La classe come un set

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La classe come un set

  1. 1. Insegnare a leggere e a scrivere con il linguaggio delle immagini in movimento
  2. 2. Realizzare un film breve (cortometraggio) delladurata complessiva di quattro – cinque minuti.
  3. 3. Per realizzare un buon video ci vuoleIl cinema è un’arte collettiva che si rivela tale sinda quell’idea. Un brainstorming iniziale è la chiaveper attivare un processo ideativo che porterà allascelta dell’idea che abbia le maggiori chances direalizzazione.
  4. 4. …un racconto estremamente dettagliato nel quale sonoindicati i movimenti della macchina da ripresa, comedevono essere truccati i personaggi, il tono della lorovoce nelle battute, i movimenti che devono fare, ledescrizioni delle location, e così via.Per Dominique Parent Altier, la sceneggiatura è unbreve scritto da cui “emerge l’intenzione della storia. Ilsoggetto è al tempo stesso la storia che l’autore vuoleraccontare e l’azione che la racconta. Il soggetto della storiaè dunque l’azione, vale a dire ciò che accade, e il(l’eventuale) personaggio a cui accade”.[Parent Altier, 1997]
  5. 5. Forma Italiana Forma AmericanaIl foglio è diviso in due Come impaginazione, sicolonne: nella colonna di avvicina di più a un romanzo:sinistra vengono date tutte le si riempie il foglio dal margineindicazioni relative alla parte sinistro a quello destro e sivisiva, le azioni dei personaggi cerca di dare al racconto unae le descrizioni degli ambienti. scorrevolezza letteraria. IIn quella di destra ci sono dialoghi sono scritti al centroquelle relative al sonoro, cioè i della pagina, con un piccolodialoghi, i rumori e le musiche. rientro su entrambi i latiIn alcune sceneggiature sono rispetto al testo normale, inindicate anche le inquadrature: modo da permettere di capirecampo lungo, campo medio, immediatamente se nellapiano americano, piano pagina sia raccontato unsequenza… (è il cosiddetto dialogo o una scena d’azione.découpage tecnico).
  6. 6. …ogni scena reca nell’intestazione il proprionumero di riferimento (le scene sono numerate inordine cronologico) e indicazioni spazio –temporali:o INTERNO o ESTERNO;o LUOGO DELL’AZIONE (Es. Appartamento diTopolino, anche con ulteriori dettagli: cucina,soggiorno, camera da letto…);o NOTTE o GIORNO (anche con parole piùspecifiche: alba, mattina, pomeriggio, sera…).
  7. 7. 12–Interno–Appartamento di Topolino - Giorno
  8. 8. …è possibile utilizzare appositi software chefacilitano il lavoro. In rete se ne trovanomolti, gratuiti e non. Non sono strumentiindispensabili, ma semplicemente utili perimpaginare e formattare rapidamente il proprio“racconto”.
  9. 9. Quando si prepara un film in ambito professionaleindustriale occorre stilare un accurato piano dilavorazione, un grande foglio in cui compaiono i mesi,le settimane e tutte le giornate di lavorazione che siprevedono per le riprese del film. Ogni giornata recaindicazioni dettagliate delle scene che si gireranno, sesi lavorerà di notte o di giorno, quali attori sarannopresenti in quelle scene, quante comparse sonopreviste e, ovviamente, l’intero découpage tecnico.Anche nel nostro percorso laboratoriale possiamostendere una scaletta esecutiva del nostro lavoro.
  10. 10. …economizzare i tempi in relazione al luogo delleriprese: se la scaletta contiene due o più scene acasa di Topolino, il gruppo effettuerà tutte leriprese in quel luogo in una soluzione unica. Infase di ripresa, infatti, non è necessariamenterispettato l’ordine cronologico assegnato alle scenein fase di sceneggiatura.
  11. 11. …è la storia rappresentata per “VOLERE VOLARE” DIimmagini. Esso può contenere MAURIZIO NICHETTIsolo le immagini piùimportanti e rappresentativedella storia oppure versionimolto dettagliate delle singolescene con indicazioni di tipotecnico – registico. Percostruire uno storyboard nonoccorre possedere unparticolare talento artistico, masono sufficienti anche pochitratti.
  12. 12. “Non è sufficiente la conoscenza degli strumenti(tecniche) attraverso cui vengono ‘scritti’ i testiaudiovisivi, ma occorre l’uso ‘diretto’ e ‘totale’ deimedesimi”.[Luciano Galliani, 1984]Muniamo i nostri studenti di videocamera einiziamo a girare le scene.
