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Voci Di Marketing: Come Realizzare Un Sito Web Di Successo
 

Voci Di Marketing: Come Realizzare Un Sito Web Di Successo

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Suggerimenti utili per realizzare un sito web di successo

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    Voci Di Marketing: Come Realizzare Un Sito Web Di Successo Voci Di Marketing: Come Realizzare Un Sito Web Di Successo Presentation Transcript

    • Voci di marketing Come realizzare un sito di successo
    • La pagina usabile
      • A tutti piacciono i siti belli, in cui navigare sia un’esperienza positiva. Ma non capita spesso. Per realizzare un sito internet piacevole per i visitatori, bisogna fare i conti con l’usabilità . Questo termine significa rendere più semplici possibili le interazioni dell’utente con il sito. La navigazione deve essere fluida, i contenuti che interessano devono essere trovati con facilità, le interazioni devono essere intuitive. E’ importante tener presente di questi aspetti fin da subito, quando si deve progettare un sito, in quanto dalla base si possono organizzare le pagine ed i contenuti in modo semplice ed efficace oppure sbagliare creando ambienti troppo complessi, percorsi tortuosi nei quali si orienta solo chi li ha progettati. Un trucco che utilizzano alcuni esperti di Web americani è quello di scrivere su dei foglietti gli argomenti di cui si deve trattare nel sito aziendale, e poi si interrogano alcuni amici, colleghi e conoscenti, chiedendo loro in quale ordine logico disporrebbero tali fogli. E’ un modo per scoprire come ragionano persone diverse da chi si occupa della strutturazione del sito, ma che rappresenta più fedelmente il target di riferimento del sito. Chi consulta il sito per la prima volta spesso non conosce l’azienda o comunque non ha dimestichezza con i prodotti offerti, tanto meno con la struttura di quest'ultimo. Per la stessa natura del Web, è il cliente che cerca il sito, e se lo fa, è perché ha bisogno di qualcosa. Sarebbe un errore enorme non fargli trovare ciò che sta cercando, e per cui è arrivato a visionare le pagine del tuo sito: il rischio è di perdere il cliente e/o prospect. Quindi menù dai nomi immediatamente comprensibili, i più ovvi possibili: qui l’obiettivo non è certo cercare l’originalità, ma facilitare la navigazione. Anche ai contenuti va dedicata estrema attenzione, sempre immedesimandosi nel target di riferimento, parlando con il suo linguaggio, dando le risposte che cerca, con frasi brevi e chiare. Fondamentale è la semplicità dalla struttura ai testi, ottimale anche per i motori di ricerca che ci indicizzano .
    • Come rendere piacevole la lettura
      • La lettura su schermo è più lenta rispetto a quella sua carta. Secondo Luisa Carrada, autrice del libro “Scrivere per Internet”, pare che sul monitor la velocità di lettura si riduca addirittura del 25%. Infatti non si legge ma si scrolla . La gente, comunque, legge in internet: lo dimostrano i siti più visitati in Italia, come Repubblica.it, versione online del quotidiano su carta. Le persone si collegano a milioni, proprio perché vogliono informarsi, e i siti di informazione hanno un’interfaccia familiare: colonnine e box che riprendono la struttura delle pagine dei quotidiani. Nessuno legge un quotidiano dall’inizio alla fine così come nessuno legge un intero sito. Per rendere la lettura più facile, nel Web è bene usare dei sistemi di ancoraggio: nello schermo non si può tenere il segno con un dito o con un segnalibro. Per aiutare l’occhio a scorrere, ci sono degli stratagemmi. Il più usato è quello di spezzettare graficamente il contenuto di una pagina in paragrafi o in frasi intervallate da una riga bianca, così il lettore se perde il segno almeno si ricorda la posizione del paragrafo all’interno della schermata. Un trucco ancora più efficace è abbinare ad ogni paragrafo un immagine o un’icona , anche se in alcuni casi può diventare un lavoro impegnativo in termini di tempo e di costi. Per quanto riguarda l’allineamento del paragrafo , ci sono più scuole di pensiero: c’è chi dice sia meglio l’impostazione allineata a sinistra, che crea un effetto “a bandiera” a destra che offre più ancoraggi visivi rispetto al giustificato, c’è chi predilige quest’ultimo perché risulta essere più ordinato e piacevole. Anche gli elenchi puntati possono aiutare ad ancorare l’occhio, così come altri semplici stratagemmi grafici come riquadri, evidenze. Il sottolineato con colore diverso nel Web ha universalmente assunto il significato di link, perciò se una frase o una parola è importante e va evidenziata, graficamente non devi usare il sottolineato (a meno che non sia un link), ma un’altra forma di evidenza come il grassetto o un colore diverso.
