Fotografie ed elaborazioni originali di  Antonio Florino Avanzamento automatico  eccetto la slide 2
La stessa etimologia del termine equivale a “pedemontano” cioè “ai piedi del monte” evidenziando l'originaria funzione del...
 
 
Alle nostre spalle il Castel S. Elmo
 
I panorami iniziano con Napoli alta e sullo sfondo la Reggia Pinacoteca di Capodimonte
Inizia la Pedamentina di S. Martino
 
Se siete attenti oltre alle miriadi di Cupole noterete la Guglia di Piazza del Gesù e La Basilica di S. Chiara
 
 
 
 
 
 
 
 
Gli incantevoli scorci si inseguono senza soste
 
 
 
 
 
 
 
In questa costruzione di fine 600 è ambientato un B&B
 
 
Anche il Porto pretende il suo spazio di gloria
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tutte le costruzioni risalgono alla fine del 600
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giungiamo all’inizio della salita,che per precauzione abbiamo percorso in discesa
Immediatamente “ ‘A Muntagna” ci accoglie in tutta la sua possanza . Ma non finisce qui. Siamo appena all’Ospedale Militar...
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La pedamentina di s. martino una delle tante di napoli

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The Pedamentina in Naples have been built in the Spanish domination in 1600 to connect the coastal part to the hills city

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La pedamentina di s. martino una delle tante di napoli

  1. 1. Fotografie ed elaborazioni originali di Antonio Florino Avanzamento automatico eccetto la slide 2
  2. 2. La stessa etimologia del termine equivale a “pedemontano” cioè “ai piedi del monte” evidenziando l'originaria funzione del percorso che troviamo così citato già in documenti di età viceregnale (XVI secolo). L'origine della Pedamentina è legata alla fondazione della Certosa di San Martino, promossa da Carlo di Calabria, figlio primogenito del re Roberto d'Angiò. Il percorso, tagliato sinuosamente sul ripido versante orientale del colle, viene infatti creato per il trasporto del materiale necessario ai lavori che hanno inizio nel 1325 sotto la direzione degli architetti Tino di Campiono e Francesco de Vito. (Guida G., Napoli in salita e in discesa, 2000). La costruzione del monastero viene completata nel 1368 sotto la regina Giovanna I che elargisce donazioni di rendite e di terreni tutt'intorno. Il nucleo primitivo della Certosa, con una comunità formata da appena tredici Padri, è racchiuso tra la chiesa ed il retrostante chiostro grande, ma di esso sono rimaste tracce isolate dopo la radicale trasformazione avviata dai Certosini a partire dalla fine del Cinquecento, mutando il volto della Certosa da gotico a barocco. Nel 1329 si avvia l'edificazione del Castel Sant'Elmo voluto da Roberto d'Angiò adiacente al complesso di San Martino e sul luogo ove, probabilmente già in età normanna, era situato un torrione detto Belforete. Della costruzione angioina, non resta più traccia giacchè la fortezza viene rifatta completamente tra il 1537 ed il 1547. realizzato nella massa tufacea della collina, con una singolare pianta stellare a sei punte, il castello è voluto dal viceré Pedro da Toledo come fulcro del sistema difensivo della città. E' dunque dall'età angioina che ha inizio il processo di urbanizzazione della collina con il sorgere di ville e casini immersi in una rigogliosa vegetazione, tra un paesaggio agrario lavorato a poggi ed a terrazze. Il tracciato della Pedamentina diviene, allora, uno dei percorsi privilegiati per l'accesso alla zona, celebrato per la splendida posizione ambientale come ricorda il Chiarini Probabilmente all'inizio la Pedamentina è formata solamente da alcuni tornanti che risalgono il fianco della collina con andamento ampio e regolare come appare nella veduta cartografica della città di Duperac-Lafrery del 1566. Solo in seguito, con l'accrescersi del suo utilizzo e l'inserimento nel perimetro murario, vengono costruite le scale di cui abbiamo una precisa rappresentazione nella Pianta del duca di Noja del 1775. La gradonata inizia dal piazzale di S. Martino, è una passeggiata molto interessante da un punto di vista paesistico perché non essendo stata chiusa tra cortine di palazzi,offre un ampia veduta, dall'alto, di tutto il nucleo più antico di Napoli, di cui si distinguono nettamente il tracciato viario, le fabbriche più importanti, le chiese. Nonostante questa sua posizione invidiabile, è uno dei pochissimi esempi risparmiati dagli scempi della speculazione edilizia. Percorrendo le scale si incontrano anche tratti dell'antica mutazione cinquecentesca voluta da Pedro da Toledo. Lungo la prima parte, quella immediatamente al di sotto del Piazzale di S. Martino, la Pedamentina costeggia diversi edifici abbandonati e fatiscenti, che andrebbero recuperati e ristrutturati. Nell' ultimo tratto, prima del Corso Vittorio Emanuele, la gradonata attraversa un antico nucleo abitato, in cui le condizioni di degrado, e la carenza di servizi rende urgente un intervento di ristrutturazione. Al Corso la pedamentina sbuca alle spalle dell'Ospedale Militare.
  3. 5. Alle nostre spalle il Castel S. Elmo
  4. 7. I panorami iniziano con Napoli alta e sullo sfondo la Reggia Pinacoteca di Capodimonte
  5. 8. Inizia la Pedamentina di S. Martino
  6. 10. Se siete attenti oltre alle miriadi di Cupole noterete la Guglia di Piazza del Gesù e La Basilica di S. Chiara
  7. 19. Gli incantevoli scorci si inseguono senza soste
  8. 27. In questa costruzione di fine 600 è ambientato un B&B
  9. 30. Anche il Porto pretende il suo spazio di gloria
  10. 62. Tutte le costruzioni risalgono alla fine del 600
  11. 79. Giungiamo all’inizio della salita,che per precauzione abbiamo percorso in discesa
  12. 80. Immediatamente “ ‘A Muntagna” ci accoglie in tutta la sua possanza . Ma non finisce qui. Siamo appena all’Ospedale Militare. A tra poco [email_address]

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