L’italiano standard. La norma linguistica Italiano per la comunicazione 30/03/2011
L’italiano standard <ul><li>“ la lingua ereditata dalla tradizione letteraria, descritta nelle grammatiche e insegnata nel...
L’italiano standard <ul><li>La lingua dei grandi del Trecento (Dante, Petrarca, Boccaccio)  è  stata proclamata lingua del...
Una lingua  è standard quando: <ul><li>è  codificata, quindi dotata di stabilità </li></ul><ul><li>è  dotata di prestigio ...
L’area dello standard Sobrero&Miglietta 2006:60
Lo standard nella scrittura <ul><li>L’italiano comune esiste nella scrittura, anche se  è  limitato sull’asse diamesico e ...
la norma nella pronuncia <ul><li>Lo standard nel parlato è posseduto da un numero di parlanti assai ristretto (1% della po...
Sobrero&Miglietta 2006:63
Che cos’ è la norma? <ul><li>L’errore  è un concetto relativo che cambia nel tempo, cfr. l’accettabilità delle forme del c...
La norma cambia nel tempo <ul><li>La norma cambia come il senso del pudore, i costumi e la sensibilit à collettiva </li></...
Norma o normalità? <ul><li>Italiano standard  normativo :  va riet à  di lingua assunta come  modello  dai parlanti e in g...
la norma e la situazione comunicativa <ul><li>La norma caria  a seconda del tipo di contesto e di situazione comunicativa ...
Congiuntivo vs. indicativo e il registro <ul><li>La scelta del congiuntivo o dell’indicativo pu ò dipendere  dal  registro...
Congiuntivo vs. indicativo e il registro <ul><li>I diversi verbi reggenti determinano  diversi gradi di i n accettabilità ...
La norma e l’efficacia comunicativa <ul><li>L’efficacia comunicativa richiede in molte situazioni l’uso di una variet à  p...
La norma e l’efficacia comunicativa <ul><li>Puntare sull’efficacia comunicativa  non equivale a trascurare la correttezza ...
Come percepiscono la norma i parlanti stessi? <ul><li>Il parlante comune  è  ben lungi dall’accettare la natura problemati...
L’imprinting scolastico <ul><li>Noi, come parlanti, cambiamo la lingua, ma cambiamo molto pi ù  lentamente la norma interi...
L’imprinting scolastico <ul><li>Coloro che lavorano con la lingua dovrebbero costruirsi  un’immagine meno arcaica e libres...
Atteggiamento rigido e apocalittico dei parlanti attaccati alla norma tradizionale
Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica <ul><li>La pedagogia linguistica tradizionale si  è  largamente fonda...
Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica <ul><li>a) parzialit à  dell’insegnamento grammaticale tradizionale: ...
Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica <ul><li>c) nocivit à  dell’insegnamento grammaticale tradizionale: le...
La norma sommersa <ul><li>La scuola  continua a trasmettere  un’immagine della  lingua poco aderente alla realt à  circost...
Come parla!!! <ul><li>Ma la strada per avvicinare uso e norma non  è  quella della  semplificazione linguistica operata da...
Il politicamente corretto <ul><li>Il  politically correct   è  nato  negli Stati Uniti all’inizio degli anni Sessanta  con...
Il politicamente corretto <ul><li>In Italia si deve a questa pressione un mutamento di sensibilit à  linguistica </li></ul...
Il sessismo nella pubblicit à
Il sessismo nella pubblicit à
Che cos’ è la norma? <ul><li>La norma è  una  convenzione sociale  che stabilisce ciò che è linguisticamente accettabile i...
Un esempio concreto: il congiuntivo e la norma <ul><li>Valutate la correttezza nell’uso del modo indicativo o congiuntivo ...
Serafini, M. T. (1992),  Come si scrive , Milano: Bompiani, p. 224 <ul><li>Gli telefono benché è tardi. </li></ul><ul><li>...
L’uso normativo del congiuntivo in proposizioni subordinate <ul><li>Dopo alcune congiunzioni. Per es. (1)  Gli telefono be...