    • Come usare bene le immagini online
      • Tutti prediligiamo le pagine corredate da immagini, sono più piacevoli alla vista, più evocative, ci ricordano i libri d’infanzia in cui leggevamo le figure. Anche il più snob dei siti ha qualche immagine. Visto che su Web il colore non costa come sulla stampa su carta, è bene utilizzarlo al meglio. Ma un limite c’è. Oltre a quello dettato dal buon gusto, c’è quello della pazienza dei visitatori. Il peso ottimale delle immagini significative, quindi fondamentali, non devono mai superare i 40/50 kb complessivi . Le pagine che hanno più di 200 kb sono troppo pesanti, vengono visionate solo da una piccola nicchia di visitatori superinteressati proprio a quell’immagine e che posseggono connessioni superveloci. Se inserisci nella pagina immagini troppo pesanti la maggior parte dei visitatori fuggirà via. Pare infatti che dopo i 30 secondi di attesa su Web il visitatore perda la pazienza. Una pagina ottimamente concepita dovrebbe prevedere un giusto equilibrio tra testo ed immagini, in modo che mentre il browser sta caricando le foto o icone, il visitatore almeno inizi a visualizzare qualcosa. Se si ha la necessità di inserire un’immagine pesante, è bene avvertire il visitatore del tempo necessario per lo scaricamento oppure specificarne il peso; al fine di non farlo fuggire. Quando si lavora con un’immagine devi trovare il giusto equilibrio tra dimensione e qualità: in genere si procede rimpicciolendola, l’importante è fermarsi ad un grado decente di definizione. Foto piccole e sgranate invece di illustrare ed abbellire un testo, hanno l’effetto contrario di confondere e dare l’idea di trascuratezza. In alcuni casi lo spazio a disposizione è troppo poco perché l’immagine sia chiara: se è importante, come ad esempio la foto di un prodotto, è bene renderla cliccabile per poterne visionare una versione ingrandita. Come per la lettura di testi , anche per la visione delle immagini l’occhio cerca degli ancoraggi: bisogna evitare “scalini”, cioè disallineamenti, i quali, oltre a conferire un senso di disarmonia, confondono la lettura. Meglio far rientrare le immagini in colonne verticali, con righe immaginarie coerenti con il resto della pagina. Per assurdo, anche un ordine eccessivo non è ottimale: è bene creare un punto d’ingresso, un titolo, una spaziatura, un’immagine o un testo più grande rispetto agli altri per orientare il visitatore.
    • Come utilizzare al meglio la multimedialità
      • Gif, flash, video, offrono diversi modi di visualizzare immagini in movimento nei siti Web. La multimedialità se da un lato può entusiasmare per i suoi effetti speciali, dall’altro genera parecchi problemi di usabilità ed accessibilità . Spesso queste tecnologie non sono supportate da vecchi browser tuttora in uso, e quindi sono invisibili ad una parte dei visitatori del sito, oppure necessitano dell’installazione di plug in da scaricare nella rete, facendo investire tempo prezioso. Persino i più diffusi plug in sembra che siano presenti solo nel 10- 20% degli utenti. In certi pubblici di nicchia la percentuale può essere molto più elevata: ad esempio un sito di musica rivolto ai giovani può utilizzare della tecnologia avanzata, mentre un sito rivolto ad un ambiente aziendale non deve puntare sui suoni, in quanto la maggior parte dei pc diffusi negli uffici sono vecchi e non hanno schede audio. Prima di affidare parti significative della comunicazione del sito ad elementi multimediali , è bene conoscere il target di riferimento e le sue effettive capacità di ricezione. In ogni caso, se anche decidi di optare per le animazioni in flash, generalmente usate nella home page, è bene dare la possibilità all’utente di saltare l’animazione e di poter accedere alle pagine interne (se sono in html) anche se non ha il plug in. Altrimenti il sito diventa assolutamente inaccessibile a chi non ha Flash.
