dispositivo di protezione, spinterometro, 42, è incluso nel circuito per proteggere ilcarico induttivo e gli elementi raddrizzatori da correnti di scariche eccessivamente potenti. Se ipotenziali superassero i valori prestabiliti all’interno del circuito, determinati dalla grandezzameccanica e dalla distanza degli elementi all’interno del dispositivo di protezione, l’eccesso dienergia sarebbe disperso (bypassato) dal dispositivo di protezione al comune (collegamentoelettrico di terra) del circuito … i diodi 44 e 46 bypassano l’energia eccessiva generata mentre iltubo di commutazione e conversione è azionato. Così qui, in questo circuito, abbiamo 3 elementi, # 42, # 44 e # 46, che sono appositamenteprogettati per scaricare l’eccesso di energia quando il tubo è in funzione ! Ciò che questo suggerisce èche c’è la possibilità che nel tubo venga prodotta così tanta energia da poter danneggiare il resto delcircuito. Certamente questo era davvero promettente, ma non riuscivo ancora a capire realmente qualefenomeno avrebbe creato queste condizioni – o perché. Mi era definitivamente chiaro, tuttavia, cheGray si aspettava che accadesse qualcosa di estremamente “grande” mentre il tubo di commutazione econversione forniva energia. Ero convinto che avevo scoperto il segreto del dispositivo, ma non riuscivo ancora acomprendere realmente cosa stavo osservando. Avevo bisogno di una “Stele di Rosetta” – qualcosa cheavrebbe dovuto tradurre tutte queste incognite in un contesto comprensibile. 17
    • Fortunatamente lo trovai. Quella Stele di Rosetta era un libro intitolato: “Secrets of Cold WarTecnology: Project Haarp and Beyond” (I segreti tella tecnologia della guerra fredda: il progettoHAARP e oltre), scritto da Gerry Vassilatos nel 1996 e attualmente disponibile attraverso AdventuresUnlimited Press (Figura 14). Nel capitolo 1 intitolato “Nikola Tesla e l’Energia Radiante” Vassilatosracconta di quei giorni entusiasmanti del lontano 1890 circa, quando Nikola Tesla stava sviluppando gliesperimenti che lo portarono all’invenzione del suo Trasmettitore di Aumento (MagnyfingTransmitter). E’ un lavoro stupefacente, e consiglio di procurarvi e leggere l’intera pubblicazione.Tuttavia, per il fine di questo libro, i seguenti passi estratti dal Capitolo I sveleranno non solol’affascinante storia della scoperta, ma, cosa più importante, offriranno le basi per la pienacomprensione dello strabiliante Trasmettitore di Aumento di Tesla e, successivamente, la suaconnessione con il circuito ad “elettricità fredda” di Edwin Gray. Figura 14 Secrets of cold war technology Project HAARP and beyond 18
    • EDWIN VINCENT GRAY (1925 – 1989) Edwin Gray nacque a Washington DC nel 1925. Era uno di 14 fratelli. All’età di 11 anni siinteressò all’emergente campo dell’elettronica mentre osservava alcune delle prime dimostrazioni di unprimitivo radar testato da un capo all’altro del fiume Potomac. Lasciò casa a 15 anni ed entrònell’esercito frequentando il corso avanzato di ingegneria per un anno prima che fosse scoperto edonoratamente allontanato perché minorenne. Dopo l’attacco di Pearl Harbor, si arruolò nuovamente inmarina e prestò servizio per tre anni in missione nel pacifico. Dopo la guerra, lavorò come meccanico e continuò i suoi studi sull’elettromagnetismo. Dopoaver sperimentato per anni, nel 1958 imparò come “separare il positivo” (split the positive) e nel 1961fece funzionare il suo primo modello di motore EMA, Electric Magnetic Association. Il suo terzoprototipo EMA fu testato con successo per 32 giorni consecutivi prima che fosse smontato pereffettuare le analisi. Con questo rapporto in mano, Gray cominciò a cercare seri finanziamenti. Dopoesser stato respinto da tutte le più grandi compagnie e gruppi di finanziatori a cui si rivolse, formò unasua piccola società in accomandita semplice nel 1971. Sin dall’inizio del 1973, la EVGray EnterprisesInc ebbe un ufficio a Van Nuys, in California, centinaia di finanziatori privati ed un nuovo (#4)prototipo di motore EMA. Ed Gray aveva anche ricevuto un “attestato di merito” da Ronald Reagan,all’epoca governatore della California. Nell’estate del 1973, Gray faceva dimostrazioni della sua tecnologia e riceveva consensi moltopositivi dalla stampa. Verso la fine di quell’anno, Gray collaborò con un progettista di automobili, PaulM Lewis, per costruire in America la prima auto elettrica senza carburante. Ma i guai stavano arrivando. Il 22 luglio 1974 la procura del distretto di Los Angeles fece irruzione senza motivo nell’ufficio enell’officina della EVGray Enterprises, e confiscò tutti i loro documenti aziendali e i prototipifunzionanti. Per 8 mesi il procuratore distrettuale (di Los Angeles) cercò di fare in modo che gliazionisti di Gray lo accusassero, ma nessuno lo fece. Infine Gray fu accusato di “grande furto”, maanche questa finta accusa non fece presa e infine fu lasciata cadere. Nel marzo 1976, Gray fu giudicatocolpevole per due minori violazioni SEC, venne multato e rilasciato. L’ufficio del procuratore di LosAngeles non gli restituì mai i suoi prototipi. A dispetto di questi problemi, diverse cose positive si stavano vericando. Il suo primo brevettostatunitense, sul progetto del motore, uscì nel giugno 1975, e nel febbraio 1976 Gray fu nominato“inventore dell’anno” dall’associazione del procuratore dei brevetti di Los Angeles per “aver scoperto eprovato una nuova forma di energia elettrica”. Nonostante questo supporto, dopo questo periodo Grayrimase nell’ombra. Sul finire degli anni ‘70 la Zetech Inc acquistò la tecnologia di Gray e La EVGrayEnterprises cessò di esistere. Nei primi anni ’80, Gray offrì al governo americano la sua tecnologia peraccrescere il programma SDI di Reagan (Strategic Defense Iniziative - iniziativa di difesa strategicaNdT). Effettivamente scrisse una lettera ad ogni membro del congresso, sia ai senatori che ai deputati,così come al presidente, vice-presidente ed ogni membro del governo. Incredibilmente, in tutta rispostaa questa sua campagna di lettere, Gray non ricevette una singola risposta e nemmeno una ricevuta!Durante i primi anni 80 Gray visse a Council, nell’Idaho, dove scrisse altri due brevetti USA che glifurono riconosciuti. Dal 1986, ebbe delle attrezzature a Grand Praie, in Texas, dove fu costruita unaserie di nuovi prototipi di motori EMA. Nel 1989 stava lavorando su applicazioni propulsive dellatecnologia, e manteneva la sua residenza a Council, nell’Idaho, così come le officine a Council, GrandPrairie e a Sparks, nel Nevada.. Edwin V. Gray morì nella sua officina a Sparks, nel Nevada, nell’aprile 1989, in circostanzemisteriose. Aveva 64 anni ed era in buona salute. 19
    • Il capitolo seguente è estratto dal Capitolo 1 di “Secrets of Cold War Tecnology : Project Haarp and Beyond” diGerry Vassilatos ed è ristampato qui con il permesso dell’editore Adventures Unlimited Press CAPITOLO 2: La Stele di Rosetta James Clerk Maxwell predisse la possibilità che le onde elettromagnetiche potevano esistere. Indiscussioni teoriche create per spiegare più esaurientemente le sue descrizioni matematiche, Maxwellinvitava il lettore a considerare due generi differenti di disordini elettrici forse esistenti in natura. Laprima considerazione aveva a che fare con le onde elettriche longitudinali, un fenomeno che necessitaconcentrazioni alternate di linee di campo elettrostatico. Questa pulsazione densa e rarefatta di campielettrostatici richiedeva necessariamente un campo unidirezionale, del quale il vettore era fisso inun’unica direzione. L’unica variabile consentita nel generare onde longitudinali era la concentrazione delcampo. La conseguente propagazione lungo le linee di campo elettrostatico produrrebbe spinte pulsantidi cariche, pulsazione che si muove in una singola direzione. Queste “onde sonore elettriche” furonoscartate da Maxwell, che concluse che questa condizione era impossibile da realizzare. La sua seconda considerazione aveva a che fare con l’esistenza di onde elettromagnetichetrasversali. Queste richiedevano la rapida alternanza dei campi elettrici lungo un asse fissato. Le linee dicampo elettrico che si diffondevano nello spazio sarebbero state, secondo le supposizioni, “curvate su egiù” sotto il loro proprio momento, mentre si irradiavano via dalla sorgente alternata alla velocità dellaluce Forze equivalenti, gli esatti duplicati delle alternanze prodotte alla sorgente, sarebbero state rilevatea grandi distanze. Maxwell incoraggiava gli sperimentatori a cercare questa forma d’onda (trasversale),suggerendo le possibili modalità per raggiungere l’obiettivo. E così la ricerca per trovare le ondeelettromagnetiche iniziò. Nel 1887, Heinrich Hertz annunciò di aver scoperto le onde elettromagnetiche, un traguardo aquel tempo di non poca importanza.Nel 1889, Nikola Tesla cercò di riprodurre questi esperimenti di Hertz. Condotti con assoluta esattezzanel suo eccellente laboratorio nella South Fifth Avenue, Tesla si ritrovò incapace di riprodurre gli effettiriportati. Comunque nessuna delle modalità utilizzate avrebbe prodotto gli effetti che Hertz dichiarava..Tesla cominciò a fare esperimenti con scariche elettriche improvvise e potenti, utilizzando deicondensatori caricati sino a potenziali molto alti. Scoprì che era possibile far esplodere cavi sottili conqueste improvvise scariche. Accorgendosi poco di un qualcosa di piccolo ma estremamente importantein queste serie sperimentale, Tesla abbandonò questi esperimenti, soppesando nel frattempo tutto ilmistero e sospettando che Hertz avesse erroneamente associato in qualche modo le induzionielettrostatiche o le onde d’urto (electrified shockwaves) alle vere onde elettromagnetiche. Tesla, infatti,andò a trovarlo e dimostrò personalmente queste raffinate osservazioni a Hertz il quale, convinto cheTesla avesse ragione, stava quasi per ritrattare la propria tesi. Hertz rimase veramente dispiaciuto, eTesla si rammaricò molto per esser arrivato a tal punto con uno stimato accademico per provare unpunto di vista. Ma mentre si sforzava sui suoi propri mezzi per identificare le onde elettriche, Tesla ebbe uncolpo di fortuna grazie ad un’osservazione accidentale che cambiò per sempre il corso delle sue indaginisperimentali. Nei suoi tentativi di realizzare quello che, secondo lui, Hertz aveva fallito, Tesla sviluppòun potente metodo grazie al quale sperava di generare e scoprire le vere onde elettromagnetiche. Partedi questo apparato richiese l’implementazione di una batteria di condensatori molto potenti. Questa“batteria” a condensatori veniva caricata da voltaggi molti alti, e successivamente scaricata attraversocorte barre di rame collettrici (copper bus bars). Gli scoppi esplosivi così ottenuti produssero diversifenomeni, che colpirono profondamente Tesla, superando di gran lunga la potenza di qualsiasi altradimostrazione elettrica che avesse mai visto. Questi scoppi dimostrarono di possedere un segretoessenziale che era determinato a scoprire. 20
    • Le improvvise scintille, che definì “scariche disruptive”, furono scoperte esser capaci di faresplodere i fili in vapore. Esse spingevano onde d’urto elettriche molto penetranti, che lo investivanocon grande forza attraverso tutta la parte anteriore del suo corpo. Tesla fu estremamente intrigato daquesto sorprendente effetto fisico. Anzi, più simili a colpi di arma da fuoco di straordinaria potenza chea scintille elettriche, Tesla fu completamente assorbito da questo nuovo studio. Questi impulsi elettriciproducevano effetti normalmente associati solo ai fulmini. Gli effetti esplosivi gli ricordavano eventisimili osservati con i generatori di corrente continua ad alto voltaggio (DC). Un’esperienza familiare fralavoratori ed ingegneri era rappresentata dalla semplice chiusura di un interruttore di una dinamo adalto voltaggio, che spesso causava una scossa dolorosa, il presunto risultato di una carica staticaresidua. Questa rischiosa condizione si verificava solo con l’applicazione improvvisa di corrente continuaad alto voltaggio (DC).Questa corona di carica statica mortale si trovava in modo evidente sui conduttori altamenteelettrificati, e spesso cercava percorsi verso terra, inclusi gli operai e gli operatori al quadro di comando.Nei cavi lunghi, questo effetto di carica istantanea produceva una barriera di punte bluastre che sidiramavano immediatamente dal filo verso lo spazio circostante. La condizione rischiosa comparivabrevemente proprio nell’istante della chiusura dell’interruttore. La corona bluastra scintillantescompariva pochi millisecondi dopo, insieme alla vita di qualche sfortunato a cui capitava di essere statocosì “colpito”. Dopo che il breve effetto passava, i sistemi funzionavano come progettato. Talifenomeni scomparivano man mano che le cariche saturavano lentamente i fili e gli impianti. Dopoquesta breve sovratensione transitoria, le correnti fluivano tranquillamente ed uniformemente comeprogettato. L’effetto era solo un fastidio nei piccoli impianti. Ma nei grandi impianti elettrici regionali, dove ivoltaggi erano eccessivi, si rivelava mortale. Gli operai venivano uccisi dall’effetto, che diffondeva la suacorona elettrostatica mortale di scintille lungo tutti i componenti del sistema. Sebbene i generatorifossero stimati di poche migliaia di volts, queste misteriose sovratensioni transitorie rappresentavanol’equivalente di centinaia di migliaia, addirittura milioni di volts. Il problema fu eliminato con l’uso diinterruttori a rele’ altamente isolati e pesantemente collegati a terra. Precedenti studi di ingegneriaconsideravano solo quelle caratteristiche di potenza degli impianti che avevano la fornitura e ilconsumo di energia in uno stato stabile. Sembrava però che i grandi impianti richiedesseroconsiderazioni progettuali sia sul normale funzionamento sia sullo stato di sovratensione transitoria.Cercare di convogliare la pericolosa “supercarica” iniziale era una nuova attività. Questo studio diingegneria divenne l’obiettivo principale delle compagnie di energia elettrica per anni a seguire, edispositivi di sicurezza e protezione dalle sovratensioni transitorie divennero l’oggetto di un grannumero di brevetti e testi. Tesla sapeva che lo strano effetto della supercarica era osservato solamente nel solo istante in cuile dinamo venivano collegate alle linee elettriche, proprio come per le scariche esplosive dei suoicondensatori. Sebbene i due casi fossero completamente differenti, producevano entrambi gli stessiidentici effetti. La sovratensione transitoria fornita dalle dinamo appariva brevemente super-concentratasu fili lunghi. Tesla calcolò che questa concentrazione elettrostatica era di diversi ordini di grandezzamaggiore di qualunque voltaggio avesse potuto fornire la dinamo. La reale fornitura era in qualchemodo amplificata o trasformata. Ma come? Il consenso generale fra gli ingegneri era che questo fosse un effetto elettrostatico “fermato”(chocking). Molti conclusero che fosse un’azione di “accumulazione” (bunching) che si verificava doveuna potente forza applicata era incapace di muovere velocemente la carica attraverso un impianto. Fattomisterioso, la resistenza combinata di tali impianti sembrava influenzare le onde portanti di carica primache esse fossero in grado di spostarsi via dai finali delle dinamo ! Come quando si dà uno schiaffoall’acqua con mano rapida e la superficie sembra solida, così era anche con la forza elettrica, poiché lescariche sembravano imbattersi contro un muro apparentemente solido. Ma l’effetto durava solo tanto 21
