Inquinamento delle acque sotterranee nei comuni di Biella e Gaglianico
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Le indagini effettuate nel secondo semestre 2010 dal Dipartimento di Biella di Arpa Piemonte, hanno permesso di individuare una contaminazione della falda acquifera da meridionale del territorio ...

Le indagini effettuate nel secondo semestre 2010 dal Dipartimento di Biella di Arpa Piemonte, hanno permesso di individuare una contaminazione della falda acquifera da meridionale del territorio comunale di Biella, si estende per circa 3 kmq interessando il territorio di Gaglianico fino al confine con Sandigliano. solventi clorurati che, partendo dalla porzione Le fonti di inquinamento riscontrate sono due: una piuttosto recente, riconducibile ad un’azienda ancora attiva che ha avviato la procedura di bonifica ed un’altra storica verosimilmente connessa ad attività non più esistenti, per la quale non è ad oggi possibile individuare i soggetti responsabili. Le Autorità Competenti si stanno occupando della contaminazione attraverso azioni di totale protezione della potabilità delle acque, prevenzione della diffusione dell’inquinamento e di monitoraggio della zona interessata. È inoltre in corso di istituzione un tavolo tecnico per la gestione del fenomeno.

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Inquinamento delle acque sotterranee nei comuni di Biella e Gaglianico Inquinamento delle acque sotterranee nei comuni di Biella e Gaglianico Document Transcript

  • Inquinamento delleacque sotterraneenei comuni di Biella e Gaglianico
  • Inquinamento delleAutori acque sotterraneeGianfranco Piancone - Dipartimento di Biella, Arpa Piemonte nei comuni di Biella e GaglianicoGabriella Porta - Dipartimento di Biella, Arpa PiemonteFederica Facchino - Provincia di BiellaMichelangelo Valenti - ASL Biella La presente pubblicazione è un importante momento nell’ottica di una correttaAlessandro Marola - ASL Biella e trasparente informazione ai cittadini sulle problematiche ambientali presenti nellaCartografia nostra provincia.Pancrazio Bertaccini - Dipartimento di Biella, Arpa Piemonte Dal mese di giugno 2010 il Dipartimento di Biella di Arpa Piemonte ha avviato accertamenti sull’acqua della falda superficiale, dopo il rinvenimento diFotografie tetracloroetilene e tricloroetilene in corrispondenza di pozzi captanti le acque dellaArchivio Arpa Piemonte e ASL di Biella falda profonda, in un’area compresa tra la porzione meridionale del territorio comunaleCoordinamento editoriale e redazionale di Biella ed il territorio di Gaglianico, dove hanno sede il Parco Commerciale gli OrsiRoberta Meotto, Elisa Bianchi - Comunicazione istituzionale, Arpa Piemonte e l’acquedotto di Gaglianico.Ideazione e progetto grafico Con questo opuscolo Arpa Piemonte, ASL e Provincia di Biella illustrano allaBriefing Adv, Torino cittadinanza perché sono state ricercate tali sostanze, dove sono state trovate e in quali quantità, come è stato gestito il fenomeno finora e cosa si pensa di fare in futuro.Foto di copertina Riteniamo importante spiegare ai cittadini interessati dalla contaminazione quali rischiLena Pautina - www.sxc.hu comporta questo inquinamento e quali sono i comportamenti più idonei da adottare. Il dialogo con i cittadini costituisce un elemento portante nelle strategie comunicative della Provincia di Biella insieme ad una politica di attenzione e prevenzione sulle possibili criticità ambientali svolta in sinergia con il Dipartimento di Biella di Arpa Piemonte. L’attività proseguirà con la costituzione di uno specifico gruppo di lavoro che vedràSi ringrazia il Comune di Fabriano coinvolti i diversi soggetti che operano sul territorio interessato dalla contaminazione quali Provincia, Arpa, Regione, Comuni e Asl.ISBN 978-88-7479-102-6Copyright © 2011, Arpa PiemonteVia Pio VII, 9 – 10123 Torino – Italia Direttore Generale Assessore all’Ambiente Commissario Arpa Piemonte Provincia di Biella ASL BiellaL’Arpa Piemonte non è responsabile per l’uso che può essere fatto delle informazionicontenute in questo documento. La riproduzione è autorizzata citando la fonte. Silvano Ravera Fausto Governato Carla Peona