    • Come utilizzare al meglio la multimedialità
      • Semplici alla visualizzazione le gif animate, immagini con un movimento che di solito è in loop, cioè si ripete all’infinito. Gli esperti di usabilità suggeriscono un utilizzo moderato delle gif, in genere usate per dei banner, per non creare effetti di “mal di mare”. Lo streaming è una tecnologia che consente di leggere un file nel corso del download anche con connessioni lente, ma in alcuni ambienti, come quelli aziendali, ci sono dei firewall che bloccano questi filmati per ragioni di sicurezza. Altri plug in ed helper sono Quick Time, Windows Media Player e Real Audio Video. E’ sempre da tenere presente che non tutti i computer riescono a visualizzarli. Un altro consiglio è evitare l’effetto “Las Vegas”. La nostra visione periferica è stata sviluppata per percepire con la coda dell’occhio l’arrivo di pericoli. Le gif animate e filmati sono presenti in abbondanza nei portali più visitati perché hanno proprio lo scopo di distrarre l’attenzione: sono pubblicità, la principale fonte di introito. Per sito aziendale è bene non aggiungere eccessive animazioni che disturbano i visitatori, l'obiettivo non è vendere banner. Ottimo il multimediale, ma con astuzia: può servire ad illustrare in modo animato il funzionamento di un prodotto, ma non deve diventare l’ostacolo alla visualizzazione del tuo sito; quindi no hai pop up (se non indispensabili).
    • Come organizzare le pagine Web
      • L’insieme di colori e dello stile di un sito è comunemente chiamato grafica . Spesso i grafici si sono formati sulla carta, che consente un controllo al millimetro di uno spazio dalle dimensioni certe ed immutabili. Il Web stravolge questa regola: si deve pensare allo stesso sito visualizzato su schermi di diverse dimensioni, e alla sua strutturazione ad ipertesto. Nella grafica è importante dare una coerenza all’ambiente , ed allo stesso tempo segnalare all’utente le differenze che comunicano un cambiamento di area o semplicemente di pagina. L’utente deve percepire quando cambia pagina ma allo stesso tempo sentire che si trova nello stesso sito. Il colore predominante dovrebbe essere sempre lo stesso, mentre possono cambiare bottoni o altri elementi, per segnare i passaggi. Anche lo stile iconico deve mantenersi costante: se i bottoni sono tutti tridimensionali e in una pagina appare un pulsante diverso, non verrà facilmente compreso. E’ importante poi usare grafiche distinte per elementi cliccabili e non cliccabili (il sottolineato è il metodo più semplice ed universalmente riconosciuto per segnalare una parola che porta ad un link).
    • Come organizzare le pagine Web
      • Per progettare bene un sito è bene partire dalle pagine interne, valutandone i vari livelli di complessità. E’ utilie quindi utilizzare spazi pieni e vuoti per equilibrare una pagina: non è una stiva. Anzi, i siti più di design sono quelli che si concedono più vuoto: lo “spreco” dello spazio da sempre indica eleganza, ricchezza, prestigio, dall’arredamento alla pubblicità. Tutto comunque deve essere coerente con l’immagine aziendale . D’altro canto non si deve impoverire l’informazione: resta un punto saldo del sito. Nel caso in cui le cose da dire siano davvero tante, c’è lo stile dei portali , che riprende quello dei quotidiani, con più colonne e riquadri. In questi casi è importante aiutare il visitatore all’orientamento. Di solito il logo dell’azienda va messo in alto a sinistra, in quanto per la civiltà occidentale è il primo posto dove si pone lo sguardo. Poi man mano vanno inseriti i contenuti, con una logica che deve essere molto intuitiva per il visitatore. Se i testi sono tanti e non ci stanno in una schermata, secondo gli esperti di usabilità è meglio optare per il “paginone” da scrollare in basso piuttosto che spezzettare la pagina e costringere il lettore a cliccare “avanti” troppe volte.
    • Come progettare l’architettura di un sito Web
      • Realizzare una valida architettura è la parte più importante del lavoro di progettazione, che di fatto determina quanto il sito sarà usabile. Ci sono due opposti approcci all’architettura del sito, che dipendono dalla natura dei contenuti. L’approccio dal grande al piccolo prevede di partire dalle macro aree tematiche, che vengono scomposte in sottoinsiemi fino ad arrivare agli “atomi informativi”, che poi si traducono in pagine. L’altro approccio è dal piccolo al grande , usato quando sono già presenti dei database delle informazioni che si vogliono pubblicare. In questo caso dalle micro-categorie si deve arrivare ad un raggruppamento in macroaree. L’importante è non ragionare con l’organizzazione dell’azienda, ma con la mente dell’utente, che di solito utilizza termini meno tecnici ma più chiari e semplici per designare il prodotto o servizio che sta cercando nel sito. Una volta scelto l’approccio, che si parta dalle microinformazioni o dalle macro aree, bisogna poi strutturare tutta l’alberatura , specificando menù e sottomenù. Alcuni argomenti possono appartenere a più aree tematiche, altri fanno categoria a sé. Tutte queste informazioni sono preziose per realizzare il menù e la strutturazione delle pagine. Prima di progettare la struttura , è bene identificare il messaggio principale, la tipologia di informazioni , le connessioni logiche e tutte le necessità in termini di interrogazioni dei database.
