Your SlideShare is downloading. ×

Must - mediterranean urban space transformation

751

Published on

new production

new production

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
751
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
1
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. Negli ultimi decenni, con una velocità in passato sconosciuta, le città del Mediterraneo hanno cambiato volto. Un progettointerdisciplinare che intende mappare I cambiamenti sociali e le trasformazioni nelle aree urbane più nascoste del Mediterraneo.Un esplorazioni e viaggio in barca a vela di un gruppo di artisti, ricercatori e scienziati in un itinerario di 8.100 Km, cheattraverserà 8 nazioni in circa 120 giorni di navigazione. Da Marsiglia a Istanbul, da Barcellona a Cagliari passando per Tunisi,Atene, Genova, Napoli, Catania e Bari artisti, ricercatori scienziati cercheranno di mettere in evidenza le storie, le tensioni,lidentità che emergono dalla relazione dei luoghi con i suoi abitanti, realizzando un eccezionale diario I materiali di ricerca, testi,azioni urbane, immagini, video interviste e reportages. I materiali raccolti vengono accumulati allinterno di un archivio esuccessivamente rimodulati e proposti in diversi formati e nutriti display multimediali tra mostre, video documentari,performance e pubblicazioni. OVERLAPPING DISCRETE BOUNDARIES MEDITERRANEO Progetto interdisciplinare sulla trasformazione urbana nelle città del Mediterraneo tra architettura, paesaggio e arti visive.
  • 2. Il mediterraneo non è solo geografia. I suoi confini non sono definiti nénello spazio né nel tempo. Non sappiamo come determinarli in chemodo: sono irriducibili alla sovranità o alla storia, non sono ne stataline nazionali. Somiglia al cerchio di gesso che continua ad esseredescritto e cancellato, che le onde e i venti, le imprese e le aspirazioniallargano e restringono.Breviario Mediterraneo, Predag Metvejevic.
  • 3. 1.IL TEMA:Negli ultimi decenni le città del Mediterraneo hanno cambiato volto. Recenti ricerche sull’habitat, condotte dalle Nazioni Unite(UN 2002), sottolineano come negli ultimi trent’anni e con una velocità in passato sconosciuta, si sia quasi completamentestravolto in termini numerici lo storico rapporto della popolazione residente negli agglomerati urbani rispetto a quella cherisiede nelle campagne. I flussi migratori dei popoli e la conseguente, variegata e spesso incontrollata, espansione urbana dellemetropoli sono il risultato di una continua mutazione e trasformazione sociale, antropologica e culturale di quell incredibilemosaico di persone, culture e paradigmi comunicativi che si incontrano tra le tante culture dei popoli del Mediterraneo. Latrasformazione delle città data dalla sempre più alta densità abitativa, ha generato inevitabilmente nuove tipologie di spaziurbani, che nel corso del tempo hanno formato una nuova identità culturale. Il cambiamento in atto è indubbiamente unfenomeno storico di portata globale che vede le città del Mediterrano un luogo ideale di osservazione.
  • 4. 2.IL PROGETTO:Negli ultimi decenni, con una velocità in passato sconosciuta, le città del Mediterraneo hanno cambiato volto. In termininumerici, lo storico rapporto della popolazione residente negli agglomerati urbani rispetto a quella che risiede nellecampagne, si è completamente stravolta: i flussi migratori dei popoli e la conseguente e la variegata e spesso incontrollataespansione urbana delle metropoli, la trasformazione delle città data dalla sempre più alta densità abitativa, sono il risultatodi un continua mutazione e trasformazione sociale, antropologica e culturale di quell incredibile mosaico di persone, culturee paradigmi comunicativi che si incontrano nelle svariate culture dei popoli del Mediterraneo. Questo fenomeno ha generatoinevitabilmente nuove tipologie di spazi, che nel corso del tempo hanno formato una nuova identità urbana delmediterraneo: uno spazio “meticcio” in cui fra i conflitti si opera una continua negoziazione dei contrasti socioeconomici edelle risorse culturali, abitate come sono da nuove forme di povertà e di esclusione sociale, dalle incertezze dellapartecipazione sociale e della riqualificazione urbana, dalla necessità di nuove politiche. Alla luce di questi cambiamenti, lecittà del mediterraneo deve essere oggi valutato alla luce dei processi di globalizzazione e dei molti nomadismi che laattraversano: uno scenario plurale e molteplice abitato da culture differenti nel quale vengono agite nuove pratiche culturalie prodotte rappresentazioni sociali spesso contraddittorie. Il progetto intende mappare i cambiamenti sociali e letrasformazioni urbane in atto in dodici città del Mediterraneo attraverso un analisi multidisciplinare tra arte e scienza. Unapiattaforma di ricerca team ricercatori, artisti e scienziati appartenenti alle arti visive, all’architettura, alla sociologiaurbana, le scienze cognitive e le nuove tecnologie, si spostano di volta in volta in specifiche contingenze urbane: un viaggioin barca a vela lungo quattro mesi da Marsiglia a Istanbul, da Barcellona a Cagliari passando per Tunisi, Atene, Genova,Napoli e Tangeri in cui il team di lavoro per mettere in evidenza le storie, le tensioni, lidentità che emergono dalla relazionedei luoghi con i suoi abitanti. I materiali di ricerca, testi, azioni urbane, immagini, video interviste e reportages, prodotti eraccolti durante lunghi periodi di residenza nelle aree urbane, vengono accumulati allinterno di un archivio.Successivamente, le esperienze di questo percorso si concretizzano in diversi e nutriti display multimediali, mostre, videodocumentari, performance, pubblicazioni.
