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Prima del postOgni post è un racconto.Un racconto con tanto di capo e di coda.Fatto di rimandi, di riflessioni, di allusio...
Le parole sono armi efficacissime«non c’è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un          punto messo al ...
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Ripartiamo dall’IO (narrante)Se lo scrittore è anzitutto un osservatore..Se l’osservatore osserva quello tutti hanno visto...
io scrivo. ma per chi?Si dice da sempre che un giornalista abbia 3 «capi» cuirispondere: il direttore del giornale, l’edit...
(qualcosa da rileggere?)Nel 1985 Italo Calvino avevaprevisto che la letteratura delnuovo secolo e del nuovomillennio sareb...
pertanto…La chiarezza dei contenuti è           Poi è ovvio che lo specificoanche legata alla semplicità           tone of...
Settimo comandamento:      non barare       Webinar 29-10-2012   13
Quindi…Uno scrittore che bara, cioè scrive coseche non gli stanno a cuore, non puòattendersi riscontri dai propri lettori.
Ottavo comandamentoFare puliziaDi tutto quanto è inutileDi tutto quanto non serveDi tutto quanto è “paraculaggine”Semplici...
Fare cioè come loro      Webinar 29-10-2012   16
Infine: sporcarsi le maniLeggete di tutto e di più, leggete i classici come i  contemporaneiLasciatevi contaminare da ling...
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Scrivo per imparare qualcosa che non so

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Slide della lezione tenuta lunedi 29 ottobre 2012 per gli studenti del master Sqcuoladiblog

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Scrivo per imparare qualcosa che non so

