Sistema nervoso

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Sistema nervoso

  1. 1. ISTOLOGIA DEL SISTEMA NERVOSO Tessuto nervoso
  2. 2. Unità di base del Sistema Nervoso: le cellule <ul><li>Il sistema nervoso è costituito essenzialmente da due tipi di cellule: neuroni e cellule gliali (per es. cellule di Schwann) . </li></ul><ul><li>I neuroni sono le unità strutturali su cui si basa tutta la rete di trasmissione degli impulsi nervosi; </li></ul><ul><li>le cellule gliali hanno invece il compito di proteggere, sostenere, isolare, nutrire i neuroni e di accelerare la conduzione dell’impulso nervoso. </li></ul><ul><li>I principali tipi di neuroni sono : </li></ul>Neuroni sensoriali Interneuroni Neuroni motori ↓ Ricevono informazioni sensoriali dall’esterno e le trasmettono al SNC Trasmettono impulsi all’interno del SNC ↓ Inviano informazioni dal SNC agli organi effettori ↓
  3. 3. Un tipico neurone, come quello motorio, è formato da un corpo cellulare, diversi dendriti e un assone I neuroni : struttura e funzione Il segnale, trasmesso da altri neuroni, arriva attraverso i dendriti al corpo cellulare o direttamente al corpo cellulare e viene propagato lungo l’assone verso le sue terminazioni ramificate che costituiscono le sinapsi. Il segnale nervoso all’interno del neurone è quindi unidirezionale Propagazione del segnale
  4. 4. Le cellule di Schwann , si avvolgono a spirale attorno agli assoni formando una guaina costituita da mielina (un lipide con funzione isolante) . La guaina mielinica, che conferisce alle fibre nervose un colore chiaro, non è continua, ma presenta un certo numero di interruzioni, detti nodi di Ranvier , presenti a intervalli regolari lungo l’assone stesso. Grazie ai nodi di Ranvier, viene accelerata la conduzione dell’impulso nervoso, come vedremo in seguito. Cellule gliali: oligodendrociti (SNC) e cellule di Schwann (SNP)
  5. 5. Gruppi di cellule nervose: Sostanza grigia La sostanza grigia è formata da gruppi di corpi cellulari. Questi gruppi sono detti nuclei se si trovano nel SNC e gangli se si trovano nel SNP ↓ ↓ Gruppi di corpi cellulari ↓ ↓ gangli SNP nuclei SNC
  6. 6. Gruppi di cellule nervose: Sostanza bianca La sostanza bianca è formata da fasci di assoni rivestiti dalla guaina mielinica, di colore chiaro. Questi fasci sono detti tratti se si trovano nel SNC e nervi se si trovano nel SNP ↓ ↓ Fascio di assoni ↓ ↓ nervi SNP tratti SNC
  7. 7. FISIOLOGIA DEL SISTEMA NERVOSO
  8. 8. <ul><li>Ai due lati della membrana plasmatica di un assone è presente normalmente una differenza di potenziale elettrico, misurabile in mV, mediante microelettrodi collegati ad un oscilloscopio ed inseriti uno all’interno ed uno all’esterno dell’assone stesso. </li></ul><ul><li>La trasmissione del segnale lungo gli assoni avviene mediante impulsi nervosi , ossia variazioni di natura elettrochimica della d.d.p. ai due lati della membrana assonica . </li></ul><ul><li>Gli impulsi nervosi, a cui fa seguito il ritorno alla condizione di riposo, si propagano molto velocemente. </li></ul><ul><li>La risposta a uno stimolo è del tipo “tutto o niente”. </li></ul><ul><li>All’aumentare dell’intensità dello stimolo aumenta la frequenza dei potenziali d’azione, ma non la loro intensità </li></ul>Impulso nervoso
  9. 9. In assenza di impulsi nervosi, sui due lati della membrana dell’assone si registra una differenza di potenziale pari a –70 mV ( potenziale di riposo ), con l’interno carico negativamente rispetto al’esterno Potenziale di riposo
  10. 10. Quando l’assone è percorso da un impulso, si registra una rapida inversione di polarità: la carica interna diventa temporaneamente positiva rispetto all’esterno (depolarizzazione). Questa inversione di polarità è il potenziale d’azione Potenziale d’azione
  11. 11. Fasi dell’impulso in sintesi Durante il passaggio di un impulso nervoso, la membrana assonica passa dallo stato di riposo (polarizzazione a -70 mV), a uno stato di depolarizzazione, prima graduale (-50mV) e poi rapido (+40 mV). Poi l’interno dell’assone si ripolarizza tornando verso valori negativi. Prima di ritornare allo stato iniziale, l’interno dell’assone subisce una fase di iperpolarizzazione (-80mV), che è fondamentale per la propagazione unidirezionale dell’impulso nervoso.