  • Indice In sintesiIn sintesi ...........................................................................................................1 Le indagini effettuate nel secondo semestre 2010 dal Dipartimento diCome è emersa la problematica ambientale Biella di Arpa Piemonte, hanno permesso di individuare una contaminazionee cosa ha provocato la contaminazione.........................................................2 della falda acquifera da solventi clorurati che, partendo dalla porzioneZone interessate dalla contaminazione ........................................................3 meridionale del territorio comunale di Biella, si estende per circa 3 kmqConcentrazioni rilevate ...................................................................................3 interessando il territorio di Gaglianico fino al confine con Sandigliano.Pozzi potabili....................................................................................................6 Le fonti di inquinamento riscontrate sono due: una piuttosto recente,Cos’è il tetracloroetilene e come si disperde nell’ambiente ......................7 riconducibile ad un’azienda ancora attiva che ha avviato la procedura di bonifica ed un’altra storica verosimilmente connessa ad attività nonEffetti sulla salute ............................................................................................8 più esistenti, per la quale non è ad oggi possibile individuare i soggettiCosa dice la normativa sulla potabilità, responsabili.la contaminazione ambientale e la bonifica .................................................10La bonifica: tempi e metodi ..........................................................................10 Le autorità competenti si stanno occupando della contaminazioneAzioni intraprese dalle Pubbliche Amministrazioni attraverso azioni di totale protezione della potabilità delle acque,per la gestione del fenomeno .......................................................................11 prevenzione della diffusione dell’inquinamento e di monitoraggio dellaAzioni di monitoraggio ..................................................................................12 zona interessata. È inoltre in corso di istituzione un tavolo tecnico per la gestione del fenomeno.Azioni future ...................................................................................................14Bibliografia .....................................................................................................15Approfondimenti ............................................................................................15 Glossario solventi clorurati: solventi organici di sintesi contenenti cloro autorità competente: amministrazione che valuta documentazione, acquisisce pareri e rilascia autorizzazioni 1
  • Come è emersa la problematica ambientale Zone interessate dalla contaminazione e cosa ha provocato la contaminazione Ai fini dell’individuazione La contaminazione da tetracloroetilene ed altri solventi derivanti dalla sua degrada- dell’origine dell’inquinamento, zione (ad esempio il tricloroetilene, commercialmente noto come trielina), presenta le dell’estensione dell’area con- maggiori concentrazioni nella falda acquifera superficiale, posta a profondità compresa taminata (definita pennacchio tra 5 e 30 m dal livello del suolo, nell’area dei territori comunali di Biella e Gaglianico fino di contaminazione) e dei al confine con Sandigliano. L’area contaminata, pari a circa 3 kmq, (Fig. 2) è compresa soggetti interessati dalla stes- tra via Candelo, via Cottolengo (Biella), via Gramsci, via Marconi, via Dante Alighieri sa, sono stati analizzati circa (Gaglianico) e la S.P. 230 (Corso Europa – via Cavour) e si estende a sud fino al confine 80 pozzi privati. Su tutti i cam- tra Gaglianico e Sandigliano. pioni di acqua di falda preleva- Le indagini effettuate su alcuni pozzi profondi hanno inoltre consentito di rilevare un ti è stata effettuata la ricerca limitato e circoscritto interessamento della seconda falda, presente a profondità com- analitica dei solventi clorurati: presa