    • Come progettare l’architettura di un sito Web
      • Poi si inizia tracciando le strade principali, i percorsi più semplici ed intuitivi, anche se è difficile trovare un sistema valido per tutti: si possono strutturare le informazioni per categorie, per tipologie di utenti (ad esempio aziende o utenti), per stagioni (per es. nei siti di moda), per ordine alfabetico (per cataloghi di libri o altri oggetti), geografico (per es. nel caso di negozi in franchising). Dopo aver individuato le vie principali, si devono definire i percorsi secondari di ciascuna area, cercando anche qui di scegliere la disposizione più logica ed intuitiva per i clienti. Per aiutare il visitatore è bene orientarlo, ad esempio colorando diversamente le macroaree del sito. E’ bene consentire al visitatore di poter agilmente passare da una macrocategoria all’altra, con menù chiari e sempre cliccabili da ogni pagina. Nel caso di sottocategorie, è bene indicare da qualche parte a che punto si trova il visitatore, ad esempio in un sito di animali domestici si può specificare che la pagina che sta consultando si trova nel percorso “mammiferi – felini – gatti - razza persiana”. L’aiuto più infallibile da offrire al surfer è la mappa del sito, anche se il fatto che la consulti vuol dire che si è perso e che probabilmente il sito non è molto usabile.
    • Come realizzare un sito interattivo che funzioni
      • Il presupposto per realizzare un’interattività ottimale, è sempre quello di partire dal punto di vista del visitatore. Per stabilire i processi di interazione online devi già aver progettato la struttura del sito, ora si tratta di raffinare i passaggi in cui chiedi all’utente di intervenire direttamente, come ad esempio nella compilazione di un form o nell’acquisto online . E’ importante pensare alle necessità del cliente più che a quelle aziendali. Un suggerimento per migliorare l’interattività è realizzare un sito con più profili utenti: ad esempio il portale di una grande compagnia telefonica è suddiviso tra clienti ed aziende, ciascuna sezione offre piani tariffari ritagliati sulle specifiche esigenze di quel target. In alcuni casi la diversa profilazione è gestita attraverso delle password, per far accedere a certe parti del sito solo una specifica tipologia di clienti dove presentare un’offerta adeguata di prodotti, servizi e prezzi. E’ importante gestire anche le risposte all’interazione: nel caso di una ricerca, si va da un minimo di zero, dove si avverte il cliente che nessuno degli articoli risponde ai requisiti da lui richiesti, ad un massimo di tot risposte, che vanno limitate, per evitare attese troppo lunghe. Ad esempio in certi siti è obbligatorio almeno un criterio di ricerca , altrimenti il risultato totale sarebbe un elenco troppo ampio.
    • Come realizzare un sito interattivo che funzioni
      • Altro elemento importante da considerare è la previsione di errori : l’utente può aver sbagliato a digitare qualcosa (perfino il suo nome, magari nella fretta), perciò si deve sempre offrire la possibilità di modificare o aggiornare i dati personali. Nel caso sia obbligatorio scrivere nel form uno specifico dato, come ad esempio l’e-mail personale, se l’utente non l’ha inserita, bisogna segnalarglielo tenendo traccia di quanto ha finora compilato, perché azzerare tutto e farlo cominciare da zero lo può spazientire e far fuggire. Dare sempre un feedback all’utente: se si è iscritto ad una newsletters, si deve prestabilire in automatico una risposta alla sua e-mail. Nel caso di un sito di e-commerce è importante rassicurarlo durante ogni passaggio, chiedendogli conferma, e ad acquisto concluso bisogna inviargli un documento dove c’è traccia dell’ordine e di tutte le informazioni utili a riguardo. Per venire incontro alle esigenze dell’utente è bene inserire delle Faq (domande frequenti) e pagine di aiuto. E’ bene spiegare con chiarezza le azioni da compiere in un sito, senza dare nulla per scontato, perché l’utente può non essere pratico di internet oppure le interazioni possono non essere così immediate come sembra a chi ha progettato il sito.