  12. 12. La causa del potenziale di riposo La differenza di potenziale sui due lati della membrana assonica è mantenuta da una proteina, la pompa Na + /K + , che trasporta 3 ioni Na + all’esterno dell’assone e 2 ioni K + all’interno. Inoltre, dal lato interno della membrana è presente un numero maggiore di cariche negative rispetto all’esterno.
  13. 13. Come si instaura il potenziale d’azione Quando il neurone riceve uno stimolo adeguato, inizia una lieve depolarizzazione (-50mV) che apre i canali del sodio a controllo di potenziale, permettendo la rapida entrata degli ioni Na + secondo il gradiente di concentrazione; la differenza di potenziale arriva a circa +40 mV
  14. 14. Ripolarizzazione Questa depolarizzazione (+40 mV) innesca la chiusura dei canali del Na + a controllo di potenziale e l’apertura dei canali del K + a controllo di potenziale, facendo uscire il K + secondo gradiente di concentrazione e ripolarizzando nuovamente l’interno della membrana. Prima che la pompa Na+/K+ ristabilisca l’equilibrio iniziale, si arriva ad una fase di iperpolarizzazione (-80mV), dovuta all’eccesso di cariche negative all’interno
  15. 15. Fibre mieliniche e amieliniche In una fibra amielinica i canali del sodio e del potassio sono disseminati lungo tutta la fibra, mentre in quella mielinica sono presenti solo nei nodi di Ranvier: l’impulso viaggia quindi per salti ed è molto più veloce La fase di iperpolarizzazione impedisce all’impulso nervoso di tornare indietro.
  16. 16. Le sinapsi sono giunzioni specializzate tra due neuroni. Sono di due tipi: Sinapsi: giunzioni specializzate tra i neuroni chimiche elettriche ↓ I due neuroni non sono direttamente in contatto , ma presentano uno spazio che separa la cellula presinaptica da quella postsinaptica in cui vengono rilasciati i neurotrasmettitori. I due neuroni sono direttamente in contatto attraverso giunzioni comunicanti che trasmettono l’impulso nervoso senza interruzioni tra i neuroni o da un neurone a un organo effettore (p.e. cuore e canale digerente) ↓
  17. 17. La sinapsi chimica <ul><li>I segnali trasmessi attraverso le sinapsi chimiche sono “a potenziale graduato” : la quantità e il tipo di neurotrasmettitore danno origine a stimoli con intensità variabile. </li></ul><ul><li>I neurotrasmettitori sono sintetizzati nei neuroni, impacchettati in vescicole nelle terminazioni assoniche, rilasciati nello spazio sinaptico mediante esocitosi, si legano ai recettori di membrana e poi vengono degradati o riassorbiti. </li></ul>
  18. 18. La sinapsi chimica eccitatoria (EPSP) <ul><li>Il potenziale d’azione arriva alla terminazione assonica e provoca l’apertura dei canali del Ca 2+ a controllo di potenziale, </li></ul><ul><li>Il Ca 2+ entra nell’assone, provoca la fusione delle vescicole contenenti i neurotrasmettitori con la membrana plasmatica con conseguente liberazione di un neurotrasmettitore nello spazio sinaptico </li></ul><ul><li>Il neurotrasmettitore si lega a recettori specifici presenti sulla membrana del neurone postsinaptico </li></ul><ul><li>Il recettore attivato, direttamente o indirettamente (cAMP), apre i canali del Na + a controllo di potenziale, determinando la depolarizzazione e la trasmissione dell’impulso nervoso. </li></ul>
  19. 19. La sinapsi chimica inibitoria (IPSP) <ul><li>Il potenziale d’azione arriva alla terminazione assonica e provoca l’apertura dei canali del Ca 2+ a controllo di potenziale, </li></ul><ul><li>Il Ca 2+ entra nell’assone, provoca la fusione delle vescicole conteneti i neurotrasmettitori con la membrana plasmatica con conseguente liberazione di un neurotrasmettitore nello spazio sinaptico </li></ul><ul><li>Il neurotrasmettitore si lega a recettori specifici presenti sulla membrana del neurone postsinaptico </li></ul><ul><li>Il recettore attivato, direttamente o indirettamente, apre i canali del Cl - a controllo di potenziale o inibisce i canali del Na+ a controllo di potenziale , determinando la iperpolarizzazione e il blocco della trasmissione dell’impulso nervoso </li></ul>
