Your SlideShare is downloading. ×
0
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Retorica
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

Retorica

3,510

Published on

Lezioni Italiano per la comunicazione

Lezioni Italiano per la comunicazione

0 Comments
4 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total Views
3,510
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
2
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
4
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. La retorica e il potere della parola Italiano per la comunicazione 27/04/2011
  • 2. La retorica: una definizione <ul><li>Arte e tecnica del parlare e dello scrivere con efficacia persuasiva, secondo sistemi di regole espressive, stabilite per la prima volta nell’antica Grecia e poi sviluppatesi successivamente nella cultura romana, medievale ed umanistica. </li></ul>
  • 3. Connotazioni negative <ul><li>Oggi nell’uso comune si adopera spesso il vocabolo retorica con valore negativo: </li></ul><ul><ul><li>un modo di esprimersi artificioso, ornato, privo di autentico impegno intellettuale o di contenuto affettivo </li></ul></ul><ul><ul><li>forzatura, gonfiore, ridondanza, finzione, inganno, ipocrisia </li></ul></ul>
  • 4. La difesa della retorica
  • 5. La difesa della retorica <ul><li>Dato che con la retorica si sostengono argomenti sia veri che falsi, chi oser à dire che contro la menzogna i difensori della verit à debbono essere del tutto disarmati? Perch é mai quanti cercano di accreditare il falso sanno accattivarsi coi loro esordi l’ascoltatore rendendolo attento e arrendevole, mentre invece costoro non lo sanno fare? Perch é quelli sanno esporre il falso con brevit à chiarezza verosimiglianza, mentre questi espongono il vero in modo che l’ascoltatore s’annoi, non riesca a capire e non resti convinto? Perch é quelli riescono con argomenti ingannevoli a impugnare la verit à e affermare la falsit à , mentre questi non sono capaci n é di difendere il vero n é di confutare il falso? Perch é quelli con le loro parole sanno smuovere e spingere all’errore gli animi degli ascoltatori atterrendoli rattristandoli rallegrandoli esortandoli con massimo impegno, mentre questi in difesa della verit à sonnecchiano pigri e fiacchi? Chi pu ò essere tanto sciocco da pensarla cos ì ? Dato perci ò che la capacit à di parlare è moralmente neutra ed è molto efficace per sostenere argomenti sia cattivi sia buoni, perch é mai la persona dabbene non si dovrebbe mettere in condizione, grazie a questo studio, di battersi per la verit à , dal momento che i malvagi se ne servono per far prevalere cause disoneste e prive di fondamento a beneficio dell’iniquit à e dell’errore? (Agostino, De doctrina christiana 4.3) </li></ul>
  • 6. Fini della retorica <ul><li>Secondo i Greci e i Romani la retorica ha tre fini: </li></ul><ul><ul><li>doc ē re: ‘insegnare’, cio è fornire argomenti razionalmente validi </li></ul></ul><ul><ul><li>mov ē re: ‘muovere’ i sentimenti </li></ul></ul><ul><ul><li>delectare: ‘dare diletto’ a chi ascolta </li></ul></ul>
  • 7. La retorica classica <ul><li>L’arte della retorica trionfa nell’Atene del V secolo a.C. </li></ul><ul><li>Funzioni: far prevalere le proprie ragioni attraverso dispute diplomatiche, sconfiggere gli avversari politici nei dibattiti di assemblea, vincere i processi dinanzi a giurie popolari, guadagnarsi il consenso degli elettori per conquistare cariche pubbliche </li></ul><ul><li>L’oratoria mira soprattutto a produrre persuasione, convincere gli altri dell’utilit à di aderire alla causa di chi parla </li></ul><ul><li>Il discorso pu ò rivestirsi di un potere psicagogico, cio è incantare, trascinare gli animi </li></ul>
  • 8. I generi del discorso <ul><li>giudiziale: si usa nei tribunali, per difendere o per accusare </li></ul><ul><li>deliberativo: si usa nelle assemblee, per procurarsi i voti, per combattere un avversario </li></ul><ul><li>epidittico: si usa nelle cerimonie, per celebrare personaggi vivi o morti </li></ul>