  • 5. 3. BACKGROUND DEL PROGETTO:Il progetto si inserisce allinterno di Overlapping Discrete Boundaries, una ricerca interdisciplinare che indaga relazione letrasformazioni urbane in specifici luoghi, città, territori sparsi nel globo: una riflessione sui cambiamenti globali della nostrasocietà attraverso uno studio sul corpo e le sue trasformazioni antropologiche e socio culturali nello spazio urbano. Il progettosi sviluppa grazie ad una piattaforma mobile di ricerca multidisciplinare di ricercatori, artisti e scienziati appartenenti alle artivisive, all’architettura, alla sociologia urbana, le scienze cognitive e le nuove tecnologie, che di volta in volta nelle diverse fasiprocessuali che sviluppa nelle specifiche contingenze urbane. I materiali di ricerca, testi, azioni urbane, immagini, videointerviste e reportages, prodotti e raccolti durante lunghi periodi di residenza nelle aree urbane, vengono accumulatiallinterno di un archivio. Successivamente, le esperienze di questo percorso si concretizzano in diversi e nutriti displaymultimediali, quali video, documentari, mostre, pubblicazioni, coreografie, installazioni, workshop e conferenze.La prima tappa del progetto è stata sviluppata in Asia nel 2010 e prodotta allinterno del progetto “Focus on Art and Science inthe Performing Arts” con il supporto del Cultural Program of the European Commission e di Nao – Nuovi Autori Oggi. Il viaggio,durato 4 mesi, ha toccato alcune aree urbane delle città di Hong Kong, Singapore, Kuala Lumpur, Shenzhen, Hanoi, Ho Chi MinhCity. Successivamente al periodo di ricerca è stato prodotto il lavoro Lau Nay: una installazione performativa in collaborazionecon la performer giapponese Sayaka Kaiwa. Il lavoro è stato presentato in festival e musei darte contemporanea. E statorealizzato inoltre, il video documentario ASIA di circa 45 minuti, già presentato in rassegna di cinema e video documentari. Unlaboratorio e numerose conferenze di presentazione del progetto sono già state presentate in varie università in Italia eallestero.I risultati della prima tappa di ricerca hanno aperto nuove questioni intorno alla funzione della pratica artistica comeproduzione di pensiero non solo estetico, o legato a presupposti di fruibilità, ma come un agente in grado di riflettere ed anchedi creare cambiamenti, trasformazioni e mutazioni dello spazio urbano quotidiano.Il progetto nel Mediterraneo si propone di sviluppare e promuovere una produzione multidisciplinare in linea con le suddettemodalità esperienziali.
  • 6. Technical caratheristics:Anno di costruzione 2003overall lenght m. 15,39beam m. 4,85engine Yanmar 100 hpFuel tank l. 400, Water tank l.860Total sail surface mq. 1204. IL VIAGGIO:Il viaggio nelle città del Mediterraneo sarà effettuato in baca a vela, un Jeanneau Sun Odyssey sloop 52,2 (15,39 mt). Oltreallalloggio dellequipaggio, la barca sarà appositamente allestita come studio di produzione audiovideo.
  • 7. Scheda itinerario: partenza 01/05/2012 Cagliari Km Totali: 8.100 Durata: 120 giorni Mesi di viaggio: 4 mesi Paesi: 8 Tappe: Marsiglia; Istanbul; Barcellona; Cagliari; Tunisi; Atene; Genova; Napoli; Catania; Bari; Tangeri; Beirut; Equipaggio: 6 persone Veicolo: Barca a Vela Modello: Jeanneau Sun Odyssey sloop 52,2 (15,39 mt)4. IL CONTESTO:Per una lettura chiara delle problemtiche proposte, vengono individuati quartieri e aree urbane specifiche di riferimento, in cuile tensioni e trasformazioni urbane e sociali sono più visibili.
  • 8. CAGLIARI – borgo SantElia - 39°13′0″N 9°7′0″EIl quartiere del borgo SantElia è il più meridionale della città. Sorge a ridosso di unarea una volta paludosa, vicino al faro diSantElia. Il quartiere vecchio giace di fronte al mare: un reticolo intricato di stradine che si snodano fra vecchie case e alcentro del quale si trova una chiesa. In origine questo era un borgo di pescatori. La via diretta per entrare nel quartiere, cheappare come un borgo quasi isolato dal continuum urbano, è il viale Borgo SantElia. Nel piazzale di fronte al mare, il largoSantElia, sorge il vecchio Lazzaretto, risalente al XVII e anticamente area di ricovero per gli ammalati ed oggi trasformato inun museo.A nord di questa zona negli anni settanta è stato costruita unarea nuova, lungo la via Schiavazzi, a breve distanza dal nuovostadio; il quartiere consta di palazzi di grandi dimensioni, ed è considerata ad oggi larea più degradata della città, anche pervia del fatto della diffusa criminalità nel borgo, dedita a diverse attività illecite.
  • 9. NAPOLI – Zona Est - 40°50′0″N 14°15′0″ELa più vasta zona industriale di Napoli, larea che include i quartieri S.Giovanni, Barra, Ponticelli, Gianturco, Poggioreale. E’ unterritorio - cerniera con i paesi vesuviani – condizionato da caos materico e degrado ambientale.
  • 10. TUNISI - (da definire) - 36°49′00″N 10°09′00″ETunisi è una città di 728.000 abitanti dellAfrica settentrionale, capitale e massimo porto della Tunisia (di cui è la città piùpopolosa) e capitale del governatorato omonimo. Si trova sulle rive di una laguna presso lantica Cartagine, unita al MarMediterraneo da un canale navigabile di circa 10 km che lo collega allavamporto della Goletta. La sua esistenza è giàtestimoniata nel IV secolo a.C. I dintorni della città sono ricchi di vigneti e uliveti.