    • quanto l’impatto. Fino a quando le onde portanti di corrente fossero state effettivamente “impigliate”con il campo elettrico applicato, le cariche balzavano dal filo in tutte le direzioni. Un brusco effetto disuper-carica poteva essere atteso fino a quando le cariche non fossero state distribuite, fluendo in modoregolare attraverso l’intera linea e l’impianto. Perciò la dinamo stessa diventava un piccolo teatro diun’onda d’urto (shockwave) minore. Tesla cominciò a chiedersi perché fosse possibile per dei campielettrostatici muoversi più rapidamente delle stesse cariche vere e proprie, un mistero sconcertante. Erail campo stesso una entità che semplicemente muoveva le cariche più potenti con sé? Se questo eravero, allora di cosa era “composto” il campo elettrostatico stesso? Era un campo di particelle piùpiccole? Le domande erano meravigliosamente senza fine. A dispetto delle fantastiche idee che questo studio stimolò, Tesla intuì un’applicazione pratica chenon gli era mai venuta in mente. La riflessione sull’effetto della supercarica della dinamo suggerì unnuovo apparato sperimentale. Era un apparato che avrebbe potuto avere prestazioni nettamentemigliori della sua batteria condensatore nella ricerca delle onde elettriche. Un semplice generatore dicorrente continua ad alto voltaggio forniva il suo campo elettrico sorgente.. Tesla capì che la resistenzadei fili dei componenti, visti dai terminali della dinamo, sembravano essere una “barriera” impossibileda penetrare per le onde portanti di carica. Questa barriera provocava l’effetto di “accumulazione”. Lecariche elettrostatiche venivano letteralmente bloccate e trattenute per un istante dalla resistenza delfilo, una barriera che esisteva solo durante il breve intervallo di millisecondo nel quale l’interruttoreveniva chiuso. L’applicazione improvvisa di forza contro queste vere e proprie barriere comprimeva lacarica in una densità impossibile da ottenere con i normali condensatori. Era l’improvvisa applicazionedi forza, l’impatto della carica contro la barriera della resistenza, che determinavano questa anomalacondizione elettro-densificata. Questo è il motivo per cui i fili conduttori nei suoi correnti esperimentispesso esplodevano. L’analogia con l’energia del vapore e con i motori a vapore era inequivocabile: i grandi motori avapore dovevano essere regolati mediante le valvole con molta prudenza. Questo richiedeval’esperienza di operai anziani e molto esperti che sapevano come “aprire” un motore senza rompere icondotti e causare un’esplosione mortale. Se regolato troppo velocemente, persino un grande motore avapore di grande cilindrata sarebbe potuto esplodere. Il vapore doveva essere inserito in un impiantomolto delicatamente, fino a quando non cominciava a fluire lentamente e gradualmente in ogni bocca,condotto e componente. Anche qui c’era anche il misterioso effetto “fermato”, che si aveva quando unimpianto di grande capacità sembrava comportarsi come una resistenza straordinariamente alta aqualsiasi applicazione di forza improvvisa e prolungata. Il mondo accademico degli sperimentatori era ancora fermo sulla sua precedente scoperta dellecorrenti ad alta frequenza. Sembrava che il solo Tesla stesse studiando queste scariche ad impulsi. Stavaproducendo impulsi esplosivi che non erano mai stati osservati nei laboratori. Ogni componente eraaccuratamente isolato, lui stesso realizzava aste isolanti e indumenti rivestiti di gomma per assicurare latotale sicurezza. Tesla aveva notato macchine elettrostatiche la cui capacità di caricare metalli isolati erapotente, ma questa dimostrazione superava il semplice caricamento del filo tramite la chiusuraistantanea dell’interruttore. Questo effetto produceva una carica “che saltava fuori”, un fenomeno diforza pura e semplice come nessun altro visto prima da Tesla..Qualunque fosse la condizione osservata nei precedenti impianti, ora aveva imparato comemassimizzare l’effetto. Bilanciando il voltaggio e la resistenza rispetto alla capacità, Tesla imparò comeprodurre abitualmente gli stati di supercarica che nessun dispositivo esistente poteva eguagliare.L’osservazione empirica aveva insegnato a lungo che le normali scariche di un condensatore eranocorrenti oscillanti, correnti di scintille elettriche che letteralmente “rimbalzavano” fra ogni piastra delcondensatore fino a quando la loro energia accumulata non veniva dissipata. L’alto voltaggio delladinamo esercitava una tale pressione, intensa e unidirezionale, sulle cariche “densificate” che lealternanze erano impossibili. Gli unici possibili ritorni (backrushes) erano le oscillazioni. In questo caso,le cariche aumentavano improvvisamente d’intensità e si fermavano in una lunga serie fino a quando lasupercarica non veniva dissipata. Tutti i parametri che forzavano tali oscillazioni limitavanoeffettivamente la supercarica dal manifestare la sua totale erogazione di energia, una condizione cheTesla si sforzò di eliminare. E in effetti Tesla trascorse molto tempo sviluppando vari mezzi per 22
    • bloccare ogni “ritorno” (backrush) e un altro eco di corrente complessa che poteva forzare lasupercarica a dissipare prematuramente la sua densa energia. Qui c’era un effetto che richiedeva unsingolo super impulso unidirezionale. Con le oscillazioni e le alternanze entrambe eliminate, nuovi estrani effetti iniziarono a manifestarsi. Questi fenomeni potenti e penetranti non erano mai statiosservati durante il lavoro con le alternanze ad alta frequenza. L’improvvisa e celere chiusuradell’interruttore causava ora una penetrante onda d’urto che si diffondeva attraverso tutto il laboratorio,un’onda che poteva essere avvertita sia come una pressione pungente che come una penetranteirritazione elettrica. Una “puntura”. Il viso e le mani erano in particolar modo sensibili a queste onded’urto esplosive, che producevano anche un curioso effetto pungente a distanza ravvicinata. Teslacredeva che le particelle materiali, che si avvicinavano allo stato di vapore, fossero letteralmente spintefuori dai fili in tutte le direzioni. Per poter studiare meglio questi effetti, si mise dietro una protezione divetro e ricominciò lo studio. Nonostante la protezione, sia le onde d’urto sia gli effetti pungentivenivano comunque avvertiti da Tesla, ora perplesso. Questa anomalia provocava una curiosità fra lepiù incredibili, e proprio per questo era una cosa che non era mai stata osservata prima. Molto piùpotente e penetrante del caricamento elettrostatico dei metalli, questo fenomeno spingeva alto voltaggiofuori nello spazio circostante dove era avvertito come una sensazione pungente. Ma Tesla credeva chequesti strani effetti erano un semplice effetto di onde d’urto (shockwaves) ionizzate nell’aria, un po’come il rombo di un tuono fortemente ionizzato. Tesla ideò una nuova serie di esperimenti per misurare la pressione (pressure) dell’onda d’urto dauna distanza più grande. Aveva bisogno di un “interruttore a scatto” automatico. Con questocorrettamente sistemato, era possibile un ulteriore innesco (triggering) più controllato e ripetitivodell’effetto. In più, questo arrangiamento permetteva osservazioni a distanza che potevano gettare piùluce sul fenomeno dell’attraversamento della protezione.. Controllando la velocità della dinamo ad altovoltaggio si controllava il voltaggio. Con questi componenti correttamente sistemati, Tesla era capace dicamminare intorno alla sua grande area di osservazione e fare rilevazioni. Desiderando anche evitare il“fuoco” continuo di pressione e le sue scintille pungenti , Tesla schermò sé stesso con diversi materiali.L’arrangiamento di correnti dirette ad alto voltaggio interrotte rapidamente causava l’irraggiamento diraggi pungenti, che potevano essere sentiti a grandi distanze dalla loro sorgente super-scintilante. Tesla,infatti, sentiva le punture anche attraverso le protezioni ! Qualsiasi cosa veniva rilasciata dai cavi durantel’istante della chiusura dell’interruttore, passava senza problemi attraverso le schermature di vetro e dirame. Non faceva differenza; l’effetto permeava ogni corpo, come se la schermo non fosse affatto là.C’era un effetto elettrico che comunicava direttamente attraverso lo spazio senza connessioni materiali.Elettricità Radiante ! In queste parecchie nuove osservazioni, il fenomeno stava violando i principi della caricaelettrostatica stabiliti sperimentalmente da Faraday. Le scariche elettrostatiche proiettate normalmentesi espandono sulla superficie di una schermatura metallica; esse non penetrano il metallo. Questoeffetto aveva determinate caratteristiche molto non-elettriche. Tesla era veramente disorientato daquesto strano nuovo fenomeno, e cercò nella letteratura eventuali riferimenti alle sue caratteristiche.Non trovò nessun riferimento, eccetto nelle osservazioni furtive di due sperimentatori. In un caso, Joseph Henry osservò la magnetizzazione di aghi di acciaio per opera di una grandescarica di scintille. La straordinaria caratteristica di questa osservazione (1842) era nel fatto che labottiglia di Leida, la cui scintilla produceva apparentemente delle magnetizzazioni, era stata messa sulpiano più alto di un edificio che altrimenti era inaccessibile elettricamente. Muri di mattoni, spesse portedi quercia, pavimenti di pietre pesanti e ferro, soffitti di stagno. Per di più gli aghi di acciaio sitrovavano nella cantina nel sottosuolo. Come faceva la scintilla ad influenzare tale cambiamentoattraverso una tale barriera naturale? Il Dr. Henry credeva che la scintilla aveva rilasciato degli speciali“raggi simili a luce”, e queste erano le forze penetranti responsabili della magnetizzazione. Un secondo resoconto simile (1872) avvenne in una scuola superiore sita in Philadelphia. ElihuThomson, un istruttore di fisica, cercò di rendere più visibili le scariche di una grande bobina a scintilla 23
    • di Ruhmkorrf per la sua lezione seguente.. Collegando un polo della bobina ad un tubo di acqua fredda,e riattivando la bobina, Thomson trasalì nel vedere che la natura della scarica era cambiata dal blual bianco. Volendo amplificare questo effetto, Thomson attaccò l’altro polo ad un grande ripianometallico di un tavolo. Riattivò nuovamente la bobina che produsse una stridulante scarica argentea-bianca, completamente visibile a coloro che erano seduti all’ultima fila. Desiderando mostrare questo adun collega, Edwin Houston, Thmson si diresse verso la porta e si fermò improvvisamente. Toccando ilpomello di ottone della porta di quercia per il resto isolata, Thomson ricevette un’inaspettata scossasfrigolante. Spegnendo la bobina di Ruhmkorrf, Thomson scoprì che era possibile fermare l’effetto.Mentre chiamava Edwin, ricapitolava quello che era accaduto. I due signori transitarono per tuttol’edificio fatto di grandi pietre, legno di quercia e ferro, ora con oggetti metallici isolati in mano. Ognitocco di un coltellino o cacciavite a qualsiasi cosa di metallico, per quanto distante dalla bobina o isolatodal piano, produceva lunghe e continue scariche bianche. Il resoconto fu presentato più tardi, nellostesso anno, in un breve articolo dello Scientific American. Nello studiare ognuna di queste due precedenti osservazioni, eventi separati l’un l’altro da ben 30anni, Tesla vide una completa armonia con la sua scoperta. Ogni rilevazione era probabilmente unasottile variante dello stesso medesimo fenomeno. In qualche modo, accidentalmente, ognisperimentatore aveva fatto in modo di produrre l’effetto della supercarica esplosiva. Nel caso del Dr.Henry, gli scoppi esplosivi avvennero in un singolo scintillio e gli apparati elettrostatici furono usati peraccumulare la carica iniziale. Il secondo caso fu peculiare, poiché testimoniava la prolungata e continuaproduzione degli effetti della supercarica. L’effetto fu eccezionale perché ovviamente necessitavaparametri elettrici molto rigidi. Tesla dedusse ciò dal semplice fatto che l’effetto era stato osservato cosìraramente dagli sperimentatori di tutto il mondo. In più, era impaziente di riprodurre quanto aveva ache fare con gli anomali attributi dovuti al fenomeno. Tesla, a dispetto degli effetti in ogni casoestremamente penetranti (dolorosi), cercava di procurarsi i soli mezzi per ottenere la “completa” emassima manifestazione della supercarica.Era un apparato senza uguali, capace di rilasciare un aspetto del campo elettrostatico che gli altriovviamente e assolutamente non erano in grado. Sebbene scoperto da Tesla nel 1889, le prime osservazioni di questo effetto erano state pubblicatedopo un’intensa serie di indagini. “Dissipation of electricity” (Dissipazione dell’elettricità), pubblicatoproprio a Natale del 1892, è la lezione di cardinale importanza di Tesla. Questo è il punto di deviazionein cui Tesla abbandona la ricerca e lo sviluppo della corrente alternata ad alta frequenza. Separandosicompletamente dal campo, Tesla descrive le onde d’urto e altri effetti degli IMPULSI. In aggiunta aqueste sensazioni fisiche, che egli descrive in sotto-commenti delle caratteristiche, Tesla si dilungaanche sugli aspetti “gassosi” associati ai fenomeni. Nei suoi esperimenti osservò che i cavi caricatiimprovvisamente emettevano uno strano flusso gassoso quando venivano immersi in un bagno d’olio.Scoprì che questo fenomeno, che una volta pensava fosse dovuto interamente ai gas adsorbiti sui cavi,poteva essere prodotto così continuamente da un singolo cavo che nessun volume di gas normalmenteadsorbito avrebbe potuto alimentare il flusso. Anzi, era capace di produrre nell’olio flussi di tale tipoche erano scagliati così potentemente dalle estremità del cavo caricato che abbassavano visibilmentel’olio creando una cavità, profonda all’incirca due pollici (5 centimetri) ! Tesla cominciò a comprenderela vera natura del “gas” di emissione sottile che veniva proiettato dalle estremità del cavo immersenell’olio. A questo punto preparò un vasta serie di test per determinare la vera causa e la natura di questiterribili impulsi d’aria. Nel suo articolo Tesla descrive gli urti che permeavano gli scudi come “ondesonore di aria elettrificata”. Nondimeno, fa una notevole dichiarazione riguardante il suono, il calore, laluce, la pressione e la scossa che percepiva passare direttamente attraverso le lastre di rame. Presiinsieme, essi “implicano la presenza di un medium di conformazione gassosa, cioè un mezzo compostoda portatori indipendenti capaci di movimento libero”. Poiché l’aria ovviamente non era questo 24
    • “mezzo”, allora a cosa si riferiva? Più avanti nell’articolo dice chiaramente che “oltre all’aria, è presenteun altro medium”. Attraverso successivi arrangiamenti sperimentali, Tesla scoprì diversi fatti riguardanti laproduzione del suo effetto. Per prima cosa la causa si trovava indubbiamente nella discontinuità delcaricamento. Era nella chiusura dell’interruttore, l’esatto istante della “chiusura e interruzione”, chespinge fuori l’effetto nello spazio. L’effetto fu messo con certezza in relazione con il tempo, il tempo diun IMPULSO. In secondo luogo Tesla scoprì che era imperativo che il processo di caricamentoaccadesse in un singolo impulso. Non era ammissibile alcuna inversione della corrente, altrimentil’effetto non si sarebbe manifestato. In questo, Tesla fece brevi osservazioni descrivendo il ruolo dellacapacità nel circuito radiante a scintille. Scoprì che l’effetto era enormemente potenziato mettendo uncondensatore fra il disgregatore e la dinamo. Mentre forniva una straordinaria potenza all’effetto, ildielettrico del condensatore serviva anche a proteggere gli avvolgimenti della dinamo. L’effetto poteva anche essere enormemente intensificato a nuovi e più potenti livelli aumentandoil voltaggio, velocizzando la frequenza dell’interruttore che “che creava le interruzioni”, e accorciando iltempo effettivo di chiusura dell’interruttore. Finora Tesla aveva impiegato interruttori a contattorotante per produrre i suoi impulsi unidirezionali. Quando questi sistemi a impulso meccanico nonriuscirono a realizzare i più grandi effetti possibili, Tesla cercò un mezzo più “automatico” e potente.Trovò questo “interruttore automatico” in speciali scaricatori di arco elettrico. L’uscita ad alto voltaggiodi un generatore di corrente continua fu applicata ad una coppia identica di conduttori attraverso il suonuovo meccanismo ad arco, un magnete permanente molto potente collocato trasversalmente rispettoal percorso della scarica L’arco di scarica era “fatta saltare” automaticamente e continuamente da questocampo magnetico. Per ottenere questo raro e desiderato effetto, era obbligatorio che il condensatore e i suoi caviconnessi fossero scelti accuratamente in modo che potessero ricevere e scaricare la carica elettrostaticaacquisita in modo staccato unidirezionale. Il vero circuito di Tesla assomigliava ad un pulsoreattore(pulse jet), in cui nessuna pressione inversa ferma mai il flusso che avanza impetuosamente. La caricaelettrostatica aumenta a un massimo ed è scaricata molto più velocemente. La costante applicazionedella “pressione” della dinamo ad alto voltaggio al circuito assicura che siano ottenute successionicontinue di “carica-rapida e scarica”. E’ allora e solo allora che si può osservare l’Effetto di Tesla. Gliimpulsi fluiscono letteralmente dalla dinamo attraverso l’apparato. Il condensatore, il disgregatore e isuoi cavi collegati, si comportano come una valvola che sfarfalla. La dinamo ad alto voltaggio rimane l’effettiva sorgente elettrostatica dell’apparato. Questo era unfatto ben apprezzato da Tesla, che detestava i fastidiosi effetti radianti che si muovevano nello spazio.Era chiaro che la dinamo era stata in qualche modo modificata dall’aggiunta di questi “circuiti a valvolapulsante”. Le dinamo che venivano usare generavano voltaggi mortali, capaci di uccidere un uomo. Icircuiti a di valvola stavano forzando una strana radianza di quelle energie di campo mortali. In qualchemodo, l’energia della dinamo veniva espansa nello spazio con una forza pericolosa e dolorosa. Ma inche modo? Da quali misteriosi e provocatori mezzi di trasmissione era determinata questa condizione?Il risultato di questa serie di esperimenti fissò un nuovo concetto nella mente di Tesla. Egli avevanaturalmente compreso le implicazioni del suo misterioso effetto di “campo elettrizzante” (shockingfield). Questa era elettricità radiante. Tesla condusse in primo luogo indagini elaborate ed ampie per poter comprendere l’esatta naturadi questo nuovo effetto elettrico. Tesla capì che questo insolito “campo elettrizzante” si diffondevaeffettivamente attraverso lo spazio dall’apparato ad impulsi. Se questa era energia elettrostatica, alloraera più intensa e più penetrante di qualsiasi campo elettrostatico avesse mai osservato. Se questo erasemplicemente un campo elettrostatico “intermittente”, perché allora la sua energia era così oltremodointensificata? Tesla cominciò a credere di aver scoperto una nuova forza elettrica, e non semplicementeun trattamento di una forza esistente. E’ per questo motivo che spesso descriveva l’effetto come“elettrodinamico” o “più elettrostatico”. 25
