Lista Civica Ecologista                                                Per unaltra Pistoia                                ...
città. Una scelta folle in un’epoca segnata dai rapidi cambiamenti climatici nella direzionedel global warming e della est...
mondo del lavoro, nell’accesso ai servizi, nelle modalità di trasporto, in favore di unamonetizzazione delle risorse. A qu...
1. Lavoro utile e dignitoso per tutti.  Un lavoro utile e dignitoso è condizione necessaria per giungere allequità sociale...
Nuova). 3. Conservazione delle risorse idriche.   Riteniamo urgente che, in osservanza del risultato referendario, si proc...
vedi il trasferimento della Anatomia Patologica da Pistoia a Pescia, così come parte del CentroTrasfusionale, che è in par...
8. No a discariche ed inceneritori. Riduzione della produzione di rifiuti e massimizzazione dellaraccolta differenziata.  ...
generazione.  Importante incrementare l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, compatibilmente con l’impatto chegli im...
12. Turismo e valorizzazione delle aree extra-urbane.  Pistoia è una città ricca di arte, storia e cultura, che deve la su...
15. Beni comuni.  È nostra intenzione portare al centro del dibattito politico la questione dei beni comuni come dirittifo...
e Dirigenti degli Uffici comunali, compresi quelli dei familiari 17. Partecipazione e protagonismo popolare.  Riteniamo im...
i terreni; restituire al Bosco in Città la sua dignità, usurpata dal recente prolungamento di viaGonfiantini, anche come “...
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Per un altra pistoia

  1. 1. Lista Civica Ecologista Per unaltra Pistoia PROGRAMMA L’esigenza di costruire questa lista e di presentarci alle amministrative di Pistoia nasce daconsiderazioni di ordine generale e di ordine locale. Di ordine generale: abbiamo assistito alla consegna del potere al cosiddetto Governotecnico che dichiara di fondarsi su tre principi: crescita, rigore, equità. Il primo punto sarebbe condivisibile se si trattasse di bene comune, di serenità, di recuperodel territorio, di salute; non lo è se si tratta di far crescere il PIL senza alcuna valutazione delbenessere che ne deriva per umanità e ambiente. Il secondo punto, rigore, lo vediamo attuato alla grande sulle persone comuni maassolutamente non impiegato verso chi controlla l’economia. Il terzo punto, equità, è disatteso interamente, più che in ogni altro momento storico damolti decenni a questa parte, basta notare i privilegi di deputati e senatori, quantopercepiscono Manganelli (621.000 € l’anno), Marchionne (quanto un intero reparto delLingotto) e tutti gli altri dirigenti, fino ad arrivare a quelli locali. I partiti di rilievo applaudono e danno la fiducia. La nostra delusione ovviamente è più grave e sentita nei confronti della sinistra cheavrebbe dovuto ancora avere nel suo progetto l’eguaglianza e invece sembra aver perso labussola: rincorre le banche, condanna i sindacati, assiste a questa spaventosa depressione eperdita di lavoro che significherà retribuzioni al minimo. Di ordine locale: l’elemento che ha più profondamente segnato l’esperienza degli ultimidieci anni di amministrazione della nostra città è stata il consumo di suolo fertile, lacementificazione dissennata degli ultimi spazi liberi. In pochi anni e ad unico vantaggio diinteressi speculativi, sono state edificate non solo tutte le aree per le quali la pianificazionecomunale consentiva la possibilità di costruire, ma soprattutto, ricorrendo allo strumentodelle cosiddette varianti urbanistiche, si è cementificato anche le aree che strategicamentericoprivano, secondo le stesse previsioni urbanistiche, un ruolo fondamentale rispetto afunzioni essenziali per la città. Il caso più eclatante riguarda l’edificazione del Campo di Volo, un’area che il PianoStrutturale definiva invariante strutturale con funzione di caposaldo delle mura verdi dellaCittà e di area di approvvigionamento di acqua potabile. Questa scelta è stata un attoestremo di aggressione speculativa di una gravità inaudita, che potrà avere conseguenzedrammatiche per il futuro della Città. L’area del campo di Volo con i suoi 18 ettari disuperficie rappresentava infatti l’ultimo spazio verde adatto per restituire al TorrenteOmbrone uno spazio adeguato di pertinenza fluviale, dove laminare le sue acque di piena; inpratica la sola possibilità tecnicamente plausibile per creare una valvola di sicurezza per la
  2. 2. città. Una scelta folle in un’epoca segnata dai rapidi cambiamenti climatici nella direzionedel global warming e della estremizzazione degli eventi meteorici. L’edilizia residenziale è cresciuta a ritmi incessanti senza alcun calcolo circa ladisponibilità delle risorse idriche, che già un decennio fa risultavano carenti; senza alcunaopera importante di urbanizzazione, e soprattutto senza che vi fosse una reale necessità dinuovi alloggi. Tutto questo senza nemmeno essere riusciti a portare a termine l’approvazione deglistrumenti urbanistici: dal 2002, anno di approvazione del Piano Strutturale, non si è staticapaci di approvare il Regolamento Urbanistico, che avrebbe dovuto essere lo strumentoattuativo del Piano Strutturale. Se le trasformazioni urbanistiche rappresentano la pagina più nera dei due mandati delSindaco Berti, anche su tutti gli altri ambiti che definiscono la sostenibilità ecologica dellacittà, Pistoia ha mantenuto, o addirittura peggiorato, i propri standard. Da tempo a Pistoia non sono stati effettuati investimenti per migliorare la rete idricaacquedottistica della città e delle frazioni, né per ampliare e completare la rete fognaria e ilsistema della depurazione delle acque. La gestione privatistica dell’acqua si è dimostrata deltutto