Primato del fiorentino letterario

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Lezioni Italiano per la comunicazione

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Primato del fiorentino letterario

  1. 1. Dalla frammentazione linguistica medievale al primato del fiorentino letterario Italiano per la comunicazione 23/03/2011
  2. 2. Storia della lingua italiana <ul><li>storia interna </li></ul><ul><ul><li>l’evoluzione delle forme linguistiche </li></ul></ul><ul><li>storia esterna </li></ul><ul><ul><li>le vicende storico-culturali che hanno determinato i cambiamenti </li></ul></ul>
  3. 3. Fasi della storia della lingua italiana <ul><li>L’affermazione del primato del fiorentino letterario: dalla prima documentazione di testi in volgare alla fine del Trecento. </li></ul><ul><li>La codificazione dell’italiano e la sua espansione in ambiti scritti: il periodo che va dalla fine del Trecento all’unificazione politica. </li></ul><ul><li>La diffusione dell’italiano come lingua parlata: dall’Unit à all’et à contemporanea. </li></ul>
  4. 4. Perch é il fiorentino? <ul><li>circostanze esterne </li></ul><ul><ul><li>supremazia di Firenze sulle altre città della Toscana </li></ul></ul><ul><ul><li>fortuna politica ed economica dalla fine del Duecento: scambi commerciali e mercantili con altre regioni, rapporti politici e amministrativi </li></ul></ul><ul><ul><li>prestigio e diffusione dei prodotti culturali, correnti artistiche e presenza di artisti </li></ul></ul><ul><ul><li>prestigio letterario grazie all’opera delle ‘tre corone’: Dante, Petrarca, Boccaccio </li></ul></ul><ul><li>circostanze interne </li></ul><ul><ul><li>vicinanza del tipo linguistico fiorentino al latino: conservazione delle vocali finali, assenza di vocali turbate e di metafonia </li></ul></ul><ul><ul><li>posizione geografica: posizione mediana tra le parlate italiane </li></ul></ul>
  5. 5. Particolarit à della storia - caratteristiche della lingua <ul><li>La letterariet à </li></ul><ul><ul><li>l’italiano si è codificato sulla base di modelli letterari esemplari </li></ul></ul><ul><ul><li>è diventato anche una grande lingua di cultura in Europa </li></ul></ul><ul><ul><li>si è adattata faticosamente agli impieghi non letterari, pratici, scientifici, civili </li></ul></ul>
  6. 6. Particolarit à della storia - caratteristiche della lingua <ul><li>L’italiano è stata una lingua prevalentemente scritta fino all’unificazione politica. </li></ul><ul><li>La comunicazione viva e parlata avveniva anche per le classi colte in dialetto . </li></ul><ul><li>Solo dopo l’unificazione l’italiano diventa una lingua parlata dalla quasi totalità della nazione. </li></ul>
  7. 7. Particolarit à della storia - caratteristiche della lingua <ul><li>stabilit à diacronica rispetto alle altre lingue europee </li></ul><ul><li>disomogeneit à diatopica, frammentazione delle variet à </li></ul><ul><li>bilinguismo diffuso, vitalit à dei dialetti </li></ul>
  8. 8. Quando inizia la storia della lingua italiana? <ul><li>Già in età imperiale si affermano nel latino parlato mutamenti importanti </li></ul><ul><li>Il distacco tra la lingua scritta della cultura e i volgari avviene non prima del VII-VIII secolo </li></ul><ul><ul><li>Si presuppone una diglossia latino - volgare : il latino era la lingua alta usata da una minoranza colta e il volgare era la lingua bassa, l’unica lingua usata dagli incolti </li></ul></ul><ul><li>Le prime attestazioni scritte in volgare = consapevolezza di un sistema linguistico nuovo e autonomo rispetto al latino </li></ul><ul><ul><li>IX - X sec. primi testi scritti con intenti pratici </li></ul></ul><ul><ul><li>fine XII - inizio XIII sec. testi nati con intenzioni letterarie </li></ul></ul>
