Il viaggio come metafora pedagogica   (1994) Maria Teresa Moscato              3 lezione           10 ottobre 2012
• «A nostro parere la     figura del viaggio    presenta, nelle sue    infinite varianti […],     almeno 3 possibili  stru...
Le 3 strutture fondamentali del viaggio1. Il viaggio come “iniziazione”   alla condizione adulta2. Il viaggio come   trasf...
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I riti di passaggio  passaggio della soglia, ospitalità, nascita, pubertà,     fidanzamento, matrimonio, morte, stagioniOc...
Prima tipologia di “viaggio”per la Moscato: PINOCCHIO
PinocchioIl viaggio/iniziazione(all’età adulta) • […] il Collodi ha raccontato una delle metafore più    complete del proc...
1. L’inizio• All’inizio della sua  avventura/peripezia,  Pinocchio non è che  “un pezzo di legno”.
“Le avventure”     • La fuga appare la costante del   temperamento di Pinocchio e della sua condotta; fugge con una meta i...
Le figure adiuvanti oppure ostacolanti                                             •   La particolare presenza di tali    ...
“Diventare un ragazzo a modo”               • Le sue ripetute e                 serie promesse […]                 sono co...
“un bambino che non vuole crescere”              • Puer Eternus individuato da Jung              • Dopo diverse morti simb...
“un bambino in carne e ossa”        • 3. L’epilogo: “divetare Re”
Intermezzo di formazionedel professionista della“formazione”
È “dalla fine” CHE RACCONTI LA STORIA DELLA (TUA) FORMAZIONEinizio         margine   fine
Oltre la fine.       Sul compimento della formazione(1999) Saggio di filosofia dell’educazione.Lavoro sulla domanda: come ...
Un significato positivo di fine.Heidegger (1927)• «semplice cessare», «venir meno»,   cioè «dissolversi nella non   presen...
• «La chiusura è il limite  circolare all’interno del quale la    La chiusura  ripetizione della differenza si  ripete sen...
Lo scioglimento (Mottana)                                             Il Professionista                                   ...
Paolo Mottana, Formazione e affetti (1993)                                   Area potenziale = zona di sospensione eapertu...
I due tempi della formazione    FASE ISTUTUENTE                        FASE DESTITUENTEsentimenti ed emozioni di ogni     ...
2. Il bosco o del margine
• «L’ordine spaziale, temporale e  simbolico dell’avventura coincide […]  con l’ordine strutturale dell’esperienza  educat...
“Fine” dell’intermezzo daProfessionisti della formazione
Seconda tipologia di “viaggio”  per la Moscato: ULISSE
UlisseIl viaggio/trasformazione dell’adulto              • L’Odissea costituisce il                   modello strutturale ...
Odissea                  «Narrami, o              Musa, delluomo               dallagile mente,               che tanto va...
una maggiore conoscenza• Ulisse è un adulto (“la regalità e  la    responsabilità   sono     le  caratteristiche di parten...
• «Il viaggio ai confini“Il folle volo”   dell’impossibile, il viaggio come                   sfida dell’umano e del divin...
• «Il grande viaggio omerico      Itaca  assume […] il carattere  religioso di un  pellegrinaggio in quanto  cammino di  e...
Terza tipologia di “viaggio” per    la Moscato: ABRAMO
• A lui DioAbramo                                           impone diIl viaggio come “ESODO”                        “uscir...
Esci dalla tua terra• Abramo, non andare, non partire,  non lasciare la tua casa,  cosa speri di trovar?• La strada è semp...
• Abramo per il popolo e la  religione ebraiche;• L’Eneide di Virgilio: Enea• 1620. I Padri pellegrini e  l’epico viaggio ...
• «In questa terza tipologia, la dimensione di estraneazione  messa in moto dal viaggio, anziché presentare la struttura  ...
