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Il ciclismo e la morsa del  doping – Da Coppi all’Operaciòn Puerto, storie di scandali in un mondo  malato al suo interno
Il ciclismo e la morsa del  doping – Da Coppi all’Operaciòn Puerto, storie di scandali in un mondo  malato al suo interno
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Il ciclismo e la morsa del doping – Da Coppi all’Operaciòn Puerto, storie di scandali in un mondo malato al suo interno

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Il ciclismo è uno sport duro, forse il più duro. Allenarsi anche dici ore al giorno, …

Il ciclismo è uno sport duro, forse il più duro. Allenarsi anche dici ore al giorno,
sia con 40° che sotto tremendi temporali non è semplice per nessuno, né per i
campioni né per i gregari. Anche l’indimenticato Pantani diceva spesso:”Io vado
forte in salita per abbreviare la mia agonia!”.
Purtroppo però la storia di questo sport è costellata di scandali di doping. Una
tesi di laurea in Scienze della Comunicazione (“Il ciclismo e la morsa del
doping – Da Coppi all’Operaciòn Puerto, storie di scandali in un mondo
malato al suo interno”) traccia un’analisi di questo gravissimo fenomeno,
cercando di mettere in luce le difficoltà che questo sport ha nel fare chiarezza
nelle sue questioni più “nere”. Il ciclismo infatti è ancora un mondo in cui c’è
troppa omertà, basti considerare i ciclisti che veramente hanno confessato
tutte le loro responsabilità.
Le colpe della situazione in cui si trova adesso il ciclismo, però, non sono
imputabili solamente ai corridori, bensì ci sono molte altre categorie che hanno
enormi responsabilità. La prima categoria sono sicuramente i politici poiché,
come è stato dettagliatamente descritto nella tesi non è ammissibile che,
mentre in alcuni stati come Francia e Germania si attua una dura lotta al
doping, in altri non esista nemmeno il reato. Il caso più eclatante è proprio
quello dell’Operación Puerto, in cui in Spagna, all’epoca dei fatti, non esisteva
nemmeno una legge che puniva il doping.
Un’altra categoria che ha enormi responsabilità è quella dei dirigenti. Non è
molto credibile infatti che i direttori sportivi delle squadre non sappiano nulla
delle pratiche illecite dei loro tesserati. Non è credibile ad esempio che, il
signor Bjarne Riis,vincitore di un Tour de France che gli regalò il soprannome di
“Mr.60%”, livello di ematocrito riscontrato in lui che per sua stessa ammissione
era dovuto all’uso di EPO, non sapesse nulla delle pratiche illecite che Ivan
Basso, capitano e leader della sua formazione, attuava con il dott.Fuentes.
Una terza categoria che ha notevoli colpe è quella dei medici. I ciclisti non
possono procurarsi le sostanze dopanti da soli, bensì hanno bisogno di un
esperto. Alcuni medici tristemente famosi nel mondo del ciclismo sono: il
dott.Conconi, ex rettore dell\'Università di Ferrara, e direttore del Centro Studi
Biomedici Applicati allo Sport dello stesso ateneo, nel quale, grazie anche a
finanziamenti con fondi pubblici dal CONI, veniva fornita assistenza a diversi
atleti. L\'assistenza però sarebbe stata basata sul doping ematico.
L’assistente del professore inoltre era un certo dott.Michele Ferrari, che fu al
centro di uno scandalo doping che riguardò anche molti ciclisti che sono
tutt’ora in attività.
Atro medico tristemente famoso è il dott.Santuccione, indagato nello scandalo
Oil for Drugs ed incolpato da Riccardo Riccò, il quale ammise di aver comprato
ed assunto C.E.R.A. (Epo di terza generazione) da Santuccione al costo di 700€
per “prepararsi” al Tour de France 2008.
Anche i magistrati penali e sportivi hanno colpe. Spesso hanno sottovalutato
il problema o, come descritto dettagliatamente nella tesi, nel caso di
Giampaolo Caruso hanno erroneamente condannato ciclisti, contribuendo a
creare uno stato di tensione in questo mondo.
L’ultima categoria che ha enormi responsabilità è sicuramente quella dei
media. Qui entriamo in un ambito estremamente ampio e complesso. Proprio
per questo è utile analizzare i singoli casi di cui si è maggiormente a
conoscenza. Tentiamo quindi di analizzare principalmente le “nostre”
responsabilità. All’interno della stampa sportiva italiana esistono giornalisti che
parlano chiaramente e volutamente di doping nel ciclismo, ed altri che, per
diversi motivi che chiariremo in seguito, spesso si soffermano solamente
sull’aspetto romantico di questo sport.
Non si può quindi generalizzare accusa

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  • 1. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA COMUNICAZIONEIL CICLISMO E LA MORSA DEL DOPING Da Coppi all’Operación Puerto storie di scandali in un mondo malato al suo internoRelatore: Prof. Raffaele Fiengo Laureando: Antonio Massariolo 537010/SC Anno Accademico 2007/2008
  • 2. INDICE1. Introduzione Pag. 32. Doping nel ciclismo 43. L’Operación Puerto 3.1 Che cos’è? (breve descrizione) 30 3.2 I protagonisti: 31 Eufemiano Fuentes Manolo Saniz Ignacio Labarta Josè Luis Merino Alberto Leon 3.3 Tutte le date 34 3.4 I documenti e le intercettazioni 37 3.5 I corridori coinvolti 44 3.6 Altri nomi 53 3.7 Medicine più usate 55 3.8 Tre diversi trattamenti: 63 Il caso spagnolo; Il caso tedesco; Il caso italiano; 3.9 Il caso Caruso 664. Il ciclismo avrà un futuro? 735. Bibliografia e link 78 2
  • 3. 1.IntroduzioneLo sport sotto molti punti di vista può essere considerato la metaforadella vita. Il ciclismo in particolare lo è. E’ lo sport che più ti insegna adiventare una persona forte. Nel ciclismo non bisogna mollare mai,tenere sempre duro anche quando molleresti tutto.Il ciclismo è lo sport nazional-popolare per antonomasia, sarà perché iciclisti ti passano vicino e tu non devi pagare per stargli accanto, operché in loro riconosci la fatica vera, il sacrificio, il sudorenell’affrontare uno sforzo disumano nello scalare delle salite che solo avederle fanno paura. Pantani stesso diceva: “vado forte in salita perabbreviare la mia agonia”.I ciclisti, in tutte le epoche, sono sempre stati considerati degli eroi.Fare il ciclista non è facile, richiede moltissimi sacrifici. Allenarsi anche10 ore al giorno in bici, sia con 40° che sotto tremendi temporali, nonè cosa semplice per nessuno, né per campioni né per i gregari. Proprioi gregari sono la pagina più bella romantica che possa essere scritta suquesto sport. Come disse Pier Bergonzi su La Gazzetta dello Sport, “ilciclismo senza i gregari sarebbe uno sport dimezzato. Sarebbe comese al jazz togliessero i sax”. I gregari sono coloro che hanno fatto delciclismo lo sport più vicino ad un mestiere. Gente che ha scelto diallenarsi anche dieci ore al giorno, sotto qualsiasi temporale, non pervincere ma per far vincere. Nel ciclismo anche chi arriva ultimo meritaun applauso, tanto che fino a pochi anni fa esisteva proprio un premioper l’ultimo classificato nei “grandi giri”.Questo sport come abbiamo visto comporta enormi sacrifici e, comedisse Guillaume Prebois, giornalista francese che per dimostrare lapossibilità di fare del ciclismo “pulito” si allenò duramente e percorse itre “grandi giri” un giorno prima della corsa ufficiale, “la tentazione adimbrogliare ed aiutarsi con delle sostanze proibite viene”.La storia del ciclismo infatti è costellata di campioni, o presunti tali,che hanno vinto corse importantissime come Tour de France o Girod’Italia, per poi essere scoperti dopati. 3
  • 4. Come vedremo in seguito già ai tempi di Coppi era “normale”assumere sostanze proibite per migliorare le proprie prestazioni.Lo scopo di questa tesi non è quello di sparare a zero sul ciclismo, mamettere in luce le difficoltà che ha nel fare chiarezza sulle questioni più“nere” di questo sport. Il ciclismo è ancora un mondo in cui c’è troppaomertà, basti considerare i ciclisti che veramente hanno confessatotutte le loro colpe. Purtroppo in questo ambiente sono presenti troppepersone che, pur essendo state imputate per doping, continuano alavorare anche ad alti livelli in questo mondo, sia tra i medici, che tra imassaggiatori, che soprattutto tra direttori sportivi.Un altro problema fondamentale è che, come vedremo in seguito,esiste un diverso trattamento tra le varie federazioni. Questo èimputabile al fatto che non in tutti gli stati il doping è consideratoreato. Facendo un esempio che vedremo dettagliatamente in seguito,in Italia i due corridori implicati nell’Operación Puerto sono staticondannati a due anni, mentre in Spagna, poichè il doping non eraconsiderato reato, i diversi ciclisti implicati nello stesso scandalo nonebbero alcuna sanzione.2. Doping nel ciclismoStoricamente l’uso di farmaci o prodotti dopanti nello sport ha semprefatto parte del gioco. La storia del doping, cioè il tentativo dimodificare le prestazioni atletiche con mezzi illeciti, iniziò moltissimianni fa. Quando ancora non esisteva la chimica, infatti, per migliorarela propria condizione atletica venivano impiegate sostanze di originenaturale. Gli antichi atleti greci, ad esempio, si predisponevano allegare con diete ad alto contenuto proteico e funghi allucinogeni. Sisospetta che pure i gladiatori romani abbiano potuto usare deglistimolanti. Ma è a partire dal XIX secolo, con i progressi scientifici el’apparire sulla scena di una nuova categoria di atleti professionisti, chei farmaci sono diventati sempre di più parte di una strategia 4
  • 5. competitiva praticata da tutti o quasi. Un notevole incremento di atleti che assumevano sostanze proibite venne registrato nel secondo dopoguerra, quando la consuetudine di assumere amfetamine passò dai militari allora impegnati nella guerra agli atleti. Fu proprio a partire dagli anni ’50 che la pratica del doping iniziò a diffondersi pericolosamente nel mondo del ciclismo. Fin dai tempi di Coppi e Bartali, infatti, questi atleti hanno fatto uso di sostanze alteranti. Lo stesso campionissimo ammise pubblicamente in un’intervista televisiva che non si poteva fare ciclismo senza prendere l’allora denominata ”bomba”. Fu però negli anni ’60 che il problema del doping in questo sport spuntò agli occhi del grande pubblico. Durante la 13a tappa del Tour de France del 1967, infatti, in una giornata eccezionalmente calda, il britannico Tommy Simpson collassò in diretta televisiva durante l’ascesa del Mont Ventoux. La sua morte fu causata da un mix di amfetamine ed alcool e fu una delle prime morti pubbliche causate dall’assunzione di sostanze proibite. Nel ciclismo la serie di morti “sospette” è lunghissima. Ancora oggi questo sport dai contenuti romantici ed eroici è sotto la morsa del doping. Vediamo di seguito i maggiori casi nella storia di questo sport. 1896-1904:• Arthur Linton, corridore gallese, morì a soli 24 anni pochi giorni dopo aver corso la Bordeaux-Parigi.• Jimmy Micheal, anch’esso corridore gallese e campione del mondo di ciclismo, morì a 27 anni in preda a deliri tremendi in viaggio verso New York. Entrambi i ciclisti erano allenati dal noto Choppy Warburton, il cui successo venne più volte messo in discussione in quanto era spesso accusato di drogare i propri corridori. 5
  • 6. 1911:• Paul Duboc, ciclista francese, collassò sui Pirenei dopo aver bevuto da una bottiglia consegnatagli dal team manager avversario. 1924:• Ci fu il primo vero scandalo di doping. I fratelli Henri, Francis e Charles Pellissier infatti, abbandonarono il Tour de France, dopo aver ammesso ad un giornalista l’uso di svariate sostanze, tra le quali: Stricnina (potente eccitante del sistema nervoso centrale), cocaina, cloroformio, aspirina e “droga per cavalli”. 1949:• Fausto Coppi, il campionissimo, durante un’intervista televisiva ammise l’uso della “bomba”. Disse di non aver alternative se voleva rimanere competitivo. Probabilmente si trattava di un cocktail di amfetamine. 1955:• Jean Malléjac, corridore francese, collassò durante l’ascesa del Mont Ventoux. 1956:• Durante la 14a tappa del Tour de France l’intera squadra del Belgio ebbe misteriosi malori. Ufficialmente vennero attribuiti al fatto che avessero mangiato pesce avariato la sera prima. Questo fatto accadde per ben altre due volte, nel 1962 e nel 1991. 1959:• Charly Gaul, corridore lussemburghese che nel suo palmares vanta due vittorie al Giro d’Italia, un Tour de France, un bronzo mondiale e numerose altre gare, venne implicato in un giro di “pillole” recuperate 6
  • 7. dalla polizia francese in luglio che sembravano essere destinate a lui. Dopo il suo ritiro dalle corse agonistiche ebbe numerosi problemi con l’alcool. Morì il 6 dicembre del 2005. E’ da più parti riconosciuto come il miglior “grimpeur” della storia del ciclismo. 1960:• Knud Enemark Jensen, corridore danese, partecipò alle olimpiadi di Roma in cui, durante la cronometro a squadre, morì collassando a terra e sbattendo violentemente il cranio sull’asfalto. Il collasso fu dovuto all’uso di amfetamine.• Gastone Nencini, vincitore di un Giro d’Italia e di un Tour de France, venne scoperto da Pierre Dumas, medico ufficiale del Tour de France, nella sua stanza d’albergo mentre si stava sottoponendo ad una trasfusione di sangue. Questa pratica allora era ancora legale.• Roger Rivière concluse la sua carriera a causa di una terribile incidente. Durante la discesa del Col de Perjuret cadde in un dirupo e si ruppe la colonna vertebrale, rimanendo paralizzato alle gambe. Lui stesso ammise che probabilmente la violenta caduta fu causata dall’uso di Palfium, un potente oppioide analgesico con effetti tre volte superiori alla morfina. Riviere morì di cancro alla laringe a soli 40 anni. 1962:• Nella tappa da Luchon a Carcasson del Tour de France ben dodici corridori si sentirono male. Anche in questo caso la colpa fu data a del pesce avariato, mentre l’allora medico ufficiale del Tour Pierre Dumas, accusò i ciclisti di aver preso tutti lo steso tipo di droga. Dopo questo scandalo altri undici corridori abbandonarono il Tour lo stesso giorno, tra i quali l’allora maglia gialla Willy Schroeder, il precedente vincitore Gastone Nencini ed il successivo leader Karl-Heinz Kunde. 7
  • 8. 1964:• In Francia passa la prima legge antidoping ed iniziano i controlli al Tour de France. 1965:• Jacques Anquetil, uno dei più forti ciclisti della storia, vincitore di cinque Tour de France, due Giri d’Italia, una Vuelta a España, cinque Parigi-Nizza, una Liegi-Bastogne-Liegi, oltre ad aver battuto il precedente record dell’ora ammise che “solo un pazzo può pensare di correre da Bruxelles a Parigi a sola acqua”. 1967:• Tommy Simpson, vincitore di un campionato del mondo, una Milano- SanRemo, una Parigi-Nizza, un Giro di Lombardia ed altre corse minori, morì salendo il Mont Ventoux a causa di un cocktail di amfetamine, alcool e gran caldo. Fu la prima morte di un ciclista in diretta televisiva e proprio per questo ebbe un notevole risvolto. 1969:• Eddy Merckx, considerato Il cannibale, il corridore più forte di tutti i tempi, vincitore in carriera di ben 525 gare tra cui tre mondiali, cinque Tour de France, cinque Giri d’Italia, una Vuelta a España, sette Milano- SanRemo, cinque Liegi-Bastogne-Liegi, tre Parigi-Roubaix e numerosissime altre corse, risultò positivo a degli stimolanti (Reactivan e Savona) durante il Giro d’Italia dal quale venne espulso. 1975:• Bernard Thévenet vincitore del Tour de France del 1975 e quello del 1977, venne trovato positivo ad un test antidoping dopo la Parigi- Nizza, e nellinverno del ’77 venne ricoverato con unaffezione al fegato attribuita alluso persistente di steroidi. Lui stesso fece pubblica 8
  • 9. ammissione e dichiarò: ”Mi sono dopato con il cortisone, e c’erano molti altri corridori come me…”• Erik de Vlaeminck, fenomenale ciclista belga di ciclocross, specialità in cui vinse ben sette volte la maglia iridata, fu ricoverato in un ospedale psichiatrico per dipendenza da amfetamine. Interessante però notare che in tutta la sua carriera non fu mai trovato positivo ad un controllo antidoping. 1978:• Michel Pollentier, ciclista belga vincitore del Giro d’Italia del 1977, durante il test antidoping effettuato al Tour de France, nella tappa da lui vinta con arrivo all’Alpe d’Huez, cercò di scambiare le proprie urine con quelle presenti in un tubo di plastica da lui portato. Fu scoperto e venne immediatamente cacciato dal Tour. Ironicamente il test sulle sue vere urine risultò negativo.• José Nazabal, chiamato ad effettuare il controllo antidoping assieme a Michel Pollentier, decise di abbandonare la corsa. 1980:• Freddy Maertens, ottimo corridore belga, considerato il successore di Eddy Merckx, vincitore di 105 corse in carriera tra le quali ben due campionati del mondo, una Vuelta a España, sette tappe al Giro d’Italia e molte altre importanti corse, ammise in un’intervista al quotidiano francese L’Equipe, che durante la sua carriera assunse amfetamine “come nessun’altro”. 1982:• La Vuelta fu vinta da Angel Arroyo, ma 48 ore dopo la fine dell’ultima tappa emerse che il controllo antidoping della 17a tappa effettuato su di lui risultò positivo. In quella stessa tappa altri tre corridori risultarono positivi, si trattava di Alberto Fernández, Pedro Muñoz Machín Rodríguez e Vincente Belda, futuro direttore sportivo della 9
