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Spero che la minivisita vi abbia divertito o ricordato tempi trascorsi ma sempre piacevolmente. Grazie per la compagnia, A...
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I posti del peccato nelll'800 a napoli

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Con la guida della Conservazione dei beni Culturali, una passeggiata della Napoli dell'inizio 800. Aflo

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  • Very nice tour of the 'Red Light' district. Thanks....
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  • Grazie per la passeggiata, era molto interessante.
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  1. 1. Fotografie ed elaborazioni di Antonio Florino eccetto la 1 Una passeggiata tra le antiche viuzze nei luoghi storici della prostituzione a Napoli in compagnia di iInsolita Guida sotto l’egida dei Beni Culturali Avanzamento automatico eccetto la slide 2
  2. 2. La prostituzione antica aveva una caratteristica più sacrale-rituale in quasi tutte le antiche civiltà del pianeta. Le donne offrivano il loro corpo come sacrificio alla divinità, che veniva identificata nei loro presunti messaggeri sulla Terra. Erano soprattutto Re, imperatori, grandi maestri di riti sacri, sia sotto spoglie antropomorfe che zoomorfe. Anche se, molto probabilmente, questo tipo di comportamento affonda in un significato ancora più antico, ancestrale ed antropologico . Nella antica Babilonia le prostitute si concedevano sessualmente per la dea Militta , mentre il cliente, come atto simbolico, doveva offrire del denaro gettandolo sul ventre o sulle ginocchia della prostituta stessa. E' forse in questi antichi rituali che il sesso si sarebbe poi trasformato formalmente a pagamento, e, ritenuto sacro, spesso legalizzato. Ad esempio, ad Eliopoli , ogni vergine doveva, secondo l'uso, prostituirsi a uno straniero nel tempio di Astarte . La prostituta sacra, detta ierodula , seguiva dal primo all'ultimo cliente del giorno. Al termine, nessuno le poteva offrire più nulla per averla di nuovo. Le donne belle se ne tornavano presto. Quelle più brutte rimanevano lungo tempo senza poter soddisfare la prescrizione di legge, anche tre-quattro anni. L'attesa era dovuta al fatto che il periodo di prostituzione sacra, la iero-porneia, avveniva solo in alcuni giorni dell'anno. Nella società greca antica esisteva sia la prostituzione femminile che quella maschile. Le prostitute, che vestivano con abito distintivo e pagavano le tasse, potevano essere indipendenti ed erano donne influenti; la prostituta colta e di alto ceto era definita etera . Solone istituì il primo bordello ad Atene nel VI secolo a.C. A Cipro e Corinto , secondo Strabone , era praticata una sorta di prostituzione religiosa in templi con decine di prostitute. Le prostitute femminili erano divise in diversi gradi, tra cui si ricordano le etere e le pornai.La prostituzione maschile era molto comune in Grecia. Era spesso praticata da adolescenti, come riflesso della pederastia greca . Giovani schiavi lavoravano nei bordelli di Atene, mentre un adolescente libero che vendesse i propri favori rischiava di perdere i diritti sociali e politici una volta divenuto adulto.Antica Roma Il diritto romano regolava con diverse leggi la prostituzione che era praticata nei lupanari, edifici siti fuori dalle città aperti soltanto nelle ore notturne. Le prostitute o meretrici generalmente erano schiave o appartenevano ai ceti più bassi.MedioevoLa prostituzione era comune, e sovente tollerata, nel Medioevo nei contesti urbani. Gli Statuti di molte città regolavano la prostituzione. Era, ad esempio, spesso vietata vicino alle mura della città o nelle aree prossime agli edifici di rappresentanza. NAPOLI - «Le dame napoletane in genere non hanno buoni principi e sono scostumate e spingono la galanteria sino alla dissolutezza… Il principe di Belmonte cercò di guadagnarsi dell’influenza su Ferdinando per mezzo di sua moglie, con il consenso di monsignor Latilla, confessore del re». Era la fine del Settecento e, pettegolezzi di Corte a parte, il quadro generale non appariva dei migliori, sia nei palazzi dell’aristocrazia sia nei vicoli e nelle strade della capitale dove invece si assisteva alla proliferazione dei commerci carnali come in poche altre città Ancora nel 1796, Ferdinando ordina che le meretrici non possano uscire dal Borgo di Sant’Antonio Abate che, 26 anni dopo, sarà addirittura chiuso con un muro di cinta per ordine della Prefettura. Provvedimento, quest’ultimo, che ebbe non poche difficoltà ad essere pienamente applicato per la ferma opposizione della camorra: il muro fu innalzato solo molti anni dopo. La ricostruzione fatta da Cynthia Rich e Paolo Izzo nel volume che si presenta domenica alle 17, nella sala Calipso della Stazione Marittima, nell'ambito di Galassia Gutenberg (con Palo Ciannella) «Au bord de l’eau: prostituzione e case chiuse a Napoli da Carlo di Borbone alla Merlin» (edizioni Stamperia del Valentino, 191 pagine, 20 euro) è una preziosa indagine sullo svolgimento del mestiere più antico del mondo lungo le rive del Golfo, au bord de l’eau appunto (ovvero l’origine della parola bordello), ma senza le barche cosparse di violette come voleva il re di Francia Filippo il Bello nel XIII secolo DALLE KELLERINE A FILUMENA - Dopo aver dedicato il giusto risalto alle «case chiuse» - tipologie, indirizzi, tariffe, abitudini, clientela - e alla loro traumatica chiusura nel 1959 (grazie alla famosa legge Merlin), gli autori ricordano anche i legami con il passando per Giuseppe Marotta («L’Oro di Napoli», poi divenuto grande film grazie a De Sica) e Eduardo De Filippo, con la inarrivabile «Filumena Maturano». In pratica, un pezzo di cuore e di anima della vergine Partenope nel mondo dello spettacolo e l’enorme numero di nobili ridotti sul lastrico dalle prestazioni «collaterali» di avvenenti chanteuse o dalle cosiddette «Kellerine», che oggi si chiamano entraineuses e si possono vedere all’opera nei locali specializzati (anche a pochi passi da piazza Municipio). Infine, un fugace (troppo) cenno alle numerose testimonianze nella narrativa, nel teatro e nel cinema: da Salvatore Di Giacomo (e non solo con il famoso saggio sulla prostituzione Napoli) alla immancabile Matilde Serao
  3. 3. Questa visita guidata è dedicata ai luoghi del peccato che si trovavano ai limiti delle strade più eleganti di Napoli vicino ai Quartieri Spagnoli
  4. 5. Alcuni ex “ Bordelli “ attualmente alberghi hanno lasciato alcune camere come erano tanti anni fa
  5. 17. Per ovvi motivi non diciamo il nome dell’albergo che andiamo a visitare
  6. 40. Spero che la minivisita vi abbia divertito o ricordato tempi trascorsi ma sempre piacevolmente. Grazie per la compagnia, Antonio [email_address] La canzone comica Madama Chichierchia è cantata da Nino Taranto
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