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Lez 3 moscato i

  1. 1. Il viaggio come metafora pedagogica (1994) Maria Teresa Moscato 3 lezione 10 ottobre 2012
  2. 2. • «A nostro parere la figura del viaggio presenta, nelle sue infinite varianti […], almeno 3 possibili strutture fondamentali, che in qualche caso si sovrappongonoparzialmente, in altri casi si confondono, ma chesono comunque presenti, anche in termini diconfusa contaminazione, nella coscienza contemporanea e nelle rappresentazioni collettive.» Cfr. p.103
  3. 3. Le 3 strutture fondamentali del viaggio1. Il viaggio come “iniziazione” alla condizione adulta2. Il viaggio come trasformazione/pellegrinaggio di un eroe adulto3. Il viaggio come “vocazione” di un eroe/fondatore
  4. 4. Vita e viaggio «Queste tre strutture fondamentali […] esprimono una triplice dimensione dell’esistenza.» Cfr. p.103 • «Nel tema del viaggio è l’intera1. La dimensione del rischio, del dubbio, vita umana […] che della scelta, della prova, del conflitto e viene descritta come della lotta, generalmente della solitudine “cammino” e ma anche dell’incontro e dell’aiuto provvidenziale “trasformazione”,2. Il cammino è tortuoso; ci si può smarrire cioè come un o tornare sui propri passi “movimento3. L’esito non è mai garantito: talvolta la meta si trasforma durante il cammino, intenzionale” verso talvolta il desiderato ritorno è impossibile, una meta solo talvolta la risorsa sono figure che ipoteticamente pre- accompagnano e sostengono ma sempre l’esito è una trasformazione interna. definita.» Cfr. p.104
  5. 5. • «Nel tema del viaggio èVita è viaggio ? l’intera vita umana […] che viene descritta come “cammino” e “trasformazione”, cioè come un “movimento intenzionale” verso una meta solo ipoteticamente pre-definita.» Cfr. p.104 • La figura mostra […] l’inseparabilità tra il percorso esistenziale e la trasformazione personale, l’esperienza vitale e l’educazione. Inseparabilità non vuole dire identificazione […]. Cfr. p.104
  6. 6. Il viaggio del minore (PINOCCHIO), cioè ilviaggio/iniziazione non è il “pellegrinare” dell’adulto (ULISSE), cioè il viaggio/trasformazione; questi due non sono il viaggio di fondazione (ABRAMO), cioè il viaggio/esodo.
  7. 7. Due tipi di viaggio:dell’Eroe-iniziando e dell’Eroe-adulto1. Il viaggio come separazione 2. Il viaggio come peripezia/peregrinazione• Il soggetto che viaggia, “si allontana da” un luogo e un contesto iniziali dati 3. Il viaggio come fondazione per dirigersi verso” un luogo diverso, che o presuppone un ricongiungimento o una integrazione. Egli diventa “straniero” nei luoghi che attraversa e “emigrante” per gli altri che lo incontrano; “soggetto debole”. Il viandante si trova forzatamente collocato in una dimensione di “marginalità”. Moscato, p.104
  8. 8. Approfondimento Avete mai letto: • Van Gennep • Turner • Propp ?
  9. 9. Van Gennep (1909)Propp (1928)• La struttura del viaggio è paragonabile agli studi sui riti di passaggio (iniziazioni) • La forma del viaggio di Van Gennep iniziatico dell’eroe/immaturo è I riti di passaggio (1909) prefigurata nelle fiabe così come le ha studiate Propp. E nei miti. Morfologia della fiaba (1928)
  10. 10. I riti di passaggio passaggio della soglia, ospitalità, nascita, pubertà, fidanzamento, matrimonio, morte, stagioniOccorre anche ricordare che i riti di passaggio materiale (cap.2) inaugurano l’analisidei riti che si snoda lungo tutto il libro. […] da questo modello emerge la nozione dimargine […] In qualisiasi passaggio materiale si incontra pur sempre una linea diconfine più o meno chiara e rigorosa, una soglia, una zona neutra o terra dinessuno, un qualche elemento fisico insomma che divide i due spazi attraverso cuiavviene il passaggio. La struttura dei riti di passaggio riproduce in termini simbolici,questa articolazione fisica, per cui i riti di passaggio si configurano necessariamentecome A) riti di separazione o preliminari, B) riti di margine o liminari, C) riti diaggregazione o postliminari.