  • 10. squadra Comunidad Valenciana, implicata, come vedremo dettagliatamente in seguito, nell’Operación Puerto. La sostanza rinvenuta nell’organismo di questi ciclisti fu il metilfenidato o meglio conosciuto come Ritalin, ossia uno stimolante utilizzato in medicina per il trattamento del disturbo da deficit dellattenzione. 1984:• Francesco Moser nel 1984 battè il record dell’ora appartenente a Merckx. Nel 1999 ammise pubblicamente di aver effettuato delle trasfusioni per prepararsi al meglio a quest’impresa. Fu aiutato da Francesco Conconi, un medico italiano, che fu anche rettore dellUniversità di Ferrara, ed è attualmente direttore del Centro Studi Biomedici Applicati allo Sport dello stesso ateneo. Dal 1980 Conconi fornì assistenza per migliorare le prestazioni di alcuni atleti italiani. Secondo le ricerche condotte dal dirigente sportivo Sandro Donati, però, lassistenza fornita dal professore ferrarese sarebbe stata basata sul doping ematico. Tuttavia grazie alle ricerca di Conconi, finanziata con fondi pubblici, diversi atleti azzurri ottennero risultati di prestigio, culminati alle Olimpiadi Invernali del 1994 dove lItalia trionfò, raccogliendo un totale di ben trentaquattro medaglie. Come venne documentato in seguito, molti degli atleti dello sci di fondo registrarono un tasso di ematocrito superiore al 50%: il dato può costituire un indizio delluso delleritropoietina (EPO), e comporterebbe oggi, ma non nel 1994, la sospensione dellatleta in via cautelativa per motivi di salute. Il centro studi dellUniversità di Ferrara guidato da Conconi assisteva inoltre numerosi ciclisti ed altri atleti. L’assistente del professore, Michele Ferrari, come vedremo poi, fu al centro di uno scandalo doping che riguardò anche molti ciclisti che sono tutt’ora in attività. Gli atleti di maggior importanza che ebbero dei contatti con il professor Conconi furono: Guido Bontempi, Maurizio Fondriest, Eugeni Berzin, Bruno Cenghialta, Manuela Di Centa, Silvio Fauner, Francesco Frattini, Ivan Gotti, Claudio Chiappucci, Marco Pantani, Stephen Roche, Gianni Bugno. 10
  • 11. • Il 1984 è anche l’anno delle olimpiadi a Los Angeles. L’intera squadra di ciclismo degli USA ammise le trasfusioni di sangue prima della gara. 1988:• Pedro Delgado, soprannominato “el Perico”, è stato un ottimo ciclista spagnlo, vincitore di due Vuelte, un Tour de France oltre ad aver fatto numerosi piazzamenti in altrettante importanti corse. Venne trovato positivo al Tour del 1988. La sostanza proibita rinvenuta nel suo organismo fu il Probenecid, un farmaco solitamente assunto per impedire che nelle urine vengano rinvenute tracce di sostanze proibite. Tutt’ora Pedro Delgado è nel mondo del ciclismo in quanto è il commentatore della rete spagnola.• Geert Van de Walle, corridore belga, morì a soli 22 anni d’attacco di cuore. Naturalmente non si possono avere indizi sicuri sulla relazione tra la morte e l’assunzione di sostanze proibite.• E’ proprio nel 1988 che inizia a farsi strada un’altra innovativa sostanza proibita: l’EPO 1989:• Laurent Fignon, fortissimo ciclista francese, vincitore di due Tour de France e di un Giro d’Italia, venne trovato positivo alle amfetamine durante il Grand Prix de la Liberation. Famosa la sua frase sullo scandalo Festina del 1999, detta dopo l’ammissione di doping di squadra del loro direttore sportivo: “Se io fossi Virenque o uno dei corridori della Festina, andrei subito a cercarmi un buon avvocato, perchè il Tour non può sostituirsi alla legge francese e per il giudice i corridori avrebbero potuto continuare la loro corsa”.• Bert Oosterbosch, corridore olandese morì a 32 anni per attacco di cuore.• Johan van der Velde, promettente corridore olandese venne ricoverato per dipendenza da amfetamine verso la fine della sua carriera. Intervistato da Jan Siebelinkl confessò l’uso di questa droga. 11
  • 12. 1993:• Claudio Chiappucci, l’indimenticato corridore italiano, nel 1997, in una dichiarazione poi smentita dallo stesso interessato, confessò l’uso di sostanze proibite dal 1993 al 1995. Chiappucci aveva rapporti con il discusso medico ferrarese Conconi.• Stephen Roche, corridore irlandese è stato definito da wikipedia una “curiosa meteora” del ciclismo. Professionista dal 1980, ottenne nei suoi primi anni di carriera solo una vittoria alla Parigi-Nizza nel 1981. Nel 1987, invece, vinse il Giro d’Italia, il Tour de France, il campionato del mondo, il Giro della Comunidad Valenciana, il Giro di Romandia, e concluse al secondo posto la Liegi-Bastogne-Liegi, dichiarando di non aver vinto per inesperienza tattica e per aver corso come un dilettante. Dopo il 1987 ottenne solo un nono posto al Giro d’Italia ed un nono posto al Tour de France. Nel maggio 1990 Paul Kimmage, ex ciclista professionista e compagno di squadra di Roche alla Fagor ed anchegli dublinese pubblicò un dossier molto diretto sulla vita nel gruppo dei professionisti. Il libro "Rough Ride" portò alla luce lutilizzo endemico di doping nel gruppo ma parlò in modo celebrativo del suo ex capitano Roche. La pubblicazione del libro portò ad unaggressiva e viscerale reazione da parte di Roche, con minacce legali, nonostante Kimmage non abbia mai parlato direttamente delluso di droghe da parte dello stesso. Nel gennaio del 2000 il quotidiano La Repubblica riportò che il discusso medico ferrarese Conconi somministrò EPO a corridori della Carrera, squadra in cui Stephen Roche visse gli anni e le prestazioni migliori. Nel 2004 infatti, Roche fu implicato in un caso legale in Italia relativo al caso del dott. Giovanni Grazzi, medico della Carrera nel 1993 e socio del discusso dott. Michele Ferrari, che avrebbe somministrato dellEPO ad alcuni membri della squadra, tra cui Roche. Lutilizzo di nomi in codice ha mascherato chi avesse veramente ricevuto il doping, anche se da parte di Roche ci fu sempre l’ammissione di non aver mai fatto uso di sostanze proibite in tutta la sua carriera. L’allora giudice Franca Oliva, però, dichiarò che "la Corte dovette scontrarsi con la totale 12
  • 13. omertà da parte degli atleti, anche di fronte alle prove più ovvie e schiaccianti". Nonostante gli sforzi delle procure italiane nel perseguire i corridori accusati di doping, però, attualmente né Roche, né i suoi compagni di squadra né il medico della Carrera sono perseguibili dalla legge italiana. Tutt’ora Roche è nel mondo del ciclismo, in quanto lavora come commentatore sul canale televisivo Eurosport ed è testimonial al Tour de France per lazienda di formaggi Coeur de Lion. 1995:• Bo Hamburger, discreto corridore danese, in un libro ha ammesso di essersi dopato dal 1995 al 1997, nello stesso libro fa anche nomi di altri importanti ciclisti come ad esempio Bjarne Riis. Nel 2001, inoltre, è stato trovato positivo allEPO ma le controanalisi non hanno confermato il risultato, e nel 2004 è stato fermato dalla federazione nazionale danese per quindici giorni a causa dell’ematocrito fuori norma.• Marco Pantani, l’indimenticato ed idolatrato scalatore italiano, come spesso si sente dire, non è mai stato trovato positivo ad un test antidoping. Nel 1995 però, dopo la terribile caduta alla Milano-Torino, il suo ematocrito segnava ben il 60,1%. Solitamente nel mese di gennaio, quindi lontano dalle corse aveva 41% di ematocrito, che è il suo livello naturale. Riprendendo una frase del giornalista della Gazzetta dello Sport Claudio Gregori da me contattato, possiamo dire che Pantani “era una luna a due facce, una luminosa l’altra oscura”. Entrando nel particolare dell’accusa di frode sportiva per l’ematocrito a livelli così alti nel 1995, leggendo la sentenza possiamo notare che Pantani fu assolto, ma non perché non s’era dopato, bensì perché “il fatto non era previsto dalla legge come reato". Come vedremo anche in seguito la storia sportiva ed umana di questo ciclista si scontrò altre volte con accuse di doping. 13
  • 14. 1996:• Nel maggio 2007 diversi ciclisti dell’allora squadra Telekom, ammisero di aver assunto diverse sostanze proibite, tra le quali anche l’EPO. Tra i corridori appartenenti a questa formazione che fecero pubblica ammenda i più importanti e vincenti furono: Rolf Aldag, buon ciclista tedesco, ritiratosi nel 2005, che ammise l’uso di EPO in preparazione al Tour de France del 1996. Ugo Bolts, ciclista tedesco, anche lui ammise l’uso di EPO principalmente nella stagione 1996/97. Erik Zabel, il più forte velocista tedesco, vincitore di una coppa del mondo, di quattro Milano-SanRemo, tre Parigi-tours, oltre a numerose altre importanti corse, ammise d’aver assunto EPO nella stagione 1996, dicendo di essersi “dopato solo una settimana per poi smettere a causa degli effetti collaterali”. Bjarne Riis, buon ciclista danese, non si impose in molte corse ma riuscì a vincere un Tour de France nel 1996, mentre militava nella Telekom. Conosciuto anche con il soprannome “Mr. 60%”, dovuto al livello di ematocrito che aveva durante il Tour del ’96. In un libro, l’allora medico della formazione in cui militava Riis, disse che lo stesso corridore gli mostrò una provetta del suo sangue, ed il tasso di ematocrito era addirittura al 64%. E’ interessante notare che comunque non fu mai trovato positivo ad alcun test antidoping. Lo stesso Riis confessò l’uso di EPO in una conferenza stampa nel maggio 2007, ma comunque nell’albo dei vincitori del Tour de France lui continua a figurare. Tutt’ora è team manager della CSC, una delle formazioni più forti del circuito ciclistico internazionale. Nel 2006 nella sua formazione scoppiò il “caso Basso”, implicato, come vedremo dettagliatamente poi, nell’Operación Puerto. 1998:• Francesco Casagrande, ottimo ciclista italiano, vinse diverse “classiche” e concluse al secondo posto il Giro d’Italia del 2000, vinto da Stefano Garzelli, corridore varesino anch’esso trovato positivo nel 2001 ad un 14
  • 15. test antidoping. Venne trovato positivo ad un test antidoping al testosterone e sospeso per sei mesi.• Durante il Tour de France del 1998 scoppiò lo scandalo Festina. La squadra ciclistica, sponsorizzata dallomonima ditta di orologi, venne estromessa in tronco dalla grand boucle di quellanno, vinta poi dallitaliano Marco Pantani. Il motivo che portò allesclusione fu il "doping di squadra", ovvero non semplicemente doping di singoli atleti allinterno di una formazione, ma sostanze proibite somministrate sistematicamente dai medici del team a tutti (o quasi) i ciclisti in corsa. I ciclisti più vittoriosi che fecero parte di questa formazione furono: Laurent Brochard, buon ciclista francese vincitore del campionato del mondo del 1997. Laurent Dufaux. Luc Leblanc, ciclista francese vincitore del campionato del mondo svoltosi ad Agrigento nel 1994. Christophe Moreau, ciclista francese vincitore di molte corse tra cui due Giri del Delfinato. Richard Virenque, discusso ciclista francese, vinse per ben sette volte la classifica come miglior scalatore al Tour de France, confessò l’uso di sostanze proibite solo nel 2000. Alex Zülle, corridore svizzero, vincitore per ben due volte della Vuelta a España e numerose altre importanti corse, confessò anche l’uso di EPO durante gli anni in cui militava nella formazione ONCE. Raggiunse il livello di ematocrito del 52,3%. 1999:• Ludo Dierckxsens, fu estromesso dalla sua squadra (Lampre) dopo aver vinto l’11a tappa del Tour de France. Ammise l’uso di un prodotto al cortisone, giustificandolo con una ricetta medica che dava la prescrizione di questo prodotto per curare un infortunio patito il mese precedente.• Laurent Roux, un discreto ciclista francese, nel 1999 fu sospeso per sei mesi per uso di amfetamine. Nel 2002 risultò non-negativo alle 15
  • 16. amfetamine ad un controllo fuori competizione. Nel 2006 inoltre confessò l’uso di EPO, ormone della crescita, cortisone e testosterone durante la sua carriera.• Marco Pantani fu escluso dal Giro d’Italia dopo che al termine della tappa di Madonna di Campiglio gli fu riscontrato un livello di ematocrito pari al 52%, due punti sopra il limite massimo. Questo fu l’evento che segnò per sempre la vita di Pantani, cadde in depressione e morì allinizio del 2004 a Rimini, per arresto cardiaco dovuto ad eccesso di sostanze stupefacenti. La sua dichiarazione dopo il fermo di Madonna di Campiglio fu: ”Mi sono rialzato dopo tanti infortuni e sono tornato a correre. Questa volta però abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarà per me molto difficile.”• Lance Armstrong, il discusso campione statunitense, l’unico nella storia ad essere riuscito a vincere sette Tour de France consecutivi, proprio durante il Tour del ’99 risultò positivo ad un test antidoping. Tutt’ora l’agenzia francese antidoping chiede con insistenza al corridore texano la possibilità di analizzare nuovamente le urine. Armstrong continua a rifiutarsi pur essendo un riesame che non cambierebbe nulla, grazie alla prescrizione. 2000:• Eugeni Berzin, ottimo ex ciclista russo, considerato la “bestia nera” di Miguel Indurain, vittorioso ad un Giro d’Italia, ad una Liegi-Bastogne- Liegi e molte altre corse, venne preventivamente escluso dal Giro d’Italia del 2000, con accuse di uso di eritropoietina (EPO) sostenute da un livello di ematocrito superiore al 50%. 2001:• Riccardo Forconi, buon gregario di Marco Pantani, venne trovato positivo all’EPO prima del Giro d’Italia.• Bo Hamburger, come già precedentemente detto, fu il primo corridore ad essere trovato positivo ad un test antidoping grazie a dei nuovi metodi di controllo. 16
  • 17. • Dario Frigo, discusso corridore italiano la cui carriera è stata profondamente segnata da due squalifiche. Nel 2001 al Giro dItalia è stato accusato di essere in possesso di sostanze dopanti in seguito a un blitz dei NAS negli alberghi di Sanremo che ospitavano i corridori. La squadra (Fassa Bortolo) lo licenziò, seguendo una regolamentazione interna. Frigo si dichiarò colpevole e fu in seguito squalificato. Nel 2005 invece, al termine della tappa di Courchevel del Tour de France, fu arrestato dalla gendarmeria francese. La moglie era stata infatti fermata al posto doganale di Albertville e sulla sua auto erano state trovate sostanze proibite dallUCI. A seguito della vicenda venne licenziato dal team e si ritirò definitivamente dalle competizioni.• Pascal Hervé, ex corridore francese, dopo essere stato implicato nell’affaire festina, fu inoltre testato positivamente per EPO dopo il prologo al Giro d’Italia.• Gianpaolo Mondini, buon ex corridore italiano, nel 2002 fu espulso dalla sua squadra (US Postal) dopo che la polizia scoprì EPO ed ormone della crescita nella sua stanza d’albergo durante il Giro d’Italia del 2001.• Marco Pantani fu squalificato per sei mesi dopo che una siringa d’insulina fu trovata nella sua stanza d’albergo. 2002:• A Stefano Garzelli, vincitore del Giro d’Italia del 2000, venne riscontrata la non negatività ad un diuretico, il Probenecid, risultata nel test antidoping in seguito alla vittoria di Liegi. Venne squalificato per 11 mesi.• Roberto Sgambelluri, fu espulso dal Giro d’Italia dopo essere diventato il primo ciclista ad essere stato trovato positivo al NESP, un tipo di EPO più forte e duraturo.• Raimondas Rumsas fu un discusso corridore lituano. Gli vennero inflitti quattro mesi di prigione per aver importato medicinali proibiti durante il Tour de France di quell’anno, in cui finì terzo. Per accuse simili, sua 17
  • 18. moglie restò tre mesi in carcere in Francia nel 2002. Nel 2003, inoltre, il ciclista fu trovato positivo all’EPO durante il Giro dItalia. Una volta ritiratosi dall’attività agonistica, iniziò a partecipare a molte granfondo per amatori, riuscendo naturalmente molto spesso a sbaragliare la concorrenza e vincere in solitaria.• Gilberto Simoni, ottimo ciclista italiano vincitore di due Giri d’Italia e di numerose altre corse di primo livello, fu trovato positivo alla cocaina al Giro d’Italia ed il giorno dopo fu invitato dal suo stesso team a ritirarsi. In un primo momento, Simoni attribuì la positività ai farmaci assunti per un intervento dentistico a cui si era sottoposto, ma subito dopo la imputò a delle caramelle balsamiche per il mal di gola acquistate in Sudamerica (contenenti piccole quantità di cocaina, con funzioni di analgesico) che, secondo il suo racconto, gli aveva offerto una zia tornata da un viaggio in Perù.• Frank Vandenbroucke, fu un’eterna promessa belga. Gli addetti ai lavori si aspettavano moltissimo da questo ciclista, ma a causa di problemi caratteriali e personali, Vandenbroucke non è mai riuscito ad esprimersi ai livelli a lui pronosticati. La sua storia è per molti versi simile a quella di Marco Pantani. Venne arrestato mentre viaggiava in eccesso di velocità con in macchina una grossa quantità di amfetamine e siringhe. Inoltre nella sua abitazione vennero riscontrate quantità di EPO, morfina e clenbuterol, una droga prescritta per sopperire a disordini di salute. Nel 2007 tentò il suicidio, oppresso dai sensi di colpa e da problemi familiari. 2003:• Igor González de Galdeano, ex corridore spagnolo, non potè partecipare alle corse nel 2003 in quanto fu trovato positivo al Subtamolo sia nel Tour de France del 2002 che nella tappa finale del Midi Libre dello stesso anno.• Jesús Manzano, ex ciclista spagnolo ammise l’uso di doping nel 2003.• Johan Museeuw, ex ciclista belga, considerato uno dei migliori ciclisti nelle gare in linea, vincitore di tre Parigi-Rubaix, tre Giri delle Fiandre, 18