inadeguata rispetto alle fondamentali esigenze di conservazione di questo bene. Non è stato fatto un solo metro di pista ciclabile che abbia un senso, ma numerose rotondeche hanno reso ancor più pericoloso l’accesso delle biciclette sulle strade cittadine,massimizzando il ricorso all’automobile. La qualità dell’aria è conseguentementepeggiorata, con un forte incremento della presenza di PM10 derivanti dal trafficoautomobilistico. Non è stata promossa nessuna seria azione volta a ridurre la quantità di rifiuti prodotti; nési è andati oltre ad una poco convinta e male organizzata sperimentazione di raccoltadifferenziata porta a porta su parte del centro storico, alla quale i cittadini possonopartecipare a titolo volontario. La presenza di Consiglieri Verdi nell’assemblea comunale, sebbene sia stata importanteper ottenere e veicolare le informazioni necessarie ad organizzare insieme ai comitati ed alleassociazioni un’azione di resistenza e di proposta alternativa, che in alcuni casi ha datoanche esiti importanti (ad esempio sulla vertenza relativa alla “riqualificazione” della exFonderia Cantini), poco ha potuto di fronte alla protervia dei poteri forti che hannoindirizzato le scelte politiche della giunta di centrosinistra. Proprio guardando a questo fallimento, la Lista Civica Ecologista “Per unaltra Pistoia”ha cercato di costruirsi come aggregazione di persone provenienti da esperienze diverse perpoter realizzare un dialogo reale tra le differenti sensibilità cittadine e tra queste e lapolitica. La politica, espressa a livello locale come a quello nazionale, tende a non riconoscerecome obiettivo primario dell’amministrazione pubblica quello di garantire il benesserecollettivo e punta verso quella che sembra una rinuncia alla garanzia di uguaglianza nel
  3. 3. mondo del lavoro, nell’accesso ai servizi, nelle modalità di trasporto, in favore di unamonetizzazione delle risorse. A questo si collega anche la scarsa attenzione allapartecipazione e alla trasparenza delle decisioni pubbliche. L’opposizione contro l’eccessiva (e in molti casi inutile) infrastrutturazione del territorio èuna lotta contro chi ha in mano il potere economico. Siamo di fronte a un capitalismo che èandato oltre: non potendo continuare a vendere prodotti (saturazione dei mercati) non restache vendere i servizi, i trasporti, l’acqua, e per far questo ha assorbito la politica. I partiti (equelli grandi in particolar modo) sono troppo spesso legati a doppio filo con quelle realtàche realizzano interventi e speculazioni, cogliendo finanziamenti pubblici e scaricando ilrischio degli investimenti sulla collettività. Vi è poi da gran parte dellarco politico uno sconfortante disinteresse a riconoscere glieffetti distruttivi, in un futuro non remoto, del cambiamento climatico globale, e aperseguire scelte politiche, economiche e industriali che possano invertire la tendenza:prima il protocollo di Kyoto del 1997 (disatteso), quindi lappuntamento di Copenaghen del2009 (in cui non sono state prese misure concrete), infine la conferenza di Durban del 2011che rimanda gli impegni al 2020; ogni volta hanno prevalso le logiche di mercato. Questa lista nasce con il proposito di distanziarsi da questo modo affaristico di concepire epraticare la politica: è necessario restituire la titolarità delle scelte a processi realmentedemocratici, dove un ruolo chiave è svolto dalla competenza e dal senso etico dei tecnici edegli operatori dell’informazione. Crediamo che ogni scelta debba misurarsi con due priorità generali inderogabili e fra lorocollegate: garantire a tutti gli abitanti della terra una maggiore equità sociale (e di genere)nell’accesso a opportunità e risorse; e consegnare alle future generazioni un pianeta ancoracapace di sostenere la loro vita e quella di tutti gli altri esseri viventi che lo popolano. Tale orientamento può essere riassunto nei seguenti punti: • l’infrastruttura è opportuna se è socialmente utile, e il fatto di venire finanziata non nelegittima le realizzazione; è fondamentale quindi ripartire dai piani della mobilità e dallapianificazione territoriale; • i servizi (asili, mense, trasporti, sanità) non possono essere trattati come aziende da cuitrarre un guadagno monetario, ma come un investimento la cui resa sarà nei confronti dellacollettività in termini di benessere e coesione sociale; • la tutela dei diritti dei lavoratori implica la tutela della dignità delle persone, non solo sulposto di lavoro ma anche nel contesto civico in cui vivono e operano sia i lavoratori che leloro famiglie; il territorio che ci circonda è una risorsa da utilizzare, non da distruggere; sarà quindinecessario preservare il patrimonio verde ancora presente, e non abbandonarlo allaspeculazione edilizia. Marzo 2012
  4. 4. 1. Lavoro utile e dignitoso per tutti. Un lavoro utile e dignitoso è condizione necessaria per giungere allequità sociale. Il Comune, inquanto prima organizzazione territoriale ed espressione della cittadinanza, deve farsi carico attivamentedelle istanze dei lavoratori nei confronti di Regione e Stato, occupandosi dei fenomeni didisoccupazione e cassaintegrazione, puntando alla salvaguardia delle realtà produttive locali,impegnandosi a riconvertire impianti dismessi verso produzioni utili ed ecologicamente sostenibili,nell’ottica di una reintegrazione di coloro che hanno perso il lavoro. Nello specifico, lenorme differenza di reddito tra la classe dirigente e i sottoposti e i fondi destinati agrandi opere inutili darebbero risultati molto maggiori se impiegati per l’occupazione a livello locale,favorendo la ridistribuzione della ricchezza e quindi evitando la stagnazione dell’economia. A livello locale, sarà importante valorizzare il patrimonio delle microimprese commerciali edartigianali, anche con sgravi fiscali ed incentivi reali per agevolare i passaggi generazionali. I contrattistipulati dalla Pubblica Amministrazione per grandi opere o con grandi imprese dovranno stabilire cheuna quota consistente del lavoro (indicativamente il 50%) coinvolga maestranze locali, in particolarmodo se sono previsti incentivi. Non è ammissibile, inoltre, che vengano corrisposti premi di produttività ai dirigenti del Comune peraver perseguito i risultati previsti dal loro contratto o per aver evitato l’impiego di lavoratori occasionaliquando ne sarebbe stata opportuna la presenza. 