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Scennimm' a margellina pe' 'e trirece rampe 'e s.antonio
 

Scennimm' a margellina pe' 'e trirece rampe 'e s.antonio

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Ogni promessa è debito. Seconda parte Aflo

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  • MAGNIFICO ! Mi piacce molto rivedere questi luoghi dove spero ritornare presto ! E sicuro che questa bellezza è veramento un 'anti deprime' ( non so come se dice in italiano..) Grazie mille !
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    Scennimm' a margellina pe' 'e trirece rampe 'e s.antonio Scennimm' a margellina pe' 'e trirece rampe 'e s.antonio Presentation Transcript

    • Fotografie ed elaborazioni originali di Antonio Florino Coccheruno vuless’ guardà ‘o panorama e allora avanzamento manuale Seguito della “Funicolare di Mergellina”
    • Percorriamo un piccolo tratto di Via Manzoni e imbocchiamo Via Orazio
    • Il Vesuvio , per noi Napoletani “ ‘A Muntagna “
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    • E’ inutile commentare le immagini
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    • Tutt’intorno è abitato da persone che certamente non gestiscono un’edicola da giornalaio
    • Il Castello dell’ Ovo, per noi Napoletani “ ‘O Castiello “
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    • Napoli alta e la Fortezza di S. Elmo
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    • La Parrocchia di S. Gioacchino in via Orazio
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    • Ai più molte immagini sembreranno simili ma a quelli di un Napoletano D.O.C. non è così basta una piccola variabile della luce per modificare del tutto la “cartolina”
    • Chiesa di S.Antonio a Posillipo
    • La storia del convento e della chiesa di S. Antonio a Posillipo è intimamente legata ai tremila anni di vita della tribù di Pausillypon. La colonizzazione di Posillipo iniziò dal suo versante occidentale; i nuclei residenziali romani costituirono non una propaggine della Neapolis, bensì dei Campi Flegrei, villa imperiale o città che fosse, l'insediamento più antico era un'area volta a ponente, visibile cioè da Pozzuoli, ma non da Napoli. Le prime tracce della strada, che ha determinato la scelta del sito di fondazione del convento, possono trovarsi nella via che muovendo dal villaggio greco di Ancari, con andamento semi parallelo alla strada che conduceva alla collina di Antignano, raggiungeva il villaggio di Magalia e di qui scendeva ortogonalmente alla collina, verso Megaride. Una strada che se pur di dimensioni contenute e di non facile percorrenza, era di vitale importanza per gli scambi commerciali e per la difesa degli insediamenti greci. In epoca romana, imperiale certamente, la strada di pausillipon, luogo di delizia, assunse un ruolo fondamentale per la vita di quella che era la lussuosa periferia di una fastosa città imperiale quale Puteoli. Nell’età medioevale si passa dai fasti imperiali alla tranquillità dei villaggi contadini. Infatti in quest’epoca si riscontrano l'insediamento di comunità religiose e lo sviluppo dei casali sulla collina. Ai due villaggi precedenti, se ne aggiungono altri due: S. Stratone e Spallano. Chiuso nello isolamento della vita contadina, il Casale Posillipo giunse intatto nella sua conformazione sino all'epoca vicereale. Nel seicento i quattro villaggi erano conosciuti per la salubrità e l'amenità dei fondi. Qui, infatti, fu fondata nel 1642 la chiesa, come racconta il Celano: ... della pietà de' napoletani in onor del Santo da Padova, ora colle limosine degli stessi sta la chiesa in bella forma e vien servita da' frati conventuali del terz'ordine detti di S. Caterina che v'hanno un bel convento Chiesa e convento assunsero nei primi anni il ruolo di sanatorio per i frati di S. Caterina. Il primo nucleo della chiesa era situato dietro quello attuale. Oggi si possono individuare le mura di quella cappella in parte ricavate nella massa tufacea, in corrispondenza del locale sacrestia già sala caldaia; mentre i locali del primo conventino si possono riscontrare in quelli conosciuti come ex monastero. Nel 1663, quella che era una disagevole salita, viene amplificata e resa carrabile con l'edificazione delle tredici rampe ad opera del viceré Ramiro da Medina, come si legge dalla lapide posta all'accesso delle rampe.Ecco come F. Alvino ci descrive le rampe: ... la strada che porta alla tomba creduta di Virgilio ed al convento di S. Antonio, si unisce dalla collina all'altra che traversa il piccolo casale di Posillipo, viene al principio chiamata le rampe di S. Antonio. Fu riattata dal viceré duca di Medina, ed era allora carrozzabile per un tratto, ma ora vedesi accomodata un altro modo. Chi sale le rampe non può non ammettere di dare uno sguardo al pavimento della strada che in particolare nelle rampe sette, otto, nove e dieci, lateralmente, specie a sinistra di chi sale, presenta tracce dell'antica pavimentazione romana (con pietre a forma tondeggiante come nelle vie di Pompei).... Nel XVII sec., le rampe ed il convento legano in maniera sempre più intima storia e funzione, come si può notare dalla toponomastica. Infatti, quella che era conosciuta come Salita S. Maria delle Grazie, ora nella cartografia e nelle alzate note, la salita viene indicata come Rampe S. Antonio a Posillipo. Con l'apertura delle rampe, la chiesa assurge al titolo di Santuario Antoniano. Il Celano racconta che: Nel giorno festivo del santo è meraviglioso il concorso; vi van le genti dal mattino e poi vi si trattengono a pranzo in tutte queste rive di Mergellina.
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    • Assolutamente identico ai panorami della Pianura Padana
    • Queste immagini sono scattate dalla terrazza antistante la Chiesa di S. Antonio , tra qualche minuto percorreremo le tredici rampe di S. Antonio
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    • Sono preoccupato…si capirà in visione dall’alto che sono vere rampe? Anche per chi è affetto da cretinismo endemico?
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    • Zummando un pochino anche la fontana della Sirena a Piazza Sannazzaro appare minuscola
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    • Parte del selciato è di epoca romanica
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    • Siamo quasi alla fine della nostra discesa
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    • Ovviamente le edicole votive non possono mancare
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    • Questa è via Giordano Bruno
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    • Percorriamo l’ultimo tratto delle 13 rampe
    • Sbuchiamo in Piazza Sannazzaro. La nostra passeggiata è finita ma…non sono soddisfatto della luce che proviene da una angolazione che non mi va. Aspetterò qualche ora per dare una idea vera di quello che vediamo abitualmente
    • Sono le 16 vado sul mio terrazzo ed aggiungo qualche panorama con una luce più idonea
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    • Il monte Faito e parte della Penisola Sorrentina
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    • La Chiesa di S.Maria del Parto
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    • Ora posso essere soddisfatto, si riesce a trasmettere il 20% delle bellezze che ci accompagnano quotidianamente. Spero che queste poche immagini possano risollevare un pochino il morale di alcuni nostri connazionali avezzi a depressogene risaie. by Aflo [email_address]