Valore di soggettività <ul><li>Spetta al parlante fare intendere se i fatti da lui riferiti siano una sua  opinione  o una...
Il congiuntivo nell’italiano neo-standard <ul><li>L’italiano neo-standard tende a sostituire l’indicativo al congiuntivo s...
La morte del congiuntivo? <ul><li>Per i puristi: impoverimento della lingua italiana </li></ul><ul><li>Questione di regist...
Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Il congiuntivo  è  moribondo. Omicidio, suicidio o evento accidentale? Nessuna di que...
Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Stiamo di fronte a un’emergenza planetaria – ha spiegato. – La calotta polare potrebb...
Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Qualcuno penser à : allora l’affermazione  Penso che Luca  è  un somaro   è  scorrett...
Non calpestate I congiuntivi <ul><li>(...) La scelta dantesca mi  è  stata spiegata da Francesco Sabatini dopo una visita ...
Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Ho assistito alla Giornata dell’Orientamento all’Istituto Luca Pacioli di Crema, la m...
Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Ora, io non vorrei sembrare snob, n é  pedante come i vecchi professori di liceo (che...
Letture <ul><li>Bonomi, I. et al. (2010 2 ),  Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 71-73. </li></ul><ul><...
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    1. 1. L’italiano standard. La norma linguistica Italiano per la comunicazione 30/03/2011
    2. 2. L’italiano standard <ul><li>“ la lingua ereditata dalla tradizione letteraria, descritta nelle grammatiche e insegnata nelle scuole e agli stranieri” (Bonomi 2010: 71) </li></ul><ul><li>“ un a lingua che si è livellata in modo artificiale in seguito ai contatti con altre variet à e all’ azione normalizzatrice imposta soprattutto dal potere politico” (Dardano 2005:195) </li></ul>
    3. 3. L’italiano standard <ul><li>La lingua dei grandi del Trecento (Dante, Petrarca, Boccaccio) è stata proclamata lingua della norma letteraria da Pietro Bembo nel corso del Cinquecento </li></ul><ul><li>È diventata lingua letteraria comune anche in assenza di unit à politica </li></ul><ul><li>Tale lingua, conservata pressoch é invariata, è alla base dell’italiano scritto insegnato a scuola </li></ul><ul><li>L’italiano comune ha consolidato la sua dimensione parlata solo negli ultimi decenni </li></ul>
    4. 4. Una lingua è standard quando: <ul><li>è codificata, quindi dotata di stabilità </li></ul><ul><li>è dotata di prestigio </li></ul><ul><li>ha una tradizione consolidata di lingua scritta </li></ul><ul><li>è utilizzabile per la produzione di testi astratti </li></ul><ul><li>non è marcata </li></ul><ul><li>ha una funzione unificatrice fra i parlanti </li></ul><ul><li>ha una funzione separatrice </li></ul>
    5. 5. L’area dello standard Sobrero&Miglietta 2006:60
    6. 6. Lo standard nella scrittura <ul><li>L’italiano comune esiste nella scrittura, anche se è limitato sull’asse diamesico e diastratico </li></ul><ul><li>Questo standard si pone come modello di riferimento per l’insegnamento scolastico, con attenzione (quasi) esclusiva alla scrittura </li></ul>
    7. 7. la norma nella pronuncia <ul><li>Lo standard nel parlato è posseduto da un numero di parlanti assai ristretto (1% della popolazione) </li></ul><ul><li>Attori di cinema e teatro, doppiatori, annunciatori radio-televisivi che abbiano seguito appositi corsi di dizione, alcuni maestri e professori particolarmente sensibili all’argomento </li></ul><ul><li>La pronuncia standard: il fiorentino emendato </li></ul>