  • 19. un campionato del mondo, ecc. fu coinvolto in un affare di traffico ed assunzione di sostanze dopanti che coinvolse lui ed altri atleti come: Mario De Clercq, Jo Planckaert e Chris Peers. Museeuw ammise l’assunzione di ormone della crescita.• Raimondas Rumsas, come precedentemente detto fu trovato positivo all’EPO durante il Giro d’Italia.• Nel 2003 scoppiò anche il caso Oil for Drugs. Un caso di doping in cui il medico Carlo Santuccione fu accusato di somministrare prodotti proibiti a diversi atleti, per la maggior parte ciclisti. I corridori coinvolti in questo scandalo furono: Alessio Galletti e Mario Scirea della Domina Vacanze, Fabio Sacchi della Fassa Bortolo, Eddy Mazzoleni, Danilo Di Luca ed Alessandro Spezialetti della Saeco, Ruggero Marzoli dell’Acqua & Sapone, Giuseppe Muraglia della Formaggi Pinzolo Fiava e Simone Masciarelli della Vini Caldirola. Morti sospette nel 2003:• Denis Zanette collassò mentre era ad una visita dentistica l’11 gennaio 2003.• Marco Ceriani, un ciclista amatore subì un attacco di cuore durante una corsa, trasportato d’urgenza in ospedale non uscì più dal coma. Morì il 5 Maggio 2003.• Fabrice Salanson, allora corridore francese, morì nel sonno a soli 23 anni.• Marco Rusconi, collassò in un parcheggio il 14 Novembre a soli 24 anni.• Jose Maria Jimenez, forte corridore spagnolo, scalatore eccezionale, morì il 6 Dicembre 2003 a 32 anni mentre era ricoverato in un ospedale psichiatrico a Madrid.• Michel Zanoli, corridore olandese morì d’attacco di cuore il 6 Dicembre 2003. Si era ritirato dall’attività agonistica nel 1997.• Johan Sermon, corridore belga, morì il 15 febbraio 2004 a soli 21 anni.• Marco Pantani, morì tragicamente solo in una stanza d’albergo a causa di un mix di cocaina e medicinali il 15 febbraio 2004 a 34 anni. 19
  • 20. 2004:• Oscar Camenzind, ex ciclista svizzero, vincitore di un campionato del mondo, di un Giro di Svizzera, e di molte altre importanti corse, il 22 Luglio venne trovato positivo ad un controllo antidoping. Il 10 agosto dello stesso anno, dopo che la Phonak decise di licenziarlo in tronco, si ritirò dal ciclismo agonistico.• Tyler Hamilton, buon ciclista statunitense e gregario fidato di Lance Armstrong, vinse la medaglia doro nella cronometro maschile alle olimpiadi. Medaglia che fu subito messa in dubbio il 20 settembre 2004, dopo che fu rivelata la sua positività ad un controllo antidoping. Hamilton risultò positivo per doping anche alla Vuelta a España, dove vinse l8a tappa. Il corridore statunitense fu implicato anche nell’Operación Puerto, della quale parleremo dettagliatamente in seguito.• Danilo Di Luca fu escluso dal Tour de France del 2004 per lo scandalo Oil for Drugs. Ci furono delle intercettazioni telefoniche incriminate, in cui conversava di prodotti proibiti e metodi d’assunzione con il dottor Santuccione e con l’allora suo compagno di squadra alla Saeco Eddy Mazzoleni.• David Millar, bravissimo cronoman scozzese, stava preparando il Tour de France, quando la polizia, facendo irruzione nella sua abitazione, scovò siringhe d’EPO usate. Millar confessò d’aver assunto EPO in tre occasioni: nel mese di agosto 2001 prima della Vuelta a España, nel maggio 2003 prima del Giro del Delfinato e nel settembre del 2003 prima del campionato del mondo a cronometro, da lui vinto. 2005:• Fabrizio Guidi, è stato un discreto velocista italiano, fu riscontrata la sua positività all’EPO il 17 Agosto.• Danilo Hondo, è stato un buon velocista tedesco. Ricevette due anni di sospensione in seguito alla positività al Carphedone (uno stimolante) riscontrata alla Vuelta Murcia. 20
  • 21. • Iñigo Landaluze, ottimo passista spagnolo, vinse un Giro del Delfinato nel 2005. Nello stesso anno però, durante un controllo antidoping, gli furono riscontrati livelli di testosterone più alti della norma.• Dario Frigo, come precedentemente detto, è stato un discusso ciclista italiano che alternò ottime prestazioni a debacle totali. Nel 2005 fu espulso dal Tour de France, dopo che, al termine dell’11a tappa, furono ritrovate dieci dosi di EPO nella macchina della moglie.• Roberto Heras, ottimo scalatore spagnolo, è stato uno dei migliori gregari di Lance Armstrong. Vinse per ben tre volte la Vuelta a España (2000; 2003; 2004). Heras finì al primo posto anche ledizione del 2005 della Vuelta, diventando lunico ciclista ad aver vinto per 4 volte questa corsa. Questo record, però, durò soltanto due mesi perché a novembre dello stesso anno risultò positivo alle controanalisi relative ad un controllo antidoping effettuato nelle ultime tappe della Vuelta, perciò fu squalificato. Come vedremo in seguito questo corridore fu implicato nell’Operación Puerto, uno degli scandali più grandi della storia del ciclismo. 2006:• Aitor Gonzales, vincitore della Vuelta a España del 2002, fu trovato positivo all’EPO per ben due volte nel 2005, una in agosto ed una nel corso della Vuelta. Aitor fu squalificato per due anni e si ritirò dall’attività agonistica.• Floyd Landis, corridore statunitense fu anche lui un ottimo gregario di Lance Armstrong. Al Tour de France fu autore di una delle storie più significative del ciclismo contemporaneo: in maglia gialla, con 10" di vantaggio sullo spagnolo Óscar Pereiro Sio al termine della frazione Gap - LAlpe dHuez, il ciclista statunitense accusò un incredibile crollo nella tappa successiva, anchessa piena di asperità, la Bourg dOisans - La Toussuire, terminando la corsa a 8 10" da Pereiro Sio. Landis stesso, per incrementare la leggenda, raccontò che la sera, davanti ad una birra, meditò l’attacco del giorno seguente. E così accadde. Landis partì 21
  • 22. in fuga solitaria nella 17a tappa, la Saint-Jean-de-Maurienne - Morzine-Avoriaz, il gruppo non riuscì ad andarlo a riprendere, e vinse in solitaria dopo 125 km di fuga e 5 montagne scalate, con 7 08" sul suo rivale Pereiro Sio, dopo aver consumato 40 litri dacqua per combattere il gran caldo e per giustificare la debacle per disidratazione del giorno precedente. Floyd Landis, poi, andò a vincere il suo Tour rifilando 1 29" a Pereiro Sio nella cronometro finale. Quest’impresa da leggenda fu amplificata dal fatto che lo stesso ciclista corse con una necrosi alla testa del femore destro, che lo obbligò, al termine del Tour, ad unoperazione chirurgica. Fino a qui la storia di questo corridore statunitense, nato in una comunità di Mennoniti (persone che rinunciano volontariamente a progresso e comodità di ogni genere), sembra una bellissima e romantica pagina del ciclismo moderno, ma purtroppo per lui ci fu un controllo antidoping di mezzo. Proprio al termine della tappa che vide l’impresa di Landis, al corridore fu riscontrata la positività a sostanze proibite come il testosterone chimico. Lo statunitense si è sempre dichiarato innocente ma anche il TAS, a cui fece immediatamente ricorso, il 30 giugno 2008 lo dichiarò colpevole. Il Tour gli fu tolto.• Il 2006 fu anche l’anno dell’Operación Puerto. Come vedremo dettagliatamente in seguito questo fu senza dubbio il più grande scandalo di doping nella storia del ciclismo. Questa infatti, è solo la lista di nomi dei ciclisti citati, a diverso titolo, nell’Operación Puerto: Allan Davis, Joseba Beloki, Alberto Contador, David Etxebarría, Jörg Jaksche, Isidro Nozal, Unai Osa, Aitor Osa, Sérgio Paulinho, Michele Scarponi, Marcos Serrano, Ángel Vicioso, Vicente Ballester, David Bernabeu, David Blanco, José Adrián Bonilla, Juan Gomis Lopez, Eladio Jiménez, David Latasa Lasa, Javier Pascual Rodríguez, Rubén Plaza, José Enrique Gutiérrez Cataluna, José Ignacio Gutiérrez Cataluna, Santiago Botero, Constantino Zaballa, Jan Ullrich, Óscar Sevilla, Koldo Gil Perez, Luis Sanchez Gil, Carlos Zárate, Ivan Basso, Giampaolo Caruso, Francisco Mancebo, Carlos García Quesada, Adolfo García Quesada, Ángel Edo, Ángel Casero, Igor González de Galdeano, Tyler 22
  • 23. Hamilton, Roberto Heras, Santiago Pérez, Marco Pantani, Dariusz Baranowski, José L. Martinez Jiménez, Manuel Lloret, Antonio Olmo, David Munoz, Javier Cherro Molina, Javier Pascual Llorente, Francisco Cabello, Agustin Alonso, Nuno Ribeiro, Jan Hruska, René Andrle, Jesus H. Blazquez, Alejandro Valverde. I dettagli di questo scandalo li vedremo più precisamente in seguito. 2007:• Lorenzo Bernucci, buon gregario italiano, dopo la 3a tappa della Vuelta a España 2007, la sua squadra decide di licenziarlo in tronco ed estrometterlo dalla corsa, in quanto avrebbe assunto un integratore non dichiarato durante il Giro di Germania 2007, che lo ha reso positivo alla sibutramina ai controlli antidoping dellUCI.• Marco Fertonani, riscontrato positivo per aver usato testosterone durante il Tour del Mediterraneo.• Christian Moreni, anche lui trovato positivo al testosterone durante il Tour de France e squalificato per due anni. Significativa la sua dichiarazione di colpevolezza, disse di aver assunto una pomata, convinto aiutasse la produzione di testosterone naturale.• Giuseppe Muraglia, squalificato per due anni dopo la positività riscontrata al termine della Classica d’Almeria da lui vinta.• Danilo Di Luca, il “killer di Spoltore “, il 27 febbraio 2008, a causa dell’esito atipico dellesame antidoping effettuato subito dopo la 17a tappa del Giro d’Italia 2007 (la "Lienz - Monte Zoncolan"), la Procura antidoping del CONI ha chiesto per Di Luca una squalifica di due anni. Il 16 aprile 2008 il Giudice di Ultima Istanza ha assolto Di Luca dalle accuse, spiegando che un livello di ormoni così basso può essere un fattore naturale dopo tre settimane di fatica.• Serhiy Honchar, ottimo cronoman ucraino, fu espulso dalla sua squadra (Telekom) per violazioni del codice di condotta interno del team, in quanto ci furono delle anomalie sulle analisi del sangue a lui effettuate. 23
  • 24. • Mathias Kessler, ciclista tedesco, fu sospeso dalla sua squadra (Astana), poiché fu trovato positivo ad un controllo antidoping.• Leonardo Piepoli, scalatore italiano fu testato positivamente al Subtamolo (>1000ng/ml), sia il 22 che il 30 Maggio. L’UCI era in possesso di regolare certificato medico che gli prescriveva la possibilità di assumere questo prodotto per persone asmatiche (il più comune Ventolin). Nel 2008, come vedremo in seguito ammise l’assunzione di EPO di terza generazione.• Alessandro Petacchi, uno dei migliori velocisti italiani della storia, fu squalificato per un anno in seguito alla positività al Subtamolo.• Patrick Sinkewitz, promettente ciclista tedesco, fu riscontrato positivo all’assunzione di testosterone in un controllo antidoping a sorpresa effettuato l8 giugno dallagenzia antidoping tedesca durante il Tour de France. Ammise sia l’uso di testosterone che di EPO. In seguito a tale episodio le TV pubbliche tedesche ARD e ZDF decisero di sospendere con effetto immediato la diretta televisiva della corsa a tappe francese.• Alexandre Vinokourov, fortissimo corridore kazako, vincitore di moltissime “classiche” come Amstel Gold race, Liegi-Bastogne-Liegi, ecc. e di una Vuelta a España risultò positivo ad un’emotrasfusione omologa in un controllo effettuato in seguito alla cronometro del Tour de France da lui vinta. Aveva contatti con il discusso professore italiano Michele Ferrari.• Michael Rasmussen, corridore danese, nel Tour de France 2007 vinse l8a tappa con una straordinaria cavalcata su e giù per le Alpi, sgretolando uno ad uno i suoi compagni di fuga, e la 16a tappa umiliando lo sfidante Alberto Contador che avrebbe dovuto attaccarlo sullultima salita. La sera stessa venne cacciato dal Tour dalla sua squadra per avere mentito sulla sua reperibilità nel mese di giugno ed alimentando così i sospetti di doping sul suo conto. Molto presumibilmente fu lorganizzazione stessa a costringerlo all’esclusione dalla competizione, a seguito della "non negatività" alla Dynepo (considerata EPO di seconda generazione) ad un controllo effettuato durante la corsa francese. 24
  • 25. 2008:• Igor Astarloa, campione del mondo spagnolo, gareggiò con formazioni discusse, come la Cofidis, implicata in uno scandalo doping. Dopo la vittoria del campionato del mondo ad Hamilton, non riuscì più a raggiungere gli stessi livelli di prestazione e nel maggio del 2008 venne licenziato dalla sua squadra (Milram) per "valori sanguinei irregolari".• Manuel Beltrán, ottimo scalatore spagnolo, fu una pedina fondamentale per Lance Armstrong al Tour de France. Proprio al Tour de France del 2008 gli fu riscontrata la positività all’EPO dopo un controllo al termine della 1a tappa.• Paolo Bossoni, positivo all’EPO dopo un controllo al termine del campionato italiano.• Moisés Dueñas, positivo al Tour de France all’EPO in un controllo al termine della 4a tappa.• Eddy Mazzoleni, di cui abbiamo precedentemente parlato, fu squalificato per due anni in seguito all’inchiesta Oil for Drugs. Nell’inchiesta è presente anche Elisa Basso, fidanzata di Eddy Mazzoleni, sorella di Ivan Basso, ciclista implicato nell’Operación Puerto e per qualche tempo anche “meteorina” del TG4 di Emilio Fede.• Riccardo Riccò, astro nascente del ciclismo italiano, dopo aver disputato un Giro d’Italia ad altissimo livello (arrivò 2° in classifica generale), il 17 luglio 2008, durante il Tour de France, ai controlli antidoping della prima tappa a cronometro viene trovato positivo alla C.E.R.A. (EPO di terza generazione). Il 30 luglio 2008 Riccò, nel corso della prima udienza davanti alla procura antidoping italiana, confessò d’aver assunto lEPO di terza generazione, il cosiddetto C.E.R.A. Anche la sua carriera da dilettante fu costellata da dubbi, già nel 2001 dopo la vittoria del titolo italiano juniores di ciclocross era nella rosa degli azzurri per il mondiale quando venne fermato per ematocrito alto. Passa fra gli Under 23 e deve rinunciare alla maglia azzurra per lo stesso motivo: sospeso 45 giorni. Nel 2005 viene fermato due volte: altri 90 giorni di stop (45+45), stesso motivo. LUCI, prima di passare 25
  • 26. professionista nella Saunier-Duval, gli rilascia un certificato che attesta valori ematici naturali al di sopra del 50%.• Leonardo Piepoli, come precedentemente accennato, fu trovato positivo ad un controllo antidoping al termine della 10° tappa del Tour de France. Confessò di aver assunto gli stessi prodotti di Riccardo Riccò (C.E.R.A.), anch’esso trovato positivo al Tour de France. Negli ultimi anni della sua carriera, seppur non più giovanissimo atleticamente, conquistò i migliori risultati, come la classifica di miglior scalatore al Giro d’Italia.• Emanuele Sella, discreto scalatore italiano che, dopo un Giro d’Italia notevolmente al di sopra di ogni aspettativa, in cui vinse ben tre tappe arrivando a “staccare” in salita tutti i favoriti ed aggiudicandosi anche la maglia verde come migliore scalatore, il 5 agosto 2008, dopo un controllo a sorpresa dellUCI, viene trovato positivo al C.E.R.A., ossia lEPO di terza generazione. Sella ammette l’uso di questa sostanza. I risultati del Giro, però, non sono messi in discussione in quanto non è mai stata riscontrata la sua positività. 26
  • 27. Maglia- Maglia- Top gialla gialla Tour Partecipanti Partecipanti Partecipanti Top 10 10 Podio Podio (leader) (leader) Partenti Implicati % Implicati % Implicati % Implicati % 1968 110 38 34,5 6 60 3 100 1 100 1969 130 62 47,7 9 90 3 100 1 100 1970 150 56 37,3 4 40 2 66,7 1 100 1971 130 55 42,3 8 80 2 66,7 1 100 1972 132 64 48,5 8 80 3 100 1 100 1973 132 60 45,5 6 60 2 66,7 1 100 1974 130 57 43,8 7 70 2 66,7 1 100 1975 140 59 42,1 5 50 2 66,7 1 100 1976 130 54 41,5 5 50 2 66,7 0 0 1977 100 53 53 6 60 1 33,3 1 100 1978 110 58 52,7 7 70 3 100 1 100 1979 150 57 38 8 80 3 100 1 100 1980 130 54 41,5 5 50 2 66,7 1 100 1981 150 61 40,7 6 60 2 66,7 1 100 1982 170 64 37,6 8 80 3 100 1 100 1983 140 56 40 8 80 3 100 1 100 1984 170 64 37,6 8 80 2 66,7 1 100 1985 180 54 30 4 40 1 33,3 1 100 1986 210 58 27,6 2 20 1 33,3 0 0 1987 207 56 27,1 4 40 1 33,3 0 0 1988 198 54 27,3 4 40 2 66,7 1 100 1989 198 52 26,3 8 80 2 66,7 0 0 1990 198 66 33,3 5 50 1 33,3 0 0 1991 198 52 26,3 7 70 3 100 1 100 1992 198 61 30,8 5 50 3 100 1 100 1993 198 71 35,9 7 70 2 66,7 1 100 1994 189 76 40,2 10 100 3 100 1 100 1995 189 78 41,3 7 70 3 100 1 100 1996 198 72 36,4 8 80 3 100 1 100 1997 198 74 37,4 9 90 3 100 1 100 1998 189 77 40,7 5 50 2 66,7 1 100 1999 180 65 36,1 7 70 2 66,7 1 100 2000 180 73 40,6 6 60 2 66,7 1 100 2001 189 56 29,6 5 50 2 66,7 1 100 2002 189 66 34,9 5 50 2 66,7 1 100 2003 198 61 30,8 7 70 3 100 1 100 2004 189 57 30,2 3 30 2 66,7 1 100 2005 189 48 25,4 6 60 3 100 1 100 2006 176 40 22,7 2 20 1 33,3 1 100 2007 189 33 17,5 1 10 0 0 0 0 2008 180 25 13,9 2 20 1 33,3 0 0Totale 6911 2397 34,7 243 59,3 88 71,5 34 82,9Questa tabella rappresenta i dati dei partecipanti e di coloro che furono implicati in scandali di doping al Tour deFrance dal 1968 ad oggi. 27