tra 80 e 100 m, probabilmente causato da vecchi pozzi che hanno messo in tetracloroetilene ed altri pro- comunicazione le due falde (Fig. 2). dotti derivanti dalla sua degra- dazione quali tricloroetilene, 1,2-dicloroetilene e cloruro di Concentrazioni rilevate Fig. 1 - Pozzo vinile (Fig. 1). Grazie a queste indagini Arpa ha individuato due distinte fonti di contaminazione: Le concentrazioni di tetracloroetilene rilevate nell’estate 2010 in corrispondenza dei • un evento che ha avuto origine da via Cottolengo, contraddistinto da concen- pozzi privati sono molto variabili in funzione della distanza dalla sorgente. In prossimità trazioni molto elevate (oltre 10.000 microgrammi per litro), a fronte di un limi- delle due sorgenti i valori sono molto elevati ed il picco massimo registrato nel mese di te di legge di 1,1 µg/l, riconducibile all’attività di lavasecco svolta in passato agosto 2010 ha superato i 10.000 microgrammi per litro. da un’azienda ancora attiva che attualmente sta provvedendo alla bonifica; La fig. 2 illustra le concentrazione di tetracloroetilene, suddivise per classi di valori, • un episodio verosimilmente connesso ad attività non più esistenti, che presenta rilevate sui pozzi privati indagati. valori massimi in un pozzo privato di via Candelo, caratterizzato da una maggiore presenza di prodotti di biodegradazione. Queste indagini hanno permesso inoltre di definire in dettaglio l’area coinvolta ed il livello di contaminazione. Glossario pennacchio di contaminazione: area interessata dall’inquinamento della falda microgrammo: 1/1.000.000 di grammo (1μg/l = 0,001 mg/l)2 3
  • Fig. 2 - Area contaminata
  • Cos’è il tetracloroetilene Pozzi potabili e come si disperde nell’ambiente L’approvvigionamento idropotabile di Ga- Il tetracloroetilene è un prodotto chimico creato dall’uomo, noto anche come perclo- glianico è garantito da un campo pozzi che roetilene (pce) e tetracloroetene. La sua formula chimica è C2CI4 attinge dalla falda profonda, ubicato ad est Si presenta come un liquido chiaro, non infiam- dell’area interessata dal pennacchio di con- Cl Cl mabile a temperatura ambiente. Per le sue pro- taminazione (Fig. 2). La presenza di vecchi prietà di ottimo solvente, è ampiamente utilizzato pozzi ad uso industriale, che prelevano da per la pulizia a secco di tessuti, per lo sgrassaggio due falde, crea fenomeni di miscelamento Cl Cl dei metalli e in numerosi processi chimici. È inoltre delle acque che possono compromettere la reperibile per uso domestico. qualità delle acque potabili. Nella falda acquifera profonda sono sta- Le sue caratteristiche principali sono la densità nettamente maggiore dell’acqua, la te rilevate negli ultimi anni tracce di tetra- limitata solubilità in acqua e l’elevata volatilità. Per queste caratteristiche nel suolo e cloroetilene e tricloroetilene in alcuni pozzi sottosuolo è spesso presente in fase separata immiscibile, nota in letteratura come dell’acquedotto comunale di Gaglianico. “Fase densa non acquosa” I valori riscontrati sull’acqua distribui- (dnapl). Fig. 3 - Acquedotto ta all’utenza non hanno mai presenta- Qualora sversato sul suolo, si to superamenti dei limiti previsti dalla infiltra nel terreno e migra vertical- normativa vigente. mente all’interno della falda fino a Al fine di salvaguardare la buona quali- raggiungere una zona impermea- tà e la potabilità delle acque destinate al bile sulla quale si stratifica. consumo umano le Autorità Competen- Da una recente indagine stati- ti hanno previsto azioni di prevenzione stica risulta che l’utilizzo naziona- dell’inquinamento (mediante ordinanza di le annuo di tetracloroetilene nelle chiusura dei pozzi che mettono in comu- lavanderie a secco è dell’ordine di nicazione due falde diverse) e di protezio- 100.000 quintali, con un consumo ne della rete idropotabile con la posa di stimato presunto per lavanderia di Fig. 5 - Lavasecco filtri a carboni attivi sui pozzi idropotabili. L’acqua erogata al consumo umano è circa 400 Kg/anno (Fig. 5). pertanto totalmente sicura (Fig. 3 e 4). Da uno studio condotto nel Glossario pce: Il controllo dei pozzi potabili è assicurato 1997 negli Stati Uniti si è stimato percloroetilene da CORDAR S.p.a., Ente gestore dell’ac- che sul territorio americano fos- dnapl: Fig. 4 - Carboni attivi sero presenti più di 400.000 siti quedotto, e dall’ASL. Fase Densa Non Acquosa6 7
