Il gesto che sorprendeartigianato artistico a palazzoScuola Grande San TeodoroVenezia 13 novembre 2010 - 9 gennaio 2011
“L’arte migliore è quella in cui la mano, la testa    e il cuore di un uomo procedono in accordo.”    “The best art is pro...
Il gesto che sorprende    “Artigianato a Palazzo” was conceived by Albino Casarin    Artigianato a Palazzo è un’idea di Al...
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Scrive Giovanna Wurmbrand: “Dall’Era entra subito nelle     grazie dell’aristocrazia veneziana. Le commesse si fanno     s...
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Vetrate a Piombo Artistiche                           Michela                           Ficotto                           ...
Un’inconsueta abilità artistica e manuale riconosciuta     anche nel settore del restauro; Michela e i suoi aiuti hanno   ...
Michela’s extraordinary artistic and manual skills have also   to shape its future, thanks to the talent of Stefano Bullo,...
Lavorazione artistica del ferro     Willer     Fuson     Piegare il ferro sembra un’impresa impossibile ma     tutto cambi...
Una statua equestre sorveglia l’ingresso della fucina     di Willer Fuson classe 1950. All’età di quindici anni, nei     m...
An equestrian statue watches over the entrance to WillerFuson’s forge (b. 1950). At the age of fifteen, he alreadyhad his ...
Maschere, sculture,     modelli decorativi     Guerrino     Lovato     “Pensato a mano”, potrebbe essere il motto di ogni ...
Abile conversatore ed esperto d’enigmi d’arte, Guerrino           e il dottore della Peste. Su altri ripiani le sculture t...
A clever conversationalist and expert in art enigmas, Guerrino   Casanova, Giorgione, Socrates, Pantalone, Brighella, Medu...
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Riccardo, diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Venezia,ha appena terminato un comò che sembra uscito dallememorie di C...
Riccardo, who went to the State School of Art in Venice, has     just finished a chest of drawers which looks like somethi...
Fonderia artistica Valese     Carlo     Semenzato     Se ne sta acquattatata dietro Madonna dell’Orto la     Fonderia Vale...
Carlo Semenzato è un tipo di poche parole, ha imparato     ogni segreto di questo mestiere da Mario Valese. Sa che     son...
Carlo Semenzato is a man of few words who learnt all the         times but it is really his creations that tell it: the ba...
Laccatura e doratura     Stefano     Zanin     Tutto quello che tocca lo trasforma in oro ma non è     Nicolas Flamel o Pa...
After six years he opened his own workshop and shop in         Dopo sei anni apre il suo laboratorio e il negozio aSan Sam...
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ASIN PAVIMENTI     www.asinpavimenti.com     ALBINO CASARIN     www.albinocasarin.com - albino.casarin@gmail.com     DALL’...
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L'arte migliore è quella in cui la mano, la testa e il cuore di un uomo procedono in accordo - John Ruskin

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  1. 1. Il gesto che sorprendeartigianato artistico a palazzoScuola Grande San TeodoroVenezia 13 novembre 2010 - 9 gennaio 2011
  2. 2. “L’arte migliore è quella in cui la mano, la testa e il cuore di un uomo procedono in accordo.” “The best art is produced when a man’s hand, head and heart work in harmony.” John Ruskin4 5
  3. 3. Il gesto che sorprende “Artigianato a Palazzo” was conceived by Albino Casarin Artigianato a Palazzo è un’idea di Albino Casarin subito and was immediately welcomed by other craftsmen and condivisa da altri artigiani artisti del territorio veneziano. artists in the Venice area. In their hands stone, wood Pietra, legno, ferro si trasformano sotto le loro mani in and iron are transformed into shapes and decorations, forme e decori, manufatti e sculture che sorprendono objects and sculptures, whose beauty and originality are per la loro bellezza e unicità. Tutto nasce sempre dalla guaranteed to amaze. The secret is being able to draw in capacità di disegnare fin nei minimi particolari quello che great detail what will then be created by skilled hands. si dovrà poi realizzare attraverso gesti sapienti. Sometimes, after years of experience, the drawing is in Alle volte, dopo tanti anni di esperienza, il disegno è solo your head and it is your hands that shape the material. nella mente, è la memoria delle mani che plasmano la Sometimes a plaster mould produces a sculpture, an materia. Altre volte è un calco di gesso che porta alla ornament, other times small pieces are assembled scultura, all’ornamento, altre volte ancora sono piccoli perfectly. Every object embodies an original idea, the pezzi che vanno montati senza possibilità d’errore. history of a style but, more than anything else, the Ogni oggetto contiene in sé l’originalità di un’idea, la passion to create something that did not exist before. storia di uno stile ma soprattutto la passione di creare qualcosa che prima non esisteva.6 7