    • Come realizzare una buona interfaccia di un sito Web
      • L’interfaccia di un sito, definita anche ambiente, è la parte più evidente agli utenti finali: è ciò che in effetti vedono, e che giudicano bella e funzionale o meno, a seconda di come si presenta loro. E’ quindi importante renderla la migliore possibile. Interfaccia è un termine che indica un insieme di strumenti che consente l’interazione con un ambiente: ad esempio i comandi dell’automobile, i tasti di un telecomando, i pulsanti degli elettrodomestici. Una buona interfaccia deve innanzitutto essere chiara e comprensibile, poi, anche l’occhio vuole la sua parte, e quindi si deve curarne anche l’estetica. Un ambiente è tanto più immediatamente comprensibile quanto più fa riferimento ad un insieme di segni riconosciuti. Le tre classiche modalità di interazione di un’interfaccia sono la simulazione, la rappresentazione e l’azione. - L’interfaccia di simulazione ci immerge in un ambiente o in un’esperienza, quasi “virtuale”, come nei videogiochi in cui premendo un pulsante si spara o ci si muove attraverso un labirinto. - L’interfaccia di azione è la classica modalità usata nei programmi, in cui vi sono dei simboli/icone che indicano particolari azioni: la freccia per andare avanti o indietro, un pennello per disegnare, il dischetto per salvare, etc.. - L’interfaccia di rappresentazione è una via di mezzo delle altre due: riproduce un ambiente, ma per interagire con esso non si riproducono azioni reali tipo il camminare negli ambienti dei videogiochi, ma si deve cliccare su delle parti significative di esso che sono dei link ad un argomento pertinente. Un esempio sono le mappe geografiche di alcuni siti, che sono selezionabili per zona o regione: cliccandone una, puoi accedere agli hotel o ai negozi in franchising proprio di quella determinata area scelta. Per quanti riguarda le icone, è bene che siano chiare ed immediatamente comprensibili: ce ne sono alcune, come il cestino, la lente di ingrandimento per lo zoom, la freccia per il back, che sono ormai universalmente riconosciute.
    • Come realizzare una buona interfaccia di un sito Web
      • Sono di immediata comprensione anche i disegni del prodotto che si vende nella propria azienda, a patto che abbia una forma riconosciuta: ad esempio se si vendono libri e dvd, va bene poter distinguere le due sezioni del sito contraddistinguendole con due piccole immagini di questi prodotti. Più difficile è utilizzare delle piccole icone nel caso di tecnologie particolarmente complesse: si possono inserire nel sito delle immagini dettagliate destinate a degli esperti, ma stilizzarle e renderle icone rischia di minare la comprensione del sito ad un buon numero di utenti. Per realizzare un’interfaccia è poi fondamentale tenere presente il sistema culturale di riferimento: per paesi diversi il sito deve essere adattato, perché alcuni segni potrebbero non essere interpretati facilmente o alla stessa maniera. Ad esempio alcune note marche di automobili si ostinano a scrivere nei comandi le sigle “L” cioè left, sinistra, e “R” right per destra, rendendoli di difficile comprensione a tutta quella percentuale significativa di persone al mondo che non sanno l’Inglese. Un sito usabile deve essere comprensibile al maggior numero possibile di utenti, potenzialmente a tutti, quindi è bene partire da un minimo comune denominatore.
    • Come usare in modo tattico i colori in un sito web
      • All’inizio il Web era tutto grigio, poi ci si è accorti che i pixel colorati sono gratis, e si è affacciato l’uso del colore. Importante, per l’usabilità, è garantire la massima leggibilità del sito agli ipovedenti (persone che hanno difficoltà visive). Quindi è bene stabilire un contrasto: il che non significa solo il classico fondo bianco con scritte scure, ma anche il fondo scuro con scritte chiare. Questa seconda soluzione è comunemente utilizzata solo da siti di design, molto meno da aziende di produzione, perché c’è ancora una diffusa diffidenza sul colore scuro di fondo. Eppure è stato verificato che stanca meno la vista , tanto che le persone che disegnano quotidianamente su pc, come gli architetti e gli ingegneri edili, utilizzano programmi dove lo sfondo preimpostato è nero e le linee sono chiare. Largo al colore, quindi, l’importante è sceglierne uno coerente con l’immagine aziendale. Ormai tutti i monitor visualizzano migliaia di colori, quindi non ci sono problemi nel loro utilizzo nei siti Web. Chi non vuole osare, può tranquillamente restare nel più classico sfondo bianco, a patto di curare la grafica e renderla armonica. Il colore è utile non solo per definire l’identità di un sito, creandone l’atmosfera, ma anche per distinguere aree diverse dello stesso sito e per sottolineare delle parti importanti di un grafico o i campi obbligatori di un form.
