Le cascate delle marmore

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Lezione di ingegneria idraulica del 271 a.c. …

Lezione di ingegneria idraulica del 271 a.c.
Antonio

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  • Looks to be a beautiful place...
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  • bellissime immagini della bella musica ... ... GRAZIE PER LA CONDIVISIONE! Congratulazioni Antonio! Ciao. Bernard
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  • Carissimo George in primis ti ringrazio . Ho dedicato a Boss questa passeggiata fatta il 7/giugno , l'ultima che abbiamo fatta insieme dato che la sua malattia grave si è manifestata il 13 giugno con una prima crisi convulsiva legata a anossia cerbrale causata dal tumore che aveva portato a 1.500.000 i GR e 5 di Hb e da allora lo abbiamo sempre seguito e tentato di curare fino al 6 agosto quando è finito. Il vostro arrivo a Napoli dopo pochi giorni è stato inviato dal Cielo, siete stati i nostri Angeli consolatori motivo in più per volere tantissimo bene a te e Gina. Abbracci a entrambi, Tina e Antonio
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  • Prima che scrivo qualcosa in Inglese, sono curioso sapere perche hai dedicato questa particolare PPS a BOSS?

    The Cascata delle Marmore (Marmore's Falls) is a man-made waterfall created by the ancient Romans. Its total height is 165 m (541 feet), making it one of the tallest in Europe and the tallest man-made waterfall in the world. Of its 3 sections, the top one is the tallest, at 83 m (272 feet).
    It is located 7.7 km from Terni, a provincial capital of the Italian region of Umbria.
    Its source is a portion of the waters of the river Velino (the rest of the river flows into a hydroelectric power plant), after flowing through Piediluco lake near the community of Marmore. It pours into the valley below formed by the river Nera. Its flow is turned on and off according to a published schedule, to satisfy the needs of tourists and the power company alike. Tourists try to be there the moment the gates are opened to see the powerful rush of water.
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  • Bel posto, amico mio. Le immagini possono essere utilizzati in alcun modo per fermare il tempo, quello che avremmo voluto non si accadere mai. Mentre ci sono meravigliosi ricordi il vostro fantastico cane sarà sempre con voi.
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  • 2. Storia delle Cascate delle Marmore Il fiume Velino percorre gran parte dell'altopiano che circonda Rieti , e a valle si trova naturalmente intralciato dalla presenza di massicci calcarei e dall'assenza di un adeguato letto dove scorrere. Questa particolare configurazione geologica ha portato, nel corso delle ere, alla formazione di una palude stagnante, nociva per la salubrità dei luoghi. Nel 271 a.C. , il console romano Manio Curio Dentato ordina la costruzione di un canale (il Cavo Curiano ) per far defluire le acque stagnanti in direzione del salto naturale di Marmore: da lì, l'acqua precipitava direttamente nel fiume Nera, affluente del Tevere .Tuttavia, la soluzione di questo problema ne creava un altro: in concomitanza delle piene del Velino, l'enorme quantità d'acqua trasportata dal Nera minacciava direttamente il centro abitato di Terni. Questo fu motivo di contenzioso tra le due città, tanto che nel 54 a.C. si giunse a porre la questione direttamente al Senato Romano : Rieti era rappresentata da Cicerone , Terni da Aulo Pompeo . La causa si risolse con un nulla di fatto, e le cose rimasero così per i secoli successivi.La mancata manutenzione del canale portò però a una diminuzione del deflusso delle acque e a un principio di impaludamento della piana reatina. Dopo varie peripezie, nel 1422 un nuovo canale venne costruito per ripristinare l'originaria portata del fiume ( Cavo Reatino o Cavo Gregoriano , per via dell'intervento di Gregorio XII ). Papa Paolo III , nel 1545 , diede mandato ad Antonio da Sangallo il Giovane di aprire un altro canale, la Cava Paolina , che però riuscì ad assolvere il proprio compito solo per 50 anni. Si pensò allora di ampliare la Cava Curiana e di costruire un ponte regolatore , una sorta di valvola che avrebbe permesso di regolare il deflusso delle acque. Quest'opera fu inaugurata nel 1598 da Papa Clemente VIII , che aveva affidato l'incarico progettuale a Giovanni Fontana , fratello di Domenico ; ovviamente, il canale prese il nome di Cava Clementina .Nei due secoli seguenti, l'opera creò non pochi problemi alla piana sottostante, ostacolando il corretto deflusso del Nera e provocando l'allagamento delle campagne circostanti. Per ordine di Papa Pio VI , nel 1787 , l'architetto Andrea Vici operò direttamente sui balzi della cascata, dandole l'aspetto attuale e risolvendo finalmente la maggior parte dei problemi.Nel XIX secolo le acque della cascata cominciarono a essere utilizzate per la loro forza motrice: nel 1896 , le neonate Acciaierie di Terni alimentavano i loro meccanismi sfruttando 2 m³ d'acqua del Cavo Curiano. Negli anni successivi, la cascata cominciò a essere sfruttata intensamente per la produzione di energia idroelettrica .Una vista panoramica della cascata si può ammirare dal borgo medievale di Torreorsina , unico paese della Valnerina che si affaccia direttamente su di essa. La leggenda La Cascata.Sulle origini della cascata c'è una leggenda: una ninfa di nome Nera si innamorò di un bel pastore: Velino. Ma Giunone, gelosa di questo amore, trasformò la ninfa in un fiume, che prese appunto il nome di Nera. Allora Velino, per non perdere la sua amata, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore. Questo salto, destinato a ripetersi per l'eternità, si replica ora nella Cascata delle Marmore.
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  • 54. Dedicato al nostro amatissimo Boss disposto a qualsiasi sofferenza pure di restare con me e Tina, anche nel percorrere gli oltre 170 metri di dislivello delle cascate pur essendo già portatore di un linfosarcoma diffuso del quale non eravamo a conoscenza e che dopo due mesi di sofferenza sua oltre che nostra lo ha portato a varcare il ponte dell’ Arcobaleno. Ci rivedremo , ci manchi tanto. Tina e Antonio [email_address]