  4. 4. Terrazzi alla Veneziana Erminio Asin Seminano pietre colorate dalle quali nascono splendidi e duraturi pavimenti, li chiamano terrazzieri e sono gli artigiani del terrazzo alla veneziana. They embed coloured stones to create splendid long- lasting floors and are called “terrazzieri”, the craftsmen specialised in Venetian “terrazzo” floors.8 Eraldo Asin 9
  5. 5. Da quattro generazioni l’impresa Asin Erminio, con sedi a Venezia e a Mogliano Veneto, è maestra in questa tecnica già conosciuta nel mondo greco e latino. Un’arte rivalutata dagli artigiani friulani e poi importata a Venezia dove la sua presenza è documentata dal 1586. Sono tante le architetture e le sedi di enti prestigiosi abbellite e restaurate dalla famiglia Asin, ne citiamo solo alcune: Palazzo Labia, Palazzo Ducale, Gallerie dell’Accademia, Ca’ Pesaro, Ca’ Rezzonico, Palazzo Correr a Venezia, Palazzo Barberini a Roma, Villa dell’Ombrellino a Firenze, il tempietto leopoldino di Eisenstadt, Palazzo dei Priori ad Assisi, la Biblioteca Malatestiana di Cesena, il Teatro Regio di Parma. Per prima cosa si stende la “stabilidura” di cocciopesto e calce spenta o cemento. “Oggi accanto ai leganti tradizionali – ricorda Eraldo Asin - si sta affermando la resina epossidica che ha costi minori sia perché lo spessore del pavimento è più sottile sia perchè le pietre anziché venire seminate vengono impastate.” Dopo la “stabilidura” i maestri terrazzieri procedono alla semina delle pietre che possono essere di vari colori e tipi: Pietra d’Istria, Bianco di Carrara, Rosa di Verona, Rosso Amiata, Giallo Siena, Verde Piave e così via. Subito dopo l’opera è completata dalle fasi di levigatura, stuccatura, lucidatura e il trattamento finale con cera d’api. Per le decorazioni geometriche o floreali si procede con l’aiuto di sagome di legno che hanno lo scopo di isolare le superfici da ornare durante la semina. Per gli stemmi e altre figure il pavimento è completato con la tecnica del mosaico “La nostra è un’arte umile – dice Eraldo, lavoriamo spesso con la schiena piegata o in ginocchio, ma forse proprio per questo ciò che realizziamo dura nei secoli.”10 11
  6. 6. For four generations, Asin Erminio has led the field in this craft – explains Eraldo Asin – epoxy resin is becoming more andand, with workshops in Venice and Mogliano Veneto, they are more popular as an alternative to traditional binders because ittrue masters of a technique which was already used in Greek and costs less – the floor is not as thick and instead of placing theRoman times. The art was taken up again by craftsmen in Friuli stones, they are mixed.” After laying the “stabilidura”, the skilledand then imported to Venice, where the first recorded mention “terrazzieri” begin embedding the stones, which can be differentdates back to 1586. The Asin family has decorated and restored colours and types: Istrian stone, Bianco Carrara, Rosa Verona,a great number of buildings and offices of many prestigious Rosso Amiata, Giallo Siena, Verde Piave and so on. Immediatelyorganisations, including Palazzo Labia, the Doge’s Palace, after this the floor is smoothed down, grouted, polished andGallerie dell’Accademia, Ca’ Pesaro, Ca’ Rezzonico, Palazzo treated with beeswax. If the floor is to be embellished withCorrer in Venice, Palazzo Barberini in Rome, Villa dell’Ombrellino geometric or floral decorations, wooden profiles are used toin Florence, the Leopold temple in Eisenstadt, Palazzo dei isolate that particular area during embedding. Mosaics are usedPriori in Assisi, the Malatesta Library in Cesena and the Regio to create coats of arms and other figures. “Ours is a humble art –Theatre in Parma. The first step is to lay the “stabilidura”, a layer says Eraldo, we often work bent over or on our knees, but maybeconsisting of broken tiles and slaked lime or cement. “Nowadays this is why our floors last for centuries.”12 13
  7. 7. Decorazioni ornamentali a stucco Albino Casarin Una scultura ma al contrario, un’opera che nasce da sovrapposizioni, chiare e leggere addizioni, precisi movimenti della mano che somma, leviga, segna ma non sottrae mai. A sculpture, but the other way round, a work that is created by applying layer upon layer, clear, light additions, precise movements of the hand which adds, smoothes down, marks but never removes.14 15