  • 11. CATANIA Librino - 37°31′0″N 15°4′0″ELibrino è un quartiere periferico a sud ovest della città di Catania, progettato intorno alla metà degli anni sessanta come cittàsatellite modello. La progettazione venne affidata al famoso architetto giapponese Kenzo Tange. Nostante labbondanteurbanizzazione, vi sono presenti conigli selvatici e lepri. Dopo decenni di abbandono e degrado dei pur moderni edifici e dellestrutture urbanistiche del quartiere, negli ultimi anni cè stata uninversione di tendenza che ha portato un relativomiglioramento della viabilità e dei collegamenti con il centro cittadino. Allinterno del quartiere si distinguono alcunecooperative edilizie decisamente ribelli al fatto che Librino sia ritenuto sinonimo di delinquenza e sporcizia.Il quartiere, nel corso del tempo è divenuto tristemente simbolo di criminalità (inferiore per intensità solo al quartiere di SanCristoforo), organizzata e non, che raggiunge lapice nel "Palazzo di Cemento", vero e proprio covo della criminalità organizzatadel quartiere, nonché centro dei principali atti criminosi (spaccio di droga, omicidi, traffico illegale di armi, ricettazione).
  • 12. BARI - Stanic - 41°7′31″N 16°52′0″EStanic è un area che si trova allinterno del quartiere San Paolo. Tristemente associato dai baresi allindustria e ai danniambientali che ne derivano, nellarea di Stanic infatti, proprio accanto alle zone residenziali, sorgono grossi stabilimenti (moltidei quali sono causa anche di un pesante inquinamento atmosferico) le cui emissioni dannose in alcuni giorni rendono lariapressappoco irrespirabile: pochissime sono infatti le zone verdi del quartiere. La carenza di strutture sociali è inveceparzialmente compensata dalla presenza a Stanic del Teatro Kismet.Sono infine da ricordare alcuni antichi insediamenti rupestri che si trovano nel quartiere: tra i più importanti vi sono le traccedi un basolato antico della famosa via Traiana, nei pressi di Contrada Prete, e la rurale chiesetta romanica di San GiorgioMartire, situata nellomonima strada e appartenente al XI secolo, al di sotto della quale è presente un esteso ipogeo.
  • 13. TANGERI - CEUTA – 35°46′N 5°48′WOgni mattina, dal lunedì al giovedì, il poligono di El Tarahal, area di magazzini commerciali alla periferia estrema di Ceuta, èinvasa da quasi 10.000 persone. Sono per la maggior parte donne marocchine, rimaste sole, o con figli piccoli a carico, maanche uomini non più giovani o invalidi parziali, che entrano nell’enclave per necessità, per fare le/i portadores.Si caricano sulle spalle pacchi enormi, che arrivano a pesare anche una cinquantina di chili, contenenti merci di tutti i tipi,dalle scarpe agli alcolici, legali ed illegali, difficilmente reperibili in Marocco.
  • 14. MARSIGLIA, Panier e Noailles 43°17′51″N 5°22′38″E+Da secoli il Panier è rifugio di marinai e immigrati, e ancora oggi si presenta come un affascinante mosaico culturale.Calabresi, napoletani, corsi si installano qui a partire dal XIX secolo. Più recentemente la zona attira migranti dal Nord Africa,dal Vietnam, dalle Comore. Un tempo Panier godeva di una cattiva reputazione, a tal punto che solo i marsigliesi più coraggiosiosavano avventurarvisi, da oltre ventanni il Panier è stato riabilitato e oggi può essere considerato un quartiere sicuro ancheper i turisti. Certamente è uno dei luoghi più interessanti e suggestivi di Marsiglia. Dopo il ‘risanamento’ le comunità diimmigrati sono state trasferité nella periferia nord.Noailles è un quartiere abitato in maggioranza da immigrati di origine magrebina e subsahariana meravigliosamente vivace ecolorato, rumoroso e sporco. Si sente parlare arabo, e altri dialetti che s’intrecciano al francese. Alla scoperta di una comunitàche rischia smantellamento culturale, urbano e del suo sistema sociale.
  • 15. ATENE - Menidi e Metaxourgico - 37°58′N 23°43′EMenidi, è uno dei quartieri più popolari di Atene. Un luogo in cui si sono stabiliti gli immigrati kazaki in seguito alla caduta delMuro di Berlino e alla dissoluzione dellUnione Sovietica.Metaxourgico è uno dei quartieri industriali di Atene, costruito intorno a diverse fabbriche, ha storicamente ospitato le famigliedegli operai e un grosso numero di immigranti provenienti dalle zone rurali. Il quartiere è stato caratterizzato dalla presenzadella classe operaia ed è ancora oggi riconoscibile una tipica combinazione di residenze e laboratori artigianali. Alla fine deglianni ’90 il quartiere ha subito un forte degrado fisico e sociale. Gli spazi industriali dismessi e gli spazi pubblici intorno sonostati utilizzati per attività illegali, provocando un senso di insicurezza molto forte tra gli abitanti. La massiva dismissione delleindustrie e le conseguenze indotte da questo fenomeno hanno incoraggiato il Comune a sviluppare un progetto diriqualificazione urbana.
