COMUNE DI MONTIGNOSO
PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE
Comune di Montignoso
2 Ottobre 2013
Barbara barsanti
PERCHÉ IL PIANO?
PERCHÉILPIANO
È un obbligo di legge
Decreto-legge n. 59 del 15 maggio 2012 convertito dalla
legge n. 100 del 12 luglio 201...
RATIODELLALEGGE225/1992
Art. 1-bis. - (Servizio nazionale della protezione civile). –
1. È istituito il Servizio nazionale...
IL PIANO
Un piano efficace deve essere flessibile e snello
ILPIANO-PARTEGENERALE
Raccoglie i dati di base del territorio,
della popolazione ,
degli eventi storici occorsi
e analizza...
DATI DI BASE
INQUADRAMENTOTERRITORIALE
Altimetria
Da quota 0 a 200 m s.l.m. 7 km2
Da quota 201 a oltre 701 m s.l.m. 9,67
ESTENSIONE TER...
INQUADRAMENTODEMOGRAFICO
Popolazione
Totale residenti 10559
Nuclei familiari 4430
il 64% della popolazione è compreso
tra ...
INQUADRAMENTOMETEOCLIMATICO
Centraline di Monitoraggio
Cfr-toscana
meteoapuane
http://www.cfr.toscana.it
http://www.meteoa...
EVENTISTORICI
ORGANIZZAZIONE NELLA FASE OPERATIVA
LEFUNZIONIDISUPPORTO
funzioni di supporto :
1 Tecnico-scientifica e Pianificazione -Servizi essenziali - Strutture operati...
ILPIANO–GLIALLEGATI
ALLEGATO1–RISCHIOIDROGEOLOGICO
ALLEGATO2–RISCHIOSISMICO
M. Locati, R. Camassi e M. Stucchi (a cura di), 2011. DBMI11, la versione 2011 del Database Macro...
ALLEGATO3–RISCHIOINCENDIDIINTERFACCIA
“incendio di interfaccia urbano-foresta” (IUF) qualunque
incendio che originatesi o ...
ILPIANO–PROCEDUREOPERATIVE
È composto da procedure operative che sono il cuore del piano . Si può sintetizzare nella frase...
ILPIANO–NORMEDICOMPORTAMENTO
E da norme di comportamento per la popolazione
ALLEGATO5–SCHEDEAREEDIEMERGENZA
QR-Code
Inquadrandolo con uno smartphone o tablet permette di
accedere a Gmap e di ricavar...
ALLEGATO6-VIABILITÀDIEMERGENZAECANCELLI
ALLEGATO7–MANSIONARIO
CARTOGRAFIA
1 - Carta Pericolosità Idrogeologica
2 - Carta Pericolosità Sismica
3 – Carta Aree di Emergenza
4 - Carta dei ...
E QUINDI ?????
RESILIENZA
RISCHIO =
Pericolosità x vulnerabilità x Esposizione
RESILIENZA
RESILIENZA
Nell'ambito della protezione civile si intende la capacità di una
comunità di affrontare gli eventi calamitosi,...
FUNZIONE COMUNICAZIONE
Nel giro di pochi anni E’ cambiato
radicalmente il modo di
approcciarsi all’informazione da
parte del cittadino
Siamo pass...
COMUNICAZIONE1.0
Funzione comunicazione
Comunicato stampa
Media (tradizionali )
DALLA :
CONVERSAZIONE2.0
Tutti
Parlano con tutti
Iperconversazione
ALLA :
RISCHIO
Diffusione di notizie
non verificate né
verificabili.
Sensazionalismo
spicciolo ……..
NECESSITA’
Aiutare le persone a conoscere il rischio,
a prepararsi per affrontare un emergenza
NECESSITA’
MEZZI
E’ necessario usare i canali più diffusi
oltre ai canali tradizionali.
Oggi sono Twitter e Facebook domani
saranno a...