  • 9. Individuazione dei destinatari, casistica delle situazioni
  • 10. Individuazione dei destinatari, casistica delle situazioni <ul><li>Se mi date un consesso di giudici saggi, taglier ò via molte cose non solo dalle orazioni di Cicerone, ma anche da quelle di Demostene che è assai pi ù stringato di lui, perch é non ci sar à bisogno di muovere gli affetti n é di lusingare gli uditori attraverso il diletto, dal momento che gli stessi esordi sono, secondo Aristotele, inutili davanti a tali persone, perch é quei saggi non si lasceranno trascinare da queste cose: basta esporre la questione in termini appropriati e significativi e ben raccogliere le prove. Ma poich é viene dato come giudice il popolo oppure delle persone di quella risma, e coloro che devono emettere la sentenza sono assai spesso ignoranti e talvolta campagnoli bisogna impiegare tutti i mezzi che crederemo utili a farci ottenere il nostro intento (Quintiliano, Institutio 12, 10.52 sg.) </li></ul>
  • 11. Filosofia vs retorica <ul><li>Gi à gli antichi si erano resi conto che a ccanto alla logica della dimostrazione c’ è anche una logica dell’argomentazione: </li></ul><ul><li>discorso specialistico , formalizzato, settoriale </li></ul><ul><ul><li>un discorso che ricerca la verit à </li></ul></ul><ul><ul><li>si basa su un’argomentazione logica (il l óg o s ) </li></ul></ul><ul><ul><li>cerca di ottenere un’adesione di tipo razionale da parte del pubblico </li></ul></ul><ul><li>comunicazione retorica </li></ul><ul><ul><li>fa leva sui sentimenti, sui gusti, sulle abitudini del pubblico </li></ul></ul><ul><ul><li>si basa su un’argomentazione di carattere emotivo </li></ul></ul><ul><ul><li>ricorre alla credibilit à dell’oratore ( éth os ) o al coinvolgimento affettivo ed emotivo ( p át h os ) dell’uditorio </li></ul></ul>
  • 12. Le cinque fasi della stesura dell’orazione <ul><li>l’inventio: la ricerca degli argomenti che devono essere usati da chi parla e da chi scrive </li></ul><ul><li>la dispositio: l’ordine in cui devono essere disposti gli argomenti; per es. l’ordine naturale, logico o l’ordine artificiale organizzato in modo da sorprendere chi ci ascolta </li></ul><ul><li>la elocutio: l’espressione delle idee mediante le figure del linguaggio; il modo di scegliere le parole e il modo di combinarle, ornare il discorso </li></ul><ul><li>la memoria: il tenere a mente le cose che si debbono dire </li></ul><ul><li>l’actio: il modo di pronunciare il proprio discorso; gli atteggiamenti, i gesti </li></ul>
  • 13. Le figure retoriche <ul><li>Particolari forme espressive usate dai poeti e dai prosatori per innalzare lo stile, per rendere diverso il loro dire rispetto al parlare di ogni giorno </li></ul><ul><li>Le figure si basano su schemi universali presenti nella mente dell’uomo e vengono usate anche nel linguaggio quotidiano </li></ul>
  • 14. Le figure retoriche <ul><li>figure di dizione: per le quali si modifica la forma delle parole (ap òc o pe, af èr e si, sincope) </li></ul><ul><li>figure di elocuzione: riguardano la scelta delle parole pi ù adatte (sinonimi, epiteti) </li></ul><ul><li>figure di ritmo: riguardano gli effetti fonetici che si ottengono mediante la ripetizione di fenomeni, sillabe, parole, ecc. (allitterazione, onomatopea) </li></ul><ul><li>figure di costruzione: si riferiscono all’ordine delle parole nella frase (anafora, chiasmo) </li></ul><ul><li>figure di significato o tropi: concernono il cambiamento del significato delle parole (metafora, meton ím ia, sin èd d oche, antonomasia) </li></ul><ul><li>figure di pensiero: riguardano l’idea e l’immagine che appare in una frase (apostrofe, esclamazione, ip èr b ole) </li></ul>