  20. 20. Neurotrasmettitori
  21. 21. ANATOMIA E FUNZIONE del Sistema Nervoso
  22. 22. Schema del Sistema Nervoso Il SNC è protetto dalle ossa, a differenza del SNP. Ossa del cranio  encefalo Colonna vertebrale  midollo spinale Circuito sensoriale-motorio Sensoriale  riceve segnali dall’esterno attraverso gli organi di senso e li trasmette al SNC Motorio  riceve segnali dal SNC e li trasmette agli organi effettori <ul><li>Il SNC e il SNP controllano e coordinano le funzioni di tutti gli altri sistemi, per il mantenimento dell’omeostasi corporea. </li></ul><ul><li>Il SNC e il SNP consentono di rispondere “in modo adeguato ed efficace” agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno ed interno al corpo. </li></ul>
  23. 23. Sistema nervoso centrale e periferico <ul><li>Il SNC è avvolto, protetto e nutrito da tre membrane meningi (dura madre, aracnoide percorsa da numerosi canali comunicanti pieni di liquido cefalorachidiano, che protegge dagli urti e isola termicamente, e pia madre). È composto da: </li></ul><ul><li>encefalo (cervello, cervelletto e tronco cerebrale) </li></ul><ul><li>midollo spinale che connette l’encefalo al SNP. </li></ul><ul><li>Il tronco cerebrale connette il cervello al midollo spinale, controlla i muscoli e le ghiandole della testa e la regolazione della respirazione e della pressione sanguigna. </li></ul><ul><li>Il SNP è costituito dai nervi cranici (connessi direttamente all’encefalo) dai nervi spinali (che stabiliscono connessioni con il midollo spinale) e da gangli . </li></ul>
  24. 24. Midollo spinale <ul><li>Nel midollo spinale si distingue una regione centrale, a forma di H in sezione trasversale, di sostanza grigia (= interneuroni, corpi cellulari dei neuroni motori e cellule gliali) e una zona periferica costituita da sostanza bianca (= assoni dei neuroni motori e sensoriali disposti longitudinalmente) </li></ul><ul><li>Lateralmente alla colonna, attraverso gli spazi presenti tra le vertebre, entrano ed escono i nervi spinali (32 paia nell’uomo) dividendosi in due fasci, uno dorsale e uno ventrale : la radice dorsale proviene dai gangli della radice dorsale è sensoriale ed è in entrata; la radice ventrale proviene dai neuroni motori della sostanza grigia ed è in uscita. </li></ul>Traumi al midollo spinale comportano lesioni con paralisi più o meno estese a seconda della regione interessata
  25. 25. CIRCUITO SENSORIALE – MOTORIO che prevede l’integrazione da parte dell’encefalo Gli stimoli provenienti dall’esterno sono percepiti dai recettori sensoriali e vengono trasmessi, tramite neuroni sensoriali , al sistema nervoso centrale (SNC), che elabora le risposte e le invia tramite neuroni motori agli organi effettori Stimolo esterno Recettore sensoriale Neurone sensoriale Neurone motorio Effettore -> -> ↓ ← ← Sistema nervoso centrale Risposta corporea allo stimolo esterno Stimolo esterno Recettore sensoriale Neurone sensoriale Neurone motorio Effettore -> -> ↓ ← ← Sistema nervoso centrale Risposta corporea allo stimolo esterno Stimolo esterno Recettore sensoriale Neurone sensoriale Neurone motorio Effettore -> -> ↓ ← ← Sistema nervoso centrale
  26. 26. Arco riflesso: circuito sensoriale - motorio che NON prevede l’integrazione da parte dell’encefalo Nel midollo spinale i neuroni sensoriali, gli interneuroni e i neuroni motori sono connessi tra loro mediante archi riflessi. L’arco riflesso permette all’organismo di rispondere rapidamente a uno stimolo esterno
