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Comunicazione, linguaggio e media
 

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    Comunicazione, linguaggio e media Comunicazione, linguaggio e media Presentation Transcript

    • Comunicazione , linguaggio e media
    • Il concetto di comunicazione
      • Comunicazione deriva dal latino communicatio , a sua volta derivante dal verbo communicare , che sta per mettere in comune qualcosa, passare qualcosa da uno all'altro, e per estensione, unire in comunità.
      • C'è dunque nella radice latina un'idea di contatto materiale, di trasferimento fisico, insieme con quella di comunità di individui che condividono qualcosa.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • In epoca medievale resiste questa idea di contatto materiale che si lega alla ritualità cristiana della mensa eucaristica, durante la quale ogni fedele entra in contatto fisico con il corpo del Cristo.
      • Con l'avvento dell‘ era moderna , "comunicazione" diviene quasi un sinonimo di "trasporto“ : "vie di comunicazione", "canali di comunicazione" per eccellenza sono le infrastrutture e gli apparati per il trasporto di beni e persone. Ancora oggi nel linguaggio corrente questo uso è molto diffuso.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • A partire dalla metà del novecento il termine comunicazione è stato sempre più spesso adottato per designare quella particolare forma di trasporto immateriale ed astratto che è il trasferimento di informazione .
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Nelle opere degli scienziati Claude Shannon e Warren Weaver, pubblicate alla fine degli anni ‘40, viene fornita per la prima volta una definizione generale della comunicazione come trasferimento di informazioni mediante segnali da una fonte a un destinatario .
      • Per dare un senso compiuto a questa idea della comunicazione Shannon e Weaver formalizzarono il concetto matematico di informazione individuando nel bit l'unità di misura delle quantità di informazione.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Due differenti modelli sulla comunicazione
      • Il modello di Claude Shannon e Warren Weaver vede la comunicazione come trasferimento di informazioni mediante segnali da una fonte a un destinatario e quindi, secondo una concezione lineare, cerca di evitare i fattori di disturbo (rumore) che possono ostacolare il preciso trasferimento del messaggio dalla fonte al ricevente.
      • Il modello di Roman Jakobson analizza la comunicazione alla luce del contesto e del codice, e richiede un lavoro di interpretazione e donazione di senso da parte di tutti gli attori del processo comunicativo.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Schema comunicazione Shannon e Weaver
      • Messaggio Segnale Segnale Messaggio
              • ricevuto
      • Fonte Trasmittente Canale Ricettore Destinatario
      • Rumore
      Comunicazione, linguaggio e media Lo schema punta ad un controllo del segnale, riducendo i fattori di disturbo presenti nella trasmissione, in modo da realizzare nel destinatario l’esatta decodifica del messaggio.
    • Lo schema di Shannon e Weaver ci consente…
      • di collocare in un quadro unitario processi apparentemente diversissimi: dal funzionamento degli apparati come il termostato, all'interazione tra macchina e uomo (ad esempio un apparato di rilevamento meccanico posto sotto il controllo di un operatore umano), alla comunicazione tra due esseri umani (l'interazione linguistica).
      • di considerare tutti questi processi di interazione come manifestazioni di quello stesso fenomeno primitivo che è la comunicazione, e dunque di giustificare una teoria generale della comunicazione .
      Comunicazione, linguaggio e media
      • A causa della sua origine prevalentemente "ingegneristica", lo schema di Shannon e Weaver non permette di rappresentare esaurientemente i processi comunicativi in cui sono implicati dei soggetti umani.