  • 16. BEIRUT - Quarantena - 33°54′N 35°31′EAl-Karantīna” (Quarantena) è uno dei quartieri più poveri della periferia orientale di Beirut,Il nome è minaccioso; Quarantaine,ed è larea dove i francesi mettevano in quarantena gli immigrati. Negli anni Venti è diventato un campo profughi, molto tempodopo quelle strade ammaccate e palazzi fatti di tufo e cemento sono state teatro dei tragici scontri tra falangisti cristiani epalestinesi. Oggi, come accade in molte città del mondo, dove zone malconce diventano trendy perché scelte da artisti eintellettuali con il culto della rovina a basso costo, anche il quartiere Quarantaine di Beirut è sul punto di diventare unarea allamoda.
  • 17. ISTANBUL - Balat, Fener e Fatih - 41°01′N 28°58′EIl Quartiere di Fener era chiamato Fanari in greco ed era il quartiere abitato in epoca ottomana da Greci ortodossi. Oggi restauna sola chiesa, delle 79 chiese greco ortodosse della città a non essere mai stata trasformata in moschea.Il quartiere Fatih è quello che si sviluppa intorno alla Moschea di Fatih ed è una parte del centro storico di Istanbul a ridosso diEminönü. E considerato il quartiere più “conservatore” di Istanbul, nel senso di osservazione religiosa.
  • 18. BARCELLONA - Ciutat Vella - 41°22′00″N 2°10′00″EUna analisi sulla fuga della popolazione locale dal quartiere di Ciutat Vella, vittima del turismo di massa e del degrado urbano.
  • 19. 5.OBIETTIVI DEL PROGETTO:Obiettivi generali:Il progetto intende indagare le tensioni e le trasformazioni urbane in alcune città del Mediterraneo mettendo in luce gli aspetti culturali e sociali ladimensione antropologica, politica e necessariamente culturale. Si propone anche di "mappare" lo spazio mediterraneo - inteso sia come metaforapolitico-culturale sia come "contenitore" di nuove forme di urbanità - secondo una prospettiva interdisciplinare, con lintento di fornire una visionedella città contemporanea del mediterraneo.La ricerca mira peraltro ai seguenti obiettivi:5a. Obiettivi diretti:- Individuazione e cartografazione di partner e centri di ricerca che lavorano a tematiche comuni su trasformazione urbana e corpo. Costituizione di unnetwork di cooperazione e studio “MedCityNet” del Mediterraneo;- Realizzazione di una piattaforma di ricerca mobile, il B_lab: una barca laboratorio in movimento che si muove di città in città;- Realizzazione un “Archivio del Mediterraneo” digitale accessibile al pubblico con video, materiali, interviste, scritti raccolti durante il viaggio;- Realizzazione di un video documentario che racconta lesperienza e la trasformazione urbana delle città del Mediterraneo da distribuire in festivaltematici e canali televisivi;- Realizzazione di un libro-catalogo con immagini, testi e altri contributi teorici, corredato, commentato, iconografato, dotato di percorsi bibliograficidi studio, comprensivo di carte geografiche e tematiche dellitinerario del progetto nel Mediterraneo, da porsi in vendita in tutta Italia e allestero;- Allestimento di una mostra multidisciplinare tra foto, installazioni, video sui materiali raccolti nelle varie città visitate;- Svolgimento di ciclo di conferenze di studi dedicate alle città del Mediterraneo;- Attivazione e svolgimento di un Corso/Workshop dal titolo “Urban Body”;- Realizzazione di uno spettacolo performativo coreografico;- Realizzazione ed up-dating di un sito web dedicato;5b. Obiettivi indiretti:- Stimolare l’attività multidisciplinare tra vari ambiti artistici, scientifici e di ricerca;- proporre un’alternativa sperimentale alle modalità di ricerca e analisi dello spazio urbano finora affrontate;- Contribuire ad un arricchimento culturale e scientifico attraverso linterscambio di conoscenze tra vari territori e risorse umane;- Rendere accessibili al pubblico attivando un movimento di pensiero e coscienza su una visione della citta del Mediterraneo futura ed eco-sostenibile;- Stabilire un ciclo virtuoso di osmosi, dialogo ed integrazione tra le varie realtà di ricerca nel bacino del Mediterraneo.
  • 20. 6. AZIONI PREVISTE DAL PROGETTO: Per ogni obiettivo specifico di cui al punto 5a. del presente progetto si prevedono diverse azioni.6a. Per il primo obiettivo (Individuazione e cartografazione di partner e centri di ricerca che lavorano a tematiche comuni sutrasformazione urbana e corpo. Costituizione di un network di cooperazione e studio “MedCityNet” del mediterraneo), sipropone: 1. Identificazione di Hosting Partners in ogni città individuata, compresi nei confini della regione di appartenenza. La ricerca avviene consultandositi, database e contatti interpersonali. 2. Individuazione criteri di valutazione per ogni Hosting Partners attraverso curriculum e passate esperienze nel campo della cooperazione eprogettazione interazionale simili alle tematiche del progetto. I soggetti scelti dovranno essere in grado di garantire livelli qualitativi elevati, intermini di affidabilità etica, logistica e organizzativa; 3. Ad ogni Hosting Partners verrà delegata la logistica, la promozione e il supporto della attività del progetto nella città. Dovranno inoltre trovarecontatti con altre istituzioni, università e centri di ricerca per ampliare le attività in loco. La raccolta fondi attraverso sponsor locali, sarà un altraattività delegata agli Hosting Partners. Un altro compito importante sarà la ricerca di volontari, artisti o altri partner locali per eventualicollaborazioni. Sarà indispensabile elaborare una scheda di domanda alla partecipazione, da sottoporre ai candidati che abbiano la capacità dipartecipare al progetto specificando i mezzi organizzativi, le competenze nellambito logistico e culturale. Promozione locale, sarà a cura degliHosting Partners. Levento sarà promosso attraverso la massimazione delle opportunità di rete telematica, depliants, pubblicità su stampa evisibilizzazione televisiva locale e regionale. 4 Tutti gli Hosting Partner dovranno, auspicabilmente, partecipare attivamente alle attività del progetto allestendo, nelleventualità, attività,workshop e incontri con le comunità locali.
