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Transizione energetica enti locali 20marzo2014
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Transizione energetica enti locali 20marzo2014

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  • 1. Alessandra Cavalletti, PhD Bologna 20 marzo 2014
  • 2. LE PROFESSIONALITA’ DELL’ENERGIA SOSTENIBILE • L’Energy Manager: inquadramento legislativo e ruoli • Dall’EM all’Esperto in Gestione dell’Energia: evoluzione della figura professionale • Le competenze ed i compiti dell’EGE: focus sulle P.A. • Il lavoro di squadra • Questionario di consapevolezza PAUSA CAFFE’ GLI STRUMENTI PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA • I Sistemi di Gestione e di Accountability • Focus su EMAS e Sistema di Gestione Energia • Perché ci possono servire? Come sfruttarli al meglio?
  • 3. AMERICA 1973 Nasce la figura Energy Manager Incarico: gestire i costi energetici dell'impresa. ENERGY MANAGER ITALIA 1991 LEGGE 9 gennaio 1991, n.10 Nasce la figura Energy Manager
  • 4. L. 10-91 “Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia” Art. 19 L. 10-91 Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia
  • 5. L. 10-91 Art. 19 comma 1. Obbligo di nomina: > 10000 TEP settore industriale 1.000 TEP altri settori Data: entro 30 aprile 1.000 TEP c.a. 1,2 milioni di mc di gas naturale 4,5 milioni di kWh
  • 6. L. 10-91 Art. 19 comma 1. 1. Entro il 30 aprile di ogni anno i soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell'anno precedente hanno avuto un consumo di energia rispettivamente superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il settore industriale ovvero a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio per tutti gli altri settori, debbono comunicare al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato il nominativo del tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia.
  • 7. L. 10-91 Art. 19 comma 3. Compiti dell’EM: • individuare azioni, interventi e procedure per promuovere l’uso razionale dell’energia • Predisporre bilanci energetici in funzione dei parametri economici e degli usi energetici finali • predisporre i dati energetici (per comunicazione annuale)
  • 8. L. 10-91 Art. 19 comma 3. 3. I responsabili per la conservazione e l'uso razionale dell'energia individuano le azioni, gli interventi, le procedure e quanto altro necessario per promuovere l'uso razionale dell'energia, assicurano la predisposizione di bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi energetici finali, predispongono i dati energetici di cui al comma 2.
  • 9. Circolare MICA 2 marzo 1992, n. 219/F “Circolare concernente l’obbligo di nomina e comunicazione del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia” Nota illustrativa e di chiarimento allegata alla circolare Funzioni e profilo professionale del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia
  • 10. Circolare MICA 2 marzo 1992, n. 219/F Funzione EM: Profilo ideale EM: • laurea in ingegneria • pluriennale attività tecnica professionale nel settore in cui l’organizzazione opera • esperienza nel campo degli studi di fattibilità e della progettazione di massima di sistemi per la produzione e l’utilizzo dell’energia buona conoscenza delle tecnologie più avanzate nel settore. supporto al decisore
  • 11. Circolare MICA 2 marzo 1992, n. 219/F 14. Nel responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia si configura quindi un professionista con funzioni di supporto al decisore in merito al miglior utilizzo dell’energia nella struttura di sua competenza non avendo peraltro responsabilità in merito all’effettiva attuazione delle azioni e degli interventi proposti, ma solo in merito alla validità tecnica ed economica delle opportunità di intervento individuate.
  • 12. Circolare MICA 2 marzo 1992, n. 219/F 15. Per essere efficace l’opportunità di intervento deve avere una genesi interna all’Organismo interessato e pertanto deve essere individuata da un professionista che abbia da un lato interiorizzato i processi di produzione dei beni o servizi e dall’altro detenga un’approfondita conoscenza delle tecnologie idonee a conseguire un uso razionale dell’energia.
  • 13. Circolare MICA 2 marzo 1992, n. 219/F 17. Dal punto di vista del profilo culturale-professionale il tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia si configura idealmente come un soggetto con un bagaglio di conoscenze acquisibili mediante laurea in ingegneria, pluriennale attività tecnica professionale successiva alla laurea nel settore in cui l’Organizzazione opera, esperienza nel campo degli studi di fattibilità e della progettazione di massima di sistemi per la produzione e l’utilizzo dell’energia, buona conoscenza delle tecnologie più avanzate nel settore.
