Passeggiata al tunnel borbonico

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altra Napoli sotterranea e passeggiata Napoletana della Domenica. Aflo

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Passeggiata al tunnel borbonico

  1. 1. Fotografie originali ed elaborazioni di Antonio Florino
  2. 2. Una volta decisa la meta, il Tunnel Borbonico, con un bus ci rechiamo a S. Lucia da dove si ammira splendidamente la Certosa di S.Martino e la fortezza di S.Elmo
  3. 3. E’ presto e ne approfittiamo per una sosta al famoso Gambrinus,dove i nostri Presidenti quando sono nella residenza Napoletana- Villa Rosebery- usano recarsi a gustare un buon caffè napoletano
  4. 4. Per l’occasione fingiamo di essere turisti
  5. 5. Aspettiamo l’ora della visita guidata su comodi divani
  6. 6. Inutile dire che un caffè si paga una cifra blu
  7. 7. … ma va bene così, è come sostare al caffè Pedrocchi o al Florian
  8. 9. Scatto qualche foto ad una saletta interna
  9. 12. … poi ci rechiamo al punto di incontro passando sulla destra della Basilica di S.Francesco di Paola per raggiungere il Vico del Grottone
  10. 14. All’incirca alla metà della salita di Via Gennaro Serra arriviamo . Come di consueto a Napoli non può mancare una edicola votiva
  11. 15. Il vicolo è senza sbocchi
  12. 16. L’accesso era un vecchio luogo di tolettatura per animali
  13. 17. Si nota dalle pareti piastrellate. Rispetto alle altre visite a Napoli sotterranea qui è consentito solo pagare ma non fare una qualche foto ricordo – hanno in quanto società privata una convenzione con uno studio fotografico inglese
  14. 18. Andiamo verso l’ingresso del tunnel raggiunto dai geologi che scavavano dall’altra direzione attratti proprio dai latrati dei cani in attesa di tolettatura
  15. 19. Si prende subito una scala del 600 che ci porta a circa 30 metri sottoterra
  16. 20. Tina ovviamente mi sgrida perché io faccio ugualmente qualche insignificante scatto
  17. 22. Percorriamo il tunnel che porta sotto terra fino a via Domenico Morelli. Il tunnel fu fatto scavare nel tufo dal Re Ferdinando II di Borbone per assicurarsi una eventuale via di fuga sicura verso il mare della attuale Via Caracciolo
  18. 23. Il concetto base è lo stesso che altrove : utilizzazione di rifugio anti bombardamenti , resti di giocattoli, bagni essenziali, incisioni e graffiti sulle pareti delle caverne più ampie adibite prima a cisterne di approvvigionamento idrico e tutto quello già visto in precedenti escursioni anzi in meno.
  19. 25. L’unica variante- perdonatemi la foto mossa- i resti di alcune auto che giacevano al termine del tunnel perché adibito a deposito di auto sequestrate o dismesse
  20. 28. E’ con senso di liberazione che giungiamo al termine di questa deludente passeggiata che è venuta meno all’ 80 % delle promesse di eccezionalità fatteci
  21. 29. Diamo ancora uno sguardo alle imponenti caverne scavate nel tufo – che si trovano sotto tutta la città- che appartengono al Garage Morelli
  22. 36. Torniamo alla luce del sole con un sospiro di sollievo dovuto solo alle aspettative disattese di questo luogo decantato da tanti…ma chi alla fine?
  23. 39. Uno sguardi alla Napoli bene che ci accoglie
  24. 40. … e ci dirigiamo verso Piazza Vittoria
  25. 41. Qui ci accoglie una splendida giornate di sole che ci spinge ad una passeggiata nella Villa Comunale
  26. 43. Il selciato della Villa Comunale è stato rifatto pochi anni fa ricopiandone lo stile Borbonico ed è costato cifre iperboliche ,ovviamente
  27. 44. La fontana della tazza di porfido, (già Fontana delle paparelle o Fontana delle quattro stagioni: per le quattro erme allegoriche che decorano lo spiazzale della fontana), si trova a Napoli nella Villa Comunale, al centro di un ampio piazzale.
  28. 45. La tazza, denominata affettuosamente Provolone dai Salernitani, fu sottratta dal re di Napoli dal centro del quadriportico normanno della Cattedrale di S. Matteo a Salerno dove era stata collocata nell'XI secolo; per questo sopruso, grande fu il dolore del popolo salernitano che ancora oggi ne rivendica la restituzione. Si tratta di un blocco monolitico in granito egizio proveniente dal Tempio di Nettuno a Pestum e quindi risalente alla metà del V secolo a.C.
  29. 46. Prima della Cassa Armonica troviamo i mini stand di esposizione dei coltivatori diretti. A Tina piacciono molto questo genere di cose
  30. 47. Caciotte
  31. 48. Salumi
  32. 49. Verdure artigianali sotto olio oltre che fresche
  33. 51. Prodotti caseari di vario genere
  34. 53. Questi sono i pomodorini del “piennolo” che mi sentite spesso menzionare nelle ricette napoletane
  35. 54. Proseguiamo la nostra passeggiate verso casa tra una marea di persone in movimento-lento-.Considerate che il lungomare è ritrovo d’obbligo di tutti gli abitanti dell’interland
  36. 55. Noi siamo giunti a casa, piuttosto stanchi,il tragitto è stato lungo e faticoso, e vi lasciamo con le immagini del traffico sul lungomare che oramai ha fagocitato il bus di Giranapoli carico di turisti che a mio avviso sono ancora ad attendere di giungere a destinazione. Un’ abbraccio solare da Tina e Antonio [email_address]

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