  1. 1. Scrivo per imparare qualcosa che non so punto di vista pratico di un narratore per suggerire la creazione di testi coinvolgenti e non banali
  2. 2. Dare un nome alle cose“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnelloAureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remotopomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere ilghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla edi canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acquediafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche edenormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, chemolte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarlecol dito”. Webinar 29-10-2012 2
  3. 3. CHI SCRIVE REINVENTA IL MONDO. A PARTIRE DAL PROPRIO SGUARDO.Scrivere è in fondo uno sguardo sul mondo.Uno sguardo attento, oppure leggero, ovverocritico, illuso, morale, fantasioso, divertito, profondo, amaro, disincantato…Il presupposto è: essere aperti al mondoSei aperto al mondo?Sei una persona generosa?
  4. 4. DIVENTIAMO ARTIGIANI !! (… ARTIGIANI DELLE PAROLE)Un racconto è un fatto artigianale. La «materia prima» puòessere qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa di importante pernoi, oppure qualcosa di piccolo, di quasi insignificante o dibizzarro: la marmellata dimenticata di CesareCremonini, un mazzo di carte, il sorriso di un vecchio, unbambino scalzo che piange, un cane senza una zampa, unpaesaggio mai visto, un odore strano, il fischio di unavecchia locomotiva, la fidanzatina delle medie che riapparedopo 20 anni, la dentiera della nonna, una torta di mele daperdere il senno … è dagli «scarti» che nascono le cose piùbelle … (dai diamanti non nasce niente, cantava De Andrè)
  5. 5. Appunto… Webinar 29-10-2012 5
  6. 6. Prima del postOgni post è un racconto.Un racconto con tanto di capo e di coda.Fatto di rimandi, di riflessioni, di allusioni, di storienascoste tra le pieghe, di inciampi, di incertezze o dicertezze, di prese per i fondelli…Sa prenderti per mano, sa farsi leggere (e magaririleggere).Spesso rimanda ad altro fuori dal web.Un bel post «chiama» la conversazioneUn bel post è il tempo che intercorre tra un telefonoche squilla e la nostra risposta..
  7. 7. Le parole sono armi efficacissime«non c’è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto» (Isaac Babel) Mettere le parole giuste al posto giusto. Ma come? Iniziamo da una immagine precisa. Un’immagine che introduca la storia che vogliamo raccontare. Scegliamo le parole migliori, quelle più adatte (al mercato della frutta, ricordiamocelo, bisogna andarci alla mattina presto) e ficchiamocele dentro. Diamo loro una punteggiatura coerente. Dosiamo la forza delle singole parole, è un fatto di equilibrio. Non vergogniamoci delle nostre idee né delle cose che scriviamo.
  8. 8. Ma scrittori si può diventare?Per diventar scrittore, bisogna anzitutto esserci nati, e allora la cosa riescefacile e spontanea, ma se fa difetto l’inclinazione la faccenda è alquantocomplicata, e non si riesce a nulla. È bene, del resto, che non tutti sianoscrittori, se no come si farebbe a trovare un pubblico per ogni libro che sistampa? Saggia è quindi stata la natura nel concedere solo a pochi lafantasia dello scrivere. Credi tu d’essere nato a ciò? Scruta i decreti deldestino consultando una sonnambula, o una chiromante. Non di rado,infatti, le persone di talento cercano la verità in ciò che la scienza respinge ederide. Interroga, inoltre, le tue naturali attitudini. Se nel porgere da bere aun amico, la tazza ti sfugge e colpisce un cane che s’avventa e ti morde ipolpacci; se mentre stai per lanciare un guanto di sfida, t’avvedi di non avermai posseduto guanti e lanci invece una ciabatta smessa; se al colmo delladisperazione vorresti chiudere gli occhi e gettarti dalla finestra, e invecechiudi la finestra e ti getti a dormire sul letto; se, insomma tutto ciò che fai titorna a rovescio, o viene frainteso, quasi di certo sei nato per esserescrittore. Corri, senza indugio, dal cartolaio, compera una risma di carta,chiuditi in soffitta e affrettati a rivelare al mondo i tuoi divini pensamenti.[Carlo Cetti, Libro per scrittori, in Paolo Albani, I mattoidi italiani, Macerata,quodlibet 2012, pp. 14-15]
  9. 9. Ripartiamo dall’IO (narrante)Se lo scrittore è anzitutto un osservatore..Se l’osservatore osserva quello tutti hanno visto ma riescea descriverlo in modo più chiaro, più nitido..Se descrivere in modo più nitido ci distingue da altri chescrivono …Ecco allora che il punto focale è «trovare la voce»Ehm … come trovo la mia voce narrativa?
  10. 10. io scrivo. ma per chi?Si dice da sempre che un giornalista abbia 3 «capi» cuirispondere: il direttore del giornale, l’editore e i proprilettori.Adattando questo, anche un blogger aziendale ha 3«capi»: i vertici aziendali (con cui definisce obiettivi estrategia), i colleghi dell’azienda (pubblico interno), ilettori del blog con cui dialoga (pubblico esterno).Regola aurea: non esiste un SOLO pubblico.(Piccola postilla alla regola: se per voi esiste un solo pubblico, o uno cheprevale pesantemente sugli altri, forse dovete ripensare qualche cosa)
  11. 11. (qualcosa da rileggere?)Nel 1985 Italo Calvino avevaprevisto che la letteratura delnuovo secolo e del nuovomillennio sarebbe statacaratterizzata da sei requisiti:leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, consistenza. Webinar 29-10-2012 11
  12. 12. pertanto…La chiarezza dei contenuti è Poi è ovvio che lo specificoanche legata alla semplicità tone of voice dipenderà dalladella forma. cultura aziendale, che puòScrivere in un italiano semplice essere molto o poco formale in(e non nellaziendalese relazione alla sua storia, allaburocratico tipico di sua composizione sociomoltissimi documenti) è anagrafica, alle sueessenziale. dimensioni, al settore di business in cui opera, ecc ecc. Webinar 29-10-2012 12
  13. 13. Settimo comandamento: non barare Webinar 29-10-2012 13
  14. 14. Quindi…Uno scrittore che bara, cioè scrive coseche non gli stanno a cuore, non puòattendersi riscontri dai propri lettori.
  15. 15. Ottavo comandamentoFare puliziaDi tutto quanto è inutileDi tutto quanto non serveDi tutto quanto è “paraculaggine”Semplicità e pulizia
  16. 16. Fare cioè come loro Webinar 29-10-2012 16
  17. 17. Infine: sporcarsi le maniLeggete di tutto e di più, leggete i classici come i contemporaneiLasciatevi contaminare da linguaggi e culture diverseFate come questo bimbo Webinar 29-10-2012 17
  18. 18. Grazie !!alb.grossi@fastwebnet.it Twitter@grassochecola
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