  8. 8. Il lavoro a stucco è un’arte che aggiunge senza togliere. È anche un’arte, come quella dell’affresco, dove non ci si può fermare e nella quale soprattutto non si può sbagliare. Ogni gesto è eseguito “a fresco” senza soluzione di continuità. Un’arte che ha oggi uno dei suoi cuori pulsanti nella campagna veneta a due passi dal centro di Scorzè. È qui che Albino ha lo studio-laboratorio dove si dedica ai disegni preparatori degli interventi e dove mette a punto i composti di calce e polvere di marmo. Fin da giovane è stato accompagnato da una straordinaria capacità manuale e dalla facilità di riprodurre con il disegno soggetti destinati poi ad ornare saloni e ambienti storici. Suo maestro è stato Cesare Cargnelli, l’ultimo grande stuccatore e decoratore che in segno di stima gli ha consegnato i ferri del mestiere che l’accompagnavano da una vita. Ogni lavoro ha le sue caratteristiche e ogni decorazione si inserisce all’interno di un contesto storico che l’artigiano deve conoscere. Alla base di tutto c’è però il disegno, una vera e propria passione che Albino coltiva fin dalla giovinezza e che lo ha portato ad esser uno dei più bravi artigiani-artisti del suo settore. Ha lavorato molto a Venezia e anche all’estero. Tra gli interventi di cui va più fiero c’è la complessa decorazione delle sale dell’Hotel Ala a Santa Maria del Giglio. Del suo lavoro dice: “Non si può imparare solo dai libri; come tutte le tecniche artigianali devi apprenderla seguendo il tuo maestro mentre lavora, devi essere capace di memorizzare alcuni gesti, di sviluppare una certa sensibilità e devi essere un abile disegnatore. Mi auguro che questa mostra avvicini nuovi giovani ma anche nuovi committenti a mestieri unici e storici che stanno, purtroppo, scomparendo”.16 17
  9. 9. Stucco work is an art that adds without taking away. It isalso an art, like frescoes, where you cannot stop and, moreimportantly, you cannot make a mistake. Every movementis made “wet”, without interruption. Today this art is aliveand kicking in the Veneto countryside, just a short distancefrom the centre of Scorzè. This is where Albino Casarinhas his studio-workshop, where he comes up with hispreparatory drawings and makes up the lime and marblepowder mixtures for his stucco. Ever since he was a boy,he has been extraordinarily good with his hands and ableto draw subjects which have gone on to grace lounges andhistorical houses. His master was Cesare Carnielli, thelast great stucco worker and decorator, who gave Albinohis lifelong tools in token of his respect for his pupil. Eachproject has its own unique features and each decorationis placed in a historical context which the craftsman mustbe familiar with. But everything revolves around drawing,a real passion Albino has cultivated since childhood andwhich has earned him the reputation as one of the bestcraftsmen-artists in his field. He has worked extensivelyin Venice and also abroad. One of the projects he is mostproud of is the complicated decoration of the rooms in theHotel Ala in Santa Maria del Giglio. He has this to say abouthis work: “You can’t learn everything from books; as withall artisan techniques, you learn it by watching your masteras he works, you must be able to memorise gestures,develop a certain sensitivity and you must be able to drawwell. I hope this exhibition brings youngsters, and also newclients, closer to these unique and historical professionswhich, unfortunately, are disappearing”.18 19
  10. 10. Lavorazione artistica del marmo Dall’Era Comelato Un giardino di pietra nella città d’acqua. Lo fondò nel 1900 a Venezia un signore di grande cultura e sensibilità: Romeo Dall’Era professore di scultura all’Accademia. A garden of stone in a city of water. The workshop was established in 1900 in Venice by a highly cultured and sensitive man: Romeo Dall’Era, professor of sculpture at the Academy.20 Alberto e Giovanni Comelato 21
  11. 11. Scrive Giovanna Wurmbrand: “Dall’Era entra subito nelle grazie dell’aristocrazia veneziana. Le commesse si fanno sempre più importanti e il laboratorio interviene nei restauri delle chiese della Salute, di San Pantalon, dei Frari e a Palazzo Ducale. Gabriele D’annunzio commissiona a Dall’Era la testiera in marmo bianco del suo letto; la scrittrice Freya Stark fa eseguire per la sua casa di Asolo tre bagni intarsiati con marmi colorati greci e ricchi di ornati allegorici; Peggy Guggenheim ordina il trono in pietra che fa bella mostra di sé tra gli alberi secolari della sua casa-museo.” Alla guida della bottega, chiamata “il laboratorio dei nobili”, subentrò Bruno Dall’Era che in seguito passò il testimone a Giancarlo Comelato. Oggi l’antica tradizione artigiana prosegue con Alberto e Giovanni Comelato. Nel giardino, capitelli e bassorilievi occhieggiano dai muri color arancio e lo sguardo si posa sui motivi floreali che avvolgono chimere, sui libri tenuti aperti da santi e vescovi, sull’eroico San Giorgio che trafigge il drago, sui mascheroni di filosofi greci, sulle foglie dei capitelli corinzi, su madonne medievali, su vere da pozzo ornate da creature infernali, sui tavoli intarsiati con tessere di onice, alabastro e pietra nera. In bottega il ritmo dello scalpello segna il tempo della sbozzatura. Saranno poi scalpelli e mani più fini e precise a dar vita a ciò che la pietra celava: un busto di regina africana in marmo nero del Belgio, un caminetto in Pietra d’Istria con decorazioni naturalistiche, una splendida Venere greca in marmo bianco di Carrara.22 23