  • 14. Circolare MICA 2 marzo 1992, n. 219/F TABELLA A EQUIVALENTE ENERGETICO Dl ALCUNI PRODOTTI COMBUSTIBILI NOTA: per i TEE 1MWh = 0.187 TEP Tabella utile per PEAS, comunicazione consumi…
  • 15. Altri riferimenti normativi… Allegato I al DLgs n. 192/2005: Attestato di verifica su relazione di rendimento energetico in edilizia redatta dall’EM. DM 21 dicembre 2007 (art. 7 comma 1): EM e Titoli Efficienza Energetica. Allegato II DLgs 115/2008 (art. 4): indicazione da parte del committente, qualora si tratti di ente pubblico, di un tecnico di controparte incaricato di monitorare lo stato dei lavori e la corretta esecuzione delle prestazioni previste dal Contratto di Servizio Energia; se il committente è un ente obbligato alla nomina dell’EM quest’ultimo deve essere indicato come tecnico di controparte.
  • 16. D.M. Ambiente 7 marzo 2012 “Criteri ambientali minimi da inserire nei bandi della P.A. per l’acquisto di servizi energetici negli edifici - servizio di illuminazione e forza motrice - servizio di riscaldamento/raffrescamento.” Per la più efficace gestione del contratto d’appalto è opportuno che, in analogia con quanto previsto dal D.Lgs 115/2008 per il contratto servizio energia, anche per il servizio di illuminazione e FM la stazione appaltante nomini un tecnico esperto come proprio rappresentante e controparte dell’appaltatore con la funzione di monitorare lo stato dei lavori e la loro corretta esecuzione. Per i soggetti obbligati alla nomina dell’Energy Manager (E.M.), questa controparte dovrebbe (nel caso del servizio energia “deve”) essere lo stesso E.M.
  • 17. Breve digressione sui CAM… 11 categorie merceologiche tra cui: • edilizia • servizi energetici • elettronica • trasporti
  • 18. CAM in vigore:  Apparecchiature elettroniche per ufficio  Arredi per ufficio  Aspetti sociali negli appalti pubblici  Carta  Cartucce per stampanti  Illuminazione pubblica  Pulizia e prodotti per l’igiene  Rifiuti urbani  Ristorazione collettiva e derrate alimentari  Serramenti esterni  Servizi energetici per gli edifici (illuminazione, climatizzazione)  Tessili  Veicoli  Verde pubblico In via di definizione: Arredo urbano, servizio di illuminazione pubblica, edilizia
  • 19. NOTA: La 10/91 e gli ee.ll.
  • 20. DIRETTIVE 2002/91/CE e 2006/32/CE (Performance energetiche e servizi energetici) Richiesta ai Paesi membri di dotarsi di schemi per assicurare la qualificazione ed eventualmente la certificazione dei professionisti e degli operatori del settore dell’energia ESPERTO GESTIONE ENERGIA
  • 21. Ripartiamo dal DLgs 30 maggio 2008, n. 115… "Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE" DLgs 115/08 Art. 2 (definizioni) comma 1, lettera z) Esperto in Gestione dell’Energia: soggetto che ha le conoscenze, l'esperienza e la capacità necessarie per gestire l'uso dell'energia in modo efficiente
  • 22.  Norma tecnica per EGE  UNI CEI 11339  compiti, competenze, modalità di valutazione  Procedura di certificazione volontaria per EGE (riconosciuta dal MISE) DLgs 115/08 Art. 16, comma 1
  • 23. DLgs 115/08 Art. 16, comma 1 Art. 16, Qualificazione dei fornitori e dei servizi energetici 1. Allo scopo di promuovere un processo di incremento del livello di qualità e competenza tecnica per i fornitori di servizi energetici, con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico e' approvata, a seguito dell'adozione di apposita norma tecnica UNI- CEI, una procedura di certificazione volontaria per le ESCo di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), e per gli esperti in gestione dell'energia di cui all'articolo 2, comma 1, lettera z).