    • Regolando correttamente i parametri dell’inerente circuito, Tesla imparò come produrre arichiesta una serie estremamente rapida di impulsi unidirezionali. Tesla scoprì che quando gli impulsierano brevi, improvvisi e precisi nelle loro successioni, l’effetto elettrizzante poteva permeare volumimolto grandi dello spazio apparentemente senza alcuna perdita di intensità. Scoprì anche che l’effettoelettrizzante penetrava schermature metalliche considerevoli e la maggior parte degli isolanti confacilità. Sviluppando uno strumento per controllare il numero degli impulsi per secondo, come pure gliintervalli di tempo intermittente fra un impulso e il successivo, cominciò a scoprire un nuovo regno dieffetti. Ogni durata di impulso generava i suoi peculiari effetti. Capace di sentire le scosse pungentisebbene schermato e a una distanza di quasi 50 piedi (15 metri) dal suo apparato, Tesla si accorse d’untratto che gli si era manifestato un nuovo potenziale per la trasmissione di energia elettrica. Tesla fu ilprimo a capire che queste onde elettriche d’urto (electrical shock waves) rappresentavano un nuovomezzo per trasformare il mondo, proprio come aveva fatto il suo sistema Polifase. Tesla era pienamente intenzionato a rivelare le sue scoperte al mondo intero. L’elettricità radianteaveva speciali caratteristiche di cui la comunità scientifica non aveva alcuna conoscenza. Lavorando conuna semplice ma potente rielaborazione del suo originale apparato, Tesla scoprì che l’elettricità radiantepoteva indurre i potenti effetti elettrici a una certa distanza. Questi effetti non erano alternanze, néonde alternate. Erano onde longitudinali, composte da onde elettrizzanti consecutive (shocking waves).Il procedere di ogni onda elettrizzante, seguita da brevi zone neutre, componeva il campo radiante. Lecomponenti vettoriali di queste successioni di onde d’urto (shockwaves) erano sempre unidirezionali.Le onde d’urto (shockwaves) a intermittenza erano capaci di forzare le cariche nella direzione della loropropagazione. Gli oggetti posti vicino a questo dispositivo diventavano straordinariamente elettrificati,trattenendo un singolo segno di carica per svariati minuti dopo che lo scaricatore magnetico era statodisattivato. Tesla scoprì che era possibile amplificare questi effetti di carica singola con un sempliceallineamento asimmetrico dello scaricatore magnetico. Mettendo lo scaricatore magnetico più vicino ad uno o all’altro lato della dinamo che caricava,potevano essere selezionati e proiettati o i vettori di forza positiva o i vettori di forza negativa. Così lacarica poteva essere proiettata in qualche oggetto nello spazio o estratta. Questa era una nuova forzaelettrica. Tesla comprese più che mai che era in un ambito sconosciuto. Il fatto che queste forzeradianti viaggiassero come “raggi simili a luce” le distingueva dalle onde elettromagnetiche di Maxwell. Tesla voleva determinare l’effetto della diminuzione graduale della durata degli impulsi, un lavoroche richiedeva la massima perizia e precauzione. Tesla sapeva che si sarebbe esposto ad un pericolomortale. Controllando la rapidità dello scoppio (separazione) della corrente nell’arco magnetico acorrente continua, Tesla rilasciò un nuovo spettro di energie “simili alla luce” attraverso tutta la grandeaerea di osservazione. Questa energia era di un tipo che nessun altro al mondo da allora ha mai piùvisto. Tesla scoprì che la durata dell’impulso definiva da sola l’effetto di ogni spettro corto. Questieffetti erano completamente peculiari, dotati di altre strane qualità mai incontrate puramente in natura.Successioni di impulsi, ognuno eccedente la durata di 0.1 millisecondi, producevano dolore e pressionimeccaniche (John Hutchison...? NdT). In questo campo radiante, gli oggetti vibravano visibilmente eaddirittura si spostavano anche come il campo forza che li attraversava. I fili sottili, esposti a scoppiimprovvisi del campo radiante, esplodevano in vapore. Dolore e movimenti fisici cessavano quandovenivano prodotti impulsi di 100 microsecondi o meno. Con impulsi della durata di 1,0 microsecondo si avvertiva una forte calore fisiologico. Ulterioridiminuzioni della durata degli impulsi portava alle spontanee illuminazioni, capaci di riempire le stanzee i globi contenenti il vuoto con una luce bianca. A queste frequenze di impulso, Tesla era capace distimolare l’apparizione di effetti che sono normalmente mescolati fra le energie elettromagnetiche insitenella luce del sole. Impulsi più corti producevano brezze fredde che penetravano le stanze, assieme adun sollevamento dell’umore e della coscienza. Non c’erano limiti in questo avanzamento verso impulsi 26
    • di una durata ridotta. Nessuna di queste energie a impulso poteva essere riprodotta mediante l’uso dellaalternanze armoniche ad alta frequenza. Pochi poterono riprodurre questi effetti perché pochi capironola necessità assoluta di rispettare quei parametri fissati da Tesla. Questi fatti sono stati spiegati da EricDollard, che ottenne anche con successo gli effetti strani e distinti dichiarati da Tesla. Nell 1890, dopo un periodo di intensa sperimentazione e sviluppo del progetto, Tesla ricapitolò icomponenti necessari per la realizzazione pratica di un sistema di distribuzione di energia elettricaradiante. Tesla aveva già scoperto il fatto stupefacente che impulsi di durata pari a 100 microsecondi omeno non potevano essere percepiti e non avrebbero fatto male fisiologicamente. Progettò di utilizzarequesti ultimi nella sua teletrasmissione di energia. Per di più, le onde elettrizzanti della durata di 100microsecondi passavano attraverso tutta la materia, una forma idonea di energia elettrica da trasmettereattraverso una città bisognosa di energia. Tesla fece una scoperta più sorprendente lo stesso anno, quando mise un solenoide di rame conuna lunga singola spira vicino al suo disgregatore magnetico. La bobina, lunga circa 2 piedi (60centimetri), non si comportava come facevano i solidi tubi di rame ed altri oggetti. La sottile spiravenne rivestita da un involucro di scintille bianche. Ondulando dalla corona di questa spira, c’erano deiflussi bianco-argentei molto lunghi simili a un fluido, tenui scariche che sembravano essereconsiderevolmente aumentate di voltaggio. Queste effetti furono di gran lunga intensificati quando labobina a spirale fu messa all’interno del cerchio del filo del disgregatore. All’interno di questa “zonad’urto”, la bobina a spirale fu avvolta in una folata, che rimaneva attaccata sulla sua superficie, e risalivala bobina fino alla sua estremità aperta. Sembrava come se l’onda elettrica fosse effettivamente tirata viadallo spazio circostante per aggrapparsi alla superficie della spirale, una strana preferenza attrattiva.L’onda elettrica fluiva sulla bobina ad angoli retti rispetto agli avvolgimenti, un effetto incredibile. Lalunghezza perpendicolare delle scariche che saltavano dalla corona del solenoide era incomprensibile.Con la scarica del disgregatore che saltava di un pollice (2,5 centimetri) nel suo campo magnetico(magnetic housing), le scariche bianche tremolanti si innalzavano dal solenoide fino a una lunghezzamisurata di oltre 2 piedi (60 centimetri). Questa scarica uguagliava la lunghezza esatta della bobinastessa ! Era una trasformazione inaspettata e sconosciuta. C’ era un processo di natura molto vicina a quella“elettrostatica”, sebbene Tesla sapesse che ilmondo accademico non avrebbe compreso questo termine quando usato in questa situazione. L’energiaelettrostatica non fluttuava, come invece facevano le sue onde d’urto (shockwaves). L’onda d’urto(shockwave) esplosiva aveva caratteristiche diverse da qualsiasi altra macchina elettrica esistente.Tuttavia Tesla affermò che l’onda d’urto (shockwave), durante il breve istante in cui faceva la suaapparizione esplosiva, assomigliava a un campo elettrostatico molto più che a qualsiasi altramanifestazione elettrica conosciuta. Proprio come nelle macchine elettrostatiche ad attrito, in cuicorrente e magnetismo sono trascurabili, un componente con un campo estremamente energeticoriempie lo spazio con linee radianti. Questo campo “dielettrico” normalmente si lancia attraversotutto lo spazio in una lenta espansione mentre le cariche vengono accumulate. C’era un caso in cuiun generatore DC forniva alto voltaggio. Questo voltaggio caricava un cerchio isolato di rame,aumentando fino al suo valore massimo. Se tutti i valori nel circuito erano correttamente bilanciati nellamaniera stabilita da Tesla, allora sarebbe avvenuta un’improvvisa caduta di carica. Questa caduta eranecessariamente molto più breve dell’intervallo richiesto per caricare il cerchio. La caduta avvienequando il disgregatore magnetico estingue l’arco. Se il circuito è correttamente strutturato, non siverificano mai alternanze di ritorno. Questa successione unidirezionale di impulsi “carica-scarica” costringe un campo molto strano adespandersi all’esterno, che assomiglia vagamente ad un campo elettrostatico “a intermittenza”(stuttering) o “staccato”. Ma questi termini non descrivevano in maniera soddisfacente le condizionieffettivamente misurate attorno all’apparato, ossia un potente effetto radiante che superava qualsiasivalore elettrostatico che ci si potesse aspettare. Il calcolo di questi rapporti delle queste scariche eraimpossibile. Implementando la regola del trasformatore magnetico-induttivo standard, Tesla fuincapace di giustificare l’effetto di moltiplicazione enorme del voltaggio. Dato che le relazioni 27
    • convenzionali non funzionavano, Tesla ipotizzò che l’effetto era dovuto interamente alle regole dellatrasformazione radiante, che ovviamente richiedevano una determinazione empirica. Le successivemisurazioni sulle lunghezze delle scariche e degli attributi del solenoide fornirono la necessaria e nuovarelazione matematica. Egli aveva scoperto una nuova legge di induzione, legge in cui le onde d’urto radianti si auto-intensificavano realmente quando incontravano oggetti segmentati. La segmentazione era la chiave perrilasciare l’azione. Le onde d’urto (shockwaves) radianti incontravano un spirale e “schizzavano via”sulla superficie esterna, da una estremità all’altra. Questa onda d’urto (shockwave) non passavaminimamente attraverso l’avvolgimento della bobina, trattando la superficie esterna della bobina comeuna superficie aerodinamica. Lungo la superficie della bobina fu misurato un notevole aumento dellapressione elettrica. Tesla, infatti, dichiarò che i voltaggi potevano essere spesso aumentati in modostupefacente fino a 10.000 volts per ogni pollice (2,54 cm) della superficie assiale della bobina. Questosignificava che una bobina di 24 pollici (60 centimetri) poteva assorbire onde d’urto (shockwaves)radianti, che inizialmente misuravano 10.000 volts, con conseguente aumento massimo fino a 240.000volts ! Tali trasformazioni di voltaggio erano sconosciute ad altri apparati di questa grandezza esemplicità. Tesla scoprì inoltre che i voltaggi in uscita erano matematicamente collegati alla resistenzadelle spire nel solenoide. Alta resistenza significava voltaggio massimo più alto. Iniziò a riferirsi alla sua linea disgregatrice come il suo speciale “primario” e alla bobina a spiralemessa dentro la zona elettrica (shockzone) come il suo speciale “secondario”. Ma non aveva mai detto anessuno di considerare questi termini uguali a quelli che si riferivano ai trasformatori elettro-magnetici.Questa scoperta era infatti completamente differente dall’induzione magnetica. Ci fu una ragione reale emisurabile per cui aveva potuto fare questa strana dichiarazione. C’era un attributo che aveva lasciatoTesla completamente perplesso per un certo periodo. Tesla misurò una condizione di assenza dicorrente in queste lunghe bobine secondarie di rame. Verificò che la corrente, che sarebbe dovutaapparire, era completamente assente. Un voltaggio puro si stava sollevando per ogni pollice della superficie della bobina. Tesla si riferìcostantemente alle sue “leggi di induzione elettrostatica”, un principio che pochi comprendevano. Eglichiamò “trasformatore” il disgregatore combinato con la spirale secondaria. I trasformatori di Tesla non sono apparecchi elettromagnetici; essi usano onde d’urto radianti, eproducono puro voltaggio, senza corrente. Ogni trasformatore gestiva una durata specifica di impulsocon una particolare forza. Perciò ognuno di essi doveva essere “sintonizzato” regolando il disgregatorea quella specifica durata di impulso. Le regolazioni della distanza dell’arco rappresentavano questofattore di collaudo. Una volta che ogni trasformatore era sintonizzato sulla sua particolare frequenza dirisposta, gli impulsi potevano fluire scorrevolmente attraverso il sistema come un gas che fluisce in untubo. Scoprendo che le analogie con la dinamica dei gas e le loro applicazioni gli fornivano una serieconsistente di valide stime a questi riguardi, Tesla cominciò a pensare se le scariche di fiamme bianche,così differenti da qualsiasi altra cosa avesse mai visto, potessero essere o no una manifestazione gassosadi forza elettro-statica. C’erano senza dubbio abbondanti esempi sperimentali in cui un qualcosa dipuramente gassoso, così diverso da qualsiasi altra cosa elettrica, stava cominciando a rendersi manifestochiaramente. Il modo in cui l’onda d’urto (shockwave) radiante si spostava sugli avvolgimenti di filosotto forma di flussi laminari bianchi tremolanti, portò una nuova rivoluzione di pensiero. Gli impulsidi voltaggio attraversavano la superficie del secondario come un impulso di gas in fase di compressioneche aumenta. Fino a quando non raggiungevano l’estremità libera della bobina, questi impulsi gassosiscorrevano sopra la superficie del rame piuttosto che attraverso esso. Tesla si riferiva a questo eventospecifico come “l’effetto pelle”. In questo effetto la scarica assomigliava molto alla maniera in cui i gassi muovono sopra le superfici. Per di più, ogniqualvolta che un punta metallica era collegata alla parteterminale superiore di uno dei suoi Trasformatori, il vapore diventava più direzionale. Si comportavaproprio come un flusso d’acqua in un tubo. Quando il flusso bianco tremolante era indirizzato verso 28