2. Urbanistica: stop al consumo di suolo, recupero e riqualificazione del patrimonio edilizioesistente. In conseguenza alla intensa attività edificatoria favorita negli ultimi anni vi è una grave carenza di areea verde e per servizi di interesse pubblico, generata dall’aver autorizzato interventi edilizi senza chefossero realizzati gli standard urbanistici che la pianificazione prevedeva e che la legge prescrive,standard minimi che vanno recuperati. Il suolo rappresenta un bene comune primario che, in assenza di una reale necessità di alloggi, ilnuovo Regolamento Urbanistico di Pistoia dovrà salvaguardare. Puntiamo sul restauro conservativo degli edifici storici e sul recupero degli edifici esistenti, checonsenta di migliorarne la classe energetica, con vantaggi economici per i proprietari, minorinquinamento (benefici per la salute e la qualità dell’ambiente) e maggiori opportunità di lavoro per lepiccole imprese artigiane edili ed impiantistiche. Pensando al Regolamento Urbanistico che dovrà essere approvato, ci si dovrà basare su unapprofondito censimento dell’attività edilizia passata, dei volumi, residenziali e produttivi, inutilizzati edei reali bisogni abitativi, specie delle fasce sociali deboli. Si dovrà quindi invertire la rotta rispetto alpassato, e attribuire la destinazione di “invariante strutturale” a tutte le aree a verde pubblico e privato;ripristinare le aree residenziali di completamento consentendo piccoli ampliamenti ed adeguamentiigienico-funzionali, così come trasformazioni idonee a creare lavoro in aree non più solo produttivecome S. Agostino 1; incentivare laffitto e la vendita dei fondi, magari frazionandoli in spazi a misura dipiccola impresa; riqualificare il viale Adua negando nuove espansioni edificatorie e recuperando evincolando tutte le residue aree libere a verde pubblico. Verificare la possibilità di completare una pistaciclabile degna di questo nome. Sarà da evitare la progettazione di ulteriori centri commerciali, i cui guadagni in gran parte nonrestano sul territorio comunale, favorendo invece i negozi di vicinato, sia in centro che a maggiorragione in periferia, anche al fine di evitare i “quartieri dormitorio” privi di servizi. Una considerazione dovrebbe interessare la rimozione – difficoltà spesso di natura culturale più chepratica – di numerose barriere architettoniche che oggi rendono difficile (e in alcuni casi impossibile) aicittadini disabili accedere ad alberghi, negozi, studi medici, luoghi di interesse pubblico (musei, mostre,sale di convegni). Ugualmente, è necessario porre attenzione a non realizzare barriere architettonichenegli interventi urbanistici di nuova realizzazione (contrariamente a quel che è successo con la Porta
  5. 5. Nuova). 3. Conservazione delle risorse idriche. Riteniamo urgente che, in osservanza del risultato referendario, si proceda con ferma determinazionealla ripubblicizzazione della gestione delle risorse idriche, avendo quali obiettivi primari laconservazione della risorsa e degli ecosistemi naturali che presiedono alla sua rigenerazione. In attesadellaccettazione da parte di Publiacqua della sentenza della Corte di Cassazione in merito allaillegittimità che in bolletta venga conteggiata la remunerazione del capitale investito, ci poniamo asostegno della campagna di obbedienza civile per lautoriduzione delle bollette. È inoltre irrinunciabile elemento di civiltà di ogni comunità la completa depurazione delle acquereflue utilizzate per fini civili e nell’ambito delle attività produttive nella prospettiva di limitarel’inquinamento, l’eutrofizzazione e la deossigenazione delle acque superficiali. 4. Agricoltura come fonte primaria di cibo e non di merce. La fertilità dei suoli, la prevenzione dal dissesto idrogeologico, la mitigazione dei mutamenti climaticipassano necessariamente dalle buone pratiche agricole e forestali che vengono messe in essere. Avereuna produzione agricola diffusa sul territorio, anche nelle zone di montagna, contribuisce alla sovranitàalimentare con varietà caratteristiche, a mantenere le culture e le economie della comunità locali, aridurre le emissioni di CO₂ dovute al trasporto, a incrementare il valore turistico dei luoghi. Ancora,un’agricoltura di qualità, sostenibile e su piccola scala consente un maggior controllo sul carico chimicodisperso nell’ambiente, invertendo la tendenza delle cosiddette "malattie da benessere". Sarebbe auspicabile farsi proponitori della possibilità di consentire la vendita diretta dei propriprodotti a quegli agricoltori che mantengano buone pratiche di governo del territorio (agricolturabiologica e sostenibile), in particolare nella zona montana, cosa ad oggi consentita ai soli imprenditoriagricoli (D.Lgs. n. 228 del 2001). Ancora, è opportuno che un Comune come Pistoia – che si fregia di un legame profondo con le attivitàcolturali – promuova una conoscenza diffusa delle Politiche Agricole Comunitarie e si facciaambasciatore di eventuali proposte partecipate da avanzare in sede europea per migliorarne il testo. 