  11. 11. Prima tipologia di “viaggio”per la Moscato: PINOCCHIO
  12. 12. PinocchioIl viaggio/iniziazione(all’età adulta) • […] il Collodi ha raccontato una delle metafore più complete del processo educativo e dei suoi rischi nella storia di Pinocchio. Cfr. p.114
  13. 13. 1. L’inizio• All’inizio della sua avventura/peripezia, Pinocchio non è che “un pezzo di legno”.
  14. 14. “Le avventure” • La fuga appare la costante del temperamento di Pinocchio e della sua condotta; fugge con una meta ideale (Paese dei Balocchi, Campo dei Miracoli) da ogni disciplina.• Rifiuta di accettare la realtà umana in cui non si ottiene nulla senza applicazione e fatica; l’aspirazione a diventare un bambino vero (metafora della condizione umana) richiede sforzo personale.
  15. 15. Le figure adiuvanti oppure ostacolanti • La particolare presenza di tali figure caratterizza lo schema del viaggio/iniziazione per ciò che riguarda la possibilità di subire inganni e lo diversifica dal viaggio dell’eroe adulto.• L’eroe/iniziando deve imparare a distinguere di chi possa rischiare di fidarsi e quando; ma deve comunque fidarsi di qualcuno.
  16. 16. “Diventare un ragazzo a modo” • Le sue ripetute e serie promesse […] sono costantemente sconfessate da nuove fughe e da rinnovate bugie. Cfr. p.114
  17. 17. “un bambino che non vuole crescere” • Puer Eternus individuato da Jung • Dopo diverse morti simboliche dell’infanzia: l’impiccagione, l’annegamento nella forma di ciuco, il venir divorato dalla pescecane, Pinocchio conquisterà la vita adulta (la condizione umana) “per mezzo della esperienza della realtà che egli attraversa” cfr. p.115.
  18. 18. “un bambino in carne e ossa” • 3. L’epilogo: “divetare Re”
  19. 19. Intermezzo di formazionedel professionista della“formazione”
  20. 20. È “dalla fine” CHE RACCONTI LA STORIA DELLA (TUA) FORMAZIONEinizio margine fine
  21. 21. Oltre la fine. Sul compimento della formazione(1999) Saggio di filosofia dell’educazione.Lavoro sulla domanda: come finisce un’esperienza formativa?Una tessitura tra filosofi: Heidegger, Nietzsche e Derrida, psicanalisti: Freud, Klein, Lacan e Fournoy, pedagogisti: Mottana, Franza, Makarenko e Rousseau, antropologi: Van Gennep.Riflessioni non direttamente operative, per aprire a una nuovacompetenza. Mancanza di una bibliografia in merito: si pensasempre l’educazione come qualcosa da fare, da diffondere, dicui c’è bisogno, un gesto infinito, e mai nella positività delsuo venir meno. Una prima esplorazione del tema.