  • 15. La retorica e il linguaggio della pubblicità <ul><li>La comunicazione pubblicitaria è finalizzata principalmente a </li></ul><ul><ul><li>influenzare le idee, gli atteggiamenti ed i comportamenti del destinatario </li></ul></ul><ul><ul><li>produrre fenomeni di memorizzazione </li></ul></ul><ul><ul><li>richiamare l’attenzione e l’emotivit à del pubblico </li></ul></ul><ul><li>L’argomentazione pubblicitaria attinge a mezzi di ordine intellettuale, ma privilegia i mezzi di ordine affettivo: il messaggio pubblicitario è ben pi ù oratorio che argomentativo </li></ul>
  • 16. Éthos e páthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Tipologia del messaggio pubblicitario: </li></ul><ul><ul><li>messaggio imperniato sull’ ét h os, cio è sull’affidabilit à e sull’autorevolezza del marchio o della qualit à del prodotto; la pubblicit à che informa; tipo referenziale </li></ul></ul><ul><ul><li>messaggio imperniato sul p át h os, cio è sul coinvolgimento diretto dell’uditorio; la pubblicit à che seduce; tipo emotivo </li></ul></ul>
  • 17. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Il messaggio pubblicitario di tipo referenziale usa prevalentemente entimemi , cio è ragionamenti basati su una serie di t ópoi </li></ul><ul><li>I t ópoi sono opinioni diffuse, generalmente accettate e condivise dal pubblico di riferimento </li></ul><ul><li>Dai t ópoi scaturiscono procedimenti deduttivi di applicabilit à universale, perch é poggiano appunto su presupposti comunemente ammessi, anche se non oggettivamente veri </li></ul>
  • 18. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Tipo referenziale sul marchio: </li></ul><ul><ul><li>si propone uno stile di vita o una visione etica del mondo, ottenendo un’adesione nei confronti di un sistema di valori proposto dalla marca </li></ul></ul>
  • 19. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>headline: Noi non rompiamo le scatolette ai delfini. </li></ul><ul><li>bodycopy: Esselunga per il suo tonno ha selezionato esclusivamente fornitori certificati “D o lphin safe ” dalle principali associazioni ambientaliste, a garanzia della totale incolumit à dei delfini durante la pesca </li></ul>
  • 20. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Tipo referenziale sul prodotto: </li></ul><ul><ul><li>domina la dimensione informativa </li></ul></ul>
  • 21. L’ éthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>L ’ acqua Lete è povera di sodio, favorisce la digestione </li></ul><ul><li>Capelli +30,5% / efficacia anticaduta 87%. Trattamento anticaduta Bioscalin con Biogenina. Pi ù valore ai capelli. </li></ul>
  • 22. Il p áthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Il messaggio pubblicitario di tipo emotivo utilizza principalmente l’ exemplum : </li></ul><ul><ul><li>un esempio in cui l’interlocutore si riconosce, una situazione con cui si identifica. </li></ul></ul><ul><ul><li>l’identificazione del ricevente con la situazione riprodotta induce il destinatario a scoprire i propri bisogni: il bisogno di rinascere, di essere belli, essere buoni genitori, provare sensazioni di benessere, trasgredire </li></ul></ul>
  • 23. Il p áthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Il marchio/il prodotto diventa l’elemento magico in grado di far corrispondere il desiderio alla realt à </li></ul><ul><li>L’argomentazione per mezzo dell’esempio usa il procedimento induttivo </li></ul><ul><li>Si addice ad un target fondamentalmente passivo, pi ù disponibile a lasciarsi suggestionare che ad essere convinto con argomentazioni logiche </li></ul>
  • 24. Il p áthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Alzati. Rinnovati. Rinasci. / Vasca idromassaggio Jacuzzi. </li></ul><ul><li>Conquista un corpo e un viso al top! / Prenditi cura della tua bellezza con Skin & Body Care </li></ul>
  • 25. Il p áthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Se sei una mamma che non si accontenta / scegli Milupa </li></ul><ul><li>Trasgredisci con Emporio Recarlo / distribuito nelle migliori gioiellerie </li></ul><ul><li>Teuco. Il multibenessere a tua immagine e somiglianza </li></ul>