  9. 9. Indovinello veronese (fine VIII - inizio IX sec.) <ul><li>separebabouesalbaprataliaaraba&alboversoriotenebae&negrosemenseminaba gratiastibiagimusomnip[oten]ssempiterned[eu]s </li></ul><ul><li>‘ Si sp ingeva i buoi, arava campi bianchi e teneva un aratro bianco e seminava seme nero rendiamo grazia a te onnipotente sempiterno Dio’ </li></ul>
  10. 10. L’avvio delle scriptae volgari <ul><li>la riforma carolingia , la restaurazione del latino classico aumenta il distacco </li></ul><ul><li>si formano gruppi e classi sociali che sviluppano una cultura al di fuori della tradizione latina e spesso anche al di fuori dell’influenza della Chiesa </li></ul><ul><li>si forma una borghesia cittadina (XIII sec.), dedita agli affari che diffonde una scrittura in volgare di carattere pratico </li></ul>
  11. 11. L’avvio delle scriptae volgari: ambienti e figure <ul><li>i notai: dovevano continuamente tradurre da una lingua all’altra </li></ul><ul><li>i mercanti: di solito non conoscevano il latino, ma sapevano scrivere e far di conto e dovevano usare il volgare per esigenze pratiche (conti, corrispondenza) </li></ul><ul><li>i religiosi: dovevano farsi capire anche dagli illitterati </li></ul>
  12. 12. Iscrizione della Catacomba di Commodilla (IX sec. p.m.) <ul><li>Raddoppiamento fonosintattico: a b boce </li></ul><ul><li>Betacismo: VOCE(M) diventa boce </li></ul><ul><li>Formazione dell’articolo: ILLE (ILLU(M)) > it. il e lo </li></ul>‘ Non pronunciare le orazioni segrete a voce alta’
  13. 13. Iscrizione di San Clemente (fine IX sec. ) <ul><li>San Clemente: duritiam cordis vestris saxa trahere meruistis </li></ul><ul><li>Servi: Falite dereto colo palo Carvoncelle. Albertel Gosmari tr àite. </li></ul><ul><li>Sisinnio (persecutore del santo): Fili de le pute tr àite </li></ul>
  14. 14. Il Placito capuano (960) <ul><li>uso consapevole del volgare in un documento ufficiale </li></ul><ul><li>verbale scritto in latino in cui il giudice accerta il diritto al possesso di alcune terre da parte del monastero di Montecassino sulla base di testimonianze trascritte in formule volgari </li></ul><ul><li>Ille autem, tenens in manum memoratam abbreviaturam, et tetigit eam cum alia manu, et testificando dixit: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte s(an)c(t)i Benedicti”. </li></ul>
  15. 15. Il volgare nei testi pratici <ul><li>in Toscana ricca documentazione gi à nel Duecento, per es. lettere mercantili </li></ul><ul><li>nell’ambito della scuola e dell’università: </li></ul><ul><ul><li>Gemma purpurea (un prontuario per scrivere lettere) del bolognese Guido Faba </li></ul></ul><ul><ul><li>Rettorica del fiorentino Brunetto Latini </li></ul></ul>
  16. 16. Il volgare nei testi letterari in prosa <ul><li>Novellino di un anonimo autore fiorentino </li></ul><ul><li>In area veneta e toscana traduzioni dal francese: Tristano, Tavola ritonda </li></ul><ul><li>La letteratura devota in volgare : volgarizzmento siciliano Libru di li vitii e di li virtuti </li></ul>