      • Al fine di rendere conto della complessità della comunicazione umana, ed in particolare della comunicazione linguistica, il famoso linguista Roman Jakobson, ha proposto una rielaborazione dello schema comunicativo.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Schema della comunicazione di Jakobson
      • Contesto
      • Messaggio
      • Mittente Destinatario
      • Contatto
      • Codice
      Comunicazione, linguaggio e media Il mittente invia un messaggio al destinatario . Per essere operante, il messaggio richiede in primo luogo il riferimento a un contesto che possa essere afferrato dal destinatario, e che sia verbale o suscettibile di verbalizzazione; in secondo luogo esige un codice interamente, o almeno parzialmente, comune al mittente e al destinatario; infine un contatto , un canale fisico e una connessione psicologica fra il mittente ed il destinatario, che consenta loro di stabilire e mantenere la comunicazione
    • Due schemi… due scopi
      • Shannon e Weaver avevano l'obiettivo primario di descrivere gli apparati meccanici di comunicazione, e di studiare in che modo potessero essere formati i segnali al fine di ottimizzare l'efficienza della comunicazione e ridurre i danni provocati dal rumore.
      • Jakobson invece vuole costruire un modello della comunicazione umana che ci permetta di capire come e perché siamo in grado di parlare su qualcosa e di comprendere ciò che ci viene detto. Non a caso egli introduce esplicitamente due fattori che non comparivano nel modello precedente: il codice ed il contesto.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Il concetto di codice o linguaggio (definizione generale)
      • Un «codice» è un insieme strutturato di segni e di regole che il mittente ed il destinatario devono condividere affinché il primo sia in grado di formulare messaggi ed il secondo di comprenderli.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Dal contesto all’interpretazione
      • Il contesto è il secondo aspetto della comunicazione linguistica su cui Jakobson attira la nostra attenzione. Per comunicare infatti non basta avere in comune un codice.
      • Quando parliamo effettivamente con qualcuno parliamo di qualche cosa, in una data situazione e in un dato momento temporale .
      • Affinché si dia comunicazione è necessario che tutti questi elementi di contesto siano condivisi , o, se non lo sono, che almeno siano condivisibili mediante la lingua.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Media e tecnologie della comunicazione
      • Per trasmettere e ricevere informazione sono necessari degli apparati fisici in grado di produrre energia , di trasferirli e riceverli, attraverso un canale, e percepirli mediante dei recettori .
      • L'evoluzione ha dotato il nostro organismo di alcuni apparati naturali di trasmissione e ricezione: l'apparato vocale ; la capacità di movimento di alcuni arti , che ci consentono di gesticolare; l'apparato uditivo e quello visivo .
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Tuttavia questi apparati naturali hanno dei limiti:
      • non ci permettono di comunicare a grandi distanze.
      • non ci permettono di conservare l'informazione in modo stabile nel tempo.
      • Per aumentare la sua capacità di comunicare e di conservare l'informazione nel tempo e nello spazio, l'uomo è stato costretto ad estendere le potenzialità dei suoi apparati naturali mediante degli apparati artificiali di comunicazione. Questi apparati sono le tecnologie della comunicazione.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Marshall McLuhan e il concetto di medium
      • A partire dagli anni 60, ha proposto una analisi innovativa ed affascinante di numerosi strumenti della comunicazione, dalla scrittura fino alla televisione ed ai computer (anche se purtroppo è scomparso prima della nascita del PC, vero propulsore della rivoluzione digitale).
      • Per designare tali strumenti egli ha utilizzato il termine media (in latino medium significa mezzo ), che è divenuto uno dei termini chiave nelle scienze della comunicazione
      Comunicazione, linguaggio e media
    • il concetto di medium secondo McLuhan
      • un medium è qualsiasi tecnologia che crei estensioni del corpo e dei sensi, dall'abbigliamento al calcolatore .
      • In questo modo fu portato a riunire in una sola categoria fenomeni che ricadono nella sfera dei codici , come il linguaggio verbale e la scrittura, tecnologie che faremmo rientrare tra i canali della comunicazione, come la stampa, l'elettricità ed il telefono, o altri che diremmo piuttosto messaggi , come gli abiti, o i quadri. Per McLuhan anche il treno, le autostrade, l'automazione nelle fabbriche erano dei media.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Con l’affermazione “ il medium è il messaggio” McLuhan metteva in evidenza come ogni medium influisca sul pensiero, sulla cultura e sulla società anche in virtù delle sue intrinseche caratteristiche e non esclusivamente dei messaggi che esso veicola.
