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  • 1. Caffè decaffeinato: un aiuto per la nostra memoria, Forse non tutti potevano immaginare che anche un caffè decaffeinato potesse avere delle proprietà benefiche sull’organismo, eppure secondo i ricercatori dellaMount Sinai School of Medicine di New York sembra proprio di si. Il caffè decaffeinato può infatti migliorare il metabolismo energetico del cervello associato al diabete di tipo 2 e fattore di rischio per la demenza e altre patologie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nutritional Neuroscience, è stata guidata da Giulio Maria Pasinetti, docente di Neurologia e Psichiatria al Mount Sinai, che ha esplorato se l’aggiunta al regime dietetico di una soluzione standardizzata di caffè decaffeinato prima dell’insorgenza del diabete potesse migliorare la resistenza all’insulina nei topi con diabete di tipo 2. I ricercatori hanno somministrato il caffè decaffeinato per cinque mesi ai ratti e valutato la risposta genetica nel cervello degli animali. Il risultato è stato che il cervello era in grado di metabolizzare il glucosio in modo più efficace e utilizzarlo per produrre energia cellulare. Come spiegano anche i ricercatori, l’utilizzazione del glucosio si riduce infatti nelle persone con diabete di tipo 2, causando spesso problemi neurocognitivi. Per Pasinetti “Il nostro è il primo studio che mostra i potenziali benefici del caffè decaffeinato sia per prevenire e curare il declino cognitivo causato dal diabete di tipo 2 e dall’invecchiamento sia per contrastare l’insorgere delle malattie neurodegenerative”. Il caffè tradizionale è naturalmente ricco di caffeina, che viene associata a rischi per la salute cardiovascolare come il colesterolo nel sangue e la pressione sanguigna, con l’aumento dei rischi di malattie cardiache, ictus, e morte prematura. Queste nuove scoperte sono la prova che alcuni dei componenti nel caffè decaffeinato forniscono – a differenza del caffè tradizionale – veri benefici per la salute. Pubblicato da Davide Pividori © alle 18:07 Etichette spesaduepuntozero
  • 2. Da questo punto di vista è ancora peggio il caffè decaffeinato, inquinato da alcol propilico e che alla fine della sua lavorazione contiene esano e pentano, potenzialmente tossici. Ma come si fa il caffè decaffeinato? I chicchi vengono trattati con vapore, poi l’estrazione di caffeina avviene con acetato di metile e diclorometano. Il solvente viene recuperato con la caffeina, di cui l’industria farmaceutica è ghiotta, poi avviene il lavaggio e l'essiccazione. Purtroppo però il solvente non è idrosolubile, e la loro tossicità è pari alla benzina. La torrefazione inoltre aggiunge, fra le altre sostanze, un elemento tossico complesso: la "caffeotossina", che anche se presente in minori quantità, supera la caffeina come tossicità. Oltre la caffeotossina viene prodotta anche la micotossina, che provoca danni a pancreas e conduce al diabete. (da un testo di nutrizione del trofologo dott. Costacurta). http://blog.alfemminile.com/blog/seeone_51288_2954142/La-mia-vita-pocoperfetta/INFORMAZIONE-IL-CAFFe-DECAFFEINATO
  • 3. Credo che Hag debba restare tale e quale: in un'epoca che tutto deve essere diverso per adeguarsi ai tempi, alcuni prodotti devono rimanere legati alla loro tradizione come punto di forza.
  • 4. Per ovviare a questo problema molto comune e per permettere a chiunque di poter godere della propria pausa caffè, è stato quindi trovato il modo di estrarre la caffeina dal caffè e, allo stesso tempo, di mantenere le sue proprietà organolettiche ad un livello più che soddisfacente. Attraverso una delicata lavorazione, che mira a privare i chicchi di caffè della loro caffeina, si ottiene quindi il caffè decaffeinato, una vera manna dal cielo per chi, pur amando il caffè, in mancanza di alternative valide, si troverebbe a dover rinunciare a questa bevanda. In più, oltre a non influire, se non in modo in significativo, sul nostro sistema nervoso, il caffè decaffeinato, a dispetto delle numerose leggende ancora esistenti sul suo conto, risulterebbe anche più leggero e digeribile per il nostro organismo poiché viene privato di gran parte delle sue cere. Il caffè decaffeinato, che nasce nel 1905 grazie a Ludwing Roselius, nasce attraverso un processo di lavorazione che può essere effettuato in tre modi differenti, tutti e tre rigidamente controllati e regolamentati dalla legge italiana. Secondo la norma vigente in merito, infatti, un caffè decaffeinato, per essere definito tale, non deve contenere più dello 0.15% di caffeina e, in più, la legge fissa rigidamente anche la quantità dei due solventi che possono essere impiegati nel processo di estrazione della caffeina (il diclorometano e l'acetato d'etilene.) http://www.caffedecaffeinato.it/
  • 5. Iniziamo allora parlando del gusto, si dice infatti che il caffè decaffeinato non sia buono come il caffè normale. Questa affermazione farebbe infuriare qualsiasi esperto o produttore di caffè; infatti, come per il normale caffè, anche il gusto del decaffeinato dipende esclusivamente dalla qualità della miscela utilizzata. Quindi, se il caffè, che sia normale o decaffeinato, viene preparato con miscele di buona qualità il gusto resta invariato; basti pensare che, durante il processo di decaffeinizzazione , l'unica cosa di cui vengono privati i chicchi è appunto la caffeina, mentre gli aromi vengono lasciati intatti. Questa credenza deriva dal fatto che, in origine, essendo la richiesta di caffè decaffeinato estremamente bassa, questo veniva preparato utilizzando miscele di scarsa qualità. http://www.caffedecaffeinato.it/