  • 24. DLGs 115/08 UNI CEI EN ISO 50001 Sistemi Gestione Energia UNI CEI 11352 Energy Service Company UNI CEI TR 11428 Diagnosi energetiche UNI CEI 11339 Esperto Gestione Energia DLgs 115/08 Capo IV Settore pubblico
  • 25. Certificazione EGE: EGE settore industriale (applicazioni industriali e processi produttivi) EGE settore civile (utilizzi civili e della pubblica amministrazione) EGE PA ?
  • 26. Il processo di certificazione: ACCREDIA Ente Italiano di Accreditamento Organismi di certificazione (e.g. DNV, Cermet, Certiquality, RINA etc..) accreditati da ACCREDIA Organismi di certificazione del personale norma ISO/IEC 17024 Schema requisiti certificazione EGE (esempio)
  • 27. UNI CEI 11339: 6 - MODALITÀ DI VALUTAZIONE 6.2 Processo di valutazione Ai fini di assicurare che l’EGE sia in grado di rispondere ai compiti di cui al punto 4, il processo deve valutare che il candidato possegga le competenze di cui al punto 5. Nel caso in cui il processo di valutazione sia condotto al fine o all'interno di un processo di certificazione, è necessario che l’organismo di certificazione operi secondo i requisiti della UNI CEI EN ISO/IEC 17024.
  • 28. Altri riferimenti legate all’EGE… UNI CEI 11352 “Requisiti Generali delle Società che forniscono servizi energetici (ESCo)”: le capacità di una ESCo devono includere la presenza di un Responsabile con adeguata competenza nella gestione dell’energia in base ai requisiti della norma UNI CEI 11339. ISO 50001 “Sistemi di Gestione dell’Energia”: stabilisce che sia presente nella struttura organizzativa un rappresentante della Direzione con competenze specifiche nella gestione dell’energia. D.M. 07/03/2012 introduce semplificazioni per i candidati che dimostrino di aver individuato un EGE
  • 29. Energy Manager  L.10-91  Soggetti obbligati  Data comunicazione  Compiti  Funzione  Profilo ideale  Titolarità per azioni specifiche Esperto Gestione Energia  DLgs. 115/08  Norma tecnica UNI CEI 11339  Compiti  Competenze  Modalità di valutazione  Procedura certificazione  EGE in ESCo certificate  EGE come RSGE  Semplificazioni CAM  Soggetti obbligati ?
  • 30. D.M. 28 dicembre 2012 (certificati bianchi) Energy Manager  Esperto Gestione Energia certificato "decorsi due anni dall'emanazione del decreto del MISE di cui all'art. 16, comma 1, del D.Lgs. 115/2008, ai soggetti che assumono la funzione di responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia di alla lettera d) e lettera e) è richiesta la certificazione di cui alla norma UNI CEI 11339".
  • 31. Torniamo alla UNI CEI 11339:2009 1 – SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 2 – RIFERIMENTI NORMATIVI 3 – TERMINI E DEFINIZIONI 4 - COMPITI 5 – COMPETENZE 6 – MODALITA’ DI VALUTAZIONE
  • 32. UNI CEI 11339: 4 – COMPITI L'EGE è figura professionale che gestisce l'uso dell'energia in modo efficiente coniugando conoscenze nel campo energetico (ivi comprese le ricadute ambientali dell’uso dell’energia) con competenze gestionali, economico-finanziarie e di comunicazione, mantenendosi continuamente e costantemente aggiornata sull’evoluzione delle tecnologie, delle metodologie e della normativa energetico-ambientale. In tal modo, l'EGE si pone l'obiettivo di migliorare il livello di efficienza energetica e/o di ridurre i consumi di energia primaria e le emissioni di gas clima-alteranti legate all'utilizzo dell'energia, di incrementare in qualità e/o in quantità i servizi forniti comunque attinenti all’uso razionale dell’energia.