  22. 22. Un significato positivo di fine.Heidegger (1927)• «semplice cessare», «venir meno», cioè «dissolversi nella non presenza».Es: ha smesso di piovere.• «decadimento», «impotenza»; mancanza come indisponibilità.Es: il pane è finito.• «raggiungere la totale presenza Ende = Ort, cioè luogo proprio con la fine», cioè o in cui la totalità di una «perfezione» come «massima storia, di un processo o compiutezza» o essere «non ultimato» come essere interrotto, dello sviluppo di un incompiuto. qualsiasi evento, siEs: la strada. raccoglie nella sua estrema possibilità…
  23. 23. • «La chiusura è il limite circolare all’interno del quale la La chiusura ripetizione della differenza si ripete senza fine. Cioè il suo spazio di gioco.»• «Pensare la chiusura della rappresentazione significa pensare il tragico: non come rappresentazione del destino, ma come destino della rappresentazione. La sua necessità gratuita e senza fondo.» Derrida Nichilismo come mancanza di limiti
  24. 24. Lo scioglimento (Mottana) Il Professionista della formazione presidia la fine se invita SMANTELLARE “l’area potenziale”. … degli spazi, dei tempi, dei segni e delle relazioni.
  25. 25. Paolo Mottana, Formazione e affetti (1993) Area potenziale = zona di sospensione eapertura modulazione chisura possibile cambiamento; spazio di gioco della formazione. • Luogo finzionale della formazione (Massa). • Transizionalità (Winnicott); esperienza del bambino che sperimenta i primi possessi non-me. Si tratta del tempo in cui lo spazio esterno va definendosi come separato, ma è ancora affettivamente carico di percezioni interne. Gioco. • Possibilità (Vygotsky); accanto al livello effettivo di sviluppo naturale, funzione di stimolo e di intervento educativo dell’adulto.
  26. 26. I due tempi della formazione FASE ISTUTUENTE FASE DESTITUENTEsentimenti ed emozioni di ogni sentimenti ed emozioni di ogni esperienza di inizio: esperienza di conclusione: entusiasmo, novità, timore fine, perdita, lutto momento delicato, anche momento delicato, anche traumatico, drammatico, spesso spesso non problematizzato: sottolineato: celebrato, sempre negato o aggirato, sempre necessario necessario; riparatorio o di valutazione creazione del setting: l’area potenziale viene smantellata: linguaggio speciale, legami, fine clima speciale, tempi, spazi, tempi, spazi, simboli, corpi simboli e affetti inizio, apertura, avventura epilogo, chiusura, ricordo
  27. 27. 2. Il bosco o del margine
  28. 28. • «L’ordine spaziale, temporale e simbolico dell’avventura coincide […] con l’ordine strutturale dell’esperienza educativa e di qualsiasi oggetto pedagogico: entrambi affondano le proprie radici in quello della vita reale nel momento stesso in cui se ne distanziano istituendo un nuovo “ Il bosco ” campo di realtà che rifluisce in essa, riorganizzando e ristrutturando le sue straordinarietà significazioni più profonde.» episodicità unicità finzionalità artificialità Massa (1989) Linee di fuga. L’avventura nella formazione umana
  29. 29. “Fine” dell’intermezzo daProfessionisti della formazione
  30. 30. Seconda tipologia di “viaggio” per la Moscato: ULISSE
  31. 31. UlisseIl viaggio/trasformazione dell’adulto • L’Odissea costituisce il modello strutturale ideale di molte successive varianti letterarie, e in questa forma: la seconda struttura tipica del viaggio come peregrinazione/trasform azione, permane nella tradizione occidentale fino al presente per la sua purezza archetipica. Cfr. p,117
  32. 32. Odissea «Narrami, o Musa, delluomo dallagile mente, che tanto vagò, dopo che distrusse la sacra città di Troia.» • «Nella struttura complessa dell’Odissea lo schema dell’avventura/peripezia costituisce solo il livello narrativosuperficiale, sotto il quale si rivela nettamente il disegno di un pellegrinaggio esistenziale, di un itinerario di trasformazione personale […] profondamente “religioso”. Manca del tutto nell’Odissea l’elemento “vocazione” […].» Cfr, p.118
