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1ITALIAN UNIVERSITY LINECORSO DI LINGUISTICA ITALIANAPROF. PAOLO MARTINOTUTORS: SARA DEODATIROBERTA ROSADAANNO ACCADEMICO ...
2CAPITOLO 1L’ONOMASTICA1.1 Il nome e l’onomasticaNome /’nome/ [vc. Dotta, lat. Nōme(n) di origine indoeur.] s.m. Parola co...
3L’onomastica è la scienza che studia i nomi propri: l’appartenenza linguistica,l’etimo e il significato, la tipologia, l’...
4gli oronimi, nomi dei monti e degli altri rilievi,i coronimi, nomi di suddivisioni amministrative e strade.61.2 Antroponi...
5paleonimi, dal nome antico di una località (es. Partenope);poleonimi, dal nome di un centro abitato (es. Milani);pseudoni...
6CAPITOLO 2IL SOPRANNOME2.1 Origine e caratterizzazioneSoprannome: Terzo nome che si pone sopra a chicchessia per qualche ...
7Il soprannome, il più delle volte si acquista da qualche accidente, come Scevola,Paetus o Guercio, Zoppo, Scartellato... ...
82.2 Marano di NapoliPrima di affrontare il tema dei soprannomi di Marano, qualche nota geografico-storica della mia città...
9Eppure lo stemma di Marano rappresenta una quercia alla quale è appoggiatoun Angelo!Inoltre, la parte più a Nord di Maran...
10ecclesiastici (in cui, dopo il Concilio di Trento, furono scritti i nomi dei battezzati, deglisposi, e dei morti), veniv...
11Quel che è certo, è che molti soprannomi sono spesso riferiti ad un’interafamiglia, non alla singola persona, sebbene un...
12‘E MASTURASCI → maestri d’ascia – falegnami‘E VUTTARI → bottai (costruivano botti e riparavano tini, tinozze…)‘E MASSARI...
13‘E TRIPPARI → venditori di frattaglie (‘a trippa)‘E BACCALAJUOLI → venditori di baccalà (merluzzo) e di stocco‘E PARULAN...
14‘E MUNTESI → famiglia che lavorava nelle Cave di tufo di Marano a “monte” dellazona abitata‘E STAGNARI → rivestivano con...
15‘O SAPUNARO → chiamato anche “piattaro” perché un tempo in cambio di abitismessi, coperte vecchie o vecchi oggetti dava ...
16CARATTERISTICHE PERSONALIMARIA ‘A PUPATA → con il viso da bambolaCICCIO ‘O CURTULILLO → basso di staturaMARIA ‘A MUTA → ...
17SCIABULOTTO → poiché possedeva una sciabolaMICHELE ‘E PELLECANE → dalla pelle dura e incline alla violenza‘A BIZZOCA → s...
18TIPOLOGIA FORMALENOMISEMPLICINOMICOMPOSTINOMIDERIVATINOMIALTERATI AGGETTIVISanzanoPiecuriVammanaPupataPiruccoSciruppoCar...
191717Nicola De Blasi, Luigi Imperatore, Il Napoletano parlato e scritto, F. Fiorentino, 1998
202.5 Dal Passato al Presente “storico”…..”Dopo la curva la traversa s’affossa nel silenzio estivo. Vuoi per l’afa, per l’...
21E’anche per questo che ho cercato di stimolare i miei alunni nella ricerca disoprannomi almeno all’interno della loro fa...
22Bibliografia e linkGiovanni Baiano, I figli della Selva, collana poetica campana, aprile 2007Domenico De Luca, Introduzi...
23CAPITOLO 1: L’ONOMASTICA……………………… pag. 21.1 Il nome e l’onomastica…………………………………… pag. 2-41.2 Antroponimia………………………………………...