    • piastre di metallo distanti, produceva cariche di elettroni. Questa produzione di cariche poteva esseremisurata come amperaggio, “corrente”, sul luogo di ricezione. Durante il transito, tuttavia, taleamperaggio non esisteva.. L’amperaggio appariva solo quando veniva intercettato. Eric Dollard hadichiarato che nello spazio che circonda i Trasformatori a Impulso di Tesla aumenta così tanto eimprovvisamente di intensità con questi flussi che “la corrente di intercettazione” può raggiungeresvariate centinaia o addirittura migliaia di ampere. Ma di cosa era composto questo flusso misterioso?Tesla lottò contro il dubbio che questi fenomeni di scarica potessero essere elettricità ordinaria che sicomportava in modi straordinari. Ma l’elettricità aveva davvero una natura scorrevole, mite e tremula?L’elettricità con cui era familiare era traumatizzante, rovente, scottante, mortale, penetrante, pungente,tutti attributi di un irritante, Ma questo fenomeno di scarica era mite e delicato sia che fosse freddo altocco, sia che fosse caldo. Non avrebbe potuto uccidere. Perfino il modo in cui l’impulso esplodeva, sotto forma di scariche bianche brillanti di voltaggioenormemente trasformato, sembrava il modo in cui i gas si comportano quando vengono rilasciati dailoro recipienti sotto pressione. Queste riflessioni convinsero Tesla che questo effetto non era di naturapuramente elettrica. Esaminando attentamente le fiamme bianche, Tesla capì perché non c’era“corrente elettrica” misurabile alla corona di queste bobine attivate. I normali portatori di carichepesanti, gli elettroni, non potevano viaggiare rapidamente come l’impulso radiante stesso. Intasati nellastruttura a traliccio metallico della bobina, gli elettroni diventavano immobili. Nessuna corrente dielettroni si muoveva minimamente attraverso la bobina. L’impulso radiante, che si muoveva sullasuperficie della bobina, non era quindi di natura elettrica. Inoltre, Tesla scoprì uno stupefacente fenomeno, che tolse ogni dubbio riguardante la vera naturadei portatori energetici in attività nel suo apparato. Tesla realizzò una sbarra di rame molto pesante aforma di U, connettendo entrambe le gambe direttamente al suo disgregatore primario. Lungo le gambedi questa barra a forma di U furono messe diverse lampade a incandescenza. L’arrangiamento era uncortocircuito molto evidente. Le lampade si illuminarono con una luce fredda bianca brillante, mentreerano messe in cortocircuito dal pesante derivatore di rame. Non caratteristico dell’elettricità di correntea particelle, le lampade brillanti ma fredde rivelarono che un’altra corrente energetica stava davveroscorrendo attraverso i “corto-circuiti”. Coloro che osservarono questo esperimento non si aspettavano che svolgesse alcuna funzione,salvo l’incenerimento del circuito disgregatore e probabilmente della dinamo stessa. Invece di questo, itestimoni videro un prodigio. Le lampade si accesero con una lucentezza insolita. Con questa semplicedimostrazione, Tesla stava illustrando solo una delle sue molte prove. Le cariche di elettroni avrebberopreferito il circuito con meno resistenza, rifiutando i bulbi incandescenti in favore del rame. In questasituazione la corrente preferì conformarsi ad un principio contraddittorio. Forse questo era vero perchéle correnti non erano elettriche. Tesla usò ripetutamente questa dimostrazione per evidenziare la“divisione” delle correnti di elettroni dalle correnti neutrali. Rimase solo una domanda, la cui risposta gli avrebbe fornito l’informazione essenziale necessariaper creare una nuova tecnologia. Cosa separava o “frazionava” i diversi portatori mobili nel suotrasformatore? Era la configurazione geometrica della bobina, che inavvertitamente separava ognielemento. Agli elettroni era impedito di fluire attraverso la lunghezza del filo mentre l’impulso radianteera rilasciato sulla superficie della bobina come un impulso gassoso. Gli elettroni avrebbero dovutospostarsi attraverso il filo ma, durante ogni periodo di impulso, erano bloccati dalla resistenza dellalinea. Così, i portatori mobili gassosi venivano rilasciati e fluivano all’esterno del filo, un impulso cheviaggiava lungo la superficie esterna della bobina, da una parte all’altra. C’era quindi la prova che le scariche elettriche erano veramente composte da diverse speciemobili simultanee. Tesla ora capì perché le sue prime correnti alternate ad alta frequenza nonmostrarono mai queste potenti azioni. Era la repentinità, la violenza della scarica impulsiva che davalibertà di movimento a questo inaspettato componente “gassoso”. Gli impulsi, impulsi unidirezionali, 29
    • era l’unico mezzo attraverso cui questi potenziali potevano essere sbloccati. Le alternanze eranoassolutamente inutili a questo riguardo. Per di più, poiché le alternanze non potevano liberare ilsecondo componente gas-dinamico, questo rimaneva un mezzo inutile e pietosamente debole. Teslavide per sempre i suoi dispositivi alternanti ad alta frequenza come progetti falliti. Questo è in forterelazione con le sue vedute estremamente critiche su Marconi e tutti gli altri che come lui portavanoavanti le onde radio alternate ad alta frequenza. Egli cominciò a studiare un nuovo argomento cheaveva trovato più nemici e critici di tutto quel secolo. Tesla ora, con grandissimo interesse, cominciò astudiare “l’etere”. Tesla arrivò a credere che i campi dielettrici fossero realmente composti di flussi di etere.Teoricamente, quindi, si poteva ottenere energia senza limiti catturando e convogliando una linea dicampo dielettrico che scorreva naturalmente. Il problema era che nessun materiale ordinario disponibilepoteva resistere abbastanza all’etere per ricavare da esso qualche quantità di moto. Con un flusso cosìrarefatto da poter passare attraverso tutti i materiali conosciuti, l’energia cinetica insita nelle linee dicampo dielettrico sarebbe rimasta una sorgente di energia elusiva. Tesla credeva di aver scoperto ilsegreto per spillare questa energia, ma ciò non avrebbe richiesto alcun tipo ordinario di materia. Teslavedeva il voltaggio come dei flussi di etere sotto vari stati di pressione. Alzando queste pressioni potevaprodurre smisurati flussi di etere, nei quali il voltaggio osservato sarebbe stato quindi estremamente altoe luminoso. Questa era proprio la condizione che Tesla aveva cominciato a credere fosse statadeterminata nei suoi Trasformatori. Tesla, infatti, dichiarò ripetutamente che i suoi Trasformatori determinavano potenti movimentinell’etere. In uno stesso esperimento veramente misterioso, indice di queste intuizioni, Tesla descrive laproduzione di successioni di impulsi molto rapida con una conseguente produzione di “freschi emisteriosi flussi di luce bianca che si propagavano per una iarda (0,914 metri) nello spazio”. Questierano freschi al tatto, e innocui. Se erano di natura elettrica, avrebbero dovuto avere un potenziale disvariati milioni di volts. La loro inoffensività è abbinata alla loro sinuosa natura, completamente diversadalle correnti elettriche. Anzi, per capire la tecnologia di Tesla bisogna eliminare la nozione che gli elettroni siano il“fluido operante” nei suoi progetti ad energia radiante. Con l’estremità inferiore della bobina collegatadirettamente alla dinamo, un flusso di etere ad alto voltaggio veniva proiettato dal terminale superiore.Quando descriveva ognuno dei suoi brevetti pertinenti questa nuova tecnologia, Tesla parlò sempre di“raggi simili a luce” e del “mezzo naturale” (“the natural medium”). Il primo termine si riferisce aiflussi di etere strettamente compressi, che sono spinti dal suo Trasformatore lungo linee di raggioinfinitesimale, e il secondo termine si riferisce all’atmosfera di etere che pervade tutto, in cui operava lasua tecnologia. E’ impossibile comprendere la tecnologia Tesliana separatamente dal controverso argomentoriguardante l’etere. Molti analisti rifiuteranno il concetto senza prima cercare attentamente e scoprire leprove che sono state fatte da sperimentatori come Eric Dollard. Tesla si affidava al concetto che i flussidi etere venivano estratti attraverso i suoi Trasformatori, convogliati in una pressione naturalesuperiore, e accelerati nella improvvisa scarica elettrica. Visto come sistema elettrico, l’apparato di Teslanon può essere capito o spiegato completamente. Si deve vedere le Tecnologia Tesliana come unatecnologia a gas eterico, tecnologia in grado di essere spiegata solo attraverso analogie della dinamicadei gas. Era facile ora capire come tali raggi proiettati, flussi di gas eterico ad alta pressione, potesseropenetrare i metalli e gli isolanti allo stesso modo. Questi potenti raggi spesso potevano penetrare certimateriali con una inspiegabile efficienza. L’elettricità non faceva queste meraviglie. Tesla ora capì ancheperché questi flussi di scariche producevano i loro suoni sibilanti e uniformi, che apparivanovisibilmente come getti di gas ad alta pressione. Gas eterico sotto pressione. Tesla era completamentedisorientato. Aveva svelato con successo la corrente misteriosa, normalmente trattenuta e vincolata aiportatori di carica elettronici. Le scariche impulsive unidirezionali di alto voltaggio e brevi durate leliberavano. Quali altri potenziali poteva rilasciare la tecnologia a gas eterico? 30
    • Le iniziali bobine cilindriche furono prontamente rimpiazzate con bobine a forma di cono. Conqueste bizzarre geometrie, Tesla era capace di concentrare l’elemento gas-dinamico, che ora si innalzavacome un getto di luce bianca sibilante dalla punta della bobina. Tesla riconobbe che queste scariche, diun bianco spettacolare e che incutevano timore, rappresentavano effettivamente energia dispersa. Unastazione di teletrasmissione di energia doveva disperdere l’energia radiante in tutte le direzioni in modouniforme. Le scariche simili a fiammate costringevano l’energia disponibile ad ondulare nello spazio.Questo avrebbe prodotto cadute di energia imprevedibili a grandi distanze. Gli utenti così nonavrebbero ricevuto un flusso di energia affidabile e costante. Se il suo Trasformatore di Potenza dovevaoperare con la più alta efficienza di teletrasmissione, queste scariche simili a fiammate dovevanonecessariamente essere eliminate. Ma eliminare questi getti eccessivi di etere si rivelò problematico. Tesla scoprì che i flussi bianchi tremolanti venivano assorbiti da masse di grande capacità, massein cui i flussi venivano assorbiti, filtrati ed espulsi. L’uso di sfere di rame in cima ai suoi Trasformatoriforzava i flussi sufficientemente in disparte da eliminare la fiamma bianca. L’energia era orauniformemente dispersa attraverso tutto lo spazio come richiesto. Ma si manifestò un nuovo problema.Le sfere di rame, venendo colpite dai flussi ad alto voltaggio che ora esse dovevano forzatamentecondurre, espellevano componenti elettroniche. Queste apparivano assieme alla radianza, producendocondizioni veramente pericolose. Il problema era stimolato dalla conduzione, un caso in cui la sfera dirame veniva colpita attraverso tutto il suo volume. I flussi bianchi tremolanti avvolgevano il rame edespellevano elettroni. Questi contaminanti concentravano la loro fuga dal circuito come piccoli dardiblu dannosi. In confronto, la scarica simile a una fiamma era una tranquilla e innocua luminescenza. Confrontando i due tipi, Tesla riconobbe la differenza nei portatori di carica. Ancora una voltaTesla fu vicino al farsi uccidere quando uno di questi dardi schizzò 3 piedi (90 centimetri) in aria e locolpì direttamente sul cuore. Le sfere di rame dovevano essere rimosse e sostituite da un altrocomponente di dispersione. Apparentemente i metalli erano di nessuna utilità in questo caso, essendoserbatoi naturali di elettroni. Tesla infine suggerì che i metalli producevano elettroni quando eranocolpiti da queste correnti speciali a fiamma bianca, poiché i portatori nelle fiamme bianche siconcentravano dentro il lattice metallico. Aveva già osservato come l’aria molto vicina ai Trasformatori poteva diventare stranamente auto-luminosa. Questa era una luce che nessuna bobina ad alta frequenza avrebbe mai potuto produrre, unacorona di brillantezza bianca che si espandeva in diametri sempre più larghi. La luce proveniente daiTrasformatori di Tesla si espande continuamente. Tesla descrisse la crescente colonna di luce checirconda qualsiasi linea elevata connessa ai suoi Trasformatori. Diversamente dalle comuni alternanzead alta frequenza, gli effetti dell’energia radiante di Tesla crescevano con il tempo. Tesla riconobbe lacausa di questo processo di crescita nel tempo. Non c’erano inversioni nelle scariche della sorgente,perciò l’energia radiante non avrebbe mai eliminato il lavoro compiuto in qualunque spazio o materialecosì esposto. Come per le scariche di impulsi unidirezionali, gli effetti elettrici radianti erano additivi ecumulativi. Riguardo a ciò, Tesla osservò aumenti di energia che sembravano assolutamente anomalialla comune convenzione ingegneristica. Era facile controllare la luminosità di una stanza controllando il voltaggio nei suoi Trasformatori.La luce proveniente da questa tipo di illuminazione era curiosamente brillante alla percezione umana,ma quasi impossibile da fotografare su una pellicola. Tesla scoprì che era necessario effettuare tempilunghi di esposizione sulle scariche prima che il tipo più debole dei flussi potesse essere reso visibile.Questa strana incapacità di registrare fotograficamente era in contrasto con la luminosità percepita negliocchi, luminosità che richiedeva un delicato controllo. Tesla progettò, costruì e utilizzo anche grandilampade a forma di sfera, che necessitavano solo una singola piastra esterna per ricevere le energieradianti. Per quanto lontane fossero messe dalla sorgente radiante, queste lampade si illuminavanobrillantemente. La loro era una luminosità che si avvicinava a quelle di una lampada ad arco, e chesuperava di varie volte qualsiasi lampada convenzionale a filamento di Edison. Era facile per Teslacontrollare anche il calore di qualsiasi spazio. Controllando sia il voltaggio che la durata dell’impulso 31
    • dell’energia nei suoi Trasformatori, Tesla poteva scaldare una stanza. Si potevano creare anche brezzefresche settando appropriatamente la durata dell’impulso. La chiave per produrre tutta l’azione eterica era di riuscire a procurarsi un mezzo per determinareeffettivamente deviazioni eteriche, proprio la cosa che ora aveva solo Tesla. Sir Oliver Lodge dichiaròche il solo mezzo per “arrivare l’etere” era un “mezzo elettrico”, ma non un membro della RoyalSociety era stato in grado di realizzare questa impresa con la rara eccezione di Sir William Crookes. Ilmetodo di Tesla usava l’etere per modificare l’etere ! Il segreto era di separare i contaminanti dallacorrente eterica proprio alla sorgente di generazione, un’impresa che era riuscito a realizzare nei suoiTrasformatori e nei suoi disgregatori magnetici ad arco. Tesla usò la violenza delle scariche dell’arco disgregate magneticamente per disordinare i portatorielettrici ed eterici nei conduttori metallici. Rompendo le agglomerazioni che li legano insieme, ognicomponente era libero di separarsi. Questa condizione non poteva essere realizzata in scariche ad arcoin cui alle correnti era permesso di alternarsi. In tale apparato, i portatori elettronici impedivano ilrilascio di etere e, fin tanto che l’etere è presente nella scarica, non può mai essere separato dallacorrente composita. La straordinaria efficienza del disgregatore d’arco magnetico nel generare correntieteriche era dovuta a diversi principi. Tesla capì che la corrente elettrica era veramente una complessacombinazione di etere ed elettroni. Quando l’elettricità veniva applicata al disgregatore, un primoprocesso di frazionamento aveva luogo. Gli elettroni erano espulsi con la forza dall’apertura (gap) permezzo della forte influenza magnetica. I flussi di etere, neutrali nella carica, continuavano tuttavia afluire attraverso il circuito. Il disgregatore magnetico era il suo mezzo primario per dividere gli elettronidalle particelle di etere. Le particelle di etere erano estremamente mobili, virtualmente senza massa se comparate con glielettroni, e potevano quindi passare attraverso la materia con uno sforzo molto piccolo. Gli elettroninon potevano “stare al passo” né con la velocità dell’etere né con la permeabilità delle particelleeteriche. Secondo questa prospettiva, le particelle di etere erano infinitesimali, molto più piccole deglistessi elettroni. Le onde portanti eteriche contenevano quantità di moto. La loro estrema velocità si affiancavaalla loro natura quasi senza massa, e il prodotto di entrambe diventava ad una quantità misurabile. Simuovevano con una velocità superiore a quella della luce, un risultato della loro natura incomprimibilee senza massa. Ogni qual volta che un impulso di materia radiante direzionale inizia in qualche puntonello spazio, un moto incomprimibile avviene istantaneamente attraverso lo spazio lungo tutti i punti diquel percorso. Tale moto avviene come un raggio solido, un moto che sfida le moderne considerazionisui ritardi dei segnali nello spazio. I raggi (rayline) incomprimibili possono muoversi attraverso qualsiasidistanza istantaneamente. Dovesse essere il percorso lungo 300.000 chilometri, l’impulso all’estremitàdella sorgente raggiungerà il punto opposto tanto velocemente così come gli altri punti. Questa èvelocità superluminale, propagazione istantanea. La materia radiante si comportava come se fosseincomprimibile. In effetti questo flusso di materia radiante, virtualmente senza massa eidrodinamicamente incomprimibile, era pura energia ! Energia Radiante. Si trattava di un fenomeno distinto, fenomeno che infatti non si manifestava con nient’altro senon con le applicazioni ad impulsi. Tesla chiamava alternativamente queste espulsioni eteriche purecome “materia radiante” ed “energia radiante”. Di carica neutra ed infinitesimale sia nella massa chenella sezione d’urto, l’energia radiante era diversa da qualsiasi luce mai vista fino a quando il suo lavorofu concluso. Se ci venisse chiesto se l’Energia Radiante può essere paragonata con qualsiasi altroelemento fisico esistente oggi, si dovrebbe declinare la domanda. Non possiamo trarre analogie fral’Energia Radiante e le energie della luce di cui la scienza si è a lungo preoccupata. Ma se venisseconsiderata almeno come simile alla luce, l’Energia Radiante ha caratteristiche diverse da qualsiasi luceche abbiamo imparato a generare. E questo precisamente è il problema. La Tecnologia di Tesla èTecnologia a Impulso. Senza l’IMPULSO disgregante unidirezionale non ci sono effetti di EnergiaRadiante. Per generare questa Energia Radiante sono necessarie applicazioni energetiche speciali, 32
