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Fieldwork:  “Il Quarticciolo”
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Gea Casolaro  She investigates usage and meanings of images as well as the different possibilities to look at reality, bey...
Seguendo i fili che formano il tessuto della città, 2005-2006 Prato come luogo dell'industria tessile  L'intenzione del la...
Human Landscapes - Beijing n. 1 e n. 2, 2004 Morphing_Landscape Modificazione del paesaggio nell’attraversamento umano. Hu...
 
Riflessi di una città, 2006, Venezia Lavorare contro l'idea di &quot;tipico&quot;. […] Riflessi di una città è un lavoro c...
Il centro della periferia, 2006 Spostamento dei confini della grande città (Roma) nella realtà dei cittadini di Frascati E...
Visioni dell'EUR, 2002-2006 Visioni dell'EUR mette in scena le  molteplici percezioni  della realtà che ci circonda.
Cartoline personali [Personal postcards], 2003 Messa in gioco dello  sguardo privato   sullo  spazio pubblico E’ in questo...
Volver atrás para ir adelante, 2003, Galerias Pacifico Il territorio non è più lo spazio fisico ma un  concetto percettivo...
Doppio Sguardo [Double Glance], 2003, Calle Florida, Buenos Aires Luoghi dove i conlitti hanno imposto le proprie geografi...
To feel at home, 2002 2 fasi: Chiedere a dei passanti di descrivere l'esterno della loro abitazione con testi e/o disegni....
Ricordando Manet e Hopper
Non Luogo Bolzano [No Site Bolzano], 2000 immagine di Bolzano a cui vengono accostate due immagini più piccole di luoghi s...
Maybe in Sarajevo (Maybe in Mexico City), 1998-99 May be  in Sarajevo Maybe in Sarajevo (Maybe in Istanbul), 1998-99
Maybe in Sarajevo, Maybe in London, 1998-99 Localizzazione  soggettiva  del territorio  Percezione temporanea del vissuto ...
Foc us <ul><li>Percezione  “intima”  che gli abitanti hanno del loro quartiere. </li></ul><ul><li>Rappresentazione visuale...
Breve Bibliografia e Web_grafia Mirzoeff, N., 2002,  Introduzione alla cultura visuale , Roma, Meltemi. Alinovi, F. ; Marr...
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Seminario Quarticciolo_Visuale

  1. 1. <ul><li>Fieldwork: un’esperienza etnografica nella metropoli </li></ul><ul><li>Alessandro Silvestri </li></ul><ul><li>comunicazione_ visuale </li></ul><ul><li>Cattedra di Antropologia_Culturale Prof. M.Canevacci </li></ul>
  2. 2. Fieldwork: “Il Quarticciolo” <ul><li>Il “Quarticciolo” è un'area urbana del VII Municipio del comune di Roma. </li></ul><ul><li>Compreso tra il viale Palmiro Togliatti e la via Prenestina è parte del quartiere Q.XXIII Alessandrino. </li></ul>
  3. 3. Fieldwork: “Il Quarticciolo” <ul><li>Centocelle, Alessandrino, Quarticciolo e Tor Sapienza sono le centralità storiche del settimo Municipio, che ha una estensione di 1.906 ettari abitata da 125.191 persone, con una densità di 65,7 residenti per ettaro. </li></ul>
  4. 4. Fieldwork: “Il Quarticciolo” Nasce come “borgata” intorno agli anni ’30-’40 in seguito all’immigrazione del sud Italia. Nel 1938 l'Istituto autonomo case popolari realizzò a nord dell'Alessandrino il Quarticciolo , (23.000 abitanti) destinato a ospitare la popolazione trasferita forzatamente dal centro storico a causa delle demolizioni effettuate da Mussolini per costruire Corso Rinascimento e via della Conciliazione
  5. 5. Fieldwork: “Il Quarticciolo”
  6. 6. Fieldwork: “Il Quarticciolo”
  7. 7. Fieldwork: “Il Quarticciolo”
  8. 8. Fieldwork: “Il Quarticciolo”
  9. 9. Fieldwork: “Il Quarticciolo”
  10. 10. Modificazione del paesaggio non solo attraverso l’intervento materiale ma soprattutto attraverso la sua percezione : Paesaggio_visuale Paesaggio_sonoro Paesaggio_corporeo Paesaggio_virtuale Morphing-Land scape
  11. 11. Antropologia _visuale L’antropologia della comunicazione visuale vide il suo sviluppo all’inizio degli anni ’70 nel gruppo di ricerca del PIEF (Program In Ethnographic Film), dove si vennero a delineare le linee guida sia interpretative che metodologiche dei modelli e dei codici visuali.