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I soprannomi di marano 2003

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Soprannomi di Marano di Napoli

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  1. 1. 1ITALIAN UNIVERSITY LINECORSO DI LINGUISTICA ITALIANAPROF. PAOLO MARTINOTUTORS: SARA DEODATIROBERTA ROSADAANNO ACCADEMICO 2006/2007I SOPRANNOMIAMARANO DI NAPOLIA CURA DI ANNA DI PALMA
  2. 2. 2CAPITOLO 1L’ONOMASTICA1.1 Il nome e l’onomasticaNome /’nome/ [vc. Dotta, lat. Nōme(n) di origine indoeur.] s.m. Parola con laquale si designano gli esseri animati (persone e animali) e gli oggetti, i sentimenti, lequalità, i fenomeni.1… “Mi chiamo Nessuno” disse Ulisse a Polifemo.. e le imprecazioni del Ciclopeaccecato contro l’eroe in fuga non ebbero efficacia...2Tutti abbiamo un nome che ci distingue, ci identifica e ci rende unici. “E’ parteintegrante dell’identità dell’individuo, è elemento caratterizzante di tutte le cultureumane di ogni epoca”.3Per le culture antiche, il nome rappresenta l’Alter ego dellapersona; il semplice chiamare “per nome” presuppone una conoscenza della personastessa! E chi conosce una persona può farle del bene o del male…Sono tanti i nomi, ciascuno con la propria accezione, la propria specificità, unapropria storia. Il nome è, quindi, “informazione”…E sono così tanti e diversi che nascel’esigenza di studiarli in modo approfondito, da diversi punti di vista: filosofico, storico,geografico, linguistico, antropologico, giuridico ecc.1Il Nuovo Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana2Brown 19663Prof. Paolo Martino, Appunti sul nome proprio, Lumsa 2006/2007
  3. 3. 3L’onomastica è la scienza che studia i nomi propri: l’appartenenza linguistica,l’etimo e il significato, la tipologia, l’insorgenza e la diffusione e distribuzione.4Natointorno al 1850, il termine deriva dallantica parola greca όνοµα-τος (<radice i.e. *nom->lat. nomen), ònoma (nome)5Essa è principalmente una scienza linguistica perché necessita di una esegesi deidati, sia in prospettiva diacronica, considerando l’evoluzione dei sistemi onomastici,l’etimologia.., che sincronica evidenziandone l’articolazione diastratica, le zone didiffusione…L’indagine onomastica, pertanto, deve necessariamente essere contestualizzataall’interno della storia dei popoli e dei gruppi etnico-linguistici presenti nell’area diappartenenza di un nome, sia per definirne le origini, le modificazioni, sia, al contrario,per ricavare notizie storiche, culturali di quei popoli stessi.L’onomastica si snoda in due ambiti principali: l’Antroponimia, su cui misoffermerò nel paragrafo successivo, e la Toponomastica il cui oggetto di studio sono inomi di luogo detti toponimi cioè i nomi di paesi e città che hanno generalmente origineo da una caratteristica geografica locale, o da un nome di persona (il fondatore, ilproprietario di un antico fondo, ecc).Oltre ai nomi di città e località abitate essa esamina:gli idronimi, nomi di fiumi e altri corsi dacqua,i limnonimi, nomi dei laghi,4Emidio De Felice, Onomastica, in R. Lazzeroni (a cura di), Linguistica storica, Roma, Carocci, 2004, pp.147-1795http://it.wikipedia.org/wiki/Onomastica
  4. 4. 4gli oronimi, nomi dei monti e degli altri rilievi,i coronimi, nomi di suddivisioni amministrative e strade.61.2 AntroponimiaDerivante dal greco ἄνθρωπος "essere umano" e ὄνομα "nome",l’antroponimia studia i nomi di persona e di gruppi di persone, cui si attribuisce unapersonalità e quindi un nome individuale.Gli antroponimi possono essere classificati a seconda del significatoe dell’uso in:agionimi, dal nome di un santo (es. Giorgi);coronimi, dal nome di una regione passata o presente (es. Siciliano);etnonimi, dal nome di un popolo (es. Tedeschi);familonimi, dal nome di una famiglia (es. Degli Esposti);fitonimi, dal nome di una pianta (es. Fiorello);idronimi, dal nome di un fiume (es. Fiume);ieronimi, soprannome esoterico (es. ARA)limnonimi, dal nome di un lago (es. DOrta);necronimi, dal tema della morte (es. Dellamorte);ornitonimi, dal nome di un uccello (es. Colombo);oronimi, dal nome di un monte (es. Alpi);6http://it.wikipedia.org/wiki/Onomastica