  12. 12. Giovanna Wurmbrand writes: “Dall’Era immediately became a favourite among the Venetian aristocracy. Orders became more and more important and the workshop was involved in restoration work at the churches of La Salute, San Pantalon, the Frari and at the Doge’s Palace. Gabriele D’Annunzio commissioned Dall’Era to make a white marble bedhead for his bed; the writer Freya Stark asked him to decorate three bathrooms in her house in Asolo, which were inlaid with coloured Greek marble and embellished with allegorical ornamentations; Peggy Guggenheim ordered the stone throne which sits majestically among the age-old trees in her house-museum.” His shop, known as “the workshop of the nobles”, continued under the helm of Bruno Dall’Era and was then passed on to Giancarlo Comelato. The ancient craftwork is continued today by Alberto and Giovanni Comelato. In the garden, capitals and bas reliefs peep out from the orange-coloured walls and your eyes fall on floral motifs which wind around chimeras, on books held open by saints and bishops, the heroic Saint George slaying the dragon, large masks of Greek philosophers, leaves of Corinthian capitals, medieval Madonnas, well-heads decorated with hellish creatures and tables inlaid with onyx, alabaster and black stone tesserae. In the workshop, the rhythm of the chisel announces the rough-hewing work. Then more delicate and precise chisels and hands take over and release whatever is hidden within the stone: the bust of an African queen in black Belgian marble, a fireplace in Istrian stone with naturalistic decorations, a splendid Greek Venus in white Carrara marble.24 25
  13. 13. Vetrate a Piombo Artistiche Michela Ficotto Dalla superficie irregolare e specchiante della laguna ai riflessi colorati e irregolari delle vetrate artistiche del laboratorio di Michela Ficotto, una bottega dalle parti di campo San Bernardo a pochi passi dalle storiche vetrerie di Murano. In ventisei anni questo piccolo laboratorio ha conquistato la committenza con la qualità delle sue lavorazioni. From the irregular, mirror-like surface of the lagoon to the irregular, coloured reflections of the artistic stained glass in Michela Ficotto’s workshop, located near Campo San Bernardo, just a short distance from the famous Murano glassworks. In twenty-six years this small workshop has earned itself a loyal following, thanks to the quality of its creations.Stefano Bullo - designer26 27
  14. 14. Un’inconsueta abilità artistica e manuale riconosciuta anche nel settore del restauro; Michela e i suoi aiuti hanno collaborato agli interventi delle chiese veneziane della Salute, del Redentore (tempio palladiano nel quale hanno realizzato 220 metri quadrati di vetrate), della Basilica dei Santi Maria e Donato e di San Pietro Martire a Murano. Nei modesti spazi della bottega, tra vetrate colorate e disegni che dovranno poi trasformarsi in armoniche “composizioni” di vetro, fa capolino un Cristo di Guido Reni: il volto emerge dal fondo di vetro soffiato color ametista, l’incarnato rosa e i capelli color ambra dialogano poeticamente con i chiaroscuri stilizzati dalla grisaglia. Accanto alle tecniche e alle lavorazioni tradizionali questa fucina veneziana ha cominciato a modellare il suo futuro con il talento di Stefano Bullo, il giovane figlio di Michela che sta terminando l’Accademia di Belle Arti. Un pittore di grandi qualità che ha già esposto alla Galleria Bevilacqua La Masa ed è autore di ritratti di grande forza introspettiva che hanno attirato l’attenzione dei critici. Stefano ha già realizzato diverse vetrate innovative sia dal punto di vista tecnico e del gusto, scegliendo anche di eseguire lavorazioni in pressofusione. “Vedo la vetrata - dice Stefano - come un quadro a sé con una luce e una trasparenza che non si possono raccontare. Il mio sogno è quello di portare un giorno le vetrate artistiche alla Biennale di Venezia.”28 29
  15. 15. Michela’s extraordinary artistic and manual skills have also to shape its future, thanks to the talent of Stefano Bullo,gained her a reputation in restoration work; she and her Michela’s young son, who has nearly completed his studiesassistants have taken part in work on several churches in at the Academy of Fine Arts. This highly talented painter,Venice: La Salute, Il Redentore (a Palladian temple where who has already exhibited at the Galleria Bevilacqua Lathey made 220 square metres of stained glass windows), Masa, is the author of strong introspective portraits whichthe Basilica dei Santi Maria e Donato and San Pietro Martire have attracted the attention of the critics. Stefano hasin Murano. In the limited space of the shop, a Christ by already produced several stained glass works which areGuido Reni peeps out from behind the coloured glass and technically and stylishly innovative and has chosen to usedrawings that will be transformed into harmonious glass pressure die-casting in some of his creations. “I see a glass“compositions”: Christ’s face emerges from the background window – says Stefano – like a painting, with a light andof the amethyst-coloured blown glass, the pink complexion transparency that you just can’t put into words. My dreamand amber-coloured hair relate poetically with the stylised is to show our artistic stained glass at the Venice Biennalechiaroscuro of the grisaille. Alongside the traditional one day.”techniques and processes, this Venetian forge is beginning30 31