    • applicazioni di concisi e brevi impulsi. Questi impulsi devono essere generati attraverso l’azioneesplosiva di uno scarica disgregativa, proprio come Tesla stabilì. 33
    • CAPITOLO 3: Dimostrare il segreto di Tesla Prima di ritornare alla discussione dei circuiti ad elettricità fredda di Edwin Gray, vorrei utilizzareun po’ di tempo per mostrare delle prove in supporto alla tesi di Vassilatos.Sono stato sfortunato nei miei tentativi di procurarmi una copia della lezione di Tesla “The Dissipationof Electricity” (La Dissipazione dell’Elettricità), così non sono stato in grado di fare riferimento a queldocumento per verificare l’analisi di Vassilatos. Sentivo, però, che il suo punto di vista era un modocosì diverso di vedere il lavoro di Tesla che non posso chiedere semplicemente a te, il lettore, di crederesoltanto sulla fiducia che i fatti sono questi. Perciò, cominciai a cercare il voluminoso materialeattualmente disponibile su Tesla, per cercare di trovare della documentazione che confermasse la tesi diVassilatos. Nel grande volume intitolato “Nikola Tesla: Lectures, Patents and Articles” (NikolaTesla: Lezioni, Brevetti e Articoli) credevo fosse possibile trovare prove più che a sufficienza negliscritti di Tesla per sostenere l’analisi di Vassilatos sul suo lavoro. Per primo, questa citazione è presa daun articolo di Tesla “The Problems Of Increasing Human Energy”, che comparve la prima volta nel“The Century Illustrated Monthly Magazine” nel giugno del 1900: “Sin da quando descrissi questi semplici principi della telegrafia senza fili, ebbi occasionifrequenti di notare che sono stati usati identici elementi e caratteristiche nella evidenteconvinzione che i segnali vengono trasmessi a considerevoli distanze da radiazioni Hertziane.Questo è solo uno dei tanti fraintendimenti a cui le indagini dei deplorati fisici hanno datorilievo. Circa 33 anni fa Maxewell, sull’onda del suggestivo esperimento fatto da Faraday nel1845, sviluppò una teoria perfettamente semplice che collegava intrinsecamente luce, caloreradiante e fenomeni elettrici, interpretandoli come manifestazioni tutte dovute alle vibrazionidi un ipotetico fluido di inconcepibile sottigliezza chiamato etere. Nessuna verificasperimentale fu fatta fino ad Hertz che, su suggerimento di Helmholtz, intraprese una serie diesperimenti su questo effetto. Hertz procedette con una straordinaria ingegnosità eperspicacia, ma dedicò poca energia al perfezionamento di questo apparato così antiquato. Laconseguenza fu che non riuscì a osservare l’importante funzione che svolgeva l’aria nei suoiesperimenti e che successivamente ho scoperto. Ripetendo i suoi esperimenti e giungendo aconclusioni differenti, mi azzardai a indicare questa svista. La forza delle prove portate inseguito da Hertz a supporto della teoria di Maxwell sta nella corretta valutazione della velocitàdi oscillazione dei circuiti che egli usò. Ma mi accertai che Hertz non poteva aver ottenuto levelocità che pensò stesse ottenendo. Le oscillazioni ottenute con un apparato identico a quelloche impiegò sono, come una legge, molto più lente, essendo dovuto questo alla presenza diaria che produce un effetto di raffreddamento sopra un circuito elettrico che vibra rapidamentecon alta pressione come fa un fluido sopra un diapason vibrante. Ho comunque scoperto daallora altre cause di errore, e ho smesso molto tempo fa di considerare i suoi risultati come unaverifica sperimentale dei concetti poetici di Maxwell. Il lavoro del grande fisico tedesco haagito come un immenso stimolo per la ricerca elettrica contemporanea, ma tale lavoro, con ilsuo fascino, ha anche in parte paralizzato la mentalità scientifica, e di conseguenza haimpedito una indagine imparziale. Ogni nuovo fenomeno che veniva scoperto veniva resoidoneo alla teoria, e così, molto spesso, la verità è stata inconsciamente distorta. Ovviamente, Tesla non era d’accordo con il lavoro di Helmholtz, Hertz, e Maxwell ! Per queilettori che non sanno chi sono questi gentiluomini, Herman Von Helmholtz pose le basi per quella cheè conosciuta come la “Prima Legge della Termodinamica”, che afferma che “L’Energia può esseretrasformata da una forma ad un’altra, ma non può né essere creata, né essere distrutta”. Le equazioni diJames Clerk Maxwell sono la spina dorsale della moderna teoria elettromagnetica, e la presunta verificadi Heinrich Hertz del lavoro di Maxwell fu ritenuta così importante che il suo nome fu utilizzato comemisura della frequenza. Questi stimati gentiluomini sono personalità di cardinale importanza nel modoin cui la scienza elettrica è insegnata oggigiorno. Ma, come possiamo vedere, Tesla li accantonò tutti 34
    • come non pertinenti alle sue scoperte sperimentali. In altre parole, se seguiamo a ritroso questapercorso verso l’etere, dobbiamo essere disposti a lasciarci dietro le idee e le limitazioni definite dalla“Prima Legge della Termodinamica” e dalle equazioni di Maxwell. Noi ora scruteremo oltre i confini diquesti strumenti e ci muoveremo in un regno di studio completamente differente. Nelle ultime osservazioni prese dall’articolo intitolato “The Transmission of Electrical EnergyWithout Wires” (La trasmissione di energia elettrica senza fili), pubblicata nel “The Electrical Worldand Engineer” del Marzo 1904, Tesla afferma: "Quando la grande verità verrà accidentalmente rivelata e poi confermata empiricamentesarà pienamente riconosciuto che questo pianeta, con tutta la sua immensità spaventosa, è difatto nient’altro che una piccola sfera di metallo per le correnti elettriche, e da questo fatto nederiveranno tante opportunità per noi, ognuna delle quali, superando limmaginazione e diincalcolabile importanza, sarà contraccambiata più che certa di risultato; quando il primoprogetto sarà inaugurato e sarà mostrato che un messaggio telegrafico, segreto e inafferrabilequasi come un pensiero, potrà essere trasmesso a qualsiasi distanza terrestre, che il suono dellavoce umana, con tutte le sue intonazioni e le sue inflessioni, potrà essere riprodotto fedelmentee istantaneamente in qualsiasi altro punto del globo, che lenergia di una cascata potrà essereresa disponibile per produrre luce, calore e forza motrice dovunque - su mare o terra o su nelcielo - lumanità sarà come un mucchio di formiche mescolato con un bastoncino: vedremo ilcaos arrivare!” Questo suona come se Tesla avesse realmente qualcosa di stupefacente, che poteva capirlo, e chesi aspettava fosse illimitato. Suona come un qualcosa molto al di là di qualsiasi cosa fosse mai stata fattaprima. Proprio ora, un centinaio di anni dopo, stiamo solo aprendo la porta ad alcune di questepossibilità, in particolare per quanto riguarda la trasmissione della voce umana. Ma senza dubbio non cistiamo con la considerazione sulla disponibilità di energia dappertutto su terra, mare o aria.Chiaramente, Tesla si sta riferendo a qualcosa che non è stato introdotto nel pieno uso pubblico. Allora, cosa stava facendo Tesla? Quali prove abbiamo che Tesla stava lavorando sui generi siimpianti di cui Vassilatos parla nel suo libro? In primo luogo, c’è la prova che Tesla stava lavorando su circuiti con spinterometri nel tentativodi raggiungere delle velocità di scarica sempre più alte. La figura 15 rappresenta uno dei diversi brevetti di Tesla, intitolato “Electric Circuit Controller”Questo brevetto è molto interessante perché è composto da due motori elettrici , ognuno dei quali girain direzione opposta all’altro, con uno spinterometro fra le due parti in movimento. E’ evidente cheTesla stava chiaramente cercando di raggiungere velocità più elevate di quelle che poteva ottenerefacendo ruotare un solo elemento. Questo è un chiaro esempio del lavoro di Tesla su un controllermeccanico sugli spinterometri nel tentativo di aumentare la velocità, così come Vassilatos ha indicatonel suo libro. La figura 16, rappresenta la sola illustrazione di uno spinterometro spento magneticamentepresente nel libro “Lectures, Patents and Articles”. Tuttavia esso usa un magnete elettrico piuttostoche un magnete permanente così come riferito da Vassilatos. Da questo è chiaro che Tesla stavalavorando con spinterometri spenti magneticamente. Ciò illustra uno dei suoi diversi esperimenti per“far scoppiare” o spegnere una scarica di scintilla. Questo meccanismo è particolarmente interessante,perché era stato ovviamente progettato per una scintilla DC (Direct Current, corrente continua). Lescariche di scintille non iniziano molto facilmente. La presenza dei bracci caricati a molla su entrambi ilati permette ai meccanismi che creano le scintille di essere portati più vicini per attirare la scintillainiziale muovendo una o l’altra estremità. Dopo sarebbero scattare indietro alla loro distanze prefissate,permettendo a una scintilla DC di iniziare in queste condizioni molto difficili. 35
    • Figura 15Controller del circuito meccanico di Tesla 36
    • Figura 16 Spinterometro spento magneticamente Figura 17 Spinterometro spento ad aria calda La figura 17 è un’illustrazione che mostra un altro meccanismo di spinterometro. In questo, Teslasta soffiando aria calda su un percorso della scarica della scintilla e, come indicato nel testo diaccompagnamento, è presente anche un campo magnetico; dal momento che in questo apparato Teslastava usando sia aria calda che un campo magnetico con uno spinterometro, chiaramente stavacercando un’ampia varietà di possibilità per ottenere scariche più controllabili e, ovviamente, scariche discintille DC ad alto voltaggio. In figura 18 è mostrata la prima pagina di un brevetto chiamato “Electrical Transformer”(Trasformatore Elettrico). Tesla afferma che questa è l’invenzione che ha intenzione di utilizzare percostruire bobine perfezionate ed è una maniera per usarle per la trasmissione di energia lungo grandidistanze. 37
    • Figura 18 “Trasformatore” elettrico di Tesla Una delle illustrazioni di questo brevetto (figura 19) mostra chiaramente che Tesla ha costruitoquello di cui stava parlando Vassilatos: solo pochi avvolgimenti nel primario e una bobina conica nelsecondario. Perciò sono presenti tutte le strutture descritte da Vassilatos. 38
    • Figure 19 Diagramma del brevetto del trasformatore di Tesla La figura 20 è una illustrazione presa dal brevetto intitolato “The Art of Transmitting ElectricalEnergy Through the Natural Mediums” (L’arte di trasmettere energia elettrica attraverso glielementi Naturali). Il diagramma in figura 21 è un ingrandimento di una sezione di questa illustrazioneche mostra la stessa struttura base di una sorgente B che alimenta un primario a 2 spire con una bobinaa spirale nel centro di esso. Questo apparato fu progettato per trasmettere energia senza fili a grandidistanze, perciò include anche collegamenti al terreno e all’aria. (E) è il collegamento a terra, ed (E) èquello che Tesla chiamava una “capacità elevata”. Questo era il cuore dell’impianto trasmittente dimoltiplicatore che Tesla si sforzò di costruire a Wardenclyffe, New York, per poter primateletrasmettere energia a tutti i punti del pianeta. Quello che è interessante di ciò è la sorgente “B” per dare energia al sistema. Quando si guardaquesto diagramma, “B”, sulla sinistra, sembra come il simbolo per un semplice generatore. Il seguenteestratto dal testo del brevetto, però, allarga l’idea di cosa sia esattamente la sorgente “B”: In figura 1, ‘A’ rappresenta una bobina primaria che fa parte di un trasformatore e checonsiste generalmente in pochi spire di cavo robusto di resistenza trascurabile, le cui estremitàsono collegate ai terminali di una sorgente di energia per oscillazioni elettriche rappresentatanel digramma da ‘B’. Questa è ad alto potenziale e scaricata in rapida successione attraverso ilprimario, come in un modello di trasformatore da me inventato. Alla figura 21 mi riferisco - immagine sul lato destro- come alla “Illustrazione del Trasmettitore diAumento come Descritto nel Testo del Brevetto”. Questa mostra il condensatore e lo spinterometrodisgregatore (in questo caso un’apertura spenta magneticamente) pertanto egli poteva controllare lecaratteristiche dell’impulso nel modo in cui voleva. 39
    • Figura 20Illustrazione del Trasmettitore di Aumento di Tesla 40
    • Figura 21 Il Trasmettitore di Aumento di Tesla come descritto nel brevetto Citando ancora dal testo di questo brevetto, Tesla dichiara: Ho scoperto che è possibile produrre in questo modo un movimento elettrico migliaia divolte più grande di quello iniziale. Così, ancora una volta, sta parlando di uno straordinario guadagno nel movimento elettrico.Questo non è solo un aumento nel voltaggio come nei comuni trasformatori, ma un aumento inpotenza. Proprio prima di questa citazione, nella stessa pagina, Tesla afferma: Quando queste regolazioni e rapporti saranno accuratamente completati e le altrecaratteristiche costruttive indicate saranno rigorosamente osservate, il movimento elettricoprodotto nel sistema secondario dall’azione induttiva del primario, ‘A’, sarà enormementeamplificato… Tesla ovviamente credeva, e dichiarava ripetutamente, che questo sistema fosse capace diprodurre più energia in uscita di quella che egli vi metteva. Oggi, quel concetto viene chiamato “FreeEnergy”. Per evidenziare maggiormente che l’analisi di Vassilatos è corretta, torno a riferirmi al libro“Lectures, Patents and Articles”. A pagina L112 (Figura 22) si può vedere “On the Apparatus andMethod of Conversion” (A proposito dell’apparato e del metodo di conversione). Qui è illustrato un 41
    • generatore che può produrre correnti alternate nei circuiti sulla sinistra e corrente diretta nei circuitisulla destra. Figura 22 Illustrazione da una conferenza di Tesla, Febbraio 1893 42
    • Figura 23 Primo piano del "Metodo di conversione" La figura 23 è un ingrandimento del lato a corrente diretta.. Al centro dell’immagine, Tesla staprendendo corrente continua dal generatore principale che fa scorrere attraverso un altro apparato che,come ci dice il testo, aumenta il voltaggio DC ancora più in alto. Il circuito quindi carica uncondensatore e lo scarica attraverso uno spinterometro spento magneticamente per far funzionarelampadine e altre apparecchiature. Questa è la prova evidente, negli scritti pubblicati da Tesla, che stava lavorando su tutti icomponenti descritti da Vassilatos. Vero anche che Vassilatos li confonde con una serie di altrepossibilità, ma gli elementi essenziali sono tutti presenti e definiti esplicitamente. Aggiungiamo a questo la seguente stupefacente dichiarazione di Tesla presa da “The Problems ofIncreasing Human Energy” del giugno 1900 uscita sul Century Magazine (pagina A145): 43