  • 21. 6b. Per il secondo obiettivo (Realizzazione di una piattaforma di ricerca mobile B_lab di ricercatori: una barca laboratorio inmovimento che si muove da città in città), si propone: 1. Realizzazione del Il B_lab. Sarà ospitato allinterno di un Jeanneau 52.2, una barca a vela di lunghezza 16 m circa. La barca sarà trasformata inbase operativa di lavoro e centro produzione. in cui potranno viaggiare, vivere, alloggiare e lavorare un team di 5-6 persone. La barca viene inoltreattrezzata come studio audio e video, ufficio stampa. 2. Creazione di un team-piattaforma di ricerca costituita da 5-6 ricercatori. Questi, proveninei da diversi ambiti di studio, quali urbanistica,antropologia, storia contemporanea, arti visive, video, si occuperanno di analizzare e documentare con diverse strategie legate ai loro diversi campidi interesse, le aree urbane individuate. Interviste, azioni urbani, installazioni temporanee, performance, workshop saranno presentate, dipende daicasi, a seconda delle tematiche e situazioni esplorate in ogni singola città. Queste attività potranno essere ospitate in spazi pubblici come gallerie,musei, teatri, centri darte contemporanea per generare una mostra/display accompagnata da conferenze tematiche. Il team sarà inoltre costiutuitoda uno skypper. Durante la navigazione e gli spostamenti tra le varie città, i materiali raccolti saranno discussi rielaborati, archiviati e/o rielaboratidal Team in forma di testi, brevi frammenti video e foto per la realizzazione di brevi reportages per il sito e blog del progetto. 3. Individuazione criteri di valutazione per ricercatore, attraverso un presentazione di curriculum e di un proposta sulle modalità in cui si intendeaffrontare la ricerca. Valutazione delle passate esperienze nel campo della cooperazione e progettazione in team di ricerca. 4. Durante il viaggio sarà possibile ospitare altri persone nella fomula Guest On-board. Artisti, architetti, storici o ricercatori di prestigiointernazionale, invitati a partecipare alla ricerca, verranno intervistati allinterno della barca o in alcuni spazi urbani individuati. Renzo Piano, StefanoBoeri, Miguel Gausa, Yona Friedman, Gilles Clement sono alcuni degli importanti architetti con cui sono già stati avviati dei contatti. I loro importantisuggerimenti, idee e visioni della città contemporanea saranno di notevole e aiuto e arrichiranno inevitabimelmente la ricerca.
  • 22. 6c. Per il terzo obiettivo (Realizzazione un archivio “MedCityNet_Archive” digitale accessibile al pubblico con video, materiali,interviste, scritti raccolti durante il viaggio), si prevede: 1. Individuare un soggetto esterno, pubblico o privato, delegato dall’Associazione, atto a redigere, curare e archiviare, secondo alti standardqualititativi, un archivio di materiali raccolti durante le fasi del progetto. Denominato “MedCityNet_Archive”, larchivio porrà in evidenza lesperienzedella ricerca in particolare le tensioni ed emergenze naturalistiche, storico-artistiche e culturali delle città visitate, 2. La consultazione al pubblico sarà in forma digitale attraverso un sito online. Saranno disponibili i materiali video in versione integrale; leinterviste; le foto; le carta geografiche delle singole città con i vari punti di interesse; 3.Il “MedCityNet_Archive” sarà un archivio open-source in cui altri utenti potranno commentare e introdurre nuovi materiali di studio relativi allearee urbane esplorate nelle varie città. Larchivio potrà essere ospitato in forma di postazione interattiva allinterno di università, musei, mediateche ebiblioteche.
  • 23. 6d. Per il quarto obiettivo (Realizzazione di video documentario che racconta lesperienza e la trasformazione urbana delle cittàdel mediterraneo da distribuire in festival tematici e canali televisivi), si prevede: 1. Il documentario ha lambizione di raccontare il viaggio in barca vela e di fornire uno spaccato della trasformazione urbana e i conseguenticambiamenti sociali di alcuni quartieri di alcune città del Mediterraneo. Entreremo a far parte della ricerca, focalizzandoci sullartista AlessandroCarboni e sullequipaggio formato da artisti visivi, performer, fisici, antropologi, urbanisti che si occupano di città e trasformazione urbana.Osserveremo il lavoro dellartista le giornate, le avventure, gli incontri, il lavoro di squadra e le esperienze nei territori e nei quartieri esplorati. Losviluppo, le difficoltà e la crescita della ricerca saranno i punti nodali del film, e verrà data particolare attenzione al ruolo di Alessandro Carboni comemediatore tra differenti registri linguistici, tra un campo d’indagine e l’altro, tra i vari ricercatori, artisti e scienziati, e tra le figure complementari eruoli strategici. 2. Il film farà entrare lo spettatore allinterno del B_lab: un Jeanneau 52.2, una barca a vela di lunghezza 16 m circa. Nella barca, una baseoperativa di lavoro e centro produzione, osserveremo il lavoro e le discussioni per tutti i quattro mesi di navigazione. Lequipaggio inoltre saràcostiutuito da uno skypper che, durante il film, guiderà il nostro sguardo verso mare. 3. Nelle città, osserveremo il lavoro di Alessandro Carboni e dellequipaggio e le loro avventure nei porti e negli spazi urbani più nascosti: lunghecamminate, azioni performative urbane, interviste ad alcuni personaggi, agli abitanti radicati nel quartiere ormai parte integrante del tessuto urbanourbano della città, ci permetteranno di avere uno sguardo inedito e nuovo di ogni singola città. Inoltre conosceremo anche alcuni degli artisti,ricercatori che operano nellambito culturale e scientifico, patrimonio culturale ed umano delle città. 4. Durante il viaggio, nella barca, verranno ospitate e intervistate altre persone nella formula Guest On-board. 5. Utilizzando le più moderne tecnologie di ripresa digitale, riprese aeree, stop frame e high resolution close ups, una troup, ridotta ai minini(regista-operatore e assistente) seguirà i preparativi e tutto lintero viaggio. A seconda delle esigenze, una seconda troup, che verrà individuata perogni città, potrà dare assistenza nei momenti di maggiore difficoltà tecnica.