  5. 5. 5paleonimi, dal nome antico di una località (es. Partenope);poleonimi, dal nome di un centro abitato (es. Milani);pseudonimi, nome darte (es. Alberto Moravia);tecnonimi, da una professione (es. Pintor);teonimi, dal nome di un dio (es. Mercuriali);zoonimi, o terionimi dal nome di un animale (es. Agnelli).7L’antroponimia, nello specifico studio dei nomi propri di persona, ha come oggettodi ricerca i nomi personali o prenomi, i nomi di famiglia o cognomi, e i soprannomi.Mentre i prenomi hanno la funzione di identificare e distinguere una singola personaall’interno della collettività e i cognomi hanno la duplice finalità di individuare ericonoscere una comunità minore o gruppo familiare, all’interno dell’intera collettività,e/o distinguere ulteriormente un singolo individuo appartenente ad una specificafamiglia, i soprannomi, che indicano e distinguono un individuo sostituendosi oaggiungendosi al nome e al cognome, hanno un uso ristretto alla comunità locale o agruppi di appartenenza, con minore stabilità e un carattere occasionale.Praenomen Nomen Cognomen SupernomenQUINTO FABIO MASSIMO, IL TEMPOREGGIATORE7Il termine tedesco per “animale” è das Tier (-e).La parola deriva dall’indeuropeo *dheus- “respirare”, e designa quindi un “essere che respira”,differenziandosi così dal mondo vegetale circostante.http://209.85.135.104/search?q=cache:9jc6B1ltm40J:users.unimi.it/dililefi/Di%2520Venosa/dispense/Dispensa%2520I%252006-07.pdf+terionimi&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it
  6. 6. 6CAPITOLO 2IL SOPRANNOME2.1 Origine e caratterizzazioneSoprannome: Terzo nome che si pone sopra a chicchessia per qualche singolaritànotabile di lui, così in bene, come in male (Dizionario Etimologico Online)8Soprannome: /sopran’nome/ [dal latino mediev. Supernōme(n), comp. di sŭper‘sopra’ e nōmem, genit. Nōminis ‘nome’ con sovrapposizione di sopra]. Nomeparticolare che, specialmente in determinati ambienti, si sostituisce al vero nome ecognome di una persona (Zingarelli).9In realtà una definizione esauriente e specifica anche in rapporto al nome ecognome risulta difficile, soprattutto perché sul piano formale e funzionale ilsoprannome e nome personale, e a volte anche il cognome, si fondono, come affermaDe Felice, e si sovrappongono con “processi di formazione identici o analoghi e spessointerscambiabili”. Infatti, il soprannome può essere un nome o un appellativo aggiunto aquello proprio o anagrafico, con cui viene designato un personaggio storico o unapersona comune, specie per distinguerlo dagli omonimi o, con valore espressivo,scherzoso o anche dispregiativo, per alludere a caratteristiche fisiche o morali, a difetti,ad abitudini, a vicende della vita, a imprese, al luogo di nascita, alla professione ecc.8http://www.etimo.it/?term=soprannome9Il Nuovo Zingarelli, vocabolario della lingua italiana
  7. 7. 7Il soprannome, il più delle volte si acquista da qualche accidente, come Scevola,Paetus o Guercio, Zoppo, Scartellato... o da caratteristiche fisiche: Nasones, Nasicae,Strabones, biondi, bruni, rossi, corti, lunghi… Talvolta da tali soprannomi derivano icognomi delle famiglie o di interi casati, perché si tramandano di padre in figlio e se ifigli sono tanti si acquista il soprannome della madre (L.A. Muratori).10Nell’antichità romana lo si trova spesso come titolo onorifico derivato in genere dauna vittoria militare (in latino agnomen) o in ogni caso da imprese