  27. 27. Il SNP motorio è suddiviso in: Suddivisione del sistema nervoso periferico motorio La distinzione tra volontario e involontario non è così netta, in quanto un muscolo scheletrico si può muovere involontariamente (come nel caso dell’arco riflesso), oppure la muscolatura liscia o cardiaca può essere controllata (come nel caso del training autogeno) Neuroni motori: corpi cellulari entro il SNC e assoni esterni che raggiungono direttamente gli effettori. VIA AD UN NEURONE Ricevono segnali esterni Neuroni simp. e parasimp.: corpi cellulari all’interno del SNC e assoni esterni, che formano sinapsi con altri neuroni motori esterni, senza raggiungere direttamente gli effettori. VIA A DUE NEURONI Ricevono segnali propriocettivi (interni al corpo) Somatico Autonomo ↓ Controlla l’attività volontaria dei muscoli scheletrici VITA DI RELAZIONE Controlla l’attività involontaria del muscolo cardiaco e della muscolatura liscia presente nei vasi sanguigni e nei sistemi digerente, respiratorio, riproduttore ed escretore e le ghiandole. VITA VEGETATIVA ↓ -> simpatico parasimpatico ->
  28. 28. Azioni del simpatico e parasimpatico Il sistema simpatico e parasimpatico sono in genere antagonisti, quindi innervano gli stessi effettori (eccetto le ghiandole surrenali che sono innervate solo dal sistema simpatico) Tuttavia, cooperano tra loro e con il sistema endocrino per mantenere l’omeostasi.
  29. 29. <ul><li>il sistema simpatico prepara il corpo all’azione, per esempio durante una situazione di stress o di fuga, e rende il corpo pronto a combattere o fuggire </li></ul><ul><li>il sistema parasimpatico è coinvolto nelle attività di recupero dell’energia ed è attivo durante la digestione (favorendo le funzioni tipiche dei periodi di riposo) </li></ul>I sistemi simpatico e parasimpatico Mediatore del simpatico Mediatore del parasimpatico I sistemi simpatico e parasimpatico sono antagonisti:
  30. 30. Confronto tra parasimpatico e simpatico Il sistema parasimpatico e quello simpatico presentano differenze funzionali e strutturali:
  31. 31. Encefalo
  32. 32. Suddivisione dell’encefalo L’encefalo rispecchia la tendenza evolutiva alla centralizzazione e cefalizzazione del sistema nervoso. Il livello crescente di complessità dell’encefalo rispecchia la necessità di controllare e integrare funzioni sempre più articolate e fini. Può essere suddiviso nelle seguenti strutture:
  33. 33. Suddivisione dell’encefalo Sezione longitudinale dell’encefalo umano romboencefalo prosencefalo
  34. 34. Il romboencefalo Il romboencefalo è la struttura più antica dell’encefalo (struttura conservata nelle varie Classi di Vertebrati) e governa le funzioni fisiologiche essenziali; è suddiviso in: midollo allungato ponte cervelletto ↓ È la sede del controllo del ritmo respiratorio e cardiaco, oltre che del riflesso della deglutizione e vomito Connette tra loro parti dell’encefalo; è attraversato da numerosi neuroni, sensoriali o motori ↓ Regola l’equilibrio, coordina i movimenti muscolari di precisione, è coinvolto nella capacità di apprendimento, socializzazione e comunicazione ↓
  35. 35. Il mesencefalo <ul><li>Il mesencefalo , insieme al midollo allungato e al ponte, forma il tronco cerebrale. </li></ul><ul><li>Collega il prosencefalo al romboencefalo e, in particolare, il diencefalo e il ponte. </li></ul><ul><li>È costituito da nervi che inviano verso il cervello segnali provenienti dalla periferia. </li></ul><ul><li>Ha un importante ruolo nel localizzare i suoni o nel coordinare i movimenti degli occhi. </li></ul>mesencefalo
  36. 36. Il prosencefalo Il prosencefalo si suddivide in: diencefalo e telencefalo
  37. 37. Il diencefalo <ul><li>Il diencefalo è la via di transito dei segnali dal cervello e verso il cervello; è costituito da talamo e ipotalamo : </li></ul><ul><li>Il talamo seleziona tutte le informazioni sensoriali (eccetto l’olfatto) e le invia alla corteccia cerebrale per l’elaborazione. Vie neuronali ascendenti. </li></ul><ul><li>L’ ipotalamo , come dice il nome, è localizzato sotto il talamo: </li></ul><ul><li>contribuisce a regolare i ritmi di veglia/sonno e la temperatura corporea. </li></ul><ul><li>coordina le attività associate al sesso, alla fame, alla sete, al piacere, al dolore e alla rabbia. </li></ul><ul><li>produce ossitocina e ADH, che vengono immagazzinati nel lobo posteriore dell’ ipofis i da dove sono rilasciati. </li></ul><ul><li>è il principale centro di integrazione del sistema neuroendocrino: libera ormoni e controlla la secrezione da parte del lobo anteriore dell’ ipofisi (adenoipofisi). </li></ul>Sezione longitudinale dell’encefalo umano