  • contaminati da solventi clorurati, di cui la metà inquinati da tetracloroetilene. A partire da agosto 2010 i Comuni hanno emesso ordinan- Il tetracloroetilene è scarsamente degradabile, tuttavia in particolari condizioni e in ze di divieto di utilizzo (a qualsiasi tempi molto lunghi può progressivamente decomporsi in composti a più basso numero scopo) delle acque attinte da poz- di atomi di cloro, dando luogo pertanto a tricloroetilene, 1,2-dicloroetilene, cloruro di zi ubicati nella zona contaminata. vinile (composto cancerogeno, più pericoloso del prodotto di partenza) ed infine etilene. Questi provvedimenti sono stati In Italia la legge considera i rifiuti contenenti tetracloroetilene come rifiuti pericolosi, adottati in quanto: pertanto tali rifiuti non devono essere smaltiti in fognatura. “Il PCE può essere assorbito sia dalle radici di molte specie vege- tali ed arboree sia dalle foglie delle piante a seguito della sua volatiliz- Effetti sulla salute zazione dai suoli contaminati. Sono stati anche descritti fenomeni di Il tetracloroetilene è assorbito dall’uomo principalmente per inalazione e per ingestio- contaminazione del foraggio e di ne di acqua e alimenti e, in minima parte, attraverso la cute. vegetali coltivati. Questi fenomeni Nel caso di inalazione gli organi colpiti dagli effetti tossici sono il sistema nervoso di assorbimento del PCE da parte centrale, il fegato e i reni. In seguito all’inalazione di dosi elevate di PCE per un breve delle piante sono, del resto, utiliz- periodo (a partire da 339 mg/m3 e fino a 1890–2600 mg/m3), è stata osservata la pro- zati nella costituzione di sistemi di gressiva comparsa di irritazioni degli occhi, della pelle e del tratto respiratorio, vertigini, fitodepurazione degli ambienti ac- nausea, disturbi alla vista, mal di testa, sonnolenza e stato di incoscienza. Esposizioni quatici e delle acque sotterranee”.2 inalatorie prolungate o ripetute al PCE possono produrre oltre a infiammazioni della Tali ordinanze sono inoltre ne- pelle e del tratto respiratorio anche danni al fegato e ai reni e causare l’insorgenza di cessarie al fine di limitare il tra- tumori (come nel caso di esposizione prolungata nei luoghi di lavoro). sferimento e ricircolo del conta- In seguito all’ingestione di acqua e alimenti contaminati da PCE, per un breve o lungo minante nelle matrici ambientali. periodo, non vi sono molti dati sull’uomo e la maggioranza di essi deriva da studi su Il prelievo di acqua provoca infatti animali da laboratorio. un richiamo di acqua contaminata Per l’esposizione orale umana a breve termine si riportano effetti a livello del sistema al pozzo, deformando e accele- nervoso, cardiovascolare e del fegato. Per esposizioni molto prolungate il PCE provoca rando il moto di flusso naturale della falda. Inoltre l’irrigazione del terreno produce un tumori negli animali di laboratorio. Per la valutazione del rischio di insorgenza di tumori trasferimento del contaminante ad altre matrici ambientali, quali aria e suolo. nell’uomo, in generale si fa riferimento a quanto viene stabilito dall’Agenzia Internazio- nale per la Ricerca sul Cancro (AIRC). L’AIRC ha classificato il PCE come “probabile cancerogeno umano”, inserendolo nel Gruppo 2°, che sta a significare che per esso 1 Estratto da “Inquinamento delle acque sotterranee nei quartieri di Santa Maria e Campo Sportivo di Fabriano”, vi sono sufficienti evidenze scientifiche di insorgenza di tumori negli animali e limitate http://www.piazzalta.it/download/Pubblicazione_tetracloroetilene_ultima_versione.pdf, (dicembre 2011) evidenze di insorgenza di tumori negli esseri umani.1 2 ibidem8 9