  12. 12. Antropologia _visuale Il gruppo nasce come un’associazione antropologica, che grazie al sostanziale contributo di Sol Worth, aveva come finalità quella di sottolineare le aree d’indagine e le forme visuali che dovessero essere prese in considerazione dall’antropologia visuale. Fu proprio la nascita della rivista Studies in the Antropology of Visual Communication , diretta dallo stesso Worth, a chiarire le aree d’interesse dell’antropologia visuale.
  13. 13. Antropologia _visuale Nella newsletter 5,2 del 1974 vengono specificate le seguenti tematiche: - lo studio, l’analisi, e la produzione di film etnografici e di fotografie etnografiche in funzione della ricerca e dell’insegnamento: - l’analisi delle forme simboliche visuali di una conformazione storico culturale, - teorie, tecnologie e metodologie visuali per la registrazione e l’analisi del comportamento umano e le relazioni fra i diversi modi della comunicazione, - l’analisi della strutturazione della realtà quale viene evidenziata dai prodotti visuali e dai manufatti,
  14. 14. Antropologia _visuale <ul><li>- lo studio trans-culturale dell’arte e dei manufatti, in una </li></ul><ul><li>prospettiva sociale, culturale, storica ed estetica, </li></ul><ul><li>la relazione tra cultura e percezione visiva, </li></ul><ul><li>- lo studio delle forme dell’organizzazione sociale alla base </li></ul><ul><li>della pianificazione, della produzione e dell’uso di forme </li></ul><ul><li>simboliche visuali, </li></ul><ul><li>- l’uso di media visuali nel feedback culturale. </li></ul>
  15. 15. Antropologia _visuale L’antropologo visuale non è più solamente interessato al film etnografico, come semplice registrazione della realtà, ma a tutti i codici e modelli visuali che si manifestano in una data “cultura”.
  16. 16. Antropologia della comunicazione_ visuale <ul><li>Il testo visuale può essere quindi pensato come “un processo inquieto che coinvolge sempre quei tre partecipanti, tutti coi loro ruoli duplici di osservati ed osservatori: autore, informatore, spettatore sono tutti e tre parti del processo comunicativo”(Canevacci, 2001). </li></ul><ul><li>Auto _Eterorappresentazione </li></ul>
  17. 17. Comunicazione _Visuale Il mondo come testo è stato sostituito da un mondo come immagine , ed è quindi sempre più difficile definire la cultura soltanto in termini linguistici. (Mirzoeff, 2002) La crescente importanza della cultura visuale offre all’antropologia della comunicazione nuove prospettive: per capire la visual culture è importante riconoscere che l’immagine visiva non è stabile , ma cambia continuamente il nostro rapporto con la realtà. L’aspetto visuale della comunicazione diventa, quindi, parte integrante del “fare” antropologia.
  18. 18. <ul><li>“ Focalizzare il visuale della </li></ul><ul><li>comunicazione vuol dire, quindi, </li></ul><ul><li>selezionare questo ambito della </li></ul><ul><li>cultura contemporanea in quanto </li></ul><ul><li>al suo interno si possono </li></ul><ul><li>concentrare il potere e il conflitto, </li></ul><ul><li>la tradizione e il mutamento, la </li></ul><ul><li>sperimentazione e l’assuefazione, </li></ul><ul><li>il globale e il locale, l’omologato e </li></ul><ul><li>il sincretico” (Canevacci, 2001:11) </li></ul><ul><li>Includere le forme visuali nel concetto di “cultura”, significa espandere la ricerca antropologica verso campi d’indagine ancora tutti da interpretare e decodificare. L’immagine ha assunto un ruolo centrale e determinante nell’elaborazione di senso della realtà quotidiana. </li></ul><ul><li>Interpretare significa prima di tutto “visualizzare”. </li></ul>Comunicazione _Visuale
  19. 19. Comunicazione _Visuale L’immagine che abbiamo del mondo è una costruzione simbolica di significati In breve gli scritti antropologici sono essi stessi interpretazioni, e per di più di secondo o di terzo ordine. Sono quindi invenzioni, invenzioni nel senso che sono “qualcosa di fabbricato” , “qualcosa di confezionato”- il significato originario di fictio - non che sono false, irreali o semplicemente ipotesi pensate “come se” Cliffors Geertz, Interpretazione di Culture, 1988