    • Qualunque cosa possa essere l’elettricità, è un dato di fatto che si comporta come unfluido incomprimibile e la terra può essere considerata come un’immensa riserva dielettricità… Considerando che Nikola Tesla è l’inventore del sistema di distribuzione elettrica polifase usatooggi in tutto il mondo, è incredibile che affermi di non sapere cosa sia l’elettricità ma che essa sicomporta esattamente come un fluido sotto pressione ! Questa veduta sull’elettricità è, naturalmente,completamente fuori dalla visione accettata. L’affermazione di Tesla che l’elettricità si comporta come un fluido incomprimibile suggeriscesolo la seguente domanda: A quale fluido si sta riferendo? Potrebbe essere questo uno degli enigmaticiriferimenti di Tesla al gas eterico come suggerisce Vassilatos? Dal testo dello stesso articolo, a pagina A148, ci sono queste altre rilevanti affermazioni: Infine, tuttavia, ho avuto la soddisfazione di portare a compimento il lavoro intrapresonell’uso di un nuovo principio, la cui virtù si basa sulle meravigliose proprietà del condensatoreelettrico. Una di queste è che può scaricare o esplodere la sua energia immagazzinata in un tempoinconcepibilmente breve. Un’altra delle sue proprietà, ugualmente di gran valore, è che la suascarica può vibrare a qualsiasi velocità desiderata fino a diversi milioni per secondo. Ho realizzato uno strumento tale da poter essere caricato e scaricato alternativamente inrapida successione attraverso una bobina con poche spire di filo robusto, formando il primariodi un trasformatore del rocchetto di Ruhmkorff (induction coil). Effetti elettrici di qualsiasi caratteristica desiderata e di intensità prima impensabili sonoora facilmente producibili da apparati perfezionati di questo tipo, a cui sono stati fattifrequenti riferimenti, e le cui parti essenziali sono mostrate in figura 6. Per certi obiettivi è richiesto un forte effettivo induttivo; per altri il più improvvisopossibile; per altri ancora una velocità di vibrazione eccezionalmente alta o una pressioneestrema; mentre per certi altri scopi sono necessarie immense oscillazioni elettriche. Così, ora abbiamo quelli che ritengo siano abbondanti e sufficienti riferimenti nelle parole diTesla a sostegno della tesi principale di Vassilatos, per cui davvero Tesla fu attivamente impegnato nelcaricare i condensatori con sorgenti DC ad alto voltaggio; che li scaricava attraverso spinterometrispenti magneticamente; che faceva questo a velocità di vibrazione estremamente alte, anche fino aparecchi milioni di volte per secondo e, infine, che questo era il metodo per far funzionare il suo“Trasmettitore di Aumento”, il dispositivo che produceva e catturava quella che Tesla chiamava“Energia Radiante”. La domanda è, a dispetto di tutte queste evidenze scritte, abbiamo qualche prova diretta che laTrasmettitore di Aumento di Tesla produce una forma differente di elettricità? Per rispondere a questadomanda, rimando alla figura 24, una versione in bianco e nero dell’immagine a colori della scarica delTrasmettitore di Aumento di Eric Dollard mostrata nella copertina di questo libro. Questa fotografia fu fatta da Alison Davidson nel 1986 e mi fu fornita da Tom Brown in NuovaZelanda. La parte superiore di legno della bobina è di circa 8 pollici (20 centimetri) in larghezza. Ilvoltaggio rappresentato da questa scarica è una congettura per chiunque, ma certamente deveraggiungere approssimativamente i 400.000 volts. L’altra estremità della bobina sta conducendo più di 4ampere nella messa a terra, misurata su un amperometro a radio frequenza e l’intero sistema staattingendo meno di 2000 watts dalla presa a muro. Questa immagine mostra una scarica eterica nonperfettamente purificata, completa di “dardi blu”, proprio come descrisse Tesla. 44
    • Figura 24 Scarica di Energia Radiante A questo punto vorrei aggiungere un altro frammento di testimonianza oculare riguardante lanatura dell’energia radiante e dell’elettricità fredda di Tesla. Nello stesso giorno in cui fu fatta lafotografia di Alison Davidson, Tom Brown ed io conducemmo uno stupefacente esperimento. Presiuna comune lampadina a incandescenza e tenni la parte esterna della base a vite nella mia mano destra.Poi chiesi a Tom di avvicinarsi e di toccare la parte inferiore della connessione della lampadina con ilsuo dito. Non appena fece questo, il filamento della lampadina si accese a piena luminosità nelle nostremani. Ero a circa 6 piedi (1,8 metri) dal Trasmettitore di Aumento e Tom era circa 8 piedi (2,4 metri).Non sentì affatto sensazioni insolite, ma ero davvero spaventato. A quel tempo non avevo idea diquanto è realmente sicura questa forma di energia. Per riassumere, Tesla scoprì accidentalmente un effetto elettrostatico di “super-caricamento”mentre tentava di verificare la scoperta delle onde elettromagnetiche fatta da Hertz. Dopo centinaia diesperimenti, imparò come controllare ed aumentare al massimo questo fenomeno. Ciò lo portò allascoperta che l’elettricità è costituita da differenti componenti che possono essere separati l’unodall’altro, e che una pura energia eterica gassosa può essere separata dal flusso degli elettroni in uncircuito progettato per produrre impulsi unidirezionali di breve durata. Quando tutte le condizionierano corrette, questa energia eterica gassosa si sarebbe manifestata come un voltaggio distribuito nellospazio che si sarebbe irradiato dal circuito elettrico come un “raggio simile a luce” che poteva caricarealtre superfici all’interno del campo. 45
    • D’ora in avanti, desidero riferirmi a questo fenomeno come “L’evento Elettro-Radiante” eriassumere le sue caratteristiche come segue: Sommario dell’evento Elettro-Radiante1. L’Evento Elettro-Radiante è prodotto quando una corrente continua ad alto voltaggio è scaricata attraverso uno spinterometro e interrotta improvvisamente prima che si possa verificare qualsiasi rovesciamento di corrente.2. Questo effetto è di gran lunga aumentato quando la sorgente di corrente continua è un condensatore carico.3. L’Evento Elettro-Radiante parte dai cavi e da altri componenti del circuito perpendicolarmente al flusso di corrente.4. L’Evento Elettro-Radiante produce un voltaggio spazialmente distribuito che può essere migliaia di volte più alto del voltaggio della scarica di scintille iniziale.5. Esso si propaga istantaneamente come un “raggio simile a luce” longitudinale ed elettrostatico, che si comporta in modo simile ad un gas incomprimibile sotto pressione.6. Gli effetti Elettro-Radianti sono caratterizzati esclusivamente dalla durata dell’impulso e dalla caduta di voltaggio nello spinterometro.7. Gli effetti Elettro-Radianti penetrano tutti i materiali e creano “risposte elettroniche” nei metalli come rame e argento. In questo caso “risposte elettriche” significa che una carica elettrica si accumulerà sulle superfici del rame esposte alle emissioni Elettro-Radianti.8. Gli impulsi Elettro-Radianti più brevi di 100 microsecondi sono completamente sicuri da usare e non provocheranno shock o danni.9. Gli impulsi Elettro-Radianti più brevi di 100 nanosecondi sono freschi e causano facilmente effetti luminosi nei globi vuoti (vacuum globes). Figura 25“L’Evento Elettro-Radiante” è essenzialmente “il meccanismo di aumento” che Tesla scoprì, e che èalla base del suo Trasmettitore di Aumento. E’ il fondamento della sua dichiarazione secondo cui eracapace di creare più energia in uscita di quella che utilizzava in ingresso per avviare il processo. 46
    • CAPITOLO 4: Decifrare i brevetti di Gray Nei capitoli precedenti, ho impiegato una grande quantità di tempo per spiegare le complessità delTrasmettitore di Aumento di Tesla poiché essa è direttamente connessa con il funzionamento delcircuito ad elettricità fredda di Ed Gray. Per capire meglio cos’è il suo circuito e come funziona, lafigura 26 mostra sulla sinistra lo “schema” di Gray, così come si presenta nel brevetto # 4,595,975, esulla destra mostra quello a cui mi riferisco come lo “schema del circuito di Gray semplificato” (stousando il termine “schema” fra virgolette perché questo non è interamente un diagramma schematico). Figura 26 “Schema” del circuito e "schema" semplificato del circuito di GrayPer poter comprendere meglio questo circuito nella sua forma più basilare, vorrei temporaneamenteeliminare un numero di componenti le cui funzioni non rientrano nel suo funzionamento essenziale,così come segue: • Componenti #64 e #66 (mostrati dentro il riquadro con la linea tratteggiata): indicano un modo alternativo di far funzionare il circuito con un generatore AC. Queste parti possono essere eliminate senza cambiare il circuito in alcuna maniera significativa perché il circuito può funzionare alimentato dalle batterie. • Componenti #42, #44, e #46 che sono i meccanismi di sicurezza dal superamento dei potenziali citati precedentemente, possono essere eliminati perché abbiamo imparato nel Capitolo 1, leggendo il testo del brevetto, che queste parti sono incluse solo per proteggere i circuiti nel caso in cui esso generi troppa energia. 47
    • • Componente #26 che Gray chiama “commutatore”, è parte del meccanismo temporizzatore. Comunque, il triodo a vuoto (vacuum triode), #28, è sufficiente a darci gli impulsi temporizzati per la scarica del nostro condensatore, pertanto #26 può essere eliminato. • Componente #48: è un meccanismo commutatore (switching mechanism) che permette all’operatore di scambiare la batteria che sta fornendo energia al circuito con quella che il circuito sta ricaricando. Questo componente può essere eliminato indicando semplicemente che la batteria 18 sta facendo funzionare il circuito e che la batteria 40 sta ricevendo gli impulsi che la caricano. Quando tutti questi componenti sono stati rimossi, rimaniamo con lo “schema” del circuitosemplificato di Gray” come mostrato sul lato destro del diagramma. La figura 27 mostra il circuito del Trasmettitore di Aumento di Tesla accanto al circuito adElettricità Fredda di Gray. Io la chiamo Le Caratteristiche Comuni del Trasmettitore di Aumento diTesla e il Circuito ad Elettricità Fredda di Gray. Figura 27 Caratteristiche comuni fra il Trasmettitore di Aumento di Tesla e il circuito ad elettricità fredda di Gray 48
    • Figura 27 Caratteristiche comuni fra il Trasmettitore di Aumento di Tesla e il circuito ad elettricità fredda di GrayLe caratteristiche comuni importanti sono le seguenti: • Entrambi i dispositivi sono avviati con una sorgente di corrente continua ad alto voltaggio. Nel caso di Tesla è un generatore di corrente continua ad alto voltaggio, sorgente “B”. Nel caso di Gray il circuito comincia con una batteria, #18, il cui output è “tagliuzzato” attraverso un multi-vibrator, #20. Gli impulsi che provengono dal multi-vibrator alimentano l’avvolgimento primario a basso voltaggio sul trasformatore #22. L’avvolgimento secondario ad alto voltaggio di #22 è poi rettificato con il ponticello a onda intera (full wave bridge), #24. L’uscita proveniente da #24 è corrente DC ad alto voltaggio. Ma in un modo o nell’altro, entrambi i circuiti partono con una corrente DC ad alto voltaggio. • Il componente successivo in entrambi i circuiti è il condensatore. Nel circuito di Tesla è “C”; in quello di Gray è #16. Entrambi i circuiti funzionano grazie al condensatore caricato ripetutamente dalla la sorgente DC ad alto voltaggio. • Il componente seguente in entrambi i circuiti è lo spinterometro. Nel circuito di Tesla è rappresentato come “d-d”. Nel diagramma di Gray è #62. Perché ognuno dei circuiti funzioni correttamente, la scintilla nell’apertura deve possedere due caratteristiche: primo, ci deve essere un modo per assicurare che la scarica avvenga in una sola direzione e, secondo, ci deve essere un mezzo per controllare la durata della scintilla. Nel caso del circuito di Tesla abbiamo la pressione continua del generatore ad alto voltaggio che garantisce la scarica unidirezionale del condensatore, e un campo magnetico che attraversa lo spinterometro per far spegnere la corrente non appena questa compare. La durata della scintilla può essere determinata sia dalla forza del campo magnetico che attraversa l’apertura, sia dalla grandezza (capacità) del condensatore. Nel caso di Gray, sappiamo che stava usando condensatori molto grandi, pertanto non scaricava l’intero condensatore in una sola volta. Ma questo circuito stava svolgendo due funzioni: il resistore, #30, limitava la corrente nella scarica, e il tubo elettronico a vuoto (vacuum tube, valvola elettroionica), #28, poteva non solo interrompere la scarica a qualunque durata di impulso egli volesse, ma assicurare anche che non si verificasse nessuna inversione di corrente in questa sezione del circuito. Pertanto, ancora una volta, tutte le caratteristiche necessarie sono presenti. • Il successivo: entrambi i circuiti hanno quello che chiamo la “Posizione preferenziale per l’Evento ElettroRadiante”. Nel caso di Tesla, è rappresentato dalle “due spire di filo robusto”, 49
    • (“A”) così come lo chiama lui, che è il primario del suo trasformatore elettrico. Ma come sappiamo dalla lettura del sig. Vassilatos, questo non è un trasformatore induttivo magneticamente (magnetically inductive trasformer). L’associazione magnetica (magnetic coupling) è molto debole fra la bobina primaria e quella secondaria. Infatti questo dispositivo funziona con quelle che Tesla definisce le sue nuove “Regole di induzione elettrostatica”. Nel caso di Gray, la posizione preferenziale per l’evento elettroradiante è quello che lui chiama il suo “conversion switching element tube” (tubo di commutazione e conversione), #14. Questo componente è chiaramente un dispositivo elettrostatico, come abbiamo letto precedentemente. E’ appositamente progettato per ottenere un evento esplosivo elettrostatico che si irradia via dalla parte centrale. • Il successivo elemento comune è il “Mezzo preferenziale per intercettare l’Evento Elettro- Radiante”. Nel caso di Tesla è la bobina secondaria del suo trasformatore, “ F ”; questa è la bobina a forma di cono o spirale che menziona Vassilatos e che abbiamo già visto nei suoi brevetti. Nel caso di Gray sono le griglie ricettrici di carica (charge-receiveing grids, resistori negativi), #34, che raccolgono il voltaggio radiante. E’ importante osservare che in entrambi questi circuiti, non c’è connessione diretta fra la sorgente di energia e “l’elemento ricevente”. Solo la carica elettroradiante indotta si manifesta su questi componenti di output. • L’elemento successivo è la “Connessione all’output preferenziale”. Nel caso di Tesla l’output è la connessione a terra (E) e la capacità elevata (E) che costituiscono il suo Sistema Mondiale di Teletrasmissione (World Broadcast System). Nel caso di Gray, le scariche in uscita dalle “griglie che ricevono la carica” sono indirizzate al carico induttivo, # 36. Questo elemento può rappresentare o i magneti che saltano, o l’output di un trasformatore che funziona con la sua elettricità fredda o i magneti repulsivi nel suo motore. Pertanto, di nuovo, ogni circuito ha un mezzo preferenziale per intercettare l’Evento Elettro-Radiante e un metodo preferenziale per collegarlo all’uscita. • Ed infine, Gray era capace di riconvertire parte di questa energia in eccesso in comune elettricità e riciclarne a sufficienza per ricaricare realmente la sua batteria, come abbiamo letto prima. Tesla non era interessato a questo processo di riciclo, poiché il suo sistema era progettato per essere alimentato da una centrale idroelettrica. Quindi è chiaro da questa analisi che il Trasmettitore di Aumento di Tesla e i Circuiti adElettricità Fredda di Gray sono, per tutte le intenzioni e i fini, lo stesso circuito. Fanno le stesse cosenegli stessi posti, in modi leggermente differenti, ed entrambi dichiarano di produrre in uscita guadagniestremamente alti di una forma fredda di energia “elettrostatica”. Il sistema di Tesla era ovviamentemolto, molto più grande poiché stava progettando di fornire energia al mondo intero. Gray stava soloprogettando di alimentare la tua casa o la tua auto. Ma per tutti gli intenti e fini, questi impiantisvolgono le stesse funzioni e realizzano lo stesso meccanismo di guadagno “Elettro-Radiante”. Ancora una volta, la figura 28 mostra lo “schema” del circuito di Gray dal suo brevetto “EfficientPower Supply Suitable for Inductive Loads” (Alimentazione efficiente adatta a carichi induttivi). Dopoaver studiato questo diagramma per molto tempo, ho capito che c’era un certo numero di problemi dibase nel modo in cui era stato disegnato. Prima di tutto, guardiamo il componente # 42. Per come èdisegnato (ricordo che questo è un meccanismo di protezione dall’eccesso di energia delle scariche -spark overshoot mechanism-) c’è una linea che collega tutto attraverso la metà inferiore. Se questafosse ipotizzata come una reale connessione elettrica, essa produrrebbe un corto circuito, e nonpermetterebbe al condensatore #16 di caricarsi. Pertanto si può vedere chiaramente che questa partedel disegno ha dei problemi. 50