memorabili: Magno,Poliorcete, l’Assediatore11, Africanus - Allobrogicus - Asiaticus - Atticus - Augustus(per gli Imperatori) - Balearicus - Briganticus - Britannicus - Caligula - Creticus -Dalmaticus - Gaetulicus - Gallicus - Germanicus - Helveticus - Imperator - Isauricus -Italicus - Macedonicus - Numidicus - Paulus – SparticusCaratterizzati dalla non ufficialità e validità in tutta la collettività, dal carattereoccasionale e effimero, i soprannomi risultano riconoscibili solo in un ambiente socialee geografico ristretto e solidale (E. De Felice).10Ludovico Antonio Muratori, Antichità Italiane Dissertazione XLI dei Nomi e dei Soprannomi.http://www.classicitaliani.it/muratori/dissert41.htm11Demetrio, figlio del Re di Siria
  8. 8. 82.2 Marano di NapoliPrima di affrontare il tema dei soprannomi di Marano, qualche nota geografico-storica della mia città.La città di Marano si estende su di un territorio collinoso di 15,45 chilometriquadrati a 151 metri sul livello del mare.L’area di Marano è molto giovane, essendosi formata circa 11.000 anni fa(corrisponderebbe al terzo e ultimo dei periodi geologici della zona flegrea).La popolazione effettiva è di circa 60.000 abitanti con una densità che è una dellepiù alte in tutta la regione, pari a 390 abitanti per chilometro quadro.L’origine del suo nome è incerta. Molti storici hanno proposto soluzioni partendosia dall’evidente accostamento col famoso Caio Mario (nemico di Silla), ma anche dallaproduzione dei maroni (castagne) che fino a non molto tempo fa crescevano sullacollina dei Camaldoli e nel Vallone di Quarto, oppure si può supporre che il nomederivi da accostamenti con gli Osci, specificamente da “Maraheis”.12L’origine più plausibile è che Marano sia una denominazione comune per territori(come le altre 14 Marano che si trovano in Italia) situati al centro di vallate (in questocaso Vallesana e conca di Quarto) e che per tale posizione pur non essendo paludosi,non sono tuttavia neppure abbastanza fertili. Tale tipologia di territorio prendeva ilnome di “mara” o di “marano” dal verbo greco maràino che significa “lasciarappassire”, quindi per analogia terreno non troppo fertile. 1312Domenico De Luca, Introduzione etimologica alla geomorfologia storica di Marano, Athena 199213Pasquale Orlando, Appunti di Storia Patria – Marano di Napoli dalle origini al 1650, M. D’Auria 1970
  9. 9. 9Eppure lo stemma di Marano rappresenta una quercia alla quale è appoggiatoun Angelo!Inoltre, la parte più a Nord di Marano, dove si producono ciliegie, mele, piselli ècaratterizzata da pregevoli aree di verde con paesaggi mozzafiato…Il centro, invece, appare come un grosso agglomerato urbano, con numerosi negozi,in particolare di abbigliamento, grandi supermarket e profumerie, un campo di Atletica,uno di Basket ecc.142.3 I Soprannomi maranesi, o meglio i “CONTRANOMI”Se l’interesse circa l’origine del nome di Marano ha condotto a diversepubblicazioni di testi, come pure per la Toponomastica, riguardo ai Soprannomi, che aMarano vengono chiamati “contranomi”, forse per indicare come questi siano “opposti”al nome, non c’è nulla di scritto! Anche perché nei registri comunali, come negli archivi14Enzo Savanelli, Marano, Nuove edizioni, Napoli 1986