  • 26. Éthos e páthos nel messaggio pubblicitario <ul><li>Nei messaggi pubblicitari gli elementi legati all’ éthos o al páthos sono contemporaneamente presenti e sono costantemente interagenti tra di loro </li></ul><ul><li>Pi ù che di categorie discrete, si potrebbe parlare di messaggi pubblicitari pi ù incentrati sul prodotto/marchio o messaggi pubblicitari pi ù focalizzati sul destinatario </li></ul>
  • 27. I t ópoi e il tipo di pubblico <ul><li>Uditorio è di “s p irito classico” </li></ul><ul><li>L’argomentazione si basa su concetti che evocano il durevole contro l’effimero, la concretezza, la genuinit à , attestate dalla tradizione, oppure dall’origine geografica: </li></ul><ul><ul><li>L’azienda Busco produce vasche idromassaggio dal 1970. </li></ul></ul><ul><ul><li>Il parmigiano reggiano è prodotto secondo un sistema artigianale / “n o n si fabbrica” / “s i fa” </li></ul></ul>
  • 28. I t ópoi della pubblicità <ul><li>Uditorio è di “s p irito romantico” </li></ul><ul><li>L’impianto argomentativo si fonda su premesse di ordine non-razionale, il valore dell’oggetto pubblicizzato deriva dalla sua unicit à , che si contrappone alla banalit à del consueto: </li></ul><ul><ul><li>Solo la banalit à è immorale. / JUKIKO Gioielli </li></ul></ul><ul><ul><li>Campari, passione e sensualit à </li></ul></ul>
  • 29. Le figure retoriche nel discorso pubblicitario <ul><li>Il linguaggio pubblicitario ha un altissimo tasso di incidenza di figure, in particolar modo dei tropi (metafora, metonimia, sineddoche). </li></ul><ul><li>Nel discorso persuasivo la figura svolge </li></ul><ul><ul><li>una funzione argomentativa (in quanto sintetica) </li></ul></ul><ul><ul><li>una funzione oratoria (contribuisce ad attrarre, sedurre, conquistare, commuovere) </li></ul></ul>
  • 30. Metafora e metonimia <ul><li>Metafora e metonimia costituiscono le basi della retorica pubblicitaria. </li></ul><ul><li>Il fine della pubblicit à è quello di trasformare un prodotto in un valore: </li></ul><ul><ul><li>La metafora agisce sull’asse paradigmatico, sostituendo l’oggetto con il valore che si intende attribuirgli </li></ul></ul><ul><ul><li>La metonimia agisce sull’asse sintagmatico, inserendo il prodotto in un contesto che richiama, in via indiretta, quel valore </li></ul></ul>
  • 31. La metafora <ul><li>Consiste nel trasferire il significato di una parola o di un’espressione dal senso proprio ad un altro figurato, che abbia col primo un rapporto di somiglianza. </li></ul>
  • 32. La metafora <ul><li>La metafora si usa: </li></ul><ul><li>per veicolare concetti astratti che possono essere intesi solo in termini di altri concetti più concreti </li></ul>
  • 33. La metafora
  • 34. La metafora <ul><li>La metafora si usa: </li></ul><ul><li>per colmare la mancanza di una parola specifica. I linguaggi scientifici si servono spesso della metafora per formare le loro terminologie: per es. il vocabolo sat ē lles, -litis (lat. ‘accompagnatore’ del principe) ‘il corpo celeste che gira intorno ad un pianeta’, ‘congegno creato dall’uomo e lanciato nello spazio in modo che descriva un’orbita intorno alla Terra o ad un altro corpo celeste’ </li></ul>
  • 35. La metafora <ul><li>Catacresi: metafore nella vita quotidiana, per es. collo della bottiglia, piede del tavolo, dorso di una montagna, ecc. </li></ul><ul><li>La pubblicit à usa spesso queste metafore “a s sopite ” , risvegliate al bisogno: </li></ul><ul><ul><li>Mostrate i muscoli. Nuova Classe B </li></ul></ul><ul><ul><li>Abbiamo sempre fatto passi da gigante. / Ora lo siamo diventati / (...) / Esprinet. / Il gigante della tecnologia. </li></ul></ul>
  • 36. La metafora
  • 37. La metafora <ul><li>Nel mondo Nutella dell’azienda Ferrero i protagonisti sono legati da una calda e sincera amicizia, vivono momenti di forte coinvolgimento emotivo, con la presenza fisica del prodotto. </li></ul><ul><li>I valori con cui si fa identificare il prodotto sono la dolcezza, la tenerezza, la genuinit à dei sentimenti. </li></ul><ul><li>Siccome l’azienda intende rivolgersi ad un ampio target, usa immagini metaforiche di tipo convenzionale, il cui senso traslato non contiene elementi di particolare novit à dal punto di vista creativo. </li></ul>