  • 33. UNI CEI 11339: 4 – COMPITI …compiti essenziali dell'EGE (all’interno dell’organizzazione): 1. analisi approfondita e continuativa del sistema energetico; 2. promozione dell'introduzione di una politica energetica; 3. promozione dell'introduzione e del mantenimento all’interno dell’organizzazione dei sistemi di gestione dell'energia; 4. gestione di una contabilità energetica analitica; 5. valutazione dei risparmi ottenuti dai progetti di risparmio energetico e relative misure; 6. analisi dei contratti di fornitura e cessione di energia;
  • 34. 7. diagnosi energetiche comprensive dell'individuazione di interventi migliorativi anche in relazione all'impiego delle fonti energetiche rinnovabili 8. analisi tecnico-economica e di fattibilità degli interventi e valutazione dei rischi 9. ottimizzazione della conduzione e manutenzione degli impianti 10. gestione e controllo dei sistemi energetici 11. elaborazione di piani e programmi di attività e attuazione degli stessi con la gestione del personale addetto, dei consulenti, dei fornitori, delle ditte esecutrici
  • 35. 12. individuazione di programmi di sensibilizzazione e di promozione dell’uso efficiente dell’energia e attuazione degli stessi 13. definizione delle specifiche tecniche attinenti gli aspetti energetici dei contratti per la realizzazione di interventi e/o la fornitura di beni e servizi e la gestione di impianti 14. applicazione appropriata della legislazione e della normativa tecnica in campo energetico e ambientale 15. reportistica e relazioni con la direzione, il personale e l’esterno 16. pianificazione dei sistemi energetici; 17. pianificazione finanziaria delle attività; 18. gestione del progetto (project management).
  • 36. L’EGE in completa autonomia può svolgere circa il 50% dei suoi compiti essenziali.
  • 37. UNI CEI 11339: 6 - MODALITÀ DI VALUTAZIONE 6.1 Generalità Il processo di valutazione, sviluppato secondo la presente norma, può essere condotto in termini di: autovalutazione; valutazione da parte dell'organizzazione entro cui l'EGE andrà a operare; valutazione da parte di soggetti terzi, anche all'interno di processi di certificazione. Per l’accesso alla procedura di valutazione della qualificazione è richiesto il possesso di adeguata esperienza professionale nel settore della gestione dell'energia, eventualmente integrata dai relativi titoli di formazione. In particolare la formazione scolastica deve risultare tanto più approfondita ed attinente compiti e competenze dell'EGE quanto minore è l'esperienza professionale maturata. La formazione scolastica è comprovata con idoneo titolo di studio. L’adeguata esperienza deve essere documentata con lettere di incarico/referenze e/o altra documentazione pertinente.
  • 38. L’Esperto in Gestione dell’Energia:  competenze tecniche + solide basi in materie ambientali, economico-finanziarie, gestione aziendale e comunicazione.  percorso formativo adeguato + esperienza sul campo  può sfruttare opportunità aperte dalla legge 14 gennaio 2013 n. 4 sulle figure professionali non organizzate in ordini e collegi (non rilevante per P.A.)
  • 39. Completezza del percorso EGE Percorso certificazione: realistico all’interno delle P.A.?
  • 40. Come fa l’EGE a fare tutte queste cose da solo? Di cosa ha bisogno?  altri soggetti  strumenti
  • 41. Questionario consapevolezza
  • 42. …alla cioccolata ci arriviamo più tardi... PAUSA CAFFE’
  • 43. GLI STRUMENTI PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA • I Sistemi di Gestione e di Contabilizzazione • Come usarli al meglio?
  • 44. EFFICIENZA ENERGETICA  Ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia  capacità del sistema stesso di sfruttare l’energia che gli viene fornita per soddisfare il cosiddetto fabbisogno, cioè per ottenere il risultato voluto.  serie di azioni di programmazione, pianificazione, progettazione e realizzazione che permettono, a parità di servizi offerti, di consumare meno energia.
  • 45.  EMAS  ISO 14001 SGA  ISO 14025:2010 Env. labels and declarations  UNI EN ISO 14040:2006 Life Cycle Assessment  UNI EN ISO 14044:2006 Life Cycle Assessment  ISO/CD 14046.2 LCA Water footprint  ISO 14064-2:2006 GHG  ISO/TS 14067:2013 Carbon footprinting (+lettura serale)  GHG Protocol product standard  PAS 2050 Pubicly available specification (for GHG)  Altri sistemi di accountability volontari non standardizzati  Progetto pilota Minambiente carbon footprinting  ACA Airport Carbon Accreditation  UNI CEI EN ISO 50001:2011 ENergy Management System
  • 46. Alcuni numeri… 1° posto 21% Beneficio “risparmi su energia/risorse” (Indagine CE su EMAS) Rif: 2013/131/UE Decisione della Commissione del 4 marzo 2013 , linee guida per aderire EMAS
  • 47. Altri numeri sulla gestione dell’energia… 1 fotocopiatrice 24h giorno c.a. 2000 kWh/a dalle 7 alle 22 c.a. 1350 kWh/a 1 timer = 8 Euro Consumi ascensore uso ufficio: c.a. 50% running e 50% stand by 1 timer= 250Euro Sistema di Gestione dell’Energia standardizzato  comprovato risparmio energetico 10-15% NON conformità legislativa impianti  COSTO ELEVATO …seppur non direttamente monetario… si entra direttamente nel PENALE!