    8. 8. Sobrero&Miglietta 2006:63
    9. 9. Che cos’ è la norma? <ul><li>L’errore è un concetto relativo che cambia nel tempo, cfr. l’accettabilità delle forme del congiuntivo: </li></ul><ul><ul><li>“ io credo che tu abbi in capo una mala intenzione ” (Leopardi, Operette morali ) </li></ul></ul><ul><ul><li>&quot;Ragioniere, batti!&quot; </li></ul></ul><ul><ul><li>&quot;Mah... mi da del tu?&quot; </li></ul></ul><ul><ul><li>&quot;No... batti lei!&quot; </li></ul></ul><ul><ul><li>&quot;Ahh... congiuntivo!&quot; </li></ul></ul><ul><ul><li>( Fantozzi e Filini ) </li></ul></ul>
    10. 10. La norma cambia nel tempo <ul><li>La norma cambia come il senso del pudore, i costumi e la sensibilit à collettiva </li></ul><ul><li>I cambiamenti nella norma rappresentano un’ascesa fino ai registri di maggior prestigio di alcuni tratti prima relegati alle variet à basse della lingua </li></ul><ul><li>Per es. lui, lei, loro per egli, ella, essi </li></ul>
    11. 11. Norma o normalità? <ul><li>Italiano standard normativo : va riet à di lingua assunta come modello dai parlanti e in genere proposta come modello nell’insegnamento </li></ul><ul><ul><li>insieme di regole, precetti, imposto come forme corrette </li></ul></ul><ul><li>Italiano d’ uso comune: variet à di lingua largamente accettato come forma usuale </li></ul><ul><ul><li>comprende anche forme non accettate dalle grammatiche prescrittive, ma ricorrenti nell’uso effettivo della lingua </li></ul></ul>
    12. 12. la norma e la situazione comunicativa <ul><li>La norma caria a seconda del tipo di contesto e di situazione comunicativa </li></ul><ul><ul><li>Se lo sapevo non venivo vs. Se non lo avessi saputo non sarei venuto </li></ul></ul><ul><li>Parlare come un libro stampato in determinate situazioni pu ò costituire un errore; non grammaticale, ma comunicativo </li></ul>
    13. 13. Congiuntivo vs. indicativo e il registro <ul><li>La scelta del congiuntivo o dell’indicativo pu ò dipendere dal registro linguistico usato in rapporto alla situazione </li></ul><ul><li>Registri bassi: </li></ul><ul><ul><li>a. Mi pare che è meglio andarsene. </li></ul></ul><ul><ul><li>b. Credo che hanno tutto ciò che gli serve. </li></ul></ul><ul><ul><li>c. Spero che torna presto, perché ha lui le chiavi della macchina. </li></ul></ul><ul><ul><li>d. Benché non vengono, vorranno lo stesso il regalino. </li></ul></ul><ul><li>Registri alti: </li></ul><ul><ul><li>a. Mi pare che sia meglio andarsene. </li></ul></ul><ul><ul><li>b. Credo che abbiano tutto ciò che gli serve. </li></ul></ul><ul><ul><li>c. Spero che torni presto, perché ha lui le chiavi della macchina. </li></ul></ul><ul><ul><li>d. Benché non vengano, vorranno lo stesso il regalino. </li></ul></ul>
    14. 14. Congiuntivo vs. indicativo e il registro <ul><li>I diversi verbi reggenti determinano diversi gradi di i n accettabilità dell’indicativo in registri alti: </li></ul><ul><ul><li>Mi pare che è meglio andarsene vs. Benché non vengono, vorranno lo stesso il regalino </li></ul></ul><ul><li>Il diverso grado di altezza diafasica del congiuntivo rispetto all’indicativo dipende anche dal verbo retto: </li></ul><ul><ul><li>Voglio che te ne vai vs. Voglio che hai pi ù rispetto </li></ul></ul>
    15. 15. La norma e l’efficacia comunicativa <ul><li>L’efficacia comunicativa richiede in molte situazioni l’uso di una variet à pi ù spontanea e colloquiale </li></ul><ul><ul><li>modi del parlato nella scrittura giornalistica </li></ul></ul><ul><ul><li>abbassamento della formalit à nel discorso politico </li></ul></ul><ul><ul><li>battaglia contro il “b u rocratese” e il “d i fficilese” della comunicazione istituzionale </li></ul></ul>