  • 28. Come emerge da questi dati, l’assunzione di sostanze proibite èsempre stata una pratica diffusa nel mondo del ciclismo. Già ai tempidi Coppi si assumevano sostanze che permettevano il superamento deipropri limiti. Il doping però, nel corso degli anni, si è sviluppato ed haaumentato la sua importanza ed efficacia nelle prestazioni atletiche.Negli anni ’50, infatti, era “uso comune” assumere amfetamine o altritipi di stimolanti, questa droga, però, non trasformava un corridoremediocre in un campione. Fu con l’avvento del doping ematico, esoprattutto con l’utilizzo di EPO, che anche ciclisti mediocri riuscirono aconquistare addirittura grandi corse come il Giro d’Italia, Tour deFrance, ecc. Analizzando la storia recente dei “grandi giri”, possiamoinfatti riscontrare corridori che, aiutati da sostanze proibite, ebbero unnotevole incremento delle proprie prestazioni. E’ questo ad esempio ilcaso di Bjarne Riis, discreto corridore che riuscì a vincere il Tour deFrance del 1996, nel quale, per sua stessa ammissione, assunse EPO.Un altro caso eclatante che abbiamo già analizzato fu quello di StephenRoche, curiosa meteora del ciclismo di fine anni ’80. Prestazionidiscusse e notevolmente superiori alle possibilità dell’atleta,soprattutto in questi ultimi anni, sono sempre più visibili. Il caso piùrecente è senza dubbio quello del giovane ciclista tedesco Kohl, il qualegiunse terzo al Tour de France del 2008 da quasi sconosciuto. La suaprestazione fu notevolmente influenzata dall’uso di C.E.R.A. (EPO diterza generazione). Come possiamo notare quindi, non si puòparagonare il doping che veniva assunto negli anni ‘’50 con quelloodierno. Per spiegare ancora più chiaramente questo fondamentalepassaggio, possiamo analizzare le diverse sostanze di cui abbiamoparlato. • Gli stimolanti: sono sostanze che aumentano le capacità psico- reattive dell’atleta. Hanno effetti collaterali estremamente pericolosi, come possiamo notare anche dalla grande quantità di atleti collassati a cavallo tra gli anni ’50 e ‘70. Gli stimolanti più diffusi furono senza dubbio le amfetamine. Questa sostanza è molto pericolosa e può determinare alterazioni a carico della 28
  • 29. sfera psichica, quindi aumento dell’aggressività, della confusione mentale, fino a giungere al delirio, e dell’apparato cardiovascolare causando alterazioni della frequenza cardiaca, ed aumentando notevolmente il rischio collasso. • Gli anabolizzanti: sono sostanze assunte principalmente per aumentare la resistenza allo sforzo e alla fatica. Gli effetti collaterali sono estremamente rilevanti e vanno dall’insufficienza epatica, al rischio di tumori. Provocano inoltre conseguenze anche irreversibili a livello della sfera genitale sia maschile che femminile. • Gli ormoni: sostanze assunte soprattutto dagli anni ’80 in poi. Le più rilevanti sono senza dubbio l’ormone della crescita (GH) e la famigerata eritropoietina (EPO). Analizzeremo più dettagliatamente queste sostanze in seguito, quando parleremo dei prodotti dopanti usati e riscontrati nell’Operación Puerto.Inoltre, come possiamo notare da questa piccola indagine, in questiultimi anni c’è stato un notevole aumento di ciclisti trovati positivi aitest antidoping. Questo è merito dell’antidoping che, soprattutto nel2008, ha fatto enormi passi avanti. Il riconoscimento di questesostanze da parte dell’antidoping deve essere visto come un segnaleforte e molto importante in un mondo che forse, se aiutato da fattoriesterni, può cambiare. Purtroppo però si è solo all’inizio della lottacontro il doping, in quanto nel ciclismo esiste ancora una forte omertànei confronti di questo argomento, e, soprattutto, non tutte lefederazioni lottano allo stesso modo contro questa piaga. Proprio perquesto è importante far luce su uno scandalo che può essereconsiderato tra i più importanti della storia dello sport: l’OperaciónPuerto. 29
  • 30. 3. L’Operación Puerto3.1 Che cos’è?!L’Operación Puerto è probabilmente la più grande operazioneantidoping della storia sportiva spagnola. Il fulcro dell’indagine fucondotto dalla Guardia Civil spagnola tra il febbraio e il maggio 2006.E’ interessante ricordare che la stessa Guardia Cilvil assicurò che inquesta operazione sarebbero stati implicati molti atleti, calciatori,tennisti e giocatori di basket, i ciclisti, infatti, avrebbero dovuto esseresolo un 30% ma, come vedremo in seguito, gli unici nomi conosciutialle cronache furono i loro. LOperación Puerto culmina con l’arresto didue medici Eufemiano Fuentes e José Luis Merino Batres, nonché deld.s. della Liberty Seguros Manolo Saiz, del d.s. José Ignacio Labarta edell’ex ciclista Alberto León. Negli uffici di Fuentes gli inquirentisequestrarono oltre 100 sacche di sangue congelato e diverse carte.Secondo l’accusa Fuentes e Saiz erano a capo di un’organizzazione chesi dedicava alla gestione di autoemotrasfusioni, alla vendita di sostanzedopanti, quali EPO, ormoni della crescita, anabolizzanti, ecc., ed allapianificazione del loro utilizzo. La polizia sequestrò anche numerosielenchi cifrati di presunti clienti dellorganizzazione. Dalla decifrazionedegli elenchi si arriva al coinvolgimento di 58 ciclisti professionisti, chevengono individuati dalle autorità. I nomi di altri sportivi, come giàdetto, non sono stati mai decifrati o resi noti. Analizziamo oradettagliatamente i varipassaggi di questoscandalo. Per fare ciòci rifaremo al dossierdella Guardia Civilspagnola, rilasciato indata 27 giugno 2006. 30
  • 31. 3.2 I protagonistiEufemiano FuentesEufemiano Fuentes, ginecologo di professione, è accusato di essere ilprincipale cervello della rete del doping. Laureato in medicinaall’Università di Navarra, si specializzò in ginecologia. Durante gli anni’80 lavorò nella Real Federación Española de Atletismo (RFEA) e nellasquadra ciclistica Caja Rural. Il lavoro a lui assegnato era quello dicontrollare la preparazione della velocista Cristina Pérez Díaz, poidivenuta sua moglie. Nel 1990 entrò a far parte dello staff medico diun’importante squadra di ciclismo, la ONCE. Successivamente fumedico della Vitalicio Seguros e, dal 2002, della Kelme. Durante il“periodo Kelme” il suo nome fu relazionato anche a squadre di calcio,come l’Union Deportivo Las Palmas. Anche l’FC Barcelona tentò diaccaparrarsi le prestazioni del medico spagnolo con due offerte, unanel 1996, ed una, molto più insistente nel 2001. Fuentes, inoltre, eraamico del dott. Luigi Cecchini e, con lui, manteneva anche contatti dilavoro, come conferma la dichiarazione dello stesso medico spagnolod’aver chiamato il ciclista Casero per riferire un messaggio di Cecchinisui metodi d’allenamento in preparazione della Vuelta a España del2001, da lui poi vinta. Il dottore italiano lavorò, e tutt’ora lavora, conmolti ciclisti di prima fascia, in quanto è considerato un luminare nelcampo. Non mancano tuttavia delle ombre sulla sua figura.Innanzitutto fu un pupillo del discusso professor Ferrari, il quale siformò alla scuola del dott.Conconi, altro medico “fondamentale” nelmondo del ciclismo. Cecchini fu anche il principale artefice della vittoriadi Bjarne Riis, attuale d.s. della CSC, al Tour de France del 1996, corsain cui al ciclista venne affibiato il soprannome di “Mr. 60%”,rifacendosi direttamente al livello di ematocrito riscontrato in lui.Cecchini inoltre fu medico di molti altri campioni discussi ed implicatipoi nell’Operación Puerto, da Tyler Hamilton ad Angel Casero, da IvanBasso a Jan Ullrich, da Jörg Jaksche a Michele Bartoli, con il qualevinse anche una cronometro in coppia nell’ottobre del 1996 ad Agliana, 31
  • 32. stracciando tutti gli avversari e facendo registrare una media orariasuperiore ai 50 km/h. Da considerare che il dottore, per sua stessaammissione, “scoprì la bicicletta” solamente dopo i quarant’anni e che,in quella famigerata cronometro, disse di “aver voluto testare su séstesso certe metodologie”. Il dott. Cecchini ha avuto rapporti con moltialtri ciclisti di primo piano, da Casagrande, al vincitore del Giro d’Italiadel 2004 Damiano Cunego, dal fenomenale cronoman Cancellara aTafi, dal campione del mondo Bugno ad un altro pluricampione delmondo Paolo Bettini (presumibilmente solo da dilettante), dal velocistaAlessandro Petacchi a Mario Cipollini, ecc.Tornando al medico spagnolo, bisogna dire che, nel 2005, Fuentesannunciò il suo ritiro dal ciclismo, motivando questa scelta con lavoglia di riprendere la ricerca sulla retino blastoma, una patologiaoculare di cui è affetta sua figlia. Dopo l’arresto per essere implicatonell’Operación Puerto, tornò in libertà dietro una cauzione di 120000€.Una delle dichiarazioni più importanti e significative del dott. Fuentesfu: ”Da me non venivano solo ciclisti ma pure tennisti, atleti ecalciatori. Però a finire in mezzo sono stati solo i ciclisti, è una cosa chemindigna. Tra laltro ho visto implicati nomi di gente che non è maivenuta da me. E, al contrario, altri atleti, gente che oggi se ne statranquillamente al Tour de France, è stata coperta. Nomi non ne possofare, cè il segreto professionale”. Per quanto riguarda i ciclisti, perscoprire i nomi basta controllare la lista partenti del Tour de France2006, mentre i nomi di altri sportivi non sono mai usciti.Manolo SainzE’ sicuramente il protagonista più conosciuto dell’Operación Puerto,venne arrestato ma subito rimesso in libertà senza nessuna cauzione.Laureato in educazione fisica, alla fine degli anni ’80 entrò a far partedello staff della squadra ONCE. Ha diretto corridori checomplessivamente gli hanno permesso di vincere ben 5 Vueltas aEspaña, conquistare due podi al Tour de France (nel 2001 e 2002 conJoseba Beloki), oltre numerosissime altre corse, tra cui la Vuelta del 32
  • 33. 2005 vinta da Heras, il quale però fu squalificato subito dopo in quantorisultò positivo all’EPO in un test antidoping. La squadra cambiò piùvolte sponsorizzazione, passando da chiamarsi ONCE, a LibertySeguros, fino a Würth Team e poi Astana. Il 23 maggio 2006 ManoloSaiz e il medico Eufemiano Fuentes vennero arrestati dalle autoritàspagnole con laccusa di detenzione e somministrazione di prodottidopanti. Due giorni dopo la società Liberty Seguros decise di ritirare lasponsorizzazione. La squadra divenne allora Würth Team, prima diessere acquistata dal governo kazako (2 giugno) e rifondata con ilnome di Astana Team.Ignacio LabartaLe intercettazioni hanno messo in luce fin dal primo momento la suarelazione di amicizia con Eufemiano Fuentes. Al momento dell’arrestoera preparatore fisico e secondo direttore della squadra ComunidadValenciana, formazione in cui il medico era Yolanda Fuentes (sorella diEufemiano) ed il direttore sportivo era Vincente Belda che, comevedremo in seguito, ebbe stretti contatti con il dott.Fuentes. IgnacioLabarta era già all’interno della squadra Comunidad Valenciana (primachiamata Kelme), quando il medico ufficiale era proprio EufemianoFuentes. Uscì dal carcere in libertà controllata.Josè Luis Merino BatresAccusato di essere il socio e braccio destro di Eufemiano Fuentes,venne arrestato e successivamente uscì dal carcere dopo aver pagato120000€. Ematologo di professione, lavorò anche al Centro diTrasfusioni della Comunità di Madrid. Era il direttore del laboratoriosituato nella Calle Zurbaro a Madrid, lo stesso laboratorio in cui, JesusMarzano (corridore “pentito”), dichiarò di essersi recato varie volte. 33
  • 34. Alberto LeonCorridore professionista di mountain bike, le intercettazioni loaccusarono di essere il messaggero e colui che trasportava i prodottiproibiti.3.3 Tutte le dateL’Operación Puerto inizia già dal febbraio 2006, quando la GuardiaCivil scopre che determinate persone somministrano prodotti dopanti asportivi di alto livello. Un’investigazione conduce ad un appartamento aMadrid, in cui venne scoperto un laboratorio clandestino nel qualevenivano effettuate trasfusioni di sangue.Il 23 Maggio 2006, però, scatta definitivamente l’Operación Puerto. LaGuardia Civil arresta cinque persone, tra cui il medico spagnolo emente principale di questo “giro” di doping, Eufemiano Fuentes. Negliuffici del medico spagnolo vennero rinvenute diverse sostanze dopanti,tra cui EPO, steroidi ed ormone della crescita. Inoltre venneroperquisiti due appartamenti, entrambi nella capitale spagnola edentrambi intestati a Fuentes, uno in Calle Caidos de la Division Azuln°20 e l’altro in Calle Alonso Cano n°53. Nel primo appartamentovennero rinvenute ben 96 sacche di sangue, e 20 di plasma congelato.Su queste sacche, sia di sangue che di plasma, c’era scritta una data(probabilmente la data di estrazione), unnumero e un nome che non corrispondeva anessuna identità reale. Nell’altroappartamento, invece, vennero recuperatealtre 89 sacche di sangue e 19 di plasmacongelato. Inoltre in questi appartamentivennero ritrovati diversi documenti cheanalizzeremo nel dettaglio in seguito. 34
  • 35. Già dal 25 maggio ci fu il primo risvolto dell’Operación Puerto nelmondo del ciclismo “pedalato”, in quanto la Liberty, compagniad’assicurazioni spagnola e sponsor principale della squadra di ManoloSainz, decise di ritirare la sponsorizzazione per i danni causati al suonome ed al ciclismo.Il 13 giugno, meno di 20 giorni prima della partenza del Tour deFrance, il direttore generale della corsa francese decide di ritirarel’invito concesso alla squadra Comunidad Valenciana, in quanto ilsecondo direttore sportivo è un certo Ignacio Labarta, implicato, comeabbiamo visto, nell’Operaciòn Puerto.Il 25 giugno va in atto una protesta dei corridori. Il campionatospagnolo su strada viene interrotto dagli stessi ciclisti per protestarecontro il reportage fatto da El Pais in cui venivano svelati i nomi e tuttii dati dell’Operación Puerto.Il 30 giugno, alla vigilia del Tour de France, Ivan Basso, insieme adaltri corridori tra cui il tedesco Jan Ullrich e gli spagnoli Oscar Sevilla eFrancisco Mancebo, viene escluso dallacorsa in base al codice etico dellesquadre del ProTour. Il nome delvaresino della Csc è sospettato diautoemotrasfusione attraverso quantotrapelato dalle carte dellinchiesta. Gliinquirenti arrivano a Ivan Bassoattraverso l’etichetta con scritto“Birillo” (nome del cane di Basso)presente su alcune sacche di sangue,ma anche attraverso un fax speditodallo stesso Fuentes.Il 4 luglio Fuentes dichiara: “da me non venivano solo ciclisti ma puretennisti, atleti e calciatori. Però a finire in mezzo sono stati solo iciclisti, è una cosa che mindigna”. 35
  • 36. Il 12 ottobre la procura antidoping del Coni chiede l’archiviazione perBasso, il quale può tornare immediatamente alle gare. La ragionedeterminante di questa frettolosa archiviazione è stata il rifiuto dellamagistratura spagnola di estendere i documenti dellinchiesta alleautorità sportive internazionali e nazionali.Il 16 febbraio 2007 l’Istituto nazionale di tossicologia di Madrid, dopoaver analizzato le sacche di sangue rinvenute negli appartamenti diFuentes, dichiara che le stesse non sono nocive per la salute.Il 26 febbraio il corridore tedesco Jan Ullrich decide di ritirarsidall’attività agonistica con un tempismo eccezionale, pochi giorni dopoinfatti, verrà alla luce che, grazie alle analisi, le sacche di sangue conle etichette “numero 1”, “jan” o “Hijo Rudicio”, cioè figlio di Rudicio(Rudy Pevenage, team manager della tedesca Telekom, scopritore ementore di Jan Ullrich) appartenevano proprio a lui.Il 12 marzo 2007 il giudice del tribunale di Madrid, Antonio Serrano,archivia linchiesta penale per un vizio formale: “Contrariamente aquanto previsto in Italia e Francia,- spiega il giudice - allepoca deifatti in Spagna non c’era una legge che puniva penalmente le pratichelegate al doping”. La legge antidoping spagnola, infatti, è stataapprovata soltanto a febbraio 2007. Il 14 marzo, però, la pubblicaaccusa presenta appello contro l’archiviazione dell’Operación Puerto.Nella ordinanza di appello il pubblico ministero stima che le indagini delgiudice sono state “insufficienti per chiarire lesistenza di fatti cheabbiano carattere penale”. Al giudice viene chiesto di procedere adindagini che la Procura di Madrid aveva già sollecitato. Si associano laWada (Agenzia antidoping mondiale) e lUCI, che continua a chiederele carte dellinchiesta.Il 7 aprile Ivan Basso ammette le sue responsabilità e confessa diessere coinvolto nell’Operación Puerto. Il 15 giugno viene squalificatoper due anni. Tornerà alle corse il 24 ottobre 2008 alla Japan Cup. 36