  • 48. Eco-Management and Audit Scheme È il sistema di gestione ambientale definito dalla commissione Europea EMAS III: ultima versione pubblicata con il Regolamento 1221/2009
  • 49. EMAS è uno strumento volontario messo a disposizione di qualsiasi organizzazione operante in qualsiasi settore economico, all’interno o all’esterno dell’Unione europea, e che intende: • assumersi una responsabilità ambientale ed economica, • migliorare le proprie prestazioni ambientali, • comunicare i propri risultati ambientali alla società e alle parti interessate in generale. Fonte: Decisione 2013/131/UE
  • 50. Procedura generale per l’attuazione di EMAS: 1. analisi ambientale da parte dell’organizzazione; 2. applicazione di un sistema di gestione ambientale, conformemente ai requisiti definiti in EN ISO 14001 (allegato II del regolamento EMAS); 3. controllo del sistema con audit interni e un riesame della direzione; 4. elaborazione di una dichiarazione ambientale EMAS; 5. verifica dell’analisi ambientale e del sistema di gestione ambientale e convalida della dichiarazione; 6. domanda di registrazione all’organismo competente. Fonte: Decisione 2013/131/UE
  • 51. Indicatori Chiave: • Efficienza energetica, • Efficienza dei materiali, • Acqua, • Rifiuti, • Biodiversità, • Emissioni. Fonte: Decisione 2013/131/UE
  • 52. UNI EN CEI ISO 50001:2011 Sistema di Gestione dell’Energia Standard Internazionale dell’International Standard Organization per la gestione dell’energia. Suggerito inizialmente da UNIDO. Sostituisce la UNI CEI EN 16001:2009 del Comitato Europeo per la Standardizzazione. NORMA VOLONTARIA
  • 53. La norma individua i requisiti per l’istituzione, l’attuazione, il mantenimento ed il miglioramento di un Sistema di Gestione dell’Energia. SGE = insieme di elementi di un’Organizzazione correlati o interagenti per stabilire una politica ed obiettivi energetici e per conseguire tali obiettivi.
  • 54. SGE = TAGLIO COSTI IN BOLLETTA + creazione o ottimizzazione della politica energetica di organizzazione…+….
  • 55. Esigenza comune di molte organizzazioni a migliorare la propria efficienza energetica. Strumento fondamentale per assicurare un approccio integrato a vari livelli, dalla gestione operativa dell’organizzazione ad azioni di tipo strategico e competitivo. Principi ispiratori
  • 56.  Controllo dei costi  Considerazioni di carattere ambientale  Vincoli legislativi e/o regolamentari  Accordi sociali  Miglioramento dell’immagine  Esigenze di marketing Ragioni di interesse
  • 57.  Avere una piena conoscenza, a 360 gradi, del consumo energetico all’interno dell’organizzazione  Monitorare e ridurre il fabbisogno energetico e relativi costi  Conformare l’organizzazione a vincoli legislativi e/o regolamentari  Ottimizzare la politica energetica interna e/o assicurarne la reale conformità  Essere in grado di dimostrarla a terzi. Le necessità
  • 58. Ciclo di Deming PLAN-DO-CHECK-ACT L’SGE in breve Pianifica: Stabilisce obiettivi e processi necessari per fornire risultati conformi alla Politica Energetica dell’Organizzazione Fai: Attua il processo Controlla: sorveglia e misura i processi rispetto alla Politica Energetica, agli obiettivi e ai traguardi, agli obblighi legislativi e agli altri requisiti sottoscritti dall’organizzazione, al fine di riportarne i traguardi. Agisci: Intraprende azioni per migliorare in continuo la pretazione dell’SGE
  • 59. tre tipologie di azioni: I. sistemiche (diagnostica energetica, pianificazione, esecuzione, monitoraggio e correzione dei disallineamenti); II. infrastrutturali (miglioramento delle infrastrutture per la produzione, il condizionamento dei locali, il recupero del calore, ecc.); III. comportamentali (lotta agli sprechi mediante comportamenti umani virtuosi ed ambientalmente responsabili).