      • McLuhan usava il termine “medium” per indicare il complesso sistema costituito da un apparato tecnologico, dalle relazioni tra tale apparato e i processi percettivi e cognitivi dell'uomo, dal rapporto tra apparato e linguaggi della comunicazione, dalla funzione che tale sistema assume nel contesto delle relazioni sociali .
      Comunicazione, linguaggio e media
      • La natura degli strumenti del comunicare diventa quindi un fattore di trasformazione del pensiero, della cultura e dunque della società. Ma per McLuhan questa consapevolezza non ha mai significato l'adesione ad una visione deterministica dell'influenza delle tecnologie sulla società.
      • Anzi, egli stesso ha scritto che era suo intento fondare un modo nuovo di studiare la comunicazione e gli strumenti della comunicazione per capire come l'uomo potesse utilizzarli attivamente al fine di sviluppare e migliorare la società.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Il determinismo tecnologico
      • Il Determinismo tecnologico lo sviluppo della tecnologia è causa diretta dello sviluppo storico e sociale.
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    • concetto di "temperatura dei media”: media caldi e media freddi (McLuhan)
      • Il concetto di "temperatura" è legato al grado di partecipazione che un media richiede in chi lo utilizza o ne fruisce:
      • i media "caldi" sono quelli che non esigono da parte di chi li utilizza una grande partecipazione;
      • i media "freddi" sono invece quelli che richiedono al fruitore maggiore partecipazione e coinvolgimento.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Un medium è caldo, e dunque meno partecipativo, se impegna un solo senso con messaggi ad alta definizione.
      • In questo caso, infatti, la comunicazione fornisce una grande quantità di dati estremamente dettagliati, che non richiedono al fruitore nessuna operazione di integrazione del messaggio durante la percezione. Es. la fotografia: medium esclusivamente visivo le cui immagini sono dotate di un elevato grado di dettaglio. Anche la radio e la scrittura sono considerati da McLuhan media caldi.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Al contrario, i media freddi coinvolgono molteplici canali sensoriali, inviando però un messaggio a "bassa definizione".
      • Essi di conseguenza chiedono di completare la loro portata informativa con una partecipazione attiva. I media freddi, insomma, coinvolgono il fruitore proprio perché lo stimolano con maggiore efficienza sia dal punto di vista sensoriale che da quello percettivo.
      • «La TV è un medium freddo, partecipazionale ... La radio, invece, è un medium caldo e funziona meglio se se ne accentua l'intensità. Non richiede a chi ne fa uso lo stesso livello di partecipazione. Può servire come rumore di fondo... La TV non può essere uno sfondo, ci impegna, ci assorbe».
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Insomma, anche nel caso della distinzione tra caldo e freddo, McLuhan mette in evidenza come l'effetto dei media non dipenda solo dal contenuto, ma soprattutto dal tipo di relazione percettiva che uno strumento instaura con i processi percettivi e cognitivi del fruitore.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Il secolo dei media
      • Il Novecento è stato il secolo dei media
      • Due momenti fondamentali:
      • 1920: iniziano le prime trasmissioni radio.
      • Anni ’30: primi esperimenti di trasmissione a distanza di immagini in movimento mediante onde elettromagnetiche.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Caratteristiche comunicative dei media
      • Dal punto di vista della direzione del rapporto comunicativo e della relazione quantitativa tra mittente e destinatario/i , possiamo distinguere tre modelli comunicativi:
      • media verticali o unidirezionali ;
      • media orizzontali o bidirezionali ;
      • media reticolari o circolari .
      Comunicazione, linguaggio e media
    • I Media verticali o unidirezionali
      • Il mittente è unico mentre i destinatari sono molti, e non esiste di norma la possibilità di inversione del ruolo.
      • Il processo comunicativo dunque avviene sempre nella medesima direzione: l'unico mittente produce il messaggio, i molti destinatari non possono fare altro che riceverlo e decodificarlo.