    16. 16. La norma e l’efficacia comunicativa <ul><li>Puntare sull’efficacia comunicativa non equivale a trascurare la correttezza linguistica, grammaticale. </li></ul><ul><li>cfr. rilievi sulla lingua degli studenti universitari </li></ul><ul><ul><li>mancanza di capoversi, punteggiatura assente o errata ( un centro urbano, gode di maggior prestigio ) </li></ul></ul><ul><ul><li>usi impropri dell’apostrofo ( un’altro ), dell’accento ( si, n ò , p ò ) e delle maiuscole ( alcuni Tratti ), </li></ul></ul><ul><ul><li>fraintendimenti lessicali ( le mie speranze si sono assolte in una specie d’indignazione ); </li></ul></ul><ul><ul><li>“ s c hizofrenia di registro” (accostamento di forme e costrutti provenienti del parlato con espressioni auliche) </li></ul></ul>
    17. 17. Come percepiscono la norma i parlanti stessi? <ul><li>Il parlante comune è ben lungi dall’accettare la natura problematica, elastica e dinamica della norma </li></ul><ul><li>Aspetta risposte chiare e univoche che distinguano ci ò che è giusto da ci ò che è sbagliato, regole valide in ogni occasione </li></ul>
    18. 18. L’imprinting scolastico <ul><li>Noi, come parlanti, cambiamo la lingua, ma cambiamo molto pi ù lentamente la norma interiorizzata </li></ul><ul><li>La “ norma interiorizzata ” quella che “ è andata stratificandosi non tanto sulla base della propria esperienza di parlante, quanto sull’immagine di lingua che si è formata soprattutto negli anni di scuola” </li></ul>Serianni, L. (2006), Prima lezione di grammatica , Roma&Bari: Laterza, p. 43.
    19. 19. L’imprinting scolastico <ul><li>Coloro che lavorano con la lingua dovrebbero costruirsi un’immagine meno arcaica e libresca di quello che lo standard oggi </li></ul><ul><li>In una lingua parlata e viva da quasi tutti gli italiani in quasi tutti gli usi comunicativi, non esiste una norma unica, ma una pluralit à di norme </li></ul>
    20. 20. Atteggiamento rigido e apocalittico dei parlanti attaccati alla norma tradizionale
    21. 21. Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica <ul><li>La pedagogia linguistica tradizionale si è largamente fondata sulla fiducia nella utilit à di insegnare analisi grammaticale e logica, paradigmi grammaticali e regole sintattiche. La riflessione scolastica tradizionale sui fatti linguistici si riduce a questi quattro punti. </li></ul><ul><li>Tra gli studiosi, i ricercatori e gli insegnanti che si sono occupati del problema dell’educazione linguistica esiste un pieno accordo nelle seguenti critiche all’insegnamento grammaticale tradizionale : </li></ul>
    22. 22. Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica <ul><li>a) parzialit à dell’insegnamento grammaticale tradizionale: se riflessione sui fatti linguistici deve esserci a scuola, essa deve tener conto anche dei fenomeni del mutamento linguistico (storia della lingua), delle relazioni tra tale mutamento e le vicende storico-sociali (storia linguistica), dei fenomeni di collegamento tra le conoscenze e abitudini linguistiche e la stratificazione socioculturale ed economico-geografica della popolazione (sociologia del linguaggio), dei fenomeni di collegamento tra organizzazione del vocabolario, delle frasi, delle loro realizzazioni e organizzazione psicologica degli esseri umani (psicologia del linguaggio), dei fenomeni del senso e del significato, della strutturazione del vocabolario (semantica); ridotta a grammatica tradizionale la riflessione dei fatti linguistici esclude dunque tutta la complessa materia di studio e riflessione delle varie scienze del linguaggio (...) </li></ul>