  • 37. La sua collaborazione alle indagini è stata insufficiente e, secondo laprocura, da parte di Basso “non c’è stato un contributo fattivo”.Il 1° luglio anche il ciclista tedesco Jörg Jaksche ammette di esserecoinvolto nell’Operación Puerto. Era soprannominato “Bella".Il 14 febbraio 2008 l’Operación Puerto viene riaperta grazie altribunale provinciale spagnolo che respinge la richiesta di archiviazionee decide di riesaminare il caso dopo che il magistrato Antonio Serranoaveva chiuso le indagini senza emettere alcuna accusa.LOperación Puerto, di fatto, torna ad essere una questione aperta finoal 1° ottobre quando il giudice Serrano archivia definitivamentel’indagine.3.4 I documenti e le intercettazioniCome precedentemente detto, l’indagine dell’Operación Puerto, portòalla luce numerosi documenti conservati negli appartamenti del dott.Fuentes. Vediamo qui di seguito i tratti più importanti di queste proverecuperate dalla Guardia Civil spagnola e racchiuse nel suo dossier.Nell’attestato della polizia n°99/06 si dichiara che Santiago Botero,corridore della Phonak e campione mondiale a cronometro nel 2002,venne visto entrare in compagnia di Fuentes e Labarta nel laboratoriodi analisi cliniche del dott. Bartes in data 4 maggio. Nello stesso giornovenne avvistato nello stesso posto anche un altro corridore, CostantinoZaballa Gutierrez. Confrontando questa data con quelle scritte sullesacche di sangue, possiamo notare che, tra quelle rinvenutenell’appartamento in Calle Alonso Cano, ne esistono due etichettate “4NO SIB 04/05/06”.Sempre nello stesso atto della polizia si dichiara che il corridore OscarSevilla, tesserato per la tedesca T-Mobile (ex Telekom) e vincitore 37
  • 38. della maglia bianca di miglior giovane al Tour de France del 2001, fuvisto entrare nell’appartamento di Eufemiano Fuentes in Calle Caidosde la Division Azul il 13 maggio, ed a lui furono ricondotte le quattrosacche di sangue ritrovate nel medesimo appartamento etichettate “5NO SIB 13/05/06”.Con le stesse modalità il giorno seguente fu avvistato anche ilcorridore dell’allora Liberty Seguros-Wurth, Jorg Jaksche, ed a luifurono ricondotte le tre sacche di sangue etichettate “20 BELLA14/05/06 NO SIB”, “20 BELLA ? 14/05/06” e “20 14/05/06”. Questa fula prima volta che venne alla luce il metodo degli pseudomini, comepossiamo notare infatti Jaksche era soprannominato BELLA (nome delsuo cane, pratica utilizzata anche altre volte dal dott.Fuentes).Analizzando i documenti 109, 114 e 115 ritrovati nell’appartamento diCalle Caidos de la Division Azul, infatti, possiamo delineare un quadrocompleto di questo metodo: erano presenti dei numeri dall’1 al 20 ed afianco di queste cifre corrispondevano dei nomi non appartenenti apersone reali. Questi i dati: 1- JAN; 2- BIRILLO; 3- SANSONE; 4-NICOL 5- SEVILLANO; 6- SANTI-P; 7- 1AI: 8- ATR; 9- URKO; 10-ROSA; 11- 4142; 12- GUTI: 13- ALCALDE; 14- RH; 15- CÉSAR; 16-VCS; 17- GOKU, 18- VAL. (PITI) y 20- VAINS. Vedremo passo dopopasso come decifrare questi dati.Già analizzando la prima intercettazione telefonica del dott. Fuentespossiamo capire meglio a quali corridori si riferivano chiamandoli connomi fittizzi. In una conversazione con Labarta del 13 maggio, ilmedico spagnolo commenta l’ordine d’arrivo della tappa del Girod’Italia svoltasi nello stesso giorno con arrivo a Saltara.LABARTA:”[…]…ho visto cosa ha fatto il BUFALO, è arrivato 4°”FUENTES:”il BUFALO?!”L:”Si si, con Savoldelli, e poi a sedici secondi è arrivato BIRILLO conSimoni e a venti ZAPATERO!”[…]Andando poi ad analizzare l’ordine d’arrivo della tappa con arrivo aSaltara del 13 maggio, possiamo notare che il 4° classificato fu 38
  • 39. Gutierrez Cataluña (BUFALO), asedici secondi si è classificato IvanBasso (BIRILLO) e a venti Scarponi(ZAPATERO).Il giorno successivo questo fatto siripetè, sempre Labarta chiamòFuentes chiedendogli se aveva vistola tappa e se conosceva l’ordined’arrivo.LABARTA:”Hai visto il Giro oggi, si ono?”FUENTES:”[…]ha vinto Basso, Ivan Basso”L:”Un tale Ivan Basso!”F:”Ivan Basso, proprio lui.[…]ad un minuto è arrivato un tale Cataluña,Gutierrez Cataluña con Cunego.[…]il presidente (Zapatero – MicheleScarponi ndr) non l’ho visto arrivare ma mi ha chiamato e mi ha dettoche ha perso due minuti e mezzo però è arrivato con quello che havinto il Giro l’anno scorso, Savoldelli […]”[…]F:”Il primo della Liberty è stato un tale Caruso”(vedremo in seguitoche questa frase provocò la squalifica ingiusta del corridore sicilianondr)[…]L:”Bene ragazzo, il primo e secondo (in classifica generale ndr) sonoun tale Ivan Basso e un tale Guti”F:”Caspita”L:”Hai il primo e secondo!”Da questa conversazione possiamo avere la conferma delle relazionitra il medico spagnolo ed i corridori da lui nominati. Come vedremo inseguito, però, questa conversazione provocò anche la squalifica di uncorridore italiano, Caruso, poi giudicato innocente. 39
  • 40. Tornando ad analizzare i documentiritrovati nell’appartamento di Calle Caidosde la Division Azul, possiamo notare chenei documenti 86 e 106 si parla dellapianificazione dell’assunzione dei farmaci.Fuentes usava una determinatasimbologia che si riferiva a diversi tipi dimedicine ed estrazioni: l’asterisco o GH siriferisce all’ormone della crescita, HMall’ormone gonadotropina, il punto neroall’EPO, il cerchio agli anabolizzanti e cosìvia, come perfettamente riassuntodall’immagine tratta da El Pais.Come confermato dai documenti ogni ciclista aveva una sua tabelladenominata con delle sigle e, come vedremo meglio in seguitoparlando del singolo caso di Jorg Jaksche, la programmazione annualedi allenamenti ed assunzione di medicine.Inoltre anche in altri documenti possiamo ritrovare delle tabelle simili.E’ il caso del documento n°1 ritrovato nell’appartamento di CalleCaidos de la Division Azul, il quale si divide in tre colonne scritte initaliano, nelle quali una serie di medicine come l’actovegin e l’insulinasono riferite a delle precise date ed a corridori come Botero e a “losazules”(gli azzurri, probabilmente riferito alla squadra Liberty Seguros le cui maglie sono appunto azzurre). Nel documento n°65, inoltre, c’è l’intestazione della BiomediSport Canarias S.A., società amministrata dallo stesso Fuentes, nel cui retro contiene una lista di “collaboratori e partecipanti al festival che si tiene nel mese di maggio” i cui nomi sono: Alberto Leon, Ivan Basso, Marcos Serrano, Michele Scarponi, Josè Enrique Gutierrez e Jan Ullrich. Analizzando la lista 40
  • 41. partenti del Giro d’Italia 2006 possiamo notare che tutti questicorridori fecero parte della corsa rosa, motivo per cui si può ricondurreil “festival che si tiene nel mese di maggio” proprio al Giro d’Italia.Come abbiamo precedentemente visto, le intercettazioni telefonichesono state degli elementi fondamentali nell’Operación Puerto, senza lequali difficilmente si sarebbero scoperti i piani di Fuentes. Con latelefonata del 12 maggio alle 20:12 possiamo scoprire che le relazionitra il medico spagnolo e la squadra Comunidad Valenciana non si sonomai interrotte anche dopo il suo abbandono dall’attività di medico dellasquadra stessa. Nella conversazione con Vincente Belda, il direttoredella Comunidad Valenciana, infatti, si parla della preparazione deiciclisti per il Tour de France di quell’anno. Un’altra conferma deirapporti tra Fuentes e questa squadra ci viene anche dalla telefonatadel 14 maggio di Eufemiano, il quale inconsapevolmente mette in luceanche le pratiche illecite di Yolanda Fuentes, sua sorella e medicoufficiale della Comunidad Valenciana. In questa telefonata infatti sidiscute di un pacchetto inviato dal dottore alla sorella. Questo paccoconteneva Actovegyn e Synachten, medicine che dovevano essereusate per la preparazione fisica dei ciclisti. Le intercettazioni ditelefonate tra Eufemiano e la sorella furono numerose e molto spessoparlavano di scambiarsi medicine illecite che poi dovevano esseresomministrate ai ciclisti.Nelle intercettazioni possiamo trovare anche dei risvolti simpatici. Unodi questi è la pessima opinione che il clan Fuentes aveva del direttoresportivo Manolo Sainz, tanto che, durante una telefonata con Labarta,il medico spagnolo lo appellò come “El Gordo”, cioè il ciccione.Tra i documenti ritrovati nel secondo appartamento, quello di CalleAlonso Cano n°53, di fondamentale importanza per l’indagine fuproprio il documento n°1. Nel suo retro, infatti, era presente un quadrocon una serie di date dei mesi di Lugilo, Agosto e Settembre e nomi dicorridori come: Llorente (Javier PASCUAL LLORENTE), Blanco (DavidBLANCO), Eladio (Eladio JIMÉNEZ), P. Rodríguez (Javier PASCUAL 41
  • 42. RODRÍGUEZ), Bernabéu (David BERNABÉU), Rubén (Rubén PLAZA),Latasa (David LATASA), Carlos (Carlos GARCÍA QUESADA), Cabello(Francisco CABELLO), Martínez (José Luis MARTÍNEZ). Questi corridorifacevano parte della squadra Kelme (poi divenuta ComunidadValenciana) nel 2005. Nel documento n°111 inoltre, c’era un titolo“Prevision 2005” con una serie diversa di simboli che, come abbiamovisto prima, identificavano diverse sostanze, come l’EPO, l’ormonedella crescita, ecc. Nel retro di questo documento è presente una listadi medicine corrispondenti ad “azules, “verdes” e “mios”, cioè azzurri(squadra Kelme), verdi (Liberty Seguros) ed altri ciclisti che Fuentesgestiva personalmente ed indipendentemente dalle loro squadre(es:Ivan Basso).Come possiamo notare quindi nell’Operación Puerto oltre a molticorridori di primo livello, sono implicate anche intere squadreciclistiche.La Liberty Seguros diretta da Manolo Sainz in primis. Precedentementesi chiamava ONCE e divenne poi Astana. I corridori della LibertySeguros implicati nell’Operación Puerto furono:• Allan Davis, a cui si riferiva il documento n°23 che lo accusava di assunzione di EPO, ormone della crescita e IGF-1. Poi rimosso dall’accusa dalla corte spagnola.• Joseba Beloki, a cui si riferiva il documento n°28, con annotazioni di uso di HMG-LEPORI, IGF-1, testosterone, ormone della crescita, EPO ed anabolizzanti, oltre ad una programmazione de estrazioni e trasfusioni sanguigne. Anche lui fu rimosso dall’accusa. Dopo il 2003 non è più riuscito a confermarsi ai livelli precedenti, tanto che dopo tre podi consecutivi al Tour de France (2000, 2001, 2002) nel 2005 arrivò solo 75°.• Alberto Contador, nominato del documento n°31, intitolato “Individualizacion”, in cui si identificavano i corridori della squadra Liberty Seguros tramite le iniziali: RH (Roberto HERAS), MS (Marcos SERRANO), JB (Joseba BELOKI), IG (Igor GONZÁLEZ), AV (Ángel VICIOSO), JJ (Jorg 42
  • 43. JAKSCHE), AD (Allan DAVIS), L. (non identificato), AC (Alberto CONTADOR). Fu rimosso dall’accusa.• David Etxebarría, a cui si riferisce il documento n°27 con annotazioni sull’uso di EPO, IGF-1, ormone della crescita, oltre a trasfusioni sanguigne.• Isidro Nozal, a cui si riferisce il documento n°9 con annotazioni di trasfusioni, EPO e IGF-1. Fu rimosso dall’accusa.• Unai Osa, soprannominato UNO, il suo nome venne fatto anche nelle telefonate tra Fuentes e Labarta.• Sérgio Paulinho, rimosso dall’accusa.• Michele Scarponi, Zapatero (scarpa in spagnolo si dice zapata), ha ammesso le proprie responsabilità. Il suo nome, come vedremo dettagliatamente dopo, esce in diversi casi, compreso un fax, che fu considerata una prova schiacciante.• Marcos Serrano, Alcade, Serrano o MS.• Anguel Vicioso, VCS.• Roberto Heras, RH o HRS.L’altra squadra completamente implicata nell’Operación Puerto fu laComunidad Valenciana, precedentemente chiamata Kelme. Fu proprioJesus Marzano, il ciclista pentito, che dichiarò la pratica di doping disquadra. Questo team d’altronde ebbe come medico lo stesso dott.Fuentes e come team manager Vincente Belda, ex ciclista dopato esoprattutto persona in continuo contatto con il discusso medicospagnolo. Nella storia di questa squadra hanno corso fortissimicorridori, da Alejandro Valverde a Roberto Heras, da Aitor González aOscar Sevilla, da Santiago Botero ad Ángel Casero e FernandoEscartín. Marzano inoltre accusò Valverde di aver assunto deltestosterone durante la Vuelta del 2002. Tutta la squadra però fuassolta dall’Operación Puerto il 28 luglio 2006. 43
  • 44. 3.5 I corridori coinvoltiJan o Hijo Rudicio – Jan Ullrich (numero 1)Il talentuoso corridore tedesco, vincitore di un Tour de France oltre aben cinque podi nella corsa francese, fu l’unico ciclista a cui venneroanalizzate le sacche di sangue trovate negli appartamenti del dott.Fuentes. I test del DNA confermarono che le nove sacche etichettatecome “Jan”, “numero 1” o “Hijo Rudicio” (figlio di Rudy Pevenage, suomentore e scopritore) appartenevano proprio al corridore tedesco.Un’altra prova schiacciante fu il ritrovamento di un fax (documento n°65), inviato dal medico spagnolo ad un certo Nelson, in cui vi erascritto: "Nelson, così come daccordo tiinvio la lista dei collaboratori e deipartecipanti al festival che si terrà inmaggio", aggiungendo poi diversi nomidi ciclisti, tra cui quello del tedesco JanUllrich. Kaiser Jan, così com’erachiamato nel mondo del ciclismo per lasua potenza, dopo questo scandalo siritirò ancora giovane dall’attivitàagonistica, dichiarando sempre di nonaver mai imbrogliato e di non essersimai dopato.Birillo – Ivan Basso (numero 2)Le prove della relazione di Ivan Basso con le pratiche effettuate daldott.Fuentes sono numerose. Già dalla prima intercettazione telefonicatra il medico spagnolo ed Ignacio Labarta, come abbiamoprecedentemente visto, viene fatto il nome o meglio il soprannome delcorridore varesino. Oltre alle intercettazioni telefoniche esistono ancheveri e propri documenti in cui spunta il nome di Basso per ben cinque 44
  • 45. volte. Nel documento n°65, infatti, Ivan Basso viene inserito nella listadi partecipanti al festival di maggio (Giro d’Italia). Nel documento n°91, inoltre, c’è scritto che: “Birillo: lleva (porta) 2 x plasma; 3x HM(gonadotropina); 10 parches (cerotti di testosterone); codigo cuentasuiza (codice conto svizzero)”. Il soprannome “Birillo” è dato dal nomedel cane di Ivan Basso, pratica usata come vedremo in seguito ancheper creare pseudonimi di altri corridori. Ivan Basso inizialmente sidichiarò assolutamente estraneo alla vicenda, ma poi, costretto comeabbiamo visto da prove schiaccianti, ammise le sue colpe, dichiarandoperò che le sacche di sangue ritrovate negli appartamenti di Fuentesed appartenenti a lui, dovevano essere usate solamente al Tour deFrance, corsa a cui poi non partecipò, ma che al Giro d’Italia dellostesso anno, da lui vinto, non fece uso di nessuna pratica illecita. Il suoavvocato inizialmente arrivò addirittura a dichiarare d’aver sentito lafiglia di Basso chiamare il proprio cane Tarello, non Birillo, per cui ilcorridore non poteva essere implicato in questo scandalo. Venne infinesqualificato per due anni e tornò alle corse nell’ottobre del 2008.Nicol – Santiago Botero (numero 4)Le prove della relazione tra Santiago Botero ed Eufemiano Fuentessono numerose. Tra queste è presente anche un’intercettazionetelefonica del 17 maggio, in cui il medico spagnolo parla proprio con ilcorridore colombiano, il quale implica Yolanda Fuentes, sorella diEufemiano, come partecipe delle attività del medico e colei che gli hasomministrato determinate medicine. Inoltre il ciclista fu visto entrarenel laboratorio di analisi cliniche del dott. Marino Batres il 4 maggio e,proprio con quella data, furono etichettate due sacche di sangue. Moltealtre prove inchiodano Botero, come ad esempio il documento n° 127,nel cui retro ci sono scritte delle date (03/01/02; 07/01/02; 13/01/02)ed a fianco indicazioni che fanno intendere che il corridore ha ricevutoEPO, Aranesp ed altri prodotti. Anche il documento seguente, quindi iln° 128, parla del corridore colombiano e principalmente di una data, il 45
  • 46. 27/12/02, nella quale il dott.Merino avrebbe dovuto effettuare unaserie di medicamenti identificati con una serie di simboli. Neldocumento n° 1, ritrovato nell’appartamento di Calle Caidos de laDivision Azul, Botero figura assieme ad “los azules”, cioè la squadraLiberty Seguros. Stesso contenuto, con in più la scritta dellasomministrazione di Actovegin ed insulina, si ritrova anche neldocumento n° 1, ritrovato però nell’appartamento di Calle Alonso Canon°53. Interessante scoprire che la sua squadra d’allora, la Phonak, losospese, ma la federazione ciclistica colombiana lo dichiarò innocenteammettendo inoltre che “non c’è nessuna prova contro di lui, solosupposizioni”. Come avevo accennato inizialmente questo è il classicocaso in cui possiamo notare la pratica del “due pesi e due misure”adottata dalle varie federazioni nei confronti dei ciclisti implicatinell’Operación Puerto. Vedremo dettagliatamente in seguito questoargomento di estrema rilevanza.Sevillano – Oscar Sevilla (numero 5)Le prove della relazione di questo buon corridore spagnolo dell’alloratedesca Telekom con il dott.Fuentes sono molteplici. Il 13 maggio ’06fu visto entrare nell’appartamento di Calle Caidos de la Division Azuln°20 e proprio in questo luogo furono rinvenute quattro sacche disangue etichettate con la data di quel giorno. Il documento n°33inoltre, nel suo retro presentava la scritta a mano “PROZAC SEVILLA¿quien pone I-3? ¿Y TGN? ¿Y HM?”che si riferiva ai trattamenti diinsulina e HMG-LEPORI. Inoltre inun ennesimo documento c’è lachiara prova di una quota versatadallo stesso corridore spagnolo alclan di Fuentes. Nel 2008 firmò per la discussa squadra creata daMario Cipollini, la Rock Racing. 46