  10. 10. 10ecclesiastici (in cui, dopo il Concilio di Trento, furono scritti i nomi dei battezzati, deglisposi, e dei morti), veniva aggiunto, accanto al nome e cognome, la paternità o lamaternità oppure “NN” nel caso in cui il neonato fosse un trovatello o non fosse stato“riconosciuto”:‘…Gaetano De Falco di Giovanni’‘…Luca Esposito di NN.Di Onomastica e, nello specifico, dei cognomi di una sola zona di Marano, laStarza, si è occupato Beppe Barleri, che, dall’esperienza con il Gruppo Archeologicomaranese, è passato a condurre ricerche approfondite tra i documenti di archivio,dedicandosi, tra l’altro, anche alla stesura di un altro testo sulle arti e mestieri a Maranoa cui mi sono riferita come unica fonte scritta, per i soprannomi che, derivano appuntodai mestieri.Per le altre tipologie, sono ricorsa a fonti orali, con interviste a persone anziane, apersonaggi illustri della cultura del mio paese (scrittori, giornalisti, assessori, notai ilMonsignore…), mentre, alcuni alunni con genitori o nonni nativi di Marano hannocercato notizie, di cui allego i risultati. Certamente la ricerca non può definirsi conclusa,in quanto i soprannomi trovati riguardano solo alcune poche zone di Marano, edesattamente: Piazza Municipio, Piazza del Plebiscito, via Ranucci, Starza,via Casalanno.In realtà la popolazione maranese, specie nella zona in cui insegno, è abbastanzagiovane e spesso non indigena, per cui i soprannomi, che maggiormente venivano usatiun tempo anche per distinguere gli omonimi, non sono conosciuti, né tantomeno usati senon dalle persone anziane alla cui morte sul manifesto, viene inserito, tra parentesi, ilsoprannome, rigorosamente in dialetto napoletano “detto ‘o ‘mericano”.
  11. 11. 11Quel che è certo, è che molti soprannomi sono spesso riferiti ad un’interafamiglia, non alla singola persona, sebbene uno dei membri abbia dato vita alla“dinastia”; cosìcche’ dire “’e cient’anni” oppure ‘e sfregiati, significa far riferimento atutto il casato, mentre si antepone il nome proprio seguito dall’articolo ‘o/’a perintendere lo specifico membro: “Nicola ‘O Paglietto”.2.4 Prospettiva tipologicaI soprannomi che si riferiscono ai mestieri, o sono relativi all’aspetto fisico, allafisiosomia, agli atteggiamenti e caratteristiche psicologiche sono raggruppati sotto ilnome di Tipologia Semantica, mentre i soprannomi costituiti da nomi semplici,composti, aggettivi ecc., sotto il nome di Tipologia Formale.TIPOLOGIA SEMANTICAMestieri‘E SEVERAIOLI → lavoratori delle selve‘E SPORTELLARI → cestai‘E SCALARI → costruttori di scale
  12. 12. 12‘E MASTURASCI → maestri d’ascia – falegnami‘E VUTTARI → bottai (costruivano botti e riparavano tini, tinozze…)‘E MASSARI → possessori o affittuari di masserie‘O SANZANO → sensale o mediatore‘E CRAPARI → coloro che conducevano le capre al pascolo‘E PIECURI → conducevano le pecore al pascolo‘A PUTECARA → bottegaia, riferito in particolare alla salumeria, generalmente era ladonna che “faceva ‘a puteca”‘O CHIANCHIERE → macellaio
  13. 13. 13‘E TRIPPARI → venditori di frattaglie (‘a trippa)‘E BACCALAJUOLI → venditori di baccalà (merluzzo) e di stocco‘E PARULANI → fruttivendoli‘A ZUCCULARA → venditrice di zoccoli e successivamente di scarpe‘E GRAUNARI → producevano e vendevano carbone‘E CENNERAIUOLI → cernitori‘E CUZZECARI → venditori di cozze‘E CANTINIERI → coloro che “facevano la cantina” ovvero avevano una specie dibettola dove si mangiava, ma soprattutto si beveva vino‘A SPIGAIOLA → venditrice di pannocchie bollite (sciabbule e’ pullanchelle)‘A CAPERA → parrucchiera che andava di casa in casa (oggi sinonimo dipettegola)
  14. 14. 14‘E MUNTESI → famiglia che lavorava nelle Cave di tufo di Marano a “monte” dellazona abitata‘E STAGNARI → rivestivano con un sottile strato di stagno la superficie metallica dellepentole‘E MANNESI → chiamati anche ‘Carrari’, erano costruttori di carri da traino e dibarrocci; usavano la mannaia‘E FERRACAVALLI → maniscalchi‘E CARRETTIERI → guidavano carrette o carri per trasportare frutta, legna, “sporte” aNapoli o nei paesi limitrofi‘E CUCCHIERI → guidavano la carrozzella per il trasporto da Marano a Napoli eviceversa‘E PANNAZZARI → venditori di vestiti‘E PAGLIETTI → famiglia di avvocati che non avevano completato la laureaquadriennale per cui potevano occupararsi solo di reati la cui pena prevedeva unadetenzione massima di 3 anni.