    • Figura 28 “Schema” del Circuito di Gray Osserveremo ora i componenti # 26 e #28 che sono definiti nel testo del brevetto come segue: Il controllo del tubo di commutazione e conversione è mantenuto dal commutatore # 26.Per questo elemento di controllo si possono utilizzare una serie di contatti montatiradialmente intorno a un’asta o un dispositivo di commutazione allo stato solido sensibile altempo o ad un’altra variabile. Un tubo di commutazione percorso dall’energia a senso unico,28, è inserito fra il dispositivo commutatore e il tubo di commutazione e conversione perprevenire la formazione di archi di alta energia sul percorso della corrente del commutatore. 51
    • Se il commutatore, #26, fosse un dispositivo allo stato solido, non ci sarebbe nessuna“formazione di archi” da prevenire. Perciò, l’obiettivo dichiarato del componente #28 nel testo delbrevetto è fuorviante. Tuttavia, il componente #28 è descritto come una “percorso di energia a sensounico”. Gray sta dicendo chiaramente che in questa sezione del circuito all’energia può esserepermesso di muoversi solo in una direzione. Questa è l’importante condizione da stabilire, perché essaè in stretto accordo con le condizioni che Tesla dettò per poter creare l’Evento “Elettro-Radiante”. C’èanche un’altra evidente omissione in relazione al componente #28. La griglia di controllo in questodispositivo a triodo (triode device) non è attaccata a niente, e questo, certamente, è quello che potrebbecontrollare la temporizzazione della scarica della scintilla. Nel testo del brevetto, non è menzionatocome funziona il componente #28, e non c’è nessun accenno sul come è controllata la griglia. Fuun’importante comprensione per me riconoscere che il componente #28 non ha mezzi per esserecontrollato. I problemi successivi che trovai erano nel carico induttivo, componente #36. Il primo è che #36è descritto come un induttore ma non è rappresentato dal simbolo di una bobina come possiamovedere per i componenti #22 e #66. Secondo, ci sono anche due strane frecce associate a questocomponente. Il testo del brevetto suggerisce che queste possano essere effettivamente due bobine chesi respingono l’un l’altra per produrre lavoro meccanico. Con questo in mente, le frecce possonorappresentare l’idea di due elementi respinti via l’uno dall’altro in qualche modo. Ciò non è reso inmodo chiaro nel testo. Terzo, non vediamo nessun reale percorso della corrente attraverso questocomponente, pertanto non sappiamo dove va la scarica. Ed infine, quarto, il circuito giunge al secondocondensatore, #38. Nel testo del brevetto questo componente è descritto come parte del meccanismodi ricarica. Tuttavia, nessuna di queste connessioni tra i componenti ha senso. Per esempio, se gliimpulsi che vengono dall’induttore, #36, cominciano a caricare il condensatore #38, non sonomostrate connessioni del circuito che gli permetterebbero mai di scaricarsi. Quindi, a causa di questeomissioni, cominciai a vedere questa sezione del circuito più come un diagramma a blocchi che come aun reale schema. Giunsi alla conclusione che tutto quello che è realmente evidente è che le griglie riceventi sono inrelazione con il carico induttivo, che è in relazione con il condensatore ricevente, che è in qualchemodo in relazione con la ricarica della batteria. Pertanto, questa sezione è un diagramma a blocchi, cheindica soltanto che questi componenti sono in relazione l’un l’altro, più che mostrare esattamente comesono collegati insieme. Mentre procediamo verso una più completa comprensione di quello che il diagramma schematicodi Gray possa essere realmente, rivolgeremo ora la nostra attenzione al suo “conversion elementswitching tube” (figura 29). Finalmente, ecco quella che è la parte centrale dell’argomento, ilcomponente a cui Gray si riferiva sempre come lo “strumento super segreto per generare e miscelareelettricità statica”. Questo è l’elemento dove la free energy viene generata e raccolta. Il suo tubo di commutazione e conversione è veramente tre componenti in uno. E’ composto dalresistore #30, dallo spinterometro (lo spazio fra # 32 e # 12), e dall’area circondata dalle griglie chericevono la carica (#34a & # 34b). Anche se non è affermato nel testo del brevetto, sappiamo che lospinterometro è stimato essere a circa 3000 volts, basandosi sulle dichiarazioni fatte da Graynell’articolo di giornale citato nel Capitolo 1. L’estensione posteriore di quello che Gray chiama “highvoltage anode” (#12) (anodo ad alto voltaggio) è la superficie dalla quale l’Evento Elettro-Radiantesarà proiettato. Questa raffica di free energy si irradierà via da #12, perpendicolarmente al flusso dellacorrente nel percorso della scarica di scintilla che si muove lungo quella superficie. La composizionemateriale di #12 è rappresentata come piuttosto spessa. Non è solo un filo. Ma quali sono le suecaratteristiche? Il brevetto non le descrive. Potremmo ipotizzare che questo materiale sia un metalloscoperto, senza isolamento su di esso. Potrebbe avere una finitura a specchio, fatta di acciaioinossidabile o di un materiale non-magnetico. Qui dobbiamo esaminare un’ampia varietà di opzioni, 52
    • ma molto probabilmente il diametro dell’elemento potrebbe essere un fattore importante, così come ilfatto che sia o no solido o vuoto. Queste domande necessitano di essere esaminate e rimangono nelcomplesso le sole incognite. Figura 29 Diagramma del Tubo di Conversione di Gray 53
    • Le griglie concentriche riceventi (#34a & # 34b) sono progettate per intercettare l’EventoElettro-Radiante. Come indicato prima, il brevetto afferma, “Questo elemento utilizza un anodo abasso voltaggio, un anodo ad alto voltaggio, ed una o più griglie che ricevono“elettrostaticità” o carica”. Nella sezione del brevetto di Gray che si riferisce a questo componente,egli afferma: La forma e il distanziamento delle griglie elettro-statiche è anche suscettibile allevariazioni di applicazione, voltaggio, corrente e di richiesta di energia. E’ nella tesidell’inventore che attraverso un giudizioso accoppiamento degli elementi del tubo dicommutazione e la giusta selezione dei componenti degli elementi del circuito del sistema, sipossono raggiungere i risultati teorici desiderati. E’ nella tesi dell’inventore che questoprocesso di accoppiamento e selezione dipende molto dalle capacità derivanti da una intensaricerca e dalla tecnica di sviluppo. Sono sicuro che questo era il suo modo molto simpatico di dire: “Questo è tutto quello ti possodire, ma probabilmente puoi capirlo se sai quello che fai”. Dopo afferma: L’incorporamento preferenziale di questa invenzione assume un ottimale utilizzo e unottimale beneficio da questa invenzione solamente quando è usata con dispositivi energeticiportatili simili nel principio a pile a liquido o pile a secco. Questa invenzione intendeutilizzare l’energia contenuta in una scintilla elettrica, internamente generata e ad altovoltaggio, per alimentare elettricamente un carico induttivo; questo carico induttivo è capacepoi di convertire l’energia così ottenuta in un vantaggioso output elettrico o meccanico. Qui abbiamo delle chiare dichiarazioni di Gray che il tubo di commutazione e conversione è lafonte degli output vantaggiosi. Questo componente, infatti, è quello che alimentava il suo esperimentodel magnete scagliato in aria.; è quello che faceva funzionare il suo circuito, che faceva funzionare laTV, le radio e le lampadine, ed è il componente che faceva funzionare il suo motore. Questo èl’elemento dove l’energia è aumentata, e assume caratteristiche di “elettricità fredda”. D’ora in avantimi riferirò a questa struttura come “Ricetrasmettitore Elettro-Radiante”, perché è progettata sia perteletrasmettere che per ricevere “L’Evento Elettro-Radiante”. Avendo stabilito questi punti, ci sono ancora una serie di incognite che necessitano essereesaminate. Ad esempio, in questi diagrammi o nel testo del brevetto non compaiono indicazioni perdeterminare in questo involucro ci sia il vuoto oppure no, o se è riempito con aria o qualche altro gas.Le citazioni di Gray prese dall’articolo del NewsReal rivelano che lui imparò come imbrigliare questoeffetto studiando i fulmini. L’articolo afferma anche che lui osservò che un fulmine era più fortequanto più era più vicino a terra e che suppose che ciò avesse qualcosa a che fare con la “maggiorpresenza d’aria”. Pertanto può darsi che all’interno del tubo non ci sia una condizione di vuoto.Sebbene sappiamo che l’output di “elettricità fredda” non farà prendere la scossa, la scarica delcondensatore potrebbe farlo, perciò l’involucro attorno al componente, #50, potrebbe essere statomesso per ragioni di sicurezza. Due presupposti sicuri sono: 1) #50 può essere considerato un mezzomeccanico per tenere insieme i componenti, e 2) che c’è probabilmente dell’aria in questo contenitore. Non sappiamo neanche la grandezza fisica di questo dispositivo, e non sappiamo le dimensionifisiche delle griglie che ricevono la carica, inclusi la loro lunghezza e diametro. E’ così finchè nonesaminiamo la prova fotografica di Tom Valantine. In figura 30 (e nella fotografia a colori mostrata nella copertina posteriore del libro), Ed Gray stain piedi prima di un incontro con i suoi azionisti. Nell’immagine ingrandita nel riquadro sulla copertinaposteriore si può vedere chiaramente il “componente magico”. In questa fotografia sono rivelate unsacco di informazioni sulla configurazione del dispositivo; in particolare sulle dimensioni fisiche deitubi di commutazione e conversione che ora sto chiamando Ricetrasmettitori Elettro-Raditanti. C’èuna fila di tre tubi di conversione ognuno dei quali è alimentato dalla scarica di un singolocondensatore. Si possono vedere facilmente tre condensatori molto grandi. Scansionai la foto 54
    • digitalmente e quando esaminai i marchi presenti sul condensatore in un ingrandimento estremo, sileggeva “2 micro-farads” e “4000 volts DC”. Figura 30 Edwin Gray e il suo Prototipo di motore #6 Quindi, lì dove il brevetto del motore di Gray mostra una fila di diciotto condensatori che sonocaricati e scaricati in successione per far funzionare il motore, non è quello che egli faceva realmente.La prova del brevetto del circuito e questa fotografia mostra chiaramente che le bobine del motorevenivano alimentate dall’output del tubo di conversione, e non direttamente dalle scariche deicondensatori. La fotografia mostra un solo cavo che fuoriesce da ciascuno dei tre tubi di conversione eche va al commutatore, solo con un singolo cavo di ritorno. Pertanto è molto più probabile che Graystia scaricando a terra le griglie riceventi attraverso le sue bobine magnetiche. L’ingrandimento nelriquadro mostra chiaramente due griglie riceventi nel tubo, distanti l’una dall’altra circa ¼ di pollice(0,6 cm). Come siano collegate esattamente non è ancora certo. Il brevetto suggerisce che ogni griglia siacollegata alla spina, #60, e che ci sia un collegamento da là all’induttore di uscita. La figura 31 è un’altra fotografia mai pubblicata fatta da Tom Valantine nel laboratorio di EdGray nel 1973, che mostra Ed Gray e Fritz Lens al loro banco di laboratorio. La disposizione dei pezzimostrata in primo piano è l’impianto usato per dimostrare i “magneti scagliati”. Nella parte sinistra inbasso della fotografia c’è quello che sembra essere un trasformatore ad aria (air core transformer)avvolto su un pezzo di PVC del diametro di 4 pollici (10 cm), che è appoggiato su alcuni blocchi dilegno (figura 32). Questo elemento del circuito sta prendendo probabilmente la scarica dal tubo dicommutazione e conversione, e accoppiandola induttivamente ad un avvolgimento secondario. E’l’avvolgimento secondario che alimenta i magneti che sono collegati in serie, facendoli volar via l’unodall’altro. Per poter creare gli impulsi repulsivi che sono perfettamente sincronizzati l’uno con l’altro,Gray ha questo trasformatore ad aria che alimenta i magneti simultaneamente. Qui, nel primo stadio,sta usando un trasformatore ad aria perché la frequenza dell’impulso è troppo alta. Un ingrandimentodigitale su questo componente mostra che l’avvolgimento centrale è costituito da due strati, ognuno didieci avvolgimenti di quello che sembra il filo della candela di accensione (spark plug wire). 55
    • Figura 31 Edwin Gray e Fritz Lens nel 1973 Figura 32 Carico Induttivo di Gray 56
    • Questo, dunque, è il “Carico induttivo” di Gray.Questo è il modo in cui imbriglia l’energia proveniente dalle griglie riceventi del tubo di commutazionee conversione, permettendogli di fare lavoro reale. Ma probabilmente la miglior prova che supporta questo concetto dell’output è quella trovata nelbrevetto US di Tesla # 685,958 intitolato “Method of Utilizing Radiant Energy” (Metodo per l’utilizzodi Energia Radiante). La figura 33 mostra una delle illustrazioni di questo brevetto. Qui vediamo lapiastra “P” che viene esposta a qualche sorgente di Energia Radiante, e che poi viene scaricata a terraattraverso l’avvolgimento primario di un trasformatore. Quindi tutte le prove supportano questa ideadell’output. Figura 33 Metodo dell’Energia Radiante di Tesla A questo punto, abbiamo abbastanza prove per teorizzare cosa possa essere realmente il circuitoschematico ad elettricità fredda di Edwin Gray. La figura 34 è un diagramma che ho creato io,intitolato “ Probabile schema per il circuito ad elettricità fredda di Gray”. La parte davanti è identica aldiagramma di Gray, completo con la batteria, #40, multi-vibrator, #20, trasformatore di aumento,#22, ponticello a onda intera (full wave bridge), #24, condensatore, #16, e i meccanismi di protezione,#42, #44, e #46. In seguito, proprio come nel diagramma di Gray, c’è il meccanismo RicetrasmettitoreElettro-Radiante, #34, che porta allo spinterometro, #62, il resistore, #30, la griglia a vuoto del triodo(vacuum grid), che è un circuito di controllo a timer capace di generare delle serie di impulsi comerichiesto, con durate di impulsi in un range compreso fra 10 e 50 microsecondi. Nella sezione di output, mostro le due griglie del Ricetrasmettitore Elettro-Radiante, #34,collegate l’una all’altra. Esse sono collegate una alla volta al primario del trasformatore ad aria che ècollegato a terra. Il secondario del trasformatore ad aria abbassa il voltaggio per alimentare lampadine ealtri apparecchi a tensione media. Questa sezione del circuito è collegata anche ad un altrotrasformatore per abbassare la tensione, il cui secondario potrebbe essere rettificato per caricare unaltro condensatore, #38. Mentre gli impulsi di corrente si accumulano, questo condensatore, #38, sicaricherà ad un voltaggio che è più alto di quello della batteria #18, e perciò comincerà a caricarequesta batteria secondaria. Il meccanismo di protezione dall’eccesso di energia delle scariche (Spark overshoot mechanism),#42, è mostrato come due spinterometri ad alto voltaggio separati, uno sulla linea primaria usato per 57