  • 47. 1AI- Unai Osa (numero 7)Allora corridore della discussa squadra Liberty Seguros, il suo nomeuscì per la prima volta nell’intercettazione della telefonata tra Fuentese Labarta del 14 maggio alle 21:46. Inoltre, anche nel documenton°164, si fa riferimento ad UNO (pseudonimo di Unai Osa). Nel retro diquesto documento, infatti, sono presenti una serie di simbolirelazionabili a diversi prodotti dopanti con alla fine la frase “resto llevaIgnacio”, cioè il resto lo porta Ignacio (Labarta). E’ presente anche unadata (23/01/02) in cui si annota “ING le da 125.000 pesetas + 5 xIG=640 (3.840 €)”, in cui la sigla ING probabilmente si riferisce adIgnacio Labarta. Nell’Operación Puerto fu implicato anche suo fratelloAitor Osa, con lo pseudonimo ATR ed il numero 8. Si è ritirato dalciclismo dopo questa vicenda.4142 - Tyler Hamilton (numero 11)Tornando ad analizzare i documenti ritrovati nell’appartamento di CalleCaidos de la Division Azul, possiamo notare che nel documento n°125è presente una possibile relazione dell’allora corridore della PhonakTyler Hamilton con il dott.Fuentes. Già nel 2004, anno in cui Hamiltonfu trovato positivo per una trasfusione omologa di sangue, venneroriferite possibili relazioni con il discusso medico. Queste relazionisembrano essere confermate proprio daldocumento n°125, nel cui retro c’èun’annotazione scritta a mano che riporta lalocalità natale del corridore statunitense:“Haven Hmltn 6801 Sunshine CanyonBoulder (Colorado) 80.302 USA”. Nellostesso documento si associa allo pseudonimoHMLTN il numero 4142. Come possiamofacilmente notare, la sigla HMLTNcorrisponde alle sole consonanti del cognome 47
  • 48. Hamilton. Nel documento 113, inoltre si parla di un “Fax to HeavenParchinski”, nome della moglie del corridore.Bufalo o Guti - Enrique Gutierrez Cataluña (numero 12)Le relazioni tra il corridore spagnolo ed il dott.Fuentes ci vengonofornite immediatamente dalla prima intercettazione telefonica. Il 13maggio, infatti, alle 20:02 Labarta chiamò il medico spagnoloavvisandolo che il Bufalo era arrivato quarto nella tappa del Girod’Italia. Durante tutta la sua carriera, Gutierrez Cataluña, riuscì avincere ben poche corse ma, nel Giro del 2006, proprio quello a cui siriferiscono le intercettazioni, raggiunse addirittura il podio, arrivandosecondo dietro ad Ivan Basso, altro personaggio illustre implicatonell’Operación Puerto. Il nome di Josè Enrique Gutierrez risulta anchein un’altra intercettazione telefonica, quella del 14 maggio 2006sempre tra Labarta e Fuentes, ed in molti documenti. Nel documenton°32, ritrovato nell’appartamento di Calle Caidos de la Division Azul,ad esempio, è relazionato al prodotto IGF-1, osservando le annotazioniscritte a mano possiamo notare che il corridore per questo prodottodoveva 300€ in data 03/05/’05 presumibilmente ad Ignacio Labarta.Inoltre anche nel documento n°24 si identifica Gutierrez con il numero12 ed è presente una tabella con la programmazione di medicazionicon anabolizzanti, EPO, HMG-LEPORI, insulina ed ormone dellacrescita, oltre alla programmazione di estrazioni e trasfusioni disangue. Esiste anche un SMS ricevuto da Fuentes da parte di Labartache incastra Gutierrez ed il cui testo è:”Fammi un favore. Dì a Guti chemi chiami al numero 4762 a partire dalle 21:15, che è quando arrivo aMadrid. Grazie”. Alle 00:20 del 23 maggio, inoltre, Fuentes venne vistoentrare in un’auto alla cui guida c’era Ignacio Gutierrez Cataluña,anche lui ciclista e soprattutto fratello del più famoso Enrique, il qualequel giorno era impegnato nel Giro d’Italia. Ignacio inoltre fu accusatoda Manzano, il ciclista pentito, di essere colui che, durante Vuelta aPortugal del 2003, assunse ormone della crescita datogli da un medico 48
  • 49. della loro squadra, l’allora Kelme. Dopo il podio al Giro d’Italia del2006, il corridore spagnolo non ottenne più nessun risultato degno dinota.Serrano,Alcalde o MR - Marcos Antonio Serrano (numero 13)Il corridore spagnolo faceva parte dei famosi “los azules”, cioè eratesserato per la discussa squadra Liberty-Seguros. Nel documenton°103 è presente l’annotazione “libertis-rh-alcade” ed una data04/05/’04. L’annotazione si riferisce alla squadra Liberty Seguros ed aicorridori Roberto Heras e Marcos Serrano. Il suo nome, come quello dimolti suoi compagni di formazione, spunta in quasi tutti i documentiche attestano le relazioni tra il clan Fuentes e la squadra spagnola.RH or HRS - Roberto Heras (numero 14)Il caso del formidabile scalatore spagnolo ripercorre a grandi linee lostesso di Marcos Antonio Serrano e dei suoi compagni di squadra.Inoltre a Roberto Heras è riferito anche il documento n°10 con laprogrammazione del consumo di EPO, ormone della crescita, IGF-1 edanabolizzanti.VCS – Angel Vicioso (numero 16)Anche lui corridore della discussa Liberty Seguros, la sua storia è moltosimile a quella dei suoi compagni di squadra. Il suo nome si puòritrovare in tutte le carte che si riferiscono ai “los azules”. Inoltre ildocumento n°8 presenta annotazioni di estrazioni e trasfusioni disangue e, in data 31/01/’05, la scritta “le doy 10xAVR + 1 x IG + 10PHC= 660€ me debe”. L’unico prodotto non identificato fu l’AVR, 49
  • 50. mentre gli altri, come vedremo dettagliatamente in seguito, si possonoricondurre all’ormone della crescita, IGF-1, e testosterone.Valv-Piti – Alejandro Valverde (numero 18)Il caso del forte corridore murciano fu uno dei più chiacchierati econtestati dell’Operación Puerto. Partiamo dicendo che Valverde non fumai squalificato e partecipò anche all’edizione del Tour de France del2006. Il corridore spagnolo inoltre corse per squadre molto discussequali: la Kelme dal suo passaggio al professionismo fino al 2003, e laComunidad Valenciana dal 2003 fino all’abbandono del ciclismo dellastessa squadra in seguito allo scandalo dell’Operación Puerto. Uninteressante aneddoto è quello che successe alla conferenza stampaprima della partenza del Tour 2007. Un gruppo di giornalisti francesi etedeschi, infatti, ricordò al corridore del suo presunto coinvolgimentonellaffaire Puerto, e si chiesero perché corridori come Ivan Basso e JanUllrich siano stati esclusi dalledizione 2006, anche se coinvolti allorasolo in indagini, ed invece vi sia un trattamento di favore versoValverde. Il corridore non seppe rispondere, ed i giornalisti stizziti sialzarono ed abbandonarono la sala stampa in segno di protesta. Altriindizi molto importanti della presunta correlazione tra Valverde el’Operación Puerto furono: • sacche di sangue e plasma, riferite all’anno 2004, contrassegnate con il numero 18 e con "Valv-Piti". Una sacca di plasma, così come altre 7 delle 99 esaminate, contrassegnata con il 18 conteneva anche Epo; • Valverde ha un cane che si chiama Piti e, come abbiamo visto, il nome dei cani è stato usato spesso, caso principale Ivan Basso-Birillo, oppure Jaksche-Bella; • nel 2004 Valverde correva per la Kelme, di cui Eufemiano Fuentes era medico. Tra i due quindi c’erano rapporti, cosa confermata dallo stesso Valverde che però ha escluso motivi di doping; 50
  • 51. • al momento dell’arresto, il 23 maggio 2006, Fuentes aveva nelle tasche dei pantaloni un biglietto scritto di suo pugno con i nomi: Ale, Manc, Vino, Popo y Valverde.Il ciclista spagnolo fu anche protagonista di una discussione tra lafederazione spagnola e l’Unione ciclistica internazionale. Il 29 agosto2007, infatti, lUCI, dopo aver analizzato il dossier dell’OperaciónPuerto, decide di non consentire la partecipazione di Valverde aiCampionati del mondo ed invita la federazione e la giustizia spagnolaad indagare su di lui. Due giorni dopo arriva il comunicato ufficialedella federazione spagnola, la quale non ha alcuna intenzione diavviare indagini sul corridore. Inoltre ufficializza la partecipazione delcorridore ai mondiali. L8 settembre però lUCI manifesta di volercontinuare per la sua strada, pertanto conferma che a Valverde nonsarà consentito di partecipare ai mondiali. La federazione spagnola nondemorde minacciando ricorsi legali e addirittura di disertare icampionati. Infine il giorno prima della prova in linea, il 29 settembre,grazie alla sentenza del Tas di Losanna gli viene permesso di correreper la propria nazionale. Gareggia ma ottiene scarsi risultati.Bella – Jorg Jaksche (numero 20)Le prove della colpevolezza di questo corridore tedesco sononumerose. Oltre a quelle riferite alla sua squadra di appartenenza nehanno rinvenute molte altre che appartengono direttamente a Jorg.Innanzitutto il 14 maggio fu visto entrare nell’appartamento di Fuentesnel quale furono ritrovate tre sacche di sangue appartenenti al ciclistadella Liberty Seguros e con su scritto “20 BELLA 14/05/06 SIB”, “20BELLA? 14/05/06”e “20 14/05/06”. Inoltre, nel documento n° 124, c’èun’annotazione che si riferisce al pagamento di una somma a Josè LuisMerino Bartes, “le doy 1500 a MERINO”. Altro documento incriminato,ritrovato in Calle Alonso Cano, è il n°24. Questa prova rappresenta uncalendario, riferito proprio a Jaksche, in cui ci sono una serie diannotazioni di un programma di consumo di EPO, anabolizzanti, 51
  • 52. ormone della crescita, IGF-1, coordinato con un programma diestrazioni, trasfusioni ed analisi.Il corridore tedesco inoltre ammise le sue colpe, ed in un passaggiomolto interessante della sua ammissione disse: ”Stanga lo avevasemplicemente pianificato: “stai attento, ora facciamo una cosa,proviamo per così dire quello che va bene per te e quello che non vabene per te…” e il tutto appunto è cominciato con il Giro di Svizzera. Siè cominciato con l’EPO e poi per singole tappe un po’ di cortisone oSynacten, che è un ormone che appunto stimola la produzione dicortisone da parte del corpo…appunto per vedere semplicemente sequesto è troppo…se questa è la dose giusta…se funziona”. Le accuserivolte da Jorg Jaksche sono verso Gianluigi Stanga, attuale teammanager della Milram. 52
  • 53. Zapatero – Michele Scarponi (numero 32)Le prove della colpevolezza di Michele Scarponisono numerose e schiaccianti. Già dalla primaintercettazione telefonica del 14 maggio 2006tra Fuentes e Labarta, si capisce la correlazionetra lo pseudonimo “el presidente” (zapatero) edil corridore italiano. Inoltre il nome del ciclistaitaliano era scritto anche nel fax che proclamavai partecipanti al festival di maggio (Giro d’Italia).Lo stesso Scarponi, come vedremo in seguito,ammise le sue colpe, collaborò con la giustizia italiana e vennesqualificato per quasi due anni.3.6 Altri nomiSansone: In un articolo apparto su La Gazzetta dello sport il 25 maggio2007, si attribuiva questo pseudonimo ad un ex ciclista italiano,Michele Bartoli, il quale non ha mai rilasciato dichiarazioni in merito.Come abbiamo visto fin qui, la tecnica di usare il nome del cane comesoprannome è molto usata dal clan Fuentes. Il corridore, per suastessa ammissione (in un intervista alla Gazzetta dello sport del 23maggio 1998 ndr), ha un cane, un incrocio tra un pastore tedesco e unpastore belga, che si chiama proprio Sansone. E’ contrassegnato colnumero 3.ATR: Aitor Osa Eizaguirre. Ci son numerose prove che relazionanoquesto corridore spagnolo a Fuentes. E’ anche il fratello di Unai Osa, alquale portò delle medicine durante il Giro d’Italia. Contrassegnato conil numero 8.Urko: Oscar Pereiro Sio, numero 9. 53
  • 54. Goku: Francisco Mancebo Perez, numero 17.Falla: Constntino Zaballa Gutierrez, numero 19.Sancti-petri: Numero 6. Non identificatoRosa: Sembra riferito alla stagione 2003-2004, classificato con ilnumero 10 ma non identificato.Cesar: Sembra riferito alla stagione 2004-2005, classificato con ilnumero 15 ma non identificato.Clasicomano (Luigi): Numero 24, non identificato, anche se dallopseudonimo si può capire che il corridore in questione è un corridoreda classiche.Amigo de Birillo: Amico di Birillo, numero 25, non identificato.Ricordiamo che Birillo è lo pseudonimo di Ivan Basso.PTNI: Il documento che si riferisce principalmente a questopseudonimo è il n°131, ritrovato nell’appartamento di Calle AlonsoCano. Nel retro di questo documento ci sono due date (24/03 e29/04), con riferimento a diverse sostanze proibite quali EPO, ormonedella crescita, insulina, Levothroid ed IGF-1. La sigla PTNI, inoltre, èrelazionata all’anno 2002 e la programmazione sembra molto simile aldocumento riferito a Tyler Hamilton. Non si possono aver prove certedella corrispondenza dello pseudonimo PTNI con Pantani, anche se,come abbiamo visto per altri corridori, Fuentes usava spesso leconsonanti dei cognomi per creare pseudonimi.Pavarotti: Non si hanno prove certe ma in un articolo apparso su LaRepubblica, il giornalista Eugenio Capodacqua attribuì questopseudonimo a Mario Cipollini. Il velocista italiano fu tirato in balloanche da Michele Scarponi, durante la sua ammissione. 54
  • 55. MZD: Riprendendo la stessa tecnica utilizzata per decifrare altripseudonimi, questo può riferirsi al discusso corridore Eddy Mazzoleni.Il nome di questo ciclista, già implicato in altre inchieste come l’Oil forDrugs, è stato fatto direttamente da Michele Scarponi.3.7 Medicine più usateOltre alle intercettazioni, in quest’inchiesta, ha avuto un importanteruolo anche l’ex ciclista pentito della Kelme, Jesus Marzano. Proprio luiinfatti, identificò alcune medicine trovate nell’appartamento di CalleCaidos de la Division Azul di Fuentes. La lista delle medicine ritrovatedentro i frigoriferi è lunghissima e qui di seguito spiegheremo meglio illoro scopo ed il loro utilizzo.Nome Descrizione ControindicazioniAndriol – Androderm E’ un sistema di Alza notevolmente la somministrazione pressione, provoca transdermica che consiste nausea, reazioni cutanee, in un cerotto adesivo aumento del pelo e di contenente un serbatoio di tutti i caratteri maschili, testosterone sciolto in gel. in quanto è una cura al testosteroneNorditropin Simplexx Si assume tramite Può provocare iniezioni. E’ consigliata per ipoglicemia ed chi ha un deficit della iperglicemia. produzione di ormone della crescita (HGH).Prozac E’ un farmaco Può produrre ansia, antidepressivo usato per vomito, diarrea, curare la depressione, insonnia. Crea disturbi ossessivi- dipendenza. compulsivi e bulimia nervosa. 55
  • 56. Diazepam (valium) E’ comunemente utilizzato Può provocare per trattare lansia, sonnolenza, stanchezza insonnia e spasmi muscolare e dipendenza. muscolari. Inoltre può essere utilizzato prima di alcune procedure mediche per ridurre la tensione e lansia e in alcune procedure chirurgiche per indurre amnesia.Levothroid E l’ormone tiroxina, Angina, palpitazioni, solitamente prodotto dalla insonnia, diarrea, tiroide. Il ruolo della tiroide nausea. è regolare il metabolismo del corpo (convertire ossigeno e calorie in energia). In pratica, un aumento quantitativo dellormone tiroideo influisce su tutte le cellule del corpo in quanto accresce la velocità a cui esse svolgono le proprie funzioni vitali.Aranesp E’ un farmaco che stimola Ipertensione, mal di leritropoiesi, un processo testa, dolore nel sito fisiologico che porta alla delliniezione, dolori produzione di nuovi globuli articolari, sintomi rossi. LAranesp viene similinfluenzali ed prodotto dallAmgen, edema periferico sono i unazienda internazionale rischi più comuni specializzata nel campo associati alluso di delle biotecnologie che, questo farmaco. con il patrocinio di Lance Armstrong, organizza ogni Se utilizzato da persone 56
  • 57. anno il giro della sane, non anemiche, California, importante lAranesp aumenta tappa nel circuito ciclistico moltissimo il rischio di professionistico. Nel 1984 eventi cardiovascolari lAmgen fu la prima avversi. Uneccessiva compagnia ad introdurre concentrazione di nel mercato leritropoietina globuli rossi nel sangue ricombinante (EPO). La facilita infatti la dose utilizzata varia a formazione di trombi. seconda dei motivi dell’impiego e va da 0,45 microgrammi/kg somministrati per via endovenosa una volta alla settimana. LAranesp è un farmaco molto costoso, una confezione di quattro fiale da 100 mg costa circa 1700 dollari.Ormone della Lormone della crescita Gli effetti collaterali checrescita (HGH - (growth hormone, GH) è sono associati aHuman growth indispensabile per il somministrazione dihormone) normale processo di elevate quantità di GH accrescimento del sono rappresentati da: bambino; è prodotto acromegalia con dallipofisi, una ghiandola associata miopatia, endocrina situata alla base neuropatie periferiche, dellencefalo. Leffetto ritenzione di fluidi, dellormone è mediato da edemi, sindrome del alcuni fattori di crescita o tunnel carpale, artralgie, somatomedine, il più parestesie, lipoatrofia nei importante dei quali è punti di inoculazione, definito IGF-I (insulin ginecomastia, growth factor I), in gran ipertensione intracranica parte prodotto dal fegato. benigna con papilledema e cefalea, pancreatite La secrezione di ormone acuta, intolleranza al 57