  15. 15. 15‘O SAPUNARO → chiamato anche “piattaro” perché un tempo in cambio di abitismessi, coperte vecchie o vecchi oggetti dava sapone per il bucato o qualche “pezzo”.15‘E SERPARI → curavano chi aveva subito un morso di serpente, con l’antidoto chepreparavano ricavandolo dai serpenti stessi‘E SURICIARI → mettevano le tagliole nei campi per catturare i topi‘O CAMPUSANTIERE → custode del cimitero‘A VAMMÀNA → ostretica‘E VURPARI → cacciatori di volpi‘E MASTRUNI → importanti imprenditori edili‘E LATTÀRI → possessori di mucche vendevano direttamente al pubblico il latteappena munto15Ancora oggi per precisare che i patti siano chiari si dice: “Cca’ ‘e pezze e cca’ ‘o sapone”Le foto dei mestieri da cui sono derivati i soprannomi sono stati ricavati dal testo di PEPPE BARLERI, Artee Mestieri a Marano di Napoli, Comune di Marano, 2001
  16. 16. 16CARATTERISTICHE PERSONALIMARIA ‘A PUPATA → con il viso da bambolaCICCIO ‘O CURTULILLO → basso di staturaMARIA ‘A MUTA → persona timida, restia a parlareVICIENZO ‘E PIRUCCO → dalla capigliatura riccia, nera e folta‘O PICCIUOTTO → piccolo guappoCAPAJANCA → un pescivendolo albino di cui non ci si ricorda neanche più il nome‘O VURPICIELLO → persona furba e che amava uscire al mattino presto quando eraancora buio16RAFELE ‘O SCIRUPPO → perché gli piace bere liquori di vario tipo‘O RICCIULILLO → con i capelli ricci‘O PIUSSO → con i capelli rossi e le lentigginiNASECANE → dal naso un po’ schiacciato e con le narici aperteCAPA ‘E CHIUOVO → testa di chiodo, cioè testardo‘O SCHIAVUTTIELLO → di pelle scura, come le persone di colore e sempre pronto adobbedire.CARUSO → testa pelataCARUSIELLO → figlio di carusoA’ PACCONA → dai glutei grandiA’ PACCUNCINA → figlia della ‘paccona’‘O CHIANULESE → proveniente dalla contrada di Pianura‘A QUARTAIOLA → proveniente da Quarto‘O QUARTAIUOLO → maschile di ‘QuartaiolaMICHELE ‘O MUGNANESE →proveniente da MugnanoCIMMIRAGLIA → esistono due versioni a tal proposito: una che vuole il termine comedialettizzazione del cognome Smiraglia; l’altra che riferisce del soprannome dato a unapersona che amava molto indossare collane, orecchini, bracciali, insommacianfrusaglie16Giovanni Baiano, I figli della Selva, collana poetica campana, aprile 2007
  17. 17. 17SCIABULOTTO → poiché possedeva una sciabolaMICHELE ‘E PELLECANE → dalla pelle dura e incline alla violenza‘A BIZZOCA → single dopo una delusione d’amore, dedita alla chiesa come unabigotta‘E CIENT’ANNI →famiglia famosa per la longevità dei suoi membri‘O CAFONE →che proviene dalla campagnaPEPPE ‘O CHIÀVECO → persona che ha fatto della ‘fogna’ un comportamento divita.PEPPE ‘O CÀNTERO → uomo di poca considerazione, di poco valore (CANTEROsignifica pitale, vaso da notte)‘O SCHIATTAMUÒRTO →becchino‘A SCARTELLATELLA → persona piccola e gobba‘O MOMMO → un uomo molto grosso‘MMOCCAFAVA →persona credulona e non troppo intelligente (da ‘Mmoccare nelladuplice accezione di “Dare a bere” e “se l’è mmoccato”ossia, ci ha creduto