      • Questo tipo di rapporto comunicativo caratterizza quella classe di apparati della comunicazione che vengono definiti mass media : televisione, radio, stampa quotidiana e periodica, ma in parte anche il cinema ed il libro.
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    • I media orizzontali o bidirezionali
      • Esiste una pluralità di mittenti e destinatari che possono scambiarsi i ruoli.
      • Ogni singolo processo comunicativo è bidirezionale, ed assume la forma del dialogo.
      • In questo caso infatti entrambi i protagonisti dell'interazione comunicativa possono divenire mittenti e dunque possono produrre messaggi. Tipico esempio è il telefono, ma anche la comunicazione epistolare.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • I media reticolari o circolari
      • Sono una evoluzione di quelli orizzontali.
      • Anche in questo caso esistono molti emittenti e molti destinatari, che possono scambiarsi di ruolo. Ma ciascun agente comunicativo è in grado di comunicare con molti altri.
      • Nella comunicazione reticolare si realizza una interazione collettiva. Esempio: Internet.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Le reti telematiche permettono qualcosa di completamente nuovo rispetto ai modelli di comunicazione orizzontale (da uno ad uno), e di comunicazione verticale (da uno a molti o da pochi a molti).
      • Abbiamo a che fare con un modello comunicativo in cui ciascuno può realizzare il suo programma, scrivere e stampare il suo giornale: una comunicazione non più orizzontale o verticale ma appunto reticolare, da molti a molti .
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Informazione “on demand”
      • Trasmissione di un’informazione = è un evento comunicativo di flusso, in cui lo scambio fra emittente e destinatario avviene in un tempo definito
      • Pubblicazione di un'informazione = disponibilità per essere consultata quando il destinatario preferisce, anche più volte.
      • La distinzione può essere esemplificata dalla differenza fra una trasmissione televisiva e una videocassetta: nel primo caso, il destinatario deve adattare i suoi tempi a quelli dell'emittente; nel secondo, può essere lui a scegliere i tempi per la visione e l'informazione che si adatta ai suoi bisogni.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • La pubblicazione ha però uno svantaggio rispetto alla trasmissione: la necessità di uno specifico supporto fisico in grado di conservare l'informazione per gli usi successivi e questo ha i suoi costi, sia in termini economici che di ingombro fisico.
      • L'idea di informazione 'on demand' nasce dal tentativo di unire i vantaggi della trasmissione a quelli della pubblicazione. Anziché dipendere dall'emittente, come nel caso di una trasmissione tradizionale, la trasmissione di informazione 'on demand' dipende dal destinatario, che decide con piena libertà quale informazione ricevere e quando riceverla. In questo modo viene meno la necessità di conservarle su un supporto fisico: la conservazione può essere centralizzata, e nel momento della trasmissione viaggia solo l'informazione e non il suo supporto.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • La digitalizzazione di audio e video permette di ricevere 'on demand' anche musica, film, documentari e così via.
      • Se il prezzo di questo 'trasferimento di bit' è abbastanza contenuto, sarà più conveniente, anziché accumulare scaffali di libri, CD, videocassette, collegarsi a un deposito centralizzato e 'scaricare' di volta in volta la singola unità informativa che si vuole consultare.
      • Il mercato informativo riguarderà così sempre più spesso lo scambio di bit.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Il concetto di nuovi media è condannato a un cambiamento continuo di significato: solo vent'anni fa il nuovo medium per eccellenza era la televisione, ora la novità è costituita dai media digitali.
      • I media digitali non sembrano solo volersi affiancare alla schiera dei media tradizionali.
      • Al contrario, i media digitali - con un processo vagamente simile a quello che usano i baccelli extraterrestri del film L'invasione degli ultracorpi assumendo, con perfetta tecnica mimetica, le sembianze umane - sembrano volersi sostituire ai media tradizionali , assorbendoli e confondendone individualità e caratteristiche.
      • Se è questo il processo in corso, il nuovo millennio potrebbe aprirsi all'insegna non della moltiplicazione dei media ma della loro drastica riduzione.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Le cose stanno davvero così? Per capirlo, iniziamo a interrogarci sul significato del termine 'multimedialità'.