  17. 17. Il volgare nei testi letterari in prosa <ul><li>Racconto storiografico e della cronaca: </li></ul><ul><li>Volgarizzamento napoletano Libro de la destructione de Troya (XIV sec.) </li></ul><ul><li>Cronica di Anonimo Romano (met à XIV sec.). La Cronica è rivolta a un pubblico laico, che non sa il latino: </li></ul><ul><ul><li>omne iente la quale simplicemente leiere sao, come soco vulgari mercatanti e aitra moita bona iente la quale per lettera non intenne </li></ul></ul><ul><ul><li>‘ ogni gente la quale semplicemente sa leggere, come sono mercanti volgari e altra molta buona gente la quale per lettera [in latino] non capisce’ </li></ul></ul>
  18. 18. La formazione della lingua poetica <ul><li>fine del XII e i primi del XIII Ritmi anonimi: il ritmo laurenziano (toscano), il ritmo marchigiano di S. Alessio, il ritmo cassinese (Montecassino) </li></ul><ul><li>Cantico di frate sole di Francesco d’Assisi in volgare umbro (1220) </li></ul><ul><ul><li>Altissimu, onnipotente, bon Signore, </li></ul></ul><ul><ul><li>tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione. </li></ul></ul><ul><ul><li>‘ Altissimo, onnipotente, buon Signore / tue sono le lodi, la gloria e l’onore, e ogni benedizione’ </li></ul></ul>
  19. 19. La scuola siciliana <ul><li>Si forma attorno alla corte di Federico II nel Duecento </li></ul><ul><li>Ripropone temi, immagini e repertorio stilistico della poesia trobadorica </li></ul><ul><li>Giacomo da Lentini, Guido delle Colonne, Re Enzo, Rinaldo d’Aquino, Stefano Protonotaro. </li></ul>
  20. 20. Il Contrasto di Cielo d’Alcamo (1231-1250) <ul><li>Rosa fresca aulentis[s]ima ch'apari inver' la state, </li></ul><ul><li>le donne ti disiano, pulzell' e maritate: </li></ul><ul><li>tr àg e mi d'este focora, se t'este a bolontate; </li></ul><ul><li>per te non ajo abento notte e dia, </li></ul><ul><li>penzando pur di voi, madonna mia. </li></ul><ul><li>‘ Rosa fresca odorosissima che appari verso l’estate </li></ul><ul><li>le donne ti invidiano, vergini e sposate: </li></ul><ul><li>traimi da questi fuochi se ti è a volont à ; </li></ul><ul><li>per te non ho riposo notte e giorno, </li></ul><ul><li>pensando solo a voi, madonna mia’ </li></ul>
  21. 21. La scuola siculo-toscana <ul><li>In Toscana nella seconda met à del Duecento: canzonieri in cui venivano trascritte le rime dei poeti siciliani </li></ul><ul><li>La scuola siculo-toscana (Guittone d’Arezzo, Chiaro Davanzati, Monte Andrea, Compiuta Donzella) si nutr e dell’imitazione della maniera siciliana </li></ul>
  22. 22. Lo Stilnovo <ul><li>I poeti dello Stilnovo (Guinizelli, Cino da Pistoia, Cavalcanti, Lapo Gianno, Dante) innovano le tematiche amorose; trasfigurano le forme linguistiche della lirica siculo-toscana ed elaborano una lingua raffinata, illustre. </li></ul><ul><li>Questa forma di sublimazione letteraria del tosco-fiorentino favorisce la penetrazione dei modelli toscani in altre regioni, in concomitanza di altri fattori (cfr. slide 4). </li></ul>
  23. 23. Dante e la riflessione sul volgare <ul><li>La prima riflessione teorica e storica sul volgare e sulla tradizione di poesia volgare: De vulgari Eloquentia (1303-1305) </li></ul><ul><li>Dante individua quattordici variet à principali di volgari parlati nella Penisola, nessuno dei quali è identificato nel volgare illustre. </li></ul><ul><li>Il volgare ideale appartiene a tutt’Italia. Deve essere: </li></ul><ul><ul><li>illustre (raffinato letterariamente) </li></ul></ul><ul><ul><li>cardinale (attorno ai suoi cardini si muovono le variet à volgari) </li></ul></ul><ul><ul><li>aulico (degno dell’aula, la reggia) </li></ul></ul><ul><ul><li>curiale (degno della curia, il tribunale supremo) </li></ul></ul>