  18. 18. 18TIPOLOGIA FORMALENOMISEMPLICINOMICOMPOSTINOMIDERIVATINOMIALTERATI AGGETTIVISanzanoPiecuriVammanaPupataPiruccoSciruppoCarusoBizzocaCimmiragliaMommoMasturascioFerracavalliCapajancaNasecanePellecaneCient’anniSchiattamuorto‘MmoccafavaSeveraiuoliSportellariScalariVuttariMassariCrapariPutecaraChianchiereTrippariBaccalaiuoliParulaniZuccularaGraunariCenneraiuoliCuzzecariCantinieriSpigaiolaCaperaMuntesiStagnariMannesiCarrettieriCucchieriPannazzariSapunaroSerpariSuriciariCampusantiereVurpariMastruniLattàriChianuleseQuartaiolaQuartaiuoloMugnaneseSciabulottoMastruniVurpicielloSchiavuttielloCarusielloCurtulilloMutaPicciuottoRicciulilloPiussoPacconaPaccuncinaChiavecoCanteroScartellatella
  19. 19. 191717Nicola De Blasi, Luigi Imperatore, Il Napoletano parlato e scritto, F. Fiorentino, 1998
  20. 20. 202.5 Dal Passato al Presente “storico”…..”Dopo la curva la traversa s’affossa nel silenzio estivo. Vuoi per l’afa, per l’oradi prima sera, la stanchezza di doversi opporre al caldo, tutti i movimenti sembranoquelli di dietro le quinte, muti. Il signor Alfonsino sta seduto sul balconcino a ringhieradel primo piano. Le gambe rilassate e divaricate, le mani intrecciate sul ventre…”18Questa scena, tratta dal libro “La Sparizione” scritto da una mia carissima amicae collega, l’ho rivista spesso in questi giorni, durante i quali, all’uscita di scuola, misono ritrovata per le strade di una Marano che sta sparendo sempre più, come accade intutti quei paesi, che diventando città, si “globalizzano”, e a loro volta sono inglobatidalla fretta quotidiana, dal dover fare tutto e subito, dal dover “avere” per giungereprimi verso chissà quale traguardo…Come già detto, non ci sono fonti scritte riguardo ai soprannomi usati aMarano, così, dopo aver avute indicazioni, mi sono recata laddove ci sono ancora i“resti” di antiche famiglie maranesi, dove ancora si parla di alcune persone,chiamandole con il “contranome”, specie perché, spesso, non si sa o non si ricorda piùquale fosse il nome e il cognome anagrafico. E l’immagine di queste persone anziane,felici di poter raccontare il loro passato senza sentirsi dire: “Adesso racconti di nuovoquesta storia!”, mi ha fatto riflettere sull’importanza del doversi, almeno di tanto intanto fermare e ascoltare… Così mi sono ritornati in mente visi, voci, nomi della miainfanzia che credevo di aver definitivamente dimenticato! Così come un po’ dicommozione è sopraggiunta quando, dopo aver letto e visionato diversi testi, ho trovatoall’interno di uno di questi, la foto del mio nonno paterno.18Emila Santoro, La Sparizione, Manni, novembre 2006
  21. 21. 