5. Settore sanitario. In assenza di nuovi investimenti mirati, anche con la presenza del nuovo ospedale non sarà risolto ilproblema delle lunghe liste d’attesa per visite specialistiche ed esami radio-diagnostici che costringono icittadini a rivolgersi a istituti privati, sopportandone gli oneri. Bisognerebbe attualizzare i criteri contenuti nell’attuale regolamento dei servizi e prestazioni socialidel Comune di Pistoia, documento nel quale sono indicati i requisiti per concedere determinati servizialla popolazione indigente e non autosufficiente. I limiti di reddito qui contenuti non sono realistici: siprevede un reddito familiare inferiore 5000 €/anno (400 €/mese) per ottenere la gratuità del servizio e untetto massimo di 25000 €/anno (lordi, ca. 18000 netti) oltre il quale non si ha più diritto a nessunaesenzione per qualsivoglia prestazione o servizio sociale. La programmazione e lorganizzazione delle attività sanitarie non possono essere calate dallalto edecise senza il controllo dei cittadini, fruitori dellassistenza sanitaria (medica ed infermieristica); sirende necessario perciò mantenere i servizi sanitari presenti sul territorio evitandone il trasferimento inaltra zona, in considerazione delle difficoltà e dei disagi che si verrebbero a riversare su tutta lapopolazione, ed i particolare sugli anziani che spesso sono i più frequenti utilizzatori dei servizi, edanche la parte più debole della collettività. Sempre più spesso i dirigenti scelgono non sulla base dellanecessità della popolazione o del minor disagio, ma del risparmio o del proprio interesse o visibilità,
  6. 6. vedi il trasferimento della Anatomia Patologica da Pistoia a Pescia, così come parte del CentroTrasfusionale, che è in particolare rivolto alla popolazione anziana, il che costringe a spostamenti spessolegati alla disponibilità dei parenti o della Pubblica Assistenza. Altro punto importante è il recupero delle finalità previste dalla legge di istituzione dei ConsultoriFamiliari, i quali dovevano essere un centro di riferimento per tutte le donne per leducazione sessuale,la pianificazione familiare e lassistenza sociale, e che sono stati trasformati negli anni in ambulatoriginecologici e di sola assistenza sanitaria, disattendendo tutti gli altri aspetti, e non considerando che lacollettività si è trasformata con la presenza di nuclei familiari di diverse nazionalità. 6. Ripensare radicalmente la mobilità in città. È importante riorganizzare il piano del traffico cittadino in modo che rispetti la mobilità di pedoni eciclisti, ponendo attenzione a eliminare quelli che possono risultare ostacoli per le persone con problemidi deambulazione; opportuno incentivare i mezzi di trasporto pubblico (da rendere idonei per l’accessodi disabili, anziani, passeggini), potenziando i parcheggi scambiatori esistenti, così come ripensare icollegamenti su rete urbana ed extra urbana con ramificazioni in grado di raggiungere zone remote espesso disagiate, ottimizzando le dimensioni dei mezzi al servizio necessario. Parallelamente, saràinevitabile riconsiderare il sistema di sensi unici che dal momento di attuazione dellultimo piano deltraffico hanno determinato ingorghi giornalieri. Sono inammissibili interventi come quello realizzato su via Guicciardini chiudendo le direttricistoriche Via Fiorentina e Via bassa della Vergine, o il progetto del parcheggio sotto la chiesa di S.Bartolomeo, che alle carenze progettuali affianca un’illogica concentrazione di traffico nelle strettestrade circostanti. Ci proponiamo inoltre di far rimuovere i dossi artificiali che possono risultare molto pericolosi per lasicurezza sia degli operatori sanitari durante il trasporto in emergenza, sia del paziente di cui possonopeggiorare le eventuali lesioni. 7. No alla terza corsia autostradale della A11. Sì al potenziamento della tratta ferroviaria Lucca-Viareggio e al rilancio della storica linea ferroviaria Porrettana. Occorre raddoppiare la tratta ferroviaria tra Pistoia e Viareggio (ad oggi ancora a binario unico) perottimizzare il trasporto che attualmente comporta continui ritardi, costringendo i pendolari a muoversicon mezzi privati per avere la sicurezza dell’orario. È necessario mantenere e valorizzare la linea storica Porrettana (con orari adattati alle esigenzedell’utenza), in quanto fondamentale mezzo di interrelazione tra città e montagna sia per pendolari cheper turisti; si ricordino i continui ammodernamenti che ne fanno una delle linee più sicure e avanzated’Italia, l’autosufficienza energetica dovuta all’idroelettrico del bacino di Suviana e lo scalo di Pracchiail cui utilizzo per trasporto a valle dell’acqua Silva contribuirebbe ad eliminare buona parte del trafficopesante dalla statale. Ancora, un forte contributo alla mobilità pubblica nell’area Pistoia-Prato-Firenze potrebbe essere datodalla realizzazione della metropolitana di superficie, realizzabile con revisioni dell’orario ferroviario eottimizzabile con l’utilizzo di macchine progettate appositamente. Una simile promozione dei collegamenti ferroviari potrebbe aiutare a salvaguardare e svilupparel’importante realtà cittadina (e nazionale) che è Ansaldo-Breda insieme a tutto il suo indotto. La terza corsia dell’autostrada risulta invece del tutto inutile, in quanto non giustificata dal numero diutenti, non risulta una soluzione per il nodo di Firenze o quello di Prato, ma rischia di incentivare ilricorso al mezzo privato con ricadute sulla qualità dell’aria (come evidenziato dal recente rapportoARPAT), sui consumi, sul traffico, e quindi in palese contraddizione con il protocollo di Kyoto.Quantomeno curioso che parlando di mobilità sostenibile le Amministrazioni locali e regionali abbianotrovato fondi solo per finanziare l’autostrada.