  • 38. La metafora <ul><li>Mondo Nutella: affetto, famiglia, unione, nazione </li></ul><ul><ul><li>Energia per fare e per pensare ( 1989 ) </li></ul></ul><ul><ul><li>Che colazione sarebbe senza Nutella? ( 2010 ) </li></ul></ul><ul><ul><li>Anche quando i colori delle squadre che amiamo ci dividono / (Packshot del prodotto) / Nutella ci unisce sempre. / Che mondo sarebbe, senza Nutella? </li></ul></ul><ul><ul><li>Nutella alimenta lo sport ( 2002 ) </li></ul></ul>
  • 39. La metafora <ul><li>La comunicazione pubblicitaria dell’azienda Campari è fortemente legata alla passionalit à , alla trasgressione, alla sensualit à </li></ul><ul><li>La comunicazione Campari pone il consumatore in una posizione centrale rispetto al prodotto e sviluppa metafore di grande impatto emotivo </li></ul>
  • 40. La metafora <ul><li>Claim: Campari Red Passion </li></ul><ul><li>L’immagine associa metaforicamente il prodotto al ‘fuoco’ di un’intensa passione, che si tinge, classicamente, di rosso </li></ul><ul><li>Hotel Campari ( 2007 ) </li></ul>
  • 41. La metafora <ul><li>Headline: IWC. Sponsor ufficiale degli uomini. </li></ul><ul><li>Testo: Diamo man forte all’uomo: ad esempio mettendogli al polso il Grande orologio da Aviatore... </li></ul><ul><li>Pay off: IWC. Dal 1868. E finch é ci saranno uomini. </li></ul><ul><li>Si sollecita l’orgoglio maschile; lo headline presenta la vita come una gara e l’uomo come un atleta </li></ul>
  • 42. Metonimia <ul><li>Metonimia: tropo per spostamento di limite oltre al campo del contenuto concettuale </li></ul><ul><li>Lo spostamento pu ò avvenire tra causa e effetto, tra astratto e concreto, dal contenente al contenuto, dall’autore all’opera </li></ul>
  • 43. Metonimia <ul><li>LEO CUT DIAMOND. Una luce che è impossibile nascondere </li></ul><ul><li>Il processo metonimico è basato su un rapporto di causa per l’effetto prodotto (LEO CUT – luce) </li></ul>
  • 44. Sineddoche <ul><li>Sineddoche: spostamento entro il campo del contenuto concettuale </li></ul><ul><li>Consiste nell’estendere o nel restringere il significato di una parola (rapporto quantitativo). Ci ò si ottiene con il passaggio tra parte e tutto, genere e specie, singolare e plurale, materia e oggetto; </li></ul><ul><li>Per es. il mare è pieno di vele (barche a vela) </li></ul>
  • 45. Sineddoche <ul><li>Usa la testa e ti dir ò chi sei </li></ul><ul><ul><li>Il termine “t e sta” rimanda al visual, che mette in evidenza le testine speciali di un rasoio </li></ul></ul><ul><li>Calzedonia. Fa’ parlare le tue gambe </li></ul>
  • 46. Sinestesia <ul><li>Una figura retorica che abbina elementi in modo poco usuale per ottenere effetti nuovi ed originali: mette in contatto due diverse percezioni sensoriali (udito-vista, vista-gusto, ecc.) </li></ul>
  • 47. Sinestesia <ul><li>Glen Grant, colore chiaro, gusto pulito , puro malto, diverso per tradizione </li></ul><ul><li>Riserva Royalstock, dal gusto morbido come il velluto </li></ul><ul><li>Come una carezza... il gusto morbido di Royalstock </li></ul>
  • 48. Ossimoro <ul><li>L’ossimoro si basa sulla convergenza paradossale di due termini atitetici </li></ul><ul><ul><li>Aurora. Dire senza parlare </li></ul></ul><ul><li>In molti casi l’ossimoro si combina con la figura etimologica: </li></ul><ul><ul><li>Contiene un’incontenibile energia </li></ul></ul>
  • 49. Antonomasia <ul><li>L’antonomasia è la sostituzione di un nome con un epiteto o una perifrasi atti a esprimere una caratteristica considerata distintive dell’individuo, oggetto, fatto, circostanza. Per es. un Adone (un giovane bellissimo), cicerone (guida turistica), il lieto evento (la nascita) </li></ul><ul><ul><li>È un Whirlpool. </li></ul></ul>
  • 50. Iperbole <ul><li>È la figura dell’amplificazione che pu ò consistere nell’esagerazione oppure nell’attenuazione. </li></ul><ul><ul><li>Tra un Pinot grigio qualunque / e il Pinot grigio Santa Margherita c’ è un abisso </li></ul></ul>