  • Per la bonifica della sorgente di contaminazione riscontrata in via Candelo, non è stato Cosa dice la normativa sulla potabilità, possibile individuare un soggetto responsabile e pertanto risultano più complesse le atti- la contaminazione ambientale e la bonifica vità di caratterizzazione della sorgente di contaminazione. Gli interventi dovranno essere attuati dalla Pubblica Amministrazione attraverso il reperimento di fondi pubblici, secondo Le norme che si occupano di solventi clorurati in Italia sono diverse e le concentrazio- il procedimento previsto dall’art. 250 del Testo Unico Ambientale (D.Lgs 152/06). ni ammissibili variano a seconda della finalità perseguita dalla normativa. Le acque potabili, destinate al consumo umano, sono regolamentate dal D.Lgs. 31/01. In base a quanto stabilito dalla Legge Regionale in materia di contaminazione, La norma stabilisce che la somma di tetracloroetilene e tricloroetilene fornite l’approvazione del progetto di bonifica, nei casi di inquinamento che interessano attraverso una rete di distribuzione, nel punto in cui queste fuoriescono dai rubi- i territori di più comuni come quello in esame, è di competenza della Provincia, netti, utilizzati per il consumo umano, non possa superare i 10 microgrammi/litro. che acquisisce il parere tecnico dell’Arpa nell’ambito di una conferenza dei ser- Tale concentrazione è stata stabilita in base al principio di precauzione ed è circa 100 vizi, nella quale sono convocati anche i Comuni interessati dall’intervento. volte inferiore alle quantità necessarie a produrre effetti tossici sull’organismo umano. La presenza di solventi clorurati nelle matrici ambientali è invece regolamentata dal D.Lgs. 152/06 (Testo Unico Ambientale). La normativa si occupa di definire i livelli accettabili nei Azioni intraprese dalle Pubbliche Amministrazioni terreni e nelle acque sotterranee (Allegato 5, parte IV del D.Lgs 152/06 tabelle 1 e 2). per la gestione del fenomeno Il valore fissato per il tetracloroetilene nelle acque sotterranee è di 1,1 micro- Nell’area interessata dalla contaminazione sono state emanate ordinanze di divieto di utiliz- grammi/litro e 1,5 microgrammi/litro per il tricloroetilene. zo di acqua dai pozzi privati, ai sensi dell’art. 50 del D. Lgs. n. 267 del 2000 in materia di uso Nei terreni i limiti di accettabilità cambiano a seconda della destinazione d’uso del dei pozzi domestici, dai sindaci di Biella (ord. n. 04/A3s del 19 agosto 2010), Gaglianico (ord. sito. Nel caso del tetracloroetilene le concentrazioni ammissibili sono di 0,5 mg/kg per n. 50 del 19 agosto 2010) e Ponderano (ord. n. 20 del 19 agosto 2010). A seguito dei risul- terreni residenziali e 20 mg/Kg nel caso di terreni ad uso commerciale e industriale. tati del monitoraggio condotto da Arpa, l’estensione dell’area In caso di superamento di tali valori devono essere intrapresi interventi di bonifica. interessata nel comune di Gaglianico è stata modificata e ri- dotta con ordinanza n. 15 del 6 giugno 2011. La Provincia di Biella si è attivata ai sensi della L.R. 22/96 La bonifica: tempi e metodi per verificare le caratteristiche costruttive dei pozzi e ha chiesto ai titolari delle concessioni di derivazione in essere Le azioni di bonifica dell’area sono volte a interrompere, isolare e asportare le sorgenti di provvedere al ricondizionamento o alla chiusura di riscontrate nel suolo/sottosuolo ed a rimuovere la contaminazione dalle acque sotterra- 11 pozzi con filtri che captano sia la falda superficiale sia nee con interventi diretti alla Falda Freatica. la falda profonda. Ad oggi sono stati presentati i progetti per l’adeguamento di 4 pozzi ed è stata documentata la Nel caso in esame l’azienda responsabile della contaminazione di via Cottolengo conformità di altri 3 pozzi. sta proseguendo le attività di indagine per definire in dettaglio ubicazione, caratteristi- che della sorgente di contaminazione e modalità di diffusione del contaminante nel suolo e sottosuolo. Queste conoscenze permetteranno di intervenire con la tecnologia più idonea a Glossario Falda Freatica: rimuovere il contaminante ancora presente nel terreno e a interrompere la sua propagazio- acqua che scorre nel sottosuolo ne nelle acque sotterranee. In relazione alla persistenza del contaminante si prevedono co- ricondizionamento: munque tempi lunghi (parecchi anni) per la bonifica dell’area e per il risanamento della falda. adeguamento della tubazione di rivestimento del pozzo10 11