    23. 23. Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica <ul><li>c) nocivit à dell’insegnamento grammaticale tradizionale: le grammatiche di tipo tradizionale sono fondate su teorie del funzionamento d’una lingua che sono antiquate e, pi ù ancora che antiquate, largamente corrotte ed equivocate (un Aristotele assai mal capito) (...) </li></ul>
    24. 24. La norma sommersa <ul><li>La scuola continua a trasmettere un’immagine della lingua poco aderente alla realt à circostante </li></ul><ul><li>Il risultato è una polarizzazione tra uso e norma , una distanza tra essere e dover essere </li></ul>
    25. 25. Come parla!!! <ul><li>Ma la strada per avvicinare uso e norma non è quella della semplificazione linguistica operata dalla TV , che espone al rischio di produrre nelle nuove generazioni un generale abbassamento culturale e delle capacit à di interpretazione critica . </li></ul><ul><li>Ch i parla male , pensa male e vive male (Nanni Moretti, Palombella rossa , 1989) </li></ul>
    26. 26. Il politicamente corretto <ul><li>Il politically correct è nato negli Stati Uniti all’inizio degli anni Sessanta con l’intenzione di estirpare dalla lingua corrente usi discriminatori nei confronti delle minoranze. </li></ul><ul><li>Eufemismo? Esagerazione? neutralize the enemy ‘uccidere’, collateral damages ‘strage di siti civili’, peacekeeping ‘occupazione militare’, cosmetically different ‘brutto’ </li></ul>
    27. 27. Il politicamente corretto <ul><li>In Italia si deve a questa pressione un mutamento di sensibilit à linguistica </li></ul><ul><li>Alma Sabatini (1987), Raccomandazione per un uso non sessista della lingua italiana </li></ul><ul><li>Es.: l’impiego del femminile di nomi professionali come ministra, architetta, avvocata/avvocatessa </li></ul><ul><li>http://www. facebook . com/ ? ref=home #! /group . php ?gid=37309508306 </li></ul>
    28. 28. Il sessismo nella pubblicit à
    29. 29. Il sessismo nella pubblicit à
    30. 30. Che cos’ è la norma? <ul><li>La norma è una convenzione sociale che stabilisce ciò che è linguisticamente accettabile in una determinata lingua </li></ul>
    31. 31. Un esempio concreto: il congiuntivo e la norma <ul><li>Valutate la correttezza nell’uso del modo indicativo o congiuntivo delle proposizioni dipendenti. </li></ul><ul><li>Giudicate se l’uso sia errato o, nel caso sia corretto, se si tratti di un registro formale o familiare. </li></ul><ul><ul><li>Formulate le regole d’uso del modo congiuntivo nell’italiano standard letterario . </li></ul></ul><ul><ul><li>In quali contesti è permesso l’uso dell’indicativo in un registro familiare ? </li></ul></ul>
    32. 32. Serafini, M. T. (1992), Come si scrive , Milano: Bompiani, p. 224 <ul><li>Gli telefono benché è tardi. </li></ul><ul><li>Se lo compravi in estate, spendevi meno. </li></ul><ul><li>È partito senza che noi lo sapevamo. </li></ul><ul><li>Che peccato che le vacanze sono giù finite. </li></ul><ul><li>Mi auguro che tu vinci quel concorso. </li></ul><ul><li>Credo che Dio esiste. </li></ul><ul><li>Non so se sia facile. </li></ul><ul><li>Mi ha chiesto se era possibile. </li></ul><ul><li>Questo problema è più difficile di quanto mi aspettavo. </li></ul><ul><li>Si capisce che sono stanchi. </li></ul><ul><li>È facile che lui si mette a protestare. </li></ul><ul><li>Gli domandai dove correva. </li></ul><ul><li>Leo pensa che debba tacere. (parlando di sé) </li></ul><ul><li>Sono andato a Milano non perché mi è simpatica, ma perché dovevo lavorarci. </li></ul><ul><li>Qualunque è la fatica, io ci arriverà. </li></ul><ul><li>È la persona più generosa che io conosco. </li></ul>
