Petraio fino a s. maria apparente

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Le Pedamentine furono create dagli Spagnoli alla fine del 1500 per consentire il defluire delle acque e connettere la parte alta di Napoli con la zona costiera. Molto interessante

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  • Foto n.10: veramente la fermata intermedia non è al petraio ma al corso vittorio emanuele (mi riferisco alla foto della funicolare DI MONTESANTO).
    Foto n.64: questa è effettivamente una fermata intermedia (non è l'unica, ce n'è un'altra sempre al corso vittorio emanuele), ma della funicolare CENTRALE.
    Foto n.88: non è la basilica (?) ma il cenacolo, una sorta di succursale della chiesa di S.Maria Apparente che si trova una cinquantina di metri più avanti. All'ultimo incrocio prima di arrivare fino al corso dovevate girare a destra e percorrere i gradoni Santa Maria Apparente e la chiesa ve la sareste ritrovata subito a destra (accessibile anche dai gradoni stessi)
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  • Wow!!
    Great work and super stairs!!

    Congrats and saluti

    Maria
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  • Bravo Antonio, continua così!!!!!!!
    letizia
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  • grazie per il comento. Credo di riuscire a farvi cambiare idea sull' Italia e Napoli in particolare- Abbracci
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  • Amazing!
    One reason more for to visit LA BELLA ITALIA!
    Hugs!
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  • 2. ll Petraio si arrampica con larghi gradoni di piperno verso il Vomero. Da via Annibale Caccavello scende verso la parte occidentale della città e termina al corso Vittorio Emanuele, all’altezza della chiesa di Santa Maria Apparente. Era chiamato anche «quartiere delle lavandaie»: un grosso lavatoio al largo del Petraio e altre cinque fontanelle lungo la gradinata di Santa Maria Apparente, che conduce al corso Vittorio Emanuele, facevano da fulcro in questo piccolo borgo antico. Mestiere antico e nobilissimo, quello delle «lavannare»: ha ispirato tra l’altro una delle prime canzoni napoletane conosciute, il «Canto delle lavandaie del Vomero», che risale al 1600. Mestiere ancora fiorente negli anni ’50, è scomparso con l’avvento delle lavatrici automatiche. I lavori di ristrutturazione, eseguiti lo scorso autunno, hanno ridonato parte della memoria del vecchio Petraio, grazie all’abbassamento del muretto panoramico, al ritorno della fontana (seppure non quella originaria) nello stesso largo di un tempo, all’incanalazione delle acque di scarico. Contestatissimi, invece, i passamano lungo la salita e la discesa. Luogo di villeggiatura e di antiche delizie, trionfo del liberty e del floreale napoletano, il Petraio è stato dimora di pittori e poeti. Paul Klee, il grande artista svizzero scomparso nel 1940, esponente dell’astrattismo, soggiornò da queste parti nella Pasqua del 1902, descrivendo le sue impressioni sulla città con occhio magico. Ecco cosa scrive nei suoi diari (1898/ 1918): «Napoli ha il più grande splendore accanto alla più grande miseria. Vita del porto, corso di carrozze, teatro dell'opera di alto livello. Accanto a ciò la natura paradisiaca, impareggiabile... una placida insenatura, inquadrata da strane Montagne e chiusa da isole caratteristiche. E questo posso vederlo dal poggiolo della mia camera. Giace ai miei piedi, come un gigantesco anfiteatro, la città meravigliosa con il suo brusio». [...] Qui hanno scelto di stabilirsi due artisti, Barbara Roos e Luigi Sansone, ancora oggi fieri abitanti del borgo. Al Petraio James Koller, cresciuto nell’ambiente della beat generation tra Ginsberg e Kerouac, ha letto le sue poesie, al Petraio Anita Curci ha ambientato il romanzo «Non mi vendo», storia di partigiani e carnefici, di cancelli che conservano i segni dei proiettili e l’odore del sangue, e di erbaccia che viene strappata dai muri per combattere la fame. Le ville del Petraio si aggrappano sul fianco dell’altura di San Martino. [...] Il tracciato del Petraio ricalca quello di un antico alveo torrentizio che faceva defluire a valle i corsi d’acqua della collina. Il percorso si snoda attraverso un piccolo borgo fatto di case bianche e basse, aperte su deliziosi slarghi o affacciate direttamente sulle scale: un edilizia spontanea con ampi spazi verdi e squarci improvvisi che si aprono sul panorama cittadino. Fieri e guardinghi, i Pietraioli credono nel recupero del loro angolo di paradiso. [...] Tra i gradoni del Petraio e il corso Vittorio Emanuele si snoda la salita di Santa Maria Apparente, che prende il nome dalla chiesa che vi si affaccia: nel 1581 Fra’ Filippo di S. Giorgio dei Padri Riformati, considerando la grande venerazione del popolo per una immagine della Vergine, dipinta su un muro, che chiudeva un viottolo preso il Petraio, con le elemosine raccolte dai devoti vi edificò una chiesetta con un piccolo convento per i frati del suo ordine, che prese il nome di Santa Maria a Parete in memoria di quella immagine, nome che con il tempo subì la variazione in Santa Maria Apparente, che tutt’oggi conserva.
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  • 4. A tale scopo ci viene in soccorso la funicolare di Montesanto che ci porterà in pochi minuti al Vomero alto punto di ritrovo con i responsabili di Insolitaguida
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  • 25. Una anziana residente ci saluta con simpatia
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