  • 51. Ironia <ul><li>L’ironia sfrutta il meccanismo dell’inversione semantica: si afferma, sul piano letterale, ci ò che è negato in figura. </li></ul><ul><li>Per veicolare l’intenzione ironica è indispensabile fare uso dei cosiddetti indici di ironia, come l’intonazione, elementi gestuali nell’oralit à , virgolette, corsivo, parentesi nella scrittura. </li></ul><ul><li>L’ironia coinvolge il destinatario perch é lo fa partecipare attivamente al processo di decodifica e lo fa entrare nel gioco della pubblicit à . </li></ul>
  • 52. Ironia <ul><li>Spesso l’intenzione ironica viene segnalata dal visual: ci ò che viene negato nel segmento verbale risulta confermato dall’immagine. </li></ul><ul><li>Certe cose sono difficili da mandar gi ù ( Citrosodina antiacido) </li></ul>
  • 53. Ironia <ul><li>Certe cose sono difficili da mandar gi ù ( Citrosodina antiacido) </li></ul>
  • 54. Le figure di suono <ul><li>Il linguaggio pubblicitario persegue il fine di favorire fenomeni di memorizzazione da parte del pubblico. </li></ul><ul><li>Le figure di ritmo e di suono attivano le potenzialit à del significante: non sono solo gradevoli sul piano estetico, ma innescano, sul piano psicologico, una serie di associazioni inconsce </li></ul>
  • 55. Le figure di suono <ul><li>Le figure di suono e di ritmo sono particolarmente adatte a vivacizzare lo stile dei messaggi pubblicitari relativi a beni di uso quotidiano e generalizzato </li></ul><ul><ul><li>per es. detersivi, prodotti per la casa, generi alimentari di prima necessit à , farmaci di uso generico, prodotti per l’infanzia </li></ul></ul><ul><li>Scopo: influenzare il consumatore al di sotto della sua soglia di coscienza, affinch é , all’atto di scegliere distrattamente il prodotto tra tanti altri, sia automaticamente richiamato alla sua memoria un marchio specifico </li></ul>
  • 56. La rima <ul><li>Lindo e Sano. Per lo splendore basta una mano. </li></ul><ul><li>Stitichezza che tristezza! Per combattere che fare? / Ti conviene qui ascoltare. / Pochi grassi e frittelline, son le fibre sopraffine / perci ò crusca, poi verdura, / frutta un dono di natura! / E poi acqua a volont à / perch é bene sempre fa. / Ma se l’intestino ancora / non risponde, solo allora, / prendi stavolta Euchessina C.M. / Presa la sera, risponde al mattino </li></ul>
  • 57. L’alliterazione <ul><li>Il ricorso a vocali, consonanti o sillabe uguale all’inizio di due o pi ù parole successive: </li></ul><ul><ul><li>Krazy, krazy Krizia </li></ul></ul><ul><ul><li>You can Canon </li></ul></ul>
  • 58. Onomatopea <ul><li>Formazione di un nome per imitazione del rumore che esso rappresenta. </li></ul><ul><li>Nella pubblicit à, riproducendo quasi fisicamente le sensazioni che l’oggetto pubblicizzato pu ò procurare, nel destinatario si attivano reazioni psico-emotive particolarmente efficaci ai fini della memorizzazione del messaggio. </li></ul><ul><li>L’onomatopea si usa anche a valorizzare gli elementi su cui si vuol far convergere l’attenzione del destinatario. </li></ul>
  • 59. Onomatopea <ul><li>Questa figura trova largo impiego nelle tecniche di naming del marchio o del prodotto. </li></ul><ul><li>CRIK CROK / Da sempre patatine di successo </li></ul><ul><li>Il nome CRIK CROK riproduce il rumore derivante dalla masticazione di un alimento croccante. </li></ul>
  • 60. Bibliografia <ul><li>Capozzi, M. R. (2008), La comunicazione pubblicitaria , Pavia: Franco Angeli, pp. 62-76. </li></ul><ul><li>Bonomi, I. & Masini, A. (2003) (a cura di ), La lingua italiana e i mass media , Roma: Carocci, pp pp. 233-237. </li></ul><ul><li>Bruni, F. & Raso, T. (2002), Manuale dell’italiano professionale , Bologna: Zanichelli, pp. 13-25. </li></ul><ul><li>Dardano, M. & Trifone, M. (1985), La lingua italiana , Bologna: Zanichelli, pp. 411-424. </li></ul><ul><li>Mortara Garavelli, B. (2010), Il parlar figurato. Manualetto di figure retoriche , Roma&Bari: Laterza. </li></ul>

×