SOCIALMEDIA-FACEBOOK
Presente già dal 2010
SOCIALMEDIA–TWITTERG+
Il link tra gli account fb, twitter, G+ con il sito «ufficiale» contrasta anche il fenomeno
degli ac...
PROTEZIONECIVILE.COMUNE.MONTIGNOSO.MS.IT
Ma soprattutto…….
http://protezionecivile.comune.montignoso.ms.it
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Piano comunale di emergenza Comune di Montignoso

  1. 1. COMUNE DI MONTIGNOSO PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE Comune di Montignoso 2 Ottobre 2013 Barbara barsanti
  2. 2. PERCHÉ IL PIANO?
  3. 3. PERCHÉILPIANO È un obbligo di legge Decreto-legge n. 59 del 15 maggio 2012 convertito dalla legge n. 100 del 12 luglio 2012: disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile LEGGE 225/1992 ART 3 comma 6. I piani e i programmi di gestione, tutela e risanamento del territorio devono essere coordinati con i piani di emergenza di protezione civile, con particolare riferimento a quelli previsti all'articolo 15, comma 3-bis, e a quelli deliberati dalle regioni mediante il piano regionale di protezione civile. ART 15 comma 3 bis Il comune approva con deliberazione consiliare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il piano di emergenza comunale previsto dalla normativa vigente in materia di protezione civile, redatto secondo i criteri e le modalità di cui alle indicazioni operative adottate dal Dipartimento della protezione civile e dalle giunte regionali
  4. 4. RATIODELLALEGGE225/1992 Art. 1-bis. - (Servizio nazionale della protezione civile). – 1. È istituito il Servizio nazionale della protezione civile al fine di tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. È uno strumento a disposizione dei componenti del Sistema di Protezione Civile al fine di : Ma soprattutto :
  5. 5. IL PIANO Un piano efficace deve essere flessibile e snello
  6. 6. ILPIANO-PARTEGENERALE Raccoglie i dati di base del territorio, della popolazione , degli eventi storici occorsi e analizza i rischi presenti sul territorio Parte generale
  7. 7. DATI DI BASE
  8. 8. INQUADRAMENTOTERRITORIALE Altimetria Da quota 0 a 200 m s.l.m. 7 km2 Da quota 201 a oltre 701 m s.l.m. 9,67 ESTENSIONE TERRITORIALE 16,67 KM2 NOTA : Il torrente Montignoso ha una pendenza media del 45% 0 mslm 1087 mslm 10 mslm
  9. 9. INQUADRAMENTODEMOGRAFICO Popolazione Totale residenti 10559 Nuclei familiari 4430 il 64% della popolazione è compreso tra i 19 e i 65 anni, il 5% nella fascia prescolare tra 0 e 5 anni, il 10% nella fascia tra 6 e 18 anni e il 21% nella fascia over 65 .
  10. 10. INQUADRAMENTOMETEOCLIMATICO Centraline di Monitoraggio Cfr-toscana meteoapuane http://www.cfr.toscana.it http://www.meteoapuane.it Un analisi speditiva del diagramma a lato evidenzia già i due rischi preponderanti del territorio del Comune di Montignoso. L’ alto numero di giorni piovosi concentrati nei mesi di ottobre. Novembre e Dicembre e il numero minimo di Luglio pongono l’ accento sul Rischio Idrogeologico e sul Rischio Incendi Boschivi.
