Your SlideShare is downloading. ×
Certosa di padula 1
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×

Introducing the official SlideShare app

Stunning, full-screen experience for iPhone and Android

Text the download link to your phone

Standard text messaging rates apply

Certosa di padula 1

548
views

Published on

Certosa di Padula una delle più grandi ed importanti del mondo. Aflo

Certosa di Padula una delle più grandi ed importanti del mondo. Aflo

Published in: Education

1 Comment
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
548
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
9
Comments
1
Likes
0
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. La Certosa di San Lorenzo, ubicata sotto la collina dove sorge il paese di Padula, è uno dei monasteri pù grandinel mondo e tra quelli di maggior interesse in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesoriartistici. Ledificio originario su cui sarà costruita la Certosa, la Grancia di San Lorenzo dellAbbazia diMontevergine, già appartenuta ai monaci Basiliani, fu donata nel 1306 dal conte di Marsico e signore del Vallo diDiano, il normanno Tommaso SanSeverino, ai Certosini: ordine religioso fondato nel 1084 da San Brunone inFrancia, a Chartreuse . Sulla decisione del conte Tommaso di fondare la Certosa pesò senzaltro la volontà diporre un sigillo al vincolo di fedeltà che lo legava alla dinastia francese degli angioini, i quali nutrivano unaparticolare benevolenza in favore dellordine dei certosini: in tal modo rafforzò lappoggio angioino alla suaposizione di signore del Vallo di Diano che, naturalmente, egli svolgeva per contraccambio in funzione antiaragonese; il Vallo di Diano, infatti, era cruciale territorio di collegamento fra la Campania e la Calabria,questultima sotto il controllo della dinastia aragonese . In secondo luogo, inoltre, Tommaso San Severino potècontare sulla preziosa opera di bonifica che i Certosini svolsero nella valle invasa dalle paludi, a causa dellepiene del fiume Tanagro , non più adeguatamente governate per secoli dopo la caduta dellimpero romano.Chiostro Grande copre una superficie di circa 12.000 metri quadrati delimitata da 84 colonne. La Certosa di SanLorenzo fu progettata secondo la struttura tipica delle certose, che rispecchiava la vita religiosa e praticadellordine. Lorganizzazione degli spazi seguiva la distinzione tra una parte alta, dove alloggiavano i padricertosini, conducendovi una vita intimamente religiosa ed ascetica; e una parte bassa, cioè gli ambienti che, perla loro collocazione bassa, per lappunto, erano adatti allesercizio delle attività mondane. Qui stavano i conversi,che avevano il compito di curare i rapporti con le comunità residenti nel territorio circostante, di amministrare ibeni dellordine, di sovrintendere alle attività agricole ed artigianali.Un muro molto esteso, pensato a scopo didifesa, circonda il monastero. Immediatamente dietro le mura vi erano gli orti. Dopo Avere varcato il portaledingresso si potevano osservare i depositi, le stalle ed il ricovero per i pellegrini. Anche la chiesa era divisa trauna parte alta, riservata ai padri, e una parte bassa, per i conversi. lo scalone, costruito nella metà del 700 adoppia rampa ellittica su progetto di Gaetano Barba, unisce le parti alta e bassa del Chiostro Grande. La Certosa,pur avendo subito profonde trasformazioni nel corso dei secoli, ha conservato la sua struttura delle origini. Perquanto riguarda i particolari, invece, rimangono soltanto le volte della chiesa ed elementi architettonici varitrasferiti dalla loro ubicazione originaria per essere riutilizzati in altri ambienti.Continua nella seconda parte.
  • 2. Non rimane che entrare e ammirare in silenzio
  • 3. Questa scalanatura ha diverse motivazioni possibili ma saranno fornitesolo a richiesta (AC). A tra poco per la seconda parte antonio.florino@gmail.com