21E’anche per questo che ho cercato di stimolare i miei alunni nella ricerca disoprannomi almeno all’interno della loro famiglia. Avendo, però, iniziato alla finedell’anno, solo pochi fedelissimi mi hanno seguito e, approfittando del fatto che sidoveva portare a termine la sperimentazione della Classe Virtuale (Open Class sullapiattaforma Quasar Campania), abbiamo continuato a lavorare insieme, sebbene adistanza, riuscendo non solo ad ottenere alcune notizie, ma inventando anche un piccolotesto poetico sui “contranomi”:1919Alunni e insegnante, Classi V A/B del 2° C.D. di Marano di Napoli‘E CONTRANOMMEContranomme viecchi e’ na’ votaDitte mentre fore chiove!E ‘o ricciulill s’arreparaDin’t ‘a puteca da putecara!Tutte ‘e cceste d’o spurtellaroChiene ‘e pasta e chiene ‘e pane‘o fanno sentere nu PagliettePure si tene bagnata ‘a maglietta.S’affaccia pure ‘a ParulanaVa cercanno na’ Vammana,pecchè ‘a figlia e Capajanca,ca me pare na’ Pupataadda ave’ nu criaturielloch è ‘o figlio ‘e Carusiello.“Che journata che è schiarata”Dice Papele ‘o nasecaneMa ‘o cient’annoCu ‘o pizzo a risoGuarda all’ate e s’allegreaPecchè pe’ issoPure se chioveE’ sempe na’ journata NovaIL SOPRANNOMESoprannomi vecchi di una voltaDetti mentre fuori pioveE il riccioluto si riparaNella bottega della salumieraTutte le ceste del cestaioPiene di pasta e piene di paneLo fanno sentire un “mezzo”avvocatoAnche se ha la maglietta bagnataCompare anche la fruttivandolaSta cercando una levatricePerché la figlia di Testa BiancaChe sembra una bambolaDeve avere un bambinoChe è il figlio di Carusiello.“Che giornata oggi!”Dice Raffaele naso di caneMa il signor cient’anniSorridendoGuarda gli altri e si rallegraPerché per luiAnche se pioveE’ sempre una giornata nuova
  22. 22. 22Bibliografia e linkGiovanni Baiano, I figli della Selva, collana poetica campana, aprile 2007Domenico De Luca, Introduzione etimologica alla geomorfologia storica di Marano,Athena 1992Pasquale Orlando, Appunti di Storia Patria – Marano di Napoli dalle origini al 1650, M.D’Auria 1970Ludovico Antonio Muratori, Antichità Italiane Dissertazione XLI dei Nomi e deiSoprannomi. http://www.classicitaliani.it/muratori/dissert41.htmhttp://www.etimo.it/?term=soprannomeIl Nuovo Zingarelli, vocabolario della lingua italianahttp://209.85.135.104/search?q=cache:9jc6B1ltm40J:users.unimi.it/dililefi/Di%2520Venosa/dispense/Dispensa%2520I%252006-07.pdf+terionimi&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it1Emidio De Felice, Onomastica, in R. Lazzeroni (a cura di), Linguistica storica, Roma,Carocci, 2004, pp. 147-179http://it.wikipedia.org/wiki/OnomasticaPeppe Barleri, Arte e Mestieri a Marano di Napoli, comune di Marano, 2001Prof. Paolo Martino, Appunti sul nome proprio, Lumsa 2006/2007Peppe Barleri, La starza e il suo castello, comune di Marano, 2000D. De Luca, Le strade parlano, edizioni Athena, 1992INDICE
  23. 23. 23CAPITOLO 1: L’ONOMASTICA……………………… pag. 21.1 Il nome e l’onomastica…………………………………… pag. 2-41.2 Antroponimia…………………………………………… pag.4-5CAPITOLO 2: IL SOPRANNOME……………………… pag. 62.1 Origine e caratterizzazione……………………………… pag. 6-72.2 Marano di Napoli…………………………………………pag. 8-92.3 I Soprannomi maranesi………………………………… pag. 9-112.4 Prospettiva tipologica:Tipologia semantica e tipologia formale…………………pag. 11-192.5 Dal passato al presente “storico”………………………... pag. 20-21BIBLIOGRAFIA……………………………………………pag. 22INDICE…………………………………………………….. pag. 23

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