  33. 33. una maggiore conoscenza• Ulisse è un adulto (“la regalità e la responsabilità sono le caratteristiche di partenza del suo viaggio” cfr. p.118) che "O frati," dissi, "che per cento milia affronta la sua trasformazione perigli siete giunti a loccidente, a questa tanto picciola vigilia attraverso una serie di prove e tentazioni. di nostri sensi chè del rimanente non vogliate negar lesperïenza, di retro al sol, del mondo sanza gente.• «L’esito del viaggio sarà una Considerate la vostra semenza: maggiore conoscenza della fatti non foste a viver come bruti, propria umanità e della realtà ma per seguir virtute e che trasformerà radicalmente canoscenza". l’eroe.» Cfr. p.118
  34. 34. • «Il viaggio ai confini“Il folle volo” dell’impossibile, il viaggio come sfida dell’umano e del divino, il viaggio come conseguenza dell’hubris dell’eroe ha la prima figurazione nel mito di Odisseo, di cui Dante reinterpreta il finale nel XXVI canto dell’Inferno: l’eroe omerico che aveva sfidato il canto delle Sirene rivelerà, nella tradizione occidentale successiva, la dimensione di “empietà” di una ragione umana che non riconosca i confini della sua ansia di conoscenza; il viaggio dell’Ulisse dantesco oltre le Colonne d’Ercole rinnova così la simbologia della trasgressione di Adamo nei confronti dell’albero proibito della conoscenza.» Cfr. p.128
  35. 35. • «Il grande viaggio omerico Itaca assume […] il carattere religioso di un pellegrinaggio in quanto cammino di espiazione/trasformazione: si pensi all’immagine di Itaca […] e si riconoscerà una variante pagana della “terra promessa” e della patria perfetta, cui la divinità non consente l’accesso in relazione alla colpa di cui si è macchiati.» Cfr. p.118
  36. 36. Terza tipologia di “viaggio” per la Moscato: ABRAMO
  37. 37. • A lui DioAbramo impone diIl viaggio come “ESODO” “uscire” dalla terra di Ur, per muovere verso la “terra promessa”; figura della patria perfetta, e del “regno”, dove si realizzerà il dono divino di una• Abramo, figura dell’uomo di fede di cui “discendenza più riconoscono la paternità sia gli Ebrei numerosa che i Cristiani che i Mussulmani, è dell’arena del anche potente figura archetipica mare”. Cfr. dell’Eroe fondatore. p.129
  38. 38. Esci dalla tua terra• Abramo, non andare, non partire, non lasciare la tua casa, cosa speri di trovar?• La strada è sempre quella, ma la gente è differente, ti è nemica, dove speri di arrivar?• Quello che lasci tu lo conosci il tuo Signore cosa ti dà? - un popolo, la terra e la promessa - parola di Jahvè.
  39. 39. • Abramo per il popolo e la religione ebraiche;• L’Eneide di Virgilio: Enea• 1620. I Padri pellegrini e l’epico viaggio del brigantino Mayflower con il suo approdo sulle coste del Massachussetts, ricostruito e reinterpretato dalla tradizione puritana posteriore;• Il mito della “frontiera” americana (le carovane di pionieri verso la terra promessa, più o meno laicizzata, dell’West) e il genere western (la lotta contro la natura del West selvaggio) sottotraccia nascondono la ricerca di se stessi; costruiscono il mito della nuova cittadinanza americana
  40. 40. • «In questa terza tipologia, la dimensione di estraneazione messa in moto dal viaggio, anziché presentare la struttura a spirale del “ritorno al punto iniziale”, presenta piuttosto il carattere dell’irreversibilità lineare, connesso alla vocazione iniziale dell’Eroe Progenitore. […] la dimensione del viaggio è aperta o messa in moto da una “chiamata”, o comunque da un ordine divino; l’itinerario è unidirezionale, e il ritorno è sempre impossibile, non perché ci sia un esito fallimentare del viaggio, ma perché la vocazione divina determina […] un termine definitivo e irreversibile […] di separazione dal contesto iniziale.» Cfr. p.128
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