  7. 7. 8. No a discariche ed inceneritori. Riduzione della produzione di rifiuti e massimizzazione dellaraccolta differenziata. Il nuovo Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’Ato “Toscana Centro”, adottato nei giorni scorsi dalleGiunte provinciali di Firenze, Prato e Pistoia, conferma, ancora una volta, la decisione politica dipuntare sull’aumento degli inceneritori, a discapito delle altre azioni virtuose che dovrebbero comporreuna corretta gestione dei rifiuti. In generale è previsto un abnorme aumento dell’incenerimento: dalle 60.000 tonnellate / anno di oggi,alle 250.000 tonnellate / anno previste per il 2015. E a tale scopo è stata prevista non soltanto lacostruzione di un nuovo inceneritore, ma anche il potenziamento dell’impianto di Montale. Discariche e inceneritori sono espressione di un modello culturale non ulteriormente sostenibile, fontedi inquinamento (PM 2,5 in particolar modo) e distruzione di risorse. L’incremento di impianti termici etermoutilizzatori (inceneritori) dovrà essere contrastato in un’ottica di prevenzione condivisa anchedall’Associazione Italiana di Oncologia Medica. La riduzione dei rifiuti, il riuso dei prodotti e il riciclo sono strade necessarie per ridurre il carico dellasocietà sull’ambiente (la cosiddetta impronta ecologica). In netta contraddizione con la scelta di investire sull’incenerimento dei rifiuti, il Piano interprovincialeadottato riporta anche l’obiettivo di pervenire al 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2014attraverso raccolta domiciliare e conseguente tariffazione puntuale. A Pistoia siamo lontanissimi da tale obiettivo (37% di differenziata). La raccolta differenziata porta-a-porta potrà condurre a risultati significativi se coinvolgerà tutta la città e non solo limitate parti di essa(centro storico e area commerciale di Sant’Agostino), altrimenti resterà solo un’operazione di facciata. Riteniamo che la riduzione della quantità di rifiuti prodotta debba comunque essere l’obiettivoprincipale e a tale riguardo riteniamo importante l’applicazione dell’accordo quadro Anci-Conai, chegarantisce le risorse per operare la riduzione ed il recupero degli imballaggi, che costituiscono unafrazione elevata dei rifiuti attualmente inceneriti. Importante contributo alla filiera del riciclo è l’acquisto da parte della Pubblica Amministrazione deiprodotti derivanti dal trattamento delle materie prime seconde, i cosiddetti “acquisti verdi” già peraltroprevisti per legge. È opportuno realizzare un impianto di compostaggio a Pistoia piuttosto che continuare a conferire lafrazione organica dei rifiuti urbani all’impianto di Montespertoli, mirando parallelamente a un ciclovirtuoso che coinvolga le imprese vivaistiche, restituendo loro compost di qualità. Sono da realizzare stazioni ecologiche per incentivare il conferimento dell’olio alimentare esausto daavviare al consorzio apposito, ed è quindi necessario prevedere sin da subito dove collocarle. Per ridurre rifiuti e inquinamento sul lungo termine sarà fondamentale in primo luogo sostituire iprodotti usa e getta con oggetti riutilizzabili, sensibilizzando la popolazione, e quindi incentivare lariconversione dei processi produttivi verso pratiche ecologicamente sostenibili. Da prevedere inoltre sgravi fiscali per ditte che utilizzano i consorzi di smaltimento e per quelle chescartano materie prime-seconde e quotate in borsa. 9. Riduzione dei consumi. Fonti rinnovabili di energia. Uno dei problemi più rilevanti che affronta la società oggi è la richiesta crescente di energia, e spessosi utilizza lo spauracchio della carenza energetica per cercare di giustificare operazioni assurde epericolose, come lo stoccaggio di metano nel sottosuolo lombardo, il rigassificatore off-shore di Livornoo la centrale a metano al Bottegone. Il primo passo sul campo del tema energetico passa dalla riduzionedei consumi, ed è fondamentale che la Pubblica Amministrazione faccia la sua parte: utilizzo di LED persemafori e illuminazione pubblica con contenimento dellinquinamento luminoso, riqualificazioneenergetica degli uffici e degli immobili comunali, mantenere temperature non oltre i 18°C d’inverno edevitare di accendere i condizionatori se non necessario, ecc. Per le imprese sono da prevedere incentiviper linstallazione di sistemi volti al risparmio energetico come motori e generatori inverter di ultima
  8. 8. generazione. Importante incrementare l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, compatibilmente con l’impatto chegli impianti possono avere sull’ambiente circostante. Nello specifico, esigere l’installazione di pannellifotovoltaici negli edifici di nuova costruzione sia pubblici che privati (previsti dal D.P.R. n. 59 del 2aprile 2009 sul rendimento energetico in edilizia) ed in quelli ristrutturati, in maniera conforme alDecreto Legislativo 192/2005. Sarà poi opportuno monitorare i progressi tecnici delle nuove tecnologie degli impianti eolici, moltomeno impattanti e più produttive che in passato, per poterne valutare un possibile utilizzo anche nellenostre zone. 10. Sviluppo della rete ecologica della città e del territorio circostante. Realizzazione del Parcodelle Tre Limentre – Alto Reno. Un’ampia