  16. 16. Lavorazione artistica del ferro Willer Fuson Piegare il ferro sembra un’impresa impossibile ma tutto cambia quando diventa incandescente sulla forgia: un’energia solare lo pervade, è pronto a vivere in nuove forme. Bending iron may seem an impossible task but when it becomes white hot on the forge all that changes: it is filled with solar energy, ready to take on new shapes.32 33
  17. 17. Una statua equestre sorveglia l’ingresso della fucina di Willer Fuson classe 1950. All’età di quindici anni, nei magazzini della casa di campagna, aveva già una forgia, poi vendendo i suoi quadri - era portato anche per il disegno e la pittura - si comprò un maglio e realizzò i primi lavori in un locale di quattro metri per quattro. All’ingresso della sua fucina a Scandolara di Zero Branco si viene salutati da una vetrata artistica in ferro battuto con pavoni e segni zodiacali. Mentre un apprendista batte al calore della forgia, Fuson spiega: “Per me un artigiano è sempre un artista, molto più di certi presunti artisti. Non basta avere un’idea bisogna possedere anche l’esperienza per trasformarla in un’opera. L’arte secondo me deve sempre evocare un equilibrio, un’armonia, una proporzione tra le parti. Non è cosa da poco e non è cosa per tutti.” Una delle sue ultime sculture rappresenta due buoi che trainano l’aratro accompagnati dal contadino, un’immagine campestre che diventa movimento, conflitto, avventura: uno degli animali cade per lo sforzo e il contadino lo aiuta sollevando l’aratro. Per dare l’idea della complessità dell’opera va sottolineneato che il contadino è composto da venti pezzi diversi forgiati ad uno ad uno e poi assemblati. Il metodo non cambia per i pavoni, i crocifissi, le rose , le lampade, i cavalli, i leoni che Willer espone in uno dei locali dell’officina. Alcune sculture sono opera del figlio Andrea che lo affianca nell’attività e che ha completato la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia. “Il segreto - confida - è far sembrare il ferro un materiale malleabile, leggero, dinamico, che prende vita”.34 35
  18. 18. An equestrian statue watches over the entrance to WillerFuson’s forge (b. 1950). At the age of fifteen, he alreadyhad his own forge set up in the storerooms of his house inthe country; he sold some of his paintings – he was also agifted artist and painter – and bought himself a hammer,producing his very first works in a room just four metres byfour. As you enter his forge in Scandolara di Zero Branco,you are greeted by an artistic wrought iron glass windowdecorated with peacocks and signs of the zodiac. Whilean apprentice hammers in the heat of the forge, Fusonexplains: “A craftsman is always an artist in my mind, alot more than many other so-called artists. Having anidea is not enough, you also need the experience to turn itinto a work of art. I believe that art should always producebalance, harmony, a proportion between the parts. It’squite a tall order and not for everyone.” One of his latestsculptures portrays two oxen pulling a plough, followed bythe farmer, a rural scene that involves movement, conflict,adventure: one of the animals falls because of the effortand the farmer helps him by lifting the plough. It is a highlycomplex work – the farmer is made of twenty differentpieces, all forged individually and then put together. Willeruses the same method for the peacocks, crucifixes, roses,lamps, horses and the lions on display in one of the roomsof his workshop. Some sculptures are the handiwork ofhis son, Andrea, who works with him and has finished histraining at the Academy of Fine Arts in Venice.“The secret – he confides – is to make iron appear to be amalleable, light, dynamic material that comes alive”.36 37
  19. 19. Maschere, sculture, modelli decorativi Guerrino Lovato “Pensato a mano”, potrebbe essere il motto di ogni artigiano, è la frase con cui Guerrino Lovato definisce la sua attività. Nella bottega Mondonovo in Campo Santa Margherita lui regala spiegazioni e curiosità a qualsiasi visitatore. “Thought by hand” could be the slogan of every craftsman and it is the motto that sums up Guerrino Lovato’s work. In his workshop ‘Mondonovo’ in Campo Santa Margherita, he offers explanations and shares tales with all his visitors.38 39