  38. 38. <ul><li>Il telencefalo: </li></ul><ul><li>presenta la sostanza bianca con le guaine mieliniche disposta internamente e la sostanza grigia con i corpi cellulari e el cellule gliali disposta nella regione più esterna (corteccia cerebrale). DISPOSIZIONE INVERSA RISPETTO AL MIDOLLO SPINALE. </li></ul><ul><li>è in grado di ricevere, elaborare e inviare simultaneamente migliaia di messaggi; in esso ha luogo l’integrazione e il controllo di tutte le attività fisiologiche del corpo e l’attività cosciente (percezione e comprensione delle informazioni, pensiero, memoria, emozioni) </li></ul><ul><li>è costituito da due emisferi cerebrali collegati dal corpo calloso: </li></ul><ul><li>l’emisfero destro sembra responsabile dei fenomeni intuitivi e artistici, della percezione dello spazio e delle fisionomie. Elabora l’informazione nella sua globalità interpretandone tutte le sfumature, favorisce la fantasia e predispone ad affrontare situazioni nuove. </li></ul><ul><li>l’emisfero sinistro è sede della elaborazione razionale, del linguaggio (area di Broca  controlla i movimenti di labbra, lingua, mandibole e corde vocali; area di Wernicke  comprensione del linguaggio scritto e orale) e della gestualità. Scompone l’informazione nei suoi elementi costitutivi e ne analizza le relazioni, capacità di analisi e sintesi. </li></ul><ul><li>In generale, anche se ognuno di noi ha un proprio stile di apprendimento, i due emisferi funzionano in modo armonico al punto che una lesione in un emisfero durante una fase precoce dello sviluppo può portare l’altro emisfero a sopperire alla perdita di funzione. </li></ul>Il telencefalo: gli emisferi cerebrali
  39. 39. La corteccia cerebrale è suddivisa in 5 lobi (frontale, parietale, occipitale e 2 temporali), in cui possiamo individuare delle aree specifiche in relazione alla funzione svolta. Le circonvoluzioni e i solchi rendono la superficie della corteccia particolarmente estesa. Esiste una notevole asimmetria tra i due emisferi cerebrali, che ricevono e mandano impulsi in modo “incrociato” La corteccia cerebrale
  40. 40. Il funzionamento di un individuo pluricellulare prevede la specializzazione di cellule, tessuti, organi e apparati con una suddivisone del lavoro. Affinché le diverse parti del corpo lavorino in modo coordinato, è necessaria una attività d’integrazione che è esercitata da alcune regioni dell’encefalo: aree di elebarazione intrinseca, formazione reticolare e sistema limbico Aree di integrazione Formazione reticolare <ul><li>l’ area di elaborazione intrinseca : molto estesa nei primati e soprattutto nell’uomo. È localizzata soprattutto nel lobo frontale. È deputata a integrare l’informazione sensoriale, alle emozioni, alla memoria all’organizazione delle idee e quindi all’apprendimento e alla capacità di progettazione a lungo termine. </li></ul><ul><li>la formazione reticolare , è una fitta rete di interneuroni che parte da romboencefalo e mesencefalo e si connette al talamo e a numerose zone della corteccia cerebrale. È responsabile dello stato di veglia e di coscienza, ed è in grado di filtrare le informazioni importanti in entrata (p. es. distinguere un particolare rumore in mezzo a molti altri); </li></ul>Formazione reticolare