porzione del territorio del Comune di Pistoia ricade in aree collinari e montanecaratterizzate da agroecosistemi di tipo tradizionale (oliveti in collina, castagneti e prati-pascoli inmontagna) e da estese aree forestali, solcate da ruscelli e torrenti. Riteniamo una priorità dare concreta applicazione a livello locale al Piano d’Azione Regionale per laBiodiversità, che formula obiettivi, misure ed azioni concrete per la tutela delle specie e degli habitat diinteresse regionale ed europeo, anche attraverso il coinvolgimento delle comunità locali e dei portatoridi interessi presenti sul territorio. Un piano che si affianchi alle aree protette alle quali è necessario farericorso per la gestione delle aree di notevole valore naturalistico, come il complesso dei bacini delleLimentre e dell’Alto Reno, nel quale è stato recentemente istituito un Sito di Importanza Comunitaria,proprio in ragione della ricchezza in termini di biodiversità Mettere il fattore biodiversità, bene comune da cui dipendono i processi di rigenerazione delle risorseprimarie, al centro di un processo di riqualificazione e valorizzazione degli ambienti naturali, delpaesaggio rurale e dei contesti urbanizzati rappresenta una svolta culturale e amministrativa sia sulpiano pratico che su quello etico. Ciò significa: • investire nella cura del territorio e dare lavoro per prevenire catastrofi “naturali”; • proteggere e diffondere la conoscenza delle migliaia di specie animali e vegetali presenti nel comunedi Pistoia, anche nell’ottica di incentivare il turismo verde; • recuperare saperi e mestieri tradizionali e capacità artigiane in ogni settore (in particolare nei settoridelle necessità primarie), perché ad essi è legata la possibilità di mantenere alcuni ambienti agricoli dielevato valore naturalistico; • scoprire, tutelare e valorizzare frammenti di “natura selvaggia” anche in città mediante larealizzazione di una rete ecologica (fatta di parchi e giardini collegati da “corridoi” verdi). 11. Montagna pistoiese. La gente che abita sul territorio della montagna pistoiese svolge un fondamentale ruolo di gestione epresidio del territorio che contribuisce alla prevenzione dai dissesti idrogeologici. È prioritario interrompere il circolo vizioso che in un’ottica di utili e di passivi a brevissimo terminevede il taglio dei servizi essenziali quali poste, ospedali, trasporti, rendendo più difficile abitare inmontagna, con conseguente spopolamento ulteriore dei paesi. Sarà opportuno favorire le ristrutturazioni, in particolare per le prime case, e per le giovani coppie,mettere in atto politiche di sviluppo economico del territorio legate alle tipicità locali e alla filierasostenibile del legno, garantire incentivi, sgravi fiscali agevolazioni per i piccoli commercianti sulterritorio che svolgono un servizio vitale per la gente della Montagna.
  9. 9. 12. Turismo e valorizzazione delle aree extra-urbane. Pistoia è una città ricca di arte, storia e cultura, che deve la sua stessa tipicità al fatto di essere estesa elegata a doppio filo con la montagna pistoiese, che la arricchisce di natura, artigianato, tradizioni locali eprodotti tipici. Da valorizzare in questo senso il turismo escursionistico, cicloturistico e ippico – e nello specifico conla promozione dell’ippovia provinciale di S. Jacopo in coordinamento con i comuni interessati eattraverso investimenti in infrastrutture leggere per la sosta e l’ospitalità. 13. Educazione e formazione. Riteniamo indispensabile diffondere una cultura dei valori e dei beni comuni, a livello scolastico e nonsolo, in quanto solo essa è terreno fertile per gettare il seme dell’ecologia e di uno stile di vitasostenibile. A livello di scuola, è importante realizzare orti didattici e inserire corsi di agricoltura biologica,nell’ottica di un’educazione alimentare fondamentale per sviluppare un consumo critico e consapevoleche deve essere maturato nel tempo. È raccomandabile promuovere l’educazione degli adulti, la formazione e l’informazione sulla mobilitàinternazionale e in particolar modo l’apprendimento delle lingue e l’alfabetizzazione informatica. Sostenere le opportunità di avvicinamento al lavoro attraverso tirocini formativi anche presso realtàartigiane e commerciali (botteghe-scuola per la formazione diretta). Importantissima la rete di asili nido di ottima qualità, indispensabili affinché sia possibile il lavorofemminile. 14. Sociale. Reputiamo importante valorizzare, incentivare, sostenere (anche economicamente) le attività e iprogetti di inclusione sociale e lavorativa rivolti alle persone svantaggiate o a rischio di esclusionesociale (nuove povertà) promosse dalle realtà del terzo settore non profit pistoiesi (cooperative sociali,associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale), privilegiando le azioni d’interventoche puntano all’acquisizione di un’autonomia nei soggetti svantaggiati (lavorativa, abitativa),“staccandoli” gradualmente da un circuito assistenziale. Da notare che l’organico delle assistenti sociali è attualmente insufficiente per seguire e assistere ilnumero dei soggetti che si rivolgono al servizio sociale, con uno sguardo particolare ai minori a rischiodi devianza sociale, per