    • Come usare in modo tattico i colori in un sito web
      • Nei link i colori sono utili anche per distinguere diversi livelli, che ad esempio in un sito di viaggi potrebbero essere le nazioni, le regioni e le singole città. In questo modo si aiuta il visitatore anche visivamente a capire dove si trova all’interno del sito.
      • Un uso ormai consolidato del colore è anche quello che serve per distinguere un link già visitato: generalmente si usa un colore molto simile, ma più cupo e sbiadito, per ricordare all’utente che l’ha già cliccato. Il colore è utile anche per organizzare lo spazio: può essere utilizzato per delimitare delle aree, oppure solo per incorniciare dei box.
      • Sulla combinazione di più colori in modo armonico vi sono varie teorie, ma una componente fondamentale viene rivestita dall’ambiente culturale e aziendale. Non ci sono trattazioni scientifiche sull’armonia dei colori, perché possono cambiare nel tempo, influenzate dalle mode. Ormai si vedono in giro le combinazioni più particolari e originali, impensabili anni fa. Se non ami osare, vai sul sicuro quando non scegli per il tuo sito più di tre colori diversi, eventualmente usando anche le loro sfumature.
    • Come progettare minisiti collegati al portale aziendale
      • E’ molto frequente l’esigenza di dover realizzare la grafica di più siti che sono collegati al portale aziendale. Possono riguardare un’area riservata, un prodotto specifico, una serie di eventi patrocinati dall’azienda, una campagna di marketing, etc.. Ciò che devono trasmettere questi minisiti è una comune appartenenza, ma allo stesso tempo una diversità, motivo per cui sono stati realizzati distintamente. Se la progettazione riesce bene, l’utente a colpo d’occhio individua dei tratti famigliari, simili, pur riuscendo a distinguere i due minisiti per il loro diverso ambiente. Per quanto riguarda i tratti di somiglianza, una facile tecnica è quella di mantenere fisso il sistema iconico dell’interfaccia, quindi la stessa disposizione e la stessa grafica dei menù. Ad esempio, si può mantenere l’intestazione nella parte superiore, il menù a destra ed i testi al centro. C’è un margine di cambiamento, l’importante è conservare una similarità: i colori possono essere diversi ma cromaticamente vicini. Si può mantenere costante un elemento grafico come una cornice, oppure proprio un colore, variando la combinazione con gli altri. I bottoni possono essere uguali o simili, in questo secondo caso si può variarne la dimensione a patto di mantenere lo stesso aspetto, ad esempio forme arrotondate, o squadrate, o 3D.
    • Come progettare minisiti collegati al portale aziendale
      • Il layout di pagina può perfino essere lo stesso, per siti che abbiano molto testo o molte immagini: in questo caso la similarità sta nello schema e nella disposizione, mentre balza agli occhi la differenza per la diversità di temi trattati e di immagini. L’importante, anche a livello empirico (e quindi chiedendo ad amici e colleghi di visitare i minisiti) è che se anche cambia l’intestazione ed il logo dei due minisiti, venga comunque percepita un’uniformità di ambiente. Tra gli elementi di distinzione, il primo va ricercato proprio nella motivazione stessa che ha spinto l' azienda a realizzare un minisito . E’ un prodotto o un servizio importante a cui dedicare particolare attenzione? E’ l’area clienti, ad accesso riservato, che fornisce utili servizi? E’ bene chiarire al visitatore fin da subito di cosa parla lo specifico minisito, qual è il suo scopo. Un altro elemento che può variare è la tipologia di immagini : ad esempio se nel portale istituzionale ci sono fotografie, in un minisito più specialistico possono essere sostituite da grafici o disegni tecnici. L’importante è mantenere una coerenza di grafica, il cambiamento iconico da fotografie a disegni deve avere il suo senso nel minisito.