    33. 33. L’uso normativo del congiuntivo in proposizioni subordinate <ul><li>Dopo alcune congiunzioni. Per es. (1) Gli telefono benché sia tardi. (3) È partito senza che noi lo sapessimo. (15) Qualunque sia la fatica, io ci arriverò. </li></ul><ul><li>Nel periodo ipotetico. Per es. (2) Se l’avessi comprato in estate, avresti speso meno. </li></ul><ul><li>Dopo verbi, nomi e aggettivi che esprimono un sentimento personale. Per es. (4) Che peccato che le vacanze siano già finite. (5) Mi auguro che tu vinca quel concorso. </li></ul><ul><li>Dopo verbi e nomi che esprimono un’opinione, convinzione personale, apparenza. Per es. (7) Non so se sia facile. (14) Sono andato a Milano non perché mi sia simpatica, ma perché dovevo lavorarci. </li></ul><ul><li>Nelle domande indirette. Per es. (8) Mi ha chiesto se fosse possibile . (12) Gli domandai dove corresse . </li></ul><ul><li>Come comparazione tra fatti nel tempo o fra giudizi e fatti. Per es. (9) Questo problema è più difficile di quanto mi aspettassi . (16) E la persona più generosa che io conosca. </li></ul><ul><li>Dopo alcune espressioni impersonali. Per es. (11) É facile che lui si mette a protestare. </li></ul><ul><li>Dopo verbi che esprimono necessità. Per es. Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi . </li></ul><ul><li>Se la frase introdotta da ‘che’ precede la frase principale. Per es. Che le opere di Verdi ti piacessero, lo sapevo già . </li></ul>
    34. 34. Valore di soggettività <ul><li>Spetta al parlante fare intendere se i fatti da lui riferiti siano una sua opinione o una sua certezza e usare, di conseguenza, il congiuntivo o l’indicativo: </li></ul><ul><ul><li>Credo che un Dio esista. Non credo che Dio esista. (6) Credo che Dio esiste . </li></ul></ul><ul><ul><li>(10) Si capisce che sono stanchi. (evidenza) </li></ul></ul>
    35. 35. Il congiuntivo nell’italiano neo-standard <ul><li>L’italiano neo-standard tende a sostituire l’indicativo al congiuntivo soprattutto nelle frasi subordinate, in dipendenza da verbi di opinione ( credere, pensare, ritenere , ecc.), quando si riferisce a un evento che il parlante non sente come ipotetico, possibile, incerto o probabile, ma come reale. </li></ul><ul><li>Per es. Mi sembra che hai torto. </li></ul>
    36. 36. La morte del congiuntivo? <ul><li>Per i puristi: impoverimento della lingua italiana </li></ul><ul><li>Questione di registro: è come chiedersi se sia meglio indossare giacca e cravatta o jeans e maglietta. Adoperate il congiuntivo quando è necessaria un’elegante lingua in giacca e cravatta, ma fate pure ricorso all’indicativo quando vi serve una comoda lingua in jeans e maglietta. (Dardano&Trifone p. 321) </li></ul>
    37. 37. Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Il congiuntivo è moribondo. Omicidio, suicidio o evento accidentale? Nessuna di queste cose. Credo si tratti della conseguenza logica di un fenomeno illogico. Sempre meno italiani, quando parlano, esprimono un dubbio; quasi tutti hanno opinioni categoriche su ogni argomento (vino e viaggi, case e calcio, sesso e sentimenti). Pochi dicono Credo che col pesce si possa bere anche il vino rosso . I pi ù affermano Credo che col pesce si pu ò bere anche il vino rosso (poi ordinano Tavernello bianco frizzante). </li></ul><ul><li>La crisi del congiuntivo non deriva dalla pigrizia, ma dall'eccesso di certezze. L'affermazione Speravo che portavi il gelato non è solo brutta: è arrogante (“ C ome si permette, questo qui, di venire a cena senza portare il gelato?” ) . La frase Speravo (che) portassi il gelato è invece il risultato di una piccola illusione, che segue una delusione contenuta e filosofica. Accade, nella vita, che la gente dimentichi di portare il gelato. </li></ul><ul><li>Il momento difficile del congiuntivo ha anche una concausa: la fretta con cui scriviamo. Solo cos ì si spiega questo lancio dell’Ansa del 14 giugno 2007, dove si attribuisce ad AL Gore un periodo ipotetico quanto meno avventuroso. </li></ul>