i quali è fondamentale un rafforzamento di quelle realtà già esistentirappresentate dai doposcuola. Tale insufficienza, unita alla frequente sostituzione degli operatori, impedisce al servizio stesso diavere un radicamento sul territorio disconoscendo, di fatto, le priorità sulle quali intervenire e svolgereanche un lavoro di prevenzione del disagio. Nessun essere umano è illegale: sarà quindi importante sostenere e promuovere l’integrazione deimigranti nel territorio comunale e favorire l’integrazione e la reciproca conoscenza tra gruppi etnicidiversi. Valutare la possibilità di organizzare iniziative quali tavole rotonde, cene multietniche e dipubblicare mensilmente un giornale in varie lingue contenente informazioni utili per gli immigrati e leiniziative di comunità di stranieri e associazioni che si occupano di intercultura , possibilmentecoordinando lattività con uno specifico sportello delle Politiche Sociali. Un’altra realtà importante e contigua a quella dei migranti è rappresentata dalla presenza storica diRom e Sinti a Pistoia, per i quali è fondamentale garantire la scolarizzazione, passo imprescindibile perl’integrazione.
  10. 10. 15. Beni comuni. È nostra intenzione portare al centro del dibattito politico la questione dei beni comuni come dirittifondamentali che non riconoscono padroni al di fuori di chi vi accede. Riteniamo che sia importante aver chiaro che non esistono soltanto le proprietà privata e pubblica(quest’ultima patrimonio dello Stato) ma anche i beni che consentono alle collettività di viveredignitosamente. Nella crisi attuale vediamo come l’interesse privato multinazionale determini la privatizzazione deibeni e dei servizi e come neppure gli stati nazionali riescano ad opporvisi. Al contempo verifichiamol’impazzimento del clima, anch’esso bene comune, dovuto alla rottura del rapporto persone-natura. Occorre passare da una visione economica del mondo, ove tutto è merce e può generare capitale, a unavisione ecologica che tenga conto della vita di tutti come collettività. Lo stesso concetto di uguaglianza viene ad essere sustanziato dalla consapevolezza che i beni comunidevono essere accessibili a tutti e quindi che le risorse naturali non possono essere consumate solo daalcuni, anche perché in un mondo finito le risorse non sono infinite e possono giungere a esaurimento enon essere riproducibili. I beni comuni sono stati via via sottoposti a privatizzazione, sono stati ridotti a merce, acquisiti da chisi è dimostrato più bravo e astuto nel saccheggio. Pensiamo ad esempio a come siano scomparse di fattole spiagge libere, occupate in maniera sempre più massiccia dagli stabilimenti balneari. Riteniamo necessario invertire la rotta salvaguardando quanto più possibile i beni di tutti rispetto allaprivatizzazione che ci espropria di quanto è nostro in quanto abitanti della terra. Quindi diciamo no alla privatizzazione dell’acqua, no al nucleare, no al consumo e degrado deiterritori per le grandi opere, sì alla scuola e alla sanità pubblica, sì all’istanza di partecipazione deimovimenti. Riconosciamo che i movimenti hanno un potere diffuso democratico invece di un potere concentrato,sono partecipazione attiva. All’ovvia considerazione che per poter usufruire dell’acqua occorre avere una rete idrica efficiente,rispondiamo che il Comune (comune!) deve essere il gestore, con personale preparato (curriculumadeguato, non meriti politici) e con dirigenti stipendiati in modo equo. Anche questo è un punto irrinunciabile: competenze specifiche nei vari campi, emolumentiequiparabili a quelli di qualsiasi lavoratore dipendente. Ci impegnamo, infine, a partecipare a quei coordinamenti nazionali promossi dalle amministrazionivirtuose (che si vanno formando in più parti d’Italia) e che si danno l’obiettivo di trovare soluzionicollettive a problemi comuni, nell’ottica di un’amministrazione collettiva e condivisa del territorio. Inquesto modo sarebbe possibile fare pressione sulle Amministrazioni competenti andando anche nelladirezione di rompere con i Patti di Stabilità che impediscono ai Comuni di sfruttare le proprie risorsenell’interesse locale. 16. Trasparenza. L’Amministrazione deve garantire la più larga e profonda trasparenza sul suo funzionamentorealizzando un archivio facilmente accessibile e consultabile anche in rete dai cittadini, che comprenda: • un inventario del patrimonio di beni mobili (comprese le partecipazioni in aziende, le aziendecontrollate, gli enti, ecc.) ed immobili (demanio, patrimoni, stabili, ecc.) e come vengono utilizzati(affittati a chi, a che titolo, con che canone), gli appalti, i concorsi, ecc. • un inventario delle spese del Comune per le risorse umane: assessori, consiglieri, collaboratori,dirigenti e manager, tecnici, professionisti, membri degli staff, indicando retribuzione mensile oltre aglialtri emolumenti percepiti per incarichi di vario tipo, pensioni, vitalizi, ecc. • un Albo pubblico delle Imprese e Società immobiliari che hanno rapporti economici conl’Amministrazione comunale • un’anagrafe pubblica dei redditi e dei patrimoni e partecipazioni societarie possùti da Amministratori