  20. 20. Comunicazione _Visuale La Jetée di Chris Marker come utilizzo “altro” dell’immagine fotografica de-contestualizzata. Transito dall’immagine fissa al documentario. Narrazione_ montaggio
  21. 21. Multiply Identities _Multiply Geographies <ul><li>Il territorio con il proprio transitare , con i propri itinerari diventa fluido e sfacettato </li></ul><ul><li>Ri_significazione </li></ul><ul><li>Spazio come incrocio di entità mobili vs “luogo” </li></ul>
  22. 22. Gea Casolaro She investigates usage and meanings of images as well as the different possibilities to look at reality, beyond stereotypes and cultural impositions. Destabilizzazione del quotidiano e della percezione del reale Molteplicità di interpretazioni Multiply Identities _Multiply Geographies
  23. 23. Seguendo i fili che formano il tessuto della città, 2005-2006 Prato come luogo dell'industria tessile L'intenzione del lavoro realizzato per Spread in Prato 2005 è stata quella di fotografare i dipendenti del lanificio Zanieri cercando di uscire dai confini della spersonalizzazione del lavoro per focalizzarsi sul loro “tempo libero”. Molteplici identità di Prato
  24. 24. Human Landscapes - Beijing n. 1 e n. 2, 2004 Morphing_Landscape Modificazione del paesaggio nell’attraversamento umano. Human Landscapes 2, 1999
  25. 26. Riflessi di una città, 2006, Venezia Lavorare contro l'idea di &quot;tipico&quot;. […] Riflessi di una città è un lavoro che interroga sull'idea di rappresentazione, di stereotipo , di immaginario.&quot; Dall'intervista a Gea Casolaro di Alejandro Burgos Bernal e Simona Metalli.
  26. 27. Il centro della periferia, 2006 Spostamento dei confini della grande città (Roma) nella realtà dei cittadini di Frascati Espansione della metropoli
  27. 28. Visioni dell'EUR, 2002-2006 Visioni dell'EUR mette in scena le molteplici percezioni della realtà che ci circonda.
  28. 29. Cartoline personali [Personal postcards], 2003 Messa in gioco dello sguardo privato sullo spazio pubblico E’ in questo transitare che la rappresentazione di una geografia si altera, diventa nuova percezione
  29. 30. Volver atrás para ir adelante, 2003, Galerias Pacifico Il territorio non è più lo spazio fisico ma un concetto percettivo Ritmo_ Paesaggio
  30. 31. Doppio Sguardo [Double Glance], 2003, Calle Florida, Buenos Aires Luoghi dove i conlitti hanno imposto le proprie geografie Un doppio sguardo dove potere e conflitto si scontrano, si moltiplicano, si compenetrano
  31. 32. To feel at home, 2002 2 fasi: Chiedere a dei passanti di descrivere l'esterno della loro abitazione con testi e/o disegni. A cercare una casa che rispondesse a quella descrizione in un paese dall'altra parte del confine. Superamento de concetto di confine . Ad esempio case descritte in Germania venivano fotografate in Repubblica Ceca
  32. 33. Ricordando Manet e Hopper
  33. 34. Non Luogo Bolzano [No Site Bolzano], 2000 immagine di Bolzano a cui vengono accostate due immagini più piccole di luoghi simili fotografati in altre città del mondo. Il Frame è il Montaggio
  34. 35. Maybe in Sarajevo (Maybe in Mexico City), 1998-99 May be in Sarajevo Maybe in Sarajevo (Maybe in Istanbul), 1998-99
  35. 36. Maybe in Sarajevo, Maybe in London, 1998-99 Localizzazione soggettiva del territorio Percezione temporanea del vissuto GEO_GRAFIA come pratica_racconto dei “territori vissuti” May be in Sarajevo
  36. 37. Foc us <ul><li>Percezione “intima” che gli abitanti hanno del loro quartiere. </li></ul><ul><li>Rappresentazione visuale dei luoghi vissuti, ponendo l’accento sui punti di vista e sulle molteplici geo-grafie possibili tra studenti_abitanti del Quarticciolo </li></ul>
  37. 38. Breve Bibliografia e Web_grafia Mirzoeff, N., 2002, Introduzione alla cultura visuale , Roma, Meltemi. Alinovi, F. ; Marra C., 2006, La Fotografia. Illusione o Rivelazione?, Editrice Quinlan, Bologna. Gravano V., 2008, Paesaggi Attivi. Saggio contro la contemplazione , Costa&Nolan, Milano www.comune.roma.it www.urbanistica.comune.roma.it www.italianarea.it
  38. 39. <ul><li>Fieldwork: un’esperienza etnografica nella metropoli </li></ul><ul><li>Alessandro Silvestri </li></ul><ul><li>[email_address] </li></ul><ul><li>Skype: lordtora </li></ul>
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