  • 24. 6. Oltre al documentario il progetto prevede altri prodotti che sfruttano al meglio i diversi media di grande diffusione oggi. Il documentario saràconfezionato in un dvd e potrà essere raccolto in un cofanetto dvd con un libro catalogo con immagini, testi e altri contributi teorici, corredato,commentato, iconografato, dotato di percorsi bibliografici di studio, comprensivo di carta geografiche e tematica dellitinerario del progetto nelMediterraneo, da porsi in vendita in tutta Italia e allestero. Il documentario sarà inserito alinterno del “MedCityNet_Archive”, un archivio digitale ditutta la ricerca. Il materiale, in formato digitale, sarà accessibile al pubblico con video, materiali, interviste, scritti raccolti durante il viaggio. Saràcreato un apposito sito internet ed annesso blog per promuovere non solo il progetto e le fasi del viaggio, ma potranno essere inseriti brevi clip dellesingole città già durante il viaggio. I fruitori dei sito web potranno seguire le diverse fasi di realizzazione del film diventando poi dei fruitori stabili diun sito dedicato. Il sito sfrutterà le potenzialità del 2.0 creando anche una rete di utilizzatori che potranno interagire con il sito e nel temposvilupparne i contenuti testuali, di immagini fisse e di filmati. Sarà allestita una mostra multidisciplinare tra foto, installazioni, video sui materialiraccolti nelle varie città visitate. 7. Sono ancora in fase di ricerca finanziamenti: reti televisive europee (ZDF, Germania e ARTE, rete Franco Tedesca), istituzioni locali, nazionali einternazionali (programma MEDIA, programma di sostegno Europeo al settore audiovisivo) e sponsor privati nel settore turismo, commercio,agricoltura, sviluppo sostenibile, regioni europee.
  • 25. 6e. Per il quinto obiettivo (Realizzazione di un libro-catalogo con immagini, testi e altri contributi teorici, corredato,commentato, iconografato, dotato di percorsi bibliografici di studio, comprensivo di carta geografiche e tematica dellitinerariodel progetto nel mediterraneo, da porsi in vendita in tutta Italia), si propone: 1. Un soggetto esterno, pubblico o privato, delegato dall’Associazione, atto a redigere un volume illustrativo, come un atlante, del Progetto,comprensivo di aspetti storici, scientifici, artistici, antropologici e sociologici, quant’altro corredi bibliograficamente l’iniziativa. E’ necessario che laraccolta e la documentazione del materiale, scritto, fotografico e cartografico all’interno di un volume risultino quanto più possibile forti, chiari sulpiano dell’esposizione, fedeli nella risoluzione grafica ed accattivanti anche sul piano estetico. Ciò allo scopo di consentire un’utilizzazione agile epiacevole del catalogo, finalizzata alla soddisfazione di curiosità intellettuali che possano preludere ad un incontro più professionale o menoimprovvisato alla disciplina e alle tematiche del progetto. Allo stesso modo, le suddette caratteristiche dell’opera dovrebbero stimolare la promozionee la diffusione della medesima nella più ampia fascia di popolazione. 2. Le varie sezioni del libro dovranno ripercorrere litinerario delle aree esplorate. Nei limiti della disponibilità economica si dovrà preferire unsupporto cartaceo di qualità, che valorizzi la resa fotografica. Le caratteristiche del catalogo dovranno essere immediatamente riconoscibili, di mododa “stigmatizzare” la ricerca in modo più diffuso possibile. 3. La trama letteraria, le didascalie, i commenti, le annotazioni di ogni genere e tipologia saranno in Italiano ed Inglese.