  11. 11. e Dirigenti degli Uffici comunali, compresi quelli dei familiari 17. Partecipazione e protagonismo popolare. Riteniamo importante mettere a disposizione di associazioni, comitati, ecc. gli immobili di proprietàdel Comune, in maniera da permettere ai cittadini di dispiegare e sviluppare al meglio l’aggregazione ela cultura popolare, il dopo scuola, le attività politiche e sociali necessarie per rendere le masse popolarireale centro della vita della città e mettere in moto una concreta democrazia partecipativa. Strutture utilizzabili in tal senso sono la villa di Montesecco, da ristrutturare anche attraversol’intervento di contributi comunitari, e la ex Università Popolare; Il Ceppo e le Ville Sbertoli sono altrearee di pregio di proprietà comunale da vincolare ad uso pubblico. Un impegno in questa direzione potrebbe partire dall’attivare una consulta popolare sulla mobilità, giàrichiesta da diverse associazioni, cercando un bilanciamento delle diverse categorie interessate(pendolari, automobilisti, ciclisti, disabili, ...). Altra opportunità potrebbe essere lo sviluppo di una rete informatica per consultazioni dirette aicittadini su tutti i temi relazionati col quartiere o Comune o per progetti di notevole importanza, alloscopo di favorire una partecipazione democratica più diretta. 18. Problema abitativo. Il problema dell’alloggio è un aspetto che riguarda sempre più famiglie pistoiesi già conosciute daiservizi sociali e/o privi di reti parentali su cui appoggiarsi. La crisi economica e occupazionale haamplificato questa grave situazione. Occorre prevedere forme di sostegno economico, anche con fondicomunali, alle famiglie che non riescono a pagare l’affitto e prevedere forme di agevolazioni fiscali perchi decide di affittare una casa ad un nucleo familiare segnalato dai servizi sociali del Comune,facendosi quest’ultimi, dove richiesto, garanti per un periodo limitato nei confronti del locatore. Eventualmente, valutare la possibilità di usare immobili inutilizzati di proprietà del Comune perrealizzare abitazioni popolari. 19. Lavori di pubblica utilità. Esistono tutta una serie di piccole e semplici manutenzioni di utilità sociale e interesse collettivo (adesempio la rimozione dei rifiuti e la manutenzione del verde di torrenti, fossi, giardini, ecc.); in questiambiti scarsamente specializzati potrebbero essere impiegati dei soggetti in carico ai servizi sociali nonpiù spendibili nel mercato del lavoro, così come potrebbero essere inseriti disoccupati, pensionati osoggetti detenuti ammessi alle misure alternative alla pena detentiva. Per operazioni che richiedessero manodopera più qualificata, sarebbe opportuno ricostituire unorganico di operai comunali, spesa che si è dimostrata inferiore rispetto a quella derivante dall’appaltarei lavori a ditte esterne. 20. Verde pubblico. Reputiamo importante, nella Città del Verde, censire il verde privato e pubblico esistente, e valutarel’opportunità di vincolare tali spazi cittadini come invarianti urbanistiche; conservare e ripristinare iparchi e il verde pubblico garantendo rigorosamente la cura e preservazione del patrimonio arboreodella città sia pubblico che privato; recuperare l’area del parco di Montesecco a sud della città,aprendolo all’accesso dei cittadini di tutta la comunità, e considerando la possibilità di destinarne unaporzione alla realizzazione degli orti urbani previsti dal regolamento comunale e per i quali sono carenti
  12. 12. i terreni; restituire al Bosco in Città la sua dignità, usurpata dal recente prolungamento di viaGonfiantini, anche come “palestra” per listituto agrario. 21. Uffici comunali. Reputiamo opportuno modificare gli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali per renderli piùaccessibili agli utenti e informatizzare tutte le procedure burocratiche e autorizzative, nonché lenotifiche non pervenute (inviabili con posta elettronica certificata). 22. Coppie di fatto e testamento biologico. Due misure a costo zero e di grande significato morale e civile: • creare un archivio comunale in cui registrare le unioni di fatto, anche omosessuali, prendendo cosìposizione in direzione del riconoscimento dei loro diritti civili; • creare un parallelo archivio relativo al testamento biologico (non dichiarazione anticipata ditrattamento), reputando che non spettino né alla legge né ad altri le decisioni riguardanti la dignitàdell’individuo. 23. Antifascismo. Poiché negli ultimi anni si sono verificati in città episodi, anche violenti, che hanno visto riferimentipalesi all’ideologia fascista, reputiamo opportuno rimarcare che l’antifascismo e la Resistenza sono ifondamenti della Repubblica italiana. Il Comune deve promuovere la diffusione di una cultura antifascista e antirazzista, a cominciare dallescuole, e usare gli strumenti a sua disposizione per ostacolare il consolidamento di realtà che inneggianoa un’ideologia violenta che compromette la sicurezza dei cittadini e lo sviluppo di una societàdemocratica. Ci pare opportuno ricordare che la Costituzione italiana non va solo difesa, ma anche applicata in ognisuo articolo. Ribadiamo l’importanza di associazioni come l’A.N.P.I. per il ruolo che possono ricoprire e per ivalori che rappresentano.

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