  11. 11. EVENTISTORICI
  12. 12. ORGANIZZAZIONE NELLA FASE OPERATIVA
  13. 13. LEFUNZIONIDISUPPORTO funzioni di supporto : 1 Tecnico-scientifica e Pianificazione -Servizi essenziali - Strutture operative locali – Viabilità 2 Sanità, Assistenza Sociale & Assistenza alla Popolazione e Attività Scolastica 3 Volontariato & Telecomunicazioni. 4 Comunicazione 5 Materiali e Mezzi - Censimento danni, persone e cose
  14. 14. ILPIANO–GLIALLEGATI
  15. 15. ALLEGATO1–RISCHIOIDROGEOLOGICO
  16. 16. ALLEGATO2–RISCHIOSISMICO M. Locati, R. Camassi e M. Stucchi (a cura di), 2011. DBMI11, la versione 2011 del Database Macrosismico Italiano. Milano, Bologna, http://emidius.mi.ingv.it/DBMI11. Classificazione Sismica Zona 3
  17. 17. ALLEGATO3–RISCHIOINCENDIDIINTERFACCIA “incendio di interfaccia urbano-foresta” (IUF) qualunque incendio che originatesi o in ambiente forestale o in ambiente urbano vada ad interessare quelle zone, aree o fasce nelle quali l'interconnessione tra le strutture antropiche e aree naturali è molto stretta. 'O.P.C.M. 3606/2007
  18. 18. ILPIANO–PROCEDUREOPERATIVE È composto da procedure operative che sono il cuore del piano . Si può sintetizzare nella frase : « chi deve fare cosa quando»
  19. 19. ILPIANO–NORMEDICOMPORTAMENTO E da norme di comportamento per la popolazione
  20. 20. ALLEGATO5–SCHEDEAREEDIEMERGENZA QR-Code Inquadrandolo con uno smartphone o tablet permette di accedere a Gmap e di ricavare automaticamente la posizione dell’ area di emergenza o del COC
  21. 21. ALLEGATO6-VIABILITÀDIEMERGENZAECANCELLI
  22. 22. ALLEGATO7–MANSIONARIO
  23. 23. CARTOGRAFIA 1 - Carta Pericolosità Idrogeologica 2 - Carta Pericolosità Sismica 3 – Carta Aree di Emergenza 4 - Carta dei cancelli 5- Carta Rischio Incendi di Interfaccia 6 - Carta Vegetazionale 7- Carta tempi di rotazione Rischio IIF 8 - Carta del reticolo idrografico
  24. 24. E QUINDI ?????
  25. 25. RESILIENZA RISCHIO = Pericolosità x vulnerabilità x Esposizione RESILIENZA
  26. 26. RESILIENZA Nell'ambito della protezione civile si intende la capacità di una comunità di affrontare gli eventi calamitosi, di superarli e di uscirne rafforzata o addirittura trasformata. COME ???? FORMAZIONE ti tutti componenti del sistema ( a partire e soprattutto dai ragazzi ) INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE Il piano è uno strumento che deve essere condiviso, testato tramite esercitazioni, deve diventare materia usuale e quotidiana
  27. 27. FUNZIONE COMUNICAZIONE
  28. 28. Nel giro di pochi anni E’ cambiato radicalmente il modo di approcciarsi all’informazione da parte del cittadino Siamo passati :
  29. 29. COMUNICAZIONE1.0 Funzione comunicazione Comunicato stampa Media (tradizionali ) DALLA :
  30. 30. CONVERSAZIONE2.0 Tutti Parlano con tutti Iperconversazione ALLA :
  31. 31. RISCHIO Diffusione di notizie non verificate né verificabili. Sensazionalismo spicciolo ……..
  32. 32. NECESSITA’ Aiutare le persone a conoscere il rischio, a prepararsi per affrontare un emergenza NECESSITA’
  33. 33. MEZZI E’ necessario usare i canali più diffusi oltre ai canali tradizionali. Oggi sono Twitter e Facebook domani saranno altri. Usare i social per ricreare la comunità in cui far circolare in modo virtuoso informazioni da fonte verificata.
  34. 34. SOCIALMEDIA-FACEBOOK Presente già dal 2010
  35. 35. SOCIALMEDIA–TWITTERG+ Il link tra gli account fb, twitter, G+ con il sito «ufficiale» contrasta anche il fenomeno degli account FAKE Abbiamo ampliato la presenza
  36. 36. PROTEZIONECIVILE.COMUNE.MONTIGNOSO.MS.IT Ma soprattutto……. http://protezionecivile.comune.montignoso.ms.it
  37. 37. GRAZIE

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