      • Apparentemente, 'multimedialità' sembra un termine autoesplicativo: una comunicazione sarà multi-mediale quando coinvolge molti (e diversi) media.
      • Eppure, a ben guardare, le cose non sono così semplici.
      • Quando si pensa a un prodotto multimediale, il primo a venire in mente è probabilmente un CD-ROM.
      • Perché un CD-ROM dovrebbe essere considerato multi-mediale? Dal punto di vista fisico, il medium è uno solo, il dischetto traslucido. E questo dischetto contiene un unico tipo di 'scrittura', le lunghe catene di 0 e 1 che corrispondono a informazione digitalizzata.
      • E' allora un errore, considerare multimediale un CD-ROM? In un certo senso, possiamo rispondere senz'altro di sì: si tratta indubbiamente di un medium nuovo, ma si tratta appunto di un medium, non di molti-media.
      Comunicazione, linguaggio e media
    • Comunicazione, linguaggio e media Estendendo il discorso, è il concetto stesso di software multimediale a sembrare intrinsecamente contraddittorio. Sappiamo che qualunque software, qualunque programma, è costituito unicamente da 0 e 1, da bit, e che questa informazione digitalizzata trova ospitalità su un supporto che può essere di volta in volta diverso (un floppy, un disco rigido, un CD-ROM, un DVD) ma che è comunque in ogni situazione data un supporto, un medium. Si può obiettare che nel parlare di multimedialità ci si riferisce piuttosto all'intreccio fra diversi codici espressivi (scritto, sonoro, immagini, video), utilizzati in maniera integrata per realizzare un unico 'oggetto comunicativo' In questo caso l'accento è evidentemente posto non sul supporto fisico o sul linguaggio di codifica utilizzato - non è insomma posto sul medium fisico - ma sul tipo di informazione che viene convogliata.
      • Eppure, anche adottando questa definizione, non tutto torna: per esempio si corre il rischio di dover definire 'multimediale' anche una rivista illustrata, che unisce e integra testo e immagini, o addirittura un manoscritto medievale, spesso caratterizzato di splendide miniature
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Due diverse definizioni di multimedialità
      • C entrifuga , che - più vicina all'etimologia del termine - considera multimediale un progetto comunicativo che coinvolga e integri media diversi (un corso d'inglese composto da videocassette o audiocassette e dispense; un CD-ROM; un sito Internet).
      • Centripeta , o multicodicalità, che non ha nulla a che fare con la moltiplicazione di media fisici, ma si basa piuttosto sull'integrazione di codici comunicativi ed espressivi diversi.
      • Il termine 'multimediale' sembra in questo caso usato con la funzione di rimando a un passato in cui tipi di informazione (testo, suono, video) richiedevano diversi supporti, diversi media: con l'avvento del digitale, tuttavia, questa necessità è venuta meno, e l'integrazione dei codici può avvenire su un unico medium.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • L’interattività
      • Cosa intendiamo dire, quando qualifichiamo un programma, uno strumento informatico, un sito Internet come 'interattivo'?
      • La nostra esperienza nasce dall'interazione con la realtà; da questo punto di vista, qualunque oggetto e qualunque fenomeno è per noi 'interattivo'
      • Quando parliamo di interattività in campo informatico intendiamo riferirci a qualcosa di diverso. Ma a cosa, esattamente?
      • Proviamo a rileggere la definizione proposta:
      • Un oggetto informativo (ad esempio un programma) si dice interattivo se può partecipare a un processo di comunicazione modificando in maniera esplicita l'informazione emessa, in corrispondenza delle scelte degli altri partecipanti a tale processo.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Nel concetto di interattività c’è l'idea di un utente che, anziché ricevere informazione in maniera relativamente passiva, è in grado di compiere scelte che influenzano tipologia e contenuto dell'informazione da lui ricevuta.