  • di valutare l’evoluzione del fenomeno legato al deflusso naturale della falda. Azioni di monitoraggio Alcune indagini effettuate su pozzi ubicati al di fuori dell’asse di propagazione sono inoltre state mirate a verificare la possibilità di ridurre le zone soggette ad ordinanza. Arpa sta proseguendo nelle attività di costante monitoraggio dell’evoluzio- Le campagne di monitoraggio condotte nel 2011 sono state effettuate nei mesi di ne della contaminazione, mediante prelievi, analisi ed elaborazione dei dati. gennaio, febbraio, aprile, luglio e settembre. Nell’anno 2011 sono state condotte 4 campagne di monitoraggio su un gruppo di poz- Il grafico illustra l’evoluzione del fenomeno riscontrato nei pozzi ubicati nell’area e qui zi ubicati a valle delle sorgenti, che verranno monitorati periodicamente al fine di tenere rappresentati procedendo da nord (Biella) verso sud (Gaglianico). sotto controllo il fenomeno e orientare le azioni di intervento (Fig. 6). Va osservato che i valori rilevati risentono fortemente delle precipitazioni meteo- I pozzi selezionati sono i più significativi sulla base dell’indagine effettuata nel secon- riche del periodo precedente il campionamento. In particolare le elevate concen- do semestre 2010, in quanto ubicati lungo l’asse di propagazione del contaminante, trazioni di tetracloroetilene osservate nel corso della campagna di settembre 2011 perlopiù contraddistinti da valori elevati del tetracloroetilene e/o situati nella porzio- sono in gran parte riconducibili all’abbassamento del livello di falda, a sua volta ne terminale del pennacchio. Questi ultimi sono importanti in quanto consentono connesso alla prolungata assenza di precipitazioni meteoriche. Concentrazione PCE [µg/l] Concentrazione tetracloroetilene pozzi selezionati nelle 5 campagne di monitoraggio Fig. 6 - Prelievo12 13
  • Azioni future Bibliografia Si sta costituendo il gruppo di lavoro, che vedrà coinvolti diversi soggetti che operano • http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_ sul territorio, per la gestione dell’inquinamento delle acque sotterranee da tetracloroeti- PUBBLICAZIONI&nextPage=PUBBLICAZIONI/Tutti_i_titoli/Prevenzione_e_sicurezza/ Il_rischio_chimico_nelle_lavanderie_a_secco/Il_rischio_chimico_nelle_lavanderie_a_ lene nei territori comunali interessati allo scopo di: secco/info-752435436.jsp (dicembre 2011) • fornire indirizzi operativi per la gestione della contaminazione delle acque • US EPA, Proceedings of the symposium on natural attenuation of chlorinated sotterranee; organics in ground water, EPA/540/R-97/504 (1997) • coordinare le azioni necessarie per limitare l’impatto sulla risorsa idrica potabile; • Biorisanamento anaerobico in situ di falde contaminate da solventi clorurati. Proposta di protocollo di indagine per la valutazione di fattibilità, • garantire il monitoraggio della falda; Provincia di Milano – Dipartimento di Chimica della Sapienza Università di Roma (2006) • individuare modalità efficaci ed economicamente sostenibili per la bonifica in http://www.provincia.milano.it/ambienteold/bonifiche/doc/atti_2006_protocollo_ della sorgente inquinante più vecchia. biorisanamento_uniroma.pdf (dicembre 2011) • Proposta di linea guida su “Individuazione e trattamento mediante biorisana- mento anaerobico in situ di solventi clorurati in fase densa separata (DNAPL)”, Provincia di Milano – Dipartimento di Chimica della Sapienza Università di Roma (2006) in http://www.provincia.milano.it/ambienteold/bonifiche/doc/atti_2006_protocollo_ biorisanamento_uniroma.pdf (dicembre 2011) • Inquinamento delle acque sotterranee nei quartieri di Santa Maria e Campo Sportivo di Fabriano, in http://www.piazzalta.it/download/Pubblicazione_ tetracloroetilene_ultima_versione.pdf (dicembre 2011) Approfondimenti Informazioni più dettagliate saranno disponibili nei seguenti siti web: • www.arpa.piemonte.it • www.aslbi.piemonte.it • www.provincia.biella.it • www.comune.biella.it • www.comune.gaglianico.bi.it • www.comune.ponderanobi.it14