  41. 41. Aree di integrazione <ul><li>Il sistema limbico (ippocampo e amigdala) è costituito da neuroni subcorticali del prosencefalo che mettono in relazione diencefalo e telencefalo, la ghiandola pineale e altre strutture: è coinvolto nelle emozioni e nella regolazione del sonno e alla fissazione della memoria </li></ul><ul><li>SONNO  il cervello non è inattivo: 1 stadio di sonno leggero, 2 stadi di sonno delta, 1 stadio di sonno profondo, 1 stadio di sonno REM (Rapid Eye Movements) che si ripetono in modo alternato. I sogni si verificano in prevalenza durante il sonno REM </li></ul><ul><li>MEMORIA  si basa sull’esperienza e l’apprendimento per modificare i comportamenti. Può essere a breve e lungo termine, la ripetizione di un comportamento lo fissa nella memoria a lungo termine grazie a processi a feedback positivo basato sull’acetilcolina. Inoltre, connessioni tra amigdala e ipotalamo darebbero alla memoria anche un contenuto emotivo (ricordo associato a percezioni sensoriali) </li></ul>1 1 2 3 3
  42. 42. La corteccia sensoriale riceve le informazioni provenienti dalla periferia del corpo Dalla corteccia motoria partono gli stimoli destinati ai muscoli volontari e involontari Organi di senso: homunculus somatosensoriale e motorio La stimolazione di un recettore sensoriale altera la permeabilità di membrana e provoca la liberazione di un nuerotrasmettitore dai terminali sinaptici verso un neurone adiacente, nel quale inizia un potenziale d’azione che trasmette il segnale lungo il sistema nervoso.
  43. 43. Organi di senso: vista Gli occhi possiedono fotocettori con cui percepiamo luce-buio e colori  Cornea (membrana di rivestimento trasparente)  iride colorato e pupilla centrale (diaframma che controlla la quantità di luce che entra nell’occhio)  cristallino (lente che può variare la sua curvatura per la messa a fuoco dell’immagine, grazie alla presenza di muscoli ciliari)  umor vitreo (gelatina trasparente)  retina (contiene i fotocettori , coni per i colori e bastoncelli per luce/buio, le cellule bipolari che ricevono il segnale dai fotocettori e lo trasmettono alle cellule gangliari i cui assoni, riuniti in fascio, formano il nervo ottico e si connettono al lobo occipitale nell’area visiva); la fovea è la parte centrale della retina dove l’immagine e più nitida a causa della maggiore concentrazione dei coni  coroide (membrana di rivestimento)  sclerotica (membrana di rivestimento)
  44. 44. Organi di senso: udito Orecchio possiede meccanocettori Orecchio esterno  padiglione auricolare  timpano (membrana di separazione tra o. esterno e o. medio) Orecchio medio  tre ossicini (incudine, martello e staffa)  finestra ovale (membrana di separazione tra o. medio e o. interno) Orecchio interno  canali semicircolari (sono l’organo dell’equilibrio)  coclea (è l’organo uditivo) Il suono viene raccolto dal padiglione auricolare e convogliato verso il timpano che vibra e trasmette la vibrazione prima ai tre ossicini dell’o. medio poi alla finestra ovale che vibra a sua volta.  Si generano così onde di pressione nel fluido della coclea.  I meccanocettori sono delle cellule ciliate presenti nell’organo del Corti all’interno del canale centrale cocleare. Le cellule ciliate stimolate inviano neurotrasemttitori a neuroni sensoriali i cui assoni formano il nervo acustico che si connette alla corteccia uditiva dei lobo temporali L’equilibrio  i canali semicircolari sono disposti secondo le tre direzioni dello spazio x,y,z; sono rivestiti da un epitelio ciliato e sono pieni di un liquido gelatinoso nel quale sono sospese piccole concrezioni calcaree chiamate otoliti  I movimenti della testa fanno muovere gli otoliti che sfregando sulle ciglia delle cellule ciliate le stimolano a generare potenziali d’azioni nei vicini neuroni sensoriali
  45. 45. Organi di senso: tatto Cute possiede meccanocettori, termocettori, recettori per il dolore, che possono essere liberi o abbinati a peli e follicoli piliferi. Corpuscoli del Pacini sensazioni tattili fini presenti sui polpastrelli e più in profondità nella cute Corpuscoli di Merkel sensazioni tattili più grossolane presenti sui palmi delle mani e sul viso, più superficiali nella cute. Corpuscoli di Meissner sensazioni tattili più grossolane presenti sui palmi delle mani e sul viso più superficiali nella cute.