    38. 38. Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Stiamo di fronte a un’emergenza planetaria – ha spiegato. – La calotta polare potrebbe sparire in 35 anni e se consentissimo che avvenissimo, ci sarebbero conseguenze cos ì incredibili da distruggere le nostre categorie di giudizio. </li></ul><ul><li>Ma la crisi del congiuntivo – ripeto – ha un’origine chiara: pochi oggi pensano, credono e ritengono; tutti sanno e affermano. L'assenza di dubbio è una caratteristica della nuova societ à italiana. A furia di sentirci dire (dalla pubblicit à , dalla televisione, dalla politica) che siamo belli, giusti e simpatici, abbiamo finito per crederci. </li></ul><ul><li>Chi esprime cautela (e usa il congiuntivo) rischia di passare per insicuro. Non da oggi, a dire il vero. Ricordo l’esame per diventare giornalista professionista, a Roma. Vivevo a Londra, in quel periodo; durante la prova orale iniziavo ogni risposta con Credo che sia ..., Mi sembra si tratti ... L’esaminatore s’ è irritato: “ S metta di dire credo ... e mi sembra ... Le cose le sa o non le sa!” . Gli ho risposto: “ V ivo in un Paese dove dicono I believe ... (io credo) anche prima di comunicare l’ora esatta: l'orologio potrebbe essere fermo” . </li></ul><ul><li>Mi rendo conto d'aver sbagliato. Gli orologi degli scongiuntivati vanno sempre. È la testa, ogni tanto, che si ferma. </li></ul>
    39. 39. Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Qualcuno penser à : allora l’affermazione Penso che Luca è un somaro è scorretta! No, è corretta. In questo caso, io penso equivale a io so (cui segue, ovviamente, l‘indicativo). Penso che Luca sia un somaro lascia aperta la possibilit à che Luca non lo sia . Penso che Luca è un somaro smette di essere un’ipotesi, e diventa una constatazione: Luca ha dato prova di tutta la sua somaraggine, e non è pi ù lecito dubitarne. </li></ul><ul><li>Chi altri è autorizzato a ignorare il congiuntivo? Vediamo: Dante (...) per esempio. </li></ul><ul><li>Inferno </li></ul><ul><li>X, 54: credo che s’ era in ginocchie levata </li></ul><ul><li>XIII, 25: Cred’io ch’ei credette ch’io credesse </li></ul><ul><li>Paradiso </li></ul><ul><li>II, 60: credo che fanno i corpi rari e densi </li></ul><ul><li>XXVII, 35: e tale eclissi credo che ‘n ciel fue </li></ul><ul><li>XXXIII, 92: credo ch’i’ vidi </li></ul>
    40. 40. Non calpestate I congiuntivi <ul><li>(...) La scelta dantesca mi è stata spiegata da Francesco Sabatini dopo una visita alla Crusca: “ L e mando uno spiedino di indicativi per congiuntivi nei nostri santi padri: non “s v iste ” , ovviamente, ma cedimenti all’uso parlato, tendente alla semplificazione morfosintattica (che avrebbe fatto altri passi gi à prima di ora, se l’italiano si fosse diffuso ampiamente per tempo)” . </li></ul><ul><li>(...) Giorgio De Rienzo, autore di Scioglilingua – Guida alla grammatica italiana (2006), ammette: “ L ’uso la vince sempre nella lingua: congiuntivi e condizionali avranno vita breve” . A questa profezia aggiunge per ò una preghiera: “ S arebbe bello tentare di resistere per restituire al nostro tempo, tutto proiettato (apparentemente) su ci ò che è oggettivo e reale, il molto che è invece soggettivo e possibile” . Come dire: il congiuntivo � malato, ma per il funerale c’ è tempo. </li></ul>