  • 60. • Riduzione dei costi energetici • Maggiore sostenibilità di organizzazione • Possibilità di richiesta di Certificati Bianchi • Miglioramento dell’immagine (Coincidenza dell’attività con gli interessi della collettività). • Rilevanza territoriale • Governance ambientale I vantaggi socio-economici ed ambientali
  • 61. Tenaris di Dalmine: riconversione momentanea di ruoli interni alla ditta con conseguente tutela dei posti di lavoro assieme ovviamente al contemporaneo ottenimento del Sistema di Gestione dell’Energia aziendale. Aeroporto Torino: SGE come strumento per contenimento costi energetici struttura sovradimensionata Chi l’ha fatto….perché….
  • 62. CAMPO DI APPLICAZIONE Specifica i requisiti per stabilire, attuare, mantenere attivo e migliorare il SGE. Specifica i requisiti applicabili all’utilizzo e al consumo di energia, compresa la progettazione e l'acquisto di attrezzature. Si applica a tutte le variabili che influiscono sulle prestazioni energetiche. Non prescrive prestazioni particolari rispetto all'energia E' applicabile a qualsiasi organizzazione che vuole garantire la conformità alla sua politica energetica e che vuole dimostrare questo agli altri. E' stata progettata per essere utilizzata in modo indipendente, ma può essere allineata o integrata con altri sistemi di gestione.
  • 63. SCOPO GENERALE aiutare le organizzazioni a stabilire i sistemi e i processi necessari a migliorare l'efficienza energetica. riduzioni di consumi e costi energetici, di emissioni di gas serra attraverso una gestione sistematica dell'energia. Il successo del sistema dipende dall'impegno e dal coinvolgimento a tutti i livelli
  • 64. 4 REQUISITI DEL SISTEMA DI GESTIONE DELL’ENERGIA  Requisiti generali;  Responsabilità della direzione;  Politica energetica;  Pianificazione energetica;  Attuazione e funzionamento;  Verifica;  Riesame della direzione.
  • 65. CONTINUOUS IMPROVEMENT 4.7 4.6 4.5 4.4 4.2 4.3 MANAGEMENT RESPONSIBILITIES ENERGY POLICY ENERGY PLANNING IMPLEMENTATION AND OPERATION CHECKING MANAGEMENT REVIEW
  • 66. 4.1 REQUISITI GENERALI L'organizzazione deve:  stabilire, documentare, attuare, mantenere attivo e migliorare il SGE in conformità ai requisiti della norma;  definire e documentare lo scopo e i confini del proprio SGE;  determinare come l'SGE soddisfa i requisiti della norma per ottenere il miglioramento continuo dello stesso e delle proprie prestazioni energetiche.
  • 67. 4.2 RESPONSABILITA' DELLA DIREZIONE L'alta direzione deve : • sostenere il SGE e migliorare continuamente la sua efficacia; • definire, stabilire, attuare e mantenere una politica energetica; • Nominare un rappresentante della direzione ed approvare la formazione di un team di gestione dell'energia; • fornire le risorse necessarie; • individuare lo scopo ed il campo d'applicazione del SGE; • comunicare al personale l'importanza della gestione energetica;
  • 68. • garantire che siano stabiliti gli obiettivi e i traguardi energetici; • garantire appropriati indicatori di prestazione energetica (IPE); • considerare le prestazioni energetiche nella pianificazione a lungo termine; • assicurare che i risultati siano misurati e verificati periodicamente; • condurre il riesame della direzione.