  • 26. 6f. Per il sesto obiettivo (Allestimento di una mostra multidisciplinare tra foto, installazioni, video sui materiali raccolti nellevarie città visitate), si propone: 1. Si identificheranno la migliore sede istituzionale ove allestire la mostra in oggetto. La mostra consisterà in un sufficiente numero di foto epannelli fotografici bilingui, disposti in un itinerario storico-temporale tematico, che tracci l’evoluzione del progetto. Per ogni città verrà dedicata unasezione e un particolare allestimento che racconti sia la trasformazione di quella specifica area urbana sia intervento del progetto in quel specificocontesto. 2. Verranno realizzate dal Team quattro installazioni artistiche ispirate al viaggio e alle città. Ogni installazione sarà costruita con materiali poveridi basso costo, facilmente realizzabili e trasportabili. Dettagli e misure verranno fornite in un secondo momento. Le opere e le installaziononi nonsaranno in vendita. 3. A corredo dei materiali proposti, potranno essere presentati altri studi, percorsi di indagine, monografie, narrazioni, cartografie e tutti idocumenti utili per arrichire la mostra. 4. L’allestimento tecnico scenografico dei pannelli, studiando i percorsi tematici ed inserendoli in una logica causale, sottolineerà l’evoluzione deicontenuti della percezione simbolica del viaggio e della ricerca empirica. I pannelli dovranno avere dimensione adeguata, dettagliare i contenuti condidascalie bilingue, disporre di cromie accattivanti che stimolino l’attenzione del pubblico, alternare proposte statiche ad esemplificazioni plastiche(dinamizzazione, proiezioni di brevi documentari, video, diapo, cd rom, ecc.). 5. La visibilizzazione della mostra dovrà essere massimizzata, attraverso i vettori consueti (stampa, televisione, cartacei, web, ecc.). 6. La mostra è aperta alla popolazione tutta. Altre persone interessate al progetto vengono identificate nelle Scuole ed Istituzioni Scolastiche di ogniordine e grado, storici, etnografi, cultori dell’architettura e dellurbanistica , etnografi, antropologi, paesaggisti, sociologi rurali. 7. E’ auspicabile l’attenzione da parte del pubblico accademico. Il successo della manifestazione dovrebbe incentivare l’attivazione di eventisimilari futuri ed il moltiplicarsi di iniziative che prevedano l’integrazione europea come tema dominante.
  • 27. 6g. Per il settimo obiettivo (Svolgimento di ciclo di conferenze di studi dedicate alle città del Mediterraneo;), si propongono quattrogiornate, così congegnate: 1. Il tema centrale dela conferenza è la relazione tra corpo e città nel Mediterraneo. In particolare, indaga gli aspetti peculiari del corpo che, nelle suediverse specificità, diventa l’agente, l’asse portante di trasformazione sociale e urbana. Il seminario riflette su questi temi creando un territorio ibrido etransdisciplinare di sperimentazione in cui l’osservazione e la documentazione urbana sono gli elementi chiave di una interpretazione visiva e performativa.La conferenza dedica uno speciale approfondimento sulle città paradigmatiche visitate durante il viaggo.
  • 28. 6h. Per il ottavo obiettivo (Attivazione e svolgimento di un Corso/Workshop dal titolo “Urban Body”), si dispone la realizzazione, acura di un soggetto esterno, pubblico o privato, di un Corso/workshop di Studi, dalle caratteristiche seguenti: 1. Durata: dal lunedì al sabato, sei ore giornaliere per 36 ore complessive. 2. Finalità: scopo del corso è di aggiornare figure professionali già inserite nel tessuto artistico e/o di ricerca negli ambiti delle artivisive,performance, architettura, urbanistica. Una nuova figura di ricercatore comprende il territorio, lo spazio e le tensioni urbane; è in grado di realizzareprogetti, individuare le strategie di analisi contestualizzate; conosce i mezzi e la storia di un luogo; reinterpreta elabora e realizza nuove opere sullabase delle conoscenze acquisite; 3. Localizzazione: trattandosi di un corso eminentemente teorico, pratico ed operativo, le aule ed i laboratori dovranno possedere i requisitimultidisciplinari, ad esempio scuole darte o facoltà di architettura. Il laboratorio, in particolare, dovrà dotarsi di tutti gli strumenti per larealizzazione di proposte di progetto, (si consiglia un kit compresi degli utensili per la lavorazione di materiali quali carta, legno, ferro ect. daconsegnare ad ogni partecipante). 4. Struttura: Modulare. Ogni giornata verrà dedicata ad un particolare aspetto della sperimentazione urbana, privilegiando il momento operativo(lanalisi di uno caso studio urbano urbano). Il corso si svolgerà in aula, in laboratorio, e in strada e prevederà la docenza di esperti artisti, antropologi,urbanisti e scienziati. (Moduli, orari e dettagli da confermare)
  • 29. 6i. Per il nono obiettivo (Realizzazione di uno spettacolo performativo coreografico), si propone: 1. Il progetto coreografico verrà realizzato durante una residenza coeografica in un centro coreografico, teatro o spazio multidisciplinare. Per unperiodo di circa 30 giorni, Alessandro Carboni collaborerà con un danzatore, un tecnico luci, uno scenografo e un segratario di produzione. I dettaglitecnici e relativi costi di produzione sono ancora in fase di definizione. 2. Il tema della coreografia si baserà su una ricostruzione di una geografia mentale di luoghi, percezioni e frammenti mnemonici del viaggio nellecittà del Mediterraneo. Città, corpi e folle che animano le tensioni e le trasformazioni urbane sono rappresentate in scena dalla relazione tra undanzatore e una installazione. La coreografia si baserà su uno studio specifico del corpo e della sua relazione con lo spazio: una metafora della città sucui proiettare nuove forme e dimensioni scalari tra il corpo e spazio permettendo di immaginare territori urbani reali, metaforici e psichici.
  • 30. 6l. Per il decimo obiettivo (Realizzazione ed up-dating di un sito web dedicato), 1. Si affiderà ad un soggetto privato la realizzazione e l’updating di un sito del Progetto dedicato, accuratamente e costantemente monitorato,incrementato ed aggiornato. Allinterno del sito, oltre ai contenuti realativi al progetto, saranno create inoltre i seguenti servizi: * pagina Facebook; * canale Twitter; * canale YouTube; * suite di contenuti Video * canale Flickr * contenuti Iconografici * contenuti testuali e ipertestuali * videotag e Testimonianze * diario di bordo attraverso la pratica dell’instant Blogging sul sito del progetto. * diffusione dei contenuti attraverso altri canali di on line * georeferenziazione del percorso attraverso l’utilizzo creativo del Geoblogging e delle Social-Geo Applications.