  24. 24. Dante e la riflessione sul volgare <ul><li>Il Convivio (1304-7) affronta il problema del rapporto tra volgare e latino. </li></ul><ul><li>Ammette la superiorità del latino in quanto più stabile e regolare, ma giudica il volgare accessibile a un più largo pubblico. </li></ul><ul><ul><li>Questo sarà luce nuova, sole nuovo, lo quale surgerà dove l’usato tramonterà, e darà lume a coloro che sono in tenebre e in oscuritade, per lo usato sole che a loro non luce ( Convivio I, 12.12). </li></ul></ul>
  25. 25. Il volgare e le ‘tre corone’ <ul><li>Le ‘tre corone’ attraverso le loro opere di indiscusso valore letterario e di larga diffusione contribuirono a </li></ul><ul><ul><li>innalzare letterariamente il fiorentino </li></ul></ul><ul><ul><li>farle acquistare dignit à </li></ul></ul><ul><ul><li>espandere la lingua di Firenze fuori dalla Toscana </li></ul></ul><ul><ul><li>decretarne quindi il primato tra i volgari della Penisola </li></ul></ul>
  26. 26. La Commedia di Dante (1304-1321) <ul><li>Il poema ebbe subito una grande fortuna e popolarit à : veniva diffuso anche oralmente, letto e commentato, recitato a memoria e cantato, in privato e in pubblico, anche tra la gente umile. </li></ul>
  27. 27. La Commedia di Dante <ul><li>Straordinaria ricchezza espressiva, dovuta alla pluralit à e alla mescolanza degli stili: </li></ul><ul><ul><li>lingua colta e media e a quella plebea, il fiorentino arcaizzante e quello innovativo, </li></ul></ul><ul><ul><li>forme non fiorentine: sicilianismi, latinismi, gallicismi </li></ul></ul>
  28. 28. Il Canzoniere di Petrarca (1336-1375) <ul><li>Attraverso la rielaborazione linguistica del Canzoniere , Petrarca svolge un ruolo di nobilitazione letteraria del fiorentino, con il filtraggio e la consacrazione definitiva delle forme da lui usate </li></ul><ul><li>Il Canzoniere petrarchesco offre un modello linguistico alto e selettivo per i rimatori successivi, determinante per l’unificazione della lingua poetica </li></ul>
  29. 29. Il Decameron di Boccaccio (1370) <ul><li>L’opera inaugura il genere della prosa narrativa di intrattenimento </li></ul><ul><li>Rivolto a un pubblico ampio, anche non letterato, prevalentemente femminile e fu subito largamente diffuso attraverso gli ambienti mercantili </li></ul>
  30. 30. Il Decameron di Boccaccio (1370) <ul><li>Boccaccio sperimenta una serie di strategie per riprodurre e caratterizzare i registri colloquiali e il parlato (variet à basse e volgari diversi) . </li></ul><ul><li>Nel Cinquecento fu eletto a modello soprattutto per lo stile elevato che caratterizza le cornici e le novelle ‘tragiche’ della X giornata. </li></ul><ul><li>Il modello boccacciano costitu ì per secoli una ‘marca’ distintiva della prosa elevata, anche in generi diversi da quello narrativo. </li></ul>
  31. 31. Bibliografia <ul><li>Bonomi, I. et al. (2010 2 ), Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 189-210. </li></ul><ul><li>Bruni, F. (2007), L’italiano letterario nella storia , Bologna: il Mulino, pp. 15-56 </li></ul><ul><li>Marazzini, C. (2004), Breve storia della lingua italiana , Bologna: il Mulino, pp. 39-89. </li></ul><ul><li>Marazzini, C. (2006), La storia della lingua italiana attraverso i testi , Bologna: il Mulino, pp. 27-86. </li></ul>

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