  • 69. Norma tecnica con elevato coinvolgimento politico Esercizio di astrazione concetti chiave per profilazione del servizio energia:  Vision (scopo e confini)  Organizzazione (persone, ruoli)  Relazioni (dentro e fuori dall’ente)  Pianificazione (es. risorse economiche, a lungo termine delle prestazioni energetiche )  Cambiamento culturale (comunicazione, empowerment)
  • 70. 4.3 POLITICA ENERGETICA • definire lo scopo e campo d'applicazione del SGE. • essere appropriata alla natura, alle dimensioni e agli impatti degli utilizzi energetici dell'Organizzazione • includere l'impegno al miglioramento continuo dell'efficienza energetica • includa l'impegno ad assicurare la disponibilità di informazioni e tutte le risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi e traguardi • fornisca le risorse per definire e riesaminare gli obiettivi e traguardi • includa l'impegno ad essere conforme a tutti i requisiti applicabili agli aspetti energetici • sia documentata, implementata, mantenuta attiva e comunicata a tutte le persone che lavorano per l'Organizzazione o per conto di essa • sia periodicamente riesaminata e aggiornata
  • 71. Esercizio di astrazione Prendete spunto per creare la vostra politica energetica. NON DOVETE RISPETTARE TUTTI I PUNTI NON STATE FACENDO UNA 50001 Esempio di Politica (integrata qualità, ambiente, energia e sicurezza)
  • 72. 4.4 PIANIFICAZIONE ENERGETICA 4.4.1 Generalità 4.4.2 aspetti legislativi 4.4.3 Analisi energetica 4.4.4 Baseline energetica 4.4.5 Indicatori di prestazione energetica 4.4.6 Obiettivi, traguardi energetici e programmi di gestione energia
  • 73. 4.4.3 analisi energetica analisi sull'uso ed il consumo di energia basati su misurazioni e altri dati Identificazione, sulla base dell'analisi degli usi e dei consumi energetici, delle aree di consumo energetico significativo incluso individuazione delle strutture, dei sistemi, dei processi, e delle persone che lavorano per o per conto dell’organizzazione che influenzano significativamente gli usi e I consumi energetici Identificare, prioritarizzare e registrare opportunità di miglioramento delle prestazioni energetiche
  • 74. Eserciziodiastrazione
  • 75. 4.4.4 Dati energetici di base  Analisi Energetica Iniziale 4.4.5 Indicatori di prestazione energetica (IPE)  NON ESISTONO INDICATORI PRESTABILITI 4.4.6 Obiettivi energetici, traguardi energetici e programmi di gestione energetica
  • 76. Esercizio di astrazione La significatività di un aspetto energetico è data da:  Rilevanza energetica (Consumi + costi)  Conoscenza aspetto  Conformità legislativa  Relazione con le parti interessate dagli aspetti energetici  Adeguatezza tecnica, economica e ambientale degli aspetti energetici
  • 77. 4.5 ATTUAZIONE E FUNZIONAMENTO 4.5.1 Generalità 4.5.2 Competenze, formazione e consapevolezza 4.5.3 Comunicazione 4.5.4 Documentazione 4.5.5 Controllo operativo 4.5.6 Progettazione 4.5.7 Acquisto dei servizi energetici, prodotti, attrezzature ed energia
  • 78. Esercizio di astrazione Oltre all’applicazione delle azioni specificatamente tecniche…  Cambiamento culturale Piano di comunicazione per l’energia sostenibile Azioni di awareness rising Empowerment  Procedure: come quando e da chi?  Pianificazione (politiche integrate, piani di settore…)  Relazioni
  • 79. 4.6 VERIFICA 4.6.1 Monitoraggio, misurazione e analisi 4.6.2 Valutazione conformità 4.6.3 Audit interno 4.6.4 Non conformità, correzioni, aioni correttive e preventive 4.6.5 Controllo delle registrazioni
  • 80. 4.7 RIESAME DELLA DIREZIONE 4.7.1 generalità 4.7.2 elementi in ingresso 4.7.3 elementi in uscita
  • 81. Conformità legislativa Analisi Energetica Iniziale Valutazione Aspetti Energetici Comunicazione Formazione Politica energetica Organizzazione Ricorda: PRIMA i processi POI le procedure
  • 82. Vision Aspetti settoriali Relazioni Pianificazione Cambiamento culturale Rete Organizzazione Ultimo esercizio di astrazione
  • 83. Alessandra Cavalletti, PhD Energia Sostenibile e Low carbon management lalecavalletti@icloud.com +39 335 8742208 skype: lalecavalletti It.linkedin.com/pub/alessandra-cavalletti/4/89a/555