  • 31. 7. FASI DEL PROGETTO:Si distinguono cinque fasi temporali d’esecuzione del progetto:1° fase: (sei mensilità: aprile 2011 - agosto 2011) studio di fattibilità, piano produzione per la ricognizione e lindividuazionedegli Hosting Partner da coinvolgere e foundraising. In questa fase si individuano partner interessati alla post produzione,mostra video documentario e pubblicazione.2° fase (8 mensilità: settembre 2011 - marzo 2012 ): organizzazione e logistica del progetto. Individuazione del team, corsi divela e acquisto materiali. Comunicazione e pubblicità, compresa la realizzazione del sito web, sua implementazione edaggiornamento. Test di prova di B_lab.3° fase (sei mensilità: aprile 2012 - ottobre 2012) Inizio del viaggo della B_lab. Esplorazione delle città e sviluppo attività delTeam.4° fase (sei mesilità: novembre 2012 - febbraio 2013) Post produzione: realizzaione video documentario e montaggio;realizzazione dellarchivio “MedCityNet”; realizzazione pubblicazione; progettazione mostra, corsi e conferenze; realizzazioneperformance; promozione materiali;5° fase (12 mesilità: marzo 2013 - marzo 2014) Divulgazione e touring: presentazioni; attivazione corsi e conferenze; tour dellamostra e dello spettacolo;
  • 32. 8. RISULTATI ATTESI:L’obiettivo generale del progetto è di rivitalizzare ed istituire all’interno dellamobito della sperimentazione in campo artisticoe scientifico strumenti di innovativi di ricerca: una metodologia, un archivio, dei materiali in cui sia lambito accademico chelampio pubblico possa usufruire. Le comunità siano esse scientifiche e non, saranno chiamate, necessariamente, a studiare,diffondere, condividere e partecipare e scoprire luoghi e parti del mediterraneo nascoste, che al loro interno nascondono unanuova identità del mediterrano. Le comunità e gli Hosting Partner dovranno essere protagonisti nello sviluppo delle attività,favorendo la riappropriazione dell’identità culturale degli abitanti e degli spazi urbani.
  • 33. PRODOTTI COLLATERALIOltre al documentario il progetto prevede altri prodotti che sfruttano al meglio i diversi media di grande diffusione oggi. Ildocumentario sarà confezionato in un dvd e potrà essere raccolto in un cofanetto dvd con un libro catalogo con immagini, testie altri contributi teorici, corredato, commentato, iconografato, dotato di percorsi bibliografici di studio, comprensivo di cartageografiche e tematica dellitinerario del progetto nel Mediterraneo, da porsi in vendita in tutta Italia e allestero. Ildocumentario sarà inserito alinterno del “MedCityNet_Archive”, un archivio digitale di tutta la ricerca. Il materiale, in formatodigitale, sarà accessibile al pubblico con video, materiali, interviste, scritti raccolti durante il viaggio. Sarà creato un appositosito internet ed annesso blog per promuovere non solo il progetto e le fasi del viaggio, ma potranno essere inseriti brevi clipdelle singole città già durante il viaggio. I fruitori dei sito web potranno seguire le diverse fasi di realizzazione del filmdiventando poi dei fruitori stabili di un sito dedicato. Il sito sfrutterà le potenzialità del 2.0 creando anche una rete diutilizzatori che potranno interagire con il sito e nel tempo svilupparne i contenuti testuali, di immagini fisse e di filmati. Saràallestita una mostra multidisciplinare tra foto, installazioni, video sui materiali raccolti nelle varie città visitate. Il progettodarà lavvio alla costituizione di un network data base di cooperazione e studio “MedCityNet” del Mediterraneo.
  • 34. BIOGRAFIAAlessandro Carboni, artista multidisciplinare, affronta percorsi di ricerca cheda sempre coinvolgono più discipline e che attingono da studi sia teorici siapratici. Il suo know-how, maturato come artista visivo e performer, sifocalizza sul corpo e le sue relazioni con lo spazio. Le sue pratiche siconsolidano negli anni attraverso una metodologia pratica e teorica dicomposizione che lo avvicina a percorsi simili perseguiti nellambito dellascienza (in particolare alcune delle ricerche effettuate in architettura,geografia urbana, processi cognitivi e scienza dei sistemi complessi). Negliultimi anni, ha sviluppato numerosi progetti, mostre e performanceattraverso lunghe piattaforme di residenza in Europa, Hong Kong, India eCina. Nei suoi progetti, lartista si avvale di collaborazioni con performer,ricercatori, urbanisti, architetti e sociologi, creando delle piattaforme dilavoro che divengono elementi sostanziali nel percorso progettuale. Egliassume così il ruolo di mediatore tra differenti registri linguistici, tra uncampo d’indagine e l’altro, tra figure complementari e ruoli strategici. Negliultimi anni, ha sviluppato numerosi progetti, video, mostre e performanceattraverso lunghe piattaforme di residenza creative. Insegna e svolgeattività di ricerca presso la School of Architecture di Hong Kong, la CentralSaint Martin’s University of Art di Londra, la Naba di Milano e la Facoltà diArchitettura di Cagliari dove coordina il LaDU: laboratorio di densità etrasformazione urbana. Recentemente ha iniziato il progetto Complex BodyNetworks Research Lab.www.alessandrocarboni.org

×