      • L'utente dispone insomma di un canale di feedback, di reazione, e questo canale viene utilizzato per indurre il sistema ad 'adattare' l'informazione emessa alle necessità e alle richieste del destinatario.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • La maggior parte dei programmi informatici, la maggior parte del software, è di necessità interattiva.
      • Se usiamo un programma di videoscrittura, ad esempio, vogliamo poter scegliere il tipo di carattere usato per scrivere, e vogliamo poter inserire grassetti, corsivi e sottolineature; se stiamo giocando con un videogioco, vogliamo ad esempio la schermata con la posizione e le condizioni fisiche del nostro personaggio in base alle scelte che facciamo muovendo il joystick, e così via.
      • Si noti, di passaggio, che il concetto di interattività ha molto a che fare con il concetto di interfaccia . Perché l'utente possa interagire, ad esempio, con un programma, occorre che il programma disponga di una interfaccia che permetta all'utente stesso di 'comunicare' le proprie scelte e le proprie preferenze.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • L’ipertesto
      • E’ una tipologia di interattività.
      • Definizione generale: un ipertesto consiste di una serie di blocchi testuali (chiamati spesso lessie ) e di una serie di collegamenti e rimandi ( link ) istituiti fra tali blocchi, fra porzioni di tali blocchi, o all'interno di un singolo blocco.
      • Quando almeno alcuni dei nodi corrispondono, anziché a blocchi di testo scritto, a informazioni di altra natura (immagini, suoni, filmati...), anziché di ipertesto si parla in genere di ipermedia .
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Perché si parla di rivoluzione digitale?
      • L'elemento realmente innovativo, non risiede né nell'idea di utilizzare in maniera integrata codici diversi (multimedialità centripeta o multicodicalità), né nell'idea di sviluppare un progetto comunicativo attraverso media diversi (multimedialità centrifuga). Anche l'idea di strumenti interattivi di gestione dell'informazione non è nuova, né lo è l'idea di ipertesto.
      • La vera rivoluzione risiede nella convergenza al digitale , e nel vero e proprio 'salto di livello' che la convergenza al digitale permette di compiere in tutti i settori appena ricordati: multimedialità, interattività, ipertestualità.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • Protagonista di questa evoluzione è naturalmente il computer, ma per capirne la vera portata non bisogna pensare al computer come strumento singolo e isolato: bisogna, piuttosto, pensare al computer in rete, e al ruolo fondamentale delle reti telematiche, vere e proprie autostrade dell'informazione.
      • Grazie all'evoluzione dell'informatica e della telematica i bit, gli 0 e 1 dell'informazione digitalizzata, sono estremamente facili da trasmettere. Perché, allora, dotarsi di strumenti diversi, con tecnologie diverse, per trasmettere e ricevere, poniamo, onde radio, segnali televisivi, comunicazioni telefoniche?
      • E' più semplice, più efficiente e più economico trasmettere sempre, in tutti questi casi, l'informazione direttamente in formato digitale.
      Comunicazione, linguaggio e media
      • In una prima fase, quella che stiamo attraversando, la convergenza al digitale dovrà accettare alcuni compromessi con le nostre abitudini comunicative, con gli strumenti esistenti, insomma con il volto tradizionale dei media.
      • Il televisore, ad esempio, resta apparentemente lo stesso, ma l'informazione che gli arriva non è più solo analogica, ma anche digitale.
      • In un futuro un po' più lontano, è probabile che la distinzione tra schermo del televisore e schermo del computer tenderà a scomparire del tutto.
      • Analogamente, all'inizio l'apparecchio telefonico resterà quello che conosciamo, ma sempre più spesso la comunicazione telefonica avverrà in formato digitale, sfruttando le reti di trasmissione dati.
      • Questo processo non porterà certo alla sostituzione di tutti i media col computer, soprattutto se intendiamo per computer l'oggetto fisico che ci è ormai familiare. Ma, indubbiamente, molti se non tutti i media che conosciamo acquisteranno un'anima digitale, e nel farlo verranno meno molte fra le rigide distinzioni tecnologiche, funzionali e di mercato alle quali eravamo abituati.
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