  20. 20. Abile conversatore ed esperto d’enigmi d’arte, Guerrino e il dottore della Peste. Su altri ripiani le sculture tratteLovato è stato definito geniale “mascarer” veneziano ma dai più bei disegni di Annibale Carracci, Michelangelo,lui si sente prima di tutto uno scultore... Lavora molto per Leonardo. “Ho aperto questa bottega nel 1983 – raccontateatri, cinema, feste. In America ha dipinto un soffitto per il Guerrino - e ha avuto subito successo. Tra i lavori di cuiVenice Las Vegas, in Russia i soffitti del nuovo Cremino,nel vado più fiero c’è senz’altro la cavea della nuova Fenice:1993 insieme a Giorgio Spiller ha eseguito un presepio per dai numeri dei palchi ai pomoli, alle sculture a basso e altoil Comune di Parigi, dalle sue mani hanno preso forma le rilievo, circa 300 metri quadrati di prototipi e 12 figure sonomaschere utilizzate da Stanley Kubrick in Eyes wide shut stati realizzati qui dentro.” Guerrino è anche il protagonistae altre commissionate da Zeffirelli e Kenneth Branagh. con le sue sculture effimere di molte feste di piazza e delC’è qualcosa di sulfureo che aleggia tra i mille volti tragici Carnevale di Venezia per il quale realizzò un memorabilee comici che pendono dal soffitto della sua bottega, un rinoceronte con un corno lungo 12 metri, una visionecaleidoscopio di storie e biografie che aspettano solo di felliniana mirabilmente “pensata a mano” come il toroessere riscoperte, narrate, ricordate: Beethoven, Tintoretto, Ferdinando ed Archimede Pitagorico creati su licenza dellaCasanova, Giorgione, Socrate, Pantalone, Brighella, Medusa Walt Disney.40 41
  21. 21. A clever conversationalist and expert in art enigmas, Guerrino Casanova, Giorgione, Socrates, Pantalone, Brighella, MedusaLovato has been dubbed the brilliant mask maker of Venice and the Plague Doctor. On other shelves he has sculpturesbut more than anything else he considers himself a sculptor. inspired by the beautiful drawings of Annibale Carracci,He works extensively for theatres, the cinema and festivals. Michelangelo and Leonardo. “I opened this shop in 1983 –In America he painted one of the ceilings of the Venice in says Guerrino – and it was an immediate success. One of theLas Vegas, in Russia the ceilings of the new Kremlin, in projects I am most proud of is undoubtedly the auditorium at1993 he created a Christmas crib for the City of Paris with the new Fenice: about 300 square metres of prototypes andGiorgio Spiller, he is the man (and the hands) behind the 12 figures were made here, ranging from the numbers on themasks used by Stanley Kubrick in Eyes wide shut and others boxes to knobs and sculptures in bas and high relief.” Guerrinocommissioned by Zeffirelli and Kenneth Branagh. There is and his ephemeral sculptures are also stars of many localsomething sulphurous in the air among the thousand tragic festivals and the Carnival of Venice. For the carnival he cameand comic faces hanging from the ceiling in his workshop, up with an unforgettable rhinoceros with a 12-metre horn,a kaleidoscope of stories and biographies just waiting to a vision worthy of Fellini and admirably “thought by hand”,be uncovered, told, remembered: Beethoven, Tintoretto, like Ferdinand the Bull and Gyro Gearloose who Walt Disney granted him the licence to create.42 43
  22. 22. Intaglio e doratura Riccardo Meneghetti A Sant’Ambrogio di Trebaseleghe, in un laboratorio circondato da alberi e fiori, Riccardo Meneghetti e suo padre intagliano cornici, pezzi di legno che sembrano inanimati e rigidi rivelano sotto le loro mani un’indole versatile e una fantasia che aspettano solo di essere scoperte. La scultura del legno si accompagna ad altre abilità come la doratura e laccatura, il restauro, la realizzazione di mobili. In Sant’Ambrogio di Trebaseleghe, in a workshop surrounded by trees and flowers, Riccardo Meneghetti and his father carve frames. In their hands pieces of wood that appear stiff and lifeless reveal their versatile character and an imagination that are just waiting to be released. Wood carving is not their only talent, they are also masters at gilding and lacquering, restoring and furniture making44 45
  23. 23. Riccardo, diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Venezia,ha appena terminato un comò che sembra uscito dallememorie di Casanova, un comò bombato con ornamentifloreali ed eleganti teste femminili, un piano in finto marmo,le cornici in oro zecchino e ogni colore realizzato secondoil metodo tradizionale con le tempere, le terre e la velaturadi sandracca. Una storia cominciata negli anni Cinquantaquando il papà di Riccardo lavorava per degli antiquaridi Venezia e giorno dopo giorno maturava la decisione dimettersi per conto proprio. Cominciò con delle piccolefresatrici artigianali che gli permettevano di realizzarea mano le frese più adatte ai soggetti scelti. Oggi quellefrese sono diventate centinaia ma solo padre e figlio neconoscono i segreti. I risultati del loro lavoro possonoessere i più diversi: cornici a cassetta pensate per quadridel Cinquecento, cornici dagli ornati barocchi per nobilispecchiere, le classiche francesine con una incredibilevarietà di sagomature e forme, cornici a ventaglio, ovali,rettangolari, tonde, abbellite da soli, fiori, putti, foglied’acanto. Ogni soggetto merita una cornice e ogni cornicemerita un progetto unico che non può esser mai il risultatodi una produzione seriale. Lo stesso vale per il restauro ela creazione di mobili antichi che i Meneghetti conduconosecondo le tecniche tradizionali con integrazioni, ovenecessario, di essenze della stessa epoca e adottandola lucidatura a gommalacca con vari passaggi alternatiall’aggiunta di pomice in polvere e olio paglierino.“Quando lavoriamo stiamo bene - dicono, creare è un po’come sognare.”46 47