  13. 13. Uno dei segni più evidenti di una errata scritturaaudiovisiva è dato dai movimenti di macchina edai suoi spostamenti incerti, tremolanti, casuali,ondivaghi, senza meta. Un cavalletto, in tal caso,sarà un’ottima risorsa per acquisireconsapevolezza ed esperienza sintattico -semantica
  14. 14. Per acquisire consapevolezza autentica del linguaggioaudiovisivo cinetico è necessario conoscere questi codici.Essi sono a manifestazione multipla (inquadrature e angolidi ripresa), ovvero presenti in più linguaggi, e amanifestazione unica (movimenti di macchina), ovverospecifici di un solo linguaggio.[Distinzione proposta da Christian Metz]Non sono il risultato di operazioni matematiche, maindicazioni di massima che comprendono molteplicipossibilità di realizzazione.Una carrellata completa dei dati relativi a tali codici èpresente al seguente link:http://www.slideshare.net/robertnozick/linguaggio-cinematografico-presentation
  15. 15. …relativo agli strumenti: tanta buona volontà erelative capacità adattative possono aiutarci asuperare la mancanza di strumenti professionaliad hoc. Carrozzine per disabili, carrelli dellaspesa, montacarichi e quant’altro possonoegregiamente sostituire sofisticate attrezzaturecome steady cam, carrelli, dolly, gru, eccetera, conle quali è assai improbabile che i nostri studentientrino in contatto.
  16. 16. Per montare le immagini in movimento si utilizza ilcomputer e un software di editing audiovisivo cinetico.Il montaggio rappresenta la verifica complessivadell’apprendimento del codice audiovisivo cinetico.Con il montaggio, si costruiscono “strutture narrativeesercitando al massimo funzioni creative e inventive”. [Luciano Galliani, 1984].Un efficace risultato narrativo è il prodotto di unacontinua sperimentazione che evolve per progressiviaffinamenti.
  17. 17. Per un approfondimento dei vari tipi di montaggio si torni al link http://www.slideshare.net/robertnozick/linguaggio- cinematografico-presentationQui ricordiamo semplicemente che “il montatore, quando staccaall’improvviso da un’immagine all’altra, riproduce il normalemeccanismo mentale dell’attenzione: è questo che giustifica ilprocedimento meccanico del montaggio. Quando invece egli operacambiamenti di punti di vista, che non hanno corrispondentenell’esperienza reale, esercita il diritto di scelta di un’artista che noicome spettatori, accettiamo”.[Karel Reisz, 1981]Ai nostri studenti ricordiamo anche che, in fase di montaggio, èimportante non lasciarsi prendere dalla foga di giocare con letransizioni. Il vero cinema usa passaggi semplici tra una scena el’altra.
  18. 18. “L’immagine cinetica ‘implica’ una sonorità in funzionesia di richiamo e potenziamento percettivo (effettointersensorio), sia naturalmente di completa e originalesintesi audiovisiva d’espressione”.[F. Luchi, 1988]E’ il momento di aggiungere al nostro video glielementi sonori (parole, musica, rumori). Essipossono essere realisticamente abbinati alle fontiche li emettono (sincronismo parallelo) o meno(asincronismo parallelo).
  19. 19. Rendiamo consapevoli i nostri studenti degli errori piùmacroscopici che è possibile compiere in fase diripresa, montaggio e quant’altro.Alcuni esempi:o scavalcamento di campo (se riprendiamo unapersona che sta camminando e che esce a dxdell’inquadratura, dovrà rientrare da sx);o campo contro campo (gli sguardi delle persone chedialogano tra loro devono incontrarsi);o raccordi (ricercare corrispondenze tra leinquadrature per creare effetti armonici ed evitareerrori di percezione).
  20. 20. Guardiamolo tutti insieme perché “per il film è richiestodalla normale abitudine (…) (che è anche specifica modalitàcomunicativa) di vederlo ‘insieme’ e come ‘spettacolo’ “.[F. Luchi]Per gli studenti è un momento di intima e profondagratificazione e questo li porterà a desiderare dirivederlo sovente con sguardo orgoglioso e occhiocritico nel contempo, ragionando dell’immenso lavoroche c’è dietro una produzione di pochi minutiingiustamente racchiusa in anonimi titoli di coda che,spesso, nessuno legge.
  21. 21. E a tutti coloro che ci faranno notare che il nostroobiettivo non è quello di far diventare tutti i nostristudenti degli affermati registi, rispondiamo, comefece Luciano Galliani a un convegnosull’importanza dei linguaggi dei media dellacomunicazione audiovisiva e visiva a scuola, chenon è neanche quello di farli diventare tuttiscrittori, ma ciò non toglie che si insegni loro ascrivere.

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