Chiesa dell' olmo e g.battista vico

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Comincia a rivivere la fondazione dedicata ad uno degli ultimi filosofi del 1600 , G. B. Vico. Aflo

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  • 1.  
  • 2. Le notizie che abbiamo circa le origini della chiesa di San Gennaro all’Olmo sono scarsissime. Alcuni studiosi fanno risalire al tempo dell’Imperatore Costantino (IV secolo) l’impianto originario, ma la maggior parte degli storici indica il 680 come anno della sua possibile edificazione per volontà del vescovo di Napoli Sant’Agnello. Certo è che prima della trasformazione in chiesa sullo stesso luogo sorgeva una delle più importanti tra le sette diaconie della città. Le diaconie erano quei luoghi in cui i diaconi, scelti dal vescovo, dispensavano le elemosine per i poveri e gli orfani del quartiere e inoltre erano luoghi di sosta per i pellegrini. Dal VII secolo in poi, come dicevamo, si hanno notizie certe della presenza della chiesa, edificata come basilica paleocristiana a tre navate con archi che si impostavano su colonne antiche prese come materiale di riuso probabilmente da costruzioni del foro romano. La chiesa aveva il nome di San Gennaro ad Diaconiam e fu la prima basilica edificata in città in onore di San Gennaro dopo quella eretta fuori le mura cittadine presso le catacombe a lui intitolate. Nell’VIII secolo le monache armene, per sfuggire alle persecuzioni degli iconoclasti in Oriente, giunsero e si stabilirono a Napoli e trovarono riparo e accoglienza nella chiesa di San Gennaro; portavano con sé le reliquie di San Gregorio e il cranio di San Biagio, che venne custodito nella chiesa di San Gennaro fino alla costruzione di quella attigua di San Biagio Maggiore. Fino al XIV secolo in questi luoghi la santa messa si celebrava sia in rito latino che in rito greco. In questo periodo, nello spazio antistante la chiesa la leggenda narra che si trovava un albero di Olmo a cui tradizionalmente venivano appesi i premi per i vincitori dei duelli e dei tornei cittadini e questa caratteristica nota in tutta la città determinò il cambio del nome della chiesa che divenne San Gennaro all’Olmo. Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo la chiesa fu ceduta con tutti gli edifici annessi alla Congregazione dei 72 Sacerdoti sotto il titolo di San Michele Arcangelo. La congregazione dei 72 Sacerdoti promosse una ristrutturazione e un restauro della chiesa secondo il gusto barocco dell’epoca. Tale restauro modificò profondamente la struttura originaria della chiesa, che fino ad allora era rimasta sostanzialmente immutata. Il restauro, iniziato a fine XVII secolo, ha introdotto nella chiesa decorazioni di stucchi, gli altari e le balaustre in marmi policromi e le ha dato la definitiva veste decorativa visibile ancora oggi. All’esterno la chiesa appare con una facciata neoclassica in stucco, frutto di un ulteriore restauro compiuto ai primi del Novecento che, estendendosi dalla navata centrale, inglobò una parte della strada prima esterna alla chiesa. All’interno degni di nota sono l’altare maggiore realizzato con marmi intarsiati e policromi, i pavimenti in maiolica databili a epoche diverse e l’organo e il coro, che si trovano nel sopra altare, che sono notevolmente danneggiati ma che rappresentano un raro esempio settecentesco di coro e organo accomunati da un unico palchetto. La chiesa di San Gennaro all’Olmo è rimasta chiusa, murata, in uno stato di abbandono per quasi quaranta anni; da circa un anno, ad opera della Fondazione Giambattista Vico, sono iniziati i lavori di restauro e di risistemazione dei locali ed è iniziata anche una nuova fruibilità da parte di sempre più incuriositi visitatori, che vogliono scoprire uno dei luoghi più antichi, ma anche uno dei più dimenticati, del culto cristiano a Napoli.
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  • 5. Entriamo meravigliati nella Chiesa sguarnita
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  • 7. I pavimenti sono originali e maltenuti del 600
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  • 9. La Chiesa è ricca di stucchi apposti in epoca e restauri successivi all’originale
  • 10. L’unica raffigurazione sacra rimasta è questo S.Gennaro ligneo del 600
  • 11. L’Organo e il coro su tre livelli rappresentano un raro esempio settecentesco di coro e organo accomunati da un unico palchetto.
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  • 15. La scultura lignea raffigurante S.Gennaro è un raro esempio di conservazione nei secoli senza restauro
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  • 20. Come sempre nelle Chiese di Napoli abbondano i marmi policromi
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  • 22. Entriamo nella piccola Cappella a cui si accede sulla sinistra delle navate
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  • 26. Qui c’è da risolvere un mistero, oltre all’ossario che si trova sotto il pavimento, ci sono anche i resti mortali del filosofo?contrariamente alle ipotesi che lo vogliono sepolto nella Basilica dei Gerolomini
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  • 34. E’ meraviglioso rivedere rinascere questi luoghi fantastici oltre che colmi di sacralità
  • 35. Siamo felici della rinascita di una nuova testimonianza culturale Napoletana [email_address]