  24. 24. Riccardo, who went to the State School of Art in Venice, has just finished a chest of drawers which looks like something out of “The Memoirs” of Casanova. It is rounded with floral decorations and elegant female heads, has an imitation marble top, frames in pure gold and each of the colours is prepared in the traditional way using tempera, earth colours and sandarac varnish. The history of the business goes back to the Fifties when Riccardo’s father worked for antique dealers in Venice and, as time passed, he decided to set up on his own. He started with small artisan milling machines which enabled him to make more suitable cutters by hand for his chosen subjects. Today they have hundreds of cutters but only father and son know their secrets. They produce a whole range of frames: box frames designed for 17th century paintings, frames with Baroque decorations for aristocratic mirrors, classic French-style frames with an incredible variety of shapes and forms, fan-shaped, oval, rectangular and round frames, decorated with suns, flowers, putti and acanthus leaves. Every picture deserves a frame and every frame deserves a unique design, which cannot be achieved with mass production. The same concept is applied to restoration and the antique furniture the Meneghetti create using traditional techniques, adding, where necessary, wood from the same period and applying several coats of shellac polish, alternated with added powdered pumice and straw oil. “When we work we are happy – they say, creating is a bit like dreaming.”48 49
  25. 25. Fonderia artistica Valese Carlo Semenzato Se ne sta acquattatata dietro Madonna dell’Orto la Fonderia Valese, nascosta come per modestia. Una calle stretta di mattoni arancioni, una scritta sul legno verde, un cortile in disordine e poi la porta che dà sulla fonderia. Di là i laboratori e lungo gli scaffali decine di presenze, di statue grandi e piccole, come quella famosa del Colleoni, maschere, cavalli, leoni alati, lanterne. The Valese foundry is hidden behind Madonna dell’Orto, almost crouching down out of modesty. A narrow orange brick alleyway, a couple of words on green wood, an untidy courtyard and then the door that leads to the foundry. Through the door are the workshops and on the shelves dozens of objects, large and small statues, like the famous one of Colleoni, masks, horses, winged lions and lanterns.50 51
  26. 26. Carlo Semenzato è un tipo di poche parole, ha imparato ogni segreto di questo mestiere da Mario Valese. Sa che sono i fatti quelli che contano, alle sue spalle ha cento anni di storia. Accanto al tornio l’attestato della Mostra Campionaria di Firenze del 1934 che consegna alla ditta Valese “La croce al merito e la Medaglia d’oro per gli speciali lavori artistici di fonderia e meccanica”, e una lettera firmata da Mary Catherine Martin direttrice del restauro del Fox Theatre di Atlanta: “Ho appena ricevuto le vostre ultime fusioni e sono molto soddisfatta del livello di qualità del vostro lavoro. Le vostre riproduzioni sono largamente superiori a qualsiasi altro tipo di prodotto ricevuto da altre fonderie, in Italia o negli Stati Uniti.” Sorride Carlo con la sua faccia buona che ricorda quella di Neri Marcorè, la sua storia l’ha raccontata mille volte, ma a raccontarla davvero sono i ballottoni e i rigadini (specie di stampi) forniti alle vetrerie di Murano, i battenti e i campanelli di Venezia, i leoni di San Marco usati per le premiazioni del Festival del Cinema, i lampioni composti da oltre cinquanta pezzi diversi assemblati con pazienza, i cavallucci marini per l’ornamento di gondole civettuole. Un’arte apprezzata anche in Giappone dove i lampioni Valese sono stati scelti per l’illuminazione del prestigioso campo da golf di Hokkaido. “Chi non l’ha provato non può capirlo – dice Carlo – che cosa si prova a creare qualcosa che prima non esisteva.”52 53
  27. 27. Carlo Semenzato is a man of few words who learnt all the times but it is really his creations that tell it: the ballottonisecrets of his trade from Mario Valese. He knows that it and the rigadini (kind of moulds) supplied to the Muranois not what you say but what you do that counts, he has glassworks, the doorknockers and bells of Venice, the lionsone hundred years of history behind him. Next to the lathe of Saint Mark used at the Film Festival award ceremony,hangs a certificate from the 1934 Florence Trade Fair which the lamp posts made up of more than fifty different pieces,awarded the Valese company “The Cross of Merit and the all patiently assembled, the seahorses used to decorate theGold Medal for special artistic foundry and mechanical coquettish gondolas. His work is acclaimed as far afieldworks” and a letter from Mary Catherine Martin, head as Japan, where Valese lamp posts were chosen to lightof restoration at the Fox Theater in Atlanta: “I have just up the prestigious golf course in Hokkaido. “If you’ve neverreceived your latest castings and I am very satisfied with the experienced it – says Carlo – you can’t understand what itquality of your work. Your reproductions are by far superior feels like to create something that did not exist before.”to any other product we have received from other foundriesin Italy or the United States.” Carlo smiles, his kind facejust like Neri Marcorè’s, he has told his story thousands of54 55