  • 58. della crescita va incontro glucosio, aumenti ad un incremento durante plasmatici del colesterolo il periodo puberale e si e dei trigliceridi, malattie riduce nelletà adulta fino coronariche, ad essere pressoché cardiomegalia e assente nelletà senile. cardiomiopatia.IGF-1 E’ un ormone di natura Elevati livelli ematici di proteica con una struttura questa proteina molecolare simile a quella sembrano correlati ad un dell’insulina. L’IGF-1 aumento del rischio di riveste un ruolo cancro. LIGF-1 gioca importantissimo nei infatti un ruolo processi di crescita del importante, non solo bambino e mantiene i suoi nella crescita muscolare, effetti anabolici anche in ma anche nello sviluppo età adulta. di cellule cancerose.Eritropoietina (EPO) E’ un ormone glicoproteico Abbiamo già visto come che regola la produzione di la somministrazione di globuli rossi (eritropoiesi). questa sostanza provochi Una maggior la produzione di globuli concentrazione di globuli rossi anomali ed aumenti rossi nel sangue migliora il il rischio di sviluppare trasporto di ossigeno ai patologie ematiche e tessuti. Lertitropoietina tumorali (leucemie). viene quindi impiegata Esiste tuttavia anche un soprattutto negli sport di altro motivo per cui durata per favorire i leritropoietina sintetica è processi aerobici cellulari e molto pericolosa per la garantire una maggiore salute dellatleta: resistenza alla fatica. l’aumento dei globuli rossi diminuisce infatti la fluidità del sangue, aumentando la parte solida o corpuscolare (ematocrito). Questo aumento di viscosità causa un innalzamento 58
  • 59. della pressione arteriosa (ipertensione) e facilita la formazione di trombiActrapid Actrapid e uninsulina ad I suoi effetti collaterali a azione rapida e può essere breve termine sono utilizzata in combinazione correlati all’eventuale con insuline ad azione comparsa di ipoglicemia. prolungata. L Insulina è Altri effetti collaterali un ormone che risulta attribuibili all’utilizzo essere il fattore principale improprio di insulina nel controllo del livello del comprendono: rottura glucosio nel corpo umano. dei globuli rossi (anemia Le proprietà dopanti emolitica), alterata dellinsulina sono collegate funzionalità cardiaca, alla sua potente azione ritenzione di liquidi anabolizzante. L’insulina (edema) e problemi tende anche ad epatici. aumentare l’appetito e per queste sue caratteristiche si oppone al dimagrimento. Se queste sue particolarità rappresentano un grosso problema per le persone sedentarie, altrettanto non si può dire per gli sportivi che, attraverso una dieta equilibrata e lintensa attività fisica a cui si sottopongono, riescono a trasformare questo apparente svantaggio in una preziosa risorsa. Linsulina somministrata agli atleti andrà quindi ad agire prevalentemente sullanabolismo muscolare aumentando il deposito di 59
  • 60. proteine e carboidrati allinterno del muscolo. Non bisogna poi dimenticare che l’aumentato ingresso di acidi grassi favorisce comunque il recupero negli sportivi di resistenza, ripristinando le scorte adipose esaurite durante l’attività fisica di durata. Un altro grossissimo vantaggio di questo ormone è collegato allassoluta impossibilità di identificare la sostanza durante i controlli antidoping.Caffeina La caffeina nelluomo Causa eccitazione influenza numerosissime smodata, nervosismo, reazioni biologiche, la sua insonnia e tachicardia. conformazione chimica la rende infatti idonea ad interagire con specifici recettori biologici che regolano la funzionalità del sistema cardiovascolare, endocrino e nervoso. Il suo metabolismo è tuttavia rapido e decisamente superiore rispetto ad altri stimolanti come le amfetamine.Albumina Usata principalmente per diluire il sangue ed eludere eventuali controlli ematici 60
  • 61. Actovegyn Favorisce la circolazione del sangue e lo diluisce.Synacthen Facilita la creazione di Provoca ulcera ed corticoidi e la creazione di insufficienza cardiaca cortisone. refrattaria. Inoltre a causa di un aumento del rischio di reazioni anafilattiche non dovrebbe essere utilizzato per il trattamento dellasma o di altre condizioni allergiche.Solcoseryl Attiva il metabolismo Reazioni allergiche. aerobico ed aumenta il consumo di ossigeno. Trasporta inoltre più glucosio nel sangue e migliora la cicatrizzazione di ferite.Gonadotropina La gonadotropina corionica Gli effetti collaterali più umana (Human Chorionic gravi connessi all’uso di Gonadotropin, HCG) è una HCG sono appunto: sostanza prodotta dalla trombosi, aumento della placenta. Viene estratta dimensione delle dalle urine di donne in mammelle gravidanza. Non ha effetti (ginecomastia) e la su alcun tipo di pratica diminuzione del volume fisica e non ci sono studi (atrofia) dei testicoli. clinici che ne giustifichino l’uso nello sport. Viene utilizzato per nascondere gli effetti collaterali nei soggetti che fanno uso cronico di steroidi 61
  • 62. anabolizzanti, quali l’aumento della dimensione delle mammelle (ginecomastia) e la diminuzione del volume (atrofia) dei testicoli. Il ricorso a questi farmaci finisce per essere un’auto- denuncia dell’assunzione cronica di steroidi anabolizzanti.I più forti saranno sempre più forti. Questo è in pratica il significato diun’intervista a Laurant Roux, ex ciclista francese. Roux dichiarò che:”I più forti prederanno cose che io non mi posso permettere dipagare”. Questa dichiarazione deve farci riflettere, soprattuttopensando al fatto che “qualche” campione è stato addiritturasponsorizzato da aziende specializzate nella produzione di sostanzeritenute dopanti, come l’EPO e Aranep. Ciò non può significarel’ammissione di colpa del ciclista in questione, ma sicuramente èun’anomalia che non fa bene al ciclismo che continua ad essere unmondo in cui la chiarezza sembra essere un’utopia. 62
  • 63. 3.9 Tre diversi trattamentiCome vedremo qui di seguito, l’Operación Puerto ha avuto diversitrattamenti nelle varie federazioni ciclistiche nazionali. Oraanalizzeremo tre modi diversi di giudicare questo scandalo: quello dellafederazione spagnola; quello della federazione tedesca ed infine quellodella federazione ciclistica italiana.Il caso spagnoloQuesto scandalo, come abbiamo visto in questa tesi, ha coinvoltomoltissimi ciclisti e squadre spagnole. All’apertura dell’inchiesta, i duegrossi sponsor che davano il nome alle squadre Liberty Seguros eComunidad Valenciana, decisero il ritiro della sponsorizzazione.L’Operación Puerto, però, fu archiviata a meta marzo 2007 poiché,secondo il giudice spagnolo Antonio Serrano, non esiste alcun delittonei fatti investigati. Quest’archiviazione, però, suppone il fatto chenessuno possa essere accusato di doping o di crimine contro la salutepubblica e, di conseguenza, a nessuno fu inflitta una sanzione penale.Nell’atto dell’8 marzo 2007, si afferma che i fatti denunciati allepersone imputate, tra cui Eufemiano Fuentes, José Luis Merino, ManoloSáiz e Vicente Belda, non costituivano un crimine. Inoltre lo stessogiudice affermò che, “quando iniziò il procedimento, non esisteva inSpagna, una norma che penalizzasse il doping o le condotterelazionate ad esso”. Le sacche di sangue analizzate dall’Istitutonazionale di Tossicologia di Madrid, inoltre, presentavano livelli di EPOnon dannosi per la salute. Anche il Laboratorio di analisi di Barcellonaanalizzò 99 sacche di sangue, e solamente 8 presentavano tracce diEPO, tre di queste corrispondevano al numero 5, che come abbiamovisto prima è il corridore dell’allora Telekom Oscar Sevilla, e le altreagli pseudonimi Klaus, Falla, Mari, numero 18 e Gemma. Lo stessolaboratorio di Barcellona però, sospese le analisi, in quanto richiedevaben 25000€ delle prime analisi che non ricevette mai. L’OperaciónPuerto in Spagna venne archiviata. 63
  • 64. Il caso tedescoLa Germania fu il primo paese che dimostrò la relazione tra le sacchedi sangue ritrovate dalla Guardia Civil e Jan Ullrich.Le autorità tedesche infatti, assieme a quelle svizzere (paese diresidenza del ciclista), prelevarono campioni di saliva, in modo tale daavere il DNA di Ullrich e confrontarlo con quello delle sacche di sangue.Il DNA corrispose al sangue contrassegnato con l’etichetta “núm.1”,“Jan” o “Hijo de Rudicio” in ben nove sacche. Jan Ullrich, però, prima disapere il risultato della comparazione del DNA, in data 26 febbraio2007, a soli 33 anni, decise di ritirarsi dal ciclismo.Rimane tutt’ora l’unico ciclista tedesco ad aver vinto il Tour de France.La sua ultima dichiarazione da ciclista professionista fu per la Bild edisse:”sono ancora in forma e potrei continuare la mia carriera, mauna voce interiore mi ha detto che era arrivata l’ora di smettere ed orasono molto felice”. Dichiarò inoltre di non essersi mai dopato e smentìle voci che davano il suo ritiro proprio a causa del coinvolgimentonell’Operación Puerto. Non collaborò con la giustizia.La stessa T-Mobile, ex squadra di Ullrich, ha aperto un’indagine controdue medici della squadra stessa (Andreas Schmid e Lothar Heinrich)per le accuse che un ex fisioterapista, Jef d’Hont, rivolse ai medicitramite il suo libro intitolato Memoires van een wieler-verzorger, nelquale li accusò d’aver fatto un uso sistematico di doping e soprattuttoEPO durante gli anni ’90.Della Telekom, infatti, ben 7 corridori hanno ammesso l’uso disostanze dopanti durante gli anni ’90, basti ricordare ad esempio inomi di Erik Zabel e soprattutto Bjarne Riis, attuale direttore dellaCSC, e soprannominato “Mr. 60%”, livello del suo ematocrito durante ilTour de France da lui vinto. E’ interessante notare la differenza ditrattamento avuta da Jan Ullrich e dai corridori spagnoli. Lafederazione tedesca infatti, volle andare a fondo dell’inchiesta, fino acomparare il DNA di Ullrich con le sacche di sangue ritrovate. 64
  • 65. Il caso italianoL’Italia fu il secondo paese che continuò ad investigare sull’OperaciónPuerto. I corridori italiani condannati per essere stati implicatinell’Operación Puerto furono due: Ivan Basso e Michele Scarponi.Un terzo corridore, Giampaolo Caruso, come vedremodettagliatamente in seguito, fu erroneamente condannato.In Italia infatti, contrariamente all’allora legislazione spagnola, nel2006 il doping era già un reato.Il CONI convocò in procura antidoping Ivan Basso il 2 maggio 2007,tre giorni prima della partenza del Giro d’Italia. Il corridore varesinodecise inoltre di rescindere volontariamente il contratto che lo legavaalla Discovery Channel. Ivan Basso collaborò con la giustizia e vennesqualificato per due anni. Il presidente della Federazione ItalianaCiclismo fece un appello di “non lasciare solo Basso”, poiché “Ivan hafatto quello che tutti noi avevamo chiesto a Pantani, ma lui non ha maifatto”. Ivan Basso ammise le sue colpe, anche se in una conferenzastampa, in cui era presente anche il suo avvocato, disse di non “avermai assunto sostanze dopanti, e tantomeno essere ricorso atrasfusioni”.L’altro corridore condannato per essere implicato nell’Operación Puertofu Michele Scarponi. Anche il ciclista marchigiano ammise le sueresponsabilità, si dichiarò disponibile a collaborare e fu squalificato per18 mesi dal CONI. Scarponi fu l’unico ciclista che relazionò altrepersone, tra le quali Eddy Mazzoleni, corridore discusso ed implicatoanche nello scandalo Oil for Drugs e Mario Cipollini.Proprio su questo corridore il quotidiano La Repubblica, con un articoloscritto da Eugenio Capodacqua, cercò di capirne di più.Tra gli pseudonimi recuperati dalla Guardia Civil infatti, vi era anche uncerto “Pavarotti”, come il celebre tenore. La Guardia Civil stessa,sospetta che dietro questo soprannome si nasconda un grande dellosprint del passato. Proprio Mario Cipollini era per eccellenza il “tenore”delle volate, considerato da più parti il velocista più forte di tutti itempi, con ben 189 vittorie in carriera. Nei documenti sequestrati aFuentes il nome di Pavarotti figura in particolare evidenza nella 65
  • 66. stagione 2002, accanto a prescrizioni di prodotti dopanti e di pratichevarie. Come possiamo notare analizzando il palmares del ciclistaitaliano, il 2002 fu la stagione migliore per Mario Cipollini che conquistòben 14 vittorie, fra cui la Milano-Sanremo, Gand-Wevelgem, sei tappeal Giro, tre alla Vuelta ed il mondiale di Zolder. Lo sprinter toscanoinoltre, fu cliente del discusso medico Michele Ferrari. La Guardia Civilspagnola, però, non approfondì il caso.3.9 Il caso CarusoGiampaolo Caruso è un ciclista siciliano a cui fu impeditoingiustamente di svolgere il suo mestiere. La vicenda di questocorridore è emblematica del fatto che, a volte, c’è il rischio di sparare azero su tutti gli appartenenti al discusso e difficile mondo del ciclismo.Qui di seguito allego la lettera inviata dallo stesso Caruso a diversigiornali ed anche a Ettore Torri alla procura antidoping, affinchè la suavicenda divenisse pubblica. “Mi chiamo Giampaolo Caruso, sono un ciclista professionista di27 anni nativo e residente a Siracusa, sono stato medaglia dargento aimondiali Under 23 di Lisbona nel 2000 e sono passato alprofessionismo nella squadra spagnola della Once, poi diventataLiberty Seguros, nel 2006 sono giunto undicesimo nella classifica finaledel Giro dItalia e ora corro in Italia nella Lampre.O almeno dovrei correre...“Caro direttore, a tutti gli sportivi, a qualsiasi persona che mi possaaiutare..., le scrivo questa lettera a cuore aperto perche ormai pensodi essere arrivato alla follia totale, mi sento vittima dei poteri forti enel braccio di ferro tra Coni, Federazione, UCI.Non percepisco stipendio da 6 mesi, non gareggio da cinque mesi, daquando è scoppiato il caso Fuentes ho corso saltuariamente (per laverità mi hanno fatto cadere nel limbo già dal giugno2006 a Febbraio 66
  • 67. 2007, in tutto praticamente ho già "scontato" 14 mesi di inattività) eforse perche sono uno "non famoso" non posso avere voce in capitoloe sono stato lasciato nel limbo.“Mi trovo in una situazione pazzesca e assurda.Qui di seguito riepilogo i vari passaggi:“Giugno 2006 scoppia il caso Fuentes, vengo incluso in una primalista di proscrizione perché faccio parte della squadra di Manolo Sainz esono sospeso dalle competizioni per 3-4 mesi. Unico indizio a miocarico è un programma di allenamento di Sainz e un foglio-calendariodi corse della mia squadra in cui anchio ovviamente sono convocato indiverse competizioni, rinvenuti nello studio del medico Fuentes.Incontro gli avvocati dellUCI a cui spiego la mia situazione e ancheloro mi rassicurano dicendomi di non preoccuparmi avendo il diritto dicorrere in qualsiasi team, dandomi il benestare per il noncoinvolgimento nell’Operación Puerto. Ma alle parole non seguono ifatti: non riesco a correre.“A luglio 2006 la situazione è questa, nessun organismo sportivo michiama perché io diaspiegazione alcuna dellecircostanze, e quando laFederazione Ciclistica Spagnolaemette un documento a miofavore in cui si dichiara che neimiei confronti non cè alcunainibizione a partecipare a gareciclistiche, la FederazioneCiclistica Internazionale miblocca senza indugio stavoltainserendomi nelle "liste diproscrizione" dellOperaciónPuerto: sono anchio unappestato del ciclismo. 67
  • 68. Così per avere un briciolo di voce in capitolo (da non-famoso qualesono) scrivo a tutti gli sportivi una prima lettera pubblicata da alcunigiornali e siti internet: voglio che chiunque sappia che non ho nienteda nascondere, non ho mai messo piede nello studio medico del dott.Fuentes, non ho alcuna intercettazione video presso i suoi studi aMadrid, non ho telefonate né sms con quel medico e soprattutto nonesistono mie sacche di sangue in giro per il mondo, né in Spagna, néaltrove.“Scrivo perché voglio giustizia, perché voglio mi sia reso il mio lavoro esoprattutto la mia dignità di Uomo: io da Fuentes NON ci sono maiandato e non per un caso fortuito della mia carriera... no.Non ci sono andato per scelta anche se, la cosa è oggi di dominiopubblico anche se allora direttamente non ne ero affatto al corrente,lui era il medico di riferimento della mia squadra: a me non piaccionole chiacchiere che già allora si facevano su quel medico. A quel puntoancora non so se siano solamente chiacchiere o ci sia del vero, ma ionon voglio averci a che fare, non giudico chi lo sceglie come proprioconsulente, ma io e preferisco andare diritto per la mia strada, quelladel mio ciclismo.“A settembre 2006 incontro Saronni dirigente della Lampre, capiscela situazione, legge i documenti, lo rassicuro mettendo a disposizionevolontariamente il mio Dna per qualsiasi confronto non avendo inprima persona nessun dubbio (sono stato io il primo atleta al mondo adare il consenso): mi assumono così nella squadra italiana.Anche lui ha letto, dopo che lho recuperata dai fascicoli imputati aBasso, unintercettazione tra Fuentes e Labarta il quale commentandolarrivo della tappa del Giro Italia di Passo Lanciano (intercettazionetelefonica del 14 maggio, ndr), chiede chi fosse Caruso quartoclassificato, perché non lo conosceva: questo conferma che Fuentesnon sapeva neppure della mia esistenza, pur appartenendo alla LibertySeguros.“Gennaio 2007 inizio stagione con la Lampre, mi preparo per il GirodItalia, ma 10 giorni prima della manifestazione (scoppia il caso 68