    41. 41. Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Ho assistito alla Giornata dell’Orientamento all’Istituto Luca Pacioli di Crema, la mia citt à . Non è , come il nome lascia pensare, un incontro in cui alcuni girano bendati (i futuri geometri), altri con la bussola (gli aspiranti ragionieri), cercando l’uscita della scuola. È , invece, un buon servizio che alcune scuole offrono. Ex alunni ed esperti arrivano, un sabato mattina, e presentano i vari sbocchi universitari e professionali. </li></ul><ul><li>Non essendo un ex alunno, n é un esperto, sono rimasto ad ascoltare (un esercizio sempre utile, per chi fa il mio mestiere). Ero in un’aula, seduto dietro al solito banco acquamarina, che è il colore dei ricordi di milioni di noi. Stavano parlando tre ex alunne, ora ventenni: Laura, che lavora in un’assicurazione; Simona e Alessandra, impiegate come programmatici in azienda. A un certo punto, sono rimasto di stucco. Laura ha detto: “ N on pensavo che mi assumessero...“ . Simona ha spiegato: “ S e non avessi studiato qui…” . Alessandra ha concluso: “ S pero che quello che ho appena detto vi abbia interessato” Sbalorditivo: tre italiane su tre che usavano i congiuntivi. </li></ul>
    42. 42. Non calpestate I congiuntivi <ul><li>Ora, io non vorrei sembrare snob, n é pedante come i vecchi professori di liceo (che nostalgia; non se ne pu ò pi ù di tutta questa gente interessante). Ma vi assicuro che se quello fosse stato un colloquio di lavoro, le avrei assunte tutt’e tre. Usare il congiuntivo vuol dire infatti avere il cervello con le marce: È pi ù facile salire, qualunque sia la montagna. Badate bene: Simona, Alessandra e Laura non erano zitelline malinconiche. Avevano le treccine africane d’ordinanza, il maglioncino con la cerniera, vestivano con trasandatezza meticolosa. Laura aveva anche il piercing nel naso. Credevo fosse incompatibile col periodo ipotetico, ma mi sbagliavo. </li></ul><ul><li>Certo, si pu ò essere geni e parlare come un dee-jay a fine turno. Ma vi assicuro: il linguaggio diventer à un segno distintivo, qualcosa che permetter à di farsi notare (sul lavoro, in compagnia, nella societ à ). Ora che tutto si compra, infatti, sta diventando prezioso quello che s’impara. Fidatevi, ragazzi: conosco ragazze che considerano un congiuntivo pi ù sexy dell’orologio di lusso e del pantalone firmato. Non fate quella faccia. Sono pure carine. </li></ul>
    43. 43. Letture <ul><li>Bonomi, I. et al. (2010 2 ), Elementi di linguistica italiana , Roma: Carocci, pp. 71-73. </li></ul><ul><li>Sobrero, A. A. & Miglietta, A. (2006), Introduzione alla linguistica italiana , Bari: Laterza, pp. 61-64, 69-74. </li></ul><ul><li>Lombardi Vallauri, E. (2007), La linguistica. In pratica , Bologna: il Mulino, pp. 97-99. </li></ul><ul><li>Antonelli, G. (2007), L’italiano nella societ à della comunicazione , Bologna: il Mulino, pp. 39-58. </li></ul><ul><li>Dardano, M. (2005), Nuovo manualetto di linguistica italiana , Bologna: Zanichelli, pp. 195-196. </li></ul><ul><li>Serianni, L. (2006), Prima lezione di grammatica , Roma&Bari: Laterza. </li></ul><ul><li>Severgnini, B. (2007), L’italiano. Lezioni semiserie , Milano: Rizzoli, pp. 149-153. </li></ul><ul><li>Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica http://www. simonefornara . com/files/SIS_labita0708/GISCEL .pdf </li></ul>

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