    • scaricare eventuali scariche Elettro-Radianti che si accumulano nel circuito primario, e l’altro impiegatoper scaricare eventuali eccessi di voltaggio nel circuito di output. Figura 34 Probabile schema per il circuito ad elettricità fredda di Gray Riferendoci al tubo a vuoto (vacuum tube) #28, sappiamo prima di tutto, secondo Vassilatos, cheper poter creare una forma di elettricità che non dia scossa, Tesla disse che la durata della scintilla deveessere limitata a qualsiasi valore inferiore a 100 microsecondi. Sappiamo anche dalla dichiarazione delDr. Chalfin nell’articolo del NewsReal che Gray usava l’energia “solo per una piccola frazione di unmillisecondo”. La temporizzazione degli impulsi che ho indicato, compresa fra 10 e 50 microsecondi,rappresenta fra l’1% e il 5% di millisecondo. Questa senza dubbio rappresenta una “piccola frazione”.In secondo luogo il tubo a vuoto (vacuum tube) #28 funziona anche come un diodo super veloce perprevenire qualsiasi inversione nella corrente. Come affermato prima, il condensatore #16 si scarica indietro, attraverso il RicetrasmettitoreElettro-Radiante, verso il positivo della batteria. Normalmente, se un condensatore viene scaricato, ilpositivo ad alto voltaggio dovrebbe essere scaricato indietro verso il morsetto negativo. Tuttavia, èindicato che Gray faceva scaricare il suo condensatore indietro verso il positivo della batteria. Teslamostrò chiaramente che questo non è necessario per creare L’Evento Elettro-Radiante, ma Gray deveaverlo sentito importante. Il significato di questo non è ancora noto, ma deve essere certamente inrelazione alla sua idea di “separare il positivo”, un pezzo del suo linguaggio incomprensibile usato nelledescrizioni iniziali sulla sua tecnologia. Chiaramente, non ha niente a che fare con il “ricaricare” labatteria #40. La caduta di voltaggio nello spinterometro riduce quasi a zero l’ammontare di energia chepuò esser fatta ritornare a questa batteria. Pertanto questo non può essere il meccanismo di ricarica. Intutta probabilità, collegando indietro al positivo della batteria, Gray sta caratterizzando L’EventoElettroRadiante in un modo più “positivo”. Quando dico “positivo”, intendo elettropositivo. Pertantoora abbiamo alcune nozioni sulla provenienza della terminologia di Gray “frazionare il positivo”, e sucosa potrebbe essere il suo significato. Gray afferma pure di usare solo una forma positiva di energia. 58
    • Certamente quello che si diffonde sulle sue griglie riceventi è una carica positiva elettrostatica. Quandoquel impulso è scaricato a terra, egli sta solo usando la parte positiva dell’elettricità. Perciò, qualunquecosa disse Gray ha senso. La prova fotografica nell’immagine del retro di copertina posteriore suggerisce fortemente che legriglie riceventi la carica nel tubo di conversione di Gray siano di rame. Come abbiamo detto prima, glieffetti Elettro-Radianti creano risposte “elettroniche” in certi metalli. Gray deve aver pensato chepoteva creare un carica di elettroni sulle sue griglie riceventi se intercettava l’Evento Elettro Radiantesul rame. Nel grande impianto radiante di Tesla, egli imparò ad evitare l’utilizzo del rame per prevenirela contaminazione elettrica che l’impianto creava. Ma nell’impianto più piccolo di Gray, questo eraproprio ciò di cui aveva bisogno. Tanto più l’energia Elettro Radiante interagisce di nuovo con il rame,quanto prima ritorna in una forma di elettricità che realmente caricherà la batteria più effettivamente inmodo del tutto normale. Questo, quindi, è il modo in cui Edwin Gray produceva elettricità fredda. Per ricapitolare, l’elettricità fredda di Gray funziona così: comincia con l’energia che proviene dauna batteria; egli la aumenta a 3000 volts DC che accumula in un condensatore molto grande. Poiscarica impulsi attraverso uno spinterometro, tagliuzzati da un tubo a vuoto (vacuum tube), in modoche la durata dell’impulso sia inferiore a 50 microsecondi. Questo staccato di impulsi scorre attraversoil Ricetrasmettitore Elettro-Radiante che crea una successione di campi radianti elettrostatici divoltaggio spazialmente distribuito che viene raccolto dalle griglie riceventi. Non appena L’EventoElettro-Radiante cessa, queste griglie caricate si scaricano a terra attraverso il primario del “caricoinduttivo”. Il sistema di recupero dell’output è induttivamente accoppiato a questo primario di scaricacon un riduttore di tensione per far funzionare lampadine e altri apparecchi a tensione media, comepure un altro trasformatore riduttore di tensione per ricaricare la batteria secondaria. Scambiando lebatterie avanti e indietro periodicamente, Gray poteva far funzionare l’impianto indefinitamente, eprodurre anche un output piuttosto grande. A questo punto, c’è solo un errore finale da mostrare. Nel testo del Brevetto, Gray propone unateoria sul luogo da cui proviene l’eccesso di energia. Suggerisce che l’aumento di energia che simanifesta sulle griglie riceventi è “l’equivalente” della corrente proveniente dall’anodo a bassovoltaggio (batteria #40) moltiplicato per il voltaggio proveniente dall’anodo ad alto voltaggio(condensatore #16), che si combinano nella scarica della scintilla. Egli dichiara: “Poiché la duratadell’arco è molto breve, la tensione istantanea e la corrente istantanea possono essereentrambe molto elevate. Quindi anche la potenza apparente di picco istantaneo è molto alta.Questo è chiaramente non vero. Ho provato dozzine di metodi per combinare il voltaggio di unasorgente con la corrente di un’altra sorgente nel tentativo di creare un incrocio di energia (energy cross-product). Non funziona. Ma la prova migliore che Gray non stava facendo ciò è in questi due punti.Primo, un tale schema, se fosse possibile, produrrebbe una normale elettricità CALDA. E secondo, iltubo di conversione di Gray ha una resistenza fra lo spinterometro e la sorgente a batteria, chechiaramente blocca la disponibilità di corrente illimitata. Pertanto, la spiegazione di Gray sul“meccanismo di guadagno” non può essere vera. La mise nel brevetto o perché egli stessoeffettivamente non capiva l’effetto, o perché pensava che questa spiegazione avrebbe superato gliesaminatori più facilmente. (Io personalmente credo Gray sapesse come creare l’effetto, ma nonsapeva come spiegarlo). La dichiarazione di Gray che usava solo l’1% dell’energia e che il 99% tornava indietro allabatteria è effettivamente un tentativo senza senso di spiegare questo fenomeno in terminiTermodinamici. In effetti tutta l’energia nel suo circuito primario viene persa. Il condensatore #16scarica nello spinterometro, mentre il 99% del potenziale di lavoro dell’energia è perso nella caduta ditensione, per non menzionare il fatto che non c’è nessun “dispositivo di lavoro” all’uscita sul percorsodella scarica che tragga vantaggio dell’impulso. Pertanto il 100% dell’energia in ingresso è persa intermini di conversione in lavoro ordinario. Tuttavia fa qualche altra cosa. Produce una serie di scaricheunidirezionali che rilasciano una serie di eventi “Elettro-Radianti” che sono scaricati attraverso il reale 59
    • “dispositivo di lavoro” dell’uscita. Questa uscita di lavoro è 100 volte più grande dell’energia persa per crearlo. Se a questo punto c’è ancora scetticismo riguardo alle proprietà del circuito di Gray, ciò che seguepuò aiutare a mettere tutto questo in prospettiva. La figura 35 mostra una classica immaginedell’enigmatica macchina Testatika, progettata da Paul Baumann nella Comunità Mathernitha a Linden,Svizzera. Mr Baumann dichiara di aver imparato come costruire questo dispositivo studiando i fulmini.Esso ha un dispositivo di Wimshurst come interfaccia elettrostatica per l’alto voltaggio, che carica duecondensatori o bottiglie di Leida. L’alto voltaggio proveniente da questi condensatori scende nellesommità di grandi recipienti (l’interno dei quali Mr Baumann non ha mai lasciato vedere a nessuno),quindi vien fuori dalle parti inferiori e si imbatte in uno spinterometro. Ci sono state infinitespeculazioni riguardanti la costruzione di questi “grandi recipienti”, spaziando dai condensatori drogaticon uranio a strane disposizioni di cristalli e magneti. Ma ti suggerisco che questi “grandi recipienti”sono Ricetrasmettitori Elettro-Radianti, e che essi non sono del tutto differenti dal design del tubo diconversione di Gray. Figura 35 La macchina Testatika di Paul Baumann È interessante notare che Mr Baumann ha messo un recipiente su ognuno dei due lati dellospinterometro, il primo che probabilmente produce un Evento Elettro-Radiante Positivo, e il secondoche produce un Evento Elettro-Radiante negativo. Puoi ricordarti che Vassilatos ha riferito che Tesladisse che, a seconda della posizione dello spinterometro, poteva o proiettare una carica su unasuperficie o rimuovere una carica da una superficie. Pertanto questo è quello a cui un impiantopienamente bilanciato potrebbe assomigliare, in cui gli impulsi di uscita inducono effettivamente lacarica da una superficie Elettro-Radiante Positiva ad una superficie Elettro-Radiante negativa, inveceche solamente da una griglia che scarica verso terra, come nel sistema di Gray. La figura 36 mostra chiaramente che questo piccolo dispositivo di Wimshurst non ha alcunproblema nel creare grandi effetti di illuminazione. La rivendicazione in questa immagina è di 1.000watts di luce. Qui il guadagno deve avvicinarsi a 1000 ad 1, per non menzionare il fatto che ildispositivo si sta autoalimentando. 60
    • Figura 36 La Testatika mentre accende una lampadina Tutta l’evidenza supporta la conclusione che il circuito ad “elettricità fredda” di Edwin Grayfunziona grazie all’Energia radiante, ed è un “cugino stretto” dei dispositivi sviluppati dal Dr NikolaTesla e dal Dr Thomas Henry Moray. Questo si colloca anche all’interno di un gruppo più vasto ditecnologie che effettivamente sfruttano l’etere ottenendo lavoro utile. E’ la sola spiegazione cheaccomuna tutte le prove. Per poter capire meglio queste tecnologie Eteriche, il ricercatore deve studiare solo quegliinsegnamenti che contribuiscono a queste tradizioni vitalistiche. Il modello di Etere che ho trovatoessere il più accurato e utile è quel gruppo di idee avanzate dal Dr. Rudolf Steiner. (Il miglior libro-fonte per studiare il modello di Etere di Steiner è “Etheric Formative Forces in Cosmos, Earth andMan” di Guenther Wachsmuth). In questo modello ci sono quattro ottave primarie dell’Etere. Questesono l’Etere luce, l’Etere calore, l’Etere chimico e, la sintesi unificata di questi primi tre, l’Etere Vita.Steiner descrive l’elettricità come una “combinazione innaturale dell’Etere calore e dell’Etere luce”. Iltermine “innaturale” usato qui significa semplicemente che non si trova in natura. Sebbene questitermini siano leggermente differenti, puoi esser in grado di notare parallelismi fra questa idea e leconclusioni a cui stava giungendo Tesla. L’Etere luce si riferisce al voltaggio, la capacità e le forzedielettriche in natura, mentre l’Etere calore si riferisce alla corrente, alla resistenza e alle forzemagnetiche in natura. I raggi longitudinali dell’Etere luce si propagano istantaneamente a qualsiasidistanza, anche a distanze interstellari e intergalattiche. Questo mezzo è freddo e non rispondecompletamente a ciò cui ci si riferisce generalmente come resistenza elettrica. Questo significa cheanche la legge di Ohm è inutile per determinare accuratamente i comportamenti dei circuiti quandoquesto medium è presente. Più importante, tuttavia, è che ciò si ricollega alla grande ricerca del cosiddetto “super-conduttorea temperatura ambiente”. E’ possibile che cercare conduttori con la minor resistenza possibile possaessere l’obiettivo errato. Un flusso purificato di Etere Luce è il vero “super-conduttore a temperaturaambiente”. Questo mezzo è “condotto” meglio attraverso carbone puro, secondo Tesla, ma può essereanche “riflesso” su una vasta varietà di finiture a specchio, metalli di argento e polimeri di plasticatrasparente. L’elettricità non è un evento monolitico, e certamente non è semplicemente il movimento dielettroni. Tesla dimostrò che l’elettricità può essere divisa nelle sue frazioni Etere Calore ed Etere Luce. 61
    • Quando accade questo, L’Etere luce si allontana a tutta velocità ad angoli retti, lasciando dietro l’EtereCalore, e mette una grande quantità di energia nel territorio circostante. E’ indispensabile per iricercatori moderni capire che le Leggi della Termodinamica e le equazioni di Maxwell non sonopertinenti con le tecnologie Eteriche, e quindi non definiscono tutto il complesso di possibili realtà chepossono essere indagate nella scienza elettrica. Oltre a Tesla, Gray e Baumann, ci sono anche molti altri inventori che hanno scoperto comeutilizzare l’Etere e fargli fare un lavoro utile. Fra questi: John W. Keely nel 1872, Nathan B. Stubblefieldnel 1880, Thomas Henry Moray nel 1926, Viktor Schauberger nel 1920, Dr. William Reich nel 1940, edozzine di altri negli ultimi 50 anni. I più importanti sono Trevor Constable, e Dr. Robert Adams dellaNuova Zelanda. Alla luce di questo, c’è una vasta evidenza per suggerire che Dio sta cercando di dare allepopolazioni di questo mondo un’energia pulita e basso costo nella forma di tecnologia Eterica per oltre120 anni. È tempo di svegliarsi spiritualmente e accettare benevolmente questo dono divino. 62
    • RIFERIMENTILibri: Dr. Robert Adams, Applied Modern 20th Century Aether Science, Aetheric Energy Dr. Nikola Tesla, Nikola Tesla: Lectures, Patents, and Articles, Tesla Museum Reprint, Belgrade, Yugoslavia. Gerry Vassilatos, Secrets of Cold War Technology, Project HAARP and Beyond Dr. Guenther Wachsmuth, The Etheric Formative Forces in Cosmos, Earth & Man, A Path of Investigation Into The World of The Living, Volume I, Borderland Science Research Foundation Reprint.Riviste: "Man Creates Engine That Consumes No Fuel", The National Tattler, 1 luglio, 1973. "Miracle No-Fuel Electric Engine", The National Tattler, 8 luglio, 1973. "2 Inventors Work To Devise Fuelless Car", The National Tattler, 24 gennaio, 1974. "Inventor of Worlds First No-Fuel Engine is Suppressed by LA District Attorney", The National Tattler, 16 marzo, 1975. "Auto Motor Inventor Just Fueling Around?", The Progressive Bulletin, 8 luglio, 1977. "EMS - Electronic Power That Could Change The Worlds Economic Power Picture", NewsReal giugno 1977.Brevetti degli Stati Uniti: TESLA # 593,138 - November 2, 1897; "Electrical Transformer". # 685,958 - November 5,1901; "Method of Utilizing Radiant Energy". # 787,412 - April 18, 1905; "Art of Transmitting Electrical Energy Through the Natural Mediums". GRAY # 3,890,548 - June 17, 1975; "Pulsed Capacitor Discharge Electric Engine". # 4,595,975 - June 17, 1986; "Efficient Power Supply Suitable for Inductive Loads". # 4,661,747 - April 28, 1987; "Efficient Electrical Conversion Switching Tube Suitable for Inductive Loads".Video:• Free Energy Research; Borderland Labs, Borderland Science Research Foundation, 1987.• Transverse and Longitudinal Electric Waves; Borderland Labs, Borderland Science Research Foundation, 1988• Teslas Longitudinal Electricity ; Borderland Labs, Borderland Science Research Foundation, 1988Altri:• Previously unpublished photographs by Tom Valentine.• Still unreleased video footage of experiments in Borderland Labs, Borderland Science Research Foundation, 1986-1989. 63
    • 64
    • DA PARTE DEL TRADUTTORE: Mi auguro che questo testo si riveli di preziosa utilità per migliaiadi ingegneri, ricercatori e sperimentatori, così come auspicato dal Dr. Lindemann.E’ interessante notare che indicazioni identiche o molto simili a quelle qui presentate sono spiegate nellibro “The Final Secret of Free Energy”, scritto da Tom Bearden, fisico-matematico e ingegnerenucleare. La traduzione disponibile “Bearden – The final Secret of Free Energy ITALIANO” è grezza,ma i numerosi elementi comuni con quanto letto qui sono facilmente riconoscibili.I suggerimenti non mancano, ora è tempo di iniziare a darsi da fare per migliorare il nostro mondo, infondo la scienza stessa dice che le leggi sono tali, ma fino a quando non ne vengono scoperte dellenuove che mettano in discussione quelle vecchie…Chi si domanda come mai possa esser possibile che possano esistere tecnologie simili ma non sidiffondano, un’analisi a cura dello stesso Peter Lindemann può aiutare a chiarire le idee:Il Mondo della Free EnergyUn particolare ringraziamento a TFI, autore della versione 2.1 con la quale ha corretto frasi e terminitradotti in maniera errata o mancanti della prima versione. (10-03-2007)Questa nuova versione include le immagini nella loro risoluzione e qualità originale (ove possibile), iriferimenti finali e collegamenti ipertestuali per una più rapida consultazione eventuale dei testi citati.Buone ricerche. 65