  46. 46. Organi di senso: olfatto Il naso possiede chemiorecettori
  47. 47. Organi di senso: gusto Lingua e la bocca possiedono chemiocettori: I bottoni gustativi percepiscono il sapore di un alimento combinando solo 4 principali categorie di sapori: Dolce, amaro, salato, aspro Poiché l’amaro e l’aspro sono spesso associabili a cibi tossici e pericolosi, i recettori per queste due categorie di sapori sono particolarmente numerosi e diffusi.
  48. 48. Patologie neurologiche
  49. 49. Patologie neurologiche <ul><li>L’ epilessia o sindrome epilettica è una specie di corto circuito temporaneo tra le cellule cerebrali, che determina una scarica elettrica abnorme ed eccessiva da parte di un numero più o meno elevato di neuroni. I sintomi sono episodici: perdita di conoscenza, contrazioni muscolari brusche, involontarie e violente a uno o più gruppi muscolari. Può essere geneticamente determinata oppure successiva a traumi, malattie varie, sofferenza cerebrale prenatale o al momento del parto. </li></ul><ul><li>La sclerosi laterale amiotrofica ( SLA ) è una malattia degenerativa che colpisce le aree motorie della corteccia cerebrale, causando atrofia muscolare, paralisi e morte per blocco respiratorio e circolatorio in 3-5 anni. La malattia evolve in maniera progressiva, senza alterare le sensazioni o l’intelletto dell’individuo; è provocata dall’accumulo del neurotrasmettitore glutammato e da mutazioni nel gene SOD1 (superossido dismutasi) </li></ul><ul><li>Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa che si manifesta dopo i 60 anni con rigidità della mimica facciale, disturbi alla deambulazione e tremore alle mani. È dovuta alla morte delle cellule del mesencefalo e ad una conseguente riduzione della produzione di dopamina; i sintomi compaiono quando il 70% dei neuroni è stato distrutto, ma sono alleviata dalla somministrazione di L-Dopa. </li></ul><ul><li>La meningite è una infiammazione virale o batterica delle meningi che può causare danni cerebrali permanenti o la morte. </li></ul>
  50. 50. Patologie neurologiche <ul><li>Il morbo di Alzheimer è una malattia degenerativa che comporta una progressiva perdita della memoria a breve e lungo termine e causa una grave forma di demenza invalidante; nei tessuti malati, in prevalenza ippocampo e amigdala , si riscontrano placche neuritiche (ammassi di assoni degenerati) associate a sostanza  -amiloide, che si accumula senza essere smaltita, e carenza di acetilcolina. </li></ul><ul><li>Le encefalopatie spongiformi (BSE [1986-1992], scrapie, malattia di Creutzfeldt-Jacob) sono provocate da prioni, glicoproteine “virali”, che portano alla comparsa di vacuoli nella corteccia cerebrale conferendole un aspetto spugnoso o di placche degenerative. Hanno un lungo periodo di incubazione e un decorso progressivo: disturbi visivi, difficoltà di deambulazione, paralisi e morte. </li></ul><ul><li>L’ autismo è caratterizzato da ritardo mentale, a volte associato a capacità eccezionali, comportamenti ripetitivi e incapacità di comunicazione sia verbale che gestuale, inespressività e stati di angoscia o aggressività. Il danno sembra localizzato nel tronco cerebrale, cervelletto, lobi temporali e sistema limbico e associato ad alti livelli di serotonina e bassi livelli di ossitocina. </li></ul><ul><li>Ansia (stati di nervosismo, irritabilità, mani fredde o sudate, senso di nausea e di costrizione alla gola, agitazione motoria anche in assenza di cause scatenanti, diminuzione del GABA) , depressione (insonnia, stanchezza, disinteresse, tristezza, mancanza di appetito, diminuzione delle ammine biogene) , schizofrenia (disturbi del comportamento e dell’umore, allucinazioni uditive e visive, tendenza a sfuggire dalla realtà, eccesso di dopamina) . </li></ul>

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