  28. 28. Laccatura e doratura Stefano Zanin Tutto quello che tocca lo trasforma in oro ma non è Nicolas Flamel o Paracelso. A Venezia Stefano Zanin comincia il suo apprendistato all’età di tredici anni. Il papà restauratore, ebanista, intagliatore, lo introduce nella bottega di Terzo Barbini e poi da Giovanni Cavalier a Santo Stefano. È lì che impara il mestiere, ama esercitarsi nel disegno di ornati e decorazioni floreali. Everything he touches turns to gold but he is no Nicolas Flamel or Paracelsus. Stefano Zanin began his apprenticeship in Venice at the age of thirteen when his father, a restorer, cabinet-maker and woodcarver, took him to Terzo Barbini’s workshop and then to Giovanni Cavalier in Santo Stefano. Here he learnt the trade and loved practising drawing ornamentations and floral decorations.56 57
  29. 29. After six years he opened his own workshop and shop in Dopo sei anni apre il suo laboratorio e il negozio aSan Samuele, just a stone’s throw from Palazzo Grassi. San Samuele a due passi da Palazzo Grassi.One of his most important projects is the gilding and stucco Tra i lavori più importanti, gli interventi di doratura ework at Palazzo Ducale in Modena. Stefano is always on stuccatura del Palazzo Ducale di Modena. Stefano èthe lookout for new inspiration for his decorations, motifs sempre alla continua ricerca di nuovi spunti per le sueand subjects, which he chooses from the rich, multi- decorazioni, motivi e soggetti che sceglie tra i ricchifaceted monuments in Venice or from closely studying e poliedrici monumenti veneziani oppure osservandothe decorations on vintage ceramics in museums or from attentamente le decorazioni delle ceramiche d’epoca neiporing over old art magazines. This research gives rise to musei, o spulciando tra vecchie riviste d’arte. Nascono cosìmirrors and tables decorated with designs and references specchiere e tavoli arricchiti da disegni e da riferimentito historical or mythological characters. The drawings a soggetti storici o mitologici. I disegni prendono vitacome to life thanks to the skilful use of chiaroscuro: the attraverso un sapiente uso del chiaroscuro: la foglia d’orogold leaf is toned down with different shades depending on viene velata con tonalità diverse sulla base dell’immaginethe picture in question. Stefano spends a lot of time in the da interpretare. Stefano trascorre molto tempo inworkshop with his son, Sandro. They meticulously follow laboratorio insieme al figlio Sandro.all the processing stages: first hours are spent priming Con scrupolosa attenzione seguono tutte le fasi dithe wood structures with rabbit-skin glue, then the work lavorazione: ore trascorse innanzitutto a predisporreis stuccoed and layers of plaster of Bologna applied. Then l’imprimitura con colla coniglio della struttura lignea, poiit is sanded down, treated with marl and the gold leaf is l’esecuzione della stuccatura e delle stesure di gesso diapplied and burnished with an agate stone. At the end it Bologna. Quindi la carteggiatura, il trattamento con lais distressed or the design is applied with several coats of terra grassa, la posa della foglia oro e la sua brunituravarnish. There is no rulebook, ça va sans dire, each piece, con la pietra d’agata. Infine, l’invecchiamento o il disegnoevery single frame, is different but all carry the stamp of con più strati di velature. Non ci sono ricette, ça va sansmaster craftsmanship. dire, ogni pezzo, ogni singola cornice è diversa dall’altra e caratterizzata dal tocco della sapienza artigiana.58 59
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  31. 31. ASIN PAVIMENTI www.asinpavimenti.com ALBINO CASARIN www.albinocasarin.com - albino.casarin@gmail.com DALL’ERA COMELATO www.dallera.it - info@dallera.it MICHELA FICOTTO www.vetrateapiombo.com - info@vetrateapiombo.com GUERRINO LOVATO www.mondonovomaschere.it - info@mondonovomaschere.it WILLER FUSON - www.willerfuson.it - info@willerfuson.it RICCARDO MENEGHETTI www.riccardomeneghetti.it - meneghettiriccardo@libero.it CARLO SEMENZATO www.valese.it - info@valese.it STEFANO E SANDRO ZANIN stefano_zanin@fastwebnet.it62 63
  32. 32. Questa pubblicazione è stata realizzata da alcuni artigiani della comunicazione le foto sono di Paolo Gamelli - www.gamelli.it il progetto grafico è di minedivine associati - www.minedivine.com i testi e il titolo della mostra sono di Mario Anton Orefice - www.studiodiscrittura it. la stampa è di IdeaAzione - www.ideaazione.com64 65

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