  • 69. Basso, ndr) Saronni mi informa che, onde evitare problemi di etica nonchiara mi vieta la partecipazione al Giro dItalia.“Sconfortato e deluso non capisco, ma ho una gran voglia di farechiarezza.“A questo punto decido di affrontare di petto la situazione e scrivo aTorri, chiedendo udienza per chiarire.Torri riceve la mia lettera, accoglie la mia richiesta e convoca unincontro informale in data 11 di giugno. Ricordatevi bene questadata...“A Torri spiego la mia situazione, il quale si meraviglia di come in basead elementi inesistenti la mia squadra di ciclismo sia stata obbligata alasciarmi a casa dal Giro dItalia, stante la situazione del ciclismo.Mi rassicura, presente il mio avvocato, dicendomi che lui le mie carte leha già analizzate a suo tempo, al momento del deferimento per Bassoe Scarponi visto che ancheio ero atleta italiano coinvolto nella stessaOperación Puerto, ma che ritenendole prive di elementi accusatoridegni della minima rilevanza, aveva di proposito evitato una mia inutileconvocazione. E decide addirittura di aiutarmi (queste le sue parole!)promettendomi di scrivere lui stesso una lettera chiarificatoriadefinitiva alla mia società, allUCI e agli organizzatori del Tour, cosi dariprendere la mia attività in primis proprio dal Tour in modo attivo esereno, senza equivoci.“Torno a casa motivato, prendo la bici e la cavalco per 7 ore con rabbiae senso di liberazione, pensando che finalmente posso guardare ad unfuturo sereno.“Dopo pochi giorni già sono costretto ad inoltrare una serie di sollecitipresso Torri e alla sua segretaria per avere il documento chiarificatoriodella mia situazione.“Le risposte sono sempre le stesse.... "domani arriverà.. stiamolavorando in un periodo intenso per la procura... faremo il possibile perrisolvere tempestivamente la sua situazione..."!Passano cosi i giorni e le settimane e si arriva sino a 7 giorni primadella partenza del Tour. 69
  • 70. Stremato e deluso dellattesa, il lunedì precedente la partenza dellaGrande Boucle chiamo ancora la segretaria di Torri pregandola diinviarmi immediatamente il documento in quanto il martedì cisarebbero state le visite mediche del Tour e quindi la mia partenza. Lasegretaria per lennesima volta mi promette che sicuramente nelpomeriggio mi sarebbe stato recapitato il documento. Riattacco iltelefono ed ansioso inizia la mia attesa.“Ore 13 ricevo la telefonata dal mio procuratore Johnny Carera ilquale mi informa di avere ricevuto a sua volta notizia dall’AvvocatoCecconi che il signor Torri mi ha deferito chiedendo due anni disqualifica! Al momento penso ad uno scherzo, poi inevitabilmentecrollo dalla sedia perche penso sia IMPOSSIBILE, scoppio in lacrimecon la voglia di buttarmi nel vuoto dal balcone, per un atto ditradimento ed ingiustizia da parte di Torri al quale ho scrittopersonalmente e mi sono sempre affidato e in lui ho creduto. Mitrattiene solo la mia Fede religiosa e il rispetto per il mio corpo, la miadignità, i miei familiari sempre presenti al mio fianco.Gli elementi di accusa? Gli stessi che di fronte a me, a quattrocchi,aveva giudicati "privi di una seppur minima rilevanza accusatoria".La sua spiegazione di fronte a questa presa di posizione? "Ho cambiatoidea...".“Io sono disperato e adirato: nelle regole dello sport cè sì di staccare obattere il proprio avversario. Ma lo si fa lealmente, non a gamba tesa:sembra invece che queste regole nel mondo civile non valgano più.Per fortuna ho tutta la mia famiglia, la mia ragazza, alcune amicizieprofonde, il mio procuratore sempre molto vicini e solo con loro sonoriuscito a superare questo ennesimo brutto momento, aspettando aquesto punto la convocazione della Disciplinare.“Il 20 settembre arriva la convocazione... e si fa attendere molto!Dal 3 di luglio, data del Deferimento di Torri, al 20 settembre passano77 giorni! Ma tantè, mi presento di nuovo con lavvocato Cecconi,rispiegando la situazione ed addirittura per evitare problematichepresento un documento di uno specialista ematologo (il dott. Ingrillì, 70
  • 71. primario dellospedale Forlanini di Milano) che dimostra che negli ultimi5 anni (analisi mediche alla mano) non ho mai avuto nessunoscompenso ormonale che dimostri assunzione di alcuna sostanzavietata.“In particolare il mio valore di ematocrito più alto nel quinquennio si faregistrare a dicembre 2005, con un punteggio pari a 45,3 a riposo,mentre in periodo agonistico non supero mai il valore dei 43,7 puntipercentuali.“Si riservano di decidere e attendo con fiducia un loro pronunciamento.Non è normale che non mi diano il loro pronunciamento subito, comeSEMPRE fanno con tutti, ma mi dico: "dovranno analizzare meglio laperizia che gli ho portato", e allora accetto che mi rimandino ladecisione di qualche giorno. Qualche giorno...Ora la cosa più drammatica è che nel frattempo il regolamento digiurisdizione antidoping Coni-Fci subisce più di un cambiamento, coloroche debbono amministrare la materia, a mia richiesta di tempestivopronunciamento, mi rispondono più volte che non sanno che pesciprendere ma, soprattutto, dopo 140 giorni dalla richiesta dideferimento sto ancora aspettando il giudizio in quanto non essendociancora nessuna causa fondata, penso che nessuno abbia realmente ilcoraggio di assolvermi visto il terrorismo che si è creato in Italia per laquestione sul doping, per cui cè una grande paura di esprimere unaassoluzione per un atleta per la possibile lotta di poteri forti tra Coni,Federazione e Giudice di Ultima Istanza o qualche altro membroistituito ultimamente.“Come ultima spiaggia mi affido a voi, con una briciola di speranza perpoter vivere dignitosamente, per fare chiarezza di cosa succedeveramente in quei Grandi Palazzi.“Io non ho più una lacrima da versare, il mio lavoro è il ciclismo e sono6 mesi che non percepisco stipendio dalla mia squadra: in avvocati hogià speso abbastanza e come capite poco altro mi resta. Cosa fareancora? Affranto e incazzato nero mi sforzo ogni giorno facendo unafatica sovrumana a non voler perdere la fiducia nella Giustizia e 71
  • 72. soprattutto nella VITA.“Spero che un giorno un Magistrato leggendo questa lettera possaindagare a capire che gli atleti non sono merce di scambio per coloroche dirigono Palazzi con lotte politiche.G.Paolo Caruso.”Analizzando il dossier dell’Operación Puerto, possiamo notare che ilnome di Giampaolo Caruso è stato fatto principalmente in duedocumenti diversi. La prima volta che venne nominato il corridoresiciliano fu durante l’intercettazione telefonica del 14 maggio, giàanalizzata precedentemente. Durante questa telefonata il dottorFuentes si domanda chi sia un “tale Caruso”. Questa stessa telefonatapermise di scoprire gli pseudonimi di Ivan Basso (Birillo) e di GutierrezCataluña (Bufalo).L’altro documento che, secondo il procuratore Ettore Torri, incolpaGiampaolo Caruso è un foglio ritrovato durante la perquisizionedell’appartamento del dott. Fuentes. In questo documento c’era unalista di corridori appartenenti alla formazione Liberty Seguros (lastessa di Caruso), i quali erano stati convocati per una gara.Giampaolo Caruso tornò alle corse solamente nella stagione 2008, inuna piccola squadra.La vicenda di questo sfortunato corridore siciliano è notevolmenteinteressante per riuscire a capire il clima che tutt’oggi si respira nelmondo del ciclismo.La sua colpa sembra essere stata solamente quella di gareggiare peruna squadra implicata nell’Operación Puerto fin dai suoi vertici, edappartenere ad una federazione che sta tentando di rimuovere la piagadel doping dal ciclismo. 72
  • 73. 4. Il ciclismo avrà un futuro?E’ proprio questa la domanda che dovrebbero porsi gli addetti ai lavori.La battaglia al doping che questo sport sta tentando di fare rischia diessere un boomerang che si ritorce contro lo stesso ciclismo, causandol’allontanamento degli sponsor, cioè coloro che portano fondi, quindilinfa vitale a qualsiasi sport.Questo sport può e deve rappresentare per i giovani una scuola di vita,in quanto insegna le regole, la disciplina e soprattutto lo spirito disacrificio. Come già ribadito più volte lo scopo di questa tesi non èassolutamente quello di sparare a zero su questo mondo, bensì quellodi cercare di mettere in luce le difficoltà e le resistenze che statrovando direttamente al suo interno.La voglia di sconfiggere definitivamente il doping esiste, ma,purtroppo, sembra essere fatta solamente da poche persone.Il problema principale del ciclismo è proprio quello dell’omertà cheesiste al suo interno. I nomi di coloro che non rispettano le regolepossono essere noti a tutti, ma gli stessi non sono quasi mai statiesclusi dall’ambiente e, tutt’ora, continuano a lavorare in questomondo.Le colpe della situazione in cui si è adesso non sono imputabilisolamente ai corridori, bensì ci sono molte altre categorie che hannoenormi responsabilità: • I politici, poiché, come purtroppo abbiamo visto prima, lo stesso fatto può essere interpretato e giudicato diversamente dalle varie federazioni. Non è ammissibile infatti che, mentre in alcuni stati come Francia e Germania si attua una dura lotta al doping, in altri non esista nemmeno il reato. Il caso più eclatante è proprio quello dell’Operación Puerto, in cui in Spagna, all’epoca dei fatti, non esisteva nemmeno una legge che puniva il doping. • I dirigenti. Non è molto credibile infatti che i direttori sportivi delle squadre non sappiano nulla delle pratiche illecite dei loro tesserati. Non è credibile ad esempio che, il signor Bjarne Riis, 73
  • 74. vincitore di un Tour de France che gli regalò il soprannome di “Mr.60%”, livello di ematocrito riscontrato in lui che per sua stessa ammissione era dovuto all’uso di EPO, non sapesse nulla delle pratiche illecite che Ivan Basso, capitano e leader della sua formazione, attuava con il dott.Fuentes. Non è nemmeno credibile che il direttore sportivo della Csf Navigare, Bruno Reverberi, ammetta che non era a conoscenza delle pratiche illecite che adoperava Emanuele Sella al Giro d’Italia del 2008, anche perché lo stesso Sella incolpò diversi suoi compagni di squadra, molti dei quali, durante la “corsa rosa”, ebbero prestazioni notevolmente superiori alle aspettative. Lo stesso giornalista Eugenio Capodacqua, in un articolo uscito su La Repubblica del 26 maggio ’08, quindi nel bel mezzo del Giro d’Italia, scrisse “vanno fortissimo i ragazzi di Reverberi. Tutti: «Al Giro abbiamo sempre fatto bene e poi i miei sono tutti scalatori - spiega lesperto ds emiliano - queste sono le nostre tappe». E non c è motivo per non dargli ragione. Ma, anche per tirar via i dubbi che aleggiano nel plotone, non guasterebbe che gli organizzatori del Giro pesassero meglio i criteri di selezione. Le squadre Professional (ovvero la serie B del ciclismo, di cui fa parte la Csf di Reverberi) non hanno subito quasi nessun controllo del nuovo passaporto biologico. Se lobiettivo è la credibilità, le condizioni devono essere uguali per tutti”. E’ di notevole interesse anche rivedere la discussione che lo stesso Reverberi ebbe al processo alla tappa con il giornalista de La Gazzetta dello Sport Claudio Gregori proprio sul tema del doping. Questi sono solamente due esempi eclatanti, ma come questi se ne potrebbero fare molti altri.• I medici, poiché i ciclisti non possono procurarsi ed assumere le sostanze proibite da soli ma, come abbiamo visto nell’Operación Puerto, hanno bisogno di un esperto. E’ interessante ricordare anche il fatto che il CONI per molti anni finanziò il centro del dott.Conconi a Ferrara, in cui si attuavano pratiche illecite. 74
  • 75. • Gli sponsor, sicuramente anche grazie al doping hanno fatto i soldi.• I magistrati penali e sportivi, i quali spesso hanno sottovalutato il problema o, come abbiamo visto nel caso di Giampaolo Caruso, hanno erroneamente condannato ciclisti, contribuendo a creare uno stato di tensione in questo mondo.• I media e i giornalisti. Qui entriamo in un ambito estremamente ampio e complesso. Proprio per questo è utile analizzare i singoli casi di cui si è maggiormente a conoscenza. Il mondo giornalistico che conosciamo meglio è senza dubbio quello italiano. Tentiamo quindi di analizzare principalmente le “nostre” responsabilità. All’interno della stampa sportiva italiana esistono moltissime diverse sfaccettature. Esistono giornalisti che parlano chiaramente e volutamente di doping nel ciclismo, ed altri che, per diversi motivi che chiariremo in seguito, spesso si soffermano solamente sull’aspetto romantico e culturale di questo eroico sport. Esistono anche quotidiani importanti, come ad esempio La Gazzetta dello Sport o La Repubblica, che al loro interno hanno giornalisti estremamente chiari ed informati in materia di doping, che non hanno mai aggirato il problema preferendo all’amicizia ipocrita del campione la chiarezza. Non si può quindi generalizzare accusando tutto il giornalismo italiano di collusione con il problema doping. Bisogna notare però, che, nel mondo del ciclismo, l’impatto maggiore ce l’ha sicuramente la televisione. E’ proprio qui che servirebbe una ricerca della verità ed una voglia di fare chiarezza che purtroppo in questo momento non c’è. In televisione infatti, molto spesso, intervengono proprio le persone imputate, senza che a loro vengano fatte domande che permetterebbero una maggiore conoscenza dei fatti. I problemi di chi racconta questo mondo, in particolare in Italia, sono diversi. Come disse Claudio Gregori, possono essere di tre tipi: ignoranza, complicità e malafede. Ignoranza in quanto molto spesso si sentono frasi che non corrispondono alla verità o, per meglio dire, alla completa verità. 75
  • 76. Prendiamo il caso di Pantani: viene spesso ripetuto, da telecronisti ed addetti ai lavori, che il formidabile scalatore non fu mai condannato per doping e quindi assolto da tutte le accuse. Questo corrisponde alla verità, ma, leggendo bene la sentenza, possiamo notare che fu assolto semplicemente perché all’epoca il fatto non era punibile, non perché realmente non assunse niente. Come possiamo notare quindi, l’ignoranza dei fatti produce disinformazione che, per un giornalista, è sicuramente il peccato più grave. Complicità, in quanto, dopo aver passato moltissimo tempo assieme ai corridori, averli idolatrati, aver creato dei rapporti di amicizia e stima reciproca con alcuni di loro, non è semplice scrivere che è un determinato ciclista è un baro. Malafede, poiché, se si crea il mito, la leggenda, si attira più audience, si vendono più giornali e di conseguenza il giornalista finisce in prima pagina.Come possiamo notare, il ciclismo può e deve uscire da questo tunneldel doping, purchè lo vogliano realmente tutti. I controlli antidopingservono, ma non possono essere una scusante per tutto, non si puòcontinuare a dire che se un corridore non è mai stato trovato positivoad un controllo significa che è immacolato. Il doping, infatti, è semprepiù avanti dell’antidoping, anche se negli ultimi tempi quest’ultimo hafatto enormi passi avanti, riuscendo a riscontrare, ad insaputa deiciclisti, l’EPO di terza generazione (C.E.R.A.). E’ proprio questo ilmotivo principale dell’alto numero di corridori trovati positivi nel 2008.Il giornalismo sportivo, in questo momento, ha la grande occasione diassumere il ruolo che realmente dovrebbe avere, cioè quello di farechiarezza in questo mondo così complicato. Fin’ora il problema doping,in Italia, è sempre stato trattato nella maggior parte dei casi contrascuratezza, senza mai essere affrontato in maniera organica, senzamai essere andati a fondo del problema. Il giornalismo ed i media ingenerale dovrebbero finalmente mettere da parte l’ipocrisia ed iniziare,allo stesso modo con cui raccontano ed enfatizzano le imprese e le 76
  • 77. vittorie, a mettere il luce anche le molte difficoltà e contraddizioni checaratterizzano questo sport. I nomi di coloro che sbagliano devonouscire allo scoperto e, soprattutto, devono essere allontanati dalciclismo, altrimenti questo eroico e romantico sport rischia di collassaresu sé stesso. 77
  • 78. 6. Bibliografia e link- KIMMAGE P., Rough Ride: Behind the Wheel with a Pro Cyclist, Random House UK, 2008- HAMBURGER B., Il prezzo più grande - Confessioni di un corridore, 2007- D’HONT J., Memoires van een wielerverzorge, Van Halewyck, 2007- ERWANN M., Il mio doping, Baldini Castoldi Dalai Editore, 1997- Dossier Operación Puerto: Informe de la Guardia Civil- Reportage El pais, 24 maggio 2006- CANCELLARA L., MASSARIOLO A., I media ed il progetto “L’Autre Tour”, 2008- Conferenza stampa Bjiarne Riis, Copenaghen, 25 maggio 2007- Conferenza stampa Erik Zabel, 24 maggio 2007- Intervista a Jef D’Hont, Dribbling, Rai Due, Milano, 12 maggio 2007- http://www.cyclisme-dopage.com/- http://www.sportpro.it/doping/news/2007/intercettazioni2007.htm- http://it.wikipedia.org- http://en.wikipedia.org- http://es.wikipedia.org- http://www.as.com- http://www.torrinomedica.it/studio/index.htm- http://www.sportpro.it/doping/news/2006/07.htm#BASSO- http://www.ciclismo-online.it/comunicati/974.html- Mensile Tuttobici, n°9, 1996- Quotidiano Le Monde, 23 luglio 2003- Quotidiano Corriere della Sera, 22 maggio 2002- Quotidiano Gazzetta dello Sport, 11 dicembre 2004- Quotidiano Gazzetta dello Sport, 23 maggio 1998- Quotidiano Gazzetta dello Sport, 14 maggio 2006- Quotidiano Gazzetta dello Sport, 15 maggio 2006- Quotidiano La Repubblica, 26 maggio 2008 78

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